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Autore

Walter Magliocca

dell'agnello
BasketIn primo pianoSport

DELL’AGNELLO DELUSO PER IL RISULTATO MA SODDISFATTO DELLA PRESTAZIONE. SACRIPANTI GONGOLA E SI GODE L’ALTA CALSSIFICA

scritto da Walter Magliocca

dell’agnello

Dell’Agnello deluso solo per il risultato. Ma il suo viso non riesce a celare un malcontento non espresso

Il derby ha rispettato le aspettative. Atmosfera tesa per l’incontro, amicale nei confronti degli ex. Ma nel vedere l’espressione di Sandro Dell’Agnello si capisce che esiste qualche problema che va oltre l’aspetto tecnico. Avvalorato e, se del caso, rafforzato dalla divergenza con l’addetto stampa nonché segretario generale, Carlo Giannoni, in riferimento ai risultati raggiunti dalla Juvecaserta dal 1992, ultimo anno in bianconero dell’attuale coach, fino ad oggi.

 “Siamo soddisfatti della prestazione e della reazione dei giocatori – ha esordito Sandro Dell’Agnello – ma delusi dal risultato. Ai punti avremmo certamente meritato la vittoria. Ma più di quanto fatto stasera non potevamo al cospetto di una signora squadra quale Avellino. Analizzando il roster non esiste alcun termine di paragone. Ma, dopo la prestazione di Brindisi i giocatori hanno dato una prova di coesione e determinazione”.

Analisi dell’incontro

“Le cinque palle perse nell’ultimo quarto hanno fatto la differenza, oltre due giocate chirurgiche da parte di Avellino – ha proseguito il tecnico casertano – C’è molto rammarico per la sconfitta di oggi. Peccato. Ma sono soddisfatto di come è stata affrontata la partita. La reazione che mi aspettavo dopo la disfatta di Brindisi. Ritengo che questa sia una risposta pubblica di come la squadra teneva a vincere la sfida con Avellino. Con questa prestazione saremmo riusciti a sconfiggere almeno dodici squadre del campionato. Ma Avellino fa parte del gruppo delle più forti. Il rammarico maggiore è per la gara interna persa con Pesaro, non certo per la sconfitta odierna”.

 Sulla prossima gara a Sassari in anticipo domenicale alle 12,00

“Il morale non sarà esaltante. Ma dobbiamo partire e prendere quanto di buono espresso nella gara di oggi”.

Sulle final eight un Dell’Agnello con poca fiducia

“La classifica dice che possiamo ancora cullare il sogno di terminare il girone di andata fra le prime otto. Tutto passa per la difficile trasferta di Sassari. In caso di sconfitta dovremmo aspettare i risultati provenienti dagli altri campi. Ma non saraà un dramma se non dovessimo centrare questo obiettivo”.

Le condizioni degli infortunati e il nuovo arrivato Diawara

“Su Czyz – continua Dell’Agnello –  un mese fa, lo staff medico aveva previsto un percorso terapeutico che purtroppo non ha dato i risultati sperati. Ora attenderemo la sosta alla fine del girone di andata e prenderemo delle decisioni. Bostic, invece, speriamo di recuperarlo per la trasferta di Reggio Emilia. Diawara si fermerà fino a giovedì per consentire allenamenti completi. Con due elementi in meno si soffre sia in settimana che in partita”.

Sacripanti è stato il primo ad entrare in sala stampa. Soddisfazione per risultato e classifica

“Bellissima atmosfera degna di un derby. I tifosi sono stati eccezionali. Calore ed entusiasmo. Giocare in questo palazzetto è sempre un’emozione e vederlo pieno fa bene al basket e noi, felici protagonisti di questo evento. Come prima cosa faccio i complimenti ai miei giocatori, soprattutto ai nuovi che non rano abituati a giocare in simili condizioni ambientali. Siamo andati sotto di 11 e siamo stati bravi a chiudere il prima quarto sotto solo di un punto. Il secondo e terzo quarto sono stati equilibrati. Mentre nell’ultima frazione abbiamo fatto le scelte giuste e nonostante l’uscita di Ragland abbiamo attuato uno schama con post basso a tre per liberare Thomas. La difea è stata molto buona. Per noi sono due punti importanti per consentirci di stazionare tra le prime quattro”.

Continua l’ex coach. “E’ stato molto importante, per alcuni nostri giocatori, vivere una partita di alto contenuto sia dal punto di vista emotivo che tattico. L’unico errore che posso imputare ai miei è che, in alcuni frangenti, hanno fatto delle giocate dettate dall’entusiasmo, mentre quando abbiamo avuto pazienza siamo riusciti a mettere in difficoltà un’ottima Juvecaserta”.

Un saluto per tutti: “Auguri di buon anno a tutti i tifosi di Caserta ed Avellino e per tutti voi”.  

DELL’AGNELLO DELUSO PER IL RISULTATO MA SODDISFATTO DELLA PRESTAZIONE. SACRIPANTI GONGOLA E SI GODE L’ALTA CALSSIFICA was last modified: gennaio 3rd, 2017 by Walter Magliocca
2 gennaio 2017 0 commenti
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Juvecaserta
BasketIn primo pianoSport

JUVECASERTA IN CAMPO IL PRIMO DELL’ANNO. IL DERBY VA AD AVELLINO 82 – 86 DOPO UNA GARA AVVINCENTE. FINAL EIGHT SI ALLONTANANO

scritto da Walter Magliocca

juvecaserta

Un derby con … fuochi d’artificio. La Juvecaserta scende in campo ad inizio 2017 nell’anticipo serale dinanzi le telecamere di Sky.

Anno nuovo …. con tutto quello che ne consegue. Predominanza regionale (la società casertana ha invitato i membri del consiglio della Campania con il presidente De Luca) e obiettivo final eight. Oltre, naturalmente, invertire il trend delle ultime gare costellate da tre sconfitte consecutive e riprendere il cammino positivo intrapreso ad inizio di stagione.

Ex di lusso con Avellino: Sacripanti ed Oldoini legati a doppio filo con la terra casertana e la squadra di casa. Applauditi al loro ingresso in campo.

 Dell’Agnello deve fare a meno di Bostic e praticamente di Czyz.

Larga rappresentanza di tifosi irpini con il settore ospiti completamente pieno e stato d’allerta per le forze dell’ordine.

Inno di Mameli riprodotto dal vivo … per impatto televisivo.

Ore 20,45 palla a due. Primo quarto 25 – 22

Tutto pronto per il primo …. brindisi (ogni riferimento all’ultima sconfitta è casuale) dell’anno. Due punti difficili ma fondamentali.

Sandro Dell’Agnello schiera un quintetto formato da Sosa, Giuri, Gaddefors, Putney e Watt.

