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Categoria

Cultura

Sanremo
CulturaEventiIn primo pianoMusicaTv

Sanremo: chi è il vero vincitore?

scritto da L'Interessante

Sanremo.

Di Maria Rosaria Corsino

In ogni competizione si sa, ci sono i vincitori e i vinti.

Non sembra essere però il caso di Sanremo dove molto spesso quelli che non sono arrivati al podio riscuotono più successo del primo classificato.

Certo, Sanremo lo vince chi riesce a farsi passare di più in radio e che fa parlare di sé, ma allora a che pro la competizione?

A Sanremo vince chi non vince

Negli ultimi anni il modo di giudicare il vincitore del festival è stato al centro di accese discussioni.

Una volta vota il pubblico da casa, una volta la giuria, una volta Beppe Vessicchio.

Fatto sta che aleggia sempre un alone di malcontento!

Eclatante l’episodio del 2010 in cui Pupo non riusciva ad accettare la sconfitta, aveva acquistato un sacco di voti!

Fatto sta che la canzone poteva votarla solo un filo-Savoia

Molto spesso ci si dimentica chi abbia vinto le precedenti edizioni, segno che il successo non sta nell’oro ma nella capacità di trasmettere emozioni e di farsi trasmettere.

Sanremo 2017: tutto da scoprire

Come ogni anno appare la lista dei favoriti per la vittoria, prima ancora che questi abbiano messo piede sull’ Ariston!

Tiziano Ferro sarà presente solo come ospite, altrimenti avrebbe vinto a tavolino.

La regina di quest’anno sembra essere Fiorella Mannoia annuncia Carlo Conti, che ormai ci ha preso gusto a presentare e non si scolla più dalla città dei fiori.

Sanremo: chi è il vero vincitore? was last modified: febbraio 8th, 2017 by L'Interessante
8 febbraio 2017 0 commenti
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L'Ora legale
CinemaCulturaIn primo piano

L’ora legale: il giudizio del critico Christian Coduto

scritto da L'Interessante

L’Ora legale.

Di Christian Coduto

L’ora legale (ITA, 2017)  ★★★☆☆

Regia: Salvo Ficarra e Valentino Picone (6)

Con: Salvo Ficarra (7), Valentino Picone (6/7), Vincenzo Amato (5), Tony Sperandeo (6)

Pietrammare.

Una città bellissima, bagnata da acque limpide e pulite e illuminata da un sole caldo e accogliente, come solo in Sicilia può accadere.

Si vive bene, la gente lavora, la vita prosegue tranquillamente. Però …

C’è sempre un però: quei rifiuti buttati per strada sono così antiestetici (e dannosi per la salute), il traffico inquinante e tutto quel rumore potrebbero essere evitati …

La città avrebbe bisogno di tanti altri accorgimenti.

Perché il sindaco Patanè non si occupa mai dei bisogni dei cittadini?

Già, perché? E’ così facile incolpare gli altri, vero? C’è sempre bisogno di un capro espiatorio per tutto ciò che non va, che non funziona.

Così, in corrispondenza delle elezioni, Patanè viene sostituito da Natoli, un uomo educato, gentile, rispettoso delle regole.

I primi ad essere felici per questo evento sono i nostri Ficarra e Picone che, essendo cognati del nuovo sindaco, già pregustano favoritismi à gogo (anche se il primo, in realtà, ha sostenuto il sindaco uscente durante l’intera campagna elettorale).

Amara è dunque la sorpresa nel momento in cui Natoli, così ligio al dovere, inizia ad imporre delle norme che devono essere rispettate: parcheggi in doppia fila? Benissimo: una multa ti attende. Il tuo cane fa la pupù per strada e non la raccogli? Ti becchi una contravvenzione.

Per non parlare della raccolta differenziata: cosa va messo nell’umido? E nell’indifferenziato? C’è da impazzire!

