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Autore

Walter Magliocca

juvecaserta
BasketIn primo pianoSport

JUVECASERTA PERDE ANCHE A TRENTO: 76 – 66. LA ZONA A RISCHIO E’ SEMPRE PIU’ VICINA.

scritto da Walter Magliocca

 

Juvecaserta a Trento la nona sconfitta nelle ultime undici gare

A Trento per invertire la tendenza negativa delle ultime dieci partite e cercare punti salvezza, strizzando l’occhio ai play off.

La Dolomiti è forse la compagine più in forma del momento e sin dalle prime battute si denota il diverso approccio alla gara. La Juvecaserta appare nervosa e non riesce a contrastare la velocità e le penetrazioni dei padroni di casa. Primo quarto che si chiude sul punteggio di  23 a 13. Gara subito in salita.

Nulla cambia nel secondo quarto. La Dolomiti Trento fa la partita e la Juvecaserta che cerca di uscire dal guscio. Ma, come sempre, Sosa non riesce ad incidere ed i bianconeri si adeguano. La gara ha poco da raccontare per Caserta che a metà frazione va sotto per 31 a 17.

Una leggera reazione, soprattutto difensiva e al riposo lungo il tabellone segna 40 – 32.

Secondi venti minuti. Il refrain non cambia: solito recupero e …solito crollo.  Finisce 76 – 66

Dell’Agnello sferza i suoi nell’intervallo e la Juvecaserta intensifica la difesa affidandosi alla solita zona match up. I risultati si vedono. Trento soffre e la terza frazione si chiude 52 – 54,

 L’inizio dell’ultima frazione vede laJuvecaserta raggiungere il massimo vantaggio sul 54 – 60. E qui i bianconeri vanno in apnea. Non respira più, errori ripetuti e conclusioni forzate, mentre gli uomini di Buscaglia riprendono a volare. Dolomiti va sul 68 – 61 che diventa 74 – 64. La Partita è chiusa e la Juvecaserta dopo aver assaporato il colpaccio, perde l’ennesima gara negli ultimi cinque minuti. Come dice coach Dell’Agnello “non è possibile regalare una (in questa gara due) frazioni all’avversario”. La zona rossa diventa sempre più vicina.

Finisce  76 – 66.

Una nota sulla diretta: non solo all’inizio ma anche durante l’intera partita il segnale era impercettibile. I tifosi hanno sofferto solo per radio. Occhio che non vede …. cuore che non duole.

JUVECASERTA PERDE ANCHE A TRENTO: 76 – 66. LA ZONA A RISCHIO E’ SEMPRE PIU’ VICINA. was last modified: marzo 4th, 2017 by Walter Magliocca
4 marzo 2017 0 commenti
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napoli
CalcioIn primo piano

NAPOLI – JUVE: RAI DI PARTE. E’ SEMPRE CALCIOPOLI. DE LAURENTIIS EFFETTO NEGATIVO

scritto da Walter Magliocca

napoli

Napoli – Juve: Rai solo pro Juve

Veramente aberrante. Si resta sbigottiti. Assurdità e … ripicche dette in studio. Schermaglie e atteggiamenti da bambini “viziati” perdendo di vista l’obiettività e l’imparzialità. Gli unici aspetti che salvaguardano un diritto di cronaca libero e scevro da condizionamenti e atteggiamenti che oltre che di parte appaiono grotteschi.

Napoli – Juve: telecronaca da silenziare e dopo partita al veleno nello studio Rai sport – zona 11

Quanto accaduto in studio nel post gara è stato solo una logica conseguenza della telecronaca di Gianni Cerqueti. La telecronaca Rai veramente andava zittita. A tacer dei commenti unidirezionali , i toni di voce e commenti cambiavano a secondo del possesso palla e della proposizione dell’azione. Eppure il canone lo pagano in tutt’Italia contribuendo al pagamento degli stipendi.

Dopo partita che lascia senza parole il pubblico napoletano. Il Napoli dovrebbe essere ancora in silenzio stampa. Un silenzio che, ovviamente, alimenta illazioni e presta il fianco a polemiche sterili ed inutili. E, logicamente, la responsabilità è del presidente De Laurentiis che ha innescato tale stato di cose: “Buttata la pietra, nascosta la mano”. E partenopei che diventano trofeo di caccia. Incapacità e mancanza di volontà nel reggere un confronto dialettico, se si vuole esasperato e di parte, ma che è il sale mediatico di questo sport e che poi consente gli introiti miliardari.

Napoli – Juve: più che Rai sport sembrava Juve channel

Questa volta l’atteggiamento assunto dalla società Calcio Napoli ha fatto innervosire i commentatori. Forse sperando di riuscire ad “estorcere” altre dichiarazioni. Il Napoli e Cristiano Giuntoli, invece,  “patteggiamo” con la Rai (così è stato comunicato in diretta) l’intenzione di voler fare solo alcune dichiarazioni, senza accettare il contraddittorio. Un comunicato stampa .. televisivo in Rai. L’accordo è stato accettato. Il d.s. Giuntoli mantiene fede al patto e dichiara che “l’arbitraggio è stato scandaloso” e che Valeri ha inciso in maniera determinante sul risultato della gara.

 Tutto ciò ha fatto innervosire i presenti ma soprattutto il presentatore della “Domenica Sportiva” Alessandro Antinelli e Marco Mazzocchi in studio, vicedirettore di Rai sport.  

Volendo, tentando, ma non riuscendo a fare ulteriori domande dopo la la visione dei filmati e degli episodi “incriminati”, Marco Mazzocchi stigmatizza il comportamento del calcio Napoli.

La situazione peggiora dopo le dichiarazioni di Pepe Reina il quale conferma da protagonista (non impeccabile) e dopo aver esaminato i filmati, l’inesistenza dei rigori concessi e la fondatezza del penalty su Albiol in area bianconera. Il tutto senza prestare il fianco ad ulteriori provocazioni provenienti dallo studio. Nel rispetto degli accordi a “microfoni spenti” e più volte confermati

A questo punto, in studio, per “un evidente stato di frustazione”, commentando gli episodi in una sola direzione, hanno rincarato la dose affermando “che il Napoli aveva subito la rete per la sua tattica dissennata ed aveva prestato il fianco alla ripartenza Juventina. Da qui gli episodi in contestazione”.  Quasi a far capire che il Napoli giustamente aveva subito il calcio di rigore perché non ha attuato la giusta tattica.  Inutile aggiungere altri commenti. E la per la prossima gara Sarri prima di scendere in campo, telefonasse in Rai.

