L'Interessante
  • Home
  • Parliamone
    • Politica
    • Cronaca
    • Attualità
  • Cultura
    • Eventi
    • Teatro
    • Cinema
    • Tv
    • Libri
    • Musica
  • Sport
    • Basket
    • Calcio
    • Volley
  • Dall’Italia e dal Mondo
    • Notizie fuori confine
    • Curiosità
    • Indovina dove andiamo a cena
    • Viaggi Interessanti
  • Editoriale
  • Vignette Interessanti
  • Web Tv
Notizie Flash
1 MAGGIO: FESTA O…. LUTTO. UNA FESTA BEN...
CORONAVIRUS FASE 2 ……… GIU`LA “MASCHERINA
LA MUSICA DELLA GATTA CENERENTOLA COME PASS PER...
INTERNAZIONALI: LA COPPIA DI TAIWAN SI AGGIUDICA IL...
INTERNAZIONALI TENNIS ASSEGNATE LE WILD CARD. SABATO INIZIANO...
Michele Pagano: Il futuro è il mio presente
Da consumarci preferibilmente dopo morti: Officina Teatro incanta...
VALERIO BIANCHINI E LE SUE … BOMBE. AMARCORD...
Caso Weinstein. Dite alle donne che non siamo...
The Aliens ad Officina Teatro: vita, amicizia ed...

L'Interessante

  • Home
  • Parliamone
    • Politica
    • Cronaca
    • Attualità
  • Cultura
    • Eventi
    • Teatro
    • Cinema
    • Tv
    • Libri
    • Musica
  • Sport
    • Basket
    • Calcio
    • Volley
  • Dall’Italia e dal Mondo
    • Notizie fuori confine
    • Curiosità
    • Indovina dove andiamo a cena
    • Viaggi Interessanti
  • Editoriale
  • Vignette Interessanti
  • Web Tv
Categoria

In primo piano

Rosetta
CulturaIn primo piano

Addio, Rosetta!

scritto da L'Interessante

Rosetta

Di Antonio Andolfi

È finita così, Rosetta si è appoggiata sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko

Il segnale di conferma della riuscita dell’ultima manovra è stato ricevuto alle 13.29 del 30 Settembre, dal centro di controllo ESA di Darmstadt. I sistemi vitali si sono spenti, il trasmettitore di bordo ha smesso di funzionare. Una delle missioni più coinvolgenti della storia dell’esplorazione spaziale si è conclusa.

Fino all’ultimo istante Rosetta ha raccolto informazioni sulla composizione di gas e polveri sul suolo della cometa e scattato fotografie a risoluzione altissima da una distanza estremamente ridotta. Una missione lunga dodici anni, 8 miliardi di km percorsi, 31 mesi di viaggio in ibernazione, il lancio e l’accometaggio del lander Philae, 21.000 osservazioni scientifiche, più di 16.000 fotografie ,218 gigabyte di dati, il primo manufatto umano a raggiungere una cometa.

Rosetta è andata ben oltre il suo obiettivo: lo studio dell’origine delle comete e le relazioni tra la loro composizione e la materia interstellare, elementi fondamentali per comprendere l’origine del sistema solare.

Quando si parla di molecole organiche, non si fa riferimento alla vita come potremmo intenderla qui, sulla Terra, è invece la ricerca di materiali grezzi che riteniamo fondamentali per la vita. È già noto che sulla cometa esistono varie molecole organiche: dalla formaldeide (HCHO) all’acido cianidrico (HCN), dall’acido formico (HCOOH) all’ammoniaca (NH3), fino al metanolo (CH3OH) e al metano (CH4). A questo ventaglio va adesso aggiunta la scoperta più interessante: la glicina (C2H5NO2, un amminoacido) e il fosforo.

La glicina, una molecole organica, è l’amminoacido più semplice che si trova negli organismi viventi ed entra nella struttura delle proteine. Si può formare senza acqua liquida e può originarsi dall’esposizione alla luce ultravioletta di ghiaccio al cui interno vi siano molecole organiche semplici, come il metano o l’ammoniaca.

Anche il fosforo è un elemento fondamentale per la vita: un atomo di fosforo e uno di ossigeno combinati a formare la molecola P-O sono determinanti nella formazione della struttura del Dna. E la cosa straordinaria è che questa molecola sembra più comune nell’Universo di quanto si ritenesse.

La scoperta di questi elementi rafforza l’idea che le comete siano oggetti primordiali che hanno conservato tracce nel Sistema Solare così com’era 4,5 miliardi di anni fa, e che abbiamo portato sul nostro pianeta, a un certo punto della sua storia, gli elementi di base per la nascita della vita. Considerate le condizioni estreme in cui si trovano nello Spazio, questi elementi non possono originare vita sulle comete ma sulla Terra possono invece avere trovato tutte le condizioni necessarie alle reazioni chimiche che hanno portato a molecole sempre più complesse.

Ciò che fino a qualche decennio fa sembrava degno della trama di un – meraviglioso – film di fantascienza ora non sembra così distante. In un futuro l’essere umano esplorerà le profondità dello spazio con mezzi diversi, migliori. Le emozioni saranno le stesse che ci ha regalato la piccola sonda che per prima è atterrata su una cometa.