Primo canestro di Watt che apre le ostilità. Dalle prime battute la gara non tradisce le attese: grinta e agonismo. Dopo un minuto e 10’’ 5 – 2 e cinque punti del lungo casertano. La partenza di Caserta è aggressiva con Watt protagonista in attacco e in difesa. A 7’ e 06’’ 9 – 2 (sette di Watt e due di Sosa). Sacrpanti blocca con un time out. Siamo appena alle battute iniziali. A metà tempo il tabellone segna 14 – 5 su bomba di Gaddefors, a cui replica Sosa,  Ragland , di nuovo Gaddefors e Leunen: 20 – 11 a 3’ e 22’’. Festa delle bombe. L’asse Sosa – Watt funziona  ma Avellino è squadra di rango: 23 – 16 a 1’ 50’’. Con la terza bomba di Ragland ospiti a – 3. Ma Cinciarini risponde con pari moneta.  La frazione avvincente  si chiude sul 25 – 22.  

Secondo quarto 43 – 48

Dell’Agnello subito Jackson su Ragland, che inizia con una bomba siderale, la vera arma di Avellino. In panca Sosa e Giuri. Caserta inizia a forzare le soluzioni offensive e Avellino raggiunge il primo vantaggio 25 – 27 a 7’53’’. Ma Cinciarini da tre  ristabilisce le distanze. La gara diventa avvincente.  A 7’ 30 – 29. I lupi iniziano a mordere e Ragland è in grande serata. Ennesima bomba (e sono 4 con metà dei punti dei suoi) a 6’ e 07’’ 30 – 34. Anche Zerini, per Avellino, partecipa alla festa da tre e ospiti con il massimo vantaggio, 30 – 37. A metà della frazione, 4’ 27’’, punteggio sul 34 – 37. Fase con errori da ambo le parti. Schiacciate di Fesenko e Watt. Schermaglie e tecnico a Fesenko. La gara si infiamma a 1’ e 11’ sul 39 a 43.  Bomba di Gaddefors. Partita avvincente e combattuta. Bella da vedere. A 22’’ 43 – 45. Sulla bomba della sorpresa Zerini, si va al riposo sul 43 – 48.

 Terza frazione 66 pari

Rimessa Juvecaserta e canestro di Watt, come inizio gara. Fase contrassegnata dalla supremazia delle difese. A 7’ 07’’, 47 – 50. Ennesima schiacciata di Watt e padroni di casa a – 1: 49 – 50. Caserta si perde sugli errori banali di Sosa e su amnesie difensive. Leunen lasciato libero piazza un tiro da tre e a 5’ 43’’ il punteggio è 49 – 55. Cinciarini da tre riporta sotto la Juvecaserta 52 a 55. Mancano 4 minuti alla fine della frazione. Contropiede di Putney e suoi primi punti. 56 – 55. Dopo tiro da tre di Green, Putney si ripete in schiacciata. Parità a 58. Fasi molto agonistica. Stoppata di Putney e contropiede di Cinciarini. Il palamaggiò si infiamma. A 2’04’’, 60 – 58. Ma Avellino dimostra il suo valore. Da tre Thomas. Sosa prima in sottomano e poi due liberi. 64 – 61, a 1’ e 10’’. Il tempo si chiude su canestro di Thomas e sul punteggio di 66 pari.

Ultima frazione e partita che si chiude sull’ 82 – 86

Gara in parità per gli ultimi dieci minuti che si preannunciano al cardiopalmo. Subito Zerini per Avellino da tre (sono tre per lui) e Putney, sul fronte opposto, sbaglia entrambi i liberi. 66 – 69. Terzo fallo di Giuri e Fesenko, tornato in campo dopo le schermagli con Watt, realizza un libero. Juvecaserta che incontra difficoltà nella manovra offensiva. Fesenko fa la differenza e Avellino ingrana la quarta + 8. A 7’49’’ 66 – 74. La gara diventa in salita. Soluzioni fozate in attacco. Putney e Watt avvicinano Caserta. 70 – 74. Ma è ancora la fisicità di Fesenko (2 m e 14)  a fare la differenza sotto canestro. Avellino cesella punto su punto. E Caserta si affida alla bomba di Giuri che poi commette il quarto fallo.  A 3’ 30’’ 73 – 75. Quinto fallo di Ragland e due liberi di Watt.. Parità a 75. Sosa a tabellone e Caserta va sul + 2.

Ultimi due minuti. Caserta raggiunge il bonus falli Avellino impatta. Errore di Giuri e Green da otto metri. 77 – 80 a 56’’. Avellino e Sacripanti hanno maggiore abitudine a gestire gli ultimi secondi. A 34 ‘’ palla in mano ai casertani e fallo su Watt.  Un libero e subito verdi in lunetta: 78 – 82. Green ruba palla a Giuri e derby ad Avellino. 82 – 86 il finale.

Tabellini

PASTA REGGIA JUVECASERTA  82

Sosa 23 (5/11, 2/7), Cinciarini 9 (3/4, 1/4), Ventrone, Putney 6 (3/7), Gaddefors 9 (0/1, 3/3), Jackson 2 (1/1,0/1), Giuri 8 (1/3, 2/4), Bostic, Cefarelli, Metreveli, Czyz, Watt 25 (8/12), Da 2 21/39 – da 3 8/20

All. Dell’Agnello

SIDIGAS AVELLINO 86

Zerini 9 (0/0, 3/5), Ragland 17 (2/5, 4/10), Green 9 (0/0,3/6) , Esposito, Leunen 19 (1/2, 3/6), Cusin 2, Severini, Randolph 4 (1/4, 0/3), Obasohan 2, Fesenko 10 (4/7), Thomas 14 (4/10, 2/4), Parlato Da 2 13/29 – da 3 15/36

All. Sacripanti

Arbitri

Sabetta Enrico, Baldini Lorenzo, Borgioni Denny

 

 

 

 

 

JUVECASERTA IN CAMPO IL PRIMO DELL’ANNO. IL DERBY VA AD AVELLINO 82 – 86 DOPO UNA GARA AVVINCENTE. FINAL EIGHT SI ALLONTANANO was last modified: gennaio 2nd, 2017 by Walter Magliocca
1 gennaio 2017 0 commenti
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juvecaserta
BasketIn primo pianoSport

JUVECASERTA NAUFRAGA IN MANIERA VERGOGNOSA A BRINDISI. 100 – 72 IL FINALE. SQUADRA ALLO SBANDO

scritto da Walter Magliocca

juvecaserta

Non poteva esserci una chiusura peggiore dell’anno 2016. Ogni commento della gara appare superfluo e inutile. La Juvecaserta, dopo aver toccato quasi il cielo con la mano cullando il sogno delle final eight, ancora possibili ma con questo quadro della situazione sempre più difficili, sembra in caduta libera.

Juvecaserta: qualcosa si “è rotto” nell’equilibrio società, panchina, giocatori

Al Palapentassuglia la squadra casertana rimedia la quarta sconfitta nelle ultime cinque gare. In terra pugliese la Juvecaserta non è stata mai in partita. Bruttissima prestazione sia di squadra, sia dei singoli che della panchina.  Caserta cede di schianto perdendo tutti i periodi e non opponendo alcuna valida resistenza alla compagine pugliese che questa sera sembrava di un altro pianeta.

