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Autore

L'Interessante

Napoli
CronacaIn primo pianoParliamone

Napoli. Si contendevano la stessa ragazzina: accoltellato uno dei due pretendenti

scritto da L'Interessante

Napoli

Di Michela Salzillo

Succede a Napoli qualche giorno fa… 

Una lite, una scuola, una di quelle del centro storico. Due adolescenti di quindici e quattordici anni, una ragazzina che in anonimato si ritrova ad essere trascritta come il vero motivo del contrasto, un coltello, una sferrata, e quello che con una certa ordinarietà succede fra i banchi degli istituti di formazione, e non solo, diventa fatto degno di nota. Quando c’è di mezzo del sangue, un ricovero in ospedale e il grido alla grazia per il sopravvissuto, è giusto che se ne parli. È importante che si cerchi di capire come sono andate le cose, dettagliare il nome della scuola che, in questo caso, sarà quello dell’istituto comprensivo Teresa Confalonieri, sito nel vico San Severino, premunirsi di specificare che se anche il diverbio sia cominciato in classe, l’accoltellamento sia invece avvenuto all’esterno della stessa. È importante dare voce all’ insegnante che, giustamente, tiene a rimarcare quanto certi casi non debbano rappresentare l’ identità comune della Napoli perbene, cercando di mettere i puntini sulle “i “ in materia di responsabilità, perché se il fatto è avvenuto nel cortile della scuola, invece che di fronte alla lavagna prima della campanella, pare cambi molto.  Vengono fuori gli sfoghi che confermano quanto tutti sapevano, ma nessuno si era mai preoccupato più di tanto.  Lo dice la zia del ragazzo ferito, quando ancora era in ospedale, prima dello scampato pericolo: “Era un bullo, lo sapevano tutti”.

Perché allora non si è evitato quest’ epilogo, per fortuna riuscito alla meno peggio? Perché chi poteva non è intervenuto? Resta un mistero, uno di quelli difficili da decifrare, ma su cui fare ipotesi viene spontaneo. Non si parla perché tanto sono cose che succedono? Perché questi insegnanti non sanno dove sbattere la testa con classi di trenta ragazzi e un programma da gestire il più degnamente possibile? Perché quello che conta è dire del bullismo come l’argomento su cui interrogare all’esame, tanto se l’alunno sa la pappardella a memoria, merita il plauso o cose del genere? Forse tra queste domande c’è quella che dà risposte, forse tutte, in parte, sono la risposta o forse niente di tutto ciò  ha a che fare con le famiglie di questi ragazzi, dove magari si insegna che l’ uomo vero è quello che tira a calci e pugni, che il rispetto lo guadagni con la violenza, perché se non sai dare schiaffi allora vuol dire che sei scemo, “sei fesso”, “ Se non difendi  la donna tua, non sei buono”.

Bullismo: una definizione abusata piena di storie

 Che il lupo mangi l’agnello è una storia vecchia come il mondo, ma non è sempre il più debole ad essere inghiottito. Ce lo insegnano i fatti, ce lo dice la cronaca, ce lo racconta una lunga serie di storie archiviate sotto la piaga del bullismo, compresa quella che, magari, si sta svolgendo in questi minuti e di cui nessuno parlerà mai. È quella del ragazzo che è costretto ad abbassarsi i pantaloni in corridoio se no non passa dalla porta di ingresso, quello che durante la ricreazione viene ficcato con la testa nel water al cospetto del riso compiaciuto del gruppo che spalleggia il bullo. È il ragazzino omosessuale che tutti chiamano ricchione, quello che quando torna a casa si chiude in camera, nel silenzio generale, e fa i conti con l’inferno. È la ragazzina che viene appellata a poco di buono nei post di Facebook con fare oppressivo, è quella che, per questo, ogni tanto, pensa che è meglio farla finita.

 Secondo la definizione da enciclopedia, “fare il bullo” vuol dire agire secondo una forma di comportamento di tipo violento e intenzionale, che abbia natura sia fisica che psicologica, ripetuto nel corso del tempo e attuato nei confronti di persone considerate dal soggetto che perpetra l’atto in questione come bersagli facili e/o incapaci di difendersi. Di leziose spiegazioni legate al termine ne troviamo ovunque: dentro i libri, fuori dai manuali di pedagogia, nelle trame dei film e fra le prime diciture dei motori di ricerca. Non è svogliatezza se a definire la parola, in questo caso, sia stata una traduzione di tipo testuale che, fuori da questa pagina, potrete rintracciare con facilità, perché di copia e incolla, soprattutto per temi di questo tipo, ne facciamo davvero tanti. Non che sia sempre una scelta conscia, a volte è anche colpa di alcune imposizioni mediatiche, secondo cui se non ne parli, o sei poco informato o non te ne frega assolutamente nulla. Perciò finisce che si dica quello che tutti sanno, senza capire, però, come agire per diminuire l’alto tasso di drammi del genere. La materia è vasta e non essendo noi specialisti del settore, non intendiamo azzardare teorie infondate. Quel che certo, e non c’è bisogno di lauree per capire questo, è che un atteggiamento diventa vessatorio, quando oltre al branco che sostiene il bullo, a fargli forza ci sono persone che fanno finta di non vedere, quelle che si convincono che va tutto bene oltre ogni verità.

