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In primo piano

Tu sì que Vales
CulturaIn primo pianoTv

Tu sì que Vales contro il femminicidio: tutti gli uomini dello studio al grido di “Se questo è un uomo, io non sono un uomo” – IL VIDEO

scritto da Roberta Magliocca

Tu sì que Vales

Di Roberta Magliocca

Quando l’intrattenimento si veste di serietà sociale e grida al mondo le sue ingiustizie, senza sembrare fuori luogo o fuori tema. 

E’ successo a Tu sì que Vales la scorsa puntata

Su quel palco tanto amato e seguito dagli italiani, ne passano davvero di tutti i colori. Cantanti, ballerini, acrobati, attori, italiani e stranieri. Ma anche personaggi alquanto improbabili, che strappano un sorriso durante i numerosi siparietti che vedono protagonisti i padroni di casa: Maria De Filippi, Gerry Scotti, Rudi Zerbi e il nuovo giudice Teo Mammuccari, sotto gli occhi vigili di Mara Venier e dei presentatori Belèn Rodriguez e Simone Ruggiati.

Poi, due sgabelli al centro del palcoscenico. E sullo schermo, una frase: “Se questo è un uomo”. Una ragazza si appella al diritto all’esistenza. Perchè i fari accesi sulle donne che muoiono per mano di un uomo sono giusti, sono informazione e il cielo solo sa quanto abbiamo bisogno di informazione che diventi educazione ed infine prevenzione. Ma ci sarebbe una luce che andrebbe accesa su chi resta: i figli. Figli che diventano orfani in un colpo solo, come in un incidente aereo, salvo vederne i diversi destini: una mamma al cimitero, un papà in carcere. E in questo caso non si parla solo  di lutto, ma di un intreccio di storie e legalità, di allontanamento e dolore.

Ed è solo uno sgabello occupato. Accanto a lei, ad occupare l’altro con lacrime che non si sanno trattenere, una donna che piange ancora – e sempre lo farà – una figlia diciannovenne che ha detto NO al suo e ragazzo. Un No che le è costata la vita.

Tutti visibilmente commossi, lasciano la parola a Maria De Filippi:

“Sarebbe bello se tutti gli uomini in questo studio dicessero <<Se questo è un uomo, io non sono un uomo>>“

E’ stato un attimo. I tre giudici e il conduttore raggiungono il centro dello studio, a ruota tutti gli uomini presenti in studio. Un microfono che passa di mano in mano e quella frase ripetuta una, dieci, cento volte. Se questo è un uomo, io non sono un uomo. E se gli appelli delle donne sono importanti, i messaggi che derivano dalla bocca e dal cuore degli uomini sono doverosi e ci fanno ben sperare per il futuro. Quel futuro che speriamo possa arrivare presto. Quel futuro in cui nessuna donna morirà più per un “no”.

Tu sì que Vales contro il femminicidio: tutti gli uomini dello studio al grido di “Se questo è un uomo, io non sono un uomo” – IL VIDEO was last modified: ottobre 10th, 2016 by Roberta Magliocca
10 ottobre 2016 0 commenti
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Volley
In primo pianoSportVolley

Volley. Mettiamoci il cuore: atto conclusivo

scritto da L'Interessante

Volley

Va alla Delta Informatica Trentino la finalina per il terzo e quarto posto del “Mettiamoci il cuore”, il quadrangolare organizzato dalla Lardini Filottrano che h saputo egregiamente coniugare due giornate di grande volley con un ragguardevole impegno sociale

