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napoli
CalcioIn primo piano

NAPOLI BELLO, DETERMINATO E CINICO. ORA ALLA STRETTA DECISIVA:  TRE VOLTE JUVENTUS, UNA ROMA, DUE REAL PER ESALTARE LA STAGIONE

scritto da Walter Magliocca

napoli

Napoli: in quaranta giorni una stagione

 Tutto secondo previsioni: Napoli e Juveventus superano rispettivamente Fiorentina (1-0) e Milan (2 – 1) in coppa Italia ed approdano a piedi uniti in semifinale. Con il calendario che in appena tre giorni, ad inizio aprile, mette di fronte ai partenopei l’odiata signora e l’odiato attaccante argentino “che fece per soldi, gloria e ingratitudine il gran rifiuto”. Tra lui e lei scegliere non saprei:Milan e Juve pari son. Ma la sfida con la zebra ha sempre un fascino particolare, ma da vincere. E naturalmente l’eventuale ed auspicata vittoria un gusto del tutto particolare.

Il calendario, questo nemico, anche lui. Per adesso si spera che gli azzurri non cedano: domenica sera Palermo in casa, poi a Bologna, Genoa al San Paolo e poi, il 15 febbraio, olè, a Madrid. Sulla via del ritorno a Verona e la sorpresa bergamasca tra le mura amiche, prima del periodo cruciale. Il primo giorno di marzo il Napoli scenderà in campo allo “stadium” per l’andata della semifinale. Tre giorni dopo, presumibilmente di venerdì, in campionato in palio il secondo posto contro la Roma all’Olimpico e il martedì successivo (il 7 marzo) la decisiva ed affascinante gara di ritorno in champions league contro il Real. Un breve intermezzo di campionato contro il Crotone al San Paolo ed in Toscana con l’Empoli e poi il 2 aprile, in campionato e il 5 aprile in coppa ancora contro la Juve. E il 9, salvo anticipi o posticipi, di nuovo a Roma, questa volta contro la Lazio. E’ fin troppo facile desumere che in questo periodo il Napoli si giocherà la sua stagione. Ci si attende l’accelerata e la sterzata decisiva. In tutte e tre le manifestazioni.   

Si teme che i poteri forti non consentiranno al Napoli di raggiungere la finale di coppa

Non per il solito vittimismo ma, in considerazione dei fatti accaduti e noti a tutti, il “palazzo” vorrà evitare che il Napoli raggiunga la finale di Coppa Italia, che come noto, si giocherà all’Olimpico. Semmai proprio contro la Roma. Il divieto di trasferta, gli scontri, la morte di Ciro Esposito. Il timore della devastazione e della furia ultrà. Meglio evitare. E come si suol dire: prevenire è meglio che curare ed è per questo che gli azzurri dovranno essere più forti degli arbitri, delle scommesse, dei .. trucchi e dei …magheggi. Staremo a vedere.

Il campo dice …. Napoli: 5 vittorie su 5 nel 2017, 6 su 6 al San Paolo e imbattibilità dal 19 ottobre

 Da inizio anno solo vittorie: cinque su cinque, tre di campionato (Samp, Pescara e Milan) e due di coppa (Spezia e Fiorentina). Sei vittorie nelle ultime sei gare al San Paolo (Inter, Torino, Samp, Spezia, Pescara e Fiorentina). Ma l’imbattibilità dura dallo scorso 19 ottobre, sconfitta in champions al San Paolo (2 – 3 ) con il Besikstas. Tre mesi senza sconfitte e in due gare ben dieci reti (a Cagliari 0 – 5 e in casa con il Torino 5 – 3). Meccanismi perfetti e oliati. E tra poco Sarri avrà tutti gli uomini a disposizione, compreso Ghoulam, già a Napoli, Koulibaly e  Milik. Con Pavoletti che potrà integrarsi sempre meglio nei meccanismi tattici dello scacchiere azzurro.

Poco più di un mese per verificare la reale forza e i reali obiettivi della squadra. E se con il Real tutto quello che verrà …. sarà guadagnato, in coppa Italia non ci saranno giustificazioni. E in campionato……

Il pallone è tondo e le partite vanno sempre giocate. E la febbre continua a salire.

