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Unicef
CulturaEventiIn primo piano

Unicef, Lego e Disney: solidarietà e divertimento al Bco-Outlet di Marcianise. I tre eventi in programma sabato all’interno della galleria commerciale

scritto da L'Interessante

Unicef e Lego

Unicef, Lego e Disney: solidarietà e divertimento al Bco-Outlet di Marcianise. I tre eventi in programma sabato all’interno della galleria commerciale

Tre appuntamenti interamente dedicati ai più piccoli. E’ quanto riserva il programma del Bco-Outlet, la galleria ubicata all’interno del Parco Commerciale Campania in località Aurno di Marcianise (Caserta), per la giornata di sabato 17 settembre.

In primis la beneficenza con l’evento promosso da Unicef per la campagna “Amico dell’Unicef”, con la sensibilizzazione sui programmi che il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, presente in 192 paesi del mondo con progetti per la difesa dei diritti e per il miglioramento delle condizioni di vita di bambini e adolescenti, porta avanti. Sabato, presso lo stand Unicef allestito all’interno della galleria Bco-Outlet, non avverrà alcuna attività di vendita o di raccolta di denaro contante. Sarà possibile ricevere tutte le informazioni necessarie per l’adesione al programma della campagna in favore dei più piccoli.

Ma non solo. Sabato al Bco-Outlet, come detto, sarà una giornata interamente dedicata ai bambini e non possono mancare sorprese e tanto, tanto divertimento. All’interno dello store Paggio Toys, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20, si svolgerà un evento promosso da Lego, il noto marchio danese produttore dei mitici mattoncini colorati che hanno fatto divertire ed appassionare intere generazioni. Per l’occasione sarà allestita un’area giochi dove i bambini potranno vivere un’esperienza a tutto tondo, ludica ed al tempo stesso istruttiva. L’evento si concluderà con il regalo di gadget Lego, offerti dai promoters dell’iniziativa.

Sabato e Domenica, infine, il megastore di animali Zoomiguana regalerà un pesciolino rosso a tutti i clienti che esibiranno un biglietto Uci – Cinema del film Disney “Alla ricerca di Dory”. Insomma una giornata di solidarietà e divertimento, tra beneficenza, animazione e mattoncini colorati. Tutto all’interno Bco-Outlet. Un appuntamento da non perdere.

 

Unicef, Lego e Disney: solidarietà e divertimento al Bco-Outlet di Marcianise. I tre eventi in programma sabato all’interno della galleria commerciale was last modified: settembre 16th, 2016 by L'Interessante
16 settembre 2016 0 commenti
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Andar per cantine
CulturaEventiIn primo piano

Andar per cantine: ad Ischia l’iniziativa della Pro Loco

scritto da L'Interessante

Andar per cantine

Andar per cantine anche in bici e al chiaro di luna: così Ischia celebra il vino

Dal 18 al 25 settembre tour guidati per la nona edizione dell’evento organizzato dalla Pro Loco Panza: sei itinerari, molti eventi collaterali. Cunicoli scavati nel tufo verde, traccia dell’identità dell’isola d’Ischia, e vigneti a picco sul mare, simbolo dell’agricoltura eroica. E poi i volti i contadini e imprenditori, esistenze dedite alla terra, e l’intreccio di aneddoti e storie, permeate dal dialetto. Dal *18 al 25 settembre* va in scena la nona edizione di Andar per cantine, la manifestazione organizzata dalla Pro Loco Panza (info e prenotazioni 081 908436) che svela ’anima terragna di Ischia attraverso una serie di percorsi tra le cantine più antiche di un territorio che vanta una tradizione millenaria nel suo rapporto con la vite, testimoniata dai reperti custoditi nel museo archeologico di Villa Arbusto, e che festeggia i cinquant’anni dell’Ischia Doc. E in un’edizione nata sotto i migliori auspici (con prenotazioni dalla Germania, dalla Svizzera e dall’Austria), a conferma di una crescita costante del turismo ecosostenibile, non mancano le novità. «Siamo partiti
dal canovaccio tradizionale della nostra manifestazione – spiega Leonardo Polito, presidente della Pro Loco Panza – per aprirci a nuove idee che incontrino l’attenzione e la curiosità di isolani e turisti». Tra le novità assolute, “Cantinando in bike”, il percorso enogastronomico per cicloamatori che, in collaborazione con *Only green*, propone ai visitatori un tour guidato in bici, anche elettrica, alla scoperta delle cantine dell’isola d’Ischia. Doppio appuntamento quotidiano dal 18 al 25
settembre (10.30 e 15.30) per assecondare, come spiega Domenico Trani, tra gli ideatori dell’iniziativa, «il desiderio sempre più forte dei nostri turisti di apprezzare l’isola girandola in bici». Grande attesa anche per “Cantinando
sotto le stelle”: il 20 e il 22 settembre, con  partenza alle 18:45 in trenino, i visitatori toccheranno le cantine più belle dell’isola al chiaro di luna.

Carichi di suggestione i sei percorsi, che abbracciano un caleidoscopio di luoghi, percorrendo capillarmente l’entroterra dell’isola alla scoperta dei sentieri del vino e dei templi dedicati al dio Bacco. Itinerari intriganti simbolicamente intitolati alle varietà dell’uva isolana: il Biancolella, che si snoda tra Forio e Serrara Fontana,  e il percorso Uva rilla, che abbraccia i comuni di Ischia e Barano (tra le novità, le antiche grotte delle cantine Perrazzo, un cunicolo suggestivo nel tufo a due passi dal porto), il Forastera e il San Lunardo, il Per ‘e Palummo e il Frassitelli.

«Ma le tracce del rapporto privilegiato tra Ischia e il vino risiedono anche nei sentieri più suggestivi», spiega Francesco Mattera, reggente della sezione isolana del Club Alpino Italiana, che collabora con la Pro Loco Panza e propone, in particolare, il *percorso dell’eremo di San Nicola* (mercoledì 21 e venerdì 23, partenza alle 15) e quello della *Bocca di Tifeo* (giovedì 22 e sabato 24, partenza alle 15). Il primo conduce alla vetta dell’Epomeo, il secondo al campo di fumarole più esteso dell’isola, testimonianza diretta del vulcanesimo secondario. “ Andar per cantine ” propone anche appuntamenti di gusto, a cominciare da “Ischia Safari”, un viaggio nel gusto guidato da quaranta professionisti nella suggestiva location del “Negombo”, da un’idea di Pasquale Palamaro e Nino Di Costanzo (appuntamento lunedì 19 alle 19:30).

Grande attesa per il corso di preparazione e degustazione del *coniglio alla cacciatora*, piatto tipico per eccellenza e visceralmente legato al vino, che è peraltro uno degli ingredienti fondamentali della sua ricetta. Tutti i giorni, dal 18 al 25 settembre (ore 18:30), all’agriturismo “La Pergola” sarà possibile cimentarsi con lo chef Giuseppe nella “tradizione in due ore”, un vivace laboratorio dedicato al coniglio all’ischitana.

