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Autore

Roberta Magliocca

unioni civili
AttualitàIn primo pianoParliamone

Unioni Civili. L’arcivescovo Bruno Forte ribadisce quanto detto dal segretario Cei: << Una sconfitta per tutti!>>

scritto da Roberta Magliocca

Unioni civili

Unioni Civili, l’Italia ha detto si. E se abbiamo già affrontato il problema di questa legge come se fosse un contentino (leggi qui), altra cosa è la questione cupolone.

Gli italiani sanno con cosa devono scontrarsi ogni qualvolta viene sventolata una bandiera arcobaleno. E se l’Irlanda ha detto sì circa un anno fa e l’Italia – dal punto legislativo – sta muovendo i suoi primi passi, il Vaticano continua, imperterrito a dire NO. Nessuna meraviglia, no. Rassegnati mai, ma alla chiusura ermetica della Chiesa siamo tutti abituati. Ma questa volta, forse, il limite lo si è superato. Perché le parole dell’arcivescovo teologo Bruno Forte, scelto da Francesco come segretario speciale dei due Sinodi sulla famiglia, tra le voci più aperte della Chiesa italiana, che ha definito questa legge “una sconfitta per tutti”, hanno valicato quella linea – seppur sottile – tra il diritto lecito di dire la propria opinione e la mancanza di rispetto che si ha quando si perde un’ottima occasione per tacere.

Nessuno si aspetta un’apertura mentale della Chiesa così ampia da permettere agli omosessuali di poter affermare il loro sì davanti a Dio. Nemmeno gli omosessuali lo pretendono, dimostrando un rispetto nei confronti della Chiesa, lo stesso rispetto che quest’ultima nega loro.

Ma “sconfitta per tutti” è ben altra cosa.

Una sconfitta per tutti sono state le Crociate, le guerre indette e benedette dal papato contro i musulmani.

Una sconfitta per tutti sono tutte quelle guerre combattute in nome di Dio.

Una sconfitta per tutti è chiedere i soldi a due persone che vanno a sposarsi in chiesa.

Una sconfitta per tutti è l’infanzia rubata ai bambini dall’abuso dei preti nascosti dalla protezione della Santa Sede.

Una sconfitta per tutti è un Papa che entra in carcere per perdonare chi stava per ucciderlo.

Una sconfitta per tutti è leggere sul sito Pontifex.com: “Femminicidio: le donne facciano autocritica, quante volte provocano?”.

Una sconfitta per tutti è una porta chiusa in faccia ad un divorziato.

Una sconfitta per tutti è la mancanza di compassione e di umanità nei confronti di quelle donne lasciate sole nella decisione più sofferta e difficile della loro vita, sentendosi finanche chiamare assassine.

Una sconfitta per tutti è un prete che va a prostitute.

Una sconfitta per tutti è professare un amore dall’altare che di amore non ha proprio nulla. Perché non esistono amori soggetti a condizioni. Perché non si può accettare un amore solo se eterosessuale e benedetto da un prete.

L’amore è uno, onesto e libero.

E se è vero che Dio c’è e che è da lui che parte l’amore, beh, si vergognerebbe della sua stessa casa e di chi la abita.

Roberta Magliocca

Unioni Civili. L’arcivescovo Bruno Forte ribadisce quanto detto dal segretario Cei: << Una sconfitta per tutti!>> was last modified: maggio 12th, 2016 by Roberta Magliocca
12 maggio 2016 0 commenti
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unioni civili
AttualitàIn primo pianoParliamone

Unioni Civili: tanto fumo negli occhi?

scritto da Roberta Magliocca

Unioni civili

C’è chi esulta, chi crede che sia solo fumo negli occhi, chi ne fa una questione politica, chi di etica, qualcuno di religione.

Ma la legge che regola le cosiddette Unioni Civili, rubando le parole al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, <<É legge, punto!>>

Già, è legge. Ma quale legge? La conosciamo? Sappiamo davvero di cosa si tratta?

Qui la legge in ogni suo punto.