NAPOLI BELLO, DETERMINATO E CINICO. ORA ALLA STRETTA DECISIVA:  TRE VOLTE JUVENTUS, UNA ROMA, DUE REAL PER ESALTARE LA STAGIONE was last modified: gennaio 26th, 2017 by Walter Magliocca
26 gennaio 2017 0 commenti
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juvecaserta
BasketIn primo pianoSport

JUVECASERTA: UFFICIALE IL RITORNO DI LINTON JOHNSON. METREVELI E JACKSON A SCAFATI

scritto da L'Interessante

juvecaserta

La Juvecaserta solo oggi ha ufficializzato il giocatore ma la notizia era di pubblico dominio da alcuni giorni 

La Juvecaserta Pasta Reggia comunica di aver perfezionato, in data odierna, il passaggio-riorno nelle sue fila del giocatore Linton Johnson III, ala centro di 203 cm., proveniente dallo Scafati basket di Legadue. Nato a Chicago il 13 giugno 1980, Johnson dopo il campionato NCAA con la Tulane University, nel 2003/2004  ha sottoscritto un accordo con i Chicago Bulls con la cui maglia ha esordito in NBA nel 2004. L’anno successivo ha firmato con i S.Antonio Spurs  e, poi, ha proseguito la sua carriera NBA con gli Hornets Oklahoma City. Nel 2007/2008, dopo una breve parentesi in Spagna con il Vitoria, è ritornato nel campionato NBA dove è rimasto fino alla stagione 2009/2010 indossando le maglie di Phoenix Suns, Toronto Raptors, Washington Wizards, Charlotte Bobcats e di nuovo Chicago Bulls. Nel 2010/11 è approdato in Italia con Avellino, dove è rimasto tre stagioni. Nel 2013/14 è passato a Sassari e, ad inizio girone di ritorno, si è trasferito a Varese. La stagione successiva ha disputato 11 partite nelle fila di Pistoia. Lo scorso anno ha contribuito alla salvezza della Pasta Reggia disputando le ultime quattro gare della stagione in cui ha fatto registrare una media di 6 punti e 5,5 rimbalzi in 18,5 minuti di utilizzo. Quest’anno a Scafati ha disputato 11 incontri facendo registrare, in 21,8 minuti, una media di 11 punti e 7,5 rimbalzi complessivi di cui 4,9 difensivi. Dal giugno 2015 Linton Johnson III è cittadino italiano. Si fa un passo indietro, quindi, non essendo stato riconfermato il giocatore ad inizio stagione e richiamato per il perdurare delle precarie condizioni fisiche di Czyz.

Metreveli e Jackson a Scafati

Nell’operazione del ritorno di Johnson, Metreveli e Jackson si sono trasferiti a Scafati. Il motivo del ritardo dell’ufficialità era da attribuire al mancato accordo di Metreveli, perfezionatosi solo nelle ultime ore. Ora lo scacchiere bianconero dovrebbe essere stato ridisegnato. Più completo e meno dispendioso, perchè con Czyz (contratto abbastanza oneroso) sarà rescisso l’accordo senza addebiti per la società.

Sempre che Lello Iavazzi non voglia fare un ulteriore sacrificio con l’acquisizione di una pedina in cabina di regia che possa proiettare Caserta verso le sfere alte del campionato.  

JUVECASERTA: UFFICIALE IL RITORNO DI LINTON JOHNSON. METREVELI E JACKSON A SCAFATI was last modified: gennaio 24th, 2017 by L'Interessante
24 gennaio 2017 0 commenti
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museo
AttualitàCronacaCulturaIn primo pianoParliamone

Museo di arte islamica come l’araba fenice

scritto da L'Interessante

Museo.

di Maria Rosaria Corsino

Il Cairo, Egitto.

Sono passati tre anni dall’attentato che ha distrutto in parte il museo di arte islamica, uno dei più antichi al mondo, contenente oltre centomila pezzi tra cui una spada che, si dice, sia appartenuta a Maometto.

2017: risorge dalle ceneri il museo di arte islamica

Era il 24 Gennaio 2014 quando un’autobomba contro la vicina stazione della polizia, fece saltare in aria gran parte dell’edificio. La ricostruzione ha portato anche all’ampliamento del museo con tre nuove sale, e i reperti sono stati completamente restaurati.

Musei distrutti: in Egitto come in Siria

Non è la prima volta che l’arte subisce i duri colpi della violenza dell’uomo. Già precedentemente il soffitto del tempio di Palmira era stato distrutto dalla furia iconoclasta e così tante altre opere. Anche stavolta, numeroso e importante è stato il contributo di diversi paesi che, culla o meno dell’antichità, hanno aiutato a non far finire dell’oblio ciò che il mondo ha ancora di bello da offrire.

Museo di arte islamica come l’araba fenice was last modified: gennaio 24th, 2017 by L'Interessante
24 gennaio 2017 0 commenti
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agenzia delle entrate
AttualitàIn primo piano

AGENZIA DELLE ENTRATE: RICOGNIZIONE E REGOLARIZZAZIONE CATASTALE DEI FABBRICATI RURALI

scritto da L'Interessante

Agenzia delle entrate

Agenzia delle Entrate: sul sito l’elenco degli immobili rurali irregolari

Ricognizione dei fabbricati rurali censiti ancora al Catasto terreni

È disponibile sul sito internet delle Entrate l’elenco dei fabbricati rurali che risultano ancora censiti nel Catasto terreni. L’Agenzia ricorda che i titolari di diritti reali sugli immobili rurali hanno l’obbligo di dichiararli al Catasto fabbricati: se questo non è stato fatto entro il termine previsto del 30 novembre 2012, i proprietari possono ancora presentare la dichiarazione di aggiornamento, usufruendo dell’istituto del ravvedimento operoso. In mancanza, gli Uffici provinciali–Territorio dell’Agenzia delle Entrate procederanno all’accertamento, in via sostitutiva del soggetto inadempiente, con oneri a carico dello stesso e applicando le sanzioni previste dalla legge.

