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UILDM
CulturaEventiIn primo piano

UILDM: settimana di sensibilità nazionale

scritto da L'Interessante

UILDM

Termina domenica 27 Marzo la settimana di sensibilità nazionale dedicata alla UILDM (Unione Italiana, Lotta alla Distrofia Muscolare).

L’appuntamento, che si rinnova ormai da cinquantacinque anni, celebra in ogni ricorrenza un tema diverso, ciascuno legato ai disagi che questo tipo di realtà comporta.

Il 2016 si presenta come un manifesto dell’opportunità di indipendenza, visibilmente contrastante con il problema della mobilità: lo slogan, «Siamo fermi solo nella volontà di muoverci», è una chiara esortazione, l’ennesima voce rotta ma irremovibile, sulla certezza che l’autonomia è un diritto alla base della civile esistenza di ogni essere umano.

I volontari di tutte le sottosezioni, scesi in piazza da lunedì 14 Marzo, offriranno la tavoletta di cioccolato UILDM a fronte di un contributo minimo di sei euro, fino al giorno di Pasqua.

Oltre all’attivazione del 45508, numero di solidarietà efficace ancora qualche giorno, per facilitare piccole donazioni a distanza, si è rinnovata la collaborazione con le librerie La Feltrinelli.

Una partnership che ha riconfermato fiducia nell’associazione, garantendo la distribuzione presso i propri punti vendita di 75.000 segnalibri dedicati alla Giornata Nazionale UILDM.

Una collisione, quella delle due realtà, che sembra voler chiarire quanto il limite proprio dell’inefficienza architettonica e del pregiudizio siano una falla che mette radici in una lacuna di tipo culturale.

“Sono stati 55 anni segnati da dure battaglie – dichiara il presidente nazionale UILDM Luigi Querini – e conflitti culturali che hanno sviluppato politiche legate all’abbattimento delle barriere culturali, architettoniche e alla mobilità delle persone con disabilità. Anni di scontri, per far capire che una persona in carrozzina ha il diritto di muoversi in piena autonomia e indipendenza, e per raggiungere questo obiettivo deve essere abbattuto qualsiasi ostacolo”

 I fondi raccolti dall’iniziativa verranno dunque devoluti all’acquisto di automezzi attrezzati per favorire le attività di trasporto delle sezioni locali.

Promuovere la mobilità sul territorio dovrebbe gettare le fondamenta per l’interazione con il circostante, questo significherebbe mettere la persona con disabilità nella condizione di potersi spostare con meno disagio, accedere al mondo del lavoro, della scuola, del tempo libero in maniera autosufficiente.

A sostenere la UILDM anche le associazioni AVIS, Cittadinanzattiva, Telethon e le emittenti televisive Rai e La7.

La malattia non è solo di chi la vive

La disabilità è una dimensione ricca di sfumature: ogni storia di difficoltà ha la sua esigenza, così come ciascuna persona richiama una particolare forma d’ascolto.

Trovare l’accoglimento adeguato per ognuna di queste verità, è un coraggio difficile da possedere, ma una consapevolezza del genere non può portare come conseguenza l’assuefazione totale ed omertosa.

Anche nel caso della distrofia muscolare, una grave malattia progressiva che condanna ad una graduale perdita dell’elasticità muscolare, riducendo al minimo la possibilità di spostamento, il fatto di vivere in una società che sia attrezzata ad hoc, migliorerebbe la qualità di relazione con il proprio deficit. Se la malattia è una non scelta che appartiene a chi la vive, prediligerne la serena convivenza è una forma di civiltà a cui tutti possono collaborare. 

Michela Salzillo

UILDM: settimana di sensibilità nazionale was last modified: marzo 25th, 2016 by L'Interessante
25 marzo 2016 0 commenti
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Tempio
CulturaEventiIn primo piano

Tempio di Nettuno a Paestum: riapertura eccezionale

scritto da L'Interessante

Dopo vent’anni di silenzio totale, il Tempio di Nettuno sito nel Parco Archeologico di Paestum (Salerno) riapre eccezionalmente al pubblico Sabato 26 e Domenica 27 Marzo.

Il biglietto per visitarlo è di soli 7 euro e con l’aggiunta di tre euro si può avere anche il sussidio di una guida turistica.

