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arte

Arlecchino
CulturaEventiIn primo piano

Arlecchino con lo specchio (Picasso) Napoli, palazzo Zevallos Stigliano 18 Giugno-11 Settembre 2016

scritto da L'Interessante

Arlecchino con lo specchio

Di Maria Rosaria Corsino

Questo dipinto, che fa parte della serie dei grandi “Arlecchini seduti” realizzati nel corso del 1923, è diventato una delle opere più amate e popolari di Picasso. Il viaggio in Italia del 1917 imprime un cambiamento nell’arte del pittore andaluso che, nell’ambito del cosiddetto movimento del ritorno all’ordine, ritrova un interesse per la figura, per l’antico e per la tradizione classica.

Arlecchino con lo specchio (Picasso) Napoli,  palazzo Zevallos Stigliano 18 Giugno-11 Settembre 2016

Tuttavia, a differenza degli altri quadri del 1923, nei quali Arlecchino ha le sembianze del pittore spagnolo Jacinto Salvadó ed è vestito col costume a scacchi tipico della popolare maschera, in questo caso, dopo aver pensato in un primo tempo a un autoritratto, l’artista segue un percorso iconografico molto originale. Infatti, se il cappello a due punte che il fanciullo si aggiusta con la mano guardandosi nello specchio rimanda ad Arlecchino, il costume è quello con la calzamaglia tipico di un acrobata e il volto malinconico ricoperto dal cerone è quello di Pierrot. Questa contaminazione rende l’opera ancora più straordinaria, perché rimanda alla prima produzione di Picasso, al cosiddetto “periodo blu e rosa” dove compaiono, insieme agli artisti del circo – acrobati, pagliacci e saltimbanchi – proprio le due maschere di Arlecchino e Pierrot, che simboleggiano la condizione emarginata dell’artista. La cristallina bellezza e la misura di questa immagine, che sprigiona malinconia e tenerezza, derivano dal confronto di Picasso con le antiche pitture romane, ammirate nella sua visita del 1917 a Pompei, e con Ingres. La limpida sintesi plastica dei volumi ricorda il celebre ritratto di Ingres Madame Moitessier seduta della National Gallery di Londra, con il quale l’Arlecchino presentato oggi condivide il motivo della mano accostata al volto. A Napoli Picasso si interessò tanto alle antiche pitture di Pompei quanto alla tradizione iconografica della figura di Pulcinella e tra il 1922 e il 1924 condivise questi temi con altri artisti come Gino Severini e André Derain, divenuti anch’essi straordinari interpreti, nei loro Arlecchini, Pierrot e Pulcinella, del fascino che continuava a esercitare la Commedia dell’Arte, vista come una grande metafora della vita stessa. L’iniziativa segna il secondo appuntamento con L’Ospite illustre, la rassegna – avviata con il Ritratto d’uomo di Antonello da Messina, conservato a Palazzo Madama di Torino – che si prefigge di presentare al pubblico delle Gallerie d’Italia, in brevi e ricorrenti eventi espositivi, un’opera di grande rilievo proveniente da collezioni prestigiose o da musei o chiese, in un rapporto di scambio e collaborazione con importanti istituzioni culturali nazionali o estere. La presenza a Napoli di questi capolavori è tanto più significativa in quanto sia le opere sia gli autori – Antonello e Picasso – rivelano un legame privilegiato con la città e con la sua storia culturale e artistica. A rendere ancora più evidente tale rapporto, nel percorso espositivo di Arlecchino con specchio è una testimonianza relativa al balletto Pulcinella, di cui il grande maestro andaluso disegnò costumi e scenografia, memore delle sue passeggiate napoletane e di quella maschera da lui varie volte osservata mentre improvvisamente “si offriva in spettacolo per le strade”. Nel 1920, infatti, Picasso porta in teatro il suo interesse per la commedia dell’arte occupandosi delle scene e dei costumi per il balletto Pulcinella di Igor Stravinskij. A Picasso tornarono utili le gite a Napoli, i ricordi delle belle stampe di Pulcinella e delle collezioni relative al teatro napoletano. Il bozzetto per il costume di Pulcinella dell’omonimo balletto è quasi una sintesi dei due stili privilegiati in questi anni dal pittore. Nella stagione 1986-1987 il Teatro di San Carlo presenta il Pulcinella con scene originali e costumi realizzati su studi di Picasso; in scena una stella della danza, Vladimir Vassiliev, nel ruolo della maschera napoletana. Grazie alla collaborazione con il Teatro di San Carlo, la presenza de L’Ospite illustre sarà affiancata dall’esposizione di sei abiti di quello spettacolo, ricostruiti sui bozzetti di Picasso con l’aiuto del figlio di Léonide Massine, autore della coreografia originale. L’esposizione del capolavoro di Picasso e la collaborazione con il Teatro di San Carlo offrono l’occasione per lanciare Careers in Art, il programma ideato da Intesa Sanpaolo e Next Level nell’ambito di Progetto Cultura per avvicinare i giovani ai mestieri dell’arte mettendosi in gioco direttamente.