Dell’Agnello da l’impressione di aver perso il polso dello spogliatoio. La squadra è stata veramente imbarazzante. Quintetti inediti, frutto delle contingenti  assenze (Bostic) e infortuni (Czyz e Putney) ma anche di messaggi, neanche troppo celati, da parte  del coach casertano a qualcuno che in questo momento non viene identificato.

Prestazione imbarazzante. Scene a cui non si sarebbe mai voluto assistere. Il tabellone alla fine segna 100  a 72. Dopo la partenza e il 6 a 0 iniziale da parte della compagine allenata da Meo Sacchetti, la Juvecaserta è crollata. Primo e ultimo quarto con lo stesso punteggio subito: 29 a 16. Umiliata e dominata in ogni fase di gioco. Parlare dei singoli sarebbe impietoso e non produttivo. Basti pensare che ha cercato di salvarsi il solo Jackson. Questo aspetto la dice lunga.

Dopo i due over time di Venezia lo spogliatoio della Juvecaserta si è spaccato e la festa di Oscar ha peggiorato la situazione

Si ritiene che dopo la sconfitta in laguna, maturata dopo due tempi supplementari, Dell’Agnello ha perso il bandolo della matassa dello spogliatoio. Quello che si temeva ad inizio stagione potrebbe accadere in caso di mancato piazzamento nelle prime otto posizioni alla fine del girone di andata (panchina a rischio). Domenica sera derby con Avellino. Non poteva capitare in un periodo peggiore e, al momento, il divario tra le due compagini appare abissale.

La sconfitta potrebbe sancire anche qualche divorzio. Il coach è il primo indiziato.

Il giemme Gino Guastaferro in sala stampa. Dell’Agnello rimane negli spogliatoi con i giocatori

“Il coach è in riunione con i giocatori. Posso affermare che Caserta non è scesa in campo, mentre Brindisi ha approcciato con il giusto piglio la gara”. A domanda il giemme ribadisce “Uscire sconfitti con un passivo di trenta punti evidenzia che la squadra non è riuscita a entrare in partita. Ma cercheremo di dare il meglio nella gara di domenica prossima nel derby contro Avellino, confidando nell’aiuto e nel supporto dei tifosi”.

JUVECASERTA NAUFRAGA IN MANIERA VERGOGNOSA A BRINDISI. 100 – 72 IL FINALE. SQUADRA ALLO SBANDO was last modified: dicembre 27th, 2016 by Walter Magliocca
27 dicembre 2016 0 commenti
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il napoli
CalcioIn primo piano

IL NAPOLI STECCA LA QUINTA E IMPATTA L’ULTIMA GARA DELLA STAGIONE ALL’ULTIMO RESPIRO

scritto da Walter Magliocca

il napoli

Il Napoli rimedia un pareggio a Firenze. Non riesce a dare l’imprimatur alla sua stagione

E’ sempre il solito Napoli. Dopo quattro vittorie si …. ferma “a metà” della quinta A Firenze era atteso all’esame di maturità. Piazzare il colpo, il quinto di fila per dare un senso alla rincorsa. Fallito.

Immeritatamente. Non  bocciatura completa. Non ha giocato male. Anzi. Il Napoli anche se con qualche difficoltà, dovuta più all’attenzione ed all’agonismo della Fiorentina, ha espresso a tratti un ottimo palleggio e miglior fraseggio. Ma non è riuscito a vincere. Rischiando seriamente di perderla e rimediandola solo all’ultimo respiro.

Ed è proprio quello che si imputa alla squadra di Sarri. La mancanza di personalità. Questa gara fotografa con impietose immagini questa cruda realtà.

Le giocate, come detto, sono miele per gli occhi. Il gioco è, senza tema di smentite, il migliore espresso in questo campionato. Ma, nel cammino del campionato, i punti vengono lasciati sulla strada della consacrazione a compagine di rango. Troppa gioventù porta entusiasmo e vigoria fisica ma non fa rima con esperienza e personalità. E’ questo il nodo degli azzurri. Difficile da essere sciolto. Ma bisogna accettarlo. Il problema sta nelle aspettative. Se si comprende che la realtà è questa, si deve solo godere dello spettacolo che anche a Firenze è stato veramente piacevole. Peccato.

Sarri si lamenta degli errori

Maurizio Sarri, anche nelle interviste del dopo partita, imputa agli errori dei singoli la mancata vittoria. Ma sono gli stessi singoli, con giocate da “prima fila” a consentire di ammirare reti da cineteca. Insigne ed il “folletto” Mertens hanno messo in scena, per l’ennesima volta, lo spettacolo della colomba trovata nel cilindro. L’unica cosa che non si comprende è il perché il rigore è stato fatto calciare da Gabbiadini. Appena entrato, senza stimoli, con il biglietto di sola andata già in tasca. La risposta è la gerarchia dei rigori. E se avesse sbagliato? Il Mister dovrebbe usare maggiore diplomazia. La colpa è di tutti se non c’è continuità di vittorie. Perchè occorrono solo vittorie se si vuole cullare ed inseguire il sogno del secondo posto.

Ora la sosta, le strategie di mercato e la ripresa

Da domani un breve rompete le riga per la festività del Santo Natale. Ghoulamlo rivedremo in campo agli inizi di febbraio così come Koulibaly. Speriamo bene ed incrociamo le dita. Torneranno poco prima della sfida REAL in Champions. Nel frattempo le strategie di mercato. Pavoletti pronto ad essere uffcializzato e poi…  basta. In attesa della ripresa del campionato fissata per il 7 gennaio al San Paolo ore 20,45 con la Sampdoria.

Per ora godiamoci la festa. Auguri di buon Natale. Sperando che il cenone non sia indigesto.

IL NAPOLI STECCA LA QUINTA E IMPATTA L’ULTIMA GARA DELLA STAGIONE ALL’ULTIMO RESPIRO was last modified: dicembre 23rd, 2016 by Walter Magliocca
23 dicembre 2016 0 commenti
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oscar
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OSCAR E BOSCIA: QUATTRO CHIACCHIERE E RACCONTI INEDITI

scritto da Walter Magliocca

oscar

Oscar e Boscia: un incontro amicale e scambio di ricordi 

Come se il tempo non fosse trascorso. Se non per il fatto che il fisico, di entrambi, è stato minato da malattie per fortuna sconfitte … fuori dal campo.

Prima Oscar in un incontro pomeridiano. Nella sala clinic del Palamaggiò, dopo un servizio davanti le telecamere di Sky, si sofferma per salutare, attraverso i mezzi di informazione, il pubblico casertano.

Oscar fiero della cittadinanza onoraria 

“Sono entrato brasiliano ed esco casertano – esordisce Oscar -. Ritornare a Caserta è sempre una grande emozione. Ricordavo molti aspetti e molte strade ma ho trovato la città migliorata. Un unico particolare: ricordavo molto più larga la strada dove abitavo (via Caduti sul lavoro). Sono contento dei riconoscimenti ricevuti e soprattutto della casertanità. Me ne ritorno in Brasile molto soddisfatto, ricordando che sono ritornato per il battesimo della nipotina di Mario Basile”.