I gruppi guidati potranno scegliere di partire ad uno dei seguenti orari: 10:00/ 12:00/14:00/16:00 mentre per gli altri l’orario di visita è lo stesso di quello del parco, cioè dalle 8:30 alle 18:00.

Il tempio greco in stile dorico, costruito nel quinto secolo avanti Cristo e considerato uno dei meglio conservati nella penisola, fu intitolato in un primo momento ad Era, e sorgeva al centro di quella che era l’antica polis
di Poseidonia.

Gli studiosi del Settecento hanno poi attribuito la costruzione al culto di Poseidone (Nettuno), protettore della città.
La pianta si compone di tre ambienti e sorge su un basamento a tre gradini su cui poggia un colonnato di 6×14; dell’altare originale restano solo le fondamenta, mentre è possibile ammirare l’altare costruito nel primo secolo avanti Cristo, segno che il culto era presente anche presso la popolazione romana.
Il direttore Gabriel Zuchtriegel si è dichiarato entusiasta all’idea di poter condividere con tutti un simile capolavoro; inoltre il Parco Archeologico di Paestum si sta mobilitando per studiare, attraverso tecnologie non invasive, quelle che furono le tecniche e i materiali utilizzati dai costruttori nel remoto quinto secolo avanti Cristo.

Maria Rosaria Corsino

Tempio di Nettuno a Paestum: riapertura eccezionale was last modified: marzo 25th, 2016 by L'Interessante
25 marzo 2016 0 commenti
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hibraaltro
CalcioIn primo piano

CAMPIONATO FERMO – IL MERCATO IMPAZZA

scritto da L'Interessante

mercato

NAPOLI: HIGUAIN – IBRA , ED E’ GIA MERCATO

Secondo  ultime indiscrezioni, il Napoli, approfittando della sosta “forzata” del campionato, avrebbe colto l’occasione per interpellare i procuratori di alcuni giocatori più rappresentativi, quali Koulibaly, Insigne e Mertens, per definire alcune posizioni ed allungare le scadenze contrattuali per evitare che alcuni club “facoltosi” europei possano smantellare la squadra che sta facendo vivere il sogno tricolore. Ma, ovviamente, il giocatore che tiene più sulle spine, società e tifosi, inutile dirlo, è il Pipita. Come già riportato da alcuni organi di stampa, il presidente, anche per il tramite del diesse Giuntoli, starebbe trattando con il procuratore di Gonzalo Higuain, il fratello Nicolas, il rinnovo del contatto del calciatore, attualmente in scadenza nel giugno del 2018.

Il Napoli avrebbe offerto al capocannoniere del campionato, oggetto del desiderio soprattutto in Inghilterra, circa 7,5 milioni netti a stagione, ben 2 milioni in più rispetto a quelli percepiti attualmente, prorogando  la scadenza del contratto a Giugno 2020.

Inoltre, per blindare ulteriormente il suo gioiello, verrebbe innalzata la clausola rescissoria dagli attuali 94 milioni a 105 milioni di euro, per allontanare ulteriormente le voci che lo vorrebbero  sempre più lontano dall’ombra del  Vesuvio o, in alternativa, ricavare il maggior importo possibile per poter rifondare la squadra. Ipotesi, quest’ultima, non desiderata.

LE ALTERNATIVE

In caso negativo, cioè in caso il Pipita dovesse decidere di lasciare Napoli e il Napoli, molti sono i nomi accostati al club partenopeo. Uno dei  più  accreditati certamente è quello  di Aubameyang, attaccante ventiseienne  gabonese in forza al Borussia Dortumud, autore di una stagione strepitosa con i tedeschi, che, fino a questo momento della stagione, ha realizzato 35 goal in 41 partite.

Ma un altro nome rimbalzato in queste ore, sicuramente  più suggestivo, è quello dell’attaccante  svedese Zlatan Ibrahimovic, attualmente al  Paris Saint-Germain ma  in scadenza a giugno e che ha già manifestato l’intenzione di andare via da Parigi. Voci vorrebbero che il Napoli abbia offerto  allo svedese uno stipendio di circa 8 milioni netti a stagione, che potrebbero diventare 10 con l’inserimento di vari bonus.

Dal punto di vista di molti Ibrahimovic, sicuramente giocatore di altissimo profilo internazionale, ma con 34 primavere alle spalle, potrebbe risultare un giocatore a fine carriera e con ormai poche motivazioni. Ma, a smentire queste voci ci ha pensato lo stesso Ibra con un tweet dichiarando “voi  pensate che io sia finito, ma mi sto solo riscaldando”.

