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Creazione Festival
CulturaIn primo piano

CREAZIONE FESTIVAL: REALIZZATI UN CORTO DI FICTION E UN DOCUMENTARIO

scritto da L'Interessante

Creazione Festival.

Un concorso per giovani sceneggiatori e dieci eventi spettacolari per valorizzare l’Alto Casertano attraverso la produzione culturale: in due parole CreAzione Festival

Il Festival della produzione cinematografica d’autore voluto e organizzato dal Comune capofila di Caiazzo è stato finanziato dalla Regione Campania nell’ambito del progetto PROGRAMMA OPERATIVO COMPLEMENTARE (POC) 2014-2020. Eventi, mostre, degustazioni, concerti hanno animato e vitalizzato centri storici e siti suggestivi di otto comuni (Caiazzo, Castel Campagnano, Castel di Sasso, Giano Vetusto, Piana di Monte Verna, Roccaromana, Rocchetta e Croce, Ruviano). Ma la rassegna ha previsto anche un’interessante opportunità per talenti e scrittori, l’ente guidato dal primo cittadino Tommaso Sgueglia ha proposto infatti a giovani aspiranti soggettisti e sceneggiatori un concorso per la selezione di un progetto di produzione cinematografica destinato alla realizzazione di un corto di fiction e di un documentario. Due prodotti cinematografici con la regia di Nicola Spanò, “la nostra soddisfazione” hanno affermato gli organizzatori traendo un bilancio dell’iniziativa, che sono stati realizzati dalla Breeze Entertainment di Giovanni Scirocco e proiettati nell’Auditorium ex Chiesa dell’Annunziata nel corso della serata conclusiva. 

Al corto “La Messagera” scritto da William Russo hanno partecipato come attori, tutti locali e figli dell’area del Monte Maggiore, Giuseppe Fiore (Riccardo), Angela Russo (La Messagera), Ottavio Buonomo (Stefano), Rino Signore (Scagnozzo) e Paul Tascillo (Scagnozzo). 

Comparse: Pasquale De Rienzo, Concetta Pasquale, Bruno Giuseppe, Maria Teresa De Matteo, Angela De Rienzo, Giuseppe Sangiovanni,  Giusy Cammarota,  Angelica Sangiovanni, Francesco Pio Bovenzi, Felicia Villano, Vincenzo Di Maio, Wiliam Russo che ha avuto anche il ruolo di aiuto regia. Ha curato la Fotografia l’operatore video Antonio Gustafierro, fonico Giorgio Durantino, operatore steadycam Luigi Scotto, riprese Aeree Giovanni Scirocco, fotografo di scena Damiano Enrico, Adriana Pietrafesa, Ovidio Raimondo. Segretaria di edizione Caterina Coletta, trucco e parrucco Stefania Cepparulo, musiche Pericle Odierna, montaggio Willi Sarro. Questo invece il cast tecnico del documentario “Tra colline e fiumi l’alto casertano”: soggetto e sceneggiatura Vincenzo Ciafrone, voce guida Angela Russo, direttore della Fotografia e riprese video  Antonio Guastafierro, riprese aeree Giovanni Scirocco, fotografo di scena Adriana Pietrafesa, camera car Ovidio Raimondo, segretaria di edizione Caterina Coletta, montaggio – Willi Sarro, post-produzione Audio The Ctrl Room Giorgio Durantino. 

“Ci siamo divertiti a cercare e scegliere scorci caratteristici di paesi che abbiamo attraversato e conosciuto meglio grazie alle riprese”, ha raccontato il regista Nicola Spanò. “Una bella esperienza”, ha aggiunto Antonio Gustafierro. Gli ha fatto da eco il produttore Giovanni Scirocco che si è definito “figlio del territorio” e quindi ancora più orgoglioso del coinvolgimento della Breeze in un progetto targato Alto Casertano. Tra gli attori protagonisti del corto la bella e sensuale Angela Russo che ha dichiarato di essersi innamorata di Caiazzo e il talentuoso caiatino Peppe Fiore che anche in questa esperienza ha dimostrato grandi capacità di interpretazione, questa volta di un personaggio alla ricerca del suo destino e alla riscoperta delle sue radici.

CREAZIONE FESTIVAL: REALIZZATI UN CORTO DI FICTION E UN DOCUMENTARIO was last modified: febbraio 3rd, 2017 by L'Interessante
3 febbraio 2017 0 commenti
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Investire in sicurezza: come evitare i broker truffatori

scritto da L'Interessante

Un investimento sicuro con guadagni immediati e notevoli. Chi non ha mai sognato di escogitare un sistema che con poco denaro permette di avere una rendita esponenziale? I broker lo sanno, e tanti giocano su questa diffusa speranza. Alcuni esagerando apposta, per cercare di tendere una trappola ai finanziatori poco esperti. Per evitare di finire in una ragnatela dalla quale è difficile districarsi, ci sono diversi campanelli d’allarme da tenere conto. Riconoscerli è semplice, ignorarli pericoloso.

Come tutti i settori che spostano un’imponente cifra di denaro, il campo degli investimenti è sotto stretto controllo dei domini statali o europei. Il primo passo fondamentale è controllare che il broker di opzioni binarie esibisca una licenza riconosciuta dai principali enti operanti nel controllo del settore. L’ispezione di organismi sovrastatali è garanzia di regolarità all’interno dei processi di retribuzione, aspetto non di secondo piano quando si parla di investimenti. Allo stesso modo vengono setacciate le operazioni di ogni società per verificarne la validità dell’operato e il suo attenersi alle disposizioni continentali.

