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internazionali
In primo pianoSportVolley

INTERNAZIONALI TENNIS: VENERDI’ POMERIGGIO LA FINALE DEL DOPPIO E ULTIMAZIONE DEI QUARTI DEL SINGOLARE

scritto da L'Interessante

internazionali

Internazionali: domani alle 18,30 ultimo atto del torneo di doppio con tre italiane in campo, Chiesa e Colmegna da una parte e Rosatello dall’altra in coppia con la lettone Marcinkevica 

Si avvia alla fase conclusiva la trentesima edizione degli “internazionali” di tennis “Città di Caserta – Power Gas Tennis Cup”, manifestazione dell’ITF Women’s circuit con montepremi di 25 mila dollari.

Nel pomeriggio di giovedì si sono disputate le semifinali del doppio ed alle 18,30 di venerdì è prevista la finale.

Di fronte ci saranno la coppia composta dalla veneta Deborah Chiesa e dalla milanese Martina Colmegna che giovedì pomeriggio, in tre combattutissimi set conclusi sul 6-3; 2-6; 10-3, hanno battuto la brasiliana Carolina Meligeni Rodrigu Alves in coppia con la tedesca Laura Schaeder.

Affronteranno il binomio composto dalla lettone Diana Marcinkevica e dalla piemontese Camilla Rosatello che hanno superato in due set (6-4; 6-3), la coppia sudamericana composta dalla colombiana Maria Fernanda Herazo Gonzalez e dalla messicana Renata Zarazua.

Venerdì saranno anche ultimati i quarti del singolare. In campo le italiane Rosatello e Pieri

Nella giornata di giovedì si sono conclusi gli incontri degli ottavi di finale del tabellone singolare degli internazionali. Venerdì sono in programma gli incontri dei quarti di finale.

Di fronte la numero uno del tabellone la belga An-Sophie Mestach (229 di ranking Wta) e la cuneese del tennis Beinasco Camilla Rosatello (299). L’altra partita, della parte alta del tabellone, vedrà di fronte l’ucraina Katarina Zavatska (284)  e la statunitense Claire Liu (457).

Nella parte bassa del tabellone la tedesca Laura Schaeder (350) affronterà la spagnola Paula Badosa Gilbert (n. 379 di ranking che nel 2015 ha vinto il Roland Garros Junior) e la rumena Andreea Mitu (314) contenderà il passaggio del turno alla toscana Jessica Pieri.

I risultati della giornata

Nella giornata di giovedì sono arrivati altri verdetti. L’ucraina Katarina Zavatska, numero quattro del tabellone e 284 di ranking Wta, ha superato la wild card Debora Chiesa (470) in tre set. L’incontro, durato due ore e 29 minuti, si è concluso sul punteggio di 2-6; 6-3; 6-4. La rumena Andreea Mitu (314), in due set durati due ore e otto minuti ha battuto la russa Anastasia Gasanova (435) e la statunitense Claire Liu ha battuto per 6-2, 6-2, la russa Maria Marfutina.

La lucchese Jessica Pieri ha superato in due set con il punteggio di 6-1; 7-5 l’austriaca Julia Grabher. Piccola curiosità, ritroviamo con piacere la tennista toscana Jessica Pieri, classe 1997, che nel 2010 partecipò al primo torneo internazionale “Europe Junior Tour – Under 14” organizzato dal TC Caserta sui campi di via Laviano.

Sulla pagina facebook “ITF Caserta”, sul profilo Instagram “Itf_Caserta” tutti gli aggiornamenti dei match del torneo, on line anche sul sito www.itfcaserta.com dove, a cura della Crionet, è possibile seguire in streaming i vari match.

Il circolo di via Laviano promotore di innumerevoli iniziative culturali e sociali

Sempre attive le iniziative culturali e sociali promosse dal circolo. Per tutta la durata del torneo sono esposti all’esterno i lavori dell’artista Felice dell’Aversana, tutti ispirati al tennis. E nella clubhouse del circolo i quadri dell’artista Maria Marino. Presente l’Avis per promuovere le donazioni di sangue e l’associazione movimento “L’Aura” onlus di promozione e solidarietà sociale presente con un gazebo per raccogliere fondi per donare un pasto ai senzatetto.

INTERNAZIONALI TENNIS: VENERDI’ POMERIGGIO LA FINALE DEL DOPPIO E ULTIMAZIONE DEI QUARTI DEL SINGOLARE was last modified: maggio 25th, 2017 by L'Interessante
25 maggio 2017 0 commenti
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Volontariato
CulturaEventiIn primo piano

Storie di Volontariato del CSV Asso.Vo.Ce

scritto da L'Interessante

Volontariato

Di Christian Coduto

Il Centro di Servizio per il Volontariato della provincia di Caserta CSV Asso.Vo.Ce. ha lanciato nelle scorse settimane la campagna di comunicazione “Storie di Volontariato”: l’obiettivo primario è quello di raccontare storie esemplari del volontariato, ma anche portare le persone a riflettere su come il Centro di Servizio per il Volontariato Asso.Vo.Ce., in più di dieci anni di attività, abbia contribuito alla crescita e al consolidamento delle organizzazioni di volontariato casertane, in maniera professionale e assolutamente gratuita.

Cos’è la campagna di comunicazione Volontariato del CSV Asso.Vo.Ce.?

“Storie di volontariato” si compone di una serie di azioni tese a raggiungere una platea il più ampia e variegata possibile: chi non ha mai fatto volontariato (e magari è un po’ diffidente), chi è già nel settore e desidera maggiori informazioni, chi fa già volontariato e ancora non sfrutta appieno i servizi del CSV Asso.Vo.Ce. e così via.

La parte più “visibile” della campagna “Storie di Volontariato” è rappresentata dai manifesti 6 x 3 che da diverse settimane hanno fatto la loro comparsa in provincia di Caserta.

I manifesti, che rappresentano volontari nell’esercizio delle loro attività, raccontano tre “modi” di vivere la solidarietà: l’integrazione sociale delle persone con disabilità (nel caso specifico, coinvolte in un’azione di agricoltura sociale), il supporto scolastico di minori a rischio di esclusione e la riqualificazione di spazi urbani in disuso. Lo slogan “Loro avevano la volontà di cambiare le cose. Noi avevamo la volontà di aiutarli” si ricollega alla libera scelta del volontario di aiutare gli altri, ma anche al percorso di qualificazione e crescita del volontariato che il CSV Asso.Vo.Ce. offre alle associazioni di volontariato della provincia di Caserta: dalle consulenze progettuale ai servizi logistici, passando per i corsi di formazione e per i servizi di assistenza fiscale e legale.

E’ online dal 28 aprile il sito www.storiedivolontariato.it, che rappresenterà il collettore di tutte le attività del progetto.  Oltre alle foto dei manifesti e a una serie di informazioni utili per fare volontariato, il sito riporta una serie di approfondimenti sui “volontari storici” della provincia di Caserta, con interviste mirate e racconti personali. Il sito, in continuo aggiornamento, riporterà tutte le novità della campagna.

Nelle prossime settimane sarà completato il percorso di ricerca e le interviste “di caso” che porteranno alla pubblicazione del volume “Storie di volontariato”, prevista per fine settembre. Sono state raccolte le testimonianze di circa 70 volontari, incontrati singolarmente o in occasione di focus group tematici.

Il presidente del Centro di Servizio per il volontariato Asso.Vo.Ce. Camillo Cantelli esprime la propria soddisfazione per la campagna in atto: “Con Storie di Volontariato, il CSV restituisce voce, immagine e corpo a chi negli anni si è dedicato agli altri, a promuoverne i diritti, a sostenerne le lotte, a creare occasioni di sviluppo. Siamo orgogliosi”  prosegue “di dare la possibilità ai volontari di raccontare se stessi e le loro storie, il loro impegno e l’impatto sociale delle loro azioni sul territorio e sulla comunità”.

Il CSV Asso.Vo.Ce., è uno dei 5 centri istituiti dal Comitato di Gestione del Fondo Speciale regionale della Campania. E’ situato in Via Cappella la Rosa 47, a Maddaloni.

Ha compiti relativi alla crescita della cultura della solidarietà, alla consulenza e all’assistenza qualificata a volontari ed associazioni, alla formazione e alla qualificazione, all’informazione e alla documentazione.

Offre servizi di varia natura: Servizi logistici (Uso delle strutture e delle sale riunione, prestito dei beni, servizio fotocopie, servizi stampe a colori …), Consulenze Specialistiche (Consulenze amministrative – fiscali  di base e specialistiche, Consulenze legali di base e specialistiche, Consulenza e supporto alla progettazione sociale), Informazione e comunicazione (Ufficio Stampa, Newsletter – Attività di news-making, Pubblicizzazione eventi, ideazione grafica brochure e volantini, campagne di comunicazione), Corsi di formazione per volontari e aspiranti volontari, Promozione del volontariato (Promozione del volontariato giovanile, Servizio Civile/Garanzia giovani, Attività di sensibilizzazione ed informazione sulle opportunità connesse al mondo del volontariato), Progettazione sociale (Consulenza progettuale, Servizio Informa bandi), Ricerca e documentazione ( Banca dati volontariato, Centro di documentazione/Prestito libri, Trova associazioni).

