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Autore

Walter Magliocca

juvecaserta
BasketIn primo pianoSport

 JUVECASERTA: DISFATTA VERGOGNOSA A PESARO 83 – 67 MA SALVEZZA RAGGIUNTA. DA DOMANI SI PENSA AL FUTURO

scritto da Walter Magliocca

juvecaserta 

Juvecaserta: giocatori non pervenuti, panchina assente. Ennesima prestazione che offende i tifosi

Al peggio non c’è mai fine. A Pesaro la Juvecaserta inanella l’ennesima pessima figura di questa stagione che, per fortuna è praticamente finita. La sconfitta di Cremona ad Avellino regala la matematica salvezza.

Una prestazione vergognosa che offende la città sportiva, ma soprattutto quel manipolo di tifosi che ha affrontato la trasferta di Pesaro, all’Adriatic Arena, nel sabato santo per non veder praticamente scendere in campo la propria squadra e vincere la Vuelle Pesaro a man bassa. Proprio contro gli odiati storici nemici marchigiani.

Partita non giocata a dispetto di quanto promesso dal coach Dell’Agnello. Promesse di marinaio, mentendo sapendo di mentire.

Un primo quarto che si è chiuso con il punteggio di 31 – 14. Ma più che il passivo di ben 17 punti, è l’approccio alla gara che lascia perplessi.  Praticamente assenti, non pervenuti. Giocatori e panchina compresa. Perché la responsabilità è sempre di chi gestisce. Oramai in vacanza anticipata con la salvezza ritenuta, a buon ragione, raggiunta. Come poi è avvenuto. Al riposo lungo 51 – 33, con passivo stazionario sul – 18.

Fuoco di paglia ad inizio di terzo quarto che fa capire che la squadra avrebbe potuto, se solo avesse voluto, giocare contro Pesaro. E invece il comportamento è stato veramente da dimenticare. La frazione si chiude 76 – 49. L’epilogo è come ci si aspettava da incubo. Ultima frazione solo per sancire il punteggio di 83 – 67, che non rende giustizia perché Caserta è stata sotto anche di 23 e lo meritava. Solo l’accademia di Pesaro, negli ultimi minuti, ha  ridotto lo scarto

Ultime tre giornate inutili come sarà l’approccio di giocatori e tecnici

Inimmaginabile in termini di prestazione, ma facilmente prevedibile, quello che succederà nelle ultime tre giornate. Il coach a Pesaro è sembrato svogliato, senza mordente e la squadra ne ha risentito. L’atteggiamento peggiorerà ora che non vi sono più obiettivi da raggiungere.

Esaltare la prestazione degli avversari è un refrain noto. Tutte le compagini che giocano contro la Juve hanno prestazioni da urlo. Pesaro ha confermato la regola.

E il coach, anche oggi, ha dimostrato che non riesce, non sa o non vuole puntare sui giovani. Anche in una gara già persa, in cui i giocatori bianconeri non sono proprio entrati sul parquet, non ha inserito i ragazzi della panchina. A cominciare da Cefarelli per finire a Ventrone. Per presunzione o soprattutto per mancanza di coraggio. Proprio quando Pesaro, a dimostrazione di quanto detto, inseriva i suoi giovani Bocconcelli e Pilli. Una bella lezione, purtroppo non recepita.

E, a fine partita, in conferenza stampa il coach ha trovato le solite giustificazioni. Sempre le stesse frasi: “siamo in pochi” per poi aggiungere quanto in preventivo “l’approccio alla gara è stato molle. La vittoria di domenica scorsa invece di darci la carica ci ha appagato”.

Affermazioni che stridono con quanto dichiarato nel prepartita: “andremo a Pesaro per vincere. Vogliamo conquistare la salvezza matematica con le nostre forze”.

Si spera che da domani per la Juvecaserta si possa voltare pagina. La Pasqua come resurrezione. Ma ……

 JUVECASERTA: DISFATTA VERGOGNOSA A PESARO 83 – 67 MA SALVEZZA RAGGIUNTA. DA DOMANI SI PENSA AL FUTURO was last modified: aprile 15th, 2017 by Walter Magliocca
15 aprile 2017 0 commenti
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juvecaserta
BasketSport

JUVECASERTA: DALLA PAURA ALLA .. VITTORIA. DUE PUNTI SALVEZZA GRAZIE AL PUBBLICO E AL CUORE

scritto da Walter Magliocca

juvecaserta

La domenica delle Palme, nonostante le promozioni per l’acquisto dei tikets delle ultime tre gare casalinghe, porta lontano i tifosi dal Palamaggiò. Ma una vittoria contro Torino rappresenterebbe per la  Juvecaserta la matematica salvezza. Ma i tifosi casertani, dopo aver assaporato e sfiorato ben altri traguardi, considerano la salvezza una “diminutio”.

La costituzione del consorzio, però, ha come presupposto la permanenza nella massima serie. Recuperato Bostic, si spera definitivamente.

 Primo quarto 24 – 14

In campo Diawara, Putney, Giuri, Gaddefors e Watt. Piglio giusto e determinazione con una grande difesa e un ispirato Diawara. A 7 e 30’’ punteggio sul 9 a 3 con una bomba di Diawara. Replica di Putney e 13 – 3 a 7’ e 13’’. Primo time out di Vitucci. Ma al rientro è ancora Juvecaserta con bomba di Giuri: 15 – 3. Dopo un libero di Torino è ancora Diawara da distanza siderale:18 – 4. A 5’ e 09’’ per una spinta apparentemente innocua si accende un parapiglia con accenno di rissa tra Poeta, White e Diawara. Rientra Bostic. A 3’ e 36’’ 20 – 9.  Il quarto si chiude 24 – 14 con fase di gioco altalenanti. Le percentuali spiegano il punteggio che poteva sicuramente essere più largo per Caserta. Da due 6/9 per Caserta contro 1/10 per Torino e da tre 4/6 contro 2/7.