In Italia l’autorizzazione Consob è un marchio di qualità importante, ma anche il cipriota Cysec ha un elevato valore di affidabilità. Può però capitare che un sito esibisca una certificazione che in realtà non possiede. Gli enti di controllo verificano che il loro marchio compaia soltanto sulle piattaforme autorizzate, ma in rari casi può sfuggire una falsa dichiarazione. Non può invece avvenire il procedimento inverso, ovvero l’inserimento sul sito di Consob o Cysec di siti che in realtà non risultano controllati da questi enti. Per questo è più prudente un check sul portale dei controllori piuttosto che su quello dei controllati. I casi di discrepanza tra le due fonti sono più unici che rari, ma perché rischiare una truffa?

Un’ulteriore aiuto può aiutare dal vastissimo repertorio offerto da internet. Come per ogni prodotto o azienda, anche i broker hanno recensioni da parte dei loro clienti. Piuttosto che passarli tutti in rassegna, dare una lettura approfondita dei giudizi degli utenti può far risparmiare tempo e aiutare a prevenire spiacevoli sorprese. Questo non deve invitare a fidarsi ciecamente delle opinioni altrui: quanto affermato in precedenza deve essere verificato a prescindere delle recensioni presenti in rete. Il parere degli altri internauti però può essere utile se non decisivo in una scelta comunque importante.

L’ultima questione da prendere in considerazione è l’aspettativa di rendita offerta dal broker. Chi promette grandi guadagni in poco tempo sa di dichiarare il falso, con lo scopo di far abboccare qualche pesce della rete. I broker possono offrire diversi piani di investimento, qualcuno più rischioso (e quindi con un profitto potenziale maggiore), altri più conservativi. Nessuno di questi però può garantire un guadagno sicuro al 100%, men che meno di cifre spaventose. L’esempio più vistoso nell’argomento è la campagna pubblicitaria portata avanti sul Quantum Code, un algoritmo presentato come rivoluzionario per guadagnare 50.000 dollari a settimana partendo da un investimento di 250 dollari. Il tutto per gentile concessione di un Michael Crawford, presunto filantropo citato da Forbes in qualche articolo. Secondo la pubblicità del prodotto, perché sulla rivista il “milionario” non è mai stato citato. Se non a nome dell’attore, che però evidentemente non coincide con l’identità di chi lancia il prodotto. A questo si aggiungono una spiegazione non chiara del funzionamento dell’algoritmo, un’eccessiva giovinezza del prodotto (lanciato solo lo scorso giugno) e una serie di ulteriori incongruenze. Tutti fattori da riconoscere in anticipo, prima di investire del denaro. Perché il sistema utilizzato è quello della limitata disponibilità di posti, per convincere a mettere soldi in fretta. Senza pensarci, senza controllare. La verità invece è che i broker possono promettere di portare sui migliori mercati e dare i consigli giusti al momento giusto, mai prevedere con assoluta sicurezza i guadagni che si fanno in un periodo di tempo. Verificare il valore di un sito è il primo, fondamentale passo per arrivare a un investimento vincente.

 

Investire in sicurezza: come evitare i broker truffatori was last modified: febbraio 3rd, 2017 by L'Interessante
3 febbraio 2017 0 commenti
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CinemaCulturaIn primo piano

150 MILLIGRAMMI: al cinema la coraggiosa battaglia di una donna per la verità

scritto da L'Interessante

150 Milligrammi.

Ispirato alla storia vera di Irène Frachon e alla sua lotta coraggiosa contro il colosso farmaceutico produttore del Mediator, 150 milligrammi  (La fille de Brest), con la regia di Emmanuelle Bercot, sarà al cinema dall’8 febbraio con Bim Distribuzione

Nell’ospedale di Brest dove lavora, la pneumologa Irène Frachon scopre un legame diretto tra una serie di morti sospette e l’assunzione del Mediator, un farmaco in commercio da oltre trent’anni. Dall’inizio in sordina fino all’esplosione mediatica del caso, la storia è una lotta di ‘Davide contro Golia’ per arrivare al trionfo della verità.

Un film di denuncia, di impegno sociale e professionale:  una pagina di attualità, ma soprattutto il coraggio e la determinazione di una donna che, in nome dei suoi ideali, dell’etica professionale, sceglie di lottare contro i poteri forti, nonostante le numerose difficoltà, a tutela della giustizia e della salute delle persone.

Un’eroina, una “nuova Erin Brockovich” – come alcuni l’hanno definita – interpretata dalla brillante Sidse Babett Knudsen (attrice protagonista del film La Corte e  della serie Westworld)  affiancata da Benoît Magimel nel ruolo di un ricercatore dell’ospedale che decide di aiutarla in questa difficile battaglia.

“Mi sono subito resa conto che questa donna variopinta sarebbe potuta essere uno straordinario personaggio – racconta la regista, parlando di Irène Frachon. Raccontato da lei, con tutta la sua passione e tutta la sua emotività, il caso assumeva una dimensione completamente nuova. Non era più la storia del Mediator, ma la storia della lotta di questa donna
straordinaria… se è riuscita a portare sino in fondo la sua battaglia, il merito sta nella sua immensa empatia nei confronti delle vittime e anche nella sua deontologia. Irène fa il medico unicamente per assistere e curare le persone, non è alla ricerca di potere e dunque non ha mai avuto paura di
compromettersi.”