 Napoli – Juve: la storia si ripete. Valeri batte gli azzurri 3 – 1

“A pensar male si fa peccato ma molte volte ci si indovina” . Sempre, aggiungiamo noi.  Sui social è stato trasmesso un video di diciannove anni fa. In un Juve – Inter non venne concesso un rigore netto per i nerazzurri per fallo su Ronaldo e sulla ripartenza fu concesso il rigore ai torinesi. E se si “scannano” tra di loro, transeat.  Ma evidentemente calciopoli non è mai finita. Com’era in passato, oggi e sempre …. Nei secoli dei secoli. Ieri Gonella, poi Pairetto e….. oggi Valaeri. La musica è sempre la stessa. E Chiellini ha dichiarato “Sono chiacchiere da bar”. Ovviamente del suo… bar.

De Laurentiis: gestione dissennata della comunicazione e poi a dividersi la torta con le squadre del nord

Silenzio stampa, mancata o approssimativa comunicazione. Tutto questa situazione scaturisce comunque sempre da De Laurentiis. Come suol dirsi “il pesce….. ecc. ecc..”

Infatti, come fatto in passato senza costrutto, inutile alzare la voce senza ottenere nulla. Ma farsi rispettare nel palazzo con il giusto peso.

Perché poi, si sa, ci si siede alla stessa tavola e si divide la … torta…. degli incassi e non dei risultati.  Ed allora? A cosa serve? Forse, come sempre, per gettare fumo negli occhi dei tifosi.

NAPOLI – JUVE: RAI DI PARTE. E’ SEMPRE CALCIOPOLI. DE LAURENTIIS EFFETTO NEGATIVO was last modified: marzo 1st, 2017 by Walter Magliocca
1 marzo 2017 0 commenti
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dell'agnello
BasketIn primo pianoSport

DELL’AGNELLO DELUSO PER LA SCONFITTA MA FIDUCIOSO: MIGLIORE PARTITA DELLA STAGIONE. REPESA: SIAMO LA SQUADRA PIU’ FORTE. MA SOLO IN ITALIA

scritto da Walter Magliocca

dell’agnello

Dell’Agnello ancora una volta deluso, ma con maggiore fiducia per il prosieguo

“Abbiamo disputato la migliore gara della stagione”, l’esordio di Sandro Dell’Agnello nel post partita, “contro la migliore squadra del campionato”  

Poi continua: “Siamo una squadra che ha nel tiro da tre uno dei suoi punti di forza ed invece questa sera abbiamo avuto percentuali disastrose”.

Analisi della tenuta fisica e dell’aggressività.

“Abbiamo mantenuto un’ottima tenuta difensiva ma non è bastato. Ma questa gara deve darci fiducia per il prosieguo della stagione. Siamo stati capaci di mantenere Milano su un punteggio molto basso secondo i loro standard. Ciò a dimostrazione della giusta impostazione. Abbiamo pagato in termini realizzativi”.

L’analisi dei singoli

“Johnson, questa mattina, ha avuto un attacco influenzale e, nonostante le cure, non è stato in condizione di essere utilizzato. Diawara non ha offerto la migliore prestazione in quanto i due tiri dalla lunga distanza sbagliati in avvio, gli hanno fatto perdere fiducia. Ma è un giocatore che si allena molto. Stesso discorso per Cinciarini che non è riuscito a dare in partita quanto di buono evidenziato nella settimana di allenamento”.

Sull’ultimo tiro di Sosa.

“Lui ha questi tiri nel suo repertorio. Ha provato la soluzione più difficle ma che avrebbe potuto farci vincere l’incontro”.

Sull’arbitraggio

“Non voglio trovare giustificazioni – ha detto un avvilito Dell’Agnello – ma sono stati usati due pesi e due misure. Basta controllare il dato statistico sui tiri liberi: loro sono andati trenta volte in lunetta e noi 17. Inutile aggiungere altro. Il tecnico alla panchina è stato chiamato per una mia invasione sul terreno di gioco. Visto che le mie proteste erano giuste, gli arbitri hanno trovato un altro modo per punire la Juvecaserta”.

Sul futuro

“Sabato prossimo – conclude il coach Dell’Agnello – avremo una difficile trasferta a Trento. Ma la gara di oggi ha dimostrato che non siamo finiti e troveremo lo spunto giusto per disputare al meglio questo finale di stagione”.

Repesa analizza poco la gara e parla a ruota libera

“La partita di oggi ha dimostrato che non esistono gare facili – il pensiero di Jasmin Repesa – Loro hanno avuto la possibilità di riposare, mentre noi abbiamo disputato quattro incontri in una settimana”.

Sui favori del pronostico e sulle squadre che possono puntare al tricolore.

“Siamo la squadra dabattere e di questo ne siamo consapevoli. Tutte le altre sisono rinforzate, sperando di poter puntare al titolo, come Avellino, Venezia e Trento che sta giocando un’ottima pallacanestro”.

Sulla crisi del basket.

“In Italia c’è poca pazienza. Tutti vogliono vincere subito. Si punta poco sul settore giovanile. In passato, come Caserta, c’era continuità e si puntavasullo stesso gruppo di italiani con giusti innesti di stranieri. Oggi i migliori vanno nella NBA e ogni anno si cambiano almeno sette/otto elementi del roster ed è impossibile avere continuità di risultati. Anche per questo abbiamo fallito in Europa”.

Poi rincara la dose  

“Io ho 55 anni ed alleno da venticinque. Ho visto di tutto e posso affermare che non si vince, se non occasionalmente,  non avendo giocatori di nazionalità nel roster. Bisogna creare un nucleo e fare i giusti inserimenti.  Il badget non è l’unico elemento fondamentale”.

“Tutti questa mancanza di programmazione allontana i tifosi dai palazzetti. Solo in alcune occasioni si riempiono. La maggior parte degli incontri è destinato a pochi intimi. Ho parlato con i vertici della pallacanestro durante le finali di Rimini, ma ritengo che ci sia poca voglia di cambiare”.

repesa

DELL’AGNELLO DELUSO PER LA SCONFITTA MA FIDUCIOSO: MIGLIORE PARTITA DELLA STAGIONE. REPESA: SIAMO LA SQUADRA PIU’ FORTE. MA SOLO IN ITALIA was last modified: febbraio 27th, 2017 by Walter Magliocca
27 febbraio 2017 0 commenti
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juvecaserta
BasketIn primo pianoSport

ALLA JUVECASERTA NON RIESCE IL MIRACOLO. AL PALAMAGGIO’ PASSA MILANO 78 – 74

scritto da Walter Magliocca

juvecaserta

Juvecaserta – EA7 Emporio Armani Milano: la gara

Juvecaserta contro Olimpia Milano. Una gara che non ha bisogno di presentazioni. In passato una sfida di alta classifica. Finali scudetto. La Finale. Ma anche un piccolo capoluogo di provincia contro la grande metropoli. Il riscatto, almeno e non solo sportivo, contro lo strapotere del nord. Ed anche sfida tra fratelli: Andrea (Milano) e Daniele (Caserta) Cinciarini.