Addio, Rosetta! was last modified: ottobre 15th, 2016 by L'Interessante
15 ottobre 2016 0 commenti
1 Facebook Twitter Google + Pinterest
juvecaserta
BasketIn primo pianoSport

JUVECASERTA: SOCIETA’ NUOVA (?) TASCA VECCHIA. LA SQUADRA DOMANI A CREMONA PER LA SECONDA TRASFERTA CONSECUTIVA

scritto da L'Interessante

Juvecaserta

Chi  è nascosto dietro il dito…. Esca allo scoperto. Basta rinvii, si faccia una comunicazione seria e definitiva

Juvecaserta pasta reggia domani in campo, ma a tenere banco è sempre la questione societaria. Quest’anno, speriamo sia finito ma dubitiamo, è così: si parla poco di basket giocato. Ma ciò non può che nuocere a tutto il gruppo tecnico. Il “fuoco” cova sotto la cenere, le “diatribe interne” esistono, ma vengono ovattate dalla crisi societaria. Chi deve assumere le decisioni lo facesse nel più breve tempo possibile. Perché è vero che lo scopo è mantenere e conservare il progetto cestistico ai massimi livelli, ma così facendo sicuramente rischia di tramontare sia il progetto societario che tecnico.

Orbene della Fortune non v’è traccia se non con le parole di Beneduci. “domani digiuna Nicola” diceva un detto antico e la Fortune (e Iavazzi) sta adottando lo steso “slang”. “Domani” la “prossima settimana” ora, siamo pronti, tra tre giorni, a metà settimana: sta diventando un tormentone. E’ tutto troppo strano.  ed inverosimile.

Ora basta dichiarazioni a mezzo stampa. Chi ha pagato e chi paga poco interessa. L’interesse è che si….giochi, tranquilli. Ma in campo. La pubblicità, la visibilità va pagata. Adesso lo spazio, al Palamaggiò è aumentato. Ma i nomi……. e i fondi.(?)

Domani trasferta a Cremona. La Vanoli avversario ostico

Seconda trasferta consecutiva in Lombardia per la Pasta Reggia. Il quintetto casertano sarà ospite della Vanoli Cremona in quello che sarà il ventesimo confronto diretto tra le due formazioni. Per i bianconeri al Palaradi 4 vittorie e 5 sconfitte, mentre il Palamaggiò ha visto primeggiare i padroni di casa in 8 incontri su 10.  «Abbiamo fatto una settimana – osserva coach Dell’Agnello – di attenzione e di presenza fisica e mentale. Stiamo lavorando quotidianamente per arrivare ad avere al più presto e poi  consolidare un identità di squadra che ci dia in ogni momento certezze e sicurezze. Specialmente adesso che siamo all’inizio di stagione tutte le squadre soffrono di alti e bassi, ed è proprio nel momento in cui capita di avere qualche passaggio a vuoto che dobbiamo rimanere ancorati alle nostre regole e al nostro sistema. senza per questo snaturarci. Lo abbiamo fatto molto bene nella vittoria con Reggio Emilia e da qui dobbiamo continuare nel nostro percorso di crescita. A Cremona – conclude il tecnico bianconero – troviamo una squadra che viene da un campionato strepitoso, e che specialmente  in casa sa essere cinica e quadrata, ma se noi facciamo tesoro di quello che ho detto in precedenza, abbiamo certamente la possibilità di giocarcela fino alla fine».
Per la partita di Cremona è stata designata la terna composta da Saverio Lanzarini di Bologna, Alessandro Vicino di Argelato (BO) e Guido Federico Di Francesco di Teramo. Palla a due alle consuete ore 18.15 con telecronaca diretta su Teleprima (canale 91 del digitale terrestre), emittente ufficiale della Pasta Reggia Caserta.

JUVECASERTA: SOCIETA’ NUOVA (?) TASCA VECCHIA. LA SQUADRA DOMANI A CREMONA PER LA SECONDA TRASFERTA CONSECUTIVA was last modified: ottobre 15th, 2016 by L'Interessante
15 ottobre 2016 0 commenti
1 Facebook Twitter Google + Pinterest
Roundmidnight
CulturaEventiIn primo pianoLibri

Buon Compleanno, Roundmidnight!

scritto da L'Interessante

Roundmidnight

Di Roberta Magliocca

Una torta con quattro candeline e tanto lavoro da festeggiare.

La Roundmidnight Edizioni compie quattro anni

La ‘round midnight edizioni nasce il 31 ottobre 2012 come marchio indipendente dallo scrittore Domenico Cosentino, dalla sua socia Giovanna Colitti, e dall’esperienza decennale nel “far libri” di una tipografia di Campobasso, La Tipografia Fotolampo di Luigi Palladino (il terzo socio), dove ha sede la casa editrice.

Parliamoci chiaro e sincero, come piace a noi: non stiamo parlando di un colosso dell’editoria; non di quelle case editrici che fatturano tot. milioni all’anno e che per farlo hanno il bastone del nome potente, azionisti di quella specie là, i politici di un certo calibro dentro il taschino. I grandi che marchiano libri, difficilmente ne leggono qualcuno. Si edita quanto si deve, quello che qualche dio vuole. Di letteratura, tra gli scaffali dove trovi tutto – biscotti, penne, i-Pad, marmellate, dvd – tutto tranne che libri, beh, ce n’è ben poca.

La Roundmidnight Edizioni è la piccola, minuscola goccia nel mare che ha la sincerità e il rispetto per la fantasia delle opere belle. Per intenderci, niente simbolo dell’euro tatuato negli occhi al posto delle pupille. Loro gli occhi li usano per leggere. E se quello che leggono per loro vale qualcosa, vale spesso un’emozione, allora – e solo allora – editano. E vaffanculo nomi e arricchimento. C’è chi crede che l’arte sia qualcosa in più.

Non che l’arte debba essere sempre relegata all’immagine del poeta squattrinato e incantato che non mangerà mai del proprio lavoro. Ma noi amanti e puttane d’arte, perdonatemi se mi ci metto anche io, abbiamo quel quid che ci fa camminare a testa alta, la dignità. E ci batteremo sempre affinchè anche il nostro mondo venga riconosciuto, affinchè un poeta, uno scrittore, un musicista, vengano riconosciuti come tali e non come dottori, medici, insegnanti con l’hobby per l’arte. Ma non svenderemo mai la nostra idea di arte ai mercenari che dell’ arte non ne conoscono nemmeno la definizione.

