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Zucche
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Zucche, trucchi e burattini al Bco

scritto da L'Interessante

Zucche

Zucche, trucchi e burattini: al Bco si festeggia Halloween con eventi dal 27 al 31 ottobre

Zucche trasformate in opere d’arte, burattini, trucchi colorati e “terrificanti”. Sono queste alcune delle sorprese riservate ai clienti del BCOutlet, la galleria del Parco Commerciale Campania in località Aurno a Marcianise, in occasione della notte delle streghe e per l’intero weekend con un programma dedicato ai grandi e piccini.

Si comincia domani quando, dalle 17 alle 20, lo chef Francesco Scravaglieri si esibirà in uno spettacolo di intaglio di zucche. Tutti potranno assistere ad una vera e propria trasformazione di semplici zucche in spettacolari opere d’arte, ammirando l’intero processo di elaborazione.

Il 29 e 30 ottobre sono in programma appuntamenti dedicati ai più piccoli, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17, con gli animatori “Truccabimbi” che si divertiranno a far diventare i bambini colorati e “terrificanti” in vista della notte delle streghe. Negli stessi giorni dalle 17 alle 19 andrà in scena il Teatro Nazionale dei Burattini, con il Maestro Burattinaio Mauro Apicella. Uno spettacolo nel solco della tradizione del teatro di burattini, una delle forme di intrattenimento più antiche e divertenti sia per i grandi che per i bambini.

Il 31 ottobre, infine, a partire dalle 18 ci sarà l’assegnazione delle zucche intagliate dallo chef Scravaglieri. Ogni cliente che si presenterà al desk con uno scontrino d’acquisto in uno degli store del BCOutlet riceverà un biglietto di Halloween e partecipare all’estrazione delle zucche diventate opere d’arte.

Nel corso del weekend, inoltre, la zucca sarà l’assoluta protagonista anche in cucina con la preparazione di menu tematici all’interno dei locali dedicati alla ristorazione presenti in Bco.

Zucche, trucchi e burattini al Bco was last modified: ottobre 26th, 2016 by L'Interessante
26 ottobre 2016 0 commenti
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Schiaparelli
AttualitàIn primo pianoParliamone

Schiaparelli su Marte

scritto da L'Interessante

Schiaparelli

di Antonio Andolfi

La conferma non è arrivata. Il lander dell’ESA Schiaparelli è arrivato su Marte, ma non sappiamo con precisione come.

Ma andiamo con ordine. Prima le buone notizie: la sonda madre, Trace Gas Orbiter (TGO), ha terminato la pericolosa fase di cambio di orbita ed è ora in quella definitiva in cui rimarrà per 4 anni per studiare l’atmosfera marziana. Il primo obiettivo della missione ExoMars è stato raggiunto.

ExoMars e Schiaparelli: l’Europa su Marte

Dopo un viaggio di 7 mesi, la sonda europea ExoMars 2016 è arrivata nell’orbita marziana. Ma di cosa si tratta? Di due sonde: una sonda madre, chiamata ExoMars Trace Gas Orbiter (TGO), che orbiterà attorno a Marte a un’altezza di 400 Km; e una sonda figlia, il lander chiamato Schiaparelli in onore dell’astronomo italiano famoso per i suoi studi su Marte. Dal punto di vista scientifico si tratta di una sfida molto ambiziosa: trovare le prove dell’esistenza di forme di vita, oggi o nel passato, con una serie di strumenti appositamente pensati per questo. Ma lo è anche dal punto di vista tecnologico, perché l’ESA non ha mai realizzato nulla di paragonabile per livello di complessità.

Il lander Schiaparelli è una piccola stazione meteorologica, pesa circa 600 kg ed è un disco di poco più di un metro e mezzo di diametro. Il suo obiettivo scientifico è quello di studiare le tempeste di sabbia marziane. Sviluppata e assemblata sotto la responsabilità italiana, di Thales Alenia Space di Torino, Schiaparelli ha a bordo numerosi stumenti, in gran parte anch’essi sviluppati in Italia all’Università di Padova e all’Inaf di Napoli. Schiaparelli è atterrato sul suolo di Marte in una regione piatta relativamente piana, vicino all’equatore negli altopiani meridionali, chiamati Meridiani Planum. L’ellisse che racchiude l’area di atterraggio ha una lunghezza di circa 100 km ed è larga 15. E’ il primo lander europeo ad atterrare su Marte. Al momento infatti, sul pianeta rosso ci sono 7 sonde americane (di cui 2, Curiosity e Opportunity ancora in funzione), 3 russe (perse prima dell’atterraggio) e 1 inglese, Beagle 2, scomparsa durante l’atterraggio nella notte di Natale nel 2003. La fase di atterraggio delle sonde marziane è la più critica, come insegna la storia. E lo stesso vale per Exomars. L’attesa separazione tra la sonda madre e la capsula Schiaparelli è già avvenuta: il lander è stato lasciato cadere su Marte con una traiettoria puramente balistica, come quella di un pallone da calcio che viene rimesso in gioco dal portiere. Alle 16:42 è iniziato l’ingresso nell’atmosfera, a 121 km di quota e a una velocità di 21.000 km/h. A quel punto, dato il ritardo di circa 10 minuti tra le comunicazioni sonda-Terra, Schiaparelli non sarà più controllabile e tutte le operazioni verranno eseguite in modo automatico e senza che da Terra si sappia che cosa sta succedendo.

L’ingresso nell’atmosfera ha rallentato la sonda fino a 1.700 km/h. Fin qui tutto bene. Poi cos’è successo? Il paracadute si è aperto prima del previsto lo stesso anche lo scudo termico.  I retrorazzi, che avrebbero dovuto funzionare per circa 30 secondi, hanno invece funzionato appena per 3 secondi.

Che fine ha fatto Schiaparelli?

I sistemi per seguire in tempo reale la sonda e per avere le prime conferme dell’atterraggio hanno interrotto le loro registrazioni poco prima dell’atterraggio, quando la fase di entrata e frenata erano quasi concluse.

