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Autore

L'Interessante

Atelier
CulturaIn primo pianoTeatro

Atelier del costume Teatrale ActoryArt

scritto da L'Interessante

Atelier

di Roberta Magliocca

Mala tempora currunt. Il periodo è quello che è, a pochi giorni dal discusso Referendum Costituzionale c’è chi si scanna in nome di un futuro che sembra stare a cuore a tutti.

Eppure le librerie chiudono, i teatri sono vuoti, le scuole cadono a pezzi sotto il peso schiacciante di una società al contrario dove ragazzi non ancora formati hanno la presunzione di conoscere tutto, e I MAESTRI  vedono svilire il loro ruolo nel mondo.

Abbiamo perso i punti di riferimento. Niente Catullo nelle nostre frasi d’amore, nessuna eco di Eduardo nell’ironia partenopea, nessuna lettura prima di andare a dormire.

Smontate pure gli alberi, le strade, le montagne, i portoni di lontana memoria. Abbiamo fallito.

Oppure no? Forse basta solo cercare più a fondo. La meraviglia fa fatica ad emergere. Noi un po’ di meraviglia l’abbiamo scovata, in una taverna nel casertano. 

E lì abbiamo incontrato Claudia e Vittoria, due donne di una semplicità e di un sorriso disarmanti. Intorno a noi, tutti i colori del mondo.

Sono i colori delle stoffe de l’ Atelier del costume Teatrale ActoryArt

Parte tutto dal teatro, grande passione che accomuna la regista Vittoria Sinagoga e l’attrice Claudia Buono. Da questa passione c’è l’incontro dei vestiti di scena fatti da Vittoria con il sottoscala e l’aiuto di Claudia. Nasce L’Atelier del Costume Teatrale ActoryArt: eccolo il luogo della meraviglia di cui vi parlavo.

Costumi d’epoca, da ballerini, re e pagliacci, cappelli e tuniche.  Tutti fatti da queste due donne innamorate di questa arte che aggiunge spettacolo allo spettacolo. L’atelier nasce appena due mesi fa, eppure già sono cariche di commissioni, segno che il teatro ha bisogno di verità e artigianalità, di cura dei dettagli, non di lavoro asettico industriale. E’ proprio grazie a questa grande richiesta che Vittoria e Claudia hanno avuto bisogno di un aiuto nella produzione di questi abiti, aiuto che esiste nella figura di Filomena Natale.

Di parole ne abbiamo spese tante, ma le foto sono tutta un’altra storia. Da vivere, anche questa.

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Atelier del costume Teatrale ActoryArt was last modified: novembre 22nd, 2016 by L'Interessante
22 novembre 2016 0 commenti
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crionica
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Crionica, la scienza dell’ibernazione post mortem

scritto da L'Interessante

crionica

di Antonio Andolfi

Una 14enne britannica ha ottenuto, poco prima di morire di cancro, il permesso di conservare al freddo il proprio corpo in attesa di un futuro risveglio. Ma con quali speranze, realisticamente?

Nel Regno Unito, un giudice ha appoggiato la volontà di una 14enne malata terminale di una rara forma di tumore di non essere sepolta ma crioconservata, dopo la morte, nella speranza di poter essere riportata in vita in futuro.

La giovane, non ancora maggiorenne, doveva rimettersi alle disposizioni dei genitori: il tribunale ha stabilito che la madre della ragazza, che a differenza del padre appoggiava la sua decisione, fosse l’unica a poter decidere che cosa fare del corpo della figlia dopo la sua morte.

Dopo il decesso, la salma è stata quindi affidata a una società privata che si occupa di crionica (la criopreservazione di uomini e animali dopo la morte) per essere criocongelata e trasportata da Londra agli Stati Uniti, dove sarà conservata. Il tutto al costo di 37.000 sterline – poco più di 43.000 euro.

Crionica: uno scenario realistico?

Al di là del rispetto delle volontà di ciascuno, quante speranze ci sono, dal punto di vista scientifico, che un corpo umano ibernato possa un giorno risvegliarsi dalla morte? Se la risposta sfiora i confini della fantascienza, limitiamoci ad analizzare due aspetti distinti: quello dei tessuti e quello delle connessioni neurali.

Per il primo aspetto, un grande passo in avanti è stato quello della vetrificazione dei tessuti biologici, cioè la loro solidificazione senza formazione di cristalli di ghiaccio.

L’uomo non è fatto per essere “surgelato” e poi scongelato. Se le nostre cellule congelano, i cristalli di ghiaccio che si formano al loro interno finiscono, mano a mano che si espandono, per distruggerle: quando il corpo ritorna a una temperatura normale, dei tessuti congelati non rimane che poltiglia, come sanno bene gli esploratori artici.