 Secondo quarto 45 – 38

 Subito in campo Cinciarini dopo le polemiche che lo hanno interessato. E la Juvecaserta inizia anche con le sue amnesie. Momentanee si spera. E Bostic mette a referto la prima bomba: 27 – 14. A 8’ antisportivo a Bostic per presunyo fallo su Poeta. Dopo i tiri liberi del calabrese/torinese, prima bomba di Berisha, e palla recuperata in difesa con liberi di Putney: a 6’ e 51’’, 32 – 20. Inizia lo show delle bombe, prima Harvey Tyler, poi Berisha, poi Mazzola e errore di Bostic. Punteggio che a 4’ e 47’’ è 35 – 26. Caserta che non sfrutta i falli di squadra, solo uno, contro i 5 di Torino. . A 1’ e 47’’ ospiti che si portano a – 7, 40 – 33 e Juvecaserta che continua a sbagliare. Juvecaserta che non dimentica le ….. amnesie. Meno 5 a 1’ e 15’’ su liberi di un beccato Poeta. Ma è Berisha che piazza la sua terza bomba. Al riposo lungo sul 45 – 38, dopo una persa di Gaddefors, canestro di Poeta e appoggio a tabellone di Johnson.  I liberi penalizzano i padroni di casa.

 Terzo quarto 54 – 63

Il terzo quarto: la disgrazia di Caserta. Inizia Torino e riduce lo svantaggio con White. Giuri perde altra palla a metà campo e Poeta serve di nuovo White DJ  per il meno 3, 45 – 42. Che diventa – 1 su appoggio di Harvey Tyler. 45 – 44 a 6’ 10’’ e a 5’ e 50’’, 45 – 47 su bomba del solito Tyler. Berisha illude da tre ma Caserta, come al solito, è in bambola e la panchina non riesce ad arginare l’aggressività difensiva di Torino. 50 – 51, su liberi di Harvey Tyler a 4’ e 32’’. Altri liberi di White e Torino vola sul 53 a 50. Dell’Agnello non riesce ad arginare il pick and roll di Torino e soprattutto Harvey Tyler, autore di altra bomba: 52 – 56. Squadra casertana in apnea senza costrutto e regia. Harley segna due liberi su tre (fallo di Bostic) e a 1’ 42’’ 52 – 58. Vitucci prende le giuste misure ai casertani e Dell’Agnello non riesce ad arginare con rotazioni adeguate sfruttando l’intera panchina. Oramai il coach ha perso la bussola. Ogni domenica c’è una mina vagante avversaria, che diventa tale per la mancata difesa casertana. Torino su una bomba di Parente: 52 – 63 a 30’’. Si avvicina l’ennesima sconfitta. Frazione che si chiude sul 54 – 63. (25 – 9 di parziale!!).  

Ultimo quarto 83 – 76

Gli ultimi dieci minuti che vedono rincorrere Caserta dopo che ha dominato le prime due frazioni. Giocatori sfiduciati ma pubblico che ci crede. 57 – 64 a 8’55’’. Cinciarini commette fallo da tre su Parente che realizza. 57 – 67 a 8’ e 27’’. E’ veramente difficile. Bomba di Cinciarini riaccende il lumicino, 60 – 67. Cinciarini forza l’entrata, 62 – 67, cui risponde White che si infortuna. Ma la sagra degli errori continua, ma soprattutto un’errata difesa casertana. Ancora Cincia e poi Watt, 66 – 69, a 6’ e 30’’. La panchina latita ma il sesto uomo scende in campo, la posta in palio è troppo importante. Bomba di Diawara, dopo errore di Giuri. 69 para 5’ e 29”. Tecnico a Poeta in attacco e libero di Cinciarini. Palamaggiò è una bolgia. 70 – 69. Ancora Cincia che prende la squadra sul groppone. 72 – 69 a 4’38’’. Torino sbaglia in attacco. Il pubblico scende al fianco e quasi in campo e Watt spadroneggia ai rimbalzi e realizza i liberi per bonus di Torino (uno su due). 73 – 69 a 3’ 42’’. Torino con tre punti di Harvey Tyler (libero + rimbalzo) si riavvicina, 73 – 72. Libero di Watt e bomba di un immenso Cinciarini, 77 – 72 a 2’ 38’’. Capovolgimento e Harvey (1/2) in lunetta. La zona paga. 79 – 73 con Watt ma Bostic sbaglia la bomba della vittoria. White in lunetta a 1’ 22’’ e punteggio sul 79 – 74.  Sulla ripartenza Tyler dalla lunetta, 79 – 76. Cincia gioca da solo e piazza dalla lunetta un solo libero 80 – 76 a 1’ e 02”, con in panchina per cinque falli Johnson e Watt. Ottima la difesa e a 27” e 17, Diawara mette al sicuro la vittoria, 82 – 76. Insperata, sofferta ma  questa volta realizzata e sospirata vittoria. Finisce 83 – 76. Salvezza, a questo punto, più vicina. Anzi, ma non matematica, raggiunta.

Tabellini

PASTA REGGIA JUVECASERTA  83

Berisha 14 (1/2, 4/5), Riccio, Diawara 15 (3/5,3/6), Cinciarini 16 (4/4, 2/3), Ventrone, Putney 9 (1/6, 1/1), Gaddefors 0 (-/-, 0/1), Giuri 10 (3/6, 1/3), Bostic 4 (0/1, 1/5), Cefarelli, Watt 11 (4/7, 0/1), Johnson Linton 4 (2/2, -/-)

Allenatore: Sandro Dell’Agnello

Da due: 18/33 Da tre: 12/25

FIAT TORINO  76

Wilson 6, Harvey Tyler 27, White DJ 10, Parente 9, Alibegovic 0, Poeta 12, Cuccarolo, Hollins 4, Okeke 3, Mazzola 5, Vitale

Allenatore: Francesco Vitucci

Da due: 11/34 Da tre: 8/26

Arbitri

Roberto Begnis, Alessandro Vicino, Mark Bartoli

Spettatori 3518  per un incasso di € 20.923

JUVECASERTA: DALLA PAURA ALLA .. VITTORIA. DUE PUNTI SALVEZZA GRAZIE AL PUBBLICO E AL CUORE was last modified: aprile 10th, 2017 by Walter Magliocca
9 aprile 2017 0 commenti
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higuain
CalcioIn primo piano

HIGUAIN: IL RITORNO AL SAN PAOLO IN UN MARE DI PERNACCHIE E FISCHI

scritto da Walter Magliocca

higuain

Da oggi le quattro giornate di Napoli: oggi campionato, mercoledì coppa

Così definite da uno striscione: “2 e 5 aprile le quattro giornate di Napoli. Per il nostro popolo non saranno due partite come le altre. La maglia che indossate è l’unica cosa che conta e non va mai tradita. In campo non sarete mai soli: 1 comandante, 11 briganti e la passione di una città intera .. avanti uniti e fieri”.

