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Eventi

un bacio
CinemaCulturaEventi

Un Bacio di Ivan Cotroneo

scritto da L'Interessante

un bacio

È stato un regalo, un lungo tracciato di scambio, quello che lo scrittore e sceneggiatore Ivan Cotroneo ha riservato alla città di Capua pochi giorni fa. Martedì 3 Maggio, il talento di origine napoletana ha incontrato gli studenti del liceo Pizzi, culminando la giornata con la proiezione del suo ultimo film al teatro Ricciardi. Un’opportunità di reciproca condivisione che ha travolto anche l’entusiasmo di RAIN Associazione LGBT*casertana. In vista del primo Campania Pride, le cui adesioni possono essere effettuate cliccando su: www.campaniapride.it, l’incontro con  il registra ha rappresentato uno stimolo, senza incertezze, a proseguire la strada di sensibilizzazione sul tema dell’omosessualità.

Un bacio, si chiama così la  nuova pellicola di Cotroneo

Un parto quasi d’obbligo, se si considera il grande successo dell’omonimo libro, pubblicato sei anni fa da Bompiani, che ancora oggi si aggira con consenso fra i banchi di molte scuole d’Itala. Sullo schermo come tra le pagine, è una storia diretta e senza peli sulla lingua, delicata e al netto di ogni banalità.  È un viaggio nelle  pieghe dell’adolescenza, le prime volte, le facce tridimensionali del bullismo e il pregiudizio. È un percorso che sa di dover camminare lentamente dentro l’anima di chi lo sceglie, senza forzare la  mano.  La sceneggiatura, realizzata con la collaborazione di Monica Rametta, è uno specchio   sui modelli e gli schemi che impediscono a tutti, ma soprattutto ai ragazzi, di essere persone felici.

                                            

La trama, in breve

      Lorenzo, Blu e Antonio hanno molte cose in comune: hanno sedici anni, frequentano la stessa classe nello stesso liceo in una piccola città del nord est, hanno ciascuno una famiglia che li ama. E tutti e tre, anche se per motivi differenti, finiscono col venire isolati dagli altri coetanei. La loro nuova amicizia li aiuta a resistere, fino a quando le meccaniche dell’attrazione e la paura del giudizio altrui non li colgono impreparati.

Al termine della proiezione nel teatro capuano, si è sviluppato, in maniera del tutto spontanea, un dibattito sull’omofobia e sul ruolo di responsabilità che, dopo la famiglia, riveste la scuola nella prevenzione dei fenomeni di violenza. A concludere il confronto diretto è stato Bernardo Diana, tesoriere dell’associazione RAIN. Dopo aver mostrato il punto in comune del dialogo con gli studenti degli istituti superiori, ha consegnato al regista la tessera onoraria che lo ha incoronato a socio della LGBT*casertana.

Quello nella città di Capua, per Cotroneo, è un ritorno d’affezione:

 c’era stato nel 2010, quando sulle poltrone del rinomato Palazzo Lanza, aveva risposto alle domande della giornalista Marilena Lucente, ripercorrendo non solo i tratti salienti dello stesso libro da cui nascerà la trasposizione cinematografica, ma anche il ruolo centrale dei genitori   nella crescita di un adolescente e l’importanza della consapevolezza di sé.   Quando gli avevano chiesto cosa fosse peggio fra il saper riconoscere i propri sentimenti e il non avere percezione di ciò che si è, Cotroneo aveva risposto senza indugio: “Essere in uno stato confusionale rispetto a sé stessi, aver paura di affrontare i propri desideri, credo sia devastante.” Le sue sono spesso storie di formazione, racconti che guardano all’età in cui si percepisce la voglia di distinguere quello che si vuole fare da ciò che si preferisce evitare, o quello che si vuole essere e non diventare.

“L’affermazione della propria identità è importante non solo per la ricerca di una felicità personale, ma anche per la costruzione di una società che funzioni un po’meglio”. – dichiarò, all’epoca Cotroneo.