Se può fare al caso del Napoli al momento non è dato sapere. Riteniamo che non se ne faccia niente. Serve solo come ….. riscaldamento, come ha affermato lo stesso Ibra.

Siamo appena all’inizio  delle voci, ma il clima mercato è  già rovente. Fino a luglio ne vedremo delle belle.

Marco Magliocca

 

CAMPIONATO FERMO – IL MERCATO IMPAZZA was last modified: marzo 25th, 2016 by L'Interessante
25 marzo 2016 0 commenti
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de angelis
CalcioIn primo piano

CASERTANA: RITORNO AL SUCCESSO CON POKER – LE FOTO

scritto da Walter Magliocca

casertana

Dopo una settimana di polemiche, con ribaltone in panchina e pubblico ridotto, per la presenza dei soli abbonati ammessi sugli spalti per ordinanza prefettizia, la Casertana liquida l’Akragas, con un netto quattro a zero. Siciliani ampiamente rimaneggiati, ma con un ruolino di marcia di tutto rispetto sotto la gestione dell’allenatore Rigoli, subentrato a Legrottaglie: nel girone di ritorno ha realizzato gli stessi punti del Benevento capolista.

Ma in campo non c’è storia. Gara a senso unico che ha visto i rossoblù, con Tedesco in panchina al posto dell’esonerato Romaniello, padroni del campo e che hanno trafitto la difesa siciliana a proprio piacimento.

Primo tempo che vede i padroni di casa ipotecare la vittoria con un perentorio 3 a 0.

Dominio casertano e dopo alcuni affondi al 13esimo minuto la prima rete di Giannone, che con un preciso sinistro dal limite dell’area, batte l’estremo difensore ospite. Rossoblù che insistono e al 21esimo colpiscono la traversa con un colpo di testa di Potenza che si ferma sulla riga di porta.

Il raddoppio al 28esimo minuto di De Angelis, al suo dodicesimo centro stagionale, che, sempre di testa, poggia in rete un cross su calcio d’angolo. Tris al 39esimo su calcio di rigore di Alfageme, per un fallo dallo stesso procuratosi.

Secondo tempo.

Nella seconda frazione non cambia lo spartito. Al 53esimo doppietta personale di Alfageme che, approfittando di un’errata rimessa della difesa ospite, realizza il poker rossoblù.

Al 60esimo De Angelis, a conclusione di una bella azione corale, scalfisce la traversa.

Gli ospiti non demordono e tentano di reagire, ma la difesa rossoblù fa buona guardia, attuando anche un’ottima tattica del fuorigioco.

A sette giornate dal termine, la Casertana ritorna alla vittoria ma le polemiche non finiranno qui. L’importante per la classifica e per il morale era vincere. Ora resta il dilemma allenatore e le indagini della procura federale.  La coda di stagione si preannuncia molto calda.     

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CASERTANA: RITORNO AL SUCCESSO CON POKER – LE FOTO was last modified: marzo 24th, 2016 by Walter Magliocca
24 marzo 2016 0 commenti
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arti
CulturaEventiIn primo piano

Arti in Movimento: arriva a Napoli “Rivoluzione d’amore 1647”

scritto da L'Interessante

Arti in Movimento

Attracca al Napoli Museum, Giovedì 24 Marzo, la rivoluzionaria storia d’amore e coraggio di Masaniello e Bernardina Pisa. A partire dalle 19:00 di domani sera, lo spettatore sarà protagonista dell’intima immersione nella vita di una donna intenzionalmente avulsa dal suo essere moglie, catapultata in una vita densa di sovvertimenti e segnata da un’esperienza carceraria e di prostituzione. Le vicende, colme di patos, incideranno poderosamente nella vita della protagonista femminile, tanto da trasformala più volte in qualcosa di diverso rispetto all’inizio, un’artistica sintesi di come ciò che accade è un’inevitabile porta sul cambiamento, a prescindere da quello che siamo.

Arti in Movimento

Un appuntamento voluto dagli organizzatori della rassegna Arti in Movimento, dedicata ai beni e alle tradizioni culturali campane. Un progetto realizzato dall’Associazione Jervolino (capofila) e da Orchestra da Camera di Caserta, Area Arte, Napoli Nova, Mousike’, Arabesque, Sancarluccio, Mutamenti, e finanziato nell’ambito delle iniziative per la promozione e valorizzazione del patrimonio culturale della Campania Pac III.

