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Inaugurazione Spazio X
CulturaEventiIn primo pianoTeatro

Inaugurazione Spazio X – il primo hub creativo di teatro, coworking, formazione

scritto da L'Interessante

Spazio X

Caserta. Venerdì 30 settembre alle ore 20:30, in Via Petrarca, presso il Parco dei Pini, verrà presentato al pubblico Spazio X. Un progetto di Mutamenti/Teatro Civico 14 con AmàteLAB e Obelix, un luogo di contaminazione creativa, un moltiplicatore di attività e relazioni sociali. Tra le attività che verranno presentate ci sono la stagione teatrale 2016/2017 del Teatro Civico 14, il coworking di AmàteLAB e le aule multifunzionali per ogni tipo di formazione.

Teatro, coworking e formazione sono le principali attività di Spazio X. Hub creativo nella città di Caserta, una struttura di 600 mq, aperta 7 giorni su 7, facilmente raggiungibile da tutta la Campania, che vuole essere un moltiplicatore di esperienze artistiche e culturali e nasce con lo scopo di diventare un motore di sviluppo locale e di riqualificazione urbana e sociale.

Sarà il Teatro Civico 14 a inaugurare Spazio X con la presentazione della nuova stagione teatrale 2016/2017

 Dopo sette anni la compagnia Mutamenti/Teatro Civico 14, che ha avuto sede nel centro storico di Caserta, in un luogo che ne prendeva anche il nome, in questo nuovo spazio non perde la propria identità e l’idea di essere un contenitore creativo. Una platea di circa 80 posti, accessibile da tutti, e una nuova stagione teatrale – ricca di nomi del panorama nazionale e internazionale e dove si darà anche particolare attenzione al teatro emergente – saranno presentati venerdì 30 settembre in occasione dell’inaugurazione di Spazio X. Inoltre, è possibile iscriversi all’OPEN DAY organizzato dal Teatro Civico 14 (info@teatrocivico14.it, oppure allo 0823441399 o al 3391873346 dalle 10:00 alle 18:00 dal lunedì al venerdì). Il 1 ottobre il Teatro Civico 14 trasformerà il palcoscenico in una piattaforma aperta a tutti coloro che desiderano mettersi in gioco partecipando alle lezioni di prova gratuite dei laboratori. L’OPEN DAY permetterà agli allievi di avvicinarsi ad un sistema didattico interattivo differenziato per corsi di teatro per tutte le fasce d’età e i corsi di Tai Chi Chuan e Qi Gong.

Co-working, co-produzione e co-progettazione sono le basi su cui si fonda il lavoro di AmàteLAB, una community di architettura e design nata dal progetto AmàtelA – trasmissione radiofonica sull’architettura (2010). AmàteLAB gestisce le 15 postazioni nell’open space riservato al coworking. Un luogo di lavoro ideale per architetti, designer, grafici, esperti di comunicazione dove possono condividere idee, esperienze, opportunità, strumenti e competenze. Il coworking comprende anche due sale riunioni e un piccolo laboratorio per la lavorazione artigianale del legno pronte a stimolare la nascita di un vero e proprio vivaio di idee creative.

Spazio X darà particolare attenzione alla formazione. Dai laboratori teatrali del Teatro Civico 14 ai corsi di progettazione, design e fotografia di AmàteLAB. Le tre aule multifunzionali, dotate di postazioni con pc, sono ideali per ogni tipo di formazione: sarà Obelix, cooperativa di nuova costituzione che si occuperà di formazione professionale attraverso corsi riconosciuti dalla Regione Campania e prestando particolare attenzione alla crescita dei giovani, con corsi, seminari, workshop. Discipline orientali, corsi di audio e video editing e laboratori artistici completano l’offerta formativa in collaborazione con le diverse realtà del territorio casertano tra cui l’Associazione Artemisia, Caserta Film Lab, Blow Up Film e UBIA.

Eventi, mostre, workshop, stampa 3d, cinema e altro ancora. Sono solo alcune delle attività in programma a Spazio X pensato per rivolgersi contemporaneamente ai cittadini, alle imprese del territorio e ai giovani liberi professionisti. Durante l’inaugurazione è possibile sostenere il progetto di Spazio X acquistando la MEMBERSHIP CARD che darà la possibilità di usufruire di sconti e riduzioni sia sulle proposte del Teatro Civico 14, sia sui servizi offerti dal coworking di AmàteLAB.

