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Categoria

Cultura

Grey's Anatomy
CulturaIn primo pianoTv

Grey’s Anatomy: divorzi e legittima difesa

scritto da Roberta Magliocca

Grey’s Anatomy

Temi scottanti nell’episodio numero 20 della dodicesima stagione di Grey’s Anatomy

Temi scottanti non solo per l’America, perchè l’Italia soffre le stesse argomentazioni. La legittima difesa in primis. Pistola si, pistola no. E qualora pistola si, il dilemma: sparare si, sparare no.

Noi de L’Interessante abbiamo trattato il tema proprio qualche giorno fa. E nelle sale operatorie più famose del mondo si è discusso proprio di questo tra i favorevoli e i contrari alla detenzione di un’arma, mentre si operava un bimbo di otto anni ferito da un colpo di pistola da un compagno di classe, arma che deteneva per sicurezza la madre del bimbo ferito.

Valide le ragioni di Alex Karev, per esempio, che ferito nel finale della quinta stagione proprio da un colpo d’arma da fuoco, sottolinea la sua paura relativa alle pistole. Ma valide anche le ragioni della fidanzata specializzanda Jo Willson che – abbandonata dai genitori e dalle istituzione – ha dovuto sempre provvedere da sola alla sua sicurezza, a tal punto da sentire l’esigenza di possedere un’arma sotto al letto.

E la legittima difesa per chi rischia di vedersi sottratta la propria bimba? Callie, innamorata della bella Penny, vuole seguirla a New York portando con se la piccola Sofia Sloan Torres. Arizona – come era da aspettarsi – non ha intenzione di assecondare le uscite di testa dell’ex moglie che, ricordiamolo, per amore ha sempre fatto scelte avventate.

Ecco che chiamare l’avvocato sembra essere, per la bella dottoressa che cura i cuccioli umani, l’unica scelta possibile. Tutto questo mentre Ben Worren e il capo Miranda hanno seri problemi di gestione matrimoniale dovuti al loro divario gerarchico all’interno dell’ospedale.

Per non parlare dei Japril sempre in lotta anche se – almeno così sembra – pare ci sia uno spiraglio almeno per il dialogo.

Si, insomma, Shonda non si smentisce. Il lieto fine è ben lontano e, forse, dovremmo imparare a rassegnarci al fatto che molto probabilmente non arriverà mai.

Roberta Magliocca

Grey’s Anatomy: divorzi e legittima difesa was last modified: aprile 23rd, 2016 by Roberta Magliocca
23 aprile 2016 0 commenti
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boxe
EventiIn primo pianoSport

TORNA A MARCIANISE LA GRANDE BOXE: IL 4 GIUGNO SFIDA CAMPIONATO ITALIANO PESI MASSIMI 

scritto da L'Interessante

 

boxe

Si svolgerà sabato 4 giugno a Marcianise la sfida del campionato italiano dei massimi, tra Sergio Romano (manager Monia Cavini) e Gianluca Mandras (manager Loreni). 

Torna a Marcianise la signora della boxe italiana, Rosanna Conti Cavini, che in passato ha organizzato nella cittadina campana molte manifestazioni di pugilato, tutte di grande successo, basta ricordare le grandi imprese di Michele Delli Paoli.

E’ programmato infatti per sabato 4 giugno a Marcianise, patria assoluta della boxe, la sfida del campionato italiano dei massimi (titolo vacante), tra il campano Sergio Romano (manager Monia Cavini) allenato dal maestro Giuseppe Corbo della Pugilistica Matesina, opposto a Gianluca Mandras (manager Loreni).

Rosanna Conti Cavini per la serata del 4 giugno si avvale della collaborazione della Excelsior Boxe presieduta da Alessandro Tartaglione, con i vice presidenti Domenico Raucci e Antonello Velardi e con il mitico maestro Mimmo Brillantino, “padre” di molti pugili importanti cresciuti alla scuola di Marcianise, ne citiamo due come il grande campione Clemente Russo e “Murzy” Vincenzo Mangiacapre che rappresenteranno l’Italia alle prossime olimpiadi. Ma a Marcianise vive anche il grande Angelo Musone, medaglia di bronzo alle olimpiadi di Los Angeles del 1984 e da tempo Consigliere Federale.