Essere stato cacciato da Caserta: una ferita ancora aperta

“Quando venni per l’addio al basket non volevo rovinare la festa con polemiche. Ma ora non ho remore. E’ il momento giusto, Il tempo è galantuomo. Mette a posto tutte le cose, quelle buone e quelle cattive. Perché tutti ricorderete che io da Caserta, daquesta squadra, sono stato cacciato (facendo il classico gesto con la mano). Per colpa di qualcuno che conosco molto bene (chiaro il riferimento a Dell’Agnello, Gentile, Esposito e Marcelletti). Se fosse stato vivo il cavaliere (Giovanni Maggiò) io non sarei mai andato via. Nella finale di Atene io avrei dovuto giocare nel Real e forse Caserta non sarebbe mai arrivata a disputarla. Gli spagnoli mi diedero un contratto di tre anni già sottoscritto dal presidente. Giovanni Maggiò me ne offrì quattro”.

“La squadra, dopo lo scudetto ha iniziato la fase calante e non ha vinto più nulla. E se non fosse stato per Nando (Gentile) che realizzò tre tiri da tre, non avrebbe vinto nemmeno in quella occasione. Sono sicuro, più che sicuro, che quella squadra avrebbe vinto anche con me. Fino ad allora non vincemmo nulla perché i vari Gentile, Esposito erano giovani e facevano Le c….te frutto della loro giovane età. E poi Caserta non era considerata a livello federale. Perdemmo una finale perché io fui espulso per non aver commesso nulla. Gli arbitri fischiavano tutto contro e favorivano le compagini più blasonate, quali Milano e Bologna”.

Arriva Boscia e la chiacchierata si colorisce di aneddoti particolari e battute

“Sono arrivato per salvarti – dice Boscia Tanjevic rivolto ad Oscar – anche in questa occasione. Conobbi Oscar, quale giocatore del Sirio, nella finale di coppa intercontinentale contro il mio Bosna. Era il 1979. Noi avevamo vinto tutto. Ed anche in quella gara fummo avanti nel punteggio fino a quando Oscar non decise di iniziare a segnare da ogni posizione. Piangeva e segnava. Dissi a Giancarlo (Sarti) di prendere quel camion e così venne a Caserta tra la incredulità generale perché nessuna conosceva il brasiliano. In A/2 su sette partite ne perdemmo sei e il presidente voleva tagliare Oscar.. Io dissi di no, dicendogli di cacciare me. Alla fine vincemmo il campionato”.

Con i se e con i ma ….ma

“Se Delibasic non fosse stato colpito dalla malattia, avremmo vinto almeno tre titoli consecutivi. Voi non avete visto il vero giocatore. In quel periodo (precampionato 1983) non era nemmeno al 50% ed era immarcabile. Purtroppo. Nella finale di Milano ci espulsero Oscar e ci vollero far credere che per noi sarebbe stata la stessa cosa. Feci vedere lo score mettendolo sotto il naso di Dan (Peterson) e gli dissi giochiamocela alla pari”.

Boscia è un fiume in piena: “Tato (Lopez) reagì e mi disse: mister non perché mi hanno chiamato tupamaro ma sporco tupamaro”. E giù una risata.

I racconti si susseguono: “non chiedevo un centro americano perché preferivo esterni tiratori e poi mi dissero che Marco (Ricci) era un giovane promettente come un americano”. “Andai dal presidente e gli disse che era impensabile giocare tutto il campionato in trasferta (in quanto in A/1 non si poteva giocare in impianti al di sotto dei 3500 posti. E il Cavaliere mi disse, va bene lo costruisco io. Io lo guardai e lui mi disse: non ti fidi di me?. I lavori iniziarono il 5 agosto e li terminò in quei cento giorni. Era sempre presente sul cantiere”. “Qualunque cosa succedesse, al presidente dicevo che era stato Oscar. Tanto lui era il prediletto. Con lui non prendeva provvedimenti”.

Oscar: ritornerò più spesso

La chiosa di Oscar: “ Preferisco il mio basket, cuore e passione a quello di oggi più atletico e basato solo sul denaro. Ma devo dire che però qualitativamente è tutto migliorato, dalle cure mediche, all’abbigliamento, alle scarpe, il pallone ecc..  Due le cose che non dimenticherò e che porterò sempre con me di quel periodo, la vittoria ai giochi Panamericani (esibisce l’anello che porta sempre al dito) e la nascita di mio figlio. E’ la gioia più bella che un uomo possa provare. Grazie Caserta. Ora, penso, ritornerò più spesso. Sono casertano”.

Grazie a Voi Oscar e Boscia. Campioni dentro e fuori il parquet. Senza di Voi Caserta non sarebbe mai stata città di basket e l’unica città del sud ad aver vinto il tricolore. Anche se senza di Voi.

A presto.

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OSCAR E BOSCIA: QUATTRO CHIACCHIERE E RACCONTI INEDITI was last modified: gennaio 26th, 2017 by Walter Magliocca
18 dicembre 2016 0 commenti
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DELL’AGNELLO TESO NEL DOPO PARTITA: POCA FESTA NEL SUO VOLTO

scritto da Walter Magliocca

dell’agnello

Dell’Agnello: faccia cupa e nessun sorriso

Sala stampa Mimmo Mingione, nel giorno del quinto anniversario della morte.

La festa è già uno sbiadito ricordo. L’atmosfera è tesa. Tutti si aggirano senza un riferimento.

Ultimo ad arrivare è proprio il coach casertano.

“Abbiamo iniziato bene la gara, con l’approccio giusto. Ma non siamo riusciti a segnare e non abbiamo finalizzato – dice Dell’Agnello -. La seconda parte della gara non è stata alla nostra altezza. Con il passare dei minuti abbiamo perso fiducia ed anche la possibilità di portare a casa il risultato. Forse abbiamo peccato di presunzione, ma non dobbiamo dimenticare i nostri obiettivi. Il fatto di aver raggiunto una buona classifica ci ha un po’ distratti. Il posto occupato non ci compete. Dobbiamo ritrovare la nostra anima operaia. La gara non è stata alla nostra altezza. Siamo usurati. Speriamo di riprenderci presto”.

Non scuse ma attenuanti

Non cerca scuse Sandro Dell’Agnello, visibilmente contrariato e con la consueta schiettezza afferma: “La responsabilità è mia. Sono io l’allenatore ed io mi devo assumere le responsabilità. Il nostro deficit attuale è sia fisico che mentale Abbiamo delle difficoltà nelle rotazioni in partita e ovviamente in allenamento per gli infortuni di Czyz, da un mese in difficoltà e per ultimo di Bostic”.

