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L'Interessante

sponsor
BasketIn primo piano

JUVECASERTA: RATIFICA DEGLI SPONSOR MA NON DELLA SOCIETA’

scritto da L'Interessante

sponsor

Oggi doveva  essere ufficializzato il passaggio di quote. Ma non ancora è stato perfezionato il trasferimento del pacchetto azionario. Gli avvicendamenti societari della juvecaserta hanno sempre il comune denominatore dell’incertezza e soprattutto della mancanza di chiarezza. Si dice tutto ed il contrario di tutto. Passaggi sicuri sfumati e con personaggi che nel loro dna difettano di correttezza e serietà. Sarà un caso? Sarà sfortuna? Sarà voluto? Anche in questo caso non ci resta che attendere, ma gli scenari appaiono quanto meno in chiaroscuro. Più scuro che chiaro.

Il dr. Francesco Fulco, delegato ed a nome dell’Amministratore delegato  della Fortune Investment & Consulting, dr. Francesco Beneduci, aveva affermato che nel corso di questa settimana, tra mercoledì e giovedì, sarebbe stato definito concretamente e nel dettaglio il budget da mettere a disposizione per la prima squadra e le linee guida della società per il 2016/17. Ma non si è proceduto nemmeno a definire l’organigramma societario. Per ora ancora Iavazzi al comando, che continua a dire che da solo non può continuare la gestione.

Sponsor: ratificati gli accordi con Pasta Reggia, main sponsor e Ferrarelle

In questa confusione societaria, si è proceduto a sottoscrivere gli accordi con gli sponsor principali. Anche per la prossima stagione sportiva saranno ancora Pasta Reggia ed il gruppo Ferrarelle a griffare la maglia bianconera. Con questa presenza le due aziende casertane entrano a far parte del ristretto gruppo degli sponsor più longevi della gloriosa Juvecaserta. Il rinnovo dell’accordo conferma anche la volontà di due eccellenti realtà industriali di promozionare il territorio casertano, assicurando il proprio supporto al club sportivo più prestigioso, per storia e risultati, della provincia di Caserta.
«Siamo  voluti essere vicini alla società in questi ultimi mesi – sottolinea Attilio Pallante – ed abbiamo deciso  di estendere di un ulteriore anno il progetto di sponsorizzazione che inizialmente era previsto essere triennale. Lo abbiamo fatto già in maggio, indipendentemente dagli sviluppi societari che poi sono maturati,  e li abbiamo condivisi sin da subito con una importante realtà imprenditoriale qual è la Ferrarelle, anch’essa sponsor da anni, sempre vicina ai colori bianconeri e pronta ad intervenire anche come primo sponsor. Infatti, entrambe le Società erano disponibili a figurare sia come primo che come secondo sponsor di maglia ed alla fine, di comune accordo, si è deciso di proseguire con Pasta Reggia come main per un altro anno. Siamo fiduciosi che il nuovo assetto societario possa regalare ai tifosi e alle aziende, che si accosteranno come noi alla Juvecaserta, quei traguardi ambiziosi che la piazza merita. Ringraziamo Lello Iavazzi per avere sempre creduto nel progetto di rilancio della pallacanestro a Caserta e speriamo che altre realtà economiche del territorio contribuiranno a sostenere la squadra e troveranno nel progetto di rilancio della società bianconera un valido motivo per investire le proprie risorse».
Dal canto suo, l’ing. Giuseppe Cerbone, Direttore Generale del gruppo Ferrarelle, che sarà anche fornitore ufficiale del club bianconero, sottolinea «Spero che la conferma dei due sponsor principali contribuisca a instaurare un clima più sereno, nella società e nella squadra, contorno indispensabile per poter lavorare con fiducia e impegno al perseguimento degli obiettivi sportivi. Il gruppo Ferrarelle e Pasta Reggia non si sono rassegnati al fatto che si procurasse una ferita così lacerante a Caserta e ai suoi tifosi, perdendo la rappresentanza nella massima serie di basket, e hanno modificato i propri piani precedenti per sostenere un anno ancora la Juvecaserta. È una dimostrazione di come alcune aziende non siano solo dei soggetti economici, ma siano parte integrante del tessuto sociale del territorio di appartenenza. Sono sicuro che gli appassionati di basket, e non solo, sapranno apprezzare questo comportamento».
«Il poter inserire sulle nostre maglie, per un altro anno, il logo di due realtà industriali prestigiose e profondamente radicate sul nostro territorio – osserva Raffaele Iavazzi – ci inorgoglisce e ci gratifica perché vengono a condividere la nostra volontà di esaltare la casertanità del nostro club e perché, nel contempo, aderiscono al programma della società club di rendere sempre più conosciuto ed appetibile il “marchio” Caserta».

Nei giorni scorsi definito anche il programma della ripresa sportiva del minibasket

Già ad inizio settimana la Juvecaserta aveva comunicato che nel prossimo mese di settembre riprenderanno e con più di una novità,  le attività del Centro Minibasket . Le prima novità di quest’anno riguardano lo staff, che si è rinnovato in alcuni dei suoi componenti. Agli istruttori in organico l’anno scorso, e cioè Alessandro, Cristian, Pierpaolo, Sara ed in attesa del rientro in sede di Gabriella, si sono aggiunte Rossella Musto,  Peppe Farina e Nunzia Brignola che coordineranno le attività del Centro.
Nello specifico Rossella Musto avrà l’incarico di Responsabile Tecnico del Centro, Peppe Farina  rivestirà la figura di Responsabile degli Istruttori del Centro mentre a Nunzia Brignola sarà affidata la Responsabilità Organizzativa dei Tornei. Una ventata di novità, ma anche tanta esperienza in più, quella maturata dalla quasi trentennale frequentazione del mondo minibasket di Rossella e Peppe e dalla pluriennale attività svolta da loro e da Nunzia quali, rispettivamente,  responsabili dei Centri Minibasket di Città di Caserta, Castel Morrone e Casagiove; centri che pur mantenendo la propria autonomia, sicuramente contribuiranno all’ulteriore sviluppo del Centro Minibasket Juvecaserta. 
Altre novità sono in cantiere, ma di sicuro ci sarà l’impegno di tutti i componenti lo staff che,  supportato dalla Società Juvecaserta, sarà mirato esclusivamente alla crescita tecnica, e non solo, dei bambini che i genitori vorranno loro affidare.
Le novità sopra descritte, i programmi e lo staff definitivo del Centro Minibasket Juvecaserta  saranno  presentati durante l’Open Day che si terrà  giovedì 8 Settembre alle ore 18.00 presso la Palestra del  Liceo Classico Pietro Giannone, ed al quale , fin da ora,  sono invitati tutti i genitori e i giovani mini atleti interessati a condividere il Progetto Minibasket  Juvecaserta  “Diventiamo grandi Insieme”.