Per Napoli e il Napoli calcio la partita con la Juventus non ha mai rappresentato una gara come le altre. Sin da quando è stato istituito il girone unico, la gara ha rappresentato una sorta di rivalsa sociale: sud contro nord, il popolo contro il potere economico ma soprattutto cuore, passione contro  concretezza, freddezza, pragmaticità. Per molti anni è stata considerata la gara che valeva una stagione. Trend invertito, per fortuna, con l’arrivo di Maradona: gara si di partcolare importanza ma finalizzata alla vittoria finale.

Higuain: una sfida nella sfida 

Ma, oltre alla gara contro la “giuventùs”, ci si mettono anche gli ex ad accendere la contesa. Higuain, no “core ngrato” perché l’argentino non ha cuore inteso come sentimento, appartenenza.  E’ solo un mercenario del pallone. Mai feleeng con la tifoseria ma reciproca convenienza. Ma dopo aver cantato sotto la curva non poteva e doveva trasferirsi all’odiata nemica. Ma questo, se vogliamo e lo diciamo a denti stretti, è colpa solo ed unicamente del presidente che ha consentito, nonostante i contratti da un “milione” di pagine, questo trasferimento.

Questo trasferimento non s’aveva da fare. La partita non aveva bisogno di motivi supplementari. Ed invece la presenza di Higuain è diventata una gara nella gara. Non solo questa sera, ma anche mercoledì sera in coppa Italia. Forse più sentita, ma non più importante, perchè si definisce in partita secca, più affascinante e con maggiore … goduria se si dovesse concretizzare la rimonta.

Il web è diventato virale, anzi di più: Carta igienica con “l’effige” del Pipita, vasi igienici di colore bianconero e Pipita risucchiato, canzoncine, interviste modificate. Poi sulla squadra. Paragonata ai rifiuti cittadini, ma ad effetto ed emblematica: “è arrivata la Juve e si è rubata anche il sole”, in riferimento alle condizioni climatiche ed ai continui “furti” perpetrati in danno della squadra azzurra con favori arbitrali. Molti, troppi i dubbi che hanno accentuato questi dissapori che, senza andare troppo indietro nel tempo,  sono esplosi nella finale della supercoppa a Doha.

Oggi si spera che la gara non sia condizionata da decisioni arbitrali non solo eclatanti, come rigori e fuorigioco, ma in tutti quei piccoli episodi che avvengono in una gara e che incidono in maniera preponderante sul risultato finale più di un rigore. E in questo gli “juventinarbitri” sono i maestri.

HIGUAIN: IL RITORNO AL SAN PAOLO IN UN MARE DI PERNACCHIE E FISCHI was last modified: aprile 2nd, 2017 by Walter Magliocca
2 aprile 2017 0 commenti
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dell'agnello
BasketIn primo pianoSport

DELL’AGNELLO: ALTRA SALA STAMPA CON POCHE PAROLE. NON E’ SOLO COLPA Del CASO O DEGLI ARBITRI. SEMPRE PIU’ DIFFICILE CONQUISTARE DUE PUNTI SALVEZZA?

scritto da Walter Magliocca

dell’agnello

Dell’Agnello poca voglia di commentare. Ma non è esente da responsabilità 

Diventa sempre più difficile sentire un commento alla partita. Inutile riportare le poche parole dette nel post Venezia da Sandro Dell’Agnello.

“Faccio fatica a parlare della partita. Abbiamo dominato l’incontro e siamo a commentare un’altra sconfitta. Il momento è difficile, inutile negarlo”.

Poca voglia di far domande, poca voglia di rispondere, poca di commentare. Ma il nervosismo, la delusione traspaiono. Si vede da lontano e si sente. L’atmosfera non è delle migliori. Colpa di come si è materializzata l’ennesima sconfitta: dilapidando un +  17 conquistato ad inizio terzo quarto ed un + 4 a 49’’ dal termine.

Dell’Agnello dovrebbe, da solo, esaminare attentamente la gara e le sfasature.

Una timida domanda viene formulata per conoscere le indicazioni nel corso dell’ultimo time out della gara?

“Un  gioco a due Bostic – Watt, con Berisha come tiratore nel caso Venezia avesse chiuso l’area”.  Silenzio e saluti. Nessuno osa infierire. Aver puntato su Berisha, autore di una prestazione incolore con zero punti a referto, per l’eventuale ultimo tiro, lascia perlomeno perplessi.

Un po’ tutti pare abbiano tirato i remi in barca: Cinciarini non pervenuto, Berisha negativo, Johnson non schierato senza capirne i mortivi, senza parlare del mancato coraggio nello schierare Cefarelli, utile anche solo per far rifiatare i “titolari”. Senza dissertare sulla gestione degli ultimi minuti sul punto a punto: sempre sconfitti. Allo stato, forse, per far finire questa stagione potrebbe bastare una vittoria. Ma contro chi? Il cammino è ancora tutto in salita.

 Sentire Walter De Raffaele è come spegnere un fuoco con benzina.

 “Zona decisiva nel terzo quarto con grande consistenza difensiva e siamo riusciti a portala via”. Non aggiunge che è stata Caserta a darla. Due le affermazioni positive: il ringraziamento ai solo 4 tifosi che si sono sobbarcati un viaggio prima in Turchia e poi a Caserta. E poi l’entusiasmo per la gara europea di mercoledì, contro Pinar, che potrebbe portare Venezia nelle final four di champions. Altri obiettivi, altre aspettative.

Le altre dichiarazioni dl coach veneziano Walter De Raffaele servono ad aumentare il rammarico per l’ennesima sconfitta maturata in questa stagione.

Qualcuno grida ”speriamo finisca presto”. Ma questa è una frase ascoltata anche sul finire delle ultime  stagioni,

La storia si ripete. E speriamo si ripeta anche la salvezza. Almeno quella.