Contemporaneamente alla mostra di Napoli, dal 21 giugno al 18 settembre 2016, il Museo ThyssenBornemisza ospita Caravaggio y los pintores del Norte, esposizione incentrata su Michelangelo Merisi da Caravaggio e sull’influenza che il genio italiano ebbe sui pittori nordici che, affascinati dal suo lavoro, ne diffusero lo stile. Saranno in mostra un gruppo di opere che abbracciano l’intera carriera dell’artista, dal periodo romano fino alle cupe e commoventi composizioni dei suoi ultimi anni, tra le quali Il Martirio di sant’Orsola della collezione Intesa Sanpaolo, ultimo dipinto di Caravaggio, realizzato a pochi mesi dalla morte e abitualmente esposto a Palazzo Zevallos Stigliano.

Arlecchino con lo specchio (Picasso) Napoli, palazzo Zevallos Stigliano 18 Giugno-11 Settembre 2016 was last modified: agosto 18th, 2016 by L'Interessante
18 agosto 2016 0 commenti
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Luca
CulturaIn primo piano

#Chiacchieretramici: intervista a Luca Cristillo [Il VIDEO]

scritto da L'Interessante

Luca Cristillo

Luca Cristillo

Di Maria Rosaria Corsino

Torna la rubrica #Chiacchieretramici

Luca è un giovane ragazzo di 21 anni che ha fatto dell’arte la sua passione.

Lo abbiamo incontrato per scoprire qualcosa di più su di lui e sul suo lavoro visto che, come lui stesso dice, a Caserta viene dato molto più spazio alla musica che al disegno.

“Ci promettono tante cose” dice “ma alla fine fanno solo chiacchiere”.

Di Maria Rosaria Corsino

Torna la rubrica #Chiacchieretramici

Luca è un giovane ragazzo di 21 anni che ha fatto dell’arte la sua passione.

Lo abbiamo incontrato per scoprire qualcosa di più su di lui e sul suo lavoro visto che, come lui stesso dice, a Caserta viene dato molto più spazio alla musica che al disegno.

“Ci promettono tante cose” dice “ma alla fine fanno solo chiacchiere”.

Di Maria Rosaria Corsino

Torna la rubrica #Chiacchieretramici

Luca è un giovane ragazzo di 21 anni che ha fatto dell’arte la sua passione.

Lo abbiamo incontrato per scoprire qualcosa di più su di lui e sul suo lavoro visto che, come lui stesso dice, a Caserta viene dato molto più spazio alla musica che al disegno.

“Ci promettono tante cose” dice “ma alla fine fanno solo chiacchiere”.

#Chiacchieretramici: intervista a Luca Cristillo [Il VIDEO] was last modified: agosto 4th, 2016 by L'Interessante
4 agosto 2016 0 commenti
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Casertavecchia
CulturaEventiIn primo piano

Casertavecchia: l’arte del sacro e del profano

scritto da L'Interessante

Casertavecchia

MANIFESTAZIONE “L’ARTE DEL SACRO E DEL PROFANO”

24-25-26 GIUGNO CASERTAVECCHIA (CE)

 

L’evento è stato organizzato a titolo privato, dal Direttore Artistico Gianni Genovese, con la collaborazione dell’Associazione Borgo di Casertavecchia ed il supporto di alcuni sponsor locali.