 

 

 

JUVECASERTA: RATIFICA DEGLI SPONSOR MA NON DELLA SOCIETA’ was last modified: agosto 4th, 2016 by L'Interessante
3 agosto 2016 0 commenti
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Lounge Bar Dog Friendly
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Lounge bar dog friendly: anche a Napoli

scritto da L'Interessante

Lounge Bar dog friendly

L’estate, di solito, sembra la stagione più ragguardevole nei confronti degli amici a quattro zampe. Se da un lato, i rischi di abbandono in questo periodo dell’anno si fanno più probabili, dall’altro le campagne di prevenzione per abbassare l’asticella delle possibilità, godono di una maggiore diffusione. Ciononostante, ogni anno, di questi tempi, si registra un allontanamento forzato che oscilla tra il 25e il 30%, ciò significa che ne vengono abbandonati circa 600 ogni giorno. Se la matematica non fa le bizze, in un anno sono 80.000 gatti e 50.000 cani. A parlare, le statistiche, che anche quest’anno hanno prodotto dati tristemente chiari.

L’80% di cani e gatti abbandonati rischiano maltrattamenti, fame e incidenti stradali.  Si stima che in Italia abbiamo circa 900.000 randagi, e solo 100.000 di questi sono ospitati in strutture di accoglienza e rifugi.

Eppure, abbandonare un animale è un reato punito per legge. Secondo l’art. 727 del codice penale, chiunque abbandona animali domestici, è punibile con l’arresto fino ad un anno o con un’ammenda variabile da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura.

Posto per certo che il problema è figlio di un’inciviltà ripetuta 365 giorni l’anno- l’altro picco, ad esempio, si registra durante le feste natalizie- l’arsura estiva rende discutibilmente audaci. Se dunque non è possibile gestire appieno un’emergenza tanto ampia, nonostante l’impegno di chi per civica consuetudine è solito segnalare eventuali anomalie in tal senso, negli ultimi anni, si sta diffondendo una simpatica iniziativa anche e non solo per tutelare gli animali randagi.

 Da nord a sud, è sempre più comune, specie tra i proprietari di esercizi commerciali, disporre all’esterno dei locali ciotole contenenti acqua fresca e croccantini, questo per permettere anche agli animali orfani di padrone una migliore qualità di vita. Ci sono casi, però, in cui felici e affezionati adottanti di quadrupedi sono costretti a limitare le proprie abitudini, sacrificando il personale desiderio di bere una birra nel locale preferito, (che non accetta l’ingresso di animali), in rispetto del proprio cucciolo. Ebbene, se di questi divieti ne esistono ancora tanti, in concomitanza con gli accessi negati, si stanno continuamente inaugurando i  lounge bar dog friendly. Il primo pare sia stato aperto circa due anni fa, si chiama Akita e si trova a Concorezzo, vicino Monza, ma nel giro di poco tempo, come una bellissima reazione a catena ne sono nati molti altri.

Lounge bar dog friendly: tra le città che hanno sposato l’idea, anche Napoli

Si chiamano Alessia e Roberta Giancristoforo e sono titolari del negozio di abbigliamento femminile, a via Toledo, “Dieci e Dieci”. Proprietarie di cani e da sempre sostenitrici di battaglie animaliste in loro difesa, hanno da poco posizionato fuori al loro esercizio commerciale una struttura contenente, a raso, una ciotola per il cibo, una per l’acqua ed una statuetta a forma di cagnolino. Un vero e proprio “bar” per cani che ha ricevuto, se mai ci fosse il bisogno di puntualizzarlo, l’approvazione degli “esperti”.

È entusiasta di quanto realizzato, anche il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli che, appresa la scelta delle due commercianti napoletane, ha subito invitato gli altri negozi a seguire l’esempio, perché – ha detto- aiutare i nostri amici a quattro zampe, soprattutto se randagi, significa umanizzare le nostre città e renderle migliori.

 Non solo altrove, dunque, ma anche nelle più vicine città e provincie fare un gesto in più è possibile.

Michela Salzillo

Lounge bar dog friendly: anche a Napoli was last modified: agosto 2nd, 2016 by L'Interessante
2 agosto 2016 0 commenti
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Giorgio Zinno
AttualitàIn primo pianoParliamone

Giorgio Zinno dirà si. Con la fascia tricolore, ovviamente

scritto da L'Interessante

Giorgio Zinno

Il calendario segna l’11 maggio quando, in seguito ad una lunga controversia tra favorevoli e contrari, viene approvata la mutazione in legge del DDL Cirinnà. Tra sfiduce stantie e lunghi scetticismi, due mesi fa, il governo italiano, con voto di maggioranza, ha riconosciuto dignità alle unioni civili.

Una decisione che la comunità Lgbt, e non solo, agognava da tempo. Un passo in avanti, un giorno meritevole, sin da subito, di una memoria storica senza opposizioni. Nonostante il traguardo visto da dentro, però, furono molti a non dichiararsi entusiasti di quanto ottenuto. Alcuni la considerarono una legge a metà che, a detta di qualche voce, facendo ottenere troppo poco in materia di pari diritti, deluse parte delle aspettative. La mutilazione a cui fu fatta riferimento, riguardava la stepchild adoption, un provvedimento che letteralmente vuol dire “adozione del figliastro” e permette al figlio di essere adottato dal partner (unito civilmente o sposato) del proprio genitore.

La Cirinnà si dissociò quasi subito da questo tipo di polemica e ritenne opportuno sottolineare la conquista raggiunta che, seppure agli inizi della sua maturazione, è da ritenersi comunque la radice di un essenziale cambiamento. Il risultato trascrisse 372 deputati favorevoli, 51 contrari e 99 astenuti. Numeri, questi, su cui si è appena abbozzata un Italia a colori; un Paese ancora in fasce da questo punto di vita, ma che certamente fa venire meno voglia di scappare.