“Bostic ha subito una recidivante – precisa Dell’Agnello – Di solito è sempre peggio del primo infortunio. Spero di sbagliarmi. Bostic è molto importante nell’economia del nostro gioco. A dicembre non siamo ancora rodati e la qualità non è ancora al top. Perdere elementi fondamentali nel gioco non è positivo. Una sconfitta che brucia. Ma Pesaro ha stravolto tutte le percentuali. Ha tirato con il 45 % da tre, mentre fino ad oggi è stata la squadra che ha tirato peggio. Abbiamo cambiato difesa su tutti blocchi. A Cantù è andata bene, mentre oggi il risultato ci ha penalizzato”.

La festa e la distrazione 

Sulla festa che non lo ha visto protagonista per antichi dissapori: “Meglio non parlarne” visibilmente contrariato. 

E come dargli torto?

Di umore opposto Piero Bucchi

 “Era una partita difficile soprattutto in termini di motivazioni. Dopo la sconfitta di domenica scorsa non era facile infondere fiducia nei giocatori che sono stati bravi ad invertire la rotta e credere nel risultato. Ora dobbiamo espugnare … L’adriatic Arena”. Jasaits ha dato un contributo fondamentale. Abbiamo usato diverse volte la difesa a zona. Non è inusuale il suo utilizzo”.

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Il primo ad arrivare in sala stampa è stato Boscia Tanjevic. Più un’occasione per salutare i vecchi amici che per ragioni tecniche. Però due battute sulla partita “Non si possono vincere tutte le partite. Il campionato di Caserta finora è più che positivo. Adesso vado a fumare una sigaretta”.

Alla mia osservazione, Boscia risponde “sempre. Non ho mai smesso. Finirò la mia vita con la sigaretta tra le dita”. E giù una sirata.

Almeno qualcuno ha riso.

Il tabellino

PASTA REGGIA JUVECASERTA  

Sosa 30 (7/12, 3/10), Cinciarini 14 (1/3, 2/3), Putney 10 (5/6, 0/4), Gaddefors, Jackson, Giuri 5 (1/4, 1/4), Bostic 5 (0/1, 1/2), Cefarelli, Metreveli, Czyz, Watt 18 (6/10, 1/3), Iavazzi Da 2 20/38 – da 3 8/26

All. Dell’Agnello

CONSULTINVEST PESARO

Fields 13, Gazzotti 2, Cassese , Thornton 19, Jasaitis 8, Ceron 2, Bocconcelli, Jones 24, Serpilli, Nnoko 6, Zavackas 5, Harrow 8 Da 2 23/46 – da 3 8/18

All. Bucchi

Arbitri

Mazzoni Manuel, Biggi Maurizio, Bartoli Mark

Spettatori 3528 per un icasso di € 38.753,00

 

DELL’AGNELLO TESO NEL DOPO PARTITA: POCA FESTA NEL SUO VOLTO was last modified: gennaio 26th, 2017 by Walter Magliocca
18 dicembre 2016 0 commenti
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JUVECASERTA PRIMA SCONFITTA CASALINGA DEL CAMPIONATO. OSCAR DISTRAE. LA FESTA E’ A META’

scritto da Walter Magliocca

Juvecaserta in campo alle ore 12, ma c’è OSCAR: il più grande. …….. e anche Boscia

Una giornata speciale. C’è la partita della Juvecaserta. Ma questa volta, nonostante la gara di campionato, e poi contro Pesaro, nonostante il piazzamento in classifica, nonostante le final eight alle porte, il pensiero è dedicato al lui. Luci soffuse, emozione “ a fette” . I cori della curva Ancilotto. A cantare i ragazzi che non hanno  mai visto giocare il campione brasiliano e forse, anzi senza forse, non erano neanhe nati.

Il più grande giocatore che abbia calcato il parquet del Palamaggiò, che è “uno di noi”, che porta e ricorda Caserta nel suo cuore e non solo. Oscar è un sentimentale. Le lacrime a testimoniare l’emozione e la gioia. E’ stato inserito nella Basketball Hall of Fame al cospetto dei più grandi, nonostante, per sua scelta, non vi abbia giocato con e contro. Ma lo avrebbe potuto fare e lo ha dimostrato, ma per cuore non lo ha fatto. Altri tempi. Altri uomini. Oggi a Caserta altri trofei, altre onorificenze. Si sono scomodati i vertici della pallacanestro italiana, le personalità cittadine e non, le televisioni. Ma anche in questa occasione  per Lui conta il cuore, il sentimento: l’affetto e l’abbraccio ideale del “suo” pubblico. Caserta  lo ama e Lui ama Caserta. “Oggi posso dire di essere casertano al cento per cento”.

Ma le sorprese non finiscono. A testimonianza dell’affetto e del legame di quegli anni anche Boscia Tanjevic venuto per salutare il giocatore che lui scelse. “Portami quel camion. Quel camion ero io” ha detto Oscar al centro del parquet nel salutare il pubblico casertano. E non poteva mancare il presidente dello scudetto Gianfranco Maggiò. “Un ricordo per mio padre che ha realizzato questo palcoscenico. Un grazie a Boscia che ha consentito la venuta a Caserta di Oscar e che ha rappresentato per Caserta quello che Maradona + stato per Napoli”. E ovviamente il saluto dell’attuale padrone di casa, il presidente Lello Iavazzi, schivo e discreto come al solito. Solo il saluto e la consegna della maglia griffata con gli sponsor che hanno caratterizzato i suoi otto anni a Caserta.

Juvecaserta contro Pesaro: sfida storica e sentita

Ma si deve anche giocare. La squadra ha avvertito l’atmosfera di festa. Oscar, il Natale. Ma niente regali a Pesaro.

Sandro Dell’Agnello, il grande escluso dai festeggiamenti, colpevole del “gran rifiuto” mai dimenticato,  non modifica il quintetto, con maglia dedicata all’occasione e solo per questa gara. 

Sosa, Bostic, Gaddefors, Putney e Watt per avere ragione di Pesaro.

Inizio incerto e primo canestro di Jones per Pesaro. Caserta non riesce a trovare geometrie offensive ma è attenta in difesa. Sosa sbaglia una facile schiacciata dopo aver recuperato un pallone a metà campo. Punteggio basso. A 6’ il tabellone segna ancora 2 a 4. Percentuali al tiro bassissime. Putney ruba l’ennesimo pallone e va schiacciare a 5’ e 30’’. Pari 4. L’unico è Putney che cerca di dare una scossa ai suoi. Prima “bomba”  di Watt a 4’ e seguente schiacciata di Putney a 3’ e 38’’ 9 a 6. Il Palamaggiò si infiamma dopo la sfiducia iniziale.  A 2’ e 37’’ prima sostituzione, Giuri per Bostic. Punteggio sull’11 a 6. Continuano gli errori al tiro. Ma il tempo si chiude con il punteggio sul 15 a 10. Falli di squadra 3 Caserta e 2 Pesaro.  Brutta frazione deficitaria soprattutto per gli attacchi.

