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Categoria

Dall’Italia e dal Mondo

bakery
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Inaugura a Caserta la prima Petisserie bakery a 4 zampe

scritto da L'Interessante

Bakery

Di Luigi Sacchettino

Cari lettori interessati l’altro giorno mi arriva una chiamata da parte del nostro direttore che mi avvisa che nei prossimi giorni avremmo intervistato gli ideatori di una bakery, panificio, pasticcerie per amici a 4 zampe.

“Come? pasticceria per cani? Speriamo non si tratti del solito progetto di umanizzazione del cane” – mi dico.

Arriviamo a Caserta, in  via Colombo, e ci troviamo subito immersi in quella che sembra una patisserie francese ma strutturata sulla specie cane.  Niente zuccherini o dolcetti. Ma alimenti permessi e graditi dai cani.

Ad accoglierci sono gli ideatori Anna Colella e Giuseppe Piroddi insieme a sua madre Dora Sparago, curatrice della struttura. La loro energia è contagiosa e il loro entusiasmo si avverte anche in anteprima; difatti l’inaugurazione è fissata per sabato 19 novembre.

Anna ci racconta che il tutto è partito dall’amore e dalla passione verso gli amici a 4 zampe, a cui si è sommato un naturale interesse- tramutato poi in studio- verso l’alimentazione salubre.

Patisserie bakery a 4 zampe sembra essere candidato a divenire un crocevia di tutte queste passioni

Le sorprese non finiscono. Mi dicono che collabora con loro una educatrice cinofila che si sta dedicando all’alimentazione naturale.

Si chiama Alice Iaccarino.

Sorrido. Alice è una mia allieva ormai divenuta collega.

Mi diverte intervistarla.

bakery

  • Alice, come nasce questo progetto?

“Il progetto è nato durante un viaggio all’estero di Anna e Giuseppe, quando entrati in una pasticceria per cani hanno sentito forte il desiderio di realizzarlo in Italia. Io sono arrivata solo successivamente, come co- protagonista entusiasta.  Mi hanno contattata dopo aver visitato la mia pagina facebook “Dog Bakery” che tratta proprio l’argomento premi e biscotti autoprodotti in totale contrapposizione a quelli industriali. Cercavano proprio qualcuno che avesse le loro stesse idee sull’ alimentazione naturale del cane e del gatto e mi hanno trovata.”

  • Qual è l’obiettivo di Petisserie bakery a 4 zampe?

“L’ obiettivo di Petisserie è quello di diffondere una consapevolezza e una cultura alimentare sana presente non solo nei nostri piatti ma anche nelle ciotole di cani e gatti.

I miei studi da Educatrice Cinofila e l’esperienza con i cani dei miei clienti mi hanno dimostrato quanto il momento del pasto, così ricco di significato anche sociale, sia mortificato dalle nostre esigenze di tempo e praticità.

Qualsiasi cane, indipendentemente da taglia e razza ha bisogno di masticare anche per emendare lo stress e ha diritto ad un pasto gratificante sia dal punto di vista nutrizionale che olfattivo, visivo, tattile. Nessun croccantino può competere con la predazione e la dissezione di una gallina per esempio”.

  • Sì è proprio vero; l’importanza del pasto come momento di appagamento è ormai acclarata. Sempre più proprietari si interessano all’argomento e gli studi condotti dalla medicina veterinaria ci forniscono risultati a riguardo giorno dopo giorno più entusiasmanti.

“Molto spesso in un percorso in cui si affrontano problematiche comportamentali nei cani di città, l’introduzione di un’alimentazione Barf- bones and raw food- o casalinga aiuta moltissimo il cane nel recupero del suo benessere psicofisico; ovviamente per farlo è necessario affidarsi ad un veterinario esperto in questo campo e non improvvisare”.

I bisogni del cane al centro. Non quelli dell’umano traslati sui nostri cani.

Un laboratorio cinocentrico. Ecco.

Non resta che andare a curiosare insieme ai nostri amici a 4 zampe.

Sabato 19 novembre, ore 18, via Colombo Caserta.