Sia nel libro che nel film, l’identità omosessuale è affidata ad un personaggio, Lorenzo, che sa esattamente chi è e qual è il confine dei suoi desideri. Fidanzato con Antonio, risolve la curiosità delle amiche, le quali ricercano urgentemente una risposta all’amore di un uomo per un altro uomo, con un semplice e naturale non lo so. Perché quando uno è così, è così è basta.       

Farsi parlare, lasciarsi raggiungere dall’ efficacia della denuncia, oggi più che mai ,è difficile. In una realtà in cui tutti dicono la propria ma pochi ascoltano quella degli altri, in  un posto in cui tutti ti invitano ad essere te stesso ma quando lo diventi c’è sempre qualcuno pronto a giudicarti.

 Quando, però, si riesce a guardare in faccia il proprio desiderio, a riconoscerlo, è tutto più affrontabile.

  È come un bacio. Un bacio che non sapevi di volere e che quando arriva ti riempie, un bacio che ti trascina nel posto in cui avresti voluto sempre essere, dentro te stesso, incastrato con le tue volontà.

Michela Salzillo

Un Bacio di Ivan Cotroneo was last modified: maggio 6th, 2016 by L'Interessante
6 maggio 2016 0 commenti
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Maurizio Casagrande
CulturaEventiIn primo pianoMusicaTeatro

Maurizio Casagrande al Duel di Caserta

scritto da L'Interessante

Maurizio Casagrande

Maurizio Casagrande al Duel Village. Recita, canta e suona in ‘E la musica mi gira intorno’ Venerdì 6 maggio alle ore 20.45  in via Borsellino a Caserta

Rassegna teatrale, gran finale al Duel Village di Caserta con Maurizio Casagrande e il suo ‘E la musica mi gira intorno’. Uno spettacolo poliedrico, affascinante e ricco di sorprese in cui l’attore e regista napoletano recita, canta e suona la batteria. L’artista parte dal presupposto che ‘un uomo senza passato, è un uomo senza futuro’ e ripercorre, in maniera spensierata e divertente, le fasi salienti della sua vita attraverso canzoni famose. Da Rita Pavone a Tullio De Piscopo, passando per i Led Zeppelin e Massimo Ranieri. Dopo gli innumerevoli successi al cinema e in tv , Casagrande torna così ai suoi primi amori – il
teatro e la musica – con l’intento di divertire gli spettatori e al contempo condividere con loro le emozioni di una vita. La serata si concluderà con un party esclusivo che avrà per protagonista lo chef ufficiale del Napoli Calcio, *Ciro Salatiello*, che per l’occasione presenterà la sua nuova ricetta, il Kepurp, la risposta italiana al kebab a base di polpo. La degustazione del Kepurp sarà accompagnata da salsa di ceci e tahina, maionese di patate, olio e limone. La cena buffet sarà offerta dagli sponsor Salatiello e Feudi San Gregorio.
Biglietti ancora disponibili al botteghino del Duel Village.

Maurizio Casagrande al Duel di Caserta was last modified: maggio 5th, 2016 by L'Interessante
5 maggio 2016 0 commenti
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napoli bike
EventiIn primo piano

Napoli Bike Festival 2016: al via la sua V edizione

scritto da L'Interessante

Napoli bike Festival

Il Napoli Bike Festival giunge alla sua V edizione che si aprirà il prossimo 20,21,22 Maggio

Il Festival è promosso dall’Associazione Napoli Pedala, in collaborazione con la Mostra d’Oltremare e con il patrocinio dell’Ambasciata Olandese in Italia, della Federazione Ciclistica Italiana del Comune di Napoli e della Regione Campania.

Il tema del Festival per l’edizione 2016 sarà “Città a Pedali”, un filo rosso legherà storie concrete ed esperienze che raccontano come le bici hanno cambiato in meglio le città italiane ed europee negli ultimi anni a partire delle esperienze olandesi.

