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"sabato delle idee"

Volume
CulturaIn primo pianoLibri

Un volume sul lato oscuro di Napoli

scritto da L'Interessante

Volume

di Maria Rosaria Corsino

 

La giustizia e la camorra, il territorio e i disastri ambientali, la pubblica amministrazione e gli abusi edilizi, la politica e i mercanti di voti. Ci sono gli ultimi 25 anni della storia di Napoli raccontati con lucidità, precisione e senza ipocrisie nell’ultimo libro del magistrato Aldo De Chiara: “Per la mia Città”(Guida Editore). Un titolo che racconta del legame forte tra il magistrato napoletano, oggi in servizio alla Procura di Salerno, e la sua città che viene raccontata e sferzata col l’intransigenza del giurista miscelata con la passione civile di chi continua ad impegnarsi per un cambiamento possibile e lo prospetta in queste pagine ricche di impulsi propositivi.

Il volume verrà presentato in anteprima lunedì 7 Novembre alle ore 18 nella Sala degli Angeli dell’Università Suor Orsola Benincasa, dove due anni or sono proprio De Chiara aveva coordinato l’organizzazione del “Sabato delle Idee” dedicato alla Terra dei Fuochi con l’allora Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando e con la partecipazione di tutti i comitati dei territori campani più martoriati dai disastri ambientali.

Alla presentazione del volume, coordinata dal direttore de “Il Mattino”Alessandro Barbano, prenderanno parte il Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa,Lucio d’Alessandro, il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris e il presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, che proprio presso lanFacoltà di Giurisprudenza dell’Università Suor Orsola Benincasa ha fondato la prima cattedra italiana specificamente dedicata allo studio della Legislazione antimafia.

Presentazione del volume

Per verificarne l’attualità, la casa editrice Guida ripropone nel volume gli interventi scritti da Aldo De Chiara negli ultimi cinque lustri su alcune delle principali testate giornalistiche cittadine. Le analisi dell’opinionista traggono alimento, in gran parte, dalle vicende di Napoli e della relativa area metropolitana. Esse non si limitano ad evidenziare criticità, ma sviluppano meditate proposte al legislatore o alla pubblica amministrazione con l’unico comune denominatore dell’interesse della Città. È lo sforzo del cittadino che ama il luogo in cui è nato e vive. Cento articoli raggruppati in quattro aree tematiche: Ambiente e territorio, Giustizia, Sicurezza urbana, Politica e pubblica amministrazione.

8 novembre 2016 0 commenti
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Incontro
AttualitàIn primo pianoParliamone

Referendum: un incontro per vederci chiaro

scritto da L'Interessante

Incontro

di Maria Rosaria Corsino

Ad un mese dallo svolgimento del referendum costituzionale del 4 Dicembre “Il Sabato delle Idee”, il pensatoio napoletano che riunisce alcune delle migliori eccellenze scientifiche, culturali ed accademiche del Mezzogiorno,promuove un incontro aperto alla città per favorire un confronto multidisciplinare sulle diverse ragioni di voto.

“La Costituzione in cammino: scenari e prospettive del referendum” è il titolo dell’incontro che si svolgerà Giovedì 3 novembre alle 16.30 presso il Centro Congressi dell’Università degli Studi di Napoli Federico II in via Partenope.

“Un confronto sereno e ragionato tra studiosi, politici, studenti e società civile che provi ad analizzare senza preconcetti le diverse prospettive che potrebbero aprirsi per il nostro Paese a seconda dell’esito del voto referendario rappresenta un importante contributo alla discussione democratica e alla formazione di una scelta di partecipazione consapevole al voto”. Così Marco Salvatore, fondatore de “Il Sabato delle Idee”, spiega le ragioni di questa nuova iniziativa che, per favorire un’ampia discussione che analizzi le ragioni politiche e giuridiche della riforma anche in maniera comparatistica rispetto a quello che accade negli altri Stati europei, radunerà a Napoli due dei principali esponenti degli schieramenti politici contrapposti nel voto referendario, come l’ex presidente del Senato,Renato Schifanie il senatore Luigi Zanda della Commissione Affari Costituzionali, ma anche alcuni dei più autorevoli studiosi italiani in tema di diritto costituzionale, come il giudice emerito della Corte Costituzionale,Sabino Cassese, e in tema di sistemi politici europei, come Biagio De Giovanni, professore emerito di Filosofia politica all’Università “L’Orientale” di Napoli e Paolo Pombeni, professore emerito di Storia dell’Europa all’Università degli Studi di Bologna. Ad ‘arbitrare’ il confronto, aperto anche ai quesiti del pubblico, ci sarà il direttore de “Il Mattino”,Alessandro Barbano.