I dipendenti comunali sono in crisi perché sono iniziati i controlli per quelli che hanno beggiato e non sono al posto di lavoro …

I cittadini iniziano a reclamare; tutti (persino il parroco Don Raffaele) si rendono conto che la situazione sta diventando ingestibile. Salvo Ficarra e Valentino Picone promettono che riusciranno a far sì che il neo sindaco cambi idea e abbandoni la sua posizione, con conseguenze esilaranti …

Pietrammare è in Sicilia, ma potrebbe essere in Lazio o (perché no?) in Trentino Alto Adige.

E’ chiaro: Il duo di comici più noti del cinema italiano ambientano la vicenda lì dove sono cresciuti, ma strutturano un’analisi critica davvero rispettosa di ciò che non va in tutto il nostro paese; lamentarsi è la cosa più semplice del mondo … va di pari passo con la non – reattività. Non siamo abituati a rimboccarci le maniche, ad affrontare i problemi che ci circondano; c’è sempre bisogno di qualcuno che lo faccia al posto nostro.

Gli abitanti della città in cui è ambientata la vicenda preferiscono perdere tempo e fatica a  costituire un comitato antisindaco, piuttosto che decidere semplicemente di seguire delle regole che, a ben guardare, dovrebbero essere già insite nel loro comportamento da cittadini educati e perbene.

E’ inevitabile, quindi, il rimpianto per il Sindaco precedente, proprio lui che (un paio di settimane prima) era stato accusato di essere corrotto e di avere contatti con la mafia. Perché la coerenza viene prima di tutto, vero?

L’ora legale (che conta, tra gli sceneggiatori, anche la firma del regista casertano Edoardo De Angelis) punta molto in alto rispetto ai precedenti lavori di Ficarra e Picone. Mai, in precedenza, il duo si era spinto ad una critica così pungente ed acuta

Un pregio ai due attori siciliani va riconosciuto: rispetto alla maggior parte dei comici provenienti dalla televisione e prestati al mondo della celluloide, il loro è sicuramente un linguaggio più cinematografico. Non c’è un legame così imprescindibile con il personaggio, si riscontra invece una maggiore attenzione alla storia, al contorno, la risata scatta (e spesso) per le battute e le situazioni.

Di sicuro, va detto, i due mi sembrano ancora piuttosto immaturi nel reparto registico e, paradossalmente, nella direzione degli attori. Se Tony Sperandeo dona al suo Patanè una sana dose di cinismo e cattiveria, del tutto fuori luogo è invece Vincenzo Amato: giusta la postura, sgradevole e cacofonica la voce e l’intonazione. Lo stesso dicasi per Eleonora De Luca che nel film interpreta Betty, la giovane figlia del Sindaco Natoli: gradevole la sua dolcezza e la spensierata esuberanza, ma il realismo interpretativo è tutta un’altra cosa.

Alcune situazioni tendono ad essere parossistiche, ma in una commedia satirica è un difetto perdonabile.

Piace il ritmo sostenuto, colpiscono le battute, le idee non mancano di certo.

Ciò di cui il duo avrebbe bisogno è una maggiore esperienza dietro la macchina da presa.

L’ora legale: il giudizio del critico Christian Coduto was last modified: febbraio 8th, 2017 by L'Interessante
8 febbraio 2017 0 commenti
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Totò moneta
CulturaEventiIn primo piano

Una moneta per ricordare Totò

scritto da L'Interessante

Moneta.

Di Vincenzo Piccolo

La Zecca dello Stato conierà una moneta commemorativa da 5 euro dedicata a Totò. Non c’è da meravigliarsi, per una figura come quella del principe della risata, divenuta mito e filosofia per un ambiente come quello del cinema.

Il grande Antonio de Curtis, oggi, si studia anche nelle università, come Da Vinci, Fermi e Dante. Appare ovvia quindi, la scelta di raffigurarlo su monete. L’emissione ufficiale avverrà a settembre, in tiratura limitata, su un disegno dell’artista e medaglista romana Uliana Pernazza.