 

Inaugura a Caserta la prima Petisserie bakery a 4 zampe was last modified: novembre 19th, 2016 by L'Interessante
19 novembre 2016 0 commenti
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Vinicibando
Dall'Italia e dal MondoIn primo pianoIndovina dove andiamo a cena

L’AZIENDA CASERTANA TENUTA FONTANA A GAETA PER VINICIBANDO

scritto da L'Interessante

Vinicibando

L’AZIENDA CASERTANA TENUTA FONTANA A GAETA PER VINICIBANDO

IL CIBO COME VEICOLO PER LA CULTURA, LA STORIA E  IL PAESAGGIO

 

 

È in corso a Gaeta, nelle sontuose sale del Villa Irlanda Grand Hotel, “Vinicibando”. È una tre giorni che si concluderà domenica 20 novembre interamente dedicata alla valorizzazione del giacimento enogastronomico italiano attraverso un programma che in maniera innovativa fa del cibo il veicolo per la scoperta della cultura, della storia e delle bellezze paesaggistiche nazionali. Tema di quest’anno “La nuova dieta mediterranea e il cibo consapevole”.

L’azienda vitivinicola casertana Tenuta Fontana è tra i protagonisti della prestigiosa manifestazione, ideata dalla giornalista Tiziana Briguglio e dall’Associazione Agroalimentare in Rosa.

L’evento è dedicato ai diversi regimi alimentari con storici, alimentaristi e chef a spiegare le differenze tra la cucina convenzionale, vegana, macrobiotica e senza glutine.

Dunque una tre giorni di conoscenza e di sperimentazione con la cucina che per l’occasione diventerà linguaggio e si farà interprete dei mutamenti e delle abitudini alimentari di una società sempre più variegata e multietnica.

L’AZIENDA CASERTANA TENUTA FONTANA A GAETA PER VINICIBANDO was last modified: novembre 18th, 2016 by L'Interessante
18 novembre 2016 0 commenti
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CANI
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Ragionare con la pancia; (forse) anche i cani lo fanno

scritto da L'Interessante

Cani

Cani

Di Luigi Sacchettino

Cari lettori interessati,

questo weekend sono stato a Bergamo dove ho partecipato al seminario dal titolo “Comportamento e disturbi gastroenterici: quale relazione?”, primo nel suo genere e nel quale si è tentato di indagare sulle possibili relazioni tra i due sistemi.

Sì, a quanto pare anche nella medicina veterinaria esiste una stretta relazione tra alterazioni a carico dell’intestino e disturbi del comportamento.

Lo sanno già quei medici umani concentrati nel migliorare la nostra salute attraverso un approccio sistemico, che considera il paziente nella sua interezza e non più soltanto come singolo organo.

Due dati mi hanno molto colpito.

Il primo descrive la differenza di competenza tra la flora microbica di un cucciolo nato con parto naturale e quella di un cucciolo nato invece con parto cesareo : nel primo caso l’attraversamento del canale vaginale permette la colonizzazione di una flora microbica intestinale da parte di batteri buoni mentre, nel secondo caso, la flora è costituita principalmente da batteri nosocomiali e della cute materna, meno buoni rispetto ai precedenti.

Il secondo dato descrive una finestra di 24 mesi, in cui gli errori gestionali, alimentari e di cura del cucciolo orienterebbero di molto la futura salute del suo pancino e, conseguentemente, del suo comportamento.

Perché mi hanno così colpito questi due dati? vi starete domandando.

Il primo dato mi ha portato a pensare ancora una volta a quanto la natura faccia in modo che tutto accada ai fini di un funzionamento perfetto dei sistemi biologici, con la conseguenza che- li dove possibile- dovremmo permettere che la stessa faccia il suo corso.

Nel secondo caso mi è rimbalzata in mente la connessione con i processi di socializzazione, la cui finestra si chiude giusto qualche settimana prima rispetto a quella citata nello studio sull’apparato gastroenterico. Altro parallelismo tra cervello ed intestino. Fondamentale, quindi, avere una cura ed una attenzione certosina nei primi mesi di vita del cucciolo, perché quel che sarà’ fatto in questo periodo tenderà a mantenere un equilibrio, seppur disfunzionale. Capirete quindi quanto le successive modificazioni non siano facili.

Ciò comporta ancor più responsabilità da parte di noi umani verso una crescita serena dei nostri cani, che inizia e si determina in gran parte nei primi mesi di vita.

Un invito ai miei colleghi istruttori: riferirsi più spesso ai medici veterinari segnalando i dubbi che ci vengono in mente durante l’osservazione del cane.

Un invito ai medici veterinari: accogliere quei dubbi senza avvertire la lesa maestà. Verificando scrupolosamente il dubbio e cercando di tirarne fuori un significato.

Senza che nessuno si sostituisca all’altro.

Il lavoro di squadra può veramente far la differenza nel migliorare la salute del paziente.

Lo hanno ben capito i relatori di quel seminario: gastroenterologi e comportamentalisti seduti insieme a cooperare.

