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Categoria

Attualità

Stalking
AttualitàIn primo piano

Stalking: caso Boschi, quando la legge non è uguale per tutti

scritto da L'Interessante

Stalking

Di Carmen Giaquinto

Dopo l’arresto nel novembre del 2016, Giuseppe Dragone, originario della Campania, più precisamente di Pozzuoli, è stato condannato a due anni e due mesi di carcere con il rito abbreviato. Il quarantacinquenne è stato accusato di stalking nei confronti dell’ex ministro delle Riforme ed attuale Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi. I messaggi con i quali tempestava letteralmente la casella postale della Boschi passano da frasi d’amore a minacce di morte, in una furia ossessiva che gli aveva già causato gli arresti domiciliari mesi prima, quando era stato fermato nei pressi di un ristorante di Santa Maria Novella, a Firenze, in quanto si rifiutava di pagare il conto del pranzo, poche decine di euro. Gli agenti, dopo averlo identificato ed aver inserito il suo nome negli archivi, si sono resi conto che l’uomo era ricercato perché a suo carico pendeva una misura cautelare di arresti domiciliari per atti persecutori proprio ai danni dell’ex ministro. Secondo quanto appreso da fonti di polizia, l’uomo sarebbe stato sottoposto da tempo alla misura di divieto di avvicinamento verso la donna e a quella dell’obbligo di dimora nel suo comune di residenza in Campania.

Tra stalking e messaggi

«Non c’è mai stato alcun contatto tra il mio assistito ed il ministro Boschi, che non ha mai risposto ai messaggi», ha spiegato il difensore di Dragone, l’avvocato Guido Iaccarino. L’ossessione che l’uomo aveva sviluppato negli anni «deriva da una patologia psichiatrica che dura da anni». La segretaria della giovane donna leggeva quotidianamente centinaia di mail dai contenuti abbastanza accesi e preoccupanti in un mix di delirio amoroso e omicida: “Amore ti porterò con me in paradiso. Tu sei il mio fiore”; “Ti amo ma ti devo ammazzare”; “Boschi tra i Boschi amore a tema… ma se ti ammazzo chi ti troverà?”; “Amore sbloccami oppure parto prima e ti ammazzo…sai che sono geloso”.Mille e-mail in soli tre mesi. E-mail che hanno allarmato la sicurezza di Maria Elena Boschi, assente in tribunale venerdì scorso, non costituendosi, però, parte civile.

La vita ai tempi dello stalking

“Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque reiteratamente, con qualunque mezzo, minaccia o molesta taluno in modo tale da infliggergli un grave disagio psichico ovvero da determinare un giustificato timore per la sicurezza personale propria o di una persona vicina o comunque da pregiudicare in maniera rilevante il suo modo di vivere, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione da sei messi a quattro anni”, così recita l’art. 612 bis del codice penale, introdotto con la legge n. 38 del 2009 in materia di sicurezza pubblica, di contrasto alla violenza sessuale e di atti persecutori. Ma quando ad essere perseguitati sono le donne (e gli uomini) normali, senza cognomi importanti, la legge cade nel dimenticatoio e tutto si addebita all’ormai diffusissimo termine “femminicidio”, usato, talvolta, in maniera impropria. Secondo l’Istat, tre milioni e quattrocento sessantasei mila donne italiane hanno subito stalking nel corso della loro vita, da ex fidanzati o da sconosciuti squilibrati. Non bastano le già utili associazioni (vedi Telefono Rosa o Doppia Difesa, ideata da Giulia Bongiorno) che offrono, in primis, un supporto morale alla vittima che in genere ha paura di denunciare. Il problema non è la novità di una legge che non funziona. Il problema sono i tempi della giustizia. Passa troppo tempo tra la denuncia e la salvezza, per questo molte donne temono di aggravare la situazione ed adirare maggiormente lo stalker. E così capita sempre di più che quei messaggi spinti e terrificanti, quegli sguardi d’odio represso si trasformino in schiaffi, urla, spintoni e colpi di pistola. Senza mezzi termini. E soprattutto, senza la tutela di uno Stato che sapeva ma che è rimasto con le mani in mano. Come se il caso della Boschi fosse più grave di quello di Andrea Toccaceli, diciott’anni, picchiata dal fidanzato ventitreenne e spinta giù da un viadotto lungo la statale 73 bis nelle Marche, un volo di quindici metri che è stato seguito dal tentato suicidio del ragazzo stesso. Lo Stato ha la colpa di non riuscire a fermare l’aggressore prima che accada l’irreparabile, anche se la vittima lo denuncia molto prima. Eppure è fondamentale intervenire immediatamente in seguito alla denuncia. Come spiegano anche gli esperti dell’Osservatorio Nazionale Stalking, la dinamica del bracconaggio (to stalk significa, appunto, braccare) ha un altissimo rischio di recidiva e di passaggio dall’atto grave senza manifestazioni intermedie: spesso si passa, infatti, dalla violenza psicologica agli atti persecutori, di solito dopo una separazione o un rifiuto, fino all’omicidio. Ecco, quindi, che la vicenda dell’ex ministro è su tutti i giornali e le migliaia di denunce giornaliere restano tra la polvere di una burocrazia troppo indaffarata. Due pesi, due misure. Nell’attesa che si diffonda una maggiore sensibilizzazione, la massima solidarietà va a Maria Elena Boschi, un’altra vittima dello stalking nostrano.

