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Tag

Viale Carlo III

012 Factory
CulturaIn primo piano

Factory Academy Gli allievi incontrano Le “guide” Enrico Pandian e Luca Palermo

scritto da L'Interessante

Factory Academy

L’Academy di 012 Factory, giunta alla terza edizione, continua il suo percorso volto a validare le startup degli allievi

Venerdì 7 ottobre dalle ore 15 alle 18 presso la sede centrale in viale Carlo III di Borbone 8 a Caserta, gli allievi incontreranno Enrico Pandian, fondatore e CEO di Supermercato24 e Luca Palermo, storico dell’arte contemporanea. Il tema della giornata è “Guida”.

Ad aprire la giornata e a introdurre gli speaker sarà Pietro Nardi, founder di 012Factory e Academy director, mentre a moderare gli interventi degli speaker sarà Paolo Conte.

“Insieme agli speaker – spiega Pietro Nardi – ci confronteremo per valutare e prendere ispirazione nel creare un modello di business per la nostra impresa”.

Enrico Pandian è fondatore e CEO di Supermercato24, riconosciuta come una delle migliori startup del panorama italiano. Nata nel 2014 a Brescia, è diventata poco dopo una soluzione efficace ed efficiente che mette in contatto chi vuole ricevere la merce entro un’ora o al massimo entro la giornata con persone che vanno a fare la spesa al posto loro. In due anni dalla nascita Supermercato24 è riuscita ad arrivare a 600 fattorini, con un fatturato di 5 milioni di euro, 25 dipendenti ed è presente in 16 province italiane. Il modello ormai rodato batterà cassa per espandersi all’estero arrivando nel prossimo anno in Francia, Germania e Regno Unito.

Luca Palermo è uno storico dell’arte contemporanea che ha concentrato le sue ricerche sugli sviluppi artistici dal secondo dopoguerra ai giorni nostri. Oltre a tenere relazioni nel panorama nazionale, ha passato gli ultimi anni all’estero all’University of California di Los Angeles, all’University of Michigan e al Pratt Institute di New York, tenendo convegni internazionali come “Les Lieux d’exposition et Leurs publics” presso l’Université de Neuchâtel, il Musée Neuhaus di Bienne e al Re-Inventing Eastern Europe di Berlino

Factory Academy Gli allievi incontrano Le “guide” Enrico Pandian e Luca Palermo was last modified: ottobre 7th, 2016 by L'Interessante
7 ottobre 2016 0 commenti
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Caserta
AttualitàIn primo pianoParliamone

Caserta: G7 e altre delusioni

scritto da L'Interessante

Caserta

Di Michela Salzillo

A Caserta non succede mai niente. A volte è vero, altre un po’ meno, ma stando ai fatti più recenti, questi ultimi giorni appartengono al tempo della delusione. Il G7 dell’economia non si farà, non a Caserta almeno.

A gelare   le speranze e i buoni propositi di chi aveva visto in questa opportunità un’ottima occasione per la provincia, un tweet del ministro dell’economia. Il messaggio di Pier Carlo Padoan è arrivato pochi giorni fa , a conferma del fatto che il summit previsto dall’11 al 13 maggio 2017 sarà accolto in Puglia, nella città di Bari. Sempre al sud dunque, ma non c’è spazio per la Campania, e neppure per la Reggia.

Stando ai risultati ufficiali venuti fuori dai rilievi, pare che l’area circostante al palazzo vanvitelliano sia stata giudicata non accessibile per un piano del genere. Troppo insicura.

 La location, in particolare gli alberghi di Viale Carlo III, non sarebbero idonei ad ospitare le esigenze delle delegazioni internazionali. Mentre qualcuno riconduce il motivo del rifiuto alla tensione della città con gli immigrati, non escludendo il problema della prostituzione, che in quella zona sembra rivelarsi con alte percentuali di degrado, qualcun altro fa il ghigno ai lamenti e non ne accetta neppure la metà. Tuttavia, non sarebbero passati inosservati neppure i disagi provocati dalla scarsa illuminazione delle zone esterne agli edifici, insieme a quella che è stata definita una carente gestione del piano di videosorveglianza.

Stando alle dichiarazioni del primo cittadino casertano, Carlo Marino, la scelta dettata dai piani alti della capitale, sembra un “dispetto” partorito da un vizio di forma, più che una reale difficoltà. Il sindaco ha infatti dichiarato:

”Mi hanno detto che il G7 non si sarebbe svolto a Caserta perché tra gli alberghi scelti ce n’era uno, a San Marco Evangelista, comune a noi vicino, che ha una brutta vista, sull’autostrada. Tutto qui.”

