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Categoria

Dall’Italia e dal Mondo

cane dog friendly aree cani terremoti
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Cani e Terremoti. Il Dog Friendly: capitolo 18

scritto da L'Interessante

Cani e terremoti

Cani e terremoti

Di Luigi Sacchettino

Cari lettori interessati in questi giorni di Terra che trema mi sono spesso sentito porre una domanda: ma i cani percepiscono i terremoti? Se sì, come?

Nonostante sia consapevole delle straOrdinarie doti dei cani, a  parte una immediata risposta del genere “certo hanno i sensi più acuiti dei nostri” non ho saputo fornire ulteriori spiegazioni; per cui ho deciso di approfondire l’argomento ed eccovi quello che ho trovato.

I paesi che hanno maggiormente investito nella ricerca in merito al comportamento degli animali prima dei terremoti sono il Giappone e la Cina, proprio perché questi fenomeni naturali colpiscono con maggiore frequenza questi territori.

 Infatti secondo Mitsuaki Ota, professore di medicina veterinaria alla Azabu University in Giappone,“…cani e gatti sono in grado di dirci quando un terremoto colpirà con un preavviso tale da permettere la fuga. Le onde elettromagnetiche vengono emesse prima che un terremoto abbia luogo. Gli animali hanno la capacità di rilevarle. Nella distruzione lasciata dallo tsunami che ha colpito l’Oceano Indiano qualche anno fa non è stato trovato alcun animale morto. L’unica risposta che riesco a fornire è che gli animali possono avvertire i terremoti prima degli esseri umani e riescono ad avere il tempo di scappare per mettersi in salvo”.

Una ipotesi di tale comportamento si trova sul sito della  United States Geological Survey (USGS): seppur  non si è ancora riconosciuta  una correlazione concreta e ufficiale tra il comportamento degli animali e i terremoti- una possibile spiegazione degli insoliti comportamenti degli animali pre- terremoto è rappresentata dal “percepire  l’onda  P che viaggia velocemente dalla sorgente del terremoto e arriva prima della più grande onda S. Ma molti animali con i sensi più acuti sono in grado di sentire l’ onda P qualche secondo prima che l’onda S arrivi. Per quanto riguarda il rilevamento di un terremoto giorni o settimane prima che si verifichi, questa è una storia diversa.”

 

Dati di riflessione ce li fornisce anche Stanley Coren – professore di Psicologia presso l’Università della British Columbia- noto al grande pubblico per i libri best-seller sui cani. 

 Il Professore stava studiando le alterazioni del comportamento dei cani durante i mesi invernali o altri periodi di tempo con poco sole durante le ore diurne quando si accorse di un dato inspiegabile:  “Stavo raccogliendo i dati su questo tema grazie a 200 cani che venivano monitorati  per gli otto mesi che vanno da settembre ad aprile. Due volte alla settimana i proprietari  scrivevano una e-mail e valutavano il livello di attività e di eventuali segni di ansia, rispetto al giorno precedente. In generale, c’era poca variabilità nelle medie di gruppo nei vari giorni, ma un giorno particolare, il 27 febbraio 2001 ho evidenziato un netto aumento dell’attività e dell’ansia. Dei 193 cani che hanno riportato quel giorno, il 47 per cento ha mostrato livelli di attività significativamente più elevati e il 49 per cento ha mostrato un marcato aumento di ansia. Per caso, avevo dati acquisiti dal giorno prima che un terremoto aveva scosso il nord-ovest del Pacifico”. 

Che tutto ciò crei uno stato di allerta, preoccupazione ed inquietudine sembra essere chiaro.

Che il cane sia poi in grado di decodificarlo, segnalarlo al proprietario- che deve a sua volta capirlo- è tutt’altro discorso.

Ma le ricerche su questo affascinante aspetto del comportamento animale continuano e ci si auspica che presto il mondo della scienza riesca a carpire questi meccanismi, compiendo non solo un grande passo nello studio del comportamento ma anche nello studio della previsione dei terremoti che si rivela quanto mai importante per la salvaguardia di milioni di animali  umani e non, che in ogni parte del mondo rischiano la vita.

Un intimo pensiero agli abitanti di Amatrice che hanno perso i loro cari. Tra cui i loro cani.

Un fiducioso pensiero a quei cani che salvano i cani.

E a quei cani salvati dai cani.

