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In primo piano

Farmacia degli Incurabili
CulturaIn primo piano

Farmacia degli incurabili: arte e scienza

scritto da L'Interessante

Farmacia degli Incurabili

Se l’arte non è una scienza esatta, la medicina può assumere una connotazione di straordinaria eleganza: si tratta di una verità di difficile trasposizione oggettiva, se ragioniamo secondo i canoni standard di bellezza e valore artistico. La farmacia degli incurabili, una delle gemme cardini del patrimonio culturale napoletano, potrebbe essere un inizio di buona abitudine per cambiare idea.

Il monumentale ospedale fu fondato tra il 1520 e il 1522 per volontà della nobildonna Maria Lorenza Longo, il cui desiderio affiorò in seguito ad una grave malattia, che la obbligò ad una paralisi totale ed irreversibile.

È all’interno del nosocomio che venne edificata la prima icona concreta della farmacia, successivamente ampliata e decorata, al fine di giungere all’immagine compiuta del museo attuale. Un capolavoro di epoca barocca che si presenta, al tempo stesso, come un efficiente laboratorio del farmaco ed interessante luogo di rappresentanza per l’aristocrazia scientifica dell’Illuminismo napoletano.

Si tratta di un sito unico nel suo genere, senza degne imitazioni in tutto il panorama europeo: è un sintetizzatore di opere d’arte, concentrate lungo l’enorme perimetro, adornato da strumentazioni mediche dell’epoca, medicinali e ampolle contenenti rimedi  palliativi e le farmacie portatili – invenzione Rinascimentale che sorse dalla necessità del medico di avere con sé almeno il minimo indispensabile per un soccorso d’urgenza. Erano solitamente costituite da una cassetta in legno suddivisa in vari scomparti nei quali venivano inseriti pochi strumenti chirurgici e l’occorrente per una terapia farmacologica-.

 Visitando il luogo, anch’esso aperto al pubblico in occasione dell’iniziativa monumenti aperti, sarà possibile visionare stampe anatomiche e volumi dal valore inestimabile che testimoniano la storia della scuola medica napoletana del 1600, nata nell’alto medioevo, si racconta –secondo leggenda- che un pellegrino greco di nome Pontus giunto nella città di Salerno , trovò rifugio sotto gli archi dell’antico acquedotto dell’Arce.  In seguito all’improvviso scoppio di un temporale, altri tre viandanti si diressero verso lo stesso luogo.

Poco dopo, scoprirono che tutti e quattro si occupavano di medicina. Decisero allora di creare un sodalizio e di dare vita a una scuola dove le loro conoscenze potessero essere raccolte e divulgate.

 Di questa realtà, strutturata successivamente, fece parte anche Giuseppe Moscati ( medico nato in provincia di Avellino, dedicò la sua attività all’assistenza gratuita di degenti che versavano in condizioni precarie, sia da un punto di vista sociale che da quello economico.)

La struttura della Farmacia

Le due principali sale che costituiscono la Farmacia, chiuse per oltre trent’anni, sono state riaperte al pubblico nel 2011, mostrando al mondo intero un lussuoso ambiente settecentesco: un maestoso doppio scalone in piperno, la roccia lavica tipica a Napoli, conduce nella prima sala, adornata dal pavimento maiolicato, frutto dell’opera del prestigioso “atelier” dei fratelli Massa (che avevano già dato prova delle proprie abilità nelle maioliche del Chiostro di Santa Chiara). La funzione della seconda sala è invece di rappresentanza, come testimoniano gli arredi e le decorazioni interne: rivestimenti parietali, arredi in radica di noce, armadietti ornati da capitelli intarsiati, tutte opere dell’ebanista Agostino Fucito. Sul soffitto una grande tela illustra l’eroe della mitologia greca, Achille. La visita guidata partirà dalla Farmacia per proseguire con l’annessa Quadreria dell’ospedale, da poco rinnovata, e l’interessante Museo delle Arti Sanitarie. Il percorso si concluderà con l’Orto Medico “Giardino dei Semplici”, situato nel chiostro più grande del complesso, in cui sono state ripiantate da poco tempo oltre cento specie di erbe medicinali.

