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Autore

Walter Magliocca

napoli
CalcioIn primo piano

NAPOLI CHE VINCE MA NON CONVINCE

scritto da Walter Magliocca

 napoli

Napoli contro il muro difensivo dell’Empoli

Il Napoli inanella altri tre punti ma la prestazione non convince. L’Empoli, anche al San Paolo attua il solito gioco a difesa dell’inviolabilità della porta senza, però, attuare alcuno schema offensivo. Nove, in alcune azioni addirittura dieci uomini compreso Skorupski, a delimitare l’area di rigore e a stringere le maglie per evitare le incursioni dei partenopei. Così vanno via i primi 45’, dove gli azzurri sciupano un po’ per demerito di Mertens e Callejon e un po’ per merito di Skorupski , migliore in campo per i toscani. Senza reti e si teme per i secondi 45’.

Nel secondo tempo il Napoli sblocca e raddoppia ma evidenzia tutti i suoi limiti

Ma, dopo appena sei minuti della ripresa, è il solito Mertens, anche oggi il migliore in campo, a sfruttare una disattenzione difensiva dell’Empoli e a sbloccare il risultato. Erroneamente si pensa che da questo momento per il Napoli possa essere più semplice sfruttare gli spazi che i toscani dovranno, gioco forza, lasciare agli azzurri. Invece, per 30’, fino al momento in cui Chiriches non chiude la partita sempre su disattenzione difensiva dei toscani su calcio d’angolo, c’è solo l’Empoli in campo. Il Napoli in pratica viene aggredito dall’Empoli e non riesce a superare la propria metà campo. In tal modo viene evidenziato il limite caratteriale, tattico e motivazionale degli azzurri. L’impressione è che, a parte qualche elemento come Mertens, Reina, Hamsik, i giocatori non abbino la giusta spinta, quella molla di entusiasmo che possa connotare positivamente una stagione agonistica.

De Laurentiis in tribuna

Ancora una volta il presidente ha assistito all’incontro dalla tribuna. Non un sorriso né di scherno né di soddisfazione. Sia i soliti cori iniziali provenienti dalla curva “b” “de laurentiis figlio di……” che i goals, ne hanno scalfito l’espressione. Il maggiore azionista della società mostra una palese sicumera, ma comprende bene, solo con se stesso, che la stagione non mostra i soliti segnali benevoli. Dovrebbe correre ai ripari “ma i mercato di gennaio è per coloro i quali ammettono di aver sbagliato in estate”. E Non è il caso della società calcio Napoli (??).

Sarri ancora una volta difende i risultati raggiunti, soddisfatto del gioco.

Sarri sembra avere registrato le proprie dichiarazioni. Nel dopopartita ai microfoni di mediaset “Pecchiamo di superficialità. Non siamo ancora cinici. E dobbiamo migliorare la gestione della partita. Ma i risultati della suadra sono positivi, abbiamo una media di due punti a partita e, anche se i pronostici ci considerano come quarta o anche quinta forza del campionato, siamo al terzo posto”.

Che dire: contento (per utilitarismo e poco per convinzione) lui……. Ma a chi toccherebbe correggere i difetti menzionati? E sabato sera c’è la Juve. E’ dura ma, come diceva un tale: “qui si parrà la tua nobilitate”…… senza scuse o giustificazioni.

NAPOLI CHE VINCE MA NON CONVINCE was last modified: ottobre 27th, 2016 by Walter Magliocca
27 ottobre 2016 0 commenti
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dell'agnello
BasketIn primo pianoSport

DELL’AGNELLO ED ESPOSITO: AMICI CONTRO. IL COMMENTO ALLA GARA

scritto da Walter Magliocca

dell’agnello

Dell’Agnello: non ancora al meglio, soddisfatto della gara ma soprattutto per la terza vittoria conquistata

In sala stampa entra un soddisfatto Dell’Agnello che, come consuetudine inizia nella disamina dell’incontro:

“Abbiamo giocato nel modo in cui abbiamo preparato la partita in settimana, ben sapendo e consapevoli che avremmo perso qualcosa sotto canestro. Abbiamo impedito a Pistoia di esaltare le sue doti peculiari ed in particolare di giocare in velocità e di  accelerare in transizione. Non vorrei sembrare ripetitivo, ma, in considerazione del fatto che alcuni giocatori si sono aggregati tardi, il gruppo non è ancora amalgamato al meglio”. A tanto sollecitato il coach incalza “Il gruppo ha un’identità molto definita. Tutti i giocatori sono sullo stesso binario e rispettano le regole esistenti all’interno dello spogliatoio. Tutti e dico tutti, nel momento in cui sono giunti a Caserta, sono stati informati ed erano a conoscenza delle regole già esistenti. Quest’anno – prosegue – già si è notato ma, con il passare delle giornate, si noterà sempre di più, che la squadra sembrerà produrre una difesa meno arcigna rispetto a quella dello scorso anno, ma solo perché, in rapporto alle caratteristiche dei giocatori, il gioco sarà basato più sul dinamismo e sulla velocità”

Il coach non ama parlare dei singoli ma spende qualche parola su Sosa e Putney.

“Sosa, è indubbiamente il giocatore di riferimento ma, come tutti, ha ancora ampi margini di miglioramento. Stiamo lavorando per esaltare al meglio le sue caratteristiche e lui sta crescendo molto limando i suoi difetti e soprattutto la sua individualità. Ma non dimentichiamo che lo scorso anno ha giocato in Libano, in un campionato completamente diverso. Così come Putney che, provenendo dalla D-league americana, da considerare meno di un nostro campionato dilettantistico, deve ancora assimilare il modo di giocare nel nostro campionato. Ma ha grandi potenzialità e migliorerà senza dubbio. Per Jakson il discorso è diverso,  essendosi aggregato come ultimo uomo. Ma troverà il suo spazio in ragione delle sue caratteristiche. In campo va chi meglio conosce i meccanismi di gioco”.

