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L'Interessante

Vinicibando
Dall'Italia e dal MondoIn primo pianoIndovina dove andiamo a cena

L’AZIENDA CASERTANA TENUTA FONTANA A GAETA PER VINICIBANDO

scritto da L'Interessante

Vinicibando

L’AZIENDA CASERTANA TENUTA FONTANA A GAETA PER VINICIBANDO

IL CIBO COME VEICOLO PER LA CULTURA, LA STORIA E  IL PAESAGGIO

 

 

È in corso a Gaeta, nelle sontuose sale del Villa Irlanda Grand Hotel, “Vinicibando”. È una tre giorni che si concluderà domenica 20 novembre interamente dedicata alla valorizzazione del giacimento enogastronomico italiano attraverso un programma che in maniera innovativa fa del cibo il veicolo per la scoperta della cultura, della storia e delle bellezze paesaggistiche nazionali. Tema di quest’anno “La nuova dieta mediterranea e il cibo consapevole”.

L’azienda vitivinicola casertana Tenuta Fontana è tra i protagonisti della prestigiosa manifestazione, ideata dalla giornalista Tiziana Briguglio e dall’Associazione Agroalimentare in Rosa.

L’evento è dedicato ai diversi regimi alimentari con storici, alimentaristi e chef a spiegare le differenze tra la cucina convenzionale, vegana, macrobiotica e senza glutine.

Dunque una tre giorni di conoscenza e di sperimentazione con la cucina che per l’occasione diventerà linguaggio e si farà interprete dei mutamenti e delle abitudini alimentari di una società sempre più variegata e multietnica.

L’AZIENDA CASERTANA TENUTA FONTANA A GAETA PER VINICIBANDO was last modified: novembre 18th, 2016 by L'Interessante
18 novembre 2016 0 commenti
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Luca Rossi
CulturaIn primo pianoMusica

GREETINGS FROM FIRELAND è il titolo del secondo disco di Luca Rossi

scritto da L'Interessante

Luca Rossi

Si terrà martedì 22 Novembre alle ore 18,30 presso la sede del Teatro stabile d’innovazione Città di Caserta (ingresso in Via Mazzini 77), la prima presentazione in assoluto del disco Greetings from Fireland di Luca Rossi

Interverrà Daniela Borrelli, assessore alla cultura del Comune di Caserta.

L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti.

GREETINGS FROM FIRELAND è il titolo del secondo disco di Luca Rossi in uscita il prossimo 25 novembre, su etichetta SoundFly. ll disco è stato realizzato a Napoli grazie alla collaborazione di Pasquale Ziccardi, Michele Signore, Pietro Cioffi, Marzouk Mejri, Bifalo Kouyatè, Federico Scarabino, Loredana Carannante, Giovanni Parillo, Charles Feris e Carlo de Gennaro.

“Greetings from Fireland” parte da qua, da quella che è casa mia da sempre, la Campania, Fire-landia, terra di fuoco. Ma Firelandia non è solo questa regione d’ Italia: più che un territorio fisico sembra essere uno stato d’animo globale e condiviso. Mi piace pensare a questo lavoro come a un canto-contro o a un contro-canto: contro il mondo di plastica e la sua moderna spiritualità, la Dio-ssina. Con la scritta rossa sulla copertina volevo imitare chi di notte con la bomboletta consumata metteva il trucco alle mura di cemento armato. Ma pure chi firma le lettere col rossetto, come in una sorta di protesta amorosa. Un omaggio a quella storia che sottrae i mattoni dalle grandi mura della separazione per costruire case che accolgano il futuro. Oggi i muri, oltre che reali sono virtuali e non si prevede quanto possano diventare alti e invalicabili. Questo disco è un omaggio ai ponti, a ciò che unisce e ci affratella. Aldilà dell’ Io. Aldilà dell’aldilà. Nell’ Aldiquà”.

Con la doppia tammorra e pochi accordi di chitarra il nuovo lavoro di Luca Rossi racconta storie apparentemente distanti tra loro: dalla lettera del disperato Nouraddin, alla traversata coraggiosa di una sirena africana, dall’esempio politico di Josè Pepe Mujica al padre che scrive una ninna nanna per sua figlia. Senza indicare una destinazione precisa, tutti questi mittenti immaginari, spediscono la loro cartolina, ognuno dalla propria personale “Firelandia”.

Luca Rossi è autore e interprete per il teatro e la musica. È considerato tra i più rappresentativi esponenti della tammorra. Ha effettuato collaborazioni, partecipazioni e registrazioni con molti artisti della scena musicale italiana e della musica etnica internazionale.

GREETINGS FROM FIRELAND è il titolo del secondo disco di Luca Rossi was last modified: novembre 18th, 2016 by L'Interessante
18 novembre 2016 0 commenti
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volalto
In primo pianoSportVolley

VolAlto: intervista al ds Pasquale Moschetti

scritto da L'Interessante

Volalto

Commentare una sconfitta al quinto set non è mai esercizio dialettico semplice, farlo quando si è avanti due set ad uno e nel quarto vai vicinissimo a chiuderla, lo è ancora di più.