Ecco perchè la Roundmidnight Edizioni va festeggiata, questa sera al Jarmusch. Perchè portano a testa alta la loro idea di arte. Portano i libri che profumano di bellezza. Niente di più. Festeggiamo la sincerità dell’arte.

Buon compleanno!

Buon Compleanno, Roundmidnight! was last modified: ottobre 15th, 2016 by L'Interessante
15 ottobre 2016 0 commenti
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
nel mezzo del percorso
In primo pianoSportVolley

NEL MEZZO DEL PERCORSO DEL CONCORSO IPPICO INTERNAZIONALE DI CASERTA

scritto da L'Interessante

Nel mezzo del percorso

Nel mezzo del percorso la cinquantacinquesima edizione del concorso ippico internazionale “Coppa d’Oro Città di Caserta” organizzata dalla Asd San Giorgio equitazione nel parco della reggia e che si concluderà nel pomeriggio di domenica 16 ottobre.

I vincitori della giornata

Il primo premio della giornata “Maiello H 110” è stato vinto da Stefano Bastante su “Stakk”, seguito al secondo posto da Alberto Graziani su “Hernan” ed al terzo da Rosa Lanzaro su “Clelia della Verdina”. Il secondo premio “Mc Donalds H115” ha visto al primo posto Adriano Di Canto su “Praga Passione” al secondo Alberto Graziani su “Avagardner” ed al terzo Gabriella Bastelli su “Quasar du Houssoit”. Il terzo premio della giornata, “Panathlon Caserta H 130” ha visto classificarsi al primo posto Guido Grimaldi su “Land Lord” al secondo posto Filippo Melidoro Su “Quartz” ed al terzo Stefano Nogara su “Navarone”. Il quarto premio intitolato al “Poste Italiane H145” ha visto Davide Iacovacci su “Grace Van Haagem” classificato al primo  posto, davanti ad Giampiero Garofalo su “Luce del Castegno” ed a Tommaso Gerardi su “Venusz”. Il quinto premio della giornata “Rotary Club Caserta Terra di Lavoro H135”, ha visto vincere l’aviere Giampiero Garofalo su “Larina Grigia” davanti al fratello Antonio Maria Garofalo su “Zyquita sr” ed al terzo Ilaria Porto su “Be Famous”.

“Una vita per il cavallo”: i nomi di tutti i premiati

E’ stato un successo la serata svoltasi al Belvedere di San Leucio giovedì sera per la consegna dei premi “Una Vita per il Cavallo”, il riconoscimento alla “carriera” di donne e uomini che hanno dedicato la loro vita allo sviluppo dello sport equestre a cura del Coni di Caserta che sono stati consegnati a Vittorio Orlandi presidente nazionale della FISE (Federazione Italiana sport Equestri), Duccio Bartalucci, Laura Conz, Federico Roman, Enzo Truppa, Angelo Ranieri, Gaetano Ambrosio, Pasquale Capasso, Pasquale De Vivo, Giuseppe De Maio e Francesco Paolo Rocca.

Vergogna Caserta: le istituzioni cittadine falliscono anche l’appuntamento del concorso ippico. La denuncia del presidente regionale Fise, Vincenzo Montrone. Solo la Reggia non basta.

Sul concorso ippico casertano, riportiamo la dichiarazione del presidente regionale della FISE Vincenzo Montrone. 

“225 cavalli alla partenza, ne erano annunciati di più, purtroppo abbiamo avuto difficoltà per una serie di cause che dovranno essere analizzate ed affrontate e non imputabili all’organizzazione. Ci sono stati impedimenti che dovevano essere risolti e pensati non dagli organizzatori ma dalle istituzioni. Questo ha creato dei ritardi nell’organizzazione ed un danno di immagine alla città, noi abbiamo avuto nella prima giornata difficoltà enormi a far entrare i “van” con i cavalli nella reggia, difficoltà che hanno scoraggiato dei cavalieri. Addirittura 32 “van” che dopo aver fatto vari tentativi per entrare (dall’unico accesso di via Gapsarri ndr) nonostante il grande lavoro encomiabile della Polizia municipale di Caserta e del suo comandante t.col Negro, sono andati via, a gareggiare ad Arezzo. Ovviamente il numero di partecipanti si è ridotto, poi c’è stata la mancanza d’acqua per un certo numero di ore, le gare sono state rimandate ed i cavalli hanno sofferto. Abbiamo avuto enormi difficoltà che hanno dato un brutta immagine del concorso e solo con la volontà e la tenacia dell’organizzatore che ha fatto di tutti per tappare le falle, nonché dei giudici che hanno gestito una situazione difficile, siamo riusciti a prendere in mano la situazione e con l’aiuto, anche se tardivo, di qualche istituzione, che ha messo nelle
condizioni di far partire il concorso. Ora possiamo dirci soddisfatti, siamo contenti, ma anche dispiaciuti perché si è persa una grande occasione di immagine, coloro che sono andati via purtroppo non parleranno bene di questo concorso, ed è un grande peccato. Mentre quelli che sono rimasti si stanno godendo una buona competizione in una location incomparabile”.

Tutte le informazioni sono sul sito www.coppadorocaserta.it.

NEL MEZZO DEL PERCORSO DEL CONCORSO IPPICO INTERNAZIONALE DI CASERTA was last modified: ottobre 15th, 2016 by L'Interessante
15 ottobre 2016 0 commenti
1 Facebook Twitter Google + Pinterest
Napoli
Dall'Italia e dal MondoIn primo piano

Adda passa’ ‘a nuttata

scritto da L'Interessante

Napoli

Napoli

Di Roberta Magliocca

Napoli mia che ti hanno fatto?! si legge su uno striscione posto al principio di Corso Umberto I. Se lo chiedono un po’ tutti. Se lo chiede il commerciante che deve abbassare la saracinesca del proprio negozio perché il cattivo odore della spazzatura lasciata lì da giorni non fa respirare. Se lo chiede l’anziano signore che non sa come tradurre agli occhi del nipote uno splendore che ormai non c’è più. Se lo chiederebbe Troisi con una comicità malinconica.

