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Categoria

In primo piano

Volalto
In primo pianoSportVolley

Volalto Caserta – Soverato: la cronaca dell’incontro

scritto da L'Interessante

Volalto Soverato.

Vince Soverato che così sbanca il taraflex di Viale Medaglie d’Oro, ma la VolAlto è andata vicinissima a quella che sarebbe stata una vera e propria impresa sportiva. Scesa in campo senza Pascucci e con una formazione non poco rivoluzionata, il team casertano si è reso protagonista di una prestazione eccezionale. Cinque set tiratissimi, tutti giocati alla pari contro rivali decisamente agguerrite e ben decise a portare a casa punti pesanti in chiave play off. Le rosanero hanno vinto in rimonta un primo set apparso ad un certo punto perso, poi si sono ritrovati avanti due set ad uno. Hanno provato a chiudere la contesa al quarto, ma alla fine hanno subito il ritorno delle rivali brave a non arrendersi.

Peccato. La VolAlto conquista, però, un punto pesante in chiave salvezza e conferma di esser team vivo ben deciso a giocarsi sino all’ultimo punto le sue speranze di salvezza.

  La cronaca

Pronti via e Soverato scatta sul più quattro. (2-6). Caserta fatica in attacco, mentre al di la della rete Soverato, approffittando anche della ricezione campana ancora freddina, trova attacchi facili. (3-7). Fast della Boriassi e due servizi vincenti della stessa centrale riportano la VolAlto sul meno due. (5-7). Le rosanero, però, continuano a soffrire in ricezione. Manfredini fa ace. (5-10). Il gioco offensivo di Caserta punta molte delle sue fortune sugli attacchi delle centrali. (8-10- 12-14). L’ennesimo servizio vincente della sfida riporta Soverato avanti di quattro. (12-16). Bonafede chiama sospensione. Le calabresi controllano. La fast di Bertone vale il massimo vantaggio. (14-20). Sembra finita. Qui, però, si costruisce il capolavoro rosanero. La VolAlto alza le sue percentuali difensive, muro e gioco al centro sono da manuale. Parte la rimonta. (18-22). Errore di Manfredini, punto di Mio Bertolo.(22-23). Muro di Boriassi parità. La VolAlto è in trance agonistica.
   Le riesce tutto benissimo. Arriva il set point. Soverato lo annulla. Caserta ci crede. Se ne costruisce un secondo e chiude. 26-24.

   SECONDO SET

   Scatta subito avanti Caserta (3-0). Manfredini e Zanotto riportano la sfida in pareggio. (4-4). L’attacco di Soverato, adesso, è più costante con le campane ad inseguire. (5-10). Boriassi prova a ricucire (9-14),  Astarita la segue e si risale sul meno due (15-17). Saja chiama time out. Dalla sospensione escono benissimo le ospiti. Manfredini sigla il nuovo allungo. Il muro di Travaglini porta le calabresi avanti di cinque. (17-22). Arrivano sei palle set per Soverato. (18-24). Caserta ne annulla due, poi si arrende. 20-25

   TERZO SET

   L’equilibrio iniziale (5-5) è spezzato da un attacco vincente di Mio Bertolo ed un ace di Astarita. (8-6). Sarà il piccolo break sul quale le padrone di casa costruiranno le loro fortune nel parziale.Il muro di Strobbe vale il più tre. (14-11). Al di la della rete il peso offensivo è quasi tutto sulle spalle della Manfredini. (15-13). Barone rileva Mio Bertolo. Il muro della Vujko riporta Soverato sul meno uno. (15-14). Ci pensa ancora una volta Strobbe a rimettere aria tra le due formazioni. Il punteggio segue i cambi palla. Caserta difende con intensità non comuni. Dove non arriva con le mani ci mette i piedi. (18-15). Saja chiama sospensione. Il time out non cambia l’inerzia della sfida. La VolAlto ci crede e con Astarita trova spesso valide soluzioni in alternativa alle due centrali. (19-16). Bartesaghi griffa l’ennesimo miracolo difensivo rosanero. Boriassi e Mio Bertolo  lasciano l’impronta nella metà campo avversaria. (22-17). Soverato sbanda. (23-17). Oramai è Giada
   Boriassi Show. Saia chiama ancora sospensione. Ancora Boriassi griffa il set point. (24-17). Soverato ne annulla tre, poi Astarita chiude i giochi. 25-20

   QUARTO SET

   Scatto Caserta (4-1), ma Soverato rimonta. (5-4). Agrifoglio cerca spesso le centrai e fa bene. Il primo tempo della Strobbe è quasi una sentenza, Boriasi ha il braccio rovente ed anche Mio Bertolo, in un ruolo per lei inedito, fa in pieno il suo dovere. (8-4). Saja decide di bloccare la sfida. La sospensione non frena il furore agonistico delle campane. Ancora Strobbe a confermare il più tre per la VolAlto. (9-6). Soverato sbaglia in attacco. (10-6). La VolAlto gioca bene i cambi palla. Bartesaghi ne griffa due consecutivi.Si ritorna sul più quattro.(14-10). Manfredini piazza un siluro terra aria, poi con il suo servizio mette in difficoltà Caserta aprendo così la rimonta delle calabresi.(14-14). Bonafede chiama time out. La VolAlto riprende la sua corsa. (16-14), ma è una piccola parentesi. Soverato piazza un break di 0-3 che obbliga il coach rosanero a chiamare ancora sospensione. Astarita rimette la contesa in parità.(17-17).Il muro della Travaglini vale il più due per
   le ospiti. (18-20). Adesso è la VolAlto a non riuscire più a mettere palla a terra. Soverato scappa (19.23) e porta la sfida al tie break. 19-25

   TIE BREAK

   Il primo punto è di Manfredini. Bartesaghi pareggia, ma il primo allungo è di Soverato. (1-3). Il muri di Mio Bertolo riporta le rosanero sul meno uno. (3-4).La ricezione di Caserta soffre e le calabresi ne approfittano. (3-6). Rientra Barone. Al cambio campo le ospiti sono avanti di cinque (3-8).Caserta non ne ha più. De Michelis e Zanotto portano le ospiti sul 4-14. Strobbe annulla il primo, ma alla fine vince Soverato 5-15

   VOLALTO – SOVERATO

   (26-24; 20-25; 25-20; 19-25; 5-15)

   VOLALTO: Boriassi 17, Avenia, Aquino, Cecchetto(L), Strobbe 16, Astarita 12, Agrifoglio 3, Barone, Bartesaghi 7, Mio Bertolo 14. All. Bonafede. Vic Russo

   SOVERATO: Vujko 5, Travaglini 15, Caforio, Caravello 8, Bertone 3, Demichelis 8, Zanotto 8, Manfredini 32, Gennari, Karakasheva, Bisconti (L). All Saja.