Secondo quarto 36 pari

Stesso  trend. La Juvecaserta non c’è. Gioco farraginoso e banali errori al tiro. Watt tiene la squadra a galla che, per fortuna, in difesa regge l’impatto pesarese.  A 6’ e 59’’, sempre Watt, con un’azione da tre, con libero supplementare, porta  Caserta sul 21 a 19. Recupero difensivo e contropiede vincente di Sosa. 23 a 19. Ma gli errori si susseguono. Solo Watt e rimessa. A 5’ e 13’’ su tiro da tre di Thornton, il tabellone segna 23 a 24. La squadra non riesce a trovare il bandolo. Continua il momento poco felice. Si teme che il clima festoso possa incidere negativamente.

 Massimo vantaggio Pesaro a 3’ 30’’ 23 a 28. Bostic da tre e due liberi di Cinciarini con due punti di Nnoko portano i padroni di casa a meno 1, 28 a 29. Ma sempre Nnoko da tre ristabilisce le distanze. Si entra negli ultimi due minuti con due liberi di Bostic: 30 a 32. Pari di Watt con bella azione in velocità, l’arma mancante della Caserta di oggi, su assist di Sosa. Si prosegue con alternanza regolare. Il tempo si chiude sul 36 pari.

Nell’intervallo ancora festa: cittadinanza onoraria a Oscar

Al termine del tempo ancora festa: il presidente di lega consegna a Oscar una targa ricordo. Poi il vicepresidente fip Gaetano La Guardia consegna la Italia basket Hall of fame. E per finire il sindaco, Carlo Marino, con fascia tricolore, consegna a Oscar la cittadinanza onoraria del comune di Caserta e targa commemorativa a sancire il legame con la città della Reggia. Casertano a tutti gli effetti, non  solo d’adozione.

 Terza frazione 62 – 56

Putney inizia e poi Giuri da tre, dall’angolo sotto la tribuna pasta reggia. A 7’ e 43’’ 41 a 38. Ma comunque la giornata non è delle migliori e si prosegue sulla falsa riga torinese. Pesaro è di nuovo vanti su una bomba di Fields, 41 a 43, cui risponde Sosa, che bissa e a 5’ e 58’’ il punteggio è di 47 a 43. Ancora Sosa recupera in difesa e va a schiacciare. A 4 e 46’’ grande assist di Sosa che “no look” da un pallone a Putney al centro dell’area che vale da solo il prezzo del biglietto, 51 a 42. Ma Thornton prima da tre e poi da due smorza gli entusiasmi casertani: 51 a 48 a 3’ e 54’’. E’ sempre Thornton l’anima di Pesaro. A 2’ e 20’’ 51 a 52. Ma Cinciarini termina un’azione da 4 punti e Caserta di nuovo avanti 55 a 52. Frazione che si chiude sul punteggio di 62 a 56.

Ultima frazione 82 – 87

Harrow per Pesaro apre da tre e Sosa sbaglia un libeo. 63 a 59. Putney in alley opp di Giuri strappa gli applausi del pubblico. Ma Caserta non riesce a dare continuità ed a strappare la gara e Pesaro con Thornton resta sempre con il fiato sul collo. 65 a 63 a 7’33’’. 67 a 65 a 7’. Cinciarini commette il quarto fallo personale di squadra e Thornton castiga da tre. Giuri in sottomano ristabilisce le distanze: 71 a 68 5’ e 7’’. La Juvecaserta raggiunge i cinque falli di squadra e continua a sbagliare in attacco. Pesaro ne approfitta con Thornton e Jones.  

Si entra negli ultimi quattro minuti con il punteggio sul 71 a 72. Sosa inizia a forzare e la situazione falli, con il terzo di Watt, diventa pesante. 71 a 73. Manovra senza sbocco e giocatori in bambola. Watt commette anche il quarto fallo. A 3’ e 08’’, 71 a 75. Bomba di Cinciarini 74 a 75. Ma Jiasatis replica. Mancano due minuti. Nervosismo in campo e Pesaro sempre più bestia nera. A 1’ e 41’’ palla a Pesaro sul 74 aa 78 e bomba di Jasaitis. Ospiti sul + 7 espettro della prima sconfitta casalinga. Che dopo un canestro di Sosa si materializza su quinto fallo di Watt. A 24’’ 78 a 83. E’ finita. La Juvecaserta segna il passo. Giocatori distratti: la festa non è completa. Finisce 82 a 87. Prima sconfitta e mancato pass per le final eight.

JUVECASERTA PRIMA SCONFITTA CASALINGA DEL CAMPIONATO. OSCAR DISTRAE. LA FESTA E’ A META’ was last modified: dicembre 18th, 2016 by Walter Magliocca
18 dicembre 2016 0 commenti
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BasketIn primo pianoSport

 OSCAR DAY: TUTTO PRONTO PER IL RITORNO DEL CAMPIONE AL PALAMAGGIO’

scritto da Walter Magliocca

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Oscar day. Domani al Palamaggiò i casertani potranno riabbracciare il proprio idolo

In città non si parla d’altro. Dopo il Panathlon, il battesimo, tutto è pronto per il ritorno “a casa” del campione. La sua casa è il Palamaggiò, costruito in soli cento giorni dal cavaliere Giovanni, per far ammirare agli sportivi casertani le gesta del campione. In pratica per lui. Perché il basket a Caserta, nonostante tutto, si identifica con lui.

Oscar: vero simbolo del basket casertano

I ragazzi si sono avvicinati alla palla a spicchi grazie a quel fatidico addio al basket giocato del 2003. Da allora Oscar non ha più rimesso più piede su quel parquet che lo ha visto protagonista in otto stagioni. E’ mancato solo il sigillo del tricolore. Ma per noi casertani, in pratica, è come se lo scudetto lo avesse vinto anche lui. In effetti, pur essendo orgogliosi di aver raggiunto un traguardo che difficilmente potrà essere nuovamente superato, averlo raggiunto senza di lui non è stata la stessa cosa. L’altare dello scudetto e l’amore per “o rey do triple”. Ed è per questo che l’amore per il campione brasiliano è stato collocato in una “teca”, custodito come un oggetto rarissimo e curato con attenzione. Oscar è Oscar. Oscar è il basket. Oscar è Caserta. Per questo menzionata anche ai giochi di Rio.

Si prevede il pienone al Palamaggiò solo per “o Rey”

Molti giovani che non hanno mai visto giocare Oscar andranno al Palamaggiò per vederlo, almeno una volta, dal vivo. Ne hanno sentito parlare, hanno ascoltato i racconti, hanno visto le immagini. Ora potranno vederlo in carne ed ossa. Esiste, si esiste. Il racconto si, ma nel vederlo potranno capire l’affetto che lega il tifoso (quello vero) ad Oscar ed Oscar al tifoso. Non passerelle per pochi intimi, gelosie (perché a te si, perché non io). L’abbraccio disinteressato, passionale del popolo del basket al campione osannato, ammirato, rispettato.