In attesa dell’evento di Marcianise, la promoter internazionale Rosanna Conti Cavini ha in programma per sabato 28 maggio a Grosseto, con la collaborazione della locale amministrazione comunale una grande manifestazione imperniata sul campionato italiano dei pesi piuma tra il detentore Nicola Cipolletta (manager Monia Cavini) e lo sfidante Michele Crudetti (manager De Clemente). La serata che sarà ripresa ed irradiata in diretta da Rai Sport con la telecronaca di Davide Novelli e il supporto tecnico di Nino Benvenuti, si disputerà al palazzetto di via Azzurri d’Italia (accanto allo stadio comunale) e vede in programma oltre al titolo italiano dei pesi piuma, altri match professionistici ed alcuni incontri tra dilettanti della Palestra Pugilistica Umberto Cavini.

TORNA A MARCIANISE LA GRANDE BOXE: IL 4 GIUGNO SFIDA CAMPIONATO ITALIANO PESI MASSIMI  was last modified: aprile 22nd, 2016 by L'Interessante
22 aprile 2016 0 commenti
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beebook
CulturaEventiIn primo piano

BeeBook a Napoli per la giornata mondiale del libro

scritto da L'Interessante

Beebook

Dall’evento Facebook si legge che:

Sabato 23 aprile con il patrocinio dell’Unicef, la prima edizione di BeeBook, una raccolta di libri tutta napoletana.

I libri raccolti andranno alle piccole biblioteche impegnate sul territorio. Dalle 10 del mattino due Apecar partiranno da piazza Vittoria e attraverseranno la città in lungo e in largo per scambiare un libro con un caffè.

Le tappe: piazzetta Fuga, rione Sanità, Scampia (Piazza Giovanni Paolo II), via Toledo, Forcella, il San Carlo, con postazioni permanenti segnalate dalle locandine in tutta la città.

Dalle 9 del mattino BeeBook sarà anche alla Villa Comunale, nella Casina Pompeiana, dove nel pomeriggio confluiranno tutti i libri e dove continuerà la raccolta con una serie di ospiti ed eventi.
I libri raccolti saranno destinati alle biblioteche: Grazia Deledda (Ponticelli), La Locanda di Emmaus (Ercolano), Annalisa Durante (Forcella), Fondazione San Gennaro (Sanità).
Non ti resta che regalarci un libro e raccontarci in un video, perché…

Se non puoi partecipare il 23 Aprile, ma vuoi contribuire con un libro, durante tutta la settimana, dal 18 al 22 Aprile, potrai donarlo presso uno dei punti di raccolta dislocati sul territorio!!!

BeeBook a Napoli per la giornata mondiale del libro was last modified: aprile 22nd, 2016 by L'Interessante
22 aprile 2016 0 commenti
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Napoli
CulturaDall'Italia e dal MondoEventi

NAPOLI: INTERNATIONAL STREET FOOD PARADE

scritto da L'Interessante

Napoli

In questo periodo lo street food sta riscuotendo grandissimo interesse da parte dei media e degli amanti della cucina e questo evento decreterà CAPITALE D’ITALIA DEL CIBO DI STRADA.

Guarda il video dell’International Street Food Parade Torino
https://www.youtube.com/watch?v=LvVXeQA80ps

L’evento si svolgerà da giovedì 21 aprile a domenica 24 aprile nel cuore della città (dietro la stazione) con numerosi ospiti che tra qualche giorno vi sveleremo!!!!

