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scritto da L'Interessante

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***PUBBLICITA’*** SOUND MAX SERVICE PER LE TUE FESTE*** was last modified: febbraio 10th, 2017 by L'Interessante
10 febbraio 2017 0 commenti
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le mie notti
CulturaIn primo pianoLibri

Le mie notti: Gianrenzo Orbassano presenta la sua silloge

scritto da L'Interessante

Notti.

Di Michela Salzillo

Housman diceva: io non so che cosa sia la poesia, ma so riconoscerla quando la sento. Un verso, questo, che appare come una dottrina, una libera legge difficile da smentire. La poesia, soprattutto quella contemporanea, è bella perché è irriverente, sta fuori dagli schemi pur conoscendoli benissimo. È fatta di sensazioni che la parola disegna come può, e quando ciò che tratteggia rispecchia i margini del reale o dell’immaginato vivo, tutto funziona da sé. Improvvisamente ogni pezzo sembra essere al posto giusto, anche se un po’ sgangherato. Quando un verso suona se ne frega di tutto il resto, perché l’unica cosa che gli conferisce dignità è il ritmo rubato all’emozione, qualunque essa sia. Le mie notti di Gianrenzo Orbassano è una silloge che probabilmente si sviluppa proprio sull’elementare principio della parola per istinto. Non a caso è lui stesso a confessare che la raccolta suddetta- pubblicata nel dicembre del 2014 da Spring editore- viene fuori da una sola apparente inerzia, che attraverso il dialogo con la poesia si tramuterà in una più chiara destabilizzazione; quel senso di disequilibrio che di solito anticipa un’ importante fase di cambiamento interiore.

Le mie notti: il 23 Febbraio a Casapulla

È fissato per giovedì 23 Febbraio l’appuntamento dal vivo con Gianrenzo Orbassano, che incontrerà il pubblico intervenendo nell’ambito della rassegna incontri d’Autore organizzata dalla pro-loco di Casapulla. La presentazione de Le mie notti si terrà alle ore 18.30 nella Sala Consiliare ‘’Vescovo Natale’’; Piazza Municipio, Casapulla (ce).

Interverranno:

Anna Di Nardo (Assessore alla Cultura del Comune di Casapulla)

Eliana Riva (Editrice Spring Editore)

Antonella D’Andrea (Direttrice Editoriale Spring Editore)

Elio Di Domenico (Docente di Lettere e Scrittore)

Letture a cura di: Santa Santillo

Relatore

Francesco Marino (Direttore Caserta Focus)

Le mie notti: sinossi e prefazione

‘’Le mie notti è un libro di poesie scritto di getto all’età di diciotto anni. È venuto fuori per destabilizzarmi, per modificare la routine quotidiana di un diciottenne qualunque fatta di prime volte e di porte chiuse in faccia.

Ho dovuto subire le conseguenze di scrivere, di essere quindi etichettato come uno scrittore, un poeta. Non che mi facciano schifo questi appellativi, ma preferisco non definirmi così: Io sono un appassionato e la parola stessa indica un interessamento profondo verso qualcosa. Di poesia ne ho masticato, forse inconsapevolmente, fin da tempi delle elementari, quando mio padre mi portava da casa a scuola con la macchina. In questa macchina c’era una radio che trasmetteva di continuo Lucio Battisti ed io imparai a memoria, giorno dopo giorno, alcune sue canzoni.

Poi in adolescenza ho avuto molti impulsi che mi hanno portato verso la musica e la scrittura in generale. Adoravo la new wave, quindi i Duran Duran e i Depeche Mode, in Italia invece ascoltavo i cantautori. Cos’è una canzone se non una poesia e viceversa?

Bowie faceva canzoni che erano poesia, De Andrè anche, con l’aggiunta che lesse Edgar Lee Masters e ci tirò fuori Non al denaro, non all’amore né al cielo.

Ritornando al libro, posso affermare che è stato concepito con molta frenesia e ingenuità che si notano nelle poesie, ci sono errori di punteggiatura e parole, a volte, ripetute.

È un libro quasi selvatico che parla dell’insonnia, dell’atmosfera che si crea una volta sceso il sole, la notte mi raccontava delle emozioni ed io le trascrivevo, senza neanche pensarci sopra. Parla di anarchia, di depressione, di solitudine, di controversie, di ossessioni, ma c’è anche una visione di speranza, quasi ad assicurarci che comunque dopo la notte, c’è il giorno. Il giorno che inizia inevitabilmente con la notte, da lei non si sfugge, è maestosa, per me una fabbrica di idee poiché è il momento delle ventiquattro ore dove si è più calmi e questo mi ha aiutato anche a pensare alla copertina del libro, raffigurante una sagoma nera sotto ad un lampione con delle stelle quasi scarabocchiate di fianco ad una luna disegnata con più accuratezza, contenente delle note musicali, giusto per ricordare l’importanza della musica.

È un libro che, una volta scritto, ho rinnegato subito come se, appunto, non l’avessi mai scritto io.

