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Categoria

Cultura

Radio Alce What's Up
CulturaIn primo piano

Radio Alce. We What’s Up. And you?

scritto da L'Interessante

Radio Alce

Che il programma What’s Up su Radio Alce, FM 88.100 il Giovedì sera sia un punto di svolta in una cittadina come Caserta, lo abbiamo già detto

Che avesse fatto passi da gigante nel corso dell’anno trasformando la “monotonia” casertana in quella splendida sorpresa pronta ad assecondare i progetti di tantissimi ragazzi in rampa di lancio e a dare loro voce con la massima trasparenza e chiarezza, era un altro fatto altrettanto noto. Ma quello che non sapevate è che ora come mai l’aiuto collettivo di tutti noi diventa più che determinate, con un fine ben preciso volto a guardare in faccia lo spettro delle difficoltà e affrontalo con la premura giusta di chi fino in fondo ci ha sempre creduto nell’impresa: <<Siamo partiti in tre e siamo arrivati ad una redazione di dieci>> dice Luigi Nittoli, curatore della rubrica di cinema. Col lui ci sono anche Antonio Di Lorenzo e Francesco Ricciardi fondatori principali del progetto che ha reso possibile un sogno, ha concretizzato quella che poteva essere solo un’ idea nella testa di tanti potenziali prospetti emergenti e ha dato la possibilità ad unacittà di sentirsi per la prima volta davvero protagonista, con un ruolo altrettanto centrale nella capacità di sfornare talenti nei campi pi svariati, dalla musica al cinema, passando per il teatro e finendo con l’arte.

Nel corso di questo anno, grazie alla volontà di tanti attori comprimari, così, innumerevoli giovani hanno avuto la loro occasione e sono definitivamente usciti da quella “palla di cristallo” che li ha probabilmente avvolti per troppo tempo e li ha categorizzati in quel destino di “già esperto e affermato”, un peso piazzato inesorabilmente sulle spalle di chi in realtà aveva soltantobisogno di una spinta in più per mostrarsi al mondo: se San Francesco recitava <<Cominciate col fare ciò
che è necessario, poi ciò che è possibile, un motivo c’era, ma se questo incoraggiamento ha reso a poco a poco i suoi frutti e si è trasformato nel grido di battaglia della radio stessa, una ragione ancora più profonda ha definitivamente vinto la “guerra di’informazione”, permettendo a “What’s Up” di emanciparsi totalmente come realtà ben definita che ha regalato alla società casertana e campana più in generale un baule di conoscenze immenso e di diventare una vera e propria istituzione nel cuore di tanti speranzosi. Se la battaglia, da una parte, sembra essere stata vinta, la guerra, dall’altra, ha mostrato la sua parte più logora e fatiscente: con tanta amarezza, infatti, i ragazzi della stazione radiofonica hanno confermato la possibilità, divenuta ancora più concreta negli ultimi mesi, di una potenziale chiusura per svariati motivi che hanno indotto la passione e l’amore verso questo mestiere a spegnersi a poco a poco.

Noi de “L’interessante” abbiamo cercato, in quel poco che potevamo offrire, di far ritornare l’entusiasmo verso un progetto che non deve morire, non può abbandonarsi a se stesso e tornare ad essere quell’utopia sognata a lungo da coloro che, nella speranza, si sono sempre presentati in prima linea: ciò che ne è scaturito è stato un fantastico incontro con tanti artisti, amici e professionisti che, nelle tre ore e mezza di diretta volate in compagnia di ricche composizioni musicali, racconti e dialoghi, hanno colmato l’ennesimo vuoto adoperato da una società priva di inventiva e creatività. Inutile dire che siamo stati accolti con grande energia e disponibilità e abbiamo anche avuto la possibilità di parlare in diretta radio dei nostri progetti: << What’s Up è proprio questo, guardarsi attorno nella realtà che ci circonda e ricavarne ciò che può darci
un’informazione vera e sana>> afferma Antonio di Lorenzo, mostrandosi aperto alle proposte e alla collaborazione costruttiva, nonostante un passato buio alle spalle difficile da dimenticare: i problemi sono tanti, partendo da chi ha agito in maniera disonesta e finendo con gli stessi che, allo stesso modo, hanno mentito portando la radio a trovarsi con l’acqua alla gola.

Così, se da una parte la stazione chiude e “What’s Up” è costretto a sfrattare, dall’altra è partita la campagna #lookingforhome per trovare una nuova dimora, una nuova sistemazione arredata per essere la “casa” di noi tutti, pronti a tendere la mano e ad aiutarli. Le risposte non si sono fatte attendere e tutti nel loro piccolo hanno cercato di contribuire in qualcosa, un soccorso arrivato anche da noi de L’Interessante per supportare i colleghi radiospeaker: il balconcino della redazione si è, così, lentamente trasformato in un vero e proprio “salotto”, un ambiente di raccolta dove si è potuto chiacchierare e scambiare progetti, opinioni: grandi personalità come il disegnatore Luca Cristillo, il rapper Angelo e i Mucky Fingers hanno mostrato grande senso di responsabilità verso ciò che si è trasformata nella loro seconda famiglia e si sono adoperati in prima persona affinché un “monumento” del genere dell’ascolto radiofonico campano non cadesse di nuovo nella spirale del fallimento.