La vetrificazione sostituisce il sangue con un cocktail di sostanze antigelo che, sotto ai – 0 °C, rende il liquido iniettato solido come vetro.

La tecnica funziona bene su piccoli campioni di tessuto, su embrioni e cellule uovo nei trattamenti per la fertilità. Recentemente ha permesso di criopreservare e poi “scongelare” un cervello di coniglio, lasciandolo in perfetto stato (almeno esternamente).

Tuttavia non è mai stata testata su organi umani, nemmeno per i trapianti, ed è per adesso impossibile affermare che possa mantenere un intero organismo in perfetto stato.

Rimane poi il problema non marginale del “contenuto”. 

Crionica: dentro all’involucro

Memoria, carattere, personalità sono il prodotto di connessioni neurali, una rete che non è verosimile sperare di poter congelare e preservare in eterno. Si è speculato sulla possibilità di “scaricare” il contenuto del cervello in un computer e far rivivere il defunto in un robot, anziché tentare di riportarne in vita il corpo.

Ma non esiste alcun computer in grado di riprodurre la galassia astronomica dei rapporti tra i 100 miliardi di neuroni del cervello umano, e anche se un giorno ci fosse, secondo i neuroscienziati, non riuscirebbe ad esaurire la complessità della mente umana.

 

Crionica, la scienza dell’ibernazione post mortem was last modified: novembre 22nd, 2016 by L'Interessante
22 novembre 2016 0 commenti
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casertana
In primo piano

CASERTANA 2 a 0 AL SIRACUSA E CONFERMA IL MOMENTO POSITIVO

scritto da L'Interessante

casertana

di Pasquino Corbelli

Casertana in momento positivo. Poco scampo per i siciliani

Casertana reduce dal pareggio in casa con la capolista Juve Stabia e Siracusa dalla vittoria di Cosenza. Due squadre in un momento positivo si affrontano al Pinto. A testimoniare la grande prova dei falchetti è il ruolino di marcia del Siracusa con due vittorie nelle ultime due gare, corsaro a Reggio Calabria e trionfatore in casa nel derby con l’Akragas, realizzando 6 gol e subendone solo due.

Rossoblù in vantaggio alla fine della prima frazione

Due formazioni a specchio poiché entrambi i tecnici optano per il modulo 4-3-3. Dopo mezzora in cui non succede praticamente nulla con le due formazioni a giocare prettamente a centrocampo e con i due portieri mai impegnati, al 34’ i padroni di casa vanno in gol con un gran tiro da fuori area di Finizio. L’arbitro e il collaboratore restano fermi per una manciata di secondi mentre il portiere ospite resta a terra. A quel punto il direttore di gara optato per un presunto fallo sul portiere o per un fantasma fuorigioco ed annulla la rete tra le proteste generali, solo a quel punto il guardalinee alza la bandierina. Passano 10 minuti e questa volta il gol per i rossoblù arriva davvero, Pezzella si invola sulla fascia di competenza e appena in area mette al centro corto per la testa di Rajcic che spizzica la sfera quel tanto che basta per mettere fuori causa Santurro. Nei minuti di recupero il Siracusa va vicino al pareggio, calcio di punizione di Talamo e colpo di testa di Catania con Ginestra reattivo a deviare sopra la traversa.

Bis e partita chiusa nella ripresa

Ripresa, pronti via e arriva il raddoppio della Casertana con Corado (4’) che con azione travolgente supera alcuni avversari e appena dentro l’area fa partire un fendente che supera l’incolpevole Santurro. Una delle poche emozioni del secondo tempo la regala al 77’ Spinelli che con sbroglia una mischia in area con un tiro che lambisce la traversa e termina sul fondo. Al 88’ ancora Ginestra sugli scudi bravo a respingere un gran tiro di Giordano, sulla ribattuta prova la conclusione Scardina che è però in fuorigioco. Dopo quattro minuti di recupero l’arbitro dice che può bastare con la Casertana che guadagna tre punti duro e allunga la striscia positiva.

Il tabellino

Casertana (4-3-3): Ginestra 7; Finizio 6, D’Alterio 6, Rainone 6.5, Pezzella 6; De Marco 5.5 (68’ Giorno 6), Matute 6, Rajcic 6.5; Orlando 6 (76’ Lorenzini sv), Corado 6.5, Carlini 6.5 (61’ Giannone 6). A disp.: Fontanelli, Lorenzini, Ramos, De Filippo, Taurino, Ciotola. All. Tedesco 6.