Michela Salzillo

 

Farmacia degli incurabili: arte e scienza was last modified: marzo 31st, 2016 by L'Interessante
31 marzo 2016 0 commenti
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Capua
CulturaEventiIn primo piano

Capua tra cultura, storia e buon cibo

scritto da L'Interessante

In occasione delle aperture gratuite presso i più importanti riferimenti monumentali campani, anche Capua si è organizzata per garantire la visita non a pagamento ai tesori della città

Dal 3 aprile, ogni domenica del mese, Capua il Luogo della Lingua Festival, Biblioteca di Palazzo Lanza ed Ex Libris propongono, in collaborazione con il Touring Club Di Capua-Aperti, per cittadini affezionati e turisti curiosi, una giornata fra cultura, storia e buon Cibo.

Il programma stilato dagli organizzatori, per la giornata di inaugurazione dell’evento, prevede la partenza da palazzo Lanza alle ore 10:00 per raggiungere, da lì a poco, la prima tappa prevista, ossia la visita al Museo Provinciale Campano: fondato dal Canonico Gabriele Iannelli nel 1870, inaugurato nel 1874, oggi è di proprietà dell’Amministrazione Provinciale di Caserta.

E’ stato definito da Amedeo Maiuri “il più significativo della civiltà italica della Campania”, regione a cui Capua ha dato il nome.

Il Museo è ospitato nello storico palazzo Antignano la cui fondazione risale al IX secolo.

Previsto è anche il passaggio alle Chiese a Corte di periodo longobardo.

Per il pranzo si ritorna presso il ristorante Ex Libris con il menù “Terra Laboris” che esalta i prodotti del territorio, scelti in base alla stagionalità dal cuoco Gabriele Fusco e accompagnati da vini abbinati dalla sommelier Mariateresa Lanza.

Nel Pomeriggio (su richiesta) visita alla Basilica Benedettina di S. Angelo in Formis.

Il menu:

Menù Terra Laboris

Antipasto

“Mezzocannone” di pasta fillo con ripieno di verza, maiale, mozzarella, mela e cipolla alifana in agrodolce.

Primo

Risotto vialone nano con olive nere e polvere di cappero disidratato

Secondo

Coniglio ripieno di patate al tartufo e cipolla alifana in agrodolce caramellata

Dolce

Tortino di pera e cioccolato su crema inglese

Vino

Tenuta Adolfo Spada, Galluccio Bianco, 2014

Tenuta Adolfo Spada, Galluccio Rosso, 2013

Antipasto, primo secondo, dolce, vino euro 25.00

Arrivo con mezzi propri

È richiesta la prenotazione, entro il venerdì sera precedente, ai numeri 0823 622924 (Ex libris), 389 2697325 (Assunta Cerrone), 338 9993220 (Giuseppe Bellone)Partenza da Palazzo Lanza in C.so Gran Priorato di Malta, Capua.

Michela Salzillo

Capua tra cultura, storia e buon cibo was last modified: marzo 31st, 2016 by L'Interessante
31 marzo 2016 0 commenti
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Domenica
CulturaEventiIn primo piano

Domenica 3 Aprile: Musei Aperti

scritto da L'Interessante

Domenica musei aperti

Grazie all’iniziativa voluta dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, anche Domenica 3 Aprile tutti i musei, monumenti, siti archeologici statali in Italia saranno aperti al pubblico

L’iniziativa, indicata sui social con l’hastag #Domenicalmuseo, permette la visita gratuita di luoghi di cultura che piano piano stanno vedendo un incremento di adesioni da parte del pubblico cittadino.

Tra i vari siti che si potranno visitare a Napoli, ci sarà anche la possibilità di entrare nel Palazzo Stigliano Zevallos, sito in Via Toledo, che contiene più di 120 opere tra cui lo splendido Martirio di Sant’Orsola di Caravaggio, ultima opera del Merisi prima della morte.