Per info ed eventuali:

Ufficio Stampa CSV Asso.Vo.Ce.

Diana Errico

n. di telefono: 0823/326981

e-mail:

comunicazione@csvassovoce.it

Storie di Volontariato del CSV Asso.Vo.Ce was last modified: maggio 25th, 2017 by L'Interessante
25 maggio 2017 0 commenti
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internazionali
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INTERNAZIONALI: DOMANI I QUARTI DEL SINGOLARE E SEMIFINALI DEL DOPPIO. PREVISTO UN ALMANACCO CELEBRATIVO PER IL TRENTENNALE

scritto da L'Interessante

internazionali

Internazionali: da domani le semifinali

Iniziano le prime semifinali, giovedì 25 maggio, alla trentesima edizione degli “internazionali” di tennis “Città di Caserta – Power Gas Tennis Cup”, manifestazione dell’ITF Women’s circuit con montepremi di 25 mila dollari.

Nella giornata di mercoledì si sono conclusi gli incontri del secondo turno nel tabellone del singolare, gli ottavi di finale. Giovedì in campo le prime otto tenniste che si giocheranno un posto nei quarti che, invece, nel tabellone del doppio si sono conclusi mercoledì.

Gli incontri di doppio

Prima semifinalista nel doppio, invece, la coppia composta dalla colombiana Maria Fernanda Herazo Gonzalez e dalla messicana Renata Zarazua che hanno battuto in tre set: 3-6; 6-2, 10-5, la francese Victoria Muntean in coppia con la cinese Shilin Xu. Giovedì (dopo le ore 16) affronteranno la lettone Diana Marcinkevica e Camilla Rosatello che hanno battuto in tre set: 6-2; 2-6; 10-2; Federica Di Sarra e Anastasia Grymalska. Nella parte bassa del tabellone del doppio, altro binomio in semifinale, quello composto dalle italiane Deborah Chiesa e Martina Colmegna che hanno superato con un perentorio 6-0; 6-4, il duo composto da Elena De Santis e dalla statunitense Claire Liu. In semifinale (dopo le 16) affronteranno la coppia vincente del match (in corso ndr) tra la rumena Gabriela Duca e Giulia Porzio opposte alla brasiliana Carolina Meligeni Rodrigu Alves ed alla tedesca Laura Schaeder.

Gli incontri di singolare

Nel tabellone del singolare, la piemontese Camilla Rosatello (3012 di ranking Wta) ha regolato in due set, 4-6; 4-6, la svizzera Lisa Sabino 4-6; 4-6 e accede ai quarti come la tedesca Laura Schader che batte con il punteggio di 6-4; 6-7 al tie break, la rumena Jaqueline Adine Cristian.

Finora sono stati disputati quarantatrè match e c’è grande soddisfazione nello staff organizzativo. “Grazie alle iniziative che abbiamo posto in essere prima del torneo abbiamo sui campi una presenza costante di pubblico. Ci auguriamo – commenta il presidente del Tennis Club Caserta Fabio Provitera – man mano che gli incontri aumentano di spessore, che gli appassionati di tennis crescano. Il torneo sta diventando sempre più internazionale con l’uscita delle italiane, e anche se vogliamo bene alle italiane, dobbiamo constatare una bella affermazione delle giocatrici che vengono dall’estero”. “Col passare degli anni, non so come sia possibile, ma le giocatrici migliorano sempre – aggiunge Beppe Mancini direttore del torneo – c’è ancora qualche italiana rimasta, tra cui la Chiesa che a Roma ha battuto la bulgara Shinikova, vincitrice qui l’ano scorso. Speriamo quindi che quest’anno un’azzurra arrivi in finale”.

Un almanacco celebrativo per il trentennale

Le giocatrici delle trenta edizioni degli internazionali del torneo, il circolo le ricorderà con la pubblicazione di un almanacco celebrativo, alla fine della competizione: “Vogliamo celebrare il raggiungimento di questo prestigioso traguardo del trentennale – conclude il presidente Provitera – con la pubblicazione dell’almanacco che conterrà curiosità, articoli, foto e aneddoti di queste trenta edizioni. Potremo ultimarlo dopo la finale e presentarlo, mi auguro, nel mese di giugno”.

Il programma di giovedì

Nel programma di giovedì il primo match degli incontri del tabellone del singolare per l’accesso ai quarti. Alle 12 si affronteranno l’ucraina Katarina Zavatska e Debora Chiesa, a seguire la partita fra Jessica Pieri e l’austriaca Julia Grabher. Sul campo due, alle 12, di fronte la russa Anastasia Gasanova contro la rumena Andreea Mitu, seguirà il match fra la statunitense Claire Liu contro la russa Maria Marfutina.

Gli aggiornamenti del torneo sono pubblicati sulla pagina facebook ITF Caserta, sul profilo Instagram “Itf_Caserta” e sul sito del torneo www.itfcaserta.com, dove a cura della Crionet è possibile seguire in streaming i vari match.

INTERNAZIONALI: DOMANI I QUARTI DEL SINGOLARE E SEMIFINALI DEL DOPPIO. PREVISTO UN ALMANACCO CELEBRATIVO PER IL TRENTENNALE was last modified: maggio 24th, 2017 by L'Interessante
24 maggio 2017 0 commenti
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gli internazionali
In primo pianoSportVolley

GLI INTERNAZIONALI DI TENNIS ENTRANO NEL VIVO

scritto da L'Interessante

gli internazionali

Gli internazionali verso i quarti . Dimezzate le italiane

Si avviano verso i quarti di finale gli incontri dei tabelloni del singolare e del doppio della trentesima edizione degli “internazionali” di tennis “Città di Caserta – Power Gas Tennis Cup”, manifestazione del circuito professionistico ITF Women’s circuit con montepremi di 25 mila dollari.

La giornata di martedì 23 maggio è stata positiva a metà per la pattuglia di tenniste italiane presenti nel tabellone del singolare.

Subito fuori Martina Di Giuseppe, del tennis club Parioli e vincitrice dell’edizione del 2009 degli “internazionali”, sconfitta dalla francese Elixane Lechemia in due set con il punteggio di 6-2, 6-0. La numero uno del main draw, la belga, An-Sophie Mestach ha regolato in due set per 6-2; 6-3 la connazionale Kimberley Zimmermann; l’australiana Seone Mendez è stata sconfitta invece dall’italiana Camilla Rosatello in due set (6-3; 7-5).

In due set anche l’ucraina Katarina Zavatska ha sconfitto con il punteggio di 6-3; 6-3, l’italiana numero nove del ranking tricolore Wta, Anastasia Grymalska, nata a Kiev e tesserata per il circolo Beinasco di Nichelino in Piemonte.

Lascia il torneo anche la giovane Ludmilla Samsonova nata a Olenegorsk in Russia, di nazionalità italiana, tesserata per il circolo di Genova, sconfitta dalla statunitense Claire Liu con il punteggio di 6-0; 6-3. In tre set, dopo due ore e 27 minuti di gioco, Deborah Chiesa ha battuto con il punteggio di 0-6; 6-3; 6-7 la brasiliana Carolina Meligeni Rodrigu Alves.

Molto combattuto e spettacolare l’incontro tra la messicana Renata Zarasua opposta alla russa Maria Marfutina (che ha dovuto combattere anche con un problema muscolare al quadricipite sinistro) che è durato ben due ore e 52 minuti. Alla fine ha vinto con il punteggio di 6-1; 6-7; 6-4 Marfutina.

“Tecnicamente gli internazionali femminili – dice il supervisor Itf Guido Pezzella – continuano ad essere di ottimo livello, sulla scia degli anni scorsi. Le partite sono combattute, fortunatamente il pubblico sta venendo molto volentieri. Ogni anno aggiungiamo qualcosa di nuovo per migliorare il livello organizzativo e quest’anno si percepisce che si tratta di una edizione speciale, si notano tutte le iniziative attorno al torneo, speriamo che tutto si concluda per il meglio”.

Domani terminano i quarti del doppio

Nella giornata di mercoledì 24 maggio, si completeranno i quarti di finale del doppio con gli incontri tra la coppia composta dalla colombiana Maria Fernanda Herazo Gonzalez e dalla messicana Renata Zarazua opposte alla francese Victoria Muntean accoppiata alla cinese Shilin Xu. Elena De Santis e la statunitense Claire Liu, affronteranno Deborah Chiesa e Martina Colmegna. La lettone Diana Marcinkevica e Camilla Rosatello contenderanno la vittoria a Federica Di Sarra e Anastasia Grymalska ed infine la rumena Gabriela Duca e Giulia Porzio affronteranno la coppia composta dalla brasiliana Carolina Meligeni Rodrigu Alves e dalla tedesca Laura Schader.

