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Tag

Street Art

Street Art Antimo Foglia
CulturaIn primo piano

Antimo Foglia: un’intervista. Street Art a Marcianise

scritto da L'Interessante

Antimo Foglia

Di Michela Salzillo

Lo scorso 15 luglio, nella città di Marcianise, è stata ultimata un’opera di “street art” firmata dall’artista marcianisano Antimo Foglia

Si tratta di una delle “attività” promosse dalla rassegna R- Estate a Marcianise, l’iniziativa della proloco che tuttora detiene primati di successo ed entusiasmo.

 Il murales, che si presenta come una riproduzione stilizzata ed in rilievo 3D, ha meritato i complimenti non solo dei cittadini ma anche del sindaco Antonello Velardi che ha dichiarato: “È un’opera d’arte, una grande opera d’arte. Per mezz’ora ho pensato di essere a Londra e non a Marcianise. Vi invito ad andare a vedere quel murales, resterete senza fiato.”

A fronte di tale successo, abbiamo incontrato, per voi, l’autore.

Antimo Foglia, classe 1973, con una formazione alla scuola internazionale di comics, è un artista e designer di fama nazionale.  Nell’intervista che ci ha gentilmente concesso, racconta i dettagli dell’esperienza marcianisana e non solo.

Cominciamo con una domanda semplice: chi è Antimo Foglia?

La maggior parte delle persone mi definisce creativo, che è una facile sintesi per spiegare le mie attitudini al disegno: la grafica, la decorazione e la sensibilità verso le arti visive. Io disegno fin da piccolo e questa passione è presto diventata un lavoro che, per oltre 20 anni, mi ha fatto vivere un’esperienza trasversale nei settori della moda, pubblicità e stampa.

È recente la sua attiva partecipazione alla rassegna R-estate a Marcianise, l’iniziativa estiva organizzata dalla pro loco per valorizzare le bellezze del luogo e incentivarne l’espressione. Il suo contributo l’ha vista autore di un ‘opera d’arte plasmata su una delle pareti della città. Ci spiega cosa rappresenta e dove è possibile ammirarla?

L’opera è stata realizzata in via Raffaele Musone, sul muro frontale del parcheggio comunale, proprio nei pressi del centro storico. Essa vuole rappresentare un messaggio di benvenuto per chiunque arrivi a Marcianise.  Il disegno è una piantina stilizzata delle principali strade marcianisane con alcuni riferimenti ai luoghi storici della città.

Qual è la cosa che più ha amato nelle ore che in cui era occupato a tratteggiare l’opera?

 Sicuramente la partecipazione dei cittadini che hanno accolto con grande piacere l’intervento, anche perché il muro si presentava con una serie di scritte abbozzate, riconducibili a messaggi d’amore che la maggior parte delle persone ha considerato una forma di vandalismo senza nessuna espressione artistica.

Per realizzare il suo disegno ha scelto di collaborare con i commercianti marcianisani, ci racconta l’esperienza di questo rapporto e quali sono state le ragioni della sua decisione, pur sapendo che per un certo tipo di risoluzione grafica sono opportuni materiali specifici non facilmente reperibili in città?

La volontà di utilizzare un budget minimo di spesa e di investirlo presso i negozi di Marcianise è stato, fin da subito, un punto fondamentale per aderire completamente allo spirito della rassegna, dove tutte le associazioni hanno dato un proprio contributo; disponendo dei propri mezzi, senza richiedere grandi sforzi alle casse comunali. A Marcianise ho individuato alcuni commercianti ben forniti e gli uffici del comune mi hanno autorizzato a prendere i materiali necessari.

Ogni autore di” street art”  ha delle motivazioni personali che, spesso, oscillano fra l’esigenza di ribellione e la necessità di rivendicare la libertà di espressione, le va di parlarci delle sue e di svelarci se nel corso del tempo sono cambiate?

 Sono cresciuto con l’amore per il “writing”, si tratta di una disciplina della cultura hip hop che comunemente viene identificata nei cosiddetti “graffiti”. La mia espressione artistica ha sempre rappresentato una forma di ribellione, ma non solo. C’è molto di più dietro; dalla passione per la calligrafia alla necessità di misurarsi con le proprie idee. Significa anche confrontarsi , letteralmente, con disegni di grandi dimensioni che richiedono studio e tanta fatica nell’esecuzione.

Ad aprile di quest’anno, sulla facciata della Basilica del” rione sanità”, uno dei quartieri più difficili di Napoli, è stato realizzato, ad opera dell’artista Bosoletti, un murales ispirato ad una storia di resistenza e amore. Secondo la sua esperienza, l’arte può essere sinonimo di rinascita e in che modo?

L’arte ha sempre rappresentato un linguaggio di avanguardia e di rinascita, in qualsiasi forma espressiva, dalla musica alle arti figurative. Oggi, “la street art”, oltre ad arricchire e valorizzare muri anonimi, è anche motivo di discussione, di riflessione, di fermento di idee ed energie; proprio quello che è accaduto attorno all’opera che ho realizzato a Marcianise, la stessa che ha suscitato tanto interesse, forse anche più di quello che immaginavo. La voglia di partecipazione, la voglia di colore, manifestata dai miei concittadini, è sicuramente una volontà di rinascita e di identificazione culturale, in un contesto spesso conosciuto più per gli aspetti negativi.

Disegnare nella propria città è più facile o più difficile rispetto a quando lo si fa altrove?