Perché la poesia non è mia, io non mi reputo un poeta, anzi mi darebbe fastidio esserlo.

Ciò che scrivo, mi piace pensare, sarà inevitabilmente sbranato da qualcun altro che lo farà tutto suo.

Ecco perché quando leggiamo qualcosa che ci colpisce esclamiamo: ‘’Hey, quello sono io!’’.

Nella scrittura ci si rispecchia, e penso non si può avere l’arroganza di crederci autori di nulla, la poesia è un volo pindarico nel blu dell’oceano, è come l’istinto, chissà poi dove cadrà.

Gianrenzo Orbassano: biografia

Gianrenzo Orbassano nasce a Torino ormai ventuno anni fa, nel mezzo degli anni novanta,

lasciò la terra natìa a causa del lavoro dei genitori e venne adottato dalla Campania (fu) Felix, da Caserta e da Casapulla, piccolo paese di provincia ma con una grande storia alle spalle spesso dimenticata.

Frequenta e si diploma in un Istituto Tecnico Commerciale e scopre le poesie di Baudelaire e i racconti di Bukowsky, oltre alla musica cantautorale italiana ed inglese.

Nel 2014, con la Casa Editrice Spring, pubblica il suo primo volume di poesie intotalato “Le mie notti”, riscuotendo un discreto feedback da parte dei lettori, presenziando ad eventi culturali e presentazioni nelle scuole e nei locali del casertano.

Nel 2016, insieme alla regia di Alessandro Calamo, lancia un videoclip, “Amore Universale” che è una canzone sulle dissonanze e delle ossessioni derivate da un sentimento, l’amore, ormai praticato con troppa schematicità, senza considerare la spontaneità e la magia che solo l’amore può dare.

Dal 2016 collabora con la testata giornalistica on line Caserta Focus diretta da Francesco Marino.

Le mie notti: Gianrenzo Orbassano presenta la sua silloge was last modified: febbraio 9th, 2017 by L'Interessante
9 febbraio 2017 0 commenti
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Caterina
CulturaEventiIn primo piano

Sanremo social: Caterina Balivo e quei tweet imbarazzanti

scritto da L'Interessante

Caterina

Di Michela Salzillo

Sanremo è sempre Sanremo. Sì, anche quando non si parla di musica, anche se le polemiche e gli entusiasmi vanno a finire nelle briglie del cinguettio mediatico. Sono lontani i tempi in cui il cantautorato italiano si apprestava ad essere, insieme agli interpreti, il solo protagonista di rilievo del festival dei fiori, quando in gara c’erano esclusivamente i brani e neppure i cantanti potevano farsi scudo con le manie di protagonismo. L’epoca è dunque cambiata, come è giusto che sia. C’è chi è pronto a scommettere che insieme agli anni che non torneranno più, stia andando via quel rigore cerimoniale che al palco dell’Ariston conferiva una diligenza diversa, gli anni in cui l’ inciucio, la querelle fra ospiti e concorrenti erano solo il sipario di un retroscena poco interessante. Ma è davvero così? Probabilmente era semplicemente tutto poco evidenziato! In effetti a Sanremo musica e costume si sono sempre incontrati, era soltanto uno scontro meno social. Le critiche si facevano su carta, senza alcun limite caratteri, e in certi casi c’era addirittura più accuratezza nel pungere il malcapitato. Certo, era un privilegio riservato molto più agli addetti stampa che non al pubblico osservatore, che oggi è invece diventato il primo commentatore di eventi, a cui spesso i giornali sono costretti a chiedere il diritto d’autore. Una notizia deve essere prima la regina delle top trend, vale a dire che a renderla protagonista di testata , spesso, sono senza dubbio i tweet ad essa riferita. E Sanremo di hashtag ne fa volare parecchi. Dalle canzoni agli abiti; dalle gaffe agli ascolti.

Diciamocelo, è scritta nella storia l’attitudine alle papere da palcoscenico, e quando non arrivano sembra che manchi un tassello importante su cui alimentare il chiacchiericcio. Nulla di nuovo, insomma. È Così che succede: nella vita reale ci si affaccia dal balcone, in quella televisiva si calcano le scene e nella virtuale ci si affida al tweet di turno. Niente di scandaloso! È l’effetto del passaparola che diventa pubblico. Quando però sulla carta di identità del parere comune hai scritto personaggio famoso, qualche riserva forse dovresti pure avercela, specie se commenti questioni di una data serietà. Non perché sia giusto snaturarsi, esprimere un parere è legittima libertà, ma a volte sarebbe senz’altro corretto fare appello al decoro, perché se fai parte del mondo dello spettacolo potresti essere il beniamino di qualcuno, adolescente e non, che magari ti copia pure il calzino bucato nelle scarpe ritenendolo la cosa più figa del mondo.

