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Furbetti del cartellino

Furbetti
AttualitàIn primo pianoParliamone

Furbetti del cartellino – il caso dei lavoratori del polo archeologico di Succivo, le telecamere di Retequattro alla Cisl Fp di Caserta

scritto da L'Interessante

Furbetti.

La trasmissione di Rete4, Dalla Vostra Parte giovedì 9 marzo ha portato le sue telecamere alla sede provinciale della Cisl Fp di Caserta. Ad attendere l’inviato i segretari generali Giovanni Letizia della Cisl Ust e Nicola Cristiani Cisl Fp.

Oggetto dell’intervista il caso dei furbetti del Polo Archeologico di Succivo in questi giorni agli onori delle cronache, 21 dipendenti, 2 arrestati e 13 gli indagati compresi i dirigenti

Alle domande del giornalista in collegamento da Caserta, con Maurizio Belpietro da Roma, la risposta congiunta di Letizia e Cristiani, ha suscitato i complimenti degli ospiti di studio per la chiarezza, la determinazione nel voler prendere i giusti provvedimenti e la trasparenza nelle assunzioni di responsabilità da parte della pubblica amministrazione

“Si tratta di casi non difendibili* – hanno infatti precisato i due rappresentanti sindacali – casi gravi ed estremi di lavoratori che si allontanano dal posto di lavoro fuori da ogni regola e norma, senza nessuna giusta ragione, a discapito, come sempre più spesso succede di quei lavoratori che senza nessun atto di eroismo fanno il proprio dovere ogni
giorno.

Il sindacato a tutela dei lavoratori, certo, ma tuteliamo coloro che si trovano in difficoltà nel rispetto dell’impegno lavorativo.

Non ci sono scusanti, il nostro come ben si sa è un territorio con un enorme tasso di disoccupazione giovanile e un lavoratore pubblico non può assolutamente comportarsi in questo modo, mancando di rispetto invece a tutti coloro che il lavoro non ce l’hanno e ai lavoratori pubblici che si impegnano sempre a far funzionare la macchina amministrativa. 

E’ grave purtroppo anche quanto si evince in materia di controlli – continuano i segretari – cioè verifiche zero, l’amministrazione di riferimento non monitora i propri dirigenti e i dirigenti non monitorano i propri dipendenti. Da questa sorta di lassismo non può che venire fuori una mancanza di attenzione alle regole sul posto di lavoro. Il dovere del sindacato ad oggi, sempre di più dunque è sensibilizzare i lavoratori al rispetto delle regole, nel 2017 non può essere tollerato in nessun modo che un lavoratore pubblico si comporti con tale leggerezza ledendo le funzioni, l’utilità e l’immagine di tutti i pubblici lavoratori, esiste un codice etico per gli iscritti e per i sindacati che non può essere bypassato senza conseguenze.

Questo tipo di “atteggiamenti” di tale gravità sono senza dubbio sanzionabili e non solo, al momento però oltre al fatto mediatico in sé ancora non conosciamo gli esiti della vicenda e attendiamo di sapere quali
saranno i provvedimenti a carico degli indagati”.

Da studio gli ospiti, non hanno potuto fare altro che convenire con il contenuto delle dichiarazioni affermando che per la prima volta si trovavano davanti ad un sindacato obiettivo, determinato a fare pulizia, e a dividere i cosiddetti furbetti da coloro che lavorano con impegno e serietà.

Per chi non avesse visto la trasmissione ieri sera, questo il link della puntata. Dal minuto 40.25 il collegamento con Caserta.
http://www.video.mediaset.it/video/dallavostraparte/full/giovedi-9-marzo_698520.html

Furbetti del cartellino – il caso dei lavoratori del polo archeologico di Succivo, le telecamere di Retequattro alla Cisl Fp di Caserta was last modified: marzo 11th, 2017 by L'Interessante
11 marzo 2017 0 commenti
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Furbetti del cartellino
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Furbetti del cartellino: la piaga dell’assenteismo

scritto da L'Interessante

Furbetti del cartellino

Quando il gatto non c’è i topi ballano. Se poi alla musica ci pensa chi dovrebbe assicurare il legittimo controllo sulla corretta gestione del dovere, la via della cattiva condotta diventa una discesa a (s)regola d’arte.