Questi motivi e tanti altri. Iavazzi, conoscendone l’importanza, ha chiamato e invogliato il pubblico casertano. Non solo l’euro ma la soddisfazione di poter dire “io c’ero” quando Caserta ha battuto Milano. Consci delle innegabili differenze di valore tecnico, la speranza è sempre l’ultima a morire. La gara perfetta.

E il Palamaggiò risponde, ancora una volta, presente all’appello della società nonostante la visione televisiva in chiaro sui canali di rai sport.

Entusiasmo e tensione. Il solito binomio. Si parte e si soffre.

Motivazioni in casa Juvecaserta nella stessa gara. Le attese confermate.

Non ci sono più tutte scarpette rosse, ma qualcuna è rimasta. La canotta si colore fuoco. Padroni di casa oggi in veste di torero.

Entrano i pochi tifosi meneghini e il clima si surriscalda.

Dalla curva il solito coro: “un solo grido un solo allarme Milano in fiamme”.

 Primo quarto 20 – 17

Il quintetto messo in campo da Dell’Agnello è strangers: Sosa, Diawara, Berisha, Putney, Watt. Primo canestro con schiacciata e libero per fallo subito, di Watt. Inizia così la contesa. L’impatto di Caserta sul match è aggressivo e determinato. Ma dopo due minuti punteggio di 3 a 2. Duello vibrante fra Diawara e Sunders. A 5’ e 55’’ su sulm dunk di Putney tabellone che segna 9 – 5. Diawara sbaglia come rigori due tiri da tre. Ma è il pressing a tutto campo delle canotte bianconere a fare la differenza. Sosa realizza da distanza siderale e sbaglia il successivo libero per fallo subito. 12 – 7 a 4’ e 13’’. Ma Dragic realizza da tre e va in penetrazione. Primo cambio a 2’ e 58’’ Cinciarini per il debuttante Berisha. Buona la sua prova fino a questo momento. Fratelli contro in campo e in marcatura: il casertano con la maglia n.10 e il milanese con il n. 20. La gara è vibrante ed emozionante. Frazione che si chiude sul 20 – 17.

La juvecaserta  ha messo in campo un’ottima difesa e pressing. Con qualche errore di troppo in attacco. Le percentuali lasciano perplessi: 1 su 7 da tre 7 su 11 da due per Caserta. 4 su 10 e 2 su 8 per Milano.

Secondo quarto 35 – 37

Caserta apre con Watt in netta ripresa rispetto alle ultime uscite. Replica di Cinciarini. Milano come di consueto mantiene la solita calma anche se sbaglia molto in fase di costruzione. L’impressione è di una Caserta al massimo e ospiti in amministrazione … controllata. Ma Caserta c’è e combatte su ogni pallone. A 7’ e 14’’, 27 – 21. La stanchezza si fa sentire e arriva qualche errore di troppo. E l’ingresso di Radujica per Milano si fa sentire sotto le plance. A 4’ e 42’’, 29 – 28. La gara è tutta in salita per i padroni di casa e questo si sapeva già in avvio. Primo vantaggio di Milano a 4’ e 02’’ sul 30 a 29. Caserta rallenta il ritmo e l’EA7 Emporio Armani Milano diventa aggressiva e fa valere il suo superiore tasso tecnico.

Al riposo lungo si va sul punteggio di 35 – 37. Percentuali in rialzo per Milano  in totale 4/11 da tre e 9/19 da due e in calo per Caserta: totale 3/18 da tre e 11/21 da due. Milano ha perso 11 palle.

 Terzo quarto 54 pari

Caserta regge in difesa ma Milano inizia a tirare con maggiore precisione dalla lunga distanza e mette la freccia del sorpasso. A 7’ e 32’’ 37 – 44. Il pubblico si ricarica quando Watt stoppa Abass e Sosa conclude un’azione da tre (due + uno) punti. Il Putney moment (stoppata e schiacciata in contropiede)  porta Caserta sul 44 – 46. Punto a punto e .. pubblico in campo. Alley oop Sosa Putney e parità a 48. A 2’ e 11’’ su bomba di Sosa 51 – 50. Il dominicano si ripete da distanza siderale 54 – 50. La difesa regge. Peccato che Diawara (peggio) e Cinciarini non siano in condizione. Un errore di troppo (Sosa e Giuri) e Milano punisce. Frazione che si chiude sul punteggio di 54 pari e con tecnico alla panchina casertana.

Ultimo quarto: Milano passa 74 – 78 

Inizia con il libero per il tecnico. Gli arbitri iniziano ad incidere. Caserta dovrà essere più forte della potenza meneghina. Ma Milano non avrebbe bisogno di aiuti. Fontecchio da tre e Milano vola sul + 4: 56 – 60. La Juvecaserta non demorde e gioca da squadra. A 6’ e 40’’ 60 – 62. Ma Kalnietis castiga da tre: 60 – 65. Con due liberi di Sosa a 5’42’’ si va sul 62 – 65. Punto a punto e Sosa mette l’ennesima bomba 65 – 67 copiato da Giuri. 68 – 69. Dopo un canestro di McLean, Putney sbaglia due liberi e sempre McLean li segna. Caserta si disunisce a 2’ e 13’’. Due liberi di Cinciarini mantengono viva la speranza: 70 – 73 e mancano 90’’. Caserta ci crede e pressa. Recupera e Sosa va a schiacciare. Un solo punto divide le squadre. Tutto può ancora succedere. Il pubblico entra in campo. Si soffre sui due liberi di Hickman e sull’errore di Cinciarini: 72 – 75. Caserta recupera ma l’attacco di Sosa è dissennato, forza da tre e sbaglia. Un libero di McLean e a 19’’ e 49 il tabellone è impietoso: 72 – 77. Ancora Sosa forza la penetrazione e svaniscono i sogni casertani. Sosa, ancora una volta, fa perdere Caserta. Finisce 74 – 78.

