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Categoria

Dall’Italia e dal Mondo

Meteo
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

METEO. Dopo Ferragosto, estate finita?

scritto da L'Interessante

Meteo

Di Roberta Magliocca

Se l’epifania tutte le feste porta via, dopo Ferragosto l’estate torna al suo posto. 

No, non è un modo di dire, nè credenza popolare. Sta di fatto che, per questa estate 2016 – che già non  è stata eccezionalmente soleggiata – il caldo andrà in vacanza a partire da domani 16 Agosto. 

Il meteo non ci lascia molte speranze. E se al Sud, il caldo ci darà tregua, portando temperature meno infernali, permettendo di godere ciò che resta della stagione estiva respirando di più e boccheggiando di meno, il Nord non sarà così fortunato. 

L’alta pressione delle Azzorre se ne migra in Scandinavia e una perturbazione atlantica prenderà il suo posto in penisola, portando temporali e aria decisamente fresca e poco estiva nelle regioni settentrionali. 

Eppure il Meteo non è poi così importante

Non fatevi abbattere dalle minacce del Meteo. L’estate resta uno stato d’animo, una stagione del cuore, una dimensione senza spazio e col tempo che si dilata a seconda dei sentimenti che mettiamo in valigia. Provate a raccogliere i vostri ricordi. Vi stupirete nel rispolverare le più belle sensazioni in costume e tramonti sul mare, scogli roventi, barche e serate in piazza, falò sulla spiaggia. E ancora più belli sono i temporali estivi, i baci, gli abbracci in golfini fuori stagione.

L’estate è un luogo dell’anima, in qualunque periodo dell’anno tu sia, indipendentemente dal meteo.

Buona estate a tutti.

METEO. Dopo Ferragosto, estate finita? was last modified: agosto 13th, 2016 by L'Interessante
15 agosto 2016 0 commenti
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Pokemon Go
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo pianoNotizie fuori confine

Pokemon Go? No, ma molto simile. La nuova app nasce in Russia

scritto da L'Interessante

Pokemon Go

Di Erica Caimi

Pokemon Go russo: a caccia di personaggi storici tra i monumenti di Mosca

Pokémon Go è una passione collettiva che contagia persone di tutte le età. C’è chi ha parlato di malattia, paragonabile addirittura al gioco d’azzardo, chi ha fatto del proibizionismo il suo cavallo di battaglia per tentare di bandire il gioco e c’è chi, invece, cavalcando l’onda della notorietà, propone varianti educative alla app più scaricata del mondo. La proposta di adattare il gioco alle esigenze turistiche della capitale russa, è stata avanzata dal Comune di Mosca che, tramite il suo sito internet, ha dato il via al programma “Discover Moscow. Photo”, scaricabile a partire dalla fine di agosto. L’applicazione è molto simile a quella dei Pokémon, ma a differenza dell’originale, gli utenti anzichè andare a caccia di creaturine giapponesi, dovranno acciuffare i personaggi più celebri della storia russa. Il valore aggiunto di questa versione è che le personalità storiche non saranno disposte a caso sulle strade della città, ma seguiranno i luoghi della propria biografia. Accanto al mausoleo di Lenin in Piazza Rossa, il turista  potrà essere accolto da Vladimir Ul’janov in formato virtuale; sul Leninskij Prospekt, nei pressi del Museo della Cosmonautica, potrà acchiappare Jurij Alkseevič Gagarin accanto all’immenso monumento in titanio alto più di 40 metri a lui dedicato e così via, potrà incontrare Stalin, Ivan il Terribile, Napoleone, Tolstoj per citarne alcuni. Le novità non si fermano qui, poichè una volta scovati i personaggi storici, grazie alla realtà aumentata, sarà anche possibile farsi un selfie in loro compagnia.

L’intento del municipio è quello di valorizzare il patrimonio artistico e culturale della capitale sfruttando le potenzialità della tecnologia, per stimolare la curiosità sia dei turisti sia dei moscoviti e incoraggiarli attraverso l’uso di strumenti ludici a conoscere gli abitanti della storia e passeggiare tra i luoghi dei personaggi studiati sui libri di scuola.