L’evento, patrocinato dal Consiglio della Regione Campania, dal Comune e dall’Ente Provinciale del Turismo di Caserta, sarà una tre giorni caratterizzata da elementi di tradizione culturale, musicale nonché gastronomica in cui gli elementi sacri si intersecano con quelli profani accorciando le distanze e creando tra loro addirittura sinergie inaspettate.  

Prima tra tutte menzioniamo l’esposizione di una delle tre copie autorizzate della Sacra Sindone presso il Duomo di Casertavecchia durante i tre giorni di manifestazione, resa possibile grazie alla collaborazione con l’Università di Torino ed al supporto della Dott.ssa Marianna Ciervo. L’arrivo della copia del telo sarà salutato dai salmi struggenti del Miserere dei cantori di Sessa Aurunca.

Il programma prevede una sezione culturale molto ampia, che si terrà all’interno della Cappella dell’Annunziata, ove vi sarà per l’occasione l’esposizione fotografica “Anime Pezzentelle” sul Cimitero delle Fontanelle di Napoli a cura dell’Società Fotografica Casertana.

La cultura del Sacro e Profano esordirà il giorno 24 giugno alle ore 18.00 con la presentazione del libro “Anime Pezzentelle” di Elena Starace, giovane attrice protagonista di fiction tra cui Gomorra e Un Posto al Sole.  Il giorno 25 alle ore 18.00, il Dr. Walter Memmolo, Presidente del Gruppo Napoletano di Sindonologia, presenterà il suo libro “Pietro Giuseppe e il Lenzuolo”, introdotto dal Dr. Antonio Salvio, Presidente Nazionale CVX. A partire dalle ore 19.00, Paolo Miggiano presenterà il suo ultimo libro – pluripremiato dalla critica letteraria – “Ali Spezzate – Annalisa Durante morire a Forcella a quattordici anni”, seguito dalla presentazione del libro “La Camorra bianca” di Don Luigi Merola, moderati dal giornalista Arnaldo Capezzuto. A chiusura della parte culturale, il giorno 26 giugno alle ore 18.00 vi sarà la proiezione del film “Tutto può accadere nel villaggio dei miracoli”, diretto da Modestino Di Nenna, seguito alle ore 19.30 dall’intervento “Miti e storie della gastronomia Campana – Pane e il Vino” a cura di Teresa Insero e  Sandra Romeo.

La sezione artistica invece, partirà il 24 giugno alle ore 20.00 con lo spettacolo “Dove vai tutta nuda?” a cura della compagnia “Rita e gli animali da palcoscenico”, che si terrà presso le “Mura” di Casertavecchia. La successiva serata del 25 giugno si terrà in Piazza del Vescovado, a partire dalle ore 21.00, da Augusto Ausanio Quintet che si esibirà in “Up the Mood”, un concerto di Fusion Mediterraneo. A concludere la sezione artistica sarà il musicista casertano Gino Licata, di rinomata fama internazionale, che si esibirà il giorno 26 giugno alle ore 21.00 in “Napoletano d’autore” con feat di Francesca Maresca.

Questa edizione si arricchisce di colori e contenuti di forte impatto territoriale ed auspica di poter accogliere un pubblico entusiasta e desideroso di conoscere ed apprezzare le bellezze del Borgo di Casertaveccihia unitamente alle tradizioni, culturali ed artistiche, del nostro territorio.

Casertavecchia: l’arte del sacro e del profano was last modified: giugno 20th, 2016 by L'Interessante
20 giugno 2016 0 commenti
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januaria
CulturaEventiIn primo piano

Januaria – Una notte al Museo del Tesoro di San Gennaro

scritto da L'Interessante

Januaria

Januaria

Una notte dedicata all’arte, alla tradizione e all’enogastronomia per tutelare e riscoprire San Gennaro. L’Associazione Culturale NarteA e il Museo del Tesoro di San Gennaro aprono in orario straordinario le porte del museo: domenica 29 maggio 2016 (a partire dalle ore 18:30) con l’evento Januaria – Una Notte al Museo del Tesoro di San Gennaro per preservare e divulgare il patrimonio storico-artistico-culturale.