Con quali toni Totò oggi racconterebbe questo scempio, questa barbarie. Ferdinando I di Borbone avrebbe nostalgia del Regno delle Due Sicilie, della sua prosperità, della sua grandezza e magnificenza? Per non parlare di come si gonfierebbero gli occhi di pianto a Matilde Serao che “sventrò” questa città per farne emergere l’anima.

E non ci si rassegna all’idea che Napoli sia portata in giro per il mondo attraverso Pizza e mandolino, che sia raccontata sguaiatamente da neomelodici che nulla hanno a che fare con la musica, che sia teatro per gente di malaffare, che i bambini ancor prima d’imparare a leggere e a scrivere, imparino l’arte di arrangiarsi. Abbiamo bisogno di ascoltare Napoli nella voce di Sergio Bruni, nella chitarra di Roberto Murolo, nelle parole di Giulio Cesare Cortese, nel teatro dei De Filippo.

E allora crediamoci ancora. Non lasciamo tutto il lavoro a San Gennaro che, da solo, non può farcela. Crediamo in un futuro fatto di nuove opportunità. Perché se ci si crede, se ci si impegna, se si lotta…’a nuttata passa. Adda passa’.

Adda passa’ ‘a nuttata was last modified: ottobre 14th, 2016 by L'Interessante
14 ottobre 2016 0 commenti
1 Facebook Twitter Google + Pinterest
Bob Dylan
CulturaIn primo pianoLibriMusica

Bob Dylan Premio Nobel della Letteratura

scritto da L'Interessante

Bob Dylan

Di Michela Salzillo

Non sempre le coincidenze arrivano per caso, alcune sembrano fatte apposta per mimetizzarsi fra gli strani destini.

Una fatalità bizzarra, ad appena un giorno di distanza dalla morte di Dario Fò, continua a creare divisioni di opinione: come nel 1997 accadde per il giullare moderno, ieri, nel giorno della dipartita del drammaturgo, Bob Dylan riceveva il premio Nobel per la letteratura, creando non solo stupore per i tempi coincisi in uno strano parallelo, ma anche un intenso girone di pareri favorevoli e contrari

A non essere d’accordo con la decisione della commissione di Stoccolma, che ha scartato candidati come Philip Roth, Don DeLillo e Murakami, è arrivato il parere di Alessandro Baricco, che ha così commentato l’assegnazione:

“Che un drammaturgo vinca il premio per la letteratura, ci sta. Ma premiare Bob Dylan è come se dessero un Grammy Awards a Javier Marìas perché c’è una bella musicalità nella sua narrativa. Paradosso per paradosso, allora anche gli architetti possono considerarsi poeti”. La pensa come lui pure lo scozzese Ivrine Welsh che, pur dichiarando stima per il cantautore statunitense, non ha tardato a definire questa scelta come “un premio nostalgia mal concepito, strappato dalla prostata di vecchi hippies balbettanti”. Ma c’è chi, senza troppe analisi di senso, preferisce abbandonarsi all’accaduto, osservandolo come un piacevole passaggio di staffetta tra il giullare e il menestrello.

La critica esiste dai tempi dell’arte, lo seppe anche Dario Fo

Nel 1997, colto di sorpresa, Dario Fo riceveva il Nobel per la letteratura con una motivazione assai condivisibile: premiato dal re Gustavo di Svezia, fu lodato per aver dileggiato il potere restituendo dignità agli oppressi. Una “dicitura” senz’altro diversa è stata quella scelta per Dylan che, a diciannove anni di distanza da quel record italiano, è stato incoronato per aver creato una nuova poetica espressiva all’ interno della grande tradizione canora americana. Si tratta di due spiegazioni che associate alla storia di ciascuno dei due diventano poco sindacabili. Come oggi, anche ieri qualcuno si schierò dal lato della protesta, esprimendo un dissenso ben inteso nei riguardi di quel nome che, paragonato a Dylan, adesso, sembra intoccabile. Fo è stato il diciottesimo italiano a vincere il Nobel, il sesto per la letteratura, prima di lui soltanto Giosuè Carducci, Grazia Deledda, Luigi Pirandello, Salvatore Quasimodo ed Eugenio Montale, dopo di lui, fino ad ora, nessuno , in Italia, è stato ritenuto all’altezza. Un’esclusiva, la sua, che sicuramente voleva dire qualcosa sin dall’ inizio , ma questo, come forse era giusto che fosse, non lo salvò dalle critiche. Certo, Dario non si chiamava Bob, sono  artisticità diverse le loro, eppure c’è chi all’epoca considerò la premiazione di Fò, che lui stesso tradusse come un riconoscimento esteso alla “gente di teatro”, come un torto a danno del poeta fiorentino Mario Luzzi, candidato al premio da vent’anni.

 La critica, del resto, è nata con l’arte, se non ci fosse l’una, non esisterebbe l’altra e viceversa. Sia l’esperto che il pubblico comune, lettore, spettatore o ascoltatore che sia, hanno il diritto ed il dovere di esprimersi. Le opinioni e le scelte, soprattutto in campo artistico, favoriscono la ciclicità dell’arte stessa. Forse è vero che un “Nobel per la musica” è qualcosa di parecchio strano, ma l’arte ha ben poco di ordinario e normale. A legittimare il premio di Bob Dylan, oltre quella motivazione, c’è l’applauso dell’accademia subito dopo l’annuncio ufficiale, ci sono le grida di approvazione le sue canzoni che, volente o nolente, qualcuno considera poemi e, perché no, c’è anche questo inaspettato legame fra due personalità che, seppur diverse, hanno ambe due rappresentato una forte icona di contrasto al potere. A tal proposito, il giornalista Antonio Gnoli ha dichiarato: “Ancora una volta, l’accademia di Stoccolma, spesso imprevedibile, ha dimostrato come, in qualche occasione, alla letteratura di grande mestiere si preferisce la vita.”