Napoli. Si contendevano la stessa ragazzina: accoltellato uno dei due pretendenti was last modified: ottobre 10th, 2016 by L'Interessante
10 ottobre 2016 0 commenti
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Lotto infinito
CulturaIn primo pianoMusica

Lotto Infinito: il nuovo lavoro di Enzo Avitabile

scritto da L'Interessante

Lotto infinito

Di Michela Salzillo

A quattro anni di distanza dal suo ultimo lavoro, torna sulle scene Enzo Avitabile, che con un album intitolato Lotto infinito riprende il discorso iniziato nel 2012 con Black tarantella

 Il nuovo disco, in uscita oggi, venerdì 7 ottobre, si compone di tredici tracce, con l’aggiunta di un cameo che vede la partecipazione di Lello Arena ed altri attori, fieri esecutori, attraverso le proprie voci, di testi intensi dalle trame affascinanti .

Grazie al rapporto di stima con alcuni colleghi musicisti, Lotto infinito si presenta come un lavoro corale ben riuscito. Sono solo alcuni nomi quelli di: Giorgia, Francesco De Gregori, Renato Zero e Caparezza. L’ impronta di firme ben affermate nel panorama della musica italiana non è certo un semplice contributo, ma appare come un’amalgamata integrazione di intenti con l’idea proposta da Avitabile stesso. Come spesso accade nei suo lavori, anche quest’ in  ultimo l’artista campano traduce una coesione di diversi stili musicali, a dimostrarlo è la presenza dell’artista  franco -marocchina Hindi Zhra, il musicista senegalese Daby Tourè, Paolo Fresu , Elena Ledda e tanti altri.

Lotto infinito è un lungo viaggio di sperimentazione musicale che abbraccia le sonorità  del blues partenopeo, il  flamenco, il worldbeat e la black music americana. I temi trattati mettono in luce falle di natura sociale, come, ad esempio, la triste realtà legata ai migranti e le vite piene di storia dei diseredati ed emarginati.

Nei prossimi giorni è previsto un tour di presentazione che, nella maggior parte dei casi,sarà un’ occasione di incontro diretto fra l’artista e il suo pubblico. Ecco le date a partire da oggi:

RECAP IN STORE ENZO AVITABILE – OTTOBRE 2016

 

Venerdì 07/10

La Feltrinelli

Corso Vittorio Emanuele I, 230

84123

Salerno

Ore 18.00

Chiacchierata+ Firmacopie

Sabato 08/10

La Feltrinelli

Via Santa Caterina a Chiaia, 23 (Angolo Piazza Dei Martiri)

80121

Napoli

Ore 19.00

Chiacchierata+ Firmacopie

Lunedì 10/10

Mondadori Megastore

Via Massimo D’Azeglio, 34A

40123

Bologna

Ore 18.00

Chiacchierata+ Firmacopie

Martedì 11/10

Mondadori Megastore

Piazza Duomo, 1

20121

Milano

Ore 18.00

Chiacchierata+ Firmacopie

Mercoledì 12/10

Discoteca Laziale

Via Mamiani, 62

00185

Roma

Ore 18.00

Chiacchierata+ Firmacopie

Venerdì 14/10

La Feltrinelli

Corso Trieste, 154

81100

Caserta

Ore 18.00

Chiacchierata+ Firmacopie

Domenica 16/10

MediaWorld

c/o C.C. Benevento

S.S. 7 Appia Km 258+750, Contrada San Vito

Lotto Infinito: il nuovo lavoro di Enzo Avitabile was last modified: ottobre 7th, 2016 by L'Interessante
7 ottobre 2016 0 commenti
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Partecipazione
AttualitàIn primo pianoParliamone

Partecipazione FORZATA ED OBBLIGATORIA degli studenti alla marcia anti-abortista di Caserta

scritto da L'Interessante

Partecipazione 

8 ottobre 2016: la partecipazione forzata ed obbligatoria degli studenti alla marcia anti-abortista di Caserta