DELL’AGNELLO: ALTRA SALA STAMPA CON POCHE PAROLE. NON E’ SOLO COLPA Del CASO O DEGLI ARBITRI. SEMPRE PIU’ DIFFICILE CONQUISTARE DUE PUNTI SALVEZZA? was last modified: marzo 26th, 2017 by Walter Magliocca
26 marzo 2017 0 commenti
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juvecaserta
BasketIn primo pianoSport

JUVECASERTA NON SA PIU’ VINCERE. LA REYER VENEZIA PASSA per 61 – 58. LA STAGIONE E’ A RISCHIO

scritto da Walter Magliocca

juvecaserta

Juvecaserta stecca anche la sesta. La crisi continua

Juvecaserta per pochi intimi per l’anticipo dinanzi le telecamere Sky sport. Gara di fondamentale importanza per evitare di essere risucchiati nelle sabbie mobili della retrocessione dopo aver accarezzato sogni di gloria prima sfiorando le final eight e poi aspirando ai play off. Post season che, seppur ancora possibile sulla carta, in pratica mera utopia. Al Palamaggiò manca la calda e storica voce dello speaker Mercogliano. Uno striscione in curva quattro stelle a testimoniare l’orario insolito “Che follia: noi qui e le tracchiulelle a casa…”.

Prima della palla a due momento di solidarietà per l’autismo. Lo sport al servizio del sociale. Il vero messaggio da concretizzare con il ritorno alla vittoria dei casertani dopo cinque stop consecutivi.

 Primo quarto 21 – 13

In campo Diawara, Putney, Giuri, Bostic e Watt. Juvecaserta che commette errori di confusione e deconcentrazione già in avvio e primo canestro per Venezia dall’arco di Stone. A 7’ e 38’’ punteggio sul 4 – 5 su due liberi di Giuri. Le polveri sono bagnate ma la difesa di Caserta è aggressiva. Prima sorpasso a 6’ e 10’’ (6 – 5) e successivo canestro di Watt (8-5) che costringe De Raffaele al primo time out dell’incontro. La Juvecaserta ne esce caricata e costringe Venezia a soluzioni forzate. A 4’ e 25’’, 11 – 5 con azione di Putney da tre punti (2+1). Il giocatore si ripete con una bomba (14 – 5). Alcuni soluzioni errate portano Venezia a – 4 (14 -10). Ma la zona di Dell’Agnello premia non così gli arbitri. A 1’ e 31’’ tabellone sul 19 – 10. De Raffaele non riesce ad arginare la difesa casertana. Massimo vantaggio a 55’’, 21 – 10. Ma tempo che si chiude sul 21 – 13, grazie ad una bomba di Haynes.  

La determinazione, in questo primo quarto, è stata quella giusta ma anche la continuità dovrà essere amica dei casertani.   

 Secondo quarto 33 – 23

La Juvecaserta con quintetto inedito formato da Bostic, Berisha, Cinciarini, Gaddefors e Johnson inizia con numerosi errori. A 7’ e 53’’ il parziale della frazione è di 2 a 0 per Venezia. Grande attenzione difensiva ma in attacco troppa precipitazione. A 6’ e 23’’ su bomba di Bostic, 24 – 15. A metà del percorso, altra bomba del solito Bostic porta Caserta di nuovo a +10 (27 – 17). A 4’ massimo vantaggio dei padroni di casa, 31 – 17. Parziale di 6 a 0 per Venezia  e punteggio 31 – 23, a 25’’. Al riposo lungo sul 33 – 23.

C’è il rammarico per i tanti, troppi errori che hanno caratterizzato il quarto, ma la squadra ha risposto con l’arma della determinazione e concentrazione anteponendo il collettivo alle soluzioni individuali.

 Terzo quarto 44 – 47

Ci si aspetta la reazione di Venezia, ma è sempre Caserta a giocare con la stessa intensità difensiva e aggressività nell’attaccare il ferro. A 8’  e 18’’, dopo un appoggio di Giuri e schiacciata di Watt, con una bomba del capitano,  il tabellone segna 40 – 23. Ma la Reyer ritrova i suoi equilibri e a 6’ e 01’’ si porta sul 41 – 29, che diventa 31 su un ennesimo errore offensivo, questa volta del migliore dei bianconeri, Bostic. Dopo il time out casertano, Venezia gioca la carta del pressing a tutto campo. La Juvecaserta non si ritrova e Venezia si porta a – 6, a 4’ 22’’ (41 – 35), che diventa – 4 su un canestro di di McGee. Caserta è in bambola e Venezia ritrova la fluidità di gioco e con un parziale di 17 – 1, con una bomba di Bramos si porta a – 1 (41 – 40) a 3’ e 23’’. Diventa inguardabile la ripresa del gioco dopo il time out di Dell’Agnello.  Due liberi sbagliati di Venezia e bomba di Gaddefors cui risponde Viggiano con pari moneta (44 – 43). Venezia ritorna avanti con appoggio di Ejim (44 – 45). Frazione che si chiude sul 44 – 47.

Terza frazione da incubo, 11 – 24 e dal massimo vantaggio di Caserta il parziale è di 24 a 4 per i lagunari.

Ultimo quarto 58 – 61

La Juvecaserta rientra in campo ma la testa non sorregge le …. Gambe. Bostic riaccende le speranze; parità a 47 che persiste a 8’ e 11’’. A 6’ e 45’’ il risultato si muove su liberi di Ejim, cui risponde Bostic con una bomba, 50 – 49. Due liberi di Gaddefors a 4’ 50’’ portano Caserta sul 52 – 49. Ma Haynes ristabilisce la parità da tre. Venezia ha in campo Haynes, Hejim e Peric in campo con 4 falli. Doppio canestro di Watt e Peric punteggio 57 – 54. Manca 1’ e 30’’ con palla ai veneziani che sbagliano l’attacco. Ma anche Watt e Peric. Convulso finale vietato ai cadiopatici. Watt in lunetta a 49’’ e 59 mentre Ejim esce per 5 falli. Uno su due. Da tre Bramos. Ma Caserta perde palla e a Bostic, per fallo a metà campo viene chiamato antisportivo. Due liberi di Peric e punteggio 58 – 59. Mancano 15’’. Pallaa Caserta. Ma Berisha spreca l’attacco e Venezia va in lunetta e a vincere. 58 – 61. E’ finita.

Dell’Agnello non ha saputo gestire una vittoria che sembrava veramente in mano ai casertani. E’ notte fonda.  Bisogna cercare di salvare la serie A.