Stalking: caso Boschi, quando la legge non è uguale per tutti was last modified: marzo 20th, 2017 by L'Interessante
20 marzo 2017 0 commenti
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Abete
AttualitàIn primo piano

Abete come Saviano. Il danno dei razzisti al contrario

scritto da L'Interessante

Abete

Di Michela Salzillo

 

Non c’è niente da fare. Non c’è proprio nulla da fare! Se Luca Abete, o chi per lui, l’avesse raccontata così l’illegalità di piazza Pitesti nessuno avrebbe avuto da ridire. E viene facile dedurne i motivi.  Forse avrebbe fatto bene a non dire nulla, perché se adesso Caserta è eco di criminalità e contraffazione è colpa del suo servizio.

Caro Abete, ma chi te lo ha fatto fare?

Ma chi te lo ha fatto fare, Caro Luca! Non sarebbe stato più facile avvicinarti ad una di quelle bancarelle, con tanta bella roba in vista, per calzare un paio di adidas ultimo modello ad imitazione impeccabile?  Avresti potuto guardare dal basso uno di quei poveretti e, per dirla tutta, regalargli pure qualche euro in più. Chissà quanti soldi guadagni per fare da squadra ad Antonio Ricci, che cosa vuoi che sia, per uno come te, offrire da bere a quei poveri extracomunitari senza peccato. Oh, è inutile che tu la prenda sul personale adesso, la colpa è tua. Non lo sai che in giro si è ormai diffusa la figura dell’ opinionista generalizzatore? Nessuno te lo ha detto che si ragiona per ideologie, e che l’obiettività è ormai estinta con i dinosauri? Come hai fatto a non pensarci prima?  Loro, quei poveri extracomunitari, hanno da scagliare mille pietre, perché quando vivi una condizione difficile come quella dell’immigrato, se non sei il bastardo ruba patria che toglie  lavoro al figlio di Salvini, diventi la vittima di un sistema becero che, per questo, va difesa. Sempre! Ti hanno pestato? È stata una legittima difesa, perché tu dai  fastidio a chi non devi. Per carità, la violenza non è giustificabile, ma quando ci sono di mezzo dei poveretti può passare pure in secondo piano. Avranno avuto i loro buoni motivi, e tu, caro Luca, sei solo un povero illuso. Mica si cambia così il mondo? La prossima volta ricordatelo, se vuoi essere l’ inviato di un tg satirico, o ti vesti da arma dei Carabinieri andando a fare il lavoro di chi la divisa ce l’ha e fa finta di niente, oppure resti a casa tua a scrivere dieci pagine di: chi si fa i fatti suoi campa cento anni. Non ti permettere mai più di gettare l’amo, sperando che qualcuno, che della giustizia dovrebbe rappresentare le vesti, si dia una mossa.

La prossima volta, o fai tutto tu o vai a proporti come porta borse ad Alfonso Signorini, perché, caro Abete, ammettiamolo, in fondo sei un ex animatore di villaggi turistici e con queste cose non ci sai fare.

Con quel servizio segnalatore sei stato inutile! Devi imparare a raccontare il meglio che c’è, per far vedere le cose meravigliose della città, così come i giornalisti di Gossip quando mettono in evidenza il lato B delle modelle anoressiche, hai presente? Come quando ci  insegnano che la vita è solo questione di culo. In effetti, siccome tu non sei immigrato, non ti puoi permettere di avvicinarti ad un tipo di sofferenza che non conosci, tu hai avuto culo, caro Abete, perciò, giù le mani dagli extracomunitari che, quando sono persone, quando si chiamano uomini, quando non parlano italiano, quando sono vittime dello stesso sistema di quelli che ti hanno aggredito  ma lottano con dignità, sacrificio e senso di responsabilità, allora sì, che diventano una  storia meravigliosa da raccontare. Qualsiasi sia il Paese in cui accade.

Abete come Saviano. Il danno dei razzisti al contrario was last modified: marzo 17th, 2017 by L'Interessante
16 marzo 2017 0 commenti
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Furbetti
AttualitàIn primo pianoParliamone

Furbetti del cartellino – il caso dei lavoratori del polo archeologico di Succivo, le telecamere di Retequattro alla Cisl Fp di Caserta

scritto da L'Interessante

Furbetti.

La trasmissione di Rete4, Dalla Vostra Parte giovedì 9 marzo ha portato le sue telecamere alla sede provinciale della Cisl Fp di Caserta. Ad attendere l’inviato i segretari generali Giovanni Letizia della Cisl Ust e Nicola Cristiani Cisl Fp.

Oggetto dell’intervista il caso dei furbetti del Polo Archeologico di Succivo in questi giorni agli onori delle cronache, 21 dipendenti, 2 arrestati e 13 gli indagati compresi i dirigenti

Alle domande del giornalista in collegamento da Caserta, con Maurizio Belpietro da Roma, la risposta congiunta di Letizia e Cristiani, ha suscitato i complimenti degli ospiti di studio per la chiarezza, la determinazione nel voler prendere i giusti provvedimenti e la trasparenza nelle assunzioni di responsabilità da parte della pubblica amministrazione

“Si tratta di casi non difendibili* – hanno infatti precisato i due rappresentanti sindacali – casi gravi ed estremi di lavoratori che si allontanano dal posto di lavoro fuori da ogni regola e norma, senza nessuna giusta ragione, a discapito, come sempre più spesso succede di quei lavoratori che senza nessun atto di eroismo fanno il proprio dovere ogni
giorno.

Il sindacato a tutela dei lavoratori, certo, ma tuteliamo coloro che si trovano in difficoltà nel rispetto dell’impegno lavorativo.