Bob Dylan Premio Nobel della Letteratura was last modified: ottobre 14th, 2016 by L'Interessante
14 ottobre 2016 0 commenti
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
Confronti
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

I grandi Confronti: Vegani e Carnivori. Intervista ad una Veg

scritto da L'Interessante

Confronti

Confronti

Di Roberta Magliocca

I Grandi Confronti è la nuova rubrica de L’Interessante. Ci occuperemo di grandi temi che animano le discussioni la domenica a pranzo dalla nonna, o fuori ad un cinema il Mercoledì sera, al bar il venerdì durante l’aperitivo. Intervisteremo, dunque, chi è da un capo e dall’altro di uno stesso argomento. Questo per dare ai nostri lettori tutti gli strumenti per comprendere due modi di vivere diversi. 

Il primo grande confronto de L’Interessante riguarda un tema di cui si discute moltissimo da tempo. Veg o Carnivori? Si sono espressi medici, specialisti, in tv e altrove. Ma chi meglio dei diretti interessati possono spiegarci i loro stili di vita?

Abbiamo intervistato, per voi, Nadia. Decisamente Veg.

Entriamo subito nel vivo della questione. Cosa ti ha portata ad intraprendere un’alimentazione vegetariana (o vegana): etica o salute?

Ho smesso di mangiare carne e pesce da un giorno all’altro, nell’adolescenza. Era la fine degli anni Novanta ed il boom di oggi era ancora lontano, non conoscevo altri vegetariani e potevo navigare in rete e cercare informazioni solo saltuariamente da un Internet point. Ma avevo la motivazione, l’unica forte che non mi ha mai più fatto tornare indietro: se, come dicevo da sempre, amavo gli animali, semplicemente non potevo più mangiarli. Ho capito solo molti anni dopo che questo non bastava: i derivati (latte e uova) sono comunque causa di sofferenza ed uccisione. Se c’era l’etica alla base della mia scelta, per gli animali dovevo diventare vegana. Ed è da quando ho preso questa direzione che ho abbracciato anche la motivazione salutista: eliminare i latticini, in particolar modo, ha decisamente migliorato la mia salute.

Attualità. Più di un caso pediatrico negli ospedali italiani. Si è data la colpa a genitori vegani che avrebbero sottoposto i figli piccoli alla loro stessa dieta. Qual è la tua posizione a riguardo?

Ho tante esperienze dirette di amici con figli vegani sanissimi che non hanno mai avuto problemi. Purtroppo questi casi balzati agli onori della cronaca sono stati utilizzati come pretesto per screditare questa scelta, bollandola come incompleta, se non addirittura dannosa. È ovvio che l’alimentazione dei bambini deve rispondere a precisi criteri nutrizionali, in grado di fornire loro tutti gli elementi necessari ad un sano sviluppo. Questo vale per i vegani, ma anche per gli onnivori. C’è da chiedersi però come mai, a fronte di pochissimi episodi di bambini vegani (o presunti tali, perché approfondendo certe notizie in taluni casi si è scoperto che non lo fossero nemmeno) che incorrono in carenze, non si spende mai una sola parola per la scorretta nutrizione di migliaia di bambini onnivori, obesi e in sovrappeso, ma anche già portatori di malattie croniche come ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari ed altro ancora. C’è inoltre anche il problema che i pediatri, sempre dalle testimonianze di amici vegani, spesso non hanno sufficienti conoscenze per supportare una famiglia che decide di crescere un figlio con un’alimentazione 100% vegetale. Questo costringe a volte i genitori a cercare informazioni da fonti non sempre affidabili. Si tratta quindi di una non trascurabile “colpa” di taluni professionisti della salute, contro i quali andrebbe puntato il dito, piuttosto che contro un’alimentazione del tutto adeguata e promotrice di salute. Concludo analizzando una frase che mi sono sentita spesso rivolgere in queste occasioni: “va bene, sei vegana, ma non puoi pensare di imporre le tue scelte ai tuoi figli”. Il punto è che qualsiasi scelta facciamo per loro è “un’imposizione”. A me, per esempio, i miei genitori hanno “imposto” un’alimentazione onnivora per molti anni… e ne avrei fatto volentieri a meno!

Dal punto di vista alimentare, qual è la tua giornata tipo?

Innegabilmente da vegani si diventa più salutisti. O forse, più semplicemente, si scopre un mondo di sapori (buoni e sani) che da onnivori si ignora, perché abituati a variare poco la propria alimentazione. Non sono il miglior esempio da seguire sotto questo punto di vista. Come capita a molti, anch’io la mattina vado spesso di fretta e mi limito ad un caffè al volo; se ho modo, però, una colazione più completa cerco di farla con latte vegetale (di soia, avena, riso, mandorle, nocciole… la scelta non manca!), yogurt di soia, cereali. O con un estratto di frutta e verdura, un concentrato di vitamine. Per il pranzo e per la cena cerco di adeguarmi a quello che mangia il resto della famiglia. Un primo piatto è quasi sempre una pasta e legumi, che alterno quando possibile con alimenti come cereali in chicco o integrali, consigliati ovviamente anche a chi segue un’alimentazione onnivora. E per insaporire ed integrare nutrienti essenziali, una manciata di semi (di sesamo, girasole, lino, zucca, ecc.). Come secondo piatto, raramente e solo per comodità i classici “alimenti vegani” (burger a base di proteine del grano o tofu, tempeh, wurstel vegetali, formaggi vegani). O magari una farinata, ovvero una frittata senza uova (e senza colesterolo!) ma di farina di ceci, arricchita secondo i propri gusti con verdure di stagione, proprio come si farebbe con una normale omelette. Frutta secca e fresca negli spuntini. Ma se ne ho voglia, gelato, biscotti e patatine! Fuori casa ci vuole un po’ più di organizzazione, ma negli ultimi anni ci sono alternative quasi ovunque, dagli scaffali dei supermercati alle tavole calde. In extremis, in qualsiasi alimentari è possibile farcire un panino. Ci tengo però a precisare che questa è la mia alimentazione e che di vegan non c’è, per fortuna, una sola corrente: siamo tutti diversi, accomunati dalla scelta di non mangiare derivati animali. Quello che è sicuro è che l’alimentazione vegana è arricchimento, non privazione!