A smentire parzialmente le sue convinzioni ci sono, però, le criticità logistiche che qualche esponente della politica locale, compreso il sindaco di Napoli, ha definito essere tutt’altro che un capriccio. Sono da migliorare le condizioni degli assi viari e di tutti i collegamenti che potano alla Reggia. Nel mirino, anche San Leucio che, potenzialmente, sarebbe stato un altro dei siti pronti ad ospitare gli esperti di economia, e che invece ha dovuto incassare la bocciatura.

Stando alle reazioni della maggioranza, non ci è piaciuto per niente il rimando a data indefinita. Essere respinti è sempre un duro colpo, specie per chi tende dal lato dell’ottimismo, ma forse attutito il livido sarebbe opportuno farsi qualche domanda in più, perché se qualcuno ci viene a dire che la nostra città non corrisponde esattamente ai canoni previsti per un’esposizione dal calibro internazionale, volendo, possiamo anche fregarcene, ma poi non rattristiamoci se a Caserta, a volte, la vita è proprio grama.

Caserta: G7 e altre delusioni was last modified: settembre 30th, 2016 by L'Interessante
30 settembre 2016 0 commenti
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caserta
AttualitàCronacaIn primo pianoParliamone

Caserta – Dieci anni di detenzione per Mauro Biancardo

scritto da L'Interessante

Caserta

Caserta

Caserta. Ha ricevuto una pena di dieci anni di detenzione Mauro Biancardo, 67enne di Casoria accusato dell’omicidio dell’imprenditore Agostino Fiorito.

L’omicidio è avvenuto nel 9 Aprile del 2015 quando dopo una discussione, Biancardo ha sparato quattro colpi a Fiorito uccidendolo nei pressi di Viale Carlo III (Caserta).

Il movente sarebbe stato un debito di duemila euro contratto dall’imprenditore.

L’assassino, che in un primo momento è riuscito a scappare, è stato fermato e arrestato dai carabinieri nei pressi della piscina Castaldo, nel napoletano.

Il pubblico ministero della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto una condanna di 30 anni di reclusione.

I giudici hanno però escluso la premeditazione.

Maria Rosaria Corsino

Ha ricevuto una pena di dieci anni di detenzione Mauro Biancardo, 67enne di Casoria accusato dell’omicidio dell’imprenditore Agostino Fiorito.

L’omicidio è avvenuto nel 9 Aprile del 2015 quando dopo una discussione, Biancardo ha sparato quattro colpi a Fiorito uccidendolo nei pressi di Viale Carlo III (Caserta).

Il movente sarebbe stato un debito di duemila euro contratto dall’imprenditore.

L’assassino, che in un primo momento è riuscito a scappare, è stato fermato e arrestato dai carabinieri nei pressi della piscina Castaldo, nel napoletano.

Il pubblico ministero della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto una condanna di 30 anni di reclusione.

I giudici hanno però escluso la premeditazione.

Maria Rosaria Corsino

Caserta – Dieci anni di detenzione per Mauro Biancardo was last modified: giugno 20th, 2016 by L'Interessante
20 giugno 2016 0 commenti
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caserta
AttualitàCronacaIn primo pianoParliamone

Caserta, ennesima aggressione. Viale Carlo III, la storia infinita

scritto da L'Interessante

Caserta

Caserta

Se si trattasse di una fiction da prima rete, staremmo raccontando uno degli episodi di narrazione cruciale, ma purtroppo la cronaca è realtà, anche quado si glissa sulla perseveranza.

Nella notte tra sabato e domenica scorsi, mentre Caserta prestava attenzione alle amministrative in corso, in viale Carlo III si consumava l’ennesima aggressione

È stato lo spaccio il detonatore primo dell’accaduto: durante un ‘operazione di semplice osservazione per la tutela della zona, un giovane extra comunitario, intercettato dai militari, è stato richiamato a disciplina e perquisito dai carabinieri di Marcianise.

 Dopo un lungo inseguimento il ragazzo è stato raggiunto e sottoposto alla normale procedura di controllo. Addosso allo straniero sono stati trovati alcuni grammi di sostanza stupefacente. È da questa indifendibile azione di reato che è partito lo scontro consumatosi a danno delle forze dell’ordine.