“ Il rammarico è tanto – spiega il direttore sportivo rosanero, Pasquale Moschetti – con tutto il rispetto dovuto a Brescia che ha giocato una partita di gran carattere, questo match avremmo dovuto vincerlo.  Possiamo parlare di occasione sprecata”.

Volalto: l’aspetto positivo è che si è portato a casa un punto, si è ritornati a muovere la classifica

“ Aver mosso la classifica, è aspetto importante, – prosegue Moschetti – ma questa squadra non è stata costruita per accontentarsi di fare un punto contro una rivale alla sua portata, pur considerando il fatto che si giocava in trasferta”. Il direttore sportivo spiega meglio il suo concetto. “ Quando abbiamo costruito l’attuale compagine eravamo ben sicuri del suo valore. La VolAlto ha un roster di rispetto che non vale gli attuali 4 punti sino ad ora conquistati”.

Certo, ci sono state prestazioni positive, ma il ds non si accontenta.

“Nella maniera più assoluta – ammette il dirigente rosanero –  con Pesaro ad esempio non abbiamo sfigurato, si è giocato alla pari con Trento, ma all’appello a mio avviso mancano almeno 2/3 punti che sicuramente avremmo potuto raccogliere. Dobbiamo essere più cinici. .

Moschetti usa sapientemente bastone e carota e pur sottolineando che la squadra ha bisogno di rimanere serena e a tal fine “ confermiamo il massimo impegno societario perché ciò avvenga, dall’altra – spiega – è finito il tempo degli alibi. Lo ripeto siamo tutti sotto esame, tutti dobbiamo prenderci le nostre responsabilità. La squadra ha importanti potenzialità. Con il rispetto dovuto a tutte le nostre rivali, abbiamo giocatrici di notevole spessore, certamente non da terz’ultimo posto in classifica. Sono certo che ben presto vedrete la vera VolAlto”.

Magari sin da domenica prossima quando sul taraflex di viale Medaglie d’Oro è attesa la Lilliput Settimo Torinese.

“ La classifica dice che sono più forti di noi visto che hanno conquistato più punti, ma la classifica non dice sempre la verità. E’ una gara che possiamo far nostra se affrontata con lo spirito giusto. E’ ora di tornare a  vincere”.

VolAlto: intervista al ds Pasquale Moschetti was last modified: novembre 17th, 2016 by L'Interessante
17 novembre 2016 0 commenti
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CANI
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Ragionare con la pancia; (forse) anche i cani lo fanno

scritto da L'Interessante

Cani

Cani

Di Luigi Sacchettino

Cari lettori interessati,

questo weekend sono stato a Bergamo dove ho partecipato al seminario dal titolo “Comportamento e disturbi gastroenterici: quale relazione?”, primo nel suo genere e nel quale si è tentato di indagare sulle possibili relazioni tra i due sistemi.

Sì, a quanto pare anche nella medicina veterinaria esiste una stretta relazione tra alterazioni a carico dell’intestino e disturbi del comportamento.

Lo sanno già quei medici umani concentrati nel migliorare la nostra salute attraverso un approccio sistemico, che considera il paziente nella sua interezza e non più soltanto come singolo organo.

Due dati mi hanno molto colpito.

Il primo descrive la differenza di competenza tra la flora microbica di un cucciolo nato con parto naturale e quella di un cucciolo nato invece con parto cesareo : nel primo caso l’attraversamento del canale vaginale permette la colonizzazione di una flora microbica intestinale da parte di batteri buoni mentre, nel secondo caso, la flora è costituita principalmente da batteri nosocomiali e della cute materna, meno buoni rispetto ai precedenti.

Il secondo dato descrive una finestra di 24 mesi, in cui gli errori gestionali, alimentari e di cura del cucciolo orienterebbero di molto la futura salute del suo pancino e, conseguentemente, del suo comportamento.

Perché mi hanno così colpito questi due dati? vi starete domandando.

Il primo dato mi ha portato a pensare ancora una volta a quanto la natura faccia in modo che tutto accada ai fini di un funzionamento perfetto dei sistemi biologici, con la conseguenza che- li dove possibile- dovremmo permettere che la stessa faccia il suo corso.

Nel secondo caso mi è rimbalzata in mente la connessione con i processi di socializzazione, la cui finestra si chiude giusto qualche settimana prima rispetto a quella citata nello studio sull’apparato gastroenterico. Altro parallelismo tra cervello ed intestino. Fondamentale, quindi, avere una cura ed una attenzione certosina nei primi mesi di vita del cucciolo, perché quel che sarà’ fatto in questo periodo tenderà a mantenere un equilibrio, seppur disfunzionale. Capirete quindi quanto le successive modificazioni non siano facili.