L’unico che poteva tracciare la discesa in tempo reale era il Giant Metrewave Radio Telescope (GMRT) situato a Pune, in India ha seguito il lander fino a 30 secondi prima del touchdown, poi non ha captato più nulla. Fino ad allora tutto era andato come da programma.

Anche l’orbiter europeo, Mars Express, ha seguito la discesa di Schiaparelli fino a pochi secondi prima dell’atterraggio, ma poi ha anch’esso perso il segnale, più o meno nello stesso istante del radiotelescopio indiano.

L’orbiter della Nasa Mars Reconnaissance Orbiter, che avrebbe dovuto provare a comunicare con Schiaparelli un’ora e mezza- due ore dopo il touchdown, non è riuscito a stabilire il contatto.

Cosa ne sarà di Schiaparelli?

La conferma che la sonda dell’ESA Schiaparelli si è schiantata sulla superficie di Marte arriva dalla Mars Reconnaissance Orbiter delle NASA che ha fotografato la medesima area prima e dopo l’arrivo di Schiaparelli.Nelle immagini si vede molto bene la presenza di un cratere provocato dall’impatto di Schiaparelli con la superficie marziana.

Nonostante tutto, la missione è andata bene, e aprirà la strada ad una nuova missione nel 2020, che porterà sul suolo marziano un modulo di discesa e il primo rover marziano europeo.

 

Schiaparelli su Marte was last modified: ottobre 24th, 2016 by L'Interessante
24 ottobre 2016 0 commenti
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Premio Nobel
AttualitàIn primo pianoParliamone

Premio Nobel per la Fisica 2016

scritto da L'Interessante

Premio Nobel

Di Antonio Andolfi

Il premio Nobel per la Fisica 2016 è stato assegnato a David Thouless, Duncan Haldane e Michael Kosterlitz per i loro studi sulle transizioni di fase topologiche e per le fasi topologiche della materia

Si tratta di in campo di ricerca molto complesso, che ha che vedere con il modo in cui la materia assume stati strani e imprevisti. I tre scienziati inglesi hanno utilizzato dei modelli matematici molto complessi e i loro studi stanno permettendo di esplorare gli stati più esotici della materia e di applicare questi ultimi allo studio di nuovi materiali.

 

Ma andiamo con ordine.

David Thouless, Duncan Haldane e Michael Kosterlitz hanno spiegato gli strani fenomeni a cui va incontro la materia quando cambia fase o stato, come avviene per i superconduttori, i superfluidi e i film magnetici. Per farlo hanno applicato alla fisica la topologia, una branca della matematica che studia le proprietà geometriche delle figure indipendentemente dal concetto di misura.

Hanno così posto le basi per capire il comportamento della materia a basse temperature o in presenza di campi magnetici.

Ma cos’è la topologia?

La topologia dei materiali, spiega come e perché cambiano le proprietà (come la conduttività elettrica) all’interno degli strati sottili della materia.

Kosterlitz e Thouless hanno studiato il comportamento elettrico delle superfici e dell’interno di materiali bidimensionali. Haldane ha studiato materia così sottile che può essere considerata monodimensionale.

I membri del Comitato di assegnazione del Nobel hanno provato a spiegare la complessa questione usando un bagel, un pretzel e un panino.

Per la topologia, non è importante la forma o il sapore di quei 3 dolcetti. Ma soltanto il numero di buchi. L’obiettivo della tipologia è descrivere forme e strutture attraverso alcune caratteristiche fondamentali, come il numero di fori. Così topologicamente parlando, una tazza è lo stesso di una ciambella, in quanto entrambi hanno un foro.

Utilizzando la topologia come uno strumento, i tre ricercatori hanno così aperto numerosi campi di ricerca e creato dei concetti nuovi ed importanti in diversi campi della fisica, prima di tutto quella dei materiali e dei superconduttori.

Andando un po’ più in profondità, tutta la materia è governata dalle leggi della fisica quantistica. Gli stati a noi più comuni della materia sono quello solido, liquido e gassoso. E’ in questi stati che gli effetti quantistici veri e propri sono mascherati dai movimenti degli atomi. Ma in condizioni estreme, a temperature prossime allo zero assoluto (-273°C), la materia assume nuovi stati particolari, comportandosi in modi diversi da quelli classici. E’ proprio in queste situazioni che i fenomeni quantistici diventano osservabili.

Quando cambia la temperatura cambiano anche gli stati della materia. L’esempio classico è quello dell’acqua: sotto lo zero è costituita da cristalli ordinati (ghiaccio); quando la temperatura aumenta cambia stato, diventa liquida e la sua materia si organizza in maniera decisamente più caotica.

Allo stesso modo, i materiali piatti studiati dai tre Nobel, cambiano il loro stato in modi inaspettati quando la loro temperatura viene portata quasi allo zero assoluto: per esempio le particelle perdono ogni attrito. Questo aspetto è particolarmente evidente nei superconduttori, in grado di far passare corrente elettrica senza creare resistenza e dispersioni di energia, e nei superfluidi.

Le ricerche in questo campo potrebbero servire a trovare nuovi materiali dalle proprietà interessanti per quanto riguarda la capacità di condurre elettricità o per lo spin degli elettroni, utilizzabili per trasportare informazioni in modo più efficiente.

Ma queste ricerche sono importanti anche per quanto riguarda la meccanic quantistica: in futuro tutte queste conoscenze potrebbero servire a mettere a punto, per esempio, computer quantistici.

 

David J. Thouless è nato nel 1934 a Bearsden (Scozia) nel Regno Unito, e ha conseguito il suo dottorato nel 1958 presso la Cornell University negli Stati Uniti.

F.Duncan M. Haldane è nato nel 1951 a Londra e ha conseguito il dottorato nel 1978 a Cambridge, sempre nel Regno Unito.

Michael Kosterlitz è nato nel 1942 ad Aberdeen (Scozia), ha conseguito il dottorato nel 1969 presso la Oxford University.

