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Autore

L'Interessante

Vivila Marcianise
In primo pianoPolitica

Vivila Marcianise: confermata l’inarrestabile ascesa del movimento civico

scritto da L'Interessante

Vivila

Confermata l’inarrestabile ascesa del movimento civico Vivila Marcianise

Nel nuovo incontro con i cittadini del 30 Aprile scorso, il gruppo di attivisti ha presentato alcuni punti del programma elettorale, offrendo un contesto del tutto inconsueto per la politica in genere.

In un live contest d’eccezione, grazie alla collaborazione del No Limits bar di pizza Foglia, all’intervento contributivo dello sponsor consulenza informatica Negro e la quota volontaria dell’attivista Fabio Pasqua, anche il quartiere di San Simeone profeta ha partecipato al sogno di una città viva.  A presentare la serata, la dottoressa e appassionante attivista, Raffaella Raucci che ha introdotto con fierezza gli interventi dei suoi colleghi di avventura e l’esibizione musicale dei Risonanza, gruppo d’eccellenza locale.

 Il primo ad inaugurare l’illustrazione del programma è stato l’attivista Paolo Negro, che in qualità di delegato allo sport, ha elencato gli aspetti salienti inerenti il progetto per le strutture sportive. Dall’ adeguamento all’attività sportiva delle aree cittadine riconosciute come spazi verdi, all’esigenza di un’urgente revisione del regolamento ormai datato, l’idea di vivila passa attraverso la volontà di realizzare un museo dello sport che possa dare giusta onorificenza alle eccellenze presenti sul territorio. Prevista dal programma anche una quota fissa che possa sostenere le famiglie meno abbienti nella pratica di un’attività sportiva adeguata alle proprie esigenze. Ultima, ma non meno importante, è l’auspicata istituzione di nuove strutture da realizzare attraverso finanziamenti privati o europei.

L’avvocato Maria Giovanna Bizzarro ha, invece, parlato di lavoro e del problema occupazionale.

L’istituzione di una banca del lavoro che possa garantire un monitoraggio costante delle esigenze, in termini occupazionali e di specializzazioni, delle aziende censite è l’obiettivo base del programma elettorale stilato sul tema , senza escludere la stipula di protocolli d’intesa con le aziende disposte ad investire sul territorio marcianisano.

 Il programma di Vivila propone, inoltre,  uno sguardo al passato che miri a riscoprire il valore dell’attività contadina, passando attraverso lo sfruttamento dei terreni agricoli non inquinati e la realizzazione di corsi di formazione che valorizzino la docenza degli anziani della città esperti in materia.

Come di consueto anche la poesia ha fatto da sfondo ad un evento alternativo e diretto.

Attraverso i testi di Martha Medeiros e   Samuel Ulllman, le attiviste Michela Salzillo e Lucia Tartaglione hanno sottolineato i concetti di bellezza ed entusiasmo , da sempre alla base degli obiettivi ideologici del Movimento. Inaugurata anche l’iniziativa Pianta la tua idea, progetto ideato da un’apposita commissione con a capo l’attivista Rossella Calabritto che consiste nel seminare una proposta per la città in un simbolico terriccio che accoglie cartoncini con idee pronte a germogliare.

 Ha culminato l’incontro il segretario del Movimento che, in un rinnovato invito alla partecipazione ha con  carisma, urlato che con la dignità della gente non  si gioca più. “ Non facciamo manfrine non facciamo coalizioni, noi andiamo per la nostra strada, convinti che domani sarà migliore.” Non abbiate paura di cambiare.” ha dichiarato l’avvocato Raffaele Delle Curti fra gli applausi di una piazza entusiasta.

 

Vivila Marcianise: confermata l’inarrestabile ascesa del movimento civico was last modified: maggio 2nd, 2016 by L'Interessante
2 maggio 2016 0 commenti
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Primo Maggio
CulturaIn primo piano

Primo Maggio: festa anacronistica?

scritto da L'Interessante

Primo Maggio

L’Italia è una repubblica non democratica fondata sulla ricerca del lavoro, se l’art.1 della Costituzione fosse modificato in questo modo, la festa dei lavoratori avrebbe ancora senso?

 Che ci piaccia o no, non basta una data a fare del giorno qualunque una festa da celebrare. È la partecipazione che crea la giusta matrice per sentimenti di commozione ricorrenti. Tutto ciò che perde valore ed entusiasmo, può provare a festeggiarsi come vuole, ma va da sé che il tentativo di santificare la scomunica è sempre una partita pesa.