Caterina Balivo e i commenti di troppo: il tweet perde il pelo ma non il vizio

 Forse questo Caterina Balivo, attuale conduttrice della trasmissione Rai “Detto Fatto” lo sa bene. Forse è la festa sanremese che gasa i commenti di troppo. Fatto sta che dopo la brutta figura con Diletta Leotta, la presentatrice campana ci è ricascata  con un arduo commento  su Ricky Martin. Durante la prima serata del Festival, per chi se la fosse persa, è arrivata sul palco la giovane giornalista Sky, invitata dai padroni di casa a testimoniare un triste episodio di cyber-bullismo che l’ha vista protagonista di recente. Commentando così tutto quanto le è accaduto:

“è stato un duro colpo, ma dopo una prima fase di sgomento, ho deciso di reagire! Non soltanto psicologicamente ma anche attivamente, denunciando immediatamente alla polizia postale la gravissima violazione della privacy che purtroppo ho subito. C’è pochissima conoscenza di questa materia. Si tratta di un reato, un reato vero e proprio. È giusto che tutti debbano sapere cosa si può e che cosa non si può fare con la tecnologia, questo perché determinate cose succedono anche a ragazzi molto più giovani di me… Io ho venticinque anni, ma ci sono ragazzi e ragazze veramente piccoli che hanno bisogno di essere tutelati. Il mio messaggio va a loro: siate coraggiosi, non abbiate paura! Siate forti.”

Un messaggio importante quello della Leotta che  teniamo ad evidenziare, non per patteggiare facile, ma perché sottolineare queste testimonianze non è mai abbastanza. Siamo sicuri che anche di  questo sa la Balivo, nonostante, dopo le parole della giovane collega, abbia così commentato:

“Non puoi parlare della violenza sulla privacy con quel vestito e con la mano che cerca di allargare lo spacco della gonna.” Non che sia rilevante, ma il vestito a cui si fa riferimento nel tweet è un elegantissimo abito rosso con ricami argentati, composto da un top e un’ampia gonna che doveva essere per forza allargata, a meno che la Leotta non volesse provare l’ebbrezza di un capitombolo in prima serata.

Contro la conduttrice si sono scagliati in molti, compresa Maria De Filippi che nella conferenza stampa ha poi detto: “ dare credito a questa polemica sarebbe come dire che una donna può essere violentata perché il vestito che porta ha un spacco”.

A Pensarla così è anche la scrittrice Melissa Panarello che scrive:

La polemica sul vestito di Leotta è pazzesca: una donna che parla di bullismo non può mettere un vestito con lo spacco? Quindi, dopo essere stata insultata, denigrata e sbeffeggiata, devi pentirti tutta la vita e vestirti da suora laica? Devi rinunciare alla tua libertà per lasciare agli altri la libertà di insultarti? È un po’ come quelli che affermano che ti hanno violentato perché indossavi la gonna.

Queste sono solo alcune delle risposte alla Balivo, che si è poi pubblicamente scusata per il commento infelice. Ma se è vero che: tutto è bene quel che finisce bene, il tweet della conduttrice non perde il vizio. Qualche ora dopo l’accaduto, infatti, è stato il turno di Ricky Martin che, ospite d’eccezione sul palco di Sanremo, ha fatto impazzire gli ormoni di Caterina, che si è così espressa:

 “Bono, bono. Che commenti devo fare? Sei bono. Ricky sei bono anche se sei frocio”. Che dire, data la perseveranza ci sentiamo di esprimere un consiglio non richiesto:

Cara Caterina, che ne diresti di introdurre nel tuo programma un toutorial su come fare il gioco del silenzio? Forse così ti verrà più facile ricordare che ci sono parole da non dire, e che non sempre è necessario commentare.

Sanremo social: Caterina Balivo e quei tweet imbarazzanti was last modified: febbraio 9th, 2017 by L'Interessante
9 febbraio 2017 0 commenti
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Look
AttualitàIn primo pianoParliamone

[FOTO]Tutti i look delle prime due serate della 67esima edizione del festival di Sanremo

scritto da L'Interessante

Look.