Cani e Terremoti. Il Dog Friendly: capitolo 18 was last modified: settembre 1st, 2016 by L'Interessante
1 settembre 2016 0 commenti
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Donna tatuata
Dall'Italia e dal MondoIn primo pianoNotizie fuori confine

Io, donna tatuata del Sud. In risposta alla caduta di stile di alcuni “giornalettisti”

scritto da Roberta Magliocca

Donna tatuata

di Roberta Magliocca

Premessa. Io, donna tatuata del Sud. Io che, giornalista, non dovrei cedere alle provocazioni. Io che, quando malauguratamente inciampo in maldestri tentantivi di critica sociale da parte di sedicenti giornalisti che nemmeno saprebbero venderlo un giornale, dovrei ridere dell’ignoranza e passare oltre.

Ma l’amore per il mio lavoro, il sudore, le notti insonni, i mal di testa dopo dodici ore ininterrotte davanti ad un pc, mi ispirano altruismo. Devo al mio lavoro la stessa serietà e dignità che ogni giorno l’essere giornalista mi impone.

E allora, no, stare zitta di fronte la stupidità umana, liquidando ogni scempiaggine come se l’autore della stessa fosse una voce fuori dal coro significherebbe giustificare. E giustificare significherebbe capire, trovare una logica a ciò che logica e comprensione non è attribuibile.

Perchè c’è un limite che non deve essere oltrepassato. Eppure qualcuno lo ha fatto. Qualcuno che ha abusato della lingua italiana per sputare giudizi non richiesti, fango e insulti gratuiti.

Non so come spiegarvi il senso di orticaria che il leggere certe parole mi ha dato, spingendomi a scrivere ciò che ho premesso fino ad ora e ciò che scriverò da qui a qualche momento.

Io, dicevo, donna tatuata del Sud. E in quanto campana la tammorra tatuata sul piede sinistro suona tutta la melodia che mi lega a questa terra meravigliosa e dannata, dilaniata dall’ignoranza di chi crede che sparare a zero contro la mia terra renda migliore i non-napoletani, i non-estroversi, i non-volgari.

E se è vero che io, donna tatuata del sud, non sono certo tatuata per nobiltà (?) marinara, nè per senso di appartenenza a qualche categoria ben precisa, non mi sento una poveraccia affetta da narcisismo, nè ho bisogno di chance per sentirmi strafiga. Forse chi scrive sciocchezzuole insensate ed infondate ha bisogno di quell’opportunità per brillare rubando luce a chi – tatuando il proprio corpo – non fa del male a nessuno, ma del bene a se stesso. Chi non ha luce, ne cerca altrove. E se pure prova ad essere luminoso con l’energia altrui, non riesce ad emanare grandezza. Allora tenta di spegnere gli altri. Fallendo.

E un’altra verità è stata detta da uno di questi giornalettai da quattro spicci. Il buon gusto non si può imporre per legge. Non si possono vietare i tatuaggi e non si può vietare la procreazione di esseri tanto ignoranti da imparare a leggere e a scrivere senza imparare buona educazione e grandezza d’animo.

Quanto al conformismo che prenderebbe noi cafoni del sud marchiati a fuoco come gli indigeni che furono, non sarà più o meno marcato di quello che invade i timorati di Dio la domenica mattina in Chiesa, o chi cerca con i propri figli i Pokemòn – ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale – o, ancora, chi indossa mocassini e maglioncini legati al collo.

Saremo pure conformisti, ma il tatuaggio è la forma più alta di responsabilità che un ragazzo possa intraprendere. Ci assumiamo i rischi di stancarcene domani, pagando con la nostra pelle un errore fatto a nostre spese. Quanti medici, poliziotti, giornalisti (etc.) possono dire di pagare a loro spese gli errori che modificano e rovinano vite di coloro che gli capitano a tiro?

E ci dispiace davvero tanto se qualcuno, andando in spiaggia quest’estate, ha dovuto subire questo assurdo panorama di noi tatuati, di pelle abbronzata e conformista, di labbra rifatte e consumistiche. C’è una soluzione per chi non vuol vedere ciò che – soggettivamente – non piace. Chiudere gli occhi o non uscire di casa. Eppure sono sicura che questi signori da giacca e cravatta, con la pelle bianca senza nemmeno una cicatrice, per raggiungere l’orgasmo nell’unico atto sessuale mensile con la propria moglie – anch’essa bianca e senza tattoo – sogna una donna tutta rifatta e tatuata, conformista e giovanissima, di contemporanea memoria.

Io, donna tatuata del Sud. In risposta alla caduta di stile di alcuni “giornalettisti” was last modified: ottobre 21st, 2016 by Roberta Magliocca
21 ottobre 2016 0 commenti
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Cani razze
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Cani al mare. Il Dog Friendly: capitolo 17

scritto da L'Interessante

Cani e vacanze

Di Luigi Sacchettino

Cari lettori interessati siamo ancora in periodo di vacanza e questo vale anche per i nostri amici a quattro zampe che ci seguono in viaggi ed esperienze.