Ciò che può continuare a restare indelebile nella mente degli appassionati è la capacità intuitiva di questo programma di mostrare al pubblico una realtà casertana diversa da quella oramai stereotipata; ma il bello viene adesso: “ce la faranno i nostri amici a farla franca?” Caserta è una città temeraria, fatta di giovani ambiziosi che credono nei propri sogni e lavorano duro per realizzarli, ragazzi che non hanno intenzione di volare troppo vicino al sole, ma neanche di tornare coi piedi per terra: il nostro “In bocca al lupo”, pertanto, termina così, con la voglia sincera di sostenere sempre una corazzata che ha resistito a tanto, è andata avanti nonostante le difficoltà, ha fatto vincere l’amore, la passione e lo stravolgimento di “leggi naturali” mai veramente scritte da una entità superiore e ha fatto della propria “spada di Damocle” il punto di forza: se la speranza è davvero l’ultima a morire, “What’s Up” allora non smetterà mai di andare in onda, nelle frequenze dei nostri cuori, sulla scia della sequenza di canzoni che arricchivano un pomeriggio morto, in fondo alla ripetizione di un armonia che non ha mai tarpato le ali ad un qualcosa che aveva già da tempo spiccato il volo. Noi ci crediamo. Loro ci credono. E tu?

Maria Rosaria Corsino

Michele Calamaio

Radio Alce. We What’s Up. And you? was last modified: luglio 23rd, 2016 by L'Interessante
23 luglio 2016 0 commenti
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Clementino
CulturaIn primo pianoMusica

Clementino: singolo d’oro per “Cos Cos Cos”

scritto da L'Interessante

CLEMENTINO

“COS COS COS”: IL BRANO CANTATO DA CLEMENTINO 

SCRITTO CON ALESSANDRO SIANI E’ SINGOLO D’ORO 

CERTIFICATO DALLA FIMI

Grande successo per il rapper e *Alessandro Siani*: dalla loro collaborazione nella scrittura del brano *“COS COS COS”*, è arrivato il riconoscimento certificato dalla FIMI, di singolo d’oro.
Un prestigioso traguardo per il testo che riprende il tormentone del film *Il principe abusivo* e che contiene nel testo, molte battute degli spettacoli dell’attore e regista Alessandro Siani, che “Clementino” ha trasformato in musica.

“Sono molto felice – dice Alessandro Siani – di questo risultato. E’ una
bellissima soddisfazione: la maestria del rap e l’intuizione nel trasferire
tutto in note di Clementino hanno portato a un risultato davvero
straordinario.

Cos Cos Cos fa parte del fortunato disco Miracolo, ed è un  omaggio a Napoli voluto dal rapper che con le sue rime racconta vizi e difetti della nostra società, incarnando il malcontento di molti italiani.

Grande successo per il rapper e *Alessandro Siani*: dalla loro collaborazione nella scrittura del brano *“COS COS COS”*, è arrivato il riconoscimento certificato dalla FIMI, di singolo d’oro.
Un prestigioso traguardo per il testo che riprende il tormentone del film *Il principe abusivo* e che contiene nel testo, molte battute degli spettacoli dell’attore e regista Alessandro Siani, che “Clementino” ha trasformato in musica.

“Sono molto felice – dice Alessandro Siani – di questo risultato. E’ una
bellissima soddisfazione: la maestria del rap e l’intuizione nel trasferire
tutto in note di Clementino hanno portato a un risultato davvero
straordinario.

Cos Cos Cos fa parte del fortunato disco Miracolo, ed è un  omaggio a Napoli voluto dal rapper che con le sue rime racconta vizi e difetti della nostra società, incarnando il malcontento di molti italiani.

Clementino: singolo d’oro per “Cos Cos Cos” was last modified: luglio 22nd, 2016 by L'Interessante
22 luglio 2016 0 commenti
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Pizza Expò 2016
CulturaDall'Italia e dal MondoEventiIn primo pianoIndovina dove andiamo a cena

Pizza Expo 2016 – Caserta

scritto da L'Interessante

Pizza

L’Expo dedicato alla “Pizza & Food Made in Sud” ospiterà non solo pizzerie ed attività di ristorazione tipiche del nostro territorio che proporranno ai visitatori le loro specialità, ma anche espositori delle materie prime e dell’indotto del mondo della pizza

