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Immigrazione

Emmanuel
Cultura

Emmanuel ti racconto delle nostre tragedie che non sono tutte uguali

scritto da Roberta Magliocca

Emmanuel

Caro Emmanuel,

così cominciano le lettere. Ma le lettere si scrivono per essere lette da un destinatario. Non puoi tu, spero possano farlo gli altri. Gli altri chi? mi chiederai, gli altri. Tutti quelli che si sono svegliati nel momento in cui ti sei addormentato, tutti quelli che – compresa io – avrebbero dovuto sguainare la spada prima, lucidare lo sdegno accanto a te, darti una mano quando una mano ti era ancora utile. 

Hai cercato di difendere tua moglie, e lo hai fatto. Ma hai lottato contro chi era più forte di te. Non quell’essere spregevole che ti ha tolto il futuro, no. Lui non è più forte di te, nemmeno ora. Ma il razzismo, ahimè, si. Lo è eccome. Il razzismo ti ha ucciso e uccide sempre.

Non ti ha ucciso la guerra, la morte della tua bambina, sembravi invincibile. Ma, ogni giorno, il mondo ci ricorda che invincibile non è nessuno. Però l’Italia, quasi tutta – o meglio – quella sana, si  schiera dalla tua parte ora, cerca di sostenere tua moglie nel suo dolore che sembra inconsolabile, che nemmeno Dio sembra poter guarire. Per quel che vale, forse niente, ti chiediamo scusa.

Ora sai cosa spero? Che gli italiani, schierati giustamente e con il mio sostegno contro il razzismo, facciano un ulteriore passo per stare dalla parte delle donne che ogni giorno vengono uccise da chi dice di amarle. Il femminicidio è una tragedia molto simile alla tua. Si uccide gente per mancanza di cultura. So che tu combatteresti questa piaga, se fossi qui. Tu che hai dato la vita per proteggere tua moglie, disprezzeresti tutti quegli uomini che uccidono le proprie donne. Perchè una donna morta ogni due giorni è una tragedia, Emmanuel, è una tragedia. Eppure non ne parla nessuno, poche parole al telegiornale – marito uccide la moglie – ma della portanza culturale di questo fenomeno nessuno ne parla. Perchè è la rilevanza culturale di questo eccidio che fa paura, o meglio, che dovrebbe far paura. 

E invece no. Non mi fraintendere, Emmanuel, il tuo omicidio ha fatto lo giusto scalpore, forse nemmeno abbastanza.  Ma non mi spiego perchè omicidi altrettanto ingiusti e crudeli, non siano trattati con la stessa rabbia. Noi non meritiamo la stessa rabbia? Non puoi rispondere, ma la tua risposta l’hai data prima di morire. La tua donna non andava offesa. Qui non funziona così. E, tristemente, un’idea in merito me la sono fatta. Siamo nipoti di migranti. I nostri nonni e bisnonni sono scappati dalla miseria per un futuro migliore. E, in voi, rivediamo loro. E l’istinto di proteggere il vostro futuro, noi che niente possiamo fare contro il vostro passato, è forte. Siete nostri fratelli.

Ma siamo anche figli e nipoti di una cultura malata che ha voluto la donna in cucina a sfornare torte e figli, sempre un passo dietro l’uomo, un’incubatrice vivente, senza alcun diritto. Oggi che le donne a tutto questo non ci stanno più, vengono eliminate da un uomo che non può sopportare l’umiliazione di una donna libera che decide da sola per la propria vita. E anche se siamo persone oneste, se mai faremmo alle nostre mogli quello che questi mostri fanno, siamo figli di un delitto di onore estinto sulla carta, ma ancora presente nei nostri destini. 

Allora Emmanuel, è questa la risposta. Ci occupiamo di voi, perchè non sappiamo occuparci di noi. 

Roberta Magliocca

Emmanuel ti racconto delle nostre tragedie che non sono tutte uguali was last modified: luglio 11th, 2016 by Roberta Magliocca
10 luglio 2016 0 commenti
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caserta
AttualitàCronacaIn primo pianoParliamone

Caserta, ennesima aggressione. Viale Carlo III, la storia infinita

scritto da L'Interessante

Caserta

Caserta

Se si trattasse di una fiction da prima rete, staremmo raccontando uno degli episodi di narrazione cruciale, ma purtroppo la cronaca è realtà, anche quado si glissa sulla perseveranza.

Nella notte tra sabato e domenica scorsi, mentre Caserta prestava attenzione alle amministrative in corso, in viale Carlo III si consumava l’ennesima aggressione

È stato lo spaccio il detonatore primo dell’accaduto: durante un ‘operazione di semplice osservazione per la tutela della zona, un giovane extra comunitario, intercettato dai militari, è stato richiamato a disciplina e perquisito dai carabinieri di Marcianise.

 Dopo un lungo inseguimento il ragazzo è stato raggiunto e sottoposto alla normale procedura di controllo. Addosso allo straniero sono stati trovati alcuni grammi di sostanza stupefacente. È da questa indifendibile azione di reato che è partito lo scontro consumatosi a danno delle forze dell’ordine.

 Colto in flagrante, infatti, il fermato si è ribellato in maniera decisa, colpendo con violenza uno dei  carabinieri in servizio, costretto poi a sottoporsi alle cure del pronto soccorso.

 Al momento non si conosce nulla di più sulle sorti dell’identificato che è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della compagnia di Marcianise per rispondere, oltre alle accuse di spaccio, all’aggressione a danno di un pubblico ufficiale.

Si fa fatica, stando ai meccanismi in atto negli ultimi tempi, a considerare anche questo episodio come fosse un caso isolato. Anche se qualcuno potrebbe considerarla una conclusione affrettata, molto vicina ad un’illazione priva di radici, l’accaduto lascerebbe intendere che l’affare di spaccio stia coinvolgendo, senza riserve, gli extracomunitari occupanti la zona di riferimento.

Uno scenario, quello facilmente deducibile, che più dei micro episodi si sta rivelando un vero e proprio sistema, in cui si mischiano continuamente i ruoli di vittima e carnefice, la cui gestione sembra sfuggire continuamente di mano a chi dovrebbe muoversi in direzione di un qualche intervento che stia lontano dall’assuefazione al caso.

Michela Salzillo

Caserta, ennesima aggressione. Viale Carlo III, la storia infinita was last modified: giugno 8th, 2016 by L'Interessante
8 giugno 2016 0 commenti
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