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cultura

Storie di Napoli e dintorni
CulturaEventiIn primo piano

Storie di Napoli e…dintorni

scritto da L'Interessante

Storie di Napoli

Tornano gli eventi targati The Dreamers, con una serata unica nel suo genere.
Fotografi, scrittori e musicisti, appartenenti a mondi completamente differenti, si uniranno con unico scopo, quello di raccontare attraverso le proprie opere Napoli e le sue vicende.

A fare da sfondo a questa mostra sarà Villa Cicala, teatro già di numerosi eventi dell’associazione nel passato, sita a Melito di Napoli in via Aldo Moro, trasformata per l’occasione in un vero e proprio museo con sale organizzate e differenziate una dall’ altra.

Presente inoltre un punto ristoro, con aperitivo, durante il quale avremo la possibilità di scambiare una chiacchiera con i nostri amici e con gli artisti partecipanti alla mostra.

Tutto questo il nove aprile, per condividere insieme l’ennesima serata all’ insegna dei sogni, nostri e della nostra città.

Storie di Napoli: la scaletta


Di seguito il programma suggerito della mostra, ricordando agli ospiti però, che tutte le sale saranno aperte durante l’intera durata dell’evento:

Ore 16:00
1. Inizio mostra fotografica a cura dei ragazzi di Storie di Napoli e di Vincenzo Cicala.
2. Inizio mostra d’arte a cura di Lucrezia di Fiore.

Ore 19:00
Presentazione del libro “Storie di Napoli”, edito da Spazio Cultura Italia, con l’intervento di Mimì De Maio, presidente della casa editrice, e gli autori dell’opera.

Ore 20:30
Inizio aperitivo.

Ore 21:00
Esibizione musicale della neonata band “Pretesti”.

Ore 22:00
Djset/afterparty con musica anni 70/80.

——–
Ricordiamo che l’evento sarà a sfondo benefico e non a scopo di lucro.
Pertanto gli ospiti saranno invitati a rilasciare una donazione a partire da 5€.

Per qualunque info o chiarimento sull’ evento potete contattarci alla nostra pagina Facebook o all’indirizzo email thedreamersmelito@gmail.com – cell. 3463995664

In collaborazione con:
Spazio Cultura Italia, Suburbio.it, “Il Fornaio” di Aldo Pagliuca, l’enoteca “Il Vinaio” di Davide Pellecchia

Storie di Napoli e…dintorni was last modified: aprile 7th, 2016 by L'Interessante
7 aprile 2016 0 commenti
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Farmacia degli Incurabili
CulturaIn primo piano

Farmacia degli incurabili: arte e scienza

scritto da L'Interessante

Farmacia degli Incurabili

Se l’arte non è una scienza esatta, la medicina può assumere una connotazione di straordinaria eleganza: si tratta di una verità di difficile trasposizione oggettiva, se ragioniamo secondo i canoni standard di bellezza e valore artistico. La farmacia degli incurabili, una delle gemme cardini del patrimonio culturale napoletano, potrebbe essere un inizio di buona abitudine per cambiare idea.

Il monumentale ospedale fu fondato tra il 1520 e il 1522 per volontà della nobildonna Maria Lorenza Longo, il cui desiderio affiorò in seguito ad una grave malattia, che la obbligò ad una paralisi totale ed irreversibile.

È all’interno del nosocomio che venne edificata la prima icona concreta della farmacia, successivamente ampliata e decorata, al fine di giungere all’immagine compiuta del museo attuale. Un capolavoro di epoca barocca che si presenta, al tempo stesso, come un efficiente laboratorio del farmaco ed interessante luogo di rappresentanza per l’aristocrazia scientifica dell’Illuminismo napoletano.

Si tratta di un sito unico nel suo genere, senza degne imitazioni in tutto il panorama europeo: è un sintetizzatore di opere d’arte, concentrate lungo l’enorme perimetro, adornato da strumentazioni mediche dell’epoca, medicinali e ampolle contenenti rimedi  palliativi e le farmacie portatili – invenzione Rinascimentale che sorse dalla necessità del medico di avere con sé almeno il minimo indispensabile per un soccorso d’urgenza. Erano solitamente costituite da una cassetta in legno suddivisa in vari scomparti nei quali venivano inseriti pochi strumenti chirurgici e l’occorrente per una terapia farmacologica-.

 Visitando il luogo, anch’esso aperto al pubblico in occasione dell’iniziativa monumenti aperti, sarà possibile visionare stampe anatomiche e volumi dal valore inestimabile che testimoniano la storia della scuola medica napoletana del 1600, nata nell’alto medioevo, si racconta –secondo leggenda- che un pellegrino greco di nome Pontus giunto nella città di Salerno , trovò rifugio sotto gli archi dell’antico acquedotto dell’Arce.  In seguito all’improvviso scoppio di un temporale, altri tre viandanti si diressero verso lo stesso luogo.

Poco dopo, scoprirono che tutti e quattro si occupavano di medicina. Decisero allora di creare un sodalizio e di dare vita a una scuola dove le loro conoscenze potessero essere raccolte e divulgate.