Non ci sono scusanti, il nostro come ben si sa è un territorio con un enorme tasso di disoccupazione giovanile e un lavoratore pubblico non può assolutamente comportarsi in questo modo, mancando di rispetto invece a tutti coloro che il lavoro non ce l’hanno e ai lavoratori pubblici che si impegnano sempre a far funzionare la macchina amministrativa. 

E’ grave purtroppo anche quanto si evince in materia di controlli – continuano i segretari – cioè verifiche zero, l’amministrazione di riferimento non monitora i propri dirigenti e i dirigenti non monitorano i propri dipendenti. Da questa sorta di lassismo non può che venire fuori una mancanza di attenzione alle regole sul posto di lavoro. Il dovere del sindacato ad oggi, sempre di più dunque è sensibilizzare i lavoratori al rispetto delle regole, nel 2017 non può essere tollerato in nessun modo che un lavoratore pubblico si comporti con tale leggerezza ledendo le funzioni, l’utilità e l’immagine di tutti i pubblici lavoratori, esiste un codice etico per gli iscritti e per i sindacati che non può essere bypassato senza conseguenze.

Questo tipo di “atteggiamenti” di tale gravità sono senza dubbio sanzionabili e non solo, al momento però oltre al fatto mediatico in sé ancora non conosciamo gli esiti della vicenda e attendiamo di sapere quali
saranno i provvedimenti a carico degli indagati”.

Da studio gli ospiti, non hanno potuto fare altro che convenire con il contenuto delle dichiarazioni affermando che per la prima volta si trovavano davanti ad un sindacato obiettivo, determinato a fare pulizia, e a dividere i cosiddetti furbetti da coloro che lavorano con impegno e serietà.

Per chi non avesse visto la trasmissione ieri sera, questo il link della puntata. Dal minuto 40.25 il collegamento con Caserta.
http://www.video.mediaset.it/video/dallavostraparte/full/giovedi-9-marzo_698520.html

Furbetti del cartellino – il caso dei lavoratori del polo archeologico di Succivo, le telecamere di Retequattro alla Cisl Fp di Caserta was last modified: marzo 11th, 2017 by L'Interessante
11 marzo 2017 0 commenti
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Trump
AttualitàIn primo pianoPolitica

TRUMP, UNA CONTRADDIZIONE VIVENTE

scritto da L'Interessante

Trump

 

Di Valerio Andalò

Trump, giorno dopo giorno, si sta dimostrando un personaggio esplosivo. Le dichiarazioni contrarie al politically correct e le azioni non convenzionali, ormai all’ordine del giorno, ne fanno una figura più che controversa. Il neo presidente USA non è un uomo “che compone”, non è un abile stratega che cerca di tessere la tela della diplomazia. Piuttosto è una persona che tende a dividere e che pare agire seguendo il motto “o con me o contro di me”. C’è poco da dire, il miliardario datosi alla politica a tempo pieno, o lo si ama alla follia o lo si disprezza. Tuttavia, nonostante questa amministrazione sia alla guida degli Stati Uniti da pochissimi mesi, si notano alcune crepe.

Quattro interrogativi sull’azione politica del presidente Trump

1)   Trump ha deciso di rivedere tutta la parte relativa agli “accordi sul clima” e puntare nuovamente sui combustibili fossili. Ora, partendo dal presupposto che il clima “cambia durante le ere” ma che “anche noi ci stiamo mettendo del nostro per velocizzare questo cambiamento”, una riflessione sorge spontanea: il puntare sui fossili determinerà un aumento dell’effetto serra e dunque un aumento della desertificazione dell’area sub sahariana. Tutto ciò comporterà un aumento esponenziale della migrazione per motivi economici (considerando la mutazione dei territori). Non è un controsenso battersi contro l’immigrazione ma al contempo creare le condizioni affinché il fenomeno aumenti?

 

2)   Trump ha nominato all’interno del suo team governativo personaggi come: Steve Mnuchin (un passato importante in Goldman Sachs), Jay Clayton (potente avvocato di Wall Street) e Rex Tillerson (ad della compagnia petrolifera ExxonMobil). Come si concilia tutto questo con la presunta “vocazione anti establishment” del neo presidente?

 

3)   Trump recentemente ha firmato il decreto con cui è stato vietato l’arrivo di cittadini  di sette Paesi mussulmani (Iraq, Iran, Yemen, Libia, Siria, Somalia e Sudan). Sono esclusi alcuni Paesi con cui la Trump oranization fa affari o è in procinto di firmare accordi. Tra questi ci sono Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Libano, da cui arrivarono i terroristi dell’11 settembre 2001. Inoltre, nella lista nera non figurano l’Indonesia (uno dei più grandi stati a maggioranza mussulmana) e il Pakistan, da tempo accusato di sostenere e finanziare il terrorismo e definito da Trump, subito dopo l’elezione, un “paese fantastico”. Ricordiamo che l’attentato di San Bernardino del 2015 fu commesso da una coppia di origini pachistane. Omissioni che per la stampa americana indicano chiaramente un conflitto di interesse. Pertanto, non è una contraddizione sostenere di voler combattere aspramente il terrorismo senza  inserire nella “black list” i principali “stati canaglia”?