Il Festival si aprirà ufficialmente con la pedalata da Piazza San Gennaro (Rione Sanità) venerdì 20 maggio ore 17,30 e terminerà con il#BikeFlashMob nella Mostra d’Oltremare.
Per la nuova edizione sono previste molte novità.

La prima, e la più innovativa, è certamente la realizzazione di una App Cycle stop, creata da Enjinia, una Start Up dell’incubatore di impresa della Città della Scienza. La App è stata pensata come un vero e proprio Trip Advisor per ciclisti con tante funzioni e servizi.
Accanto all’innovazione non poteva mancare la tradizione e il forte legame con il territorio. Grazie alla collaborazione con Ciro Oliva, maestro pizzaiolo della storica Pizzeria da Concettina ai Tre Santi. Da questo anno il Napoli Bike Festival avrà la sua particolare “pizza del ciclista” che si potrà gustare nell’area food al village in Mostra d’Oltremare.
L’apertura della tre giorni si terrà con la partenza del #pedaloper da Piazza San Gennario al Rione Sanitá il venerdi 20 alle 17.30.

Infine la location. Il Napoli Bike Festival dal 20 al 22 maggio 2016 si terrà come sempre nell’area monumentale della Mostra d’Oltremare. I 60 ettari di verde del parco si confermano, infatti, quartier generale del Festival, ma l’evento coinvolgerà tutta la città con pedalate alla scoperta di monumenti e bellezze che verranno proposte per la prima volta a Napoli. E proprio in questo contesto sarà proposta alla città per la prima volta La#Cazzimbocchia una pedalata vintage ispirata all’Eroica, con bici d’epoca, che percorrerà all’alba le tipiche strade napoletane rivestite con i sampietrini.
Un programma, dunque, ricco di novità e approfondimenti, dibattiti, musica, presentazioni di libri, mostre d’arte, attività per i più piccoli, eventi sportivi, un’area food con prodotti di qualità e tanto altro ancora. Al Festival non mancheranno gli espositori di livello nazionale che presenteranno gli ultimi modelli di bici elettriche, muscolari, fixed, cargo bike e vintage.
Grande protagonista della quinta edizione sarà il pump-track ovvero una pista modulare composta da curve e gobbe. Sono chiamate per l’appunto “pump-track” in quanto hanno la caratteristica di essere percorse senza il bisogno di pedalare, ma con il solo ausilio del movimento ritmico delle braccia sul manubrio, consentono di imprimere una velocità di percorrenza della pista sempre crescente.
In questa tipologia di piste da un anno è attiva la Bike Academy, prima scuola di ciclismo campana dove si possono allenare i rider esperti, essendo molto formativa per quanto riguarda l’aspetto di tecnica di guida e la preparazione fisica, ma sono anche piste adatte ai neofiti, sia che essi siano adulti che bambini.
L’area “Bici in Mostra” ospiterà i migliori professionisti tra rivenditori e produttori di biciclette a livello nazionale, offriranno la possibilità di prove di bici muscolari, a pedalata assistita, di tandem, monopattini, bici pieghevoli, cargo bike e tanto altro ancora con la presenza confermata dei marchi delle aziende leader a livello internazionale.

Il costo d’ingresso alla Mostra d’Oltremare – isola delle passioni è di 1 euro.

Napoli Bike Festival 2016: al via la sua V edizione was last modified: maggio 4th, 2016 by L'Interessante
4 maggio 2016 0 commenti
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Caravaggio
CulturaEventiIn primo piano

Caravaggio – La vera arte viene da quello che si vede

scritto da L'Interessante

Mercoledì 11 maggio ore 17.45 presso la Casina Pompeiana all’interno della Villa Comunale di Napoli (Riviera di Chiaia) si terrà l’evento: Caravaggio  –  La vera arte viene da quello che si vede 

A pochi giorni dal sensazionale ritrovamento di una tela di Caravaggio, forse una di quelle dipinte a Napoli, l’associazione culturale “Al centro delle arti” con Unip presentano lo spettacolo “Caravaggio – La vera arte viene da quello che si vede” con Roberta D’Agostino, che cura anche la regia, e con Mattia Tammaro. Il lavoro ha il patrocinio dell’Assessorato alla cultura del Comune di Napoli ed è una delle tappe di avvicinamento alla sesta edizione della mostra “Rock” ideata da Michelangelo Iossa e Carmine Aymone.