 

 

 

Premio Nobel per la Fisica 2016 was last modified: ottobre 21st, 2016 by L'Interessante
21 ottobre 2016 0 commenti
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Susanna
AttualitàIn primo pianoParliamone

Susanna Camusso a casa di Mamma Iolanda

scritto da L'Interessante

Susanna Camusso

Di Vincenzo Piccolo

Una storia che continua ad essere raccontata, un esempio che continua ad essere testimoniato, seguito. Perché se riesci a penetrare nell’anima delle intenzioni, allora riesci anche a capire la necessità della testimonianza.

È questo il compito che ormai ha assolto Iolanda di Tella, madre di Don Peppino Diana sacerdote assassinato a Casal di Principe il 19 marzo 1994, quello di raccontare il dolore che si prova nel perdere un figlio che, in verità, non è mai stato suo. Perché ha scelto di donarsi completamente all’altro, ha scelto di squarciare quel velo di omertà che opprimeva Casal di Principe e la Chiesa Diocesana negli anni del “Clan dei Casalesi”. Tanti hanno calcato via Garibaldi, la strada dove si trova la casa di Iolanda di Tella, troppi forse.

“Il mio Peppino era un sacerdote amato dalla gente e soprattutto dai giovani. Mi fa piacere che in tanti lo ricordino, che ne fanno memoria e che in nome suo organizzano tante iniziative. Ma a me manca mio figlio, io sono la mamma e lo avrei voluto qui, vicino a me.”

Queste sono le parole di mamma Iolanda rivolte a Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil, recatasi all’abitazione di Don Diana la scorsa settimana

Ad accoglierla,oltre che la di Tella, c’erano i fratelli del sacerdote, Emilio e Marisa. La Camusso si trovava nelle “terre di Don Diana” per prendere parte all’assemblea della Flai con i braccianti agricoli di Mondragone. Un’iniziativa contro il Caporalato, organizzata durante le tre giorni del Premio in memoria di Jerry Masslo, il bracciante sudafricano ucciso nelle campagne di Villa Literno nell’agosto del’89.

“Don Peppino Diana è una di quelle figure che rappresentano il riscatto di queste terre. Ha saputo rompere una tradizione di silenzio della chiesa. In questo ha dimostrato coraggio,visione,volontà. Lo dimostra il fatto che dopo tanti anni è considerato un punto di riferimento”,così ha voluto ricordare Don Diana, Susanna Camusso, come un “visionario coraggioso”. La morte di Don Peppe Diana è servita a dare memoria alla storia di un luogo macchiato dalla paura, dalla violenza e forse anche dall’ignoranza. La storia di Don Peppe Diana è un libro scritto dall’omertà di un popolo che ancora tante persone, fanno fatica a leggere. Questa storia accomuna quella di tante altre famiglie, vittime innocenti di un mostro creato da loro stesse, da noi stessi.

Ricordare e commemorare possono servire a creare la consapevolezza degli errori passati, ma siamo sicuri che non si ripeta ancora oggi?

La Camorra e l’omertà sono due facce della stessa medaglia, la stessa che la delegazione sindacale ha regalato a Iolanda di Tella. Questa non serve solo come promemoria, ma come impeto ad agire contro questo “mostro” che bisogna distruggere accendendo la luce della libertà e dell’onestà. Come dimostrano le tante iniziative proposte dal “Comitato don Peppe Diana” con Valerio Taglione presidente o dall’associazione dei medici volontari che porta il nome di Jerry Masslo che ha come presidente Renato Natale,primo cittadino di Casal di Principe. I due hanno vissuto a pieno gli anni precedenti l’assassinio di Don Diana e da qui hanno ricominciato. Perché, come già detto, la memoria non basta. Bisogna sporcarsi le mani, nel modo giusto.

Susanna Camusso a casa di Mamma Iolanda was last modified: ottobre 19th, 2016 by L'Interessante
19 ottobre 2016 0 commenti
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referendum
AttualitàCulturaIn primo piano

REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE: LE RAGIONI DEL “SI” E DEL “NO”. I L DUBBIO PERMANE

scritto da Walter Magliocca

referendum

Nella sala della Biblioteca Diocesana in piazza Duomo, a Caserta,  si è tenuto,  questo pomeriggio, un convegno molto seguito e sentito sul tema: “Le ragioni del NO, le ragioni del Si”. L’iniziativa è stata promossa dall’associazione “Risorse e Futuro”, presieduta dal magistrato dott. Andrea della Selva e dal Dipartimento di Giurisprudenza della Seconda Università, diretto dal professor Lorenzo Chieffi ed accreditata all’Ordine degli Avvocati di Santa Maria Capua Vetere.

Referendum: tema importante e molto delicato. Chiarite le ragioni delle posizioni contrapposte

Nonostante l’importanza e la delicatezza del tema, i relatori sono riusciti con estrema chiarezza a far comprendere, alla qualificata platea, le ragioni di diritto e politiche del voto referendario che si terrà il prossimo 4 dicembre.

A “fare gli onori di casa” è stato il presidente dell’associazione, dott. Della Selva il quale, salutando gli intervenuti e ringraziando i relatori, ha ribadito: “Non voglio considerarlo un dibattito, ma un sereno confronto culturale, con esplicazione delle motivazioni contrapposte, nonché un approfondimento su un tema che interessa il mondo politico nonché i cultori del diritto, oggetto del referendum costituzionale. E’ un momento importante non solo per il presente ma anche per il futuro del nostro paese”.

 A coordinare gli interventi è stato, con molta equanimità il professor Lorenzo Chieffi, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza alla seconda Università degli studi di Napoli che, prendendo spunto dalle varie posizioni, ha precisato che “non sussistono dubbi sulla correttezza del quesito referendario”.