 

4)   Trump, come ogni buon reazionario che si rispetti, ha sempre avuto parole di fuoco nei confronti dei “comunisti”. D’altra parte il partito di McCarthy si è sempre dimostrato particolarmente sensibile nella difesa del “Mondo libero dal pericolo rosso”. L’Unione Sovietica  era considerata il male assoluto e non poche volte gli USA intervennero materialmente per cercare di arginare “il diffondersi dell’idea socialista”. Spesso con una politica estera quanto mai bizzarra: tra colpi di stato in Sud America, guerre più o meno incomprensibili (Corea e Vietnam) e finanziamenti ai mujaheddin in Medio Oriente (precursori dell’estremismo islamico). Oggi uno dei principali alleati del presidente statunitense è la Russia. In particolare Trump considera Putin una figura di riferimento, nonostante il leader russo “mostri una gestione tipicamente stalinista del potere”, adeguata ovviamente ai tempi. Senza dimenticare le oscure manovre del Cremlino che pare abbiano “influenzato” il risultato delle ultime “presidenziali”. Non è forse grottesco osservare un’amministrazione legata al “Tea Party” (la parte più reazionaria del partito repubblicano che si identifica naturalmente in Trump) andare a braccetto (per non dire sottomessa) con l’ex spauracchio russo?

Sarebbe bello poter porre queste domande direttamente a Trump o in mancanza al suo staff, nonostante qualche giorno fa il Presidente abbia escluso da un suo breafing i corrispondenti della CNN e del New York Times.

 

 

TRUMP, UNA CONTRADDIZIONE VIVENTE was last modified: marzo 2nd, 2017 by L'Interessante
2 marzo 2017 0 commenti
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NASA
AttualitàIn primo pianoNotizie fuori confine

NASA. 7 pianeti attorno ad unica stella

scritto da L'Interessante

NASA

Di Antonio Andolfi

Dopo giorni di attesa, speculazioni e anticipazioni a proposito della “conferenza stampa straordinaria” indetta dalla Nasa, l’annuncio è stato finalmente dato: nell’orbita di Trappist-1, una nana rossa ultrafredda a una distanza stimata di circa 40 anni luce da noi sono stati scoperti in totale 7 piccoli pianeti rocciosi, cioè con caratteristiche simili a quelle della Terra. Detto in altre parole: gli astronomi della Nasa (e non solo) hanno trovato ben 7 pianeti quasi gemelli della Terra, non uno solo!

L’annuncio della NASA: Trappist – 1 e i suoi pianeti

Le osservazioni, iniziate nel settembre del 2015, sono state effettuate utilizzando un insieme di strumenti: il telescopio TRAPPIST-South (ESO, Osservatorio Europeo Australe, La Silla, Cile), il Very Large Telescope (ESO, Cerro Paranal, Cile), il telescopio spaziale Spitzer (Nasa, in orbita a 568 km) e altri telescopi attorno al mondo.

Osservabile nella costellazione dell’Acquario, è molto “piccola” (poco più grande di Giove) e di massa stimata nell’8% di quella del Sole.

 Tutti i suoi pianeti, chiamati rispettivamente Trappist-1 b, c, d, e, f, g, h (dal più vicino al più lontano), hanno dimensioni simili a quelle del nostro pianeta: le dimensioni, la possibile composizione e le orbite sono state desunte dalle variazioni di luminosità della stella causate dal passaggio dei suoi pianeti tra noi e la stella stessa: eventi che in astronomia sono noti come transiti.

Il coordinatore della ricerca, Michaël Gillon (istituto di astrofisica di Liegi, Belgio), afferma che «ci troviamo di fronte a un sistema planetario incredibile, non solo perché abbiamo trovato così tanti pianeti insieme, ma soprattutto perché sono sorprendentemente simili per dimensioni alla Terra».

 Da tempo gli astronomi ipotizzavano che stelle con dimensioni affini a quella di Trappist-1 (che per tipologia è la più diffusa nell’Universo, probabilmente tra il 70 e l’80%) possono avere attorno molti pianeti rocciosi di dimensioni simili alla Terra. Trappist-1 è la prima a essere stata sottoposta a osservazioni così prolungate e approfondite, tali da permettere la scoperta di “b”, “c” e “d” già nel 2015 e infine gli altri quattro.

Questi pianeti, o almeno alcuni di essi, se orbitano in modo regolare e alla distanza “giusta” potrebbero sostenere forme di vita.

 Amaury Triaud, co-autore della ricerca, sottolinea che «la quantità di energia emessa da stelle come Trappist-1 è molto inferiore rispetto a quella emessa dal nostro Sole. Per avere acqua liquida in superficie sui loro pianeti, questi devono orbitare a distanza ravvicinata, molto più vicini alla loro stella di quanto la Terra sia dal Sole. Sembra che questo tipo di configurazione compatta sia proprio quella che caratterizza Trappist-1».

 

Tutti e sette i pianeti, infatti, orbitano a una distanza inferiore di quella tra il Sole e Mercurio (circa 58 milioni di chilometri) e, proprio a causa della bassa energia della stella, tutti potrebbero ricevere una quantità di energia analoga a quella che irradia sui pianeti interni del Sistema Solare (Mercurio, Venere, Terra e – a seconda dei criteri utilizzati – Marte).

Anatomia dei pianeti scoperti dalla NASA.

In particolare, Trappist-1 c, d, f ricevono quantità di energia vicine a quelle che arrivano, rispettivamente, su Venere, Terra e Marte. Le misure sulla possibile densità dei singoli pianeti suggeriscono che almeno i primi sei sono di tipo roccioso.

 

Tutti e sette potrebbero potenzialmente avere acqua allo stato liquido in superficie, anche se per alcuni la probabilità sembra più elevata: “e”, “f” e “g”, per esempio, sembrano avere tutte le carte in regola per mantenere questa condizione – l’acqua liquida – che dal nostro punto di vista è anche condizione indispensabile per un eventuale sviluppo di forme di vita.