Il vero tifo ha preparato una grande accoglienza

Ed il vero tifo, i tifosi veri, quelli scevri dall’apparire ma solo concentrati sull’essere tifosi. Ripetiamo, la maggior parte di loro non conosce Oscar ma sta preparando un’accoglienza degna di un re. O rey do triple. Quello che ha fatto sognare una generazione di appassionati. Ha fatto credere che con l’impegno, la passione, il cuore ce la si può fare. Perché Oscar non ha vinto lo scudetto, la ma lo scudetto per noi casertani è LUI.

Dicevamo l’organizzazione. Oggi le prove generali sul parquet. Tutti a prepararsi alle passerelle, ad accaparrarsi un invito per la serata. Ma la festa si farà al Palamaggiò. Per tutti. Organizzata dai tifosi. Vera anima della squadra. Immaginate solo per un attimo vedere una partita senza il tifo organizzato. Un vero squallore. Ed ora loro, i tifosi che non lo hanno visto giocare dal vivo, ma solo nei filmati ed attraverso i racconti dei diversamente giovani, hanno organizzato un’accoglienza, un tributo al grande campione che ritorna sul parquet più amato, dopo quello della sua terra. 

Il giusto tributo

E Oscar saprà apprezzare. E’ un sentimentale. “non sarei mai andato via da Caserta”. Ma lo sport, come la vita a volte è crudele. “Giancarlo prendimi quel brasiliano che piange e segna”. E’ storia nota a tutti. Boscia che chiede a Giancarlo Sarti di portare nella Juvecaserta il campione brasiliano conosciuto in una finale di coppa intercontinentale del 1979 tra Bosna Sarajevo (allenata da Boscia) e Sirio, in cui giocava Oscar. E in quell’occasione Oscar vinse. Si in pratica vinse da solo e il tecnico, altro personaggio fondamentale nella crescita del basket casertano, lo volle con sé.

La festa prima di affrontare un’avversaria storica. Ultima ad aver visto Oscar con la maglia bianconera

Domani sarà festa, la giusta festa, il giusto tributo al ritorno del campione. Ma dopo si giocherà contro Pesaro, la squadra contro cui Oscar ha giocato l’ultima gara con la canotta della Juvecaserta.

E allora che sia una festa completa. Bentornato al campione e vittoria sul campo. 

 OSCAR DAY: TUTTO PRONTO PER IL RITORNO DEL CAMPIONE AL PALAMAGGIO’ was last modified: dicembre 18th, 2016 by Walter Magliocca
17 dicembre 2016 0 commenti
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AttualitàIn primo pianoMusica

EDOARDO BENNATO CONCERTO PER TELETHON TRA MUSICA ROCK, ATTUALITA’, PROTESTA E TEMI SOCIALI

scritto da Walter Magliocca

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Edoardo Bennato: grande performance al Comunale di Caserta

Edoardo Bennato ha deliziato la platea del Comunale di Caserta, pochi giovani, inaugurando la rassegna di eventi denominata “Natale di Gusto” organizzata dal Comune di Caserta e Camera di commercio con la partnership di alcuni sponsor. E’ il solito Bennato che, nonostante l’età, mantiene il palco e soprattutto le ….. idee, il modo di cantare. Mette in mostra un rock eversivo contro le fazioni politiche, condito da temi attuali e di protesta contro un sistema che non è assolutamente mutato se le sue canzoni, di quasi trent’anni, sono più che attuali.

Miscellanea di canzoni tratte dal nuovo album “Pronti a salpare” e dal  vecchio ma sempre attuale “burattino senza fili”

La maggior parte dei vecchi successi sono tratti dall’album “burattino senza fili”, pubblicato nel 1977, trasformato in un musical prodotto dal Teatro Brancaccio di Roma per la regia di Maurizio Colombi, con una morale diversa da Collodi: se segui le regole, ti ritroverai legato da mille fili, come un burattino nelle mani del potere. Con un paio di inediti, intitolati ”Lucignolo” e ”Al diavolo il grillo parlante”. Ripete, così, la positiva esperienza di nove anni fa per aver trasformato  ”Sono solo canzonette” nel musical ”Peter Pan”.

Altri “pezzi” sono stati tratti dal nuovo disco «Pronti a salpare», prodotto da Brando (già lavorato con Emma e Nesli), venduto dopo il concerto, sempre per Telethon. Brano vincitore della XIV edizione del premio Amnesty International Italia, indetto da Amnesty International Italia e dall’associazione culturale Voci per la Libertà, migliore brano sui diritti umani. Il titolo scelto è facilmente comprensibile, ma si presta alla doppia interpretazione, come spiegato nel corso del concerto. Non solo decine di migliaia, centinaia di migliaia di disperati in cerca di nuove vie per scampare alle guerre, alla fame, alla miseria dirigendosi verso il conclamato benessere del mondo cosiddetto occidentale. Pronti a tutto, pronti a … salpare Ma anche tutti quanti noi dovremmo essere pronti a salpare guardando l’evolversi del mondo con un altro punto di vista. In pratica non solo gli emigranti ma tutti noi, in questo momento particolare, dovremmo essere pronti a salpare”. Mai dimenticando le proprie radici come alcune canzoni “A Napoli”, “La mia città”. Non tralasciando riferimenti alla vita sociale e dediche a personaggi dello spettacolo come Enzo Tortora e Mia Martini cui è stata dedicata la canzone “La calunnia è un venticello”.

Tutte le canzoni vecchie sempre attuali a testimoniare la lungimiranza e l’attenzione nell’analisi del sociale

Le canzoni: “sono solo canzonette”, “signor censore” “Asia” (1985), “e’ asciut pazz o padron” (dedicata a Maradona), “meno male che adesso non c’è Nerone” e la conclusiva “in prigione”, hanno dimostrato la lungimiranza del cantautore napoletano (oggi settantenne) nell’analizzare e sviscerare i problemi che affliggono la nostra società e soprattutto la città natale (“la più bella città del mondo”) mai dimenticata e sempre presente nei propri testi. Sia nel passato che nel presente,  l’ironia del cantautore flegreo si misura con temi come politica, famiglia, figli, futuro, amore, menzogna, ma senza mai dimenticare le proprie radici. Che emerge nella canzone “Vendo Bagnoli”, oggetto di un progetto mai realizzato di un architetto scozzese ma nato a Napoli, Lamont Young, che già nel  1875 avrebbe voluto trasformare in un polo turistico, stile Venezia,  la zona flegrea di Bagnoli che ancora oggi, incompiuta ed abbandonata, è oggetto solo di mire speculative. E la canzone presente nell’ultimo album “a napoli 55 è la musica”, autobiografica e che mette in evidenza la ricorrenza del numero 55 nella sua vita (è nato a campi flegrei n. 55).

E’ stato accompagnato dalla sua band composta da Giuseppe Scarpato e Gerardo Porcelli alla chitarra, Arduino Lopez al basso e Raffaele Lopez alle tastiere e Roberto Perrone alla batteria.