È vero che al dì di festa non si rinuncia mai, ma quasi sempre il motivo ci sfugge dalla tasca dell’abitudine.  Come dire, ogni occasione è buona per fare baldoria, fosse anche il caso di una commemorazione in onore del pulcino Pio, quando lo fanno gli altri è di sicuro cosa buona e giusta, specie se è così da sempre.

Dalla gita fuori porta, alle prime distese sulla battigia, il Primo Maggio viene ricordato certamente per il concertone in live production, ma solo probabilmente per gli avvenimenti storici che lo hanno consacrato a giorno di festa.

Non è un demerito, o almeno non se riconosciamo ancora il libero arbitrio come valore fondante alla base dell’esistenza, che può tranquillamente presuppore un’ignoranza consapevole e poco sofferta, certo è che il sentimento di ribellione, proprio dei fatti storici del 1886, sembra non riguardarci più. In un Paese tristemente assuefatto, travolto dal negativo andante, l’idea patriottica di rivoluzione pare  un miraggio indicibile.

Ma ciò che ignoriamo è veramente quello che non ci interessa sapere? O si tratta soltanto di una pigrizia depressa e poco disposta a risalire le vie della coscienza?

 È giusto lamentarsi perché giovani plurilaureati non riescono a costruirsi un futuro occupazionale, come è legittimo protestare per i troppi lavoratori sottopagati, vittime di una schiavitù moderna che si nutre della disperazione, ma alla fine di questo dissenso cosa c’è? Quasi sempre il silenzio. Perché tanto il mondo va così e nulla può cambiare. Eppure, ieri non è mai stato come oggi e se anche si è spesso costretti a ricominciare da capo, le cose cambiano, mutano anche senza la nostra collaborazione.

Ai tempi dei gravi incidenti che travolsero Chicago, sfociati poi  in una vera e propria rivolta, nessuno dei coinvolti avrebbe mai pensato di passare alla storia come rivoluzionario, ognuno era mosso  da una profonda insofferenza, un  senso di ingiustizia senza rimando, e questo sarebbe bastato a voler inseguire quello che, potenzialmente, sembrava irraggiungubile.

 Perché si festeggia il Primo Maggio? Cenni storici

Tutto cominciò quando, il Primo Maggio1886, gruppi di sindacati degli Stati Uniti organizzarono un corteo operaio per chiedere la riduzione della giornata lavorativa ad otto ore: la protesta durò alcuni giorni. Il 3 maggio tutti i lavoratori che avevano preso parte allo sciopero si ritrovarono all’ingresso della fabbrica di macchine agricole McCormick, in quell’occasione molti di loro vennero colpiti dagli spari della polizia che era stata chiamata a reprimere l’aggregazione. Due persone rimasero uccise e altre furono ferite gravemente.

Il culmine della rivolta si verificò il 4 maggio, quando esplose un ordigno che provocò la morte di un poliziotto, episodio ulteriormente tragico che generò una vera e propria guerriglia in cui rimasero uccise ben undici persone.

 Nel 1889, a tre anni di distanza dai fatti di Chicago e durante il congresso della Seconda Internazionale, fu ricordato quell’episodio in una celebrazione alla memoria dei caduti, fatto che divenne il simbolo delle rivendicazioni operaie in tutto il mondo.

Negli stati Uniti, oggi, il 1 maggio non è una festa riconosciuta ufficialmente, che sia questa una contraddizione o coerenza dipende dal sentire intimo di ciascuno. Forse, però, al di là di ogni ipocrisia, sarebbe opportuno sfruttare queste ore per meditare sul senso di quello che stiamo lodando, se lo stiamo facendo. Così, giusto per riscoprire la voglia di farci domande e, eventualmente, anche la paura di non trovare le risposte che vorremmo, quella stessa che di solito produce il coraggio di tentare ciò che sembra intentabile. Non necessariamente a costo della morte, come la storia ci insegna, ma almeno a favore del recupero di una dignità  perduta che permetta di vivere.

Michela Salzillo

 

 

Primo Maggio: festa anacronistica? was last modified: maggio 1st, 2016 by L'Interessante
1 maggio 2016 0 commenti
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Primo Maggio
CulturaIn primo piano

Primo Maggio, save the date: quello che gli italiani non dicono

scritto da L'Interessante

Primo Maggio

Confucio diceva «scegli il lavoro che ami e non lavorerai neppure un giorno in tutta la vita».