Il Sabato delle Idee: un incontro interessante

“Il Sabato delle Idee” è un’iniziativa ideata nel 2009 dalla Fondazione SDN e dall’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli con l’obiettivo di far sorgere a Napoli nuovi spazi di discussione e di “risvegliare” la riflessione ma soprattutto la produzione di nuove idee nella società civile e nella classe dirigente nazionale, partendo da Napoli. E già dalla seconda edizione del Sabato delle Idee l’allargamento dei partner dell’iniziativa ha dimostrato come nella città di Napoli vi siano tante realtà scientifiche e culturali che hanno passione e capacità per impegnarsi nel rilancio della città. L’auspicio è che la rete delle eccellenze campane che scelgono di lavorare insieme possa crescere sempre di più, per realizzare l’obiettivo fondante del Sabato delle Idee: promuovere l’impegno civile, la partecipazione ragionata e la realizzazione di progetti concreti per lo sviluppo di Napoli e del Mezzogiorno contro l’indifferenza, la rassegnazione ed il pessimismo.

3 novembre 2016 0 commenti
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CTS
CulturaIn primo pianoTeatro

ANCORA UN DOPPIO APPUNTAMENTO NEL WEEKEND TEATRALE AL CTS

scritto da L'Interessante

CTS

ANCORA UN DOPPIO APPUNTAMENTO NEL WEEKEND TEATRALE AL CTS

LE DONNE PROTAGONISTE DEI DUE SPETTACOLI AL PICCOLO CASERTANO

Il Piccolo Teatro Cts di via Louis Pasteur 6 a Caserta (zona Centurano) anche per questa settimana ripropone tre giorni di spettacoli. Precisamente per venerdì 18 novembre alle ore 21 è previsto lo spettacolo presentato dalla compagnia Sin Hombre in ”SUDiamo l’anima”, ideazione, scrittura e regia di Maria Iannotta con Viviana Venga, Simona Cipollaro, Mario Bellafonte, Luigi De Simone, Carmine Iannotta e Rino Principe Abate, musiche e parole originali di Mario Bellafonte in arte Bema, luci, audio e grafica di Cesare Napolitano, scene di Archeos. Mentre per sabato 19 alle ore 21 e domenica 20 novembre alle 19 verrà presentato “Aspettando che spiova”. In scena Gianluca d’Agostino nelle vesti di interprete, regista e autore dello spettacolo, con lui Luigi Credendino.

Queste le note di regia per ”SUDiamo l’anima”. La scena si apre con un confessionale al centro, una luce bianca, fioca, lo illumina, intorno è tutto buio. Il confessore (B) è già dietro la tendina del confessionale, non appare mai. Ai lati del confessionale delle panche di legno, si intravedono delle sagome sedute. Tutte le sagome sono caratterizzate da una corda legata alla caviglia, e sono tutti vestiti di nero, con al polso una maschera bianca, inespressiva. Suona la campanella che dà inizio alla funzione. Si illumina la prima panca, leggermente di rosso, caldo, c’è seduto un ragazzo, molto giovane apparentemente, ha una chitarra in mano, l’accorda. È un viaggio nell’entroterra campano, è tutto lasciato all’immaginazione, molte le cose taciute, lasciate all’interpretazione propria. Si tratta di quel pezzo di Campania che tutti nominano ma nessuno conosce veramente. Quando si pensa al Sud, viene in mente solo il sole, anche se la pioggia è la protagonista indiscussa. Il tentativo è quello di raccontare come si vive veramente quaggiù, che nonostante le brutture, si sopravvive, che spesso ci si affida alla fede bugiarda, che a volte non si vede più la luce e ci si lascia andare, o che a volte l’ignoranza prevale e che si chiede perdono per dei peccati che forse non si ha nemmeno commessi. Che si suda davvero l’anima, ma che non si sa bene a chi chiediamo perdono. Che forse è meglio che questi peccati li teniamo per noi.