E tra quelli che restano, senza ombra di dubbio, ci sono Giorgio Zinno e il suo compagno Michele. Vista da questa prospettiva, l’unione, portatrice di una novità concreta, fa parecchio parlare di sé senza che ci sia il bisogno di aggiungere altro

Ma, aprite bene le orecchie, il lieto evento non è l’unica notizia. Giorgio Zinno, infatti, non è un futuro sposo qualsiasi. A dare l’annuncio del suo matrimonio è il primo cittadino di San Giorgio a Cremano, eletto sindaco della provincia di Napoli lo scorso anno, dopo aver ottenuto una pioggia di consensi.

 L’ha dichiarato lui stesso, senza mezzi termini o giri di parole:

“ Mi sposo il 24 settembre, sono dieci anni che aspettavo questo momento”

Un’ attesa che sta per finire, quindi , e che certamente scioglie i coraggi di quanti ne hanno il desiderio.

Dinanzi a questa scelta, anche se non possediamo ancora la maturità giusta per poterci chiamare “paese civile”, azzardiamo che la strada imboccata è certamente quella più giusta.

Auguri, sindaco.

Michela Salzillo

Giorgio Zinno dirà si. Con la fascia tricolore, ovviamente was last modified: agosto 2nd, 2016 by L'Interessante
2 agosto 2016 0 commenti
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Vacanze romane
Dall'Italia e dal MondoIn primo pianoViaggi Interessanti

Vacanze Romane

scritto da L'Interessante

Vacanze Romane

“Sono troppo stanca per dormire. Non chiuderò occhio!”

Ed io, come Audrey, mi lascio travolgere da questa città, durante queste mie vacanze romane. Scendo in strada, giusto in tempo per perdere l’autobus. Non ho neanche il tempo di preoccuparmi che, ecco, vedo arrivarne subito un altro. Via Vittorio Emanuele, la mia fermata.

Vacanze Romane ad Agosto

Scendo e chiedo informazioni per il lungotevere. Dopo essermi imbattuta in qualche straniero e dopo aver messo in difficoltà una coppia di romani non tanto pratici della zona, arrivo a destinazione. In questa serata di inizio Agosto davanti ai miei occhi luci ad illuminare le rive del fiume, stand di ogni sorta, da quelli gastronomici a quelli di souvenir. Camminando rendo il mio corpo immune da qualsiasi difesa. Mi lascio trasportare ad occhi chiusi dagli odori dei ristoranti tipici, li riapro e mi perdo tra i mille colori sprigionati dal banco delle caramelle gommose. Mi accorgo che i miei piedi più vanno, più vogliono andare, arrivando così da Pompi che con il suo tiramisù mi ha regalato una fantastica storia d’amore di cinque minuti, vera, intensa…che solo il buon cibo può regalarti. Un’ esperienza quasi mistica che mi spinge a continuare.

Avete mai vissuto in cinque dimensioni comodamente seduti in poltrona? Ecco. Queste vacanze romane offrono anche questa opportunità. Come perdersela! Indosso degli occhiali semplicissimi, o apparentemente tali, e vengo catapultata su per lo spazio e poi giù in fondo all’ oceano. Dopo aver familiarizzato con cavalucci marini e squali innocui continuo la mia passeggiata romana in queste mie vacanze senza mare, ma non per questo senza magia. L’obiettivo della mia fotocamera non ha mai visto nulla di più bello. Senza quasi accorgermene eccomi arrivata a Piazza Trilussa, dove un mago che, grazie al suo intercalare esortativo <<Guarda!>>, è stato ribattezzato “Guardamago”, sta per dare inizio al suo show. Prendo posto su dei gradini occupati in parte da ragazzi di ogni età e nazione e mi godo lo spettacolo.

Dopo questo Harry Potter nostrano un po’ invecchiato, un autobus è pronto per riportarmi a casa. Durante il tragitto scopro un’altra Roma. Una Roma notturna e calda proprio come queste vacanze senza mare, ma non per questo senza magia. Una Roma più intima, complice, come una mamma che mette a dormire dei figli troppo vivaci, ma che non riposa. Resta lì, accanto a loro a proteggerli con la sua straordinaria bellezza. Era il 1953, quando la fantstica Audrey Hepburn, nei panni della principessa Anna nel celebre film Vacanze Romane esclamava:

“In questi giorni di città ne ho visitate tante…ma la mia preferita è di sicuro stata Roma!”

Sono qui, dopo tanti anni, e non cambierei una virgola di quell’affermazione.

Roberta Magliocca

Vacanze Romane was last modified: agosto 2nd, 2016 by L'Interessante
2 agosto 2016 0 commenti
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czyz
BasketIn primo pianoSport

JUVECASERTA: ACQUISITO CZYZ. DIRAMATI I CALENDARI: PRIMA IN CASA CON REGGIO EMILIA

scritto da L'Interessante

Czyz

La Juvecaserta comunica di aver contrattualizzato il giocatore Aleksander Czyz, ala di 201 cm. Nato a Gdynia in Polonia il 3 marzo 1990. Czyz ha iniziato la sua carriera cestistica in Polonia con il Pulaski Bemowo Varsavia prima di trasferirsi negli Stati Uniti  a Reno. Dal Nevada è approdato alla Duke University con cui ha disputato il campionato NCAA dal 2008/2009 fino alla stagione 2011/12. Nell’ultimo anno universitario ha fatto registrare una media di 13,6 punti e 6,3 rimbalzi a partita. Dopo la partecipazione alla Summer League di Las Vegas con la maglia dei Chicago Bulls, è arrivato in Europa, scelto dall’Acea Roma. Nel campionato di esordio in Lega A ha raggiunto la finale playoff persa contro il Montepaschi Siena. Nelle fila capitoline in 49 gare ha fatto registrare una media di 14,5 punti (52,2% da2,46,2 da 3 e 48,8% ai liberi) e 3,6 rimbalzi. Ritornato negli Stati Uniti, ha disputato la pre-season con il Milwaukee Bucks (NBA) ed ha firmato, poi, a novembre in D-league con il Fort Wayne Mad Ants (9,8 punti e 5,1 rimbalzi). A gennaio è passato al Canton Charge, sempre in D-League (28 partite, 11,5 punti, 7,1 rimbalzi). Nella stagione 2014/15, dopo la Summer Leage, ha disputato  il precampionato con l’Enel Brindisi ed a gennaio si è trasferito alla formazione polacca del PGE Turow Zgorzelec (6,9 punti, 3,9 rimbalzi) con cui ha partecipato anche a sette partite di Eurocup (3,0 punti, 5 rimbalzi a partita). Lo scorso campionato è tornato in Italia, chiamato da Pistoia nelle cui fila ha disputato 32 partite con un utilizzo medio di 20,9 minuti. Ha chiuso la stagione con una media di 5 rimbalzi e 10,2 punti, tirando con il 52,3% da 2, il 36,7% da 3 ed il 64,5% ai liberi.
Con la maglia della nazionale under20 ha vinto la medaglia di bronzo agli europei del 2010. Dal 2013 fa parte della nazionale maggiore polacca.
“Sono molto contento dell’arrivo di Alexander Czyz, un professionista che già conosce il campionato italiano, viste le sue recenti esperienze prima a Roma e poi a Pistoia – afferma coach Sandro Dell’Agnello -. Giocatore di sicuro rendimento e nel pieno della sua integrità visto che pur avendo già fatto esperienze importanti ha ancora 26 anni. Ci porta energia fisicità e dinamismo che unite al rendimento statistico davvero ragguardevole avuto la stagione scorsa ce lo fanno considerare un’ottima opzione per la nostra squadra”.