Ragionare con la pancia; (forse) anche i cani lo fanno was last modified: novembre 17th, 2016 by L'Interessante
17 novembre 2016 0 commenti
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natale
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Natale: A Marcianise si accende la festa

scritto da L'Interessante

Natale

Di Michela Salzillo

Ci sono tradizioni in grado di resistere ad epoche, culture e disillusioni, e il Natale è certamente una conferma in tal senso. Qualsiasi sia il significato che ciascuno attribuisce a questo appuntamento dell’anno, una cosa è certa: all’attesa di Babbo Natale e ai desideri delle letterine accucciate sotto l’albero nessuno è disposto a rinunciare. Non esiste verità che tenga di fronte a certe magie, e se anche la larga impronta dei centri commerciali sembra tradurre tutto in un cinico consumismo privo di coinvolgimento emozionale, c’è da ammettere che nelle piccole città e nei micro borghi delle province qualcosa di teneramente antico fa ancora eco. Dai mercatini allestiti nei centri storici, alle istallazioni di luminarie dal vario effetto ottico, la linea sottile della meraviglia regge, alquanto degnamente, la battaglia con gli sfiduciati. Ogni anno, a volte anche con sorprendente anticipo, le iniziative legate al periodo natalizio arrivano con una certa ritualità, e in alcuni casi diventano sorpresa.

Marcianise è senz’altro una delle città del territorio casertano che, nel corso del tempo, per questo o quel motivo, ha dovuto abituarsi ad una sempre più calante inventiva. Soprattutto in alcuni rioni, il “nulla” è da parecchio un costume ordinario che fa fatica a diventare qualcosa di diverso, ma l’iniziativa comunale resa nota nei giorni scorsi, tutt’ora in piena elaborazione, sembra voler declinare al passato l’abitudine ad una festa con le luci spente.

“Quest’anno sarà un Natale sfavillante. Tra le varie iniziative previste ce n’è una bellissima per coinvolgere e valorizzare il castello di Loriano: se ne sta occupando il consigliere Antonio Golino con il suo gruppo “Capa Tosta“.

 Così ha parlato il sindaco Antonello Velardi, che sogna per la sua città una serie di iniziative, a tema natalizio per l’appunto, che abbiano come obiettivo primo quello di rendere entusiasmanti tutti i fine settimana precedenti alla festività. Sarà un percorso ricco di programmi, che oltre a restituire valore ad uno dei patrimoni più sottovalutati dell’area marcianisana, porrà l’attenzione, anche e soprattutto, su  un ‘opportunità di riflessione autentica, molto più congeniale a tutti coloro che attribuiscono al Natale un valore prioritariamente religioso. Grazie alla collaborazione con l’Associazione Cattolica di Volontariato San Simeone, sarà inaugurata l’iniziativa dal titolo “Il mondo di Babbo Natale . L’evento, che si svolgerà dall’8 al 26 dicembre 2016 in  via G. Mundo, di fronte al parcheggio comunale, si presenterà come un agglomerato di cose semplici ma parecchio desiderate, fatte di mercatini di Natale, street food  e la presenza di un Babbo Natale d’eccezione  in grado di invogliare grandi e piccini. L’idea è quella di allestire un vero e proprio villaggio, con tanto di elfi e ufficio postale. Marcianise, però, come tutte le città, è anche un luogo pieno di vissuti e storia. La saggezza ci insegna che senza una buona conoscenza delle proprie radici e impossibile pensare ad un futuro fortificato e fortificante. Proprio per questo, ogni scusa e ottima per saperne di più.

Natale a Marcianise: coinvolta anche la storia del  castello di Loriano

 Per una scusa a portata di mano, esiste una buona causa a cui ridare valore. Stando alle dichiarazioni del sindaco di Marcianise, infatti, anche la fortezza  di origine medievale, ubicata nel centro storico della città , meglio conosciuta come” il castello di Loriano” sarà ampliamente coinvolta nella corposa festa natalizia. I motivi di questa scelta non sono difficili da supporre, perché se è vero che le mura di cinta e le torri merlate sono parecchio note alla comunità, non è certamente un dettaglio trascurabile il fatto che pochi marcianisani ne conoscano la storia.

È convenzione popolare credere che più o meno agli inizi dell’ ottocento, il castello in questione  fu dimora di Napoleone Bonaparte. Tale diceria, si è diffusa  perché in un tempo immediatamente successivo l’edificio  prese ad accogliere  militari francesi. Citata anche nel romanzo “il dormiveglia” di Giuseppe Bonaviri, perché la moglie, Raffaella Osario, era originaria di Marcianise, la fortezza di Loriano è diventata persino “un ambiente” favorevolmente riconosciuto dalla letteratura.