Quali sono, a tuo avviso, i benefici (personali e planetari) che deriverebbero qualora l’intera popolazione mondiale facesse una scelta vegana?

I benefici personali riguardano la salute, ma anche la propria coscienza. Ci si sente in pace con sé stessi anche se si soffre di più, perché l’empatia ti spinge a voler cambiare le cose ma ti fa percepire il dolore altrui come proprio. A volte veniamo chiamati “nazivegan” dagli onnivori più agguerriti: a loro rispondo che non mi sento superiore agli altri perché sono vegana, ma sono diventata vegana proprio perché non mi sento superiore a nessuno, perché nell’animale riconosco un soggetto e non un oggetto. Quanto ai vantaggi a livello globale, secondo dati FAO del 2015, 795 milioni di persone, circa 1/9 della popolazione mondiale, non hanno abbastanza da mangiare. Mentre un altro miliardo consuma carne in maniera smodata. È questo il problema di fondo: lo squilibrio nella distribuzione delle risorse. L’attuale disponibilità di derrate alimentari potrebbe consentire a tutti gli abitanti del pianeta di assumere un numero sufficiente di calorie, proteine ed altri nutrienti necessari. Per ottenere un kg di carne è necessario consumare, mediamente, 15 kg di vegetali (in mangimi animali), ovvero per ogni 15 kg di vegetali dati in pasto ad un animale d’allevamento, solo un kg di “carne” verrà ricavata da quell’animale. Le produzioni attuali di cereali e legumi sarebbero sufficienti a sfamare tutti, occorrerebbe solo consumare direttamente i vegetali, anziché usarli per nutrire gli animali da allevamento. Collegato alla motivazione sociale, c’è il devastante impatto ambientale degli allevamenti, un enorme spreco di vegetali, di acqua, di combustibile, di terreno (rubato soprattutto alle foreste tropicali), di sostanze chimiche. Sempre secondo la FAO, gli allevamenti intensivi sono responsabili del 14,5% delle sole emissioni di gas serra: più di tutte le auto, i treni e gli aerei messi insieme! Gli approfondimenti sarebbero tanti: dalle deiezioni animali agli scarti della macellazione, dal disboscamento alla desertificazione. E se mi venisse obiettato che la soluzione a tutte queste problematiche è nell’allevamento biologico, risponderei che questi non peserebbe sull’ambiente solo se si consumasse veramente molta meno carne e derivati animali (si stima il 70% in meno). Un allevamento estensivo-biologico richiede molta terra: sarebbe impensabile mantenere a vita tutti i vitelli nati dalle mucche per avviare la produzione del latte o tutti i pulcini maschi “inutili” negli allevamenti delle galline ovaiole, perché occuperebbero una quantità di terreno enorme e “sfrutterebbero” il suolo per la durata di tutta la loro vita. Un prodotto simile avrebbe un costo improponibile, oltre a concludersi sempre nello stesso modo, con l’uccisione di un essere senziente. Quindi, se tutti gli allevamenti fossero biologici, allevando un numero di animali molto minore ci sarebbe per forza di cose una drastica diminuzione della produzione ed effettivi benefici per l’ambiente, ma solo perché si allevano meno animali, non perché si allevano in modo estensivo-biologico. Consumare carne biologica, mantenendo inalterati i consumi, significa non cambiare nulla. Non esiste, insomma, un solo motivo per non diventare vegan sin da subito, perché i benefici sarebbero per tutti: animali, pianeta Terra, noi stessi!

I grandi Confronti: Vegani e Carnivori. Intervista ad una Veg was last modified: ottobre 14th, 2016 by L'Interessante
14 ottobre 2016 0 commenti
1 Facebook Twitter Google + Pinterest
confronti
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

I grandi confronti: vegani e carnivori. Intervista ad un carnivoro

scritto da L'Interessante

Confronti

Confronti

Di Roberta Magliocca

I Grandi Confronti è la nuova rubrica de L’Interessante. Ci occuperemo di grandi temi che animano le discussioni la domenica a pranzo dalla nonna, o fuori ad un cinema il Mercoledì sera, al bar il venerdì durante l’aperitivo. Intervisteremo, dunque, chi è da un capo e dall’altro di uno stesso argomento. Questo per dare ai nostri lettori tutti gli strumenti per comprendere due modi di vivere diversi. 

Il primo grande confronto de L’Interessante riguarda un tema di cui si discute moltissimo da tempo. Veg o Carnivori? Si sono espressi medici, specialisti, in tv e altrove. Ma chi meglio dei diretti interessati possono spiegarci i loro stili di vita?

Abbiamo intervistato, per voi, Fabio. Decisamente Carnivoro

Su quali basi sostieni che un’alimentazione carnivora (o meglio, onnivora) sia da preferirsi ad un’alimentazione vegana/vegetariana?