Grazie ai comuni intenti di valorizzazione dei prodotti e del nostro territorio, in collaborazione con l’Associazione Pizzaioli Napoletani, il giorno 20 luglio dalle ore 15.00 partirà il Trofeo REGGIA, al quale parteciperanno più di 40 pizzaioli. Verrà premiata la miglior Pizza Napoletana. L’ingresso all’Expo è previsto ogni sera dalle ore 19.00 al costo di € 2,00 a persona e prevede una prima parte convegnistica, che affronterà le tematiche della pizza nella dieta mediterranea, la tutela dei prodotti alimentari made in sud, la formazione del mestiere di pizzaiolo. A partire dalle 21.00 vi saranno ogni sera spettacoli gratuiti per tutti i visitatori, dove si esibiranno artisti di fama nazionale impegnati nella valorizzazione del nostro territorio: Gigi Finizio, 99 Posse, Enzo Avitabile, Anime del Sud, Gianluca Manzieri, I Ditelo Voi. Per i più piccoli, ogni sera dalle 19.00 alle 23.00 vi sarà l’animazione per bambini in un’ampia area con giochi gonfiabili, personaggi e babydance. Un evento reso unico anche grazie al supporto degli sponsor: Pepsi, Chinotto Negri, Pasta Reggia, Espluà, Vernaoil, Honda Valentino Racing, Contauto Due. Un impegno comune per valorizzare un bene invidiato in tutto il mondo: la vera pizza ed il suo magico mondo che gli organizzatori ed i promotori cercheranno di ricostruire fedelmente e con passione.

Il programma: qui.

Pizza Expo 2016 – Caserta was last modified: luglio 21st, 2016 by L'Interessante
21 luglio 2016 0 commenti
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Biagio Izzo
CulturaEventiIn primo pianoTeatro

Biagio izzo al SonaRè Festival a San Leucio

scritto da L'Interessante

Biagio Izzo

Dopo il maltempo di Venerdì che ha obbligato gli organizzatori della serata a rimandare di un giorno la pièce, Sabato 16 Luglio presso il Belvedere di San Leucio è andato in scena Biagio Izzo con “Bello di papà” di Vincenzo Salemme, con la regia dello stesso Salemme

In teatro non si devono fare paragoni ma non si può prescindere dalle somiglianze. Lo spettacolo potrebbe risultare in prima battuta lontano dalle corde di Izzo che invece riesce a farlo suo, modificandolo in alcuni punti. La stessa regia di Salemme risulta cucita addosso al protagonista indiscusso della serata. Biagio Izzo riesce a imporsi sulla scena sin dai primi scambi di battute, amato come pochi dal pubblico Casertano, ricambia donandosi completamente alle duemila persone presenti in “sala”. Quella di ieri sera è stata l’anteprima nazionale dello spettacolo e per questo mostra alcune incertezze. Il ritmo dello spettacolo è altalenante, l’interpretazione degli attori non è convincente in alcuni punti. Gli attori in scena con Biagio Izzo sono: Mario Porfito accorato ed elegante in scena , Domenico Aria simpatico, divertente ma ancora lontano dall’interpretazione data da Massimiliano Gallo con Salemme , Adele Pandolfi reduce dalle tourneè della prima versione di “Bello di papà” risulta molto convincente e d’impatto, Yuliya Mayarchuck fa rimpiangere Antonella Elia nello stesso ruolo, Rosa Miranda porta a termine il ruolo che il regista le suggerisce, Arduino Speranza nota positiva dello spettacolo, ultimo dei caratteristi napoletani illumina la scena con la sua interpretazione, Luana Pantaleo molto presente sulla scena, gradevole. Nel complesso lo spettacolo è piaciuto molto alla platea praticamente piena del Belvedere di San Leucio ma non ne avevamo dubbi: quando Biazio Izzo chiama, i casertani rispondono. Unica nota stonata dello spettacolo è che con questa interpretazione si perde il finale malinconico e pensieroso che l’autore aveva dato, poiché colmato dalle risate del pubblico.

Michele Brasilio

Biagio izzo al SonaRè Festival a San Leucio was last modified: luglio 18th, 2016 by L'Interessante
18 luglio 2016 0 commenti
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cronache di pietra
CulturaIn primo piano

Cronache di pietra. Attese

scritto da L'Interessante

Pietra

Ogni mia pietra è  un pezzo di specchio in cui si riflette il peso e la leggerezza del mondo, la sostanza del mio cemento ha la forma dei segreti di questa città. E’ su di me che fa ombra il sole quando si scopre dalla luna all’alba; è sulla mia faccia senza volto che si poggia la mano stanca  degli anziani senza tetto che la disperazione fa invecchiare nell’inverno dell’ultima stagione

Sono il testimone dei baci a mezza bocca  che gli innamorati in fuga dall’universo mi confessano inconsapevolmente. Quante teste ad occhi chiusi ho sostenuto. Quanti brividi ho rubato dalle schiene che, su di me appoggiate, si sono desiderate alla ricerca di una sola identità in due.

Sono il custode del sangue scivolato a morte dalla vena rotta di una sconosciuta che al buio chiedeva aiuto, non so quando sia accaduto. Ho solo lo sguardo e l’udito per osservare; in me non esiste il tempo che scandisce , sento solo il mondo che passa .

Non sono un muro che separa, le pietre che mi abitano si fanno dipingere di parole il ventre.

Sono uno di quelli che accoglie; in me sopravvivono fenditure che i poeti  senza nome riempiono di versi all’imbrunire:

“Ci baceremo nel tempo di un addio amato bene e li resteremo fino alla fine del sempre.”