La prima gara di singolare alle 12,30

Per il tabellone del singolare in campo alle 12.30 la svizzera Lisa Sabino contro la piemontese Camilla Rosatello; a seguire la numero uno del torneo la belga An Sophie Mestach contro la francese Elixane Lechemia e poi la spagnola Paula Badosa Gilbert contro la milanese Giorgia Brescia.

Tutti gli aggiornamenti del torneo sono pubblicati in tempo reale sulla pagina facebook ITF Caserta, sul profilo Instagram “Itf_Caserta” e sul sito del torneo www.itfcaserta.com, dove a cura della Crionet è possibile seguire in streaming i vari match.

 

GLI INTERNAZIONALI DI TENNIS ENTRANO NEL VIVO was last modified: maggio 23rd, 2017 by L'Interessante
23 maggio 2017 0 commenti
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Antonio
CinemaCulturaIn primo pianoMusica

Antonio Zannone: Io Pulp? Sì, ma con gusto!

scritto da L'Interessante

Antonio

Di Christian Coduto

Arrivare a Cellole, stamattina, ha richiesto un po’ di tempo. Complice sia il traffico sia la mia assoluta ignoranza geografica. Attendo Antonio in un bar al centro della città. E’ in leggero ritardo. Provo a chiamarlo sul cellulare. Non mi risponde. Gli invio dei messaggi sui social: anche qui, nessun segnale.

All’improvviso vedo comparire Antonio sull’uscio del locale. Abbigliamento sportivo, una maglietta a maniche corte. Occhiali da sole d’ordinanza. Si gira intorno. Incrocia il mio sguardo e non mi saluta. Si avvicina al tavolino dove sono seduto. “Sto locale è per fighetti” esordisce “Vieni con me”.

Mi conduce per delle stradicciole di campagna, usciamo dalla città. “Uh, un po’ come nei tuoi corti horror” gli dico. “Già” la sua risposta.

Arriviamo nei pressi di Baia Domizia, in un bar scalcinato. “Qui abbiamo girato alcune esterne di The Pyramid perché, d’inverno, si svuota ed assume una forma post apocalittica”. Solo allora inizia a sorridere. Ci sediamo e ordina due birre. Dopo aver visto la mia faccia contrariata, fa spallucce “Le birre rimangono sempre due, me le bevo io ugualmente”.

In un habitat a lui più congeniale, Antonio ritorna ad essere se stesso: un ragazzo che non ha alcun interesse nei confronti delle mode e di tutto ciò che fa tendenza. Si toglie gli occhiali e tira fuori tutta la sua simpatia. Comprendo ora il perché del suo atteggiamento iniziale …

Antonio Zannone risponde alle domande de “L’interessante”

Chi è Antonio Zannone?

La domanda più difficile in assoluto: io non parlo mai di me, mi imbarazzo. Anche quando mi chiedono “Cosa fai?” ho difficoltà a rispondere. Non mi prendo mai troppo sul serio. Come se tutto fosse un bellissimo gioco. Una mia cara amica dice che le ricordo Percy Shelley che va incontro alla tempesta, perché mi butto nelle cose, senza aver paura delle conseguenze. Osservo tanto, parlo molto poco, solo quando ho veramente qualcosa da dire. Forse è per questo che ho iniziato a fare cinema, comporre musica … sono due mezzi espressivi che mi permettono di dire tutto ciò che ho dentro.

Quando nasce la passione per il cinema di Antonio Zannone?

Non ho un ricordo preciso, in realtà. Però ti posso dire una cosa: da piccolino, guardando “Ben-Hur” in televisione con mio nonno, lui mi disse “Li vedi quei cavalli? Sono della scuderia di mio cugino!” In una sequenza c’è anche lui: una comparsa a cavallo! Avevo 5/6 anni … pensai che fare cinema fosse davvero bello. Con mio papà guardavo i western di Sergio Leone che, tra le altre cose, è stato regista di seconda unità proprio di “Ben-Hur” … vedi che tutto torna ? (Sorride). Ad 8 anni ho visto “Zombi 2” di Lucio Fulci con mia mamma, di notte. I miei genitori mi hanno sempre permesso di vedere la tv fino a tardi. Figurati, alle elementari, ero l’unico che poteva vedere “Twin peaks” di David Lynch. Il giorno dopo mi sentivo molto figo perché tutti mi chiedevano notizie in merito a questo serie (ridacchia). Nel tempo, rubai una videocamera super vhs nel negozio di elettrodomestici della mia famiglia. Nessuno la comprava e la presi: aprii semplicemente la vetrina e iniziai a girare le prime cose, a sperimentare.

Nel 2006 Antonio Zannone esordisce con il corto “L’assassino nel Diavolo” ed è subito pulp! Due anni dopo arriva “Il sequestro e la rapina”. Lo stile ben definito, che oramai già gli appartiene, e una storia che riserva davvero tante sorprese …

Sì sono d’accordo. Avevo già nella mia mente un quadro piuttosto chiaro del tipo di cinema che volessi fare. Però, prima, dovevo apprendere il linguaggio cinematografico, conoscere le regole di base, è una cosa fondamentale! Poi c’è Tarantino che, a quanto si dice, non ha mai studiato … ma questa è un’altra storia (ridiamo). “L’assassino del Diavolo” lo girai proprio con  due amici, mia cugina e la videocamera di cui ti parlavo prima! Non scrissi nemmeno la sceneggiatura … ero davvero tutto improvvisato. C’era solo l’amore per i B movie! Mi sono divertito da morire a lavorare con il lattice, il sangue finto, tutta la parte degli effetti è stata molto interessante. Lo inviai pure a diversi Festival, ma da un certo punto di vista non lo considero nemmeno un esordio, quanto piuttosto un divertissement tra amici.

“Il Sequestro e la rapina” è un corto piccolino, quasi amatoriale, ma è anche vero che ho avuto un direttore della fotografia, un fonico e attori più preparati. Una vera e propria troupe. Nel cast c’è Elio D’Alessandro, che lavora moltissimo in teatro. Nel corto ci sono personaggi pulp, un po’ al limite, sopra le righe, tanto sangue, situazioni estreme e violente, le cose ci sembrano chiare, ma si rivelano essere tutt’altro, i buoni si rivelano i cattivi … insomma, quelle situazioni a sorpresa, destabilizzanti. Il classico colpo di scena. L’idea della storia mi piaceva moltissimo. Al di là dei risultati finali (lo trovo ancora imperfetto), con questo corto ho capito quale fosse la mia strada e che avrei dovuto proseguirla per bene. Così ho frequentato una scuola di cinema!

Mi colpisce subito la sua modestia. Sul set è un professionista, lavora a ritmi serrati, ma riesce ad affrontare il tutto senza prendersi eccessivamente sul serio. Per lui fare cinema è un gioco. Rimanere con i piedi per terra gli permette di affrontare nel modo giusto sia le cose belle sia le delusioni che, inevitabilmente, possono esserci in questo mestiere.

Ci parli un po’ di “S. Balentino”? Hai deciso di parlare della festa degli (orrore!) innamorati in una chiave decisamente cupa, seguendo lo sguardo di un bambino …

(Strabuzza gli occhi) Non lo so come tu faccia a sapere dell’esistenza di “S. Balentino”. E’ un corto che non è mai stato distribuito, è stato proiettato una sola volta in occasione dell’anteprima. E’ stato il primo lavoro che ho realizzato dopo aver terminato la scuola di cinema. Fui ingaggiato da una piccola casa di produzione che si occupava di progetti legati all’ambito scolastico. Me lo ricordo con piacere perché, per la prima volta, venni pagato per portare a termine l’incarico che mi era stato assegnato. Una storia carina, una favola nera, ambientata a San Valentino Torio. Lavorarono con me degli studenti di una scuola media. Il tema del corto è l’amore. Però il mio stile mi ha portato a fare una cosa decisamente meno mielosa. Ho sempre amato le favole nere, credo che si sia capito (ride). Il protagonista è un bambino che ha subito un trauma, in seguito alla morte del papà. E’ un po’ chiuso in se stesso, tende ad essere “cattivo” anche se, in realtà, non lo è per davvero. Un giorno la professoressa (una strega) gli fa una sorta di incantesimo e lui si risveglia in questo mondo in cui non c’è alcuna forma di sentimento, di amore. La madre non lo saluta, non gli prepara la colazione al risveglio e così via. In pratica, si ritrova in un mondo in cui tutti si comportano come lui. Un giorno una bimba sta per essere investita da una macchina e lui accorre a salvarla, venendo investito al suo posto. Poi, però, si sveglia e si ritrova nel suo letto e capisce che tutto era un sogno.