Diramato il calendario di lega basket di serie A

La juvecaserta 2016/17 debutterà in casa con i vice-campioni d’Italia di Reggio Emilia. È questo il responso del calendario della nuova stagione agonistica diramato in mattinata dalla Lega basket. Dopo il confronto con la Grissin Bon i bianconeri saranno impegnati in due trasferte consecutive in Lombardia (Varese e Cremona) prima della sfida interna con la Pistoia di Enzo Esposito. Quindi, i campioni d’Italia dell’EA7 Armani e, poi, Trento al Palamaggiò. Ancora un’avversaria lombarda fuori casa alla settima giornata (Cantù), quindi Capo d’Orlando in casa, Venezia fuori e la neo promossa Brescia al Palamaggiò. L’ultimo terzo del girone ascendente inizierà a Torino e sarà seguito dalla gara interna con Pesaro, dalla trasferta a Brindisi e poi dal derby interno con la Sidigas Avellino. Chiusura del girone di andata in trasferta sul campo di Sassari.
“Premesso che, come ho detto sempre, il calendario ha un valore relativo – sottolinea il patron Raffaele Iavazzi –  in quanto prima o poi bisogna affrontare tutte le avversarie, a caldo mi sembra un avvio molto difficile con l’esordio in casa con i vice-campioni di Reggio Emilia e subito due impegnative trasferte sui campi di Varese e Cremona. Di positivo c’è che incontrando subito un avversario di grande prestigio e valore, è prevedibile un Palamaggiò affollato, vivo e palpitante nel sostenere la squadra nell’avvio della nuova stagione. Sono certo che nell’occasione potremo contare sull’apporto caloroso dei nostri tifosi, tutti uniti per sostenere insieme i colori bianconeri. Ritornando al calendario, complessivamente, poi, non mi sembra un girone d’andata agevole dato che, oltre tutto, giochiamo sette gare in casa e otto in trasferta, ma, ripeto, la sequenza delle partite ha sempre avuto un valore relativo”.
Per il general manager, Guastaferro, “è certamente emozionante avviare una nuova stagione sportiva sul proprio campo ed è altrettanto piacevole farlo contro un avversario di prestigio quali i vice campioni d’Italia. Incontrarli in casa è certamente un piccolo vantaggio e dovremo cercare di sfruttarlo affrontando l’avversario con quella combattività che dovrà essere il marchio di fabbrica della nostra squadra per l’intera stagione. Ci sono, poi, le due trasferte consecutive, certamente impegnative e difficili, ma mi consola pensare che, poi, al ritorno ne avremo due consecutive in casa. Ed allora va bene così”.
Infine coach Sandro Dell’Agnello così commenta: “Il calendario iniziale non è stato benevolo con noi, visto che ci propone all’inizio partite molto impegnative, nelle quali avremo anche subito due trasferte consecutive. Quindi, partenza difficile, ma faremo il possibile per farci trovare pronti, sapendo allo stesso tempo che nel girone di ritorno, ovviamente, la situazione si ribalterà e che, come sempre, il reale valore degli avversari lo scopriremo solo nel tempo”.
 

JUVECASERTA: ACQUISITO CZYZ. DIRAMATI I CALENDARI: PRIMA IN CASA CON REGGIO EMILIA was last modified: luglio 29th, 2016 by L'Interessante
29 luglio 2016 0 commenti
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cefarelli
BasketIn primo piano

LA JUVECASERTA ANNUNCIA IL RITORNO DI CEFARELLI PRIMA DI UFFICIALIZZARE L’ORGANIGRAMMA SOCIETARIO

scritto da L'Interessante

Continua il lavoro dello staff operativo della Juvecaserta per allestire il roster che dovrà prendere parte al prossimo campionato di Lega A. Prima di ufficializzare il cambio di proprietà, la dirigenza aggiunge un altro tassello alla squadra.

Cefarelli: un gradito ritorno a casa

Un altro ritorno nelle fila bianconere ed un’altra risposta a quella domanda di casertanità con la quale si intende contraddistinguere la prossima stagione. Questa volta, però, il ritorno non è nelle fila dirigenziali, ma sul campo. La Juvecaserta, infatti, ha sottoscritto un accordo con il giocatore Dario Cefarelli, ala di 199 cm., cresciuto proprio nel vivaio della società bianconera. Nato a Maddaloni (CE) il 24 luglio del 1993, Cefarelli ha svolto tutta la trafila nelle giovanili della società casertana prima dell’esordio in Lega A nella stagione 2010/2011. Nella formazione casertana ha disputato altre due stagioni nella massima serie prima di trasferirsi all’Upea Capo d’Orlando, dove ha partecipato a 18 gare del campionato DNA 2013/2014, passando poi a febbraio nella formazione dell’Azzurro Napoli, anch’ essa impegnata nella DNA Gold. Nel 2014/15 è stato in A2 Silver con la De Longhi Treviso, conquistando il primo posto alla fine della regular season con 21 vittorie e 9 sconfitte. Lo scorso anno ha disputato la prima parte del campionato di A2 con la Briosa Barcellona. Poi, un infortunio lo ha costretto a disertare il girone discendente del torneo. 
In maglia azzurra ha conquistato la medaglia d’oro al campionato europeo under 20 di Tallin (2013) ed ha partecipato all’europeo della stessa categoria in Slovenia nel 2012. Ha fatto anche parte della nazionale under 18 (2011). 
«Sono molto contento – sottolinea coach Dell’Agnello – di avere Dario in squadra la prossima stagione. Viene da una stagione sfortunata ma è un giocatore di sicuro affidamento ed energia che può giostrare in più ruoli. Reputo molto importante anche il fatto che abbia già vestito la maglia Juve e per di più casertano, quindi un valore aggiunto per dare al gruppo una specifica identità di base».