Si coglie l’occasione dell’inaugurazione di Spazio X per evidenziare come la collaborazione con le forze del territorio, sostenendo lo sviluppo delle potenzialità che la cultura è capace di innescare facendo rete, permettono di confermare i rapporti di partnership e sponsorizzazioni tecniche con diversi settori produttivi e culturali, e si iniziano nuove collaborazioni con realtà imprenditoriali della città. Tra gli sponsor tecnici segnaliamo Sport and Marketing (main sponsor) e Porte a Porte Mandara che sostengono lo sviluppo delle potenzialità culturali e creative di Spazio X.

Inaugurazione Spazio X – il primo hub creativo di teatro, coworking, formazione was last modified: settembre 28th, 2016 by L'Interessante
28 settembre 2016 0 commenti
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Dylan Dog
CulturaIn primo piano

Dylan Dog: trentenne da incubo

scritto da L'Interessante

Dylan Dog

Di Erica Caimi

Lunedì scorso a Milano si sono tenuti i festeggiamenti per il compleanno di uno dei fumetti più amati in Italia: Dylan Dog. Era il 26 settembre 1986 quando il primo numero dell’indagatore dell’incubo, “L’alba dei morti viventi”, veniva pubblicato da Sergio Bonelli Editore, allora Daim Press, regalando agli appassionati del genere un’avventura, scritta da Tiziano Sclavi e illustrata da Angelo Stano, destinata a rimanere nella storia del fumetto.

Sergio Bonelli Editore ha voluto festeggiare il trentesimo compleanno con l’uscita del Dylan Dog n. 361, Mater Dolorosa, scritto da Roberto Recchioni, curatore editoriale di Dylan Dog, disegnato da Gigi Cavenago, con copertina siglata Angelo Stano. Ieri, a Milano, lo stesso editore ha organizzato il Dylan Dog Horror Day, una giornata all’insegna di appuntamenti aperti a tutti, tra cui la zombie walk, una camminata in cui i fan mascherati da zombie e i cosplayer dei personaggi di Dylan Dog hanno attraversato il centro e ricreato davanti al Duomo il primo frontespizio live della storia di Dylan, disegno ispirato al Quarto Stato di G. Pellizza da Volpedo. La marcia è terminata al The Space Cinema Odeon, con la proiezione di “La Notte dei Morti Viventi” di George A. Romero e del documentario in anteprima assoluta “Dylan Dog – 30 anni di incubi”.

 I festeggiamenti continueranno con il n. 362 (in edicola dal 29 ottobre), molto atteso poichè segnerà il ritorno alla sceneggiatura di Tiziano Sclavi dopo ben nove anni di latitanza. La storia, dal titolo “Dopo un lungo silenzio”, affronterà due temi molto impegnativi: l’alcolismo e la solitudine. I disegni saranno realizzati da Giampiero Casertano, storico illustratore del personaggio.

Breve storia di Dylan Dog

Il personaggio deve il suo nome al poeta Dylan Thomas, che Tiziano Sclavi attribuiva provvisoriamente a ogni soggetto nelle prime fasi della realizzazione e che in questo caso non venne più cambiato.  Dylan Dog, le cui sembianze si rifanno all’attore Rupert Everett su richiesta dello stesso Sclavi, è un eroe atipico, che soffre di diverse fobie e vive al numero 7 di Craven Road, in una Londra  gotica e decadente. Il detective playboy veste di nero e rosso, indossa le Clark, guida un maggiolone, ha un assistente, Groucho, sosia di Groucho Marx e un superiore, l’ispettore Bloch di Scotland Yard.

Sebbene all’inizio il fumetto non sembra essere destinato a un grande successo, più tardi, le vendite arriveranno a superare addiruttura quelle di Tex, il fumetto più venduto in Italia. Anche a distanza di tempo, nel mondo del collezionismo, l’attenzione ha raggiunto livelli tali da far schizzare alle stelle le quotazioni del leggendario numero 1, portando addirittura qualcuno a stampare copie false per poi farle circolare nelle svariate fiere di settore.

E pensare che tutto ebbe inizio nella lontana primavera del 1985, quando Tiziano Sclavi presentò a Sergio Bonelli una breve relazione con il seguente progetto: «Oltre alla fantascienza, l’altra serie del 1986 potrebbe essere horror… Secondo me, vale la pena di tentare». In effetti, ne è valsa la pena.