A Palazzo Pezzillo, nel cuore pulsante di Forio, tutte le sere – dal 17 al 23 – degustazione di vini tipici isolani. E ancora: le Cantine Pietratorcia ospitano mercoledì 21 alle 20:30 la *Cena della vendemmia*. E il binomio terme-vino troverà una concreta traduzione nell’appuntamento di domenica 25 ai Giardini Poseidon, con degustazione alla grotta del vino a partire dalle 9.

Quest’anno, la manifestazione abbraccia anche un itinerario guidato di storia, arte e degustazione attraverso i vicoli del centro storico di Forio (martedì 20, giovedì 22 e sabato 24, partenze alle 10 e alle 15). Il gran finale è in programma domenica 20 alle 20:30 alla Tenuta Piromallo con la consegna dei premi “*Cento cantine in mezzo al mare*”, riconoscimenti
assegnati a chi si impegna con passione nella valorizzazione del prezioso patrimonio agricolo dell’isola d’Ischia. «Di pari passo con la crescita di
Andar per cantine – spiega Leonardo Polito – abbiamo assistito a un recupero di cantine e terreni incolti, che fino a pochi anni fa sembravano destinati al più completo abbandono e che invece, complice il lavoro della Pro Loco Panza, negli ultimi anni sembrano nuovamente protagonisti». Nel corso della serata conclusiva, previsto anche un concerto classico napoletano con “La Ghironda”.

*Per tutti i percorsi di “Andar per cantine” è obbligatoria la prenotazione, le partenze sono da piazza San Leonardo a Panza (alle 10 e alle 15, il costo di 15 euro include navetta, visita alle cantine, guida e degustazione).  Per info e prenotazioni 081 908436 e  www.prolocopanza.it  http://www.prolocopanza.it.

Andar per cantine: ad Ischia l’iniziativa della Pro Loco was last modified: settembre 16th, 2016 by L'Interessante
16 settembre 2016 0 commenti
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Iscrizioni Ippico
In primo pianoSportVolley

ISCRIZIONI CHIUSE PER IL CONCORSO IPPICO COPPA D’ORO CITTÀ DI CASERTA

scritto da L'Interessante

iscrizioni

Iscrizioni: 260 i partecipanti previsti con altri in lista di attesa

 La grande attesa ed il grande interesse per la cinquantacinquesima edizione del concorso ippico internazionale Coppa d’Oro Città di  Caserta”, che si svolgerà nel parco della reggia vanvitelliana dal 14 al 16 ottobre, sono testimoniate dal gran numero degli iscritti, fra i quali molti cavalieri di fama nazionale ed internazionale, ad un mese dall’inizio della manifestazione.
Dieci giorni dopo l’apertura delle iscrizioni, la lista è stata già chiusa e ci sono  cavalieri ed amazzoni in lista di attesa. Ad oggi i partecipanti alla “coppa d’oro” del 2016, saranno 260 e 45 sono in lista di attesa che sperano in  rinunce di altri per poter cavalcare sul prato della reggia.
Grande è la  soddisfazione del promotore, ideatore e direttore tecnico della manifestazione Walter Puoti, presidente della “Asd San Giorgio equitazione” che si è adoperato lavorando intensamente con il decisivo e determinante contributo del Comune di Caserta, per riportare nella reggia il concorso ippico in collaborazione con Regione Campania, Ente Provinciale per il Turismo, Soprintendenza per i Beni Architettonici, per il Paesaggio e per il Patrimonio Storico ed Artistico di Caserta e Benevento e la Camera per il Commercio, Industria, Agricoltura ed Artigianato di Caserta.
I tabulati della FISE (Federazione Italiana Sport Equestri) relativi al concorso casertano, sono la testimonianza della grande attesa che c’è per il ritorno della  “coppa d’oro”, ed infatti il presidente nazionale della Federazione Italiana Sport Equestri Vittorio Orlandi, si è complimentato con il presidente del comitato regionale della Campania Vincenzo Montrone per il successo delle iscrizioni al concorso che si svolgerà nel parco della reggia borbonica.
Come per le precedenti edizioni saranno dieci i premi in palio ogni giornata di gare, più di trenta quelli che saranno assegnati nei tre giorni, iniziando sempre dalle categorie più basse fino alle prime, quelle difficili e spettacolari riservate a cavalieri ed amazzoni esperti ed a cavalli di razza.
Sono trascorsi sei anni dallo svolgimento dell’ultima edizione del concorso ippico, quello della coppa d’oro che sarà assegnata a chi vincerà tre edizioni anche non consecutive.

La città si prepara ad accogliere turisti, appassionati e partecipanti 

Sicuramente la kermesse equestre sarà l’occasione per richiamare turisti, appassionati della disciplina e gli immancabili curiosi, che vorranno vedere dal vivo i cavalli impegnati nel salto degli ostacoli correndo contro il tempo.
 “Caserta e il meraviglioso scenario della Reggia saranno una straordinaria vetrina per le centinaia di visitatori che  accorreranno in città  – dichiara il sindaco di Caserta, Carlo Marino – per assistere a quello che si preannuncia come un grande spettacolo in termini di qualità e partecipazione. Non posso nascondere una punta di orgoglio nel sottolineare come questo progetto, promosso dal Comune di Caserta, sia stato l’unico evento di questo genere del nostro territorio ad ottenere il finanziamento da parte della Regione Campania, che ha ravvisato la rilevanza e la qualità della manifestazione, considerata una delle più importanti nel campo dell’ippica a livello nazionale ed internazionale. Sono particolarmente felice che quest’anno il concorso ippico ‘Coppa d’Oro-Città di Caserta’ sarà preceduto da alcune manifestazioni collaterali che si svolgeranno all’interno delle scuole e nella Reggia di Caserta. Ritengo queste iniziative estremamente preziose non solo per promuovere lo sport anche al di fuori dei suoi tradizionali confini, ma per utilizzarlo pure come veicolo di promozione per il nostro territorio. Resto convinto, infatti, che manifestazioni come questa rappresentino un essenziale strumento di crescita e sviluppo per la nostra città.

ISCRIZIONI CHIUSE PER IL CONCORSO IPPICO COPPA D’ORO CITTÀ DI CASERTA was last modified: settembre 16th, 2016 by L'Interessante
15 settembre 2016 0 commenti
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terra di lavoro birra fest
CulturaEventiIn primo pianoMusica

Terra di Lavoro Birra Fest

scritto da L'Interessante

Terra di Lavoro Birra Fest

Terra di Lavoro Birra Fest è il primo evento interamente dedicato alla cultura della birra artigianale della provincia di Caserta, che da importanza alle realtà regionali

Un momento di promozione ed approfondimento culturale su questo interessante mondo promosso dalla Bcc Terra di Lavoro San Vincenzo de’ Paoli e organizzato del gruppo dei Giovani soci “Bcc Lab”.

