L'Interessante
  • Home
  • Parliamone
    • Politica
    • Cronaca
    • Attualità
  • Cultura
    • Eventi
    • Teatro
    • Cinema
    • Tv
    • Libri
    • Musica
  • Sport
    • Basket
    • Calcio
    • Volley
  • Dall’Italia e dal Mondo
    • Notizie fuori confine
    • Curiosità
    • Indovina dove andiamo a cena
    • Viaggi Interessanti
  • Editoriale
  • Vignette Interessanti
  • Web Tv
Notizie Flash
1 MAGGIO: FESTA O…. LUTTO. UNA FESTA BEN...
CORONAVIRUS FASE 2 ……… GIU`LA “MASCHERINA
LA MUSICA DELLA GATTA CENERENTOLA COME PASS PER...
INTERNAZIONALI: LA COPPIA DI TAIWAN SI AGGIUDICA IL...
INTERNAZIONALI TENNIS ASSEGNATE LE WILD CARD. SABATO INIZIANO...
Michele Pagano: Il futuro è il mio presente
Da consumarci preferibilmente dopo morti: Officina Teatro incanta...
VALERIO BIANCHINI E LE SUE … BOMBE. AMARCORD...
Caso Weinstein. Dite alle donne che non siamo...
The Aliens ad Officina Teatro: vita, amicizia ed...

L'Interessante

  • Home
  • Parliamone
    • Politica
    • Cronaca
    • Attualità
  • Cultura
    • Eventi
    • Teatro
    • Cinema
    • Tv
    • Libri
    • Musica
  • Sport
    • Basket
    • Calcio
    • Volley
  • Dall’Italia e dal Mondo
    • Notizie fuori confine
    • Curiosità
    • Indovina dove andiamo a cena
    • Viaggi Interessanti
  • Editoriale
  • Vignette Interessanti
  • Web Tv
Tag

Teatri in Campania

Qualcosa a cui pensare
CulturaIn primo pianoTeatro

Qualcosa a cui pensare ad Officina Teatro

scritto da L'Interessante

E’ andato in scena ieri 16 Aprile, per poi replicare questa sera 17 Aprile alle 19.00, presso Officina Teatro di San Leucio ” Qualcosa a cui pensare – distorsione di un discorso amoroso “ di Emanuele Aldrovandi, regia Vittorio Borsari, con Roberta Lidia De Stefano e Tomas Leardini.

Qualcosa a cui pensare | distorsione di un discorso amoroso

Officina teatro conclude la stagione 2015/16 con “qualcosa a cui pensare”, una sit com teatrale ambientata sul divano di un appartamento condiviso da un uomo e una donna. Due coinquilini, due universitari, lui studente di fisica cervellotico e dipendente dai video games, lei 30enne fuori corso combattuta tra il desiderio di cambiare il mondo e l’ansia di non deludere i genitori.
I due personaggi, magistralmente costruiti dal punto di vista psicologico, si incontrano e si scontrano in una relazione ” a tergicristallo”, si odiano, si vogliono bene, si prendono a schiaffi, si fanno le coccole, mettendo in scena le difficoltà e le problematiche nella costruzione di una relazione. Sì perché anche se di relazione si parla, ma in verità la relazione non arriva neanche ad instaurarsi, restando bloccata nel limbo delle posizioni individuali che restano soggettive e non riescono, o non vogliono, venirsi incontro e creare un “noi”.
A tutto fa da sfondo Super Mario Bros, l’idraulico che deve salvare una principessa che non ha mai visto, ma che senza di essa non avrebbe neanche motivo di esistere, e crea lo spunto per una riflessione femminista: perché non creano una versione in rosa del video game? Dove è scritto che gli uomini salvano le principesse e poi loro devono per forza sposarli anche se, come in questo caso, il principe azzurro è grasso, basso, coi baffi e in tuta da lavoro? Perché non si crea l’opzione di poter rifiutare il principe e vivere felici con drago?
A saracinesca chiusa, le cose a cui pensare sono davvero tante: l’immobilismo di tanti giovani, le guerre che viviamo solo attraverso lo schermo (proprio come un videogame), le famiglie che pagano gli studi per tempi indefiniti, la paura del contatto fisico…ma la cosa principale sulla quale riflettere è la voglia e il coraggio di mettersi in gioco attuando non una rivolta ideologica per strada, ma una rivoluzione concreta dentro noi stessi.