In base ai modelli utilizzati, i pianeti “b”, c” e “d” potrebbero avere acqua, ma forse solo in piccole regioni, mentre per “h” – il più distante – l’ipotesi è che, se c’è acqua, è allo stato solido. Sarà però purtroppo solamente con la prossima generazione di telescopi, come l’European Extremely Large Telescope (ESO) e il James Webb Space Telescope (Nasa/Esa) che potremo saperne di più.

NASA, I commenti a caldo.

Questa scoperta è importante non solo dal punto di vista scientifico, ma anche culturale: sapere con sempre maggiore sicurezza che oltre il nostro Sistema Solare ci sono luoghi potenzialmente favorevoli alla vita è semplicemente affascinante. La ricerca di pianeti extrasolari è uno degli ambiti in cui l’Istituto Nazionale di Astrofisica è profondamente coinvolto a livello internazionale, con l’eccellenza dei suoi scienziati, strumenti d’avanguardia come il Telescopio Nazionale Galileo e importanti partecipazioni in missioni spaziali di frontiera.

 

Il sistema multiplo di pianeti terrestri transitanti individuato attorno a Trappist-1 è straordinario sotto diversi aspetti. Innanzi tutto è il primo sistema con pianeti di tipo terrestre nella fascia di abitabilità (quell’intervallo di distanze da una stella entro il quale un pianeta di tipo roccioso con un’atmosfera può potenzialmente avere acqua allo stato liquido sulla superficie) per i quali sia stato possibile determinare, sia pure in modo preliminare, la densità, e quindi la composizione interna, scoprendo che sono probabilmente rocciosi come la nostra Terra.

 

In secondo luogo, tre dei sette pianeti del sistema sono soggetti a livelli di irraggiamento simili a quelli che Venere, la Terra e Marte ricevono dal nostro Sole, e se posseggono un’atmosfera di tipo terrestre potrebbero avere oceani sulla superficie. Inoltre, la bassissima luminosità e le dimensioni della stella, paragonabili al nostro Giove, rendono gli eventi di transito dei pianeti in fascia abitabile frequenti e facili da rivelare, aprendo la possibilità della caratterizzazione dettagliata delle loro proprietà atmosferiche con strumentazione di punta già esistente (come l’Hubble Space Telescope) o pronta nel futuro prossimo (come il James Webb Space Telescope).

 

I pianeti rocciosi potenzialmente abitabili attorno a stelle molto più piccole e fredde del Sole, quali Trappist-1, costituiscono dei laboratori eccezionali dove studiare l’impatto sulle proprietà atmosferiche (e sul concetto stesso di abitabilità) di questi oggetti con storie evolutive molto diverse da quelle da cui ha avuto origine la nostra Terra.

 

In ultima analisi, l’esistenza del sistema planetario di Trappist-1 e, in generale, il successo della strategia della ricerca di pianeti terrestri attorno a stelle di piccola massa, rende se possibile ancora più urgente moltiplicare gli sforzi per la scoperta e la caratterizzazione delle proprietà fisiche e delle atmosfere di veri gemelli della nostra Terra, cioè pianeti di tipo terrestre nella regione di abitabilità di stelle più simili al nostro Sole.

NASA. 7 pianeti attorno ad unica stella was last modified: febbraio 23rd, 2017 by L'Interessante
23 febbraio 2017 0 commenti
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Smoking
AttualitàIn primo piano

Smokin, Kissing, Goodbye: the “revolutionary” taste of death!

scritto da L'Interessante

Smokin

Di Michele Calamaio

Humans have always been considered as the most intelligent animals on Earth; and, precisely for this reason, they should have been more concerned about the dangers that smoking can cause, without showing off the real negative effects, on everyday life. Tobacco, indeed, began to be chewed and smoked during cultural and religious ceremonies around 2000 years ago because believed to be a cure-all, as well as a pain killer, for all kinds of health problems; soon after the discovery of the American Indians by Christopher Columbus, sailors started to bring it back to Europe, determining its massive growth all over the old country: only from that moment on became evident that Tobacco, on one side, turned into the “new gold” for the emerging industries of the time, while, on the other, begun to show how its first dangerous effects were to be found on some addicted individuals. Therefore nowadays, even though more and more doctors are continuing to bring out researches, together with their results, related to the terrible conditions this addiction can lead to, the industry seems to neglect these consequences, and keeps growing bigger on the back of their consumers, exploiting this hidden knowledge to get millions of people hooked on this dangerous habit. For this reason, those who want to make smoking illegal have faced several problems, above all towards heavy smokers, but still claimed that continuing to inform the public opinion would be the only reasonable response to such an astonishing threat to life. Throughout the years, such views have tried to make the whole situation as much clear as possible, partly due to the lack of knowledge around the subject, and reduce the risk of premature deaths; such assertions are, however, a short-sighted response to a problem that requires vision, control and perseverance in order to remove all doubts and, for now, only abstract theories that need time to be approved by the masses.

<Stamp out Smoking>, the advertisement that advises you to “butt out”

To begin with, those in favor of making smoking illegal argue that reducing the world tobacco production and sale would represent the first ideal approach taken by government institutions to prevent drastically many sicknesses. It’s suffice to say that only in the last decade over 27% of lung cancer’s cases have been registered in India indeed, and many other patients all over Europe have gone through life-and-death struggles; at least in this special “death ranking”, the two most important world powers, such as USA and Russia, are to be found at the last places. For this reason, even the governments around the world, possibly to “wash their hands”, have taken a step forward and tried to face the problem by bombing everyday national TV’s programs with as many advertisements as possible put out in a worldwide broadcast, in order to make visible all the disadvantages this product can bring. While these measures are taken and cannot be denied, statistics reveal that the situation doesn’t change and even the number of smokers increase day by day, failing inexorably in the initiative of eradicating smoking entirely.

