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Categoria

Cultura

Book
CulturaEventiIn primo pianoLibri

Book Festival Bar ad Aversa

scritto da L'Interessante

Book Festival Bar

BOOK FESTIVAL BAR – 3 e 4 settembre Aversa

Sabato 3 e domenica 4 settembre si terrà ad Aversa (CE) il Book Festival Bar, con il patrocinio della Regione Campania e dell’Amministrazione comunale di Aversa. Il Festival è promosso dall’associazione culturale CLIO di Cernusco sul Naviglio (Mi) e dalla redazione del blog Legenda Letteraria, con la direzione artistica di Loredana Limone, scrittrice per case editrici molto affermate a livello nazionale, quali Salani (editrice della saga di Harry Potter) e Guanda. L’evento, dal titolo ‘Book Festival Bar’ è nato per creare un momento di confronto e di incontro intorno alla letteratura, nei bar e nei locali, con il proposito di unire la cultura allo sviluppo economico e commerciale del territorio, anche per contribuire a rafforzare quelle reti sociali necessarie. A partire dalle ore 10:00 di sabato 3 settembre ci saranno 8 incontri in diversi bar della città aversana e 16 scrittori interverranno per parlare di letteratura e della necessità della lettura.

Di seguito il programma:

Sabato 3 settembre ore 10 BAR ROMA (piazza Municipio 44) Lidia Luberto e Paolo Miggiano; ore 12 LA PLACA LOUNGE BAR (piazza Municipio 17) Wanda Marasco e Roberto Caracci; ore 16 LE BOTTEGHE DI LEONARDO (via Raffaello 80) Giovanna Mozzillo e Nicola Manzò; ore 18 L’ETOILE CAFE (via S. D’Acquisto 64) Chiara Santoianni e Peppe Lanzetta.

Domenica 4 settembre ore 10 LOUNGE BAR 2 PINI (via Giotto 5) Marilena Brassotti Ziello e Fabio Mundadori; ore 12 BAR REVER (via Giotto 105) Cristina Zagaria e Salvatore Basile; ore 16 CAFFE BOLLICINE (via Diaz 82) Daniela Carelli e Pino Imperatore; ore 18 LOUNGE BAR LA FAUNA (viale della Libertà 110) Loredana Limone e Angelo Petrella.

Book Festival Bar ad Aversa was last modified: settembre 1st, 2016 by L'Interessante
1 settembre 2016 0 commenti
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Mondo
CulturaIn primo pianoTeatro

Il Mondo com’è Adesso, spaghettacolo al Giardino Tescione

scritto da L'Interessante

Il mondo

«Il Mondo com’È Adesso», tornano gli spaghettacoli al Giardino Tescione

 

Dopo una breve pausa estiva, ritornano le serate dell’iniziativa EstaTeatro, originale incontro con il teatro d’autore realizzato dall’Associazione Ali Della Mente con i giovanissimi artisti della Fabbrica Wojtyla. Nella splendida cornice del giardino di Palazzo Tescione (a Caserta in corso Trieste n.283) andrà in scena domani sera alle ore 20,30 lo spaghettacolo il Mondo com’È Adesso, con testi e musiche originali di Patrizio Ranieri Ciu. 

I giovani artisti casertani animeranno una inedita serata, fatta di musica e teatro, per raccontare in modo poetico, ironico e drammatico la caleidoscopica complessità del mondo contemporaneo, mettendone in luci pregi e difetti.

Ospite dell’ottocentesco giardino di Palazzo Tescione, il pubblico vivrà in prima persona una esperienza nuova accompagnato per mano dai protagonisti verso un magico finale che si concluderà con una sana spaghettata comune e da un buon bicchiere di vino.

Info e prenotazioni 334.1281015. Contributo di partecipazione in associazione €5.

Il Mondo com’è Adesso, spaghettacolo al Giardino Tescione was last modified: settembre 1st, 2016 by L'Interessante
1 settembre 2016 0 commenti
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capodanno bizantino
CulturaEventiIn primo piano

Continua il Capodanno Bizantino: Sal De Riso sarà il Magister

scritto da L'Interessante

Capodanno Bizantino

di Maria Rosaria Corsino

Sarà Sal De Riso il Magister di Civiltà Amalfitana insignito in occasione del Capodanno Bizantino 2016 che si terrà ad Amalfi e Atrani il 31 agosto e il 1° settembre

Ambasciatore e promotore dei sapori e delle tipicità della Costa di Amalfi e infaticabile esempio di intelligenza imprenditoriale: queste le chiavi che hanno orientato la scelta della Commissione, composta dal Sindaco di Amalfi Daniele Milano, dal Sindaco di Atrani Luciano De Rosa Laderchi, dall’Assessore alla Cultura di Amalfi Enza Cobalto, dall’Assessore alla Cultura di Atrani Michele Siravo, dal Presidente del Centro di Cultura e Storia Amalfitana Giuseppe Cobalto e dai professori Giovanni Camelia e Giuseppe Gargano, storici e ideatori della manifestazione.