Ecco alcune considerazioni a margine dello spettacolo “Aspettando che spiova”. Il testo di questa pièce è inedito. Il progetto nasce innanzitutto da un desiderio di fare teatro insieme e dall’esigenza di creare qualcosa di proprio a 360°. C’è un attore con una propensione alla drammaturgia, il quale scrive per sé e per altri attori che ha incontrato nei diversi contesti e coi quali vorrebbe lavorare ancora. La scrittura nasce per l’attore e non è l’attore che deve adattarsi al testo. Nel caso specifico di questo spettacolo, gli attori hanno seguito il lavoro preliminare alla messa in scena ancora più da vicino, eseguendo un ciclo di letture di alcune bozze, durante la fase di costruzione del testo, per aiutare l’autore a trovare nuove idee e suggestioni. Infatti, il risultato finale è figlio dei dibattiti nati durante queste letture. Lo spettacolo vuole essere una critica disillusa al teatro, in una maniera, ci si prefigge, nuova, inedita, innovativa; ma è anche un gioco. La scrittura ha come presupposto l’intento di creare, piuttosto che dei personaggi plausibili, un insieme di occasioni per gli attori che si muovono dentro quelle parole e quei rapporti.

Queste le note di regia. Un temporale è lo sfondo della performance. Serve a creare il clima, l’atmosfera di tensione e di malumore di fondo, ancor prima che avvenga tutto. Il diluvio è metafora di un mondo che si avvia verso il capolinea. Il presagio di una catastrofe, di qualcosa che è più grande e che non si potrà mai gestire. La regia sarà essenziale, si ricreerà l’effetto climatico con il supporto tecnico di audio e luci. Per quanto riguarda la scena, si immagina un teatro che perde. Qua e là recipienti di varie dimensioni a raccogliere le gocce che il soffitto non riesce a trattenere. Si immagina che ci sia una specie di tetto o qualcosa del genere sulle teste degli attori, dal quale ogni tanto cada a terra un po’ d’acqua piovana accumulatasi.

18 novembre 2016 0 commenti
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Andar per cantine
CulturaEventiIn primo piano

Andar per cantine: ad Ischia l’iniziativa della Pro Loco

scritto da L'Interessante

Andar per cantine

Andar per cantine anche in bici e al chiaro di luna: così Ischia celebra il vino

Dal 18 al 25 settembre tour guidati per la nona edizione dell’evento organizzato dalla Pro Loco Panza: sei itinerari, molti eventi collaterali. Cunicoli scavati nel tufo verde, traccia dell’identità dell’isola d’Ischia, e vigneti a picco sul mare, simbolo dell’agricoltura eroica. E poi i volti i contadini e imprenditori, esistenze dedite alla terra, e l’intreccio di aneddoti e storie, permeate dal dialetto. Dal *18 al 25 settembre* va in scena la nona edizione di Andar per cantine, la manifestazione organizzata dalla Pro Loco Panza (info e prenotazioni 081 908436) che svela ’anima terragna di Ischia attraverso una serie di percorsi tra le cantine più antiche di un territorio che vanta una tradizione millenaria nel suo rapporto con la vite, testimoniata dai reperti custoditi nel museo archeologico di Villa Arbusto, e che festeggia i cinquant’anni dell’Ischia Doc. E in un’edizione nata sotto i migliori auspici (con prenotazioni dalla Germania, dalla Svizzera e dall’Austria), a conferma di una crescita costante del turismo ecosostenibile, non mancano le novità. «Siamo partiti
dal canovaccio tradizionale della nostra manifestazione – spiega Leonardo Polito, presidente della Pro Loco Panza – per aprirci a nuove idee che incontrino l’attenzione e la curiosità di isolani e turisti». Tra le novità assolute, “Cantinando in bike”, il percorso enogastronomico per cicloamatori che, in collaborazione con *Only green*, propone ai visitatori un tour guidato in bici, anche elettrica, alla scoperta delle cantine dell’isola d’Ischia. Doppio appuntamento quotidiano dal 18 al 25
settembre (10.30 e 15.30) per assecondare, come spiega Domenico Trani, tra gli ideatori dell’iniziativa, «il desiderio sempre più forte dei nostri turisti di apprezzare l’isola girandola in bici». Grande attesa anche per “Cantinando
sotto le stelle”: il 20 e il 22 settembre, con  partenza alle 18:45 in trenino, i visitatori toccheranno le cantine più belle dell’isola al chiaro di luna.