La moneta: i particolari

La moneta porterà sul dritto (faccia principale) il ritratto del De Curtis con la bombetta, ricavato da una foto scattatagli da Guy Bourdin nel 1955. Altrettanto sul rovescio ci saranno due mani intrecciate (le cui dita ricordano la tipica “mossa” di Totò) che toccano una pellicola cinematografica. Questa sarà realizzata con due metalli, ma sarà disponibile solo in autunno, quando il ministero dell’Economia renderà noto il prezzo e il numero degli esemplari.

Una moneta per ricordare Totò was last modified: febbraio 8th, 2017 by L'Interessante
8 febbraio 2017 0 commenti
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Rencontres
CulturaEventiIn primo pianoLibriMusica

Rencontres di Antonio Cobianchi

scritto da L'Interessante

Rencontres.

Rencontres.

 

In occasione della presentazione del volume “Rencontres” 2016 a cura di Aldo Antonio Cobianchi, Segretario generale della Società Italiana dei Francesisti – SIDEF, e alla presenza del Console generale di Francia a Napoli Jean-Paul Seytre, l’Institut Français di Napoli ospiterà Giovedì 9 febbraio 2017 alle ore 18,00, via Francesco Crispi 86, un evento che intreccerà Arte, Letteratura e Musica. Oltre alla presentazione del volume e al concerto dei maestri Giuseppina Gallozzi e Sergio Caggiano, che eseguiranno musiche di Marais, Fauré, Schumann e Schubert, saranno esposti per la prima volta a Napoli alcuni dipinti di Alfonso Benadduce, pittore e artista di teatro. I quadri pubblicati nel volume Rencontres resteranno in mostra nella sala Blanc et Noir del palazzo del Grenoble tutti i giorni (escluso la domenica) dal 9 al 18 febbraio 2017 (orario 9h -19h).

Rencontres di Antonio Cobianchi was last modified: febbraio 7th, 2017 by L'Interessante
7 febbraio 2017 0 commenti
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Lello Esposito
CulturaEventiIn primo piano

FINISSAGE: MOSTRA DI LELLO ESPOSITO

scritto da L'Interessante

Lello Esposito.

FINISSAGE MOSTRA DI LELLO ESPOSITO

DA MACCUS A PULCINELLA. LA METAMORFOSI DI UNA MASCHERA A CURA DI ENZO BATTARRA

 Domenica 5 febbraio è stato l’ultimo giorno utile per visitare ​nella Pinacoteca di Arte Contemporanea “Massimo Stanzione” di Sant’Arpino, che ha sede nello splendido Palazzo Ducale Sanchez de Luna, la mostra dell’artista internazionale Lello Esposito. L’esposizione ha coinciso con la nuova campagna social #febbraioalmuseo “L’Arte in Maschera” promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, guidato da Dario Franceschini. Inoltre, il finissage cade nell’ambito della #DomenicalMuseo, altra iniziativa del Mibact che vede l’apertura gratuita dei musei statali nella prima domenica del mese.

Il direttore della galleria atellana Enzo Battarra, curatore della personale, ha dichiarato per l’occasione:

«Ritengo che un’eposizione dal titolo “Da Maccus a Pulcinella. La metamorfosi di una maschera”, voluta da Elpidio Iorio nell’ambito del progetto PulciNellaMente Winter Edition, possa rientrare di diritto nella campagna del Mibact sul rapporto tra l’arte e la maschera. La mostra si è chiusa il 5 febbraio, ma è in corso di realizzazione un raffinato e prezioso libro d’arte che documenterà l’evento e verrà prossimamente presentato al pubblico. Sant’Arpino, città atellana, entra a pieno diritto in ogni ragionamento che si possa fare sulla nascita della maschera in Italia e sul rapporto tra teatro e arti visive».

 

FINISSAGE: MOSTRA DI LELLO ESPOSITO was last modified: febbraio 7th, 2017 by L'Interessante
7 febbraio 2017 0 commenti
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Vincenzo
CulturaIn primo pianoLibri

Vincenzo Restivo stupisce il Drama Teatro Studio: l’intervista

scritto da L'Interessante

Vincenzo Restivo.