Di Vincenzo Piccolo

Sanremo, ormai, non è più solo musica e canzoni. Durante queste cinque serate Sanremesi, cari lettori, i cantanti che si esibiranno in diretta dal Teatro Ariston non saranno notati solo per le loro performance canore, bensì un occhio sarà buttato anche (e per alcuni soprattutto) sui loro look.  Si era detto che a dominare quest’anno sarebbe stata lei ma non potevamo aspettarci fino a questo punto. Qualcuno era pronto a vederla scendere per l’ennesima volta, anche dalle scale del teatro di via Matteotti, col suo solito tubino nero stile “C’è posta per Te”. Beh, così non è stato! Maria de Filippi le scale non le ha fatte e, non solo, “Queen Mary” ha indossato, “nientepocodimenoche”, due abiti scintillanti firmati Givenchy by Riccardo Tisci. Persiste Carlo Conti con la liaison stilistica, continuando ad indossare come per il 2016, esclusivamente Salvatore Ferragamo.
Impeccabile il duo Consoli-Ferro entrambi vestiti da Philosophy by Lorenzo Serafini. Lei indossava un lungo vestito di seta bianco a pois neri, per Tiziano sono bastati uno smoking nero, una camicia bianca e una botta di ferro. Perfetto durante il suo omaggio a Luigi Tenco.
Poco apprezzato ai più il look demi-tuxedo di Giusy Ferreri tratto dalla spring/summer 2017 by Elisabetta Franchi. Azzeccatissimo Raul Bova in Giorgio Armani, come la moglie, Rocìo Munoz Morales anche lei bellissima in un abito argenteo di Francesco Scognamiglio. Coraggiosa la scelta di Elodie in Etro che conferma il suo stile controcorrente, scegliendo un abito con greometrie molto particolari.
Il primo ombelico in vista quest’anno è di Lodovica Comello in Vivetta che, tuttavia, si addice allo stile della cantante. Punta sull’essenzialità Fiorella Mannoia, lei, la canzone e il palco: perfetta con un tailleur total-black di Antonio Grimaldi. Giudicata dai grandi intenditori la più chic del festival, Paola Cortellesi, in Armani Privè. Né bello né brutto, invece, Clementino che incornicia la sua immagine di “rapper di strada” in un look di Marcelo Burlon. Semplice e stiloso Ermal Mertal in John Varvatos. Alquanto audace, invece, la scelta di Diletta Leotta in Alberta Ferretti.

I look della seconda serata

Perfetto padrone di casa Carlo Conti in un abito blu notte, ovviamente di Salvatore Ferragamo. Carina Marianne Mirage delle nuove proposte in H&M, sempre Givenchy by Riccardo Tisci per Maria, anche per il cambio d’abito, l’ultimo più apprezzato del primo (che sembrava una camicia da notte coi pantaloni del pigiama). Anche questa volta, come per i festival precedenti, Bianca Atzei sceglie lo styling di Antonio Marras con un abito dalle fantasie “animali”. Ci poteva bastare già Raul Bova, ma ha voluto tentare anche Francesco Totti che, anche lui in Giorgio Armani, veste uno smoking nero dai dettagli lucidi. Audace il look di Sergio Sylvestre in Kenzo, ce l’aspettavamo. Non male Michele Bravi in Emporio Armani. Essenziale ma elegante Paola Turci con un tailleur noir (stile Mannoia). Tra gli ospiti salta all’attenzione Giorgia in Scognamiglio, ma a renderla spettacolare è la sua voce, non certo l’abito. Bene, ma dalla faccia sofferente, l’attrice Sveva Alviti in Armani Privé, la prossima volta una taglia in più. Da notare, e non solo per la raffinatezza della voce, Chiara in Melampo!

A seguire una gallery con tutti i look che hanno calcato il palco del Teatro Ariston nelle prime due serate del festival di Sanremo 2017.

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[FOTO]Tutti i look delle prime due serate della 67esima edizione del festival di Sanremo was last modified: febbraio 9th, 2017 by L'Interessante
9 febbraio 2017 0 commenti
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Lupo
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Lupo: cantare ed ululare per manifestare le emozioni. Il Dog Friendly Sanremese

scritto da L'Interessante

Lupo.

Di Luigi Sacchettino

Cari lettori interessati c’è chi li canta a Sanremo- come gli  Ermal Meta in “Ricordo la notte con poche luci ma almeno là fuori non c’erano i lupi”- e chi li ascolta ululare, ritornando selvaggi e passionali.

Il lupo è un tema che ci sta a cuore e  gridare «al lupo, al lupo!», come è noto da tempo, non serve

Eppure nelle ultime settimane sembra essere un nuovo mantra. Nei giorni passati ha tenuto banco la questione della Conferenza Stato Regioni in merito alla gestione del lupo sul nostro territorio. Le parti dovevano approvare il 2 febbraio il “Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia”, redatto da un pool di esperti in materia. In realtà il 2 c’è stato un semplice rinvio al 23 febbraio prossimo. Eppure in  Appennino l’animale che sembra uccidere più esseri umani del lupo è la vespa. Non un branco di lupi ibridati e fuori controllo, come si può dedurre dall’agitazione creatasi intorno all’argomento. Ma la vespa. Nessuno si è sognato di raccogliere firme contro le vespe. Contro i lupi, invece sotto l’effetto emotivo, si riparla di una deroga che consentirebbe l’abbattimento del 5% della popolazione. Per capirne di più abbiamo intervistato il  dott. Marco Galaverni, Consigliere Nazionale WWF Italia e studioso del lupo.

  • Grazie Dottore per averci dedicato il suo tempo in questi giorni molto convulsi; ultimamente si parla molto del pericolo lupo, che non è più protetto: il Piano di Conservazione prevedrà l’uccisione, al massimo, del 5% degli esemplari presenti sul nostro territorio. Ma qual era la situazione prima di questo Piano in materia di lupi?