Una figura femminile forte, di esempio, preoccupata per i pazienti, che decide di denunciare nonostante la paura, grazie anche ad una splendida famiglia con cui condivide quegli ideali racchiusi nella frase di Einstein che Irène ama citare:  “Il mondo è un posto pericoloso in cui vivere, non a causa di coloro che compiono azioni malvagie, ma a causa di coloro che stanno a guardare senza fare niente”.

 

150 MILLIGRAMMI: al cinema la coraggiosa battaglia di una donna per la verità was last modified: febbraio 2nd, 2017 by L'Interessante
2 febbraio 2017 0 commenti
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Principe
CulturaIn primo pianoTeatro

IL PRINCIPE ABUSIVO RITORNA IN TEATRO

scritto da L'Interessante

Il Principe abusivo.

IL PRINCIPE ABUSIVO RITORNA IN TEATRO: ALESSANDRO SIANI E CHRISTIAN DE SICA  SUL PALCO DEI MAGGIORI TEATRI D’ITALIA CON LA VERSIONE TEATRALE  DEL FILM CAMPIONE DI INCASSI

 

OGGI 2 FEBBRAIO IL DEBUTTO AL TEATRO VERDI DI SALERNO

SOLD OUT GIÀ DA DIVERSI GIORNI

 

IL TOUR PROSEGUIRÀ FINO AD APRILE

 

Milano 1 Febbraio 2017 – Dopo il successo della mise en  scène della stagione 2015, che ha registrato il sold out in tutte le tappe, ritorna con un nuovo tour, che toccherà i più importanti teatri d’ Italia, Il Principe abusivo a teatro. Il debutto è fissato per oggi giovedì 2 febbraio al Teatro Verdi di Salerno, già sold out da diversi giorni. Lo spettacolo, è “figlio” del film Il Principe Abusivo, che ha segnato il debutto da regista dell’attore Alessandro Siani, e che è stato un grande successo al box office. Con lui sulla scena, come nel lungometraggio, Christian De Sica, nell’amatissimo ruolo del ciambellano di corte.

 

“Il Principe Abusivo – dice Alessandro Siani – è stato il mio film d’esordio, accolto con grande affetto dal pubblico, un affetto nei confronti di questa pellicola, che mi ha trascinato a progettarne una versione teatrale. Un adattamento con grandi sorprese nel cast, con tante novità musicali. Una favola moderna che parla di ricchezza e povertà. Si dice…che il ricco trova parenti tra gli sconosciuti, il povero trova sconosciuti tra i parenti!”.

Lo spettacolo scritto e diretto da Alessandro Siani, che interpreterà il ruolo del “povero” Antonio De Biase, vedrà sulla scena oltre a Christian de Sica, anche la bellissima Elena Cucci nel ruolo della principessa, Luis Molteni che sarà il Re, Stefania De Francesco che interpreta la verace cugina di Antonio, Jessica Quagliarulo  e ancora Ciro Salatino che sarà il principino Gherez, e Antonio Fiorillo e Raffaele Musella, nei ruoli rispettivamente di Sasone  e Lelluccio, gli inseparabili amici di Antonio.

Le musiche sono affidate al maestro Umberto Scipione, scenografia Roberto Crea, coreografie Marcello Sacchetta, costumi Eleonora Rella. Collaborazione ai testi musicali di Vincenzo Incenzo. Lo spettacolo è prodotto dalla BEST LIVE.

DATE TOUR 2017

2-5 FEBBRAIO SALERNO – TEATRO VERDI

8-12 FEBBARIO TORINO – TEATRO ALFIERI

14-15 FEBBRAIO PARMA – TEATRO REGIO

18 FEBBRAIO – PADOVA – TEATRO GEOX

24-26 FEBBRAIO – FIRENZE – TEATRO VERDI

28 FEBBRAIO – BERGAMO – TEATRO CREBERG

3-5 MARZO – BOLOGNA – SALA EUROPA

11 MARZO – ROMA – PALALOTTOMATICA

16-17 MARZO – MILANO – TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI

24-26 MARZO – ANCONA – TEATRO DELLE MUSE

31 MARZO – PESCARA – PALASANGIOVANNI

6-9 APRILE – CATANIA – TEATRO METROPOLITAN

12 APRILE – BENEVENTO – PALATEDESCHI

22-23 APRILE – LECCE – TEATRO POLITEAMA

28 APRILE – CASERTA – PALAMAGGIO’

 

Tagliandi disponibili su Ticketone.it

IL PRINCIPE ABUSIVO RITORNA IN TEATRO was last modified: febbraio 2nd, 2017 by L'Interessante
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cane
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

“Ti scelgo perché mi stai bene”. Imparare a scegliere il cane consapevolmente

scritto da L'Interessante

Cane.

Di Luigi Sacchettino

Cari lettori interessati dopo il racconto-riflessione della consulenza con il piccolo di spitz ho deciso di intervistare un medico veterinario esperto in comportamento che potesse raccontarci bene cosa significhi e rappresenti scegliere consapevolmente un cane. Di quelle non condotte solo con amore.

Per farlo ho raggiunto telefonicamente il Dr. Antonio Sessa, Medico Veterinario L.P., Esperto in Comportamento degli animali d’affezione.

Si prende un momento di pausa dal lavoro per risponderci cordialmente.

  • Grazie mille Dottore per aver accettato la nostra intervista. Vorrei che ci chiarisse il concetto di adozione consapevole: cosa s’intende ?