Siracusa (4-3-3): Santurro 6; Giordano 6, Turati 6, Pirrello 6, Palermo 6 (62’ Dezai 6); Baiocco 6, Spinelli 6, Dentice 6; Longoni 6 (41’ Valente 6), Catania 6, Talamo 5.5 (55’ Scardina 5.5). A disp.: Gagliardini, De Respinis, Di Dio, Brumat, Degrassi, Toscano. All. Sottil 6.

ARBITRO: Fabio Natilla di Molfetta 6

ASSISTENTI: Thomas Ruggieri e Andrea Micaroni di Pescara

RETI: 44’ Rajcic (C), 49’ Corado (C),

AMMONITI: Turati (S), Talamo (S), Pezzella (C), Finizio (C), Giordano (S).

ESPULSI:

RECUPERO: 3’pt, 4’ st.

NOTE: Spettatori 1500 circa con una decina di tifosi provenienti da Siracusa

Pasquino Corbelli

CASERTANA 2 a 0 AL SIRACUSA E CONFERMA IL MOMENTO POSITIVO was last modified: novembre 20th, 2016 by L'Interessante
20 novembre 2016 0 commenti
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la-meraviglia
CulturaEventiIn primo piano

La Meraviglia – Contest Fotografico L’Interessante

scritto da L'Interessante

Ci siamo! Le foto che ci sono arrivate in redazione sono state non solo tantissime, ma tutte davvero meravigliose. Noi ne abbiamo scelte 5. Ora tocca a voi: scatenate like e/o reazioni Facebook (prima alla pagina e poi alla foto) e fateci capire qual è la vostra preferita. Le votazioni si chiuderanno il 23 Novembre. Le tre foto più votate saranno sottoposte all’attenzione della redazione che sceglierà la vincitrice. Cosa aspettate? Votate! Non c’è che l’imbarazzo della scelta.

N.B. Le foto vanno votate su Facebook, a questo indirizzo troverete l’album:

https://www.facebook.com/pg/linteressante/photos/?tab=album&album_id=607935582664720

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La Meraviglia – Contest Fotografico L’Interessante was last modified: novembre 19th, 2016 by L'Interessante
19 novembre 2016 0 commenti
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bakery
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Inaugura a Caserta la prima Petisserie bakery a 4 zampe

scritto da L'Interessante

Bakery

Di Luigi Sacchettino

Cari lettori interessati l’altro giorno mi arriva una chiamata da parte del nostro direttore che mi avvisa che nei prossimi giorni avremmo intervistato gli ideatori di una bakery, panificio, pasticcerie per amici a 4 zampe.

“Come? pasticceria per cani? Speriamo non si tratti del solito progetto di umanizzazione del cane” – mi dico.

Arriviamo a Caserta, in  via Colombo, e ci troviamo subito immersi in quella che sembra una patisserie francese ma strutturata sulla specie cane.  Niente zuccherini o dolcetti. Ma alimenti permessi e graditi dai cani.

Ad accoglierci sono gli ideatori Anna Colella e Giuseppe Piroddi insieme a sua madre Dora Sparago, curatrice della struttura. La loro energia è contagiosa e il loro entusiasmo si avverte anche in anteprima; difatti l’inaugurazione è fissata per sabato 19 novembre.

Anna ci racconta che il tutto è partito dall’amore e dalla passione verso gli amici a 4 zampe, a cui si è sommato un naturale interesse- tramutato poi in studio- verso l’alimentazione salubre.

Patisserie bakery a 4 zampe sembra essere candidato a divenire un crocevia di tutte queste passioni

Le sorprese non finiscono. Mi dicono che collabora con loro una educatrice cinofila che si sta dedicando all’alimentazione naturale.

Si chiama Alice Iaccarino.

Sorrido. Alice è una mia allieva ormai divenuta collega.

Mi diverte intervistarla.

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  • Alice, come nasce questo progetto?

“Il progetto è nato durante un viaggio all’estero di Anna e Giuseppe, quando entrati in una pasticceria per cani hanno sentito forte il desiderio di realizzarlo in Italia. Io sono arrivata solo successivamente, come co- protagonista entusiasta.  Mi hanno contattata dopo aver visitato la mia pagina facebook “Dog Bakery” che tratta proprio l’argomento premi e biscotti autoprodotti in totale contrapposizione a quelli industriali. Cercavano proprio qualcuno che avesse le loro stesse idee sull’ alimentazione naturale del cane e del gatto e mi hanno trovata.”

  • Qual è l’obiettivo di Petisserie bakery a 4 zampe?

“L’ obiettivo di Petisserie è quello di diffondere una consapevolezza e una cultura alimentare sana presente non solo nei nostri piatti ma anche nelle ciotole di cani e gatti.