Oggi, il castello è   un’abitazione privata e ha subito molte trasformazioni che  ne hanno, inevitabilmente, alterato  l’aspetto originale: sono riconoscibili solo la torre, le mura di confine e la chiesa confinante. Alcuni studiosi pensano che sotto il castello siano presenti alcuni tunnel che servivano, in caso di attacco nemico, come via di fuga.

 

Natale: A Marcianise si accende la festa was last modified: novembre 15th, 2016 by L'Interessante
15 novembre 2016 0 commenti
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mascotte
Dall'Italia e dal MondoIn primo pianoNotizie fuori confine

Mascotte dei Mondiali di calcio Russia 2018: la spunta il lupo Zabivaka

scritto da L'Interessante

Mascotte

Di Erica Caimi

Il simpatico lupo Zabivaka, scelto a furore di popolo, sarà la mascotte ufficiale ai prossimi mondiali di calcio che si terranno in Russia nel 2018.  Il simbolo è stato presentato a Mosca lo scorso ottobre dal ministro dello sport russo Vitalyj Mutko e dall’ex attaccante del Brasile Ronaldo. La mascotte è stata ideata dalla studentessa di design Ekaterina Bočarova, perché «il lupo personifica lo sport stesso, l’essere amichevoli, l’operosità, proprio come deve fare una mascotte», come batte l’agenzia di stampa russa TASS, riportando una citazione della ragazza. Il battesimo col nome di “Zabivaka”, che in russo significa “colui che fa gol”, si deve, invece, al ministro Mutko.

Il sondaggio della FIFA incorona la mascotte Zabivaka

La votazione per la scelta della mascotte si è svolta in tempi diversi sui siti della FIFA e del Pervyj Kanal, il canale primo della televisione nazionale russa. I risultati sono inconfutabili e la vittoria del lupo sui concorrenti è schiacciante: a votare per lui, infatti, è stato il 53%, contro un 27% per la tigre e un irrisorio 20% per il gatto. Sul sito della federazione calcistica internazionale, Zabivaka è stato descritto come una mascotte «che irradia divertimento, fascino e fiducia e ama giocare a calcio rispettando le regole e i suoi avversari. Inoltre, è divertente e adora posare per le foto».

Breve storia delle mascotte ai mondiali di calcio

La prima mascotte nella storia del campionato del mondo è stato World Cup Willie, un leoncino che apparve come portafortuna dell’Inghilterra durante i mondiali del 1966. Negli anni seguenti, altre simpatiche figure hanno accompagnato tifosi e calciatori nel corso di diversi eventi calcistici come il ragazzino messicano con tanto di sombrero Juanito, Tip e Tap per Germania Ovest 1974, Gauchito per Argentina 1978, l’arancia Naranjto, il peperoncino rosso Pique, il cane Striker o il gallo Footix, per ricordarne alcuni.

Sono tutti contenti del lupo?

Tutti sembrano soddisfatti del fatto che la scelta sia ricaduta proprio sul lupo Zabivaka, primo fra tutti il ministro Vitalyj Mutko, il quale si è detto «sicuro che Zabivaka otterrà un enorme successo tra i tifosi sia durante la Confederations Cup del 2017 sia durante i Mondiale del 2018». Sulla stessa linea d’onda è Fatma Samoura, segretaria generale della FIFA, la quale dichiara «Diciotto mesi dopo aver lanciato la sfida, siamo estremamente felici che la mascotte 2018 sia il risultato di un lavoro di squadra. Il popolo russo ha dimostrato il suo enorme estro creativo e il forte impegno per organizzare una Coppa del Mondo di successo».

Mascotte dei Mondiali di calcio Russia 2018: la spunta il lupo Zabivaka was last modified: novembre 12th, 2016 by L'Interessante
12 novembre 2016 0 commenti
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madre
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Una madre assente: l’allontanamento precoce dalla cucciolata

scritto da L'Interessante

madre

Di Luigi Sacchettino

Cari lettori interessati vorrei vi ricordaste queste parole a mo’ di mantra “ Almeno 60 giorni insieme alla madre. I-n-s-i-e-m-e.”

In settimana vengo chiamato per aiutare una famiglia che aveva appena adottato un cucciolo di pastore tedesco in allevamento; come da rito chiedo nel momento della scelta del cucciolo dove fosse la madre e mi viene risposto che la madre già da alcuni giorni non era più coi cuccioli.

Ci risiamo, mi dico. Nemmeno il minimo sindacale è stato compiuto.

L’ ORDINANZA 6 agosto 2008 – Ordinanza contingibile ed  urgente concernente misure per l’identificazione e la registrazione della popolazione canina, attualmente in vigore e successivamente prorogata disciplina  l’età a cui poter vendere un cucciolo.