Sul campo vince la Lardini, fuori vince la generosità di quanti hanno consentito alla prima edizione di “Mettiamoci il Cuore” di centrare il suo obiettivo: raccogliere fondi da destinare alla comunità di Arquata del Tronto e che nelle prossime settimane verranno consegnati ad un rappresentante di uno dei comuni più martoriati dal terremoto del 24 agosto. Ad una settimana dall’inizio del campionato, la formazione filottranese fa il pieno di fiducia e consapevolezza, battendo in rimonta (3-1) la myCicero Pesaro in un derby sempre sentito, seppur amichevole, come del resto testimoniano le oltre quattrocento presenze per la finale.
   Per la VolAlto, dopo la sconfitta contro le padrone di casa che, come detto, hanno poi vinto il torneo battendo le cugine pesaresi (prive, però, dell’ottima Di Iulio), è arrivato anche lo stop contro Trento. Una sconfitta maturata al tie break e al termine di una sfida molto combattuta. Trento avanti due set a zero (25-20; 25-20), poi Caserta si desta ed alza il suo livello di gioco. Si vedono interessanti spunti in fase offensiva ed anche in difesa si alzano le percentuali. Il terzo parziale è rosanero. (24-26) La VolAlto vuole portare la sfida al quinto. Così, si assiste ad un quarto set molto equilibrato che, alla fine, vede ancora una volta sorridere le ragazze di Gagliardi. (25-23) S va al quinto. Il tie break è, però, amico delle trentine che chiudono così vittoriose il parziale e la sfida.(15-9)

Volley. Mettiamoci il cuore: atto conclusivo was last modified: ottobre 10th, 2016 by L'Interessante
10 ottobre 2016 0 commenti
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Napoli
CronacaIn primo pianoParliamone

Napoli. Si contendevano la stessa ragazzina: accoltellato uno dei due pretendenti

scritto da L'Interessante

Napoli

Di Michela Salzillo

Succede a Napoli qualche giorno fa… 

Una lite, una scuola, una di quelle del centro storico. Due adolescenti di quindici e quattordici anni, una ragazzina che in anonimato si ritrova ad essere trascritta come il vero motivo del contrasto, un coltello, una sferrata, e quello che con una certa ordinarietà succede fra i banchi degli istituti di formazione, e non solo, diventa fatto degno di nota. Quando c’è di mezzo del sangue, un ricovero in ospedale e il grido alla grazia per il sopravvissuto, è giusto che se ne parli. È importante che si cerchi di capire come sono andate le cose, dettagliare il nome della scuola che, in questo caso, sarà quello dell’istituto comprensivo Teresa Confalonieri, sito nel vico San Severino, premunirsi di specificare che se anche il diverbio sia cominciato in classe, l’accoltellamento sia invece avvenuto all’esterno della stessa. È importante dare voce all’ insegnante che, giustamente, tiene a rimarcare quanto certi casi non debbano rappresentare l’ identità comune della Napoli perbene, cercando di mettere i puntini sulle “i “ in materia di responsabilità, perché se il fatto è avvenuto nel cortile della scuola, invece che di fronte alla lavagna prima della campanella, pare cambi molto.  Vengono fuori gli sfoghi che confermano quanto tutti sapevano, ma nessuno si era mai preoccupato più di tanto.  Lo dice la zia del ragazzo ferito, quando ancora era in ospedale, prima dello scampato pericolo: “Era un bullo, lo sapevano tutti”.

Perché allora non si è evitato quest’ epilogo, per fortuna riuscito alla meno peggio? Perché chi poteva non è intervenuto? Resta un mistero, uno di quelli difficili da decifrare, ma su cui fare ipotesi viene spontaneo. Non si parla perché tanto sono cose che succedono? Perché questi insegnanti non sanno dove sbattere la testa con classi di trenta ragazzi e un programma da gestire il più degnamente possibile? Perché quello che conta è dire del bullismo come l’argomento su cui interrogare all’esame, tanto se l’alunno sa la pappardella a memoria, merita il plauso o cose del genere? Forse tra queste domande c’è quella che dà risposte, forse tutte, in parte, sono la risposta o forse niente di tutto ciò  ha a che fare con le famiglie di questi ragazzi, dove magari si insegna che l’ uomo vero è quello che tira a calci e pugni, che il rispetto lo guadagni con la violenza, perché se non sai dare schiaffi allora vuol dire che sei scemo, “sei fesso”, “ Se non difendi  la donna tua, non sei buono”.