Volalto Caserta – Soverato: la cronaca dell’incontro was last modified: gennaio 31st, 2017 by L'Interessante
30 gennaio 2017 0 commenti
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Cisl
In primo pianoParliamone

Cisl Fp Caserta, verso il Vs Congresso provinciale

scritto da L'Interessante

Cisl FP.

Si apre la stagione congressuale della Cisl Fp con assemblee sui vari luoghi di lavoro che porterà al giorno del Congresso previsto il 15 febbraio, al voto per rinnovare le cariche della segreteria interprovinciale.

Chi parteciperà al Congresso? I rappresentanti dei lavoratori e circa 94 delegati per i seguenti Comparti contrattuali.

Presidenza del Consiglio dei ministri
Agenzie fiscali
Ministeri
Enti pubblici non economici
Regioni
Autonomie Locali, Comuni e Provincia
Sanità Pubblica
Sanità Privata,
Terzo settore, Coop Sociali e Consorzi
Polizie Locali
Dirigenza P.I.

Nello specifico per il Comparto Ministeri
– BENI CULTURALI, SOPRINTENDENZA E REGGIA
– DIFESA, PIROTECNICO DI CAPUA, DIP MILITARE MEDICINA LEGALE, CENTRO
DOCUMENTALE.
– GIUSTIZIA, TRIBUNALE SANTA MARIA C.V, E NAPOLI NORD AVERSA.
PROCURA DELLA REPUBBLICA SANTA MARIA C.V E NAPOLI NORD

– ISTRUZIONE, UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE DI CASERTA.
– LAVORO, DIREZIONE TERRITORIALE DEL LAVORO DI CASERTA

ENTI PUBBLICI NON ECONOMICI
– INPS, INAIL CASERTA E AVERSA, AGENZIE FISCALI

Presenti anche i rappresentanti del Ministero della Difesa, IX Stormo, e i dipendenti del Distretto Sanitario di Sessa Aurunca/Mondragone.

Per la Sanità,
– ASL
– AZIENDA OSPEDALIERA
– Presidio Ospedaliero di Marcianise
– P.O. Melorio di Santa Maria C.V
– Presidio Ospedaliero di Piedimonte e dei Distretti Sanitari di Piedimonte
e Caiazzo.
– P.O Moscati, dei Distretti sanitari di Aversa e Casal di Principe,
dell’OPG.

Per le Autonomie Locali,  i rappresentanti di Regione e Provincia e, tra i 104 comuni del territorio, i rappresentanti delle amministrazioni a maggiore densità abitativa.

La CISL FP ricordiamo rappresenta e tutela a livello nazionale, regionale e provinciale i lavoratori dei diversi settori della Pubblica Amministrazione e dei Pubblici Servizi. Dall’attività dei settori seguiti da questa federazione dipende in gran parte l’efficienza di tutti i servizi al cittadino ed alle imprese, il cui insieme costituisce fra l’altro, il complesso sistema del welfare nazionale, regionale e locale.

La Cisl FP rappresenta sul territorio nazionale 319.710 iscritti.

Appuntamento il 15 febbraio ore 9.00 presso il Grande Hotel Vanvitelli, San
Marco Evangelista, Caserta.

Cisl Fp Caserta, verso il Vs Congresso provinciale was last modified: gennaio 30th, 2017 by L'Interessante
30 gennaio 2017 0 commenti
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dell'agnello
In primo piano

DELL’AGNELLO NERVOSO ED IRASCIBILE IN SALA STAMPA. LA CAUSA NON E’ LA SOLA SCONFITTA

scritto da Walter Magliocca

dell’agnello

Dell’Agnello entra in sala stampa nervoso e deluso. Ma l’irascibilità non è figlia della sola sconfitta

“Abbiamo giocato il jolly di Reggio Emilia e lo abbiamo perso. Non è possibile subire 28 punti nel primo quarto. Questo aspetto ci ha condizionato e ci ha sfiduciato ed i giocatori non sono stati bravi a recuperare la condizione mentale”.

Analisi della partita.

“Varese è stata brava e attenta nel chiudere l’area non consentendoci penetrazioni. Ci ha lasciato solo tiri da tre. La nostra percentuale nel secondo tempo è stata di 3 su 15 e questo l’abbiamo pagato pesantemente con la sconfitta”. Il nostro organico non è in grado di giocare nell’uno contro uno e superare l’uomo e pertanto abbiamo cercato soluzioni alternative. Peccato!! Perché avevamo fatto un  gran colpo a Reggio Emilia e non lo abbiamo sfruttato. Dobbiamo essere più furbi nel gestire alcune situazioni di gioco. Ma dobbiamo anche considerare che Bostic non si allena bene da due mesi”.

Sull’episodio di Sosa che ha rivolto il dito medio al pubblico della tribuna numerata alle spalle delle panchine, Dell’Agnello ha precisato:

“Non ho visto l’episodio e quindi non posso essere dettagliato sull’accaduto. Ma mi è stato riferito. Non comprendo i fischi aduna squadra che ha un’ottima classifica e che domenica scorsa ha violato il campo della Grissinbon Reggio Emilia. Al rientro in campo Sosa ha chiesto scusa al pubblico. Ma continuo a non capire i fischi del pubblico. A chi non riesce a leggere i numeri posso solo dire che anche a Reggio, fino a quando è stato in campo,  Sosa ha dispensato 8 assist e la squadra ha perso due palle, mentre senza Sosa questi numeri sono stati ribaltati: 2 assit e 8 perse. Alla fine abbiamo vinto e ….”.

Sulle ambizioni della squadra

“Posso dire ad alta voce – prosegue Dell’Agnello – che, prima del campionato, a me è stata chiesta la salvezza e non altri obiettivi. Certamente non ci tireremo indietro. Ma stiamo facendo bene”

A tanto sollecitato, Dell’Agnello si altera

“Si è sempre pronti a criticare dopo una sconfitta mentre non si è dato risalto all’impresa di domenica scorsa. Si esaminano le due sconfitte con Varese, ma non si pensa che abbiamo vinto due volte contro Reggio Emilia. E’ bene evidenziare che tutto può succedere in un campionato dove ci sono partite che terminano con scarti di venti/trenta punti”.