Chissà se anche in Italia si potrà rincorrere Verdi sulle strade di Milano o fare un selfie con Leopardi a Napoli? Del resto, qui,  dove la cultura è solita vestirsi di passato, basterebbe saperla ottimizzare con ogni mezzo e perchè no, con le funzionalità di una semplice app.

Pokemon Go? No, ma molto simile. La nuova app nasce in Russia was last modified: agosto 6th, 2016 by L'Interessante
6 agosto 2016 0 commenti
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Akita
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Coccole. Il dog friendly: capitolo 15

scritto da L'Interessante

Coccole

Di Luigi Sacchettino

Cari lettori interessati oggi parliamo di coccole, soprattutto quelle che gli estranei rivolgono al nostro cane quando siamo per strada

Sì, è vero – può sembrare scontato. Un articolo sulle carezze?! Cosa vuoi che ci sia da sapere?!
Sì, purtroppo l’accarezzare un cane porta con sé un’infinità di luoghi comuni.
Proviamo a far chiarezza.
“Che bello- posso?”. Abbiamo la costante maleducazione- perché in questo si traduce agli occhi del nostro cane- di vedere un cane e contestualmente accarezzarlo. Avvicinamento frontale, diretto, invasione dello spazio personale, invasione del corpo. Magari in zone del corpo dove al cane non propriamente piace essere toccato da un estraneo- ad esempio testa, orecchie, coda, posteriori.
Magari con il guinzaglio corto e senza la possibilità di potersi divincolare.
C’è una scena in versione umana che mi viene in mente : ascensore piena di gente, la persona accanto a me tocca o spinge. Piacevolezza zero e desiderio che l’ascensore si apra il prima possibile.
L’ideale sarebbe che l’estraneo si avvicinasse dopo aver verificato la disponibilità tramite il proprietario del cane, e aspettare che sia il cane stesso ad avvicinarsi a noi, per conoscerci e proporsi. Utile- quando tutto ciò non accade e il nostro cane patisce quella carezza- farlo allontanare il prima possibile da quella ingerenza.
“Scusa ti posso toccare?” Sì, dovrebbe essere questa la giusta frase da pronunciare quando si vuole interagire con un cane. Sì, toccare- non accarezzare.
La carezza presuppone che ci sia piacevolezza, e quelle che un estraneo rivolge al nostro cane sono più che altro delle vere e proprie palpate, strusciate, strofinate, grattate.
La piacevolezza deriva dalla conoscenza dei punti del corpo in cui essa può essere evocata. Conoscenza a cui un estraneo per strada non può avere accesso.
Un esempio: per molti umani essere accarezzati in testa è una forma di coccola- a me dà tremendamente fastidio.
In questo la soggettività e le esperienze fanno la differenza.
Possiamo dire in linea generale che ci sono delle zone dove è più facile che il cane non gradisca- testa, coda, arti, bacino- mentre altre dove la tolleranza può essere maggiore- come il tronco.

Carezza fatta leggermente, con il dorso della mano che rimanda al tocco eseguito dalla lingua di mamma cagna.
Sì, in linea generale perché davvero ogni soggetto ha le sue preferenze. Ho conosciuto dei retrievers- razze note per la loro socievolezza- che non amavano minimamente le coccole degli estranei, mentre soggetti di razze più diffidenti verso gli estranei proporsi sfacciatamente per ricevere coccole.
Non a caso io stesso quando sono per strada ed incontro un cane con il suo proprietario rispetto il rituale d’incontro avvicinandomi con calma, curvando leggermente di lato e chiedendo al proprietario se posso accarezzarlo, dove gli piace essere accarezzato; poi aspetto che sia il cane stesso a dirmi: “ok, ora puoi”.
Carezza fatta brevemente e leggermente, magari con il dorso della mano che rimanda al tocco eseguito dalla lingua di mamma cagna.
Non vi ho convinto? Bene- guardate questo video ed immedesimatevi nelle persone “coccolate”. Perché con i cani facciamo nello stesso modo.
www.youtube.com/watch?v=CB4Ig2dE8e0

Buona coccola a tutti.