Sanzioni ridotte per la regolarizzazione spontanea

La legge 214/2011 (cosiddetta “Salva Italia”) ha previsto l’obbligo, per i proprietari di fabbricati rurali che risultavano ancora censiti al Catasto terreni, di dichiararli al Catasto fabbricati. I proprietari inadempienti riceveranno nelle prossime settimane una comunicazione da parte dell’Agenzia, che li inviterà a regolarizzare spontaneamente la situazione catastale dell’immobile, beneficiando di sanzioni ridotte. Con le modifiche introdotte dalla Legge di Stabilità 2015, infatti, se il cittadino provvede autonomamente all’iscrizione in catasto, può beneficiare dell’istituto del ravvedimento operoso, con un notevole risparmio sulle sanzioni che, a titolo esemplificativo, si riducono da un importo compreso tra € 1.032 e € 8.264 ad un importo di € 172 (pari ad 1/6 del minimo).

A tal fine, il proprietario, avvalendosi di un professionista tecnico abilitato, dovrà presentare agli uffici dell’Agenzia l’atto di aggiornamento cartografico (Pregeo) e la dichiarazione di aggiornamento del Catasto fabbricati (Docfa).

Tutte le condizioni in cui l’accatastamento non è necessario 

Sono esclusi dall’obbligo di accatastamento i seguenti fabbricati:

  • manufatti con superficie coperta inferiore a 8 metri quadrati;
  • serre adibite alla coltivazione e alla protezione delle piante sul suolo naturale;
  • vasche per l’acquacoltura o di accumulo per l’irrigazione dei terreni;
  • manufatti isolati privi di copertura;
  • tettoie, porcili, pollai, casotti, concimaie, pozzi e simili, di altezza utile inferiore a 1,80 metri e di volumetria inferiore a 150 metri cubi;
  • manufatti precari, privi di fondazione, non stabilmente infissi al suolo;
  • fabbricati in corso di costruzione o di definizione;
  • fabbricati che presentano un accentuato livello di degrado (collabenti).

L’elenco dei fabbricati rurali è disponibile sul sito www.agenziaentrate.gov.it  ed è raggiungibile seguendo questo percorso: Cosa devi fare > Aggiornare dati catastali e ipotecari > Fabbricati rurali.

 

AGENZIA DELLE ENTRATE: RICOGNIZIONE E REGOLARIZZAZIONE CATASTALE DEI FABBRICATI RURALI was last modified: gennaio 23rd, 2017 by L'Interessante
23 gennaio 2017 0 commenti
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spada femminile
In primo pianoSportVolley

SPADA FEMMINILE: LA COPPA EUROPA IL 28 GENNAIO A CASERTA PER IL QUARTO ANNO CONSECUTIVO

scritto da L'Interessante

spada femminile

Spada femminile: la coppa Europa a Caserta per il quarto anno consecutivo

La Coppa Europa di spada femminile, per il quarto consecutivo si svolgerà a Caserta, quest’anno sulle pedane allestite nei saloni del Goldel Tulip Plaza, al viale Lamberti.

Dodici le squadre partecipanti. La vincitrice dell’edizione 2016 Steaua Bucarest (Romania), poi

Beauveai Club d’escrime e Levallois Club d’escrime (Francia), Landes Fecht Club Vienna (Austria), Maison d’escrime Bruxelles (Belgio), Asz Katowice (Polonia), Malvern Team (Regno Unito), G.S. Esercito, A.S. Pro Vercelli, G.S. Aeronautica, Fiamme Oro e la squadra della Asd Giannone Caserta (Italia) composta da Ewa Borowa, Sara Kowalczyk, Emanuela Pagliuca ed Alina Rossacco.

Il 28 gennaio le gare al Goldel Tulip Plaza

L’inizio delle gare, che è previsto alle 9 di sabato 28 gennaio 2017, sarà preceduto da un breve concerto della fanfara della brigata “Garibaldi”, mentre la finale è programmata per le 17 del pomeriggio.

Le medaglie che saranno consegnate alle vincitrici sono state appositamente coniate presso il Centro Orafo Tarì presieduto da Enzo Giannotti, fra gli sponsor dell’iniziativa, sostenuta dal Comune di Caserta, Coni, Federazione Italiana Scherma, Panathlon e Aci Caserta e da vari sponsor.