Una favola per bambini che, sono convinto, avrebbe potuto darci diverse soddisfazioni nei Festival come il Giffoni, per esempio. La produzione, però, non volle doppiarlo. I ragazzini coinvolti erano molto bravi e volenterosi, ma non avevano studiato recitazione. A mio giudizio il doppiaggio sarebbe stato necessario. Quindi, il progetto è rimasto lì, non ha avuto un seguito. Peccato.

Per me rimane sicuramente un’esperienza formativa, senza alcuna ombra di dubbio.

“Bastard Serial Killer! Kill! Kill!” è un omaggio di Antonio Zannone a Quentino Tarantino e Russ Meyer. Gli appassionati del genere vanno in visibilio e raggiungi le 25mila visualizzazioni sul web. Quanto è stato divertente realizzarlo?

Uh, si potrebbe parlare per ore di questo corto! La mia idea originaria era quella di girare un vero e proprio film. Capirai, avevo da poco terminato la scuola di cinema ed ero pieno di idee e di entusiasmo. Ma in Italia, soprattutto per ciò che concerne l’aspetto produttivo, le cose sono piuttosto complesse e delle idee te ne fai poco, quindi optai per un cortometraggio (sogghigna). Pensa che fui costretto a tagliarne circa 5 minuti per poterlo inviare ai Festival: per essere un corto, all’epoca, era considerato troppo lungo! Per quello che io considero il mio vero esordio, volevo che ci fosse il giusto omaggio al cinema di serie B, ma anche a Lucio Fulci, Umberto Lenzi, Ruggero Deodato … tutto quello che vedevo sin da piccolino, in pratica. E certo c’è anche Tarantino, che ha ripreso certi stili cinematografici e li ha rimessi insieme. C’è praticamente di tutto: la famiglia di malati riporta alla memoria “Non aprite quella porta”, c’è anche molto di Rob Zombie, un regista in gamba. C’è anche tanta ironia. Il che è tipico del mio carattere: io tendo a ridere un po’ di tutto, anche delle cose terribili.

La storia è quella di una banda di malviventi che rapina un furgone portavalori e il capo della banda, sotto effetto di meta anfetamina, inizia a sparare e ammazza un sacco di gente. Il gruppo riesce a trovare rifugio in una casa in campagna, dove nasconde la refurtiva. Vengono arrestati. Dopo anni escono dal carcere e vengono a scoprire che, in quella casa, ora vive una famiglia di squinternati cannibali.

Sì, è stato divertente girarlo, ma anche molto stressante: le riprese sono durate una settimana. Iniziavamo alle 8 del mattino per finire intorno alle 3, 4 del mattino del giorno dopo. Però ti dico una cosa: con l’esperienza che ho accumulato negli anni, se tornassi indietro, con il budget di allora, oggi, realizzerei quasi un intero film! Il corto vinse diversi premi, le recensioni furono davvero eccellenti.

Ecco, quindi, “Apocalypse” che entra a far parte del lungometraggio (diretto a cinque mani) “The Pyramid”. Lavori con il mito indie Alex Visani, che supervisiona l’intero progetto. Il tuo episodio si contraddistingue per l’ironia, un tuo marchio di fabbrica.

“The Pyramid” è stata una sorta di conseguenza naturale del successo di “Bastard”: Alex cercò di riunire i registi che, in quel periodo, non solo fossero più attivi, ma anche più adatti ad un progetto basato sulla collaborazione. Considera che, tra pre e post produzione e tutta la fase di presentazioni nei Festival, sono trascorsi oltre due anni. In tutto questo periodo, non c’è stato mai alcun problema tra di noi. Tutti ci abbiamo creduto molto e credo che il risultato finale sia davvero buono, soprattutto se consideri il budget bassissimo.

Alex aveva capito che, in quel periodo, stava prendendo piede la formula del film ad episodi. Però, in questo caso, il film ha una peculiarità in più: i 4 cortometraggi non sono slegati, a se stanti e poi cuciti insieme. Tutti e 4 i corti costituiscono altrettante parti della stessa storia. L’elemento che raccorda i vari segmenti, va da sé, è la piramide del titolo.

E’ stato bello prendere parte a questo progetto. Con Alex siamo entrati subito in sintonia, c’è una gran bella amicizia tra di noi. Ci ho messo del tempo perché la troupe non è stata pagata quindi dovevo attendere di averla a disposizione per girare. Gli unici soldi li ho investiti per i costumi, gli effetti speciali e i rimborsi. Abbiamo girato soprattutto nei fine settimana.   

In “The portrait” torni a lavorare con David Power, con cui avevi già girato “Apocalypse”. Quanto è importante, per la riuscita di un progetto, l’empatia regista/attori coinvolti?

Originariamente doveva fare parte di un progetto collettivo costituito da tanti cortometraggi poi, per problemi di tempo, non riuscii a completarlo. Ero impegnato in “The Pyramid”, quindi sfruttai lo stesso budget, la stessa troupe e gli stessi attori per terminarlo. E’ ispirato al racconto “Il ritratto ovale” di Edgar Allan Poe.

Il protagonista del corto è un pittore/serial killer che dipinge le sue vittime cercando di rappresentare sulla tela l’attimo in cui queste muoiono.

Per quanto riguarda David, credo che ci siano degli attori adattissimi ad interpretare un certo ruolo. Trovarli è fondamentale per realizzare qualcosa di convincente. Con lui è nata una simpatia immediata, ma soprattutto una grande stima: è un attore incredibile. Con questo corto ha vinto il premio come migliore attore alla IX edizione del The reign of horror short movie award 2014!

Parliamo di “Stigmate”, l’ultimo (capo)lavoro di Antonio Zannone …

Sei troppo buono! Beh, di sicuro credo moltissimo a questo progetto e prima o poi sono convinto che arriveranno molte soddisfazioni.

E’ stato un lavoro velocissimo: non ho mai realizzato un progetto con la stessa celerità in vita mia! Ho buttato giù la sceneggiatura in un pomeriggio, di impatto, non l’ho più ritoccata. Per questo motivo la prima stesura è stata proprio quella che ho utilizzato, al momento delle riprese. Organizzato in due giorni, girato in un giorno e mezzo, montato in una settimana. Prima di inviarlo ai Festival, ho fatto diverse prove: l’ho inviato a tutti gli amici che stimo e a coloro che fanno questo lavoro (produttori, registi, anche di mainstream). Ho ricevuto ottimi feedback.

Io ho immaginato un diverso contesto, un presente alternativo in cui la chiesa ha mantenuto un potere temporale e in cui svolge anche operazioni di polizia e magistratura. Ci ritroviamo, quindi, in questa caserma dove il signor Marlowe viene condotto in arresto perché accusato di essere un ateo. In questa situazione un po’ kafkiana, il protagonista viene sottoposto a diverse angherie psicologiche e fisiche, fino a quando non verrà trasformato in un martire da utilizzare a proprio vantaggio dalla chiesa, da mostrare ai fedeli. La religione, in realtà, l’ho utilizzata come pretesto per raccontare la storia del potere che fa delle nostre vite ciò che vuole. Anche quando parliamo di democrazia. Non è affatto un corto contro chi crede in Dio, mi preme ribadirlo, bensì sull’uso subdolo che il potere ha sempre fatto delle religioni. In più, volevo portare le persone a riflettere sul fatto che nel nostro paese non esista il reato di tortura.

Il corto è stato presentato, in anteprima, al Napoli Film Festival con molto successo.

Antonio Zannone, però, è anche un musicista …

Beh, sono un musicista non professionista. Anche se ho sempre suonato, sin da piccolo, per me la musica è soprattutto uno sfogo. In questi anni ho suonato tantissimo, ho fatto molti concerti con “I Malpertugio” e “This is not a brothel”, ma anche con progetti solisti, perfino all’estero. Però la musica rimane soprattutto una passione. La mia vera professione è quella del film-maker.

 

Hai realizzato tanti videoclip per diversi musicisti: Il Malpertugio, Lain, Carbonifero … trasformare in immagini le note musicali è complesso, soprattutto considerando che devi raccontare una storia in un intervallo di tempo, spesso, piuttosto ristretto?

Allora … quando ho iniziato a girare dei video, le prime cose riguardarono, ovviamente, proprio i miei progetti musicali. Il mio video più famoso, in tal senso, è “Zany zoo” con un featuring di Roberta Gemma. Questi lavori sono piaciuti molto e tanti altri musicisti, diverse band, mi hanno contattato affinché realizzassi per loro delle clip. Considero i videoclip uno svago, un momento di relax azzarderei. Hanno un linguaggio differente rispetto a quello cinematografico, non ci sono vincoli di sceneggiatura. Puoi affidarti alle immagini. In aggiunta a ciò, il mondo dei videoclip è assai vicino al surrealismo e questa è una cosa che mi piace tanto, soprattutto per ciò che riguarda la pittura. Mi ispiro ai quadri di Dalì, Max Ernst. Non sei obbligato a raccontare una storia … per me è estetica.