Dell’Agnello non è tranquillo. Le ultime affermazioni lasciano trasparire un palese nervosismo del coach. Per Attilio Caja, alla guida di Varese, si tratta della prima vittoria della sua gestione. Ed a Reggio Emilia, con una squadra in crisi (ha perso anche oggi), la vittoria è venuta per un piccolo aiuto della dea bendata.  

Di tutt’altro umore Caja il coach varesino che comunque non si illude sul prosieguo del campionato 

“Soddisfatto della prestazioni dei miei giocatori nonostante le ridotte rotazioni. Prima vittoria della mia gestione su un campo difficile come quello casertano contro una compagine che sta disputando un attimo campionato. Ma la strada per la salvezza è ancora lunga”,

Continua nella breve disamina: “Un plauso va agli esterni. Abbiamo affrontato la zona di Caserta  ad uomo, Abbiamo ottenuto il meglio quando abbiamo giocato con quattro piccoli perimetrali, facendo male con gli esterni. Dobbiamo continuare su questa strada”.

Tabellini

PASTA REGGIA JUVECASERTA  80

Sosa 22 (6/14, 2/8), Riccio, Diawara 3 (1/2,0/6), Cinciarini 6 (2/3, 0/2), Ventrone, Putney 20 (3/8, 4/6), Gaddefors 9 (0/0, 1/1), Giuri 4 (1/1, 0/3), Bostic 10 (0/0, 2/4) 10, Cefarelli, Watt 12 (5/7, 0/1), Johnson L. (0/1)

Da 2 18/36 – da 3 9/31

All. Dell’Agnello

OPENJOBMETIS VARESE 86

Johnson D.  26, Anosike 10, Maynor 21, Avramovic 3, Pelle 4, Bulleri, De Vita, Cavallero, Kangur, Canavesi, Ferrero 15, Eyenga 7

Da 2 17/43 – da 3 9/23

All. Caja

Arbitri

Mazzoni Manuel, Vicino Alessandro, Calbucci Gianluca

 

 

 

 

DELL’AGNELLO NERVOSO ED IRASCIBILE IN SALA STAMPA. LA CAUSA NON E’ LA SOLA SCONFITTA was last modified: gennaio 30th, 2017 by Walter Magliocca
30 gennaio 2017 0 commenti
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juvecaserta
BasketIn primo pianoSport

JUVECASERTA ENNESIMA SCONFITTA. VARESE PASSA AL PALAMAGGIO’

scritto da Walter Magliocca

juvecaserta 

Juvecaserta: la più brutta gara casalinga

La Juvecaserta ritorna al Palamaggiò dopo la vittoria di Reggio Emilia e per la doppia gara casalinga oggi contro la Openjbmetis Varese e tra sette giorni contro Cremona.

“Shack l’ultimo rimbalzo è stato il cielo”, questo lo striscione apparso nella curva 4 stelle per ricordare il pivot dello scudetto, deceduto venerdì sera.

Minuto di raccoglimento e poi il via per il primo quarto. Si chiude 21 – 28

La nostra mano sul petto per Caserta onore e rispetto.  Altro striscione, questa volta nel settore ospiti per testimoniare i buoni rapporti tra le tifoserie. La curva bianconera risponde a fine quarto con il benvenuto per i lombardi.  

Sandro Dell’Agnello schiera un quintetto tutto straniero: Sosa, Watt, Putney, Bostic e Diawara. Dopo il primo canestro di Varese con Johnson,  è Putney a realizzare la prima bomba, con Bostic che raddoppia dall’arco. La Juvecaserta prende le misure ed è l’asse Diawara – Putney a produrre i primi effetti. A 6’ 07’’ 12 – 7. Caserta commette qualche errore di troppo con Putney e Watt e Varese recupera.  15 – 13 a 3’ 52’’. Che diventa pareggio a 3’ e 25’’, con Sosa che, ancora una volta, gioca troppo da play ground.  Primo cambio a 2’ 30’’ con Cinciarini per Bostic. Padroni di casa, con una difesa inguardabile, che si complicano la vita da soli senza che Varese faccia più di quanto debba. La frazione si chiude sul 21 – 28.   

Secondo quarto 43 – 47

La Juvecaserta, dopo il breve riposo, non reagisce e Vareseci crede. 21 – 31 a 9’ e 15’’. Caserta continua a sbagliare e Sosa ad “incaponirsi”. La partita è veramente inguardabile. A 7’ 47’’ 23 – 32. La prima bomba della frazione è a6’ e 12’’ di Putney. 29 – 36. Juvecaserta che tenta una timida ripresa. Dell’Agnello ripropone la zona match up e Johnson D. colpisce ripetutamente da tre. A metà quarto 34 – 42. La prestazione di Sosa è inguardabile e al momento della sostituzione il giocatore rivolge al pubblico il dito medio. Veramente indecoroso per il giocatore più pagato e che non ha mai dimostrato di valere almeno un decimo della sua fama. Con la sua sostituzione la Juvecaserta ritorna recuperare punti ed ad infiammare il pubblico. A 2’ 39 – 44 e Sosa e non partecipa nemmeno ai time out. Al riposo lungo il tabellone segna 43 – 47.   

 Terza frazione 62 – 66

Sosa al rientro chiede scusa al pubblico e Dell’Agnello lo schiera nel quintetto nuovamente strangers. Il play dispensa un assist per Watt e si produce in una penetrazione: parità a 47. Su un’azione di Varese gli arbitri riescono a fischiare tre falli tecnici: a Watt e Anosike per fallo reciproco e a Bostic per proteste. La partita entra nel vivo con palla recuperata e schiacciata di Putney che poi, in recupero, in difesa, stoppa Ferrero. La Openjobmetis rimane a galla con le bombe di  Eyenga, le penetrazioni di Maynor e le bombe di Johnson D.  In campo i momenti di entusiasmo sono inferiori a quelli di stanca. Su  ennesimo schiacciatone di Putney si va sul 58 a 54 a 4’. Ma la serata non è delle migliori e gli ospiti recuperano terreno. A 55’’  60 – 64. Penultima frazione che si chiude sul 62 – 66.