Come Funziona?
L’evento si terrà presso la suggestiva location del Quartiere Militare Borbonico di Casagiove, a poche centinaia di metri dall’uscita dell’autostrada Caserta Nord.
Durerà due giorni, 23 e 24 settembre, dalle ore 18:00 alle 2:00 tra degustazioni , buona musica e seminari formativi sulla cultura birraia.
All’ingresso sarà distribuito un Kit di degustazione comprensivo di sacca, bicchiere e carta descrittiva delle birre dal costo di euro 5,00 cadauno a copertura dei costi della manifestazione.
I gettoni per le degustazioni saranno consegnati presso lo Stand BCC Lab al costo di 2 euro ciascuno per 20 cc di prodotto, la prima avrà valore di 1 euro.
Entrambe le sere è previsto un palinsesto musicale di caratura nazionale che Vi accompagnerà nella scoperta del mondo della birra artigianale.
Sarà infine possibile fermarsi a cenare presso l’area street food allestita in uno dei cortili.

I BIRRIFICI
Birra Karma
Quando nella provincia casertana si parla di birra artigianale, semplicemente il capostipite è il Karma. Forte della sua professionalità, qualità e dedizione nel tempo, Mario Cipriano ha fatto si che il proprio prodotto diventasse il frutto di una visione moderna della tradizione antica, combinando i sapori e i profumi della tradizione contadina campana.

Okorei Microbirrificio
Okorei di Mariglianella (NA) è la birra artigianale realizzata attraverso la forma della cooperazione. Nasce dalla passione comune di alcuni amici e dall’esperienza del mastro birraio Alberto Mochetti. Tra vendita “clandestina” tramite GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) e mercatini alternativi del circuito Genuino Clandestino, le loro creazioni diventano sempre più apprezzate.

Lievito & Nuvole sas di Manzo Alessio & C
Dall’irpinia proviene il birrificio lievito e nuvole che dal 2013, con il proprio mastro birraio Alessio Manzo di origine aversana, realizza una vasta scelta di birre. Ricerca e qualità sono alla base della propria filosofia, non tralasciando la creazione di birre derivanti da idee speciali.

White Tree Brewing
White Tree Brewing è il Beer Firm made in Caserta al 100% . Capitanato da Sergio Landolfi, questa realtà cerca di ritagliarsi uno spazio nel mercato delle birre artigianali da diversi anni, offrendo prodotti di qualità. L’intento è quello di realizzare, come da vero homebrewer, la propria birra, con tutte le difficoltà presenti e i propri mezzi a disposizione.

La Birra Artigianale
Il Sannio viene rappresentato dal SAINT JOHN’S BIER – LA BIRRA ARTIGIANALE di Faicchio dei fratelli Gianni e Mario Di Lunardo. All’inizio di questo millennio l’idea comune li porta alla produzione di birra nè filtrata né pastorizzata che fosse la prima della loro provincia, rompendo con il mondo del vino che da sempre caratterizza questo territorio. Col tempo le proprie birre sono diventate prodotti per veri intenditori, sbarcando fino in Canada ed in America.

StiMalti
Nato ad ottobre 2014, la provincia casertana accoglie una nuova figlia del proprio territorio: StiMalti di Casale di Carinola. Ferdinando Lonardo seleziona i migliori ingredienti sul mercato e attraverso un connubio tra artigianalità e passione nel rispetto della tradizione, dell’equilibrio e del gusto, garantisce l’impronta particolare alle sue birre.

LA MUSICA
Venerdì 23 Settembre

Tonia Cestari
Tonia Cestari, classe 90, cantautrice casertana. All’età di 16 anni inizia a suonare la chitarra, a scrivere canzoni e ad esibirsi. Il suo pop acustico le permette di ritagliarsi uno spazio importante non solo in Campania, bensì in tutta Italia. Nel 2014 entra nel campus MTV New Generation, nel 2015 vince il premio Mogol e poi quest’anno l’invito di Red Ronnie al Barone Rosso. Tonia ha un suo gruppo con il quale si esibisce: Rossella Scialla alle percussioni, Ilaria Venuto al violino ed Eugenio Fiorillo al basso. Attualmente si sta dedicando alla realizzazione del suo primo album.

The Marvels
La band The Marvels è formata da tre ragazzi della provincia casertana (Ferdinando Cipullo, Mario Meli e Giuseppe Grillo), il cui genere è un perfetto mix tra alternative punk rock e pop punk, che da brio alle loro canzoni interamente in lingua inglese. Nel 2012 pubblicano il loro primo album, ed iniziano così la vera avventura di artisti rock: partire con la gavetta realizzando un tour per tutta l’Italia per promuovere le loro canzoni. L’ultimo lavoro è uscito a gennaio di quest’anno riscontrando già da subito un buon successo.

Foja
Il gruppo campano folk-rock emergente più solido del panorama nazionale. Nato nel 2006, da sempre ricerca del suono e qualità nelle parole, contraddistinguono il sound trascinante di questi ragazzi napoletani. Il nome della band lascia da subito intuire il loro spirito, la foja, in italiano foga è qualcosa che brucia dentro, una fiamma che tiene vivi, infervora l’anima.
I membri del gruppo sono: @Dario Sansone (voce e chitarra), Ennio Frongillo (chitarra), Giuliano Falcone (basso), Gianni Schiattarella (batteria), Luigi Scialdone (chitarra, mandolino e ukulele).
Calcano da anni palcoscenici nazionali e non solo, chiudendo tour che si aggirano sulle 350 esibizioni. Importanti collaborazioni rafforzano ancora di più il pensiero su di loro: energici, romantici e che fanno emozionare tutti coloro che assistono ai loro spettacoli.
Il loro spirito musicale li porta ad essere protagonisti dell’importantissimo “Napoli Teatro Festival Italia 2016” in giugno presso il prestigioso Teatro San Carlo di Napoli. Ora in studio stanno realizzando il loro terzo album, che sicuramente lascerà un segno indelebile.
www.fojaofficial.it

Peppe De Simone Dj set
Giuseppe De Simone classe 89 di Caserta , inizia la sua carriera nel 2006 ed in pochi anni diventa punto di riferimento per molti locali dell’intera provincia. Si riconoscono esibizioni e collaborazioni con importanti DJ della scena internazionale, che gli permettono di farsi conoscere non solo in Campania, ma anche fuori. Attualmente membro del gruppo Amoreodio, collabora al Nepo di Napoli ed è resident del progetto “AperiDì” presso il Panart di Aversa.

Sabato 24 Settembre

Merò
Merò è un cantautore Campano intento a cercare la propria dimensione attraverso i sapori della lingua italiana e una dimensione sonora suggestionata dai suoni del Southern Rock Americano.
A sostegno di questa ricerca suonano con lui il bassista Giuseppe Cafaro e il batterista Pietro Pasquariello.