Vagliate le candidature di eminenti personalità legate al territorio dell’antico Ducato da vincoli di appartenenza, frequentazione o studio della civiltà medievale amalfitana, la Commissione ha designato all’unanimità “Magister Civitatis Amalfie” Salvatore De Riso con la seguente motivazione: “In anni fecondi di ricerche e sperimentazioni indotte anche dagli studi e dalle iniziative di Ezio Falcone e Giuseppe Liuccio sull’alimentazione medievale, nel rispetto delle antiche usanze e con creativa intraprendenza, De Riso ha reinventato e riproposto a livello mondiale i deliziosi sapori della cucina conventuale, in cui i delicati profumi dei frutti raccolti nel giardino delle Esperidi erano esaltati, con arte e sapiente dosaggio, dall’uso delle spezie importate dall’Oriente arabo e bizantino”. Il riconoscimento sottolinea dunque l’eccezionale capacità imprenditoriale e premia la sua storia da self made man, nata in un piccolo laboratorio accanto alla Basilica di Santa Trofimena, a Minori dove, nel 2000, l’autore dei “Dolci del Sole” (titolo del suo primo libro, che ha venduto migliaia di copie) ha aperto la prima attività a suo nome, diventata in pochi anni rinomatissima. Testimonial dello Sfusato (il limone tipico della zona) e instancabile creatore di specialità con cui ha conquistato il mondo, Salvatore De Riso si è distinto per la sua straordinaria abilità nel maneggiare creatività e tradizione fondendola con le sue radici, legando indissolubilmente la Costiera Amalfitana all’eccellenza dolciaria internazionale. Valorizzando appieno le tipicità locali, reinventandole, le ha portate “oltre confine” in un’opera di promozione del territorio degna di un mercante amalfitano per eccellenza (noto in epoca medievale come il più abile tra i commercianti di spezie, agrumi e altro). Nella sua lunga carriera costellata da numerosi riconoscimenti, De Riso si è dedicato molto anche alla cucina conventuale, studiandola e riproponendola in nuova veste: un ulteriore tassello che gli è valso il prestigioso Premio intitolato quest’anno a Pietro Trara, Prefetto della Real cucina di Roberto d’Angiò.

IL PROGRAMMA

L’investitura del Magister di Civiltà Amalfitana è il cuore del programma della due giorni che si apre alle 17.30 di Mercoledì 31 Agosto con un Incontro-dibattito ospitato nell’Antico Arsenale della Repubblica ad Amalfi sul tema “La Tavola Amalfitana – Alimentazione e Cultura nella Tradizione della Costa d’Amalfi” in cui interverranno, con i professori Giuseppe Gargano e Giovanni Camelia, il critico eno-gastronomico de Il Mattino Tommaso Esposito e l’archeologo Domenico Camardo; modera il giornalista Mario Amodio. Alle 19.30 il Magister si presenta alla cittadinanza con un’intervista che si terrà sul Piazzale della Collegiata di Santa Maria Maddalena di Atrani, mentre per la serata ci si sposta nuovamente ad Amalfi per il concerto di Teresa De Sio, in “Elettro Acustica: Tutto Cambia”, previsto in Piazza Municipio alle 21.30 (ingresso gratuito).

Giovedì 1° Settembre largo alle suggestioni della rievocazione: alle 17 parte da Piazza Duomo ad Amalfi il Corteo Storico che ricostruisce la sfilata per le nozze di Sergio III, figlio del duca di Amalfi Giovanni I e nipote del duca Mansone I, e Maria, figlia del principe di Benevento e Capua Pandolfo II, avvenute nel 1002. In occasione del Capodanno Bizantino viene presentata una versione più ricca del Corteo che ogni anno accompagna la Regata delle Antiche Repubbliche Marinare: quasi cento figuranti – tra esponenti del Governo ducale, nobili, cavalieri, dame, paggi, valletti, arcieri e marinai, popolane e fioraie, tutti in abiti disegnati nel 1955 dallo scenografo del San Carlo di Napoli, Roberto Scielzo – celebrano l’apogeo della Repubblica intorno al Mille, quando le navi amalfitane solcavano sia il Mediterraneo orientale che quello occidentale e creavano ‘colonie virtuali’ nei principali centri dell’impero bizantino. Il Corteo accompagna idealmente il Magister da Amalfi ad Atrani, ripercorrendo così le orme del duca Sergio, incoronato Dei providentia dux (duca co-reggente) proprio all’indomani delle sue nozze nella cappella palatina di San Salvatore de’ Birecto dove, alle 18.00, avrà luogo la solenne cerimonia, in costume d’epoca, dell’investitura del Magister. Il rito, che ricalca quello dedicato all’incoronazione medievale dei Duchi di Amalfi, si svolgerà alla presenza di Sua Eccellenza l’Arcivescovo di Amalfi – Cava de’ Tirreni Monsignore Orazio Soricelli. Al termine, il corteo scorterà nuovamente il Magister verso la monumentale scalinata del Duomo di Amalfi, dove alle 19.30 si celebrerà l’avvenuta investitura al cospetto della cittadinanza. Seguirà alle 20 l’esibizione degli Sbandieratori e Musici della Città Regia. In chiusura, il live di James Senese & Napoli Centrale alle 21.30 in Piazza Municipio, sempre ad Amalfi (ingresso gratuito).

 

 

Continua il Capodanno Bizantino: Sal De Riso sarà il Magister was last modified: agosto 30th, 2016 by L'Interessante
30 agosto 2016 0 commenti
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Alessandra
CulturaIn primo pianoMusica

Alessandra Amoroso per i terremotati

scritto da L'Interessante

Alessandra

Di Michela Salzillo

Se una mano lava l’altra, tutt’e due lavano il viso.

Queste le parole della cantante Alessandra Amoroso che, in un video postato sul suo profilo facebook, ha fatto sapere della propria adesione  all’ iniziativa realizzata dagli artisti di Newtopia, un contributo collettivo nato per sostenere i sopravvissuti al terremoto che ha colpito il centro Italia

 La proposta, partita qualche giorno fa dalle pagine de “Il fatto Quotidiano”, aveva stimolato la generosità di molti autori italiani. Era infatti già noto che il 100% del ricavato sui singoli “andiamo a comandare” e “ vorrei ma non posto”, fossero stati devoluti in beneficienza. Un gesto che si è rivelato subito sprono contagioso per la cantante pugliese, che ha dichiarato.

“ Insieme alla mia casa discografica, ho deciso di devolvere, per i prossimi tre mesi, l’intero  ricavato del mio ultimo singolo,“Vivere a colori,” alla ricostruzione dell’asilo e la scuola elementare di Amatrice.”

L’Amoroso, inoltre, starebbe cercando di contattare le aziende Apple e Google, che su ogni singolo trattengono il 30% dei guadagni.