Si gira spesso intorno, osserva tantissimo, riuscendo contemporaneamente a rispondere alle mie domande. E’ un animo inquieto, ha molto da dare.

Antonio … domanda multipla: ultimo film visto al cinema, ultimo cd acquistato, ultimo spettacolo teatrale al quale hai assistito.

Non vado spesso al cinema perché mi irrita quando le persone sedute accanto a me iniziano a smanettare con il cellulare. Ciononostante, ho visto due volte “Lo chiamavano Jeeg Robot”. Al teatro non vado mai. Compro moltissimi vinili, l’ultimo è stato “Unknown pleasures” dei Joy Division.

 

Cosa dobbiamo attenderci da Antonio Zannone per questo 2017?

Come prima cosa: creare una mia casa di produzione. Ci sto già lavorando. La fonderò a Dubai, molto probabilmente. Da settembre vorrei trasferirmi. C’è un buon equilibrio tra le tasse da pagare e tutte le altre spese che ne derivano. Lì di sicuro non potrei fare splatter, horror e così via, però mi dedicherò a reportage, video, documentari per le aziende. Gli introiti di questi progetti li potrò reinvestire per realizzare, in Italia, opere nel mio stile. Non voglio girare cose brutte o fatte male, il mio desiderio è quello di trasformare in immagini le storie che mi va di raccontare.

Ho già pronte un paio di sceneggiature … vedremo quale riuscirò a trasformare in film.

Diventa di colpo serio. Un elemento a sorpresa in questa intervista. Durante la nostra chiacchierata non si è risparmiato in battute e sberleffi. Eppure, ci tiene a sottolineare che punta in alto. Ha dei sogni da realizzare e, forse, ha trovato la strada giusta, quella che gli permetterà di attuarli.

Ed ora … marzulliamo : fatti una domanda e datti una risposta

Ma interesserà a qualcuno quello che sto dicendo in questa intervista? Secondo me, solo a te! (Scoppia a ridere).

Nella strada di ritorno verso la mia macchina osservo Antonio per un po’: sì, è ancora un bambino, che si entusiasma di fronte ad una macchina crea-emozioni. Probabilmente, con il cuore e la mente, è ancora lì, sul divano insieme al nonno, a cercare di carpire alcuni dei segreti di realizzazione di un film. Un animo buono (ma questo non glielo diciamo!) che esorcizza con la violenza estrema e lo splatter un evidente bisogno di comunicare …

Antonio Zannone: Io Pulp? Sì, ma con gusto! was last modified: maggio 23rd, 2017 by L'Interessante
23 maggio 2017 0 commenti
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internazionali
In primo pianoSportVolley

INTERNAZIONALI FEMMINILI: INIZIATI GLI INCONTRI DEL TABELLONE FINALE

scritto da L'Interessante

internazionali

Internazionali: tutti gli incontri  del singolare di oggi

Sono iniziati nella giornata di lunedì 22 maggio, gli incontri per il tabellone finale del singolare e del doppio della trentesima edizione degli “internazionali” di tennis “Città di Caserta – Power Gas Tennis Cup”, manifestazione del circuito professionistico ITF Women’s circuit con montepremi di 25 mila dollari.

Con i primi incontri sono arrivati anche i primi verdetti. La tedesca Laura Schaeder numero 350 di ranking Wta, in due set con il punteggio di 6-3; 6-4, ha eliminato la figlia del “puma” Emerson, la brasiliana Karolayne Alexandre De Rosa tesserata per il Circolo Villa Aurelia di Roma.

Fuori subito anche la cinese Shilin Xu (343), sconfitta dalla spagnola Paula Badosa Gibert (379) in due set: 7-4; 7-5. Nel “derby” fra le svizzere Lisa Sabino (482) e Tess Sugnaux (415), ha prevalso la prima in due set con il punteggio di 6-4; 6-4

Tiratissimo il confronto fra l’italiana Georgia Brescia (248) e la colombiana Maria Fernando Herazo Gonzalez (493) proveniente dalle qualificazioni, durato ben tre ore e trentadue minuti. Alla fine ha prevalso la Brescia, tesserata con il Tennis Club Lumezzane, che ha vinto i tre set per 4-6; 7-6; 6-3, con il secondo set deciso dopo il tie brak (16-14).

“Purtroppo ho finito in tre ore – dichiara invece Georgia Brescia dopo aver eliminato l’avversaria colombiana – volevo giocar meno, faccio sempre lo stesso errore non chiudendo la partita quando potrei. Però mi sento in forma, d’altronde il mio gioco è portare l’avversaria allo sfinimento, ora programmo il torneo giorno dopo giorno sperando di migliorare il mio gioco e arrivare alla fine”.

I risultati del doppio

Nel doppio, il confronto fra la coppia composta dalla brasiliana Karolayne Alexandre De Rosa e dall’italiana Lucia Bronzetti, contro la coppia composta dalla rumena Gabriela Duca e dalla napoletana Giulia Porzio, è stato vinto da Porzio-Duca con il punteggio di 3-6; 6-2; 4-10.

“Gli internazionali di Caserta mi portano fortuna soprattutto nel doppio – dice Giulia Porzio, tesserata con il Tennis Club Napoli – ogni anno è un piacere tornare. Il doppio è divertente, stavolta sono accoppiata con la Duca e la difficoltà principale è capire quello che ci diciamo, parliamo lingue diverse, ma l’affiatamento verrà col tempo. Caserta è una bella città – conclude – e l’accoglienza è fantastica”.

Match tutto italiano quello fra le sorelle Susanna e Virginia Ciccone opposte a Federica Di Sarra e Anastasia Grymalska che ha visto prevalere la coppia Di Sarra – Grymalska in due set con il punteggio di 6-0; 6-0.

Nella giornata di martedì 23 maggio, dodici i match in programma. In campo Martina Di Giuseppe, vincitrice dell’edizione del 2009 degli “internazionali” opposta alla francese Elixane Lechemia, a seguire l’incontro fra la numero uno del main draw la belga An-Sophie Mestach che affronterà la connazionale Kimberley Zimmermann. Sul campo 2 l’australiana Seone Mendez sfiderà l’italiana Camilla Rosatello, a seguire l’ucraina Katarina Zavatska contro Anastasia Grymalska. Gli ultimi incontri sono previsti alle 18,30.

Da oggi tutti gli aggiornamenti del torneo sono pubblicati in tempo reale e sulla pagina facebook ITF Caserta con le foto di Gennaro Buco. Sul sito del torneowww.itfcaserta.com è possibile seguire in streaming i vari match a cura della Crionet.

INTERNAZIONALI FEMMINILI: INIZIATI GLI INCONTRI DEL TABELLONE FINALE was last modified: maggio 22nd, 2017 by L'Interessante
22 maggio 2017 0 commenti
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Rain
CulturaEventiIn primo piano

Rain Arcigay Caserta Onlus: PhotoMarathon, sabato 20 maggio

scritto da L'Interessante

Rain

Di Christian Coduto

Un messaggio rivolto ai numerosissimi amanti della fotografia del territorio campano che, di sicuro, non mancheranno all’appello!

Per dare libero sfogo alla fantasia e all’arte, ecco una splendida iniziativa (dai fini nobili) organizzata dal comitato di Rain Arcigay Caserta Onlus, di cui riportiamo il comunicato stampa

Descrizione dell’evento PhotoMarathon di Rain Arcigay Caserta Onlus

Una gara di 12 ore i cui concorrenti si sfideranno a colpi di scatti fotografici rigorosamente entro i confini di Caserta: è questa la PhotoMarathon, maratona fotografica, in programma sabato 20 Maggio dalle 12.30 alle 20.00 .

L’evento è organizzato da Rain Arcigay Caserta onlus ed inserito in MAGGIOinPRIDE 2017, la rassegna di eventi a Caserta inaugurata mercoledì 17 Maggio (Giornata Mondiale contro omofobia e transfobia) e che durerà fino alla fine del mese, per sensibilizzare sulle tematiche LGBT.

I concorrenti, dopo essersi iscritti sul sito

http://www.rainarcigaycaserta.it/photomarathon/

(sul quale andranno caricate le foto), si presenteranno sabato alle 12.00 a Via Verdi 15 armati di liberatoria e vestiti di giallo in modo da essere riconoscibili, visto che le foto, scattate rigorosamente in città lungo l’arco della giornata, potranno essere realizzate coinvolgendo comuni cittadini/e e turisti/e .

Tutti i mezzi tecnologici potranno essere usati per gli scatti.

Una giuria di esperti (fra cui Pietro Junior Zampella e Dario Alifano) decreterà i vincitori.

In palio premi messi a disposizione da NCItaliaFoto :

http://www.ncitaliafoto.com

Tutte le foto saranno in mostra presso la sede di Rain Arcigay Caserta onlus, in Via Verdi numero 15, Caserta.