Ultima frazione e partita che si chiude  80 – 86

Johnson D. apre gli ultimi dieci minuti con una bomba. L’ennesima, la quarta su cinque tentativi. I bianconeri complicano una gara che doveva rappresentare  – la svolta. Sosa è nervoso e non riesce ad entrare in partita. Si fa fischiare uno sfondamento e sbaglia l’appoggio di un facile contropiede. A 7’ punteggio 62 – 70. Diventano 72 i punti di Varese a 6’ e 24’’. Ennesima gara che si potrebbe chiudere in volata. Almeno si spera. Dal time out la Juvecaserta esce con il giusto piglio. Dopo un’errata chiamata di doppio campo i casertani realizzano la bomba, con Sosa, del meno cinque. 67 – 72. A 3’ e 44’’ su bomba di Putney punteggio 70 – 74. Tensione finale: su due liberi di Bostic 72 – 76. A 2’ dal termine. Sosa recupera palla in difesa e sul contropiede canestro e fallo. A 1’ e 51’’ 75 – 76. Quarto fallo di Giuri che manda per tre tiri in lunetta Eyenga. Ne mette uno solo 75 – 77. Su un instant replay la palla viene assegnata a Varese che capitalizza con schiacciata di Eyenga: 75 – 79 a 48’’ 96. Sul fallo di Watt si spengono le speranze di Caserta. Varese, fino ad ora cenerentola del campionato, la spunta al Palamaggiò. 75 – 81 a 41’’. Sul tiro da tre di Giuri si spengono le speranze di Caserta. Finisce 80 – 86.

La fortuna di Reggio Emilia ha evitato che la Juvecaserta inanellasse sette sconfitte consecutive.

JUVECASERTA ENNESIMA SCONFITTA. VARESE PASSA AL PALAMAGGIO’ was last modified: gennaio 29th, 2017 by Walter Magliocca
29 gennaio 2017 0 commenti
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Lego
CulturaIn primo piano

LEGO in mostra: opere d’arte costruite con i mattoncini

scritto da L'Interessante

Lego.

Di Erica Caimi

La mostra The Art of the Brick del giovane artista americano Nathan Sawaya è stata accolta con curiosità dal pubblico di moltissime nazioni. Dopo il successo della prima tappa italiana a Roma lo scorso inverno, l’esposizione è approdata a Milano nelle sale della Fabbrica del Vapore e sarà visitabile fino al 29 gennaio.  Un’occasione imperdibile per vedere le opere che hanno già fatto il giro del mondo volando da New York a Los Angeles, da Melbourne a Shanghai, da Singapore a Londra, da Parigi a Bruxelles e ancora in Italia.

L’artista e la sua passione per i LEGO

Nathan Sawaya è nato nel 1973 a Colville, nello Stato di Washington e cresciuto a Veneta, in Oregon. Fin da bambino si è sempre distinto per la sua creatività, adorava inventare storie, disegnare, ma soprattutto costruire oggetti con i suoi amati mattoncini LEGO. Riceve la sua prima scatola come regalo di Natale, quando aveva soltanto 5 anni e spronato da nonni e genitori, i quali avevano già notato le grandi potenzialità del bambino, comincia a costruire case, macchine e animali di ogni genere. Qualche anno dopo riuscì a costruire una vera e propria città di LEGO grande dieci metri quadrati. Non contento, a dieci anni, usa i mattoncini colorati per realizzare un cane a grandezza naturale, quando i suoi genitori non gli concedono di adottarne uno vero. Crescendo si sa, ci si dimentica dei sogni infantili per trovare il proprio spazio nel mondo e guadagnarsi da vivere. Così Nathan, dopo una laurea in Giurisprudenza, comincia ad esercitare la professione di avvocato nella frenetica città di New York. Anni di cause, arringhe in tribunale e cavilli legali non sono riusciti a sopprimere il suo spirito creativo, a tal punto che un giorno decide di lasciare la sua carriera per tornare al primo amore: l’immaginazione. Questa scelta, che potrebbe sembrare un azzardo, si rivela non soltanto un successo planetario, ma anche una svolta nel mondo dell’arte. Infatti, la sua attività di artista si sviluppa intorno a un processo creativo basato sul libero gioco, il cui risultato è un singolare incrocio di pop art e surrealismo.

Oggi Nathan Sawaya possiede più di 4 milioni di mattoncini LEGO sparsi tra i suoi atelier di New York e Los Angeles, ed espone le sue opere in tutto il mondo.

The Art of the Brick: opere d’arte fatte con i LEGO

La Cnn l’ha definita “una delle 10 mostre da vedere al mondo”, in effetti è uno spazio curioso alla portata di adulti e bambini.  E’ una mostra che unisce diverse fasce generazionali, ma fa anche riflettere sull’importanza di fantasia e immaginazione nell’universo dei bambini e di quanto sia bello e fondamentale spingerli a realizzare qualcosa di concepito nella loro mente. Nell’era del digitale, che troppo spesso restituisce al bambino una realtà preconfezionata, il gioco manuale costituisce un esercizio rilevante per lo sviluppo delle abilità creative, sia presenti che future.

L’esposizione copre un’area di 1.600 metri quadri e vanta oltre 100 opere d’arte in 2D e 3D, tutte rigorosamente realizzate con i mattoncini LEGO. Interessanti sono le ricostruzioni in formato LEGO di alcuni famosi capolavori come la Gioconda di Leonardo, il bacio di Klimt, l’urlo di Munch, la Venere di Milo, il Pensatore di Rodin o la Ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer. Impressionante è anche lo scheletro di dinosauro lungo 6 metri, per il quale sono stati impiegati 80.020 mattoncini.

In linea con lo spirito che caratterizza il percorso creativo dell’artista, al termine della mostra è stata allestita un’area gioco, nella quale i visitatori possono creare e divertirsi con i mattoncini LEGO messi a loro disposizione gratuitamente. Un incoraggiamento a trasformare il gioco in arte perché, come ci ricorda Nathan Sawaya all’inizio dell’esposizione “I sogni si realizzano…un mattoncino alla volta!”.

LEGO in mostra: opere d’arte costruite con i mattoncini was last modified: gennaio 28th, 2017 by L'Interessante
28 gennaio 2017 0 commenti
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Emanuele
AttualitàIn primo pianoParliamone

Emanuele Cerullo: il poeta di Scampia si difende dagli insulti

scritto da L'Interessante

Emanuele Cerullo.