Al Comune di Caserta presentato l’evento

Alla presentazione, preceduta dalla performance di uno degli allievi della “Fabbrica Wojtila” di Caserta guidata da Patrizio Ranieri Ciu, sono intervenuti il sindaco di Caserta Carlo Marino con l’assessore allo sport Alessandro Pontillo, il presidente regionale della federazione Italiana Scherma Matteo Autuori, il delegato Coni Michele De Simone, il ten.col. Patrizio Frattolillo per la Brigata Garibaldi, il presidente del Gruppo Sportivo Giannone Giustino De Sire ed il consigliere nazionale della Federscherma Gigi Campofreda, il dirigente del Coni Geppino Bonacci, il presidente dell’Aci Antonello Salzano, l’avvocato Marco Del Gaiso per la fondazione Blu 2000, i rappresentanti dell’associazione Arma Azzurra.

La città di Caserta, ancora una volta, dimostra la propria apertura nei confronti di tutto il mondo sportivo ed in particolare verso la scherma, da sempre uno degli sport maggiormente praticati in città.

SPADA FEMMINILE: LA COPPA EUROPA IL 28 GENNAIO A CASERTA PER IL QUARTO ANNO CONSECUTIVO was last modified: gennaio 23rd, 2017 by L'Interessante
23 gennaio 2017 0 commenti
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Storia di Lou
CulturaIn primo pianoLibri

Storia di Lou: il nuovo romanzo di Vincenzo Restivo presentato al Drama Teatro

scritto da L'Interessante

Storia di Lou.

Di Michela Salzillo

È fissata per Martedì 31 Gennaio la prima presentazione al pubblico della nuova fatica letteraria di Vincenzo Restivo. Dopo i tre recenti romanzi, pubblicati dalla Watson edizioni come degli avvincenti e distinti capitoli di una ben apprezzata trilogia degli insetti, continua l’ elaborazione creativa dello scrittore marcianisano in direzione di un confermato rapporto con la casa editrice di esordio. Autore de “ L’abitudine del coleottero”(2014); “Quando le cavallette vennero in città”(2015) e “Il tempo caldo delle mosche”(2016), Vincenzo Restivo si appresta a sorprendere mature e acerbe platee di lettori con una nuova storia; un racconto intenso e rabbioso che, come affermato dallo stesso autore, si traduce in un vero e proprio tripudio della diversità, quella che si ribella ai sotterfugi e grida al mondo la sua identità per rivelarsi e farsi ascoltare da tutti. L’appuntamento col pubblico è dunque confermato per la prossima settimana al Drama Teatro Studio di Curti, ore 18.30. Vincenzo Restivo interverrà nell’ambito della rassegna letteraria Parole D’autore, il ciclo di incontri ad ingresso gratuito  organizzato dal Drama Teatro Studio in collaborazione col prof. Gennaro Celato. A moderare la serata sarà Laura Maria Santonicola, vice presidente di Rain Arcigay Caserta Onlus, una presenza importante che sottolinea il simbiotico rapporto di Restivo con la realtà suddetta, essendone lui stesso membro effettivo. Del resto, pare che sia stata proprio questa esperienza a rappresentare una delle principali fonti di ispirazione su cui si è basata l’ idea embrionale successivamente partorita in Storia di Lou. “ Rain mi ha introdotto  in quello che potrei definire l’ universo della sessualità – ha dichiarato lo scrittore in una recente intervista- facendomene conoscere la moltitudine di sfumature-.

Storia di Lou: la sinossi

Lou è un personaggio molto complesso, che porta dentro di sé l’insopportabile peso di un senso di inadeguatezza nei confronti del mondo e soprattutto del suo corpo, nel quale si trova profondamente a disagio. Lou, infatti, sta per Louis, perché all’anagrafe è un ragazzo. Ma dentro quel corpo maschile si nasconde Louise, la principessa della favola che le raccontava sempre sua madre Carla. Già alcuni anni prima aveva deciso di tagliare via con le cesoie del padre quell’appendice innaturale che le pendeva tra le gambe, ma adesso il suo è solo un corpo mutilato. Sua sorella Eli è invece una ragazzina autistica,

che trova sollievo nello scavare con le dita il terreno del giardino per mangiarne gli insetti. Le uniche persone a comprendere l’importanza che questo rituale rappresenta per il suo equilibrio emotivo sono Lou e la madre, che le lasciano fare liberamente ciò che per tutti gli altri sarebbe una pratica aberrante, innaturale. Ma improvvisamente Carla muore e, essendo anche il padre morto anni prima, a Lou non rimane che una persona a

cui rivolgersi: la zia Flo, sorella della madre, una donna estremamente conformista e perbenista. Lo scontro tra le due si manifesta quasi subito, tuttavia Lou trova un complice nel cugino Even, un giovane paraplegico dalla nascita. Sebbene il primo

approccio tra i due sembri ruvido e sgarbato, forse un’iniziale reazione difensiva alla paura di non essere accettati dall’altro, presto la loro apparente rivalità si evolve in una profonda sintonia, una complicità figlia dell’esigenza di protezione tra esseri

similmente diversi.