 Di questa realtà, strutturata successivamente, fece parte anche Giuseppe Moscati ( medico nato in provincia di Avellino, dedicò la sua attività all’assistenza gratuita di degenti che versavano in condizioni precarie, sia da un punto di vista sociale che da quello economico.)

La struttura della Farmacia

Le due principali sale che costituiscono la Farmacia, chiuse per oltre trent’anni, sono state riaperte al pubblico nel 2011, mostrando al mondo intero un lussuoso ambiente settecentesco: un maestoso doppio scalone in piperno, la roccia lavica tipica a Napoli, conduce nella prima sala, adornata dal pavimento maiolicato, frutto dell’opera del prestigioso “atelier” dei fratelli Massa (che avevano già dato prova delle proprie abilità nelle maioliche del Chiostro di Santa Chiara). La funzione della seconda sala è invece di rappresentanza, come testimoniano gli arredi e le decorazioni interne: rivestimenti parietali, arredi in radica di noce, armadietti ornati da capitelli intarsiati, tutte opere dell’ebanista Agostino Fucito. Sul soffitto una grande tela illustra l’eroe della mitologia greca, Achille. La visita guidata partirà dalla Farmacia per proseguire con l’annessa Quadreria dell’ospedale, da poco rinnovata, e l’interessante Museo delle Arti Sanitarie. Il percorso si concluderà con l’Orto Medico “Giardino dei Semplici”, situato nel chiostro più grande del complesso, in cui sono state ripiantate da poco tempo oltre cento specie di erbe medicinali.

Michela Salzillo

 

Farmacia degli incurabili: arte e scienza was last modified: marzo 31st, 2016 by L'Interessante
31 marzo 2016 0 commenti
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Frida
CulturaEventiIn primo piano

Frida Kahlo all’interno della rassegna teatrale WOMEN IN HART

scritto da L'Interessante

È dedicato a Frida Kahlo il quarto appuntamento della rassegna teatrale WOMEN IN HART: un raffinato omaggio messo a punto dall’interprete Maria Luisa Firpo e la regista Renata Cagno.

Una espressione tutta al femminile che aprirà il sipario di via Crispi, Mercoledì 23 Marzo alle ore 21:30.

Non è la prima volta che Napoli celebra l’arte ribelle e sentimele della rivoluzionaria Messicana ma, come dichiarato dalla direzione della rassegna, questo non vuole essere un appuntamento che racconti didascalicamente una storia, bensì un’occasione per rappresentare le emozioni e trasferirle al pubblico.

Viva la vida, ereditato dal titolo dell’ultimo quadro della Kahlo è il nome di uno spettacolo che intreccia più linguaggi artistici, in un clima rievocante le abitudini stilistiche   degli anni 30-40.

Per  l’occasione , verranno interpretati alcuni estratti epistolari  dal diario  dell’artista,  accompagnati dalla musica di un quartetto d’eccezione, formato da:

Frank Prota (chitarra, sassofono, clarinetto), Luis B (trombone e piano), Tottolo Stefanelli (basso e chitarra), con le inusuali percussioni di Gibbone Celeste .

Parte della serata sarà lasciata a disposizione di chi vorrà ballare nelle vesti di un costume a tema e manifestare, così, la sua personale idea di tributo.

Alcune notizie sulla vita personale e artistica di Frida Kahlo

Frida Kahlo manifestò sin dalla nascita uno spirito controcorrente e passionale. Riluttante verso convenzioni sociali che le calzavano strette, tradusse il suo disappunto in opere incentrate esclusivamente sull’immagine di sé. La sua tela, sinonimo di specchio, elaborava nel proprio ventre il dolore di una donna trasformata  anche dalle sofferenze fisiche, che la costrinsero ad una vita immobilizzante ma non scoraggiata, a seguito di un grave incidente, causa di  danni irreversibili al bacino.

La pena maggiore dell’artista, però, fu quella di non aver avuto figli dalla discussa storia d’amore con Diego Rivera, critico d’arte di cui la Kahlo si invaghì già in occasione del primo appuntamento con l’uomo, avvenuto per commissionargli la valutazione dei suoi quadri. Secondo testimonianze di cronaca comune, pare che abbia avuto numerosi amanti, di ambo i sessi, con personaggi di spicco, come: il rivoluzionario russo Lev Trotsky ed il poeta André Breton. Fu, inoltre, molto amica e probabilmente amante di Tina Modotti, militante comunista e fotografa nel Messico degli anni Venti.

Frida è stata una delle donne più fedeli all’idea che un artista non è chi segue le regole, ma è l’eccezione che le trasgredisce, facendo sembrare il rivoluzionario un sinonimo di normalità: per questo ed il suo dolente entusiasmo per la vita, resta una delle figure femminili più amate di sempre.

Michela Salzillo

Frida Kahlo all’interno della rassegna teatrale WOMEN IN HART was last modified: marzo 22nd, 2016 by L'Interessante
22 marzo 2016 0 commenti
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