Dylan Dog: trentenne da incubo was last modified: settembre 28th, 2016 by L'Interessante
28 settembre 2016 0 commenti
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Napoli Sotterranea
Dall'Italia e dal MondoIn primo pianoViaggi Interessanti

Napoli Sotteranea e le sue meraviglie

scritto da L'Interessante

Napoli Sotterranea

Di Antonio Andolfi

Esiste una Napoli parallela alla città che noi conosciamo, fatta di cunicoli, gallerie, acquedotti e cisterne. E’ la Napoli sotterranea

Il sottosuolo della città racconta una storia lunghissima, che va dal III secolo a. C. ai giorni nostri.

I Greci aprirono le prime cave sotterranee per ricavare i blocchi di tufo necessari alla costruzione della loro Neapolis, e scavarono una serie di ipogei funerari. Attraverso una serie di corde si calavano in questi ambienti sotterranei e utilizzando semplici strumenti, staccavano dalle pareti grandi blocchi di tufo. Successivamente i Romani, crearono una vasta rete di acquedotti proveniente dalle sorgenti del Serino, a 70 Km di distanza dal centro di Napoli. Larghi quel poco che permetteva il passaggio di un uomo, i cunicoli dell’acquedotto si diramano in tutte le direzioni, con lo scopo di alimentare fontane ed abitazioni situate in diverse aree della città. Sulle pareti, si notano ancora tracce dell’intonaco, utilizzato dagli ingegneri dell’antichità per rendere le gallerie impermeabili. Agli inizi del XVI secolo il vecchio acquedotto non riuscviva più a soddisfare il bisogno d’acqua della città che intanto si era estesa, fu così che un facoltoso nobile napoletano, un certo Cesare Carmignano, costruì un nuovo acquedotto. Era formato da una serie di grandi cisterne che contenevano l’acqua, e da cunicoli stretti. Ogni abitazione poteva attingere acqua dalla cisterna tramite un pozzo, al quale aveva acesso il “pozzaro”, era un uomo agile e magro, che si muoveva con destrezza in questi antri, camminando lungo stretti cunicoli e arrampicandosi su per i pozzi grazie a dei fori praticati a distanza. Aveva il compito di pulire la cisterna dalle impurità, attraverso una sorta di lungo rastrello, simile a quello impiegato per le moderne piscine. Questo personaggio aveva libero accesso a tutte le case mediante i pozzi e ha dato origine ad aneddoti e leggende ancora vive nell’immaginario napoletano, come quella del “monaciello”. Spirito benevolo o maligno che si occupava più della padrona di casa che della rete idrica, ed usavano le vie sotterranee che conoscevano bene, per sparire o apparire, sotto il mantello da lavoro che, nella penombra, somigliava ad un saio di monaco.

Agli inizi del XX secolo questi ambienti furono utilizzati come rifugi antiaereri per proteggersi dai bombardamenti che colpirono la città nella Seconda guerra mondiale. Le cavità furono illuminate e sistemate per accogliere decine e decine di persone che al suono della sirena si affrettavano a scendere per le scale che scendevano in profondità.

Si possono ancora vedere resti di arredi, graffiti e vari oggetti, che testimoniano ancora oggi la grande paura dei bombardamenti e i numerosi periodi della giornata vissuti nei rifugi, a oltre 40 metri di profondità. C’è poi la ricostruzione di un carro armato, ci sono giochi, e persino delle bombe, opportunamente disinnescate, che scendono dal soffitto. Sembra quasi sentire il rumore delle bombe, le grida delle persone, la sirena che suonava di continuo. Tutto questo finì durante le cosiddette quattro giornate di Napoli, dal 27 al 30 Settembre 1943,  durante le quali tanti bambini armati, chiamati “scugnizzi” riuscirono a liberare la città di Napoli dall’occupazione delle forze armate tedesche. Il 1 Ottobre 1943, quando le Forze Alleate entrarono a Napoli, videro una città che si era liberata da sola,  grazie al coraggio e all’eroismo dei suoi abitanti ormai esasperati dallo stremo per la guerra. Napoli fu la prima, tra le grandi città europee, ad insorgere contro l’occupazione tedesca. 

Gli speleologi continuano a studiare ed ispezionare le cavità e i cunicoli che raffiorano in occasione di sprofondamenti o crolli e fare una sorta di censimento delle cavità sotterranee.

Insomma il sottosuolo di Napoli conserva tante sorprese, e chissà quanto ancora c’è da scoprire.