Questa visita guidata teatralizzata di NarteA, scritta e diretta da Febo Quercia, con degustazione finale di vino Falerna del Massimo Rosso Doc dell’azienda agricola Nugnes, farà scoprire ambienti solitamente chiusi al pubblico, come l’appartamento del Domenichino, e conoscere le preziose opere e le storie del Museo del Tesoro di San Gennaro. Attraverso la “spettacolarizzazione” dell’evento culturale, NarteA accompagna i visitatori in un vero e proprio viaggio nel tempo: la “memoria”, in senso storico, artistico e religioso, diventa protagonista della serata grazie al format che all’alterna all’interpretazione degli attori professionisti Andrea Fiorillo e Valeria Frallicciardi in mise storica la voce della guida turistica Matteo Borriello.

La memoria di ogni uomo affonda le braccia nella storia dell’umanità: qui, tradizione e modernità interagiscono con la memoria collettiva sintetizzandosi nei percorsi individuali e nell’identità popolare. Con venticinque milioni di devoti sparsi in tutto il mondo, San Gennaro è il santo cattolico più famoso e conosciuto nel mondo. Il Tesoro a lui dedicato è unico nel suo genere: formatosi lungo settecento anni di storia, grazie alle numerose donazioni, si è mantenuto intatto da allora, senza mai subire spoliazioni e senza che i suoi preziosi fossero venduti. L’evento culturale è volto alla riscoperta di luoghi e parole che hanno contrassegnato nel tempo Napoli, partendo proprio da un luogo simbolo della città, qual è il Museo del Tesoro di San Gennaro. All’interno sarà possibile ammirare, in una rinnovata esposizione, la celebre mitra gemmata di San Gennaro dell’orafo Matteo Treglia, composta da 3694 pietre preziose e realizzata nel 1713 su commissione della Deputazione di San Gennaro, e la leggendaria collana da fare invidia alla corona inglese, in oro e argento, fatta da Michele Dato nel 1679 e arricchitasi fino al 1879 di varie pietre preziose con le donazioni di regnanti di tutta Europa.

In esposizione anche la croce in argento e coralli (1707) della famiglia Spera, il calice in oro e pietre preziose donato nel 1761 da re Ferdinando IV e la pisside gemmata offerta da re Ferdinando II nel 1831. Ancora si potranno ammirare l’ostensorio in oro, argento e rubini dalla ricca decorazione circondata da una gloria di angeli tra tralci di vite e nuvole, donato a San Gennaro da Napoleone, tramite il cognato, Gioacchino Murat nel 1808 e anche l’altro ostensorio in oro, pietre preziose e smalti del 1837, di Maria Teresa d’Austria per le sue nozze con Ferdinando II. In mostra anche il calice in oro zecchino offerto da Papa Pio IX nel 1849 per ringraziare i napoletani dopo essere stato ospitato in asilo a causa dei moti mazziniani di Roma, la croce episcopale in oro, smeraldi e diamanti donata da re Umberto I e Margherita di Savoia nel 1878 e la pisside in oro, corallo e malachite, realizzata dalla famiglia torrese degli Ascione e donata da Umberto di Savoia nel 1931 in occasione del suo trasferimento a Napoli dopo le nozze con Maria José principessa del Belgio

La figura emblematica di un uomo, qual è stato “San Gennaro”, racchiude in sé un lunghissimo racconto, punteggiato di fatti spesso in bilico tra credo e superstizione, fede e agnosticismo, passione e scetticismo: in collaborazione con il Museo del Tesoro di San Gennaro, questa visita guidata teatralizzata mostrerà ambienti e personaggi che sono collegati alle principali vicende del “Ianuarius”. L’interpretazione teatrale degli attori Andrea Fiorillo e Chiara Mazza offrirà al pubblico un’esperienza unica per vivere sulla propria “pelle” l’emozioni del passato.

Al termine della serata, sarà offerta ai visitatori una degustazione di vino Nugnes.

La prenotazione è obbligatoria e può essere effettuata ai numeri 339.7020849 e 334.6227785. La quota partecipativa è di € 15,00, inclusa di ingresso in orario straordinario al sito.

Januaria – Una notte al Museo del Tesoro di San Gennaro was last modified: maggio 25th, 2016 by L'Interessante
25 maggio 2016 0 commenti
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biblioteca
CulturaIn primo pianoLibri

Biblioteca Nazionale di Napoli: una giornata tra storia ed arte

scritto da L'Interessante

Edmondo De Amicis affermava che il destino di molti uomini dipende dalla presenza o meno di una biblioteca nella casa paterna. In effetti, molto di quello che leggiamo determina ciò che siamo, il nostro percorso, anche, perché no, i nostri pensieri. Perché i libri, si sa, profumano di riflessione, di scelte, di silenzio, di momenti intimi e personali.