Infatti all’ art. 2 recita:

 “E’  vietata  la  vendita di cani di età inferiore ai due mesi,  nonché  di  cani  non  identificati e registrati in conformità alla  presente ordinanza”.

Quindi è fatto chiaro che la vendita di un cucciolo debba avvenire non prima dei 60 giorni.

 Il problema è come vengono allevati e cresciuti i cuccioli in questo intervallo di tempo. Periodo Sensibile. Sensibilissimo.

Alla nascita i cuccioli non sanno di far parte della specie cane. Lo imparano grazie ad un processo definito socializzazione primaria che inizia a partire dalla 4° settimana di vita e termina intorno al 4° mese.  Se il cucciolo non ha interazioni con la specie di appartenenza s’identificherà con quella più vicina.  Accanto alla primaria, c’è la socializzazione secondaria – tra la 4° e la 12° settimana-  in cui socializza con l’uomo, nelle diverse tipologie: alto, basso, magro, di colore, in carrozzina e così via.  In tal senso è necessario aiutare il cucciolo a fare più esperienze possibili incoraggiandolo ad esplorare/allontanarsi dalla base sicura (la madre) ed inserendolo in un ambiente ricco di stimoli.

E’ fondamentale quindi che l’allevatore- o chi per lui- conosca questi passaggi e lasci la madre fisicamente insieme ai cuccioli fino al momento dell’adozione dei proprietari umani. Fisicamente.  Sì, è necessario che la madre non venga allontanata dai cuccioli- se non per momenti di pausa e relax in cui può destressarsi. Lasciando la possibilità di allontanarsi e ritornare quando vuole.

Purtroppo accolgo sempre più proprietari disperati per delle adozioni compiute anzitempo- 45 giorni- o per cucciolate gestite molto poco etologicamente, con la madre tenuta pochissimi minuti al giorno insieme ai cuccioli già a partire dalla fase di post svezzamento. Spesso questo accade perché si tende a favorire una ripresa celere della madre e a non permettere ai cuccioli di succhiare e giocare con le sue mammelle poiché i loro dentini taglienti creerebbe problemi- fisici e mentali- alla madre stessa. Nella realtà questa assenza si traduce con un gruppo di giovani teppisti che si muovono senza una guida, senza una base sicura; un po’ come se lasciassimo dei bambini all’asilo senza la maestra che vigili affinché tutto proceda serenamente.

I danni che ne possono scaturire sono spesso irreparabili: cuccioli con un comportamento sovradimensionato in frequenza ed intensità, assenza di inibizioni, utilizzo della forza per predominare sull’altro, comportamenti paurosi, senza autocontrollo e molto altro ancora. E ciò che può insegnare una madre competente non sarà mai equiparabile all’insegnamento di un umano. Soprattutto perché quando il periodo sensibile passa, si può solo lavorare in recupero. Che non vuol dire che sia tutto già rigidamente scritto ma che semplicemente si dovrà sbagliare il meno possibile per apparare.

Le madri per questo dovrebbero essere  il più competenti possibile, avere delle balie- come le altre femmine- a sostegno, un po’ nel ruolo delle zie; dovrebbero poter riposare tra un estro e l’altro senza dover partorire ad ogni ciclo. Dovrebbero essere accolte e coccolate quando chiedono una pausa dai cuccioli, proprio come facciamo con le partorienti umane.

Dovrebbero poter essere messe a riposo dalla loro carriera di fattrici in età ragionevole e non in senescenza.

Dovrebbero essere in ottimo stato di salute fisica e mentale. Se per il primo c’è una certa attenzione, sul secondo spesso si da per scontato ciò che scontato non è, della serie “imparerà crescendo, tocca alla famiglia adottante”.

L’indicazione che do ai futuri adottanti è di essere un po’ giornalisti se volete prendere un cane. Chiedete di interagire con i genitori del cucciolo, pretendete di sapere quante ore al giorno la madre resta coi figli. Come si comporta con loro, se è tollerante, accudente, reattiva.

Visionate filmati. Cercate di capire se l’ambiente è stimolante a sufficienza e se ci sono degli altri cani adulti che interagiscono con i cuccioli. Usate non solo la pancia nella scelta, ma anche il cervello nella discriminazione. E se vi sono dubbi, chiedete una consulenza preadottiva ad un tecnico.

Non possiamo considerare la gravidanza delle cagne come una passeggiata semplicemente perché non siamo noi a viverla in prima persona. Può essere una esperienza appagante; ma può comportare anche  un trauma.