La regia della messinscena, curata da Roberto Solofria, immagina una Bernardina, interpretata dall’attrice Ilaria Delli Paoli, immersa in un buio soffocante che con la forza delle sue parole, del suo essere donna, della sua sofferenza e dell’audacia, riesce a “vedere” e ad “essere vista”.

 La scena è stata creata pensando ad un pubblico coinvolto nella penombra insieme a lei, vicino alla sua figura, al fine di annullare la discrasia dei tempi fra il palcoscenico e la platea, e creare un’unica energia emotiva.

La trama, una storia scritta da Marilena Lucente

Napoli, rivoluzione d’amore1647, è la storia di Bernardina Pisa, giovane, volitiva, sfacciatamente bella e piena di passione per Masaniello: protagonista, insieme al marito e ai napoletani, di una indimenticabile rivoluzione. La loro storia si intreccia con quella della città, una   Parthenope piena di storie. Il loro istintivo slancio politico accese speranze e infiammò il popolo, ma generò anche equivoci e incomprensioni, che fecero di loro prima due eroi, poi due esseri umani travolti e feriti dagli eventi.

Un testo che si appoggia sull’anima, quello scritto da Marilena Lucente, scombussola, fa star male,  fa vivere sensazioni mai piatte, e  lascia una scossa elettrica, perpetuante durante tutta la lettura.

Qualche domanda all’autrice

 

Scrivere per il teatro: Se dovessi raccontare in breve la tua esperienza ai nostri lettori?

“Il teatro è spazio in cui la parola prende vita, si anima, dialoga corpo a corpo, attraverso gli attori, con gli spettatori.

Il teatro è una delle sfide più affascinanti per chi scrive. Solo a teatro le parole, ogni singola parola, raggiunge i confini estremi dell’espressività, dall’urlo al silenzio, dai dialoghi ai monologhi, al canto. Il teatro è la vera casa delle parole.”

Da scrittrice, qual è, secondo te, la differenza fra la stesura di un romanzo e la drammaturgia?

“ Non l’ho mai scritto un romanzo, ma da lettrice di romanzi, di tutti i generi dei romanzi, la differenza è tutta qui: tutto va scritto sul corpo, con il corpo. I pensieri devono diventare gesti, le sensazioni espressioni del volto, persino una indicazione atmosferica, piove o tira vento, è affidato ai gesti, alla postura dell’attore. Nulla va spiegato, a teatro, tutto va mostrato. E chi scrive un testo drammaturgico deve considerare solo questo.”

Perché hai scelto di raccontare proprio di Masaniello?

“Perché Masaniello è una delle figure più contraddittorie della storia napoletana. Perché ha davvero fatto la rivoluzione, persino con inconsapevolezza. I personaggi che vivono di contraddizioni hanno sempre tanto da dire, anche secoli e secoli dopo. Ma nel mio testo Masaniello è raccontato dalla donna, l’unica, Bernardina Pisa, che è capace di stargli accanto tutta la vita. Una donna che lo accompagna, lo ferma, se lo vede portare via, non smette di amarlo, e attraverso lui, di amare la rivoluzione.”

Grazie Marilena!

Michela Salzillo

Arti in Movimento: arriva a Napoli “Rivoluzione d’amore 1647” was last modified: marzo 23rd, 2016 by L'Interessante
23 marzo 2016 0 commenti
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Bruxelles
AttualitàIn primo pianoParliamone

Bruxelles il giorno dopo. Uno strano caso di insicurezza nazionale

scritto da L'Interessante

“Possiamo sconfiggere il terrorismo, e lo sconfiggeremo. Dobbiamo restare uniti! Il mondo, per sconfiggere il terrorismo, deve restare unito. Senza guardare alla nazionalità, alla razza o alla fede religiosa. Ed è proprio di fronte a questi ignobili attacchi, che il popolo americano farà di tutto per aiutare i nostri amici belgi”. Obama, a Cuba,  sugli attentati di Bruxelles. Il presidente americano da L’Avana ha chiamato il premier belga Charles Michel ponendogli le condoglianze del popolo americano dopo gli attentati nella capitale belga e per offrire tutta l’assistenza necessaria per quel che riguarda le indagini e per portare i responsabili davanti alla giustizia. (ANSA)

Parole rassicuranti, parole calde, quelle del quarantaquattresimo presidente. Atterrato poche  ore fa a l’Avana, non appena saputo di ciò che è accaduto a Bruxelles, decide di mostrare la sua solidarietà, nonostante sia in visita di un paese dove i rapporti non sono stati dei migliori.