“Per adozione consapevole s’intende il concetto secondo il quale l’adozione di un animale (cane, gatto o altra specie domestica che sia) dovrebbe essere conseguente a un’attenta e meditata riflessione che parte da basi razionali. In altre parole dovrebbe far seguito a un processo di acquisizione di conoscenze relative all’animale che si è deciso di accogliere nel proprio ambiente domestico, cercando di sapere in anticipo se le caratteristiche di quella specie si sposano bene con il nostro stile di vita, sia in termini economici che in termini di tempo da potergli dedicare, dal momento che, una volta che ci facciamo carico di un’altra vita- responsabilità enorme-, dovremmo aver ben chiaro in mente che ciò sarà per tutta la durata dell’esistenza di quella creatura di cui abbiamo deciso di occuparci, che dipenderà in tutto e per tutto da noi, nella cattiva e nella buona sorte- come recita la fatidica formula. Il principio che ci dovrebbe guidare dunque non può essere solo l’idea romantica e spesso illusoria che ci creiamo di quell’animale, perché magari sponsorizzato dall’ultimo film di moda. Oppure perché si vuole uno status-symbol (come l’auto, il cellulare et similia). Né tanto meno-parlo ai genitori- perché si cede alle richieste pressanti di un figlio o addirittura portandolo in regalo a qualcuno, sperando di fargli una sorpresa gradita. Poiché salvifico.  Perché altrimenti una scelta del genere esiterebbe, presto o tardi, in un completo insuccesso: l’abbandono di quell’animale o il suo maltrattamento. Un animale non è, non può e non deve essere considerato un oggetto, un giocattolo o un passatempo. Un animale è un altro essere vivente, differente da noi, letteralmente un altro mondo. Con le sue caratteristiche di specie. Con la sua personalità, il suo modo di vedere la realtà che lo circonda, di comunicare e di esprimere le sue emozioni. Con delle esigenze e dei bisogni concreti che spesso cozzano con i nostri, soprattutto in questo periodo storico, in cui si va tutti di corsa, si annaspa e sembra quasi si faccia fatica a sopravvivere, senza trovare neppure il tempo per fermarci a riflettere su chi siamo e cosa vogliamo realmente. Insomma, proprio per non rischiare di vivere con superficialità, e dunque non a pieno, come invece si meriterebbe, quella che potrebbe essere una splendida avventura, una scoperta dell’alterità e una riscoperta di una parte di noi, (troppo spesso dimenticata e messa da parte) che solo il confronto attivo, nella quotidianità con un animale, potrebbe farci recuperare, è necessaria un’adozione consapevole!”.

  • Abbiamo già parlato in un articolo precedente dell’importanza dei 60 giorni di condivisione madre cuccioli. Ma spesso non è possibile, si pensi ai cani trovati lungo la strada: come si può recuperare questa mancanza?

“Dobbiamo considerare che ogni individuo ha una sua propria capacità di resilienza, ovvero la possibilità intrinseca di far fronte a determinati imprevisti ed eventi più o meno traumatici per l’organismo (sia fisicamente che psichicamente) con cui spesso e volentieri la vita ci obbliga a fare i conti, così come possiede dei meccanismi di coping (strategie di adattamento), differenti per ognuno, che fanno sì che anche dei fratelli, pur appartenenti ad una stessa cucciolata, reagiscano in maniera differente allo stesso evento stressante.  Ogni cucciolo dunque ha una propria capacità di adattamento a situazioni non ottimali con cui si troverà obbligatoriamente a confrontarsi durante la sua esistenza. Per fortuna la plasticità della mente tipica di quest’età e l’organizzazione sociale di questa specie, molto simile alla nostra, che rende il cane un animale sociale (la cui organizzazione del gruppo di appartenenza ricorda molto da vicino quella della famiglia nella società umana), in qualche modo aiutano a far si che il soggetto, possa, entro certi limiti ovviamente, adattarsi anche a una tale possibilità (la separazione precoce dalla madre e/o dal branco), spostando l’attaccamento dalla figura materna ad un’altra sostitutiva che, ad esempio, potrebbe essere quella di un altro cane, o più spesso  la nostra. Sebbene appartenenti a specie differenti biologicamente e geneticamente parlando, infatti, condividiamo una vera e propria co-evoluzione, durata millenni, che porta questo meraviglioso animale a considerarci alla pari dei propri simili, nel momento in cui si vengono a determinare solidi legami di affetto e di fiducia reciproci. Certo questo ci carica di una notevole responsabilità nei riguardi di un cucciolo, a ben vedere, anche tenendo conto del fatto che non tutti gli esseri umani hanno un’ adeguata preparazione culturale per comprendere una specie diversa, sebbene a volte l’istinto e il buon senso sembrano poterci guidare nella giusta direzione. Ecco perché sarebbe essenziale ricorrere a un esperto in comportamento che fornisca le giuste informazioni prima di decidere di adottare un cucciolo, soprattutto poi se si è alla prima esperienza e  ci si è imbattuti in una adozione precoce senza gli giusti insegnamenti che solo mamma cagna sa fornire. Potrebbe essere necessario un intervento sul cucciolo tramite dei cani tutor, in una classe di socializzazione, o attraverso attività che noi umani possiamo fare per ridurre le lacune”.

  • Sovente la scelta del cucciolo viene condotta rispetto alla morfologia: quanto è importante una correlazione tra le predisposizioni razza di un cane e lo stile di vita della famiglia adottante?