Carichi di suggestione i sei percorsi, che abbracciano un caleidoscopio di luoghi, percorrendo capillarmente l’entroterra dell’isola alla scoperta dei sentieri del vino e dei templi dedicati al dio Bacco. Itinerari intriganti simbolicamente intitolati alle varietà dell’uva isolana: il Biancolella, che si snoda tra Forio e Serrara Fontana,  e il percorso Uva rilla, che abbraccia i comuni di Ischia e Barano (tra le novità, le antiche grotte delle cantine Perrazzo, un cunicolo suggestivo nel tufo a due passi dal porto), il Forastera e il San Lunardo, il Per ‘e Palummo e il Frassitelli.

«Ma le tracce del rapporto privilegiato tra Ischia e il vino risiedono anche nei sentieri più suggestivi», spiega Francesco Mattera, reggente della sezione isolana del Club Alpino Italiana, che collabora con la Pro Loco Panza e propone, in particolare, il *percorso dell’eremo di San Nicola* (mercoledì 21 e venerdì 23, partenza alle 15) e quello della *Bocca di Tifeo* (giovedì 22 e sabato 24, partenza alle 15). Il primo conduce alla vetta dell’Epomeo, il secondo al campo di fumarole più esteso dell’isola, testimonianza diretta del vulcanesimo secondario. “ Andar per cantine ” propone anche appuntamenti di gusto, a cominciare da “Ischia Safari”, un viaggio nel gusto guidato da quaranta professionisti nella suggestiva location del “Negombo”, da un’idea di Pasquale Palamaro e Nino Di Costanzo (appuntamento lunedì 19 alle 19:30).

Grande attesa per il corso di preparazione e degustazione del *coniglio alla cacciatora*, piatto tipico per eccellenza e visceralmente legato al vino, che è peraltro uno degli ingredienti fondamentali della sua ricetta. Tutti i giorni, dal 18 al 25 settembre (ore 18:30), all’agriturismo “La Pergola” sarà possibile cimentarsi con lo chef Giuseppe nella “tradizione in due ore”, un vivace laboratorio dedicato al coniglio all’ischitana.

A Palazzo Pezzillo, nel cuore pulsante di Forio, tutte le sere – dal 17 al 23 – degustazione di vini tipici isolani. E ancora: le Cantine Pietratorcia ospitano mercoledì 21 alle 20:30 la *Cena della vendemmia*. E il binomio terme-vino troverà una concreta traduzione nell’appuntamento di domenica 25 ai Giardini Poseidon, con degustazione alla grotta del vino a partire dalle 9.

Quest’anno, la manifestazione abbraccia anche un itinerario guidato di storia, arte e degustazione attraverso i vicoli del centro storico di Forio (martedì 20, giovedì 22 e sabato 24, partenze alle 10 e alle 15). Il gran finale è in programma domenica 20 alle 20:30 alla Tenuta Piromallo con la consegna dei premi “*Cento cantine in mezzo al mare*”, riconoscimenti
assegnati a chi si impegna con passione nella valorizzazione del prezioso patrimonio agricolo dell’isola d’Ischia. «Di pari passo con la crescita di
Andar per cantine – spiega Leonardo Polito – abbiamo assistito a un recupero di cantine e terreni incolti, che fino a pochi anni fa sembravano destinati al più completo abbandono e che invece, complice il lavoro della Pro Loco Panza, negli ultimi anni sembrano nuovamente protagonisti». Nel corso della serata conclusiva, previsto anche un concerto classico napoletano con “La Ghironda”.