Ecco quali saranno i musei e i luoghi che si potranno visitare a Napoli e provincia:

Anfiteatro Flavio

Antiquarium nazionale di Boscoreale

Appartamento storico di palazzo reale

Castel Sant’Elmo

Certosa di San Giacomo

Certosa di San Martino

Complesso termale di via Terracina

Grotta Azzurra

Museo Archeologico dei Campi Flegrei

Museo Archeologico della penisola sorrentina

Museo Archeologico di Pithecusae

Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Museo del Novecento

Museo della Ceramica Duca di Martina

Museo di Capodimonte

Museo di San Martino

Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes

Museo Storico Archeologico di Nola

Palazzo reale di Napoli

Parco Archeologico di Baia

Parco Archeologico di Cuma

Parco Archeologico di Liternum

Parco di Capodimonte

Parco e tomba di Virgilio

Sacello degli Augustali

Scavi di Ercolano

Scavi di Pompei

Scavi di Stabiae

Teatro romano di Miseno

Tempio di Diana

Tempio di Serapide

Villa di Arianna

Villa di Poppea

Villa Floridiana

Villa Pignatelli

Villa Regina

Villa Romana

Villa San Marco

Maria Rosaria Corsino

Domenica 3 Aprile: Musei Aperti was last modified: marzo 31st, 2016 by L'Interessante
31 marzo 2016 0 commenti
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Open Live
CulturaEventiIn primo piano

Open Live: l’arte nonostante tutto

scritto da L'Interessante

Open Live

Secondo appuntamento in vista per la rassegna d’arte intitolata: “Open__Live: l’arte nonostante tutto, organizzata presso l’officina Open a Villa di Briano

“Dopo il successo della prima data che ha visto l’esibizione di diversi artisti del territorio e la partecipazione di moltissimi giovani, ci siamo sentiti incoraggiati a continuare con maggiore impegno e determinazione”, ha dichiarato Fabio Ianniello, ideatore e responsabile del progetto. “Siamo davvero convinti che la bellezza sia uno strumento  indispensabile alla sopravvivenza del territorio che viviamo, nonostante tutto”.

Musica, fotografia, letteratura e tutto quanto può servire ad avviare percorsi di Bellezza dunque; questo è il cuore di Open_Live: l’arte nonostante tutto, una rassegna culturale che si rinnova ogni quindici giorni in quel di Villa di Briano, con una proposta artistica sempre nuova ed accattivante.

Il prossimo appuntamento è previsto per giovedì 31 marzo a partire dalle 21.30 presso la sede dell’officina culturale Open a Villa di Briano, in via Santagata 159/161. A tenere le fila della serata: Emy Gentile, cantautrice della provincia casertana, appassionata del genere country con all’attivo diverse collaborazioni importanti e Sissi Dell’aversana, artista poliedrica e curiosa, che esporrà la sua particolare raccolta di foto.

Open Live: l’arte nonostante tutto was last modified: marzo 31st, 2016 by L'Interessante
31 marzo 2016 0 commenti
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Gianmaria Testa
CronacaIn primo pianoParliamone

Gianmaria Testa: muore un poeta

scritto da L'Interessante

Gianmaria Testa

Nato fra l’umiltà e il sudore dignitoso di una famiglia contadina, si è spento il cantautore che suonava la meraviglia dell’essenziale: Gianmaria Testa

Non ce l’ha fatta il poeta di Cavallermaggiore, ha imparato a cantare il suo ultimo saluto oggi.

 È morto a 57 anni, raccogliendo lo stremo di un anno impiegato a lottare per un cancro non operabile, di cui aveva appreso la comparsa aggressiva nel gennaio scorso. Da allora preferì evitare le luci della ribalta per dedicarsi alla lotta impari con la sua malattia.

Nato in provincia di Cuneo nel 1958, cominciò a suonare la chitarra da autodidatta, il suo primo lavoro non ebbe a che fare con la musica, per alcuni anni   esercitò infatti l’attività di ferroviere, prima, e capostazione poi, guadagnandosi da vivere fra i binari della sua città d’origine.

Nei primi anni, con in tasca un cumulo di sogni acerbi, alternò la sua statale occupazione con quella della musica. Oltre ad essere molto conosciuto in Italia, Testa era un’artista parecchio amato in Francia, patria di adozione che gli aveva regalato stima e successo ancor prima della nostra penisola.

Definito da Il Corriere della Sera, il cantautore letterario, aveva dichiarato in un’intervista:

“amo sacrificare il mio linguaggio in quest’epoca di ridondanze”.

Gianmaria Testa, la Carriera:

Il debutto di Testa avvenne come strumentista di gruppo rock, ma non tardò a capire che la sua vera identità apparteneva ad un impavido, ma poi ben riuscito, esperimento da solista.