Di Michela Salzillo

Emanuele Cerullo, giovane poeta cresciuto nella vela celeste di Scampia, l’abbiamo conosciuto circa un mese fa. È probabile che ricordiate l’intervista che ci aveva gentilmente concesso in occasione dell’incontro col pubblico del Drama Teatro Studio, serata in cui, oltre a presentare il suo Ventre di Scampia, offrì ai presenti una minuziosa analisi su delle verità poco diffuse legate al quartiere in cui è cresciuto. È da quando frequentava le scuole elementari che Emanuele cerca di propagare, mediante la desueta attitudine al verso – almeno per quel che riguarda tematiche connesse alla cronaca di realtà parecchio difficili come quella di Scampia – un messaggio di riscatto profondo che, ad oggi, ha messo radici robuste e non intende conoscere battute d’arresto. A distanza di un anno esatto dalla pubblicazione, il giovane poeta può contare innumerevoli soddisfazioni e ottimi riscontri. Ad apprezzare le sue opere, critici, giornalisti e attori, ma nessun consenso, almeno da come lui stesso sottolinea in ogni opportuna occasione, è comparabile all’approvazione e alla fiducia dimostratagli dagli studenti che ha conosciuto e continua a conoscere. Sì, perché a Emanuele piace incontrare soprattutto loro, gli piace parlare con il futuro, instillare nei giovani un progetto di speranza, non di quelli astratti, legati magari a un incerto disegno fatalista, ma a un preciso concetto di operosità legato al tempo; un tempo da sfruttare fino all’ ultimo ticchettio, anche a costo di inventarlo. Chi lo ha conosciuto sa della sua genuinità; è consapevole del fatto che la poesia, per Cerullo, non viene dopo nulla, non è un passa tempo o l’opportunità narcisistica di un giovane che gioca a fare il sapiente contemporaneo senza scrupoli. Eppure c’è chi, al netto di questa identità, lo ha preso di mira sferrandogli accuse alquanto infondate. 

Emanuele Cerullo: il messaggio Facebook che lo accusa di adoperare atteggiamenti fascisti

Sembra assurdo, ma ancora oggi c’è chi gioca a dire corbellerie senza basi che ne provino l’opposta esattezza. Qualche giorno fa, infatti, il profilo di Cerullo riportava un messaggio diffamatorio ai danni del poeta, che citava così:

“ oggi facciamo un applauso al giovane vate/ water delle periferie Cerullo che va nelle scuole a insegnare il saluto fascista agli scolaretti che si mettono pure a studiare le sue poesie in classe. A Napoli ci mancava solo la copia scema di D’annunzio.”

Il messaggio suddetto è stato condiviso da Emanuele dopo aver scelto di oscurare la fonte per non alimentare inutili polemiche; si tratterebbe, però, di un gruppo facebook gestito da studenti universitari che avrebbe provveduto a recuperare una vecchia foto del poeta di Scampia, immagine che lo ritrae con la mano (sinistra) tesa in segno di saluto, al cospetto di una platea di studenti giovanissimi. Abbiamo scelto di parlarvene perché la cosa ci ha parecchio sconcertati; è vero che il web è pieno di stupidità del genere, ma la storia degli scrittori che racconterebbero di disagi sociali e non, legati alla malavita, solo per ottenere popolarità, ha parecchio stancato.  Ma fortunatamente Emanuele, che ama la poesia più di tutto e di rese non ne conosce neppure la brutta copia, si è limitato a rispondere così:

La risposta di Emanuele ai diffamatori

“Che vergogna. Non farò pubblicità a questa pagina (infatti ho oscurato il nome) e non denuncio perché ho tempo da inventare, non sto appresso a loro; un minuto però lo voglio sprecare per rivolgermi agli autori di questo post (che devono essere frequentatori assidui del mio profilo, visto che sono andati a pescare una foto di 3 o 4 anni fa). Provo sinceramente imbarazzo per la vostra coscienza. Se il discorso è l’ideologia, eccovela servita, e ve la servo così, col gesto che vedete in questa foto: dare il cinque. Perché oggi ci parliamo senza guardarci negli occhi, perché le scuole mi chiamano e io ci vado, perché i giovani devono incontrare le persone, non i personaggi; ne hanno bisogno, occorre vicinanza, le distanze tra ammiratore e ammirato vanno annullate: anche l’ammirato è ammiratore, vuole stupirsi costantemente, imparare dalle domande ascoltate. E poi ci si incontra e si batte il cinque, perché non ci siano muri, perché io non sia inarrivabile o inavvicinabile né – ancora peggio – uno scribacchino impresso su carta e basta: sono un pazzo sognatore. Terrò a breve dei laboratori di poesia con numerosissimi studenti. Perché vi nascondete? Sorridete e venite anche voi, rosiconi, siete invitati: magari ci stringeremo la mano, ci guarderemo negli occhi. Magari il vostro inappagamento non conoscerà antidoti ma, almeno, venite, venite a battere il cinque!”

Emanuele Cerullo: il poeta di Scampia si difende dagli insulti was last modified: gennaio 28th, 2017 by L'Interessante
28 gennaio 2017 0 commenti
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coni
In primo pianoSportVolley

CONI CASERTA: MALAGO’ INAUGURA LA NUOVA SEDE PROVINCIALE

scritto da Walter Magliocca

coni

Coni: Malagò taglia il nastro della nuova sede provinciale 

Inaugurata, questo pomeriggio, la nuova sede provinciale del Coni di Caserta. Rappresentanti dello sport, olimpionici e istituzioni ad attendere, insieme al padrone di casa il delegato provinciale Michele De Simone, l’ospite più atteso, proveniente da Ceppaloni per un’inaugurazione di un impianto sportivo,  il presidente del coni Giovanni Malagò. E’ la terza volta che il massimo esponente dello sport nazionale, negli ultimi due anni, viene a Caserta: nell’ottobre 2014 difatti presenziò alla finale nazionale del Trofeo Coni con tutto il Gotha sportivo italiano accolto per la cerimonia di apertura nella spettacolare cornice della piazza Carlo 3° di fronte alla Reggia; quindi lo scorso anno ha presieduto alla inaugurazione del Centro Sportivo Great Gym a Caserta Sud.