 

Di Michela Salzillo

 Era circa una settimana fa quando, sull’ onda degli ultimi preparativi, vi avevamo promesso che saremmo stati presenti al battesimo dell’ultima creatura di Vincenzo Restivo. L’ inaugurazione di Storia di Lou, come preannunciato pochi giorni fa, si è tenuta presso il Drama Teatro Studio di Curti. Il nuovo romanzo del talentuoso autore marcianisano è stato accolto da una platea attenta e partecipativa. L’incontro, moderato da Christian Coduto, si è rivelato infatti l’ ottimo pretesto per alimentare un diretto e  proficuo confronto su temi  concernenti il vasto pianeta della diversità, con ampio e doveroso riferimento alle verità, forse ancora troppo taciute, legate al transessualismo.  Entusiasti anche i padroni di casa, gli attori Rosario Copioso e Dario Pietrangioli, che in merito alla serata si sono così espressi:

“Storia di Lou” ha incontrato per la prima volta il pubblico, un pubblico fitto, partecipativo, interessato alla delicata e brutale storia di questo personaggio che Vincenzo Restivo ha prima immaginato per poi offrirlo al mondo raccontandone la pelle, il sangue, il buio e forse il riscatto.

Grazie a questa storia probabilmente non riusciremo a comprendere a pieno, a immedesimarci nelle tante persone che provano disagio a vivere in un corpo in cui non vorrebbero, in un corpo estraneo alla loro mente e ai loro desideri, tuttavia, lo sforzo anche soltanto a sfiorare queste storie, è già una grande vittoria per tutti, perché queste storie, sono anche le nostre, non dimentichiamocelo.”

Ma come e perché nasce Storia di Lou ?

Vincenzo Restivo racconta Storia Di Lou e i suoi progetti futuri: l ‘intervista

 

Storia di Lou, si chiama così la tua ultima fatica letteraria edita dalla Watson edizioni. Si tratta di  un romanzo che tu stesso hai definito essere un tripudio alla diversità. Ci spieghi in che senso?

Storia di Lou è un romanzo scomodo  e nello stesso tempo, una storia aperta. Scomodo perché mette in risalto una tavolozza di problematiche che spesso vorremmo accantonare in un angolo e dimenticare: dalla depressione all’autismo, dal suicidio all’inadeguatezza di trovarsi in un corpo che non riconosciamo. Ma è anche una storia aperta, libera, perché permette a tutti  di entrarvi per comprenderla. Il mio scopo era proprio quello di indottrinare alla diversità, rompere quel velo di perbenismo che rende difficile la comprensione stessa, che dà un limite all’empatia.

Il tema dominante di questo romanzo, tra gli altri, è senz’altro quello del transessualismo. Secondo te, oggi, qual è il livello d’informazione legato a una simile realtà?

C’è ancora tanto da sapere a riguardo e si dà molto per scontato. C’è di base un’ informazione sbagliata, e spesso,  una conoscenza superficiale di certe realtà che invece  richiederebbero un’attenzione maggiore. In certe circostanze, come quella della distrofia di genere, anche il linguaggio fa la sua differenza. Usare pro-forme al  maschile, per  rivolgersi a una ragazza MtF, ad esempio, è un errore in cui cadono molte testate giornalistiche. E questo deve far riflettere.

In storia di Lou, così come nei tuoi precedenti romanzi, sei molto crudo nelle descrizioni. In questo caso, ad esempio, tocchi addirittura la delicata questione dell’evirazione. Si tratta di una provocazione o, più banalmente, di una scelta stilistica a cui sei affezionato?

È provocazione, senza dubbio. Una scelta indispensabile per affrontare quelle argomentazioni un po’ scomode. Bisogna incazzarsi , rompere degli equilibri finanche nella letteratura. La lingua serve anche  a questo, a comunicare il dolore, l’instabilità. La linearità stanca e certe insofferenze puoi comunicarle solo attraverso il disequilibrio linguistico, mettendo da parte inutili armonizzazioni. 