Posizioni contrastanti ma supportate da dialettica convincente

Da una parte le ragioni del “No” sono state illustrate, in punto di diritto, dal professor Claudio De Fiores, docente di Diritto Costituzionale alla Sun e in ottica politica dall’onorevole Carlo Sarro, componente la Commissione Giustizia della Camera di Deputati. Dall’altra, le ragioni del “Si” sono state perorate dal professor Tommaso Eduardo Frosini, docente di Diritto Pubblico Comparato all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e dal senatore Lucio Romano, componente la prima Commissione permanente Affari Costituzionali del Senato.

 Le ragioni del “No”

Ad iniziare la serie degli interventi è stato il professore De Fiores che, a sostegno della tesi del “No”, ha rimarcato “anziché superare il bicameralismo paritario, la riforma lo rende  più confuso  creando conflitti di competenza tra Stato e Regioni e tra Camera e nuovo Senato”. Per poi continuare: “ la riforma non semplifica il processo di produzione delle leggi, ma lo complica: le norme che regolano il nuovo Senato, infatti, produrrebbero almeno 7 procedimenti  legislativi differenti”. Sulle modifiche al Titolo V: “Una mossa al contrario: dopo anni si decide che le Regioni hanno troppi poteri e si va ad accentrare. Peccato che non si tolgano quei poteri alle Regioni a Statuto speciale”.

Il senatore Sarro, sempre a sostegno delle ragioni del “No”, ha precisato “ i costi della politica non verranno dimezzati: con la riforma si andrà a risparmiare solo il 20%. Per ridurre gli stipendi sarebbe bastata una legge ordinaria. Si tratta, tra l’altro,  di una riforma non legittima perché prodotta da un Parlamento eletto con una legge elettorale dichiarata incostituzionale. Inoltre, anche gli amministratori locali, chiamati a comporre il nuovo Senato, godrebbero dell’immunità parlamentare. Il combinato disposto, riforma costituzionale – Italicum, accentrerebbe il potere nella mani del governo, di un solo partito e di un solo leader. I senatori, che non saranno eletti direttamente dai cittadini ma nominati dalle Regioni, a questo punto avrebbero almeno dovuto avere un vincolo di mandato”.

Le ragioni del “Si”

Il senatore Romano, per le ragioni del “Si” ha evidenziato che “la riforma prima di tutto consente per la prima volta di superare il bicameralismo perfetto, sul quale da anni c’è un forte ripensamento sia giuridico che politico. Il Senato non sarà più chiamato ad esprimere la fiducia al Governo e avrà scopi diversi. Sono solo sei gli articoli modificati. Comunque il primo passo decisivo sta proprio nella fiducia legata a una sola Camera”.

Il professore Frosini  ha evidenziato che “il voto del prossimo 4 dicembre non è uno stravolgimento, ma una “manutenzione” della Costituzione. Si supera il famoso ping-pong tra Camera e Senato, con notevoli benefici in termini di tempo. la diminuzione del numero dei parlamentari e l’abolizione del Cnel produrrà notevoli risparmi grazie all’introduzione del referendum propositivo e le modifiche sul quorum referendario migliora la qualità delle democrazia”. In merito al Titolo V della Costituzione: “Si opera per superare il problema del conflitto Stato-Regioni, che negli ultimi anni ha gravato enormemente sulla Corte Costituzionale. Rappresenta un salto di qualità per il sistema politico italiano e per il suo farraginoso processo legislativo, garantendo maggiore stabilità a un Paese che ha visto 63 governi susseguirsi negli ultimi 70 anni”.

Nel corso del convegno, gli interventi hanno toccato anche l’altro grande tema politico del momento, quello della Legge elettorale, che non sarà comunque oggetto del referendum del 4 dicembre.  

Le ragioni del “Si” e del “No” sono state espresse con arte nell’argomentare e con un confronto dialettico sereno, anche se su tesi contrapposte. I relatori sono riusciti a incidere con sicurezza su concetti e temi molto dibattuti.

I cittadini saranno chiamati, il 4 dicembre, ad esprimersi, nonostante tutto,  su un quesito fondamentale nella vita politica del paese

Sfogliare la margherita forse sarebbe più semplice.    

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REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE: LE RAGIONI DEL “SI” E DEL “NO”. I L DUBBIO PERMANE was last modified: ottobre 17th, 2016 by Walter Magliocca
17 ottobre 2016 0 commenti
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Dario Fo
CronacaCulturaIn primo pianoParliamone

Dario Fo, ultimo giullare

scritto da L'Interessante

Dario Fo

Di Vincenzo Piccolo

Si è spento oggi all’etá di 90 anni nell’ospedale di Sacco di Milano, dove era ricoverato da diversi giorni per complicazioni polmonari, il Premio Nobel per la Letteratura del ‘97, Dario Fo

A comunicarlo sono fonti ospedaliere.

Cantava, pochi momenti prima del ricovero, quando si erano viste aggravare le sue condizioni. Cosa che ha dell’incredibile, secondo il parere dei medici.

Difatti è sempre stato un anticonformista, un anticlericale, critico verso le istituzioni e la comune morale. “Chi ha detto che non si può cantare prima di morire?” Avrà pensato, lui che all’idea della morte non ha mai voluto cedere. Forse perché gli aveva tolto la cosa più cara che aveva, in arte come nella vita, sua moglie: Franca Rame. Con lei aveva saputo affrontare e mettere in scena temi importanti attraverso la satira e il grottesco, i suoi spettacoli erano disseminati da quei smitizzanti ribaltamenti sempre più frequenti nelle sue opere. Tipici i suoi rimandi alla Commedia dell’Arte, alle gag, al cinema muto con scene modellate sulle farse e le commedie brillanti. Una vita in scena, vissuta insieme a tante altre, cercando di comunicare qualcosa che forse non abbiamo mai capito.