“Sarebbe fantastico se riuscissimo a dare alle persone coinvolte l’intera cifra. Ma sarebbe ancora più bello se tutti i nostri colleghi si unissero insieme a noi per aiutare i nostri connazionali a rialzarsi e a vivere la vita serena che tutti si meritano di vivere.

Facciamo vedere di cosa sono capaci gli italiani quando lavorano insieme”

Alessandra Amoroso per i terremotati was last modified: agosto 29th, 2016 by L'Interessante
29 agosto 2016 0 commenti
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Tormentoni
CulturaIn primo pianoMusica

Tormentoni dell’estate 2016

scritto da L'Interessante

Tormentoni

Di Vincenzo Piccolo

“Quest’estate non cambiare, stessa spiaggia stesso mare” cantava Pietro Focaccia nel lontano 1963, dando inizio alla grande tradizione dei tormentoni estivi, ascoltati e cantati lungo le spiagge del Belpaese

Brani che, spesso, fanno da colonna sonora a momenti importanti delle nostre estati, “segni di un’estate che vorremmo non finisse mai” volendola dire alla Sangiorgi. Melodie che accompagnano ricordi che, per quelli più nostalgici, restano custoditi gelosamente nella play-list della vita. Ma quali sono quelli più ascoltati di quest’estate? Da nord a sud, dalle coste salentine fino a quelle liguri, si assiste all’exploit musicale dello youtuber Fabio Rovazzi, con il suo singolo “Andiamo a comandare”. Criticato da molti esperti del mestiere, il neo-rapper deve la sua fortuna (un disco d’oro e un disco di platino, ndr) al pubblico adolescente che letteralmente impazzisce all’ascolto del brano. A seguire, nelle classifiche italiane, troviamo i due cantanti spagnoli Alvaro Soler con “Sofia” e Enrique Inglesias con “Duele el corazon”. Tanto amati dal pubblico italiano e soprattutto dai vip che usano i loro pezzi come sottofondo per i video postati sui rispettivi profili social, mentre abbozzano qualche passo di danza dal sapore latino (vedi Gianluca Vacchi e Belen Rodriguez). Ai piedi del podio si piazza il singolo, frutto del sodalizio musicale dei due rapper J-ax e Fedez, “Vorrei ma non posto”. Usato anche da Algida come colonna sonora dello spot estivo 2016, la traccia è stata discussa per il testo molto provocatorio. Tra le altre più ascoltate troviamo “This girl” di Kungs, “ Cheap thrills” di Sia, l’inno degli Europei “This one’s for you” di David Guetta e Zara Larsson e “Tears” dei Clean Bandit. Stagione in ribasso per i “Big” della musica italiana, gli unici presenti nella top-ten delle più ascoltate sono Max Gazzè con “Ti sembra normale” e Jovanotti con “Ragazza Magica”. Si chiude così una stagione musicale molto colorata, che ha accontentato proprio tutti, dagli amanti del rap a quelli della musica leggera. Non ci resta che aspettare le ultime battute e sperare in un autunno più proficuo.

Tormentoni dell’estate 2016 was last modified: agosto 26th, 2016 by L'Interessante
26 agosto 2016 0 commenti
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Sponz
CulturaEventiIn primo piano

Sponz Fest diretto da Vinicio Capossela

scritto da L'Interessante

Sponz Fest

Sponz Fest

Di Michela Salzillo

Si è aperta lo scorso 22 agosto la quarta edizione dello SPONZ FEST, festival diretto da Vinicio Capossela. Il nuovo appuntamento dedicato all’ alta Irpinia, che si protrarrà fino a domenica 28 agosto, è stato presentato al pubblico con l’epico titolo di “chi tiene polvere spara, l’idea è nata   ereditando un modo di dire della città di Caltri- comune italiano di 4.866 abitanti della provincia di Avellino, situato lungo le rive del fiume Ofanto- che significa: “chi ha qualcosa da dire, lo dica. Chi ha qualche mezzo lo usi. Un manifesto, che attraverso le pieghe della musica e non solo, vuole diventare monito semplice e diretto in direzione di un agire fondamentale e imprescindibile, un fare che si sovrapponga all’inerzia del subire assoluto. Questa nuova edizione timbra senz’altro una crescita sulla originaria idea del festival.  La tradizione, e pare che chi l’ha vissuta sin dall’ inizio possa confermarlo, è nata come un’umile occasione per fare comunità, aggregazione. Lo Sponz fest fu  infatti strutturato come un sinonimo di concetto che desse spazio ai riti dello sposalizio, per poi sorprendentemente allargarsi ai temi dell’unione, del rapporto con la terra, dell’incontro con altre culture. “Ogni volta è stata una sfida nella quale si è alzata un po’ più in alto l’asticella.”- scrivono i genitori della manifestazione, che completano l’idea di questa esperienza, ormai annuale, definendola la  festa antica, dionisiaca, sponzante. Una festa pronta a ricordare quanto la vita vada colta nelle più minime sfumature, prima che il rimpianto arrivi ad avere la meglio su quello che si sarebbe potuto ottenere. Il programma del Festival – che nelle prime tre edizioni ha convogliato più di settanta ospiti tra musicisti, artisti, scrittori, poeti, registi, attori – non conosce invidia neppure quest’anno. Ecco, nel dettaglio, i prossimi appuntamenti resi noti dal calendario ufficiale:

GIOVEDI 25 AGOSTO – Calitri

ore 9,00 LA POLVERE DEL CAMMINO: percorsi e itinerari a cura di Irpinia Trekking >> Programma escursioni

ore 10,00 POLVERE DI FATA – Calitri

 apertura laboratori di giochi antichi per bambini. Con l’iniziativa A dorso di mulo i bambini imparano a cavalcare i muli. Giochi di una volta a cura del museo etnografico di Aquilonia

ore 10,00 FARINA IN POLVERE

 Apertura casa dell’Eca con le mamme-nonne, ricette e cucina dal vivo

ore 11,00 RACCONTI IN BARBERIA

 Racconti e musiche in barberia da Sicuranza e gruppo “Cunversazioni”

ore 12,00 APERTURA PUNTI RISTORO

 Piazzale di fronte alla casa dell’Eco

ore 17,30 – LA POLVERE NEL BICCHIERE – Calitri

 Apertura grotte del vino e specialità >> Grotte del vino e del cibo | >> Programma delle degustazioni

ore 18,00 POLVERE DEL CAMMINO – Calitri, Borgo Castello

 Presentazione del libro “Esodo” di e con Domenico Quirico, a colloquio con Udo Gumpel, Corrispondente in Italia TV tedesca RTL.