Napoli Sotteranea e le sue meraviglie was last modified: settembre 27th, 2016 by L'Interessante
27 settembre 2016 0 commenti
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Un posto al sole
CulturaIn primo pianoTv

Un posto al Sole: buon compleanno!

scritto da L'Interessante

Un posto al sole

Di Michela Salzillo

Sono in arrivo novità   interessanti per i fedeli spettatori di “Un posto al sole”!

 La soap opera più famosa di Rai tre, che lunedì 26 settembre ha raggiunto le 4586 puntate, festeggia i suoi vent’anni annullando per quattro episodi   il sabato sabatico previsto dalla programmazione ordinaria. Dal 1996, anno in cui andò in onda il primo episodio della fiction partenopea, vantando un primato di produzione interamente italiano, l’appuntamento con gli appassionati è sempre stato dal lunedì al venerdì, durante la fascia oraria che, mediamente, oscilla fra le 20,35 e le 21,00, variazioni comprese.

La novità è stata annunciata da Ilaria Lazzarin, conosciuta anche come Viola Bruni, personaggio a cui, l’attrice di Busto Arstizio, è particolarmente legata da quando ne interpreta vesti e abitudini proprio all’ interno della soap

“Il 21 ottobre, Un posto al sole compie 20 anni!

 Prodotta dalla Rai di Napoli, Raifiction e Fremantle, è finalmente record italiano. Per farvi un regalo,  dal 1 ottobre, per quattro  Sabati, su Rai tre, alle 20:10  partirà una lunga serie di puntate speciali, piene di ricordi”

Dal messaggio dell’attrice non è difficile capire che si tratterà di un tuffo nel passato, un rewind di vecchi episodi che sicuramente toccheranno il cuore dei nostalgici e dei più affezionati.

Un posto al sole: la prima soap che unisce temi rosa a storie di cronaca nera

A differenza delle altre soap opera che trattano soprattutto temi rosa, quando “Un posto al sole” arriva in tv, attraverso un formato del tutto originale, rappresenta una delle principali novità in materia, perché accende i riflettori su di un intreccio che fa rapportare, per la prima volta in Italia, storie di cronaca nera, incentrate su problemi sociali, con vicende comiche e a sfondi surreali. In questo modo gli attori hanno avuto modo, sin dal primo ciack, di cimentarsi in mille parti e situazioni diverse, pur interpretando lo stesso personaggio.

 Tra le varie vicende di questa soap, infatti, ci sono anche casi tipici delle serie poliziesche, come omicidi, rapine, sequestri di persona e storie di camorra. Una soppressione di vita quotidiana, leggermente romanzata, che ha senz’altro contribuito a diffondere l’ immagine di Napoli nel resto della penisola.

Un posto al Sole: buon compleanno! was last modified: settembre 27th, 2016 by L'Interessante
27 settembre 2016 0 commenti
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giovanni cavaliere
CulturaIn primo piano

Il paese del vento di Giovanni Cavaliere in mostra a Mercato San Severino

scritto da L'Interessante

Giovanni Cavaliere

Di Maria Rosaria Corsino

Grafica Metelliana ospita la personale di Giovanni Cavaliere“Il paese del vento”. Una raccolta di 30 opere olio su tela dell’artista che sarà inaugurata giovedì 29 settembre, alle ore 18.30, presso gli spazi espositivi dell’azienda in via Sibelluccia, area PIP, Mercato San Severino (SA). La personale di Cavaliere, a cura di Rosa Cuccurullo, è organizzata in collaborazione con COBBLER, spazio per l’arte contemporanea, e gode dei patrocini del MMMAC, Museo Materiali Minimi d’Arte Contemporanea, della Fondazione Pietro Lista e del Comune di Mercato San Severino.

“Una nuova bellezza pittorica, d’ardite stonature acide, e s’intende molto più in fondo un’accettazione del visibile, più matura” commenta il critico Marco Alfano nel dialogo con l’artista riportato nel catalogo pubblicato da Areablu Edizioni nella COLLANADIPERLE. “Il risultato – continua – è di formale finezza, nella semplicità di intonazioni tendenti al monocromo, come il viola d’una chioma di pino battuto dal nuovo freddo; strisce biancastre che abbagliano e rettangoli di colori netti.”

“La pittura – dichiara Giovanni Cavaliere – è il vento che scompiglia la visione della realtà, viene da lontano e non cesserà mai di esistere. Resistere.” “La singola pennellata ci svela il segreto della pre-esistenza del pensiero, quella zona intermedia tra aria e materia che mi piace definire anima colorata.” “L’arte è una, nelle sue molteplici manifestazioni, nasce e muore. L’arte è il paese del vento, dove tutto cambia e le anime che respirano hanno un colore, un carattere fecondo sospinto verso l’ignoto.”