“Questo purtroppo è un altro grande problema che si fonda su misunderstanding, cui spesso e volentieri hanno contribuito film o cartoni animati che ci hanno trasmesso un’immagine irreale e fantasmagorica di determinate razze. Quanti di noi non hanno inconsciamente incamerato e fatte proprie figure romanzate e quasi mitologiche, entrate ormai nell’immaginario collettivo, quali quelle impersonate da cani/attori in classici della filmografia? Basti pensare a film come Lassie o Rin tin tin, oppure, più recentemente, Io e Marley, Beethoven, Hachiko (tra l’altro realmente esistito), o Belle e Sebastien, o ancora, a sceneggiati come il commissario Rex, o ai personaggi di alcuni classici della Walt Disney, come 4 Bassotti per un Danese o Lilli e il Vagabondo o ancora la Carica dei 101, tanto per citarne  solo alcuni, tra i più noti e conosciuti al grande pubblico. Ecco purtroppo, col senno di poi, possiamo tranquillamente affermare che simili favole (perché altro non sono) hanno contribuito a diffondere delle illusioni deleterie, perché non corrispondenti al vero, circa determinate razze, alla base di tanti, troppi episodi di abbandono, conseguenti alla delusione e successiva disillusione, nel momento in cui ci si rende conto che quel cucciolo non è esattamente corrispondente, in realtà, al personaggio pubblicizzato da quel determinato film, sceneggiato o cartone. Sarebbe certamente opportuno, dunque, che non si scegliesse un cane solo perché in quel momento va di moda quella determinata razza, sulla scia della pubblicità fattagli dal film di turno. Non dimentichiamoci mai che stiamo parlando di esseri viventi con delle esigenze, caratteristiche, bisogni e prerogative comportamentali tipiche di quella determinata razza. Perché siamo stati noi, con processi di selezione artificiale, a volerla originariamente proprio così. C’è poi da dire che purtroppo, troppo spesso, nella selezione di determinate razze di cani, si è tenuto conto più dell’aspetto fisico che altro, magari per il piacere di ammirarne la pura e semplice bellezza estetica (e si sa quanto noi esseri umani siamo volubili in quanto a modelli di bellezza) o solo perché si voleva sfruttarne determinate caratteristiche fisiche, tipiche di quella razza, per un particolare lavoro (basti pensare al Bassotto, cane da tana per eccellenza, che col suo corpo lungo e le zampe corte, poteva infilarsi agevolmente nei cunicoli di prede che poi riusciva ad afferrare col suo morso potente, trascinandole a ritroso verso l’uscita; o a cani da muta, come i Beagle, che devono segnalare col loro tipico abbaio, la loro presenza ai cacciatori a cavallo che li usano per stanare e inseguire le volpi).  Difficilmente si pensa a tutto ciò, quando si sceglie un cane appartenente a una determinata razza. Invece sarebbe importantissimo conoscere prima certi aspetti, così da evitare brutte sorprese quando è poi troppo tardi per porvi rimedio, dovendo venire a patti con situazioni non proprio comode, se non addirittura pericolose, che invece si sarebbero potute evitare, grazie ad un’adozione cosciente e responsabile.

Anche là dove la mescolanza genetica, come nei meticci, non ci permette di sapere con certezza quali razze hanno contribuito realmente, in misura minore o maggiore, alla creazione di quel determinato soggetto, così come lo vediamo (di solito, infatti, è fuorviante ipotizzare le razze d’origine dal solo aspetto fisico di un cane meticcio), sarebbe comunque utile conoscere preventivamente uno dei due genitori (in genere la madre, per ovvi motivi) o almeno l’ambiente in cui è cresciuto e le esperienze che hanno caratterizzato i suoi primi mesi di vita. Perché, ad esempio, in genere, un cane nato e cresciuto in un ambiente di campagna, avrà più difficoltà ad adattarsi poi a una vita in città, giacché troppo iper-stimolante per il suo sistema sensoriale, abituato a ben altri suoni e rumori…Ma, come al solito, niente è assoluto e generalizzabile al 100% e tutto andrebbe contestualizzato, grazie alla supervisione di un addetto ai lavori”.

  • Quali le accortezze da prendere laddove si voglia adottare un cane in canile?

“Questa è una bella domanda; ma forse richiederebbe un corso apposito per poter riuscire a rispondere davvero esaurientemente! Certamente i consigli da dare sarebbero parecchi e tutto sarebbe più semplice se ci si rivolgesse ad un canile in grado di curare realmente le adozioni, attraverso un pre-affido responsabile e seguito in modo competente. Spesso, infatti, il personale di un canile (anche se non tutti i volontari, a onor del vero, hanno le competenze adeguate per fornire consigli validi), è quello in possesso del maggior numero di informazioni circa quel determinato cane. Soprattutto poi, se il soggetto in questione non è appena arrivato, per cui si è avuto modo di osservarlo nelle diverse situazioni, con cui si è confrontato e per mezzo delle quali ha dato prova del suo “carattere”:  del suo arousal e della sua reattività/emotività, del suo grado di socializzazione intra e etero-specifica, così da poter capire se quel dato cane è più facilmente integrabile in un dato contesto famigliare piuttosto che in un altro.  Sicuramente c’è da dire che il canile non è mai un luogo ottimale per un cane, e spesso anzi quell’ambiente riesce a tirare fuori il peggio da certi elementi (così come ogni ambiente in cui si è costretti a una convivenza forzata, in poco spazio, con delle risorse scarse e obbligatoriamente condivise). Pertanto sarebbe utile riuscire ad approcciare il cane che si vorrebbe adottare, a più riprese e per un periodo adeguato a conoscerlo quel minimo indispensabile, per mettere alla prova determinati comportamenti che poi nella futura convivenza saranno quelli con cui dovremo fare in conti, come compagni di vita. Certamente non tutto è immediatamente evidente, e per questo suggerisco sempre di frequentare il canile in questione per un po’, così da conoscere meglio sia i cani, ma anche il personale da cui dobbiamo, necessariamente, ricevere tutte quelle informazioni indispensabili per una scelta razionale e consapevole e non di pancia, come purtroppo spesso avviene, proprio per evitare spiacevoli soprese che in genere si traducono per il cane in un ritorno alla sua prigione di partenza (il canile appunto): esperienza ancora più nociva e traumatica per lui!”.