Il sogno si infrange. E il pubblico si scaglia prima con gli arbitri, poi con i tifosi avversi, artefici di cori offensivi.

Tabellino

PASTA REGGIA JUVECASERTA  74

Berisha 3 (0/2, 1/5), Sosa 25 (5/10, 4/7), Iavazzi, Diawara 2(1/2,0/5), Cinciarini 6 (1/2, 0/4), Ventrone, Putney 12 (6/8, 0/4), Puoti, Gaddefors 1, Giuri 5 (0/0, 1/4), Watt 20 (8/11, 1/3), Johnson Linton ()

Allenatore: Sandro Dell’Agnello

Da due: 21/35 Da tre: 7/32

EA7 EMPORIO ARMANI MILANO 78

McLean 16, Fontecchio 3, Hickman 11, Kalnietis 17, Raduljica 2, Dragic 2, Macvan 9, Pascolo 4, Cinciarini Andrea 4, Sanders 8, Abass 2, Cerella

Allenatore: Jasmin Repesa

Da due: 18/39 Da tre: 7/21

Arbitri

Gianluca Mattioli di Pesaro, Lorenzo Baldini di Firenze e Denis Quarta di Torino

 

 

ALLA JUVECASERTA NON RIESCE IL MIRACOLO. AL PALAMAGGIO’ PASSA MILANO 78 – 74 was last modified: febbraio 27th, 2017 by Walter Magliocca
26 febbraio 2017 0 commenti
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napoli
CalcioIn primo piano

NAPOLI DELUDE CON L’ATALANTA. DE LAURENTIIS HA VINTO: LE SUE POLEMICHE SERVONO SOLO A DESTABILIZZARE

scritto da Walter Magliocca

 

napoli

Napoli deludente e sconclusionato. Una prestazione da dimenticare

L’Atalanta strappa sei punti in questa stagione agli azzurri. Dopo la vittoria dell’andata, la Dea viola anche il San Paolo. Con una prestazione lineare senza eccessivi tatticismi.

Sarri ha dimostrato di essere allergico alle tattiche di Gasperini che sta vivendo la stagione della vita. In grado di esaltare e valorizzare giocatori giovani in ambienti senza eccessiva pressione. Questa la sua dimensione.

Ma il Napoli, invece, che dimensione ha? Per adesso nessuna.  Ancora una volta ha dimostrato di soffrire squadre che attuano un pressing a tutto campo e giocano in velocità. Quando aggrediti, i giocatori azzurri perdono il filo conduttore del gioco. E la sostituzione di giocatori come Hamsik e Insigne,  in forma e unici a innalzare il tasso tecnico della squadra, è il segnale negativo del momento negativo dei partenopei. Momento ovattato dalla vittoria di Verona.

Caldara? Chi è costui?

Un giocatore giovane. Neanche di belle speranze è diventato il “Cristiano Ronaldo” dell’Atalanta. O meglio i difensori del Napoli lo hanno fatto diventare tale. Una doppietta addirittura. E il secondo goal in inferiorità numerica. Un dato che lascia interdetti prima e perplessi poi.  

Il ciclo di ferro inizia con una sconfitta

Erano state definite le quattro giornate di Napoli. Atalanta, Juve in trasferta in Coppa Italia, Roma e ritorno con il Real Madrid. Il ciclo decisivo inizia con una sconfitta che fa male alle ambizioni del campionato. Altro che “poi si può recuperare”, caro presidente. E’ difficile recuperare quando si perdono punti con squadre alla portata e negli scontri diretti. La Roma ha la possibilità di allungare e blindare il secondo posto, l’Inter con il fiato sul collo e addirittura la stessa Atalanta. Il rischio è notevole. E poi, caro presidente cosa conti? Ma comunque vada, il buon Aurelio ha già vinto. E i tifosi prima criticano, poi cantano

L’esaltazione non paga. Bisogna prima raggiungere gli obiettivi poi cantare. Stagione a rischio

Non dire gatto che se non lo hai nel sacco. La massima del Trap nazionale nel periodo delle vittorie (come al solito non cambia nulla) juventine. Invece a Napoli e nel Napoli si celebra la vittoria prima di ottenerla sul campo. La squadra e di conseguenza la società corre il rischio di rimanere con un pugno di mosche in mano. La stagione va difesa con i denti. Anche se i giocatori sono arrivati al momento topico con una condizione fisica calante (altro elemento ripetitivo). Ed anche quest’anno vedi la vetta, l’accarezzi ma….

E’ vero che il Napoli è sempre nelle alte sfere, ma dopo aver conquistato qualche secondo posto, sette anni consecutivi  In Europa. Ma le vittorie rimangono le due coppe Italia e l’intercontinentale. Se non si cambia rotta gli obiettivi, quando e se raggiunti, non potranno essere che questi.  

De Laurentiis: presidente giusto per il Napoli: vizi da generale, paga da caporale

Silenzio stampa, fase involutiva. Nella serata del Bernabeu il presidente ha rotto l’incantesimo, che fino a quel momento regnava nel Napoli, con le sue dichiarazioni miste di follia e spavalderia.

De Laurentiis ha imparato come svolgere al meglio il suo ruolo: colpevolizzare i propri dipendenti (allenatore e giocatori). fare polemiche inutili ed improduttive (stadio), sfiduciare l’allenatore nellafase cruciale della stagione, ordinare il silenzio stampa e partire (purtroppo poi torna).

L’obiettivo del presidente è noto a tutti. Ma in questo modo corre il rischio vederlo ridotto. Oppure ci vuole regalare un sorriso…..