### Quando ? ###
21/22/23/24 APRILE

### dove?##

CENTRO DIREZIONALE – NAPOLI

### Perchè ? ###
PERCHE’ E’ L’EVENTO FOOD DELL’ANNO ?
### Costo ? ###
L’ingresso per la clientela agli stand e agli spettacoli sarà GRATUITO tutti i 4 giorni

### Orari Festival ###
– giovedi 21 aprile aperti dalle 12:00 alle 00:00
– venerdì 22 aprile aperti dalle 12:00 alle 00:00
– sabato 23 aprile aperti dalle 12:00 alle 00:00
– domenica 24 aprile aperti dalle 12:00 alle 00:00

*******************************************************************

100 TRA TRUCK FOOD E STAND ITALIANI E STRANIERI così divisi:
– ZONA TRUCK FOOD
– ZONA ITALIANA
– ZONA INTERNAZIONALE

COSA TROVERETE?
ECCO POCHI ESEMPI REALI
Trapizzino, Lampredotto toscano, Pani ca meusa, bombetta pugliese, sushi di strada, Panigacci, Tigelle, Miassa, Verdure pastellate, Prosciutto Filante, Panini gourmet, Panzerotti, Gnocco Fritto, Frittura di pesce, carne alla griglia, Panini con la chianina, Churritos, Crescia, Olive ascolane, Arrosticini, Gelato artigianale, Pasta take way, Arancini e cannoli siciliani, Pizza napoletana, Hamburger, Farinata, Kebab al cioccolato, Barbecue americano, gastronomi rumena, streetfood albanese, Bruschette, fish&chips, Empanadas, Specialità peruviane, Salsicceria, ristorante messicano, carne argentina, carne brasiliana, Crocchette Tirolesi, Le Palle del Cuoco, Zucchine Zen, Pórci con la Trifola, Baci di dama contadina, Cucina vegana, Panini con la chianina, Pizza e mortazza, Dolci napoletani, Calamari di collina, Olive ascolane, Polentine con crema di zola, Bruschette, fish&chips, Crocchette di merluzzo-peperoncino-capperi-olive, freciula, agnolotti fatti a mano, frittate speciali, tartufi, carne cruda, hotdog, provoloni, piadina romagnola, panino con panelle e crocchè di patate, schiacciata vecchia palermo, arancinette mignon carne/burro, sfinciuni palermitano, caponata di melanzana, sarde a beccafico, involtini di pesce spada, polpo bollito, stigghiola, timballini di anelletti al forno, cassatina siciliana

NAPOLI: INTERNATIONAL STREET FOOD PARADE was last modified: aprile 22nd, 2016 by L'Interessante
22 aprile 2016 0 commenti
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Meridonare
CulturaEventiIn primo piano

Meridonare: la musica per fare del bene

scritto da Roberta Magliocca

Meridonare  è una start-up a vocazione sociale nata grazie alla collaborazione  tra l’Istituto Banco di Napoli Fondazione,  la Fondazione di Comunità del Centro Storico di Napoli e L.I.V.E.S.  Fundraising.

Meridonare offre un servizio di raccolta fondi online attraverso l’utilizzo di una piattaforma web fruibile da gruppi, movimenti, associazioni, cooperative e imprese sociali, ma anche da singoli cittadini che intendano aiutare nella realizzazione di progetti a finalità sociali, culturali e civiche  nel Mezzogiorno.

“Musica in corsia – i concerti del sorriso” è uno dei progetti che Meridonare sostiene, un Tour itinerante di concerti ospedalieri in  tutta Italia

Tale progetto è targato L’Isola dei girasoli, un’associazione di promozione sociale e culturale che si propone di condurre azioni e progetti sociali e di solidarietà che abbiano come terreno la musica. Presidente dell’associazione è il musicista Leonardo De Lorenzo.

Musica in corsia ha uno scopo semplice quanto nobile ed estremamente toccante: portare un sorriso a chi è costretto a subire l’orrore di una malattia e – purtroppo – non solo. Già, perchè la malattia porta isolamento e isolamento vuol dire ben pochi sorrisi. 

Una musica può fare, cantava Max Gazzè. La musica davvero può fare tanto, come un faro acceso in una situazione buia, come un jolly per chi dalla vita ha avuto solo brutte carte. La musica si traduce in braccia tese per avvolgere corpi stanchi.