Ieri l’ufficializzazione del ritorno nello staff societario di Sante Roperto e dell’ingresso del giovane Marco Petriccione

Nella famiglia della Juvecaserta c’è un gradito ritorno: è quello del prof. Sante Roperto che affiancherà il general manager Luigi Guastaferro nella rideterminazione dello staff societario con l’intento di potenziare il nuovo organigramma ed offrire nuovi servizi sia ai tifosi bianconeri che agli sponsor ed a quanti affiancano il club bianconero.
Sante Roperto è nato a Caserta nel 1977 ed è professore associato di Medicina Veterinaria presso l’Università Federico II di Napoli. È autore di oltre 50 lavori scientifici pubblicati su riviste internazionali. Giornalista dal 1997, per dieci anni è stato corrispondente di Superbasket, ha guidato l’area marketing della JuveCaserta, per cinque stagioni. Ha lavorato con le reti del gruppo Lunaset e scritto per molti quotidiani locali e nazionali. È stato relatore nei Master in Marketing della Sportform e conduce trasmissioni sportive su Radio Prima Rete dal 1999. Nel 2010 ha scritto ‘A 40 minuti dal paradiso’ e nel 2012 ‘L’uomo dell’ultimo tiro – La biografia di Nando Gentile’, partecipando al Bancarella dello Sport. Nel 2016 è uscito ‘La notte in cui gli animali parlano’, suo romanzo d’esordio che per il successo di vendite ottenuto è stato tradotto in inglese e venduto in tutto il mondo. Nello staff marketing e comunicazione entra a far parte il giornalista Marco Petriccione, mentre è confermato l’incarico di fotografo ufficiale della società a Gennaro Buco.
“È fondamentale per una società come la Juvecaserta – dichiara il general manager Gino Guastaferro –  poter contare su uno staff adeguato, competente e, soprattutto casertano. Ed in questa ottica sono particolarmente lieto di poter contare sulla professionalità e sull’esperienza di Sante, Marco e Gennaro”.

LA JUVECASERTA ANNUNCIA IL RITORNO DI CEFARELLI PRIMA DI UFFICIALIZZARE L’ORGANIGRAMMA SOCIETARIO was last modified: luglio 28th, 2016 by L'Interessante
28 luglio 2016 0 commenti
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social
CulturaIn primo piano

Meno social, è meglio

scritto da L'Interessante

Social

Quando l’indignazione diventa social, allora è legittima

È questa la legge del secolo nostro, è questa la regola comune ai fanatici e ai simpatizzanti del web, ché se corrono dietro ai link più in voga vuol dire che sanno, conoscono. Se condividono subito, significa che hanno fatto in tempo a sfilarsi una reazione dalla coscienza. “Ci piace” la morte del celebre qualunque che il giorno prima non conoscevamo neanche, ma è lo stesso che gli altri fanno riposare in pace e allora fa bene partecipare. Si merita il like di compassione la strage lontana che ci fa solo tristezza, perché se arriva la paura è quella vicina: è Je suis Charlie, perché magari dalla Francia eravamo tornati il mese prima e la torre  Eiffel è uno dei  nostri  screen preferiti; è la sparatoria al Bataclan, perché se muore un’ italiana, allora è roba che ci riguarda; è l’attentato a Nizza, perché quei bambini potrebbero essere anche i nostri figli, in fondo, la costa azzurra non è poi così lontana dai confini di casa nostra. Ci arrabbiamo perché ieri, a Tokyo, si attacca una struttura assistenziale per disabili, e non si fa, perché “i deboli “ non si toccano. Ci sorprende che uno sconosciuto, uno dei tanti recensori di tripadvaisor, abbia deciso di citare il proprietario di un villaggio vacanze perché si era scordato di aggiungere alla brochure una clausola che informasse il libero accesso dei “ disabili nel suo esercizio, e questo, al signore, aveva dato fastidio. A noi, poi, ancora di più, perché chi fa un richiamo del genere è un insensibile malvagio. Certo.

Ma se internet non esistesse, se non fossimo abituati ad apparire partecipanti al mondo, se il terrorismo fosse solo argomento dei quotidiani scordati al bar o dei libri di storia che non vediamo l’ora di chiudere, se quella recensione non fosse mai stata diffusa, avremmo la stessa urgenza di scatenare danze di ira accusatorie? Probabilmente no.

Quando il fascismo selezionava a morte i disabili, molti di noi neppure esistevano, non eravamo social, non potevamo esserlo. Ad alcuni andava bene persino così, perché quelli non perseguibili dal regime assolutista, erano persone libere. Potevano denigrare, ammazzare e vessare il ritenuto diverso. Perché così diceva qualcuno, perché quella era la legge, e al dovere, si sa, non si transige, non quando l’abitudine è una cosa comoda. Come è comodo scrivere “ che schifo” sulla bacheca di un social media, diverso, invece, è urlarlo, manifestarlo, scendere in strada, rischiare la faccia- quella vera-  perché piove, fa caldo; perché non abbiamo tempo e poi, non vale neppure la pena ripeterlo, il mondo va così, la gente sta diventando pazza.

Ma chi è il mondo? Chi lo fa? Chi è la gente? Siamo noi. Eh si. Proprio noi e, che ci piaccia o no, nella maggior parte dei casi, ciò che avviene per mano di altri, quelli stessi che sentiamo così differenti dalla nostra bontà o tolleranza, è frutto dei nostri atteggiamenti omertosi e conniventi.