  • Trova valido il detto che un cane adulto non possa affezionarsi alla famiglia adottante alla stregua di un cucciolo?

“Assolutamente no! Se conveniamo, infatti, con quanto detto in precedenza, ossia che il cane, come specie, è un animale sociale e pertanto il suo etogramma prevede un rapporto speciale e intimo con altri esseri viventi, rappresentati non solo dai suoi consimili, ma anche da appartenenti ad altre specie, e precisamente la nostra, ecco che appare chiaro che esso è un animale che per ragioni genetiche, biologiche, culturali e storiche è predisposto ad interagire e a creare vincoli stretti e rapporti sociali a qualsiasi età, proprio perché è una sua precipua caratteristica e non potrebbe farne a meno, se non per delle gravi patologie comportamentali. Anzi da alcuni studi recenti è emerso persino che la maggior parte delle volte il cane, quando deve scegliere tra un suo conspecifico e un essere umano, come figura di riferimento, normalmente sceglie quest’ultimo! Credo che il cane sia davvero l’unica specie al mondo che ne privilegi un’altra come riferimento, il che ci fa capire quanto sia assetato di attenzioni e di considerazione da parte nostra. Per un cane, infatti, la realizzazione massima consiste nel riuscire a condividere delle esperienze assieme, in collaborazione, col suo partner di vita. Sta a noi riuscire a capire questo concetto, così da non pretendere più assurdi atti di deferenza (o come si ostinano a chiamarli alcuni, di sottomissione), ma provando per una volta, mettendo da parte il nostro immenso ego, a metterci in ascolto di ciò che cerca di comunicarci continuamente e a qualsiasi età questo insostituibile e unico animale: <Cosa posso fare per te? Cosa possiamo fare assieme, per stare bene? Insegnami> ”.

Grazie mille al Dottore per le esaurienti risposte.

L’amore è fondamentale per una adozione. È l’elemento necessario ma non sufficiente per una buona riuscita nei rapporti. Ci vuole impegno, oculatezza, condivisione, conoscenza. Disponibilità al cambiamento e alla messa in discussione. Se si pensa di adottare un cane per farlo adattare completamente alla nostra vita è più funzionale ed etico prendere un peluche. Ci scegliamo perché ci stiamo bene.

L’amore non è tutto. Ma può tutto.

“Ti scelgo perché mi stai bene”. Imparare a scegliere il cane consapevolmente was last modified: febbraio 2nd, 2017 by L'Interessante
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faglia
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Nuova faglia in California

scritto da L'Interessante

Faglia

di Antonio Andolfi

Pochi giorni dopo lo sciame di oltre 200 piccoli terremoti che hanno scosso l’area di Salton Sea, nel sud della California, gli scienziati hanno scoperto una seconda faglia che corre parallela alla nota faglia di Sant’Andrea (San Andreas Fault), a ovest rispetto a questa, lunga oltre 50 chilometri. La scoperta obbliga i sismologi a rivedere i modelli di rischio sismico per la maggior parte dell’area che comprende Los Angeles.

Secondo i ricercatori la faglia, che prende il nome di Salton Trough, non era mai stata rilevata prima perché si trova sotto il Salton Sea, un vasto lago salato che si è formato in seguito all’attività tettonica dell’area. La frattura è stata identificata casualmente, grazie ad un gruppo di ricercatori impegnati ad approfondire la geologia della regione incrociando dati ottenuti attraverso numerosi strumenti, tra cui rilevatori sismici, sismometri per ricerche oceaniche e il LiDAR (Light Detection and Ranging), ossia una tecnica di telerilevamento che utilizza impulsi laser.

La faglia si trova nella parte orientale di Salton Sea e poiché negli ultimi anni non ci sono stati terremoti associati con essa, non è mai stata evidenziata. Nonostante la scoperta, non c’è tuttavia motivo di pensare che la zona sia più soggetta a terremoti rispetto a quanto già ipotizzato.

La faglia di San Andreas, perché non è arrivato il Big One

Questa nuova frattura potrebbe in realtà spiegare perché ci sono stati meno terremoti rispetto a quanto previsto lungo quella di San Andreas. Una ricerca da poco pubblicata evidenzia che nell’arco degli ultimi 1.000 anni, lungo l’area meridionale della più famosa faglia, si è verificato un terremoto di magnitudo 7 ogni 185 anni: una periodicità che, in tempi più recenti, sembra essere saltata.

Questo spiega perché da tempo se ne attende uno di elevata intensità, il famigerato Big One.