La mostra sarà visitabile fino al 5 gennaio 2017, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00.

Chi è Giovanni Cavaliere

Giovanni Cavaliere è nato a Mercato San Severino nel 1971. Dopo l’Istituto d’Arte a Salerno, si diploma in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove studia coi maestri Carmine Di Ruggiero e Bruno Starita. Nel 1991 allestisce la prima mostra personale, su invito di Giuseppe Rescigno, alla Ex-Officina di Mercato S. Severino. Nel 1995 mette in scena, al Teatro A di Mercato S. Severino, una performance dal titolo Il Sogno dell’Uovo. Nel 1995 espone una serie di acqueforti, alla mostra Forme e Segni, allestita presso la Saletta Rossa della Libreria Guida di Napoli, e due anni dopo, partecipa al Premio Nazionale per l’Incisione “Fabio Bertoni” di Urbino. Nel 1999 prende parte alle mostre Quaranta artisti per il Kosovo, alla Galleria Verrengia di Salerno, e In-visibile. Altri paesaggi della pittura, a cura di Franco Cipriano, organizzata dal Comune di Agerola. Nell’ottobre 2004 ritorna ad esporre a Salerno, negli spazi del Museo Città Creativa di Ogliara, con una personale di dipinti, disegni e ceramiche, a cura di Ivan Quaroni e Stefania Zuliani, con una poesia di Alda Merini a lui dedica. Stabilitosi a Milano, tiene nel 2007 una personale alla Galleria Mandelli di Seregno, e vince, nel dicembre dello stesso anno, il Premio Lissone, con l’opera Vuoto d’aria, che entra nella Collezione Permanente del Museo d’Arte Contemporanea della città lombarda. Del giugno 2010 è la mostra personale dal titolo Solo le ombre, a cura di Marco Alfano e Alfonso Amendola, allestita presso la chiesa di Sant’Apollonia a Salerno. Nel 2011 è invitato alla mostra Lo Stato dell’Arte, a cura di Vittorio Sgarbi, allestita all’ Ex Tabacchificio Centola di Pontecagnano, nell’ambito del Padiglione Italia-Campania della LIV Biennale di Venezia.
 

Il paese del vento di Giovanni Cavaliere in mostra a Mercato San Severino was last modified: settembre 26th, 2016 by L'Interessante
26 settembre 2016 0 commenti
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Apple
CulturaCuriositàIn primo piano

Apple a Napoli cerca “umanisti digitali”

scritto da L'Interessante

Apple

Di Maria Rosaria Corsino

Trova casa anche all’interno dell’antica cittadella monastica seicentesca di Suor Orsola l’Academy napoletana dell’innovazione targata Apple

Il primo grande progetto europeo di alta formazione del colosso statunitense sposa così la secolare tradizione di studi umanistici dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, che già da anni viaggia con un felice binomio integrato con le nuove tecnologie: da ultimo la nascita dei living labs del Centro di Ricerca Scienza Nuova e l’avvio del primo dottorato italiano in Humanities e and Technologies. Dal 20 Ottobre prenderà il via all’Università Suor Orsola Benincasa il primo Corso “iOS Foundation Program” in partnership con Apple, dedicato agli umanisti.

“Il nostro progetto non si rivolge soltanto ad ingegneri o ad esperti in tecnologie- spiegano dalla Apple i manager che lavorano da mesi tra le aule e i giardini del campus universitario di Suor Orsola – e proprio in questo Ateneo abbiamo scoperto risorse, patrimoni di conoscenze e competenze, oltre che luoghi unici, che ci fanno credere che il lavoro con l’Università Suor Orsola Benincasa sarà molto fecondo e innovativo”.

Ed allora ecco che la ‘caccia’ di Apple ai creativi mette ora nel mirino anche trenta umanisti nei settori di eccellenza dell’Università Suor Orsola Benincasa (beni culturali, comunicazione, pedagogia e psicologia solo per citarne alcuni) che ha scelto di riservare questa grande opportunità di formazione soltanto ai suoi studenti ed ai suoi laureati.