Scientists content that, even though the results are poor, the measures put in place are however sure to affect public opinion deeply but lately some tested individuals have even revealed they have troubles in getting away from the addiction of nicotine, while others can’t get enough of it and want more and more, confirming the absolute power that smoking has created around itself.

E-Cigarette, the new smoking double-edged weapon that “easy come, easy go”

Surely, among the many adopted strategies, the introduction of the electronic cigarette seems to draw the attention thanks to its innovative features that have revolutionized the entire world: it allows people to control their nicotine intake with a wide variety of e-liquid flavors available, it doesn’t contain smoke smell, ash or toxins associated with tobacco smoking, and, above all, saves lives. Although this new tool has encouraged the beginning of a revolutionary trend, it neglects to take into account the long-term consequences it can have on people: consequently, another addiction takes place instead of removing the original one. The E-cigarette embodies therefore two sides of the same coin: on one hand, it becomes the favorite “treatment” used by all the customers who want to recover from smoking addiction, and sold by the main multinationals who purposely take advantage of it; on the other, it turns into a new dependence, even stronger and deeper, that creates a further problem rather than solving. Smoking is without doubt the main reason for the largest number of cancers and incurable diseases nowadays, and all the techniques that surround this problem unfortunately represent a double-edged sword: if they were able to restore hope, they would also have to be aware of not wiping it out so easily.

Smoking, I find you guilty of causing deaths!

Above all, those who argue for making smoking illegal may claim that taking away human life “in accordance with the rule” is the ultimate crime and, in committing so against the humanity, a “criminal” like Smoking deserves the ultimate punishment of being banned from world’s death’s causes. This way of thinking, however, shows so much enthusiasm around an hypothesis that seems to be too abstract to be feasible instead, and needs the approval of government posts, not really willing to turn the tables carelessly. We can thus see that the big challenge undertaken by those who want to make smoking illegal is hard to carry on, both because of the ineffective results obtained and due to the miscarriages of governments in evaluating actual alternatives worthy of note. As demonstrated, recent calls for the chance to make people quitting smoking are based on scientific researches that surely represent the basis on which could be built up a new sense of discipline capable of being aware of health more than profit and, without a doubt, the main hope, disappointing at the moment, to rely on in order to believe into a world with less corruption and less desire to earn as much money as possible on misfortunes of population. It was seen that for now, however, this can only be considered as a myth, due to the nature of the majority of failed actions towards this problem and the uncaring attitude of the highest public officials; for these main reasons, still more time will pass before world becomes a cleaner and safer place. Bearing this in mind, it’s only sensible to conclude that making smoking illegal is both hard and difficult to realize, but we should definitely seek for an option capable of getting people’s hopes up and proficient in leading the masses towards one unique aim: encourage the others who didn’t enter this tunnel yet to never start because, at least, “getting started is half the job”. Making smoking illegal would be a great step in today’s world, but not the final victory of this big challenge yet, because people should first understand the importance of being alive, the necessity to succeed in a battle that hasn’t been lost yet and, after doing so, conceive themselves as a nature’s gift that cannot be wasted because of a “puff of cigarette”.

Smokin, Kissing, Goodbye: the “revolutionary” taste of death! was last modified: febbraio 22nd, 2017 by L'Interessante
22 febbraio 2017 0 commenti
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Look
AttualitàIn primo pianoParliamone

[FOTO]Tutti i look delle prime due serate della 67esima edizione del festival di Sanremo

scritto da L'Interessante

Look.

Di Vincenzo Piccolo

Sanremo, ormai, non è più solo musica e canzoni. Durante queste cinque serate Sanremesi, cari lettori, i cantanti che si esibiranno in diretta dal Teatro Ariston non saranno notati solo per le loro performance canore, bensì un occhio sarà buttato anche (e per alcuni soprattutto) sui loro look.  Si era detto che a dominare quest’anno sarebbe stata lei ma non potevamo aspettarci fino a questo punto. Qualcuno era pronto a vederla scendere per l’ennesima volta, anche dalle scale del teatro di via Matteotti, col suo solito tubino nero stile “C’è posta per Te”. Beh, così non è stato! Maria de Filippi le scale non le ha fatte e, non solo, “Queen Mary” ha indossato, “nientepocodimenoche”, due abiti scintillanti firmati Givenchy by Riccardo Tisci. Persiste Carlo Conti con la liaison stilistica, continuando ad indossare come per il 2016, esclusivamente Salvatore Ferragamo.
Impeccabile il duo Consoli-Ferro entrambi vestiti da Philosophy by Lorenzo Serafini. Lei indossava un lungo vestito di seta bianco a pois neri, per Tiziano sono bastati uno smoking nero, una camicia bianca e una botta di ferro. Perfetto durante il suo omaggio a Luigi Tenco.
Poco apprezzato ai più il look demi-tuxedo di Giusy Ferreri tratto dalla spring/summer 2017 by Elisabetta Franchi. Azzeccatissimo Raul Bova in Giorgio Armani, come la moglie, Rocìo Munoz Morales anche lei bellissima in un abito argenteo di Francesco Scognamiglio. Coraggiosa la scelta di Elodie in Etro che conferma il suo stile controcorrente, scegliendo un abito con greometrie molto particolari.
Il primo ombelico in vista quest’anno è di Lodovica Comello in Vivetta che, tuttavia, si addice allo stile della cantante. Punta sull’essenzialità Fiorella Mannoia, lei, la canzone e il palco: perfetta con un tailleur total-black di Antonio Grimaldi. Giudicata dai grandi intenditori la più chic del festival, Paola Cortellesi, in Armani Privè. Né bello né brutto, invece, Clementino che incornicia la sua immagine di “rapper di strada” in un look di Marcelo Burlon. Semplice e stiloso Ermal Mertal in John Varvatos. Alquanto audace, invece, la scelta di Diletta Leotta in Alberta Ferretti.