L’arte di Dario andava oltre quella risata, troppo spesso malinconica, costellata di speranza. Una speranza che chiedeva cambiamento e, soprattutto, rovesciamento di quegli ideali alto-borghesi che avevano invaso la società dopo la seconda guerra mondiale. Sono molte le farse con cui Fo si prende gioco degli idealtipi appartenenti al mondo ecclesiastico o della morale borghese, intrise di valori sociali e politici. Quasi tutte interpretate e scritte, come già detto, con Franca Rame. La sua complice perfetta, in vita come in scena, fu subito colpo di fulmine, suggellato da un matrimonio e un figlio, Jacopo. Una figura fondamentale per la produzione artistica di Dario, tanto che decise di condividere con lei anche la medaglia del Nobel. Ma poi Franca se ne andó, morì il 29 maggio del 2013, lasciando Dario solo sulla scena. Quel duetto divenne un soliloquio che Dario continuava a recitare senza sosta, sotto quell’occhio di bue, quel fascio di luce che lo metteva a nudo con il suo dolore. Un dolore sempre nascosto sotto quel sorriso, stanco e consapevole che , spesso, la vita fa male.

Continua a scrivere, inarrestabile e sempre attento alla vita pubblica e all’arte. Dipinge e va in scena, organizza mostre, dibattiti e interventi, la speranza non si spegne. Non si dimentica di quel “Mistero Buffo”, di quella medaglia condivisa.

Non vuole lasciarsi abbattere dal tempo, che forse ha cambiato tutto ma non quello che voleva. Quel sorriso adesso sembra una ferita, ma ogni ferita può diventare feritoia, per questo ha continuato a ridere fino a poche ore fa. Dario da buon giullare lo sa, il riso è sacro.

 

 

Dario Fo, ultimo giullare was last modified: ottobre 13th, 2016 by L'Interessante
13 ottobre 2016 0 commenti
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al giannone
In primo pianoParliamoneSportVolley

AL GIANNONE L’INCONTRO SULLA STORIA DEL CAVALLO E DEL CONCORSO IPPICO DI CASERTA. DA DOMANI I CAVALLI IN GARA NEL PARCO DELLA REGGIA

scritto da L'Interessante

al giannone

Al Giannone incontro culturale tra storia e aneddoti del concorso ippico. Caserta regina degli sport equestri.

Si è svolto nell’Aula Magna del Liceo classico “Pietro Giannone” di Caserta, l’incontro culturale patrocinato dal Panathlon Club Caserta e ospitato dal glorioso istituto scolastico. Il tema del percorso storico-culturale: “Il cavallo napolitano e la tradizione dell’arte equestre a Caserta”.  
Il convegno è iniziato con i  saluti della Dirigente scolastica del liceo, Marina Campanile e del presidente del Panathlon Club Caserta Paolo Santulli, peraltro grande appassionato di cavalli. Poi è toccato ai relatori che  hanno deliziato la platea, composta, tra l’altro, da tanti ragazzi. A prendere prima la parola è stato il dr. Salvatore Auzino, dell’Associazione Culturale “Cavallo Persano nel Cuore” sul tema “Il cavallo del Sud. Il Corsiero Napoletano” il quale ha illustrato con dovizia di particolari l’evoluzione della razza equina anche con l’ausilio di slide. Poi è toccato al presidente della Società di Storia Patria Alberto Zaza d’Aulisio sul tema “Caserta e la tradizione dell’arte equestre”, tracciare un minuzioso, attento e ricco excursus documentato del concorso ippico a Caserta, sin dalla sua prima edizione che l’”avvocato-storico” avrebbe fatto risalire al lontano 1873. Ha ricordato, tra l’altro, la figura di Eugenio Berni Canani, colonnello casertano di cavalleria dell’ordine militare d’Italia e pioniere del concorso ippico nazionale di Caserta nonchè dei vari personaggi che, con il loro impegno hanno consentito lo svolgimento e conferito lustro al concorso ippico di Caserta, tra cui il cavaliere Giovanni Maggiò, il quale avrebbe poi realizzato, a Casagiove, uno dei maneggi privati più importanti d’Europa. 

L’incontro ha visto quale moderatore il promotore culturale, Aldo Antonio Cobianchi.

“Sono stata ben felice – ha detto il dirigente scolastico Marina Campanile – ospitare l’incontro che gli organizzatori hanno voluto far svolgere nel liceo Giannone per l’importanza che riveste l’istituto nell’ambito del territorio e per i casertani stessi nonchè per la tradizione “equestre” di molti allievi del passato. Inoltre la cinquanticinquesima edizione della Coppa d’Oro – città di Caserta – si svolge nello stesso anno in cui si celebra il centocinquantesimo anno di vita del liceo che mi onoro di rappresentare”.

  
Da domani nel parco della Reggia il concorso ippico

Il via domattina alle ore 8,00, nel parco della Reggia, alla cinquantacinquesima edizione del concorso ippico internazionale “Coppa d’Oro Città di Caserta” organizzata dalla Asd San Giorgio equitazione. Le gare si svolgeranno in quattro giorni e termineranno domenica 16 ottobre.
L’edizione del 2016 sarà ricordata anche come quella del record di partecipanti, con ben 280 cavalli iscritti.

Ecco il programma di gara: 
Giovedì 13 ottobre prenderà il via la Kermesse con un giorno di anticipo rispetto a quanto programmato a causa del gran numero di partecipanti. Le gare di salto ad ostacoli inizieranno alle 9, mezz’ora prima saranno precedute dalla cerimonia dell’alzabandiera con le note della fanfara della Brigata Bersaglieri “Garibaldi” e con il “battesimo” della sella, ovvero prove a cavallo tenute da istruttori federali. In serata alle 19 al Belvedere di San Leucio si svolgerà la cerimonia di consegna dei premi “Una Vita per il Cavallo”, il riconoscimento alla “carriera” di coloro, uomini e donne, che hanno dedicato la loro vita allo sviluppo dello sport equestre, a cura del Coni di Caserta. Saranno premiati il presidente nazionale della FISE (Federazione Italiana sport Equestri) Vittorio Orlandi, gli olimpionici Duccio Bartalucci e Laura Conz e poi Emilio Puricelli, Federico Roman, Enzo Truppa, Angelo Ranieri, Gaetano Ambrosio, Pasquale Capasso, Pasquale De Vivo, Giuseppe De Maio, Francesco Paolo Rocca.
Nelle giornate di venerdì sabato e domenica si svolgeranno le prove di salto ad ostacoli come da programma dalle 9,00 alle 17,30. 
Gli orari cambieranno per la giornata conclusiva della “Coppa d’Oro Città di Caserta” in quanto si gareggerà dalle 8,30 alle 16,30. Seguirà poi la cerimonia di premiazione e consegna dei premi d’onore e l’ammaina bandiera a cura della fanfara della Brigata Bersaglieri “Garibaldi”.  I premi previsti sono i seguenti: “Matisse Boutique-Caserta”, “Conad”, “Grand Hotel Vanvitelli”,“Tenuta Caiatina”, “Coppa del Presidente Fise”, “Coni Caserta”.