Coccole. Il dog friendly: capitolo 15 was last modified: agosto 4th, 2016 by L'Interessante
4 agosto 2016 0 commenti
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Lounge Bar Dog Friendly
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Lounge bar dog friendly: anche a Napoli

scritto da L'Interessante

Lounge Bar dog friendly

L’estate, di solito, sembra la stagione più ragguardevole nei confronti degli amici a quattro zampe. Se da un lato, i rischi di abbandono in questo periodo dell’anno si fanno più probabili, dall’altro le campagne di prevenzione per abbassare l’asticella delle possibilità, godono di una maggiore diffusione. Ciononostante, ogni anno, di questi tempi, si registra un allontanamento forzato che oscilla tra il 25e il 30%, ciò significa che ne vengono abbandonati circa 600 ogni giorno. Se la matematica non fa le bizze, in un anno sono 80.000 gatti e 50.000 cani. A parlare, le statistiche, che anche quest’anno hanno prodotto dati tristemente chiari.

L’80% di cani e gatti abbandonati rischiano maltrattamenti, fame e incidenti stradali.  Si stima che in Italia abbiamo circa 900.000 randagi, e solo 100.000 di questi sono ospitati in strutture di accoglienza e rifugi.

Eppure, abbandonare un animale è un reato punito per legge. Secondo l’art. 727 del codice penale, chiunque abbandona animali domestici, è punibile con l’arresto fino ad un anno o con un’ammenda variabile da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura.

Posto per certo che il problema è figlio di un’inciviltà ripetuta 365 giorni l’anno- l’altro picco, ad esempio, si registra durante le feste natalizie- l’arsura estiva rende discutibilmente audaci. Se dunque non è possibile gestire appieno un’emergenza tanto ampia, nonostante l’impegno di chi per civica consuetudine è solito segnalare eventuali anomalie in tal senso, negli ultimi anni, si sta diffondendo una simpatica iniziativa anche e non solo per tutelare gli animali randagi.

 Da nord a sud, è sempre più comune, specie tra i proprietari di esercizi commerciali, disporre all’esterno dei locali ciotole contenenti acqua fresca e croccantini, questo per permettere anche agli animali orfani di padrone una migliore qualità di vita. Ci sono casi, però, in cui felici e affezionati adottanti di quadrupedi sono costretti a limitare le proprie abitudini, sacrificando il personale desiderio di bere una birra nel locale preferito, (che non accetta l’ingresso di animali), in rispetto del proprio cucciolo. Ebbene, se di questi divieti ne esistono ancora tanti, in concomitanza con gli accessi negati, si stanno continuamente inaugurando i  lounge bar dog friendly. Il primo pare sia stato aperto circa due anni fa, si chiama Akita e si trova a Concorezzo, vicino Monza, ma nel giro di poco tempo, come una bellissima reazione a catena ne sono nati molti altri.

Lounge bar dog friendly: tra le città che hanno sposato l’idea, anche Napoli

Si chiamano Alessia e Roberta Giancristoforo e sono titolari del negozio di abbigliamento femminile, a via Toledo, “Dieci e Dieci”. Proprietarie di cani e da sempre sostenitrici di battaglie animaliste in loro difesa, hanno da poco posizionato fuori al loro esercizio commerciale una struttura contenente, a raso, una ciotola per il cibo, una per l’acqua ed una statuetta a forma di cagnolino. Un vero e proprio “bar” per cani che ha ricevuto, se mai ci fosse il bisogno di puntualizzarlo, l’approvazione degli “esperti”.

È entusiasta di quanto realizzato, anche il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli che, appresa la scelta delle due commercianti napoletane, ha subito invitato gli altri negozi a seguire l’esempio, perché – ha detto- aiutare i nostri amici a quattro zampe, soprattutto se randagi, significa umanizzare le nostre città e renderle migliori.

 Non solo altrove, dunque, ma anche nelle più vicine città e provincie fare un gesto in più è possibile.

Michela Salzillo

Lounge bar dog friendly: anche a Napoli was last modified: agosto 2nd, 2016 by L'Interessante
2 agosto 2016 0 commenti
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Vacanze romane
Dall'Italia e dal MondoIn primo pianoViaggi Interessanti

Vacanze Romane

scritto da L'Interessante

Vacanze Romane

“Sono troppo stanca per dormire. Non chiuderò occhio!”