Ad apertura dell’incontro ci sarà un intervento dello storico Guido D’Agostino sulla storia di Napoli tra Cinquecento e Seicento e Nives Monda che illustrerà i cambiamenti nel modo di mangiare dei napoletani ai tempi di Caravaggio.

Michelangelo Merisi da Caravaggio rivoluzionò l’arte in Italia; spostò il centro di gravità della pittura a Napoli. Le tappe più importanti della sua vita, le opere, la sua importante rivoluzione nella pittura sono raccontate, in forma breve, in questo spettacolo. Un racconto in cui lo stesso pittore narra la sua storia.

Ad accompagnare il Maestro nel suo viaggio, con una attenzione particolare agli anni napoletani della sua vita e alla fervida attività di quel periodo, c’è il giullare Rac Contino che traghetta gli spettatori nel mondo del pittore narrando fatti e piatti dell’epoca.

Un viaggio tra arte, cibo e divertimento in cui nessuna parte predomina sull’altra, che offre la possibilità di conoscere il vero genio della pittura mondiale e, nel contempo, fa divertire con racconti della tradizione napoletana.

Sponsor della manifestazione sono: Unip, A.S.C.I.- scuola di cinema, Il Gelatiere, Materassi&Materassi, Associazione culturale Manart, Ciro Caruso fotografo.

È un evento realizzato in collaborazione con la Taverna a Santa Chiara e con l’associazione culturale “Donne a testa alta”.

Caravaggio – La vera arte viene da quello che si vede was last modified: maggio 3rd, 2016 by L'Interessante
3 maggio 2016 0 commenti
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la birra
CulturaEventiIn primo piano

La birra ufficiale della terza edizione del Radici Fest

scritto da L'Interessante

La birra ufficiale della terza edizione del Radici Fest – Buskers Al Borgo è finalmente pronta!

Una birra artigianale, non filtrata e non pastorizzata, rifermentata in bottiglia prodotta dal Micro Birrificio Artigianale di Piana di Monte Verna, una piccola e giovane azienda locale casertana che ha deciso di sostenere il festival attraverso un suo prodotto, un prodotto di grande qualità che sarà utile alla realizzazione di questa terza edizione del festival di artisti di strada di Caserta che si preannuncia ricco di novità, previsto come sempre il primo week end di luglio, ovvero sabato 2 e domenica 3 luglio, nuovamente nel borgo di Casertavecchia. Infatti, acquistando una birra, disponibile sia chiara che rossa, si potrà sostenere il Radici Fest, un festival completamente autofinanziato promosso dall’associazione ZeroZero Live e dalla Proloco Casertantica di Casertavecchia che quest’anno avranno il piacere di avere un nuovo partner a loro fianco, ovvero i volontari di Formazione Solidale, associazione locale attiva in Senegal nella costruzione di una scuola di formazione professionale. Grazie alla birra del Radici Fest, quindi, non solo si sosterrà il festival ma anche i progetti di solidarietà di Formazione Solidale e lo stesso Micro Birrificio; una scelta di unità e di collaborazione tra tre realtà casertane che hanno scelto di promuovere un prodotto e un festival nati entrambi dalla passione di sperimentare nuove forme di socialità e aggregazione, provando a dare un segnale forte di come anche in provincia di Caserta si possa realizzare qualcosa semplicemente di buono e bello partendo dal basso. Sarà possibile acquistare la birra già da ora attraverso gli esercizi commerciali di Caserta e provincia che hanno deciso di ospitare la birra nei loro locali. Una lista completa sarà disponibile sul sito www.radicifest.com dove è possibile scoprire tutte le novità del festival. Ovviamente siamo aperti a nuove collaborazioni o locali che hanno desiderio di sostenere il festival sposando il progetto della birra del Radici Fest; chi volesse può inviare una mail a radicifet@gmail.com. Noi intanto, continuiamo a costruire un festival con l’obiettivo di migliorarci anno dopo anno, per portare sempre più gente a conoscere i tesori nascosti di Casertavecchia e non solo attraverso l’arte di strada!