Ed è proprio lo stesso odore che si percepisce nei corridoi della Biblioteca Nazionale di Napoli, la cui fondazione risale al XVIII secolo. Fino a quel momento, i libri erano conservati nella Reggia di Capodimonte

Il 13 Gennaio 1804 sotto il regno di Ferdinando IV di Borbone, dopo molti anni di sistemazione e catalogazione del materiale in essa contenuta, la Biblioteca fu aperta al pubblico. In quell’occasione l’edificio prese il nome di Reale Biblioteca di Napoli, per poi nel 1816 diventare Reale Biblioteca Borbonica e, infine, nel 1860, dichiarata Biblioteca Nazionale.

E’ una passeggiata tra carta e parole, in compagnia del bibliotecario, un uomo che è lì, pronto a raccontare il bagaglio culturale e il valore storico di quel luogo.  Perché, contrariamente a quanto si crede di solito, il bibliotecario è una figura che di libri si nutre e in mezzo a loro ci vive. La Biblioteca Nazionale Vittorio Emanuele III consta di quasi 1.500.000 volumi a stampa, poco meno di 400.000 opuscoli e 18. 414 manoscritti. Questo la rende la terza biblioteca nazionale, dopo le due Biblioteche Nazionali di Roma e Firenze.

Nel 1922 la sede fu spostata, su suggerimento di Benedetto Croce, dal Palazzo degli Studi (attuale Museo Archeologico) al Palazzo Reale in Piazza del Plebiscito, sede che dall’ora non è stata più cambiata.  Durante la guerra alcuni testi furono trasferiti in luoghi più sicuri, fino alla riapretura avvenuta nel 1945. Ma altri trasferimenti furono resi necessari dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980, in seguito al quale un’ala dell’edificio fu seriamente danneggiata.

Depositati ufficialmente nel 1907, ma in realtà rilasciati intorno alla metà del XIX° secolo, entrarono a far parte della Biblioteca numerosi scritti autografi di Giacomo Leopardi tra cui l’Infinito e la famosissima A Silvia. Ma vanta anche numerose altre raccolte, come la Biblioteca Brancacciana, costituita a Roma nella prima metà del XVII° secolo e trasferita a Napoli nel 1690.

Inoltre, questa Biblioteca offre l’opportunità ai giovani neo-laureati di svolgere tirocini presso la propria sede, permettendo così di applicare la teoria  acquisita durante il percorso di studi, ad una pratica di altissimo livello in un luogo di seria e profonda professionalità.

E’ difficile scrivere, o meglio, de-scrivere un profumo, un odore. Ma quello dei libri, specie se antichi e di prezioso valore, è una sensazione più che una percezione olfattiva. E una Biblioteca Nazionale racchiude in sé questa sensazione che accomuna tatto, spirito e anima in un’unica esperienza.

Chi oggi stringe un libro tra le mani, dovrebbe essere consapevole, a mio avviso, del valore che comportano e trasportano quelle pagine. Un libro è la nostra testimonianza, è il segno del nostro passaggio. Per  Antonio Castronuovo una biblioteca sostituisce la realtà assente o malvagia, e ne costituisce il luogo della beatitudine, del piacere: il luogo pagano della gioia. Io credo che chi salva un libro oggi, salva il mondo di domani.

Roberta Magliocca

Biblioteca Nazionale di Napoli: una giornata tra storia ed arte was last modified: maggio 23rd, 2016 by L'Interessante
23 maggio 2016 0 commenti
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la birra
CulturaEventiIn primo piano

La birra ufficiale della terza edizione del Radici Fest

scritto da L'Interessante

La birra ufficiale della terza edizione del Radici Fest – Buskers Al Borgo è finalmente pronta!