Bullismo: una definizione abusata piena di storie

 Che il lupo mangi l’agnello è una storia vecchia come il mondo, ma non è sempre il più debole ad essere inghiottito. Ce lo insegnano i fatti, ce lo dice la cronaca, ce lo racconta una lunga serie di storie archiviate sotto la piaga del bullismo, compresa quella che, magari, si sta svolgendo in questi minuti e di cui nessuno parlerà mai. È quella del ragazzo che è costretto ad abbassarsi i pantaloni in corridoio se no non passa dalla porta di ingresso, quello che durante la ricreazione viene ficcato con la testa nel water al cospetto del riso compiaciuto del gruppo che spalleggia il bullo. È il ragazzino omosessuale che tutti chiamano ricchione, quello che quando torna a casa si chiude in camera, nel silenzio generale, e fa i conti con l’inferno. È la ragazzina che viene appellata a poco di buono nei post di Facebook con fare oppressivo, è quella che, per questo, ogni tanto, pensa che è meglio farla finita.

 Secondo la definizione da enciclopedia, “fare il bullo” vuol dire agire secondo una forma di comportamento di tipo violento e intenzionale, che abbia natura sia fisica che psicologica, ripetuto nel corso del tempo e attuato nei confronti di persone considerate dal soggetto che perpetra l’atto in questione come bersagli facili e/o incapaci di difendersi. Di leziose spiegazioni legate al termine ne troviamo ovunque: dentro i libri, fuori dai manuali di pedagogia, nelle trame dei film e fra le prime diciture dei motori di ricerca. Non è svogliatezza se a definire la parola, in questo caso, sia stata una traduzione di tipo testuale che, fuori da questa pagina, potrete rintracciare con facilità, perché di copia e incolla, soprattutto per temi di questo tipo, ne facciamo davvero tanti. Non che sia sempre una scelta conscia, a volte è anche colpa di alcune imposizioni mediatiche, secondo cui se non ne parli, o sei poco informato o non te ne frega assolutamente nulla. Perciò finisce che si dica quello che tutti sanno, senza capire, però, come agire per diminuire l’alto tasso di drammi del genere. La materia è vasta e non essendo noi specialisti del settore, non intendiamo azzardare teorie infondate. Quel che certo, e non c’è bisogno di lauree per capire questo, è che un atteggiamento diventa vessatorio, quando oltre al branco che sostiene il bullo, a fargli forza ci sono persone che fanno finta di non vedere, quelle che si convincono che va tutto bene oltre ogni verità.

Napoli. Si contendevano la stessa ragazzina: accoltellato uno dei due pretendenti was last modified: ottobre 10th, 2016 by L'Interessante
10 ottobre 2016 0 commenti
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tracollo
BasketIn primo pianoSport

TRACOLLO DELLA JUVECASERTA A VARESE: 93 a 74 IL FINALE

scritto da Walter Magliocca

tracollo

Prima trasferta stagionale su un campo storico come quello di Varese. La Juvecaserta cerca di dare continuità alla prova fornita nell’esordio casalingo contro Reggio Emilia, ma non vi riesce. Anzi mette in mostra i molteplici limiti, anche caratteriali, oltre che tecnici.

Sin dall’inizio dell’incontro si capisce che per i casertani non ci sarà molta storia.

Unico quarto equilibrato, il primo

E’ proprio Caserta ad iniziare con il piede giusto con una “bomba” di Gaddefors. I padroni di casa nel primo quarto stentano a carburare, ma i bianconeri non ne approfittano ed evidenziano gli stessi pregi e difetti  del primo incontro. Positiva la difesa: aggressiva e alta con raddoppi sul portatore di palla. Ma errori in fase realizzativa di Bostic e Putney che evidenziano evidenti limiti tecnici e Sosa che sembra certamente la “bruttissima copia” del giocatore che si ricordava a Sassari.

Il primo quarto si chiude con il punteggio di 20 a 23.