Ho la fronte cucita col nome di Alice a cui qualcuno, col volto bruciato dalla  delusione, ha scritto:

“…chissà se mi hai davvero vissuto,

chissà se ogni tanto mi hai rischiato,

chissà se mai mi hai amato.”

Ho lo stomaco pieno d’impronte fantasma che la rabbia di un uomo mi ha graffiato dentro :la prima volta che l‘ho incontrato è stato di testa: uno, due , tre colpi  alle pietre della mia faccia di sinistra, quelle ancora libere dai racconti di ognuno, tranne il suo. Arrivò zoppicando ; blue-jeans  bucati come un punto a croce riuscito male  e una maglietta furori stagione: manica lunga di un rosso sbiadito  che  tirava convulsamente verso i polsi per coprirsi pure l’invisibile.

Si sedette   sulle mie gambe senza ossa    e, afferrata la testa tra le mani,  continuava a rotearla senza fermarsi: fatemi entrare – ripeteva a voce bassa, come fosse una litania profana, recitata in assenza di  santi- .

Abito la sponda di un anfratto disegnato apposta   per far galleggiare  l’odore di tabacco e il tintinnio di tazzine da caffè provenienti da un bar  in miniatura. E’ una liturgia, per me,  il movimento di lenzuola tirare, spiegate e stirate dalle braccia rugose di due donne in sandali francescani; entrambe indossano sempre gonne a tubo di colore scuro, lunghe fino alle ginocchia , bluse bianche puntellate da spilli   e crune con  cui si adornano il petto dalla mattina. Dopo l’ora di chiusura del negozio , che indicano ai passanti e a me , lasciando la serranda aperta a metà, si trattengono là dentro fino  a che la luna si fa faro al centro delle stelle e il vicolo si zittisce.  Continuando a stirare giacche e pantaloni come fosse un mantra propiziatorio o un rito di scaramanzia , recitano il rosario con la devozione di chi sa di essere ascoltato, e aspettano risposte che forse non troveranno mai.  Devono essere donne sole, senza più legami vincolanti: Se così non fosse, ad un certo punto della giornata dovrebbero avvertire  l’urgenza  di ritornare a casa, per  soddisfare  l’attesa di  un figlio che aspetta un bacio dietro la porta, oppure l’insofferenza   di un marito che cerca un pasto caldo da spartirsi in due ,sul rumore di silenzi fatti d’abitudine o di parole pregne di condivisione. Questa città è  costruita come fosse un labirinto aperto che obbliga tutti a passarsi accanto, un agglomerato di viuzze  imbottite di folla frenetica. Quelli che passano per il mio indirizzo si toccano la pelle e le voci , ma non si incontrano mai. Si sentono e si maledicono nel volume alto delle loro stesse imprecazioni , ma nessuno si ascolta oltre una sosta di pochi minuti sul giudizio dell’aspetto altrui.

Eccolo che torna anche oggi, lo stavo aspettando.  È  dalla reazione a catena che creano le teste delle persone al suo arrivo in strada, che me ne accorgo. Solo le auto proseguono  noncuranti.

Per loro Mario è un pazzo di quarant’anni che si aggira senza meta per le vie del proprio paese con alito da ebbro e il pericolo nelle mani che tiene sempre chiuse a pugno.

Barcolla, ha una bottiglia di vino senza etichetta tra le dita, mi sta appoggiando la mano sugli occhi, è umida e sanguina leggermente dal centro del palmo: Chissà su quale muro si sarà dannato prima di raggiungere me. Mi dà le spalle, beve l’ultimo sorso di rosso  fermo sul fondo della bottiglia di vetro , poi la fa roteare con un calcio fino al gradino della lavanderia di fronte. Anna e Rosetta piegano e spiegano le lenzuola , stirano e pregano sottovoce, ma quando arriva lui  il loro tono si fa chiaro e autorevole, quasi ad ordinare al Dio  in cui credono la protezione dell’anima del pazzo.

Tra queste quattro mura non posso più entrarci- ricomincia a ripetere, mentre mi guarda in faccia come se capisse che ascolto-

“Non lo sanno loro che quando perdi tutto, quando la vita tradisce la tua dignità cominci a sentire la voce del diavolo nella testa, entra da sola ,senza il permesso di nessuno, è lui che mi fa tremare , è lui che  morde la pelle del mio stesso corpo ,è lui che mi abita il sangue se inveisco contro qualcuno.

 Non lo sanno che quando un uomo  incapace di farsi compagnia resta da solo, non può che diventare quello che sono io adesso.

La sua disperazione trafigge l’anima di ogni mia pietra, se non fossi un muro mi piegherei in due dal dolore .

Sono anni che qui dentro non entra più nessuno, i pazzi stanno fuori ad aspettare la vita che non hanno più.

Hanno solo me per ricordarsi quanto  questa struttura che reggo, li faceva sentire al sicuro, almeno dagli sguardi della gente.

Mario viene qui tutti i giorni. Si appoggia a me per darsi un indirizzo, un luogo in cui stiracchiarsi le braccia al crepuscolo.