Invita tutti a stare vicino alla squadra e ad evitare inutili polemiche. “Una piccola precisazione, senza voler polemizzare: il campionato è appena iniziato e nessuno avrebbe sperato, dopo quattro giornate, di avere sei punti in classifica. Quindi non parliamo di riscatto o di “difetti atavici”. Siamo alle battute iniziali e, a parte la gara di Varese contro una compagine di cui sentiremo molto parlare nel corso della stagione, ci siamo espressi al meglio delle nostre attuali potenzialità. Ma, ripeto, i margini di miglioramento sono notevoli”.

Ultima battuta, sorridendo,  sulla prossima gara a Milano.

“Abbiamo una possibilità su un milione. Loro vorranno sostenere un altro allenamento così come contro Brescia. Ma almeno ci andremo motivati e con il sorriso dopo questo positivo inizio”.

Enzo Esposito: siamo giovani ed inesperti. Abbiamo giocato disconnessi

 Enzo Esposito è di casa al Palamaggiò e vederlo in veste di avversario fa sempre un certo effetto.

“Abbiamo approcciato bene la gara, ma dopo i primi minuti e la buona partenza, siamo stati costretti a modificare il nostro assetto in ragione delle giocate di Caserta”.

Analizza il proprio roster: “siamo una squadra giovane e pertanto paghiamo dazio in termini di esperienza e qualche volta, anche se non volutamente, le giocate sembrano improntate sulla superficialità e con poca attenzione allo schema da applicare. Ma non è così. Dobbiamo solo riuscire a mantenere alto il livello di concentrazione per tutto l’arco dell’incontro ed in tutte le fasi, a 360°. ”

Analizza le giocate e l’applicazione della squadra: “questa sera non siamo stati continui e non abbiamo conservato la stessa intensità nelle diverse fasi di gioco. Ad una difesa attenta ed aggressiva non seguiva una fase di attacco basata sulla stessa aggressività. L’apporto è mancato dagli esterni che non hanno supportato la squadra in termini di punti e il meno sei di valutazione dice tutto. In pratica non abbiamo finalizzato e capitalizzato. Non siamo mai riusciti a coordinare le due fasi”.

Grande apporto dai lunghi: “il reparto dei lunghi italiani, al contrario, è stato “all’altezza” e ha fornito il contributo prevetivato. Abbiamo catturato 17 rimbalzi in più di Caserta e non siamo riusciti a capitalizzare. Negativo anche il gran numero di palle perse”

Esposito si dichiara preoccupato ma, allo stesso tempo, sereno. “Ripeto, siamo giovani ed inesperti e ci vuole pazienza. Non amo trovare giustificazioni, ma quando saremo al completo  e con un po’ di tempo, ma non molto, riusciremo a prenderci delle soddisfazioni ed a raggiungere con anticipo il nostro obiettivo stagionale, che è quello della salvezza. Così come penso per Caserta. Anche perché è un campionato difficile e molto livellato”.

Una battuta su Caserta.

“La Juvecaserta si è spenta e riaccesa troppe volte. Alcuni anni fa una volta spenta non si sarebbe più ripresa – risata generale -. Il campionato è lungo e pericoloso. Quindi godere del momento, come penso stiano facendo, ma piedi per terra e mettere il c… lo al sicuro, cioè raggiungere l’agognata salvezza.  In breve: Caserta non deve esaltarsi né noi dobbiamo demoralizzarci”.

E’ la prima volta che Esposito perde un confronto con il “suo amico di tante battaglie in campo” Sandro Dell’Agnello.

“Noi allenatori non pensiamo a queste cose, né io e penso neanche Sandro. Queste statistiche ci interessano tanto poco che niente. E poi ho altri c…..zzi a cui pensare”.

Altra risata generale, applausi e saluti di rito.

Enzo Esposito non si smentisce mai.

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DELL’AGNELLO ED ESPOSITO: AMICI CONTRO. IL COMMENTO ALLA GARA was last modified: ottobre 25th, 2016 by Walter Magliocca
25 ottobre 2016 0 commenti
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sfida
BasketIn primo pianoSport

JUVECASERTA – PISTOIA: 74 – 65. DOMENICA A MILANO E’ SFIDA PER IL VERTICE

scritto da Walter Magliocca

sfida

Sfida al Palamaggiò emozionante nel primo vernissage televisivo stagionale innanzi le telecamere di sky sport per la Juvecaserta. Due punti che proietterebbero Caserta nel poker delle inseguitrici alle spalle di Milano, prossima avversaria. Impensabile in considerazione delle vicissitudini estive e che ancora permangono., dopo che neanche oggi si è definito alcunchè nella querelle societaria.

L’ avversario non dei più blasonati ma sicuramente con notevoli implicazioni emotive per la presenza di innumerevoli ex in campo, ma soprattutto di Enzino Esposito in panca toscana.  Per i tifosi casertani è sempre una forte emozione rivedere insieme, anche se su sponde contrapposte, due alfieri dello scudetto del 1991: El grinta a difendere la città e el diablo a tentare di violarla. E i precedenti sono tutti a favore dell’ex: un due a zero nella passata stagione, senza contare un’altra vittoria (la prima della stagione maledetta di due anni orsono) a parti invertite con Sandro su sponda Pesaro. I giocatori ex sono noti: Cinciarini e Czyz epr i padroni di casa e Moore e Antonutti, molto applaudito al suo ingresso in campo, per gli ospiti. Ad arbitrare l’incontro è stata chiamata la terna arbitrale formata da Massimiliano Filippini di San Lazzaro di Savena (BO), Luca Weidmann di Montagano (CB) e Dario Morelli di Brindisi.