*Per tutti i percorsi di “Andar per cantine” è obbligatoria la prenotazione, le partenze sono da piazza San Leonardo a Panza (alle 10 e alle 15, il costo di 15 euro include navetta, visita alle cantine, guida e degustazione).  Per info e prenotazioni 081 908436 e  www.prolocopanza.it  http://www.prolocopanza.it.

16 settembre 2016 0 commenti
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terra di lavoro birra fest
CulturaEventiIn primo pianoMusica

Terra di Lavoro Birra Fest

scritto da L'Interessante

Terra di Lavoro Birra Fest

Terra di Lavoro Birra Fest è il primo evento interamente dedicato alla cultura della birra artigianale della provincia di Caserta, che da importanza alle realtà regionali

Un momento di promozione ed approfondimento culturale su questo interessante mondo promosso dalla Bcc Terra di Lavoro San Vincenzo de’ Paoli e organizzato del gruppo dei Giovani soci “Bcc Lab”.

Come Funziona?
L’evento si terrà presso la suggestiva location del Quartiere Militare Borbonico di Casagiove, a poche centinaia di metri dall’uscita dell’autostrada Caserta Nord.
Durerà due giorni, 23 e 24 settembre, dalle ore 18:00 alle 2:00 tra degustazioni , buona musica e seminari formativi sulla cultura birraia.
All’ingresso sarà distribuito un Kit di degustazione comprensivo di sacca, bicchiere e carta descrittiva delle birre dal costo di euro 5,00 cadauno a copertura dei costi della manifestazione.
I gettoni per le degustazioni saranno consegnati presso lo Stand BCC Lab al costo di 2 euro ciascuno per 20 cc di prodotto, la prima avrà valore di 1 euro.
Entrambe le sere è previsto un palinsesto musicale di caratura nazionale che Vi accompagnerà nella scoperta del mondo della birra artigianale.
Sarà infine possibile fermarsi a cenare presso l’area street food allestita in uno dei cortili.

I BIRRIFICI
Birra Karma
Quando nella provincia casertana si parla di birra artigianale, semplicemente il capostipite è il Karma. Forte della sua professionalità, qualità e dedizione nel tempo, Mario Cipriano ha fatto si che il proprio prodotto diventasse il frutto di una visione moderna della tradizione antica, combinando i sapori e i profumi della tradizione contadina campana.

Okorei Microbirrificio
Okorei di Mariglianella (NA) è la birra artigianale realizzata attraverso la forma della cooperazione. Nasce dalla passione comune di alcuni amici e dall’esperienza del mastro birraio Alberto Mochetti. Tra vendita “clandestina” tramite GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) e mercatini alternativi del circuito Genuino Clandestino, le loro creazioni diventano sempre più apprezzate.

Lievito & Nuvole sas di Manzo Alessio & C
Dall’irpinia proviene il birrificio lievito e nuvole che dal 2013, con il proprio mastro birraio Alessio Manzo di origine aversana, realizza una vasta scelta di birre. Ricerca e qualità sono alla base della propria filosofia, non tralasciando la creazione di birre derivanti da idee speciali.

White Tree Brewing
White Tree Brewing è il Beer Firm made in Caserta al 100% . Capitanato da Sergio Landolfi, questa realtà cerca di ritagliarsi uno spazio nel mercato delle birre artigianali da diversi anni, offrendo prodotti di qualità. L’intento è quello di realizzare, come da vero homebrewer, la propria birra, con tutte le difficoltà presenti e i propri mezzi a disposizione.