Quando si appoggia a me, sono io che mi aggrappo a lui per sopravvivere. Un vecchio muro di un ex manicomio non si regge né sulle frasi d ‘amore, né sul movimento della città, può nutrirsi solo dell’anima di un pazzo, mentre aspetta di morire insieme a lui.

Michela Salzillo

Cronache di pietra. Attese was last modified: luglio 18th, 2016 by L'Interessante
18 luglio 2016 0 commenti
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Rosso
CulturaEventiIn primo pianoTeatro

Rosso Vanvitelliano alla Reggia di Caserta

scritto da L'Interessante

Rosso Vanvitelliano

Rosso Vanvitelliano alla Reggia di Caserta

La città di Caserta produce arte ed artisti

        Sabato prossimo 23 luglio alle ore 20.30 è di scena Rosso Vanvitelliano, l’opera teatrale della città della Reggia. È il primo esempio di una autonoma produzione culturale della città di Caserta con i giovani artisti del Laboratorio Tradizione & Traduzione del Teatro Stabile di Innovazione “Fabbrica Wojtyla” città di Caserta.

        Un prodotto totalmente cittadino, già richiesto a Trieste ed ora anche a Napoli dallo storico direttore di Teatro Spazio Libero, Vittorio Lucariello, l’autorevole promotore con Amelio del post-modernismo, che parla dello spettacolo come la nuova avanguardia dove Caserta ha anticipato persino Spoleto e l’Arlecchino: on to freedom di Tim Robbins.

        Rosso Vanvitelliano, così già vanto di Caserta, è una anticipazione delle azioni culturali, coordinate da Vincenzo Mazzarella, di valorizzazione di Palazzo Reale concordate nella convenzione sottoscritta dal direttore Mauro Felicori con l’amministrazione del Comune di Caserta nell’ambito del progetto della Regione Campania Tradizione & Traduzione finanziato dal Piano d’Azione per la Coesione.

        Una rappresentazione teatrale itinerante unica nel suo genere che coinvolge tutte le stanze storiche visitabili del Palazzo Reale: oltre trenta artisti con i testi originali di Rosso Vanvitelliano dedicati  alla Reggia di Caserta da Patrizio Ranieri Ciu.

        «L’istante in cui Luigi Vanvitelli, fermo di fronte alla vasta distesa scelta da Carlo III, ha visto concretizzarsi nella sua mente l’immagine della Reggia di Caserta fu all’ora del crepuscolo. Il tramonto alla Reggia di Caserta è infatti magico: il sole penetra le finestre o gli alberi nel parco dando a stanze e giardini una luce impareggiabile».

       Rosso Vanvitelliano, spettacolo serale di eccellenza, prende infatti il via nella Reggia di Caserta al tramontar del sole. Gli appartamenti storici rivivono nel percorso teatrale le autentiche storie del nostro patrimonio culturale. Vicende umane, drammi, ricordi, emozioni, momenti tristi e allegri, situazioni tragicomiche, buffe o intime, tutte evocazioni vissute nel Palazzo Reale più grande del mondo che si tingono di un rosso vitale.

        È il passato culturale, vissuto alla Reggia da uomini come Filangieri, Cuoco, Goethe, Dumas, che incontrando l’attualità mascherata da Policinella ci accompagna all’appuntamento con i protagonisti: Vanvitelli, il grande ideatore del complesso architettonico nel suo monologo a Dio, Hackert ed i suoi disegni, Graefer alle prese con il Giardino inglese, le dicerie di Corte su Maria Carolina con accanto Emma Lyon, la prostituta inglese, particolarmente intima della Regina con les attitudes, danze velate che accesero l’interesse del suo amante, l’ammiraglio Nelson. Si rievoca lo scontro di questi con Caracciolo ed i rivoluzionari del ‘99, la politica di corte nelle mani di Acton e del reggente Tanucci, la repressione del Cardinale Ruffo, la violenza di Gennaro Rivelli, il menino del Re, mentre nelle cucine Ferdinando è alle prese con il sartou di riso e con una cameriera di corte che insegue le quattro principessine nate alla Reggia destinate a divenire le regine di tutta l’Europa. Un emozionante viaggio nel tempo che permette l’incontro con Eleonora Pimentel e Luisa Sanfelice, dame di Corte poi rivoluzionarie e messe a morte, ed ancora con Paolina e Carolina Bonaparte, le sorelle di Napoleone che anche a Caserta allestirono le loro famose feste in maschera e con Maria Sofia, regina soldato, ultima dei Borbone a lasciare Palazzo Reale. Tutto negli splendidi costumi delle diverse epoche.

        In ogni angolo della Reggia quindi c’è un segno della vita che è passata tra un testo ironico sulla lettura ed un sogno, tra un pensiero ed un dipinto. Ma non tutto è evocazione: nelle stanze finali del percorso la nuova sorpresa: è la voce umana dell’oggi. «Che siamo?» ci chiede. Perché tra tante voci della Storia il viaggio nella Reggia è un pretesto per ricordare che l’umanità ha ancora tanto da imparare.