Attività collaterali al concorso denominati “I giochi del re”

Tra le altre attività collaterali al concorso ippico si svolgeranno domenica 16,  le manifestazioni nel parco previste nel programma de “I Giochi del Re”: teatro degli appuntamenti, promossi dal Coni, saranno dalle 11 alle 17, la Castelluccia con una esibizione tra sport e spettacolo degli atleti della scherma medioevale appartenenti alla Compagnia della Rosa e della Spada ed al Gruppo Sportivo “Giannone” di Caserta, e dalle 10 alle 13 il lago della Peschiera Grande dove sono previste, a cura della “Società Vela Radiocomandata Caserta”,  alcune esibizioni di modellini nautici ed una regata storica di modelli a vela intitolata al vascello a due ponti “Archimede”, appartenente alla Reale Armata del Mare del Regno delle Due Sicilie.

Possibile assistere gratis alla manifestazione accreditandosi sul sito
Tutte le informazioni sono sul sito www.coppadorocaserta.it.

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AL GIANNONE L’INCONTRO SULLA STORIA DEL CAVALLO E DEL CONCORSO IPPICO DI CASERTA. DA DOMANI I CAVALLI IN GARA NEL PARCO DELLA REGGIA was last modified: ottobre 12th, 2016 by L'Interessante
12 ottobre 2016 0 commenti
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corvino
CalcioIn primo pianoParliamone

CASERTANA: CAOS, CONFUSIONE E GESTIONE APPROSSIMATIVA. LA FINE E’ VICINA: SE NON OGGI SOLO RINVIATA. MA SI ATTENDE QUALCHE ALTRO COLPO AD EFFETTO

scritto da Walter Magliocca

corvino

Era già tutto scritto. Si aspettava solo il momento della divulgazione. E’ giunto, la resa dei conti. La Casertana è a rischio scomparsa: per colpa di chi?

Corvino perché sente il bisogno di chiarire solo adesso?

Apparentemente la conferenza stampa, convocata, more solito, in modo approssimativo e canalizzato per evidenti carenze nell’organigramma gestionale, aveva lo scopo di chiarire la situazione societaria. Corvino, oramai determinato, a suo dire, ad acquisire il pacchetto di maggioranza, ha sentito la “necessità” di comunicare ai tifosi ed alla città come stavano realmente i fatti.

Quando Lombardi ha deciso irreversibilmente di lasciare la società, Tilia è spuntato “dal nulla”, ha acquistato quote pur non avendo alcuna esperienza, capacità ed attitudine alla gestione di una società di calcio, né voglia di farlo. Però, guarda caso, demanda  a Corvino la guida (copresidente??) della Casertana calcio. Campagna acquisti, conferme e partenze: tutto passa per Corvino. La gestione però è  approssimativa e prosegue con molti bassi, tra chiarimenti e colpi “ad effetto” con la comunicazione di voler  lasciare la società e cedere le poche quote, solo il 6% !!!!, al miglior offerente. Perché?

Dal nulla, ma con notizie che filtrano molto tempo prima, spuntano Conte e Palomba

Nel frattempo arrivano anche dei nuovi finanziatori. Almeno sulla carta e a dire di Tilia. Il 35% passa nelle mani di Conte, onorevole regionale e pluri inquisito e tal avv. Palomba. Non cambia nulla. La squadra comincia a raggiungere risultati sul campo. Continuano le beghe dietro la scrivania figlie di una regia occulta. Speculativa o altro?

Conte e Palomba, dopo aver versato (ma a chi?), solo quarantamila euro, non fanno fronte agli impegni assunti. La gestione è sempre nelle mani di Corvino oggetto di continue  richieste di pagamento e  “costretto” a provvedervi per …. amore della città (Bah!!!).

Corvino ha deciso: ci penso io, sono gli altri i cattivi, sono gli altri che non mi permettono di agire per il bene del calcio cittadino. Gigante pensaci tu: ci penso io.

Mercoledì, cioè oggi pomeriggio, appuntamento dal Notaio per regolarizzare la situazione: o gli altri (i cattivi) provvedono a mantenere gli impegni o Corvino, se lo vorranno, è disponibile ad acquisire almeno il 67% delle quote, come da statuto quorum necessario per assumere decisioni in seno alla società. Altrimenti ….. tutti a casa. Si fallisce.

Perché adesso? Perché non pensarci prima? Quali i reali problemi e perché questa pantomima mettendo in piazza questioni di natura tecnico-legale di difficile comprensione e che alla fine interessano al tifoso in modo marginale? Si sperava che le risposte potessero arrivare a breve.

Difficilmente arriveranno risposte. Gli interrogativi sono troppi. Dal cilindro uscirà qualcosa.  Ma non si odono rintocchi dalle altre campane.

Ripensamento dell’ultima ora: in serata ennesimo comunicato di Corvino

 “E’ l’ennesima presa in giro del duo Conte-Palomba per interessi prettamente personali a discapito della Casertana. E’ con l’ausilio di Carlo Salomone, titolare di un’azienda pubblicitaria che gestisce per conto proprio la pubblicità della Casertana di cui non si è mai capito né come, né quanto fattura nè come incassa. Per cui sono convinto che La Pagliara avrà il suo tornaconto pubblicitario e di fatturazione. Conte Tilia e Palomba continueranno a prendere in giro Caserta nascondendo conti e incassi cercando di ricattare la città solo ed esclusivamente per questioni personali ed imprenditoriali. Speriamo che tutto questo porti a qualcosa di positivo ma io sicuramente con certa gente non mi sarei mai messo. E con questo considero chiuso l’argomento”.