Una verità certamente provata ma… siamo sicuri di non desiderare neppure un “day-off”? Perché, ammettiamolo, una gita fuori porta, una romantica serata sul divano a sorseggiare thè caldo e a sgranocchiare biscotti al cioccolato non dispiace affatto.

E quale occasione migliore se non il fatidico Primo Maggio?

La Festa del Lavoro, nata in ricordo delle battaglie operaie che rivendicavano i sacrosanti diritti inalienabili che contraddistinguono la società attuale, esorta al movimento, è come una parola magica che apre le porte alla serenità. Zaino in spalla dunque, si parte!

I dati raccolti da Coldiretti un anno fa riferiscono una situazione italiana, per certi aspetti, rassicurante: un italiano su quattro ha scelto di trascorrere la Festa del Lavoro all’aria aperta, facendo una passeggiata, un picnic al sacco oppure recandosi presso un agriturismo. Dati che hanno fatto ben sperare e che proiettano il nostro Paese verso lo sviluppo e il potenziamento del turismo verde, sostenibile ed ecologico. La scelta stessa della gita in agriturismo (secondo Terranostra l’anno scorso sono stati superati oltre un milione di pasti) rilancia il settore agroalimentare, quello più genuino delle zone rurali o comunque delle periferie urbane, portando alla piacevole (ri)scoperta di borghi dall’interesse storico-culturale notevole, senza tener conto del totale isolamento dallo stress cittadino. È principalmente quest’ultimo, infatti, ad influenzare, ormai sempre di più, la maggior parte dei salariati italiani: stress da lavoro, l’ufficio che diventa una prigione, la cravatta che sembra soffocare ed i piedi che chiedono una tregua dai tacchi. Lo stress diventa il “capro espiatorio” dei nostri problemi, delle nostre preoccupazioni più celate e l’unico modo per evadere è rifugiarsi nella propria intimità, ritagliandosi un momento per sé. È questo che spinge le donne a preferire un bagno caldo piuttosto che una doccia fugace ed è lo stesso motivo che porta gli uomini a curare la barba, impiegando ore di fronte allo specchio, apportando accorgimenti che, d’altronde, sembrano quasi impercettibili ad un occhio non bene allenato. Colpevole, con un giusto movente, anche il Primo Maggio. E che non si dica che sia un giorno esattamente uguale agli altri. La concomitanza con l’inizio del mese e la coincidenza, alle volte, con un weekend prolungato, aumenta il desiderio di evasione, anticipando, di gran lunga, l’agognata estate. Troppo presto per pensare a costumi nuovi e locations mozzafiato ma appena in tempo per godere un po’ delle meraviglie che ci aspettano dietro l’angolo. La Festa del Lavoro si è trasformata, specie in Italia, in un’occasione di aggregazione sociale che, solo in parte, ricorda l’intento originario. Sempre più eventi gravitano attorno a questa data simbolica e si protraggono nei giorni, mutando in sagre dal sapore nostrano, come, per esempio, la Sagra della Fiorentina a Portico (FO), quella del Cinghiale a Bagno a Ripoli (FI) ed ancora la Sagra della Ricotta e del Formaggio a Bagnoli Irpino (AV).

Approfittando dell’iniziativa #domenichealmuseo, il Bel Paese offre mete turistiche pronte a soddisfare qualsiasi italiano: dalle aree naturali dell’altopiano del Carso, alle gite in camper nel territorio del Lago di Garda, dalle colorate città di Burano, Murano e Torcello, nell’isolotto veneto, passando in pellegrinaggio ad Assisi e la sua Basilica, piena di affreschi stupendi realizzati da grandi artisti come Giotto, Cimabue e Simone Martini. Questo “assaggio d’estate” continua attraverso la suggestiva città di Urbino con annesso Palazzo Ducale, sede di una delle migliori gallerie d’Italia, fino ad arrivare alla ricchezza culturale, artistica e paesaggistica del Sud; perdendosi tra gli innumerevoli musei napoletani, i tesori di Pompei e il mare salentino che lascia in bocca un sapore agrodolce.

Tra grigliate, scampagnate e falò in riva al mare, buona parte dei giovani trova il tempo per recarsi all’ormai tradizionale concerto a Roma, in Piazza San Giovanni. L’evento coinvolge, anno dopo anno, un numero esponenziale di artisti e spettatori e rappresenta l’unica grande manifestazione unitaria che soppianta il momento politico da cui trae ispirazione la Celebrazione ma alla quale, paradossalmente, fa capo. Nel lontano 1903 Ettore Ciccotti colse al meglio lo spirito con il quale i giovani si apprestano a partecipare in maniera attiva al Concertone di tradizione capitolina: «Un giorno di riposo diventa naturalmente un giorno di festa, l’interruzione volontaria del lavoro cerca la sua corrispondenza in una festa de’sensi; e un’accolta di gente chiamata ad acquistare la coscienza delle proprie forze, a gioire delle prospettive dell’avvenire, naturalmente è portata a quell’esuberanza di sentimento e a quel bisogno di gioire, che è causa ed effetto al tempo stesso di una festa».