Sfida Caserta – Pistoia: si parte, da parte le emozioni e cuore in campo. Prima frazione

Dell’Agnello  schiera il solito quintetto: Sosa, fischiato dal pubblico, Putney,  Bostic, Gaddefors e Watt. Inizio Juve con Watt ma è l’ex Moore con due “bombe” consecutive a far mettere la freccia agli ospiti e costringere Dell’Agnello a chiamaretime-out dopo appena 2’ e 30’’: 4 – 10.

La squadra di Enzo Esposito, con Moore e Hawkins, costringe al fallo la difesa di Caserta.  Ma sono le difese ad essere protagoniste. Ma un canestro dall’arco di Sosa e una slum dunk di Putney, con un parziale di 9 a 0, accendono il pubblico del Palamaggiò: a 4’ e 30’’ 13 a 10.

Padroni di casa, anche se con difficoltà a superare la difesa ospite,  che continuano a difendere con aggressività e a inanellare vantaggio. A 1’ e 20’’ il parziale è di 14 a 0 e il risultato di 18 a 10.  Alla sirena il tabellone 22 a 13.

Secondo quarto

Non cambia l’inerzia. Le squadre difendono con grande intensità ma gli uomini di Dell’Agnello attuano una rotazione attenta e precisa che costringe i tiratori toscani a forzare le soluzioni e Esposito al time out immediato. A 6’ e 15’’ il risultato è di 31 a 21. Ma Pistoia ha dimostrato di saper invertire il trend in corsa e, approfittando di 4 errori ai liberi di Czyz , recupera e si avvicina 37 a 30. Al riposo lungo, dopo una conclusione forzatissima di Sosa, si va sul 41 a 31. Sosa non è devastante ma sicuramente in netta ripresa: 9 punti a tabellino e un buon contributo alla squadra, con 3 su 6 da due e 1 su 3 da tre.

Penultimo quarto

Dell’Agnello schiera lo stesso quintetto iniziale. Dopo un tiro dall’arco di Boothe per Pistoia, Bostic risponde con pari moneta ma con tiro libero supplementare.  Una schiacciata di Putney con passaggio da dietro la schiena di Sosa manda in visibilio il Palamaggiò. Pistoia risponde con caparbietà ma Caserta c’è e dimostra di saper soffrire, mantenendo inalterato il vantaggio di dieci lunghezze: 52 a 42 a 4’ e 40’’. Sosa gioia e dolori: prima buca la difesa in penetrazione poi la forza: 54 a 44 a 3’ e 10’’. Ma Caserta si smarrisce sul finire della frazione e Pistoia con la freddezza di un killer recupera 6 punti e con un appoggio dell’ex Antonutti chiude sul 54 a 50.

Ultima frazione

Tensione a mille. E’ Watt, con tre falli, ad appoggiare il primo canestro come all’inizio del match.  Il pubblico fa sentire la sua voce e mostra a tutti, con uno striscione in tribuna pasta reggia, il proprio amore per la squadra. Caserta ha grinta da vendere e Sosa recupera una palla a metà campo e schiaccia: 60 a 50 a 7’ e 55’’. Il Palamaggiò è una bolgia. 64 a 54 a 6’ e 20’’. Pistoia, nonostante i 5 falli di squadra,  non molla e Caserta non riesce a chiudere la gara. 66 a 57 a 4’ e 56’’. 69 a 61 su un tiro libero di Cinciarini a 2’ e 42’’.

Pistoia forza e non riesce ad avvicinarsi. Ma a 1’ e 41’’ il punteggio è 71 a 63. Finisce 74 a 65.

E domenica Caserta va a Milano: volenti o nolenti è una sfida per il vertice.

JUVECASERTA – PISTOIA: 74 – 65. DOMENICA A MILANO E’ SFIDA PER IL VERTICE was last modified: ottobre 25th, 2016 by Walter Magliocca
24 ottobre 2016 0 commenti
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crotone
CalcioIn primo piano

A CROTONE IL NAPOLI CONQUISTA TRE PUNTI MA E’ SEMPRE IN DIFFICOLTA’

scritto da Walter Magliocca

crotone

Il Napoli ritorna alla vittoria, dopo tre sconfitte consecutive compreso champions, ma senza gioco, nervi tesi e paura del risultato.

A Crotone a dare ragione al Napoli è solo il risultato

Sarri è palesemente in difficoltà: a Crotone in campo Diawarra e Strinic dal primo minuto, ritorna Maksimovic, fuori Insigne e al centro attacco Gabbiadini. Ma il Napoli non da segni di ripresa. Si vede chiaramente che manca l’attaccante e che se non ci fosse Mertens sarebbe una squadra alla … Crotone.

Gli errori si susseguono a ripetizione ma i padroni di casa ne commettono di più. Su uno di questi in fase difensiva, Callejon ritorna al goal e sblocca il risultato. Il Napoli si tranquillizza e la manovra sembra meno farraginosa e le giocate meno affrettate. Ma ci pensa uno dei giocatori meno incisivi degli azzurri a complicare tutto.

Gabbiadini: ininfluente e sconclusionato nel ruolo e nel gioco della squadra ma detrminante come …comportamento.

A rovinare tutto, non  solo per questo incontro, ma almeno per le prossime tre giornate, è il Manolo “sconsolato e affranto”. Commette un fallo di reazione, per un intervento subito a centrocampo, inutile e fuori luogo che lascia gli azzurri in dieci uomini. Un gesto, si spera, figlio del momento di tensione e difficoltà vissuto, altrimenti il giudizio sul giocatore non si limiterebbe all’aspetto tecnico ma implicherebbe valutazioni caratteriali e umane con una notevole “diminutio” del suo valore complessivo.

Il raddoppio, l’amministrare il match e gli errori in fase difensiva e i rischi finali

Gli azzurri trovano il fortunoso raddoppio, con un rimpallo di Maksimovic, poco dopo essere rimasti in dieci uomini e in pratica si limitano ad amministrare la partita. L’unico elemento che incide sulla gara e supera la sufficienza è Mertens. Gli errori si susseguono e le amnesie rischiano di incidere sul risultato anche contro avversari di caratura men che modesta. Tutti i giocatori, all’improvviso, compreso il capitano Marekiaro, sembrano aver perso la bussola.