Tabellini

PASTA REGGIA JUVECASERTA  58

Berisha 0 (0/2, 0/3), Riccio, Diawara 7 (3/6,0/3), Cinciarini 0 (0/2, 0/1), Ventrone, Putney 8 (2/7, 1/4), Gaddefors 5 (0/1, 1/1), Giuri 9 (2/4, 1/3), Bostic 12 (0/3, 4/7), Cefarelli, Watt 17 (6/10, 0/1), Johnson Linton 0 (-/-, -/-)

Allenatore: Sandro Dell’Agnello

Da due: 13/35 Da tre: 7/23

UMANA REYER VENEZIA  61

Haynes 7, Ejim 7, Peric 10, Stone 3, Bramos 9, Tonut, Visconti, Filloy 5, Ress 2, Ortner 6, Viggiano 2, McGee 10

Allenatore: Walter De Raffaele

Da due: 12/32 Da tre: 9/29

Arbitri

Massimiliano Filippini, Emanuele Aronne e Matteo Boninsegna

Spettatori 2441  per un incasso di € 18.445

JUVECASERTA NON SA PIU’ VINCERE. LA REYER VENEZIA PASSA per 61 – 58. LA STAGIONE E’ A RISCHIO was last modified: marzo 26th, 2017 by Walter Magliocca
26 marzo 2017 0 commenti
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juvecaserta
BasketIn primo pianoSport

JUVECASERTA CEDE ANCHE IN SICILIA 74 – 71. CON O SENZA SOSA NULLA CAMBIA

scritto da Walter Magliocca

juvecaserta

Juvecaserta in terra siciliana per la prima senza Sosa

Juvecaserta in campo dopo le tensioni e polemiche che hanno caratterizzato la settimana. Prima gara senza Sosa  che ha lasciato Caserta, e per fortuna aggiungiamo noi, senza lasciare un grande rimpianto soprattutto dal punto di vista comportamentale. Non certo impeccabile e lasciando solo uno strascico di polemiche. Una decisione che poteva essere adottata prima, ma contrattualmente non possibile.

In campo, però, ritorna Bostic e si spera che chi non è al massimo della condizione possa dare quel qualcosa in più necessario per cercare di invertire i risultati negativi degli ultimi periodi.

Primo quarto 15 – 17

Juvecaserta molto aggressiva sin dalle prime battute. Sempre avanti nei primi dieci minuti dell’incontro. La gara è vibrante e molto fisica. Positivo l’impatto sulla gara di Bostic. Ma ancora lontani dalla condizione migliore, si spera solo fisica, sia Cinciarini che Watt. In ripresa Giuri con un maggiore minutaggio in cabina di regia dove si alterna con Berisha. Al termine della prima sirena lunga il tabellone vede la Juvecaserta in vantaggio di due: 17 a 15.

Secondo quarto 36 pari

Al ritorno sul parquet, Dell’Agnello punta sulla difesa a uomo. Con i primi liberi di Archi, Capo d’Orlando impatta le sorti dell’incontro. A 9’ primo vantaggio siciliano 19 – 17. Bostic, con un Diawara molto impreciso ma combattivo, cerca di scuotere i suoi compagni. Watt è sempre più l’ombradel giocatore ammirato nella fase iniziale della stagione. A 6’ Putney, primo dei suoi in doppia cifra e come al solito molto aggressivo, recupera un prezioso pallone che manda a schiacciare Diawara: 23 – 19. Ma Caserta ha già 4 falli di squadra.  La gara sale nel ritmo dopo la metà  del tempo e prosegue sul binario dell’equilibrio. Il tecnico chiamato alla panchina casertana, sul 29 pari,  a 2’ 47’’, complica  la vita ai bianconeri. Con un canestro e tre liberi di seguito, l’Orlandina raggiunge il massimo vantaggio a 1’ e 54’’ sul 34 – 30. Ma la Juvecaserta non si disunisce e al riposo lungo si va sul 36 pari.

Terzo quarto 57 – 53

Primi canestri della frazione con due slum dunk: la prima siciliana di Diener e poi quella casertana di Putney. La prima metà è comunque contraddistinta dai numerosi errori da entrambe le parti e punteggio sul 38 – 42. La Juvecaserta tenta di dare uno strappo al match, approfittando degli errori avversari e raggiunge il massimo vantaggio: 38 – 44 a 4’ e 50’’. Ma Capo d’Orlando reagisce immediatamente. Caserta continua a sbagliare e su un tiro da distanza siderale di Diener, i padroni di casa si portano di nuovo avanti: 45 – 44 a 3’ 25’’. L’equilibrio la fa da padrona e il basket messo in mostra è davvero brutto. Ma quello che conta sono i due punti. A 2’ e 42’’ parità a 47. Le polveri di Caserta, comunque, sono sempre bagnate. Ai campani lo strappo, possibile, non riesce e i padroni di casa si gasano. Finale di marca siciliana e frazione che si chiude sul 57 – 53.

Ultimo quarto 74 – 71

Caserta, come al solito, cede ad inizio degli ultimi dieci minuti e Capo d’Orlando sale di giri. Subito un tiro dalla lunga distanza di Tepic e canestro di Delas, portano i padroni di casa a raggiungere il + 9: 62 – 53 a 8’. La Juvecaserta non riesce più a finalizzare e i giocatori iniziano a forzare le conclusioni. La gestione di Dell’Agnello non è delle migliori. A 7’ e 10’’ esce per falli Putney. Ma Caserta continua a non segnare. Il tempo scorre e il punteggio è 66 – 56 a 5’ e 57’’. Su un fallo in attacco fischiato a Watt, la gara per Caserta appare già conclusa. Ma c’è tempo per un sussulto: parziale di sei a zero con due triple di Berisha. 66 – 62 a 4’ e 28’’. Zona per Dell’Agnello che non produce effetti, mentre la difesa di Mimmo Di Carlo è più aggressiva. Berisha piazza un’altra “bomba” e a 2’ 30’’ si va sul 68 – 65. Su due liberi di Bostic 68 a 67, ma Stoianovic mette la bomba del + 4 e Berisha sbaglia. Mancano 45’’. 71 – 69 a 17’’ e siciliani in lunetta con Ivanovic che realizza. Ora è veramente finita sul 74 – 71.

Con o senza Sosa il prodotto non cambia. Evidentemente il manico non riesce più a sorreggere una struttura divenuta troppo pesante, nonostante le dichiarazioni di fiducia al coach.  Ora è troppo tardi ma una scossa sarebbe servita per tempo. Iavazzi, purtroppo, deve prendersela solo con se stes

JUVECASERTA CEDE ANCHE IN SICILIA 74 – 71. CON O SENZA SOSA NULLA CAMBIA was last modified: marzo 19th, 2017 by Walter Magliocca
19 marzo 2017 0 commenti
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DELL’AGNELLO: ARIA GREVE E TENSIONE A FETTE. FORSE L’ULTIMA CONFERENZA. SI VA VERSO L’ESONERO

scritto da Walter Magliocca

 

dell’agnello

Dell’Agnello  poco loquace e parole pesate. L’esonero all’orizzonte.