Niente nasce da solo, tutto il generato è il risultato di una matrice. Dunque, ed è chiaro, se qualcuno fa esplodere una bomba, ammazzando, distruggendo, ci dovremo aspettare che, prima o poi, qualcun altro risponda, e peggio di prima. Perché la pace non si dice, si fa. E non serve accendere candele di solidarietà.

Se il nostro vicino di casa è un falso invalido, e non ce ne frega niente perché tanto a noi non dà fastidio,  la  nostra pensione ce l’abbiamo e chi se ne importa, è anche inutile sprecare parole di ritegno là dove non servono.

 La vita, purtroppo o per fortuna, non è una corsa all’arrabbiatura più bella. La realtà è complessa; è la verità – sui nostri sentimenti e quelli degli altri- che, forse, abbiamo perso per strada; la stessa  che ci allenava  a scegliere il silenzio, quello del rispetto. Dire troppo è stato sempre dire niente. Tutto ciò , probabilmente, anzi, sicuramente, non è una notizia, ma un fatto che si ripete, oggi, non è comunque, degno di definirsi tale, perciò, forse, è meglio fermarsi e ricominciare a riflettere.

Michela Salzillo

Meno social, è meglio was last modified: luglio 27th, 2016 by L'Interessante
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Pokemon
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Pokemon Go e disoccupazione giovanile

scritto da L'Interessante

Pokemon Go

Un famoso detto italiano recita: “Chi non lavora, non fa l’amore”. Questo significa essenzialmente due cose: o Pikachu e co. hanno deciso sin dal loro prima apparizione di non voler dar vita ad una generazione futura attraverso l’unione dei “poteri speciali” e dedicarsi, di conseguenza, esclusivamente all’ “ozio cartoon-esco” o i giovani d’oggi sono diventati improvvisamente interdetti nel momento stesso in cui hanno trasformato l’intelligenza in demenza e hanno denigrato totalmente il valore del sacrificio, dello sforzo, del senso retorico del “portare a casa la pagnotta” che per generazioni ha contraddistinto l’essere umano nel raggiungimento del nobile fine di vivere nel benessere e nella prosperità. Perché si, se in effetti non si tratta di una nuova forma di evoluzione umana sottoforma di “distruzione cognitiva pro-digitale”, allora davvero il mondo rischia di lasciare il posto a questi “alieni” che per troppo tempo hanno preso le somiglianze animalesche e hanno contaminato la terra di un’astrattezza diventata tutt’altro che “gioco”: a poco a poco, infatti, quello che all’inizio sembrava essere un passatempo innocente e stimolante all’intraprendenza, ora ha completamente radicato le sue “droghe leggere” nelle convinzioni della gente, le stesse con le quali non si riesce più ad immaginare un futuro degno di essere “lavorato”, ma appunto “giocato”.

<<Il lavoro è vita: senza di esso esiste solo paura e insicurezza>> affermava John Lennon dal canto suo; e come dargli torto: ad oggi il tasso di disoccupazione giovanile in Italia è pari al 37,9%, circa il 15% in più rispetto alla percentuale media di disoccupazione giovanile nell’Eurozona; ciò che più colpisce, però, è proprio il fatto che questo male “moderno” non sta diventando solo economico bensì anche psicologico e culturale perché le cause possono essere sia ricondotte all’eccessivo “mammismo” di numerosi soggetti ancora “bambinizzati” nel grembo materno senza possibilità di uscita alla scoperta delle opportunità circostanti, sia ad un sistema scolastico anche esso caratterizzato da cattivi collegamenti con l’impresa o da una banalizzazione del sacrificio che spinge gli studenti a preferire la semplicità dei “soldi facili” della criminalità organizzata. E così, “alzare la carriola” diventa sempre di più un “lavoro altrui”, una necessità secondaria, se non terziaria, che alimenta il fuoco dell’esasperazione e produce effetti gravi sia sugli individui che sulla società nel suo complesso, attraverso lo scarso sostegno all’inclusione attiva: questa “tragedia giovanile” verrebbe condannata da un Dante contemporaneo nel “Girone dei Nullafacenti”, avendo come punizione quella di inseguire un Pokemon eternamente, di provare a catturarlo senza tuttavia mai riuscirci.

Ma pensandoci su, sarebbe effettivamente questa una vera “punizione”? Secondo le ultime stime, infatti, più che un castigo questa significherebbe una ricompensa a tutti gli effetti: in un mondo attuale dove i giovani d’oggi non riescono a sviluppare le proprie capacità intuitive e concezionali, non rappresentano più un capitale umano capace di portare esperienza ed efficacia allo stesso tempo al servizio del bene comune, non diventano essenziali al fine di frenare la mobilità intergenerazionale e fare in modo che il disagio sociale si tramandi da una generazione all’altra e non salvaguardano più il loro “passaporto per la vita”, ossia le competenze necessarie per un pieno inserimento economico e sociale nel mondo lavorativo, ciò che prende il sopravvento è la mania dei “Pokémon Go”, il gioco che sta conquistando tutto il pianeta: dal Giappone all’America, i mostriciattoli virtuali tascabili, apparsi per la prima volta vent’anni fa sul Game Boy come invenzione di Satoshi Tajiri, hanno attraversato l’Europa e l’Italia e sono sbarcati sia nelle grandi città, depauperando un patrimonio culturale e turistico degno delle migliori innovazioni tecnologiche, che in quelle piccole, distruggendo il già misero guadagno delle microimprese impegnate nella lotta quotidiana alla sopravvivenza. Non a caso, basta guardarsi intorno mentre si passeggia in città per accorgersi di quante persone siano state letteralmente contagiate da questo “virus”, uno di quei parassiti che ha come strumento di inizializzazione lo smartphone e come preda della “demenza inattiva” i giocatori stessi: il sole potrebbe aver fatto la sua parte, qualcuno potrebbe pensare; il caldo avrebbe potuto giocare il doppio ruolo di ossessione e inganno allo stesso tempo verso un gioco grottesco e diabolico, altri potrebbero intuire; ma la verità sta, come al solito, nel mezzo: il mondo sembra essere letteralmente impazzito per un videogame che, di “pazzo”, ha le basi e le carte in regola per esserlo a tutti gli effetti.