E di questo la responsabilità spetta a noi umani.

Dato che un cucciolo è considerato merce- res, per il codice civile- si pretenda almeno che di vizi non ve ne siano.

E i vizi di socializzazione si ravvedono frequentemente.

Una madre assente: l’allontanamento precoce dalla cucciolata was last modified: novembre 10th, 2016 by L'Interessante
10 novembre 2016 0 commenti
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Napoli
Dall'Italia e dal MondoIn primo pianoViaggi Interessanti

Napoli tra amore e pregiudizio

scritto da L'Interessante

Napoli

Di Miriam Gargiulo

Napoli è forse una delle città più chiacchierate del mondo. C’è chi ne parla bene e porta sempre un pò di Napoli nel cuore e chi non perde occasione di parlarne male. Mi capita spesso di ascoltare o leggere commenti negativi sulla città e sulla sua gente. Negli anni ho capito che esiste la strana e malsana abitudine di evidenziare solo gli aspetti negativi. Sono troppe le persone che ancora oggi, vittime degli stereotipi, la considerano  la patria della camorra, dei ladri e dei truffatori. Sono troppe le persone che non riescono a guardare al di là delle apparenze e preferiscono rimanere aggrappate a stupidi pregiudizi, senza riuscire e –a mio avviso- volere, vedere anche i lati positivi. Ridurre Napoli alla camorra e ai malviventi, è peculiare di chi forse a Napoli non c’è neanche mai stato. E’ l’atteggiamento tipico di chi è convinto che se vai a Napoli, devi guardarti bene le spalle e stare attento a tenere stretta la borsa se non vuoi che te la rubino.

Napoli è una realtà che pochi riescono a capire

Troppo spesso si dimentica che accanto alla parte marcia della città, vive quella sana ed onesta. Troppo spesso le sue bellezze, i suoi colori, i suoi profumi, i suoi sapori, la sua arte, le sue tradizioni, le sue strade e i suoi vicoli che risuonano della tipica e verace teatralità del popolo napoletano, sono oscurati dalle notizie di sparatorie, omicidi, truffe e terreni inquinati. Notizie che fanno sempre più rumore delle altre. Si! Perchè le sparatorie, gli omicidi, le truffe e l’inquinamento interessano anche le altre città, ma quando riguardano Napoli, suscitano sempre maggiore clamore e scandalo.

Napoli non è solo “Gomorra”

Non è solo la malavita che ci mostrano film, telegiornali e serie tv. Napoli è una città magica, ricca di storia e di poesia, da sempre protagonista di brani musicali come “Napule è” del grande Pino Daniele e di opere e aforismi di scrittori da Leopardi a Di Giacomo, colui che ha fatto di questa città il tema principale della sua produzione, tessendo elogi della città e del suo popolo. E ancora Boccaccio, Ippolito Nievo, Pasolini, Matilde Serao, Erri De Luca, Goethe e Stendhal che così scriveva: “Parto. Non dimenticherò né la via Toledo né tutti gli altri quartieri di Napoli; ai miei occhi è, senza nessun paragone, la città più bella dell’universo.”

Napoli tra amore e pregiudizio was last modified: novembre 8th, 2016 by L'Interessante
8 novembre 2016 0 commenti
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turismo
Dall'Italia e dal MondoIn primo pianoViaggi Interessanti

TURISMO, A NAPOLI SI RIPARTE DA QUI!

scritto da L'Interessante

Turismo

Di Vincenzo Piccolo

Un vero e proprio exploit di visite si è registrato nei siti vesuviani, nei giorni del ponti di Ognissanti. Parchi naturali, scavi archeologici e le sontuose ville vesuviane sono state inondate dai turisti. L’interesse turistico non si è concentrato soltanto nelle zone del Vesuvio, anche Napoli e provincia hanno ospitato, in questi giorni, una grande massa di turisti. Secondo i dati forniti dal consorzio “Arte’m”, che gestisce la biglietteria al Gran Cono, il Vesuvio ha fatto registrare 8.403 presenze tra il 30 ottobre e il 1 novembre. Buon risultato anche per Ercolano, Pompei, Oplontis, Stabia e Boscoreale. Basti pensare che soltanto nella giornata di ieri, secondo la Soprintendenza, la città di Pompei ha visto arrivare 10.250 visitatori.