Speriamo che, per adesso, i giocatori riescano a donarcelo con le loro prestazioni. I conti ..alla fine

NAPOLI DELUDE CON L’ATALANTA. DE LAURENTIIS HA VINTO: LE SUE POLEMICHE SERVONO SOLO A DESTABILIZZARE was last modified: febbraio 25th, 2017 by Walter Magliocca
25 febbraio 2017 0 commenti
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napoli
CalcioIn primo piano

NAPOLI A VERONA CONTRO IL CHIEVO BATTE DE LAURENTIIS 3 – 1. MA SARRI CEDE ALLE PRESSIONI. UNA SOCIETA’ CHE NON POTRA’ MAI COMPRARE LA SERIETA’ E L’ORGANIZZAZIONE

scritto da Walter Magliocca

napoli

Napoli: Sarri cede alle pressioni. Ha snaturato il suo “io” sportivo e non

Dopo le polemiche e gli strascichi unilaterali del dopo Real, determinati da Aurelio De Laurentiis, a Verona, contro il Chievo, Sarri cede alle pressioni presidenziali. In campo Pavoletti, Maksimovic ed anche Allan e Jorginho. Fuori Mertens il miglior marcatore della squadra, colui il quale ha “tirato la carretta” fino ad oggi, fino a quando esisteva un’effettiva necessità. Ed anche oggi il folletto belga avrebbe fatto il suo fornendo l’apporto in termini di reti. Ma il “presidente” ha deciso soprattutto per rinegoziare e portare nel giusto binario il rinnovo del contratto del capocannoniere della squadra azzurra. Perché, qualunque sia la prospettiva, l’unico aspetto che conta per il “mega presidente comunicatore” è quello economico. Messo il bavaglio alla squadra, Sarri, in silenzio, ha ceduto. Gastrite nervosa, qualche sigaretta in più, la clausola risolutiva ed ha snaturato il suo credo. “I soldi fanno gli uomini onesti”,  la frase della  fiction Gomorra calza a pennello. La potenza del “dio denaro” ha avuto, come sempre, la meglio. Il prossimo allenatore della squadra azzurra sarà il “mega presidente”.

I tifosi dalla parte di Sarri

A Verona i tifosi azzurri si sono schierati. “ De Laurentiis buffone”. Questo lo striscione esposto nel settore ospiti. Pro Sarri. Ma si sa i supporters sono passionali e non sono in grado di portare fino in fondo una battaglia. E ADL continuerà a valorizzare la sua società e screditare la città. Una riflessione da esaminare.

Ma Mughini avesse ragione?

Dopo le polemiche un silenzio stampa assurdo e che dovrebbe far riflettere

Ad analizzare bene il dipanarsi degli eventi, quanto accaduto risulta veramente assurdo. Dopo la gara del Santiago Bernabeu, senza alcuna istigazione e provocazione, il presidente mette in scena il film contro l’allenatore della sua squadra. Tutti allibiti e ,,,perplessi. E dopo lo show il silenzio stampa. Non sembra strano? La mancanza di signorilità societaria e comportamentale rimane. Ma lo scopo è stato quello di evitare che a freddo, qualche addetto ai lavori, si lasciasse andare a esternazioni dannose. Come ha fatto il procuratore di Allan. Passa il tempo, cambiano gli uomini ma la mancanza di stile sopravvive. Oggi più di prima.

Un silenzio stampa che mediaset e sky non potranno subire

Ma il silenzio stampa indotto, non potrà essere protratto per oltre un mese e, soprattutto, non in Champion league. I contratti con mediaset, principalmente e sky non consentono alle società il black out. De Laurentiis dovrà fare un film e far studiare le parti con risposte preparate a tecnici e giocatori. Altrimenti altro che Sanremo. Tutti canteranno il proprio disappunto e cercheranno acquirenti disposti a versare la clausola risolutiva. I tifosi la pagheranno in termini di spettacolo e risultati ma, come al solito, il presidente conterà l’attivo……

Ma Higuain avesse ragione?

De Laurentiis potrà spendere quanto vuole, potrà triplicare gli ingaggi ma la serietà e organizzazione societaria non ha prezzo ed è lontana dal Napoli calcio. Mancano gli uomini e soprattutto in cima

Ma veramente gli sportivi napoletani non se ne rendono conto? Il gap organizzativo e professionale della società calcio Napoli è veramente notevole rispetto alle società “odiate”. Ma la corte del presidente è lunga. Nessuno vuole inimicarsi il “magnate”. Il presidente mette sempre in evidenza la differenza economica e di valore dei club. Ma non è una questione meramente finanziaria. E’ soprattutto una questione di stile. Che non c’è. Come messo in evidenza anche negli studi televisivi di mediaset.

Quagliarella ha risolto la sua questione personale che lo portò lontano da Napoli

Anche per la cessione di Quagliarella il presidente ha propinato e divulgato solo versioni di comodo. Il giocatore è stato assolto dalle accuse che ne decreterano l’ostracismo. Anche in quel caso Aurelio De Laurentiis nascose la realtà dei fatti facendo passare l’attaccante come un traditore. Ma il tempo è galantuomo. Il tempo, però.

Ma Quagliarella avesse ragione? Anzi. Quagliarella ha ragione. 

NAPOLI A VERONA CONTRO IL CHIEVO BATTE DE LAURENTIIS 3 – 1. MA SARRI CEDE ALLE PRESSIONI. UNA SOCIETA’ CHE NON POTRA’ MAI COMPRARE LA SERIETA’ E L’ORGANIZZAZIONE was last modified: febbraio 19th, 2017 by Walter Magliocca
19 febbraio 2017 0 commenti
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CalcioIn primo piano

NAPOLI A MADRID: I GIOCATORI SCONFITTI CON ONORE, DE LAURENTIIS VERO DISONORE. NOTA STONATA IN UNA SERATA CHAMPIONS

scritto da Walter Magliocca

napoli

Napoli: De Laurentiis vero sconfitto della serata

Dopo la gara, persa per 3 – 1 sul campo, ai microfoni Mediaset  De Laurentiis dimostra di poter essere un buon presidente fino al massimo in lega pro (serie c). Ma la champions non è un terreno a lui adatto. Caduta di stile e parole fuori luogo in una bella serata di sport, dove il Napoli ha dimostrato, sul tappeto verde, di essere all’altezza, anche se con le debite differenze, dei più blasonati avversari.

“Ci è mancata la cazzimma – così ha esordito ADL – l’unico ad aver dimostrato di possederla è stato Insigne. Gli altri non esistevano”. L’esordio si commenta da solo. Alla sua altezza.

E poi giù con esternazioni di pessimo gusto che hanno suscitato perplessità ed esplicite espressioni di disappunto in Arrigo Sacchi, suo interlocutore rimasto senza parole e tacitato dall’incalzare delle frasi senza senso e non aggiungendo altro per non offendere il presidente. ADL che in quel momento ha dimostrato di non essere all’altezza del comportamento avuto dalla squadra in campo nonché dai tifosi sugli spalti e fuori dallo stadio.