Nei secondi dieci minuti il primo strappo

Nella seconda frazione è Varese a mettere la freccia e trascinata da un superlativo Eyenga  che risulta il migliore dei primi venti minuti,  con 19 punti, 5 rimbalzi, 25 di valutazione.

Caserta non riesce a difendere e a prendere le distanze da Varese (ma il peggio deve ancora venire) che chiude con un + 8, 43 a 35.

Tracollo nella terza frazione: Caserta non è in campo

 Dopo il riposo lungo, i casertani cercano di recuperare subito lo strappo, ma dopo qualche buon canestro di Watt è  Kangur, per la Openjobmet Varese, a piazzare un tiro da tre da circa otto metri che taglia le gambe ai bianconeri che tracollano sotto i tiri da tre dei lombardi. Dopo 5 minuti padroni di casa a + 8 54 a 46. Inizia poi lo show di Meelivn Johnson (23 punti finali a tabellino) da tre che porta il risultato sul 63 a 51 a 2’ e 19. Caserta è alle corde e non mostra alcuna reazione.

Il tempo si chiude con il punteggio di 70 a 54.

Tracollo finale: neanche la faccia è salva

Ultimo quarto ma la musica non cambia, Caserta è allo sbando. Sosa è “ridicolo” ed irritante in campo con delle soluzioni veramente raccapriccianti, mentre Bostic e Putney continuano a mettere in evidenza solo i propri limiti tecnici Non si comprende, inoltre, perché Sandro Dell’Agnello abbia tenuto in panca Czyz, anche oggi uno dei migliori. Da sottolineare gli esordi di Jackson, prova senza infamia e senza lode e Cefarelli.

Sconfitta con primo (quasi) ventello subito. Il tabellone segna 93 a 74.

TRACOLLO DELLA JUVECASERTA A VARESE: 93 a 74 IL FINALE was last modified: ottobre 9th, 2016 by Walter Magliocca
9 ottobre 2016 0 commenti
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Lotto infinito
CulturaIn primo pianoMusica

Lotto Infinito: il nuovo lavoro di Enzo Avitabile

scritto da L'Interessante

Lotto infinito

Di Michela Salzillo

A quattro anni di distanza dal suo ultimo lavoro, torna sulle scene Enzo Avitabile, che con un album intitolato Lotto infinito riprende il discorso iniziato nel 2012 con Black tarantella

 Il nuovo disco, in uscita oggi, venerdì 7 ottobre, si compone di tredici tracce, con l’aggiunta di un cameo che vede la partecipazione di Lello Arena ed altri attori, fieri esecutori, attraverso le proprie voci, di testi intensi dalle trame affascinanti .

Grazie al rapporto di stima con alcuni colleghi musicisti, Lotto infinito si presenta come un lavoro corale ben riuscito. Sono solo alcuni nomi quelli di: Giorgia, Francesco De Gregori, Renato Zero e Caparezza. L’ impronta di firme ben affermate nel panorama della musica italiana non è certo un semplice contributo, ma appare come un’amalgamata integrazione di intenti con l’idea proposta da Avitabile stesso. Come spesso accade nei suo lavori, anche quest’ in  ultimo l’artista campano traduce una coesione di diversi stili musicali, a dimostrarlo è la presenza dell’artista  franco -marocchina Hindi Zhra, il musicista senegalese Daby Tourè, Paolo Fresu , Elena Ledda e tanti altri.

Lotto infinito è un lungo viaggio di sperimentazione musicale che abbraccia le sonorità  del blues partenopeo, il  flamenco, il worldbeat e la black music americana. I temi trattati mettono in luce falle di natura sociale, come, ad esempio, la triste realtà legata ai migranti e le vite piene di storia dei diseredati ed emarginati.