Sarri ha perso lucidità anche e continuatamente con i media

Il tecnico, in questo momento, sembra non riuscire a gestire il gruppo, facendo emergere i suoi limiti, Troppi giocatori da gestire e carenze tecniche che vede unica responsabile la società e quindi il presidente De Laurentiis. Ma anche ai microfoni Sarri pecca di comunicazione e chiara si nota la mancanza di una società degna di tale nome.

Non può il tecnico reagire con modi poco pacati all’intervistatore di mediaset non gradendo domande su Gabbiadini nè sul match di sabato prossimo allo stadium. Tanto vale che non si presenti proprio ai microfoni televisivi. Questo è il “prezzo” che giustifica  gli ingaggi faraonici percepiti dai “circensi”. Anche sotto questo aspetto come è distante la Juventus. Eppure basterebbe molto poco.

A CROTONE IL NAPOLI CONQUISTA TRE PUNTI MA E’ SEMPRE IN DIFFICOLTA’ was last modified: ottobre 23rd, 2016 by Walter Magliocca
23 ottobre 2016 0 commenti
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napoli
CalcioIn primo piano

NAPOLI SCONFITTO IN CHAMPIONS. MA LA COLPA DEL TRACOLLO E’ DELLA POLITICA DI DE LAURENTIIS

scritto da Walter Magliocca

napoli

Napoli allo sbando. Anche Sarri perde la bussola

Champions league si va in campo. E’ stato scritto che il Napoli, vincendo con il Besikstas possa entrare nella storia. Ma evidentemente è un modo per illudere e per illudersi. Almeno si spera.

Sin dalle prime battute della gara si vede che il Napoli è lo stesso della gara casalinga con la Roma e prima ancora della sconfitta di Bergamo. Le partite precedenti avevano illuso. Ma è chiaro, sin dalla formazione schierata, che c’è qualcosa che non quadra. E’ vero Hysaj non è in forma, ma il sostituto, Maggio, ha 34 anni ed ha giocato molto poco. Albiol è  ancora infortunato, Maksimovic non è sembrato all’altezza, ma far giocare Chiriches che, reduce da un infortunio ha calcato i campi per un solo minuto, sembra veramente troppo. Ennesima bocciatura per Gabbiadini (e poi devono essere i tifosi a sostenere il giocatore), Jorginho in campo con la necessità di una sedia a rotelle. Esordio, sempre in Champions con risultato in bilico per Diawara e Insigne che meriterebbe di sedere in panca almeno fino a quando non gli cresceranno le treccine ….. rosse.

E’ palese che anche Sarri sia in confusione, oppure vuole dimostrare al suo presidente, al nostro presidente (quello che ci meritiamo, o meglio che merita la città) che la campagna acquisti non è stata opera sua e che è stata sbagliata.

Il Napoli è nel pallone sia in difesa che in attacco, con il solo Mertens a dannarsi l’anima, che ha fatto diventare squadra di calcio anche il Besikstas. Ma nel pallone è anche la società, ma non il presidente che è di nuovo in tribuna, nonostante i fischi e i cori di sabato con la Roma.

La colpa non può essere dei giocatori ma di chi li ha scelti prima e, ora, di chi li mette in campo

Come detto, poiché l’allenatore non poteva essere un mago prima e non un “brocco” oggi, si ritiene che Sarri voglia inviare qualche segnale subliminale (un detto napoletano dice così: “per dispetto di mia moglie…. Mi taglio il pantalone…) a chi …”sa lui”. Però questo modo di comportarsi ed aver prestato acquiescenza ai colpi di testa del presidente (il solo colpevole) in campagna acquisti, ha danneggiato e continua a danneggiare in primis la sua professionalità. Ma è impensabile che una squadra impegnata su tre fronti, che vuole stazionare (non vincere) nei piani alti della classifica, andare avanti in champions league (si guadagna di più altrimenti saranno ancora maggiori le restrizioni per risultati e tifosi, ma “moneta” in tasca per la famiglia De Laurentiis) e cercare di arrivare fino alla fine in coppa Italia, possa reggere per tre mesi, o più, senza un attaccante, per poi verificare in che condizioni tornerà Milik e con giocatori, sempre gli stessi, a … “fare i muli e caricare il carro”. E’ bastato che la dea bendata voltasse le spalle e si è visto quanto realmente valgono le scelte effettuate dal solo presidente (Giuntoli e gli altri (?) poco o niente contano). Insomma è bene non cullare illusioni: in questa situazione non si va da nessuna parte. E’ bene dirlo a chiare lettere e non iniziare a trovare giustificazioni ridicole e che offendono l’intelligenza dei napoletani.

Una squadra in alcuni ruoli vecchia, inaltri logora ed in panca “giovanotti” di belle speranze, che non giocano ma … in prospettiva. Ma il  Napoli stasera ha giocato (e perso) con il Besikstas. Il 29 ottobre dovrà giocare con la Juve. E non in prospettiva. Quest’anno ha già perso il campionato e non ..in prospettiva. E la champions… E la coppa Italia. Solo gli euro sono reali e “oggi” e non in prospettiva.

De Laurentiis vuole una champions per squadre scelte, ma con lui in sella il Napoli non potrà ambire neanche alla champions “C”.

Questo presidente finora ha avuto dalla sua l’effettuare scelte rivelatesi fortunate e che hanno consentito di celare, o meglio di evitare la focalizzazione da parte dei tifosi, che l’unico obiettivo era (ed è ) la moneta, gli euro. Non è difficile notare che non vi è continuità nel progetto: se tutti i pezzi migliori vanno via vuol dire che qualcosa non torna. Lavezzi, Cavani, Higuain e nel frattempo tanti brocchi acquistati per coprire altre operazioni economiche. Ed anche gli allenatori: sposano il progetto, ma alla prima discussione …… divorziano.