       Ingresso con spettacolo e visita agli appartamenti storici, per l’occasione al costo solo di 1€ il che certifica come la volontà del Ministero, della Reggia e della città di Caserta come protagonista hanno un obbiettivo comune: la diffusione della Cultura.

Rosso Vanvitelliano alla Reggia di Caserta was last modified: luglio 18th, 2016 by L'Interessante
18 luglio 2016 0 commenti
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Gomorra
CulturaIn primo pianoTv

Gomorra: provini e conseguenze

scritto da L'Interessante

Gomorra

La redazione de L’interessante è stata luogo fertile di un esperimento sociologico e antropologico del tutto involontario e sorprendente.

Ci siamo trovati, senza volerlo davvero, o meglio, senza che questo fosse il nostro intento, spettatori di un fenomeno che ci era giunto alle orecchie come possibile, ma che mai avremmo pensato fosse vero in ogni sua descrizione, per nulla esagerato o inventato.

Anche perché, per colpa o per gloria, noi de L’Interessante, la serie Gomorra non l’abbiamo mai vista, non suscitando in noi alcun interesse né lavorativo, né privato. 

Ma i comunicati stampa che giungono in redazione, se di interesse pubblico, li pubblichiamo. E così abbiamo fatto poco più di un mese fa, l’8 Giugno scorso. Abbiamo provveduto, infatti, a pubblicare tramite i nostri canali, un comunicato riguardante i provini della terza stagione della serie più vista e discussa del momento. Ci teniamo a precisare che tale articolo, chiaramente e senza possibilità di equivoci, parlava di una giornata di provini già conclusa, il giorno precedente, e che – almeno in quel luogo – non ce ne sarebbero state altre.

Insomma, un articolo come un altro. Se non per le reazioni che ha scatenato in giro per il web. 

L’effetto Gomorra non si è fatto attendere

Ignorando il fatto che fossimo una testata giornalistica e non un’agenzia di produzione, e anche questo è chiaro alla prima occhiata entrando nel nostro sito, saltando la parte che affermava “i provini si sono tenuti ieri, unica data”, giovani e meno giovani ci hanno contattato – e ci contattano ancora oggi – volendo fissare appuntamenti per sostenere il provino.

Posto che sarebbe bene leggere il testo di un articolo e non solo il titolo, almeno se si ha intenzione di interagire in un secondo momento, il punto non è questo. Quello che ha attirato la nostra attenzione di questo effetto collaterale, è stato il tipo di messaggi che hanno letteralmente intasato le nostre caselle di posta elettronica. 

  • Sono disperato per mio figlio che vorrebbe tentare di far parte di questo casting meraviglioso
  • Ciao mi chiamo Francesco ho 17 anni sono di barra e il mio sogno e entrare nel mondo cinematografico ,nel caso vi rimango il mio numero
  • “SI NU ME CCHIAMMAT VE SVIT A CAP AGOPP O COLL ….. .
    AHAHAHHH. .SCHERZO…ERO GIÀ ENTRATO NELLA PART
  • SAREBBE BELLISSIMO…IL MIO SOGNO NEL CASSETTO…..CONTATTATEMIIIIIIIIIII VI PREGOOOOOOO
  • ciao mi chiamo salvatore e il mio sogno partecipare a questa serie sono del 72 e ho una figura interessante posso partecipare eccome
  • MI CHIAMO CONSIGLIA HO 32 ANNI SONO NAPOLETANA, HO I CAPELLI LUNGHI CASTANO SCURO E OCCHI VERDI E SONO ALTA 169 SPERO DI ESSERE CONTATTATA PER POTER PARTECIPARE

Questi sono solo alcuni messaggi giunti in redazione. Non vogliamo parlare della natura delle candidature che – per forma, lingua e contenuto – lascia molto a desiderare. Ma, ancora una volta, il punto non è questo.

Quello che ci siamo chiesti rimanda ad un altro piano della realtà: i ragazzi che hanno come unico sogno raggiungere fama e successo attraverso Gomorra, sanno di cosa stiamo parlando? Non parlo delle condizioni di vita di alcune zone di Napoli e del casertano perchè, purtroppo, molti di questi ragazzi le conoscono certo meglio di me vivendoci appieno le giornate e, forse per questo, volendo scappare cercando il riscatto del successo.

Parlo del fenomeno Gomorra, di questa pagliacciata che ci ha reso tutti un medesimo personaggio dalle stesse battute, lontanissimi da una realtà che il regista ora e lo scrittore Roberto Saviano in passato, hanno voluto spettacolarizzare per un proprio ritorno economico e di immagine fregandosene di un popolo che a fatica tenta di salvare un briciolo di dignità e rispetto.

Quindi, ragazzi, volevamo dirvi due cose. La prima è un’informazione di servizio: siamo un giornale online. Non organizziamo provini per Gomorra e non abbiamo alcuna informazione a riguardo. La seconda è un consiglio: non cadete nella trappola del fumo negli occhi, perchè di reale queste situazioni non hanno nulla. Amate recitare? Scegliete il teatro vero, il cinema di qualità. Studiate. Studiate non solo recitazione, studiate la storia della vostra città e distaccatevi da queste pantomime strappa soldi a discapito di un mondo che ha le sue difficoltà, che arranca ma che non è Gomorra, non è Roberto Saviano, non è stai senza pensieri.