Un evergreen  che non ha mai tradito la sua idea

Edoardo Bennato ha dimostrato di non avvertire l’incedere degli anni. Due ore ininterrotte di concerto, musica rock and blues irriverente e fondata su temi di attualità.

L’anarchia base fondamentale di un’idea che è la vera essenza della democrazia.

Utopia ieri…. più che mai oggi.

Ma …….. ogni cosa ha il suo prezzo, ma nessuno saprà quanto costa la mia libertà.

Un’idea da  sognare.

E ….  non darti per vinto perché chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle forse è ancora più pazzo di te.

 

EDOARDO BENNATO CONCERTO PER TELETHON TRA MUSICA ROCK, ATTUALITA’, PROTESTA E TEMI SOCIALI was last modified: dicembre 16th, 2016 by Walter Magliocca
16 dicembre 2016 0 commenti
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CulturaIn primo pianoLibri

RACCONTI DA CASERTA: TRADIZIONE, STORIA E ANEDDOTI. UN VERO  ATTO DI AMORE DI ROMANO PICCOLO PER LA PROPRIA CITTA’

scritto da Walter Magliocca

racconti da caserta

Racconti da Caserta: l’ultima fatica letteraria firmata da Romano Piccolo 

 Più che una presentazione, nella sala consiliare del Comune di Caserta, un incontro tra vecchi amici. Ricordi, aneddoti persi nella scatola della memoria di una Caserta che non c’è più e che Romano Piccolo, con questo scritto, ha voluto rinverdire ad alcuni e far conoscere ad altri. Radici di una tradizione cittadina. Per meglio conoscere e vivere il presente, ma soprattutto per protendersi verso un futuro che deve trovare forza, profondità e consistenza dalla conoscenza delle tradizioni, rinsaldando il legame con la propria terra.

Alcuni “racconti” letti dall’attore Pierluigi Tortora

Enzo Battarra, giornalista e critico d’arte, coadiuvato da Umberto Sarnelli, ha presentato quest’ultima fatica letteraria di Romano Piccolo, che ha in copertina la splendida immagine di una cartolina della prima metà del secolo scorso raffigurante piazza Margherita e corso Trieste. L’attore Pierluigi Tortora ha deliziato i presenti con la lettura di qualche tratto dei ricordi casertani, con “cuore ed amore”, come ha evidenziato Enzo Battarra.

Preambolo e senso dei racconti da Caserta 

“Racconti da Caserta …. Persone, luoghi, avvenimenti e curiosità dal dopoguerra ad oggi. ….. ho raccolto in questo libro il mio amore per la città dove son cresciuto. La Caserta di cui parlo io è quella semplice, della gente che l’ha abitata e dei cambiamenti che ha vissuto per oltre la metà del XX secolo e fino ai giorni nostri”.

E’ la parte iniziale e finale del preambolo dell’autore che spiega e da un senso allo scritto edito dalla società “L’Aperia”. 

Dicevamo racconti, aneddoti in cui immergersi, leggendo ad occhi chiusi e ritrovarsi nel tempo di quella Caserta che fu, pur tra le tante difficoltà e che suscita rimpianti in chi l’ha vissuta o anche solo “sfiorata”. E’ un soffio di facile approccio, che serve anche a far materializzare, rivivere, per i giovani, episodi e personaggi solo raccontati, uno stile di vita completamente diverso da quello di oggi, ma che Romano, con fluidità di penna, riesce a far rivivere attraverso i filmati della memoria. Un nastro riavvolto ma dipanato a velocità superiore con visione normale.

Tutto parte dall’edicola Croce, cuore della Caserta di ieri ma anche di oggi. Perchè piazza Margherita, ancora oggi, rappresenta il fulcro, l’essenza della casertanità. Passando per la Santella, oggi ritrovo, punto di incontro e vita pulsante per la gioventù casertana. La continuità. Nulla tralasciando del centro storico. Ed in questa ottica il racconto, il ricordo serve a far rinsaldare quel legame tra passato e presente, con occhio rivolto al  futuro.

E Romano ci riesce raccontando di vita sociale, di curiosità e di sport, miscelando attività, episodi e personaggi, fatti e inediti con immagini e riminiscenze significative, per aiutare a comprendere cosa rappresenti l’appartenenza alla propria terra, alle proprie radici. Romano sa bene che il conoscere il passato, il suo valore, è parte del patrimonio di ogni uomo e che la sua assenza non potrà mai essere compensata. Lo scritto suscita emozioni e risveglia quel senso di appartenenza. Episodi e racconti che captano l’attenzione e narrati in modo da rendere fluida la lettura e facilmente intellegibile lo scritto.

Il personaggio, l’autore 

La presentazione «Basta col basket. Sì, avrei ancora da dire, ma al basket ho già dedicato una trilogia. Basta. Adesso voglio parlare di persone, di luoghi, di Caserta. Soprattutto della Caserta che ho conosciuto e amato quando ero giovane»., scrive l’editore Giovanni Manna.

Poche righe per far comprendere il personaggio Romano Piccolo,  giocatore di calcio, portiere per la precisione come il fratello maggiore Santino e poi giocatore di basket di quella Juvecaserta che sempre il fratello maggiore Santino, fondò nel 1951 con altri amici.

Romano è stato uno dei veri protagonisti del basket casertano che ha dato la stura alle successive fortune della squadra emblema di una città. Ha, poi, fondato il basket femminile a Caserta con la squadra della Zinzi. E’ stato allenatore, infondendo in generazioni casertane il concetto della lealtà e sportività nella vera accezione del termine, dirigente, presidente.

Ha collaborato con “Superbasket”, giornale specializzato nello sport della palla a spicchi ed ha raccontato nelle sue edizioni de “La reggia del basket” la nascita, l’evoluzione, la crescita e la simbiosi di questo sport con la “cultura” casertana.   

Nel corso degli anni è stato anche componente dei volontario dell’AVO presso l’ospedale casertano.

Racconti da Caserta per rafforzare il legame con la città non natale ma diventata e che sente “sua”

In questo libro scava nei ricordi di quella che di fatto è diventata la “sua” città, dove è giunto all’età di tre anni, dopo aver visto i natali a Piacenza. Nel libro c’è spazio, fra i vari ricordi e racconti, per vari casertani come Anna Giordano, Umberto Sarnelli, Antonio Ciontoli, Liliana Polito, Lucio Bernardo e Gino Civile.

Visibilmente commosso, Romano Piccolo ha prima ascoltato le attente analisi del testo da parte di Enzo Battarra e Umberto Sarnelli, magistralmente narrate da Pierluigi Tortora e si è poi dedicato a salutare gli amici di vecchia data ed ad autografare i testi con dediche “ad personam”.

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RACCONTI DA CASERTA: TRADIZIONE, STORIA E ANEDDOTI. UN VERO  ATTO DI AMORE DI ROMANO PICCOLO PER LA PROPRIA CITTA’ was last modified: dicembre 13th, 2016 by Walter Magliocca
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