Con una …… moglie così non ce la possono proprio fare. E’ possibile che solo i tifosi, ma quelli non organizzati per fortuna, non riescano a comprenderlo? Siete solo un pubblico di… urlano dalla curva “b”. Ma sarà vero? Ed allora è il presidente che “ci” meritiamo. Dispiace solo per itanti tifosi .. giovani ed ….. illusi. 

NAPOLI SCONFITTO IN CHAMPIONS. MA LA COLPA DEL TRACOLLO E’ DELLA POLITICA DI DE LAURENTIIS was last modified: ottobre 20th, 2016 by Walter Magliocca
20 ottobre 2016 0 commenti
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referendum
AttualitàCulturaIn primo piano

REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE: LE RAGIONI DEL “SI” E DEL “NO”. I L DUBBIO PERMANE

scritto da Walter Magliocca

referendum

Nella sala della Biblioteca Diocesana in piazza Duomo, a Caserta,  si è tenuto,  questo pomeriggio, un convegno molto seguito e sentito sul tema: “Le ragioni del NO, le ragioni del Si”. L’iniziativa è stata promossa dall’associazione “Risorse e Futuro”, presieduta dal magistrato dott. Andrea della Selva e dal Dipartimento di Giurisprudenza della Seconda Università, diretto dal professor Lorenzo Chieffi ed accreditata all’Ordine degli Avvocati di Santa Maria Capua Vetere.

Referendum: tema importante e molto delicato. Chiarite le ragioni delle posizioni contrapposte

Nonostante l’importanza e la delicatezza del tema, i relatori sono riusciti con estrema chiarezza a far comprendere, alla qualificata platea, le ragioni di diritto e politiche del voto referendario che si terrà il prossimo 4 dicembre.

A “fare gli onori di casa” è stato il presidente dell’associazione, dott. Della Selva il quale, salutando gli intervenuti e ringraziando i relatori, ha ribadito: “Non voglio considerarlo un dibattito, ma un sereno confronto culturale, con esplicazione delle motivazioni contrapposte, nonché un approfondimento su un tema che interessa il mondo politico nonché i cultori del diritto, oggetto del referendum costituzionale. E’ un momento importante non solo per il presente ma anche per il futuro del nostro paese”.

 A coordinare gli interventi è stato, con molta equanimità il professor Lorenzo Chieffi, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza alla seconda Università degli studi di Napoli che, prendendo spunto dalle varie posizioni, ha precisato che “non sussistono dubbi sulla correttezza del quesito referendario”.

Posizioni contrastanti ma supportate da dialettica convincente

Da una parte le ragioni del “No” sono state illustrate, in punto di diritto, dal professor Claudio De Fiores, docente di Diritto Costituzionale alla Sun e in ottica politica dall’onorevole Carlo Sarro, componente la Commissione Giustizia della Camera di Deputati. Dall’altra, le ragioni del “Si” sono state perorate dal professor Tommaso Eduardo Frosini, docente di Diritto Pubblico Comparato all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e dal senatore Lucio Romano, componente la prima Commissione permanente Affari Costituzionali del Senato.

 Le ragioni del “No”

Ad iniziare la serie degli interventi è stato il professore De Fiores che, a sostegno della tesi del “No”, ha rimarcato “anziché superare il bicameralismo paritario, la riforma lo rende  più confuso  creando conflitti di competenza tra Stato e Regioni e tra Camera e nuovo Senato”. Per poi continuare: “ la riforma non semplifica il processo di produzione delle leggi, ma lo complica: le norme che regolano il nuovo Senato, infatti, produrrebbero almeno 7 procedimenti  legislativi differenti”. Sulle modifiche al Titolo V: “Una mossa al contrario: dopo anni si decide che le Regioni hanno troppi poteri e si va ad accentrare. Peccato che non si tolgano quei poteri alle Regioni a Statuto speciale”.

Il senatore Sarro, sempre a sostegno delle ragioni del “No”, ha precisato “ i costi della politica non verranno dimezzati: con la riforma si andrà a risparmiare solo il 20%. Per ridurre gli stipendi sarebbe bastata una legge ordinaria. Si tratta, tra l’altro,  di una riforma non legittima perché prodotta da un Parlamento eletto con una legge elettorale dichiarata incostituzionale. Inoltre, anche gli amministratori locali, chiamati a comporre il nuovo Senato, godrebbero dell’immunità parlamentare. Il combinato disposto, riforma costituzionale – Italicum, accentrerebbe il potere nella mani del governo, di un solo partito e di un solo leader. I senatori, che non saranno eletti direttamente dai cittadini ma nominati dalle Regioni, a questo punto avrebbero almeno dovuto avere un vincolo di mandato”.

Le ragioni del “Si”

Il senatore Romano, per le ragioni del “Si” ha evidenziato che “la riforma prima di tutto consente per la prima volta di superare il bicameralismo perfetto, sul quale da anni c’è un forte ripensamento sia giuridico che politico. Il Senato non sarà più chiamato ad esprimere la fiducia al Governo e avrà scopi diversi. Sono solo sei gli articoli modificati. Comunque il primo passo decisivo sta proprio nella fiducia legata a una sola Camera”.

Il professore Frosini  ha evidenziato che “il voto del prossimo 4 dicembre non è uno stravolgimento, ma una “manutenzione” della Costituzione. Si supera il famoso ping-pong tra Camera e Senato, con notevoli benefici in termini di tempo. la diminuzione del numero dei parlamentari e l’abolizione del Cnel produrrà notevoli risparmi grazie all’introduzione del referendum propositivo e le modifiche sul quorum referendario migliora la qualità delle democrazia”. In merito al Titolo V della Costituzione: “Si opera per superare il problema del conflitto Stato-Regioni, che negli ultimi anni ha gravato enormemente sulla Corte Costituzionale. Rappresenta un salto di qualità per il sistema politico italiano e per il suo farraginoso processo legislativo, garantendo maggiore stabilità a un Paese che ha visto 63 governi susseguirsi negli ultimi 70 anni”.