“La Conferenza Stato-Regione ha deciso di rinviare l’approvazione del Piano lupo; il Piano ritorna adesso in sede tecnica per una nuova discussione. In realtà il riferimento al 5%, che richiamava molto i piani venatori, sembra sia stato eliminato dalle ultime versioni del Piano. In ogni caso, la possibilità di ‘prelievo’ (ovvero, uccisione) in deroga alla protezione totale era già previsto dalla direttiva Habitat, ma non era mai stata adottata in precedenza in Italia. Ora ad essere cambiata sembra che sia la volontà politica di ricorrere agli abbattimenti”.

 

  • Qual è la situazione attuale dei lupi in Italia? Fanno davvero così paura?

“La situazione è senz’altro migliore rispetto a 40 anni fa, ma ancora non assestata. Grazie ad abbondanti popolazioni di prede (quasi due milioni tra cinghiali, caprioli, cervi ed altri ungulati) il lupo ha ricolonizzato, in maniera del tutto spontanea e senza alcun intervento di reintroduzione, gran parte del suo areale Appenninico originario, mentre la situazione sulle Alpi è ancora instabile, con la presenza costante di lupi nelle sole Alpi occidentali ed un unico branco stabile tra Veneto e Trentino.

I timori per il ritorno del lupo sono del tutto ingiustificati, dato che non si sono registrati attacchi mortali all’uomo in tutta Europa negli ultimi 100 anni. E’ quindi molto più probabile essere investiti sulle strisce pedonali o per la puntura di una vespa che essere attaccati da un  lupo”.

  • Perché si sceglie per l’abbattimento? Non si possono attuare strategie green come nel caso del progetto life “Praterie”, alzando la protezione degli allevamenti grazie a cani pastori guardiani?

“Il problema principale è che l’abbattimento di qualche esemplare non contribuisce affatto né alla riduzione dei danni al bestiame domestico (anzi, i rimanenti individui del branco, rimasti soli o in numero minore, avranno più difficoltà nella caccia  alle grandi prede selvatiche e potrebbero quindi aumentare le predazioni su pecore e altri animali di allevamento, se non ben difese), né alla riduzione del conflitto sociale, come già dimostrato in altri Paesi (Francia, Spagna, Stati Uniti).

Al contrario, l’uso di cani da pastore insieme a recinzioni elettrificate, da studiare caso per caso in base alle caratteristiche dell’allevamento, riduce in larghissima parte i possibili danni causati dal lupo, come dimostrato da molti progetti pilota”.

  • Il rovescio della medaglia  può diventare quindi il lupo in pericolo: bracconaggio, estinzione, modifiche ai gruppi sociali. Quale potrebbe essere a suo avviso una scelta che tuteli sia l’uomo che la natura?

“Esatto. Purtroppo, ancora oggi il lupo è vittima di numerosi atti di bracconaggio diretto (armi da fuoco) o indiretto (bocconi avvelenati, che spesso sono all’origine dei numerosi incidenti stradali che coinvolgono il lupo).

Per tutti i motivi che abbiamo visto, riteniamo quindi fondamentale puntare con decisione sullo studio e sulla prevenzione, sfruttando i fondi europei per lo sviluppo rurale e mettendo così gli allevatori nelle condizioni di minimizzare i danni. E di conseguenza, se cala il conflitto sociale, calerà anche il bracconaggio. Quindi, aiutando gli allevatori, avremo al contempo aiutato il lupo. La coesistenza, anche se faticosa, è sempre possibile”.

Per l’uomo è proprio difficile non sentirsi cappuccetto rosso o  cacciatore.

Lupo: cantare ed ululare per manifestare le emozioni. Il Dog Friendly Sanremese was last modified: febbraio 9th, 2017 by L'Interessante
9 febbraio 2017 0 commenti
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sanremo
CulturaEventiIn primo pianoMusicaTv

Sanremo: la prima puntata se l’aggiudica la De Filippi

scritto da L'Interessante

Sanremo.