I miei studi da Educatrice Cinofila e l’esperienza con i cani dei miei clienti mi hanno dimostrato quanto il momento del pasto, così ricco di significato anche sociale, sia mortificato dalle nostre esigenze di tempo e praticità.

Qualsiasi cane, indipendentemente da taglia e razza ha bisogno di masticare anche per emendare lo stress e ha diritto ad un pasto gratificante sia dal punto di vista nutrizionale che olfattivo, visivo, tattile. Nessun croccantino può competere con la predazione e la dissezione di una gallina per esempio”.

  • Sì è proprio vero; l’importanza del pasto come momento di appagamento è ormai acclarata. Sempre più proprietari si interessano all’argomento e gli studi condotti dalla medicina veterinaria ci forniscono risultati a riguardo giorno dopo giorno più entusiasmanti.

“Molto spesso in un percorso in cui si affrontano problematiche comportamentali nei cani di città, l’introduzione di un’alimentazione Barf- bones and raw food- o casalinga aiuta moltissimo il cane nel recupero del suo benessere psicofisico; ovviamente per farlo è necessario affidarsi ad un veterinario esperto in questo campo e non improvvisare”.

I bisogni del cane al centro. Non quelli dell’umano traslati sui nostri cani.

Un laboratorio cinocentrico. Ecco.

Non resta che andare a curiosare insieme ai nostri amici a 4 zampe.

Sabato 19 novembre, ore 18, via Colombo Caserta.

 

Inaugura a Caserta la prima Petisserie bakery a 4 zampe was last modified: novembre 19th, 2016 by L'Interessante
19 novembre 2016 0 commenti
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molly
CulturaIn primo piano

Molly Malone, la strana leggenda

scritto da L'Interessante

Molly

Di Erica Caimi

Forse, non esiste altro posto al mondo più ricco di miti e leggende dell’Irlanda. Qui, la storia si colora di tradizione orale e anche una semplice passeggiata in centro può regalare sorprese inaspettate.

Tutti sono d’accordo nell’ affermare che Molly Malone è una delle persone più famose nella storia di Dublino, poi, che sia esistita veramente oppure no, questa è un’altra questione. Sicuramente è l’icona più curiosa ad essere mai stata celebrata ufficialmente dalle autorità comunali, che nel 1988, nel corso dei festeggiamenti per il “Dublin millennium”, hanno deciso di far costruire una statua in suo onore e di collocarla a Grafton Street. A questo indirizzo, si trovava un piccolo cimitero, raso poi al suolo dalle ruspe per lasciar spazio a nuovi edifici, dove la leggenda vuole sia stata seppellita la povera Molly, passata a miglior vita prematuramente. La statua è stata in seguito rimossa e spostata temporaneamente a Suffolk Street, di fronte all’ Ufficio del Turismo, ma resta una tappa irrinunciabile per i turisti, che si fermano a farsi fotografare accanto a quella giovane con una generosa scollatura in bella mostra.

Chi era Molly Malone ?

Le prove della sua nascita e morte sono state “scoperte” diverse volte nel corso dei secoli, forse perché un numero cospicuo di “Molly Malone” sono effettivamente nate a Dublino e scambiate erroneamente per l’originale, comunque la sua presunta venuta al mondo si colloca intorno al 1600. La leggenda vuole che Molly sia una giovane donna di bell’aspetto che lavora come pescivendola di giorno e di notte vende il suo corpo seducendo gli studenti del Trinity College, Università stimata per la sua rigida dissolutezza. Molly muore molto giovane a causa di una febbre tifoide che aveva anche causato la morte dei suoi genitori, ma si racconta che il suo fantasma torna ogni notte ad infestare le strade di Dublino.

Molly Malone e la tradizione

Anche se si ritiene che Molly Malone sia vissuta nel 1600, non vi è alcuna traccia della sua presunta  esistenza fino alla fine del ‘700, inizio ‘800.

Nel 1880 una nota canzone popolare gaelica dal titolo “Cockles and mussels”, “cardi e cozze”, scritta da un autore ignoto, rievoca la leggenda, congelandola nell’immaginario collettivo: «In Dublin’s fair city, where the girls are so pretty, I first set my eyes on sweet Molly Malone, As she wheeled her wheel-barrow, Through streets broad and narrow, Crying, “Cockles and mussels, alive alive oh!”». La canzone, apprezzata per secoli, è stata riadattata da vari gruppi, The Dubliners compresi. Proprio grazie alla sua notorietà, la melodia affianca l’inno nazionale Ireland’s Call all’apertura delle partite della squadra nazionale di rugby della Repubblica d’Irlanda (l’Irish International Rugby Team) ed è l’inno ufficiale dei tifosi delle associazioni sportive di Dublino aderenti alla GAA, la Gaelic Athletic Association.