Caserta e Milano collegate domani 8 ottobre 2016 per la “Marcia per la Vita”, la marcia anti-abortista proposta da alcuni movimenti ultraconservatori che vorrebbero far restare l’Italia in un perenne alto medioevo. Ciò che sconcerta maggiormente l’edizione di quest’anno a Caserta è la partecipazione forzata ed obbligatoria degli studenti e delle studentesse a questa marcia, si legge sui loro organi di informazione che parteciperanno gli studenti del liceo classico Giannone, del liceo scientifico Diaz, dell’istituto Ferraris, il Foscolo di Teano e il Galilei di Sparanise, oltre ad altre non meglio precisate scuole dal resto della regione. La manifestazione, chiamata “NO194 per l’abrogazione referendaria della legge 194” viene pubblicizzata alle famiglie degli studenti come una generica marcia per ricordare l’opera di Madre Teresa di Calcutta, recentemente ritornata alla ribalta in virtù della sua santificazione e per le sue affermazioni estranee ad ogni realtà come quella “Oggi il più grande distruttore della pace è l’aborto”, che letta su un pianeta sovrappopolato e in balia di guerre e terrorismo internazionale, ci lascia profondamente perplessi. È questa la scuola dove mandiamo i nostri figli? Dove i dirigenti scolastici tagliano un giorno di lezione per portare i propri alunni a fare una gitarella per la città? La circolare firmata dalla prof.ssa Antonietta Tarantino, dirigente dell’istituto Ferraris, – l’unica pubblicata sul portale web della scuola – individua intere classi che devono saltare il giorno di scuola per recarsi direttamente alle ore 9.30 in piazza Vanvitelli dove sarà fatto l’appello e dunque, gli studenti che non vorranno venire a questa marcia contro la vita, contro l’autodeterminazione dei diritti di ogni singola persona, il giorno dopo dovranno anche portare la giustifica. Chiediamo all’Ufficio Scolastico Provinciale e Regionale che siano analizzate le modalità di partecipazione a questa funzione religiosa in orario scolastico, checché se ne dica, è pienamente una funzione religiosa, perché riguarda solo probabili principi e valori di una singola religione e non può la scuola pubblica portare i suoi alunni a questo indottrinamento. Gli organizzatori avrebbero potuto organizzare la marcia nel pomeriggio, potendo così avere una partecipazione spontanea e libera da eventuali ricatti, visto il clima da riformatorio giudiziario che vige in alcune di queste scuole citate.

Partecipazione FORZATA ED OBBLIGATORIA degli studenti alla marcia anti-abortista di Caserta was last modified: ottobre 7th, 2016 by L'Interessante
7 ottobre 2016 0 commenti
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Ospedale
CulturaIn primo piano

Ospedale di Caserta. La crioenergia per il trattamento della fibrillazione atriale

scritto da L'Interessante

Ospedale

Ospedale

Il Dipartimento delle Scienze cardiologiche e vascolari dell’Azienda Ospedaliera “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta, diretto dal cardiologo Franco Mascia, è la prima struttura in Campania ad applicare la crioenergia di ultima generazione nel trattamento della fibrillazione atriale, disturbo sempre più frequente anche nella popolazione più giovane. Tale aritmia ha una notevole rilevanza clinica, aumentando il rischio trombo-embolico del paziente.

La nuova metodica, utilizzata dal gruppo di Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione guidata dal cardiologo Miguel Viscusi, semplifica ulteriormente l’intervento mininvasivo di ablazione transcatetere dell’aritmia, rendendolo tra l’altro più sicuro.

Domani giovedì 6 ottobre alle ore 13.30, presso l’Aula Magna della Cardiochirurgia nel padiglione C del nosocomio casertano, verranno presentati dal cardiologo Annibale Izzo i dati dello studio Blitz-AF relativi ai pazienti afferenti per tale aritmia presso l’Azienda e dallo specialista milanese Gaetano Fassini i risultati dello studio “Fire&Ice” sull’efficacia della crioablazione. Tale studio ha dimostrato la superiorità della crioablazione in termini di recidive aritmiche e di ospedalizzazioni rispetto all’ablazione con radiofrequenza.

 “Questa tecnica ablativa è ormai consolidata, con oltre 150.000 pazienti trattati nel mondo”. Così dichiara Miguel Viscusi che, con la sua équipe, composta dai colleghi Saverio Ambrosino, Debora Di Maggio e Marcello Brignoli, da più di sei mesi svolge con successo le procedure presso il laboratorio ospedaliero. “La crioablazione consiste nel raggiungere per via venosa, con un sottilissimo catetere, l’atrio sinistro del cuore e introdurre in corrispondenza dell’ingresso delle vene polmonari, dove si trovano i maggiori focolai di fibrillazione, un minuscolo palloncino di 28 mm di diametro, che viene gonfiato e raffreddato tra -35° e -50°C per tre/quattro minuti. In questo modo l’area malata viene ibernata e isolata dal resto del tessuto cardiaco. La novità del criopallone di ultima generazione – conclude Viscusi – è che permette al medico di vedere in diretta l’esito dell’applicazione e quindi di ottimizzarla in tempo reale, riducendo i tempi procedurali e aumentando le possibilità di successo per il paziente”.