Nell’esortazione ad uscire, a godere di ogni tipo di panorama, a realizzare ciò che si appunta sui post-it che vengono affissi al frigo, la redazione de L’interessante augura a tutti gli “interessati” e non una felice Festa del Lavoro e, continuando il gioco di parole, un generale ottimismo derivante da uno slogan coniato in Australia, nel 1855, che recitava: “otto ore di lavoro, otto ore di svago, otto ore per dormire”.

Carmen Giaquinto

Primo Maggio, save the date: quello che gli italiani non dicono was last modified: maggio 1st, 2016 by L'Interessante
1 maggio 2016 0 commenti
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IL MIRACOLO
CulturaIn primo pianoTeatro

Il Miracolo torna ad Officina Teatro

scritto da L'Interessante

IL MIRACOLO

IL MIRACOLO – REPLICHE STRAORDINARIE
Sabato 7 Maggio ore 21:00
Domenica 8 Maggio ore 19:00

Laboratorio Permanente Ipotesi Espressive presenta
“IL MIRACOLO”

Da un percorso di scrittura scenica collettiva

Con Antonia Alberico, Marica Palmiero, Enrico D’Addio, Francesco Ruggiero, Gianluigi Mastrominico, Pierpaolo Ragozini, Concetta Del Vecchio, Martina Cariello, Cristina Alcorano, Eugenio Sorgente, Martina Esposito, Maria Macri, Andrea Di Miele

Assistente alla regia: Federica Pezzullo
Costumi: Pina Raucci
Regia: Michele Pagano

SINOSSI
Tredici sono gli abitanti di quel derelitto palazzo. Sarebbero gli unici se non fosse ancora viva la Signora Fiorenza. Una lotta interna per decretare un unico vincitore. Un unico prescelto. Ramazze come armi, sedie volanti e sgambetti a farne da padrona. C’è chi la butta sulla simpatia e chi sulla scelta dello smalto; chi prova a lucidare la casa e chi la distrugge; chi si nasconde e chi viene trovato. Una sola cosa è certa, ora che il Napoli lotta per lo scudetto, “la squadra dei Rivetti andrà a sinistra e quella dei Crispino a destra”, si scorciano le maniche pronti per il loro derby.

NOTE DI REGIA
Nel Sud Italia, di convenzione, è radicato l’affidamento alle sacre icone bibliche. Una tradizione che parte da un passato storico, laddove l’affidarsi ai più comuni “San Gennaro” diventa parte integrante di una società che vive spesso di stenti e spera avvenga un cambiamento, necessario per migliorare il proprio stile di vita. Paradossalmente spesso tale affidamento viene utilizzato anche nel gergo comune, scaramanticamente o come frase fatta. “Ci vorrebbe un miracolo” può rappresentare una delle più quotidiane esclamazioni che si possono sentire. Tale spunto, ci porta ad affrontare una tematica più ampia, laddove notiamo che l’affidamento “all’icona”, spesso, viene vissuto in pari passo rispetto alla totale cecità umana. Il miracolo viene scongiurato per vincere un montepremi e poter acquistare finalmente l’oggetto dei desideri; per riuscire finalmente a trovarsi collocati dall’altro capo del televisore disposto in salotto; per partire ed abbandonare tutto. La lotta è portata avanti al suon della cabala o di ricostruzioni di sogni passati; si tenta la fortuna o perché no, si spera di ricevere la lettera di qualche remoto e ignoto parente che lo dichiari erede di una qualche fortuna. “L’essenziale è invisibile agli occhi”, una frase di Antoine de Saint-Exupéry forse abusata e ascoltata sin dall’infanzia ma indispensabile per noi per la chiave di lettura dello spettacolo. Difatti, ci siamo chiesti se, al raggiungimento di quell’inaspettato miracolo, tale cecità riuscisse a svanire davanti agli occhi o se il buio risulti talmente profondo da non riuscire neanche a capire quello che si ha dinanzi. La nostra risposta si concretizza nel climax dello spettacolo, laddove tanto fermento, tanto ardore, tanto attesa, si mostrano inutili e inefficienti nel momento in cui il miracolo potrebbe avvenire.