Mandate questa gente a prendere il perdono dal loro Dio denaro. Voi salvaguardate questa città, questa Italia, questo mondo con l’arte. L’arte vera.

Roberta Magliocca

Gomorra: provini e conseguenze was last modified: luglio 17th, 2016 by L'Interessante
17 luglio 2016 0 commenti
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Napoli Sotteranea
CulturaIn primo pianoViaggi Interessanti

Napoli Sotteranea

scritto da L'Interessante

Napoli

I napoletani cavano l’arte dal sole, diceva Camillo Boito. Ma anche lontani dalla luce non se la cavano affatto male.

A 40 mt. di profondità, infatti, c’è lei, Napoli Sotterranea, che, lontano dalle rumorose e festose stradine del centro storico, offre ai turisti un mondo di storia e meraviglia

Sul tufo giallo, pietra con la quale la città è costruita, ci sono tracce risalenti fino a 5000 anni fa. Architetture greche e romane si trovano ovunque lungo i cunicoli che formano questo luogo che, da anni ormai, affascina turisti e non solo. Anche gli abitanti della stessa Napoli, infatti, e dei paesi vicini si mostrano interessati e desiderosi di conoscere la storia antica del luogo che li ama e li cresce.

I due principali ingressi al sito sono quello di piazza San Gaetano, nel decumano maggiore, e quello di via Sant’Anna di Palazzo, nel quartiere Chiaia. Lo sviluppo di quest’area sotterranea, come abbiamo già detto, è antichissima. Cominciò, infatti, in epoca romana, dando importanza soprattutto ad una fitta rete di acquedotti. Nel XX° secolo, la città sotterranea fu luogo privilegiato per proteggersi durante i micidiali bombardamenti che videro coinvolta la città. Infatti, i cunicoli di cui è composto il sottosuolo, furono dotati di illuminazione e attrezzati per ricevere decine e decine di persone che si nascondevano quando necessario. I numerosi oggetti trovati e le decorazioni sulle pareti, testimoniano quanto tempo, durante i bombardamenti, i cittadini passassero più “al riparo” che “alla luce del sole”.

A Chiaia è ancora possibile vedere qualche rifugio. Ancora una volta Napoli non ci delude, è all’altezza delle nostre aspettative. Anzi, ci stupisce anche quando crediamo che non sia più possibile, anche quando crediamo che i nostri occhi già abbiano visto tutta la bellezza possibile. Napoli non pone confini allo splendore. Napule è a voce de’ criature che saglie chianu chianu e tu sai ca nun si sulo.

Roberta Magliocca

Napoli Sotteranea was last modified: ottobre 21st, 2016 by L'Interessante
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Giffoni
CinemaCulturaEventiIn primo piano

Giffoni 2016: si parte con la maratona per Di Caprio

scritto da L'Interessante

La magia è cominciata: il Giffoni Film Festival, in programma dal 15 al 24 luglio a Giffoni Valle Piana. Ieri, Giovedì 14 luglio, 4150 giurati hanno assaporato l’experience Giffoni con una maratona dedicata al Premio Oscar Leonardo DiCaprio.

In una proiezione non stop, in Sala Lumière dalle 14.30 alle 3.30, sono stati presentati cinque tra i suoi migliori film. Si parte con PROVA A PRENDERMI di Steven Spielberg (141’, 2002), commedia sui generis in cui DiCaprio presta il volto a Frank W. Abagnale, un uomo dalle mille identità: medico, avvocato, pilota di linea e, soprattutto, un maestro della frode
finanziaria. Segue THE DEPARTED – IL BENE E IL MALE di Martin Scorsese (151’, 2006), storia ambientata a South Boston dove il dipartimento di polizia dello stato del Massachusetts ha dichiarato guerra alla criminalità organizzata e al boss Frank Costello. Sempre dello stesso regista SHUTTER ISLAND (138’, 2010), basato sul romanzo del 2003 *L’isola della paura* di Dennis Lehane. Un avvincente thriller psicologico in cui il capo della polizia locale, Teddy Daniels e il suo nuovo partner, Chuck Aule (Mark Ruffalo), vengono convocati per indagare sull’inverosimile scomparsa di una pluriomicida, riuscita a fuggire da una cella blindata dell’impenetrabile ospedale di Ashecliffe. Penultima opera in scaletta è INCEPTION di Christopher Nolan (148’, 2010), in cui il protagonista, Dom Cobb, è un abilissimo ladro, il migliore al mondo quando si tratta della pericolosa arte dell’estrazione, ovvero il furto di preziosi segreti dal profondo del subconscio mentre si sogna, quando la mente è al massimo della sua vulnerabilità. Si chiude all’alba con THE WOLF OF WALL STREET (180’, 2013), ancora Scorsese, che mette in scena la vita frenetica e viziosa dei cosiddetti “lupi di Wall Street”, quei broker che, occupandosi di alta finanza, finiscono per rendere la propria stessa essenza un infernale groviglio di numeri da cui vengono imprigionati.