“Non voglio entrare in questioni di natura tecnica” il suo esordio (e meno male, ci viene da dire) salvo poi, come capita sovente, smentire se stesso e aggiungere:

“Non si ha il coraggio di cambiare modulo, tattica e uomini. Non sono queste le partite dove fare esperimenti ma in campionato si dovrebbe provare a  valutare alternative. Gli eventuali punti persi potrebbero essere recuperati nel corso della stagione”. Chiaro il riferimento a Sarri e a Mertens “Elementi che hanno illuso schierati in ruoli non di pertinenza”.  

“Non conta il valore economico dei giocatori e ingaggi fuori da ogni logica. Il Napoli di Mazzarri, schierando giocatori come Aronica e Grava, ha giocato al pari del Chelsea che ha poi vinto la champions. Mentre ora con una rosa più ampia e competitivae con un monte ingaggi aumentato del 100%  non è ammissibile avere un simile atteggiamento sul terreno di gioco. Alcuni giocatori in campo non sono esistiti. Il modulo ed alcuni giocatori andavanocambiati”.

Sarri rizelato e visibilmente furente

La risposta di Sarri non si è fatta attendere, dopo che gli era stato comunicato il messaggio del presidente. “A Castelvolturno ci sono io ed io decido. Il presidente nella sua qualità di maggiore esponente della società può dire ciò che vuole. Ma preferirei, comunque, che lo dicesse direttamente a me e lontano dai microfoni”.

A poco serve il mal riuscito tentativo dell’addetto alle comunicazioni del calcio Napoli, Lombardi, di giustificare le parole ingiustificabili dette dal presidente e che sarebbero state interpretate in modo errato.

Sarri, nonostante sia tacciato di non essere un buon comunicatore, in questa occasione si è comportato in modo ineccepibile e corretto. Mentre il presidente….  Meglio tacere, soprattutto, se non si ha la competenza ed i numeri per muovere osservazioni  tecniche all’allenatore.

Sarri ferito nell’orgoglio avrebbe potuto e dovuto emulare Zoff

L’attacco del presidente potrebbe trovare una giustificazione nelle voci di mercato che vorrebbero l’allenatore sulla via di Torino, sponda Juventus. Sbagliato tempi e modalità.

Comunque, per fortuna della squadra e dei tifosi napoletani che Sarri non sia come Zoff. Come si ricorderà, il portierone, nella qualità di allenatore della nazionale, ai campionati europei del 2000, si dimise dopo le “contestazioni tecniche” dell’allora presidente del consiglio e maggiore azionista del Milan, Silvio Berlusconi. Se Sarri avesse fatto o facesse come Zoff, sarebbe simpatico vedere sulla panchina del Napoli il presidente De Laurentiis. Finirebbe di ridere sarcasticamente, anche dopo una sconfitta certamente addebitabile ai suoi mancati investimenti sul mercato. E inutile sarebbero tutte le scuse e le giustificazioni mostrando conti in attivo ed investimenti in chiave futura. Tanto al futuro non cisi arriva perché i migliori vanno sempre via (Cavani, Lavezzi, Higuain.. ).

Con coerenza si facesse da parte trovando un buon acquirente (con maggiori possibilità economiche  e senza pretendere la luna) per se stesso  e per la città di Napoli attualmente non ben rappresentata.

Ma il piatto è troppo succulento. E il cinema non basta. Anzi….

Dichiarazioni che potrebbero rovinare una stagione

Questa polemica, tra l’altro inutile, potrebbe avere conseguenze letali per il prosieguo della stagione. I giocatori sonocon l’allenatore e si spera che non perdano l’unità del gruppo. Altrimenti ….

La squadra non ha demeritato ed al ritorno può dire la sua

A Madrid il Napoli ha giocato alla pari dei più quotati avversari venendo meno proprio nei giocatori con maggiore esperienza (leggi Mertens, Albiol, Koulibaly e Callejon). Al ritorno si potrebbe sovvertire il pronostico. Ma al San Paolo, paradosso, sarà ancora più difficile che al Bernabeu.

Impresa ardua. Ma la squadra ha il dovere di provarci per il pubblico che il prossimo 7 marzo riempirà lo stadio in ogni ordine di posti.

E, in quel caso, il presidente, invece di parlare, conterà l’incasso.

Ed è questa la cosa che Aurelio De Laurentiis sa fare meglio.

NAPOLI A MADRID: I GIOCATORI SCONFITTI CON ONORE, DE LAURENTIIS VERO DISONORE. NOTA STONATA IN UNA SERATA CHAMPIONS was last modified: febbraio 16th, 2017 by Walter Magliocca
16 febbraio 2017 0 commenti
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NAPOLI – REAL: VENNE IL GIORNO TRENTA ANNI DOPO

scritto da Walter Magliocca

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Poche ore per porre fine all’ansia

Finalmente tra poche ore si scenderà in campo. L’attesa spasmodica per la prima sfida di champions league contro il Real sta per finire. Alle 20,45 calcio di inizio.

Riti scaramantici ed esasperazioni

Ma facile a dirsi “tra qualche ora”. L’attesa è ancora lunga. La tensione calcistica e sportiva alta. Prima dell’orario si darà inizio ai riti propiziatori, alla concentrazione sul match, alla visione dei filmati del passato ed a quelli presenti per entrare ancor più nel clima partita.

Chi è a Madrid, i diecimila azzurri hanno letteralmente invaso il capoluogo spagnolo, è già in clima. Qualche video, qualche telefonata per far comprendere che l’atmosfera è davvero coinvolgente. Anche i madrileni, abituati a vivere questi prepartita e comunque più abituati a vivere serate champions, si stanno facendo trascinare nel vortice gara, dalla presenza e dal tifo dei napoletani che hanno colorato di azzurro le strade del centro, Plaza Mayor e Puerta del Sol. Tra poco il fiume azzurro si sposterà per Paseo de la Castellana e nella metro, guarda un po’ linea bleu, per raggiungere il Santiago Bernabeu. Chi è a Napoli è già invasato, immerso nella sfida. Non vede l’ora che si faccia l’ora. Televisioni accese dalle ore 20,00. Per non perdere ….. il segnale. 

Ore 20,00 la città verso Real – Napoli

A Napoli tanti i locali che hanno organizzato la serata per consentire la visione dell’incontro. E sicuramente si udirà il tifo e riecheggeranno i cori da stadio. Un giorno all’improvviso ritornò Napoli Real. Ma in molti non muteranno le proprie abitudini per scaramanzia. Stessa casa, stessi posti, stessi amici. I giocatori in campo è vero, ma l’influenza dei riti propiziatori conta in maniera addirittura preponderante.  