I dublinesi, ancor oggi, non hanno dimenticato Molly Malone, affibbiando alla statua il gergale e colorito appellativo di “tart with a cart”, letteralmente “puttana col carretto” o “The trollop with the scallop”, “la donnaccia con le conchiglie”.

Molly Malone, la strana leggenda was last modified: novembre 19th, 2016 by L'Interessante
19 novembre 2016 0 commenti
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Campania
CulturaIn primo pianoTeatro

CAMPANIA ACTOR STUDIO presenta “Alice / La Meraviglia”

scritto da L'Interessante

Campania Actor Studio

“CAMPANIA ACTOR STUDIO”

presenta

“Alice / La Meraviglia”

Mercoledì 30 novembre ore 22.00 – Piazza Campania

Si terrà mercoledì 30 novembre la prima della pièce teatrale del Campania Actor Studio. Una sceneggiatura sperimentale ideata sulle peculiarità degli spazi del Centro Commerciale Campania e sulle caratteristiche degli aspiranti attori protagonisti del progetto, per la regia di Michele Pagano.

Il Centro Commerciale Campania lo scorso aprile ha avviato il Campania Actor Studio, un percorso laboratoriale di recitazione. Alle selezioni hanno partecipato oltre 200 persone ma solo 20 sono state selezionate per il progetto da una giuria composta da Francesco Paolantoni, Massimiliano Gallo e Lucio Caizzi. I 20 attori hanno seguito un percorso intensivo di formazione con inizio in aprile per potere girare 10 puntate di una web serie e realizzare uno spettacolo teatrale.

L’idea nasce dalla volontà di far emergere le potenzialità del territorio attraverso l’incontro tra affermati professionisti del settore con giovani talenti, ma anche ispirare coloro i quali non si sono ancora avvicinati all’arte della recitazione e spingerli a ricercare il proprio potenziale espressivo, emozionarsi ed emozionare.

Mercoledì 30 novembre dalle ore 22.00 questa idea prenderà forma in una Piazza Campania nella quale il pubblico non sarà solo spettatore ma nella rappresentazione in cui salteranno i canoni classici della dalla tradizionale impostazione palcoscenico vs platea.

“Alice / La meraviglia”, liberamente ispirata alla celebre opera di Lewis Carrol, è una produzione del progetto Campania Actor Studio con la regia di Michele Pagano anima di Officina Teatro, una consolidata realtà della provincia di Caserta che si caratterizza per l’offerta di produzioni artistiche sperimentali di qualità e innovative. 

Plot: Se Lewis Carroll un giorno decide di prendere dei fogli di carta, una penna e di partorire Alice un motivo scatenante ci sarà stato. Alice diventerà poi un mito, un’immagine emblematica e poetica allo stesso tempo, che verrà contrassegnata, nell’immaginario collettivo, come quella ragazzina bionda e l’abito azzurro che, trascinata da un coniglio, riesce finalmente a vivere immaginando “ben sei cose impossibili al giorno”. Forse, l’intento di Carroll era proprio quello di spingere i propri lettori a chiudere gli occhi e a sognare senza remore e limitazioni. E allora ispirandoci a lui si può ricercare la nostra meraviglia in un centro commerciale, fantasticando tra le scale mobili e gli ascensori, tra le vetrine dei negozi e i tavolini di un bar.

L’INGRESSO E’ LIBERO.

CAMPANIA ACTOR STUDIO presenta “Alice / La Meraviglia” was last modified: novembre 18th, 2016 by L'Interessante
18 novembre 2016 0 commenti
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OCCUPATO

scritto da L'Interessante
OCCUPATO was last modified: novembre 18th, 2016 by L'Interessante
18 novembre 2016 0 commenti
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CTS
CulturaIn primo pianoTeatro

ANCORA UN DOPPIO APPUNTAMENTO NEL WEEKEND TEATRALE AL CTS

scritto da L'Interessante

CTS

ANCORA UN DOPPIO APPUNTAMENTO NEL WEEKEND TEATRALE AL CTS

LE DONNE PROTAGONISTE DEI DUE SPETTACOLI AL PICCOLO CASERTANO

Il Piccolo Teatro Cts di via Louis Pasteur 6 a Caserta (zona Centurano) anche per questa settimana ripropone tre giorni di spettacoli. Precisamente per venerdì 18 novembre alle ore 21 è previsto lo spettacolo presentato dalla compagnia Sin Hombre in ”SUDiamo l’anima”, ideazione, scrittura e regia di Maria Iannotta con Viviana Venga, Simona Cipollaro, Mario Bellafonte, Luigi De Simone, Carmine Iannotta e Rino Principe Abate, musiche e parole originali di Mario Bellafonte in arte Bema, luci, audio e grafica di Cesare Napolitano, scene di Archeos. Mentre per sabato 19 alle ore 21 e domenica 20 novembre alle 19 verrà presentato “Aspettando che spiova”. In scena Gianluca d’Agostino nelle vesti di interprete, regista e autore dello spettacolo, con lui Luigi Credendino.