Una birra artigianale, non filtrata e non pastorizzata, rifermentata in bottiglia prodotta dal Micro Birrificio Artigianale di Piana di Monte Verna, una piccola e giovane azienda locale casertana che ha deciso di sostenere il festival attraverso un suo prodotto, un prodotto di grande qualità che sarà utile alla realizzazione di questa terza edizione del festival di artisti di strada di Caserta che si preannuncia ricco di novità, previsto come sempre il primo week end di luglio, ovvero sabato 2 e domenica 3 luglio, nuovamente nel borgo di Casertavecchia. Infatti, acquistando una birra, disponibile sia chiara che rossa, si potrà sostenere il Radici Fest, un festival completamente autofinanziato promosso dall’associazione ZeroZero Live e dalla Proloco Casertantica di Casertavecchia che quest’anno avranno il piacere di avere un nuovo partner a loro fianco, ovvero i volontari di Formazione Solidale, associazione locale attiva in Senegal nella costruzione di una scuola di formazione professionale. Grazie alla birra del Radici Fest, quindi, non solo si sosterrà il festival ma anche i progetti di solidarietà di Formazione Solidale e lo stesso Micro Birrificio; una scelta di unità e di collaborazione tra tre realtà casertane che hanno scelto di promuovere un prodotto e un festival nati entrambi dalla passione di sperimentare nuove forme di socialità e aggregazione, provando a dare un segnale forte di come anche in provincia di Caserta si possa realizzare qualcosa semplicemente di buono e bello partendo dal basso. Sarà possibile acquistare la birra già da ora attraverso gli esercizi commerciali di Caserta e provincia che hanno deciso di ospitare la birra nei loro locali. Una lista completa sarà disponibile sul sito www.radicifest.com dove è possibile scoprire tutte le novità del festival. Ovviamente siamo aperti a nuove collaborazioni o locali che hanno desiderio di sostenere il festival sposando il progetto della birra del Radici Fest; chi volesse può inviare una mail a radicifet@gmail.com. Noi intanto, continuiamo a costruire un festival con l’obiettivo di migliorarci anno dopo anno, per portare sempre più gente a conoscere i tesori nascosti di Casertavecchia e non solo attraverso l’arte di strada!

La birra ufficiale della terza edizione del Radici Fest was last modified: maggio 2nd, 2016 by L'Interessante
2 maggio 2016 0 commenti
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Edoardo
CulturaIn primo pianoLibriMusica

Edoardo Inglese al Jarmusch Club per presentare il suo lavoro targato Roundmidnight Edizioni

scritto da Roberta Magliocca

Edoardo Inglese

Non ci si ferma mai. Sembra essere questo lo slogan di una Round Midnight Edizioni che, nonostante il mondo ci spinga al verso opposto, non smette di puntare sull’arte, quella seria, quell’arte che è fine a se stessa senza secondi fini. L’arte come espressione massima della cultura, come unica vera fonte di salvezza per questo stivale un po’ demodè.

E questo viaggio, spesso in salita, ha varie tappe. Una di queste è il 21 Aprile al Jarmusch Club con Edoardo Inglese che presenterà, per la prima volta in Campania, il suo lavoro.

Di seguito, tutte le info dell’evento – dalle quali capirete che non si è autori della Round Midnight a caso, lo si è per fortuna, per sfiga, perchè profondamente si ha qualcosa che non va, qualcosa di fottutamente geniale:

Il cantautore romano presenterà per la prima volta in Campania la sua ultima fatica: “A sfidare il cielo…” in un concerto piano e voce.
ticket € 3 – info e prenotazioni: 338/5954567 345/7021106

Chi è Edoardo Inlgese?

Soprattutto canzonettista da più di trent’anni. Musica e parole. Poi realizza documentari (Stefan Delureanu. Una storia, la Storia – 2010, Ritratti di famiglia – dal 2013), format radiofonici e televisivi (dal 2009, RadioLi- vres. La NarraTela dal 2013, sigla Gazebo, Rai 3 – dal 2012), web series (Defaticamento Tour – 2014, Defati- camento Clandestino – 2015) teatro (Go Morra! – 2013, Romanacci Tua – 2014, Amleto fa Cirano coll’Inglese – 2015), cinema (colonna sonora Arance e Martello di D. Bianchi per la Fandango – 2013), libri (Col fiato so- speso – Erickson 2010), festival (Villastock – 1992, MusicAlMeno – 1994, Festival delle Storie – dal 2009) non sense, doppi, tripli sensi, post e commenti. Dal 1988 cantante dell’Original Slammer Band (6 dischi e 1 dvd autoprodotti). Dal 2013 anche da solo (cd L’Inglese per Tutti). Nasce il 15 luglio del 1969, a Sora e, nonostante tutto, ancora vive. Dall’87 a Roma. Ogni tanto si ricorda che è laureato di lungo corso – perché ha approfondito – in Filosofia. È così rassegnato all’umano errare che preferisce far parlare i fatti. I fatti gli chiedono sempre 5 euro e lui si meraviglia che ci casca ogni volta. Difenderà comunque sempre il diritto dei fatti a fare i fatti. A patto che non gli chiedano più 5 euro.