Dai beni culturali all’ergonomia: le nuove tecnologie applicate alle scienze umane nel programma del Corso

I temi del Corso, pianificati di concerto con i manager della multinazionale statunitense, coniugheranno, quindi,gli aspetti informatici con le vocazioni di ricerca e didattica del Suor Orsola, in particolare l’attenzione ai beni culturali, ai temi dell’intrattenimento e ai nuovi media, alle nuove tecnologie per la formazione e alla progettazione tecnologica attenta ad ergonomia, usabilità e user-experience.Il Corso “iOS Foundation Program” insegnerà agli studenti come realizzare App innovative per dispositivi Apple in linguaggio Swift.

Apple a Napoli cerca “umanisti digitali” was last modified: settembre 26th, 2016 by L'Interessante
26 settembre 2016 0 commenti
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Tufacea
Dall'Italia e dal MondoIn primo pianoViaggi Interessanti

TUFACEA: la notte bianca della cultura

scritto da L'Interessante

Tufacea

Di Carmen Giaquinto

Tufacea. Un appuntamento imperdibile in quel di Sant’Agata de’ Goti, in provincia di Benevento, già bandiera arancione del Touring Club Italiano

Alla sua seconda edizione, con uno slogan nuovo e più attraente, riprende vita la notte bianca della cultura; un nuovo modo di vedere il borgo sannita. Un salto indietro nel tempo, alla riscoperta di uno dei centri storici più belli d’Italia. Per un’intera notte, la cittadina si è animata e ha pulsato di vita nuova; si è percepita l’essenza stessa di un luogo incantato, tra storia, tradizioni, arte, cultura, enogastronomia e natura.

La manifestazione, aderente alle Giornate Europee del Patrimonio, è partita alle 19:00 del 24 settembre con una imperdibile novità: la caccia al tesoro.  Una intrigante sfida che ha appassionato qualsiasi visitatore e compaesano, alla ricerca di oggetti, rebus, particolari e tante sorprese.  E’ stato possibile ammirare il patrimonio storico-artistico attraverso una serie di visite guidate, completamente gratuite: gli appassionati ed i curiosi hanno avuto la possibilità di addentrarsi nel cuore di Sant’Agata, tra mostre, musei, chiese, palazzi aperti tutta la notte.  La due giorni si è articolata in sei sezioni, divise per tematiche:

  • La città aperta
  • I sotterranei
  • Le mostre
  • Il percorso natura
  • Street art night
  • Percorsi enogastronomici

In tutti i siti, le visite guidate sono state effettuate ad orari prestabiliti; imperdibile il Castello Ducale, col meraviglioso salone, affrescato, per volontà di Carlo I Carafa, duca di Maddaloni, sotto la direzione del pittore Tommaso Giaquinto. Il Castello è posto lungo le mura che un tempo segnavano l’accesso principale alla città. Non solo storia, anche fede. È, infatti, aperto, per l’occasione, lo storico Palazzo Vescovile, in piazza Umberto I, dove si custodiscono oggetti che celebrano Sant’Alfonso Maria De’ Liguori, vescovo della città, tra i quali, la sedia che il santo utilizzava per l’udienza, alcuni trattati ed i testi dei processi di beatificazione e canonizzazione.

In via eccezionale,è stato  aperto il costone tufaceo su cui si erge il borgo cittadino. Attraverso le scalette dal Ponte Grande del Martorano, i visitatori hanno, finalmente, constatato la conformazione delle fondamenta della città. Scavate nel tufo sono anche numerose grotte e cantine (come quella di Mustilli e dell’Antico Borgo) che si sviluppano nel centro storico con una serie di gallerie, cunicoli, ambienti e passaggi, costituendo una vera e propria città sotterranea.

Tra le mostre in programma la già rinomata “Stirpe dei draghi” che vede protagonista il cratere a figure rosse di Assteas, raffigurante Cadmo che uccide il drago e la mostra fotografica di Angelo Marra, situata nel Chiostro di San Francesco. Aperta anche domani, “Hilmaré in mostra” è dedicata all’attività teatrale dell’Associazione Culturale Hilmaré di Sant’Agata De’ Goti, fondata dall’attrice e regista Hilde Renzi.

Il borgo è rimasto sveglio e vibrante per tutta la notte, pronto ad accogliere l’inedito percorso naturalistico dedicato all’acqua che si è tenuto nella mattinata di Domenica. Partendo da Piazza Trieste, varcando la Porta di San Marco, si è giunti ai lavatoi di Reullo, al Ponte Vigiano fino alla scoperta della Ferriera, aperta al pubblico per la prima volta. Splendido esempio di architettura industriale, la Ferriera nasce addirittura come industria di lavorazione del ferro sotto Ferdinando IV di Borbone e convertita successivamente in azienda di produzione elettrica per poi essere trasformata in un mulino. E non solo… tra artisti di strada, performers e fiaccolate, Sant’Agata si è trasformata in luogo suggestivo, quasi fatato e Tufacea è diventato un appuntamento da non perdere!