Ore 20,45 la città chiude

Al fischio di inizio in città strade deserte e cori. Chi non ama il calcio (questa sera saranno in pochi perché anche chi non è un abituè vorrà vedere la squadra in campo per un appuntamento in ritardo di trent’anni) potrà godersi la città di Napoli in maniera più appagante di un primo gennaio alle ore 8,45. Ma saranno veramente pochi. Trent’anni sono passati da quando il Napoli di Maradona giocò con il Real Madrid nel doppio confronto del settembre 1987 e che fu eliminato da episodi. Era più forte ed avrebbe fatto molto cammino nella competizione continentale. I meno giovani lo ricordano, i più giovani lo hanno potuto acclarare dalle immagini più volte trasmesse in questi giorni.

Anche i giocatori presi dalla febbre Real. Tutti a Madrid. Pepe Reina ha chiesto 45 biglietti all’amico Sergio Ramos

Tutti i giocatori sono stati convocati per la trasferta spagnola, anche chi non è in lista Champions, come Tonelli. Famiglie al seguito, oltre amici ed affini. Questo clima non giova all’impatto gara. Sembra più una gita da non perdere. Pepe Reina, amico di molti giocatori madrilisti ha formulato un’insolita richiesta a Sergio Ramos: 45 biglietti per il match di questa sera. E l’amico, pur tra molte difficoltà, lo ha accontentato. Pepe non poteva deludere i “fratelli” napoletani.

Lui spagnolo, è vero, ma oggi solo napoletano e …azzurro.

Un giorno …. all’improvviso di buon auspicio, come i risultati di ieri

Il 15 febbraio, nell’antichità, veniva festeggiata la festa romana dei Lupercalia, per allontanare gli spiriti maligni, purificare la città e donarle salute e fertilità. Servirà, quindi, per allontanare i tanti “gufi” che ci saranno, propiziarsi SanTiago Bernabeu e San Paolo (per il ritorno) e ricevere fertlità sportiva in termini di reti e salute ai giocatori ed ai ….. tifosi.

Facendo i debiti scongiuri, l’inversione di tendenza dei risultati nella prima giornata degli ottavi di champions league, potrebbero essere di buon auspicio per il Napoli. Il Paris Saint Germain ha liquidato il Barcellona con un poker di reti ed il Benfica, avversario già battuto dagli azzurri nelle qualificazioni, ha avuto ragione con il minimo scarto del Borussia. Incrociare le dita e sperare è d’obbligo.

Maradona protagonista anche quando non va in campo. Niente carica ai giocatori prima di scendere in campo.

Sarri auspicava che Maradona potesse parlare con i giocatori nel prepartita per infondere una carica ancora maggiore. Il campione, invece, ha trascorso qualche ora presso il commissariato. Interrogato dalla polizia spagnola per una presunta aggressione alla fidanzata Rocio Oliva. Serata e notte di litigate e aggressione tali da spingere il direttore dell’albergo a chiamare le forze dell’ordine. Tutto rientrato per mancanza di querele. Diego ha sminuito l’accaduto ed oggi parteciperà al pranzo con i presidenti delle due squadre.

Ma, il discorso auspicato dal mister, forse non lo farà. 

L’ex pibe non si smentisce mai.

NAPOLI – REAL: VENNE IL GIORNO TRENTA ANNI DOPO was last modified: febbraio 15th, 2017 by Walter Magliocca
15 febbraio 2017 0 commenti
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JUVECASERTA A MANI VUOTE. PISTOIA BATTE …. SOSA 77 – 64

scritto da Walter Magliocca

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Juvecaserta: monday night in versione rimaneggiata dinanzi le telecamere Sky

Ore 20,45 palacarrara di Pistoia. Si affrontano The Flexx Pistoia e Pasta reggia juvecaserta nel posticipo della quarta giornata di ritorno. Tanti ex in campo: Moore, Antonutti e Chris Roberts (infortunato) padroni di casa e Cinciarini e Johnson ospiti. Ma soprattutto le panchine: amici contro Esposito e Dell’Agnello. entrambi facenti parte della storia della Juvecaserta tricolore. Ma tutti questi fattori lasciano il tempo che trovano. L’importante è consolidare la posizione in classifica, in questo campionato, che può lanciare verso i play off la vincente del confronto. Numeri contro Caserta, che non vince dalla stagione 1992/93 e che in terra toscana ha rotazioni limitate senza Bostic e Cefarelli, mentre i padroni di casa sono in un ottimo momento e galvanizzati dalla vittoria casalinga contro la Scandone Avellino.

La vetrina televisiva è lo stimolo giusto…. per Pistoia. 29 – 22

 Basket molto atletico sin dalle prime battute. Lie due squadre emulano il carattere e la determinazione dei propri allenatori. Pistoia è più precisa e a 7’ e 35’’ guadagna un piccolo vantaggio 9 – 5. Caserta forza come al solito la The flexx trova azioni in fluidità. Crosariol fa la parte del leone sotto le plance e Petteway dalla distanza oltre l’ex Moore. Caserta va in bambola a 4’ e 32’’ 19 – 12. Dell’Agnello corre ai ripari alternando il marcamento a uolo con la zona, che inizia a dare ottimi risultati. Pistoia raggiunge il massimo vantaggio 27 – 19 a 2’ e 09’’ e dimostra una maggiore energia. Il primo quarto si chiude sul 29 – 22.

Secondo quarto parità a 40

Caserta inizia con piglio diverso e con maggiore intensità difensiva. La gara è avvincente ma il basket giocato non entusiasma. Dai e vai. Molti errori da una parte e dall’altra. Ma la Juvecaserta registra il tiro dalla lunga distanza dopo un parziale iniziale di 0 su 5. Su un tiro da tre di Putney, dopo un grossolano errore in appoggio nell’area piccola, il punteggio è di 31 – 27 a 6’ 50’’. Dell’Agnello punta sulla zona tre – due che induce all’errore Pistoia, nonostante Esposito tenti di trovare il giusto antidoto.. 31 – 30 a 6’ 23’’.

Putney, nonostante qualche errore banale, è in grande spolvero e delizia gli spettatori, anche avversi, con tre stoppate consecutive in puro atletismo e tiri dalla lunga distanza.

 Gli errori si susseguono: prima Sosa, poi Watt e poi Giuri.  Caserta si perde ma è ancora in partita. Questo è il basket moderno. 35 – 33 a 3’ 48’’.