A Sfidare il cielo finchè ci sarà un dio


Lo volevo chiamare Tutti per l’Inglese, perché rispetto all’Inglese per tutti, quello è. Si intitola “A Sfidare Il Cielo Finche Ci Sarà Un Dio”. Non l’ho pensato io ma è la crasi geniale di un mio verso di “Cronache di Settembre”, che il maestro Roberto Acqua ha pensato e dipinto. In fin dei conti è quello che è il disco. In fin dei conti è la mia direzione ostinata e contraria. In fin dei conti.

Taccuino con:
5 disegni in b/n di luca d’elia
12 testi musicali di edoardo inglese
6 poesie di edoardo inglese
cd musicale con:
12 brani di edoardo inglese.

Roberta Magliocca

 

Edoardo Inglese al Jarmusch Club per presentare il suo lavoro targato Roundmidnight Edizioni was last modified: aprile 20th, 2016 by Roberta Magliocca
20 aprile 2016 0 commenti
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Open Live
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Open Live: stasera i Semantica

scritto da L'Interessante

Open Live

Continuano gli appuntamenti della rassegna d’arte intitolata: “Open__Live: l’arte nonostante tutto, organizzata presso l’officina Open a Villa di Briano

“Dopo il successo delle prime due date che hanno visto l’esibizione di diversi artisti del territorio e la partecipazione di moltissimi giovani, ci siamo sentiti incoraggiati a continuare con maggiore impegno e determinazione”, ha dichiarato Fabio Ianniello, ideatore e responsabile del progetto. “Siamo davvero convinti che la bellezza sia uno strumento  indispensabile alla sopravvivenza del territorio che viviamo, nonostante tutto”.

Musica, fotografia, letteratura e tutto quanto può servire ad avviare percorsi di Bellezza dunque; questo è il cuore di Open_Live: l’arte nonostante tutto, una rassegna culturale che si rinnova ogni quindici giorni in quel di Villa di Briano, con una proposta artistica sempre nuova ed accattivante.

Il prossimo appuntamento è previsto per questa sera, giovedì 14 aprile a partire dalle 21.30 presso la sede dell’officina culturale Open a Villa di Briano, in via Santagata 159/161. A tenere le fila della serata: I Semantica, progetto poliedrico che spazia dal blues al folk sfiorando la parabola cantautorale italiana in più momenti grazie all’estro del suo frontman Umberto Aeffe e Sissi Dell’aversana, artista poliedrica e curiosa, che esporrà la sua particolare raccolta di foto.

Open Live: stasera i Semantica was last modified: aprile 14th, 2016 by L'Interessante
14 aprile 2016 0 commenti
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Storie di Napoli e dintorni
CulturaEventiIn primo piano

Storie di Napoli e…dintorni

scritto da L'Interessante

Storie di Napoli

Tornano gli eventi targati The Dreamers, con una serata unica nel suo genere.
Fotografi, scrittori e musicisti, appartenenti a mondi completamente differenti, si uniranno con unico scopo, quello di raccontare attraverso le proprie opere Napoli e le sue vicende.

A fare da sfondo a questa mostra sarà Villa Cicala, teatro già di numerosi eventi dell’associazione nel passato, sita a Melito di Napoli in via Aldo Moro, trasformata per l’occasione in un vero e proprio museo con sale organizzate e differenziate una dall’ altra.

Presente inoltre un punto ristoro, con aperitivo, durante il quale avremo la possibilità di scambiare una chiacchiera con i nostri amici e con gli artisti partecipanti alla mostra.

Tutto questo il nove aprile, per condividere insieme l’ennesima serata all’ insegna dei sogni, nostri e della nostra città.