Queste le note di regia per ”SUDiamo l’anima”. La scena si apre con un confessionale al centro, una luce bianca, fioca, lo illumina, intorno è tutto buio. Il confessore (B) è già dietro la tendina del confessionale, non appare mai. Ai lati del confessionale delle panche di legno, si intravedono delle sagome sedute. Tutte le sagome sono caratterizzate da una corda legata alla caviglia, e sono tutti vestiti di nero, con al polso una maschera bianca, inespressiva. Suona la campanella che dà inizio alla funzione. Si illumina la prima panca, leggermente di rosso, caldo, c’è seduto un ragazzo, molto giovane apparentemente, ha una chitarra in mano, l’accorda. È un viaggio nell’entroterra campano, è tutto lasciato all’immaginazione, molte le cose taciute, lasciate all’interpretazione propria. Si tratta di quel pezzo di Campania che tutti nominano ma nessuno conosce veramente. Quando si pensa al Sud, viene in mente solo il sole, anche se la pioggia è la protagonista indiscussa. Il tentativo è quello di raccontare come si vive veramente quaggiù, che nonostante le brutture, si sopravvive, che spesso ci si affida alla fede bugiarda, che a volte non si vede più la luce e ci si lascia andare, o che a volte l’ignoranza prevale e che si chiede perdono per dei peccati che forse non si ha nemmeno commessi. Che si suda davvero l’anima, ma che non si sa bene a chi chiediamo perdono. Che forse è meglio che questi peccati li teniamo per noi.

Ecco alcune considerazioni a margine dello spettacolo “Aspettando che spiova”. Il testo di questa pièce è inedito. Il progetto nasce innanzitutto da un desiderio di fare teatro insieme e dall’esigenza di creare qualcosa di proprio a 360°. C’è un attore con una propensione alla drammaturgia, il quale scrive per sé e per altri attori che ha incontrato nei diversi contesti e coi quali vorrebbe lavorare ancora. La scrittura nasce per l’attore e non è l’attore che deve adattarsi al testo. Nel caso specifico di questo spettacolo, gli attori hanno seguito il lavoro preliminare alla messa in scena ancora più da vicino, eseguendo un ciclo di letture di alcune bozze, durante la fase di costruzione del testo, per aiutare l’autore a trovare nuove idee e suggestioni. Infatti, il risultato finale è figlio dei dibattiti nati durante queste letture. Lo spettacolo vuole essere una critica disillusa al teatro, in una maniera, ci si prefigge, nuova, inedita, innovativa; ma è anche un gioco. La scrittura ha come presupposto l’intento di creare, piuttosto che dei personaggi plausibili, un insieme di occasioni per gli attori che si muovono dentro quelle parole e quei rapporti.

Queste le note di regia. Un temporale è lo sfondo della performance. Serve a creare il clima, l’atmosfera di tensione e di malumore di fondo, ancor prima che avvenga tutto. Il diluvio è metafora di un mondo che si avvia verso il capolinea. Il presagio di una catastrofe, di qualcosa che è più grande e che non si potrà mai gestire. La regia sarà essenziale, si ricreerà l’effetto climatico con il supporto tecnico di audio e luci. Per quanto riguarda la scena, si immagina un teatro che perde. Qua e là recipienti di varie dimensioni a raccogliere le gocce che il soffitto non riesce a trattenere. Si immagina che ci sia una specie di tetto o qualcosa del genere sulle teste degli attori, dal quale ogni tanto cada a terra un po’ d’acqua piovana accumulatasi.

ANCORA UN DOPPIO APPUNTAMENTO NEL WEEKEND TEATRALE AL CTS was last modified: novembre 18th, 2016 by L'Interessante
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Campania
AttualitàIn primo pianoParliamone

LA CAMPANIA CORRE VERSO LA SCOMPARSA TOTALE. PARTITA LA SFIDA DEL DEGRADO

scritto da L'Interessante

Campania

“LA CAMPANIA CORRE VERSO LA SCOMPARSA TOTALE.  PARTITA LA SFIDA DEL DEGRADO”