Ed io, come Audrey, mi lascio travolgere da questa città, durante queste mie vacanze romane. Scendo in strada, giusto in tempo per perdere l’autobus. Non ho neanche il tempo di preoccuparmi che, ecco, vedo arrivarne subito un altro. Via Vittorio Emanuele, la mia fermata.

Vacanze Romane ad Agosto

Scendo e chiedo informazioni per il lungotevere. Dopo essermi imbattuta in qualche straniero e dopo aver messo in difficoltà una coppia di romani non tanto pratici della zona, arrivo a destinazione. In questa serata di inizio Agosto davanti ai miei occhi luci ad illuminare le rive del fiume, stand di ogni sorta, da quelli gastronomici a quelli di souvenir. Camminando rendo il mio corpo immune da qualsiasi difesa. Mi lascio trasportare ad occhi chiusi dagli odori dei ristoranti tipici, li riapro e mi perdo tra i mille colori sprigionati dal banco delle caramelle gommose. Mi accorgo che i miei piedi più vanno, più vogliono andare, arrivando così da Pompi che con il suo tiramisù mi ha regalato una fantastica storia d’amore di cinque minuti, vera, intensa…che solo il buon cibo può regalarti. Un’ esperienza quasi mistica che mi spinge a continuare.

Avete mai vissuto in cinque dimensioni comodamente seduti in poltrona? Ecco. Queste vacanze romane offrono anche questa opportunità. Come perdersela! Indosso degli occhiali semplicissimi, o apparentemente tali, e vengo catapultata su per lo spazio e poi giù in fondo all’ oceano. Dopo aver familiarizzato con cavalucci marini e squali innocui continuo la mia passeggiata romana in queste mie vacanze senza mare, ma non per questo senza magia. L’obiettivo della mia fotocamera non ha mai visto nulla di più bello. Senza quasi accorgermene eccomi arrivata a Piazza Trilussa, dove un mago che, grazie al suo intercalare esortativo <<Guarda!>>, è stato ribattezzato “Guardamago”, sta per dare inizio al suo show. Prendo posto su dei gradini occupati in parte da ragazzi di ogni età e nazione e mi godo lo spettacolo.

Dopo questo Harry Potter nostrano un po’ invecchiato, un autobus è pronto per riportarmi a casa. Durante il tragitto scopro un’altra Roma. Una Roma notturna e calda proprio come queste vacanze senza mare, ma non per questo senza magia. Una Roma più intima, complice, come una mamma che mette a dormire dei figli troppo vivaci, ma che non riposa. Resta lì, accanto a loro a proteggerli con la sua straordinaria bellezza. Era il 1953, quando la fantstica Audrey Hepburn, nei panni della principessa Anna nel celebre film Vacanze Romane esclamava:

“In questi giorni di città ne ho visitate tante…ma la mia preferita è di sicuro stata Roma!”

Sono qui, dopo tanti anni, e non cambierei una virgola di quell’affermazione.

Roberta Magliocca

Vacanze Romane was last modified: agosto 2nd, 2016 by L'Interessante
2 agosto 2016 0 commenti
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Pokemon go
CuriositàIn primo piano

Pokemon Go: dalle strade alle passerelle [LE FOTO]

scritto da L'Interessante

Continua la Pokemon-Go Mania: dalle strade alle passerelle

Ebbene si, la Pokemon Go mania è riuscita a prendere piede anche dietro le scrivanie di chi della legge in materia di stile ne ha fatto un lavoro. Mentre continua la digital-hunting dei piccoli animaletti, i fashion editor hanno cominciato una sfida all’ultimo pokemon-stye. Ed ecco rispolverati, tra le passerelle degli utimi anni, alcuni look che perfettamente si abbinano alle caratteristiche dei simpatici animaletti. Capi firmati da alcuni degli stilisti più visionari come Gareth Pugh, Giles e Iris Herper vestono Jigglypuff, l’altezzoso gatto Persian ed il pipistrello Zubat. Non vengono risparmiate neanche le morbide ed eleganti linee degli abiti di Valentino e Jean Paul Gaultier indossati dalla fenice Pidgeot e dalla farfalla Venomoth.