Più che un conferenza stampa sembrava un funerale. Aria pesante e un coach Dell’Agnello deluso e amareggiato per l’ennesima sconfitta.

“Era una partita decisiva dopo una settimana molto pesante per le voci che si sono rincorse. Nuovamente l’inizio, il primo quarto, ha condizionato l’esito dell’incontro. Il pallone, questa sera, era più pesante del solito e questo è stato avvertito dai giocatori”.

Analisi del periodo

“Sicuramente una serie di concause ci ha portato a questo punto – prosegue  Dell’Agnello – Con Milano abbiamo disputato un ottima partita, così come a Trento per tre quarti del match. Ed anche questa sera abbiamo recuperato lo svantaggio. Ma, comunque, non siamo stati capaci di portare a casa il risultato”,

Poi passa a parlare dei singoli.

“Watt, finora uno dei nostri migliori giocatori, questa sera ha offerto una prestazione da dimenticare. Johnson è stato più determinato ed autore di una buona gara. La prima da quando è tornato con la nostra maglia. Noti i problemi fisici che hanno messo fuori causa Bostic, da circa tre mesi e Czyz, poi operatosi al ginocchio. Tale situazione ha condizionato il cammino sin dalle ultime cinque giornate del girone di andata”.

Ha continuato nella disamina della situazione venutasi a creare, focalizzandola unicamente sull’aspetto tecnico – tattico.

“Le mie responsabilità del campo me le prendo tutte. Ma mi comporterei nello stesso modo e rifarei tutte le scelte adottate in settimana. Le valutazioni e le decisioni spettano alla società. Io ho solo analizzato quanto accaduto in campo”.

Dell’Agnello smentisce tensioni e comportamenti trasversali all’interno dello spogliatoio.

“Posso sottoscrivere che questo è un gruppo coeso ed unito. Non ci sono  problemi all’interno dello spogliatoio e lo sottoscrivo. Vi prego di credermi”.

Opposto l’umore di Charlie Recalcati.

“La partita che ci aspettavamo – dice il neo coach canturino, un ever green Carlo Recalcati – Caserta è stata brava a rientrare in partita. Ma il merito va ai ragazzi che hanno gestito ottimamente la fase finale e le ultime azioni. Il lavoro da svolgere è ancora lungo. Sono appena dieci giorni che lavoro con il gruppo, ma iniziare con due vittorie aiuta ad allenarsi meglio.

Voglio solo precisare un aspetto:  la svolta della partita è stata una intuizione del mio secondo Marco Sodini che facendomi cambiare la marcatura su Diawara con Darden ha consentito la svolta del match”

Nelle prossime ore ci si attende l’esonero di Dell’Agnello. Per la sostituzione circolano i nomi di Bechi, Crespi e Mazzon. La decisione non dovrebbe tardare.

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DELL’AGNELLO: ARIA GREVE E TENSIONE A FETTE. FORSE L’ULTIMA CONFERENZA. SI VA VERSO L’ESONERO was last modified: marzo 13th, 2017 by Walter Magliocca
13 marzo 2017 0 commenti
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JUVECASERTA E’ CRISI. AL PALAMAGGIO’ PASSA ANCHE CANTU’ 79 – 85

scritto da Walter Magliocca

juvecaserta

Juvecaserta alla decima sconfitta nelle ultime dodici

Juvecaserta, dopo la sconfitta di Trento, in campo contro la Mia Cantù per interrompere il periodo negativo e dare un segnale forte di ripresa. La sconfitta finirebbe, inevitabilmente, per risucchiare i casertani nella lotta per non retrocedere. Da verificare l’effetto della strigliata del presidente Iavazzi che, in settimana, ha dichiarato che in caso di ennesima battuta d’arresto adotterà provvedimenti drastici

 Primo quarto 10 – 21

Solito quintetto quello messo in campo da Dell’Agnello: Sosa, Diawara, Berisha, Putney, Watt. Il pubblico è scarso con sciopero del tifo organizzato per i primi minuti. Squadre equilibrate e Cantù con difesa a zona sin dalle battute iniziali. Partita che si preannuncia combattuta e incerta. Due tiri dalla lunga distanza di Johnson Ja e Calathes lanciano gli ospiti sul + 5: 8 – 3 dopo 3’. Il primo da tre per la Juve è di Sosa. Ma i giocatori di casa iniziano a sbagliare dall’arco. Due volte Putney e poi Sosa e  Cantù ne approfitta: 6 – 14 a metà quarto. La curva torna a cantare, ma il palamaggiò è freddo. La Juvecaserta ha difficoltà ad esprimere un gioco offensivo fluido e in difesa soffre Johnson Ja, autore di 9 punti a 2’ dal termine della frazione. Cantù vola sul 19 a 8 a 1’ e 14’’. La frazione si chiude sul 21 a 10 per gli ospiti. Squadra contratta e percentuali disastrose: 1/8 da tre e 3/12 da due che si commentano da sole. Per Cantù: 3/6 da tre e 4/12 da due.

 Secondo quarto 29 – 33

 Il pubblico cerca di dare una scossa alla squadra. Dell’Agnello mette Giuri in regia e Sosa guardia. Ma brianzoli che continuano a bruciare la retina dalla lunga distanza: inizia Pilepic. 24 a 12 a 9’ e 10’’. Sosa avvicina i suoi con tre penetrazioni. 18 – 26 a 7’ e 28’’. Dell’Agnello mantiene in campo un Diawara spento, sostituito da Berisha a 5’ e 30’’. Con un tiro dall’arco di Sosa la Juvecaserta si avvicina: 24 – 28 a 4’ e 56’’. Entrano nel palazzo i tifosi ospiti e il clima si riscalda fuori e .. dentro il campo. 26 – 33 a 3’ e 06’’. Frazione che si chiude con un tiro dall’arco di Berisha e al riposo lungo si va sul punteggio di 29 – 33. Gara veramente brutta e prestazione negativa confermando quanto evidenziato in tutte (quasi) le ultime prestazioni. Gara che nonostante tutto è ancora aperta. Percentuali del secondo quarto, per Caserta 3/7 da tre e 4/6 da due. Cantù 2/9 da tre e 2/7 da due.