TUFACEA: la notte bianca della cultura was last modified: settembre 26th, 2016 by L'Interessante
26 settembre 2016 0 commenti
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Volalto
In primo pianoSportVolley

Volalto Caserta: festa di inizio anno

scritto da L'Interessante

Volalto

Presentazione in grande stile quella della VolAlto Caserta

In un palazzetto dello sport animato da oltre cento mini volley, tantissimi appassionati, tanti curiosi attirati nell’impianto di Viale Medaglie d’Oro dai nomi in programma e con la solita coinvolgente “colonna sonora” del Manicomio Accanito sabato sera si è svolta la tradizionale festa di inizio anno del club rosanero.

Il torneo di mini volley sapientemente gestito da Giorgio Tarallo, Rino Salomone e dal professore Delle Femmine, ha aperto il pomeriggio.

Alle 19:30 al via la tradizionale presentazione ufficiale che, come di consuetudine, ha visto la partecipazione dell’intero mondo rosanero. Così, si è avuta l’occasione di conoscere la squadra che dal prossimo 16 ottobre calcherà i campi della serie A, ma anche le altre formazioni che gareggeranno nei campionati regionali e giovanili coem ad esempio la VoLAlto San Nicola che parteciperà alla serie C e la VolAlto Caserta che farà, invece, la serie D oltre ai tornei giovanili.

La presentazione, intensa nei contenuti, ma veloce nella forma, si è aperta con un filmato a celebrare i dieci anni di vita del club casertano. Poi sono arrivati i saluti del presidente Barbagallo e di Agostino Barone. “Si apre un anno importante – ha detto il numero uno rosanero – dopo i play off della passata stagione è chiaro che si punti al bis, ma non facciamo proclami. Adesso è il momento del lavoro. Noi daremo sempre il massimo”. Barone ha sottolineato, invece, il grande cammino della squadra in questi anni. “Volevamo arrivare in A – ha detto il dirigente volaltino – sin dai nostri primi passi volevamo portare il volley casertano li dove non nessuno era mai arrivato. Ci siamo riusciti e adesso lavoriamo per continuare a crescere”.  Molto applaudite le nuove divise da gioco, da questa stagione griffate adidas. Maglia rosa con bordini neri e pantaloncino nero con bordini rosa, invertiti i colori per la versione da trasferta. La toccante benedizione del padre spirituale volaltino Don Donato Bosco ed il giuramento dell’atleta salesiano eccezionalmente letto dagli atleti della Stella del Sud,la squadra di basket nata grazie alla collaborazione tra i giovani immigrati, rifugiati ed i volontari del Centro Sociale ex Canapificio, e la testimonianza portata da Domenico Migliore dell’Associazione Amare la Vita, oggi impegnata, tra le altre cose nella raccolta fondi per le vittime del sisma nel basso Lazio e Marche, sono stati momenti di grande intensità e commozione. Applauditissima e di grande impatto la performance di Sergio Cunto, ballerino professionista Rai che, insieme ad alcune allieve della scuola di danza Arabesque di Annamaria Di Maio, si è esibito in una versione rivista di Let’s dance di David Bowie.

Presentata anche la campagna abbonamenti e l’iniziativa VolAlto premia la passione riservata alle giovani leve volaltine. Poi, la spettacolare entrata in scena della formazione che parteciperà al prossimo campionato di serie A2. Una ad una le rosanero hanno guadagnato il campo tra gli applausi dei tifosi, fotografie, cori, entusiasmo, ed anche un gradito omaggio floreale, offerto dall’associazione Amare la Vita.

Poi i riflettori si sono riaccesi per dare spazio al concerto dei Neri per Caso. La band, vincitrice del festival di Sanremo 1995 nella categoria Nuove Proposte, si è esibita nei suoi successi più importanti, ma anche in un godibilissimo excursus di tantissimi brani di successo tutti cantati rigorosamente a cappella, Applausi convinti per loro, applausi convinti per la VolAlto.