Quale ruolo può avere questa seconda scoperta di Salton Sea in questo lungo periodo di quiete relativa? Una ipotesi è che potrebbe aver assorbito parte dell’energia che, altrimenti, si sarebbe scaricata lungo la faglia di San Andreas provocando l’atteso evento catastrofico.

 

Nuova faglia in California was last modified: febbraio 2nd, 2017 by L'Interessante
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volalto
In primo pianoSportVolley

Volalto Soverato riflessioni a mente fredda

scritto da L'Interessante

 Volalto

“Contro Soverato le ragazze hanno giocato una partita importante. Nonostante fossimo in formazione rimaneggiata e con la centrale Mio Bertolo schierata in un ruolo non suo, siamo stati costantemente nella sfida. Ovvio che alla fine eravamo stanchi e si è ceduto al tie break”. Così si apre la nostra intervista con il coach rosanero Fabio Bonafede. Contro Soverato si è ceduto al quinto set al termine di una lunga e dura battaglia sportiva. Un match che ha evidenziato il forte spirito di squadra delle rosanero, la loro grande determinazione.

 “ La grinta, la voglia di lottare sono tipiche delle mie squadre. – ha proseguito il tecnico volaltino –  Domenica scorsa, come in tutte  le gare questo spirito si è visto nuovamente. Non dobbiamo mollare mai niente, questo deve essere sempre il nostro imperativo”.

Volalto. Peccato per alcuni cali di rendimento

  “Abbiamo dei blackout, frutto del nostro vissuto che, ancora, non sono riuscito a togliere. Dovrei essere molto contento perchè abbiamo sfiorato l’impresa ma io gioco solo per vincere e non ci si può accontentare di un punto”.

Bonafede sottolinea, infatti, come la sfida con le calabresi avrebbe anche potuto avere un epilogo diverso.

“Potevano essere tre punti, invece ne portiamo a casa uno solo. Non posso essere contento, ma, parimenti, riconosco che è un punto molto pesante ed importante in chiave salvezza”. Già, la lotta per non retrocedere si infiamma ancora di più. Il colpaccio di Mondovì sul campo di Olbia consente l’aggancio delle piemontesi alle volaltine a quota dodici, ma anche la riduzione del gap rispetto alle sarde, ora di soli tre punti. Salvezza diretta e play out, sono, quindi, un discorso ancora apertissimo. Caserta ci crede, è viva ed ha ancora diverse fiches da giocare sul tavolo del campionato.

Volalto Soverato riflessioni a mente fredda was last modified: febbraio 1st, 2017 by L'Interessante
1 febbraio 2017 0 commenti
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maturità
AttualitàIn primo pianoParliamone

Maturità 2017: ecco la seconda prova

scritto da L'Interessante

Maturità 2017

Maturità: il MIUR fa uscire le materie

di Maria Rosaria Corsino

Cari studenti del classico, mettete da parte il Rocci.

È l’anno del Castiglione-Mariotti, di “fero, fers, tuli, latum, ferre”, di Marziale, Livio e

Sallustio.

Studenti dello scientifico, fuori penna e calcolatrice: quest’anno è il turno di matematica.

Sono state infatti ufficializzate oggi dal MIUR le materie della seconda prova che variano

di istituto in istituto, anche attraverso un video Instagram del Ministero stesso usando

l’hastag #nopanic

Gli anni passano: come cambia la maturità

Gli esami inizieranno il 21 Giugno con la prova di italiano affidata ad una commissione

interna.

Sarà anche l’ultimo anno della terza prova, che proprio nel 2017 compie diciotto anni.

Prossimamente quindi la maturità verterà solo su due prove scritte ed il colloquio orale.

Nuove proposte si affacciano anche per quanto riguarda la seconda prova del liceo

classico: non più la tradizionale versione, che se ti capita Cicerone sei finito, ma un brano

più semplice e più breve affiancato da una serie di domande sulla letteratura per

contestualizzare il testo.

Maturità, non ti temo

Noi non possiamo fare altro che tranquillizzare gli studenti, siete molto più bravi di quello

che vogliono farvi credere, e fargli un grande in bocca al lupo.

Ad maiora, ragazzi, e questo è solo l’inizio.

E soprattutto, #nopanic.

 

 

Maturità 2017: ecco la seconda prova was last modified: febbraio 1st, 2017 by L'Interessante
1 febbraio 2017 0 commenti
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john
CinemaCulturaIn primo piano

ADDIO A JOHN HURT: LUTTO IN CASA POTTER

scritto da L'Interessante

John

DOVE COMPREREMO LE NOTRE BACCHETTE ORA?  ADDIO A JOHN HURT, L’ATTORE CHE HA INTERPRETATO GARRICK OLIVANDER IN HARRY POTTER

Di Vincenzo Piccolo

Forse non è stato uno dei suoi ruoli più importanti, quello di Olivander, perché un attore di razza come lui può vantarne altri 200 di tutto rispetto. È stato un interprete eccelso, nel suo eclettismo, che gli permetteva di cucirsi addosso qualsivoglia personaggio. Come The Elephant Man di David Lynch, ruolo che gli valse una candidatura ai premi Oscar, dove si rese irriconoscibile.  Ci lascia così, con qualche film ancora inedito, in scena fino alla fine, a 77 anni. Combatteva un tumore al pancreas dal 2015, “colpa dell’alcol” – così diceva – “ma non sono un ubriacone”, sottolineava poco dopo. Personaggio tra i migliori mai avuti nella scena del cinema internazionale, ha avuto quattro mogli, due figli dall’ultima. Proprio in questi giorni era sul set di Darkest Hour, il film su Churchill in cui non ha fatto in tempo a concludere l’interpretazione di Chamberlain.   LA CARRIERA INFINITA DI JOHN HURT   La sua carriera rispecchia il suo eclettismo; così diviene popolare in tv prima con The Naked Civil Servant e poi con Doctor Who, al cinema con I cancelli del cielo di Micheal Cimino, Alien di Ridley Scott nei panni di Kane dalla cui pancia spunta l’alieno, ruolo che venne ripreso in Balle Stellari. Tuttavia il ruolo per quale è stato più amato negli ultimi anni è quello di Garrick Olivander (il costruttore di bacchette magiche) nella saga di Harry Potter. Beh, signor Hurt è chiaro che lei ci ha insegnato che si possono fare grandi cose, anche senza bacchetta.