Come sempre i primi a cadere in tentazione sono i personaggi dello Showbiz, che sembrano amare la trovata, ce lo dimostra Rita Ora in total fluo-yellow. . . come Pikachu!

E mentre prima era la tecnologia a doversi adattare ai bisogni della società, nella contropartita delle parti, questa volta è proprio “il bit” ad avere la meglio.

Pokemon Go
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Vincenzo Piccolo

Pokemon Go: dalle strade alle passerelle [LE FOTO] was last modified: luglio 25th, 2016 by L'Interessante
25 luglio 2016 0 commenti
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Pizza Expò 2016
CulturaDall'Italia e dal MondoEventiIn primo pianoIndovina dove andiamo a cena

Pizza Expo 2016 – Caserta

scritto da L'Interessante

Pizza

L’Expo dedicato alla “Pizza & Food Made in Sud” ospiterà non solo pizzerie ed attività di ristorazione tipiche del nostro territorio che proporranno ai visitatori le loro specialità, ma anche espositori delle materie prime e dell’indotto del mondo della pizza

Grazie ai comuni intenti di valorizzazione dei prodotti e del nostro territorio, in collaborazione con l’Associazione Pizzaioli Napoletani, il giorno 20 luglio dalle ore 15.00 partirà il Trofeo REGGIA, al quale parteciperanno più di 40 pizzaioli. Verrà premiata la miglior Pizza Napoletana. L’ingresso all’Expo è previsto ogni sera dalle ore 19.00 al costo di € 2,00 a persona e prevede una prima parte convegnistica, che affronterà le tematiche della pizza nella dieta mediterranea, la tutela dei prodotti alimentari made in sud, la formazione del mestiere di pizzaiolo. A partire dalle 21.00 vi saranno ogni sera spettacoli gratuiti per tutti i visitatori, dove si esibiranno artisti di fama nazionale impegnati nella valorizzazione del nostro territorio: Gigi Finizio, 99 Posse, Enzo Avitabile, Anime del Sud, Gianluca Manzieri, I Ditelo Voi. Per i più piccoli, ogni sera dalle 19.00 alle 23.00 vi sarà l’animazione per bambini in un’ampia area con giochi gonfiabili, personaggi e babydance. Un evento reso unico anche grazie al supporto degli sponsor: Pepsi, Chinotto Negri, Pasta Reggia, Espluà, Vernaoil, Honda Valentino Racing, Contauto Due. Un impegno comune per valorizzare un bene invidiato in tutto il mondo: la vera pizza ed il suo magico mondo che gli organizzatori ed i promotori cercheranno di ricostruire fedelmente e con passione.

Il programma: qui.

Pizza Expo 2016 – Caserta was last modified: luglio 21st, 2016 by L'Interessante
21 luglio 2016 0 commenti
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Il cane di cristallo
CuriositàIn primo piano

Il cane di cristallo. Il dog friendly: capitolo 14

scritto da L'Interessante

Il cane di cristallo

Cari lettori interessati volevo iniziare questo nostro appuntamento settimanale condividendo un post che ho  letto su facebook, firmato da una mia docente e tutor – Veronica Papa.

“Il cane di cristallo:

– non può mai essere rimproverato, ma solo gratificato;

– deve fare solo cose che lo rendono felice;

– se mangia ossi veri muore;

– non può andare in acqua perchè prende freddo;

– non può andare in acqua perchè c’è la corrente che lo trascina via;

– non può andare in acqua perchè non si sa se sa nuotare;

– guai se mangia qualcosa che ha trovato per terra perchè non si sa mai;

– non può mai essere libero perchè scappa, si perde, e non lo ritroveremo mai più;

– non può mai essere libero perchè aggredisce/viene aggredito;

– non può mai essere libero perchè finisce sotto ad una macchina (anche se la strada è a 3 km di distanza);

– meglio se non interagisce mai con cani del suo stesso sesso, potrebbe incorrere in alcune difficoltà e lui deve essere invece sempre felice;

– passa la sua giornata a fare problem solving, a imparare un sacco di tricks e a dormire sul divano/cuccia”.