L’autismo e la paraplegia sono le altre due facce di questo romanzo. Come sei arrivato a strutturare un’ampia relazione fra tre realtà così complesse?

Tre realtà complesse, diverse ma anche simili. Simili nel loro bisogno di inclusione in un universo di norme imposte da altri e dalle quali non ci si sente rappresentati. La relazione nasce proprio da questo bisogno.

Secondo te diversità e integrazione potranno mai dire vinta la stessa battaglia?

Non amo la parola integrazione. Integrare sta per “immettere qualcosa o qualcuno in un contesto già socialmente formato, con le proprie leggi, le proprie rigide imposizioni”. Il soggetto integrato rimarrà, così, sempre tale, immolando la sua cultura per accoglierne un’altra. In questo caso è quindi più giusto parlare in termini di “inclusione” o “inclusività”, perché includendomi in una realtà estranea, vi faccio parte mantenendo comunque le mie radici culturali. Le parole hanno un loro valore intrinseco e bisogna rispettare quel valore. Ecco, credo che inclusione e diversità potranno dire vinta la loro battaglia  quando la società imparerà a  usare le giuste parole per esprimere i giusti concetti.

Chi vorresti leggesse Storia di Lou, e che tipo di riscontro sociale ti auguri abbia?

Dovrebbe leggero chiunque si senta incuriosito dall’argomento e voglia delle risposte. Non mi aspetto nulla, vorrei solo lasciare una briciola di consapevolezza in tutta questa confusione.

Quali saranno i tuoi prossimi progetti editoriali? C’è qualche novità che ci puoi anticipare?

C’è un romanzo in uscita a Marzo con Milena Edizioni. Tratterà di prostituzione minorile, superstizione e malavita a Napoli. È una nuova avventura che sta già dando i suoi frutti a un mese prima dell’uscita ufficiale. Pochi giorni fa, infatti, è stata pubblicata una  prima recensione sulla rivista PRIDE , curata da Mauro Muscio.  Belle cose, insomma, se penso che comparire su PRIDE era un sogno che avevo da un bel po’ di tempo. I sogni però, ogni tanto si avverano. Basta crederci. E io ci credo.

Grazie per essere stato con noi, Vincenzo. Alla prossima!

Vincenzo Restivo stupisce il Drama Teatro Studio: l’intervista was last modified: febbraio 7th, 2017 by L'Interessante
7 febbraio 2017 0 commenti
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Troppo
CulturaIn primo pianoTeatro

Troppo napoletano al Teatro Augusteo

scritto da L'Interessante

Troppo Napoletano.

Dopo il successo cinematografico del film Troppo napoletano, il primo lungometraggio prodotto da Alessandro Siani e Cattleya, arriva l’adattamento della pellicola in un’inedita versione teatrale che debutterà venerdì 17 febbraio (in scena fino a domenica 26 febbraio) sul palco del Teatro Augusteo di Napoli

 Diretto da Gianluca Ansanelli e con la supervisione artistica Alessandro Siani, la commedia, impreziosita anche da alcuni brani musicali scritti dallo stesso Siani, conferma i protagonisti del grande schermo Gigi e Ross con i piccoli Gennaro Guazzo e Giorgia Agata che guideranno un cast rinnovato con tante soprese, composto da: Luigi Attrice, Alessandro Bolide, Nicoletta D’Addio, Cristiano di Maio, Gennaro Di Biase, Ivan Fedele, Loredana Simioli, Ester Gatta, Ciro Villano, con la partecipazione straordinaria di Valentina Stella, che canterà le canzoni scritte da Siani e Bruno Lanza.

“Troppo napoletano” è una storia semplice, una storia d’amore vista con gli occhi di un bambino e che racconta le differenze tra due quartieri di Napoli, il Rione Sanità e Posillipo. Sarà proprio l’amore tra uno scugnizzo e una posillipina a far emergere i contrasti, ma soprattutto le tradizioni, le speranze e i sentimenti che hanno lo stesso sapore per chi è nato a Napoli.