 Terzo quarto 57 pari

Putney cerca il riscatto ed inizia il quarto con una schiacciata. 31 – 33. Ma non è il preludio della rimonta. Pasticcio difensivo e Pilepic da tre: 31 – 36. Ma la Mia Red OctoberCantù con Callahan (da tre e due con errore al libero) e schiacciata di Johnson Ja è sempre concentrata: 36 – 43 a 7’. Senza pivot e terminale Putney cerca il recupero con Sosa, Berisha, Giuri e Diawara. La banda “bassotti” paga: due recuperi difensivi e ripartenza con canestro di Diawara. A 5’ e 10’’, 42 – 45. Ma Recalcati, da vecchio marpione, intensifica la difesa: prima Johnson, poi Callahan e Cournooh:  a 3’ 58’’, 44 – 51. Diawara illude da tre, ma è sempre il Johnson avverso che si procura un’azione da tre punti. 47 – 54 a 2 e 35’’. Con un canestro di Curnooh  Mia Cantù di nuovo + 10: 47 – 57. Il Johnson “di casa” cerca di rispondere e prima con una slum dunk e poi con un’azione da tre (2 + 1) riporta Caserta a – 3: 54 – 57, a 50’’. Che replica a 5’ e 61 sempre con tre punti (2 + 1). Frazione che si chiude in parità a 57.

Ultimo quarto 79 – 85

Sempre sul filo di lana, ma si spera con esito diverso dalle ultime. Intensificata la difesa: Berisha, all’inizio, piazza la “bomba” del sorpasso: 60 – 57. Due liberi di Diawara e Caserta è sul 62 – 57, a 9’. Parziale di 15 a 0. Ma Pilepic piazza un tiro dall’arco: 62 -60. La gara si fa vibrante. Sosa dopo un’entrata si fa fischiare uno sfondamento. Gara intensa e azioni in velocità. A 6’ punteggio 67 – 63. Cantù fa male da tre anche con Acker. Le difese si intensificano ed anche in questo caso la differenza la fanno gli errori. Berisha sbaglia e Johnson Ja “buca” da distanza siderale. 71 – 71 a 3’ e 46’’. Caserta continua a commettere errori in costruzione e ancora Johnson, questa volta dalla linea della carità, realizza: 71 – 73. Ma a 3’ e 05’’ Diawara risponde dall’arco: 74 – 73. Ma Cantù da tre non sbaglia più. Ancora Acker. Poi Cournooh da sotto. Caserta perde palla in attacco e un libero di Darden, che non doveva scendere in campo, porta il risultato sul 76 – 79. Sul tiro di Diawara, forse, si spengono, le speranze di Caserta, a1’ e 18’’. Infatti ancora Johnson Ja realizza da due: 76 – 81 a 1’. Berisha illude da tre 79 – 81 ma Dowdell in lunetta realizza e sulla schiaccita di Johonson si materializza l’ennesima sconfitta: 79 – 85.

Per Caserta è crisi profonda. La squadra non si ritrova.

Tabellini

PASTA REGGIA JUVECASERTA  79

Berisha 15 (1/2, 4/7), Sosa 20 (5/10, 2/4), Maiello, Diawara 24 (5/11,2/5), Cinciarini 0 (0/1, 0/3), Ventrone, Putney 8 (3/5, 0/5), Gaddefors 0 (0/1, -/-), Giuri 2 (1/2, 0/1), Cefarelli, Watt 2 (0/3, 0/1), Johnson Linton 8 (3/3, -/-)

Allenatore: Sandro Dell’Agnello

Da due: 18/38 Da tre: 8/26

Mia Red October Cantù 85

Acker 9, Ballabio, Cournooh 16, Baparapè, Parrillo 3, Pilepic 11, Calathes 3, Callahan 5, Daedwn 1, Dowdell 2, Quaglia 2, Johnson Jajuan 35

Allenatore: Charlie Recalcati

Da due: 16/36 Da tre: 12/30

Arbitri

Dino Seghetti, Beniamino Manuel Attard e Dario Morelli

Spettatori 2842  per un incasso di € 22.229

 

 

 

JUVECASERTA E’ CRISI. AL PALAMAGGIO’ PASSA ANCHE CANTU’ 79 – 85 was last modified: marzo 12th, 2017 by Walter Magliocca
12 marzo 2017 0 commenti
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CalcioIn primo piano

NAPOLI: SERGIO RAMOS DI TESTA INFRANGE IL SOGNO REAL. DOPO TRENT’ANNI STESSO EPILOGO

scritto da Walter Magliocca

napoli

Napoli bello solo per un tempo come ieri così oggi. L’epilogo non cambia

30 settembre 1987, 8 marzo 2017. E’ sempre Napoli Real. Sono trascorsi trent’anni ma nulla è mutato. Plauso alla prestazione. Un tempo sopra le righe e Real messo alle corde. Per quel Napoli il sogno si infranse al 41′ del primo tempo per un goal di rapina di Butragueño. Per questo Napoli il sogno si infrange all’inizio del secondo tempo per due goal su palle inattive colpite di testa da Sergio Ramos. Ma l’epilogo è lo stesso. Azzurri fuori dalla massima competizione europea. 

Emozioni e brividi. San Paolo vestito a festa con rattoppi e “lavate di faccia”. Urlo Champions da brividi

Coreografie in tutti i settori dello stadio San Paolo eccetto in tribuna. Emozioni, ricordi, brividi. La notte Champions fa rivivere quelle emozioni che fanno comprendere la napoletanità. L’urlo il corollario che ha esaltato e stupito i presenti e l’Europa calcistica intera. Quello che ha colpito è il restailing veloce ed inutile dello stadio con faretti in tutti i settori, logo champions league, schermo gigante sotto il settore ospiti e corridoio di accesso sul terreno di gioco sotto la tribuna Posillipo e non più sotto la curva “b”. Ci vorrebbe una gara europea a settimana per migliorare la fruibilità dell’impianto di Fuorigrotta.

Napoli che deve crescere sotto il profilo tecnico-tattico e della comunicazione 

Un 3 a 1 che brucia. Subire goal nella situazione di pericolo più elementare e più nota. Sergio Ramos ha fatto vincere una champions al Real con i suoi goal di testa. Sarri ha studiato e neutralizzato tutte le mosse avversarie e non ha arginato quella più conosciuta. E per ben due volte!!!  