Questo il Link all’evento

https://m.facebook.com/events/1866289080310321?acontext=%7B%22ref%22%3A%2298%22%2C%22action_history%22%3A%22null%22%7D&aref=98

Ecco i contatti telefonici e gli indirizzi telematici per info ed eventuali:

Il Presidente: Bernardo Diana – presidente@raincaserta.it

Numero di cellulare +39 3274658281

Addetto Ufficio Stampa: Gianuario Cioffi – ufficiostampa@raincaserta.it

Numero di cellulare +39 3472234961

Rain Arcigay Caserta onlus

Via Verdi 15, 81100 Caserta

Numero Telefonico +39 0823 1607485

Sito web: www.rainarcigaycaserta.it

Contatto Facebook: https://www.facebook.com/rainarcigaycaserta/

Rain Arcigay Caserta Onlus: PhotoMarathon, sabato 20 maggio was last modified: maggio 19th, 2017 by L'Interessante
19 maggio 2017 0 commenti
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tennis
In primo pianoSportVolley

TENNIS: TUTTO PRONTO PER L’INIZIO DELLA TRENTESIMA EDIZIONE DEGLI INTERNAZIONALI FEMMINILI

scritto da L'Interessante

tennis

Tennis: sabato 20 maggio il via alla trentesima edizione degli internazionali femminili

Tutto è pronto ormai al Tennis Club in via Laviano 1 a Caserta, dove sabato mattina prenderà il via la trentesima edizione degli “internazionali” di tennis “Città di Caserta – Power Gas Tennis Cup”, manifestazione del circuito professionistico ITF Women’s circuit con montepremi di 25 mila dollari.

Nel tardo pomeriggio di venerdì il supervisor dell’ITF Guido Pezzella, effettuerà il sorteggio per gli incontri del tabellone delle qualificazioni che prenderà il via alle 9 del mattino di sabato 20 maggio 2017.

Sabato 20 e domenica 21 maggio saranno i due giorni durante i quali le trentadue tenniste del tabellone delle qualificazioni, saranno protagoniste dei match per designare le otto atlete che siguadagneranno un posto nel main draw.

Da lunedì gli incontri del tabellone del singolare e del doppio

Da lunedì 22 maggio inizieranno gli incontri del tabellone del singolare e del doppio la cui finale si svolgerà venerdì sera 26 maggio mentre quella del singolare quest’anno è prevista alle 11 del mattino di domenica 22 maggio.

Attesa per le wild card 

Non sono state ancora rese note dalla Federazione Italiana Tennis i nomi delle atlete alle quali viene concessa la wild card, dieci in tutto, due delle quali, una per il tabellone delle qualificazioni ed una par il tabellone finale, sono riservate al circolo organizzatore.

Tutti gli occhi degli appassionati sono invece puntati sulle pagine del sito www.itftennis.com, per consultare la “acceptance list” del torneo visibile alla sezione “current ITF tournaments” e poi su “women tournaments” dove sono riportati i vari tornei femminili in programma in tutto il mondo.

Il torneo di quest’anno …… parla giapponese

Il vertice del main draw quest’anno è tutto giapponese, al primo posto c’è la nipponica Eri Hozumi 209 di ranking Wta, seguita dalla connazionale Mayo Hibi (221), terza la belga An-Sophie Mestach (223).  

La numero uno del tabellone, Eri Hozumi in coppia con la connazionale Mily Kato, ha vinto il doppio al torneo di Roma concluso lo scorso 14 maggio, battendo in finale la coppia composta dalla norvegese Melanie Stokke e dalla georgiana Eketerine Gorgodze, vincitrice nel 2015 del doppio al torneo di Caserta in coppia con la connazionale Sofia Shapatava. Ekaterine Gorgodze si prese la rivincita del doppio che perse nel 2014 in coppia con Sofia Kvatsabaia, quando furono battute dalle  australiane Samantha Harris e Sally Perry in due set con il punteggio di 6-4;7-6 (6). 

Al quarto posto del tabellone troviamo l’azzurra Georgia Brescia (250), al quinto la tedesca Anna Zaja (261), poi la spagnola Olga Saez Larra (272), la rumena Andreea Mitu ( 292), la  lettone Diana Marcinkevica (294), la cinese Shilin Xu (295) e le italiane Camilla Rosatello (299) e Jessica Pieri (300). Il tabellone delle qualificazioni è guidato dalla Francese Elixane Lechemia (353) seguita dalla romana Martina Di Giuseppe (357) vincitrice dell’edizione del 2009 (allora con montepremi 10.000 dollari) degli ”internazionali” di Caserta.

Tutti gli aggiornamenti del torneo saranno pubblicati in tempo reale sia sul sito del torneowww.itfcaserta.com che sulla pagina facebook ITF Caserta.

Prevista anche la trasmissione in streaming delle gare che sarà curata dalla società Crionet.

TENNIS: TUTTO PRONTO PER L’INIZIO DELLA TRENTESIMA EDIZIONE DEGLI INTERNAZIONALI FEMMINILI was last modified: maggio 18th, 2017 by L'Interessante
18 maggio 2017 0 commenti
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Raffaele
CulturaEventiIn primo pianoTeatro

Raffaele Patti e Teresa Perretta: Cyrano, uno splendido perdente.

scritto da L'Interessante

Raffaele

Di Christian Coduto

Al Teatro Izzo di Caserta, un pubblico numerosissimo e concentrato, ha seguito con molta attenzione il riadattamento del “Cyrano De Bergerac” di Edmond Rostand ad opera di Raffaele Patti, che ne ha curato la regia e si è ritagliato il ruolo del protagonista. La storia è nota: Cyrano è un uomo brutto (ha un naso enorme), ma ha una meravigliosa sensibilità. E’ innamorato di Rossana, a sua volta interessata a Cristiano, un ragazzo molto affascinante, ma sicuramente privo di quel dono dell’oratoria, dell’intelligenza e di quella emotività che caratterizzano invece il protagonista della vicenda. Cyrano decide quindi di sacrificarsi e di prestare la sua voce, il suo cuore e la sua mente a Cristiano, scrivendo frasi d’amore dedicate a Rossana.

Lo spettacolo è forte, intenso, di grande spessore. Raffaele Patti la fa da mattatore, con un amabile aplomb gigionesco. Al suo fianco, la solida professionalità di Teresa Perretta, una convincente Rossana. Non è da sottovalutare, infine, la bella prova di Gabriele Russo che, nello rappresentazione, è ovviamente Cristiano.

Un progetto che mescola elementi di varia natura (musiche moderne, un ottimo gioco di luci, un allestimento minimalista per emozionare nella maniera più immediata possibile), con un ritmo sostenuto.

Diverse sono state le versioni di questa opera, tra le più note ricordiamo quella con Gigi Proietti e una versione cinematografica con Gérard Depardieu, senza trascurare la commedia americana “Roxanne” con Steve Martin e Daryl Hannah. Patti ha scelto un approccio decisamente più drammatico, con risultati eccellenti.

Al termine dello spettacolo, attendo i due protagonisti nei pressi dei camerini e scambio con loro opinioni sul lavoro. Sono molto felici, orgogliosi.

Raffaele Patti ci racconta della genesi del Cyrano

Raffaele, perché la scelta di Cyrano De Bergerac? Perché lanciarsi in questa sfida così insidiosa?

Conoscevo, un po’ come tutti, la figura di Cyrano seppure negli elementi di base, quelli più comuni (il nasone e l’aspetto estetico poco piacevole, per esempio). Poi, una sera di un paio di anni fa, mi sono imbattuto nella replica televisiva di una trasmissione curata da Alessandro Baricco, “Miti ed eroi”. In quell’occasione si parlò, tra le altre cose, proprio del personaggio ideato da Edmond Rostand. Ne rimasi talmente colpito che, nei giorni successivi, decisi di approfondire meglio il testo. Sono sincero: è stato amore a prima vista! La prima lettura è stata sicuramente appassionata … questo romanticismo, questo stoicismo nel rincorrere Rossana … già in quel momento incominciai a pensare alla possibilità di poterlo rappresentare a teatro. Ci sono state tante rappresentazioni di “Cyrano”, ma ammetto di non averne mai vista una. Il che, da un certo punto di vista, è una cosa estremamente positiva: una visione vergine, se posso definirla così, mi permette di non essere influenzato in alcun modo. Si evita di cadere, anche senza volerlo, in qualche forma di citazionismo. Ho semplicemente intersecato le mie passioni cinematografiche, musicali e teatrali e le ho messe nello spettacolo. La storia è stata dunque asciugata, scarnificata. Anche perché sono convinto che, per Rostand, lo scopo fosse proprio questo: cogliere l’essenza della storia. Non a caso, l’originale è suddiviso in 5 atti (qui sono 3) ed è una commedia. Io ho scelto di virare nel terreno drammatico.