La Birra Artigianale
Il Sannio viene rappresentato dal SAINT JOHN’S BIER – LA BIRRA ARTIGIANALE di Faicchio dei fratelli Gianni e Mario Di Lunardo. All’inizio di questo millennio l’idea comune li porta alla produzione di birra nè filtrata né pastorizzata che fosse la prima della loro provincia, rompendo con il mondo del vino che da sempre caratterizza questo territorio. Col tempo le proprie birre sono diventate prodotti per veri intenditori, sbarcando fino in Canada ed in America.

StiMalti
Nato ad ottobre 2014, la provincia casertana accoglie una nuova figlia del proprio territorio: StiMalti di Casale di Carinola. Ferdinando Lonardo seleziona i migliori ingredienti sul mercato e attraverso un connubio tra artigianalità e passione nel rispetto della tradizione, dell’equilibrio e del gusto, garantisce l’impronta particolare alle sue birre.

LA MUSICA
Venerdì 23 Settembre

Tonia Cestari
Tonia Cestari, classe 90, cantautrice casertana. All’età di 16 anni inizia a suonare la chitarra, a scrivere canzoni e ad esibirsi. Il suo pop acustico le permette di ritagliarsi uno spazio importante non solo in Campania, bensì in tutta Italia. Nel 2014 entra nel campus MTV New Generation, nel 2015 vince il premio Mogol e poi quest’anno l’invito di Red Ronnie al Barone Rosso. Tonia ha un suo gruppo con il quale si esibisce: Rossella Scialla alle percussioni, Ilaria Venuto al violino ed Eugenio Fiorillo al basso. Attualmente si sta dedicando alla realizzazione del suo primo album.

The Marvels
La band The Marvels è formata da tre ragazzi della provincia casertana (Ferdinando Cipullo, Mario Meli e Giuseppe Grillo), il cui genere è un perfetto mix tra alternative punk rock e pop punk, che da brio alle loro canzoni interamente in lingua inglese. Nel 2012 pubblicano il loro primo album, ed iniziano così la vera avventura di artisti rock: partire con la gavetta realizzando un tour per tutta l’Italia per promuovere le loro canzoni. L’ultimo lavoro è uscito a gennaio di quest’anno riscontrando già da subito un buon successo.

Foja
Il gruppo campano folk-rock emergente più solido del panorama nazionale. Nato nel 2006, da sempre ricerca del suono e qualità nelle parole, contraddistinguono il sound trascinante di questi ragazzi napoletani. Il nome della band lascia da subito intuire il loro spirito, la foja, in italiano foga è qualcosa che brucia dentro, una fiamma che tiene vivi, infervora l’anima.
I membri del gruppo sono: @Dario Sansone (voce e chitarra), Ennio Frongillo (chitarra), Giuliano Falcone (basso), Gianni Schiattarella (batteria), Luigi Scialdone (chitarra, mandolino e ukulele).
Calcano da anni palcoscenici nazionali e non solo, chiudendo tour che si aggirano sulle 350 esibizioni. Importanti collaborazioni rafforzano ancora di più il pensiero su di loro: energici, romantici e che fanno emozionare tutti coloro che assistono ai loro spettacoli.
Il loro spirito musicale li porta ad essere protagonisti dell’importantissimo “Napoli Teatro Festival Italia 2016” in giugno presso il prestigioso Teatro San Carlo di Napoli. Ora in studio stanno realizzando il loro terzo album, che sicuramente lascerà un segno indelebile.
www.fojaofficial.it

Peppe De Simone Dj set
Giuseppe De Simone classe 89 di Caserta , inizia la sua carriera nel 2006 ed in pochi anni diventa punto di riferimento per molti locali dell’intera provincia. Si riconoscono esibizioni e collaborazioni con importanti DJ della scena internazionale, che gli permettono di farsi conoscere non solo in Campania, ma anche fuori. Attualmente membro del gruppo Amoreodio, collabora al Nepo di Napoli ed è resident del progetto “AperiDì” presso il Panart di Aversa.

Sabato 24 Settembre

Merò
Merò è un cantautore Campano intento a cercare la propria dimensione attraverso i sapori della lingua italiana e una dimensione sonora suggestionata dai suoni del Southern Rock Americano.
A sostegno di questa ricerca suonano con lui il bassista Giuseppe Cafaro e il batterista Pietro Pasquariello.