Ciò comporta ancor più responsabilità da parte di noi umani verso una crescita serena dei nostri cani, che inizia e si determina in gran parte nei primi mesi di vita.

Un invito ai miei colleghi istruttori: riferirsi più spesso ai medici veterinari segnalando i dubbi che ci vengono in mente durante l’osservazione del cane.

Un invito ai medici veterinari: accogliere quei dubbi senza avvertire la lesa maestà. Verificando scrupolosamente il dubbio e cercando di tirarne fuori un significato.

Senza che nessuno si sostituisca all’altro.

Il lavoro di squadra può veramente far la differenza nel migliorare la salute del paziente.

Lo hanno ben capito i relatori di quel seminario: gastroenterologi e comportamentalisti seduti insieme a cooperare.

Ragionare con la pancia; (forse) anche i cani lo fanno was last modified: novembre 17th, 2016 by L'Interessante
17 novembre 2016 0 commenti
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Veronesi
CulturaIn primo piano

Il ricordo di Umberto Veronesi

scritto da L'Interessante

Veronesi

di Antonio Andolfi

ll più grande oncologo italiano, uno dei migliori del mondo, è morto a 90 anni. Era stato ministro della Sanità ed è stato uno dei principali fautori delle leggi contro il fumo.

Umberto Veronesi è morto a Milano martedì 8 novembre all’età di 90 anni. Era nato a Milano il 25 novembre 1925 (avrebbe compiuto 91 anni tra meno di un mese) ed era uno dei più noti oncologi del mondo.

Dopo aver diretto l’Istituto dei Tumori di Milano nel 1991, sempre a Milano, aveva fondato l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO), un modello di ospedale oncologico innovativo che si basa su 3  principi: centralità del paziente, integrazione fra la ricerca di laboratorio e ricerca clinica, prevenzione. Ministro della Salute tra il 2000 e il 2001 nel governo Amato (allora si chiamava ancora Ministero della Sanità), si era battuto per far approvare le norme che limitano il fumo nei locali pubblici.

Veronesi e la scienza

Se la figura di Umberto Veronesi è molto nota e stimata in Italia è anche per il ruolo che ha avuto nella vita pubblica: come divulgatore infaticabile; come protagonista del dibattito etico sui temi della medicina, dell’eutanasia, della cura dei malati; come medico e imprenditore della sanità. Ma il suo ruolo scientifico è altrettanto importante e noto soprattutto al di fuori dei confini nazionali. Perché prima di tutto Umberto Veronesi era un chirurgo. Un grandissimo chirurgo. È a lui che dobbiamo la tecnica della quadrantectomia per estirpare il tumore alla mammella. Si tratta di un intervento che ha un impatto estetico (e pertanto anche psicologico) molto meno invasivo ma altrettanto efficace della mastectomia, ovvero l’asportazione chirurgica del seno.  

Nel 1981 pubblica i dati della sua ricerca sulla quadrantectomia sul New England Journal of Medicine, uno studio condotto dai medici e chirurghi italiani dell’Istituto dei Tumori di Milano. Il  New York Times riprende la notizia in prima pagina e la notorietà di Veronesi, fino ad allora relegata al pubblico degli addetti ai lavori, decolla. E decolla anche la sua tecnica, rivoluzionaria, che cambia per sempre la chirurgia del tumore alla mammella.

È questo il periodo in cui l’Italia, Milano, l’Istituto dei Tumori fa scuola a tutti i medici del mondo, statunitensi compresi. Merito di un oncologo, Gianni Bonadonna, di un grande chirurgo, Umberto Veronesi, e della sua idea rivoluzionaria: il cancro non si combatte da soli, ma in gruppo. E si vince con la ricerca.

 Nel  1993, all’IEO, la sua creatura nel quale anche a 90 anni si recava per 3 giorni alla settimana,  sviluppa la tecnica del “linfonodo sentinella”. Come funziona questa tecnica? Veronesi e gli altri ricercatori dello IEO si resero conto dell’importanza di intercettare tempestivamente i carcinomi piccoli perché in questi casi le cellule cancerose non facevano in tempo a raggiungere i linfonodi dell’ascella, per cui non era necessario asportarli. Mentre il paziente è ancora in sala operatoria, si inietta un liquido radioattivo che individua il linfonodo sentinella, quello più vicino al tumore, lo si analizza e se è sano si evita di togliere tutti gli altri, che sono una barriera protettiva naturale del nostro sistema immunitario.

 Nel 2000 Veronesi rivoluziona la radioterapia con la cosiddetta radioterapia intraoperatoria, resa possibile quando un gruppo di ingegneri e fisici romani riesce ad assemblare un macchinario per la radioterapia così piccolo e mobile da poterlo portare in sala operatoria. Grazie a questa tecnica le pazienti non devono tornare in ospedale ogni giorno per 6 settimane circa dopo l’operazione per le consuete (e fondamentali) sedute di radioterapia. Ma l’efficacia della tecnica, naturalmente, non è limitata soltanto al confort delle pazienti: la radioterapia intraoperatoria riduce il campo dell’irradiazione del seno e limita al minimo l’irradiazione nelle zone vicine che potrebbero essere danneggiate senza ricevere benefici.