La birra ufficiale della terza edizione del Radici Fest was last modified: maggio 2nd, 2016 by L'Interessante
2 maggio 2016 0 commenti
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Evoè
CulturaEventiIn primo pianoMusica

Gli Evoè Musica Popolare riscaldano Cerreto Sannita

scritto da Roberta Magliocca

<<Più che il concerto del Primo Maggio, sembra il concerto del Primo Gennaio!>>, così ha esordito, poco prima di cominciare a suonare, il fisarmonicista degli Evoè – Musica Popolare Paolo Tommaselli

Ed  effettivamente quella di ieri è stata una serata fredda, piuttosto insolita per essere la prima Domenica di Maggio. Ma sembra proprio che a Cerreto Sannita, un paesino in provincia di Benevento, ci siano abbastanza abituati alle temperature rigide. Sciarpe e giacche pesanti l’hanno fatta un po’ da padrona, dunque, ma solo fino alle primissime note suonate dal gruppo di musica popolare Evoè. 

Sono bastati solo un paio di loro pezzi per far scatenare la gente che era in piazza in pizziche, tammurriate e tarantelle, danze appartenenti alla cultura popolare del Sud Italia.

Sonorità calde ed energiche quelle degli Evoè: le tammorre e i tamburelli suonati da Ennio Di Maio hanno il colpo chiaro e deciso delle radici di un popolo che ha nella sua storia tragedia e meraviglia. Le corde di una chitarra suonata dalle mani di Mauro Tamburrini, mani plasmate da anni ed anni di studio e che pure si lasciano travolgere da una musica che ha più anima che spartiti. La voce di Sara Iannucci che con abilità e perfezione riesce a giocare tra dolcezza e sensuale aggressività, cantastorie di un mondo che fu. In una passione delle più tradizionali, di quelle tramandate da nonno a nipote, si inquadra la fisarmonica di Paolo Tommaselli che mai si è reso separabile dalla musica popolare. In compagnia del suo violino fin dall’età di 10 anni, Luigi Paciello ne ha fatta di strada musicale prima di approdare agli Evoè, rendendo la loro musica estremamente affascinante. Ma gli Evoè non sarebbero quello che sono senza l’eleganza, la leggerezza e l’incanto della ballerina Chiara Rapuano, che rende visivamente la magia della musica popolare.

Una tradizione non fine a se stessa quella degli Evoè, sempre impegnati nella continua ricerca di nuove sonorità per riportare in auge la storia di uno dei Sud più belli del mondo e raccontarlo attraverso una musica sempre esistita, innovandola e arricchendola di originalità e passione, affinchè anche i più giovani possano sentire vivo il legame con la propria terra.

Per restare sempre aggiornato sui concerti degli Evoè – Musica Popolare, clicca qui.

Roberta Magliocca 

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Gli Evoè Musica Popolare riscaldano Cerreto Sannita was last modified: maggio 2nd, 2016 by Roberta Magliocca
2 maggio 2016 0 commenti
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luoghi
CulturaEventiIn primo piano

Luoghi e piazze infestati di Napoli

scritto da L'Interessante

I luoghi infestati di Napoli

I luoghi infestati di Napoli

Palazzo Penne

Il palazzo appartenente al signor Penne, segretario del Re, par essere stato costruito in una notte. Il funzionario, innamoratosi di una fanciulla che gli promise amore se le avesse costruito un palazzo in una sola notte, chiese aiuto al diavolo Belzeburp. Al momento della resa dei conti però il signor Penne creò un tranello ad Diavolo che, infuriato, si dice sia stato risucchiato dalla terra che si aprì in due. In quello stesso punto oggi sorge un pozzo.