Maleizappa
I Maleizappa nascono nel 2004 e la loro musica è un miscuglio non ben definito di suoni, generi, citazioni, anagrammi e puzzle pentagrammatici (qualsiasi cosa questo voglia dire). la band casertana si è distinta come la più politicamente scorretta tra le band nostrane: il suo rock ironico sperimentale la rende una versione un po’ più cattiva e napoletana di Elio e le Storie Tese. La loro miscela esplosiva di rock e demenzialità, condita da gag teatrali dissacranti, conquista sempre il pubblico. Il gruppo dissacrante/f-indie rock è costituito da Victor, Maximilian, Girolamo, Lawrence, Corrado e Yari.

Jovine on the Riddim
L’avventura musicale di Jovine nasce nel 1998 dal progetto di Valerio Jovine in collaborazione con il fratello Massimo “JRM” dei 99 POSSE. Valerio è un cantautore che dispone esclusivamente di un umile bagaglio, pieno di ambizione, grinta e sogni da realizzare, che si arricchisce passo dopo passo di preziose esperienze. Jovine, con la sua energia reggae regala al pubblico una coinvolgente performance, che fa divertire sempre più persone.
Il reggae napoletano è uno stile che grazie a lui sta prendendo sempre più piede, non solo in Campania, ma anche in tutta Italia, reso possibile anche dalla sua partecipazione al programma nazionale The Voice.
I suoi album sono sette, ma attualmente a lavoro in studio per il prossimo disco. Jovine con la sua professionalità e passione per la musica sta realizzando un percorso di crescita notevole, intensificando il lavoro con collaborazioni di prestigio provenienti dalle varie culture dell’underground italiano, per garantire un futuro brillante al reggae style.
www.jovine.it

I SEMINARI
Sabato 24 settembre si terranno degli incontri volti all’approfondimento della birra artigianale. Questi hanno l’obiettivo di avvicinare sempre più persone alla conoscenza di una bevanda né filtrata né pastorizzata, con tutti gli aspetti e le peculiarità che contraddistinguono da quella industriale. Individuati tre momenti, che nell’arco della giornata avranno il compito di far comprendere che un prodotto artigianale non è solo un semplice oggetto, ma un insieme di esperimenti, fallimenti e prove che giorno dopo giorno rappresentano il tempo impiegato per fare quello che è la passione ed il tuo piacere.

COTTA PUBBLICA DIMOSTRATIVA
dalle ore 18:00 Sabato 24 Settembre
Che cos’è una cotta di birra?
Una cotta di birra è la fase produttiva principale che avviene all’interno di un microbirrificio o di una casa (homebrewing) per produrre la birra. In pratica si va a creare, partendo dagli ingredienti fondamentali per la produzione della birra (acqua, malto d’orzo, luppolo) un mosto zuccherino che sarà poi convertito in alcool e sottoprodotti dal lievito.
Emporio Enologico Vesuviano – Emporio Brewing
Prenota qui per partecipare posti disponibili 50 info@bcclab.it

A TU PER TU CON IL MASTRO BIRRAIO
dalle ore 19:00 Sabato 24 Settembre
Un’esperienza unica a contatto con i mastri birrai dei birrifici partecipanti. Insieme scopriremo le loro storie, i loro prodotti e la propria filosofia di birra artigianale. Per tutti gli appassionati e non un vero momento per apprendere cosa c’è dietro quest’arte.
Prenota qui per partecipare posti disponibili 50 info@bcclab.it

BIRRA E CANAPA
dalle ore 20:00 Sabato 24 Settembre
Il risveglio culturale sulle proprietà della pianta di canapa (cannabis sativa) ha sempre di più la tavola come suo volano di crescita e sviluppo. Ma la crescita dei consumi di canapa e derivati nel settore alimentare non significa solo un miglioramento delle nostre abitudini alimentari ed una protezione in più per il nostro organismo. E così anche la birra artigianale ha deciso di mettersi su questo cammino. Birra realizzata dalla cannabis sativa coltivata per uso industriale, e contiene olii essenziali di canapa proveniente da agricoltura biologica. Un incontro per conoscere quali siano le caratteristiche di un nuovo prodotto all’interno della birra.
Tenuto da ITALCANAPA – Settore Turismo Caserta
www.casertaturismo.it
Prenota qui per partecipare posti disponibili 50 info@bcclab.it

15 settembre 2016 0 commenti
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Ora
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Ora legale:tutta colpa di Benjamin Franklin

scritto da L'Interessante

Ora legale

È la notte delle lancette accelerate in avanti, quella fra Sabato 26 e domenica 27 Marzo.