E’ insidioso, così come lo sono tutti i testi classici, però credo che un approccio nuovo, coraggioso alle opere del passato sia necessario per chi ama il lavoro di attore. Il sacro deve essere dissacrato, non nel senso di svilirlo, svalutarlo, ovviamente, bensì ricreando una struttura che vada in una direzione diametralmente opposta all’originale.

Al di là dell’impegno, mi piace sottolineare come l’approccio del protagonista nei confronti della vita, il suo coraggio sia stato un’ispirazione non solo per me, ma anche per gli altri attori sul palco.

Raffaele ha una voce amichevole. Sorride in maniera garbata. Ascolta con molta attenzione le mie impressioni. Com’è giusto che sia, trae profitto dai feedback che riceve dal pubblico. Ha lavorato tanto per portare in scena questa storia. Sente il bisogno di raccontare, di spiegare, di fare capire il perché delle sue scelte. Ogni tanto si lascia andare a qualche risata liberatoria. E’ un professionista, senza ombra di dubbio.

Da un punto di vista linguistico lo spettacolo è strutturato in rima. Quanto è stato impegnativo il lavoro per dare i giusti accenti ai dialoghi?

Devi sapere che non avevo mai lavorato con un testo in rima. C’è bisogno di un ritmo completamente diverso. Noi non abbiamo suggeritori a darci una mano, sul palco siamo solo in tre! Quindi è stato necessario un lavoro di memoria e di consapevolezza del testo molto approfondito, così come è stato necessario individuare la giusta ritmica da proporre poi agli spettatori. Confrontarsi con un testo come il “Cyrano” è stata una sfida vera e propria: c’era un paletto poetico/linguistico e da questo sono state liberate le emozioni, la parte emotiva tua e del personaggio che interpreti, ovviamente. E’ stato un anno impegnativo, ma che ha permesso a me e ai miei colleghi di crescere artisticamente.

Lo spettacolo è stato già portato in scena per le scuole. Come affrontano i ragazzi questa storia così forte, drammatica?

Ecco un’altra sfida! Molti insegnanti mi chiedevano se fosse adatto ad un pubblico di giovanissimi. Io rispondevo con convinzione di sì, ma il dubbio si insinuava. Per fortuna, sin dalla prima rappresentazione, al Liceo Scientifico di Marcianise, ci siamo resi conto che i ragazzi hanno un approccio forte, di grande passione nei confronti di questa drammaticità. Sono sempre coinvolti. Tra le altre cose, abbiamo guidato questi spettatori, facendoli entrare a mano a mano nella storia: abbiamo organizzato un dibattito dieci, quindici giorni prima della rappresentazione in cui abbiamo parlato del testo, dei personaggi e così via. Dopo lo spettacolo, c’è stato un secondo dibattito, proprio per portare a compimento l’intero progetto.

Cyrano è un eroe romantico. Si dice che un attore metta sempre qualcosa di sé nei ruoli che interpreta. Quanto c’è di Cyrano in Raffaele e di Raffaele in Cyrano?

In maniera volontaria o involontaria, capita sempre di mettere qualcosa di te nel personaggio. Con Cyrano e’ stato uno scambio reciproco. Il personaggio mi ha fatto comprendere i miei limiti, attraverso i suoi. La cosa più bella che mi ha donato è stato l’ affrontare la vita con coraggio, nonostante il fallimento. Alla fine c’è la battaglia contro i suoi nemici: la menzogna, i compromessi, la viltà e la stupidità. Tutti, per amore.

Nello spettacolo ho messo molti dei miei errori, i miei “fallimenti”, ma anche la volontà di affrontarli e di riscattarmi.

Dove vi porterà la tournée di Cyrano?

Ovunque! Per ciò che concerne la Campania: Napoli, Salerno, Benevento, Avellino … ma incrocio le dita anche per portare questo progetto in altre regioni. Di sicuro verrà presentato in diverse rassegne, alcune di portata nazionale. Vincere dei premi sarebbe un sogno e una grande soddisfazione. Sul “Cyrano” continuiamo a lavorare giornalmente: i personaggi sono in perenne trasformazione, lavoriamo sulle scene in maniera costante. Poi, prima dell’estate, inizieremo le prove di un nuovo spettacolo, ma non posso anticiparvi nulla!

Passiamo ora a Teresa Perretta

Una cosa che ho sempre amato di questo spettacolo è il fatto che i protagonisti si evolvano nel corso della vicenda. Rossana è il caso esemplare …

Parliamo di maturazione di un processo evolutivo. E’ quello che Rossana fa ed è più evidente rispetto agli altri due personaggi che, soprattutto nel caso di Cristiano, sono un po’ costretti dagli eventi. Rossana invece si evolve autonomamente. Credo che sia il suo aspetto più interessante. Una ragazzina che diventa donna. Sono sincera: all’inizio ho rifiutato un po’ questa ragazzetta perché non mi apparteneva. Troppo superficiale e furba, calcolatrice. Ma poi, con la maturità, si accorge che la verità è ben altro rispetto all’essere fisicamente e al saper parlare in un certo modo. Questo passaggio mi ha affascinato. Però ammetto che l’affrontare questa trasformazione non è stato affatto facile. Il motivo è semplice: lo sappiamo … nella vita reale, una crescita richiede molto tempo, un rapporto costante con te stesso e con gli altri. Nel riadattamento realizzato da Raffaele il tutto avviene invece con tempistiche più ristrette.

Rossana ama Cristiano che è bello e (crede) poetico ed intelligente. Però lo amerebbe anche se fosse brutto. In tutta onestà, se al posto di Rossana ci fosse stato un uomo, credi che avrebbe avuto lo stesso comportamento con una donna bruttina?

Non credo ci siano differenze tra uomini e donne in questo contesto. Sì, volendo seguire dei luoghi comuni, forse la donna ci arriva prima dell’uomo (scoppia a ridere). Però voglio andare al di là delle solite analisi. Anche perché credo che il tutto dipenda dall’uomo coinvolto, dalla sua sensibilità, dalla sua emotività, dalla sua empatia. Una donna è più predisposta a certi passaggi sia fisicamente sia emotivamente. Però l’uomo non è da meno. Il cuore è quello.

In alcuni casi lo si dà troppo per scontato.

Secondo me sta all’uomo decidere di cogliere e portare con sé quei passaggi viscerali tipici dell’amore. Così facendo può fare in modo che crescano. E’ un percorso totalmente soggettivo, si basa su una scelta: quella di ricercare la verità e di ottenere un equilibrio relazionale e non solo. Di sicuro c’è bisogno di tanto coraggio … eh, hai detto niente! (Ride di gusto).

Il fatto è che siamo troppo soggetti alle convenzioni sociali e molto spesso abbiamo quasi paura di imporci ad esse. Le nostre scelte sbagliate dipendono anche da questo, indipendentemente dal fatto che sia un uomo o una donna a farle.

Rispetto al personaggio che ha interpretato sul palco (inevitabilmente più controllato), dietro le quinte, Teresa è un vero e proprio uragano: trascinante e coinvolgente. Ogni frase è substrato per una nuova battuta. E’ il suo modo di scaricare la tensione, lo si capisce al volo. Nel corso dell’intervista rivela una personalità assai complessa ed articolata.

Sei romantica? Ti piace l’idea del rapporto epistolare? Tra Whatsapp et similia sembra destinato a svanire…

Bella domanda! Sì, sono estremamente romantica. In un primo momento non ho amato moltissimo questi social. Hanno reso sterili i rapporti umani, li hanno resi frettolosi, privandoli di un contesto romantico, poetico. Non sono contro il progresso, sia chiaro, ma questi nuovi contesti di comunicazione dovrebbero essere utilizzati nel modo giusto. Se ne fa un uso spropositato. Dovrebbero rendere la vita più semplice e ce l’hanno invece rovinata. Adoro la corrispondenza epistolare: da bambina scrivevo un sacco di lettere alle mie amiche delle vacanze. Adesso si usano le e mail, i messaggi e i vari programmi di messaggistica. Io cerco di usarli per lavoro. Però un sentimento non si esprime così … non c’è paragone con il profumo del foglio, il colore dell’inchiostro della penna, la forma delle lettere. Mi dispiace per le nuove generazioni, che non hanno avuto l’opportunità di poter vivere il sapore dello scrivere una lettera. Durante i laboratori con i ragazzi abbiamo fatto spesso questa domanda “Avete mai scritto una lettera?”  La risposta è triste. Preferiscono il whatsapp.

Ma poi … vogliamo parlare dell’attesa? Il tempo necessario per ricevere la risposta, l’immaginarsi quello che c’è scritto. Sono cose indescrivibili, uniche! Mi appartengono perché le ho vissute.

Secondo me i ragazzi dovrebbero essere rieducati a scrivere lettere in italiano, senza la x al posto del però e del perché e così via. Io le chiamo le parole mozzate.

Recentemente, cinque o sei mesi fa, ho scritto una lettera troppo bella ai miei genitori. Sai che li ho fatti commuovere?