Piazza San Domenico Maggiore

Questo è senza dubbio dei luoghi più infestati di Napoli. Spicca qui il palazzo di *Maria D’Avalos *uno degli spiriti più tormentati di Napoli. Uccisa dal marito poiché adultera, il suo corpo fu gettato in mezzo alla piazza e lasciato lì per un paio di giorni in segno di disprezzo. Ancora oggi alcuni dicono di averla vista affacciata al balcone della casa.

Cappella San Severo

Nota soprattutto per il Cristo Velato, la cappella nasce in realtà come centro di raccolta massonica. Il Cristo infatti, è velato proprio perché i Massoni dovevano entrare nella chiesa completamente coperti, in una sorta di cecità, e scoprirsi solo dopo
un percorso iniziatico, raggiungendo così l’illuminazione. Sono presenti all’interno della stessa poi, le due macchine anatomiche che si dice siano corpi veri poiché perfetti, anche se poi studi approfonditi hanno dimostrato il contrario.

Piazza del Gesù Nuovo  

Si dice che al pomeriggio, su un lato di un palazzo alle spalle della statua al centro della Piazza, se si osserva bene è possibile vedere il volto della morte con tanto di cappuccio e falce.

Monaciello

E’ uno dei fantasmi più conosciuti a Napoli, è quello che fa scomparire le cose o, in alcune casi, anche riapparire.
La leggenda racconta che sia un bambino abbandonato e allevato dai monaci che portava il saio, dispettoso perché preso in giro da tutti. In realtà i monacielli non erano altro che i pozzari, coloro che andavano a svuotare le cisterne e che, oltre a essere molto minuti, indossavano un abito lungo con cappuccio per proteggersi dal freddo. Erano loro che, avendo accesso diretto alle case, rubavano gli oggetti o li lasciavano in caso di fuga o altro.

Maria Rosaria Corsino

Luoghi e piazze infestati di Napoli was last modified: maggio 2nd, 2016 by L'Interessante
2 maggio 2016 0 commenti
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Graus
CulturaEventiLibri

Graus Editore presenta ‘As-salāmu ‘alaykum’ il nuovo libro di Lorenzo Peluso

scritto da L'Interessante

Graus Editore

Graus Editore Presenta

As-salāmu ‘alaykum

il nuovo libro di Lorenzo Peluso

Lunedì 2 maggio alle ore 17.30, Lorenzo Peluso presenterà As-salāmu ‘alaykum alla libreria Feltrinelli di corso Trieste, Caserta.  Interverranno all’evento il Colonnello Vincenzo Lauro – comandante del Quartier generale italiano della Base Nato di Lago Patria, Ottavio Lucarelli – presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania  e la giornalista Daniela Volpecina che modererà l’incontro.

Il libro

As-salāmu ‘alaykum è un diario delle esperienze di un giornalista embedded al seguito delle missioni militari italiane in Afghanistan, Libano e Kosovo. Una testimonianza sul campo del contributo dato dalle truppe italiane alle popolazioni locali per garantire uno stato di pace duraturo. Cronaca, fotografia e ricordi personali in un accavallarsi di tante voci e di tanti sguardi, gli occhi di quei bambini kosovari e libanesi, che sono la speranza per un futuro migliore.

“Inconsapevole del turbinio di emozioni che stanno per travolgere la tua mente, continui a guardare quelle immagini. Ma intanto cresce l’attesa. Più guardi quelle foto, più sale la voglia di tornare. Ti mancano quei colori, quei silenzi, quei rumori. Ti mancano le voci, i paesaggi, la paura, l’incoscienza. Ti mancano quegli amici che, speri, siano lì ad aspettare te.”