Un’amara abitudine, specie per i pigri, che segnerà l’inizio di una grave frattura nella relazione con Morfeo, almeno fino al ritorno dell’ora solare.

Se neppure l’idea della bella stagione vi consola, sappiate che c’è un capro espiatorio a cui potrete fare ricorso quando domani mattina vi peserà persino sbadigliare.

 La colpa è tutta di Benjamin Frankilin!

 Per gran parte della sua esistenza, l’uomo ha distribuito le proprie attività quotidiane in direzione del movimento solare: gli occhi si aprivano all’alba e il sonno coincideva con il tramonto.

Un vezzo che impediva, però, lo scandire pieno delle giornate, comportando un conseguente spreco di luce. Con l’arrivo della società industriale e la nascita dell’orologio, si preferì l’identificazione in un orario che fosse convenzionale e condiviso al tempo stesso; rinunciando così ad una diretta cordialità col ciclo naturale.

È il 1784 quando Benjamin Franklin, scienziato statunitense, a cui è attribuita l’invenzione del parafulmine e delle lenti bifocali, pubblicò sul journal de Paris l’innovativo sistema cronologico, definito dai posteri ora legale.

La popolazione degli Stati Uniti venne invitata, mediante un pubblico annuncio, a spostare in avanti le lancette dell’orologio non appena fosse esplosa l’estate, questo – parola di luminare- avrebbe garantito il godimento di giornate più lunghe.

 Ma si sa, le grandi idee hanno bisogno di maturare per essere riconosciute geniali, una regola a cui neanche questo caso fa eccezione.

La proposta, infatti, non raggiunse la credibilità desiderata, almeno non subito: fu nel 1907, grazie a William Willet che  il British summer Time trovò accoglimento, complice l’esigenza di un risparmio energetico dettato dallo scoppio della Grande Guerra.

Umo slancio verso il futuro che fu in poco tempo emulato da altri paesi europei: fra questi anche l’Italia, dove il nuovo orario rimase in vigore fino al 1920, per poi essere riproposto come soluzione definitiva nel 1966, anno in cui tutta l’Europa adottò il sistema.

Ora legale: ma si risparmia davvero?

Secondo i dati ufficiali della statistica resa nota dalla società che gestisce la rete elettrica nazionale, l’ora legale genererebbe risparmi in materia di consumo parecchio elevati.

 Si stima una diminuzione dello spreco pari a circa 580 milioni di kilowattora, quantitativo corrispondente al fabbisogno medio annuo di oltre 200 mila famiglie.

Ciò non avrebbe però lo stesso effetto in tutto il territorio, poiché d’inverno in Scozia il sole sorge quasi un’ora dopo che a Londra e la conversione dell’orario avrebbe l’effetto di eliminare ogni tipo di risparmio energetico. È proprio questo il motivo che ha convinto la Russia ad abbandonare del tutto questa soluzione.

Il provvedimento del 2011, sottoscritto dall’allora presidente Medvedev, che sanciva,365 giorni l’anno, la fissazione del tempo sull’ora legale, fu un idillio durato poco più di tre stagioni invernali, quando ci si accorse che il sole non sorgeva prima delle dieci. Tutto questo dimostra che anche per il risparmio è necessario adottare la via di mezzo. Del resto l’idea di un equilibrio ci aiuta, forse, ad accettare con meno asprezza che domani anche i ritardatari cronici saranno in anticipo di un ‘ora.

Michela Salzillo

26 marzo 2016 0 commenti
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