Le scene sono di Roberto Crea, le coreografie di Naike Orilio e Giuseppe Farruggio, la realizzazione scene dei F.lli Giustiniani. Le musiche sono scritte da Bosnia e Gallo, le canzoni sono di Alessandro Siani e di Bruno Lanza. Le grafiche sono a cura di Luca Auletta, videografica, e disegno luci Francesco Adinolfi.

Lo spettacolo è prodotto da Best Live. 

Troppo napoletano al Teatro Augusteo was last modified: febbraio 3rd, 2017 by L'Interessante
3 febbraio 2017 0 commenti
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Creazione Festival
CulturaIn primo piano

CREAZIONE FESTIVAL: REALIZZATI UN CORTO DI FICTION E UN DOCUMENTARIO

scritto da L'Interessante

Creazione Festival.

Un concorso per giovani sceneggiatori e dieci eventi spettacolari per valorizzare l’Alto Casertano attraverso la produzione culturale: in due parole CreAzione Festival

Il Festival della produzione cinematografica d’autore voluto e organizzato dal Comune capofila di Caiazzo è stato finanziato dalla Regione Campania nell’ambito del progetto PROGRAMMA OPERATIVO COMPLEMENTARE (POC) 2014-2020. Eventi, mostre, degustazioni, concerti hanno animato e vitalizzato centri storici e siti suggestivi di otto comuni (Caiazzo, Castel Campagnano, Castel di Sasso, Giano Vetusto, Piana di Monte Verna, Roccaromana, Rocchetta e Croce, Ruviano). Ma la rassegna ha previsto anche un’interessante opportunità per talenti e scrittori, l’ente guidato dal primo cittadino Tommaso Sgueglia ha proposto infatti a giovani aspiranti soggettisti e sceneggiatori un concorso per la selezione di un progetto di produzione cinematografica destinato alla realizzazione di un corto di fiction e di un documentario. Due prodotti cinematografici con la regia di Nicola Spanò, “la nostra soddisfazione” hanno affermato gli organizzatori traendo un bilancio dell’iniziativa, che sono stati realizzati dalla Breeze Entertainment di Giovanni Scirocco e proiettati nell’Auditorium ex Chiesa dell’Annunziata nel corso della serata conclusiva. 

Al corto “La Messagera” scritto da William Russo hanno partecipato come attori, tutti locali e figli dell’area del Monte Maggiore, Giuseppe Fiore (Riccardo), Angela Russo (La Messagera), Ottavio Buonomo (Stefano), Rino Signore (Scagnozzo) e Paul Tascillo (Scagnozzo). 

Comparse: Pasquale De Rienzo, Concetta Pasquale, Bruno Giuseppe, Maria Teresa De Matteo, Angela De Rienzo, Giuseppe Sangiovanni,  Giusy Cammarota,  Angelica Sangiovanni, Francesco Pio Bovenzi, Felicia Villano, Vincenzo Di Maio, Wiliam Russo che ha avuto anche il ruolo di aiuto regia. Ha curato la Fotografia l’operatore video Antonio Gustafierro, fonico Giorgio Durantino, operatore steadycam Luigi Scotto, riprese Aeree Giovanni Scirocco, fotografo di scena Damiano Enrico, Adriana Pietrafesa, Ovidio Raimondo. Segretaria di edizione Caterina Coletta, trucco e parrucco Stefania Cepparulo, musiche Pericle Odierna, montaggio Willi Sarro. Questo invece il cast tecnico del documentario “Tra colline e fiumi l’alto casertano”: soggetto e sceneggiatura Vincenzo Ciafrone, voce guida Angela Russo, direttore della Fotografia e riprese video  Antonio Guastafierro, riprese aeree Giovanni Scirocco, fotografo di scena Adriana Pietrafesa, camera car Ovidio Raimondo, segretaria di edizione Caterina Coletta, montaggio – Willi Sarro, post-produzione Audio The Ctrl Room Giorgio Durantino. 