Prima di tutto preciso che carnivoro/frugivoro, secondo la mia opinione , è la definizione giusta. Onnivoro non lo è nessuno, in quanto nessuno mangia tutto, altrimenti potremmo mangiare la cellulosa. Ma volendo obiettare più che sul termine nel merito, intendo che anche il gatto, carnivoro puro, si abitua a mangiare cereali e pasta, ciò non vuol dire che sia la sua alimentazione corretta e che sia onnivoro. Tornando alla domanda, le basi alle quali mi rifaccio sono evolutive. L’uomo si è evoluto cibandosi di carne, frutta , verdure, uova, pesce, che trovava in natura. Non per niente tutte le popolazioni che vivono ancora , o almeno vivevano quando sono state studiate, allo stato libero, si nutrono in percentuali diverse di questi alimenti a seconda del luogo geografico ma evitando latte , cereali e legumi, e questo fino a quando non è stata inventata l’agricoltura e l’allevamento. Comunque, non essendo né medico né antropologo, le vere basi della mia convinzione sono sperimentali. Posso affermare senza dubbio che miei problemi fisici di basso e medio livello sono stati da me eliminati con tale alimentazione (ipertensione, sovrappeso grave, piorrea, dermatite seborroica e colite). Avendo animali aggiungo uno spunto: alcune marche di cibo per cani, considerate le migliori, specificano che non usano cereali poiché i carboidrati creano solo problemi di diabete ai cani, ed i cani si sono evoluti con i resti del loro migliore amico.

Attualità. Più di un caso pediatrico negli ospedali italiani. Si è data la colpa a genitori vegani che avrebbero sottoposto i figli piccoli alla loro stessa dieta. Qual è la tua posizione a riguardo?

Mi pare che le conseguenze sui bambini così trattati non necessitino di commenti. Voglio però spezzare una lancia a favore dei vegani/vegetariani: frutta e verdura non dovrebbero mai mancare né ai bambini, né agli adulti.

Dal punto di vista alimentare, qual è la tua giornata tipo?

Ultimamente per questioni personali non riesco a seguire una dieta corretta, che necessita di tempo e impegno. Le dirò la mia giornata tipo di quando mi sono applicato regolarmente. Colazione:  carne o uova, possibilmente non cotti; metà mattinata: frutta e verdura; pranzo: macinato con uovo; pomeriggio: un po’ di carne con verdura e frutta; cena: pesce frutta o uova. Voglio specificare che sono arrivato a mangiare 50 uova la settimana avendo un miglioramento notevole dei parametri delle analisi del sangue quali colesterolo, trigliceridi e tutti in genere.  Andrei ad aggiungere un po’ di sano movimento fisico.

Quali sono, a tuo avviso, gli svantaggi a cui andremmo incontro qualora l’intera popolazione mondiale facesse una scelta vegana?

Non credo si possa snaturare così fortemente l’individuo: siamo carnivori e l’unica motivazione per cui non si dovrebbe mangiare carne può essere solo etica.

 

 

I grandi confronti: vegani e carnivori. Intervista ad un carnivoro was last modified: ottobre 14th, 2016 by L'Interessante
14 ottobre 2016 0 commenti
1 Facebook Twitter Google + Pinterest
concorso-ippico-1
In primo pianoSportVolley

E’ INIZIATA LA 55° EDIZIONE DEL CONCORSO IPPICO INTERNAZIONALE DI CASERTA

scritto da L'Interessante

E’ iniziata

Al via nella splendida cornice della Reggia la Coppa d’Oro città di Caserta 

E’ iniziata ieri mattina nel parco della reggia di Caserta la cinquantacinquesima edizione del concorso ippico internazionale “Coppa d’Oro Città di Caserta” organizzata dalla Asd San Giorgio equitazione, che si concluderà nel pomeriggio di domenica 16 ottobre. 

Come da programma le note della fanfara della Brigata Bersaglieri “Garibaldi” hanno aperto la giornata. 

I vincitori della prima giornata

Il primo premio della giornata “Matisse Boutique-Caserta H 110”, è stato vinto da Enrica Fisichella su “Quaglietta del Sauro”, seguita al secondo posto da Alberto Graziani su “Hernan” ed al terzo da Lorenzo Marzullo su “Umatrra”.

Il secondo premio “Conad H115”, ha visto al primo posto Alberto Graziani su “Avagardner” al secondo Nunzio Francesco Carcione su “Crystal del Sasso” ed al terzo Veronica Occhiodoro su “Schila L”. 

Il terzo premio della giornata, “Edil Mec H 120” ha visto classificarsi al primo posto Arianna Iacovacci su “Lindsey” al secondo posto Alberto Graziani Su “Victor” ed al terzo Giuseppe Rossini su “Favoriete Lavsca Fortuna”. 

Il quarto premio intitolato al “Grand Hotel Vanvitelli H130” ha visto Elia Matteo Simonetti su “Comenius” classificato al primo posto, davanti ad Antonio Maria Garofalo su “Basantidieza” ed a Davide Iacovacci su “Hector”. 

Il quinto premio della giornata “Coni Caserta H140”, ha visto al primo posto Davide Iacovacci su “Grace Van Haagem”, al secondo Federico Ciriesi su “Colour of fun” ed al terzo Gianluca Caracciolo su “Davados Vdl”. 

L’ultimo premio dellagiornata “Tenuta Caiatina H125” ha visto prevalere il cavaliere casertano Stefano Capuano del circolo ippico “I Tifatini” su “Beaufort”, al secondo posto Davide Iacovacci su “Acorallo”, al terzo Federica Ameri su “Constant V X Juxschot”, poi Luciano Conte su Alfred Jocodus”, Vincenzo Reggente su “Charmant”, il napoletano Fabrizio De Vivo su “Fansei” e poi i casertani Gianluca Iannucci su “Lorenzo” e Sergio Santabarbara su “Car way”. 