Qui, di seguito, invece, quei punti che fanno storcere un po’ il naso. Vediamo di capirci qualcosa in più:

Ciao caro vado a fare sesso, tienimi in caldo la cena. Con la costituzione dell’unione civile le parti acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri; hanno l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione. Entrambe le parti sono tenute, ciascuna in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni comuni. Le parti concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare fissando la residenza comune. Nessun obbligo di fedeltà. Non che quest’ultima debba essere considerato un obbligo, se non per la legge. Ma il non contemplarlo tra i doveri di un coniuge è un chiaro segno di svilimento dei sentimenti. Per la serie “riconosco la tua convivenza con questa persona, ma voglio volutamente ignorare qualsiasi possibile riferimento ad un sentimento che vada oltre stirare le camicie o preparare la cena”.

Ti lascio, e chi se ne frega. Basterà manifestare, anche disgiuntamente, la volontà di separarsi davanti all’ufficiale di stato civile. Anche qui, liquidare il caso senza approfondimenti di sorta, quelli destinati a coppie etero.

Vieni a stare da me, ma non troppo. In caso di morte del proprietario della casa di comune residenza il convivente di fatto superstite ha diritto di continuare ad abitare nella stessa per due anni o per un periodo pari alla convivenza se superiore a due anni e comunque non oltre i cinque anni. Ove nella stessa casa coabitino figli minori o figli disabili del convivente superstite, il medesimo ha diritto di continuare ad abitare nella casa di comune residenza per un periodo non inferiore a tre anni. Ancora una volta, non conti nulla.

Non sei così importante. In caso di cessazione della convivenza di fatto, il giudice stabilisce il diritto del convivente di ricevere dall’altro convivente gli alimenti qualora versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento. Gli alimenti sono assegnati per un periodo proporzionale alla durata della convivenza. Ai fini della determinazione dell’ordine degli obbligati, l’obbligo alimentare del convivente è adempiuto con precedenza sui fratelli e sorelle.

Non voglio con questo articolo sminuire l’importanza di un passo che – in un modo o nell’altro – non solo è stato fatto, ma è stato fatto addirittura in avanti. Dobbiamo ammettere che in Italia non ci siamo abituati.

Ma proprio nessuno riesce a levarmi un’idea che – malpensante io – è radicata tra pochi neuroni e chissà cos’altro nel cervello: e cioè il pensiero che sia stato un facile contentino da dare a chi da anni sta lottando per i propri diritti, per tenerli buoni insomma.

Ma di cosa ci meravigliamo? Stiamo parlando di diritti che – acciaccati e malandati – stanno arrivando secolo dopo ad essere umani senza differenze di sorta da altri esseri umani che ne godono senza che nessuno possa metterli mai in discussione.

E gli omosessuali, oggi, dovrebbero dire anche grazie? Forse qualche etero dovrebbe chiedere scusa. Eppure, nel mio mondo ideale dove sono magra e bionda, non ci sono etero, non ci sono gay, ci sono persone.

Roberta Magliocca

Unioni Civili: tanto fumo negli occhi? was last modified: maggio 12th, 2016 by Roberta Magliocca
12 maggio 2016 0 commenti
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Gerardo Amarante
CulturaEventiIn primo pianoMusicaTeatro

Gerardo Amarante in Dint’ e fore ‘o vascio

scritto da Roberta Magliocca

Gerardo Amarante

Chi ride porta gioia ed armonia degli elementi. Ma chi riesce a farti ridere, chi ha l’immenso potere di strapparti non un sorriso disarmante, ma una catena fatta di scroscianti risate ti sta regalando il mondo e non lo sa, hai il mondo nelle mani e non lo sai. Queste sono le persone rare, ne trovi una che vale per cento.

Gerardo Amarante, anima e cuore de Gli Spaccapaese – gruppo di musica popolare del Sud Italia – è questo che fa

Bastano dieci minuti passati in sua compagnia per toglierti di dosso dieci chili di malumore, mille giornate storte.