Sembra il manuale del No.  Privativo.

E il bello è che la lista utilizzata dai proprietari continua.

Non può annusare perché rischia parassitosi.

Non può rotolarsi nell’erba per via delle pulci e zecche.

Non può ringhiare perché sembra aggressivo e lui non può passare per tale.

Sembra così che il primo destino del cane sia il  NO.

Quando in consulenza faccio notare come il vivere con un cane a volte sia troppo impostato sul divieto, l’inibizione e mancanza di esperienze i proprietari si meravigliano di quante poche volte dicano SI.

A volte mi soffermo a pensare a quale sia il valore didattico di un No dato a monte di una esperienza, per evitarne una traumatica – nel “non ti espongo alle esperienze così ti tutelo”. Come se ogni esperienza recasse soltanto un sé negativo e invalidante.

Non è più funzionale se l’esposizione alle esperienze viene proposta in maniera graduale ma senza filtri legati alle nostre paure?

E se lasciassimo che fossero le esperienze stesse a definire i limiti e i No?

Certo questo non significa immergerlo in dinamiche e situazioni di cui non si valutano le minime variabili e i  ponderati esiti.

In fondo per rendere un cane esperto, le esperienze dovrà pur viversele.

L’importanza di una esperienza a mio avviso si gioca molto anche nel “post”, con la condivisione e l’accoglienza da parte del gruppo famiglia.  Il nostro cane ha vissuto una esperienza poco piacevole al momento? Bene- saremo lì  a sostenerlo, affinché anche una esperienza poco piacevole pesi meno o addirittura rappresenti un significato funzionale.

Ha vissuto una esperienza molto piacevole? Bene- saremo lì a condividerne le emozioni, affinché cresca l’intimità del rapporto e il piacere di stare con noi nella vita.

In realtà l’umano a volte ha piuttosto bisogno di sentirsi indispensabile agli occhi del proprio cane, talvolta senza neanche averne una percezione consapevole. E questo cozza con il “ti rendo sicuro e sereno”. Quindi esperto.

La stimata collegata conclude con una frase a cui non ho niente da aggiungere, condividendola in toto:

“Il cane non vuole essere di cristallo, vuole crescere, imparare, scoprire, essere responsabile; non cerca un tutore, cerca una squadra.”

Il cane di Cristallo

(in foto Veronica insieme alla sua squadra e agli amici)

Luigi Sacchettino

Il cane di cristallo. Il dog friendly: capitolo 14 was last modified: luglio 21st, 2016 by L'Interessante
21 luglio 2016 0 commenti
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Napoli Sotteranea
CulturaIn primo pianoViaggi Interessanti

Napoli Sotteranea

scritto da L'Interessante

Napoli

I napoletani cavano l’arte dal sole, diceva Camillo Boito. Ma anche lontani dalla luce non se la cavano affatto male.

A 40 mt. di profondità, infatti, c’è lei, Napoli Sotterranea, che, lontano dalle rumorose e festose stradine del centro storico, offre ai turisti un mondo di storia e meraviglia

Sul tufo giallo, pietra con la quale la città è costruita, ci sono tracce risalenti fino a 5000 anni fa. Architetture greche e romane si trovano ovunque lungo i cunicoli che formano questo luogo che, da anni ormai, affascina turisti e non solo. Anche gli abitanti della stessa Napoli, infatti, e dei paesi vicini si mostrano interessati e desiderosi di conoscere la storia antica del luogo che li ama e li cresce.

I due principali ingressi al sito sono quello di piazza San Gaetano, nel decumano maggiore, e quello di via Sant’Anna di Palazzo, nel quartiere Chiaia. Lo sviluppo di quest’area sotterranea, come abbiamo già detto, è antichissima. Cominciò, infatti, in epoca romana, dando importanza soprattutto ad una fitta rete di acquedotti. Nel XX° secolo, la città sotterranea fu luogo privilegiato per proteggersi durante i micidiali bombardamenti che videro coinvolta la città. Infatti, i cunicoli di cui è composto il sottosuolo, furono dotati di illuminazione e attrezzati per ricevere decine e decine di persone che si nascondevano quando necessario. I numerosi oggetti trovati e le decorazioni sulle pareti, testimoniano quanto tempo, durante i bombardamenti, i cittadini passassero più “al riparo” che “alla luce del sole”.