Cerimonia svoltasi in un clima sobrio e …. sportivo 

“Una sede nel centro della città, sperando che possa diventare il centro dello sport cittadino”, così Michele De Simone, il quale nel ringraziare i presenti ed il presidente Malagò, ha voluto rimarcare il gran numero di tesserati della provincia, circa 33.000 e l’importanza dell’attività svolta dal comitato provinciale per la promozione dello sport sul territorio, vero volano dell’economia cittadina per tutte le attività collegate.

Molti i dirigenti sportivi in rappresentanza delle varie discipline e atleti del passato plurimedagliati come Angelo Musone,campione olimpico di boxe, l’indimenticato Beppe Abbagnale, storico protagonista nel canottaggio insieme al fratello ed al timoniere Di Capua, Davide Tizzano.

Tra gli amministratori e istituzioni, da annoverare la presenza del sindaco di Caserta, Carlo Marino e di Marcianise, Antonello Velardi.

E’ stata anche l’occasione per applaudire il prossimo presidente della lega calcio dilettanti, Cosimo Sibilia, che nel ringraziare il presidente Malagò per aver creato in tutti i dirigenti un vero e proprio spirito di squadra, ha voluto rimarcare la unità di intenti per esaltare i valori dello sport. Concetti rafforzati dal dirigente centrale Nello Talento che ha aggiunto che “solo nell’unità is possono raggiungere i risultati tanto in campo sportivo che organizzativo”.

“Non spetta a me la valutazione sulla mia presidenza – ha detto poi Malagò – ma posso affermare con orgoglio e senza tema di smentita di essere stato un presidente che ha voluto esaltare e far comprendere l’importanza dell’appartenenza  al proprio territorio, con la mia presenza fisica e con il supporto dell’attività scaturente dalla mia carica. Agendo con la massima trasparenza, sono stati concessi finanziamenti a fondo perduto per circa 180 milioni. Non solo per realizzare nuovi impianti ma anche per recuperarealcune strutture già esistenti ma inutilizzate”. 

I ringraziamenti d’obbligo ed il taglio di una torta con i colori della bandiera italiana e raffigurante la reggia di Caserta. Un brindisi per augurare il raggiungimento di sempre maggiori successi.

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CONI CASERTA: MALAGO’ INAUGURA LA NUOVA SEDE PROVINCIALE was last modified: gennaio 27th, 2017 by Walter Magliocca
27 gennaio 2017 0 commenti
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adozione
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Ha senso risparmiare sul benessere? Il perché di una adozione consapevole

scritto da L'Interessante

Adozione consapevole.

Di Luigi Sacchettino

Cari lettori interessati in settimana sono stato chiamato per fare una consulenza ad un cucciolo di spitz di 4 mesi: motivo della chiamata distruzioni in casa e smodato uso della bocca.

Una chiamata come tante altre, mi dico.

Dopo pochi minuti dall’inizio della consulenza si scopre un’amara verità: il cucciolo è stato acquistato in un negozio di Napoli saltato alla cronaca nei servizi di Striscia la Notizia per vendita scellerata di cuccioli.

Probabilmente alimentando lo scandaloso ed illegale mercato dell’est.

Si tratta di un cucciolo acquistato orientativamente ad un mese di vita, stipato in una vetrina insieme alla potenziale sorella. Nessun’ altra informazione.

Arrivato a casa il suo stato cagionevole si è subito evidenziato: iniziano così le corse al pronto soccorso veterinario, nei tentativi di salvarlo da vomito e diarrea disidratanti, causati da massicce infestazioni parassitarie. Spesso funeste nei cuccioli così piccoli.

Prelievi, indagini collaterali, somministrazione di farmaci, ricoveri in clinica.

Tutto questo nei soli primi sessanta giorni di vita di un cucciolo. Sessanta.

Il quadro si complica: il protocollo vaccinale viene procrastinato e a  4 mesi il cucciolo non è ancora completamente immunizzato per cui- in virtù anche della sua debolezza- non può essere condotto in passeggiata.

Ciò si traduce in un deficit di socializzazione verso i cani e le persone, in un deficit di autocontrollo, in una irritazione al contatto, in una assenza di inibizione al morso- per cui anche nel giocare ti lascia certi solchi sulle mani.

Insomma, il disagio del cucciolo è tangibile, e con esso quello della neo famiglia. Partiti per il loro primo viaggio con un cucciolo di una specie diversa, e catapultati rapidamente in una spirale di sofferenza. Si aspettavano coccole ed ossitocina e invece stanno facendo i conti con le spese mediche e la paura della perdita. L’inadeguatezza. La rabbia. Lo sconforto.

Erano preparati per pipì e popò disseminate per la casa, per ciabatte distrutte e qualche notte insonne. Non  potevano immaginare a cosa sarebbero andati incontro acquistando un cucciolo in quel negozio.

Pagato anche profumatamente. Fidandosi.

Cari lettori interessati non possiamo pensare che a noi andrà diversamente, che faremo l’affare, che quello che si sente in giro non ci accadrà poiché distante da noi: la scelta di un cucciolo va condotta responsabilmente. Prendendo informazioni accurate e dettagliate sull’allevamento o sul canile, sul modo in cui gli altri cani vengono tenuti in struttura, sulla presenza di eventuali anziani. Non solo vedere i genitori, ma interagire con loro per valutarne le risposte. Osservare l’intera cucciolata. E prendere tempo. Per decidere, ponderare, senza lasciarsi travolgere dalle emozioni del momento.

Chiedere garanzie, parlare con un medico veterinario ed un educatore per farsi accompagnare nella fase preadottiva. Perché quei soldi investiti rappresenterebbero una polizza sulla scelta. Un casco. E se si cade, si fa meno male.

Infine denunciare.

Tutta la famiglia si è stretta intorno al cucciolo, a cui è stata negata la possibilità di viversi una infanzia serena.  Ha già una grossa ipoteca sulla testa: molti deficit da riabilitare, molte lacune da colmare.

Costruiremo una solida impalcatura intorno alle fondamenta- già debolissime- di questa vita, affinché possa ergersi più compatta e stabile.

Ha senso risparmiare sul benessere? Adozione consapevole. Responsabile.

Ha senso risparmiare sul benessere? Il perché di una adozione consapevole was last modified: gennaio 26th, 2017 by L'Interessante
26 gennaio 2017 0 commenti
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Ciro Scarciello
AttualitàCronacaIn primo pianoParliamone

Ciro Scarciello: il salumiere della Duchesca che si è ribellato alla camorra

scritto da L'Interessante

Ciro Scarciello.