Perchè se siamo impotenti davanti alle malattie più atroci, siamo essere umani per regalare momenti felici dove sembra non esserci terreno fertile per la serenità. 

Aiutiamo meridonare ad aiutare.

Roberta Magliocca

 

Meridonare: la musica per fare del bene was last modified: aprile 22nd, 2016 by Roberta Magliocca
22 aprile 2016 0 commenti
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liceo
CulturaEventiIn primo piano

Il Liceo Giannone a Caserta compie 150 anni

scritto da L'Interessante

C’è un liceo a Caserta, uno dei tanti, forse neanche il più apprezzato.

Una scuola, che da 150 anni in silenzio guarda crescere dalla sua posizione centrale, tutti i piccoli cittadini che a loro volta lo osservano incuriositi, chi guardandolo con ribrezzo chi con ammirazione.

Un liceo che conosce solo bianco o nero nessuna sfumatura: lo si ama o lo si odia, o lo si frequenta convinti della propria scelta o i cinque anni sembreranno cento.

Prende tanto, ma dà altrettanto.

E’ il Liceo Classico Pietro Giannone che dal 1866 istruisce i giovani a una cultura classica tra le migliori in Campania, formando menti che hanno rivoluzionato il mondo moderno

La scuola venne inaugurata nel 1866 trovando sistemazione in quelli che furono i locali del convento di S.Antonio, nel 1868 prese il nome del filosofo meridionale Pietro Giannone a cui nel 1871 fu dedicata anche la strada.

Fu luogo nel 1880 per un discorso tenuto da quello che allora era il ministro della pubblica istruzione, Francesco De Sanctis ma subì pesanti bombardamenti nel 1943 che portarono alla distruzione di molte aule e alla perdita di vari oggetti tra cui libri antichi.

Finita la guerra sei ex studenti ricevettero la medaglia al valore.

Tra gli anni cinquanta e sessanta la palestra del liceo è stata, insieme al campo esterno in terra, teatro dei primordi e delle prime apparizioni della squadra di pallacanestro di Caserta, la Juvecaserta che è nata all’interno del Liceo Giannone.

A Paolo Mercaldo, ex alunno e giocatore della giovanile di Basket venuto a mancare nel 2008, è stata dedicata con rito religioso la palestra dell’istituto nel 2009.

Maria Rosaria Corsino

Il Liceo Giannone a Caserta compie 150 anni was last modified: aprile 21st, 2016 by L'Interessante
21 aprile 2016 0 commenti
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Edoardo
CulturaIn primo pianoLibriMusica

Edoardo Inglese al Jarmusch Club per presentare il suo lavoro targato Roundmidnight Edizioni

scritto da Roberta Magliocca

Edoardo Inglese

Non ci si ferma mai. Sembra essere questo lo slogan di una Round Midnight Edizioni che, nonostante il mondo ci spinga al verso opposto, non smette di puntare sull’arte, quella seria, quell’arte che è fine a se stessa senza secondi fini. L’arte come espressione massima della cultura, come unica vera fonte di salvezza per questo stivale un po’ demodè.

E questo viaggio, spesso in salita, ha varie tappe. Una di queste è il 21 Aprile al Jarmusch Club con Edoardo Inglese che presenterà, per la prima volta in Campania, il suo lavoro.

Di seguito, tutte le info dell’evento – dalle quali capirete che non si è autori della Round Midnight a caso, lo si è per fortuna, per sfiga, perchè profondamente si ha qualcosa che non va, qualcosa di fottutamente geniale:

Il cantautore romano presenterà per la prima volta in Campania la sua ultima fatica: “A sfidare il cielo…” in un concerto piano e voce.
ticket € 3 – info e prenotazioni: 338/5954567 345/7021106

Chi è Edoardo Inlgese?