Parola D’autore: i prossimi appuntamenti

– 21 Febbraio 2017, Mariano Menna con la raccolta di poesie “Temporali d’Estate” (ed. Limina Mentis)

– 21 Marzo 2017, Domenico Carrara con il romanzo “C’è chi si lamenta della pioggia” (ed. Homo Scrivens).

Storia di Lou: il nuovo romanzo di Vincenzo Restivo presentato al Drama Teatro was last modified: gennaio 23rd, 2017 by L'Interessante
23 gennaio 2017 0 commenti
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De Piante
CulturaIn primo pianoLibri

De Piante Editore: libri perduti in versione pregiata

scritto da L'Interessante

De Piante.

Di Erica Caimi

A Milano nasce un nuovo progetto editoriale, la casa editrice De Piante, che si presenta al mercato con un’idea innovativa e unica nel suo genere: quella di pubblicare “pochi libri per pochi”, per riassumere lo spirito usando il loro stesso slogan.

La neonata casa editrice prende il nome dal suo socio fondatore, Cristina Toffolo De Piante, imprenditrice con esperienza nel settore grafico che condivide quest’ambiziosa avventura con Luigi Mascheroni, giornalista culturale del Giornale, e Angelo Crespi, giornalista e critico d’arte.

De Piante, cosa offre di diverso?

Questa nuova casa editrice del tutto “artigianale” si pone come obiettivo quello di riscoprire opere rare e pubblicare inediti dell’orizzonte letterario italiano proponendo al lettore prose d’arte, reportage, elzeviri, lettere, conferenze, poesie e brevi saggi storico-critici. 

Oltre a dare risalto ai testi “perduti”, un’attenzione particolare verrà riservata all’oggetto libro, che sarà minuziosamente curato sia da un punto di vista tipografico, tra cui scelta della carta e dell’inchiostro, sia da quello estetico, poiché la sovra copertina sarà disegnata appositamente da un artista e cambierà ogni volta. Dulcis in fundo, i fondatori si propongono di sfruttare al massimo le potenzialità culturali del nostro paese, puntando sul 100% made in Italy, per cui il risultato sarà un prodotto rigorosamente italiano dalla A alla Z.

Come ci si può aspettare, i libri pubblicati in un anno saranno pochissimi, ciascuno in tiratura limitata, del resto come recita il motto “pochi libri per pochi”.

Pubblicazioni di De Piante nel 2017

Il primo volume già in vendita è Non posseggo nemmeno una Divina Commedia di Eugenio Montale, opera stampata in 500 esemplari (postfazione di Davide Brullo, copertina firmata dall’artista Roberto Floreani), tra cui si contano 99 copie numerate a mano e 10 copie d’artista. Si tratta di una raccolta di tre lettere inedite del poeta Nobel indirizzate al classicista Manara Valgimigli, datate tra il 1946 e il 1954, le quali ci restituiscono un’immagine inedita dell’artista.

Quest’anno la De Piante ha in programma la pubblicazione di 4 libri in totale con tiratura di circa 300 copie a uscita. In arrivo, un racconto inedito di Piero Chiara su un viaggio in macchina con Ezra Pound dal castello Brunnenburg, un articolo del 1974 di Fruttero e Lucentini che espone quattro immaginarie trame eversive da suggerire ai giornalisti per descrivere gli anni di piombo, e sono in corso trattative per due inediti di Guido Morselli e di Carlo Emilio Gadda.

Un progetto in controtendenza nell’era del digitale, che spera di ricavarsi una minuscola fetta di mercato per sopravvivere, puntando sull’esclusività del prodotto offerto. In effetti, la stessa casa editrice si descrive in questi termini “De Piante Editore si pone come una nuova casa editrice con un progetto editoriale al di fuori e al di là dei percorsi comuni. Culturalmente orientata a ottenere il massimo del profitto, dove per profitto si intende la qualità del prodotto, ed economicamente pensata per realizzare il pareggio di bilancio, ossia con un catalogo contenuto dal punto di vista quantitativo, la casa editrice vuole essere per pochi senza essere elitaria, ambiziosa senza essere arrogante, elegante senza essere vistosa”.

De Piante Editore: libri perduti in versione pregiata was last modified: gennaio 23rd, 2017 by L'Interessante
23 gennaio 2017 0 commenti
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Violenza
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

La violenza umana (e non solo) ha radici antiche

scritto da L'Interessante

Violenza.

di Antonio Andolfi

Uno dei dibattiti più accesi degli ultimi secoli riguarda l’origine della violenza e delle uccisioni all’interno di una specie. L’uomo è naturalmente cattivo o sono le condizioni che scatenano la violenza? La nostra natura o la nostra cultura sono alla base delle guerre, delle lotte e degli omicidi?