A Chiaia è ancora possibile vedere qualche rifugio. Ancora una volta Napoli non ci delude, è all’altezza delle nostre aspettative. Anzi, ci stupisce anche quando crediamo che non sia più possibile, anche quando crediamo che i nostri occhi già abbiano visto tutta la bellezza possibile. Napoli non pone confini allo splendore. Napule è a voce de’ criature che saglie chianu chianu e tu sai ca nun si sulo.

Roberta Magliocca

Napoli Sotteranea was last modified: ottobre 21st, 2016 by L'Interessante
21 ottobre 2016 0 commenti
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Cerco storie a lieto fine
In primo pianoNotizie fuori confine

Cerco storie a lieto fine

scritto da Roberta Magliocca

Cerco storie a lieto fine

Domenica mattina. Piedi scalzi. Panni sporchi. Pensieri storti. FM 106.8. Non trovo le chiavi della macchina. Cerco nella borsa. Ci trovo un po’ di tutto. L’abbonamento del treno. Un accendino. Un ricordo sporco di lucidalabbra. Cerco nel primo cassetto della scrivania dove finisce il superfluo; ci sono le tue mani che promettevano ciò che non potevano. Le chiavi no, non ci sono. Cerco nei piedi delle persone che non sanno dove vanno, eppure vanno. In un teatro che da troppo tempo ormai mi vede comprare un unico biglietto. Cerco negli anni passati. In ciò che ho scritto. Cerco nei racconti di due sorelle, ora mogli e madri, un tempo figlie spericolate. Cerco nello sguardo assente di una signora con tanti compleanni da ricordare e troppi gatti a sottolinearle solitudini e dispiaceri. Cerco in un sorriso nostalgico ad un funerale. In chi non la pensa come me. Cerco in chi la pensa come me ma per ragioni diverse dalle mie. Cerco nei panni da stirare. Nelle parole che ho ascoltato e a cui ho creduto. Nelle parole opposte a cui non volevo credere, perchè vere. Cerco in quella canzone che odio ma che la mia bocca non smette di cantare. Più cerco e più perdo. E una domanda continua ad ossessionarmi. Dove diavolo avrò messo le chiavi della macchina? I Connels, intanto, cantano “Nothing to say ‘cause it’s already said” . Sorrido. Perchè la canzone mi piace. Perchè non c’è niente da dire. Perchè tutto è già stato detto. E cosa mai potrei dire? Hai messo “noi” in una scatola, un anello al dito e lo spazzolino accanto al suo.

Io che non ho mai capito cosa fosse realmente l’amore, non lo so tutt’ora, cercavo di scoprirlo insieme a te in giorni che non fossero mai uguali ai precedenti, in parole che non fossero quelle di banali soap opera. A me che non mi è mai importato nulla di fiori e sanvalentini, bastava avere qualcosa che fosse nostro e nostro soltanto. In quelle notti abbiamo scritto la nostra storia. Niente “C’era una volta…”; niente “…e vissero per sempre felici e contenti”. E’ una storia cominciata con passione e finita con altrettanta violenza. Ma è stata la nostra storia. Nascosta e vietata ai minori. Perchè il mondo non deve sapere di corpi che pulsano, di unghie che graffiano, di pelle che suda, di mani che incendiano. Allora continua a dare al mondo cavalli bianchi e parole sussurate alla luce del tramonto. E lascia a me la libertà di amare senza dire mai “Ti Amo”, di tenere accanto a me una persona lasciandola andare altrove, di renderla felice rendendo prima felice me stessa. Lasciaci chiusi dentro quella scatola. Tu hai il tuo amore adesso. Il tuo spazzolino accanto al suo. Io? Non ho nemmeno più le chiavi della macchina.

Roberta Magliocca

Cerco storie a lieto fine was last modified: luglio 17th, 2016 by Roberta Magliocca
17 luglio 2016 0 commenti
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