D’altronde chi, meglio di Obama, riesce a infondere sicurezza e calore tramite una conferenza stampa. Non è di certo la prima volta che un presidente debba rassicurare la popolazione, americana e non, per via di fatti accaduti in circostanze similari.

Facciamo un salto indietro nel tempo.

Ritorniamo all’ 11/09/2001. Chiunque di noi ricorderà quel tragico momento in cui l’America, e non solo, piangeva lacrime per un attacco subito che causò migliaia e migliaia di vittime.

Da quel momento gli Stati Uniti hanno preso provvedimenti su larga scala in fatto di sicurezza, all’interno del territorio, dei confini e spazi aerei, anche dove la loro giurisdizione non arriva(va). Questi, hanno “influenzato” l’intero pianeta a macchia d’olio.

Il Patriot Act è il primo prodotto che prende di mira il terrorismo con l’obbiettivo di salvaguardare la sicurezza nazionale. È una composizione di leggi federali che permette alle agenzie governative, C.I.A., F.B.I.,  N.S.A., di intaccare la privacy di qualsiasi cittadino al fine di prevenire attacchi terroristici. Teniamo a far presente alcune quali: intercettazioni telefoniche, Accesso a informazioni personali, prelevamento impronte digitali.

La ripercussione che questo ha avuto in Europa è stata adottata da ogni paese a modo suo; ossia:

la Francia si è sempre allontanata, quasi retoricamente, dal Patriot Act, e successivamente agli ultimi attentati a Parigi, Hollande come primo rimedio annuncia l’immediata chiusura di qualsiasi sito on-line sospettato di fomentare il terrorismo;

la Germania decide di rafforzare i rapporti tra polizia e intelligence, al fine di sostenere una domanda di cooperazione;

il Regno Unito isola i sospetti terroristi e ne confisca beni e passaporti.

Bruxelles: problemi di sicurezza?

E il Belgio ? Il Belgio fino ad’ora non ha, forse, nemmeno rispettato i canoni standard delle misure antiterrorismo, ossia quelle del T.F.U.E. (trattato sul funzionamento dell’Unione Europea). La legge belga secondo cui non si può arrestare e perquisire nessun individuo in una fascia oraria compresa tra le 23:00 e le 05:00, sta quasi a permettere, durante quelle ore, l’anarchia.

Gli Stati Uniti per la salvaguardia della sicurezza nazionale sono disposti a intaccare la privacy del cittadino.

La Francia addirittura sopprime la libertà di pensiero e di parola con la chiusura preventiva di siti che fomentano il terrorismo.

Germania incrementa, a modo suo, i rapporti tra intelligence e polizia.

Il Regno Unito reclude chiunque provi a pensare di attuare il terrorismo.

Intanto il governo belga piange le sue vittime per le sue leggi.

Antonio Mastropaolo

Bruxelles il giorno dopo. Uno strano caso di insicurezza nazionale was last modified: marzo 23rd, 2016 by L'Interessante
23 marzo 2016 0 commenti
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Madre
CulturaEventiIn primo piano

Al Madre arriva il biglietto sospeso

scritto da L'Interessante

A Napoli non ci si smentisce mai.

Dopo il caffè sospeso, il caffè pagato da qualcuno per uno sconosciuto a caso, arriva anche il biglietto sospeso.
Di cosa si tratta? Semplice, di un biglietto che chiunque può pagare ad un altro visitatore consentendogli l’escursione ad un museo o ad una galleria d’arte.
A proporre questa iniziativa è stato il MADRE di Napoli che, dal 24 Marzo 2016 al 31 Dicembre 2016 consentirà di acquistare un biglietto da tenere per sé e uno da donare.

Ma cos’è il MADRE?

Il Museo d’Arte Contemporanea Donnaregina, che deve il suo nome all’edificio all’interno del quale è ospitato, sorge nell’antico quartiere di San Lorenzo nel centro storico di Napoli a pochi passi dal Duomo, dal Museo Archeologico Nazionale e dalla Galleria d’Arte Moderna.