Proprio per queste innovazioni ha ricevuto tredici lauree honoris causa, nazionali e internazionali.

Veronesi. L’importanza della sua figura

Difensore dei diritti degli animali, vegetariano e molto attento al ruolo dell’alimentazione nella prevenzione dei tumori e nella tutela della salute, sostenitore del testamento biologico, dell’eutanasia e dei diritti del malato, della fecondazione eterologa,  nel 2003 ha anche creato la fondazione Veronesi per sostenere la ricerca e la divulgazione scientifica.

Il suo ruolo nel dibattito etico ha travalicato il campo della medicina e della salute: si è battuto contro la pena di morte, l’ergastolo e per la riforma del sistema carcerario. Per questo motivo ha creato e sostenuto l’iniziativa Science for Peace.

Fervente antiproibizionista, ha promosso la depenalizzazione dell’uso delle droghe leggere e più volte sostiene l’importanza di una regolamentazione dei derivati della cannabis, soprattutto per i suoi usi terapeutici in materia di terapia del dolore.

Nel campo della sanità ha sostenuto la centralità della ricerca. Per questo ha promosso la creazione degli Irrcs, gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, e ha cercato di convincere la politica (prima da ministro della salute, poi da senatore) che la ricerca pubblica è una priorità: senza sono le aziende a fare il bello e il cattivo tempo.

Umberto Veronesi faceva parte di una generazione di medici che hanno fatto la storia della medicina in Italia e che sono cresciuti all’interno dell’Istituto Tumori di Milano, il primo luogo di cura che ha approcciato la malattia oncologica con l’occhio della modernità.

Tutti i malati oncologici, e AIRC in particolare, devono molto alla sua lungimiranza di medico e scienziato e alla sua instancabile tenacia nel perseguire l’obiettivo di terapie più umane, efficaci e accessibili a tutti.

A Veronesi si deve la nascita della Giornata per la Ricerca sul Cancro nel 1998, una delle attività più qualificanti di AIRC, che ancora oggi ogni anno informa la cittadinanza sui risultati raggiunti per la cura del cancro e sull’importanza di sostenere il lavoro dei ricercatori.

 

 

Il ricordo di Umberto Veronesi was last modified: novembre 17th, 2016 by L'Interessante
17 novembre 2016 0 commenti
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Terremoto
AttualitàIn primo pianoParliamone

Terremoto: la faglia di Amatrice

scritto da L'Interessante

Terremoto

Un video a tutto campo dell’INGV permette di esplorare dall’alto la frattura che ha generato il sisma del 24 agosto scorso, grazie a riprese girate dall’elicottero.

Le immagini dell’estremità settentrionale della faglia che ha generato il sisma del 24 agosto scorso ad Amatrice appaiono ancora più nitide in un video a 360 gradi ripreso dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia presso la cima del Monte Vettore, nel massiccio dei Monti Sibillini.

La cicatrice del terremoto

Il sistema studiato dagli esperti del Laboratorio di Aerogeofisica dell’INGV si basa su immagini girate da 6 telecamere, il 12 settembre 2016, a bordo di un elicottero, proiettate poi su una sfera e usate per studiare il terreno in modo tridimensionale. È così possibile navigare l’immagine, spostarsi al suo interno e vedere la scia di detriti che accompagna la frattura.

Riproducendo le immagini su smartphone e tablet, le riprese si muovono col movimento dell’osservatore (e con i cardboard si vedono in 3 dimensioni). L’applicazione è comunemente utilizzata per verifiche aeree sui rischi naturali di un territorio, ma non era mai stata usata per un evento sismico.

Terremoto: la faglia di Amatrice was last modified: novembre 17th, 2016 by L'Interessante
17 novembre 2016 0 commenti
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Mirella Casale
CulturaIn primo pianoTv

Mirella Casale: l’insegnante che abolì le classi differenziali

scritto da L'Interessante

Mirella

Di Michela Salzillo

 

“Nessun bambino è perduto finché c’è un’ insegnante che crede in lui”

 Spesso certe verità si dimenticano, e allora è necessario andare indietro nel tempo, per capire chi le ha svelate e qual è stato il coraggio che le ha fatte conquiste. La scuola, oggi come ieri, è uno strano micro cosmo, fatto di mille contraddizioni e centinaia di bellezze. È un posto che non si aggiusta mai del tutto, c’è sempre qualcosa che stona, che funziona  malamente, che mescola le priorità rendendole confuse. È uno di quegli specchi che mette alla prova i passi avanti e costringe a chiedersi cosa è veramente cambiato e cosa, invece, continua a sapere di irrisolto. Il passato è pieno di insegnanti che hanno fatto del mestiere una missione, senza inseguire scopi diversi dall’educare, bambini e ragazzi, al futuro che si fa sperare e non temere. Mirella Antonione Casale è certamente una di quelle donne che ha insegnato la conquista all’ impossibile . Solo pochi giorni fa, sulla prima rete Rai, è andato in onda “La classe degli asini”, un film a lei ispirato, che ha raccontato in maniera semplice la lunga battaglia di chi le cose le ha cambiate davvero. Interpretato da Vanessa Incontrada, Flavio Insinna, Fabio Troiano e Aurora Giovinardi, il grande successo cinematografico  del regista Andrea Porporati ha dimostrato quanto di” buona scuola”, quella vera, si può e si deve ancora parlare.