I look della seconda serata

Perfetto padrone di casa Carlo Conti in un abito blu notte, ovviamente di Salvatore Ferragamo. Carina Marianne Mirage delle nuove proposte in H&M, sempre Givenchy by Riccardo Tisci per Maria, anche per il cambio d’abito, l’ultimo più apprezzato del primo (che sembrava una camicia da notte coi pantaloni del pigiama). Anche questa volta, come per i festival precedenti, Bianca Atzei sceglie lo styling di Antonio Marras con un abito dalle fantasie “animali”. Ci poteva bastare già Raul Bova, ma ha voluto tentare anche Francesco Totti che, anche lui in Giorgio Armani, veste uno smoking nero dai dettagli lucidi. Audace il look di Sergio Sylvestre in Kenzo, ce l’aspettavamo. Non male Michele Bravi in Emporio Armani. Essenziale ma elegante Paola Turci con un tailleur noir (stile Mannoia). Tra gli ospiti salta all’attenzione Giorgia in Scognamiglio, ma a renderla spettacolare è la sua voce, non certo l’abito. Bene, ma dalla faccia sofferente, l’attrice Sveva Alviti in Armani Privé, la prossima volta una taglia in più. Da notare, e non solo per la raffinatezza della voce, Chiara in Melampo!

A seguire una gallery con tutti i look che hanno calcato il palco del Teatro Ariston nelle prime due serate del festival di Sanremo 2017.

look
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[FOTO]Tutti i look delle prime due serate della 67esima edizione del festival di Sanremo was last modified: febbraio 9th, 2017 by L'Interessante
9 febbraio 2017 0 commenti
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Sanremo
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SANREMO: I VINI CAMPANI PROTAGONISTI DELLA KERMESSE CANORA

scritto da L'Interessante

Sanremo.

TENUTA FONTANA VINO UFFICIALE DI CASA SANREMO

I VINI CAMPANI PROTAGONISTI DELLA KERMESSE CANORA

Le etichette Civico 44 (Asprinio) e Civico 28 (Sannio Aglianico)

nell’hospitality del 67° Festival della Canzone Italiana

Started! Porte aperte a Casa Sanremo. E fino a sabato 11 febbraio i vini ufficiali saranno l’asprinio Civico 44 e l’aglianico Civico 28 di Tenuta Fontana.

Il taglio del nastro con la showgirl Elisabetta Gregoraci ha segnato l’apertura dell’hospitality del Festival della Canzone Italiana. Tenuta Fontana, l’azienda con sedi in Carinaro e Pietrelcina, eccellenza campana nel settore vitivinicolo, anche ques’anno sarà technical sponsor.

Il mondo dello spettacolo internazionale frequenterà in questi giorni Casa Sanremo e potrà assaggiare i due splendidi vini, per molti sarà una conferma, per altri sarà una scoperta. Tradizione, qualità e innovazione sono i valori che contraddistinguono Tenuta Fontana, valori che ben si addicono alla kermesse canora ligure, da sempre impegnata nel confermare la propria storia, aggiungendo sempre più protagonisti della ribalta internazionale e innovando di anno in anno la propria immagine.

“E’ un vero piacere – sottolineano Mariapina e Antonio Fontana, i giovani manager dell’azienda – essere stati confermati per il secondo anno consecutivo a Casa Sanremo. Ciò significa che hanno apprezzato la nostra professionalità e la qualità dei nostri vini per accompagnare i piatti e i prodotti che saranno serviti agli ospiti”.

Casa Sanremo è un marchio del Gruppo Eventi. Responsabile delle attività gastronomiche è il mitico Fofò Ferriere, una garanzia assoluta di qualità e di raffinatezza delle proposte a tavola.

 

SANREMO: I VINI CAMPANI PROTAGONISTI DELLA KERMESSE CANORA was last modified: febbraio 7th, 2017 by L'Interessante
7 febbraio 2017 0 commenti
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maturità
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Maturità 2017: ecco la seconda prova

scritto da L'Interessante

Maturità 2017

Maturità: il MIUR fa uscire le materie

di Maria Rosaria Corsino

Cari studenti del classico, mettete da parte il Rocci.

È l’anno del Castiglione-Mariotti, di “fero, fers, tuli, latum, ferre”, di Marziale, Livio e

Sallustio.

Studenti dello scientifico, fuori penna e calcolatrice: quest’anno è il turno di matematica.

Sono state infatti ufficializzate oggi dal MIUR le materie della seconda prova che variano

di istituto in istituto, anche attraverso un video Instagram del Ministero stesso usando

l’hastag #nopanic

Gli anni passano: come cambia la maturità

Gli esami inizieranno il 21 Giugno con la prova di italiano affidata ad una commissione

interna.

Sarà anche l’ultimo anno della terza prova, che proprio nel 2017 compie diciotto anni.

Prossimamente quindi la maturità verterà solo su due prove scritte ed il colloquio orale.

Nuove proposte si affacciano anche per quanto riguarda la seconda prova del liceo

classico: non più la tradizionale versione, che se ti capita Cicerone sei finito, ma un brano

più semplice e più breve affiancato da una serie di domande sulla letteratura per

contestualizzare il testo.

Maturità, non ti temo

Noi non possiamo fare altro che tranquillizzare gli studenti, siete molto più bravi di quello

che vogliono farvi credere, e fargli un grande in bocca al lupo.