Di Michela Salzillo

Non ci sono dubbi. A vincere la prima puntata della 67esima edizione del festival della canzone italiana è stata senza esclusione di colpi Maria De Filippi. La regina delle reti Mediaset aveva fatto parlare di sé a lungo, già prima che cominciasse il valzer delle ugole nazionali, creando aspettative di curiosità molto alte, sia nel pubblico affezionato che in quello scettico per natura. La moglie di Costanzo era stata voluta fortemente dal vegliardo padrone di casa Carlo Conti. I due conduttori non hanno mai nascosto al pubblico la reciproca stima professionale che li unisce, sintonia assolutamente confermata durante la diretta di ieri sera. Rare le occasioni in cui la De Filippi è apparsa da sola sul palco dell’Ariston; la co- conduttrice infatti ha avuto dalla sua il costante supporto del compagno televisivo, anche quando sembrava essere assente dalle scene. A dimostrarlo è stato il pronto sostegno durante il rischio di caduta della Maria più amata dagli italiani che, come in un classico copione scritto dalle secce, l’ha vista rischiare un rovinoso strafalcione a metà serata, sgualcendo , anche se solo per pochi minuti, il tono serioso assunto dalla De Filippi mentre era intenta a introdurre sul palco due ragazzini poco più che tredicenni, ideatori di un progetto anti- bullismo, onorato fra gli altri  dal presidente della Repubblica Mattarella. Un inciampo il suo che quasi sembrava essere preannunciato da chi l’avrebbe voluta, sin dai primi minuti, protagonista della scala centrale, per giudicarne magari l’andatura e il portamento. Una scala che però non è stata mai scesa dalla De Filippi, e che solo potenzialmente sarà guadagnata in chiusura del Festival. Lei, si sa, preferisce i gradini, è quella la postazione prima dalla conduttrice Mediaset, almeno in uno dei suoi programmi più seguiti. Una scelta solo sua, che negli anni si è aggiudicata le migliori parodie. Un vero e proprio costume, insomma, rispettato anche ieri sera con l’intelligente ironia che, ci piaccia o no, la contraddistingue. C’è da dire che dopo anni di onorata fedeltà al suo editore, vederla al timone della concorrenza è stato parecchio curioso. La De Filippi, infatti, in questi anni ci ha abituati a delle personali minuzie d’atteggiamento e, ammettiamolo, vederle adottate in quel temporaneo contesto d’adozione ha fatto un po’ strano a tutti. Ogni volta che preannunciava gli ospiti o interloquiva con gli stessi, sembrava fosse molto vicina l’eco delle sue buste a “C’è posta per te”, ad ogni suo facciamo entrare è probabile che i  fedeli spettatori abbiano lottato contro una crisi di identità molto forte, ma è così che accade per i colossi , ovunque vadano li riconosci sé stessi, e la De Filippi, al di là dei plausi e le antipatie, è senz’altro fra questi.

 Sanremo organizza il Festival, ma la De Filippi porta i cantanti

Come ogni anno, anche per questa edizione la gara dei big è stata suddivisa in due serate consecutive. Ieri sera, durante il taglio di nastro si sono infatti esibiti i primi undici artisti. Nel dettaglio abbiamo ascoltato: fa talmente male di Giusy Ferreri- che essendo risultata fra i concorrenti a rischio eliminazione, dovrà contendersi il ripescaggio di giovedì sera con gli altri esclusi, compresi quelli che verranno fuori dalla seconda puntata. Insieme a lei, sono finiti in zona rossa Ron, con il brano l’ottava meraviglia e il rapper Clementino con ragazzi fuori. Hanno passato il turno, invece, tutte le scoperte discografiche della De Filippi che, senza ombra di dubbio, presta da molti anni parecchio allo spettacolo musicale, portando all’ Ariston molti dei suoi allievi, vincitori e non, della scuola di Amici . Ottimi i risultati ottenuti da Elodie, con il brano tutta colpa mia; lo stesso è valso per lex front- men dei Dear jack, Alessio Bernabei che, intrapresa ormai la carriera da solista, ha presentato a Sanremo la canzone nel mezzo di un applauso. Corrono veloci anche i consensi per Fabrizio Moro, che smessi per qualche giorno i panni di professore nella scuola della De Filippi, resta vigorosamente in gara con portami via. Parte dei vincitori della prima puntata sono dunque di casa Mediaset, fatti salvi Fiorella Mannoia, con il brano che sia benedetta; Ludovica Comello che ha presentato il cielo non mi basta; Ermal Meta che ha cantato vietato morire ; il veterano Al Bano che, nonostante i problemi di salute dell’ultimo periodo, è riuscito a portare a casa un ottimo riscontro con la canzone di rose e di spine e Samuel, meglio conosciuto come cantante dei subsonica, che ha passato il turno con il brano vedrai. Per sapere come proseguirà la gara non ci resta che attendere il secondo appuntamento, che stasera fra i restanti artisti vedrà in gara un altro dei pupilli della Maria, il vincitore della appena trascorsa edizione di Amici,  Sergio Sylvestre.

Sanremo: la prima puntata se l’aggiudica la De Filippi was last modified: febbraio 8th, 2017 by L'Interessante
8 febbraio 2017 0 commenti
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Sanremo
CulturaEventiIn primo pianoMusicaTv

Sanremo: chi è il vero vincitore?

scritto da L'Interessante

Sanremo.

Di Maria Rosaria Corsino

In ogni competizione si sa, ci sono i vincitori e i vinti.

Non sembra essere però il caso di Sanremo dove molto spesso quelli che non sono arrivati al podio riscuotono più successo del primo classificato.

Certo, Sanremo lo vince chi riesce a farsi passare di più in radio e che fa parlare di sé, ma allora a che pro la competizione?

A Sanremo vince chi non vince

Negli ultimi anni il modo di giudicare il vincitore del festival è stato al centro di accese discussioni.

Una volta vota il pubblico da casa, una volta la giuria, una volta Beppe Vessicchio.