L’indiscussa bravura sul palcoscenico, quella musica che più che sette note sul pentagramma è uno stile di vita, una filosofia etica e morale da rispettare con gioia ed entusiasmo, sono marchi di garanzia per chi ama la musica popolare, i suoni e le radici della propria storia, del proprio territorio.

Ma Gerardo è molto altro ancora. Chi ha l’onore di essere tra le sue conoscenze, di aver scambiato con lui qualche parola, di essere in una delle sue foto, lo sa, conosce il suo modo di raccontare le barzellette, quelle un po’ spinte che in bocca a chi non ne conosce l’arte diventerebbero volgari e scontate, e che invece raccontate da lui diventano teatro di strada, teatro di popolo.

Ed è in teatro che – Domenica 29 Maggio alle ore 21.00, presso il cinema teatro Italia di San giuseppe Vesuviano – Gerardo porterà il suo nuovo spettacolo, dal titolo “Dint’ e fore ‘o vascio”.

‘O Vascio – il basso – è un tratto identificativo della storia di Napoli. Quanta vita che passa dai bassi di Napoli, puoi vederne la quotidianità, un destino che intreccia superstizione e rassegnazione, gioia e disperazione, il poco che basta e il tanto che manca, la fede come compagnia per la solitudine da maledire e venerare all’occorrenza. La Napoli raccontata attraverso la musica degli Spaccapaese, quella che fu e quella che è, quella da ballare, quella da ascoltare con nostalgica commozione. Ma è anche uno spettacolo dal viaggio facile, partendo dai bassi partenopei fino ad arrivare a Buckingham Palace,  in quel di Londra. Gerardo ha trovato giusto rendere omaggio ai novant’anni della Regina Elisabetta con il suo personaggio, Betty. Una regina irriverente e casareccia, svestita dell’aulico mistero e seduta alle nostre tavole come la più inciucessa delle vicine di casa.

Teatro, musica, risate. Il miglior modo per prendere una giornata, e renderla migliore.

Roberta Magliocca

 

 

Gerardo Amarante in Dint’ e fore ‘o vascio was last modified: maggio 12th, 2016 by Roberta Magliocca
12 maggio 2016 0 commenti
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Carla Fracci
CulturaEventiIn primo piano

Carla Fracci al Centro Commerciale Campania per la Wellness Week

scritto da Roberta Magliocca

Carla Fracci

La Wellness Week, la settimana dedicata al benessere fisico e mentale targata Centro Commerciale Campania, comincia alla grande. Tante attività che in pochi giorni hanno registrato il tutto esaurito in materia di prenotazioni. E poi lei, la danza. Una delle discipline più amate in Italia, grazie anche ad una cultura musicale e teatrale che tutto il mondo ci invidia. 

E nel giorno della Festa della Mamma, ieri 8 Maggio 2016, la Madre della danza – Carla Fracci – ha incontrato i giovani danzatori accorsi da ogni dove per poterla conoscere

Presente a Piazza Campania, anche il marito della Fracci, Beppe Menegatti.

Dopo i primi saluti della Signora Fracci, è proprio Beppe a prendere la parola: “Diamo supporto alle scuole private di danza, non diamo importanza solo alle scuole dei grandi teatri. Ci sono tante piccole scuole che fanno grandi cose. Guardiamole. E facciamo spazio ai ragazzi, ai maschietti. Mandiamolo definitivamente al macero il tabù di una danza solo femminile. Le piccole realtà, salviamole!“

Ma è tempo delle domande degli aspiranti ballerini. Un bimbo chiede a Carla Fracci quale fosse l’esperienza più significativa della sua carriera.

“Tutte – risponde lei – Ogni esperienza mi ha permesso di essere ciò che sono!”

Ma anche qui, Beppe interviene: “Mia moglie non lo dice, ma l’esperienza più importante per lei – e per noi – è stata la nascita di nostro figlio, un ragazzo eccezionale!”

Durante l’incontro, Carla Fracci ha firmato le copie del suo libro – Passo dopo passo. La mia storia –  per tutti coloro che desiderassero avere un pezzo di storia negli scaffali delle proprie librerie. 