Nei prossimi giorni è previsto un tour di presentazione che, nella maggior parte dei casi,sarà un’ occasione di incontro diretto fra l’artista e il suo pubblico. Ecco le date a partire da oggi:

RECAP IN STORE ENZO AVITABILE – OTTOBRE 2016

 

Venerdì 07/10

La Feltrinelli

Corso Vittorio Emanuele I, 230

84123

Salerno

Ore 18.00

Chiacchierata+ Firmacopie

Sabato 08/10

La Feltrinelli

Via Santa Caterina a Chiaia, 23 (Angolo Piazza Dei Martiri)

80121

Napoli

Ore 19.00

Chiacchierata+ Firmacopie

Lunedì 10/10

Mondadori Megastore

Via Massimo D’Azeglio, 34A

40123

Bologna

Ore 18.00

Chiacchierata+ Firmacopie

Martedì 11/10

Mondadori Megastore

Piazza Duomo, 1

20121

Milano

Ore 18.00

Chiacchierata+ Firmacopie

Mercoledì 12/10

Discoteca Laziale

Via Mamiani, 62

00185

Roma

Ore 18.00

Chiacchierata+ Firmacopie

Venerdì 14/10

La Feltrinelli

Corso Trieste, 154

81100

Caserta

Ore 18.00

Chiacchierata+ Firmacopie

Domenica 16/10

MediaWorld

c/o C.C. Benevento

S.S. 7 Appia Km 258+750, Contrada San Vito

Lotto Infinito: il nuovo lavoro di Enzo Avitabile was last modified: ottobre 7th, 2016 by L'Interessante
7 ottobre 2016 0 commenti
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Partecipazione
AttualitàIn primo pianoParliamone

Partecipazione FORZATA ED OBBLIGATORIA degli studenti alla marcia anti-abortista di Caserta

scritto da L'Interessante

Partecipazione 

8 ottobre 2016: la partecipazione forzata ed obbligatoria degli studenti alla marcia anti-abortista di Caserta

Caserta e Milano collegate domani 8 ottobre 2016 per la “Marcia per la Vita”, la marcia anti-abortista proposta da alcuni movimenti ultraconservatori che vorrebbero far restare l’Italia in un perenne alto medioevo. Ciò che sconcerta maggiormente l’edizione di quest’anno a Caserta è la partecipazione forzata ed obbligatoria degli studenti e delle studentesse a questa marcia, si legge sui loro organi di informazione che parteciperanno gli studenti del liceo classico Giannone, del liceo scientifico Diaz, dell’istituto Ferraris, il Foscolo di Teano e il Galilei di Sparanise, oltre ad altre non meglio precisate scuole dal resto della regione. La manifestazione, chiamata “NO194 per l’abrogazione referendaria della legge 194” viene pubblicizzata alle famiglie degli studenti come una generica marcia per ricordare l’opera di Madre Teresa di Calcutta, recentemente ritornata alla ribalta in virtù della sua santificazione e per le sue affermazioni estranee ad ogni realtà come quella “Oggi il più grande distruttore della pace è l’aborto”, che letta su un pianeta sovrappopolato e in balia di guerre e terrorismo internazionale, ci lascia profondamente perplessi. È questa la scuola dove mandiamo i nostri figli? Dove i dirigenti scolastici tagliano un giorno di lezione per portare i propri alunni a fare una gitarella per la città? La circolare firmata dalla prof.ssa Antonietta Tarantino, dirigente dell’istituto Ferraris, – l’unica pubblicata sul portale web della scuola – individua intere classi che devono saltare il giorno di scuola per recarsi direttamente alle ore 9.30 in piazza Vanvitelli dove sarà fatto l’appello e dunque, gli studenti che non vorranno venire a questa marcia contro la vita, contro l’autodeterminazione dei diritti di ogni singola persona, il giorno dopo dovranno anche portare la giustifica. Chiediamo all’Ufficio Scolastico Provinciale e Regionale che siano analizzate le modalità di partecipazione a questa funzione religiosa in orario scolastico, checché se ne dica, è pienamente una funzione religiosa, perché riguarda solo probabili principi e valori di una singola religione e non può la scuola pubblica portare i suoi alunni a questo indottrinamento. Gli organizzatori avrebbero potuto organizzare la marcia nel pomeriggio, potendo così avere una partecipazione spontanea e libera da eventuali ricatti, visto il clima da riformatorio giudiziario che vige in alcune di queste scuole citate.