Nel 1971 Mirella Antonione Casale volle, all’ inizio in maniera del tutto sperimentale, abolire le classi differenziali, concependo necessario che i bambini disabili si rapportassero con  tutti i loro compagni, senza più essere “catalogati” in aule dal ruolo secondario. Fu un progetto partito dalla scuola media” Camilio Olivetti” di Torino, dove la Casale era preside dal 1968. I risultati di quell’ idea, che all’epoca fu concepita come folle, furono ottimi, tanto che il suo operato si espanse  a macchia d’ olio fino a Roma. Nella capitale lavorò al fianco del sottosegretario Franca Falcucci, promotrice della legge del 1977 che prevedeva appunto l’integrazione dei bambini con disabilità nelle scuole, attraverso la figura dell ‘ insegnante di sostegno.

“Pensavamo a fare in modo che i ragazzi sentissero questo nuovo muoversi”  così ha parlato in un ‘ intervista, l’ oggi novantunenne, Mirella Casale. Fu un  percorso impervio il suo che certamente  incontrò parecchie difficoltà, alcuni genitori opposero alla novità da lei proposta  quella resistenza che viene fuori dalla paura del cambiamento. Un timore che la stessa Casale era in grado di comprendere, ma che indubbiamente fu capace  di trasformare in forza rivoluzionaria, complice anche e soprattutto l’esperienza strettamente personale che le  concesse di stare sia da un lato che dall’altro della barricata.

Mirella Antonione Casale: il coraggio di una madre

Mirella Antonione Casale aveva trent’anni quando sua figlia, Flavia, una bambina di appena sei mesi, si ammalò gravemente. Un ‘encefalite virale le procurò un coma ritenuto irreversibile, i medici, infatti, non le davano grosse speranze e la dimisero convinti di non avere altra soluzione. Fu da lì che la Casale cominciò ad imparare la speranza. A quelle parole di sconfitta non si arrese. Consultò un ‘altro pediatra, grazie al quale la bambina riuscì a salvarsi .  Nel frattempo, però, quella condizione di stallo forzato, procurò a Flavia  gravi danni al cervello. Sillabava solo alcune parole, era difficile interagire con lei, per questi motivi fu rifiutata da un sistema scolastico restio ad assumersi la responsabilità di un disagio piuttosto grave.

 È difficile pensare che l’esperienza di madre non abbia influenzato le scelte  dell’educatrice. È presumibilmente accettabile il pensiero  che la solitudine letta negli occhi di sua figlia, tutti i giorni, la sensazione  di impotenza e un composto senso di rabbia abbiano guidato i suoi rischi, azzardi  corsi per amore di tutti quei bambini che, come sua figlia, erano esclusi dalla vita con gli altri.

A cosa serve, oggi, raccontare di Mirella Antonione  Casale?

Quando la storia sembra  aver insegnato poco, quando  si parla di scuola rendendola sinonimo di precariato,  perdendo di vista l’emblema del suo ruolo, raccontare vissuti  del genere sembra inutile, tutto pare  avvicinarsi al passato, agli anni in cui certe cose neppure si immaginavano. È come se fosse un piacere vissuto a metà, la punta di un eroismo che si è trovato per puro caso a far capolinea nell’ ordinario, e che non può appartenerci veramente, ma non è così. Non deve esserlo. Ricominciare sempre, sui continui rattoppi non è facile, e la fiducia è un qualcosa di difficile da difendere dalle delusioni. Sono tante le madri che potrebbero chiamarsi Mirella, ancora oggi, per motivi diversi, certo, ma non meno degni di essere sottolineati. Sono quelle che, pur avendo la possibilità di accompagnare i propri figli a scuola devono lottare costantemente per rivendicare il diritto agli insegnanti di sostegno che, ce lo insegna la cronaca, quando ci sono, spesso, non vengono pagati a sufficienza per coprire l’ intero orario scolastico. Questo comporta che molti ragazzi con disabilità, pur non essendo inseriti  in una classe differenziale, perché la legge è non lo prevede più, spesso vivano la stessa sensazione di disagio. Siamo sicuri che sia tutto così come dovrebbe essere?