Pezzo e Foto di Roberta Magliocca

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Carla Fracci al Centro Commerciale Campania per la Wellness Week was last modified: maggio 9th, 2016 by Roberta Magliocca
9 maggio 2016 0 commenti
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made in sud
CronacaIn primo piano

Made in Sud: dramma dietro le quinte. Dove prima si rideva, oggi si piange

scritto da Roberta Magliocca

Made in sud

Laddove fino a ieri si è riso a crepapelle, oggi si piange. 

Made in Sud, il tempio della risata, della spensieratezza, della gioia, oggi si tinge di nero e lacrime per la prematura scomparsa di Massimo Borrelli, uno dei componenti dei DUE X DUO

Il suo compagno di scena e amico di vita, Peppe Laurato, lo ricorda così: 

«Questa mattina… troppo presto Massimo ci ha lasciati. Ha dovuto accettare una scrittura da un un’impresario al quale non si può dire di no.  Rideremo ancora per te… sorrideremo pensando a te anche se è difficile. Cosa farei con cento milioni di euro ora? Pagherei per poterti riabbracciare…».

Ha regalato tante risate ad un pubblico che da anni lo seguiva. Ma, si sa, quando con la presenza si regala gioia e serenità, con l’assenza si provoca altrettanto dolore e sconforto. Lo testimoniano i migliaia di messaggi che di minuto e minuto si vanno ad aggiungere a quelli precedenti, soprattutto sulla pagina Facebook.

Per un comico sarebbe un fallimento vedere il suo pubblico piangere. Allora sorridiamo. Facciamolo per lui.

Roberta Magliocca

Made in Sud: dramma dietro le quinte. Dove prima si rideva, oggi si piange was last modified: maggio 9th, 2016 by Roberta Magliocca
9 maggio 2016 0 commenti
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Grey's Anatomy
CulturaIn primo pianoTv

Grey’s Anatomy: le Calzona in tribunale

scritto da Roberta Magliocca

Grey’s Anatomy

La tragedia si sta consumando proprio sotto ai nostri occhi. Ogni anno è sempre la stessa storia. Cominciamo a seguire le nuove stagioni delle serie televisive di Shonda Rhimes, per poi pentircene verso la fine.

Grey’s Anatomy non si smentisce

C’è da cominciare a tremare quando si arriva intorno al ventesimo episodio. Questo i fans di Grey’s Anatomy lo sanno benissimo.  George, Lexie, Derek…tutti morti dopo il numero 20. Siamo alla dodicesima stagione e non è morto nessuno. Non ancora, almeno. Ma il dramma, Shonda, ce lo regala in altre forme. 

Le Calzona, che tanto abbiamo amato, si scontrano in tribunale. L’una contro l’altra per ottenere l’affidamento esclusivo della piccola Sofia Sloan Torres. 

Dolore e schieramenti da parte degli amici più stretti della ex coppia. Tutto questo, per amore. Sembra assurdo non è vero? Eppure Callie vuole strappare la figlia ad Arizona, per portarla con sè dall’altra parte del paese dove raggiungere l’amore Penelope, specializzanda a New York.

Come andrà a finire? Chi può dirlo. Dalla mente di Shonda c’è da aspettarsi di tutto. staremo a vedere. quello che è certo è che non si lascerà scappare la conclusione della stagione senza un decesso. E la cosa, intimorisce. Shonda, cosa ci combini?

Roberta Magliocca

Grey’s Anatomy: le Calzona in tribunale was last modified: maggio 8th, 2016 by Roberta Magliocca
8 maggio 2016 0 commenti
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Maurizio Casagrande
CulturaEventiIn primo pianoMusicaTeatro

Maurizio Casagrande incanta il Duel: e la musica mi gira intorno

scritto da Roberta Magliocca

Maurizio Casagrande

Grande successo per “…E la musica mi gira intorno” di Maurizio Casagrande, andato in scena Venerdì 6 Maggio 2016 al Duel Village di Caserta

Maurizio Casagrande

Pensiamo alla nostra vita. Si, a tutto il percorso. Da quando siamo nati fino al momento che stiamo vivendo, il presente. Sarà sorprendente scoprire come non ci sia un ricordo, un momento, un’emozione che non sia legata ad una colonna sonora. 