No, non c’è proprio paragone!

Saluto i due giovani attori, augurando loro che questo progetto possa portare loro le più belle soddisfazioni umane ed artistiche.

Raffaele Patti e Teresa Perretta: Cyrano, uno splendido perdente. was last modified: maggio 17th, 2017 by L'Interessante
17 maggio 2017 0 commenti
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Claudia
CulturaEventiIn primo piano

Luigi Sacchettino, Claudia Buono e Alessia Fratta: “Dog you like?”

scritto da L'Interessante

Claudia

Di Christian Coduto

E’ domenica mattina. C’è un sole davvero bello, di quelli che solamente a maggio si possono godere. Eppure, un gradevole venticello mi fa compagnia. Attraverso una strada sterrata nei pressi di Maddaloni e arrivo a “Dog you like?”, un bellissimo campo  dedicato all’amico per eccellenza dell’uomo: il cane. La prima impressione è quella di ritrovarsi in un’isola felice. I rumori delle macchine sono lontani, persino l’aria che si respira ha un sapore diverso. C’è molto verde e ti senti immediatamente a tuo agio.

Pace è la parola che ti viene subito in mente … eppure c’è vita e gioia intorno a me: Giotto e il suo proprietario Antonio stanno giocando allegramente ad acchiapparèllo, un altro paio di clienti discutono allegramente, mentre i loro cagnolini esplorano il territorio.

Luigi, Claudia e Alessia mi vengono incontro in maniera festosa. Sono dei professionisti che mettono la loro esperienza al servizio degli utenti, in maniera decisamente produttiva. Amano gli animali, lo percepisci all’istante.

Luigi, Claudia e Alessia danno il via all’intervista

Luigi, parliamo un po’ di “Dog you like?” …

“Dog you like?” nasce come associazione sportiva dilettantistica rivolta agli appassionati di cani e a coloro che vogliono avvicinarsi a questo mondo. E’ il frutto attuale della sinergia di cinque personalità, ciascuna esperta in un diverso settore, proprio per promuovere la cultura cinofila. Il campo è nato un anno fa, si trova a Maddaloni, in Via Starza Lunga. E’ stato creato perché ci siamo resi conto che, nella provincia di Caserta, non esistono dei luoghi dove poter slegare il proprio cane, lasciandolo libero e in completa sicurezza. Tenere il cane slegato e dargli la possibilità di esplorare è uno dei bisogni di base della specie canina. Purtroppo, però, spesso il proprietario non riesce ad appagare in maniera idonea tale necessità. Il campo è diviso in tre differenti sezioni. Funziona 5 giorni a settimana come area verde e 2 giorni a settimana come centro di educazione, di cui mi occupo io nello specifico.

C’è la possibilità di fare degli abbonamenti?

Certo! Sia semestrali sia annuali. Una volta fatto l’abbonamento, il proprietario ha l’accesso alla struttura come socio attivo; gli viene consegnata una chiave per poter accedere tranquillamente. Per l’abbonamento semestrale il costo è di 90€, per quello annuale 180€.

Parliamo ora con Claudia Buono.

Claudia, quali sono i prossimi eventi in programma?

Noi ci stiamo cimentando in attività che possano coinvolgere anche persone che non hanno ancora un cane. Il 2 giugno ci sarà un evento rivolto ai più piccolini. Lo scopo è quello di permettere loro non solo di conoscere i cani, ma soprattutto di conoscerli nella maniera corretta: gestire il cane e rapportarsi in maniera adeguata con lui, senza commettere degli errori grossolani che potrebbero determinarne un atteggiamento aggressivo. E’ un evento supportato da me, che sono psicomotricista, mi occupo della parte legata ai bimbi e da Luigi, che è l’istruttore cinofilo e si occupa appunto della gestione del cane. Ci sarà una parte iniziale di natura teorica: i bambini ascolteranno quelli che sono i rudimenti base della comunicazione dell’animale. A questa seguirà una parte pratica in cui, attraverso i nostri cani (che sono particolarmente tranquilli e già educati e abituati alla socializzazione) faremo delle attività ludiche e di esercizio,facendo sì che il bambino diventi parte attiva: camminata al guinzaglio, percorsi guidati, il modo giusto per accarezzarli e così via.

Durante la seconda settimana di giugno ci sarà invece la Passeggiata a 6 zampe. Il cane e il proprietario verranno condotti da Luigi attraverso un percorso guidato al fine di migliorare la gestione e le relazioni. Il percorso permetterà ai cani di esplorare, perlustrare, annusare. Il tragitto è all’incirca di 3 chilometri.

Aggiunge Luigi:

Il problema è che l’essere umano vive troppo il contesto urbano con il proprio cane. L’idea è quella di far vivere all’uomo un contesto più naturale, step fondamentale per riportare l’intero sistema famiglia ad una dimensione di maggior calma, relax ed agio relazionale. Va da sé che, in una situazione in cui sono presenti più cani, i conflitti possono aumentare. Ecco perché spieghiamo ai proprietari l’importanza delle giuste distanze tra i cani e usiamo degli spazi molto ampi con delle nuove piste olfattive: in questo modo si riduce il livello conflittuale.

Il 24 e il 25 giugno ci sarà un seminario dal titolo emblematico “Chiediti se sono felice” che sarà gestito dal collega Giancarlo Spadacini, che si occupa di una razza molto in voga in questo periodo, il Weimaraner (il bracco di Weimar). Questo seminario nasce proprio dalle difficoltà dei proprietari di questi cani di capirne le esigenze e le caratteristiche di razza.

Durante la terza settimana di giugno ci sarà un evento sui luoghi comuni. Devono essere sfatate le leggende metropolitane o le false informazioni. Giusto per dire: si crede che un anno di un cane equivalga a 7 anni dei nostri e il loro primo anno sia uguale ad 1 dei nostri. Tutto ciò è errato! Un cane raggiunge la sua maturità sessuale nell’arco del primo anno di vita. Basti pensare che una femmina raggiunge il primo calore a 6 mesi; se lo vogliamo paragonare ad una donna siamo all’incirca a 12 anni.

Per ciò che concerne i laboratori, è importantissimo l’apporto della dottoressa Angela Pascarella, psicoterapeuta cognitivo comportamentale- socia fondatrice del campo,  e di Dakota, il suo collie, che ha un’affinità incredibile con i più piccoli.

Passiamo ora ad Alessia Fratta. Mentre risponde alle mie domande accarezza Charlie, uno splendido boxer affettuosissimo.

Alessia, tu sei un architetto. Qual è il tuo contributo in questo contesto, per quanto concerne l’arredamento del campo?

La progettazione degli spazi e degli arredi dei campi è stata organizzata da me, sfruttando le competenze di Luigi. Grazie a lui ho compreso quanto spazio dovesse essere destinato ad ogni settore e che tipi di arredi dovessimo utilizzare, ovviamente a prova di cane. Pertanto la scelta è stata fatta in funzione della compatibilità ambientale, ma è stata fondamentale anche la selezione dei colori, di materiali che fossero solidi nella parte esterna, così come la porzione botanica; sono state scelte delle piante in base alle tolleranze dei cani, ma anche quelle che potessero rispondere in maniera adeguata alle nostre condizioni climatiche e alla mancanza di una cura quotidiana, ma che riuscissero a garantire allo stesso tempo l’ombra giusta al momento giusto.

L’arredo è molto rustico, cosa che si adatta perfettamente all’ambiente circostante, a mio giudizio.

Io mi occupo di cinema. Qual è il film con animali che avete amato di più e perché?

Luigi: “Balto” perché veicola l’idea della diversità di un cane che viene vissuta come un valore. Questo accade raramente poichè molti proprietari danno delle attribuzioni ai loro cani molto falsate. Se capissero che lati diversi del loro cane (rispetto a come noi umani li desideriamo) possono rappresentare talenti, per una relazione equilibrata sarebbe decisamente meglio.

Claudia: “Il re leone” … l’ho visto insieme alle mie figlie e mi è piaciuto tantissimo. Anche “Alla ricerca di Nemo”.  Amo i film di animazione!

Alessia: “La carica dei 101” senza ombra di dubbio! E’ l’immagine della loro vitalità, della loro tenerezza, della loro capacità di vivere in gruppo e insieme a noi umani, insegnandoci tantissimo.

Le risposte all’ultima domande mi lasciano sorpreso: possibile che a nessuno sia piaciuto, che so, un “Hachiko” o un “Io & Marley”?

“Giamma!” rispondono all’unisono “I film in cui gli animali sono usati come marionette non li concepiamo in nessun modo, così come il circo!”

… Giusta affermazione, in bocca al lupo ragazzi!

Luigi Sacchettino, Claudia Buono e Alessia Fratta: “Dog you like?” was last modified: maggio 16th, 2017 by L'Interessante
16 maggio 2017 0 commenti
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