Mirella Casale: l’insegnante che abolì le classi differenziali was last modified: novembre 17th, 2016 by L'Interessante
17 novembre 2016 0 commenti
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Le vele
AttualitàIn primo pianoParliamone

Le Vele di Scampia

scritto da L'Interessante

Vele

Di Miriam Gargiulo

Le Vele di Scampia, divenute simbolo di degrado, illegalità e delinquenza del quartiere situato nella periferia nord di Napoli, sono destinate a rimanere solo un ricordo.

Via dal “mostro”

Da alcuni giorni infatti, a seguito della delibera di demolizione firmata da De Magistris, sono stati consegnati nuovi alloggi ad alcune famiglie che saranno seguite dalle altre, con lo scopo di effettuare uno sgombero completo entro il 19 novembre, grazie al trasferimento di circa sette nuclei familiari al giorno.

Gli edifici progettati dall’architetto Franz di Salvo, originario di Palermo, e costruiti tra il 1962 e il 1975, erano inizialmente sette. In seguito, sul finire degli anni Novanta, tra il 1997 e il 2003, si è proceduto all’abbattimento di tre strutture su richiesta di Antonio Bassolino, sindaco di Napoli dal 1993 al 2000, la cui volontà era stata pienamente condivisa dalla popolazione, stanca delle gravi condizioni in cui era costretta a vivere.

Il celebre blocco di edilizia popolare, deve il suo nome alla sua particolare forma che si restringe sempre di più in altezza e che ricorda quella di una vela latina. Di Salvo si era ispirato ai principi delle “unitè d’habitation” ideati da Le Corbusier. L’Unitè d’Habitacion era concepita come una vera e propria “città verticale” rispondente all’idea dell’unione del singolo edificio al quartiere circostante. Il progetto dell’architetto italiano, nasce pertanto, con lo scopo di dare vita ad una comunità fondata sull’integrazione tra le famiglie. Le cose però sono  andate diversamente e cause di diversa natura,tra cui la mancanza della presenza  dello Stato, la carenza di manutenzione e la povertà dilagante nel quartiere, che registra uno dei livelli di disoccupazione più alti d’Italia, hanno trasformato le Vele in un vero e proprio ghetto, nella piazza di spaccio più grande del Paese, dove regna sovrana la criminalità. I primi disagi si sono presentati in seguito al terremoto che nel 1980 ha colpito l’Irpinia, calamità sfociata in un problematico fenomeno di abusivismo edilizio che ha interessato proprio le Vele, che furono occupate da migliaia di terremotati.

Le Vele: Riqualificazione del territorio

Dei quattro palazzi perdurati, set di fiction e video musicali, ne rimarrà solo uno. Si tratta della Vela B che diventerà, per volontà del Comune di Napoli, sede degli uffici della città metropolitana.

Le Vele di Scampia was last modified: novembre 15th, 2016 by L'Interessante
15 novembre 2016 0 commenti
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natale
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Natale: A Marcianise si accende la festa

scritto da L'Interessante

Natale

Di Michela Salzillo

Ci sono tradizioni in grado di resistere ad epoche, culture e disillusioni, e il Natale è certamente una conferma in tal senso. Qualsiasi sia il significato che ciascuno attribuisce a questo appuntamento dell’anno, una cosa è certa: all’attesa di Babbo Natale e ai desideri delle letterine accucciate sotto l’albero nessuno è disposto a rinunciare. Non esiste verità che tenga di fronte a certe magie, e se anche la larga impronta dei centri commerciali sembra tradurre tutto in un cinico consumismo privo di coinvolgimento emozionale, c’è da ammettere che nelle piccole città e nei micro borghi delle province qualcosa di teneramente antico fa ancora eco. Dai mercatini allestiti nei centri storici, alle istallazioni di luminarie dal vario effetto ottico, la linea sottile della meraviglia regge, alquanto degnamente, la battaglia con gli sfiduciati. Ogni anno, a volte anche con sorprendente anticipo, le iniziative legate al periodo natalizio arrivano con una certa ritualità, e in alcuni casi diventano sorpresa.

Marcianise è senz’altro una delle città del territorio casertano che, nel corso del tempo, per questo o quel motivo, ha dovuto abituarsi ad una sempre più calante inventiva. Soprattutto in alcuni rioni, il “nulla” è da parecchio un costume ordinario che fa fatica a diventare qualcosa di diverso, ma l’iniziativa comunale resa nota nei giorni scorsi, tutt’ora in piena elaborazione, sembra voler declinare al passato l’abitudine ad una festa con le luci spente.

“Quest’anno sarà un Natale sfavillante. Tra le varie iniziative previste ce n’è una bellissima per coinvolgere e valorizzare il castello di Loriano: se ne sta occupando il consigliere Antonio Golino con il suo gruppo “Capa Tosta“.