Ore 19,00  – 19,30 – Calitri – Arco degli Zingari

 Reading su “Presenze e Prospettive”,  letture relative a risvegli individuali e collettivi: chiunque può proporre brani attinenti alle tematiche. Interviene il gruppo musicale “Vat Vat Vat”.

ore 21,00 DUST STARS COWBOYS – Stazione di Calitri

 Proiezione del film “Dust” di Milcho Manchevski e mostra fotografica del set. Introduzione del fotografo Chico De Luigi

ore 22,30 Concerto di MICAH P. HINSON – Calitri, Località Stazione

ore 2,00 SENTIERO DELLA CUPA – Musica da spavento con Gavino Murgia

Notte fonda  (0,30 – 1,00)  “FOCOLAI di Letture” a cura di Franco CAFAZZO, Paolo SPERANZA e FLC CGIL Avellino >> Programma focolai di letture

Coaudiuvati da altri lettori e dal pubblico che si farà protagonista sulle tematiche da noi suggerite.

Reading su“Presenze e prospettive”, con letture relative a reazioni individuali e collettive: chiunque può proporre brani attinenti alle tematiche. Interviene il gruppo musicale “Vat Vat Vat”

VENERDI  26 AGOSTO – Calitri

ore 9,00 LA POLVERE DEL CAMMINO: percorsi e itinerari a cura di Irpinia Trekking >> Programma escursioni

ore 10,00 POLVERE DI FATA – Calitri

 apertura laboratori di giochi antichi per bambini. Con l’iniziativa A dorso di mulo i bambini imparano a cavalcare i muli. Giochi di una volta a cura del museo etnografico di Aquilonia

ore 10,00 FARINA IN POLVERE

 Apertura casa dell’Eca con le mamme-nonne, ricette e cucina dal vivo

ore 11,00 RACCONTI IN BARBERIA

 Racconti e musiche in barberia da Sicuranza e gruppo “Cunversazioni”

ore 12,00 APERTURA PUNTI RISTORO

 Piazzale di fronte alla casa dell’Eco

ore 17,30 – LA POLVERE NEL BICCHIERE – Calitri

 Apertura grotte del vino e specialità >> Grotte del vino e del cibo | >> Programma delle degustazioni

ore 18,00 – C’ERA UNA VOLTA IL WESTERN ITALIANO – Borgo Castello, Calitri

 Presentazione del libro Dreaming Leone di Alvaro Deprit

 Intervengono con l’autore: Michele Di Maio, sindaco di Calitri – Michela Palermo, fotografa e curatrice della mostra – Antonio Spagnuolo, direttore artistico del “Laceno d’Oro” – Paolo Speranza, direttore di “Cinemasud”

ore 18,00 piazzale biblioteca Centro Studi Calitrani: “Rispolveriamo Il Calitrano”

 letture, racconti, modi di dire del nostro dialetto nei testi di Vinicio Capossela.

 A cura di Angela Toglia – direttore del giornale IL CALITRANO

 Con Concetta Zarrilli, Valeria Capossela, Raffaele Salvante e Giovanni Sicuranza

ore 18,00 Casa dell’Eca: Lezioni di “batticulo” – ballo locale

ore 19,00 – Calitri – Borgo Castello

“Azione da Antigone”, laboratorio a cura di Marco Martinelli e Ermanna Montanari del Teatro delle Albe.

ore 20.00 – Apertura del BALLODROMO in Piazzale dell’Eca con stand gastronomici.

Dalle ore 20,00 alle ore 8,00 BALLANDO BALLANDO

 Maratona Danzante con varie orchestre, Orchestrina di Molto Agevole, Banda della Posta, ExtraLiscio, Tonuccio & Pink Folk, Arizona Dream, dal salento Banda delle Zeppole e tanti altri

Dalle ore 20 alle ore 8,00 POLVERE DI STELLE – Calitri

 Cinema all’aperto alla Torre di Nanno: proiezione no stop del film “Ballando Ballando” di Ettore Scola.

A notte fonda “Letture di confine” – Borgo Castello, Calitri >> Programma focolai di letture

con Alfonso Nannariello e altri – accompagnamento musicale dei Makardia

dalle ore 02,00 IL SUONO DELLA POLVERE – Calitri

 Grotte del vino – Vini l set – musica impolverata a 45 giri

SABATO 27 AGOSTO – Calitri

ore 9,00 LA POLVERE DEL CAMMINO: percorsi e itinerari a cura di Irpinia Trekking >> Programma escursioni

ore 10,00 POLVERE DI FATA – Calitri

 apertura laboratori di giochi antichi per bambini. Con l’iniziativa A dorso di mulo i bambini imparano a cavalcare i muli. Giochi di una volta a cura del museo etnografico di Aquilonia

ore 10,00 FARINA IN POLVERE

 Apertura casa dell’Eca con le mamme-nonne, ricette e cucina dal vivo

ore 11,00 RACCONTI IN BARBERIA

 Racconti e musiche in barberia da Sicuranza e gruppo “Cunversazioni”

ore 12,00 APERTURA PUNTI RISTORO

 Piazzale di fronte alla casa dell’Eco

ore 17,30 – LA POLVERE NEL BICCHIERE – Calitri

Apertura grotte del vino e specialità >> Grotte del vino e del cibo | >> Programma delle degustazioni

Ore 21.30 ALZIAMO LA POLVERE – Sponz A-rena (Stadio comunale Calitri)

 Nel luogo del delitto, nella polvere in cui sono nate queste canzoni.