Anna Paola Zenari

 

Qualcosa a cui pensare ad Officina Teatro was last modified: aprile 17th, 2016 by L'Interessante
17 aprile 2016 0 commenti
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
cèsar
CulturaIn primo pianoTeatro

Cèsar Brie al Nostos teatro di Aversa

scritto da L'Interessante

Il Nostos Teatro, diretto da Gina Oliva , Dimitri Tetta e Giovanni Granatina, chiude la sua seconda stagione “Approdi” con “La volontà- frammenti per Simone Weil” di Cèsar Brie, già vincitore de “I Teatri del Sacro” edizione 2014/2015, noto festival nazionale che ha visto tra i vincitori le più importanti compagnie del teatro contemporaneo. Portata in scena è la storia di Simone Weil famosa filosofa, attivista, scrittrice francese. Le fa compagnia, sulla scena, un infermiere che le sta vicino durante l’agonia, Carlo Manfredi.

Famoso per il suo teatro politico e allo stesso tempo sociale, Cèsar Brie, fa rivivere uno dei personaggi più controversi del ‘900

Non avendo avuto un inizio “a schiaffo” come si suole chiamarlo in gergo tecnico, si ha la sensazione di entrare a poco a poco in un’atmosfera, in un clima, che all’inizio ti è completamente estranea e col passere del tempo ti sfiora, si avvicina fino a prenderti per mano e portarti nella storia. Tutto questo avviene con un monologo al buio. Alla “luce” sei il terzo protagonista di un copione scritto ma subito dopo modificato. Si ha quasi la sensazione di essere stato dimenticato dai personaggi. Un amico, un parente , un malato qualsiasi di quegli anni al quale viene raccontata tutta la storia, senza tralasciare nulla, ma che avrebbe voluto partecipare, essere lì, dare una mano. La drammaturgia è ricca di spunti, originale, sagace. Alterna perfettamente dialogo e narrazione. Tutto si racconta. Tutto viene spiegato in modo lineare al pubblico. Testi lunghi in determinati punti ma mai sgradevoli. La drammaturgia è coadiuvata da una regia elegante, leggera, minimalista ed efficace. Attraversa il pubblico tramite le immagini create. Tutto è ciò che è e ciò che non è. Cèsar Brie ha la capacità di far diventare tutto in altro: una scopa diventa prima un fucile, poi una stampella ed infine ritorna ad essere una comune scopa. Nulla è lasciato al caso, tutto è mosso da una mano che riesce a non farsi vedere. La leggerezza con la quale riesce ad allungare una mano verso lo spettatore, sfiorare con un solo dito l’anima e poi sorridergli è impressionante. Catia Caramia (Simone Weil) interpreta in modo chiarissimo un personaggio che non lo è affatto. Ha in sé una giusta combinazione di tecnica e cuore che usa in modo preciso durante tutto lo spettacolo. E’ sempre emozionante vedere uno spettacolo di Cèsar Brie ma lo è ancora di più se lui è in scena. Non posso dire preciso, non posso dire particolarmente tecnico ma posso, devo e voglio dire che arriva con una facilità sconcertante al pubblico, possiede i sottotesti che tutti gli attori dovrebbero avere in un testo. Mille cambi di registro, vero, asciutto, poetico, emozionante. Il disegno luci di Daniela Vesta è altalenante così come lo sono i cambi di luce durante la pièce. L’incontro di tutti questi fattori attesta che Cèsar Brie è uno dei principali esponenti del teatro contemporaneo. Vivete di teatro e fatevi vivere da esso.