L’offerta sanitaria dell’Aorn di Caserta – sottolineano i Commissari Straordinari Cinzia Guercio, Michele Ametta e Leonardo Pace – è stata potenziata sia, come si vede, sotto il profilo delle best practices, sia sotto l’aspetto strumentale e diagnostico.

A breve, infatti, si darà notizia dell’attivazione di importanti ed attesissime attrezzature, in corso di collaudo.

Ospedale di Caserta. La crioenergia per il trattamento della fibrillazione atriale was last modified: ottobre 7th, 2016 by L'Interessante
7 ottobre 2016 0 commenti
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012 Factory
CulturaIn primo piano

Factory Academy Gli allievi incontrano Le “guide” Enrico Pandian e Luca Palermo

scritto da L'Interessante

Factory Academy

L’Academy di 012 Factory, giunta alla terza edizione, continua il suo percorso volto a validare le startup degli allievi

Venerdì 7 ottobre dalle ore 15 alle 18 presso la sede centrale in viale Carlo III di Borbone 8 a Caserta, gli allievi incontreranno Enrico Pandian, fondatore e CEO di Supermercato24 e Luca Palermo, storico dell’arte contemporanea. Il tema della giornata è “Guida”.

Ad aprire la giornata e a introdurre gli speaker sarà Pietro Nardi, founder di 012Factory e Academy director, mentre a moderare gli interventi degli speaker sarà Paolo Conte.

“Insieme agli speaker – spiega Pietro Nardi – ci confronteremo per valutare e prendere ispirazione nel creare un modello di business per la nostra impresa”.

Enrico Pandian è fondatore e CEO di Supermercato24, riconosciuta come una delle migliori startup del panorama italiano. Nata nel 2014 a Brescia, è diventata poco dopo una soluzione efficace ed efficiente che mette in contatto chi vuole ricevere la merce entro un’ora o al massimo entro la giornata con persone che vanno a fare la spesa al posto loro. In due anni dalla nascita Supermercato24 è riuscita ad arrivare a 600 fattorini, con un fatturato di 5 milioni di euro, 25 dipendenti ed è presente in 16 province italiane. Il modello ormai rodato batterà cassa per espandersi all’estero arrivando nel prossimo anno in Francia, Germania e Regno Unito.

Luca Palermo è uno storico dell’arte contemporanea che ha concentrato le sue ricerche sugli sviluppi artistici dal secondo dopoguerra ai giorni nostri. Oltre a tenere relazioni nel panorama nazionale, ha passato gli ultimi anni all’estero all’University of California di Los Angeles, all’University of Michigan e al Pratt Institute di New York, tenendo convegni internazionali come “Les Lieux d’exposition et Leurs publics” presso l’Université de Neuchâtel, il Musée Neuhaus di Bienne e al Re-Inventing Eastern Europe di Berlino

Factory Academy Gli allievi incontrano Le “guide” Enrico Pandian e Luca Palermo was last modified: ottobre 7th, 2016 by L'Interessante
7 ottobre 2016 0 commenti
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Anna Politkovskaja
Cultura

Anna Politkovskaja: ricordo di una donna sola

scritto da L'Interessante

Anna Politkovkaja

Di Erica Caimi

Mosca, 7 ottobre 2006. Anna Politkovkaja rientra nella sua abitazione dopo aver fatto la spesa al supermercato. Parcheggia la macchina davanti al portone d’ingresso del palazzo in cui abita  e inizia a scaricare il bagagliaio, prende le prime buste ed entra nell’ascensore, senza accorgersi di essere seguita. Sale al settimo piano, entra nel suo appartamento, lascia la spesa e scende nuovamente per ritirare le ultime borse. Non appena le porte dell’ascensore si aprono, a piano terra,  un uomo le punta addosso una pistola e le scarica addosso quattro colpi di pistola in rapida successione, poi le si avvicina e la finisce con un colpo alla nuca.  Omicidio su commissione, probabilmente. Sì, perché le circostanze che hanno portato alla sua morte, ancor oggi non sono state totalmente chiarite. Nessuna idea sull’identità del mandante.