Per info e prenotazioni
0823363066 – 3491014251
info@officinateatro.com
www.officinateatro.com

Il Miracolo torna ad Officina Teatro was last modified: aprile 30th, 2016 by L'Interessante
30 aprile 2016 0 commenti
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Graus
CulturaEventiLibri

Graus Editore presenta ‘As-salāmu ‘alaykum’ il nuovo libro di Lorenzo Peluso

scritto da L'Interessante

Graus Editore

Graus Editore Presenta

As-salāmu ‘alaykum

il nuovo libro di Lorenzo Peluso

Lunedì 2 maggio alle ore 17.30, Lorenzo Peluso presenterà As-salāmu ‘alaykum alla libreria Feltrinelli di corso Trieste, Caserta.  Interverranno all’evento il Colonnello Vincenzo Lauro – comandante del Quartier generale italiano della Base Nato di Lago Patria, Ottavio Lucarelli – presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania  e la giornalista Daniela Volpecina che modererà l’incontro.

Il libro

As-salāmu ‘alaykum è un diario delle esperienze di un giornalista embedded al seguito delle missioni militari italiane in Afghanistan, Libano e Kosovo. Una testimonianza sul campo del contributo dato dalle truppe italiane alle popolazioni locali per garantire uno stato di pace duraturo. Cronaca, fotografia e ricordi personali in un accavallarsi di tante voci e di tanti sguardi, gli occhi di quei bambini kosovari e libanesi, che sono la speranza per un futuro migliore.

“Inconsapevole del turbinio di emozioni che stanno per travolgere la tua mente, continui a guardare quelle immagini. Ma intanto cresce l’attesa. Più guardi quelle foto, più sale la voglia di tornare. Ti mancano quei colori, quei silenzi, quei rumori. Ti mancano le voci, i paesaggi, la paura, l’incoscienza. Ti mancano quegli amici che, speri, siano lì ad aspettare te.”

 

L’autore

Lorenzo Peluso è nato a Sanza (Sa) il 17 dicembre del 1971. Giornalista embedded. Nella sua carriera, in teatri di guerra ha realizzato per il quotidiano “La Città “ e il “Corriere del Mezzogiorno” reportage da Herat e da Kabul, in Afghanistan. Inoltre, si è occupato della stabilizzazione dei Balcani e del Libano, oltre che dei campi profughi siriani. È direttore di “Quasimezzogiorno.it”, giornalista di Radio Alfa e corrispondente per il Corriere del Mezzogiorno.  

Graus Editore presenta ‘As-salāmu ‘alaykum’ il nuovo libro di Lorenzo Peluso was last modified: aprile 30th, 2016 by L'Interessante
30 aprile 2016 0 commenti
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Il regno di wuba
CinemaCulturaIn primo piano

Il regno di Wuba: il nuovo capolavoro del regista di Shrek

scritto da L'Interessante

IL NUOVO CAPOLAVORO DEL REGISTA DI SHREK,

IL REGNO DI WUBA

DAL 12 MAGGIO AL CINEMA

CON LE CANZONI DEI THE KOLORS

I grandi nomi del cinema e della musica si danno appuntamento dal 12 maggio per l’uscita italiana del film fantasy Il Regno di Wuba, lo straordinario successo mondiale che arriva in Italia grazie a Minerva Pictures e che sarà distribuito da Microcinema.

Il film è infatti diretto da Raman Hui, noto come il padre di uno dei personaggi più amati della storia del cinema, Shrek (il primo titolo a vincere l’Oscar per il miglior film di animazione nel 2001) e che ha lavorato a tanti altri successi, tra cui Madagascar, Z – La formica e Kung Fu Panda.

Questo suo nuovo, straordinario fantasy rimanda proprio alle atmosfere fiabesche di Shrek e stupirà gli spettatori grandi e piccoli con una galleria di creature incredibili. Al centro della vicenda, il simpaticissimo Wuba, protagonista di un’avventura epica con i suoi simpatici amici, che con lui daranno vita a un viaggio pieno di sorprese per salvare il loro mondo.

Ad arricchire la versione italiana, la straordinaria partecipazione dei The Kolors. La band, che ha raggiunto la grande notorietà grazie alla vittoria nel talent show di Maria De Filippi “Amici” e che, con il loro secondo album “Out”, ha ottenuto quattro dischi di platino, sarà infatti presente con ben due pezzi tratti da quel disco, “Me Minus You” e “My Queen”.