Partecipazione FORZATA ED OBBLIGATORIA degli studenti alla marcia anti-abortista di Caserta was last modified: ottobre 7th, 2016 by L'Interessante
7 ottobre 2016 0 commenti
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Ospedale
CulturaIn primo piano

Ospedale di Caserta. La crioenergia per il trattamento della fibrillazione atriale

scritto da L'Interessante

Ospedale

Ospedale

Il Dipartimento delle Scienze cardiologiche e vascolari dell’Azienda Ospedaliera “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta, diretto dal cardiologo Franco Mascia, è la prima struttura in Campania ad applicare la crioenergia di ultima generazione nel trattamento della fibrillazione atriale, disturbo sempre più frequente anche nella popolazione più giovane. Tale aritmia ha una notevole rilevanza clinica, aumentando il rischio trombo-embolico del paziente.

La nuova metodica, utilizzata dal gruppo di Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione guidata dal cardiologo Miguel Viscusi, semplifica ulteriormente l’intervento mininvasivo di ablazione transcatetere dell’aritmia, rendendolo tra l’altro più sicuro.

Domani giovedì 6 ottobre alle ore 13.30, presso l’Aula Magna della Cardiochirurgia nel padiglione C del nosocomio casertano, verranno presentati dal cardiologo Annibale Izzo i dati dello studio Blitz-AF relativi ai pazienti afferenti per tale aritmia presso l’Azienda e dallo specialista milanese Gaetano Fassini i risultati dello studio “Fire&Ice” sull’efficacia della crioablazione. Tale studio ha dimostrato la superiorità della crioablazione in termini di recidive aritmiche e di ospedalizzazioni rispetto all’ablazione con radiofrequenza.

 “Questa tecnica ablativa è ormai consolidata, con oltre 150.000 pazienti trattati nel mondo”. Così dichiara Miguel Viscusi che, con la sua équipe, composta dai colleghi Saverio Ambrosino, Debora Di Maggio e Marcello Brignoli, da più di sei mesi svolge con successo le procedure presso il laboratorio ospedaliero. “La crioablazione consiste nel raggiungere per via venosa, con un sottilissimo catetere, l’atrio sinistro del cuore e introdurre in corrispondenza dell’ingresso delle vene polmonari, dove si trovano i maggiori focolai di fibrillazione, un minuscolo palloncino di 28 mm di diametro, che viene gonfiato e raffreddato tra -35° e -50°C per tre/quattro minuti. In questo modo l’area malata viene ibernata e isolata dal resto del tessuto cardiaco. La novità del criopallone di ultima generazione – conclude Viscusi – è che permette al medico di vedere in diretta l’esito dell’applicazione e quindi di ottimizzarla in tempo reale, riducendo i tempi procedurali e aumentando le possibilità di successo per il paziente”.

L’offerta sanitaria dell’Aorn di Caserta – sottolineano i Commissari Straordinari Cinzia Guercio, Michele Ametta e Leonardo Pace – è stata potenziata sia, come si vede, sotto il profilo delle best practices, sia sotto l’aspetto strumentale e diagnostico.

A breve, infatti, si darà notizia dell’attivazione di importanti ed attesissime attrezzature, in corso di collaudo.

Ospedale di Caserta. La crioenergia per il trattamento della fibrillazione atriale was last modified: ottobre 7th, 2016 by L'Interessante
7 ottobre 2016 0 commenti
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012 Factory
CulturaIn primo piano

Factory Academy Gli allievi incontrano Le “guide” Enrico Pandian e Luca Palermo

scritto da L'Interessante

Factory Academy

L’Academy di 012 Factory, giunta alla terza edizione, continua il suo percorso volto a validare le startup degli allievi

Venerdì 7 ottobre dalle ore 15 alle 18 presso la sede centrale in viale Carlo III di Borbone 8 a Caserta, gli allievi incontreranno Enrico Pandian, fondatore e CEO di Supermercato24 e Luca Palermo, storico dell’arte contemporanea. Il tema della giornata è “Guida”.