L’analisi della nostra storia ha portato a posizioni le più varie, da quella di homo homini lupus (l’aggressione è connaturata all’uomo) a quella del “buon selvaggio” (la cultura occidentale rende tutti più violenti), non riuscendo a chiarire la questione. Un gruppo di studiosi spagnoli di varie università ha preso il toro per le corna e ha esaminato non solo la storia della violenza umana, ma quella di tutto il gruppo animale di cui facciamo parte, i Mammiferi.

L’albero della violenza

In un articolo pubblicato sulla rivista Nature , gli scienziati hanno usato i metodi della biologia evolutiva per ricostruire uno schema filogenetico della violenza letale nei mammiferi. Hanno così elaborato la causa di 4 milioni di uccisioni avvenute nella storia dei mammiferi, basandosi su comportamenti e analisi storiche che riguardano 1.024 specie, la nostra compresa, appartenenti a 137 famiglie. Secondo gli autori, nei primissimi mammiferi solo una morte su circa 300 (0,30%) era causata da membri della stessa specie. Con l’andare del tempo, la differenziazione e la vera esplosione evolutiva tra vari ordini ha portato a stili di vita del tutto differenti, e quindi anche diversi comportamenti per quanto riguarda il rapporto con gli altri.

 Primati di uccisioni

Man mano che passava il tempo e ci si avvicinava ai nostri antenati, seppure lontani, la violenza letale aumentava. E raggiungeva il 2,3% circa negli antenati di primati e tupaie (insettivori del sud-est asiatico, simili a grossi toporagni ma lontani parenti dei primati) e all’1,8% nei veri primati. All’origine della nostra specie questa percentuale era di circa il 2%. Altri animali, come pipistrelli e balene, sembrano molto più pacifici, e hanno una percentuale di uccisioni molto più bassa.

Scritto nei geni? Non solo.

Gli autori concludono quindi che la violenza non è caratteristica di una specie o di un’altra, ma ha basi genetiche (anzi, filogenetiche) che devono essere prese in considerazione, anche quando ci sono stati profondi cambiamenti nello “stile di vita” delle specie. In generale, per esempio, i carnivori sono più violenti degli erbivori. Ma soprattutto contano gli stili di vita. Le cause di questo aumento di percentuale di morti per violenze interne alla specie sono state, infatti, la nascita in mammiferi più vicini a noi di comportamenti complessi, come la territorialità e la vita di gruppo. Vivere assieme e dover difendere le risorse, alimentari o meno, oppure cercare di invadere territori altrui, come fanno oggi gli scimpanzé, ha portato a un aumento del numero di scontri tra animali simili, e quindi a morti causate da questi scontri. Le cose si sono complicate quando nella nostra specie è subentrata la cultura, che ha fatto diventare più complessi ed estremamente diversificati i rapporti tra gli uomini. Per chiarire il quadro, il gruppo di ricerca ha cercato di capire come fossero andate le cose anche nel Paleolitico (da 2,5 milioni a 10.000 anni fa), nel Mesolitico (dal 10000 all’8000 a.C.) e in altri periodi anche recenti. Il risultato è che la percentuale di violenza varia moltissimo nel tempo, e può arrivare al 15-30% tra i 3.000 e i 500 anni fa. Per diminuire poi quando il compito di usare la violenza, se necessaria, è stato assunto dagli Stati e dalla polizia. Anche se l’idea è interessante, ci sono molte obiezioni a questo studio. Una prima è del tutto intuitiva: non è facile stabilire quale fosse la percentuale di morti ammazzati qualche migliaio di anni fa, e in specie lontane da noi nel tempo e nello spazio. Una seconda obiezione riguarda la pesante influenza nella specie umana della cultura, che può variare di molto la percentuale di omicidi da una società a un’altra, anche se vicine, e da un’epoca alla successiva. Nonostante i dubbi, però, uno studio che faccia notare come la violenza all’interno della linea filetica cui appartiene una specie sia un fattore da tenere in considerazione quando si studiano le società animali, e umane, è estremamente interessante e innovativo.

 

La violenza umana (e non solo) ha radici antiche was last modified: gennaio 23rd, 2017 by L'Interessante
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juvecaserta
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JUVECASERTA SBANCA IL PALABIGI DI REGGIO EMILIA: 85 – 86 DOPO UN OVER TIME

scritto da Walter Magliocca

juvecaserta

Juvecaserta ritorna alla vittoria in quel di Reggio  Emilia. Dopo la sosta, al termine del girone di andata, si torna sul parquet. Juvecaserta che, dopo aver perso il treno final eight per differenza canestri, tenta di invertire il trend negativo di cinque sconfitte consecutive, contando sull’innesto di Diawara, ma senza Czyz, negli USA per operarsi al ginocchio, Metreveli e Jackson, che hanno rescisso consensualmente il contratto, in pratica tagliati. La Grissibon Reggio Emilia non sta meglio e, con l’innesto dell’intramontabile Kaukenas (40 anni), vuole interrompere la serie negativa  di quattro sconfitte.