A Napoli è già Natale: il turismo Natalizio

Si accendono i riflettori, anche in anticipo, sul centro storico di Napoli. Tra i vicoletti di via San Biagio dei Librai e San Gregorio Armeno già si respira l’aria del Natale. In questi giorni, infatti, è ormai possibile ammirare i tipici presepi. Per le strade che sanno di muschio, sughero, caldarroste e caffè, accompagnati dalla maschera di Pulcinella tra una danza e l’altra, è già Natale! Napoli sta ripartendo, quindi, dalle sue più grandi peculiarità: l’arte e la tradizione. I dati Federalberghi parlano chiaro, l’ 8% in più soltanto nel primo semestre del 2016. In quest’ottica, quindi, non possiamo che aspettarci un altro grande “boom di turisti” anche a Natale.

TURISMO, A NAPOLI SI RIPARTE DA QUI! was last modified: novembre 5th, 2016 by L'Interessante
5 novembre 2016 0 commenti
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Cane Lupo
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Il cane lupo cecoslovacco: intervista a Fulvia Ioppolo. Il dog friendly

scritto da L'Interessante

Cane Lupo

Di Luigi Sacchettino

Cari lettori interessati oggi siamo in compagnia di Hero, bellissimo esemplare di cane lupo cecoslovacco e della sua proprietaria- l’istruttrice cinofila Fulvia Ioppolo

Sì, perché oggi parleremo di questa fascinosa razza, e lo faremo in compagnia della collega che vive con Hero da  9 anni.

Grazie mille per aver accettato questa intervista. Una curiosità prima di tutto: sappiamo che Hero  viene coinvolto in attività di pet therapy; com’è stato possibile realizzare tutto ciò?

“Il mio ingresso nel mondo della pet therapy è avvenuto per caso 8 anni fa ma non credo di essere in grado di suggerire come arrivare a chiedere la collaborazione di un cane lupo cecoslovacco in questo settore.  La nostra conditio sine qua non è il lavoro quotidiano sulla  relazione, basata sulla fiducia e rispetto reciproco. Questo significa che lui sa che non lo metterò mai nelle situazioni di forte disagio e stress, quindi si affida alla mia conduzione, anche nelle difficoltà ed imprevisti. ”

  • Immagino, senza una forte relazione e solidità personale sarebbe difficile essere coinvolti in attività di co-terapia. Spesso si vedono in giro molti soggetti di questa razza particolarmente diffidenti e reattivi: da cosa origina questa comportamento?

“Bisogna andare un po’ a scavare nella loro origine; il cane lupo cecoslovacco è una razza nata negli anni cinquanta in conseguenza di un esperimento militare mirato a comprendere il comportamento dei lupi in cattività. In seguito a selezioni artificiali si pensò poi di migliorare le prestazioni, la salute, la resistenza e la tenacia accoppiandoli con pastori tedeschi usati all’epoca dall’esercito per la sorveglianza e la difesa dei confini dell’ex-Cecoslovacchia. Data la recente formazione questa razza presenta soggetti con una grande variabilità nel  profilo comportamentale, si passa da temperamenti asserviti a quelli più insicuri e schivi; alcuni si mostrano equilibrati e coraggiosi, mentre altri diffidenti ed ansiosi”.

  • Come può un proprietario di queste razze educare il proprio cane affinché sviluppi un carattere equilibrato e sereno?

“Il clc nel suo prima anno di vita è estremamente distruttivo quando viene lasciato da solo, soprattutto in un ambiente circoscritto. A volte questo atteggiamento è stato attribuito ad una delle manifestazioni d’ansia da separazione, invece è spesso frutto della sua viva intelligenza, curiosità e noia- che sostengono tale distruttività. Anche da adulto se lasciato solo in giardino è in grado di saltare recinzione di 3 metri per andarsene in giro ad esplorare e socializzare. L’ambiente urbano obbliga qualsiasi conduttore di cane a dedicarsi  ed investire su  una corretta e graduale socializzazione. La difficoltà che si riscontra con il cane lupo cecoslovacco è data dalla loro estrema reattività e sensibilità che li porta facilmente a reazioni di chiusura ed evitamento in ambienti poco noti. A volte tutto ciò può esitare in comportamenti minacciosi verso estranei. Per scongiurare questo pericolo consiglio l’intervento di un collega- senza approcci coercitivi o vessatori-  che accompagni il gruppo cane proprietario in esperienze anche urbane- extraurbane; non solo quindi lavoro al campo. Questo affinché il percorso educativo lavori sull’integrazione del cane nel mondo antropomorfizzato, in cui la diffidenza e il timore del clc possono rappresentare un problema”.

  • Si può parlare di razze pericolose? Quali consapevolezze trasferire ai futuri adottanti?