Ad aprire la giornata e a introdurre gli speaker sarà Pietro Nardi, founder di 012Factory e Academy director, mentre a moderare gli interventi degli speaker sarà Paolo Conte.

“Insieme agli speaker – spiega Pietro Nardi – ci confronteremo per valutare e prendere ispirazione nel creare un modello di business per la nostra impresa”.

Enrico Pandian è fondatore e CEO di Supermercato24, riconosciuta come una delle migliori startup del panorama italiano. Nata nel 2014 a Brescia, è diventata poco dopo una soluzione efficace ed efficiente che mette in contatto chi vuole ricevere la merce entro un’ora o al massimo entro la giornata con persone che vanno a fare la spesa al posto loro. In due anni dalla nascita Supermercato24 è riuscita ad arrivare a 600 fattorini, con un fatturato di 5 milioni di euro, 25 dipendenti ed è presente in 16 province italiane. Il modello ormai rodato batterà cassa per espandersi all’estero arrivando nel prossimo anno in Francia, Germania e Regno Unito.

Luca Palermo è uno storico dell’arte contemporanea che ha concentrato le sue ricerche sugli sviluppi artistici dal secondo dopoguerra ai giorni nostri. Oltre a tenere relazioni nel panorama nazionale, ha passato gli ultimi anni all’estero all’University of California di Los Angeles, all’University of Michigan e al Pratt Institute di New York, tenendo convegni internazionali come “Les Lieux d’exposition et Leurs publics” presso l’Université de Neuchâtel, il Musée Neuhaus di Bienne e al Re-Inventing Eastern Europe di Berlino

Factory Academy Gli allievi incontrano Le “guide” Enrico Pandian e Luca Palermo was last modified: ottobre 7th, 2016 by L'Interessante
7 ottobre 2016 0 commenti
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Cinema Duel
CinemaCronacaCulturaIn primo piano

Duel Cinema: La verità sta in cielo. Il primo film su Emanuela Orlandi

scritto da L'Interessante

Duel Cinema

L’attrice Adriana Serrapica presenta al Duel Village

‘La verità sta in cielo’ il primo film su Emanuela Orlandi

Domenica 9 ottobre alle ore 19.00  in via Borsellino a Caserta

Sarà l’attrice Adriana Serrapica a presentare al Duel Village di Caserta – domenica 9 ottobre alle ore 19.00 –  ‘La verità sta in cielo’, il nuovo film di Roberto Faenza sul misterioso caso, tutt’ora irrisolto, di Emanuela Orlandi.  La giovane protagonista campana, che nel film interpreta proprio la ragazza scomparsa nel giugno del 1983, incontrerà il pubblico in sala prima della proiezione. Un ruolo misterioso, complesso e affascinante, che segna per Adriana il suo esordio sul grande schermo. Un bella sfida professionale in cui l’artista, 19 anni, si ritroverà al centro di una vicenda che ripercorre 30 anni di storia, riaprendo il ‘cold case’ Orlandi. Partendo dall’indagine della giornalista Rai, Raffaella Notarile, e frutto di una ricostruzione meticolosa dei fatti, il film fa luce infatti su uno dei casi più torbidi ed emblematici della vita della Capitale, quello dell’improvvisa e apparentemente inspiegabile sparizione, a soli 15 anni, il 22 giugno dell’83 nel centro di Roma, di Emanuela Orlandi, figlia di un commesso della Prefettura Pontificia. Sullo sfondo di quel misterioso episodio di cronaca, diventato uno dei delitti più discussi dalla stampa internazionale, l’oscuro intreccio di interessi riguardanti il Vaticano, la famigerata Banda della Magliana, il Banco Ambrosiano, lo IOR, lo Stato italiano e i servizi segreti, peraltro non solo italiani. Nel film anche  Riccardo Scamarcio, Maya Sansa, Greta Scarano e Valentina Lodovini.