LA VOLONTA-frammenti per Simone Weil

Drammaturgia e regia: César Brie

Con:César Brie e Catia Caramia

Scene e costumi: Giancarlo Gentilucci

Musiche originali: Pablo Brie

Disegno luci: Daniela Vespa

Assistenti alla regia: Andrea Bettaglio, Catia Caramia, Vera Dalla Pasqua

Consulenza tecnica e macchinistica: Sergio Taddei, Stefano Ronconi, Nevio Semprini, Matteo Fiorini, Gianluca Bolla

Produzione: Campo Teatrale/ César Brie

Michele Brasilio

Cèsar Brie al Nostos teatro di Aversa was last modified: aprile 10th, 2016 by L'Interessante
10 aprile 2016 0 commenti
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
Risorgimento Pop
CulturaIn primo pianoTeatro

Risorgimento Pop al Teatro Civico 14

scritto da L'Interessante

Risorgimento Pop al Teatro Civico 14, nel cuore di Caserta

Uno spettacolo sull’Italia che non c’è, sull’Italia che non sorge, che anche se è risorta, è morta. Questo è lo slogan di Risorgimento Pop . Due preti in scena che non nascondono sin dal primo momento di essere due attori che pur di guadagnare la “pagnotta” , approfittano dell’anniversario dell’Unità d’Italia per vendere lo spettacolo e ottenere date . Questa mancata evangelizzazione è alla base dello spettacolo ed anche l’unico punto fermo . Con il passare del tempo la funzione didattica diventa la loro unica preoccupazione . La comicità da loro portata in scena è nuova, competente, funziona. Dal punto di vista drammaturgico è uno spettacolo che, seppur partendo da un tema adatto alle matinée scolastiche, tutto è tranne che semplice. Uno stile ben delineato, una drammaturgia vincente che presta un ritmo sfrenato allo spettacolo. La trovata regala, sempre dal punto di vista drammaturgico, un maggior spessore alla pièce: infatti la scelta è di raccontare al pubblico ciò che non è, evitando, così, di cadere nel banale o nel già detto. La regia presenta, così come la drammaturgia, picchi di sagacia seminati molto bene all’interno dello spettacolo, anche se tutti a sé, privi di raccordi. Il disegno luci coadiuva in modo netto la divisione di tutti i momenti dello spettacolo, tuttavia il tutto è fuorviato dal piazzato pieno. Daniele Timpano e Valerio Malorni donano al pubblico del Teatro Civico 14 una performance intensa ed efficace. Nella seconda metà si viaggia in una sorta di delirio che in taluni punti risulta confusionario e sporco. La scelta del finale ricade sul meno originale dei numerosi proposti negli ultimi di spettacolo, il ché fa perdere la tensione al pubblico. Vivete di teatro e fatevi vivere da esso.

Michele Brasilio

Risorgimento Pop al Teatro Civico 14 was last modified: aprile 4th, 2016 by L'Interessante
4 aprile 2016 0 commenti
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
Sabbia
CulturaIn primo pianoTeatro

Sabbia ad Officina Teatro

scritto da Roberta Magliocca

Sabbia.

Gli sono entrata in casa tante volte. Lui mi lasciava la porta socchiusa, e percorrendo quel piccolo corridoio all’aperto tra gente che fumava l’attesa, entravo in casa sua. Panche di legno chiaro e cuscinetti rossi. Sorridevo a Maria Macri – quando il teatro è donna, bellezza, talento e gentilezza – e aspettavo che la saracinesca si aprisse. L’ho fatto tanto volte. Saracinesca alzata, palcoscenico casa, attori ed emozioni. Applausi e due chiacchiere con il padrone di casa, Michele Pagano. Si, quello che mi lasciava la porta socchiusa. Impressioni condivise, sorrisi e “ci vediamo settimana prossima”.