 Così ha parlato il sindaco Antonello Velardi, che sogna per la sua città una serie di iniziative, a tema natalizio per l’appunto, che abbiano come obiettivo primo quello di rendere entusiasmanti tutti i fine settimana precedenti alla festività. Sarà un percorso ricco di programmi, che oltre a restituire valore ad uno dei patrimoni più sottovalutati dell’area marcianisana, porrà l’attenzione, anche e soprattutto, su  un ‘opportunità di riflessione autentica, molto più congeniale a tutti coloro che attribuiscono al Natale un valore prioritariamente religioso. Grazie alla collaborazione con l’Associazione Cattolica di Volontariato San Simeone, sarà inaugurata l’iniziativa dal titolo “Il mondo di Babbo Natale . L’evento, che si svolgerà dall’8 al 26 dicembre 2016 in  via G. Mundo, di fronte al parcheggio comunale, si presenterà come un agglomerato di cose semplici ma parecchio desiderate, fatte di mercatini di Natale, street food  e la presenza di un Babbo Natale d’eccezione  in grado di invogliare grandi e piccini. L’idea è quella di allestire un vero e proprio villaggio, con tanto di elfi e ufficio postale. Marcianise, però, come tutte le città, è anche un luogo pieno di vissuti e storia. La saggezza ci insegna che senza una buona conoscenza delle proprie radici e impossibile pensare ad un futuro fortificato e fortificante. Proprio per questo, ogni scusa e ottima per saperne di più.

Natale a Marcianise: coinvolta anche la storia del  castello di Loriano

 Per una scusa a portata di mano, esiste una buona causa a cui ridare valore. Stando alle dichiarazioni del sindaco di Marcianise, infatti, anche la fortezza  di origine medievale, ubicata nel centro storico della città , meglio conosciuta come” il castello di Loriano” sarà ampliamente coinvolta nella corposa festa natalizia. I motivi di questa scelta non sono difficili da supporre, perché se è vero che le mura di cinta e le torri merlate sono parecchio note alla comunità, non è certamente un dettaglio trascurabile il fatto che pochi marcianisani ne conoscano la storia.

È convenzione popolare credere che più o meno agli inizi dell’ ottocento, il castello in questione  fu dimora di Napoleone Bonaparte. Tale diceria, si è diffusa  perché in un tempo immediatamente successivo l’edificio  prese ad accogliere  militari francesi. Citata anche nel romanzo “il dormiveglia” di Giuseppe Bonaviri, perché la moglie, Raffaella Osario, era originaria di Marcianise, la fortezza di Loriano è diventata persino “un ambiente” favorevolmente riconosciuto dalla letteratura.

Oggi, il castello è   un’abitazione privata e ha subito molte trasformazioni che  ne hanno, inevitabilmente, alterato  l’aspetto originale: sono riconoscibili solo la torre, le mura di confine e la chiesa confinante. Alcuni studiosi pensano che sotto il castello siano presenti alcuni tunnel che servivano, in caso di attacco nemico, come via di fuga.

 

Natale: A Marcianise si accende la festa was last modified: novembre 15th, 2016 by L'Interessante
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Volalto
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Volalto: vince la Millennium Brescia ma per Caserta gli applausi sono doverosi

scritto da L'Interessante

Volalto

E’ ancora fatale il tie break per la VolAlto, come già accaduto a Trento si ferma al quinto set il sogno vittoria delle rosanero