“ Il cane lupo cecoslovacco non veniva annoverato nell’elenco di razze canine  dell’Ordinanza del 12 dicembre 2006. Fortunatamente questa ordinanza è stata superata; tuttavia ritengo che alcune razze di cani siano di più complessa gestione per profili caratteriali e genetici- e forse in questo non fa eccezione il cane lupo cecoslovacco. Ma è anche importante sottolineare che spesso le derive comportamentali aggressive e potenzialmente pericolose sono soprattutto frutto del vissuto dell’animale. A volte già compromesso durante la fase prenatale e natale del cane: si pensi a quelle madri non pronte al ruolo, stressate o semplicemente allontanate prematuramente dai loro cuccioli”.

  • Lei che li vive e li conosce cosa può consigliare a chi vuole adottarne uno?

“Spesso questa razza  è scelta da persone alla loro prima esperienza come proprietari e  conduttori di un cane, poiché è facile rimanere affascinati dalla morfologia ancestrale del lupo ed erroneamente si è  convinti di poter agire sul cucciolo con atteggiamenti vessatori per imporre la  leadership umana- un chiaro esempio è la teoria del lupo alfa- ma per mia esperienza queste modalità creano una frattura nella relazione tra un clc e il suo umano. Il cane ha bisogno di un referente equilibrato e saldo che gli faccia da modello imitativo e lo sappia indirizzare e gestire senza ricorrere alla paura; diversamente imparerà quel modello operativo sul mondo- l’utilizzo della forza- e reagirà malamente per difendersi da aggressioni ritenute immotivate”.

Dimenticarsi quindi di recarsi al parco a leggere un libro con il CLC al seguito che è  molto selettivo in ciò che ritiene appartenere al suo gruppo famiglia e agli amici; necessario poi imparare a gestire la spiccata motivazione predatoria rivolta a esseri viventi.  Palline o bastoni lo annoiano presto, e ci guarderà con l’aria di chi dice : “ Vai a rincorrerla tu, io ti aspetto qui”.

Quando si incontra un soggetto di tale razza non si può far a meno di notare che la loro mimica facciale è molto eloquente e questo facilita le interazioni con i suoi simili; mentre l’estrema sensibilità lo fa essere accudente e protettivo verso i bambini ma anche un severo mediatore nel caso esagerino con giochi irruenti. Ciò  significa che interviene per bloccare questo tipo di interazioni. Che tradotto nella realtà significa: gli adottanti sapranno interpretare e gestire correttamente queste dinamiche?

Troppe volte ho sentito gridare ingiustamente al lupo al lupo!

Il cane lupo cecoslovacco: intervista a Fulvia Ioppolo. Il dog friendly was last modified: novembre 3rd, 2016 by L'Interessante
3 novembre 2016 0 commenti
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Palme
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COME FANNO LE PALME A RESISTERE AGLI URAGANI?

scritto da L'Interessante

Palme

di Antonio Andolfi

Il passaggio di un uragano porta distruzioni di ogni tipo: case crollate, inondazioni, alberi divelti, ma non le palme, che per la maggior parte riescono a reggere alla furia del vento e restano in piedi.  Come fanno queste piante a resistere anche agli uragani più forti?

Le radici delle palme

Le palme hanno un gran numero di radici: sono relativamente corte, ma si sviluppano a raggiera nel suolo e riescono ad ancorare con molta forza al terreno. Tante radici, infatti, lavorano meglio nel creare una base che aiuta la pianta a rimanere in posizione anche se investita da venti molto forti.

Il tronco 

Il tronco delle palme è costituito da molti piccoli fasci di materiale legnoso, che si può immaginare come un cavo elettrico costituito da tanti fili.

A differenza di altre piante, come ad esempio la quercia, le palme non sono in grado di sostenere pesi enormi, come rami grossi e folte chiome, ma in compenso hanno una flessibilità notevole, tant’è che una pianta di palma può piegarsi anche di 50 gradi prima di spezzarsi.

La maggior parte degli alberi possiede una folta chioma di rami e ramoscelli e un gran numero di foglie per catturare quanta più luce possibile dal Sole, ma questo produce un notevole effetto vela quando sono investite da venti forti, che possono tirare la pianta fino a sradicarla. Le palme invece hanno foglie molto grandi con una “colonna vertebrale” centrale flessibile: assomigliano cioè a enormi piume. Quando c’è bel tempo le fronde producono una folta chioma, ma in caso di forte vento le foglie si ripiegano seguendo la direzione del vento: in questo modo offrono meno resistenza e possono reggere più facilmente anche agli uragani più forti.

COME FANNO LE PALME A RESISTERE AGLI URAGANI? was last modified: novembre 1st, 2016 by L'Interessante
1 novembre 2016 0 commenti
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