Ad maiora, ragazzi, e questo è solo l’inizio.

E soprattutto, #nopanic.

 

 

Maturità 2017: ecco la seconda prova was last modified: febbraio 1st, 2017 by L'Interessante
1 febbraio 2017 0 commenti
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Emanuele
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Emanuele Cerullo: il poeta di Scampia si difende dagli insulti

scritto da L'Interessante

Emanuele Cerullo.

Di Michela Salzillo

Emanuele Cerullo, giovane poeta cresciuto nella vela celeste di Scampia, l’abbiamo conosciuto circa un mese fa. È probabile che ricordiate l’intervista che ci aveva gentilmente concesso in occasione dell’incontro col pubblico del Drama Teatro Studio, serata in cui, oltre a presentare il suo Ventre di Scampia, offrì ai presenti una minuziosa analisi su delle verità poco diffuse legate al quartiere in cui è cresciuto. È da quando frequentava le scuole elementari che Emanuele cerca di propagare, mediante la desueta attitudine al verso – almeno per quel che riguarda tematiche connesse alla cronaca di realtà parecchio difficili come quella di Scampia – un messaggio di riscatto profondo che, ad oggi, ha messo radici robuste e non intende conoscere battute d’arresto. A distanza di un anno esatto dalla pubblicazione, il giovane poeta può contare innumerevoli soddisfazioni e ottimi riscontri. Ad apprezzare le sue opere, critici, giornalisti e attori, ma nessun consenso, almeno da come lui stesso sottolinea in ogni opportuna occasione, è comparabile all’approvazione e alla fiducia dimostratagli dagli studenti che ha conosciuto e continua a conoscere. Sì, perché a Emanuele piace incontrare soprattutto loro, gli piace parlare con il futuro, instillare nei giovani un progetto di speranza, non di quelli astratti, legati magari a un incerto disegno fatalista, ma a un preciso concetto di operosità legato al tempo; un tempo da sfruttare fino all’ ultimo ticchettio, anche a costo di inventarlo. Chi lo ha conosciuto sa della sua genuinità; è consapevole del fatto che la poesia, per Cerullo, non viene dopo nulla, non è un passa tempo o l’opportunità narcisistica di un giovane che gioca a fare il sapiente contemporaneo senza scrupoli. Eppure c’è chi, al netto di questa identità, lo ha preso di mira sferrandogli accuse alquanto infondate. 

Emanuele Cerullo: il messaggio Facebook che lo accusa di adoperare atteggiamenti fascisti

Sembra assurdo, ma ancora oggi c’è chi gioca a dire corbellerie senza basi che ne provino l’opposta esattezza. Qualche giorno fa, infatti, il profilo di Cerullo riportava un messaggio diffamatorio ai danni del poeta, che citava così:

“ oggi facciamo un applauso al giovane vate/ water delle periferie Cerullo che va nelle scuole a insegnare il saluto fascista agli scolaretti che si mettono pure a studiare le sue poesie in classe. A Napoli ci mancava solo la copia scema di D’annunzio.”

Il messaggio suddetto è stato condiviso da Emanuele dopo aver scelto di oscurare la fonte per non alimentare inutili polemiche; si tratterebbe, però, di un gruppo facebook gestito da studenti universitari che avrebbe provveduto a recuperare una vecchia foto del poeta di Scampia, immagine che lo ritrae con la mano (sinistra) tesa in segno di saluto, al cospetto di una platea di studenti giovanissimi. Abbiamo scelto di parlarvene perché la cosa ci ha parecchio sconcertati; è vero che il web è pieno di stupidità del genere, ma la storia degli scrittori che racconterebbero di disagi sociali e non, legati alla malavita, solo per ottenere popolarità, ha parecchio stancato.  Ma fortunatamente Emanuele, che ama la poesia più di tutto e di rese non ne conosce neppure la brutta copia, si è limitato a rispondere così:

La risposta di Emanuele ai diffamatori

“Che vergogna. Non farò pubblicità a questa pagina (infatti ho oscurato il nome) e non denuncio perché ho tempo da inventare, non sto appresso a loro; un minuto però lo voglio sprecare per rivolgermi agli autori di questo post (che devono essere frequentatori assidui del mio profilo, visto che sono andati a pescare una foto di 3 o 4 anni fa). Provo sinceramente imbarazzo per la vostra coscienza. Se il discorso è l’ideologia, eccovela servita, e ve la servo così, col gesto che vedete in questa foto: dare il cinque. Perché oggi ci parliamo senza guardarci negli occhi, perché le scuole mi chiamano e io ci vado, perché i giovani devono incontrare le persone, non i personaggi; ne hanno bisogno, occorre vicinanza, le distanze tra ammiratore e ammirato vanno annullate: anche l’ammirato è ammiratore, vuole stupirsi costantemente, imparare dalle domande ascoltate. E poi ci si incontra e si batte il cinque, perché non ci siano muri, perché io non sia inarrivabile o inavvicinabile né – ancora peggio – uno scribacchino impresso su carta e basta: sono un pazzo sognatore. Terrò a breve dei laboratori di poesia con numerosissimi studenti. Perché vi nascondete? Sorridete e venite anche voi, rosiconi, siete invitati: magari ci stringeremo la mano, ci guarderemo negli occhi. Magari il vostro inappagamento non conoscerà antidoti ma, almeno, venite, venite a battere il cinque!”

Emanuele Cerullo: il poeta di Scampia si difende dagli insulti was last modified: gennaio 28th, 2017 by L'Interessante
28 gennaio 2017 0 commenti
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