Ho disegnato in molte città, l’approccio di chi ho incontrato è stato sempre pieno di interesse e motivo di confronto, ovviamente, a Marcianise, ho sviluppato la conoscenza di nuove persone, oltre a rivedere tanti amici di vecchia data, alcuni dei quali condividono la mia stessa passione e sono degli artisti che stimo profondamente.  Quindi, per rispondere alla domanda, più che facile o difficile, è stato davvero molto piacevole .

Tornerà a disegnare per Marcianise?

Penso di sì, ci sono in corso diversi progetti che spero si possano realizzare al più presto, per questo confido anche nell’intervento dei privati, una collaborazione, per me preziosa, che potrebbe svelare scenari di relazione molto interessanti.

Grazie per la disponibilità, signor Foglia. Alla prossima!

Antimo Foglia: un’intervista. Street Art a Marcianise was last modified: agosto 4th, 2016 by L'Interessante
4 agosto 2016 0 commenti
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Street
CuriositàIn primo piano

Street Art al Rione Sanità

scritto da L'Interessante

Street Art a Napoli

Ci sono luoghi in cui nascere sembra una benedizione riuscita male, quelli in cui si finisce per caso e che per istinto di sopravvivenza impari ad accettare come destino, forse ingiusto, ma al tempo stesso insindacabile.

Non è necessario andare troppo in là, scartavetrare  le cronache di disperazione lontana, infilarsi commossi tra immagini di ingiustizia universale. Ci sono mondi a parte anche dietro la porta di casa nostra, pieni di storie che se pure ci riguardano, facciamo finta di non conoscere, almeno non abbastanza per parlarne.

Sono quelli che nascono in mezzo alla bellezza, quelli che sembrano uno schizzo cestinato per sbaglio nel cuore dell’opera d’arte.

Sono i quartieri delle città, anfratti sgarrupati ai piedi delle metropoli che, come infanti malnutriti, piangono di degrado all’ascolto di nessuno.

Uno dei gridi tristemente forti arriva dal quartiere più famoso di  Napoli: Il rione Sanità.

 È una ricchezza sottovalutata che, come tra le più bizzarre contraddizioni, ha un valore storico, artistico e culturale con pochi somiglianti in Italia e, forse, addirittura nel mondo.

 È qui, ad esempio, che sorgono ipogei ellenistici e catacombe paleocristiane, come quelle di San Gennaro e San Gaudioso, determinando nell’insieme una forte relazione tra uomo e morte; rapporto che si è protratto nei secoli, con la nascita del cosiddetto   cimitero delle Fontanelle, adoperato per ospitare le vittime della grande peste del 1656, e citato da importanti echi della letteratura.

Purtroppo, però, la fama non sempre nasce dalla bellezza, anzi, a volte è più facile distinguersi per cattiva condotta che per buona volontà: non è un mistero per nessuno l’alto tasso di pericolosità che si vive in questa zona. Il degrado lo si respira, involontariamente, come aria sporca non purificabile, già dai primi imbocchi nei vicoli.

“cammini accanto a case con lamiere traballanti al posto dei tetti e balconi che non si staccano dalle facciate per miracolo. Catapecchie che sembrano abbandonate, con le mura mangiate dall’umido e invase dalla gramigna, sono case con dentro persone, soprattutto anziani, che trascorrono gli ultimi anni della loro vita in questo quartiere dimenticato da Dio.”- racconta Antonio Leggieri de “ Il fatto quotidiano”.

Si fa a presto a dire che volere è potere in casi come questi, quando restare è un dolore che se non  uccide, ti ammazza da vivo e andare via è un coraggio che fa troppa paura. Tra chi scappa e chi si mette a disposizione della delinquenza, c’è però uno spazio fatto di ragazzi perbene, che rimangono per resistere, per concedersi un ‘opportunità dignitosa nel posto in cui sono nati.

Il 2 Marzo  è partita, proprio tra i vicoli del rione sanità, un’iniziativa di street art organizzata dall’associazione “Fazzoletto di perle”, presieduta da Giuseppina Ottieri, con il patrocinio dell’assessorato comunale alle Politiche urbane

 La prima opera è stata realizzata dallo spagnolo Tono Cruz che, occupando la facciata di un palazzo del rione, ha dato vita a diciotto metri di vernice rigorosamente bianca, lavorata in tondo come un qualcosa di molto simile ad un fascio di luce. Il murale rappresenta le facce dei ragazzi e ragazze di queste stradine, simbolo luminoso di speranza e futuro. In particolare, tra i visi  spiccano quelli dei piccoli partecipanti al laboratorio “A giocare con le storie”, condotto da Imma Napodano, all’interno del “Punto Luce” di Save the Children alla Sanità.  

Su questa stessa pennellata si è mosso Francisco Bosoletti, l’artista argentino già autore della Parthenope al Materdei.  Lo scorso 5 aprile, in pieno clima di festa, è stata inaugurato “ResisTiamo”, un ritratto di non arrendevolezza che occupa la facciata della Basilica di S. Maria della Sanità. Oltre a rappresentare un rilancio di energia positiva per la città, l’opera è  la traduzione di una storia vera, quella di due fidanzati che hanno sconfitto una grave malattia anche grazie all’amore. L’immagine immortala  un uomo e una donna che si sostengono a vicenda come in un passo di danza.

Il successo del progetto, tutt’ora in divenire, dimostra  ancora una volta che l’arte può essere un valido linguaggio per veicolare messaggi di straordinaria meraviglia, anche il mezzo al nulla.

Ce lo insegna la poesia di De Andrè che “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior.”

Michela Salzillo

Street Art al Rione Sanità was last modified: aprile 14th, 2016 by L'Interessante
14 aprile 2016 0 commenti
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