Di Michela Salzillo

“Mi chiamo Ciro Scarciello, nato nel 1960, sono un vedovo con due figli, svolgo da sempre l’attività di commerciante e sono fiero di essere un cittadino napoletano.”

Così si presenta, a chi glielo chiede con cortesia, il salumiere della Maddalena che negli ultimi giorni ha dovuto fare i conti con il mestiere di eroe. Un abito scomodo per lui, vestito per reazione indotta da un sistema mediatico affamato di eccezioni, non certo per scelta. Ciro infatti è un uomo qualunque che conosce l’umiltà del sacrificio e la bellezza di intenderlo come legittimo dovere; vuole lavorare e vuole farlo onestamente, con passione e senza compromessi. Desidera una vita semplice, quella che la grammatica delinquenziale del posto in cui vive non gli ha mai permesso di conoscere. Non solo oggi, che tutti lo applaudono per essere l’uomo coraggio in grado di denunciare il clima di violenza, intimidazione e illegalità che domina nel suo quartiere. L’ambizione alla normalità è un obiettivo che è cresciuto insieme a lui; non si tratta di un desiderio egoista, ma di un sogno vasto che abbraccia la Napoli viva, la Parthenope sana. La popolarità per Ciro è arrivata prepotentemente; è bastato mettere in moto la parola, quella chiara, netta, sconosciuta all’ inciucio, per vedersi catapultato in un vortice di commenti che, se non sono di encomio, appartengono alla sfera delle sapienze omertose; quelle sempre pronte a guidare chi ha commesso peccato di testimonianza verso il ritiro al silenzio,” perché è meglio così”. Certamente lo è, ma non per tutti. Lo è per quelle persone che Ciro ha denunciato, perché è per questo che ne stiamo parlando. Il commerciante di via Annunziata, se non avesse fatto luce su quanto avvenuto lo scorso 4 gennaio tra i vicoli del suo quartiere, avrebbe favorito l’ennesimo goal alla malavita, continuando, senza troppe grida di consenso, la sua personale battaglia contro una mentalità losca, quella che semina terra bruciata attorno a chi sceglie di interrompere la catena ordita dalla camorra. Ma che cosa ha raccontato di così eroico, Ciro? Perché la sua vita è ormai sulla bocca di tutti?

Ciro Scarciello

Ciro Scarciello e la testimonianza a Chi l’ha visto?

Alla telecamera del programma di Federica Sciarelli, lo scorso 11 gennaio, il salumiere Ciro Scarcillo ha raccontato quello che tutti vedono e su cui nessuno osa proferire parola. Nello specifico, ha detto di essere stato presente, come molti altri, quando il 4 gennaio, in pieno giorno, sono stati feriti tre ambulanti africani, a cui degli uomini del clan Mazzarella avevano chiesto il pizzo. Una sparatoria a sangue freddo che ha coinvolto, fra gli altri, anche una ragazzina di dieci anni.

Come tutti sapete, Chi l’ha visto? cerca persone scomparse. A tal proposito c’è da dire che quello della giornalista Lilly Vaccaro Theo, inviata dalla trasmissione direttamente nel quartiere, è stato un atteggiamento provocatorio: la sua intervista al commerciante, infatti, si presenta sin da subito come un pungolo a danno degli esecutori scomparsi. Un amo gettato in maniera diretta, e che Ciro ha accolto con ironia e fermezza:

“ Lei mi sta chiedendo di fare i nomi di chi ha sparato? È una cosa un po’ complicata, signorina!…Le forze dell’ordine sanno le cose come stanno; sanno qual è la situazione qua; sanno l’ illecito che c’è da una vita; sanno che lo stato non è presente. Tutti sapete tutto, perché venite qui e volete sapere dai cittadini cose ben specifiche? Ci sono anche le telecamere qua… Vuole sapere che cosa è successo? Erano cinque giovanotti dai venti ai trent’anni.  Prima hanno avuto un conflitto con degli extracomunitari e poi ci sono stati degli spari, che oltre a colpire tre di loro, alcuni dei quali sono rimasti riversati a terra per un’ora, mentre le forze dell’ordine tardavano a intervenire, nonostante fossero state chiamate, hanno ferito anche una ragazzina alla gamba. Questo è?”

Un racconto nitido quello di Ciro, elementare. Una testimonianza, la sua, che di eroico a solo la verità detta a voce alta, quella che ci coglie sempre poco abituati. Una verità di cui le sparatorie, le faide costituiscono soltanto l’atto finale di una operosa e intricata attività camorristica, la stessa che di solito parte dalle cose semplici, contamina i gesti di civiltà quotidiana e li corrompe, condannandoli a genitori di marchingegni più grandi. Si chiama camorra il cittadino che non rispetta le regole del vivere civile; i vigili, la polizia e i carabinieri che non svolgono appieno le funzioni che sono chiamati a far corrispondere per il bene comune; il netturbino che non fa il suo dovere, facendo finta di spazzare mentre getta la carta sotto l’auto. È Camorra permettere che le forze dell’ordine siano presenti in quelle zone solo due volte alla settimana; è litigare con l’esercente onesto che tutte le mattine, prima di cominciare a fare il suo lavoro, deve dedicarsi alla pulizia fuori dal negozio. “Queste non sono cose giuste – dice senza remore Scarciello- ma basterebbe davvero molto poco per fare in modo che certi quartieri riprendessero a essere popolati come lo erano una volta.  Bisognerebbe chiedersi il motivo per il quale, oggi, su trecento esercizi di quelle zone, almeno duecento sono chiusi. È evidente che qualcosa non funziona. Io non ne capisco nulla, non sono un politico, non sono nessuno, ma vorrei che chi di competenza si chiedesse il perché e cominciasse ad agire concretamente”. Subito dopo le sue dichiarazioni, Ciro di concreto ha visto solo minacce, quelle stesse che, fino a qualche giorno fa, lo avevano convinto a lasciare Napoli. “ Vado via, qualcuno che mi farà fare qualcosa lo troverò di certo” -aveva detto ai giornalisti il salumiere – poi,

d’ improvviso, una robusta catena solidale gli ha ricordato il coraggio di resistere, di insistere.