E intanto l’ultimo aspetto che conta è il calcio giocato.  I contrasti aumentano e il calcio muore. Un film già visto. La città questo è capace di offrire.

Difficile da comprendere e da decifrare: la querelle.. continua.

CASERTANA: CAOS, CONFUSIONE E GESTIONE APPROSSIMATIVA. LA FINE E’ VICINA: SE NON OGGI SOLO RINVIATA. MA SI ATTENDE QUALCHE ALTRO COLPO AD EFFETTO was last modified: ottobre 12th, 2016 by Walter Magliocca
12 ottobre 2016 0 commenti
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Caso Emanuela Orlandi
CinemaCronacaCulturaIn primo pianoParliamone

Caso Emanuela Orlandi: “La verità sta in cielo”. Il film che sta dividendo l’opinione pubblica

scritto da L'Interessante

Emanuela Orlandi

Di Roberta Magliocca

Trentatrè. L’ann ‘e Cristo, risponderebbe mia nonna davanti alle cartelle della tombola sotto le luci intermittenti di un albero di Natale. Ma Natale non è, e quel numero niente ha a che fare con Cristo. Non è Natale e Cristo, nella vicenda di Emanuela Orlandi, scomparsa appunto 33 anni fa, non è mai entrato. Pur volendolo cercare, pur invocandolo, pur chiedendogli un segno, un indizio, lui non c’è. Non c’è Paradiso, nè inferno, non c’è guerra, nè pace, Emanuela non è viva, nè morta. 

Questo è il dramma delle sparizioni. Perchè al costante dolore, si aggiunge l’angoscia e la speranza. Ma facciamo un passo alla volta.

Emanuela Orlandi:  giovane per sempre

All’età di 15 anni, Emanuela, cittadina vaticana figlia di un commesso della Prefettura della Casa Pontificia, sparisce dopo la sua settimanale lezione di musica. Denunciata la scomparsa, inizialmente si pensa ad una fuga volontaria, una bravata. Ben presto si capirà, invece, che la vicenda è ben più complicata di così e che non solo non si tratta di una bravata, ma che intorno alla sua scomparsa c’è un mistero che coinvolge i servizi segreti di diversi paesi, la banda della Magliana, gente di malaffare, giudici. Tutto questo all’ombra del cupolone. Emanuela non è ancora stata ritrovata e, molto probabilmente, nessuno la troverà mai. Il mistero non è ancora stato risolto e, molto probabilmente, nessuno lo risolverà mai.

La verità sta in cielo: Roberto Faenza cerca di ricostruirne la vicenda

Il 6 Ottobre scorso, nelle sale cinematografiche italiane, è uscito “La verità sta in cielo” film-inchiesta di Roberto Faenza sulla sparizione della giovane ragazza. Il film, in un continuo salto temporale tra il 1983 e il 2015, intreccia testimonianze, processi, inchieste come in una staffetta di luci e ombre, segreti e chiarezza. E di chiaro sembra non ci sia proprio nulla. Eppure si scava in un unico terreno fatto di sacro e profano, di chiesa e malavita, di quanto dovrebbe essere più opposto e invece si attrae fino a diventare un solo corpo.

Famiglia Cristiana attacca duramente il film

Nessuno scoop, anzi. Quanto ci si aspettava, tanto è successo. Famiglia Cristiana sostiene che, tra le varie piste aperte sulla scomparsa della ragazza, si è scelta quella della Chiesa per sparare – a detta loro – su un bersaglio preso di mira quotidianamente. Quasi come a voler trattare con saccenza e superbia la questione, Famiglia Cristiana parla di una banalità nell’intreccio di una trama che non sta in piedi perchè ogni accusa contro lo IOR e la Chiesa si è poi conclusa con un nulla di fatto. Solo chiacchiere, dunque, per il giornale in questione.

Ma se è vero che l’inchiesta è stata chiusa senza che le responsabilità di alcuno venissero accertate, se è vero che il dito puntato verso il Vaticano si è dovuto abbassare perchè nessuna prova è stata apportata, questa difesa della Chiesa e dello IOR – alla luce dei recenti scandali, appurati eccome, che li hanno coinvolti e travolti – forse risulta estrema a tal punto da far storcere il naso. E se è vero che Vatileaks e vicende annesse, nulla hanno a che fare con Emanuela Orlandi, certo servono a comprendere che il Vaticano non è quella tunica bianca scevra di macchie che Famiglia Cristiana difende a spada sguainata.

Tutto questo per dire che “La verità sta in cielo” non marcia a piedi pesanti sulla Chiesa tentando di schiacciare tutto ciò che vede. Tutt’altro. Tenta di far chiarezza. Chiarezza non per demonizzare la Chiesa, ma per farne uscire la parte sana che nel silenzio e nella chiusura non ha da guadagnare ma solo da perdere. Bisogna fare rumore, far saltare la corruzione e le mani sporche. In fondo, lo stesso Papa Francesco combatte in casa propria una guerra non certo facile, ma assolutamente necessaria per riacquistare credibilità.

Adriana Serrapica, la dolce Emanuela 

In un’intervista timida e gentile, Adriana Serrapica – l’attrice che nel film interpreta Emanuela Orlandi – ci racconta di essere entrata in punta di piedi e con estremo rispetto in uno dei casi di cronaca che, come abbiamo visto, fa discutere. A volte anche troppo. Perchè in questo gioco di poteri e di scaricabarile di accuse, a volte si perde di vista quel viso: una ragazza è scomparsa, una famiglia è stata distrutta. Per le strade italiane c’è un fratello che cerca ancora la sua sorrellina, che ancora chiede giustizia, che vuole la verità. A costo di cercarla ovunque nel mondo. Anche in cielo.