In questi giorni di pausa estiva ho molto osservato- da spettatore passivo, non coinvolto-  i proprietari con i loro cani e  volevo condividere con voi una domanda che  mi è spesso passata per la mente: ma al cane piace andare a mare?

La  risposta  è stata semplicemente “dipende”.

Dall’età, dalle esperienze pregresse, dal livello di socializzazione, dalla razza e così via. Dal soggetto insomma.
Sono tantissime le variabili da considerare quando si decide di condurre il cane al mare, in una zona dove non ve ne sia  fatto divieto. Zona che si traduce quindi in alta affluenza di cani e persone, poco spazio riservato, continue sollecitazioni,  richieste di interazione e calma che stenta ad arrivare.

Proviamo a considerare alcuni di questi dipende.

Dall’età. Un cucciolo riesce a stare nelle situazioni per un tempo decisamente minore rispetto ad un adulto. Poi ha bisogno di distrarsi, recuperare energie nella sua zona di calma e fortificare l’apprendimento attraverso un bel sonnellino ristoratore.  Un adolescente andrebbe a nozze in una spiaggia piena di cagnette da corteggiare e di maschi con cui far vedere quant’è figo e balzandoso.  Un adulto potrebbe trascorrere il tempo ad evitare le risse, sedare quelle che capitano, o semplicemente cercare degli spazi dove stare lontano da tutto ciò. Per non parlare di un anziano: la sabbia, l’acqua, il caldo,  il bagnetto al rientro a casa… lo sento già dire “il mare stanca!”.

Dipende dal livello di socializzazione. E’ fondamentale che un cane sia altamente socializzato per poter affrontare una spiaggia così…caotica. Deve aver conosciuto diversi modelli di socializzazione, interagito sin da cucciolo con ottimi adulti e soprattutto aver imparato la tolleranza e la condivisione. In spiaggia gli spazi privati vengono quasi annullati o frequentemente violati. Il tutto complicato se i cani sono tenuti al guinzaglio. Bisogna domandarsi quindi se il nostro cane ha piacere ad essere continuamente ingaggiato, a condividere giochi e spazio, a essere toccato dagli altri proprietari di cani e a volte anche sfidato- con momenti di tensione-, e come può gestire queste situazioni.

Dalle esperienze pregresse. Sì, ho visto cani letteralmente lanciati, spinti in mare.  Spesso i proprietari  mi dicevano “perché così capisce che non gli succede nulla”. No, così capisce solo che il proprietario lo forza a compiere un atto non leggendo il suo stato di disagio. Fondamentale per il nostro cane è  aver già vissuto il mare come esperienza positiva, magari in un periodo non così caotico,  in cui ha potuto conoscere l’acqua e  decidere se entrare o meno. I cani possono avere dei tempi diversi dai nostri; rispettiamoli. Incoraggiamoli ad entrare in acqua, ma senza forzarli. Proviamoci giocando.  Convinciamoli. E se non vogliono entrare rispettiamo questa  scelta. Così come se vogliono uscire subito non li tratteniamo ulteriormente. In una relazione sana le forzature e coercizioni non esistono.

Dalla razza. E’ un elemento non trascurabile, soprattutto sotto l’aspetto medico veterinario. Ci sono molte tipologie di cani, come le razze brachicefaliche, che hanno una maggior difficoltà a termoregolarsi- ad abbassare la temperatura corporea- come il carlino, i bulldog e così via. Certo, il nostro cane è  all’ombra mi si può  obiettare; ma se deve fare la bella statuina non è meglio che stia rilassato a casa, al fresco, nei suoi spazi, giochi e luoghi di calma?  Discorso diverso quando  si tratta di retrievers, razze più predisposte allo stare in acqua. Anche se ho conosciuti soggetti di tale razze che odiavano letteralmente nuotare. Bisogna quindi domandarsi a quali rischi esponiamo il nostro cane.

In sintesi dal soggetto. Sollevando le mie domande al proprietario, mi auguro che sia lui stesso attraverso i dubbi  a formulare una risposta più consapevole. Più cane-centrata e non ego-centrata. Capite le esigenze del proprio cane e le situazioni che potremmo incontrare la risposta è presto formulata.

Perché non dedicarsi una bella passeggiata di buon mattino quando la calma e silenziosa spiaggia può farci sentire molte cose del nostro cane?

Cani al mare. Il Dog Friendly: capitolo 17 was last modified: agosto 25th, 2016 by L'Interessante
25 agosto 2016 0 commenti
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I Masanielli
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo pianoIndovina dove andiamo a cena

I Masanielli: la pizza del cuore per i terremotati del Centro Italia

scritto da L'Interessante

I Masanielli

I Masanielli

Di Michela Salzillo

“La pizza unisce i cuori, e noi siamo uniti a loro”

A dichiararlo sono stati Francesco Martucci, proprietario della pizzeria casertana “I Masanielli” di Viale Lincon, e il pizzaiolo di Alvignano Pasquale Rossi.