Juvecaserta a corrente alternata: primo quarto 21 – 22

Partenza a razzo dei padroni di casa che approcciano nel migliori dei modi la gara.  5 a 0 dopo 1’ e 30’’. Caserta riesce a prendere le misure e Dell’Agnello si avvale da subito della prestazione del nuovo Diawara. Tabellone che segna 10 a 8 a 6’ su canestro di Sosa. Il pari a 5’ e 20’’ su schiacciata di Watt e sorpasso con il primo canestro da tre di Diawara. Il parziale è di 10 a zero per i casertani. A 3’ ancora parità a 17. La Juvecaserta è determinata e recupera dal cassetto la sua arma migliore: la difesa che induce i padroni i casa a forzare il tiro. A 1’ 42’’ 17 a 22. Le rotazioni sono ridotte e Reggio recupera. La fraziona termina 21 – 22.

Seconda frazione 45 – 37

Inizia con tiro con parabola altissima di Kaukenas. La Juvecaserta non ha dimenticato le sue amnesie e fa degli errori …. Kasua arma migliore, 26 pari a 7’ e 15’’. Mini breack della Grissibon e a 6’ e 35’’ 30 – 26. La Pasta Reggia difende bene ma manca della giusta e continua intensità e Dell’Agnello si avvale della zona match up. I padroni di casa ne approfittano e liberano sempre qualche giocatore al tiro da tre, ma soprattutto pressano inducendo al fallo i casertani. Proprio i  falli condizionano la Juvecaserta: Bostic e Putney con tre falli, Watt e Sosa con due. 41 – 35 a 2’ 15’’. Ma la sequela di errori non termina per gli ospiti, il nervosismo aumenta. Watt commette il terzo fallo e a 40’’ dal termine, a Sosa viene fischiato il secondo fallo tecnico e viene espulso. Degno epilogo di una serie di gare improntate sull’indiviualità e scarsa precisione. Al riposo lungo sul 45 a 37: massimo vantaggio per la Grissibon che ora ha una strada in discesa verso la vittoria. Per Caserta è notte fonda.

 Terza frazione 63 – 60

 Caserta cerca una reazione con un parziale di 5 a 0. Polonara ristabilisce le distanze: 48- 42 a 8’. Ma Reggio approfitta della difesa meno intensa di Caserta che tenta solo conclusioni da tre. 52 – 46 a metà frazione, che diventa 54 su due liberi di Della Valle. La partita è quasi finita. Anche se la “moribonda” emette l’ultimo rantolo: 54 – 52 a 3’ 30’’. Grazie a Bostic che in una sola azione realizza cinque punti: tiro da tre, fallo con libero e libero per tecnico a Lesic. Un vero inedito. Parità a 2’ 30 ‘’. Ma è l’ultimo rantolo. Comunque la frazione si chiude sul 63 – 60.

Ultima frazione 76 pari

La Juvecaserta cerca il tutto per tutto nonostante i falli. Dell’Agnello schiera Cefarelli. A 8’ 66 – 62. Ma Reggio mette la freccia: 72 – 64 a 5’ e 38’’. Ma oggi Caserta è dura a morire e i padroni di casa si complicano la vita. 72 – 69 a 4’ 10’’. Dell’Agnello insiste sulla zona. Su bomba di Giuri 72 pari. Su errore di Diawara, quasi un rigore da tre, la difesa blocca l’attacco. 72 – 75 su canestro di Bostic. Mancano 2’. Cinciarini comette un errore banale in attacco. Zona per Dell’Agnello e Reggio  si avvicina. Caserta recupera in difesa. Giuri sbaglia da tre e Kaukenas punisce: 76 – 75 a 25’’ e 27. Fallo e due liberi. Bostic ne sbaglia uno, Putney e Bostic sbagliano sul rimbalzo e si va all’overtime: 76 pari.

Over time 85 – 86

Errori da tre da ambo le parti e due canestri da sotto di Diawata e Polonara. 78 pari. Libero di Cinciarini  e 78 – 79 a 3’. Caserta difende con molta intensità e Dell’Agnello non abbandona la zona. 78 – 81 su due liberi di Bostic. Cervi da sotto 80 – 81. Cinciarini sbaglia banalmente e su fallo in contropiede, Reggio guadagna un antisportivo. Due liberi segnati e Della Valle realizza. 84 – 81- Caserta va in ansia e a 35’’ Putney realizza un canestro stratosferico da tre. 84 pari.Cervi realizza un solo libero sul capovolgimento di fronte. 85 – 84 a 15’’. Azione costruita da Caserta e Diawara mette il 2 punti del sorpasso. 2’’ e 4. Cardiopalmo. Reggio non riesce e Caserta vince resuscitando da morte certa: 85 – 86.