“Sono molto contento – dichiara Stash, voce del gruppo – che due brani dei The Kolors facciano parte della colonna sonora di questo film: è per me emozionate pensare che la mia musica possa essere ascoltata in un modo diverso rispetto a quello abituale e che possa arrivare sempre di più a un pubblico di giovanissimi. Non vedo l’ora di andare al cinema e sono sicuro che anche in Italia avrà il grande successo già riscontrato all’estero”.

E il mondo della musica vede anche la partecipazione di RTL 102.5, Media Partner Ufficiale del film.

Una collaborazione tra realtà di grande successo, considerando che Il regno di Wuba ha incassato quasi 400 milioni di dollari nel mondo e si trova attualmente al sesto posto della classifica internazionale del 2016 di Box Office Mojo, dietro a trionfi hollywoodiani come Zootropolis, Deadpool e Kung Fu Panda 3.

 

Sinossi
Il giovane Tianyin si ritrova coinvolto in un evento che può cambiare la storia dell’umanità. Infatti, la regina dei mostri, che è incinta, gli affida il suo piccolo, destinato a diventare il nuovo re della sua specie. Così, Tianyin dovrà proteggerlo dai cacciatori di mostri che cercano di catturarlo. A rendere il tutto più complicato, ed entusiasmante, sarà l’incontro con la giovane cacciatrice Xiaonan, che gli offre protezione a caro prezzo… Il destino di Wuba e il futuro dell’impero dei mostri sono nelle loro mani. Ma non sanno che questo è solo l’inizio della loro epica avventura!

Una straordinaria avventura di simpatici mostri firmata dal creatore e regista di Shrek.

Il regno di Wuba: il nuovo capolavoro del regista di Shrek was last modified: aprile 30th, 2016 by L'Interessante
30 aprile 2016 0 commenti
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Il tempo caldo delle mosche
CulturaEventiIn primo pianoLibri

Il Tempo caldo delle Mosche: grande successo per l’ultimo romanzo di Vincenzo Restivo

scritto da L'Interessante

Il tempo caldo delle mosche

Si è svolta con grande successo la presentazione dell’ultimo romanzo di Vincenzo Restivo alla libreria Pacifico di Caserta che giovedì 28 aprile ha superato le aspettative di partecipazione e interazione collettiva.

 Il tempo caldo delle mosche. Si chiama così la nuova fatica letteraria del giovane autore marcianisano, un erede appassionante che pare proprio non avere nulla da invidiare ai precedenti romanzi di formazione editi dalla Watson, casa editrice romana con cui Restivo conferma di voler proseguire un rapporto di fiducia e stima reciproca partito tre anni fa.

 Dopo L’abitudine del coleottero e Quando le cavallette vennero in città, l’esordiente creatura ha dimostrato di essere un’ulteriore denuncia sociale, delicatamente cruda e al netto di ogni forma di interpretazione buonista, che richiama con urgenza ed affezione, tematiche a sfondo LGBT.

In un contesto informale e diligente al tempo stesso, l’illustrazione della storia si è svolta in modo fluido e coinvolgente, grazie alla magistrale conduzione dei giornalisti Domenico Callipo e Gianrolando Scaringi.

Ad equilibrare un’intervista dalle varie sfumature, mirante al tema ancora ostico della diversità e l’inclusine sociale della stessa, sono intervenute le letture dal testo realizzate dall’attrice Denise Schlipfinger, volto operante al teatro stabile di innovazione della città di Caserta- Fabbrica Wojtyla.  Era inoltre presente il tesoriere dell’associazione RAIN ( LGBT Casertana), Bernardo Diana, il quale ha sottolineato il fondamentale apporto che Vincenzo dà all’associazione, specie con la rassegna letteraria, dal tiolo LIBERI. Un’iniziativa di successo, giunta al secondo anno,  che propone al pubblico letteratura di genere. Non è mancata, inoltre, la condivisione di una delle più grandi conquiste ottenute dai membri dell’associazione. È stata infatti annunciata la data del primo Caserta Campania pride, che si svolgerà il 25 giugno.

Il tempo caldo delle mosche – la trama

Siamo in una comunità contadina, di quelle dove il tempo è scandito dai ritmi della semina e del raccolto, dove il frutto della terra e l’allevamento degli animali rappresentano le uniche fonti di sostentamento. La vita è regolata dai rigidi valori morali della religione evangelica, la cui presenza si avverte in maniera piuttosto opprimente, al punto che ogni azione sembra essere misurata in base al metro di giudizio di ciò che «sta bene agli occhi di Dio». In questa comunità, apparentemente così sana e ligia, cova segretamente il vizio.