Maleizappa
I Maleizappa nascono nel 2004 e la loro musica è un miscuglio non ben definito di suoni, generi, citazioni, anagrammi e puzzle pentagrammatici (qualsiasi cosa questo voglia dire). la band casertana si è distinta come la più politicamente scorretta tra le band nostrane: il suo rock ironico sperimentale la rende una versione un po’ più cattiva e napoletana di Elio e le Storie Tese. La loro miscela esplosiva di rock e demenzialità, condita da gag teatrali dissacranti, conquista sempre il pubblico. Il gruppo dissacrante/f-indie rock è costituito da Victor, Maximilian, Girolamo, Lawrence, Corrado e Yari.

Jovine on the Riddim
L’avventura musicale di Jovine nasce nel 1998 dal progetto di Valerio Jovine in collaborazione con il fratello Massimo “JRM” dei 99 POSSE. Valerio è un cantautore che dispone esclusivamente di un umile bagaglio, pieno di ambizione, grinta e sogni da realizzare, che si arricchisce passo dopo passo di preziose esperienze. Jovine, con la sua energia reggae regala al pubblico una coinvolgente performance, che fa divertire sempre più persone.
Il reggae napoletano è uno stile che grazie a lui sta prendendo sempre più piede, non solo in Campania, ma anche in tutta Italia, reso possibile anche dalla sua partecipazione al programma nazionale The Voice.
I suoi album sono sette, ma attualmente a lavoro in studio per il prossimo disco. Jovine con la sua professionalità e passione per la musica sta realizzando un percorso di crescita notevole, intensificando il lavoro con collaborazioni di prestigio provenienti dalle varie culture dell’underground italiano, per garantire un futuro brillante al reggae style.
www.jovine.it

I SEMINARI
Sabato 24 settembre si terranno degli incontri volti all’approfondimento della birra artigianale. Questi hanno l’obiettivo di avvicinare sempre più persone alla conoscenza di una bevanda né filtrata né pastorizzata, con tutti gli aspetti e le peculiarità che contraddistinguono da quella industriale. Individuati tre momenti, che nell’arco della giornata avranno il compito di far comprendere che un prodotto artigianale non è solo un semplice oggetto, ma un insieme di esperimenti, fallimenti e prove che giorno dopo giorno rappresentano il tempo impiegato per fare quello che è la passione ed il tuo piacere.

COTTA PUBBLICA DIMOSTRATIVA
dalle ore 18:00 Sabato 24 Settembre
Che cos’è una cotta di birra?
Una cotta di birra è la fase produttiva principale che avviene all’interno di un microbirrificio o di una casa (homebrewing) per produrre la birra. In pratica si va a creare, partendo dagli ingredienti fondamentali per la produzione della birra (acqua, malto d’orzo, luppolo) un mosto zuccherino che sarà poi convertito in alcool e sottoprodotti dal lievito.
Emporio Enologico Vesuviano – Emporio Brewing
Prenota qui per partecipare posti disponibili 50 info@bcclab.it

A TU PER TU CON IL MASTRO BIRRAIO
dalle ore 19:00 Sabato 24 Settembre
Un’esperienza unica a contatto con i mastri birrai dei birrifici partecipanti. Insieme scopriremo le loro storie, i loro prodotti e la propria filosofia di birra artigianale. Per tutti gli appassionati e non un vero momento per apprendere cosa c’è dietro quest’arte.
Prenota qui per partecipare posti disponibili 50 info@bcclab.it

BIRRA E CANAPA
dalle ore 20:00 Sabato 24 Settembre
Il risveglio culturale sulle proprietà della pianta di canapa (cannabis sativa) ha sempre di più la tavola come suo volano di crescita e sviluppo. Ma la crescita dei consumi di canapa e derivati nel settore alimentare non significa solo un miglioramento delle nostre abitudini alimentari ed una protezione in più per il nostro organismo. E così anche la birra artigianale ha deciso di mettersi su questo cammino. Birra realizzata dalla cannabis sativa coltivata per uso industriale, e contiene olii essenziali di canapa proveniente da agricoltura biologica. Un incontro per conoscere quali siano le caratteristiche di un nuovo prodotto all’interno della birra.
Tenuto da ITALCANAPA – Settore Turismo Caserta
www.casertaturismo.it
Prenota qui per partecipare posti disponibili 50 info@bcclab.it

Terra di Lavoro Birra Fest was last modified: settembre 15th, 2016 by L'Interessante
15 settembre 2016 0 commenti
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Colonnese
CulturaEventiIn primo pianoLibri

Festa del libro per ricordare Gaetano Colonnese

scritto da L'Interessante

Gaetano Colonnese

Napoli, 14 settembre – Una festa del libro e della lettura nel cuore del centro antico di Napoli: non poteva esserci modo migliore per ricordare *Gaetano Colonnese che proprio in questi giorni avrebbe compiuto 75 anni,  se non rilanciando la sua sfida, oggi più che mai attuale

«Ogni libreria che chiude apre un varco ai barbari, ogni libreria che apre sbarra loro la strada» scrisse il fondatore della casa editrice, scomparso nel 2004 a soli 62 anni. *E venerdì 16 settembre 2016 Colonnese ‘raddoppia’ *con l’apertura di un nuovo punto vendita in *via San Biagio dei Librai 100*, una “scatola magica” dove sarà possibile trovare editoria non seriale, libri su Napoli, testi in lingua straniera, stampe e riproduzioni, cartoline, gadgets e prodotti di “artigianato colto”. Un progetto di hub culturale voluto da* Edgar, Vladimiro e Maria Colonnese, Alfredo, Chiara e Francesca Mazzei *(Colonnese and Friends srl). Il nuovo spazio si affianca quindi alla storica libreria di San Pietro a Majella, aperta 51 anni fa, e al bookshop museale della Reggia di Caserta.

“*Con il rilancio dell’attività editoriale e il nuovo punto vendita in via San Biagio dei Librai, parte da Napoli, in un momento di crisi per le librerie, un segnale forte, in controtendenza nazionale. *- spiega *Edgar Colonnese* che dopo la scomparsa del padre guida l’azienda – *Con questo progetto vogliamo dimostrare che è possibile continuare a investire nella nostra città e sulle sue eccellenze; la nostra ambizione è quella di far diventare la nuova libreria una vetrina della cultura “made in Naples”, coinvolgendo importanti partner locali e internazionali.”*