Alla fine Caserta ha meritato la vittoria. Dopo l’espulsione di Sosa ha trovato la quadratura del cerchio e l’umiltà giusta. Ha dimostrato che l’elemento destabilizzante è proprio quel giocatore che, alla vigilia del campionato, si sperava potesse garantire un salto di qualità. Ora il futuro pare un pò più roseo.

JUVECASERTA SBANCA IL PALABIGI DI REGGIO EMILIA: 85 – 86 DOPO UN OVER TIME was last modified: gennaio 22nd, 2017 by Walter Magliocca
22 gennaio 2017 0 commenti
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NAPOLI INEBRIATO DALL’EFFETTO DIEGO: DIAVOLO AL TAPPETO. LA SLAVINA TERRONA SI ABBATTE SULLA SCALA DEL CALCIO POLENTONA

scritto da Walter Magliocca

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Il Napoli sbanca per il secondo anno consecutivo la “scala” del calcio

Sarà stato il benefico effetto del “Dio” del calcio (il ritorno di Maradona) o solamente la forza che deriva dai cori provenienti dagli spalti rossoneri, ma il “ciuccio” terrone, per il secondo anno consecutivo, ha violato la scala del calcio impartendo una lezione di tattica, tecnica, atletismo e qualità.

Un Napoli “terrone” con lo “slang” di Insigne, autore della prima rete della sua carriera realizzata con il piede tanto caro al “pibe”, ma soprattutto spagnolo per lo “slang” di Albiol e di un super Callejon (autore della seconda rete), giusto per riabituarsi a parlare lo spagnolo real in vista della sfida champions, sempre più prossima ma ancora così lontana. Un Napoli che oggi ha parlato in tutte le lingue tranne che in franco-belga. Mertens, finora il suo attaccante più prolifico, indispensabile dal punto di vista tattico, indispensabile nel dispensare gli assist da goals, questa volta è stato impreciso in fase realizzativa, dimostrando di non essere un cecchino infallibile e facendosi ipnotizzare da quel Donnarumma, che pur parlando il “terrone”, oramai fa il “talentuoso polentone” in un ruolo dove si è sempre detto che contava l’esperienza, concetto sovvertito dal portierone sempre meno sudista.

Prestazione autoritaria: si spera che la condizione possa durare

Una prestazione ammirata anche dal tecnico, anche lui proveniente dalla terronia, seduto sulla panchina milan-cinese. Sulle domande di circostanza, condite da tesi fantasiose, provenienti dal salotto “tecnico” di Sky (Bergomi e Vialli) e formulate solo per giustificare lo stipendio, Montella ha semplicemente sottolineato la differenza di valore tecnico e di velocità tra Mertens e Paletta, l’assist stratosferico del belga e la giocata perfetta di Insigne. Tutto qui, troppo semplice e cambio di argomento per evitare ogni contrasto dialettico che non ha fatto altro che accentuare la “magra figura”. Ma tanto nessuno lo ha notato.

Ora il cammino che porta dai “blancos”.

Il Napoli ora non può più cedere punti e perdere terreno. Martedì, tra le mura amiche, la sfida “secca” di coppa Italia, che porta alla semifinale contro “l’odiata signora”. Poi il Palermo, sempre al San Paolo, Bologna in trasferta nel primo sabato di febbraio, poi il venerdì casalingo con il Grifone amico, prima della trasferta reale in terra spagnola. Attesa spasmodica che dura sin dal sorteggio. Fondamentale sarà riuscire a conservare la condizione atletica. Solo così si potrà continuare a sognare e nel frattempo …. godere del riscatto, solo calcistico, della terronia. Perché, caro Mughini, è vero che l’unica positività proviene dal calcio, ma il “Padreterno” ha compensato quello che non riesce all’uomo.

Un riscatto “terrone” che ha il calore del sole, la bellezza del mare, il piacere di veder giocare la squadra di calcio della propria città e una conformazione geologica privilegiata. In attesa di qualcosa di meglio, che comunque altri non hanno, non resta che …… godere per il gioco del calcio.

Godere di una vittoria calcistica conquistata nel “norde” facendo divertire fornendo uno spettacolo piacevole e civile.  

Ma senza accontentarsi. La “terronia” è consapevole di poter migliorare ed aspirare a qualcosa di meglio. “Gli altri” … chissà.

NAPOLI INEBRIATO DALL’EFFETTO DIEGO: DIAVOLO AL TAPPETO. LA SLAVINA TERRONA SI ABBATTE SULLA SCALA DEL CALCIO POLENTONA was last modified: gennaio 22nd, 2017 by Walter Magliocca
22 gennaio 2017 0 commenti
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