Dopo aver vinto il Festival musicale di Recanati dedicato ai nuovi talenti della canzone d’autore, nelle consecutive edizioni del 1993 e 1994, incontra Nicole Courtois, produttrice francese, che ne comprenderà la forza interpretativa ed autorale: è grazie a questa esplosione di caso intrecciato su  un destino artistico facilmente prevedibile, che nel 1995 esce in Francia, per l’etichetta Label Bleu (Amiens), il suo primo disco, intitolato Montgolfières. Condivise la direzione artistica di questa prima creatura con l’amico Piero Ponzo.

 Nell’ottobre del 1996 esce il secondo lavoro, Extra-Muros che inaugura la nuova etichetta dedicata alla canzone dalla Warner Music francese, la Tôt ou Tard.

Sempre in questi anni si esibì per la prima volta all’Olympia, fu l’ occasione, secondo le strane leggi del paradosso, che catturò l’attenzione accanita della stampa italiana sul suo, fino ad allora, sottovalutato talento.

Nel febbraio del 1999 esce il suo terzo album ,Lampo, realizzato con la collaborazione di numerosi musicisti: da Glenn Ferris a Vincent Segal, da Riccardo Tesi a Rita Marcotulli.

Risale al 2000 l’uscita de: “il valzer di un giorno” è stato questo il suo primo disco ad essere interamente realizzato e prodotto in Italia. Nel 2006 Testa dedicò un intero album- Da questa parte del mare– ai migranti di ieri e di oggi.

 Negli ultimi anni aveva fatto anche teatro (18 mila giorni — il pitone) e nel 2012 aveva pubblicato Ninna Nanna dei sogni, il suo primo libro edito da Gallucci editore.

Nella sua lungimirante carriera il poeta della canzone semplice aveva suonato in più di tremila concerti non solo in Europa, ma anche in Canada e Stati Uniti.

Il suo ultimo lavoro discografico dal titolo Men at work, uscito nell’ottobre del 2013,  è stato registrato dal vivo durante alcuni suoi concerti. Col senno di poi, sembra essere un testamento cantato, che ha lasciato e chi gli ha voluto bene, come  a ringraziare il suo pubblico con gratitudine piena ed emozionante.

Michela Salzillo

Gianmaria Testa: muore un poeta was last modified: marzo 30th, 2016 by L'Interessante
30 marzo 2016 0 commenti
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Gnut
CulturaEventiIn primo pianoMusica

Club 33Giri: Gnut in duo con Mattia Boschi live. Unica data casertana per il “Domestico” Tour

scritto da L'Interessante

Domenica 3 aprile 2016, a partire dalle ore 21.30,  l’Associazione Culturale Club 33 Giri ospiterà l’unica data casertana di presentazione del nuovo ep di Gnut dal titolo “Domestico”

Il concerto si terrà nella sede dell’associazione, in via R.Perla (Central Park, incrocio con via Jan Palach) a Santa Maria Capua Vetere (Ce). Il cantautore napoletano salirà
sul palco accompagnato da Mattia Boschi al violoncello. L’ep** “Domestico” è stato realizzato grazie ad una campagna di crowdfunding con Musicraiser.*

Con il precedente album “Prenditi quello che meriti” è stato acclamato come una delle migliori realtà cantautoriali della sua generazione, ora Gnut pubblica un nuovo EP dal titolo “Domestico”, in cui tutta la sua arte, fatta di testi leggeri ma di spessore, melodie sospese tra pop e folk che rimangono impresse dal primo ascolto, si condensa in un universo fatto di
visioni che parlano di quotidianità semplice ma profonda. L’EP è stato finanziato grazie ad una campagna di crowdfunding realizzata con Musicraiser. “Domestico”, ha il doppio significato del cognome dell’artista (Claudio Domestico appunto) e della registrazione casalinga, intima; contiene sei brani nuovi di zecca, in cui il cantautore napoletano chiama a sè degli amici e straordinari musicisti: Marco Caligiuri alla batteria, Valerio Mola al contrabbasso, Mattia Boschi al violoncello, Daniele “Mr Coffee”Rossi alle tastiere, Luigi Scialdone al mandolino, Francesco Arcuri alla sega musicale, Maurizio Capone alle percussioni, Daniele Sepe ai sax e flauti, e lo stesso Gnut, alle chitarre acustiche ed elettriche. L’ep farà da anteprima al disco prodotto da Piers Faccini e in uscita nel 2017 per un’etichetta francese. La copertina di “Domestico” è stata realizzata da Giuseppe Boccia con un illustrazione di Stif che ha creato il logo che accompagnerà il tour, “Homebrella”. L’intro dell’ep, “La Banda”, è una registrazione che fatta  mettendo il microfono fuori dalla finestra mentre passava la “Scalzabanda”, simpaticissima banda di bambini e bambine del quartiere Montesanto a Napoli. Claudio dedica “Domestico” al piacere delle
piccole cose quotidiane, all’amore e all’attenzione nei confronti di ciò che lo circonda, in un condensato di emozioni quotidiane e al tempo stesso straordinarie.