Ad accompagnare l’inaugurazione, e per festeggiare dopo un secolo il ritorno di una libreria nella storica ‘via dei librai’, un programma di eventi fittissimo, in collaborazione con l’Assessorato alla cultura del Comune di Napoli e la Presidenza della IV Municipalità, animerà  tutta la zona dei decumani con un palco presso la Chiesa di San Gennaro all’Olmo, sede della Fondazione Giambattista Vico. Si comincia alle *17:30 da Piazza del Gesù* con la *”passeggiata libridinosa”*: *Angelo Picone, ‘capitano trascinatore’ di Vico Pazzariello, guiderà cittadini e turisti verso la libreria. *All’happening, dal titolo ‘Con amor di Libri’, in ricordo di Gaetano Colonnese, hanno già aderito numerosi artisti e protagonisti della vita culturale napoletana ma la lista è destinata ad allungarsi. *Dalle ore 18 si esibiranno in reading tra parole e musica: Isa Danieli, Renato Carpentieri, Cristina Donadio, Nello Mascia, Gigi Savoia, Antonella Stefanucci, Lucio Allocca, preceduti da un assolo al sax di* *Rino Zurzolo. Dalle 19*, all’esterno della libreria, si alterneranno gli attori *Paquito Catanzaro, Gigliola De Feo, Andrea Fiorillo, Maria Luisa Firpo*. Saranno proposti aforismi di Gaetano Colonnese e brani tratti da Il miracolo di San Gennaro di Henry Weedall (prefazione di Maurizio De Giovanni) novità fresca di stampa, che insieme alla ripubblicazione dei long-seller e l’apertura alla narrativa contemporanea, segna anche il rilancio della casa editrice. *Dalle ore 20 animeranno la serata le musiche di “Antichi cantori” e di Marco Francini e Marco Gesualdi.*
L’allestimento e la progettazione del nuovo punto vendita sono stati affidati allo *Studio Keller Architettura* che ha creato un bancone metallico sospeso e proteso verso Spaccanapoli “reinterpretando in chiave contemporanea il tema delle storiche scaffalature Colonnese” come spiega l’Arch. Antonio Giuseppe Martiniello che annuncia inoltre una sorpresa dell’artista *Rosy Rox*.

All’happening, che fa parte del cartellone di ‘Oltre Immago Mundi’, con Edgar Colonnese e l’Assessore alla Cultura del Comune di Napoli, *Nino Daniele*, daranno il loro contributo il prof. *Vincenzo Pepe* presidente della Fondazione Giambattista Vico, il giornalista *Pierluigi Razzano*, il critico *Giulio Baffi.*

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Marco Mantovanelli
CulturaEventiIn primo pianoMusica

Marco Mantovanelli alla Reggia di Caserta. Venerdì il concerto nel plesso vanvitelliano

scritto da L'Interessante

Marco Mantovanelli

Il compositore casertano Marco Mantovanelli presenta il suo album d’esordio “La mia vita in bianco & nero” alla Reggia di Caserta. Venerdì il concerto nel plesso vanvitelliano

Il compositore casertano Marco Mantovanelli presenta il suo album d’esordio “La mia vita in bianco&nero”, edito da “So Far Away” e disponibile su tutti i digital store ed in copia fisica su amazon.it, con un concerto alla Reggia di Caserta. L’appuntamento è in programma venerdì 16 settembre a partire dalle 19,30 con la possibilità di visitare gli appartamenti storici e l’inizio dello spettacolo musicale alle 20,30 nella magnifica cornice del vestibolo superiore.

“Sono felicissimo di questa presentazione alla Reggia di Caserta – spiega Mantovanelli – E’ il monumento simbolo della mia città alla quale mi sento profondamente legato. Inoltre l’etichetta So Far Away che ha prodotto l’album è di Bologna proprio come il direttore della Reggia Mauro Felicori. Un buon auspicio che il connubio tra Caserta e la città felsinea possa ripetersi con altrettanto successo”.

Parlando del suo primo lavoro discografico, otto tracce di freestyle piano registrate di getto, seguendo l’istinto, Mantovanelli spiega: “Il disco racconta la mia vita attraverso brani che hanno caratterizzato i momenti più felici ma anche eventi dolorosi. Ad esempio Improvviso for Ida racconta il mio primo incontro con la donna che sarebbe poi diventata mia moglie, oppure ci sono due ninne nanne per mia figlia. In una – I’m your carillon – ho cercato la ripetitività tipica del carillon con tre note che si ripetono ciclicamente. E così è la vita stessa, in cui tutto torna e si ripete. “La mia vita in bianco&nero” è un viaggio nei mei anni il cui mezzo non poteva che essere il pianoforte, fatto di tasti bianchi e tasti neri, entrambi necessari per ottenere un’armonia che, altrimenti, sarebbe irrealizzabile. Per rendere la vita armonica – conclude – servono i tasti bianchi ed anche quelli neri, accettare ciò che può capitarci anche di brutto e rinascere da questo”.

Il concerto di venerdì sarà uno spettacolo a tutto tondo. Gli attori Elena Starace e Giovanni Allocca reciteranno testi di Angelo Callipo, ispirati dalla musica di Mantovanelli. “Callipo ha trasposto in prosa ciò che io avevo messo solo in musica”, commenta il compositore. Spazio anche alla danza con le esibizioni del Centro Studi Danza Attitude, di Magda Diodato, e di Artedanza, di Annalisa Martusciello, le cui allieve balleranno sulle note di “La mia vita in Bianco&Nero”. Infine Mantovanelli suonerà su un pianoforte a coda offerto dal negozio “Barone Musica” ed indosserà un abito disegnato per l’occasione dall’Atelier “Le Mocò” di Sant’Arpino. L’allestimento scenico sarà curato dall’event planner Ser Nicolas.

Marco Mantovanelli alla Reggia di Caserta. Venerdì il concerto nel plesso vanvitelliano was last modified: settembre 15th, 2016 by L'Interessante
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Chiaiano
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Chiaiano. Corteo anti-discarica

scritto da L'Interessante

Chiaiano

Di Michela Salzillo

Mentre la Campania continua a bruciare, la voce di chi ne popola angoli e distese non intende tacere. La rabbia è una delle principali forze su cui si basa la reazione di protesta di chi vede la morte in faccia tutti i giorni.  È un ‘asfissìa, quella vissuta da certi paesi e città, che per ragioni dirette o indirette, va a confluire nella direzione dell’invivibilità. La Terra dei fuochi non è più sinonimo di emergenza già da un po’. Gli S.O.S. si annullano nel momento esatto in cui una certa linea di operazione e una precisa veduta delle cose diventano abitudine, il fatto che la tossicità di alcune zone del nostro territorio sia un’assuefazione, riduce ancora di più la possibilità di fraintendere la problematica. L’estate che è appena trascorsa ha riempito pagine e capitoli di cronaca regionale che narrava di incendi e roghi di vasta gravità. L’odore di pneumatico bruciato è ormai un costante per le aree coinvolte, che non sono solo quelle del napoletano, ma riguardano anche la città di Caserta e le sue province. Tutto viene segnalato e dimenticato nello stesso momento, come se parlarne fosse un inutile dovere da assecondare piuttosto velocemente. Intanto, sulla scia di questo sfondo, continuano a consumarsi storie di vita e coraggio che tutti i giorni raccontano di persone parallelamente sopravvissute e uccise a tumori uguali e simili, la cui causa è sotto gli occhi di tutti. È in nome di queste realtà di resistenza che continuano a dipanarsi iniziative di contrasto all’ irrespirabile.