Dell’Agnello chiama sempre la zona che lo premia. Primo sorpasso a 2’ 30’’ 38- 35 su tiro da tre di Cinciarini. Frazione che si chiude 40 pari

Terzo quarto 58 – 51

Prima palla persa di Gaddefors. Fotografia di quello che sarà il terzo quarto che la The flexx si aggiudica sfruttando gli errori di Caserta.  A 8’ e 54’’ 44 – 40. Pistoia incalza: 47 – 40 a 7’ 45’’. Ptimi punti di Caserta con Watt a 7’ 20’’. Pistoia è più reattiva e mette le mani sul match. 51 – 43 a 5’ 54’’. Fase di stanca e risultato quasi fermo.51 – 45  a 4’ e 06’’. Difese molto intense. Caserta continua a sbagliare mentre Moore per Pistoia  brucia la retina casertana, dimostrando di aver imparato a tirare: 16 punti i suoi. Il tempo si chiude sul 58 – 51.

Ultimo quarto 77 – 64

Pistoia è in amministrazione del match. Caserta è cotta. Crosariol e Magro fanno il loro comodo nell’area di Caserta. A 8’ 47’’  61 – 51 che diventa 63. Caserta perde il controllo. Dell’Agnello ferma con un time out che non da i frutti sperati. 70 – 57 a 4’ 40 ‘’. Risultato fermo fino a 3’ 27, Inizia lo show negativo di Sosa che inizia a giocare da solo contro Pistoia che fa rimanere allibito persino Soragna, commentatore Sky. A 2’ e 43’’ 72 – 59. La partita è finita. Gioca Sosa da solo, per le sue statistiche. Caserta non ha più gioco. A 1’ 23’’ 74 – 64. Veramente inguardabile il finale di Caserta. Tutti a sbagliare e guardare Sosa … sbagliare. Nemmeno la differenza canestri con il confronto dell’andata stimola i casertani. Finisce 77 – 64 con differenza di + 5 per Pistoia rispetto all’andata. La Juvecaserta pare aver perso la tranquillità e di giocare solo a sprazzi come squadra. Poi gioca Sosa da solo. E perde.

JUVECASERTA A MANI VUOTE. PISTOIA BATTE …. SOSA 77 – 64 was last modified: febbraio 17th, 2017 by Walter Magliocca
13 febbraio 2017 0 commenti
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DELL’AGNELLO STANCO MA SODDISFATTO PER I DUE PUNTI E PER L’APPORTO FORNITO DAL PUBBLICO: UNA VITTORIA DI TUTTI

scritto da Walter Magliocca

dell’agnello

Dell’Agnello analizza il momento della squadra e ringrazia il pubblico per l’incitamento e la vicinanza alla squadra

Senza domande ma “sua sponte” come di consueto, Sandro Dell’Agnello inizia con un’analisi del momento e con i ringraziamenti:

“Due aspetti da sottolineare: per noi era difficile perché dopo la vittoria di Reggio Emilia c’era stata la sconfitta casalinga con Varese con tutto ciò che ne è derivato. Abbiamo avvertito una pressione spropositata ed abbiamo avuto difficoltà al tiro. Un ringraziamento particolare, però, va al pubblico ed a tutto l’ambiente. Ci ha incoraggiato ed ha avuto pazienza nell’attenderci dopo il riposo e ci ha consentito di recuperare con tranquillità ed il giusto supporto”.

Coach Dell’Agnello prosegue nell’esaltazione della serata con la soddisfazione derivante da una vittoria acciuffata nell’ultimo quarto e che quando la squadra era sotto di diciotto sembrava molto difficile.

“Stasera è stata una bella storia di sport – ha proseguito il coach Dell’Agnello – quando non riesci a tesorizzare le azioni di gioco, sei sotto e usi il raziocinio puoi sempre sperare di recuperare come avvenuto alla nostra squadra, soprattutto con la fiducia di tutto l’ambiente e le componenti”.

Un plauso a Bostic e Cefarelli 

Dell’Agnello non ama parlare dei singoli ma questa sera ha una menzione particolare per due atleti che si stanno sacrificando per la squadra fornendo un apporto che va al di la dell’aspetto sportivo

“Bostic e Cefarelli hanno problemi fisici e dovrebbero stare fermi. Ma si allenano con grande professionalità, dedizione e spirito di sacrificio, consentendo complete sedute di allenamento e facendosi trovare pronti ogni qual volta ce ne sia la necessità Per Bostic inutile aggiungere altro alla prestazione fornita in campo. Dario (Cefarelli), nonostante il suo scarso utilizzo, dimostra tutta la sua disponibilità per il bene della squadra”.

Esame della gara

“Sembrerà un’assurdità ma la squadra ha giocato bene – ha proseguito il coach – solamente che non ha finalizzato e le percentuali sono state disastrose. Ad  inizio gara la nostra percentuale ai liberi era di 0 su 6 che non abbisogna di ulteriori spiegazioni e approfondimenti. Ma il campo ha dimostrato il carattere e la coesione del gruppo”.

“Cremona aveva in squadra una variabile impazzita come Johnson-Odom che ha segnato canestri che non possono essere addebitati ad una cattiva difesa ma alla bravura del giocatore. Canestri realizzati in fadeaway, cioè tiri in allontanamento che sono praticamente immarcabili”.

”E’ indubbio che la squadra avesse un eccessivo nervosismo che non trova spiegazione nè nella classifica né nel cammino in campionato. Per questo bisogna giocare senza paura e timore per qualche errore. Oggi è andata bene ma ogni gara è una storia a sé”.

Una menzione particolare per Putney

“E’ vero è stato brillante in alcune circostanze ma non è ancora abituato al nostro basket e molte volte non riesce ad adattarsi agli schemi di gioco, frutto del suo passato in D league”.

 Poche battute di Paolo Lepore, tecnico della Vanoli Cremona.

“Abbiamo fatto un ottima prestazione ma abbiamo perso l’inerzia della gara, subendo 33 punti nell’ultima frazione. Siamo stati costretti a mutare molte volte assetto nel corso della stagione e non per nostra scelta. Oggi ha esordito Johnson-Odom, che pur avendo offerto una grande prestazione, non è ancora perfettamente inserito negli schemi della squadra.

Ma siamo convinti di essere sulla strada giusta e possiamo sperare nella salvezza”.

DELL’AGNELLO STANCO MA SODDISFATTO PER I DUE PUNTI E PER L’APPORTO FORNITO DAL PUBBLICO: UNA VITTORIA DI TUTTI was last modified: febbraio 6th, 2017 by Walter Magliocca
6 febbraio 2017 0 commenti
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