Una prima sentenza emessa nel 2009 ha assolto per insufficienza di prove gli unici imputati del delitto, appurando, però, la matrice cecena. Nel 2014 il tribunale di Mosca ha ribaltato il verdetto condannando all’ergastolo Rustam Makhmudov, ritenuto il killer materiale, e suo zio Lom-Ali Gaitukayev, l’ideatore. Ibragim e Dzhabrail Makhmudov sono stati condannati rispettivamente a dodici e quattordici anni di carcere, mentre l’ex-dirigente della polizia di Mosca, Sergej Khadzhikurbanov, che ha partecipato alla preparazione dell’omicidio, ha ricevuto una pena pari a vent’anni.

Chi era Anna Politkovskaja?

Anna Politkovskaja è nata a New York nel 1958, figlia di due diplomatici ucraini che lavoravano alle Nazioni Unite. Nel 1980 si laurea in giornalismo a Mosca, dove conosce e sposa Aleksandr Politkovskij. Dopo qualche anno comincia a lavorare a uno dei più grandi quotidiani dell’Unione Sovietica, l’Izvestija, che lascerà per passare alla piccola stampa indipendente, approdando dapprima alla Obshaja Gazeta, poi nel 1999 al bisettimanale d’inchiesta Novaja Gazeta. Fin dalla sua fondazione, la Novaja Gazeta è un progetto editoriale di stampo indipendente ed estremamente critico nei confronti della classe politica post-sovietica pubblicando diverse inchieste che coinvolgevano esponenti del governo e dell’economia russa. Oggi ha una tiratura cartacea di 80.000 copie, esce tre volte alla settimana e ha un bollettino di 5 giornalisti uccisi per inchieste e opinioni scomode.

Anna ha saputo raccontare con intelligenza alcuni tra momenti più difficili della storia contemporanea russa: la seconda guerra cecena, le ingiustizie ai danni della popolazione civile cecena per mano dell’esercito russo e della polizia segreta locale, la corruzione tra le alte schiere politiche e militari, gli attentati al teatro Dubrovka, l’incubo alla scuola numero 1 di Beslan, in Ossezia del Nord, l’ascesa degli oligarchi collusi con la mafia e il nonnismo nell’esercito, per citarne alcuni. Sicuramente, non nutriva molta simpatia per Vladimir Putin, ma  nemmeno per Kadyrov, l’attuale presidente ceceno. Molti dei suoi libri, pubblicati tutti all’estero, come ad esempio “La Russia di Putin” , non vogliono essere saggi politici, bensì una raccolta di esperienze di vita di persone comuni che sono inciampate nella storia, testimonianze reali che macchiano indirettamente la politica attuale e che per questo sono rimaste escluse dalla stampa ufficiale, filtrata dal potere. La sua critica a Putin si fa più ampia e sottile, perché il politico, a dispetto di quanto si dica in Italia o nella stampa occidentale, gode di ampio consenso a casa propria. La sua popolarità è frutto di un’attività politica che mira a risvegliare l’orgoglio nazionale russo, rimasto latente negli anni post-Perestrojka e che si riflette nella forma mentis di Putin. Per la giornalista, criticarlo significa prima di tutto criticare la coscienza collettiva del russo di oggi, di cui Putin si fa semplicemente portavoce ufficiale.

Se si crede che Anna Politkovkaja sia famosa tanto in occidente quanto in Russia si sbaglia di grosso, perché in patria è sconosciuta ai più e le ragioni si possono facilmente intuire. Le tematiche da lei affrontate nei suoi libri o nei suoi articoli le hanno tolto il privilegio della notorietà e resa una “reietta”  nel mondo giornalistico. In Russia, l’esclusione dalla ribalta è la nuova forma di limitazione alla libertà di pensiero e di opinione, secondo cui chi osteggia l’opinione di maggioranza, difficilmente riuscirà a trovare uno spazio per esprimersi, poiché tutte le reti “ufficiali” gli saranno precluse.

Eredità

La preziosa eredità di Anna è racchiusa in questo frammento, tratto da una delle sue ultime lettere “Impedire a una persona che fa il suo lavoro con la passione di raccontare il mondo che la circonda è un’impresa impossibile. La mia vita è difficile, certo, ma è soprattutto umiliante. A 47 anni non ho più l’età per scontrarmi con l’ostilità e avere il marchio di reietta stampato sulla fronte . Non parlerò delle altre gioie del mio lavoro, l’avvelenamento, gli arresti, le minacce di morte telefoniche e on-line. Naturalmente gli articoli che mi presentano come la pazza di Mosca non mi fanno piacere. Vivere così è orribile. Vorrei un po’ più di comprensione. Ma la cosa più importante è continuare a fare il mio lavoro, raccontare quello che vedo”.  