 Fra le ultime è in arrivo il corteo anti- discarica che, venerdì 16 settembre, partirà da Chiaiano

L’ora del raduno è stata fissata per le 17, 30 nei pressi della stazione della metropolitana. “Verremo alle vostre porte e grideremo ancora più forte”, questo è stato lo slogan con cui attivisti e cittadini hanno lanciato la protesta. È un manifesto che risucchia lo spazio per ogni dubbio. La resa non è prevista, anzi, è una lotta è più aperta che mai.

 L’iniziativa è stata attivata dopo la decisione della giunta De Luca che ha presentato un rinnovato piano di gestione per i rifiuti. Nuovi politici, ma la storia è vecchia, dicono gli organizzatori del corteo che, risentiti, aggiungono:

” Con quale coraggio la classe politica che per vent’anni ha avvelenato i nostri territori pensa di poter rimettere piede a casa nostra? La nostra terra ha bisogno di bonifiche, riqualificazione, presidi sanitari gratuiti, non di nuovi impianti di morte. Se vogliono ucciderci, dovranno farlo mentre combattiamo. Il governo centrale deve immediatamente stanziare fondi per il risanamento dei nostri territori e delle nostre comunità.  Scendiamo tutti in piazza per ribadire che una nuova discarica non la costruiranno, né qui né altrove.”

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Tiziana Cantone
AttualitàCronacaIn primo pianoParliamone

Tiziana Cantone l’abbiamo uccisa noi

scritto da L'Interessante

Tiziana Cantone

Di Michela Salzillo

Aveva cambiato nome, si era trasferita in un’altra città e abbandonato il vecchio lavoro, ma non è servito a nulla. Inseguita ovunque dallo scherno dilagante dei social network, alla fine, Tiziana Cantone, si è tolta la vita. Aveva trentun anni, ma l’età non ferma in alcun modo la dilatazione di un tempo diffamatorio e giudicante. Soffocata da un fardello troppo grosso per poterci convivere, si è stretta un foulard intorno al collo e si è uccisa a casa di una zia, a Mugnano, in provincia di Napoli. Era stato un gioco quello di due anni fa, quando accettò di farsi riprendere mentre faceva sesso con un coetaneo. Lei stessa aveva inviato quel video a degli amici, voleva fare ingelosire un ex. Un gesto del genere traccia un errore ancor prima che venga compiuto, probabilmente. Le leggerezze, si sa, su internet non conoscono redentori. Attraverso la moltiplicazione in clic, spesso, come in questo caso, diventano condanne indelebili che possono far male più di una coltellata. Un video, oggi , ha in sé un istante, ci mette poco a diventare virale.

 Da WhatsApp a YouTube; da Twitter a Facebook, quel:“ Stai facendo il video? Bravo!”, pronunciato da Tiziana durante la ripresa, diventa un tormentone che prolifica commenti, opinioni e reazioni discutibili. Non mancano parodie e fotomontaggi che, come una catena inarrestabile, stimolano a fare sempre di più, sempre peggio. Anche alcuni calciatori scomoderanno il loro aguzzo istinto, facendosi riprendere mentre tentano di riprodurre la scena incriminata. Nel giro di poco, il volto di Tiziana non bisogna neppure più cercarlo. Nei motori di ricerca basta inserire la parola “bravo”, affinché le prime notizie indicate diventino questa storia. Al passo con le condivisioni del contenuto porno, alla velocità della luce, crescono gli insulti. Le offese, ben presto, scivoleranno fuori da internet per attraversare il suo paese, Casalnuovo, ed è così che la vita di Tiziana diventerà un faticoso tentativo di sopravvivenza.

Prima del triste epilogo di due giorni fa, togliersi la vita era stata una prova riuscita male. Si era già imbottita di barbiturici, ma era stata salvata sul filo del rasoio. Dopo questo episodio, che di per sé costituiva il richiamo ad un malessere profondo, Tiziana aveva provato a reagire, si era regalata un ragionevole sforzo, perché chi le voleva bene l’aveva incitata a non mollare, ma il coraggio non è una paura semplice.

Aveva provato a farcela Tiziana, si era dedicata ad un processo che le riconoscesse il diritto all’oblio, con la conseguente e naturale rimozione di tutto quanto riguardasse la vicenda. Dal video hard alle pagine offensive create in suo nome, ma tutto si è rivelato più difficile a farsi. Teoricamente, l’oblio è un diritto che può assolutamente essere preteso da tutti, anche dalla Cantone, ma il web è un mondo complesso pure per cose del genere. Solo qualche giorno fa, il tribunale le aveva dato ragione, ma fattivamente quei fotogrammi non sono mai scomparsi, questo perché su internet ciò che viene pubblicato lascia sempre una tracciabilità più o meno chiara. Un’evidenza che Tiziana non è più riuscita a gestire, se non con l’irrimediabile. La procura di Napoli, intanto, ha aperto un fascicolo che cita l’istigazione al suicidio, rivolgendo le probabili accuse di stalking e violazione della privacy al primo artefice della diffusione mediatica. Ma la colpa, forse, parte da un po’ più lontano.

Tiziana Cantone l’abbiamo uccisa tutti

Sapete cosa è successo subito dopo la sua morte? Ci siamo divisi fra pentiti e arcigni ripetitori di condanna che, nel frattempo, è pure raddoppiata.  Da un lato siamo diventati tutti dei comunisti del sesso, rivendicando una libertà che in fondo non riconosciamo come lecito diritto, ma è più una facciata dalla veduta comoda. Agli esami di coscienza, e credo non sia un azzardo, veniamo bocciati parecchio spesso, però in qualche modo dobbiamo pur arrivarci al settembre dell’ipocrisia.

Dall’altro fioccano addirittura plausi per la scelta di negarsi la vita. Arriva da facebook un commento che, reso pubblico, è stato prontamente rimosso dall’autore, la cui esistenza è però provata, al pari dello stesso motivo che aveva impedito la totale eliminazione del famoso video di Tiziana.  Basta smanettare un po’ per rendere facile la lettura di queste parole:

“Ti è piaciuto zoccolare e farti guardare? Adesso non ti resta che da un foulard penzolare… stai facendo il video? Brava! Spero che da domani tutte quelle come lei facciano la stessa fine. Tutte da un foulard a penzolare”. Potrei fare il nome del rispettabile signore, ma so perfettamente che diffamazione e notizia non sono sinonimi, perciò mi sposto al lato di chi, dopo il suicidio, ha salvato Tiziana da ogni peccato, rimettendole colpe e responsabilità prima riconosciute. Non serve, e non solo perché una ragazza di trentun anni non avrà futuro, ma perché i cambiamenti repentini fanno più danni delle persistenti prese di posizione.  Se non fosse morta, sarebbe rimasta una  poco di buono da condannare, e se  questo significasse riconoscermi parzialità me ne farei una ragione.  Non diamoci assoluzioni perché l’assassino di Tiziana non è soltanto il cyberbullismo, ma lo è anche quell’opinione comune che dipinge la donna come una santa asessuata, quando le va bene, e quando invece le va peggio, colpevole di uno stupro perché non indossa il reggiseno. Lo sappiamo tutti che se la vicenda si fosse svolta a parti inverse, staremmo a consegnare trofei. Certo, Tiziana ha fatto degli errori, è stata superficiale, ma non si capisce perché questo  è abbastanza per non  citare, più di lei, il responsabile della diffusione del video. O forse è tutto fin troppo chiaro: la verità è che  le emancipazioni del mondo sono beffa difronte a chi legittima alla donna un sesso che sia finalizzato alla sola procreazione- e il fertility day ce lo insegna- mentre concede all’uomo la libertà di concedersi il fulgido vanto di una fellatio fatta bene, senza rischiare danni o lesioni di dignità.