Soprattutto canzonettista da più di trent’anni. Musica e parole. Poi realizza documentari (Stefan Delureanu. Una storia, la Storia – 2010, Ritratti di famiglia – dal 2013), format radiofonici e televisivi (dal 2009, RadioLi- vres. La NarraTela dal 2013, sigla Gazebo, Rai 3 – dal 2012), web series (Defaticamento Tour – 2014, Defati- camento Clandestino – 2015) teatro (Go Morra! – 2013, Romanacci Tua – 2014, Amleto fa Cirano coll’Inglese – 2015), cinema (colonna sonora Arance e Martello di D. Bianchi per la Fandango – 2013), libri (Col fiato so- speso – Erickson 2010), festival (Villastock – 1992, MusicAlMeno – 1994, Festival delle Storie – dal 2009) non sense, doppi, tripli sensi, post e commenti. Dal 1988 cantante dell’Original Slammer Band (6 dischi e 1 dvd autoprodotti). Dal 2013 anche da solo (cd L’Inglese per Tutti). Nasce il 15 luglio del 1969, a Sora e, nonostante tutto, ancora vive. Dall’87 a Roma. Ogni tanto si ricorda che è laureato di lungo corso – perché ha approfondito – in Filosofia. È così rassegnato all’umano errare che preferisce far parlare i fatti. I fatti gli chiedono sempre 5 euro e lui si meraviglia che ci casca ogni volta. Difenderà comunque sempre il diritto dei fatti a fare i fatti. A patto che non gli chiedano più 5 euro.


A Sfidare il cielo finchè ci sarà un dio


Lo volevo chiamare Tutti per l’Inglese, perché rispetto all’Inglese per tutti, quello è. Si intitola “A Sfidare Il Cielo Finche Ci Sarà Un Dio”. Non l’ho pensato io ma è la crasi geniale di un mio verso di “Cronache di Settembre”, che il maestro Roberto Acqua ha pensato e dipinto. In fin dei conti è quello che è il disco. In fin dei conti è la mia direzione ostinata e contraria. In fin dei conti.

Taccuino con:
5 disegni in b/n di luca d’elia
12 testi musicali di edoardo inglese
6 poesie di edoardo inglese
cd musicale con:
12 brani di edoardo inglese.

Roberta Magliocca

 

Edoardo Inglese al Jarmusch Club per presentare il suo lavoro targato Roundmidnight Edizioni was last modified: aprile 20th, 2016 by Roberta Magliocca
20 aprile 2016 0 commenti
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Donna
CulturaEventiIn primo piano

(H)open week: l’ospedale è donna

scritto da L'Interessante

Donna

Nonostante siano diverse le campagne di prevenzione presenti sul territorio nazionale, alcune delle quali provengono da radici istituzionali antiche, la tutela femminile è spesso ridotta in slogan a favore di sole patologie tumorali.

Per quanto sia importante continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica in tal senso, riducendo quanto più possibile il rischio di contrarre carcinomi, è altrettanto essenziale abituarsi all’idea che il raggio delle malattie potenzialmente contraibili è ben più ampio.

Sull’onda di questa consapevolezza, l’osservatorio nazionale sulla salute della donna, con il patrocinio di 19 tra Società Scientifiche e associazioni, ha promosso un’iniziativa senza precedenti che coinvolge la tutela di varie patologie.

Il 22 aprile, infatti, si celebra la prima giornata imperniata sulla salute della donna: saranno coinvolte 170 strutture ospedaliere distribuite su tutto il territorio italiano, che apriranno le porte per offrire visite e consulti gratuiti.

L’(H)open week, che si protrarrà fino al 28 del corrente mese, identificherà gli ospedali che hanno aderito al progetto con un bollino rosa, simbolo per eccellenza dell’iniziativa.

“Migliorare l’accesso delle donne al servizio sanitario nazionale, promuovere l’informazione sulle diverse patologie femminili per garantire un progresso nella medicina in genere, sono tra gli obiettivi degli ospedali con i Bollini rosa” – spiega Francesca Merzagora, presidente Onda.

Sul sito sul sito www.bollinirosa.it è disponibile l’elenco dei servizi, quasi al completo, offerti dagli ospedali aderenti all’evento di prevenzione.

Cosa aspetti?

Cerca il riferimento sanitario più vicino alla tua città e tingiti di rosa!