 

Caso Emanuela Orlandi: “La verità sta in cielo”. Il film che sta dividendo l’opinione pubblica was last modified: ottobre 11th, 2016 by L'Interessante
11 ottobre 2016 0 commenti
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Coming out
AttualitàIn primo pianoParliamone

Coming out e unioni civili: una storia di battaglie in nome dell’amore

scritto da L'Interessante

Coming out

Di Michela Salzillo

Se il bruco può dirsi farfalla, ogni crisalide sa già delle sue ali. Non importa il tempo che ci vorrà o quanto difficile sarà la strada da percorrere, vedersi concesse le ali è ciò che conta, e sapere che la libertà non è solo utopia, a volte, diventa la consapevolezza che dà forza all’ obiettivo. È così che sembra questa giornata, un piccolo promemoria dell’essere, un post- it affisso sulla paura di svelarsi.

 Oggi, dal 1988, il calendario delle ricorrenze internazionali segna la celebrazione del coming out. L’idea, lanciata da Robert Eichberg, psicologo del New Mexico, e Jean O’Leary, politico ed attivista LGBT di Los Angeles, si festeggia da tempo come l’occasione di appartenersi totalmente, al netto di maschere e condotte che siano socialmente accettabili, senza troppe smanie. Si tratta di una realtà, intesa sia come evento che in termini di definizione, spesso confusa con l’outing. Sebbene le due cose siano strettamente collegate, non è detto che debbano essere l’ una la conseguenza dell’altra e di sicuro non sono sinonimi: mentre per  coming out si intende la manifestazione della propria identità di genere, esposta in prima persona e indipendentemente dal circostante, si parla di outing quando sono gli altri a svelare l’identità sessuale dell’ individuo.

la data, che ancora oggi è un “fisso” irrinunciabile per le comunità LGBT, fu scelta in occasione del workshop The Experience and National Gay Rights Advocates. All’epoca, venne individuata come la più consona perché direttamente collegabile al primo anniversario della seconda marcia nazionale su Washington per i diritti delle lesbiche e dei gay, tenutasi appunto l’11 ottobre 1987. Una festa, questa, che ha toccato, prima fra tutti, i consensi degli USA ,Australia, Canada, Germania, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Svizzera e Regno Unito, arrivando, con gli annessi ritardi, anche in Italia.

 Quest’anno, però, sulla scia del primo gay pride di Caserta, tenutosi il 25 giugno scorso, l’esigenza di “venire fuori” sarà un’opportunità di cui anche la nostra provincia vestirà vantaggi e bellezze. Ad organizzare un evento pregno di confronti e vissuti, che si preannunciano parecchio intensi, è stata RAIN Associazione LGBT casertana ONLUS che, dopo due anni di intensa attività sul territorio, continua a confermarsi un contesto proficuo e  di valore.

 L’appuntamento è fissato per questa sera, dalle ore 20:00 alle ore 23:30, presso la sede ufficiale, inaugurata da qualche settimana, sita in Via Giuseppe Verdi 15, 81100 Caserta. Con lo slogan keep and coming out, il meeting si terrà secondo parametri puramente informali, che mireranno all’unica priorità del raccontarsi, con la voglia di essere la propria verità, senza freni né misure.

La serata sarà anche un’occasione per guardare in faccia le problematiche socio- culturali che, nonostante i passi avanti in materia di paese civile, ancora si nascondono dietro le vite di molti omosessuali. L’associazione, nella persona del presidente, Bernardo Diana e di tutti gli attivisti, invita a portare con sé anche le famiglie : un passaggio importante, questo, perché quando ci si sente accettati da chi si ama, la quotidiana convivenza con l’estraneo che ancora rifiuta, diventa leggermente più semplice.

Dal coming out alle unioni civili: una storia di battaglie in nome dell’amore

Se è vero che l’Italia non arrivi mai in anticipo su certe novità, manifestando ancora parecchie falle in termini di “vedute allargate”, il numero di unioni civili che si stanno svolgendo lungo tutta la Penisola, da nord al sud, durante gli ultimi mesi, è in considerevole incremento.

Dopo l’unione celebratosi qualche settimana fa tra due donne casertane, per la prima volta nella storia, anche Ischia ha battezzato la sua prima coppia omosessuale, riconoscendole, civilmente, diritti e doveri coniugali. A dire sì, sono stati Domenico, psicologo di cinquant’anni, e Salvatore, vice presidente di una cooperativa sociale, quarantadue anni.

 La celebrazione, presieduta dal sindaco Giosi Ferrandino, è stata sobria e ricca di commozione.

“Vogliamo dedicare, simbolicamente, la nostra unione a quanti sono stati meno fortunati di noi. Agli uomini e alle donne omosessuali che in passato sono stati insultati, picchiati, confinati, incarcerati, reclusi nei campi di concentramento, torturati e uccisi. Soltanto per aver amato”.

Queste sono state le parole pronunciate dalla coppia nell’ambito della cerimonia, che, con voce rotta e visibile felicità, ha gridato soddisfazione per la conquista ottenuta.

“Abbiamo combattuto, silenziosamente, col nostro fare di tutti i giorni, per far comprendere che un omosessuale può essere una persona perbene, normalizzando così, passo dopo passo, i pregiudizi e gli stereotipi.”

 La cronaca dei festeggiamenti ha invaso tutte le testate locali e nazionali, rivelandosi una delle migliori testimonianze di crescita e speranza.  Anche quest’ ultima storia, come quelle precedenti e le altre che verranno, sembra fatta a posta per dimostrare che, se anche  imparare a volare non è una cosa facile, provare la sensazione delle piccole e grandi libertà quotidiane, spesso  restituisce l’esistenza e la voglia di vivere.

 

Coming out e unioni civili: una storia di battaglie in nome dell’amore was last modified: ottobre 11th, 2016 by L'Interessante
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