Vince la Millennium Brescia, ma per Caserta, che conquista il secondo punto in trasferta su tre gare giocate, gli applausi sono doverosi. Grandissima la prestazione delle ragazze di coach Gagliardi. Su di un campo non semplice e contro una avversaria sempre andata a punti in questo avvio di stagione, le volaltine si sono rese protagoniste di una gara maiuscola. La sconfitta è arrivata al tie break A dispetto delle solite cassandre pronte a lanciare i loro dardi contro la squadra, Pascucci e socie hanno sfoderato una prestazione a cinque stelle per intensità, grinta e dedizione. Un match che ha visto le campane andare due volte avanti nel computo dei set ed andare vicini a chiudere la contesa al quarto. Non è andata così. Come già accaduto con Trento le casertane avrebbero potuto anche strappare i tre punti da questa trasferta. Peccato. Si ritorna, però, a casa con un punto in più in classifica e con la consapevolezza di essere team di alto profilo. Un team in grado di giocarsela alla pari con chiunque. Domenica si attende la Lillipu Settimo Torinese. Sarà l’ora X per il ritorno al un successo.
1° set
Un ace di Saccomani apre lo score ma al di al della rete  Percan dimostra di essere subito in gran spolvero. La gara è equilibrata (6-6 Saccomani, 8-8 Percan), La Millenium commette qualche errore di troppo e permette alle campane di allungare (9-11). Capitan Viganò sigla l’11-12, ma è Caserta a macinare e gioco e punti sino al 13-17. Baldi al servizio riaccende la speranza di rimonta, il gioco bresciano non decolla e così Mazzola decide di dare fiducia a Garavaglia per Saccomani. Punto dopo punto la squadra di casa prova a rientrare (19-21 con Viganò), Dall’Ara, entrata per Martinelli, forza il servizio, ma non riesce a dare la svolta. La VolALto è granitica e cinica nello sfruttare gli errori bresciani: Percan chiude il set (22-25)
2° set
  La Millenium non si perde d’animo. Nel secondo parziale resta in campo Garavaglia e la partenza delle padrone di casa è forte: 6-2, griffato da Martinelli. La Volalto non sbanda. Resta in gara (9-8, Percan) e segue la scia delle padrone di casa, pareggiando i conti sul 14-14.  Lapi e Viganò in pipe regalano un nuovo doppio vantaggio a Brescia (16-14).  Le ospiti, sospinte da Percan, non mollano. La squadra di casa riprende il vantaggio con un muro di Martinelli (18-17), Caserta dalla linea dei nove metri con Aquino sorpassa le padrone di casa (18-19).  Per la casertana, prodotto volaltino doc, è il suo pirmo punto in serie A. Nel momento più difficile del set salgono in cattedra Lapi e Viganò: la centrale toscana ed il capitano sono protagoniste del break che capovolge il parziale (24-20). Un servizio vincente di Martinelli regala il set a Brescia: 25-20. 
3° set
Primi cambi equilibrati nel terzo set. Garavaglia trasforma il 6-6, le rosanero con Strobbe si portano sull’8-12. Le padrone di casa con mollano, Baldi e Garavaglia innescate da Prandi rientrano in corsa. L’alzatrice all blacks sigla il 12-12; Il momento favorevole del Millenium si trasforma il con il 15-14 realizzato da Baldi. Caserta rientra con prepotenza (18-22), Mazzola gioca la carta Biava per Viganò, l’ingresso di Zampedri irrobustisce la difesa, ma sono le campane a tenere in mano le redini del gioco. La correlazione muro difesa da ottimi risultati. Caserta chiude con Strobbe (20-25).
4° set
Primi punti del quarto set a favore di Brescia. Garavaglia precisa dalla battuta e pungente in attacco realizza il 6-3, costringendo coach Gagliardi a chiamare il tempo. Un attacco di Percan ed un errore di Baldi permettono al Volalto di segnare il 7-5. La gara è molto intensa, Brescia più concreta realizza il break con Martinelli  ed un attacco di Pascucci realizza l’11-8; le ospiti rientrano in corsa (errore di Martinelli, 14-13) e Percan segna il 15-15. Un errore bresciano regala il vantaggio a Caserta costringendo Mazzola a chiamare il tempo (15-16). Un mani out di Viganò segna il 17-17; lo stesso capitano in lungo linea riporta in vantaggio Brescia (19-18). Le due formazioni continuano a rincorrersi (22-22). Garavaglia e Baldi regalano due set ball a Brescia (24-22), Caserta ne annulla uno.  Poi sbaglia il servizio e prolunga la sfida del PalaMillenium al quinto set. 
5° set
Dopo i primi scambi Brescia innesta la quarta marcia con Garavaglia che con una parallela millimetrica realizza il 6-3. Un ace di Baldi regala il cambio campo (8-3).  Brescia vola su ritmi (11-5). Caserta non molla ed accorcia le distanze (11-8). Baldi e Viganò segnano lo strappo decisivo e portano a casa il primo tie-break della stagione.
Post partita
   
Enrico Mazzola (Millenium Brescia). “Finalmente abbiamo vinto un tie-break e questo poteva diventare un incubo a lungo andare. Abbiamo preso fiducia alla distanza e siamo riusciti ad esprimere il nostro gioco. Possiamo solo migliorare”.
Guada Cecchetto (Volalto Caserta). “Ci sarebbe servita una vittoria. Abbiamo espresso un buon gioco, peccato per la sconfitta ma questo punto fa morale”.
Pasquale Moschetti : Certamente una prestazione importante. Peccato per l’esito finale del tie break. Le ragazze hanno giocato una buona partita tenendo testa a delle rivali decisamente valide. Torniamo a casa con un punto ben consapevoli che abbiamo ripreso il nostro cammino.”
Millenium Brescia-Volalto Caserta   (22-25, 25-20, 22-25, 25-23, 15-9)
Millenium Brescia: Baldi 18, Garavaglia 14, Viganò 22, Portalupi (L), Biava, Martinelli 12, Saccomani 2, Prandi 2, Zampedri, Dall’ara, Lapi 13. A disposizione: Dall’acqua, Mazzoleni. All: Mazzola, assistente Zanelli.
Muri vincenti: 3. Servizi vincenti: 5. Servizi errati: 11.
Volalto Caserta: Percan 32, Avenia, Aquino 1, Cecchetto (L),  Strobbe 10, Astarita 13, Agrifoglio 4, Barone, Pascucci 12, Bertesaghi 1, Mio Bertolo 7. A disposizione: Boriassi. Allenatore: Galgliardi, assistente:Russo.
Muri vincenti: 7. Servizi vincenti: 6. Servizi errati: 14
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Volalto: vince la Millennium Brescia ma per Caserta gli applausi sono doverosi was last modified: novembre 14th, 2016 by L'Interessante
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