Il Coni ha assegnato i premi “Una vita per il Cavallo”

In serata si è svolta al Belvedere di San Leucio la cerimonia di consegna dei premi “Una Vita per il Cavallo” ovvero il riconoscimento alla “carriera” di donne e uomini che hanno dedicato la loro vita allo sviluppo dello sport equestre a cura del Coni di Caserta, premi per Vittorio Orlandi presidente nazionale della FISE (Federazione Italiana sport Equestri), Duccio Bartalucci, Laura Conz, Federico Roman, Enzo Truppa, Angelo Ranieri, Gaetano Ambrosio, Pasquale Capasso, Pasquale De Vivo, Giuseppe De Maio e Francesco Paolo Rocca.

Tutte le informazioni sono sul sito www.coppadorocaserta.it.

guido-grimaldi

guardascione
gra-primogiorno

E’ INIZIATA LA 55° EDIZIONE DEL CONCORSO IPPICO INTERNAZIONALE DI CASERTA was last modified: ottobre 14th, 2016 by L'Interessante
14 ottobre 2016 0 commenti
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
Dario Fo
CronacaCulturaIn primo pianoParliamone

Dario Fo, ultimo giullare

scritto da L'Interessante

Dario Fo

Di Vincenzo Piccolo

Si è spento oggi all’etá di 90 anni nell’ospedale di Sacco di Milano, dove era ricoverato da diversi giorni per complicazioni polmonari, il Premio Nobel per la Letteratura del ‘97, Dario Fo

A comunicarlo sono fonti ospedaliere.

Cantava, pochi momenti prima del ricovero, quando si erano viste aggravare le sue condizioni. Cosa che ha dell’incredibile, secondo il parere dei medici.

Difatti è sempre stato un anticonformista, un anticlericale, critico verso le istituzioni e la comune morale. “Chi ha detto che non si può cantare prima di morire?” Avrà pensato, lui che all’idea della morte non ha mai voluto cedere. Forse perché gli aveva tolto la cosa più cara che aveva, in arte come nella vita, sua moglie: Franca Rame. Con lei aveva saputo affrontare e mettere in scena temi importanti attraverso la satira e il grottesco, i suoi spettacoli erano disseminati da quei smitizzanti ribaltamenti sempre più frequenti nelle sue opere. Tipici i suoi rimandi alla Commedia dell’Arte, alle gag, al cinema muto con scene modellate sulle farse e le commedie brillanti. Una vita in scena, vissuta insieme a tante altre, cercando di comunicare qualcosa che forse non abbiamo mai capito.

L’arte di Dario andava oltre quella risata, troppo spesso malinconica, costellata di speranza. Una speranza che chiedeva cambiamento e, soprattutto, rovesciamento di quegli ideali alto-borghesi che avevano invaso la società dopo la seconda guerra mondiale. Sono molte le farse con cui Fo si prende gioco degli idealtipi appartenenti al mondo ecclesiastico o della morale borghese, intrise di valori sociali e politici. Quasi tutte interpretate e scritte, come già detto, con Franca Rame. La sua complice perfetta, in vita come in scena, fu subito colpo di fulmine, suggellato da un matrimonio e un figlio, Jacopo. Una figura fondamentale per la produzione artistica di Dario, tanto che decise di condividere con lei anche la medaglia del Nobel. Ma poi Franca se ne andó, morì il 29 maggio del 2013, lasciando Dario solo sulla scena. Quel duetto divenne un soliloquio che Dario continuava a recitare senza sosta, sotto quell’occhio di bue, quel fascio di luce che lo metteva a nudo con il suo dolore. Un dolore sempre nascosto sotto quel sorriso, stanco e consapevole che , spesso, la vita fa male.

Continua a scrivere, inarrestabile e sempre attento alla vita pubblica e all’arte. Dipinge e va in scena, organizza mostre, dibattiti e interventi, la speranza non si spegne. Non si dimentica di quel “Mistero Buffo”, di quella medaglia condivisa.

Non vuole lasciarsi abbattere dal tempo, che forse ha cambiato tutto ma non quello che voleva. Quel sorriso adesso sembra una ferita, ma ogni ferita può diventare feritoia, per questo ha continuato a ridere fino a poche ore fa. Dario da buon giullare lo sa, il riso è sacro.

 

 

Dario Fo, ultimo giullare was last modified: ottobre 13th, 2016 by L'Interessante
13 ottobre 2016 0 commenti
3 Facebook Twitter Google + Pinterest
  • 1
  • …
  • 43
  • 44
  • 45
  • 46
  • 47
  • …
  • 107

Resta in Contatto

Facebook Twitter Google + Instagram Email RSS

Categorie

  • Attualità
  • Basket
  • Calcio
  • Cinema
  • Cronaca
  • Cultura
  • Curiosità
  • Dall'Italia e dal Mondo
  • Editoriale
  • Eventi
  • In primo piano
  • Indovina dove andiamo a cena
  • Libri
  • Musica
  • Notizie fuori confine
  • Parliamone
  • Politica
  • Sport
  • Teatro
  • Tv
  • Viaggi Interessanti
  • Vignette Interessanti
  • Volley

I Più Visti

  • duel gomorra

    Gomorra 3: i casting al Duel Village

    8 giugno 2016
  • amore

    L’ Amore ai giorni nostri

    6 dicembre 2016
  • molly

    Molly Malone, la strana leggenda

    19 novembre 2016
  • museo

    Museo di arte islamica come l’araba fenice

    24 gennaio 2017
  • canile

    Adozione in canile: ti salvo la vita, appartieni a me

    9 marzo 2017
  • Facebook
  • Twitter
  • Google +
  • Instagram
  • Email

© 2015 L'Interessante. Tutti i diritti riservati.
Designed by Armando Cipriani


Back To Top
Utilizziamo i cookie per migliorare l'esperienza utente sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu sia d'accordo. Accetto
Privacy & Cookies Policy