Fatto sta che aleggia sempre un alone di malcontento!

Eclatante l’episodio del 2010 in cui Pupo non riusciva ad accettare la sconfitta, aveva acquistato un sacco di voti!

Fatto sta che la canzone poteva votarla solo un filo-Savoia

Molto spesso ci si dimentica chi abbia vinto le precedenti edizioni, segno che il successo non sta nell’oro ma nella capacità di trasmettere emozioni e di farsi trasmettere.

Sanremo 2017: tutto da scoprire

Come ogni anno appare la lista dei favoriti per la vittoria, prima ancora che questi abbiano messo piede sull’ Ariston!

Tiziano Ferro sarà presente solo come ospite, altrimenti avrebbe vinto a tavolino.

La regina di quest’anno sembra essere Fiorella Mannoia annuncia Carlo Conti, che ormai ci ha preso gusto a presentare e non si scolla più dalla città dei fiori.

Sanremo: chi è il vero vincitore? was last modified: febbraio 8th, 2017 by L'Interessante
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L'Ora legale
CinemaCulturaIn primo piano

L’ora legale: il giudizio del critico Christian Coduto

scritto da L'Interessante

L’Ora legale.

Di Christian Coduto

L’ora legale (ITA, 2017)  ★★★☆☆

Regia: Salvo Ficarra e Valentino Picone (6)

Con: Salvo Ficarra (7), Valentino Picone (6/7), Vincenzo Amato (5), Tony Sperandeo (6)

Pietrammare.

Una città bellissima, bagnata da acque limpide e pulite e illuminata da un sole caldo e accogliente, come solo in Sicilia può accadere.

Si vive bene, la gente lavora, la vita prosegue tranquillamente. Però …

C’è sempre un però: quei rifiuti buttati per strada sono così antiestetici (e dannosi per la salute), il traffico inquinante e tutto quel rumore potrebbero essere evitati …

La città avrebbe bisogno di tanti altri accorgimenti.

Perché il sindaco Patanè non si occupa mai dei bisogni dei cittadini?

Già, perché? E’ così facile incolpare gli altri, vero? C’è sempre bisogno di un capro espiatorio per tutto ciò che non va, che non funziona.

Così, in corrispondenza delle elezioni, Patanè viene sostituito da Natoli, un uomo educato, gentile, rispettoso delle regole.

I primi ad essere felici per questo evento sono i nostri Ficarra e Picone che, essendo cognati del nuovo sindaco, già pregustano favoritismi à gogo (anche se il primo, in realtà, ha sostenuto il sindaco uscente durante l’intera campagna elettorale).

Amara è dunque la sorpresa nel momento in cui Natoli, così ligio al dovere, inizia ad imporre delle norme che devono essere rispettate: parcheggi in doppia fila? Benissimo: una multa ti attende. Il tuo cane fa la pupù per strada e non la raccogli? Ti becchi una contravvenzione.

Per non parlare della raccolta differenziata: cosa va messo nell’umido? E nell’indifferenziato? C’è da impazzire!

I dipendenti comunali sono in crisi perché sono iniziati i controlli per quelli che hanno beggiato e non sono al posto di lavoro …

I cittadini iniziano a reclamare; tutti (persino il parroco Don Raffaele) si rendono conto che la situazione sta diventando ingestibile. Salvo Ficarra e Valentino Picone promettono che riusciranno a far sì che il neo sindaco cambi idea e abbandoni la sua posizione, con conseguenze esilaranti …

Pietrammare è in Sicilia, ma potrebbe essere in Lazio o (perché no?) in Trentino Alto Adige.

E’ chiaro: Il duo di comici più noti del cinema italiano ambientano la vicenda lì dove sono cresciuti, ma strutturano un’analisi critica davvero rispettosa di ciò che non va in tutto il nostro paese; lamentarsi è la cosa più semplice del mondo … va di pari passo con la non – reattività. Non siamo abituati a rimboccarci le maniche, ad affrontare i problemi che ci circondano; c’è sempre bisogno di qualcuno che lo faccia al posto nostro.

Gli abitanti della città in cui è ambientata la vicenda preferiscono perdere tempo e fatica a  costituire un comitato antisindaco, piuttosto che decidere semplicemente di seguire delle regole che, a ben guardare, dovrebbero essere già insite nel loro comportamento da cittadini educati e perbene.

E’ inevitabile, quindi, il rimpianto per il Sindaco precedente, proprio lui che (un paio di settimane prima) era stato accusato di essere corrotto e di avere contatti con la mafia. Perché la coerenza viene prima di tutto, vero?

L’ora legale (che conta, tra gli sceneggiatori, anche la firma del regista casertano Edoardo De Angelis) punta molto in alto rispetto ai precedenti lavori di Ficarra e Picone. Mai, in precedenza, il duo si era spinto ad una critica così pungente ed acuta

Un pregio ai due attori siciliani va riconosciuto: rispetto alla maggior parte dei comici provenienti dalla televisione e prestati al mondo della celluloide, il loro è sicuramente un linguaggio più cinematografico. Non c’è un legame così imprescindibile con il personaggio, si riscontra invece una maggiore attenzione alla storia, al contorno, la risata scatta (e spesso) per le battute e le situazioni.