Per giocare basta scaricare l’applicazione, disponibile sia sull’App Store di Apple che sul Google Play Store per gli utenti Android, creare un profilo, personalizzarlo, scegliersi un nome e aspettare che il lato virile della personalità umana abbandoni definitivamente “il cuore e la mente”, come direbbe un cavaliere dell’epoca medievale: chissà se questo avesse mai avuto avuto il coraggio di compiere un gesto così “poco nobile”, chissà se, invece di difendere il proprio re, avesse preferito dare la caccia  ai vari Bulbasaur e il resto dei 151 esemplari per ampliare il personale “arsenale d’oro”, chissà se, per essere punito di così tanta indecenza, fosse stato arso vivo dal rogo di un Charizard o annegato dal waterboarding di uno Squirtle; chissà, si domanderebbero gli studiosi, ma una cosa sicuramente continua a desistere nella mente dei potenziali “allenatori”: il senso vero della realtà, che entra continuamente in contatto con il confine della finzione e della tecnologia e che aumenta il rischio, oramai dietro l’angolo, di una dipendenza da un universo parallelo ed un isolamento cronico. Così, se da una parte ci pensa lo smartphone a chiudere gli occhi dell’oggettività e ad aprire quelli di Google Maps alla ricerca di “palestre”, battaglie contro i “custodi” del luogo e pokeball da lanciare per stregare gli avversari in perenne combattimento, dall’altro diventa responsabilità personale ridicolizzarsi periodicamente muovendosi fisicamente alla ricerca di Pokemon “fantasmi”: già, perché lo smartphone avverte che nelle vicinanze potrebbero esserci mostriciattoli che svolazzano dentro la padella o saltellano sul water o ancora strisciano sulla scrivania dell’ufficio, e che non spariscono, ma anzi si spostano seguendo il giocatore, muovendosi attaccati al loro nuovo “allenatore”.

Pertanto, se l’accostamento Pokemon Go-Disoccupazione giovanile ha i suoi effetti degenerativi e influisce nettamente sulla catalizzazione della pigrizia nei soggetti interessati, di certo non fa il discorso inverso chi tocca con mano l’esperienza di <<rassegnare le proprie dimissioni per girare il mondo>>:

è il curioso caso di Tom Currie, 24enne, ex barista neozelandese che, da un momento all’altro, ha deciso di “prolungare” le proprie ore libere dal lavoro eliminando quest’ultimo definitivamente dalla sua vita, almeno per il momento; perché si, in sede di decisione, Tom è stato più volte “compreso” piuttosto che attaccato per una scelta tanto azzardata quanto rischiosa: <<spero che il tuo viaggio vada bene>> ha affermato il suo ex datore di lavoro, risposta che è stata percorsa in maniera del tutto parallela dal <<sapevo che un giorno saresti diventato famoso>> del padre, messaggio inviato per sms e recapitato con tanto “amore paterno e protettivo”. Ma in fin dei conti, è purtroppo ancora questo medesimo “protettivismo” che spinge i giovani d’oggi nel burrone dell’”anoressia lavorativa”: <<trovare 91 pokemon sui 151 disponibili del gioco è stato come rivivere l’infanzia due volte>> ha affermato Tom, che ha peregrinato con gli occhi dello smartphone, ha incontrato turisti, viaggiatori e tanti appassionati dell’applicazione e ha cavalcato di collina in montagna, di fiume in lago attraverso fotografarmi e video tanto pazzeschi quanto incredibilmente innovativi, rendendosi conto di essersi trasformato involontariamente nell’eroe nazionale di un “sogno reale”, nell’ Ash Ketchum che 16 anni fa ha sfondato sul grande scherzo italiano, arrivando insieme ai suoi amici a conquistare il mondo.

Alla fine ciò che ne rimane è soltanto l’illusione ottica di aver raggiunto un obbiettivo, la credenza di aver compiuto un esperimento diverso dalla norma ma fin troppo complicato per essere portato a termine, la certezza di aver trascurato quello che dovrebbe rappresentare sempre “prima il dovere e poi il piacere”: non è tutto oro ciò che luccica, non bisogna lasciarsi andare troppo facilmente e vivere nella folgorazione di un attimo, non deve diventare primario ciò che normalmente viene attribuito alla schiera dei “beni di lusso”, uno sfarzo che, in tutta la sua lucentezza, continua ad essere tale, senza se e senza ma, e cammina imperterrito nel suo obbiettivo di far dimenticare la tangibilità: <<Catch them all>>, diceva la sigla originale del cartone animato, <<catch them, catch them>>, rammentava nel mentre, ma la vita è un’altra cosa, la realtà è un’altra cosa, e quella, esattamente quella, ci ordina ogni giorno di “acchiappare” le opportunità di lavoro, le chance che ci possono finalmente nobilitare come uomini, e non i Pokemon!

Michele Calamaio

Pokemon Go e disoccupazione giovanile was last modified: luglio 27th, 2016 by L'Interessante
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juvecaserta Luigi Guastaferro
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Luigi Guastaferro è il nuovo general manager della Juvecaserta