La morte, per quanto tragica, sa trasformare la persone in simbolo e il suo fare giornalismo ci ha lasciato un messaggio prezioso, un memorandum che dovrebbe accompagnare ogni aspirante. Anna viveva la sua professione come vocazione sbocciata da un terreno di solida libertà intellettuale non prostituita da influenze politiche o condizionamenti di alcun genere e i risultati della sua attività sono riscontrabili nell’onestà imparziale con la quale elaborava e raccontava le vicende di cui si occupava. Una posizione libera e proprio perché non assoggettabile faceva paura. Se a ciò si aggiunge il coraggio di una donna che non ha mai avuto timore di schierarsi in prima linea, firmare i propri articoli di denuncia con nome e cognome, offrirsi come moderatrice durante gli attentati e testimoniare in prima persona ai processi contro militari di alto rango e criminali di guerra, si capiscono ancor meglio i tratti della sulla sua personalità. Il suo era un giornalismo non carrierista dal cuore umano, quello che sa ascoltare le storie dei cittadini comuni, talvolta esclusi dalla stampa ufficiale per trasformarle in denunce sociali, senza sensazionalismi o speculazioni personali, testimonianze scomode di un momento storico che completano il quadro inserendo tutti i protagonisti. Un giornalismo che ascolta e racconta, perché la discussione e la denuncia sono il primo passo verso il miglioramento.

Anna Politkovskaja: ricordo di una donna sola was last modified: ottobre 7th, 2016 by L'Interessante
7 ottobre 2016 0 commenti
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Cinema Duel
CinemaCronacaCulturaIn primo piano

Duel Cinema: La verità sta in cielo. Il primo film su Emanuela Orlandi

scritto da L'Interessante

Duel Cinema

L’attrice Adriana Serrapica presenta al Duel Village

‘La verità sta in cielo’ il primo film su Emanuela Orlandi

Domenica 9 ottobre alle ore 19.00  in via Borsellino a Caserta

Sarà l’attrice Adriana Serrapica a presentare al Duel Village di Caserta – domenica 9 ottobre alle ore 19.00 –  ‘La verità sta in cielo’, il nuovo film di Roberto Faenza sul misterioso caso, tutt’ora irrisolto, di Emanuela Orlandi.  La giovane protagonista campana, che nel film interpreta proprio la ragazza scomparsa nel giugno del 1983, incontrerà il pubblico in sala prima della proiezione. Un ruolo misterioso, complesso e affascinante, che segna per Adriana il suo esordio sul grande schermo. Un bella sfida professionale in cui l’artista, 19 anni, si ritroverà al centro di una vicenda che ripercorre 30 anni di storia, riaprendo il ‘cold case’ Orlandi. Partendo dall’indagine della giornalista Rai, Raffaella Notarile, e frutto di una ricostruzione meticolosa dei fatti, il film fa luce infatti su uno dei casi più torbidi ed emblematici della vita della Capitale, quello dell’improvvisa e apparentemente inspiegabile sparizione, a soli 15 anni, il 22 giugno dell’83 nel centro di Roma, di Emanuela Orlandi, figlia di un commesso della Prefettura Pontificia. Sullo sfondo di quel misterioso episodio di cronaca, diventato uno dei delitti più discussi dalla stampa internazionale, l’oscuro intreccio di interessi riguardanti il Vaticano, la famigerata Banda della Magliana, il Banco Ambrosiano, lo IOR, lo Stato italiano e i servizi segreti, peraltro non solo italiani. Nel film anche  Riccardo Scamarcio, Maya Sansa, Greta Scarano e Valentina Lodovini.

Il film resterà in programmazione al Duel Village tutta la settimana alle ore 16.00 – 17.30  – 19.00 – 20.45

LA TRAMA

Il 22 giugno 1983 Emanuela Orlandi, quindicenne cittadina vaticana, figlia di un messo pontificio, sparisce dal centro di Roma, dando inizio a uno dei più clamorosi casi irrisolti mai accaduti in Italia, conosciuto anche all’estero. Dopo decine di indagini, oscure ipotesi, coinvolgimento di “poteri forti”, depistaggi di ogni genere, una cosa è certa: Emanuela non ha fatto più ritorno a casa. Sollecitata dallo scandalo “Mafia capitale” che attanaglia Roma ai giorni nostri, una rete televisiva inglese decide di inviare a Roma una giornalista di origine italiana (Maya Sansa) per raccontare dove tutto ebbe inizio: quel 22 giugno di tanti anni prima. Con l’aiuto di un’altra giornalista (Valentina Lodovini), inviata di un noto programma televisivo italiano, che ha scoperto una nuova pista, entra in scena un personaggio inquietante: Sabrina Minardi (Greta Scarano). E’ l’amante di Enrico De Pedis (Riccardo Scamarcio), meglio conosciuto come Renatino, il boss che ha saputo gestire meglio di ogni altro il malaffare della capitale, poi finendo sotto i colpi della banda rivale della Magliana. Nonostante il suo passato, Renatino verrà sepolto nella Basilica di S. Apollinare, nel cuore di Roma, proprio accanto alla scuola di musica frequentata da Emanuela: un altro mistero. La Minardi si decide a raccontare quanto afferma di sapere sul sequestro della ragazza.
E’ la verità? Quale intreccio indicibile si cela dietro i delitti rimasti impuniti nell’arco di trent’anni?