VINICIO CAPOSSELA – CANZONI DELLA CUPA in concerto

 Ospiti speciali :

Giovanna Marini

Diables de L’onyar

Banda della posta

Mariachi Mezcal y tres rosas .

Seguirà – INFERNO NEL CENTRO STORICO – lo spettacolo dei  Diables de l’Onyar dopo il concerto di Vinicio Capossela alla Sponz A-rena (campo sportivo di Calitri)

– Percorso del centro storico con i Diables de l’Onyar per Piazza Della Repubblica.

DOMENICA 28 AGOSTO – Bisaccia, Sant’Angelo dei Lombardi

 

Ore 12.00 – RITROVO AL CASTELLO DUCALE DI BISACCIA

 Percorso a dorso di mulo, cavallo e piedi, per masseria.

Ore 12.30 – MANGIA LA POLVERE Bisaccia

Focolai di letture a cura di Franco CAFAZZO, Paolo SPERANZA e FLC CGIL Avellino >> Programma focolai di letture

Coaudiuvati da altri lettori e dal pubblico che si farà protagonista sulle tematiche da noi suggerite.

Pomeriggio presso Masseria. Letture di poesie e storie vere tratte da “L’occupazione delle Terre in Alta Irpinia”

Ore 13.00 – Castello di Bisaccia

 Rinfresco di ringraziamento (quota di partecipazione 10 euro) con Moni Ovadia

 a seguire incontro con l’autore su “L’utopia è sotto la polvere del viandante”

Ore 13.30 – Calitri (luogo TBC)

Moni Ovadia

Ore 15.00 – LE TERRE OCCUPATE Bisaccia

 Gara di aratura nella piana del Formicoso.

Ore 20.00 – IL CAMMINO DELLA POLVERE

Sant’Angelo dei Lombardi, Abbazia del Goleto

 “Il grande esodo. Rotte e sbarramenti”. Incontro Khaled Alnassiry poeta siriano.

 Concerto di Mario Brunello

Sponz Fest diretto da Vinicio Capossela was last modified: agosto 25th, 2016 by L'Interessante
25 agosto 2016 0 commenti
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Amalfi
CulturaEventiIn primo piano

Amalfi, Atrani e il Capodanno Bizantino

scritto da L'Interessante

Amalfi

di Maria Rosaria Corsino

Dopo la straordinaria vittoria del Galeone di casa all’ultima Regata delle Antiche Repubbliche Marinare, Amalfi e Atrani tornano ad essere teatro di uno straordinario evento storico-culturale che trae spunto dalla grandezza politica delle civitates della Costiera per offrire un carnet di appuntamenti di alto profilo scientifico e spettacolare

Il 31 agosto e il 1° settembre, infatti, le due città si uniscono per celebrare il Capodanno Bizantino: l’inizio dell’anno fiscale e giuridico nell’epoca dell’Impero d’Oriente è lo spunto per una due giorni di celebrazioni e festeggiamenti che coinvolgerà cittadini, visitatori e turisti della Divina in un emozionante viaggio che coniuga la centralità amministrativa e politica dell’Amalfi medievale al protagonismo culturale e turistico della città di oggi.

Giunto nel 2016 alla sua 16esima edizione, l’evento è organizzato dal Comune di Amalfi, in collaborazione con il Comune di Atrani e il Centro di Cultura e Storia Amalfitana, ed è finanziato dalla Regione Campania nell’ambito del POC Campania 2014/2020 – Linea strategica 2.4 “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e cultura”, Sezione “Iniziative promozionali sul territorio regionale”.

.A fine mese saranno il suggestivo Corteo Storico rievocativo, con oltre 100 figuranti in costume d’epoca, e la cerimonia di investitura del Magister di Civiltà Amalfitana, con l’affascinante rito medievale ispirato all’incoronazione dei Duchi di Amalfi, suggellato dalla presenza dell’Arcivescovo di Amalfi – Cava de’ Tirreni, i momenti centrali dell’evento che ad ogni edizione si divide tra tradizione, approfondimento scientifico e intrattenimento lungo un tema predefinito scelto proprio intorno al nome del Magister- titolo assegnato a una personalità, amalfitana d’origine o di adozione, che si è distinta per particolari meriti in uno dei settori di spicco dell’antica civiltà medievale – e che sarà svelato solo a ridosso dell’appuntamento.

Il programma del Capodanno Bizantino seguirà comunque una consuetudine ormai rodata. Il 31 agosto è previsto nell’Arsenale della Repubblica un convegno di studio sul Medioevo amalfitano declinato sul tema dell’edizione, seguito dalla lectio magistralis del Magister di Civiltà Amalfitana. Il 1° settembre spazio alla rievocazione: toccherà all’imponente Corteo Storico- ancor più ricco di quello ammirato sfilare in occasione della Regata – accompagnare il Magister lungo il percorso che da Amalfi porta al sagrato della Cappella San Salvatore de’ Birecto di Atrani, dove ha luogo la cerimonia di investitura alla presenza dell’Arcivescovo. Subito dopo, scortato sempre dal corteo che celebra l’apogeo della Repubblica di Amalfi intorno al Mille ,il Magister raggiungerà la suggestiva scalinata della Cattedrale di S. Andrea ad Amalfi per la presentazione ufficiale alla cittadinanza.

Completeranno il programma, che interesserà tutto il primo weekend di settembre, un ciclo di escursioni gratuite tra passeggiate inedite nei vicoli più nascosti dei due borghi marinari e i luoghi di richiamo turistico per eccellenza e alcuni appuntamenti musicali in piazza.