scritto da L'Interessante

Luigi Guastaferro

Luigi Guastaferro è il nuovo general manager della Juvecaserta

La scelta del ritorno dell’architetto casertano ai vertici della società sportiva è legata anche alla volontà della nuova proprietà di privilegiare la territorialità nei ruoli dirigenziali del club bianconero. Nel nuovo organigramma societario, Antonello Nevola, già direttore operativo, assume il ruolo di direttore sportivo.
Nato a Caserta il 23 gennaio 1962, Luigi Guastaferro è da sempre nel mondo del basket, prima come atleta e poi come dirigente. Come atleta ha svolto tutta la sua carriera nelle fila dei Falchetti Caserta, di cui è diventato general manager nel 1999, all’epoca della promozione in C1 della seconda squadra cestistica casertana. Ha conservato tale ruolo anche dopo la fusione tra i Falchetti e la Ellebielle; fusione che diede vita alla nuova Juvecaserta che, dopo l’acquisizione del titolo di Legadue dal Castelletto Ticino, arrivò nella seconda serie professionistica nazionale. Tre anni di Legadue con risultati sempre al di sopra degli obiettivi prefissati, compreso la partecipazione alle final four di Coppa Italia nel 2005 a Ferrara. Lasciata Caserta, nel 2006/2007 ha assunto il ruolo di general manager dello Scafati in Lega A. Nel campionato successivo è stato general manager di Ferentino, in Legadue, dove è rimasto per altri due campionati prima del ritorno a Scafati nel 2010/2011. Con la società salernitana è rimasto sei stagioni, conquistando una Coppa Italia e sfiorando nell’ultimo campionato la promozione in Lega A dopo aver condotto in testa alla classifica per tutta la regular season.
“Sono onorato – ha dichiarato Guastaferro – dell’opportunità offertami dalla Juvecaserta e, soprattutto, sono rimasto affascinato dall’idea progettuale del patron Iavazzi di legare sempre più la squadra e la società al territorio in cui opera. Mi inorgoglisce assumere il ruolo di general manager in una società come la Juvecaserta, certamente al top nella regione Campania, ma anche tra le più blasonate d’Italia. Per me si tratta di un ritorno, ma con un bagaglio di esperienza decennale rispetto alla prima occasione offertami dal club bianconero. Non sono abituato a fare proclami, ma è certo che nel nuovo lavoro metterò il massimo impegno per raggiungere gli obiettivi prefissati dalla società”.
“Con la scelta di Gino Guastaferro, – afferma Raffaele Iavazzi – oltre a rimarcare la casertanità della nostra struttura operativa, così come è nei desideri anche della nuova proprietà, abbiamo avviato una riorganizzazione della macchina societaria che tende a delineare sempre meglio i ruoli di ogni singolo componente. Soprattutto, andiamo a colmare un vuoto perché è da anni che avvertivamo la mancanza di una figura dirigenziale che fungesse da tramite tra la squadra e la proprietà e che fosse in grado di assicurare una gestione organizzativa a tutta la struttura.

Luigi Guastaferro è il nuovo general manager della Juvecaserta was last modified: luglio 27th, 2016 by L'Interessante
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Cannabis
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Legalizzazione della Cannabis: Di cosa si sta discutendo?

scritto da L'Interessante

Cannabis

E’ già data storica quella dello scorso 25 Luglio: per la prima volta alla Camera dei Deputati si è discusso per la stesura di un disegno di legge che regolamenterebbe il possesso, la coltivazione, la vendita e l’assunzione di cannabis

Tuttavia siamo solo agli inizi, il dibattito riprenderà a settembre per consentire l’analisi degli emendamenti presentati dai vari gruppi parlamentari (circa 1700).

Trasversalmente spaccata la Camera che vede contrari gli esponenti di Forza Italia, Area Popolare, Lega Nord e parte del Partito Democratico, a favore Sinistra Italiana, Movimento 5 Stelle e parte del PD insieme a vari esponenti del gruppo misto.

Carlo Sarro, di Forza Italia, ha motivato la sua contrarietà e quella del suo parrtito asserendo che la legalizzazione metterebbe in pericolo la salute degli adolescenti e l’approvazione del testo a nulla servirebbe nella lotta alle mafie.

Continua l’attività con l’intervento dell’onorevole Paola Binetti, già firmataria di vari emendamenti, che prende parola per Area Poporale. La filo-alfaniana imposta il suo discorso sul consumo, oltre che di cannabis, anche su droghe come eroina, cocaina ed LSD per ribadire come la dipendenza da droghe leggere porterebbe, pian piano, al consumo e a dipendenze più problematiche. Inoltre, per dare una lettura più veritiera alla sua tesi, comincia a leggere storie di ex-tossici. Conclude presentando una pregiudiziale di costituzionalità alla Boldrini, presidente della Camera dei Deputati, secondo la quale il Ddl va contro i principi della Carta Costituzionale. Avverso all’approvazione anche il gruppo di Lega Nord introdotto dalla voce di Marco Rondin che vede il disegno di legge come un “sabotaggio culturale”. Sul tema il PD si è spaccato in due, alcuni deputati che hanno preso parola, infatti, hanno potuto parlare solamente a titolo personale, ribadendo l’ordine sparso con il quale si prestano a votare i Dem.

Daniele Farina conferma il supporto del gruppo di Sinistra Italiana e Vittorio Ferraresi del M5S fa lo stesso sottolineando come questa del Ddl Cannabis sia una misura per liberare i Tribunali da lunghe diatribe inutili, lasciandoli concentrare sui veri crimini.

Contraria anche la Ministra della Sanità per la normalizzazione a scopo ricreativo. La Lorenzin giustifica il suo “no” ricordando che la marijuana è una droga e fa male, normalizzarla sarebbe come dire ai bambini di 10,11,12 anni che possono drogarsi.

A Roberto Saviano, che sostiene il Ddl come lotta alla mafia, risponde in un’intervista a La Repubblica : “a suo tempo Paolo Borsellino disse l’esatto contrario, come oggi fa il procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri. La droga la consumano i giovani, quella prodotta legalemente costerebbe inevitabilmente di più e rimarrebbe il mercato criminale.”.

Ecco i punti della legge,discussi in aula,sulla legalizzazione della cannabis:

Possesso: i maggiorenni potranno detenere una modica quantità per uso ricreativo, ovvero 15 grammi a casa e 5 grammi fuori casa. Resta il divieto assoluto per i minorenni.

Coltivazione: in casa si potranno coltivare fino a 5 piante e detenere il prodotto da essere ottenuto, ma solo ed esclusivamente previa comunicazione. La vendita del raccolto è assolutamente vietata.

Cannabis Social Club: i maggiorenni residenti in Italia potranno coltivare cannabis in forma associata in enti senza fini di lucro, in club composti da massimo 50 membri.

Vendita: ci saranno negozi dedicati e forniti di licenza dei Monopoli. Chi otterrà l’autorizzazione potrà coltivarla, lavorarla e venderla al dettaglio solo nei negozi ufficiali. Sono vietate l’importazione e l’esportazione.

Cannabis terapeutica: l’autocoltivazione per fini terapeutici sarà permessa, inoltre le modalità di consegna, prescrizione e vendita dei farmaci a base di cannabis saranno semplificate.

Fumo nei luoghi pubblici e alla guida: nei luoghi pubblici e nei parchi sarà vietato fumare marijuana, e per quanto riguarda la guida in stato di alterazione non cambiano le sanzioni previste dal Codice della Strada su alcol e droghe al volante.

Vincenzo Piccolo

Legalizzazione della Cannabis: Di cosa si sta discutendo? was last modified: luglio 27th, 2016 by L'Interessante
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