La loro collaborazione sta realizzando un’ulteriore catena di cordoglio materiale per le vittime del sisma, la scossa di magnitudo 6.1 che, alle 3.30 di  questa notte, ha colpito il centro Italia. Dopo la risposta del sindaco di Cellole che aveva allestito un gazebo per ottenere una raccolta di materie prime e di soccorso, quali medicina e cibo, anche i due pizzaioli nostrani hanno deciso di aderire all’iniziativa di sostegno, dando il proprio contributo attraverso la cosa che sanno fare meglio, la pizza.

 Proprio a tal fine, sarà loro intento quello di offrire ai clienti delle prossime ore una serie di prodotti alimentari di produzione propria. Il ricavato delle vendite sarà infatti devoluto ai comuni colpiti dal sisma.

“Da domani presso la nostra pizzeria l’intero importo della nostra “amatriciana” (8€) verrà interamente devoluto alle popolazioni colpite dal terremoto!”

fanno sapere attraverso la pagina facebook.

I Masanielli: la pizza del cuore per i terremotati del Centro Italia was last modified: agosto 24th, 2016 by L'Interessante
24 agosto 2016 0 commenti
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Storie
Dall'Italia e dal MondoIn primo pianoNotizie fuori confine

Storie tra le macerie

scritto da Roberta Magliocca

Storie

Storie

Di Roberta Magliocca

Scrivo. Il tuo corpo, nudo e stanco sotto le lenzuola. E io…scrivo.

Scrivo di questa stanza, campo di battaglia. La nostra battaglia. Quanta vita mi hai passato stanotte. Mi sono vista nelle tue mani. Mi piace ciò che ho visto. Io e te…e il mare d’inverno. Ma non serve a nulla. Non servono a nulla i colori con i quali mi hai dipinta. Me lo hai detto tu, i tuoi disegni, una volta completati, li distruggi. E allora non completarmi. Lasciami così, non finita…INFINITA. Infinita come quelle litigate che hanno portato i nostri corpi ad accendersi di nuova violenza. Infinita come le nostre distanze. Infinita come i miei occhi a cui non sai resistere. Infinita come il mio petto che pulsa troppo. Come il tuo petto che pulsa troppo poco. Troppo poco,sì! Perchè tu non ne hai bisogno, giusto? Non hai bisogno dei pensieri che quotidianamente fai di noi. Pensieri che, in questo momento, turbano il tuo sonno. Sei inquieto, agitato. Cosa c’è? Sogni di noi? Lo so, lo so…sono presuntuosa; anzi no, prepotente…come dici tu. La verità è che, altrove, siamo ben più avanti di così. Su quella spiaggia invernale abbiamo trovato il coraggio di viverci. Ma fa troppo caldo ora per percepire il freddo di quella stagione; un caldo che impedisce ogni possibile vicinanza. Questo caldo, però, non m’impedirà, adesso, di posare questi pensieri lontano da noi, per dedicarmi a te per quel po’ che resta. Asciugherò la tua schiena, ti sentirò bollente pulsarmi dentro ancora una volta come se fosse l’ultima.

Ti prego, dipingi questa notte….ma non buttarla via. Questo capolavoro che ci siamo donati, salvalo. Ancora una volta mi dirai…”Non serve a nulla!”. Può essere. Ma voglio imprigionare il nostro ricordo tra queste lenzuola. Non serve a nulla. Eppure qualcosa è successo. Eppure qualcosa sta succedendo.

Le macerie che ora ci avvolgono arrestano i nostri respiri ma non il nostro grande orgoglio di essere noi, insieme. Insieme nella vita, insieme in questa morte bastarda. La terra trema e tremo anche io davanti a te. Per amore, non per paura. Stiamo morendo insieme, eppure, io sono nata quando sei nato tu. Nessun terremoto potrà sgretolare il nostro miracolo.

Storie tra le macerie was last modified: agosto 25th, 2016 by Roberta Magliocca
24 agosto 2016 0 commenti
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Salerno - Ice to meet you
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo pianoIndovina dove andiamo a cena

Ice to meet you

scritto da L'Interessante

Ice to meet you

Di Michela Salzillo

Anche se per molti le vacanze sono già un ricordo lontano, l’arsura del periodo estivo pare concederci ancora qualche settimana di afa. Nonostante le premesse metereologiche degli ultimi giorni, che sembravano anticipare un calo vistoso delle temperature, il gran caldo non ha ancora disfatto le valigie. Saranno contenti gli amanti della stagione, un po’ meno i nostalgici dei profumi autunnali, ma visto che gli ombrelli non si faranno attendere ancora per molto, non ci resta che goderci le ultime ore di sole sfrenato rimandando i rimpianti a data da destinarsi. Fra i modi migliori per trovare refrigerio, senza rinunciare alla goduria, arriva l’evento più goloso dell’anno. Dimenticate diete e bilance, dunque.