È un’estate torrida. Il caldo afoso e le mosche rendono l’atmosfera del luogo ancora più insopportabile e asfissiante. Il giovane Martin conduce la sua abituale vita contadina insieme ai genitori e a Caleb, il lavorante ventenne ingaggiato da suo padre, un uomo severo e violento, per sopperire ai limiti fisici del figlio. Quando Martin e Caleb non sono impegnati nelle dure attività agricole, si divertono a svagarsi nei campi e, in particolare, amano spiare dalla finestra la professoressa di Francese, Eva Besson, che ha la strana abitudine di girare seminuda per casa. E dove c’è lei, ci sono i corvi: segno di un oscuro presagio.

 

Un romanzo descrittivo e simbolico è il tempo caldo delle mosche, che nella sua rinnovata immagine bucolica fatta di insetti, arsure climatiche e sociali, sottolinea continuamente la forte influenza del pregiudizio sulle vite delle piccole realtà di paese. 

La diversità non può essere integrata, ha dichiarato Vincenzo Restivo, sarebbe una pretesa troppo grande che dovrebbe presuppore una capacità di comprensione del tutto, un ‘utopia irragiungibile.

Ognuno comprende ciò che vive, ha aggiunto, difendendo da linguista quale è la sua affezione alla parola inclusione, che sottintende l’aspirazione ad una società futura pronta a rispettare anche ciò che non avverte come affare proprio.

A chi gli ha chiesto perché i lettori dovrebbero scegliere il tempo caldo delle Mosche, Vincenzo ha risposto: perché c’è dietro tanto lavoro, c’è una storia in cui tutti possono riconoscere qualcosa di sé, come io stesso ho fatto quando, da scrittore, mi sono immerso in questa vicenda.

Grazie all’assenza di cronologie e spazi non definiti, il romanzo rende il tempo della storia, un tempo di riflessione possibile per tutti.

Michela Salzillo

 

Il Tempo caldo delle Mosche: grande successo per l’ultimo romanzo di Vincenzo Restivo was last modified: aprile 30th, 2016 by L'Interessante
30 aprile 2016 0 commenti
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Open Live
CulturaIn primo pianoMusica

Open Live: l’arte nonostante tutto

scritto da L'Interessante

Open Live

Continuano gli appuntamenti della rassegna d’arte intitolata: Open Live: l’arte nonostante tutto, organizzata presso l’officina Open a Villa di Briano, in provincia di Caserta

“C’è sempre maggiore partecipazione alla rassegna, soprattutto da parte dei ragazzi e questo ci riempie di fiducia e speranza poiché era questo il nostto obiettivo, ovvero promuovere una sensibilità culturale in un territorio che sembra senza speranza”, ha dichiarato Fabio Ianniello, ideatore e responsabile del progetto. “Siamo davvero convinti che la bellezza sia uno strumento  indispensabile alla sopravvivenza delle persone, soprattutto in una terra abitata da persone che hanno voglia di arte di cultura, nonostante tutto”.

Musica, fotografia, letteratura e tutto quanto può servire ad avviare percorsi di Bellezza dunque; questo è il cuore di Open_Live: l’arte nonostante tutto, una rassegna culturale che si rinnova ogni quindici giorni in quel di Villa di Briano, con una proposta artistica sempre nuova ed accattivante.

Il prossimo appuntamento è previsto per giovedì 28 aprile a partire dalle 21.30 presso la sede dell’officina culturale Open a Villa di Briano (CE), in via Santagata 159/161. A tenere le fila della serata: Noemi De Simone, cantautrice napoletana, con alle spalle una vita da compositrice e paroliere e Charlotte Allosso, artista poliedrica e curiosa, che esporrà la sua particolare raccolta di foto.

Open Live: l’arte nonostante tutto was last modified: aprile 28th, 2016 by L'Interessante
28 aprile 2016 0 commenti
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Comicon
CulturaEventiIn primo piano

Comicon: cosa c’è dietro?

scritto da L'Interessante

Comicon

Si è da poco concluso uno degli eventi più attesi dell’anno per molti amanti del genere: il Comicon 2016. Ma quanto e quale lavoro c’è dietro?

Abbiamo intervistato chi è tra i protagonisti.

Il prepararsi a questo evento comprende anche una preparazione psicologica. In base a cosa si sceglie ciò che si vuole rappresentare?