CASERTA. Sta diventando chiaro agli occhi di tutti i lavoratori  il fallimento totale della  politica. Oggi l’aspetto principale  che della politica ci colpisce  è quello  fondato su  due aspetti che  rabbrividiscono l’onestà e  la purezza della fedina penale, da qui  la riscossa supersonica  attivata  con la carta dell’onesta, ma noi lavoratori del <BACINO DI CRISI DI CASERTA> ci domandiamo ma quale onestà? oggi  c’è solo la clientelare  corruzione. Diciamolo subito con franchezza: si tratta solo di un’arma di distrazione  di massa per far sì che televisioni e giornali smettano di parlare della struttura antidemocratica di un partito, di una giunta regionale, ma soprattutto di lei Assessore  Sonia Palmeri che sbandiera ai quattro venti il rilancio della Campania. Bugie solo bugie, oggi  con la scusa dell’onestà escludiamo  chi  non  rispetta più  alcuna regola. Ma consideriamo oggi un po’ più a fondo questa vera e propria ideologia dell’onestà che contraddistingue  questi aspetti che riguardano la vertenza del lavoro in Campania.

Il seguito è un fatto difficilmente confutabile: la tesi dell’Assessore Palmeri,rimane una tesi fasulla. Come fa ad affermare  che gli ammortizzatori sociali sono importanti per l’occupazione. Forse l’Assessore ha dimenticato  che i lavoratori del <BACINO DI CRISI DI CASERTA> non hanno più la  mobilità  retroattiva ( sono 1200 lavoratori  che sono da  due anni senza sussidio). Nessuno di questi lavoratori è  incluso   per il  2017 in progetti di ricollocazione. Oggi,  si è abbassata l’asticella, in un mondo in cui determinante è “sopravvivere”, e inizia ad essere chiaro che i problemi di almeno tre generazioni sono strutturali. Assessore Palmeri si rinfreschi  la memoria insieme  a De Luca, cercate  di alzare il sedere e di scendere in campo, noi lavoratori siamo  disgustati  da questo comico teatro della demagogia, vogliamo i fatti. Per risolvere certi problemi ci vuole realismo, ma soprattutto verità  nel leggere il presente e una certa visione globale per costruire il futuro. Noi siamo completamente morti  la  speranza è finita. Un modo oggi particolarmente facile per degradare lei  donna  di potere che decide le sorti del lavoro in Campania, è  concentrarsi sulla vecchiaia del suo corpo, ma soprattutto sulla vecchiaia della sua  mente.  Facile perché oggi in Italia gli uomini e le donne di potere hanno tendenzialmente un’età avanzata: sessanta, settanta, ottant’anni e oltre. Lei che risulta essere giovane, ci colpisce, perché sta dimenticando la vera realtà dei fatti.  Facile perché sono ormai tanti anni (almeno dal 2005) che noi lavoratori  chiamiamo  «zombies», «salme», «morti viventi» i politici, le donne,  e gli uomini di potere con cui  prendersela, per evidenziare che dicono e fanno cose antiquate, superate, ma soprattutto inventate.  E a furia di sentirlo ripetere, ci siamo abituati. Facile perché al tormentone della  politica nazionale  si è aggiunto  quello   regionale  con la rottamazione, altro tormentone  a cui noi lavoratori del <BACINO DI CRISI DI CASERTA>  ci siamo abituati. Perciò se anni fa era una salma Romano Prodi, oggi lo è Giorgio Napolitano,  insieme a  Bassolino,  Caldoro, De Luca, ed  Oddati.  Oggi  lei rimane il nostro <zombies>  preferito da colpire.  Nella  attuale fase di sviluppo lei caro Assessore ha  superato quella  politica che  produceva benessere, lei ha cancellato  il cosiddetto welfare state. In questa precedente fase la politica conservava ancora un margine di autonomia, la presenza in particolare di una forza operaia concentrata, con partiti che nel bene e nel male rappresentavano i suoi valori e i suoi interessi, alimentava la possibilità di un’azione, per dirla schmittianamente “katechontica“, capace cioè di frenare i peggiori spiriti animali del capitalismo.

Questa fase è finita, con la distruzione della Campania. Oggi lei ci  parla di nuove sfide lanciate,  ci viene da ridere, ma allo stesso momento  ci domandiamo ma con quale criterio lei parla di sfide per il lavoro?.  La politica, come strumento di mediazione tra i diversi interessi, diventa forte quando il capitale diventa “totale“, scomparendo  del tutto.  La politica  riduce il lavoro a puro e semplice epifenomeno del suo stesso processo.  Quando è il caso il potere finanziario sostituisce persino i governanti con suoi funzionari o ammette politici, come Renzi, Caldoro,  De Luca, compatibili con le linee guida imposte dai mercati finanziari.  Oggi assistiamo ad un  processo di dissoluzione della politica regionale   cominciato già prima, con Rastelli, anche se qualcosa evidentemente è andato storto, perché oggi ci troviamo nella stessa situazione di allora, senza però avere i partiti di allora.