Nel corso del convegno, gli interventi hanno toccato anche l’altro grande tema politico del momento, quello della Legge elettorale, che non sarà comunque oggetto del referendum del 4 dicembre.  

Le ragioni del “Si” e del “No” sono state espresse con arte nell’argomentare e con un confronto dialettico sereno, anche se su tesi contrapposte. I relatori sono riusciti a incidere con sicurezza su concetti e temi molto dibattuti.

I cittadini saranno chiamati, il 4 dicembre, ad esprimersi, nonostante tutto,  su un quesito fondamentale nella vita politica del paese

Sfogliare la margherita forse sarebbe più semplice.    

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REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE: LE RAGIONI DEL “SI” E DEL “NO”. I L DUBBIO PERMANE was last modified: ottobre 17th, 2016 by Walter Magliocca
17 ottobre 2016 0 commenti
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pasta reggia
BasketIn primo pianoSport

PASTA REGGIA CORSARA A CREMONA 82 a 95. PRIMI DUE PUNTI IN TRASFERTA

scritto da Walter Magliocca

pasta reggia

Basket giocato e non sembra vero. La Juvecaserta scende in campo al Palaradi di Cremona per la seconda trasferta consecutiva, questa volta in maglia bianca, per cercare di invertire il trend anche se appare impresa ardua.

Alla prima sirena

Solito quintetto di partenza per Sandro Dell’Agnello: Sosa, Gaddefors, Putney, Bostic e Watt. L’impatto con la gara di Caserta è ottimo con Putney sugli scudi ma con Sosa, sempre ombra del giocatore conosciuto. Caserta va sul 5 a 3, ma gli errori di Sosa e una difesa non perfetta sempre sull’arco, che manda sistematicamente i giocatori di casa in lunetta da tre, soprattutto Wojciechowski,  porta a metà frazione il risultato sul 16 a 8. Il parziale si chiude sul punteggio di 19 a 13 con tiro errato da Bostic sulla sirena.

Riposo lungo  

Nella seconda frazione, Cremona si esalta, ma prima Czyz e poi Cinciarini, dall’arco, respingono il primo tentativo di fuga della Vanoli, che si concretizza a 5’ e 42’’ sul 26 a 18. Ma gli errori di Sosa e una difesa non impeccabile da parte di Caserta, consentono agli uomini di Pancotto di raggiungere il massimo vantaggio con Turner protagonista. Tito da tre a 3’ e risultato sul 38 a 24. Tecnico a Sosa e padroni di casa sul 42 a 27. Turner imperversa in fase difensiva e offensiva. L’unico che mantiene a galla la Pasta Reggia è Putney. Alla sirena lunga il tabellone segna 44 a 32.

Penultima frazione perfetta con Caserta dirompente

Al ritorno sul parquet, Caserta ritorna con un altro piglio. E’ sempre Putney il migliore bianconero: due tiri consecutivi dall’arco poi Cinciarini, due liberi di Watt e Czyz da sotto portano Caserta a meno 2, 45 a 43. Dell’Agnello capisce che in questo momento è Sosa il limite della sua squadra e punta su Cinciarini e Giuri e, nonostante Putney in panca con tre falli a carico, una bomba di Cinciarini consente a Caserta di effettuare il sorpasso 46 a 45. Ancora Cinciarini subisce un fallo con tre liberi che portano Caserta a + 4, 49 a 45. 16 a 0 di parziale. Dell’Agnello gestisce i cambi e i giocatori ragionano in campo. Con Putney in campo e sulle ali dell’entusiasmo Caserta cerca di accumulare un discreto vantaggio, ma Cremona non molla. 55 pari a 2’ e 20’’. Czyz, Cinciarini e antisportivo  su Sosa. 55 a 62 a1’. Due falli inesistenti fischiati a Cinciarini in attacco e Putney, quarto fallo per lui, avvicinano Cremona. Ma alla penultima sirena si è sul 58 a 64.

Ultimo quarto vincente

Caserta entra determinata e decisa a portare i due punti a casa. Dopo due liberi di Cremona è Gaddefors a centrare una bomba. Ospiti con il massimo vantaggio 60 a 69- Ma  la partita è ancora lunga. Aumenta il vantaggio: + 12 a 7’30’’. Gli uomini di Dell’Agnello mantengono il  vantaggio, 70 a 83 a 3’ e 11’’ dopo canestri messi a segno da una parte e dall’altra con regolarità. Ancora Putney con due liberi e si arriva sul 70 a 85. Caserta è in trans agonistica: bomba di Bostic e Sosa 72 a 90 a 1’ e 55’’. Caserta amministra. 82 a 95 il finale.

Pasta reggia impacciata ed imprecisa nelle prime due frazioni, ma artefice di ultimi due quarti perfetti: 63 punti realizzati. Il migliore Putney, il peggiore Sosa. In campo il basket lascia alle spalle i probelmi della scrivania.

PASTA REGGIA CORSARA A CREMONA 82 a 95. PRIMI DUE PUNTI IN TRASFERTA was last modified: ottobre 16th, 2016 by Walter Magliocca
16 ottobre 2016 0 commenti
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de laurentiis
CalcioIn primo piano

DE LAURENTIIS HA ESAURITO IL BONUS FORTUNA: LE LACUNE VENGONO A GALLA E LA CHAMPIONS BUSSA ALLE PORTE

scritto da Walter Magliocca

De Laurentiis

Il miracolo si sta esaurendo: al Napoli è bastato perdere Milik per non saper più vincere

“De Laurentiis figlio di pu…..na” il coro della curva “b” è impietoso e irriguardoso ad inizio partita, durante ed alla fine. Qualche fischio di disaccordo ma la contestazione aumenta e si amplifica con la sconfitta. 3 a 1 con la Roma al San Paolo e vedere esultare De Rossi. Questo no è troppo.