Michela Salzillo

(H)open week: l’ospedale è donna was last modified: aprile 20th, 2016 by L'Interessante
20 aprile 2016 0 commenti
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Teatro civico 14
CulturaIn primo pianoTeatro

Teatro civico 14: cultura dell’essere

scritto da Roberta Magliocca

Teatro Civico 14

Una stretta di mano, un caffè e Roberto Solofria, direttore artistico del Teatro Civico 14, sito nel cuor di Caserta, mi accoglie nel suo mondo

Un mondo che qualcuno potrebbe pensare caratterizzato dalla finzione. Eppure io vi ho scorto più vita di quella che credessi. Roberto mi parla di quel palcoscenico che da vent’anni è la sua casa, la cui porta mi ha aperto affinchè io potessi tradurre questa piacevole chiacchierata agli occhi di chi ignora questa realtà che offre un’alternativa a chi, in Caserta, non vuole più vedere portoni diventare bar, vestiti costosi diventare espressioni ultime dell’essere umano, sacchetti della spazzatura diventare gli unici colori riscontrabili per le strade. La bravura di Roberto e di tutto lo staff del Teatro Civico 14, non è sconosciuta ai casertani (e non solo a loro). Questo centro culturale da diverse stagioni ormai appassiona gli amanti del teatro con performances di altissimo livello di diverse compagnie teatrali che usufruiscono di questo spazio per promuovere i propri spettacoli. Quello che forse non si sa è che progetti come quello del Teatro Civico 14, sono progetti che hanno costi ben precisi. Roberto, a questo punto, dati alla mano, mi mostra gli impegni che deve rispettare: 800 le serate che devono garantire, almeno 5 le regioni che devono coprire…ma forse i numeri non interessano a chi sta leggendo queste righe. Interesserà certo sapere, però, che i finanziamenti per avviare questo genere di attività sono scarsissimi, quasi nulli. Proprio per questo il Teatro Civico 14 non ha partecipato alla giornata mondiale del teatro che si è tenuta il 26 Marzo del 2011. Un messaggio chiaro e deciso, diceva: “Attiviamo una serrata per accendere i riflettori sulle piccole realtà che non avranno mai un contributo se le cose dovessero restare così come sono. Il Teatro Civico 14 cerca futuro!”. Va da sé che questo progetto nasce dalle tasche di chi, come Roberto, in questo mondo ci crede, ci lavora sodo, ci investe tempo e, appunto, denaro. Ma non solo. Nasce da un’idea che, grazie alla compagnia Mutamenti, guarda alla cultura non fine a se stessa. Una cultura che riesca a smuovere una coscienza, a commuovere un’anima, a risvegliare un pensiero. Ricordo a Roberto i miei 28 anni e gli faccio notare la diffidenza mostrata dai miei coetanei ogni qualvolta gli si propone un teatro al posto del solito giro tra i locali e discoteche. Lui mi fa guardare intorno. Ed effettivamente le gambe e le braccia che sorreggono questo posto sono forze giovani, ragazzi poco più grandi di me. Anzi, ci tiene a sottolineare che la loro è un’idea che abbraccia soprattutto i giovani. Si avvicina a loro organizzando laboratori di teatro, ospitando gruppi musicali emergenti e non, garantendo un occhio di riguardo (economicamente parlando) per gli under 30. Per non parlare degli spettacoli che propone. I piedi e le voci che abitano questo teatro hanno nomi del calibro di Tony Servillo, Lucia Maglietta, Andrea Renzi e tanti altri. Ovviamente non avrei potuto scrivere questo articolo se non fossi stata io prima frequentatrice assidua di questo teatro. E allora mi rivolgo a voi. A chi sta leggendo queste parole. A chi crede che la cultura sia partecipazione attiva a ciò che ci circonda e non rassegnazione passiva, esami da sostenere e banchi da occupare. A chi conosce la differenza tra vedere e guardare. A chi pratica la differenza tra sentire e ascoltare. A chi ha una mente da lanciare oltre il confine…Teatro Civico 14 è altri occhi per guardare il mondo. Gambe per strade non battute. Labbra per parole interrotte. Testa a contenere i vostri pensieri. Braccia tese ad avvolgere corpi stanchi.