Giffoni 2016: oggi il taglio del nastro 

Oggi il taglio del nastro. Appuntamento, per la prima volta in 46 anni, fuori dalle mura della Cittadella del Cinema, dove oltre 4mila giurati hanno accompagnato il direttore Claudio Gubitosi nella cerimonia di apertura. Dal cuore del Festival fino al cantiere della Multimedia Valley, per ammirare quello che è il luogo pronto a diventare il futuro di Giffoni. Nel corso della cerimonia si è scoperto un elemento dell’opera in ceramica vietrese dedicata al Premio Oscar, Carlo Rambaldi: la testa di King Kong.

Cresce l’attesa per gli ospiti nazionali ed internazionali. Star e astri nascenti, talenti capaci di stupire anche il pubblico più difficile sono pronti ad impreziosire questa edizione, tra i vari: Sabina Guzzanti ed Evanna Lynch. Verve comica, ironia, il tagliente punto di vista sull’attualità, sono da sempre i punti di forza della Guzzanti che, giovedì 21 luglio, racconterà al giovane pubblico la sua brillante carriera da attrice-autrice di satira teatrale e televisiva, oltre che da regista di lungometraggi.
 Gli accaniti fan della saga dedicata al piccolo maghetto Harry Potter, invece, potranno incontrare, lunedì 18 luglio, la simpatica e stralunata Luna Lovegood (Evanna Lynch) che al Gff accompagnerà, *My name is Emily**, (2015)* per la regia di Simon Fitzmaurice. Il lungometraggio rientra tra le opere in concorso nella sezione Generator +16.

Maria Rosaria Corsino

Giffoni 2016: si parte con la maratona per Di Caprio was last modified: luglio 15th, 2016 by L'Interessante
15 luglio 2016 0 commenti
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Biblioteca Palatina
CulturaEventiIn primo pianoLibri

Biblioteca palatina aperta Luglio ed Agosto

scritto da L'Interessante

Biblioteca Palatina

Fra il grande successo del Nabucco e la romantica attesa di Romeo e Giulietta, dagli altoparlanti del palazzo Reale vanvitelliano sta per sfilarsi un’altra novità a dir poco interessante.

Per i residenti che preferiranno la città all’escursione estiva e i turisti che migreranno in visita verso la Reggia di Caserta, l’alternativa valida alla noia pare assicurata.

 Per i mesi di luglio e agosto, infatti, sarà possibile osservare la biblioteca palatina del monumento casertano più amato nel resto del mondo.

 Il nastro dell’iniziativa è stato tagliato, ufficialmente, il 9 luglio, inaugurazione che si protrarrà in replica ogni sabato fino al 27 agosto. Un lasso di tempo sufficiente a rendere omaggio alla prima apertura pubblica del blasonato archivio. Fra i vari testi ad alta rilevanza storica e documentaristica sono presenti anche gli autorali di Luigi Vanvitelli.

Dalle 11:00 di ciascuna data prevista dal calendario eventi, presso la terza sala della biblioteca Reale, si darà il via ad una minuziosa illustrazione dell’inestimabile enciclopedia. Sarà la dottoressa Rita Eleonora Ricci a moderare ciascun incontro.

La storica dell’arte, tirocinante presso i luoghi, gestirà una comunicazione dei contenuti mediante lingua italiana, ma pare che per valorizzare i princìpi dell’interculturalità, verranno garantite, su richiesta, traduzioni sia in francese che in inglese.

La biblioteca palatina – un tesoro nato negli anni ‘ 80

Tutto quello che le è stato concesso fino ad oggi è uno sguardo superficiale, distratto e difficilmente memorabile. Che sia colpa dello sfarzo architettonico, molto più accessibile ad impatti fugaci,o il risultato di una cattiva gestione di alcuni spazi è un dubbio forse risolvibile.

La biblioteca è stata catalogata negli anni ’80 ad opera di un gruppo di appassionati addetti al servizio, si tratta di: Giuseppe de Nitto, Vittorio Martucci, Michele Santoro, Anna Sacco, Franca Furia, Giuseppina Gallucci, Giovanni Cozzolino, Pasquale Grandizio, Rosaria Tranquillo, Pasqualino Palazzo, Maurizio Crispino.

I volumi sono stati sottoposti ad una catalogazione settoriale. Divisi fra , carte topografiche, tavole ad incisione e ritratti d’avanguardia, i testi presentano una variegatura tutta da analizzare ed approfondire. Ciascuna testimonianza è ancora su carta, in quanto il lavoro di classificazione è stato antecedente all’esigenza di digitalizzarne i contenuti. Ciò non esclude che, verificato l’interesse dei visitatori, si potrà, poi, procedere anche in tal senso. 

Se un po’ di curiosità vi è venuta, fateci un salto.

Michela Salzillo

 

Biblioteca palatina aperta Luglio ed Agosto was last modified: luglio 15th, 2016 by L'Interessante
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