Sta per tornare  Ice to meet you, la manifestazione culinaria che celebra uno dei prodotti più amati al mondo, il gelato

Giunto alla sesta edizione, l’evento organizzato dalla Claai- Confederazione Libere Associazioni artigiane italiane- mira alla promozione del gelato casareccio. Il calendario di quest’anno, visto il successo dei precedenti appuntamenti, propone ben tre date, tutte da segnare. Ad inaugurare coni e coppette sarà la città di Salerno, che ospiterà l’evento sulle rive del suggestivo lungomare da venerdì 9 a domenica 11 settembre; proseguirà Caserta che, in collaborazione con le migliori gelaterie del luogo, aprirà le porte di piazza Dante da venerdì 16 a domenica 18 settembre; a chiudere le degustazioni sarà, invece, Napoli che, nella sua piazza Dante, spunterà le ultime date previste, le quali comprenderanno i giorni di e fra venerdì 23 e domenica 25 settembre. I gustosi prossimi week end, che garantiranno una apertura degli esercizi aderenti all’iniziativa dalle 10 del mattino alla mezza notte, si preparano ad essere anche stay tuned.

L’ice to meet you, infatti, incontrerà anche i social. In particolare, attraverso l’utilizzo di facebook, sarà possibile decretare la gelateria migliore applicando un semplice “like” sulla pagina web di quella che avrete preferito. Secondo le indiscrezioni, in ciascuna serata sarà previsto l’intervento di ospiti d’eccezione che gestiranno varie forme di intrattenimento sia per grandi che per piccini.

 Che dire ? Non resta che preparare cucchiaini e palati, invito che non esclude neppure i perfezionisti del peso forma.  Un buon gelato artigianale, infatti, pur contenendo dalle 200 alle 231 kcal per porzione, è un’ottima e valida eccezione da sostituire  al solito e classico pasto completo. Cosa aspettate, dunque? Scegliete il gusto più amato e la tappa a voi più vicina.

Ice to meet you was last modified: agosto 23rd, 2016 by L'Interessante
23 agosto 2016 0 commenti
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Orbs
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo pianoNotizie fuori confine

IL GIARDINO DI ORBS E CRISTALLI. MOSTRA PERMANENTE DI RENATE LECHLER

scritto da Roberta Magliocca

Orbs

Di Roberta Magliocca

L’acronimo ORBS indica le “Sfere Brillanti ad Orbitale Ridotto”.  Termine di lingua inglese, ORB definisce un effetto ottico risultante in piccole sfere (somiglianti a globi di luce)  che talvolta appaiono nelle immagini fotografiche o nei filmati pur non corrispondendo ad oggetti visibili ad occhio nudo. Si dice tendano ad apparire più frequentemente dove c’è una buona atmosfera, nutrita d’amore, armonia, gioia e dedizione. Ecco perchè le prime foto scattate dai ricercatori sono apparse durante cerimonie particolari, oppure accanto a bambini ed animali, che nella loro innocenza sono degli emanatori incondizionati d’amore e di giocosità.

Renate Lechler , di origini tedesche, ne è rimasta affascinata vedendole in foto durante le celebrazioni del 21.12.12 sotto le piramidi Maya in Messico.

Renate vive e lavora tra le colline fiorentine, dove ha dato vita all’incantevole parco energetico ”Giardino di Orbs e Cristalli”

Il 7 settembre 2014, in questo sorprendente giardino, è stata inaugurata la prima MOSTRA PERMANENTE tutta dedicata agli ORBS. In un parco esclusivo, unico al mondo ed energizzato dalla presenza di giganteschi cristalli di varia natura, si possono ammirare, tra gli alberi e il BioLago, più di un centinaio di gigantografie stampate su lastra. Una mostra che si può visitare attraverso una passeggiata indimenticabile: tra vari percorsi e pittoreschi angoli del giardino, dove crescono piante sane e felici, nutrite dagli EM (Microrganismi effettivi), dalle meditazioni e dall’atmosfera dell’Agnihotra, potrete liberamente ammirare le foto più spettacolari della ricerca di Renate e godere dell’ambiente sacrale tutto intorno, tra statue e piccoli templi, piante da frutto, dispositivi per la produzione di energia e macchinari orgonici per la salute dell’ambiente. Per gruppi di almeno 4-5 persone, è possibile anche fare una visita guidata, su prenotazione. Il Giardino di ORBS e Cristalli è visitabile tutto l’anno, con la luce della mattina o del pomeriggio e compatibilmente alle condizioni atmosferiche.