Grazie all’acquisto da parte della Regione Campania nel 2005, il palazzo appartenente al XIX secolo viene restaurato e adibito a museo dall’architetto portoghese Álvaro Siza Vieira; oltre alla parte espositiva, sono realizzati un auditorium, una libreria, una biblioteca, laboratori didattici, un ristorante con annessa caffetteria, per un totale di 7.200 mq, di cui 2662 sono destinati ai diversi livelli di esposizione.

Nel 2006 l’intero edificio è stato completato con l’apertura al pubblico delle sale con esposizioni permanenti e temporanee, di innumerevoli artisti nazionali ed internazionali.

Inoltre, dal 28 Marzo al 3 Aprile il MADRE parteciperà alla terza edizione del #Museumweek, un evento che permetterà, tramite la piattaforma social di Twitter, di condividere contenuti multimediali e interagire con i follower.

Un’occasione da non perdere!

Maria Rosaria Corsino

Al Madre arriva il biglietto sospeso was last modified: marzo 23rd, 2016 by L'Interessante
23 marzo 2016 0 commenti
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Dacia
CulturaEventiIn primo pianoLibri

Dacia Maraini al Buonarroti di Caserta

scritto da L'Interessante

Nel pomeriggio di Martedi 15 marzo  all’Istituto Buonarroti di Caserta è stato presentato l’ultimo romanzo di Dacia Maraini, dal titolo” La bambina e il sognatore”.

Il testo ha per protagonista un maestro di quarta elementare, già colpito dalla tragedia della morte per leucemia della sua bambina di otto anni e dall’abbandono della moglie. Una notte il maestro sogna una bambina con un cappottino rosso che sparisce avvolta da una nuvola di uccelli, una bambina che gli ricorda nell’andatura la figlia morta. Al risveglio apprende la notizia che realmente è sparita Lucia, una bambina  che frequentava la scuola elementare dove lui lavora. Il fatto lo colpisce particolarmente spingendolo a fare delle indagini personali, coinvolgendo gli abitanti della città e gli alunni della scuola. Lungo questo percorso il maestro si imbatte in  drammatiche e crude realtà, scontri di culture diverse, falso perbenismo, facile rassegnazione al dramma, quasi un viaggio agli Inferi di Orfeo, come affermato dalla stessa Dacia Maraini. La coscienza comune è metaforicamente rappresentata da uno strano uccello, quasi un gufo che poggiato su una spalla del maestro gli parla, come il grillo di Pinocchio, invitandolo a lasciar stare, a convincersi della morte della bambina, forse violentata. La stessa autrice ha messo in evidenza i punti essenziali del romanzo : il senso di paternità, i sogni, la narrazione. La paternità espressa da un protagonista maschile, un maestro, che soffre per la perdita della figlia, una paternità oggi smarrita,  come anche la figura del maestro è rara rispetto alla maestra nelle scuole elementari. Il sogno spesso è il segnale di qualche malessere interiore, infatti il maestro patendo dal sogno e indagando si confronta con la violenza sui minori, su falso perbenismo dei buoni padri di famiglia che praticano il turismo sessuale. La narrazione con la quale il maestro insegna e di cui c’è molto bisogno, più che della informazione, anche eccessiva. Nel testo è toccato anche lo scontro tra le culture occidentali ed orientali, quando il protagonista incontra un medico islamico nigeriano, scontro che nasce da una diversità di valori in cui l’elemento religioso è solo un inutile pretesto. I valori occidentali non sono necessariamente quelli cristiani bensì quelli universali quali la libertà, il rispetto per gli altri in particolare verso le donne e i bambini. I valori islamici sono basati sulla prevaricazione , il totalitarismo che nascondono la paura per l’emancipazione, il sapere, la libertà di pensiero. Dunque importante è recuperare e custodire i valori universali, anche in Italia dopo un ventennio di berlusconismo ispirato al concetto di capitale e mercato si ritorna a parlare di etica. Tali valori devono essere la base per la formazione delle coscienze, compito in prevalenza della scuola su cui si investe molto poco per una progettualità culturale che sia la rampa di lancio verso un futuro non unicamente economico.