Come in un gioco in cui si diverte solo chi lo fa, gli episodi di assenteismo pubblico replicati nel casertano, ancora una volta, colano a picco sulle amarezze di quanti considerano il proprio lavoro un sinonimo di onestà e trasparenza.

Li chiamano i furbetti del cartellino, e sono gli esperti in disertazione della sedia d’ufficio, quelli che timbrano il badge e poi vanno al bar per un caffè scorretto

 Se fosse una mansione prevista dalla legge, non coprirebbe a sufficienza gli entusiasmi di quanti vorrebbero rivestire il ruolo del funzionario fantasma, ma purtroppo, lasciare la propria postazione nell’orario di lavoro, resta un reato.

 A nulla sono valse le pressioni mediatiche firmate dai programmi ad inchiesta che avevano fatto capitolare, due anni fa, gli equilibri distorti del palazzo di via Verdi. Il via vai sospetto del comune di Napoli, infatti, aveva fatto scendere in campo le telecamere di Le Iene per sventrare il gruppo di assenteisti e nulla facenti nella sede del consiglio comunale. Come all’epoca, anche i recenti nove arresti, ad opera dei carabinieri di Maddaloni, hanno preceduto appostamenti e servizi di video sorveglianza che attestassero la trasgressione.

L’ indagine, condotta dal mese di ottobre a quello di dicembre, ha coinvolto tutti i dipendenti dell’A.S.L. di Caserta, tra cui cinque dirigenti, in servizio presso il Distretto 13 di via Caudina. Gli arrestati dovranno rispondere alle accuse di truffa e false attestazioni o certificazioni, con le aggravanti di aver commesso il fatto a danno di un ente pubblico.

L’attività investigativa ha permesso di cogliere in flagranza di reato gli indagati che, senza ritegno, lasciavano il posto di lavoro, dopo aver avuto la malsana accortezza di attestare la propria presenza attraverso il badge in dotazione.  Un comportamento ,per alcuni , ripetitivo e meccanico che, come un esercizio d’abitudine, permetteva di ottenere un’ingiusta corresponsione e un enorme arreco di danni a carico dell’ amministrazione. Le cifre rese note attestano un ammanco che va dai 450 ai 3.400 euro.

Inoltre, sono stati certificati casi in cui la buona creanza di alcuni funzionari copriva il collega assente, marcando il cartellino di chi al lavoro preferiva lo shopping infrasettimanale. Uno spirito di collaborazione ingiustificabile che si coalizza, anche e soprattutto, a danno del comune cittadino che non solo contribuisce al pagamento illegittimo dei furbi in questione, ma si trova inevitabilmente scoperto in caso di esigenza non esaudita da chi dovrebbe farlo per dovere.

Che sia l’ultima scia di un percorso costruito male?  C’è chi è pronto a giurare di no.

Certe cronache sembrano non smettere mai, e chi ne parla per dovere di professione prova quasi un senso di vergogna, perché quando un fatto si ripete, e soprattutto in termini come questi, neanche scriverne sembra avere senso. Tutto appare superfluo e il resto sembra dare ragione a chi dice che niente cambierà mai, perché quello che nasce disforme, e si abitua alla sua inopportuna condizione, non potrà diventare qualcosa di diverso da ciò che rappresenta, ma se è vero che il sano coesiste con il marcio, per natura, non è di certo congenito mischiare i due emisferi di concetto.

 Allora, sperando in un ravvedimento di coscienza che smentisca i detti popolari, evitare il silenzio omertoso è qualcosa che bisogna continuare a fare, se non altro per garantire il discernimento fra giusto e sbagliato.

Michela Salzillo

Furbetti del cartellino: la piaga dell’assenteismo was last modified: giugno 17th, 2016 by L'Interessante
17 giugno 2016 0 commenti
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