Renate Lechler. Negli anni, a partire dagli studi di Orgon Terapia, ha conseguito, in Italia e all’estero, molteplici specializzazioni, occupandosi sempre di benessere per persone, animali, piante e ambiente. Esperta energetista e ricercatrice spirituale, pratica meditazioni, Fiamma Viola, Agnihotra, Tellington TTouch, Sound Healing e tanto altro. L’esperienza della pittura, ma soprattutto la Comunicazione Telepatica, la scuola Maya di Nah Kin (Yucatan, Messico) e la formazione in Soul Voice, come insegnamenti volti allo sviluppo delle capacità sensitive ed extra-sensoriali, sono stati gli elementi della sua vasta formazione che hanno maggiormente favorito la possibilità di entrare in contatto con gli Orbs. Il suo libro, ORBS e presenze di Luce. Uinvisibile è visibile, accompagnato da articoli, mostre fotografiche e conferenze, è uno dei frutti della sua ricca ricerca personale su questi fenomeni luminosi, iniziata nel 2012. Organizza periodicamente giornate di informazione sugli Orbs e corsi su come fotografarli e utilizzarli per la crescita personale.

IL GIARDINO DI ORBS E CRISTALLI. MOSTRA PERMANENTE DI RENATE LECHLER was last modified: agosto 25th, 2016 by Roberta Magliocca
20 agosto 2016 0 commenti
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Attraversare
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Attraversare a Napoli: guida per turisti alle prime armi

scritto da L'Interessante

Attraversare a Napoli

Di Maria Rosaria Corsino

 

Ci sono cose di cui nessun libro, nessuna guida turistica e nessuna cartina geografica parla: come attraversare la strada a Napoli?

Può sembrare una cosa ridicola ma in realtà è un problema che affligge tantissimi turisti, soprattutto stranieri.

In realtà con molta pazienza e un po’ di allenamento si può imparare e vi renderete conto, seguendo le nostre dritte, che nulla è impossibile.

Esistono diverse tecniche, alcune elementari, altre più avanzate, l’importante è che capiate cosa potete e cosa non.

Tendenzialmente il banco di prova dovrebbe arrivare almeno dopo un paio di passaggi pedonali, ma non a Napoli.

No, apprendisti cari, sappiate che come metterete piede fuori dalla stazione centrale vi troverete nella giunga.

Napoli non perdona, e neanche i motorini.

Partiamo quindi dalle tecniche base.

Quello che vi suggeriamo è di piazzarvi accanto alle strisce pedonali dove vi sia un semaforo, aspettare il verde e prima di attraversare controllare per bene che non vi sia nessuna macchina a folle velocità in arrivo.

Facile, semplice, diretto.

L’importante è non mostrarvi titubanti, camminate sulle strisce senza timore come se foste voi i padroni della strada. Attenti però alle biciclette, quelle non conoscono leggi.

Quando vi trovate ad un semaforo pieno di persone poi, badate bene a seguirle nell’andare dall’altra parte: alcune si lanciano incuranti della propria vita e altre praticano slalom estremo degno di olimpiadi tra le vetture.

Scegliete quindi con cura il vostro gruppo di attraversamento.

Mai, e poi mai attraversare quando ad una distanza ravvicinata ci sono pullman, tram o altri mezzi di grossa taglia, quelli che lo fanno generalmente o hanno sette vite o sono degli stuntman professionisti. Al massimo provate a farlo nel vostro paese.

C’è poi una tecnica che consigliamo solamente a chi è più esperto, a chi ha già avuto esperienze o a chi è stufo di vivere: quella del lancio.

Lanciarsi, ovviamente dopo aver guardato a destra e a sinistra, in mezzo alla strada come se stesse spiccando il volo per passare da una parte all’altra della strada vi farà avere una forte scarica di adrenalina, ma state attenti ai fossi.

Questa tecnica, come già detto ma è meglio ribadirlo, è possibile solo dopo un adeguato allenamento o si trasforma in harakiri.

Ultimo, ma non ultimo, fate molta attenzione quando camminate nel bel mezzo delle zone pedonali perché da ogni angolo e da ogni traversa c’è un motorino pronto a sbucare.

Buone vacanze!