“Ci siamo divertiti a cercare e scegliere scorci caratteristici di paesi che abbiamo attraversato e conosciuto meglio grazie alle riprese”, ha raccontato il regista Nicola Spanò. “Una bella esperienza”, ha aggiunto Antonio Gustafierro. Gli ha fatto da eco il produttore Giovanni Scirocco che si è definito “figlio del territorio” e quindi ancora più orgoglioso del coinvolgimento della Breeze in un progetto targato Alto Casertano. Tra gli attori protagonisti del corto la bella e sensuale Angela Russo che ha dichiarato di essersi innamorata di Caiazzo e il talentuoso caiatino Peppe Fiore che anche in questa esperienza ha dimostrato grandi capacità di interpretazione, questa volta di un personaggio alla ricerca del suo destino e alla riscoperta delle sue radici.

CREAZIONE FESTIVAL: REALIZZATI UN CORTO DI FICTION E UN DOCUMENTARIO was last modified: febbraio 3rd, 2017 by L'Interessante
3 febbraio 2017 0 commenti
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150
CinemaCulturaIn primo piano

150 MILLIGRAMMI: al cinema la coraggiosa battaglia di una donna per la verità

scritto da L'Interessante

150 Milligrammi.

Ispirato alla storia vera di Irène Frachon e alla sua lotta coraggiosa contro il colosso farmaceutico produttore del Mediator, 150 milligrammi  (La fille de Brest), con la regia di Emmanuelle Bercot, sarà al cinema dall’8 febbraio con Bim Distribuzione

Nell’ospedale di Brest dove lavora, la pneumologa Irène Frachon scopre un legame diretto tra una serie di morti sospette e l’assunzione del Mediator, un farmaco in commercio da oltre trent’anni. Dall’inizio in sordina fino all’esplosione mediatica del caso, la storia è una lotta di ‘Davide contro Golia’ per arrivare al trionfo della verità.

Un film di denuncia, di impegno sociale e professionale:  una pagina di attualità, ma soprattutto il coraggio e la determinazione di una donna che, in nome dei suoi ideali, dell’etica professionale, sceglie di lottare contro i poteri forti, nonostante le numerose difficoltà, a tutela della giustizia e della salute delle persone.

Un’eroina, una “nuova Erin Brockovich” – come alcuni l’hanno definita – interpretata dalla brillante Sidse Babett Knudsen (attrice protagonista del film La Corte e  della serie Westworld)  affiancata da Benoît Magimel nel ruolo di un ricercatore dell’ospedale che decide di aiutarla in questa difficile battaglia.

“Mi sono subito resa conto che questa donna variopinta sarebbe potuta essere uno straordinario personaggio – racconta la regista, parlando di Irène Frachon. Raccontato da lei, con tutta la sua passione e tutta la sua emotività, il caso assumeva una dimensione completamente nuova. Non era più la storia del Mediator, ma la storia della lotta di questa donna
straordinaria… se è riuscita a portare sino in fondo la sua battaglia, il merito sta nella sua immensa empatia nei confronti delle vittime e anche nella sua deontologia. Irène fa il medico unicamente per assistere e curare le persone, non è alla ricerca di potere e dunque non ha mai avuto paura di
compromettersi.”


Una figura femminile forte, di esempio, preoccupata per i pazienti, che decide di denunciare nonostante la paura, grazie anche ad una splendida famiglia con cui condivide quegli ideali racchiusi nella frase di Einstein che Irène ama citare:  “Il mondo è un posto pericoloso in cui vivere, non a causa di coloro che compiono azioni malvagie, ma a causa di coloro che stanno a guardare senza fare niente”.

 

150 MILLIGRAMMI: al cinema la coraggiosa battaglia di una donna per la verità was last modified: febbraio 2nd, 2017 by L'Interessante
2 febbraio 2017 0 commenti
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Principe
CulturaIn primo pianoTeatro

IL PRINCIPE ABUSIVO RITORNA IN TEATRO

scritto da L'Interessante

Il Principe abusivo.