Ma la squadra, che va sotto le curve al fischio finale, viene salvata. E’ giusto. Non è colpa di Gabbiadini se questo non è il modulo per esaltarne le caratteristiche, non è colpa di Jorginho se è fuori forma, o di Koulibaly che si lascia irretire da Salah. La colpa è del presidente. Lo dica a chiare lettere: questa squadra non deve vincere nulla. Si acquistano giovani per valorizzarli e guadagnare plus valenze. Non è il sapore della sconfitta, la curva ha contestato ad inizio incontro e nella gara prima. Oggi con più forza perché il presidente era in tribuna. Dobbiamo rivalutare la scelta di Higuain: è andato via  per vincere. Alla Juve? In Italia vince solo e sempre la Juve. E paga pure.

Prima dell’incontro premiati Rudy Krol e Gianfranco Zola

La giornata era iniziata sotto i migliori auspici. La pioggia prevista soppiantata da un caldo sole. Terreno in ottime condizioni. Applaudito Milik in tribuna convalescente. Applausi soprattutto per due grandi vecchie bandiere: Rudy Krol e Gianfranco Zola, emblemi di un calcio che fu. Giocatori straordinari ma il periodo, il contesto in cui hanno deliziato il San Paolo non dei migliori. Non solo perché è passato è positivo. L’olandese predicava calcio da solo e sfiorò uno scudetto, ma anche quello sarebbe stato un miracolo; al sardo, giovane prelevato dalla Torres da Moggi, l’arduo compito di sostituire il “fuggiasco” Maradona. Un Napoli in caduta libera.

Ridicoli i controlli sugli spalti del calcio Napoli

Non si parlerà dello stadio, per adesso, ma dei ridicoli controlli che attua il Napoli calcio ai cancelli e sugli spalti. Ai cancelli, nonostante l’abbonamento esponga la fotografia del possessore, il controllore costringe, soprattutto i ragazzi, ad esibire un documento di riconoscimento. Che senso ha la foto? Perché consegnare il documento, compilare moduli alla sottoscrizione? Sarebbe positivo ricevere  una chiarificazione in merito. Ma dubitiamo in quanto anche la comunicazione del calcio Napoli è molto carente. Così come l’ufficio stampa. Ma è storia vecchia. Sugli spalti, invece, gli stuart, in numero sempre maggiore (chissà se pagati), cercano di dare ordine alle sedute, divieto di stazionamento sui gradini. Ma ciò non presupporrebbe rispetto dei posti numerati? Posti a sedere per tutti i possessori di biglietti? Utopia e …nient’altro.

La Juve andrebbe penalizzata, ma lo faranno? I fischi sulle note dell’inno Figc sono più che giusti

Le curve e parte dello stadio fischiano sulle note dell’inno della FIGC: è più che giusto se le regole non sono uguali per tutti e se i comportamenti, nonostante i “soloni” pontificando tentino di  giustificare taluni arbitrii (gioco di parole), sono disomogenei.

La notizia è esplosa ufficialmente come al solito in ritardo, ma sui social viaggiava già da diversi giorni. La Juventus, avendo perso anche al TAR il famoso e ridicolo ricorso per la retrocessione del 2006 e in tutti i gradi di giudizio, anche ordinario, per la clausola compromissoria andrebbe penalizzata di tre punti in campionato. E sospensione, per un biennio, dalla gare internazionali. Il condizionale è d’obbligo. Ma la norma federale è chiara ed esaustiva. A noi non dispiacerebbe. Per sportvità e giustizia, si intende.

DE LAURENTIIS HA ESAURITO IL BONUS FORTUNA: LE LACUNE VENGONO A GALLA E LA CHAMPIONS BUSSA ALLE PORTE was last modified: ottobre 15th, 2016 by Walter Magliocca
15 ottobre 2016 0 commenti
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confusione
CalcioIn primo piano

LA CONFUSIONE REGNA SOVRANA. CASERTANA SENZA CASERTANI. CAMBIAMENTI A COLPI DI COMUNICATI. ED ORA?

scritto da Walter Magliocca

confusione

La nota del club

Il nuovo assetto permetterà alla Casertana F.C. di dare vita a un progetto solido, ambizioso e definitivo e, dunque, di guardare al futuro con rinnovato entusiasmo. L’ingresso in società di uno stimato imprenditore di Terra Lavoro come Giuseppe D’Agostino – prosegue la nota diramata in tarda serata dal club – è un ulteriore segnale dell’aria di rinnovamento che vuole portarsi all’interno del club per poter ripartire tutti insieme e fare in modo che la Casertana possa portare in alto il nome del territorio che rappresenta con profondo orgoglio. Contestualmente si è proceduto alla conferma dell’intero staff dirigenziale e all’azzeramento di qualunque altra carica precedente.

A Tilia si affianca D’Agostino

Con una mossa a sorpresa, quindi, Tilia (perchè? Ma è facile comprenderlo) risponde (metaforicamente in un senso e poi praticamente) a Corvino e fa entrare in società il titolare del caseificio La Pagliara, Giuseppe D’Agostino. Quest’ultimo sarà main sponsor, nonché copresidente (? Anche lui?) della Casertana calcio con l’avvocato romano.  Palomba sarà vicepresidente.

Definito l’assetto societario? Ma quali garanzie? Tra meno di un anno la società sarà nuovamente sull’orlo del fallimento

Pare, pertanto che si sia definito l’assetto societario. Di casertani nemmeno l’ombra. Non è difficile comprendere i motivi che hanno spinto il nuovo organigramma ad insediarsi. Corvino fatto fuori. Resta da vedere le cifre che dovranno essere versate per pagare gli stipendi e per il prosieguo della stagione da dove dovranno “uscire”.