Io sto con Ciro. La solidarietà che fa bene alla paura

Lo Stato. Dov’è lo stato? Abbiamo bisogno dello Stato. L’aveva ripetuto come un mantra instancabile, Ciro. Un invito, una supplica di presenza che non è arrivata neppure dopo l’avvertimento intimidatorio ai danni del salumiere della Duchesca. Niente di concreto è stato ad oggi ufficializzato, anche se pare che De Magistris avrebbe risposto all’appello, fissando un incontro face to face e plasmando in questo modo una strategia di protezione a favore del salumiere. Quella che qualcuno chiama svolta, almeno potenzialmente, è arrivata dopo la terrificante minaccia subita da Ciro, che nella mattinata dello scorso venerdì ha trovato i lucchetti della saracinesca del suo negozio sigillati con l’ Attack, oltre ad una vetrina ridotta in frantumi. Da quel momento in poi, dopo una lunga settimana difficile, contraddistinta da un surreale isolamento, carovane di persone si sono dirette nella salumeria della Duchesca per stare vicino a Ciro, per fargli forza, per dirgli: io sto con te! Per acquistare i prodotti del suo negozio con ordini da capogiro, perché forse non c’è nulla che sia più fastidioso di una routine ripristinata, aldilà dell ‘intimidazione e la paura. Oltre quattrocento persone hanno affollato il negozio di Ciro il giorno dopo l’accaduto.  La spesa solidale in realtà è partita grazie all’ intervento di Luigi Leonardi, anche egli un imprenditore che si è ribellato alla Camorra, e che il pubblico ha imparato a conoscere grazie al programma televisivo Le Iene. In poche ore banconi e scaffali sono stati completamente denudati. Un assalto, questo, che non accenna ad arresti, tanto è vero che qualche giorno fa, sulla bacheca Facebook dello stesso Scarciello si leggeva:

“Alla spettabile clientela, Ci preme comunicarvi le più sentite scuse per i disagi dovuti alle consegne! Mi scuso personalmente, ma non pensavo che i fatti di cronaca che mi hanno visto protagonista, avrebbero causato questo clamore e questa pubblicità! Stiamo lavorando e ci stiamo adoperando per garantire a tutta la clientela la massima disponibilità e professionalità, per continuare a servirvi nel massimo dell’efficienza! Grazie a tutti per la solidarietà. Ciro Scarciello”

Nonostante la grande affluenza riscontrata, resta un dispiacere constatare la presenza di poca gente residente nel quartiere, che perde a dispetto di tutte quelle persone arrivate invece dal Centro antico, Posillipo e addirittura Milano. Per sabato è stata organizzata una nuova manifestazione similmente alla spesa solidale già avvenuta, mentre è previsto per il fine settimana il “panino anticamorra”: i sostenitori di Ciro si riuniranno infatti in piazza maddalena per una merenda di protesta. Quello che sta accadendo intorno a Scarciello è indubbiamente un umano miracolo che si spera non duri il tempo di una curiosità, ma è chiaro che non basta. Come ha dichiarato Leonardi, “è arrivato il momento che le istituzioni comincino a fare la propria parte. Ciro ha bisogno di una risposta che sia concreta e duratura. Lo Stato deve farsi vedere.” E noi speriamo vivamente che accada presto, anche perché più che di eroi, abbiamo bisogno di persone, di persone semplici come Ciro. Confidando nel fatto che, almeno per una volta, non sia diffamato chi la camorra la denuncia ma chi la fa. Ad auspicarselo è anche Roberto Saviano, che qualche giorno fa si espresso pubblicamente in merito alla questione.

 

Il messaggio di Roberto Saviano

“Caro commerciante napoletano, lei vuole che lo Stato sia presente? Ma si mangi un’emozione, esca dal suo negozio, vada tra la gente. Chi sa se qualcuno avrà il barbaro coraggio di rispondere così a questo coraggioso commerciante napoletano. Chi sa se qualcuno lo accuserà di essere andato in tv, di aver diffamato Napoli solo per vendere un po’ di prosciutto in più. Chi sa se dalla Napoli invasa dal turismo, a questo coraggioso signore, arriverà mai una risposta seria. Anche a lui si dirà che a Napoli non esiste un’emergenza sicurezza? Oppure gli si dirà: “si mangi un’emozione, esca dal negozio, vada a femmine?”. E a Chi l’ha visto cosa diranno? Che è sputtanapoli? Che sta diffamando la città? Che avrebbe dovuto raccontare il bello? Il turismo?”

 

Ciro Scarciello: il salumiere della Duchesca che si è ribellato alla camorra was last modified: gennaio 26th, 2017 by L'Interessante
26 gennaio 2017 0 commenti
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Matuta
Dall'Italia e dal MondoIn primo pianoIndovina dove andiamo a cena

Matuta: questa sera grande inaugurazione!

scritto da L'Interessante

Matuta.

Di Roberta Magliocca

“Indovina dove andiamo a cena”, la rubrica più gustosa de L’Interessante, oggi si occupa di un nuova realtà gastronomica campana, a due passi dall’anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere.

Matuta: Giovedì 26 Gennaio, grande inaugurazione

Il conto alla rovescia è terminato, mancano soltanto poche ore all’apertura di “Matuta – cibo, musica e cultura” e la curiosità stuzzica il palato e la fantasia per questo nuovo format della ristorazione nostrana. 

Ingredienti: tra qualità ed innovazione. Obiettivo primo di Matuta è quello di garantire l’altissima qualità delle materie prime della nostra tradizione culinaria, pur non mortificandole con la noia. Ogni piatto, infatti, presenta l’originalità giusta per rendere ogni pietanza accattivante.

Non solo cibo. Condivisione e momenti unici faranno da sfondo a quelle che non saranno solo delle cene per voi, ma dei veri e propri istanti da passare al centro di eventi culturali e musicali di altissimo livello. 

Parola d’ordine: atmosfera. Un caldo ed accogliente ambiente vi farà sentire a casa, ma con qualcuno che si prenda cura di voi, del vostro cibo e delle vostre serate.

“Siamo emozionati – affermano i gestori – e non vediamo l’ora di rendervi partecipi del progetto che stiamo portando avanti da mesi, frutto di lavoro, corse, prove, gioie… Perché, come ci piace spesso ricordare, la felicità si moltiplica quando è condivisa.”

Serata giusta per provare cose nuove. E festa sia!

Matuta
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Matuta: questa sera grande inaugurazione! was last modified: gennaio 26th, 2017 by L'Interessante
26 gennaio 2017 0 commenti
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