ADDIO A JOHN HURT: LUTTO IN CASA POTTER was last modified: febbraio 1st, 2017 by L'Interessante
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creazione
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Creazione Festival: cala il sipario

scritto da L'Interessante

Creazione Festival

Dopo il poliedrico Maurizio Casagrande e il regista Edoardo De Angelis, si sono raccontati al pubblico di CreAzione Festival altre due grandi artiste

Sabato 28 gennaio a Roccaromana, in una chiesetta dedicata alla Madonna del Castello annessa alla suggestiva Torre Normanna, l’attrice e doppiatrice Renata Fusco, figlia di una pianista e di un pittore, ha raccontato il suo primo amore (la danza), la gelosia che da piccola nutriva nei confronti del “mostro nero con la coda” (il pianoforte), gli anni di studio, la scoperta del canto e del mondo della lirica, la differenza tra operetta e musical, l’incontro con l’attore, regista e coreografo Sandro Massimini e con il magico mondo della Disney, la collaborazione con l’ensemble di musica rinascimentale e barocca Antica consonanza composta da Guido Pagliano (viola da gamba, flauti), Ugo Di Giovanni (liuto a 8 cori), e Pier Francesco Borrelli (clavicembalo), gli stessi musicisti che l’hanno accompagnata nel corso della serata nell’esecuzione di brani di tradizionale napoletana. Non è mancata la proiezione di clip tratte dalla ricca carriera di Renata Fusco, echi dalla fantasia della Disney che hanno emozionato tantissime bambine presenti per l’occasione e che hanno richiesto all’artista “un po’ di Sirenetta”. Alla chiacchierata moderata da Michele Rosco è seguito il concerto-spettacolo del gruppo musicale Ave Gratia Plena fondato a Limatola nel 1991 e diretto da Pietro Di Lorenzo. “Amore, gioco e danza nella musica e nella danza del Medioevo” ha proposto musiche vocali e strumentali dai Carmina Burana ai brani “satirici” tratti dalle raccolte italiane dell’ars nova, a fare da sfondo le colline come luogo suggestivo e la splendida Torre che “governa e controlla tutto il territorio”. “Un’occasione di promozione per piccoli paesi come Roccaromana, sono contenta di aver aderito al progetto”, ha commentato il sindaco Anna Filomena De Simone. Concetto ripreso, la sera seguente a Caiazzo (domenica 29 gennaio) in occasione della chiusura ufficiale di CreAzione Festival, dal direttore artistico Simona Caracciolo e dal primo cittadino-promotore dell’idea progettuale della città di Caiazzo Tommaso Sgueglia. “La sinergia e la collaborazione tra i comuni continuerà con altri eventi – ha sostenuto la fascia tricolore – il binomio cinema e territorio ha funzionato e ha dimostrato ancora una volta la ricchezza storica e culturale dell’Alto Casertano, la generosità e il calore degli abitanti e dei centri storici”. La serata nell’Auditorium ex Chiesa dell’Annunziata è iniziata con un altro coinvolgente talk, sul palco questa volta Cristina Donadio, meglio conosciuta come Scianel della serie Gomorra. Ha ripercorso i suoi 35 anni di carriera, il suo amore e impegno nel teatro, il primo film “Nel regno di Napoli”, l’esordio con Nino Taranto, l’esperienza con De Filippo e Giuffrè, l’esperienza con Gomorra e l’interpretazione della ‘iena’ del clan, fino a lanciare un sano messaggio ai giovani dicendo loro: “Scoprite la vostra passione come esigenza interiore, con essa supererete tutto, ogni difficoltà”. Hanno chiuso il cartellone dedicato alla cultura e al marketing territoriale, il sound, le parole e le note di Enzo Gragnaniello in duo. “Ogni canzone è un viaggio”, ha confessato ai fan e al pubblico presente, lo stesso cantautore partenopeo che dimentica le sue radici e racconta sempre le sue collaborazioni, tra tutte quella con Roberto Murolo e Mia Martini che ha omaggiato con l’emozionante “Cu’mme”. Nella stessa serata sono stati proiettati il corto da fiction e il documentario realizzati grazie ad un concorso con giovani sceneggiatori inserito e voluto fortemente proprio in CreAzione. I soggetti cinematografici sono stati girati e montati durante il periodo di svolgimento del festivaldalla Breeze Entertainment (rappresentanti dal produttore Giovanni Scirocco e dal videomaker e direttore della fotografia Antonio Guastafierro), lavori diretti da Nicola Spanò che hanno coinvolto talenti locali e raccontato uno spaccato incontaminato e naturale della provincia di Caserta

Creazione Festival: cala il sipario was last modified: febbraio 1st, 2017 by L'Interessante
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