LA STORIA

Ideato dal medievalista amalfitano Giuseppe Gargano intorno al 1980, il Capodanno Bizantino si incentra sulla rievocazione dell’inizio dell’anno fiscale e giuridico nei territori dell’impero d’Oriente che corrispondeva al 1° settembre, giorno nel quale entravano in carica i comites, cioè i capi della repubblica marinara di Amalfi nella sua fase aristocratica, una prassi in voga dall’839, anno di nascita della repubblica autonoma, alla prima parte del X secolo, per poi essere ripresa con l’istituto dell’elezione annuale dei rappresentanti delle Università della Costa d’Amalfi nel 1266, in epoca angioina, e proseguire fino ai Borbone. Fin dalla sua fase progettuale, la manifestazione ha coinvolto i comuni di Amalfi e di Atrani, le uniche civitates della Repubblica Amalfitana almeno sino alla metà dell’XI secolo; teatro principale della rievocazione, la chiesa del S. Salvatore de Birecto di Atrani, cappella palatina e sede dell’incoronazione dei duchi di Amalfi, quindi luogo di pubbliche assemblee dei sindaci delle Università. La prima edizione del Capodanno Bizantino si è svolta nel 1999 ed è proseguita fino ad oggi con un’unica pausa, avvenuta nel 2010, che ha segnato un cambio di passo e una svolta nella sua storia. Se nei primi anni, infatti, il focus della manifestazione era incentrato sui temi del diritto e della giurisprudenza, con il clou nell’assegnazione del titolo di “Duca di Amalfi – Maestro del Diritto” a nomi di spicco del mondo della giurisprudenza, tra cui Giovanni Conso e Sabino Cassese, dal 2011 si è deciso di allargare il campo alle personalità che hanno dato lustro alla storia amalfitana con l’investitura del “Magister di Civiltà Amalfitana”.

IL MAGISTER

Il titolo di Magister di Civiltà Amalfitana viene assegnato ogni anno a una personalità, amalfitana d’origine o di adozione, che si è distinta per particolari meriti in un settore della civiltà amalfitana medievale, dall’imprenditoria alla politica, dalla scienza alla marineria – che trovano un punto di fusione nell’invenzione della bussola -, dall’arte alla religione, dal diritto alla solidarietà e diplomazia – campi in cui la grandezza di Amalfi ha fatto scuola. Ciascuno di questi campi è dedicato a un personaggio famoso della storia di Amalfi: il premio per l’Imprenditoria è intitolato a Mauro de Comite Maurone, ricco e nobile mercante amalfitano indicato come il fondatore di uno dei primi ospedali a Gerusalemme nella seconda metà dell’anno Mille; al cardinale e teologo Pietro Capuano è dedicato quello per la Religione, quindi si ricordano il Duca Mansone I per la Politica, Lorenzo d’Amalfi, distintosi per l’originalità degli studi classici e dell’uso delle fonti, per la Scienza, Giovanni Augustariccio per il Diritto, il traduttore Giovanni d’Amalfi per l’Arte, il fondatore dell’ordine dei Cavalieri Ospitalieri – poi Cavalieri di Malta – fra’ Gerardo Sasso per la Solidarietà e la Diplomazia, e Flavio Gioia per la Marineria. La Commissione che assegna il titolo è composta dai Sindaci di Amalfi e di Atrani, dagli Assessori alla Cultura di Amalfi e di Atrani, dal Presidente del Centro di Cultura e Storia Amalfitana e dagli ideatori del Capodanno Bizantino, Giuseppe Gargano e Giovanni Camelia.

 

Amalfi, Atrani e il Capodanno Bizantino was last modified: agosto 23rd, 2016 by L'Interessante
23 agosto 2016 0 commenti
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Goran Bregovic
CulturaEventiIn primo piano

Goran Bregovic torna in Italia. “If you don’t go crazy, you are not normal!”

scritto da L'Interessante

Goran Bregovic

Di Erica Caimi

Goran Bregovic riporta in Italia il suo tour “if you don’t go crazy, your’re not normal”, esibendosi sui palchi di diverse regioni italiane, fino al 3 settembre

L’artista, esponente di spicco della cosiddetta Balkan music, torna alla ribalta accompagnato dalla Wedding & Funeral Band, un creativo impasto di strumenti musicali tra cui ottoni, che incalzano il tipico ritmo balcanico, grancassa e cori folkloristici bulgari.

Agli albori della sua carriera musicale Goran Bregovic, nato a Sarajevo da madre serba e padre croato, diventa la star dei giovani jugoslavi e i suoi lunghissimi concerti mobilitavano milioni di fans. E’ un artista colto ed eclettico, non mancano i suoi contribuiti nel teatro e nel cinema, siglando molte celebri colonne sonore, le più conosciute per Emir Kusturica, tra queste si ricordano quelle dei film “Il tempo dei gitani”, “Arizoma Dream” e  “Underground”.  Firma le musiche di “La Regina Margot” di Patrice Chereau e compone il ritmo klezmer che accompagna l’ironia sapiente degli eventi narrati in “Train de Vie” di Radu Mihăileanu.

Il tour propone brani di repertorio, che spaziano da “Ederlezi” a “In the Death Car” passando per l’energico “Kalashnikov” ma anche pezzi più nuovi, tratti dagli ultimi album Alkohol e Champagne for Gypsies. Quest’ultima raccolta, uscita nel 2012, vuole essere una reazione culturale alla pressioni contro i Rom in Europa e un’esaltazione della cultura tzigana, ricca di sfumature e musicalità.  Nell’album alcune incisioni vantano la collaborazione con artisti quali i Gipsy Kings, Stephan Eicher, Florin Salam, Selina O’Leary e Eugene Hütz dei Gogol Bordello.

Un concerto di Bregovic è un’esperienza unica, significa assistere a un roboante condensato di generi, blues, rock e musica tradizionale tzigana, tocchi di klezmer, insomma una ballata cosmopolita e sintesi dell’incontro di popoli.

Se il multiculturalismo rispettoso delle differenze avesse una colonna sonora, di certo, si nasconderebbe tra le note di Goran Bregovic.