Storie di Napoli: la scaletta


Di seguito il programma suggerito della mostra, ricordando agli ospiti però, che tutte le sale saranno aperte durante l’intera durata dell’evento:

Ore 16:00
1. Inizio mostra fotografica a cura dei ragazzi di Storie di Napoli e di Vincenzo Cicala.
2. Inizio mostra d’arte a cura di Lucrezia di Fiore.

Ore 19:00
Presentazione del libro “Storie di Napoli”, edito da Spazio Cultura Italia, con l’intervento di Mimì De Maio, presidente della casa editrice, e gli autori dell’opera.

Ore 20:30
Inizio aperitivo.

Ore 21:00
Esibizione musicale della neonata band “Pretesti”.

Ore 22:00
Djset/afterparty con musica anni 70/80.

——–
Ricordiamo che l’evento sarà a sfondo benefico e non a scopo di lucro.
Pertanto gli ospiti saranno invitati a rilasciare una donazione a partire da 5€.

Per qualunque info o chiarimento sull’ evento potete contattarci alla nostra pagina Facebook o all’indirizzo email thedreamersmelito@gmail.com – cell. 3463995664

In collaborazione con:
Spazio Cultura Italia, Suburbio.it, “Il Fornaio” di Aldo Pagliuca, l’enoteca “Il Vinaio” di Davide Pellecchia

Storie di Napoli e…dintorni was last modified: aprile 7th, 2016 by L'Interessante
7 aprile 2016 0 commenti
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Capua
CulturaEventiIn primo piano

Capua tra cultura, storia e buon cibo

scritto da L'Interessante

In occasione delle aperture gratuite presso i più importanti riferimenti monumentali campani, anche Capua si è organizzata per garantire la visita non a pagamento ai tesori della città

Dal 3 aprile, ogni domenica del mese, Capua il Luogo della Lingua Festival, Biblioteca di Palazzo Lanza ed Ex Libris propongono, in collaborazione con il Touring Club Di Capua-Aperti, per cittadini affezionati e turisti curiosi, una giornata fra cultura, storia e buon Cibo.

Il programma stilato dagli organizzatori, per la giornata di inaugurazione dell’evento, prevede la partenza da palazzo Lanza alle ore 10:00 per raggiungere, da lì a poco, la prima tappa prevista, ossia la visita al Museo Provinciale Campano: fondato dal Canonico Gabriele Iannelli nel 1870, inaugurato nel 1874, oggi è di proprietà dell’Amministrazione Provinciale di Caserta.

E’ stato definito da Amedeo Maiuri “il più significativo della civiltà italica della Campania”, regione a cui Capua ha dato il nome.

Il Museo è ospitato nello storico palazzo Antignano la cui fondazione risale al IX secolo.

Previsto è anche il passaggio alle Chiese a Corte di periodo longobardo.

Per il pranzo si ritorna presso il ristorante Ex Libris con il menù “Terra Laboris” che esalta i prodotti del territorio, scelti in base alla stagionalità dal cuoco Gabriele Fusco e accompagnati da vini abbinati dalla sommelier Mariateresa Lanza.

Nel Pomeriggio (su richiesta) visita alla Basilica Benedettina di S. Angelo in Formis.

Il menu:

Menù Terra Laboris

Antipasto

“Mezzocannone” di pasta fillo con ripieno di verza, maiale, mozzarella, mela e cipolla alifana in agrodolce.

Primo

Risotto vialone nano con olive nere e polvere di cappero disidratato

Secondo

Coniglio ripieno di patate al tartufo e cipolla alifana in agrodolce caramellata

Dolce

Tortino di pera e cioccolato su crema inglese

Vino

Tenuta Adolfo Spada, Galluccio Bianco, 2014

Tenuta Adolfo Spada, Galluccio Rosso, 2013

Antipasto, primo secondo, dolce, vino euro 25.00

Arrivo con mezzi propri

È richiesta la prenotazione, entro il venerdì sera precedente, ai numeri 0823 622924 (Ex libris), 389 2697325 (Assunta Cerrone), 338 9993220 (Giuseppe Bellone)Partenza da Palazzo Lanza in C.so Gran Priorato di Malta, Capua.

Michela Salzillo

Capua tra cultura, storia e buon cibo was last modified: marzo 31st, 2016 by L'Interessante
31 marzo 2016 0 commenti
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