Per partecipare a tutte le attività dell’Associazione Culturale Club 33 Giri è necessario tesserarsi per entrare a far parte del collettivo. La tessera, che ha validità per l’intera durata della stagione associativa, si può sottoscrivere durante qualsiasi evento o incontro.

Per maggiori informazioni sull’associazione o sull’evento è possibile visitare il sito a questo indirizzo: http://club33giri.it/

Club 33Giri: Gnut in duo con Mattia Boschi live. Unica data casertana per il “Domestico” Tour was last modified: marzo 30th, 2016 by L'Interessante
30 marzo 2016 0 commenti
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Luciano
CulturaIn primo pianoMusica

Luciano Bideri: una vita per la musica

scritto da L'Interessante

Luciano Bideri

Dopo novantadue anni di esistenza, molti dei quali spesi a scoprire e promuovere gli astri nascenti della tradizione musicale napoletana, è morto l’editore Luciano Bideri

Si è spento il 27 Marzo all’ età di novantadue anni: titolare della Edizioni musicali Bideri, fondata nel 1876, aveva battezzato e seguito fino all’ età della saggezza i più bei brani del patrimonio musicale partenopeo.

Tutti conoscono canzoni come O surdato ‘nnamurato, scritta nel 1915 da Aniello Califano ed Enrico Cannio, e ‘O Sole mio, un capolavoro del 1898, partorito dal genio artistico di Giovanni Capurro ed Eduardo di Capua ma pochi sanno che, se sono ancora oggi repertorio d’ onore di interpreti nazionali ed internazionali, il merito è della famiglia Bideri, a capo della produzione musicale di eccellenza da più generazioni.

Luciano era il pronipote del Barone Ferdinando Bideri, fondatore primo dell’etichetta musicale che erediterà il suo stesso cognome. Il novantaduenne è stato pioniere di una lunga carriera, costruita non solo sulle fondamenta di quello che il nonno gli aveva lasciato in custodia: si è infatti guadagnato la fama che oggi celebriamo anche come ex presidente sia dell’ente nazionale per la canzone napoletana, sia per la SIAE (Società Italiana degli Autori e gli Editori), esperienza vissuta fino agli anni novanta.

È Stato uno dei principali promotori del festival di Napoli, una competizione canora nata nel 1952 e cessata nel 2004. Dal 1952 al 1970 lo spettacolo fu trasmesso dalla RAI, mentre tra il 1998 ed il 2004, in chiave rielaborata, fu mandata in onda da Rete 4.

I funerali si sono tenuti martedì 29 Marzo nella chiesa di Santa Chiara a Roma, in piazzale Delfico, tra le tante persone accorse per dare l’ultimo saluto al Bideri, anche i figli Silvia e Flavio che, già stretti collaboratori del padre, da oggi daranno seguito alla lunga attività di passione e musica cominciata molti anni fa.

La Bideri edizioni: una lunga catena di promozione musicale

La prima bozza da cui nacque l’idea concreta della casa editrice fu elaborata da Giovanni Emanuele Bideri, poeta e drammaturgo italiano. La sede venne stabilita ,inizialmente, in via università vecchia, a Napoli, ma fu spostata nel 1883 in via San Pietro a Majella.

Alla produzione di quegli anni appartengono opere di rilevante importanza, come un volume sulla storia del teatro San Carlo elaborato da Salvatore Di Giacomo: fino a quel momento, la filosofia della casa editrice si era mossa su logiche culturali tradizionali, ma ben presto assunse una più definita identità, muovendo passi piccoli ma decisi anche in direzione del panorama discografico.