IL PRINCIPE ABUSIVO RITORNA IN TEATRO: ALESSANDRO SIANI E CHRISTIAN DE SICA  SUL PALCO DEI MAGGIORI TEATRI D’ITALIA CON LA VERSIONE TEATRALE  DEL FILM CAMPIONE DI INCASSI

 

OGGI 2 FEBBRAIO IL DEBUTTO AL TEATRO VERDI DI SALERNO

SOLD OUT GIÀ DA DIVERSI GIORNI

 

IL TOUR PROSEGUIRÀ FINO AD APRILE

 

Milano 1 Febbraio 2017 – Dopo il successo della mise en  scène della stagione 2015, che ha registrato il sold out in tutte le tappe, ritorna con un nuovo tour, che toccherà i più importanti teatri d’ Italia, Il Principe abusivo a teatro. Il debutto è fissato per oggi giovedì 2 febbraio al Teatro Verdi di Salerno, già sold out da diversi giorni. Lo spettacolo, è “figlio” del film Il Principe Abusivo, che ha segnato il debutto da regista dell’attore Alessandro Siani, e che è stato un grande successo al box office. Con lui sulla scena, come nel lungometraggio, Christian De Sica, nell’amatissimo ruolo del ciambellano di corte.

 

“Il Principe Abusivo – dice Alessandro Siani – è stato il mio film d’esordio, accolto con grande affetto dal pubblico, un affetto nei confronti di questa pellicola, che mi ha trascinato a progettarne una versione teatrale. Un adattamento con grandi sorprese nel cast, con tante novità musicali. Una favola moderna che parla di ricchezza e povertà. Si dice…che il ricco trova parenti tra gli sconosciuti, il povero trova sconosciuti tra i parenti!”.

Lo spettacolo scritto e diretto da Alessandro Siani, che interpreterà il ruolo del “povero” Antonio De Biase, vedrà sulla scena oltre a Christian de Sica, anche la bellissima Elena Cucci nel ruolo della principessa, Luis Molteni che sarà il Re, Stefania De Francesco che interpreta la verace cugina di Antonio, Jessica Quagliarulo  e ancora Ciro Salatino che sarà il principino Gherez, e Antonio Fiorillo e Raffaele Musella, nei ruoli rispettivamente di Sasone  e Lelluccio, gli inseparabili amici di Antonio.

Le musiche sono affidate al maestro Umberto Scipione, scenografia Roberto Crea, coreografie Marcello Sacchetta, costumi Eleonora Rella. Collaborazione ai testi musicali di Vincenzo Incenzo. Lo spettacolo è prodotto dalla BEST LIVE.

DATE TOUR 2017

2-5 FEBBRAIO SALERNO – TEATRO VERDI

8-12 FEBBARIO TORINO – TEATRO ALFIERI

14-15 FEBBRAIO PARMA – TEATRO REGIO

18 FEBBRAIO – PADOVA – TEATRO GEOX

24-26 FEBBRAIO – FIRENZE – TEATRO VERDI

28 FEBBRAIO – BERGAMO – TEATRO CREBERG

3-5 MARZO – BOLOGNA – SALA EUROPA

11 MARZO – ROMA – PALALOTTOMATICA

16-17 MARZO – MILANO – TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI

24-26 MARZO – ANCONA – TEATRO DELLE MUSE

31 MARZO – PESCARA – PALASANGIOVANNI

6-9 APRILE – CATANIA – TEATRO METROPOLITAN

12 APRILE – BENEVENTO – PALATEDESCHI

22-23 APRILE – LECCE – TEATRO POLITEAMA

28 APRILE – CASERTA – PALAMAGGIO’

 

Tagliandi disponibili su Ticketone.it

IL PRINCIPE ABUSIVO RITORNA IN TEATRO was last modified: febbraio 2nd, 2017 by L'Interessante
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