Lo scorso weekend sembrava più o meno dovesse accadere la medesima cosa. Porta socchiusa, sorrisi, fumavano l’attesa, guardavo il distributore di caffè, saracinesca alzata. Palcoscenico casa e lui. Il padrone di casa non più ospite ma attore. E lo conosco come mai l’ho conosciuto, lo vedo come mai l’ho visto, mi commuove come mai ho pianto.

Sabbia ad Officina Teatro

Sabbia. Una rete ormai sgualcita dal tempo e i ricordi di un ragazzo che ragazzo non è più. Metafore calcistiche per spiegarci la sua vita fatta di mondiali, e Zoff nel cuore fino all’arrivo di Irina. Poi, scusami Zoff ma non c’è più posto per te, c’è Irina per la quale perdere la testa e i battiti, e giù di botte col migliore amico per conquistarla.

Così la storia di un’amicizia indissolubile, e la spiaggia sullo sfondo, e un treno che porta lontano per ben 20 anni sperando che i sensi di colpa per uno sgarro fatto a quell’amico possano sbiadire con il tempo. Ma il tempo non sbiadisce nulla, fa accumulare solo ritardi e occasioni perse, rimpianti e fallimenti.

Sabbia non è uno spettacolo, ma un’esperienza. L’indiscussa bravura ed eccellente esecuzione di Michele Pagano hanno gettato le fondamenta per la costruzione di un flusso di emozioni che si è instaurato tra palcoscenico e platea, tra attore e spettatore, tra i fallimenti e le gioie di un protagonista che hanno fatto riemergere le storie intime e sopite dentro di noi.

Inutile dirlo, una standing ovation ha accompagnato il finale di una storia alla quale nessuno di noi avrebbe voluto mettere il punto. Commozione e mani rosse per applausi che volevano raccontare la gratitudine che questa Caserta un po’ malmessa deve a Michele Pagano, al suo progetto, a questo teatro che offre tanto.

Quando il teatro è pieno fino all’orlo

Quando occorre una fila di sedie aggiuntive

Quando i cuscini vengono posizionati per i più piccini

Quando i fari iniziano a surriscaldare l’aria e nel buio ha inizio la storia…

Quando la partita deve chiudersi prima dei canonici novanta minuti per invasione di campo…

Quando “Lontano, lontano nel tempo…”

E’ semplicemente Magia

Grazie Michele!

Sabbia ad Officina Teatro was last modified: marzo 10th, 2016 by Roberta Magliocca
8 marzo 2016 0 commenti
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
  • 1
  • 2

Resta in Contatto

Facebook Twitter Google + Instagram Email RSS

Categorie

  • Attualità
  • Basket
  • Calcio
  • Cinema
  • Cronaca
  • Cultura
  • Curiosità
  • Dall'Italia e dal Mondo
  • Editoriale
  • Eventi
  • In primo piano
  • Indovina dove andiamo a cena
  • Libri
  • Musica
  • Notizie fuori confine
  • Parliamone
  • Politica
  • Sport
  • Teatro
  • Tv
  • Viaggi Interessanti
  • Vignette Interessanti
  • Volley

I Più Visti

  • duel gomorra

    Gomorra 3: i casting al Duel Village

    8 giugno 2016
  • amore

    L’ Amore ai giorni nostri

    6 dicembre 2016
  • molly

    Molly Malone, la strana leggenda

    19 novembre 2016
  • museo

    Museo di arte islamica come l’araba fenice

    24 gennaio 2017
  • canile

    Adozione in canile: ti salvo la vita, appartieni a me

    9 marzo 2017
  • Facebook
  • Twitter
  • Google +
  • Instagram
  • Email

© 2015 L'Interessante. Tutti i diritti riservati.
Designed by Armando Cipriani


Back To Top
Utilizziamo i cookie per migliorare l'esperienza utente sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu sia d'accordo. Accetto
Privacy & Cookies Policy