Prossime date di Goran Bregovic in Italia:

26 agosto Castagnole delle Lanze, Piazza San Bartolomeo

3 settembre Prato, Piazza Duomo

Goran Bregovic torna in Italia. “If you don’t go crazy, you are not normal!” was last modified: agosto 20th, 2016 by L'Interessante
20 agosto 2016 0 commenti
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Cappella San Gennaro
Cultura

Quella Cappella dove bisogna chiedere permesso e quel celebre miracolo

scritto da L'Interessante

Cappella di San Gennaro

Di Maria Rosaria Corsino

La costruzione del Duomo di San Gennaro (o Duomo di Santa Maria Assunta) comincia nel XIII secolo per volontà del re angioino Carlo II di Napoli. Il progetto prevedeva di edificare la nuova struttura attorno al Battistero di San Giovanni in Fonte e alla Basilica di Santa Restituta, luoghi di culto di età paleocristiana (il lavoro fu commissionato a degli architetti francesi), mentre un’altra antica basilica, conosciuta col nome di Stefania (costruita tra il 409 e il 501 per volere del vescovo Stefano I ed era dedicata al Salvatore), fu sacrificata. All’inizio gli artisti coinvolti erano soprattutto di origine francese, ma ben presto le lavorazioni furono affidate a rappresentanti dell’arte locale o italiana. Finalmente nel 1314 la Cattedrale fu solennemente dedicata all’Assunta dall’Arcivescovo Umberto D’Ormont.

La storia del Duomo è assai travagliata, già nel secolo successivo alla sua costruzione, nel 1349, un terremoto distrusse il campanile e la facciata. Quest’ultima fu eretta nuovamente nel XV secolo, questa volta in stile gotico, ma la sfortuna si abbatté ancora sulla nuova basilica che, a metà secolo, vide crollare parti della navata centrale in seguito ad un altro terremoto. Anche la navata fu prontamente ricostruita, avviando il duomo verso gli abbellimenti che caratterizzeranno gli anni tra il ‘400 e l’800.


Infatti, già a cavallo del 1500, venne costruita la Cappella del Succorpo, abbellita da decorazioni di Tommaso Malvito. Un secolo dopo, invece, Francesco Grimaldi realizzò, proprio di fronte alla Basilica di Santa Restituta, la Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro per onorare il voto che i napoletani avevano affidato al Santo durante la peste del 1526

Per Napoli il “Tesoro” è costituito dal busto del Santo che custodisce le ossa del cranio e dalla Teca che conserva le ampolle con il sangue.

E’ il luogo simbolo dell’incontro di un Popolo con il suo Santo e con i suoi Santi ecco perché, prima che il sacerdote entri nella cappella, per prelevare il sangue dalla Teca e far sì che si compia il miracolo, deve voltarsi verso il popolo presente e chiedere il permesso di poter entrare.

Altra particolarità della Cappella del Tesoro di San Gennaro è il cancello, che ha avuto una lavorazione di oltre quarant’anni.

Meritevole di particolare attenzione, è l’elemento posto sull’arco superiore del cancello che, se toccato nei punti giusti, emette diverse melodie: il San Gennaro a doppia faccia.

L’originalità dell’opera consiste nella sua valenza plastica.

Il Santo, infatti, rivolge lo sguardo nella Cappella e nel Duomo senza trascurare la sacralità di nessuno dei due spazi.

I due busti, che compongono l’unica figura bifronte furono realizzati sul disegno del Fanzago da Gennaro Monte nel 1668.

Nella cripta dedicata alla famiglia Carafa, nei sotterranei del Duomo, è collocato un vaso Longobardo che stando a quel che si dice, contenga il resto delle ossa del Santo.

Il miracolo

La storia del miracolo di San Gennaro è forse nota in tutto il mondo.

La leggenda racconta che, quando San Gennaro fu ucciso a Pozzuoli sotto Diocleziano, il suo sangue fu raccolto in due ampolle che furono poi donate al Vescovo quando le reliquie del Santo furono portate a Napoli.

Il 17 Agosto nel 1389 il sangue si sciolse, dando vita a quello che oggi è uno dei culti più celebrati.

Il miracolo accade tre volte l’anno; nel primo sabato di maggio, in cui il busto ornato di preziosissimi paramenti vescovili e il reliquiario con la teca e le ampolle, vengono portati in processione, insieme ai busti d’argento dei numerosi santi compatroni di Napoli, anch’essi esposti nella suddetta Cappella del Tesoro, dal Duomo alla Basilica di S. Chiara, in ricordo della prima traslazione da Pozzuoli a Napoli, e qui dopo le rituali preghiere, avviene la liquefazione del sangue raggrumato; la seconda avviene il 19 settembre, ricorrenza della decapitazione, una volta avveniva nella Cappella del Tesoro, ma per il gran numero di fedeli, il busto e le reliquie sono oggi esposte sull’altare maggiore del Duomo, dove anche qui dopo ripetute preghiere, con la presenza del cardinale arcivescovo, autorità civili e fedeli, avviene il prodigio tra il tripudio generale. Avvenuta la liquefazione la teca sorretta dall’arcivescovo, viene mostrata quasi capovolgendola ai fedeli e al bacio dei più vicini; il sangue rimane sciolto per tutta l’ottava successiva e i fedeli sono ammessi a vedere da vicini la teca e baciarla con un prelato che la muove per far constatare la liquidità, dopo gli otto giorni viene di nuovo riposta nella nicchia e chiusa a chiave. Una terza liquefazione avviene il 16 dicembre “festa del patrocinio di S. Gennaro”, in memoria della disastrosa eruzione del Vesuvio nel 1631, bloccata dopo le invocazioni al santo. Il prodigio così puntuale, non è sempre avvenuto, esiste un diario dei Canonici del Duomo che riporta nei secoli, anche le volte che il sangue non si è sciolto, oppure con ore e giorni di ritardo, oppure a volte è stato trovato già liquefatto quando sono state aperte.