IL TRAILER

 

 

Duel Cinema: La verità sta in cielo. Il primo film su Emanuela Orlandi was last modified: ottobre 7th, 2016 by L'Interessante
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Capitan Grillo

scritto da L'Interessante
Capitan Grillo was last modified: ottobre 7th, 2016 by L'Interessante
7 ottobre 2016 0 commenti
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juvecaserta
BasketIn primo pianoSport

Juvecaserta e Istituto Mattei: insieme per la formazione dei giovani

scritto da L'Interessante

Juvecaserta

La Juvecaserta Pasta Reggia ha sottoscritto un protocollo d’intesa con l’Istituto “Enrico Mattei” con il quale si impegnano ad attivare occasioni di confronto e di condivisione sui percorsi formativi di interesse comune al fine di favorire forme strutturate di collaborazione tra il sistema scolastico e il sistema imprenditoriale

In particolare la Juvecaserta si impegna a collaborare mettendo a disposizione la propria capacità di mobilitare risorse umane e competenze professionali, allo scopo di ideare e attuare percorsi di alternanza scuola-lavoro, stage, tirocini, collaborazioni e progetti, mentre l’Istituto Mattei si impegna a favorire la massima sinergia tra le risorse e le azioni da realizzare e collaborare alle iniziative formative/informative promosse dalla stessa Juvecaserta, favorendo così quell’interazione scuola/mondo del lavoro che costituisce uno dei cardini su cui si fonda il nuovo sistema di istruzione tecnico-professionale
«Avviare una collaborazione con la Juvecaserta – sottolinea il dr. Roberto Papa, dirigente dell’Istituzione scolastica –  è una grande opportunità per tutti i nostri allievi che potranno, in questo modo, accrescere ulteriormente il loro bagaglio di competenze; ma è anche motivo di grande soddisfazione: Il Mattei, in questi anni, si è confermato come uno dei più importanti istituti di formazione artistica e professionale e poter mettere a disposizione della maggiore realtà sportiva casertana le nostre competenze è, per tutti noi, un grande orgoglio».
Dal canto suo il general manager della Juvecaserta, Luigi Guastaferro, esprime la sua soddisfazione per un accordo che rafforza «il legame tra la nostra società ed il territorio. Sono sicuro che dalla collaborazione  con l’istituto Mattei del dirigente scolastico dott. Roberto Papa scaturiranno bei progetti per il nostro club in termini di  grafica, fotografia, cinematografia ecc.  dando, nel contempo, agli allievi dell’Istituto una possibilità di ulteriore crescita didattica».

Juvecaserta e Istituto Mattei: insieme per la formazione dei giovani was last modified: ottobre 6th, 2016 by L'Interessante
6 ottobre 2016 0 commenti
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Gravidanza
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Gravidanza: le nuove tecnologie in medicina

scritto da L'Interessante

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Di Antonio Andolfi

Come nasce la vita? Grazie alle più moderne tecniche diagnostiche, possiamo vedere e sentire il nascituro. Ecco il diario lungo nove mesi: dal concepimento alla trentottesima settimana di gestazione.

L’incontro e l’unione di due cellule specializzate, i gameti, l’uno derivante dall’uomo (lo spermatozoo) e l’altra della donna (la cellula uovo), dà origine alla vita. Gli spermatozoi, emessi con il liquido seminale, sono in quantità variabile da 40 a 120 milioni per cc. Con l’eiaculazione entrano nell’organo femminile, alla velocità di 2/3 millimetri al minuto e devono percorrere una distanza di circa 100/150 mm.

Cominciato con due cellule che si uniscono, questo sorprendente viaggio è una sorta di fabbrica di cellule. Da questa cellula se ne originano due, poi quattro e così via. Fino a 8, sono uguali e indifferenziate (si chiamano totipotenti, perché ognuna può originare qualsiasi altra cellula dell’organismo). Questo ammasso, inizialmente formato da poche cellule, in 9 mesi aumenterà di 200 miliardi di volte. Quattro giorni dopo la fertilizzazzione siamo solo a 16 cellule,  chiamate blastomeri, che ancora non sono impiantate nell’utero. Questo stato di suddivisione è chiamato morula. Al 14°giorno prende il nome di blastula, composta da 100-150 cellule.