 

L’autore

Lorenzo Peluso è nato a Sanza (Sa) il 17 dicembre del 1971. Giornalista embedded. Nella sua carriera, in teatri di guerra ha realizzato per il quotidiano “La Città “ e il “Corriere del Mezzogiorno” reportage da Herat e da Kabul, in Afghanistan. Inoltre, si è occupato della stabilizzazione dei Balcani e del Libano, oltre che dei campi profughi siriani. È direttore di “Quasimezzogiorno.it”, giornalista di Radio Alfa e corrispondente per il Corriere del Mezzogiorno.  

Graus Editore presenta ‘As-salāmu ‘alaykum’ il nuovo libro di Lorenzo Peluso was last modified: aprile 30th, 2016 by L'Interessante
30 aprile 2016 0 commenti
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Il tempo caldo delle mosche
CulturaEventiIn primo pianoLibri

Il Tempo caldo delle Mosche: grande successo per l’ultimo romanzo di Vincenzo Restivo

scritto da L'Interessante

Il tempo caldo delle mosche

Si è svolta con grande successo la presentazione dell’ultimo romanzo di Vincenzo Restivo alla libreria Pacifico di Caserta che giovedì 28 aprile ha superato le aspettative di partecipazione e interazione collettiva.

 Il tempo caldo delle mosche. Si chiama così la nuova fatica letteraria del giovane autore marcianisano, un erede appassionante che pare proprio non avere nulla da invidiare ai precedenti romanzi di formazione editi dalla Watson, casa editrice romana con cui Restivo conferma di voler proseguire un rapporto di fiducia e stima reciproca partito tre anni fa.

 Dopo L’abitudine del coleottero e Quando le cavallette vennero in città, l’esordiente creatura ha dimostrato di essere un’ulteriore denuncia sociale, delicatamente cruda e al netto di ogni forma di interpretazione buonista, che richiama con urgenza ed affezione, tematiche a sfondo LGBT.

In un contesto informale e diligente al tempo stesso, l’illustrazione della storia si è svolta in modo fluido e coinvolgente, grazie alla magistrale conduzione dei giornalisti Domenico Callipo e Gianrolando Scaringi.

Ad equilibrare un’intervista dalle varie sfumature, mirante al tema ancora ostico della diversità e l’inclusine sociale della stessa, sono intervenute le letture dal testo realizzate dall’attrice Denise Schlipfinger, volto operante al teatro stabile di innovazione della città di Caserta- Fabbrica Wojtyla.  Era inoltre presente il tesoriere dell’associazione RAIN ( LGBT Casertana), Bernardo Diana, il quale ha sottolineato il fondamentale apporto che Vincenzo dà all’associazione, specie con la rassegna letteraria, dal tiolo LIBERI. Un’iniziativa di successo, giunta al secondo anno,  che propone al pubblico letteratura di genere. Non è mancata, inoltre, la condivisione di una delle più grandi conquiste ottenute dai membri dell’associazione. È stata infatti annunciata la data del primo Caserta Campania pride, che si svolgerà il 25 giugno.

Il tempo caldo delle mosche – la trama

Siamo in una comunità contadina, di quelle dove il tempo è scandito dai ritmi della semina e del raccolto, dove il frutto della terra e l’allevamento degli animali rappresentano le uniche fonti di sostentamento. La vita è regolata dai rigidi valori morali della religione evangelica, la cui presenza si avverte in maniera piuttosto opprimente, al punto che ogni azione sembra essere misurata in base al metro di giudizio di ciò che «sta bene agli occhi di Dio». In questa comunità, apparentemente così sana e ligia, cova segretamente il vizio.