Quella Cappella dove bisogna chiedere permesso e quel celebre miracolo was last modified: agosto 19th, 2016 by L'Interessante
19 agosto 2016 0 commenti
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Arlecchino
CulturaEventiIn primo piano

Arlecchino con lo specchio (Picasso) Napoli, palazzo Zevallos Stigliano 18 Giugno-11 Settembre 2016

scritto da L'Interessante

Arlecchino con lo specchio

Di Maria Rosaria Corsino

Questo dipinto, che fa parte della serie dei grandi “Arlecchini seduti” realizzati nel corso del 1923, è diventato una delle opere più amate e popolari di Picasso. Il viaggio in Italia del 1917 imprime un cambiamento nell’arte del pittore andaluso che, nell’ambito del cosiddetto movimento del ritorno all’ordine, ritrova un interesse per la figura, per l’antico e per la tradizione classica.

Arlecchino con lo specchio (Picasso) Napoli,  palazzo Zevallos Stigliano 18 Giugno-11 Settembre 2016

Tuttavia, a differenza degli altri quadri del 1923, nei quali Arlecchino ha le sembianze del pittore spagnolo Jacinto Salvadó ed è vestito col costume a scacchi tipico della popolare maschera, in questo caso, dopo aver pensato in un primo tempo a un autoritratto, l’artista segue un percorso iconografico molto originale. Infatti, se il cappello a due punte che il fanciullo si aggiusta con la mano guardandosi nello specchio rimanda ad Arlecchino, il costume è quello con la calzamaglia tipico di un acrobata e il volto malinconico ricoperto dal cerone è quello di Pierrot. Questa contaminazione rende l’opera ancora più straordinaria, perché rimanda alla prima produzione di Picasso, al cosiddetto “periodo blu e rosa” dove compaiono, insieme agli artisti del circo – acrobati, pagliacci e saltimbanchi – proprio le due maschere di Arlecchino e Pierrot, che simboleggiano la condizione emarginata dell’artista. La cristallina bellezza e la misura di questa immagine, che sprigiona malinconia e tenerezza, derivano dal confronto di Picasso con le antiche pitture romane, ammirate nella sua visita del 1917 a Pompei, e con Ingres. La limpida sintesi plastica dei volumi ricorda il celebre ritratto di Ingres Madame Moitessier seduta della National Gallery di Londra, con il quale l’Arlecchino presentato oggi condivide il motivo della mano accostata al volto. A Napoli Picasso si interessò tanto alle antiche pitture di Pompei quanto alla tradizione iconografica della figura di Pulcinella e tra il 1922 e il 1924 condivise questi temi con altri artisti come Gino Severini e André Derain, divenuti anch’essi straordinari interpreti, nei loro Arlecchini, Pierrot e Pulcinella, del fascino che continuava a esercitare la Commedia dell’Arte, vista come una grande metafora della vita stessa. L’iniziativa segna il secondo appuntamento con L’Ospite illustre, la rassegna – avviata con il Ritratto d’uomo di Antonello da Messina, conservato a Palazzo Madama di Torino – che si prefigge di presentare al pubblico delle Gallerie d’Italia, in brevi e ricorrenti eventi espositivi, un’opera di grande rilievo proveniente da collezioni prestigiose o da musei o chiese, in un rapporto di scambio e collaborazione con importanti istituzioni culturali nazionali o estere. La presenza a Napoli di questi capolavori è tanto più significativa in quanto sia le opere sia gli autori – Antonello e Picasso – rivelano un legame privilegiato con la città e con la sua storia culturale e artistica. A rendere ancora più evidente tale rapporto, nel percorso espositivo di Arlecchino con specchio è una testimonianza relativa al balletto Pulcinella, di cui il grande maestro andaluso disegnò costumi e scenografia, memore delle sue passeggiate napoletane e di quella maschera da lui varie volte osservata mentre improvvisamente “si offriva in spettacolo per le strade”. Nel 1920, infatti, Picasso porta in teatro il suo interesse per la commedia dell’arte occupandosi delle scene e dei costumi per il balletto Pulcinella di Igor Stravinskij. A Picasso tornarono utili le gite a Napoli, i ricordi delle belle stampe di Pulcinella e delle collezioni relative al teatro napoletano. Il bozzetto per il costume di Pulcinella dell’omonimo balletto è quasi una sintesi dei due stili privilegiati in questi anni dal pittore. Nella stagione 1986-1987 il Teatro di San Carlo presenta il Pulcinella con scene originali e costumi realizzati su studi di Picasso; in scena una stella della danza, Vladimir Vassiliev, nel ruolo della maschera napoletana. Grazie alla collaborazione con il Teatro di San Carlo, la presenza de L’Ospite illustre sarà affiancata dall’esposizione di sei abiti di quello spettacolo, ricostruiti sui bozzetti di Picasso con l’aiuto del figlio di Léonide Massine, autore della coreografia originale. L’esposizione del capolavoro di Picasso e la collaborazione con il Teatro di San Carlo offrono l’occasione per lanciare Careers in Art, il programma ideato da Intesa Sanpaolo e Next Level nell’ambito di Progetto Cultura per avvicinare i giovani ai mestieri dell’arte mettendosi in gioco direttamente.

Contemporaneamente alla mostra di Napoli, dal 21 giugno al 18 settembre 2016, il Museo ThyssenBornemisza ospita Caravaggio y los pintores del Norte, esposizione incentrata su Michelangelo Merisi da Caravaggio e sull’influenza che il genio italiano ebbe sui pittori nordici che, affascinati dal suo lavoro, ne diffusero lo stile. Saranno in mostra un gruppo di opere che abbracciano l’intera carriera dell’artista, dal periodo romano fino alle cupe e commoventi composizioni dei suoi ultimi anni, tra le quali Il Martirio di sant’Orsola della collezione Intesa Sanpaolo, ultimo dipinto di Caravaggio, realizzato a pochi mesi dalla morte e abitualmente esposto a Palazzo Zevallos Stigliano.

Arlecchino con lo specchio (Picasso) Napoli, palazzo Zevallos Stigliano 18 Giugno-11 Settembre 2016 was last modified: agosto 18th, 2016 by L'Interessante
18 agosto 2016 0 commenti
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