 

 

Volalto Caserta: festa di inizio anno was last modified: settembre 26th, 2016 by L'Interessante
26 settembre 2016 0 commenti
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Tu si que vales Edson
CulturaIn primo pianoTv

Tu si que vales: Edson commuove e vola in finale – IL VIDEO

scritto da L'Interessante

Edson

Di Michela Salzillo

È stato un inizio col botto quello riservato, lo scorso sabato, ad uno dei programmi più seguiti delle reti Mediaset. “Tu si que vales “, il format di intrattenimento in onda su canale 5 dal 2014, è tornato nelle case degli italiani regalando, sin da subito, un grande momento di commozione. Con una formula leggermente rinnovata, che aggiunge alla giuria l’arrivo di Teo Mammucari e battezza come conduttore di prima serata lo chef   toscano, Simone Rugiati, il talent show di origine spagnola ha fatto piangere anche i più restii.

Tutta colpa di Edson D’Alessandro, un giovane cantante con una storia molto difficile alle spalle: uno dei primi concorrenti della nuova edizione, è entrato in studio balbettando e, su invito della De Filippi, ha cominciato a parlare di sé, puntualizzando, con una certa difficoltà, che la sua fosse una storia parecchio lunga e tortuosa

L’artista brasiliano,  che ha perso i genitori quando era solo un bambino, per poi essere adottato da una famiglia italiana, ha raccontato  del suo vissuto, traducendo una visibile sofferenza in parole semplici. Un racconto fatto in punta di piedi, discretamente intervallato dagli applausi del pubblico e le lacrime dei giudici, conduttori compresi.

“Sono nato in Brasile il 22 agosto, a 4 anni ho perso i genitori e ho vissuto per un periodo in strada, tra fame e povertà. Un giorno ero a casa, c’era mia madre con un uomo che non conoscevo e lui mi cacciò. Dopo un po’ arrivarono gli assistenti sociali, così venni trasferito in una casa famiglia, dove sono rimasto per due anni. Sono stati anni molto brutti… A nove anni, però, sono stato adottato da due italiani.   Ricordo di aver ricevuto una lettera in cui mi veniva detto che questi due genitori stavano venendo a prendermi. Da allora la mia vita è cambiata. Non parlo in modo fluido per quello che mi è successo da piccolo, credo che quando non ricevi abbastanza affetto possa accadere”.

Se ad una storia del genere nessuno era preparato, forse, almeno non in quel modo, ( tanto che le circostanze   hanno mostrato una Maria De Filippi quasi in colpa per aver “autorizzato” un racconto così duro prima dell’esibizione), a ciò che è accaduto pochi secondi dopo, probabilmente, si era pronti ancora meno.

Di solito, in casi del genere, il meccanismo televisivo produce una idealizzazione della realtà; capita spesso che i podi venuti fuori dai talent più in voga non siano esattamente proporzionali al vero potenziale dei concorrenti , ma non è stato questo il caso.

Già dopo le prime note di “jealous”, brano scelto da Edson per dedicarlo alla sua nuova famiglia, ogni riserva sulle sue capacità canore è stata sostituita da un riconosciuto talento. È una voce straordinaria, quella del giovane dalla storia triste, a confermarlo è anche Rudi Zerbi, di solito molto severo nel rintracciare   l’unicità delle performances e di chi le propone. Edison non è soltanto un timbro bellissimo, come affermerà Maria De Filippi, ma è pure capace di minare l’emozione di un   pubblico che non riesce neppure a stare seduto, e gli regala una standing ovation.

“Sei stato così bravo che mentre cantavi abbiamo dimenticato tutto quello ci hai raccontato prima”

gli dirà Gerry Scotti, dopo aver invitato anche il padre del ragazzo sul palco. Tutti d’accordo per la promozione , dunque, anche Mammucari che gli consiglia di tenersi stretto quel dolore, certo che  lo aiuterà nell’evoluzione del suo talento.

L’entusiasmo è talmente tanto che, da lì a poco, i giudici decideranno di concedere ad Edison l’accesso diretto alla finale, un regalo previsto dalle leggi del programma, e che in questo caso arriva come una vera possibilità di riscatto. Storie come questa, al di là della spettacolarizzazione della sofferenza, che nella televisione odierna è sempre in agguato, ci insegnano tanto; ci istruiscono all’amore vero, quello che scegli, quello che, nascendo, dà vita a chi lo dona e a chi lo riceve.

 

 

 

Tu si que vales: Edson commuove e vola in finale – IL VIDEO was last modified: settembre 26th, 2016 by L'Interessante
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