Francesco Pernice

Dacia Maraini al Buonarroti di Caserta was last modified: marzo 23rd, 2016 by L'Interessante
23 marzo 2016 0 commenti
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Bruxelles-Attentati-22-03-2016-07
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Bruxelles, prima di andare a dormire

scritto da L'Interessante

Bruxelles, 22 marzo 2016. L’Europa (ancora più) ferita.

Bruxelles

E’ mattino, sono circa le 9, quando la prima bomba esplode. Gli uomini e le donne in fila al gate dell’American Airlines fuggono terrorizzati in tutte le direzioni. E’ lì il centro dell’esplosione, è lì che l’attentatore si è fatto saltare in aria. O gli attentatori, pare fossero in tre, e che uno sia addirittura fuggito: ma in casi come questo, la verità viene sempre a galla a giorni di distanza.

Passano 30-40 minuti, e ad esplodere è un vagone della metropolitana. Fermata della metropolitana di Maelbeek, che chi scrive conosce molto bene.  Un uomo si fa saltare in aria. Insieme ad altre vite che ignare stavano andando a lavorare, a fare compere, a vivere la loro vita.

In totale, 34 morti e oltre 200 feriti. Ma il bilancio è provvisorio, e sicuramente destinato a salire. Questo è accaduto oggi. Questo è successo un martedì come tanti, quando il primo sole di primavera invoglia la gente ad uscire, a vivere con il sorriso sulle labbra le giornate che piano piano si fanno più lunghe. Questo è accaduto oggi, a poche ore di distanza dalla cattura di Salah Abdeslam, la “primula rossa” degli attentati di Parigi. E non è un caso: la rivendicazione dell’Isis, giunta puntuale a pochi minuti dalle detonazioni, parla chiaro: “avete catturato Abdeslam, noi vi colpiamo subito”.

Bruxelles non doveva essere l’obiettivo. Non il Belgio. Ma dopo la cattura di uno dei loro uomini-chiave, l’Isis ha colpito proprio lì, proprio in casa, proprio a pochi passi dai quartieri-ghetto dove i terroristi sono nati, dove sono cresciuti, dove hanno imparato ad odiare.

Odiare, sì. C’è chi rifiuta la definizione di “terrorista”, c’è chi non vuole sentire parlare di “combattenti islamici”: c’è chi li chiama semplicemente traditori. Già, traditori. Perché voltano le spalle al Paese in cui sono nati e cresciuti, perché tradiscono chi li ha accolti, chi li ha inseriti in una società che ha fatto dell’apertura verso le altre culture un punto di forza. Traditori, appunto. Nessuna altra definizione rende meglio l’idea.

Dopo Parigi, dopo la rappresaglia contro Charlie Hebdo, dopo le bombe allo stadio e nei ristoranti, l’Isis torna a colpire. E questa volta lo fa nel cuore pulsante d’Europa, a 500 metri dal Parlamento Europeo, dove gli eurodeputati si riuniscono giornalmente per decidere -anche- sulle questioni internazionali, dei migranti, di immigrazione controllata. Un atto dimostrativo, oltre che atto devastante: suona un po’ come “se riusciamo ad organizzarlo in 36 ore e farlo proprio qui, possiamo farlo ovunque”.

Ovunque. Perché la militarizzazione della città -come si è visto- non serve. non contro questo nemico. Contro i traditori non serve usare la forza bruta, pattugliare le strade, occupare militarmente le città: contro i traditori serve l’astuzia. Vanno potenziate le operazioni di intelligence, gli spionaggi, gli infiltrati: solo così si può davvero cercare di vincere questa lotta.

Ma ora, a poche ore di distanza dalle bombe, è difficile fare analisi imparziali: ora è difficile non farsi prendere dal nervosismo, dalla foga, dal “bombardiamoli tutti”. E’ difficile. Molto difficile. Ma questo è proprio quello che l’Isis vuole. La sua guerra, se agiamo così, l’ha già vinta. Se chiudiamo le frontiere, se ci isoliamo dal resto del mondo, se istituiamo una sorta di surrogato del “patriot act” americano a livello europeo, come chiedono a gran voce le destre di tutti i Paesi, in quel caso la guerra l’abbiamo già persa.

Perché Isis, come tutti i gruppi terroristici, sa benissimo quello che fa. E, come tutti i gruppi terroristici, obiettivo è terrorizzare. Fare paura, insinuare nella gente il timore di uscire per strada, di vivere serenamente; e, parallelamente, quello che cerca di fare è iniettare odio e intolleranza in tutti noi. E, purtroppo, ci riesce.