Il primo bacio dato alla festa di compleanno del tuo compagno di banco, la radio a cassette passava quel pezzo che ti piace tanto. Il filmino del matrimonio dei tuoi genitori, la marcia nuziale in sottofondo. Appena patentato, non importa quale macchina guiderai, andrai a vedere se c’è l’autoradio. La prima delusione d’amore, la musica come compagna di solitudine.

Questo è quello che ha fatto Maurizio Casagrande, ha portato sul palcoscenico la sua vita…IN MUSICA! Ha raccontato il suo percorso, dagli anni 50 ad oggi, tracciando un filo rosso musicale che collegasse episodi e sensazioni, emozioni e aneddoti, riscrivendo la sua storia con sette note, facendo della sua strada un lunghissimo pentagramma.

Inutile parlarvi delle risate a crepapelle, la gioia e la serenità. Alla comicità intelligente, mai volgare nè banale, di Maurizio Casagrande siamo felicemente abituati. Ma ciò che molti non sanno è che, prima di regalarsi al teatro e alla carriera di attore, Maurizio è stato un musicista, un batterista per essere precisi.

Infatti, in questo suo spettacolo – “…e la musica mi gira intorno!”di Maurizio Casagrande e Francesco Velonà, con Peppe Fiore, Mariateresa Amato, Roberta Andreozzi, musiche a cura di Lorenzo Maffia–  Maurizio lascia al pubblico un assaggio della sua vita da batterista, sorprendendo chi non conosceva la sua parte musicale. 

Non unico protagonista dello spettacolo, Maurizio Casagrande si circonda di musicisti, coriste, ed un attore che lo aiutano a metter su una scena dove recitazione, musica e accenni di danza, si intrecciano per diventare un’unica arte.

A luci spente, raggiungo Maurizio nel suo camerino per togliermi qualche curiosità sullo spettacolo.

Hai mai rimpianto il tuo passato da musicista? Hai mai pensato che potevi provarci di più, insistere ancora un po’?

A dir la verità no. Ho lavorato dieci anni come musicista, ho studiato tanto e non ho mai smesso di essere un batterista. Con il tempo cambiano le motivazioni e gli scopi. Ho montato nuovamente la batteria in casa mia, quando è stato ideato questo spettacolo. Ecco, lo spettacolo è stata la motivazione per riprendere a suonare. E a questo punto non so se ho ricominciato a suonare perchè lo spettacolo lo richiedeva, o se è stato proprio lo spettacolo a nascere dall’esigenza di un ritorno alla batteria. Forse quest’ultima.

Se dovessi scegliere una colonna sonora per raccontare la tua vita, quale sceglieresti?

Sicuramente la musica rock degli anni 70. Secondo me, lì è stato scritto tutto. Dai Led Zeppelin ai Pink Floyd. Mondi musicali tanto diversi da loro, che pure condividevano uno stesso pubblico. Forse in quegli anni, musicalmente, eravamo più aperti, ascoltavamo di più.

Ringraziando Maurizio per il tempo a noi dedicato, mi dirigo giù, in un locale dove – in occasione della chiusura della stagione teatrale – il Duel ha organizzato una grande festa. A cucinare per l’occasione, Ciro Salatiello – chef della squadra di calcio del Napoli – che ha portato in tavola il KePurp, la variante napoletana del kebab: il polipo che diventa street food.

Una serata divertente ed interessante, dunque, con l’arte che si è espressa a 360°: dalla musica alla cucina. Ed una volta tornati a casa, abbiamo realmente seguito il consiglio che Maurizio Casagrande ci ha dato poco prima di concludere lo spettacolo. Quel bicchiere lì, quel bicchiere che ognuno di noi ha in casa, lo abbiamo davvero visto mezzo pieno.