Tiziana Cantone l’abbiamo uccisa noi was last modified: settembre 15th, 2016 by L'Interessante
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Giancarlo Spadacini
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Giancarlo Spadacini, parliamo di razze. Il Dog Friendly: capitolo 20

scritto da L'Interessante

Giancarlo Spadacini

Di Luigi Sacchettino

Cari lettori interessati continua il nostro viaggio nel fascinoso mondo dei luoghi comuni che ruotano intorno alle razze e oggi andiamo insieme nel bucolico mondo dei cani selezionati per la caccia.

Ci tingiamo di grigio. Sì, parleremo del noto bracco di Weimar, conosciuto ai più come il bracco dal mantello grigio- blu.

Per farlo ho raggiunto Giancarlo Spadacini– istruttore cinofilo, referee SIUA con approccio cognitivo zooantropologico- che da tempo li studia e li ammira.

 

Grazie mille per aver accettato l’intervista Giancarlo. Sappiamo che è appassionato e attento studioso del bracco di Weimar: ci racconta da dove prendere origine questo bracco?
“Sulla storia delle origini e diffusione nel mondo del weimaraner ci si arrotolano versioni e teorie fantasiose, il che rende questo cane ammantato da grande mistero e fascino.
Si dice che la razza ebbe origini già nel XIII sec in Francia alla corte di Luigi IX con il Cane Grigio di Sant Luis estinto da tempo e il bloodhound (Chien de Sant Ubert), utilizzato per la traccia a guinzaglio in voga a quei tempi, cacciando da solo non in muta e vivendo a casa col proprietario.
Chi invece ne selezionò con metodo e rigore la razza fu quasi certamente il Granduca Carl August a Weimar in Germania appunto, attorno al XVIII secolo, il quale li utilizzava per la caccia nelle foreste della Turingia anche su grandi prede come cervi e cinghiali cercando, fermando e riportando anche su piste “di sangue”.
La nascita ufficiale invece della razza viene datata nel 1897 quando in Germania venne istituito il primo Club a tutela del weimaraner distinto da quello più antico del Kurzhaar che vedeva cani interamente grigi, colore non molto apprezzato, entrare ed uscire dal suo registro d’origine (un’altra teoria infatti lo vuole come diretto discendente del cugino bracco tedesco Kurzhaar con la variante anomala del colore grigio del manto poi fissata)”.

Ecco chiarita l’origine del fascinoso mantello. Noi umani spesso scegliamo i cani proprio per questa  bellezza morfologica, concedendo loro una vita pigra- da divano, pur essendo stati selezionati per la caccia: qual è il suo parere a riguardo?
“Beh, credo senza ombra di dubbio che qualsiasi cane, a parte le eccezioni che ci sono sempre, possa vivere comodamente su un divano buona parte della giornata, soprattutto se questo è posizionato in casa ove vive la sua famiglia, cioè il “gruppo sociale” del cane stesso.
Il weimaraner  ha una motivazione sociale molto forte, cioè ha bisogno di un gruppo sociale stabile con cui fare attività di vario tipo, ma anche di ritrovarsi a contatto per fare grooming e rinsaldare i legami “sociali” e non c’è nulla di meglio del divano o del letto con cui dormire insieme appiccicati.
Il fatto poi di farlo poltrire è ben altra faccenda e dipende assai, ahimè, dalla poca conoscenza etologica di questa razza e dalle aspettative distorte che si ripongono nell’animale cane in generale.
Il weimaraner è sì un cane da caccia e trova nella predatoria una motivazione eccellente nonché gratificante del suo vivere, ma un weimaraner non caccerebbe da mattina a sera catturando/uccidendo tutto ciò che si muove… qualora gliene venisse data la possibilità.
A mio avviso, sono in grave errore coloro che sostengono il “luogo comune” che un cane da caccia è appagato  soltanto se viene portato sulla selvaggina ogni giorno; al di là del fatto che è tecnicamente impossibile che ciò accada.
Un cane è ben altro che cacciare, e lo si vede semplicemente osservando come si organizzano i cani randagi, semi- selvatici e selvatici in libertà.
In libertà vedi davvero cani che si scelgono perché si piacciono, formando un vero branco (non gruppo), o che si evitano senza costrizioni od obblighi di convivenza, come invece accade quando si adotta un cane e lo si forza a vivere una vita non sua, non in assetto con le sue motivazioni ed attitudini di specie e di razza.
E quindi è in questo senso che il limitare il weimaraner a oziare tutto il giorno sul divano, senza offrire quegli sbocchi naturali e gratificanti, può essere considerato alla stregua di vero e proprio maltrattamento; ma lo è anche impedire al cane di ricongiungersi in casa e sul divano- posto comodo- con il suo gruppo sociale, la famiglia appunto magari relegandolo all’esterno solo in giardino”.

Sì, è vero. C’è molta tendenza a pensare per generalizzazioni. Da quello che ha appena detto mi viene da pensare che un ruolo determinante sul carattere del cane  ce l’abbia quindi l’umano.
“Diciamo subito che buona parte delle responsabilità dello sviluppo equilibrato di un cucciolo appartiene a chi ha deciso di farlo nascere: all’allevatore- professionale o privato che sia.
Sarebbe assolutamente decisivo ed importantissimo che già nei primi due mesi, meglio  tre, l’allevatore si preoccupasse di fare con i cuccioli e con la madre presente, nei tempi e nei modi consoni ai “periodi sensibili”, tutta una serie di lavori che vanno dall’arricchimento ambientale alle esperienze sensoriali di vario tipo.
I cuccioli dovrebbero esser consegnati ai futuri proprietari già con un bagaglio esperienziale importante, in modo da poter affrontare con la predisposizione aperta, giusta il mondo che li aspetta, un ambiente prettamente umano e urbanizzato ma non certamente a misura di animale.
Per quanto riguarda ciò che il proprietario dal canto suo,  dovrebbe poi fare… beh credo che la cosa migliore sia quella proprio di rivolgersi ad un educatore sensibile che possa seguirlo durante le fasi dello sviluppo.
Qualcuno che magari conosca bene e in profondità la razza e, soprattutto, che non faccia addestramento spacciandolo per educazione di base.
La scuola ideale per un cucciolo è la vita, con le cose di tutti i giorni, in casa e nel parchetto fuori casa e non certamente il “campo di addestramento” ove fare esercizi sui comandi da eseguire.
Agire di ordini e imposizioni, dare regole ferree e porsi come i “capobranco” che comandano per farsi obbedire con i weimaraner, soprattutto quando il carattere non è già formato, equilibrato e ben solido, può risultare molto rischioso e controproducente”.