Roberta Magliocca

Teatro civico 14: cultura dell’essere was last modified: aprile 19th, 2016 by Roberta Magliocca
19 aprile 2016 0 commenti
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Sud
CulturaIn primo pianoMusica

Tammurriata: ballando tutti i sud del mondo

scritto da Roberta Magliocca

Tutti i Sud del mondo

Tutti i Sud del mondo

Son cantastorie, un buffone, un giullare;

ma stasera son serio, vi porto a ballare.

Fidatevi, dunque, venite con me

Vi porto nel posto più bello che c’è

C’era una volta, così comincia ogni storia. Ma questa è una storia che oggi ancora c’è e che, se saremo fortunati, domani ancora ci sarà. Ma, soprattutto, se starete attenti, una volta lette queste mie parole, potrete scorgerne l’eco scritta sulle case, disegnata sui quaderni dei bambini, scolpita sui muri delle chiese, raccontata dalle rughe degli anziani. Io oggi la vedo spuntare tra le nuvole di un cielo grigio che alle 7.00 del mattino ha già pianto tutte le lacrime che aveva da piangere.  La nebbia, pian piano, me la lascio alle spalle; o meglio, ai miei piedi e il mondo sembra cambiare, il tempo fermarsi, i sogni avverarsi. Mi hanno sempre detto che l’amore, quando c’è, lo percepisci. Io l’ho visto. Ho visto milioni di braccia alzarsi al cielo, incontrandosi le une con le altre per raccontarsi la gioia di esserci, la nostalgia di un passato da tenere stretto col suono di castagnette che hanno innata la musica della tradizione. Li ho visti quei piedi che, girando e ballando, disegnano un mondo perfetto. Poco più in là, ho visto mani vattere (picchiare) una tammora, tenendo il tempo, il tempo del canto, della fatica, della preghiera, del perdono. C’è gente che mi balla davanti, di lato e tutta intorno. C’è qualcuno che mi allunga un bicchiere di vino, qualcun altro sulle scale di una chiesa mi sorride sincero. Un uomo fotografa due ballatori. Una donna abbraccia una bambina. Un nonno che tiene per mano suo nipote, gli spiega la storia della sua terra attraverso quei canti che scacciano le guerre, la cattiveria di chi le combatte, la follia di chi le pensa. E ora quel bimbo sa che oltre i draghi e ai re, ben più magico di fate e stregoni, c’è un ballo, la tammurriata, che tiene unita la gente nella speranza e nella condivisione.

E non è l’allegria o la semplicità di questo popolo ad avermi colpito. O non solo. Sono le radici che ognuno di quei ballatori, musicanti e cantori ha a farmi capire la grandezza di questo sud. Sono persone che hanno il mare negli occhi, nelle mani e nei pensieri. Un mare che potrebbe portarli ovunque, eppure loro restano lì, come querce secolari, convinte che, lontane dal proprio sole, perderebbero l’ammore e ‘a cuntentezza.

Ed è come se avanti agli occhi avessi una foto in bianco e nero, nella quale, però, saprei riconoscere tutti i colori, pur non avendoli mai visti. In questi balli, in questa musica, vedo e sento il sud che mi piace. Nessun sud fotografato e stampato in offensive cartoline, un sud dai sapori lontani dalla solita pizza, un sud non suonato dal mandolino, un sud visitato da turisti che camminano con lo zaino sulle spalle e non, come di solito accade, stretto sul petto. Il sud del “Non ho niente e te lo dono”.  

Questa storia ho narrato,

ai cavalieri e alle lor signore.

Che vi sia piaciuta o meno io non ho peccato,

perdonatemi, di grazia, son solo un cantastorie

Roberta Magliocca

Tammurriata: ballando tutti i sud del mondo was last modified: aprile 19th, 2016 by Roberta Magliocca
19 aprile 2016 0 commenti
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