La scelta di voler interpretare un certo personaggio nasce dall’ immedesimazione con lo stesso. Si va a creare con il suddetto un’empatia che permette di mostrarsi senza maschera nonostante il costume. La possibilità di travestirsi crea tra persone che tendenzialmente hanno difficoltà a relazionarsi, la capacità di abbattere i muri che si tendono a costruire.

E’ un percorso facile o si tende a cadere vittima dei pregiudizi?

Molto spesso si diventa vittima dell’ignoranza delle persone che vedono questo momento di aggregazione e di scambio anche culturale e di passioni come un qualcosa di negativo perché creato da persone tendenzialmente sole. Creare un legame con un personaggio non reale porta spesso alla conclusione che si stia avendo a che fare con un individuo incapace di creare dei legami nel mondo reale. Quando in realtà non è altro che una passione come un’altra.

Una volta arrivati alla fine, qual è la sensazione che si prova?

Nonostante tutto la sensazione che si prova è quella di una grande soddisfazione. Come in tutte le cose c’è bisogno di sacrificio e nel bene o nel male l’importante è che se ne parli. E devo dire che nel mio caso se ne è parlato molto bene. Al di là dei pregiudizi e di tutto credo che seguire le proprie passioni sia un modo per realizzarsi anche come persona.
E quelli che sanno solo parlare male dovrebbero farsi un esame di coscienza e rendersi conto che magari ciò che per loro può essere una sciocchezza, per altri molte volte ha rappresentato la salvezza.

Maria Rosaria Corsino

Comicon: cosa c’è dietro? was last modified: aprile 28th, 2016 by L'Interessante
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Taxi Rosa: parliamo di cose belle

scritto da L'Interessante

taxi rosa

La cultura del lamento e l’attenzione al disservizio, sembrano essere diventate prime occupazioni parecchio ambite fra i più. Non che la situazione dell’Italia in genere aiuti a comportarsi in maniera differente, è innegabile, infatti, che in materia di efficienza il nostro Paese abbia molto da invidiare al resto d’Europa. Da nord a sud, l’idea comune dell’arretratezza ha però risucchiato qualsiasi forma di entusiasmo, anche minuscola, per le idee che meriterebbero più incoraggiamento e partecipazione.

Oggi vi parlerò di un’iniziativa tanto interessante quanto sottovalutata.

È molto probabile che non tutti siano a conoscenza del progetto taxi rosa: la sperimentazione, partita a febbraio del 2016, mirava ad una maggiore garanzia di sicurezza per le donne che sono solite muoversi in città da sole, specie nelle ore notturne, mettendo a disposizione un’auto pubblica d’eccezione

Nato grazie ad un’iniziativa del servizio Pari Opportunità del Comune di Napoli, il progetto prevedeva la distribuzione di 3000 voucher a tutte le cittadine che ne avrebbero fatto richiesta. I tagliandi avrebbero potuto essere utilizzati per le corse da effettuare dalle 19:00 alle 6:00 del mattino.

Le donne che avrebbero voluto farne uso, si sarebbero rivolte al Centro Donna di via Concezione a Montecalvario con in tasca un modulo, scaricabile dal sito del comune di Napoli, per ottenere facilmente l’autorizzazione al servizio. Ogni voucher contrassegnava un valore, discusso sin dall’inizio, pari a 5 euro, per una richiesta massima e non superiore a cinque buoni.

Un discreto proposito, insomma, se non fossimo costretti a parlarne al passato e con non poche polemiche da raccogliere fra le opinioni dell’utenza.

Stando alle testimonianze di alcune donne, che hanno sposato e rincorso i benefici del servizio sin dalla nascita del progetto, usufruirne è stato parecchio difficile. Oltre tutte le polemiche nate relativamente al costo dei biglietti, alle richieste limitate e l’ufficializzazione del servizio, ridotta ad un’unica zona, escluse le province, pare che le prenotazioni fossero state bloccate già da febbraio, mese di avvio dell’iniziativa.

Per giustificarne lo pseudo fallimento, nonostante il servizio dovrebbe essere ancora in vigore, c’è chi si appella al fatto che gli esperimenti possono anche non riuscire, senza necessariamente avere un capro espiatorio a cui far ricorso.

Sarà! Ma per evitare che si continui a diffondere un senso di sfiducia e dissesto civico, sarebbe meglio tutelare i progetti per cui si spendono fondi ed energia. Altrimenti la condanna al disinteresse e la certezza che altrove sarà sempre meglio che qui sarà una triste vittoria assicurata.

Michela Salzillo

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