La grande finanza considera i partiti politici, vecchi o nuovi che siano, come un impiccio, il residuo di una democrazia ormai morente. I cosiddetti corpi intermedi (forze politiche, sindacati eccetera) rallentano le decisioni immediate, veri propri diktat distruggono il lavoro in Campania. Decisioni che devono essere applicate immediatamente e senza discussione. Questo tra l’altro spiega anche la necessità di sostituire Costituzioni come la nostra, ancora legate ad un’epoca in cui la democrazia era considerata il valore politico per eccellenza. In un mondo sempre più dominato dalla finanza, dai grandi poteri, la democrazia ha perso ogni senso, si trasforma in democrazia di facciata. Partiti, sindacati, sono forze frenanti che devono essere delegittimate.

C’è un legame che andrebbe indagato tra sviluppo del capitale finanziario e movimenti “giustizialisti“. Lo scopo è quello di delegittimare i politici, identificati con la casta, e lo Stato sprecone ed inefficiente. Noi del <BACINO DI CRISI DI CASERTA> condanniamo questi giochetti squallidi.  Oggi questo contesto lo condanniamo in maniera definitiva.  Il giustizialismo si contrappone al ceto politico diffondendo l’idea che partiti e politici siano tutti corrotti e che tutti i nostri guai derivino dalla totale esistenza della „casta“, responsabile di aver creato un enorme debito pubblico.

La sua  politica caro Assessore Palmeri   ormai ha perso ogni significato, si trasforma così in morale, o meglio in  piccolo moralismo, nell’onestà di cui tanto si sciacqua la bocca la sua  giunta regionale: noi lavoratori siamo contro il marcio. L’unica categoria politica che noi esaltiamo  viene presa in prestito dalla giustizia rappresentando   l’onestà. Attraverso l’onestà   che nel  popolo si alimenta un risentimento sterile e impotente che non sposta di una virgola i rapporti sociali dominanti. Così la questione sociale viene trasformata in questione morale e occulta tutti i nodi fondamentali come la disintegrazione sociale, la perdita di sovranità a tutti livelli, la crisi delle istituzioni democratiche.) –  Caro Assessore non faccia discriminazione tra i bacini intervenga   coprendo  tutti i mancati pagamenti della mobilità in deroga dei mesi pregressi  (tanti  i lavoratori senza reddito dal 2015 ).
2 – Bisogna assolutamente assegnare la continuità contributiva che permette agli ex operai di rimanere collegati con i contributi.
3 – Bisogna assolutamente far iniziare al più presto i corsi di formazione retribuiti, ad oggi dopo tanto parlare a vuoto,  non c’è ancora la conoscenza della data di partenza dei corsi di formazione retribuiti,  ma soprattutto garantire il sostegno ai lavoratori.
4 – Bisogna assolutamente affrontare con azioni concrete  il 2017 con programmi di ricollocazione mantenendo fede ai vari accordi di Programma avviando il sostegno alle famiglie dei lavoratori del <BACINO DI CRISI DI CASERTA con la mobilità in deroga fino alla completa rioccupazione.>
Siamo stufi di sentire chiacchiere, siamo stufi della sua buffa  demagogia politica che lei sbandiera sui giornali,  contemporaneamente  attendiamo di conoscere anche l’incontro romano che avverrà  a Roma con il Sottosegretario Franca Biondelli per conoscere le motivazioni scadenti di Poletti sull’esclusione  di Caserta dalle aree di crisi, ma soprattutto vorremmo capire se ci saranno interventi futuri  per Caserta.

La necessità del potere finanziario è quella di soggiogare la politica costringendola a deperire. E la tecnica del controllo sociale si sposa molto bene con l’ideologia giustizialista, tutta focalizzata su un’idea astratta di legalità, come se tutti i problemi fossero risolvibili con la lotta contro l’evasione fiscale e la corruzione, dimenticando che non ci sarà mai giustizia sociale senza investimenti pubblici, senza politiche di sviluppo lavorativo,  deficit spending,   ma soprattutto senza reali piani veri di inserimento dei lavoratori, ma soprattutto senza il recupero della propria sovranità, se lo ricordi Assessore Sonia Palmeri.  È di tutto questo che la nostra regione  avrebbe bisogno per uscire dalla crisi, e invece a cosa stiamo assistendo? Ad un nuovo attivismo del suo mandato che non fa sconti a nessuno, neppure a quei lavoratori  che chiedono solo la sopravvivenza.

LA CAMPANIA CORRE VERSO LA SCOMPARSA TOTALE. PARTITA LA SFIDA DEL DEGRADO was last modified: novembre 18th, 2016 by L'Interessante
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