Una scelta fatta con audacia e senza grosse pretese che, però, si rivelò sin da subito un’ ottima opportunità di diffusione del concetto di arte inteso come mestiere proficuo e dignitoso, dando voce a tutti i principali protagonisti della canzone napoletana a cavallo fra i due secoli.

Tra questi: Libero Bovio che solo nel 1915 confezionò canzoni come Tu ca nun chiagne (musica di Ernesto De Curtis) e Reginella (musica di Gaetano Lama); Ernesto Murolo autore di Tarantelluccia (1907), Te sì scurdata ‘e Napule (1912), A primma ‘nnammurata (1917), Mandulinata a Napule (1921), Nun me scetà (1930) ed Adduormete cu mme (1932).

Molte delle canzoni composte in questo periodo fecero il giro del mondo, oltre a  ‘O sole mio,  cantata anche da Elvis Presley e da Bill Haley,  sono  molto note I’ te vurria vasà, O marenariello, Voce ‘e notte, Io ‘na chitarra e ‘a luna.

Se è vero che  la morte è uno dei processi per esistere, secondo Friedrich Nietzsche, una vita senza musica, sarebbe un errore, e questo Bideri l’ha ricordato per più di novant’anni.

Michela Salzillo

Luciano Bideri: una vita per la musica was last modified: marzo 30th, 2016 by L'Interessante
30 marzo 2016 0 commenti
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Bruxelles
AttualitàIn primo pianoParliamone

Bruxelles: ennesimo False Flag?

scritto da Roberta Magliocca

E’ passata una settimana dall’attentato all’ aeroporto e alla metropolitana di Bruxelles, cuore del Belgio, cuore d’Europa. 

Eppure c’è chi pensa che bombe, morti e feriti siano tutta una montatura dei grandi d’Occidente per farci vivere nel terrore, per tenere in mano il popolo e manovrarlo come se fosse una macchia di marionette di cui decidere vita, morte e spostamenti. 

Bruxelles: i video della tragedia

Già Striscia La Notizia, nella puntata del 23 Marzo, giorno dopo gli attacchi, aveva mostrato al popolo italiano come Sky tg 24 avesse sbagliato a mandare in onda un servizio, mostrando la ripresa dell’attacco a Mosca nel 2011, facendolo passare per gli attentati di Bruxelles. Ovviamente, Striscia la Notizia percorre la pista dello sbaglio giornalistico, non accusando di malafede i colleghi di Sky, ma solo di distrazione. C’è chi invece ha pensato che i media abbiano avallato i giochi di potere dei capi d’Europa, mandando in onda servizi falsi e ben recitati.

Infatti, a Febbraio, a circa 400 metri di distanza dal luogo dell’attentato di Bruxelles, ci sarebbe stata un’esercitazione dei Vigili del Fuoco e di tutti gli organi preposti ad intervenire durante attentati del genere. Queste esercitazioni – provviste di feriti finti, barelle, ambulanze e quant’altro – sarebbero state filmate a dovere dagli enti di informazione locali e mandate in onda il 22 Marzo scorso. 

Chi scrive, ovviamente, usa tutti i condizionali del caso perchè, basandoci solo su un video molto dettagliato recuperato sul web (guardalo qui), non vorremmo mai mancare di rispetto al dolore e alla carneficina che sta dilagando nel mondo in questo tristissimo periodo storico.

Ma non è la prima volta che dietro ad attacchi terroristici si crede possa esserci il governo dello stesso paese attaccato. Basti pensare all’attentato alle Torri Gemelle di New York, che sarebbe stato organizzato dall’ America per giustificare i suoi affari (clicca qui).

Ancora una volta sottolineo i condizionali e i forse, i non so. Non sarà molto giornalistico ma è giusto portare all’attenzione di chi si informa attraverso telegiornali e quotidiani, che c’è in giro un’altra ipotesi di verità. Assurda? Sbagliata? Forse. Ma c’è. E andrebbe indagata per capire fino a che punto può l’essere umano.