Pezzo e Foto di Roberta Magliocca

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Maurizio Casagrande

Maurizio Casagrande

Maurizio Casagrande incanta il Duel: e la musica mi gira intorno was last modified: maggio 8th, 2016 by Roberta Magliocca
8 maggio 2016 0 commenti
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wellness week
CulturaEventiIn primo piano

Wellness Week al Centro Campania

scritto da Roberta Magliocca

 

Wellness Week

Prenditi cura di te, prendiamoci cura di noi stessi.

Questo è il messaggio che manda il Centro Commerciale con la Wellness Week, giunta alla sua terza edizione

Una dieci giorni dedicata al benessere fisico e, quindi, mentale. Tante le iniziative pensate per tutti, davvero tutti.
Giovani, meno giovani, famiglie, gruppi di amici. Si, insomma, niente scuse.
Dal 7 al 15 Maggio, prendete appuntamento con il benessere, prendete appuntamento per voi, per i vostri cari, per il vostro bene. Abbiate a cuore la vostra salute, che a tutto il resto ci pensa la Wellness Week. Il Centro Commerciale Campania, che da sempre si prende cura dei vostri acquisti e del vostro tempo libero, da alcuni anni si prende cura di voi a 360° gradi. Non vi sentite coccolati?
Dallo sport alla corretta alimentazione, la WellnessWeek è per noi. INFO E PRENOTAZIONI SU: WWW.CAMPANIA.COM
Wellness Week al Centro Campania was last modified: maggio 8th, 2016 by Roberta Magliocca
7 maggio 2016 0 commenti
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Casal Di Gioia
Dall'Italia e dal MondoIn primo pianoIndovina dove andiamo a cena

Casal Di Gioia: quando la qualità incontra l’esperienza

scritto da Roberta Magliocca

Casal Di Gioia

“Il cibo trova sempre coloro che amano cucinare” esclamava Gusteau, il simpaticissimo topolino del film d’animazione Ratatouille.

Sarà che, a mio parere, i cartoni animati sono portatori sempre di semplicissime e, al tempo stesso, grandi verità, ma nel ristorante Casal Di Gioia, immerso nel fantastico verde di Amorosi, in provincia di Benevento, il cibo ha davvero incontrato colui che lo ama, lo Chef Giuseppe di Gioia, vincitore di numerosi premi e riconoscimenti per il suo splendido lavoro

Lavoro a cui dedica gran parte della sua vita così come la moglie e le tre figlie che studiano affinchè questo ristorante e i valori e le tradizioni (che sono l’ingrediente principale dei piatti che propone) possano durare nel tempo e confermare la qualità che oggi vanta nel beneventano. Il menù è vario e pronto a soddisfare tutti i palati, dai più a raffinati e ricercanti sapori particolari, a quelli più giovani e alla buona. Dal tartufo ai fantastici e immensi panini, esteticamente vicini a quelli dei fast-food americani, ma dai sapori sempre genuini e legati a questa fantastica terra che è il Sud Italia. Nonostante una cucina così ricercata e mai banale, Casal Di Gioia non si dimentica di chi, alcuni alimenti, non può mangiarli, vuoi per problemi fisici o per idee etiche. Ecco che i celiaci e i vegetariani, che di solito trovano non poche restrizioni in pub e ristoranti, qui vengono coccolati esattamente come tutti gli altri. Sul sito del ristorante si legge: “Un ristorante nato da un vecchio casale del ‘900, da un pizzico di speranza e tanta voglia di realizzare quel sogno nel cassetto che ognuno di noi ha. Situato alle porte di Amorosi, paesino che il tempo non ha cambiato, dai sapori sani e genuini e a pochi passi dal fiume Calore, il casale si affaccia su di una ricca pianura ricca di verde e di sole. L’amore per la cucina sana e l’uso di prodotti genuini, danno vita a piatti di assoluta genuinità e pregio, conservando e valorizzando le tradizioni che ci appartengono.”  E, dopo aver assaggiato i fantastici piatti di Giuseppe di Gioia, aiutato dalla mano preziosa della bravissima e competente Elena Mancino, sottoscrivo appieno quanto scritto sopra. Ma se non credete a ciò che diciamo, vi fiderete certo degli avventori che da anni frequentano Casal Di Gioia: “Che dire, era un po’ che mancavo ma tornarci mi ha fatto rivivere la qualità della cucina che da sempre contraddistingue il ristorante” e ancora “Trovare un tesoro quando non lo si cerca”  e poi “C’è un’accoglienza familiare, ma anche particolarmente elegante. Si mangia meravigliosamente e Giuseppe, il cuoco, è sempre molto contento quando riceve i complimenti, ogni volta sembra sorpreso ed emozionato. Pochissimi tavoli ed un servizio eccellente.”  E così potrei continuare all’ infinito, perché i clienti soddisfatti e innamorati di questo posto e della sua cucina sono veramente innumerevoli, difficile, quasi impossibile, contare. Che dire oltre…