Attraversare a Napoli: guida per turisti alle prime armi was last modified: agosto 20th, 2016 by L'Interessante
20 agosto 2016 0 commenti
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Amsterdam
Dall'Italia e dal MondoIn primo pianoViaggi Interessanti

Amsterdam: la libertà porta il suo nome. Viaggi interessanti

scritto da L'Interessante

Amsterdam

Di Vincenzo Piccolo

Cari Amici,

vi siete mai chiesti che sapore ha la libertà? Quella vera intendo, quella che vi fa respirare a pieni polmoni. Quella stessa libertà che, per strada, vi fa apprezzare ogni singolo raggio di sole che illumina il vostro volto.

Beh, c’è chi queste sensazioni le respira ogni giorno, sto parlando dei cittadini di Amsterdam

Una libertà “Valorosa, decisa e misericordiosa”, come le tre parole associate alle tre croci di Sant’Andrea presenti sulla bandiera della città.

La città di Amsterdam ospita ben 2.289.762 persone di ben 170 nazionalità diverse, un’integrazione perfettamente riuscita tale da creare uno stile di vita comune a tutte le etnie presenti sul territorio. Uno stile di vita basato sul perfetto miscuglio libertà-rispetto. Si perché la prima parola (valorosa,ndr) va ad esteriorizzare il significato culturale della “libertà olandese”, che si pianta e cresce sul rispetto e sui limiti preposti alla salvaguardia di quest’ultima, piuttosto che su veri e propri divieti.

Camminando, o pedalando, per i canali patrimonio dell’umanità come il Singel, il Keizersgracht o il Herengracht, tra un coffeeshop e l’altro riesci a penetrare nell’anima di una società costruita per dare spazio ad una delle popolazioni più cosmopolita al mondo.

Nonostante lo skyline rinascimentale e romantico, Amsterdam è una delle città Europee più all’avanguardia, riuscendo ad unire passato e presente con una perfezione architettonica che si palesa per le strade di Museumplein, sede del Van Gogh Museum, che vanta una permanente su tre livelli del grande pittore olandese ed altre esposizioni temporanee. Il Rijksmuseum, circondato da un magnifico giardino, è il più grande museo di storia olandese famoso per la collezione di dipinti del Secolo D’oro olandese. Lo Stedelijk Museum ovvero il museo di arte moderna e contemporanea di Amsterdam.

Tradizione e storia sono le direttrici che ci portano anche sulle vie del mercato galleggiante dei fiori, dov’è possibile acquistare i semi e i bulbi dei tipici tulipani locali e a poche centinaia di metri da piazza Dam è possibile trovare alcune catene di ristoranti take away, dov’è possibile guastare le tipiche zuppe a base di patate olandesi e i tipici formaggi come Gouda e Edamer.

E se pensate che sia finito qui, forse avete dimenticato di fare un giro nel Red Light District. Questo distretto, posizionato nella parte più antica della città, ospita le cosiddette “vetrine” dove ragazze provenienti da tutto il mondo offrono i loro servizi legalmente riconosciute e tassate.

Un altro mondo? Un’altra mentalità? Forse un’altra storia e una differente evoluzione culturale ha fatto dell’Olanda, e di Amsterdam,la patria dei diritti civili. I Paesi Bassi sono uno degli stati più avanzati nel liberalismo sociale di tutto il pianeta, con sondaggi indicanti che più del 90% degli appartenenti all’etnia degli Olandesi vedono e considerano l’omosessualità come perfettamente morale ed accettabile, sia socialmente che individualmente.

Insomma non bisogna sognare per forza l’America per assaporare la libertà. Alla fine ce l’abbiamo in casa, a meno di due ore d’aereo.

Amsterdam: la libertà porta il suo nome. Viaggi interessanti was last modified: agosto 19th, 2016 by L'Interessante
19 agosto 2016 0 commenti
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Cani razze
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Tragedia a Catania. Il Dog friendly: capitolo 16

scritto da L'Interessante

Tragedia

Di Luigi Sacchettino

Cari lettori interessati sono felice di ritrovarvi dopo la pausa estiva. Spero che le vacanze con i vostri amici a quattro zampe siano state indimenticabili.

Il rientro in modalità operativa ha accolto noi professionisti cinofili con una notizia amara, quella della tragedia successa in una villetta a Mascalucia, in provincia di Catania, dove due soggetti di razza dogo argentino hanno manifestato un comportamento di aggressione a discapito di un bambino di 18 mesi

Quando capitano tali vicende si resta sempre interdetti e puntare il dito non spetta a noi;  non avendo dati confermati e chiarezza sui fatti risulta poco utile e soprattutto ingiusto.

Possiamo però farci delle domande, per evitare che si creino nuove- prevedibili- tragedie. E per farlo abbiamo raggiunto al telefono  la dott.ssa Silvia Gorretta, medico veterinario esperto in comportamento animale che opera nella Capitale.

Grazie mille dottoressa Gorretta per aver accettato l’intervista nonostante la pausa estiva; cosa potrebbe essere successo nella mente di quel/i cane/i?