Perchè L’interessante non sta con la Francia, con Bruxelles o con altri, ma si commuove per la tragedia delle persone. Perchè questo occidente a suo dire civilizzato, a suo dire per la pace, a suo dire non a nostro dire, ha fatto più vittime di quanto in quella sera a Parigi, o in quella mattina a Bruxelles si siano contate. Abbiamo pianto per un 11 Settembre d’impatto, ma ciò che è successo il 10 Settembre e i giorni prima e prima ancora l’abbiamo dimenticato per addormentare le nostre coscienze. O forse non l’abbiamo mai conosciuto. Prima di piangere, dovremmo ricordarci che abbiamo fatto piangere. Ma sono lacrime africane, siriane, palestinesi. Le lacrime europee, a quanto pare, hanno più valore. Lacrime occidentali, baciamo le mani.
L’Interessante non sta con chi manovra i fili, si commuove per chi resta giù, a terra, lontano dai vertici. E piange lacrime mondiali, di un solo colore, di un solo dolore.

Roberta Magliocca

Bruxelles: ennesimo False Flag? was last modified: marzo 29th, 2016 by Roberta Magliocca
29 marzo 2016 0 commenti
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Pasquetta
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Pasquetta: lo sapete che…?

scritto da L'Interessante

È il giorno che scandisce il via dal tutto, in qualunque direzione porti, il lunedì di Pasquetta è un’occasione per sgusciare fuori dalle case e le tavole imbandite.

 Anche con la pioggia nei capelli, il casatiello sullo stomaco e il profumo delle uova di cioccolato ancora nelle narici, è l’occasione di aggregazione – familiare o di comitiva –  che crea una rima di concetto col verbo partire.

Una consuetudine, al contrario di quanto si possa credere, che risulta allettante anche per i più pigri: non importa se esiste un percorso previsto o se si insegue una meta indefinita fino all’ultima indecisione, quello che conta è: bisogna andare.

  Una tradizione tutta festaiola, dunque, che nasconde nella radice della sua celebrazione un’eco di tipo religioso: conosciuto anche come lunedì dell’angelo, infatti, indicherebbe l’episodio evangelico in cui si narra l’annuncio di resurrezione alle tre  donne che, recatosi nel luogo di sepoltura del Cristo, per imbalsamarne il corpo con olii aromatici, appresero di una tomba completamente vuota.

Si tratta di una data che però non appare definita sul calendario liturgico, tanto da non essere considerata un precetto, sia nell’antico che nel moderno rituale cattolico.

Tuttavia, sembra esserci una vecchia similitudine fra l’idea di trasformare questa ricorrenza in un pic-nic fuori porta ed il ricordo dei discepoli di Emmaus, i quali – secondo il testo biblico – lo stesso giorno della resurrezione, ricevettero sul cammino verso Gerusalemme l’apparizione di Gesù Cristo.

È in questo lungo peregrinare degli adepti che si è insinuato il paragone con la giornata all’aperto, nata come usanza culturale molti anni dopo e che ancora oggi resta una gradevole abitudine per molti.

Come spesso accade alle festività italiane, anche questa giornata si propone in una duplice  interpretazione: sia clericale, che civile. Da un punto di vista laico, viene vista come un prolungamento della domenica, una effettiva proposta che fu realizzata dallo Stato posteriormente al dopoguerra; un’estensione del tempo festivo che aveva riguardato già altre date ricorrenti, come il 26 Dicembre ed il lunedì di pentecoste.

Pasquetta, lo sapevi che…?

Il termine Pasquetta, non ha lo stesso significato in tutta Italia, a tal proposito è curioso notare come le lingue regionali   intersecandosi con quelle nazionali creano curiose diversificazioni sintattiche: la Pasquêta, per i genovesi e i bergamaschi, ricorre il 6 gennaio, mentre Paschixedda per i sardi corrisponde al Natale, quindi si festeggia il 25 dicembre.

Qualunque scelta abbiate fatto, ovunque vi troviate ad accoglierla, il tempo dei ripensamenti è scaduto. Zaino in spalla, scarpe comode e via: pronti, partenza, Pasquetta.

Michela Salzillo

 

Pasquetta: lo sapete che…? was last modified: marzo 28th, 2016 by L'Interessante
28 marzo 2016 0 commenti
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Reggia di Caserta Juvecaserta
Dall'Italia e dal MondoIn primo pianoViaggi Interessanti

Una passeggiata a Caserta – LE FOTO

scritto da Roberta Magliocca

Nessuna città dovrebbe essere tanto grande che un uomo una mattina non possa uscirne camminando.
[Cyril Connolly]

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Una passeggiata a Caserta – LE FOTO was last modified: marzo 27th, 2016 by Roberta Magliocca
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