… andate e innamoratevi!

Roberta Magliocca

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Casal Di Gioia: quando la qualità incontra l’esperienza was last modified: maggio 4th, 2016 by Roberta Magliocca
4 maggio 2016 0 commenti
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Evoè
CulturaEventiIn primo pianoMusica

Gli Evoè Musica Popolare riscaldano Cerreto Sannita

scritto da Roberta Magliocca

<<Più che il concerto del Primo Maggio, sembra il concerto del Primo Gennaio!>>, così ha esordito, poco prima di cominciare a suonare, il fisarmonicista degli Evoè – Musica Popolare Paolo Tommaselli

Ed  effettivamente quella di ieri è stata una serata fredda, piuttosto insolita per essere la prima Domenica di Maggio. Ma sembra proprio che a Cerreto Sannita, un paesino in provincia di Benevento, ci siano abbastanza abituati alle temperature rigide. Sciarpe e giacche pesanti l’hanno fatta un po’ da padrona, dunque, ma solo fino alle primissime note suonate dal gruppo di musica popolare Evoè. 

Sono bastati solo un paio di loro pezzi per far scatenare la gente che era in piazza in pizziche, tammurriate e tarantelle, danze appartenenti alla cultura popolare del Sud Italia.

Sonorità calde ed energiche quelle degli Evoè: le tammorre e i tamburelli suonati da Ennio Di Maio hanno il colpo chiaro e deciso delle radici di un popolo che ha nella sua storia tragedia e meraviglia. Le corde di una chitarra suonata dalle mani di Mauro Tamburrini, mani plasmate da anni ed anni di studio e che pure si lasciano travolgere da una musica che ha più anima che spartiti. La voce di Sara Iannucci che con abilità e perfezione riesce a giocare tra dolcezza e sensuale aggressività, cantastorie di un mondo che fu. In una passione delle più tradizionali, di quelle tramandate da nonno a nipote, si inquadra la fisarmonica di Paolo Tommaselli che mai si è reso separabile dalla musica popolare. In compagnia del suo violino fin dall’età di 10 anni, Luigi Paciello ne ha fatta di strada musicale prima di approdare agli Evoè, rendendo la loro musica estremamente affascinante. Ma gli Evoè non sarebbero quello che sono senza l’eleganza, la leggerezza e l’incanto della ballerina Chiara Rapuano, che rende visivamente la magia della musica popolare.

Una tradizione non fine a se stessa quella degli Evoè, sempre impegnati nella continua ricerca di nuove sonorità per riportare in auge la storia di uno dei Sud più belli del mondo e raccontarlo attraverso una musica sempre esistita, innovandola e arricchendola di originalità e passione, affinchè anche i più giovani possano sentire vivo il legame con la propria terra.

Per restare sempre aggiornato sui concerti degli Evoè – Musica Popolare, clicca qui.

Roberta Magliocca 

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Gli Evoè Musica Popolare riscaldano Cerreto Sannita was last modified: maggio 2nd, 2016 by Roberta Magliocca
2 maggio 2016 0 commenti
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