Il futuro è nebuloso. Organizzazione approssimativa. Non basta una notte

Sembra di rivivere momenti passati che hanno portato il calcio casertano nel baratro. Finora le squadre giovanili le trasferte le hanno sostenute a proprie spese. Cambierà ora lo spartito?

Non solo fondi ma anche l’organizzazione risulta confusa e approssimativa.

Le scadenze “bussano” alla porta. Manca poco. Staremo a vedere. Conferenze stampa, precisazioni. Ne vedremo delle belle.

Ma, siamo sicuri e non illudetevi, gli scenari e gli uomini non cambiano in una notte.

LA CONFUSIONE REGNA SOVRANA. CASERTANA SENZA CASERTANI. CAMBIAMENTI A COLPI DI COMUNICATI. ED ORA? was last modified: ottobre 12th, 2016 by Walter Magliocca
12 ottobre 2016 0 commenti
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corvino
CalcioIn primo pianoParliamone

CASERTANA: CAOS, CONFUSIONE E GESTIONE APPROSSIMATIVA. LA FINE E’ VICINA: SE NON OGGI SOLO RINVIATA. MA SI ATTENDE QUALCHE ALTRO COLPO AD EFFETTO

scritto da Walter Magliocca

corvino

Era già tutto scritto. Si aspettava solo il momento della divulgazione. E’ giunto, la resa dei conti. La Casertana è a rischio scomparsa: per colpa di chi?

Corvino perché sente il bisogno di chiarire solo adesso?

Apparentemente la conferenza stampa, convocata, more solito, in modo approssimativo e canalizzato per evidenti carenze nell’organigramma gestionale, aveva lo scopo di chiarire la situazione societaria. Corvino, oramai determinato, a suo dire, ad acquisire il pacchetto di maggioranza, ha sentito la “necessità” di comunicare ai tifosi ed alla città come stavano realmente i fatti.

Quando Lombardi ha deciso irreversibilmente di lasciare la società, Tilia è spuntato “dal nulla”, ha acquistato quote pur non avendo alcuna esperienza, capacità ed attitudine alla gestione di una società di calcio, né voglia di farlo. Però, guarda caso, demanda  a Corvino la guida (copresidente??) della Casertana calcio. Campagna acquisti, conferme e partenze: tutto passa per Corvino. La gestione però è  approssimativa e prosegue con molti bassi, tra chiarimenti e colpi “ad effetto” con la comunicazione di voler  lasciare la società e cedere le poche quote, solo il 6% !!!!, al miglior offerente. Perché?

Dal nulla, ma con notizie che filtrano molto tempo prima, spuntano Conte e Palomba

Nel frattempo arrivano anche dei nuovi finanziatori. Almeno sulla carta e a dire di Tilia. Il 35% passa nelle mani di Conte, onorevole regionale e pluri inquisito e tal avv. Palomba. Non cambia nulla. La squadra comincia a raggiungere risultati sul campo. Continuano le beghe dietro la scrivania figlie di una regia occulta. Speculativa o altro?

Conte e Palomba, dopo aver versato (ma a chi?), solo quarantamila euro, non fanno fronte agli impegni assunti. La gestione è sempre nelle mani di Corvino oggetto di continue  richieste di pagamento e  “costretto” a provvedervi per …. amore della città (Bah!!!).

Corvino ha deciso: ci penso io, sono gli altri i cattivi, sono gli altri che non mi permettono di agire per il bene del calcio cittadino. Gigante pensaci tu: ci penso io.

Mercoledì, cioè oggi pomeriggio, appuntamento dal Notaio per regolarizzare la situazione: o gli altri (i cattivi) provvedono a mantenere gli impegni o Corvino, se lo vorranno, è disponibile ad acquisire almeno il 67% delle quote, come da statuto quorum necessario per assumere decisioni in seno alla società. Altrimenti ….. tutti a casa. Si fallisce.

Perché adesso? Perché non pensarci prima? Quali i reali problemi e perché questa pantomima mettendo in piazza questioni di natura tecnico-legale di difficile comprensione e che alla fine interessano al tifoso in modo marginale? Si sperava che le risposte potessero arrivare a breve.

Difficilmente arriveranno risposte. Gli interrogativi sono troppi. Dal cilindro uscirà qualcosa.  Ma non si odono rintocchi dalle altre campane.

Ripensamento dell’ultima ora: in serata ennesimo comunicato di Corvino

 “E’ l’ennesima presa in giro del duo Conte-Palomba per interessi prettamente personali a discapito della Casertana. E’ con l’ausilio di Carlo Salomone, titolare di un’azienda pubblicitaria che gestisce per conto proprio la pubblicità della Casertana di cui non si è mai capito né come, né quanto fattura nè come incassa. Per cui sono convinto che La Pagliara avrà il suo tornaconto pubblicitario e di fatturazione. Conte Tilia e Palomba continueranno a prendere in giro Caserta nascondendo conti e incassi cercando di ricattare la città solo ed esclusivamente per questioni personali ed imprenditoriali. Speriamo che tutto questo porti a qualcosa di positivo ma io sicuramente con certa gente non mi sarei mai messo. E con questo considero chiuso l’argomento”.

E intanto l’ultimo aspetto che conta è il calcio giocato.  I contrasti aumentano e il calcio muore. Un film già visto. La città questo è capace di offrire.

Difficile da comprendere e da decifrare: la querelle.. continua.

CASERTANA: CAOS, CONFUSIONE E GESTIONE APPROSSIMATIVA. LA FINE E’ VICINA: SE NON OGGI SOLO RINVIATA. MA SI ATTENDE QUALCHE ALTRO COLPO AD EFFETTO was last modified: ottobre 12th, 2016 by Walter Magliocca
12 ottobre 2016 0 commenti
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