Altro aspetto da sottolineare è il dopo partita. In conferenza stampa tutti i giornalisti spagnoli hanno posto l’accento  e infierito con Zidane sul comportamento remissivo del Real Madrid nel primo tempo. A Sarri, invece, sono state poste domande sull’atmosfera festosa e sulla prestazione dei primi cinquanta minuti. Ogni commento è superfluo.

De Laurentiis farebbe meglio a stare zitto. Ogni volta pala a sproposito

Le polemiche del dopo Madrid sono sin troppo note, salvo correggere il tiro e precisare che destinataria del suo attacco era la squadra e non  l’allenatore. Oggi, dopo l’attacco fuori luogo nei confronti del giornalista della Gazzetta Mimmo Malfitano, ha detto che il pubblico che gremisce gli spalti dovrebbe essere più intelligente. Il riferimento, ovviamente, era per i cori rivolti dalla curva A contro di lui. Il metro dell’intelligenza? La sua persona. 

Attuasse una politica diversa, parlasse meno a sproposito e forse i tifosi potrebbero anche rivedere le proprie opinioni. Ma “sic stantibus rebus….. “.

Pubblico eccezionale e spagnoli meravigliati della sportività e dell’accoglienza

Applaudita la squadra per tutta la gara. In modo più intenso al fischio finale per ringraziare i giocatori, gli stessi accusati dal presidente. Gli spagnoli, giocatori e tifosi, ammaliati dalla sportività e dalla passione del pubblico napoletano. Squadra e dirigenti a rimarcare che a Napoli hanno ricevuto la migliore accoglienza posta in essere dalle squadre italiane di Champions league.

Quando si vuole si può. Capito signor presidente?

NAPOLI: SERGIO RAMOS DI TESTA INFRANGE IL SOGNO REAL. DOPO TRENT’ANNI STESSO EPILOGO was last modified: marzo 8th, 2017 by Walter Magliocca
8 marzo 2017 0 commenti
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NAPOLI SFIDA REAL TRA PIOGGIA DISAGI, DISORGANIZZAZIONE E .. REMUNTADA

scritto da Walter Magliocca

napoli

Napoli: piano antiguerriglia per la gara Real. Ma è solo una partita e la città non è predisposta per eventi del genere

Siamo alle solite. Piano antisommossa, avvisi alla popolazione – tifosi, schieramenti anti guerriglia. Ancora una volta la città chiude. Pioggia che già blocca da sola la città, traffico in tilt, permessi negli uffici pubblici, saracinesche delle attività commerciali che si abbasseranno alle 19,00. Piano traffico e chiusura delle strade limitrofe al quartiere Fuorigrotta. Il San Paolo un miraggio. Una conquista, un’impresa riuscire a salire i gradoni  e riuscire a mirare il tappeto verde su cui veder stendere il “gonfalone” della champions. C’è il Real Madrid.   

Non vedere la realtà, non fare nulla per modificarla equivale ad accettarla ed ad essere connivente con chi in questa approssimazione che fa rima con disorganizzazione, ci “sguazza” e ci gode, compreso “pubblica amministrazione e “società sportiva calcio Napoli”.

L’organizzazione madrilena ha fatto da contraltare all’approssimazione napoletana  

La Champions è un abito che mal si adatta al” fisico” partenopeo. Le parole di De Laurentiis riguardo la costruzione di uno stadio – teatro di ventimila posti e quelle di De Magistris a garantire che lo stadio non traslocherà da Fuorigrotta, possono far presa solo su tifosi con occhi miopi se non addirittura ciechi.,

A Madrid, tre settimane orsono nella civiltà: cancelli dello stadio aperti alle 19. Entrata e deflusso veloce e Santiago Bernabeu semivuoto fino a 15 minuti prima del fischio di inizio. Misure di sicurezza nella norma.

A Napoli apertura cancelli alle 15,00. Per le 18 si prevede un San Paolo pieno per i due/terzi. Spiegamento di forze in assetto da guerra e numeri spropositati di agenti. Quello che conta è la qualità e non la quantità. Servizi pubblici al limite dell’utilizzo e zone nei pressi di Fuorigrotta off – limits.  

Sconfitti prima di giocare: civiltà contro inciviltà. Il Real accolto da un bagno di folla inaspettato

Hotel a Palazzo Caracciolo. Allenamento al San Paolo. Una folla ad attendere i “blancos” che neanche a Madrid dopo la conquista dell’ennesima Champions. Questo l’aspetto che entusiasma e intenerisce. Ma che alimenta e sottolinea le discrepanze del sistema e le paure di non riuscire a supportare un avvenimento internazionale. Un migliaio di tifosi per un selfie, un autografo di CR7 e non solo: Sergio Ramos, Benzma, Modric e ..gli altri. I campioni del mondo del Real Madrid. La squadra più titolata, Al San Paolo per ammirarli dal vivo. Ma è solo un rito scaramantico. Per dimostrare che la partita ha un esito scontato. Ma nel cuore qull’esito è solo azzurrro.

Conferenza stampa tenuta da Sarri e Hamsik e silenzio non procrastinabile per non incorrere nelle penali

Come anticipato, il silenzio stampa non poteva essere procrastinato in Champions. Altrimenti il buon De Laurentiis avrebbe dovuto mettere mano alla tasca per pagare le penali previste dai contratti televisivi. Ed allora, quel silenzio, che senso ha avuto? E’ stata solo una presa di posizione inutile e strumentale.

Appuntamento con la storia alle 20,45

Non succede ma … se succede si scrivrebbe la storia della champions azzurra. La “remuntada” napoletana dopo il 3 a 1 del Santiago Bernabeu. Basterebbe (e ti pare poco) un 2 a 0. Vendetta trenta anni dopo. L’impresa è ardua, per non dire impossibile. Ma, come suol dirsi, il pallone è rotondo. Quella speranza, quella misera percentuale varrebbe i quarti di finale. Un traguardo mai raggiunto dalla società partenopea nella massima competizione continentale. Eppure la storia è iniziata nel 1926. Ed allora, con civiltà, godiamoci lo spettacolo senza se e senza ma. E senza dietrologia. C’è tempo per  processi e polemiche.

Per una sera conta solo l’urlo champions che, come ha detto il capitano, si ascolterà fino a Torino. E non è per caso.

NAPOLI SFIDA REAL TRA PIOGGIA DISAGI, DISORGANIZZAZIONE E .. REMUNTADA was last modified: marzo 7th, 2017 by Walter Magliocca
7 marzo 2017 0 commenti
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