È un’estate torrida. Il caldo afoso e le mosche rendono l’atmosfera del luogo ancora più insopportabile e asfissiante. Il giovane Martin conduce la sua abituale vita contadina insieme ai genitori e a Caleb, il lavorante ventenne ingaggiato da suo padre, un uomo severo e violento, per sopperire ai limiti fisici del figlio. Quando Martin e Caleb non sono impegnati nelle dure attività agricole, si divertono a svagarsi nei campi e, in particolare, amano spiare dalla finestra la professoressa di Francese, Eva Besson, che ha la strana abitudine di girare seminuda per casa. E dove c’è lei, ci sono i corvi: segno di un oscuro presagio.

 

Un romanzo descrittivo e simbolico è il tempo caldo delle mosche, che nella sua rinnovata immagine bucolica fatta di insetti, arsure climatiche e sociali, sottolinea continuamente la forte influenza del pregiudizio sulle vite delle piccole realtà di paese. 

La diversità non può essere integrata, ha dichiarato Vincenzo Restivo, sarebbe una pretesa troppo grande che dovrebbe presuppore una capacità di comprensione del tutto, un ‘utopia irragiungibile.

Ognuno comprende ciò che vive, ha aggiunto, difendendo da linguista quale è la sua affezione alla parola inclusione, che sottintende l’aspirazione ad una società futura pronta a rispettare anche ciò che non avverte come affare proprio.

A chi gli ha chiesto perché i lettori dovrebbero scegliere il tempo caldo delle Mosche, Vincenzo ha risposto: perché c’è dietro tanto lavoro, c’è una storia in cui tutti possono riconoscere qualcosa di sé, come io stesso ho fatto quando, da scrittore, mi sono immerso in questa vicenda.

Grazie all’assenza di cronologie e spazi non definiti, il romanzo rende il tempo della storia, un tempo di riflessione possibile per tutti.

Michela Salzillo

 

Il Tempo caldo delle Mosche: grande successo per l’ultimo romanzo di Vincenzo Restivo was last modified: aprile 30th, 2016 by L'Interessante
30 aprile 2016 0 commenti
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Comicon
CulturaEventiIn primo piano

Comicon: cosa c’è dietro?

scritto da L'Interessante

Comicon

Si è da poco concluso uno degli eventi più attesi dell’anno per molti amanti del genere: il Comicon 2016. Ma quanto e quale lavoro c’è dietro?

Abbiamo intervistato chi è tra i protagonisti.

Il prepararsi a questo evento comprende anche una preparazione psicologica. In base a cosa si sceglie ciò che si vuole rappresentare?

La scelta di voler interpretare un certo personaggio nasce dall’ immedesimazione con lo stesso. Si va a creare con il suddetto un’empatia che permette di mostrarsi senza maschera nonostante il costume. La possibilità di travestirsi crea tra persone che tendenzialmente hanno difficoltà a relazionarsi, la capacità di abbattere i muri che si tendono a costruire.

E’ un percorso facile o si tende a cadere vittima dei pregiudizi?

Molto spesso si diventa vittima dell’ignoranza delle persone che vedono questo momento di aggregazione e di scambio anche culturale e di passioni come un qualcosa di negativo perché creato da persone tendenzialmente sole. Creare un legame con un personaggio non reale porta spesso alla conclusione che si stia avendo a che fare con un individuo incapace di creare dei legami nel mondo reale. Quando in realtà non è altro che una passione come un’altra.

Una volta arrivati alla fine, qual è la sensazione che si prova?

Nonostante tutto la sensazione che si prova è quella di una grande soddisfazione. Come in tutte le cose c’è bisogno di sacrificio e nel bene o nel male l’importante è che se ne parli. E devo dire che nel mio caso se ne è parlato molto bene. Al di là dei pregiudizi e di tutto credo che seguire le proprie passioni sia un modo per realizzarsi anche come persona.
E quelli che sanno solo parlare male dovrebbero farsi un esame di coscienza e rendersi conto che magari ciò che per loro può essere una sciocchezza, per altri molte volte ha rappresentato la salvezza.

Maria Rosaria Corsino

Comicon: cosa c’è dietro? was last modified: aprile 28th, 2016 by L'Interessante
28 aprile 2016 0 commenti
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