Parliamo spesso di consapevolezza e di scelta responsabile della razza: cosa direbbe ai futuri adottanti di un weimaraner?
“Uh, che discorso lungo e complesso che si aprirebbe qui.
Penso che i proprietari non adotterebbero mai un weimaraner se avessero consapevolezza vera di ciò che può rappresentare il vivere con un soggetto di tale razza, ma non perché siano cani impossibili, anzi!
Sono animali sensibili e molto collaborativi nonché decisamente propositivi e perspicaci… per non dire “intelligenti” – termine usato impropriamente per dire di capacità che ci meravigliano.
Ci sono comunque bisogni di base e attività necessarie che devono essere soddisfatte per avere quantomeno la presunta certezza di aver dato loro il minimo “sindacale”.
Le domande che dovremmo porci spesso sono: “E’ sufficiente dar loro questo minimo? Sto facendo davvero il massimo per il suo benessere? E oltre a ciò, il mio cane è felice di fare la vita che gli chiedo?”.
Se fossimo davvero onesti con noi stessi, e con loro, li lasceremmo dove stanno.
In alternativa prepariamoci davvero a rimboccarci le maniche e a stravolgere buona parte della nostra vita per far loro un grande posto, perché è questo che ti chiederanno, e non senza darti davvero tanto in cambio, s’intende!”

Lei che li vive e li conosce cosa può consigliare ai futuri adottanti di questa razza che è necessario debbano sapere?

“mmm…allora dove si comincia, ce ne sarebbero un milione di cose
Scherzi a parte, ma mica poi tanto, suggerirei loro di lavorare tanto sulla relazione e non sul concetto di”controllo”, ho visto troppi cani rovinati da chi ha provato ad educarli sull’obbedienza e sudditanza; ma con loro funziona poco e male e lascia effetti collaterali a dir poco imbarazzanti.
Lavorerei sull’accreditamento e complicità, sulla chiarezza della mia comunicazione pulita di tutti quei fronzoli confusi, e spesso egoistici che ci gratificano tanto, ma che equivocano e confondono i messaggi.

Proporrei di insegnare ad accettare reciprocamente i rispettivi “tempi” (lavoro, uscite, soste, bisogni, ecc), di favorire la calma del vero “far niente”, cosa alquanto difficile con i weimaraner e che nessuno ti insegna a proporre ed apprezzare.
Proporrei di diventare PRIMA loro amici fidati di scorribande e POI guide autorevoli (non autoritarie!) sagge e discrete.
E infine cercherei qualcuno che mi insegni a capire sul serio il mio weimaraner e che mi faccia notare le sfumature dei suoi comportamenti in casa e fuori, con i suoi simili e gli estranei.
E’ nelle sfumature dei dettagli che vedo le intenzioni e le emozioni vere dell’individuo”.

Ringraziamo il collega Giancarlo Spadacini per l’esaustività con cui ci ha risposto alle nostre domande.

Per tutti coloro che hanno voglia di approfondire l’argomento o seguire dei seminari a tema, consiglio la pagina di facebook  “il Weimaraner, secondo loro”.

Giancarlo Spadacini, parliamo di razze. Il Dog Friendly: capitolo 20 was last modified: settembre 15th, 2016 by L'Interessante
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Floating Piers
CulturaIn primo piano

Floating Piers dopo Christo

scritto da L'Interessante

Floating Piers

Di Erica Caimi

Chi non ha sognato di fare una passeggiata sulle acquee e di raggiungere a piedi un punto lontanissimo dell’orizzonte, immergendosi nel silenzio ovattato tipico della distanza dalla terraferma? L’artista bulgaro Christo, famoso per i suoi progetti stravaganti e le stupefacenti installazioni in giro per il mondo, ha pensato di realizzare questo desiderio e di condividerlo gratuitamente con gli avventori, curiosi di provare questa esperienza unica. La scelta del luogo non è casuale. La Lombardia, che non è soltanto un baluardo economico, ma è anche una regione ricca di città d’arte, centri alpini e grandi laghi dalla bellezza incantata. Tra questi il piccolo Lago D’Iseo, detto anche Sebino, una macchia d’acqua spartita tra le province di Brescia e Bergamo, un gioiello color smeraldo rintanato nell’abbraccio di colline e montagne. Il lago accoglie il fiume Oglio e le isole di San Paolo, Loreto e Monte Isola, l’isolotto lacustre abitato più grande d’Europa. Questo è il setting scelto da Christo per il suo progetto ambizioso.

The Floating Piers, una passeggiata sull’acqua lunga 4,5 chilometri in totale, che si snoda da Sulzano a Monte Isola per arrivare poi all’isola di San Paolo

Settanta mila metri quadri di tessuto giallo disposti su un sistema modulare di pontili galleggianti costituito da 200.000 cubi in polietilene ad alta densità.  Il progetto di Christo ci ha fatto camminare scalzi, su consiglio dell’artista, cullati dal moto ondoso del lago, ma anche apprezzare l’inusuale vista dalla terraferma: un drappo giallo cangiante si diramava sulla superficie delle acquee.  Sebbene l’installazione sia rimasta per soli 16 giorni, dal 18 giugno al 3 luglio 2016, durante i quali non sono mancate polemiche e inaspettati lavori di manutenzione in corso d’opera per garantire la sicurezza, il successo è stato epico: un milione e duecento mila visitatori.

Oggi, cosa rimane? Un tour post- evento lascia molta malinconia, la malinconia del “dopo”, la malinconia dello spettatore che assiste dal vivo allo smantellamento di un’opera d’arte. Il telone giallo è già quasi totalmente scomparso, le passerelle vengono smontate al ritmo di tre al giorno e trasportate al vicino porto industriale, dove verranno poi reindirizzate in qualche sito per essere riciclate. Ci vorranno tre mesi di lavoro per liberare il lago. Intanto, la Regione Lombardia non si lascia sfuggire l’occasione di sfruttare la notorietà dell’evento e amplificarlo al fine di promuovere il turismo nazionale e internazionale del Lago d’Iseo. A tal proposito, l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, in collaborazione con Explora, ha annunciato la pubblicazione online dei video TimeLapse, una collezione di momenti salienti di “The Floating Piers”, una sorta di carrellata riassuntiva della realizzazione, del durante e dello smantellamento dell’opera.  Per non dimenticare la meraviglia di questi luoghi, un incanto che resta, anche quando cala il sipario mediatico.

 

Floating Piers dopo Christo was last modified: settembre 14th, 2016 by L'Interessante
14 settembre 2016 0 commenti
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