Di sicuro, va detto, i due mi sembrano ancora piuttosto immaturi nel reparto registico e, paradossalmente, nella direzione degli attori. Se Tony Sperandeo dona al suo Patanè una sana dose di cinismo e cattiveria, del tutto fuori luogo è invece Vincenzo Amato: giusta la postura, sgradevole e cacofonica la voce e l’intonazione. Lo stesso dicasi per Eleonora De Luca che nel film interpreta Betty, la giovane figlia del Sindaco Natoli: gradevole la sua dolcezza e la spensierata esuberanza, ma il realismo interpretativo è tutta un’altra cosa.

Alcune situazioni tendono ad essere parossistiche, ma in una commedia satirica è un difetto perdonabile.

Piace il ritmo sostenuto, colpiscono le battute, le idee non mancano di certo.

Ciò di cui il duo avrebbe bisogno è una maggiore esperienza dietro la macchina da presa.

L’ora legale: il giudizio del critico Christian Coduto was last modified: febbraio 8th, 2017 by L'Interessante
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Totò moneta
CulturaEventiIn primo piano

Una moneta per ricordare Totò

scritto da L'Interessante

Moneta.

Di Vincenzo Piccolo

La Zecca dello Stato conierà una moneta commemorativa da 5 euro dedicata a Totò. Non c’è da meravigliarsi, per una figura come quella del principe della risata, divenuta mito e filosofia per un ambiente come quello del cinema.

Il grande Antonio de Curtis, oggi, si studia anche nelle università, come Da Vinci, Fermi e Dante. Appare ovvia quindi, la scelta di raffigurarlo su monete. L’emissione ufficiale avverrà a settembre, in tiratura limitata, su un disegno dell’artista e medaglista romana Uliana Pernazza.

La moneta: i particolari

La moneta porterà sul dritto (faccia principale) il ritratto del De Curtis con la bombetta, ricavato da una foto scattatagli da Guy Bourdin nel 1955. Altrettanto sul rovescio ci saranno due mani intrecciate (le cui dita ricordano la tipica “mossa” di Totò) che toccano una pellicola cinematografica. Questa sarà realizzata con due metalli, ma sarà disponibile solo in autunno, quando il ministero dell’Economia renderà noto il prezzo e il numero degli esemplari.

Una moneta per ricordare Totò was last modified: febbraio 8th, 2017 by L'Interessante
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Sanremo
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SANREMO: I VINI CAMPANI PROTAGONISTI DELLA KERMESSE CANORA

scritto da L'Interessante

Sanremo.

TENUTA FONTANA VINO UFFICIALE DI CASA SANREMO

I VINI CAMPANI PROTAGONISTI DELLA KERMESSE CANORA

Le etichette Civico 44 (Asprinio) e Civico 28 (Sannio Aglianico)

nell’hospitality del 67° Festival della Canzone Italiana

Started! Porte aperte a Casa Sanremo. E fino a sabato 11 febbraio i vini ufficiali saranno l’asprinio Civico 44 e l’aglianico Civico 28 di Tenuta Fontana.

Il taglio del nastro con la showgirl Elisabetta Gregoraci ha segnato l’apertura dell’hospitality del Festival della Canzone Italiana. Tenuta Fontana, l’azienda con sedi in Carinaro e Pietrelcina, eccellenza campana nel settore vitivinicolo, anche ques’anno sarà technical sponsor.

Il mondo dello spettacolo internazionale frequenterà in questi giorni Casa Sanremo e potrà assaggiare i due splendidi vini, per molti sarà una conferma, per altri sarà una scoperta. Tradizione, qualità e innovazione sono i valori che contraddistinguono Tenuta Fontana, valori che ben si addicono alla kermesse canora ligure, da sempre impegnata nel confermare la propria storia, aggiungendo sempre più protagonisti della ribalta internazionale e innovando di anno in anno la propria immagine.

“E’ un vero piacere – sottolineano Mariapina e Antonio Fontana, i giovani manager dell’azienda – essere stati confermati per il secondo anno consecutivo a Casa Sanremo. Ciò significa che hanno apprezzato la nostra professionalità e la qualità dei nostri vini per accompagnare i piatti e i prodotti che saranno serviti agli ospiti”.

Casa Sanremo è un marchio del Gruppo Eventi. Responsabile delle attività gastronomiche è il mitico Fofò Ferriere, una garanzia assoluta di qualità e di raffinatezza delle proposte a tavola.

 

SANREMO: I VINI CAMPANI PROTAGONISTI DELLA KERMESSE CANORA was last modified: febbraio 7th, 2017 by L'Interessante
7 febbraio 2017 0 commenti
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