A sei settimane l’embrione fluttua nel liquido amniotico che lo protegge. E’ attaccato alla placenta attraverso il cordone ombelicale: da qui riceve i nutrienti e l’ossigeno necessario per lo sviluppo, ma vengono anche eliminate sostanze come l’anidride carbonica e i rifiuti di metabolismo.

La placenta consente il passaggio delle molecole piccole ma non fa passare quelle più grandi come le ematiche, creando un’importante difesa. Nel caso per esempio che il bambino abbia una composizione sanguigna incompatibile  con quella della madre, potrebbe scattare una risposta immunitaria per espellere il “corpo estraneo”.

A questo stadio l’embrione misura tra i 13 e i 22 millimetri di lunghezza. Le dita dei piedi e delle mani iniziano a configurarsi e a separarsi.

Nell’ottava settimana di gestazione si sviluppano corpo e arti. In questa fase i muscoli contengono fibre nervose, il sistema neurologico ha cominciato a funzionare. La differenziazione delle cellule nei vari organi è molto più importante della crescita.

Aggrappato al cordone ombelicale, il feto cresce, 6 centimetri di lunghezza per una ventina di grammi, e comincia a muovere braccia e gambe nella placenta. Gli occhi sono formati, ma le palpebre rimangono serrate. All’interno del grembo materno il feto è circondato dal buio totale, anche se è probabilmente in grado di percepire variazioni di luminosità esterna. Alcuni esperimenti hanno rivelato infatti che indirizzando un fascio di luce intensa sull’addome della mamma, il feto si agita e le sue pulsazioni accelerano di 15 al minuto.

Tra la fine del primo trimestre e l’inizio del secondo il feto non sa sopravvivere autonomamente, ma possiede già sistemi e funzioni avanzate.I dentini si formano all’interno delle gengive, crescono le unghie, le costole e le vertebre iniziano il processo di ossificazione che consente alle cartilagini di diventare ossa. 

Un feto alla diciannovesima settimana di gestazione è coperto da una diffusa lanugine, destinata a scomparire prima del parto: resterà solo quella del cranio. In realtà, alla nascita alcuni bambini hanno più capelli di altri. Ciò è dovuto al fatto che durante il sesto mese di gestazione si sviluppano i follicoli piliferi.

Il viso nel feto si forma molto presto, già a 25 giorni dalla fecondazione, quando dall’embrione, che è poco più di un fagiolo, spuntano tre escrescenza, gli “archi branchiali”. Questi si fondono fino a formare fronte, faccia e gola. Solo dopo altre 6-7 settimane la faccia acquista l’aspetto umano. Il feto, alla ventesima settimana, è lungo circa 19 centimetri e pesa 500 grammi: siamo circa a metà del viaggio.

A partire dal sesto mese si registrano reazioni da parte del nascituro agli stimoli sonori che lo circondano: il flusso regolare del sangue materno, il ritmo costante del battito cardiaco e la voce della mamma. Ma non solo. Se dall’esterno provengono rumori troppo forti, il piccolo reagisce con un’accelerazione del battito del cuore e movimenti di gambe e braccia. Inoltre il feto è sensibile alla musica: si è scoperto che un brano di musica classica, come quello di Mozart e Vivaldi, lo tranquillizza.

Già al quarto mese il sesso del nascituro è evidente. A questo stadio della gestazione i movimenti del feto sono facilmente percepibili dalla madre. Inoltre il piccolo affina la tecnica che lo porterà alla nascita a succhiare il latte materno.

L’ecografia è una tecnica diagnostica basata sugli ultrasuoni usata per vedere l’interno del corpo umano e in questo caso, l’interno dell’utero. Negli ultimi anni si sta sviluppando l’ecografia bidimensionale, che consente di vedere l’interno come se fosse una sezione, e quella tridimensionale. Una visione straordinaria nel grembo materno la consente l’ecografia 4D che visualizza l’immagine tridimensionale in movimento e in tempo reale: si vede così il feto che muove le manine, succhia o gioca con il cordone ombelicale. Ai raggi X, la sagoma del feto è evidente dalla trentesima settimana, questa tecnica viene usata anche per i gemelli. I parti gemellari sono circa l’1% e i gemelli si distinguono in omozigoti (identici) e dizigotici (non identici).

A questo punto il bambino è pronto per la nascita. Un viaggio straordinario che, grazie alle nuove tecnologie, diventa ancora più magico, perché la nascita di un figlio è sempre magica.

Gravidanza: le nuove tecnologie in medicina was last modified: ottobre 6th, 2016 by L'Interessante
6 ottobre 2016 0 commenti
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