E’ questo il difficile. Resistere a questa spirale di odio, non farsi risucchiare dal mulinello della violenza, mantenersi lucidi anche se si viene colpiti: non cadere nel tranello, che significherebbe soltanto far vincere il Terrore.

Chi scrive, sa che sarà molto difficile riuscirci. Già dopo Parigi, le cose erano cambiate. E ora, dopo Bruxelles, sarà quasi impossibile affrontare le questioni estere con la necessaria imparzialità: soprattutto, da oggi sarà ancor più difficile non cedere ai richiami di chi non aspetta altro che eventi come questi per catturare l’attenzione mediatica e cercare consensi. Molto difficile. Eppure, è necessario. Perché violenza chiama violenza, sempre. Ci sono altri modi, esiste sempre un’altra soluzione: anche questa volta.

Sta alla politica -agli uomini di politica, non agli sciacalli mediatici- trovarla.

Fabrizio Gentile

Bruxelles, prima di andare a dormire was last modified: marzo 22nd, 2016 by L'Interessante
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Frida
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Frida Kahlo all’interno della rassegna teatrale WOMEN IN HART

scritto da L'Interessante

È dedicato a Frida Kahlo il quarto appuntamento della rassegna teatrale WOMEN IN HART: un raffinato omaggio messo a punto dall’interprete Maria Luisa Firpo e la regista Renata Cagno.

Una espressione tutta al femminile che aprirà il sipario di via Crispi, Mercoledì 23 Marzo alle ore 21:30.

Non è la prima volta che Napoli celebra l’arte ribelle e sentimele della rivoluzionaria Messicana ma, come dichiarato dalla direzione della rassegna, questo non vuole essere un appuntamento che racconti didascalicamente una storia, bensì un’occasione per rappresentare le emozioni e trasferirle al pubblico.

Viva la vida, ereditato dal titolo dell’ultimo quadro della Kahlo è il nome di uno spettacolo che intreccia più linguaggi artistici, in un clima rievocante le abitudini stilistiche   degli anni 30-40.

Per  l’occasione , verranno interpretati alcuni estratti epistolari  dal diario  dell’artista,  accompagnati dalla musica di un quartetto d’eccezione, formato da:

Frank Prota (chitarra, sassofono, clarinetto), Luis B (trombone e piano), Tottolo Stefanelli (basso e chitarra), con le inusuali percussioni di Gibbone Celeste .

Parte della serata sarà lasciata a disposizione di chi vorrà ballare nelle vesti di un costume a tema e manifestare, così, la sua personale idea di tributo.

Alcune notizie sulla vita personale e artistica di Frida Kahlo

Frida Kahlo manifestò sin dalla nascita uno spirito controcorrente e passionale. Riluttante verso convenzioni sociali che le calzavano strette, tradusse il suo disappunto in opere incentrate esclusivamente sull’immagine di sé. La sua tela, sinonimo di specchio, elaborava nel proprio ventre il dolore di una donna trasformata  anche dalle sofferenze fisiche, che la costrinsero ad una vita immobilizzante ma non scoraggiata, a seguito di un grave incidente, causa di  danni irreversibili al bacino.

La pena maggiore dell’artista, però, fu quella di non aver avuto figli dalla discussa storia d’amore con Diego Rivera, critico d’arte di cui la Kahlo si invaghì già in occasione del primo appuntamento con l’uomo, avvenuto per commissionargli la valutazione dei suoi quadri. Secondo testimonianze di cronaca comune, pare che abbia avuto numerosi amanti, di ambo i sessi, con personaggi di spicco, come: il rivoluzionario russo Lev Trotsky ed il poeta André Breton. Fu, inoltre, molto amica e probabilmente amante di Tina Modotti, militante comunista e fotografa nel Messico degli anni Venti.

Frida è stata una delle donne più fedeli all’idea che un artista non è chi segue le regole, ma è l’eccezione che le trasgredisce, facendo sembrare il rivoluzionario un sinonimo di normalità: per questo ed il suo dolente entusiasmo per la vita, resta una delle figure femminili più amate di sempre.

Michela Salzillo

Frida Kahlo all’interno della rassegna teatrale WOMEN IN HART was last modified: marzo 22nd, 2016 by L'Interessante
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