 “La domanda che mi poni non può prevedere una unica risposta semplice ed immediata e  diffiderei dalle opinioni che in questo momento possiamo ritrovare in rete o ascoltare dai media. Ogni cane percepisce ciò che lo circonda in maniera soggettiva. Il comportamento che può proporre può essere dettato da tante componenti; si pensi semplicemente al discorso emotivo, a ciò che ciascun cane come soggetto individuale percepisce nel mondo. Quando accadono questi episodi bisogna indagare sullo stato di benessere fisico e psichico del cane in quel momento.”

Dinanzi a queste vicende si parla spesso di tragedia improvvisa; ma è davvero tutto così repentino? Non ci sono segni prodromici?

“Assolutamente sì. Spesso però non vengono colti ed interpretati in maniera corretta a causa di una cattiva conoscenza della specie e della razza o peggio ancora per disinformazione che giornalmente ci viene propinata da opinionisti generici o professionisti poco aggiornati. Ad esempio i cani che vengono esasperati nel ruolo di guardiani possono poi manifestare un minore autocontrollo in situazioni che non riescono a decodificare o in cui sono autogestiti.”

Pensavo a quella madre e al senso di colpa che vive in questi momenti e che forse non l’abbandonerà mai. Quant’è importante il ruolo dei genitori nella supervisione delle interazioni cani e bambini?

“La supervisione è fondamentale non solo quando parliamo di neonati ma anche per bambini in età scolare. Non a caso l’ordinanza ministeriale tuttora in vigore prevede il loro divieto di detenzione da parte di minorenni. La supervisione dei genitori è fondamentale per il ruolo di mediazione e di modello da imitare; ad esempio fino ai tre anni il bambino non vede il cane come partner sociale ma come un oggetto. I bambini di età prescolare hanno movimenti scoordinati e versi acuti che possono preoccupare il cane; possono essere troppo esuberanti, violare lo spazio di sicurezza, non leggere la comunicazione del cane che sta richiedendo un momento di tregua. E’ qui che interviene il genitore dando delle indicazioni al cane e al bambino, in un sistema di tutela per tutti i protagonisti. Imprescindibile è ovviamente aver cresciuto il cane estremamente socializzato verso l’umano, indipendentemente  dall’arrivo di un nuovo cucciolo di umano nel gruppo famiglia.”

Sì, molto vero; difatti del delicato momento “arrivo nuovo cucciolo di umano” ne abbiamo parlato in un precedente articolo. Ma secondo Lei si può parlare di razze pericolose?

“Secondo me no; è indubbio che la selezione aberrante condotta dall’uomo sulla specie ha fatto sì che alcune razze propongano comportamenti che possono diventare ipertrofici e  che se non instradati durante l’età evolutiva potrebbero sul lungo periodo risultare problematici. Inoltre non dimentichiamoci che l’esperienza dei primi mesi di vita del cane può fare una notevole differenza nella sua relazione con l’uomo e in seconda battuta con l’ambiente.”

Cosa si può fare in prevenzione?

“Prima di scegliere di condividere la propria vita con un cane sarebbe bene consultare uno specialista per farsi aiutare nella scelta, senza banalizzazioni o superficialità, soprattutto quando in famiglia sono presenti i soggetti cosiddetti deboli- bambini, anziani, disabili-, e per meglio comprendere quali siano le predisposizioni di quella razza o di quel soggetto. Una volta adottato è importante impartire una corretta educazione con un professionista che dia le  indicazioni di gestione e aiuti a creare una relazione quanto più ricca ed equilibrata possibile. Preferisco parlare di educazione e di non di addestramento, in quanto la prima lavora sul sistema in età evolutiva- e quindi in crescita-  su cui il ruolo delle esperienze condotte senza violenza può contribuire a rendere un adulto davvero equilibrato. Riguardo ai metodi educativi coercitivi e violenti gli ultimi studi ci indicano chiaramente che il proprietario coercitivo può favorire l’aggressività del proprio cane, in un sistema di violenza che genera violenza.”

Ringraziamo la dottoressa Gorretta per la chiarezza e professionalità con cui ha risposto alle nostre domande su un tema così delicato.

Un dato ce lo abbiamo:  cani hanno una loro identità  e una mente plastica alla nascita. Ma la loro educazione e crescita serena dipende da noi.

La responsabilità è nostra. Di noi umani. Non possiamo banalizzare sui cani.

Soprattutto quando ci sono vite di mezzo. Umane e non.

 

Tragedia a Catania. Il Dog friendly: capitolo 16 was last modified: agosto 18th, 2016 by L'Interessante
18 agosto 2016 0 commenti
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