 Colto in flagrante, infatti, il fermato si è ribellato in maniera decisa, colpendo con violenza uno dei  carabinieri in servizio, costretto poi a sottoporsi alle cure del pronto soccorso.

 Al momento non si conosce nulla di più sulle sorti dell’identificato che è stato trattenuto nelle camere di sicurezza della compagnia di Marcianise per rispondere, oltre alle accuse di spaccio, all’aggressione a danno di un pubblico ufficiale.

Si fa fatica, stando ai meccanismi in atto negli ultimi tempi, a considerare anche questo episodio come fosse un caso isolato. Anche se qualcuno potrebbe considerarla una conclusione affrettata, molto vicina ad un’illazione priva di radici, l’accaduto lascerebbe intendere che l’affare di spaccio stia coinvolgendo, senza riserve, gli extracomunitari occupanti la zona di riferimento.

Uno scenario, quello facilmente deducibile, che più dei micro episodi si sta rivelando un vero e proprio sistema, in cui si mischiano continuamente i ruoli di vittima e carnefice, la cui gestione sembra sfuggire continuamente di mano a chi dovrebbe muoversi in direzione di un qualche intervento che stia lontano dall’assuefazione al caso.

Michela Salzillo

Caserta, ennesima aggressione. Viale Carlo III, la storia infinita was last modified: giugno 8th, 2016 by L'Interessante
8 giugno 2016 0 commenti
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caserta, viale carlo III
AttualitàCronacaIn primo piano

Caserta, Viale Carlo III: ancora paura, ancora intolleranza. Terra di nessuno

scritto da L'Interessante

Caserta

Caserta, Viale Carlo III. L’hanno definito il Far West del vialone, uno scontro fra italiani e stranieri

Come se fosse importante passare dai titoloni per rendere più degna la denuncia del fatto, una triste realtà che da sola richiama un danno sociale incontenibile.

Come un uragano senza sosta, l’attrito che coinvolge da tempo viale Carlo III aumenta a dismisura. Circa un mese fa, una nostra collega, reduce da un tentativo d’aggressione, aveva poi sfruttato il potere della comunicazione per esprimere il suo disappunto, insieme ad un innegabile sentimento di legittima paura. Dista, da oggi, poco più di una settimana l’ennesimo fatto increscioso: questa volta la vittima ci aveva rimesso un ricovero in ospedale, meritandosi, dai colpevolisti per difetto, qualche accusa di troppo che lo condannava a presunto provocatore della colluttazione.

  Da qui ha avuto origine la lite che qualcuno ha definito, incautamente, una minuscola battaglia tra fazioni etniche. Risale a sabato scorso la rivolta degli automobilisti riservata ai lavavetri della zona in questione. È bastata un’insistenza in più per far ribaltare la situazione, stavolta sono stati i conducenti a scendere dalle autovetture muniti di cattive intenzioni.

Ci ha rimesso un ragazzo senza permesso di soggiorno, l’aggredito è stato braccato da tre persone a suon di calci e pugni. Il punto dello scontro è stata, l’ormai tristemente nota, area del vialone in cui confluiscono i pochi semafori rimasti. Appena scattato lo stop, due lavavetri si sono avvicinati alla vettura senza che ne fosse stata richiesta la presenza. Una scena innocua, se non fosse per le imposizioni poco contestabili a cui ci hanno abituato le cronache dell’ultimo periodo. È accaduto tutto in pochi minuti sotto lo sguardo passivo degli altri passanti.

 Di fronte ad una tensione del genere, forse, parlare di razzismo diventa riduttivo dal lato della poca obiettività. Il problema dell’integrazione, per quanto urgente sia, non può essere confuso con la cattiva gestione dei fatti di delinquenza simili. È una routine così affermata che rischia di non fare neppure più notizia, una corda che si sta tirando da troppo tempo e rischia di spezzarsi in occasioni di conflitto ancora più gravi. Nonostante se ne parli tanto, le soluzioni rispetto al problema sembrano non voler arrivare e non si capisce per quale ragione. La violenza non va giustificata, e questa è un’ovvietà, né dall’una né dall’altra parte. Il cittadino è, però, innegabilmente abbandonato a se stesso, invasa da un’ illegalità che non ha nulla a che fare con la coesistenza civile, dinanzi a cui le autorità dovrebbero smetterla di elaborare inattività omertosa.

Michela Salzillo

Caserta, Viale Carlo III: ancora paura, ancora intolleranza. Terra di nessuno was last modified: maggio 19th, 2016 by L'Interessante
19 maggio 2016 0 commenti
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