Il film resterà in programmazione al Duel Village tutta la settimana alle ore 16.00 – 17.30  – 19.00 – 20.45

LA TRAMA

Il 22 giugno 1983 Emanuela Orlandi, quindicenne cittadina vaticana, figlia di un messo pontificio, sparisce dal centro di Roma, dando inizio a uno dei più clamorosi casi irrisolti mai accaduti in Italia, conosciuto anche all’estero. Dopo decine di indagini, oscure ipotesi, coinvolgimento di “poteri forti”, depistaggi di ogni genere, una cosa è certa: Emanuela non ha fatto più ritorno a casa. Sollecitata dallo scandalo “Mafia capitale” che attanaglia Roma ai giorni nostri, una rete televisiva inglese decide di inviare a Roma una giornalista di origine italiana (Maya Sansa) per raccontare dove tutto ebbe inizio: quel 22 giugno di tanti anni prima. Con l’aiuto di un’altra giornalista (Valentina Lodovini), inviata di un noto programma televisivo italiano, che ha scoperto una nuova pista, entra in scena un personaggio inquietante: Sabrina Minardi (Greta Scarano). E’ l’amante di Enrico De Pedis (Riccardo Scamarcio), meglio conosciuto come Renatino, il boss che ha saputo gestire meglio di ogni altro il malaffare della capitale, poi finendo sotto i colpi della banda rivale della Magliana. Nonostante il suo passato, Renatino verrà sepolto nella Basilica di S. Apollinare, nel cuore di Roma, proprio accanto alla scuola di musica frequentata da Emanuela: un altro mistero. La Minardi si decide a raccontare quanto afferma di sapere sul sequestro della ragazza.
E’ la verità? Quale intreccio indicibile si cela dietro i delitti rimasti impuniti nell’arco di trent’anni?

IL TRAILER

 

 

Duel Cinema: La verità sta in cielo. Il primo film su Emanuela Orlandi was last modified: ottobre 7th, 2016 by L'Interessante
7 ottobre 2016 0 commenti
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parco giochi
CulturaEventiIn primo piano

PARCO GIOCHI PER BAMBINI DISABILI: A CASERTA SI PUO’ CON L’AIUTO DI TUTTI 8 OTTOBRE SPETTACOLO CULTURALE E ARTISTICO IN BENEFICENZA DINANZI LA REGGIA.

scritto da Walter Magliocca

parco giochi

Caserta si ripropone dell’attenzione nazionale con un premio internazionale a scopo benefico e culturale che si terrà il prossimo 8 ottobre, con lo splendido scenario della Reggia di Caserta.

Presentato l’evento: si prevede tempo buono per sabato alle 20,30

Il primo intervento benefico, confermato dai meteorologi, da parte di “Giove pluvio” che pare abbia deciso di consentire lo svolgimento dello spettacolo senza … bagno di pioggia.

La presentazione è avvenuta nella stanza limitrofa all’aula consiliare del Comune di Caserta, alla presenza della moderatrice, nonché addetto stampa Serena Li Calzi, della direttrice artistica, Concetta Laudando, della presentatrice del premio internazionale Paola Zanoni e del padrone di casa, nonché sindaco della città, Carlo Marino.

Tutto pronto, salvo la risposta dei cittadini di Caserta che ancora devono acquistare il tiket devoluto in beneficenza per la realizzazione del parco giochi dedicato a bambini disabili, per uno spettacolo che si preannuncia ricco di personaggi noti della cultura e dello spettacolo e dinamico nel suo svolgimento.

La giornalista Paola Zanoni ha presentato l’evento, manifestando il piacere e l’entusiasmo di aver contribuito all’aspetto organizzativo, soprattutto nel procurare adesioni di importanti personaggi che daranno lustro alla serata e garantiranno uno spettacolo degno della “location”.

Raccolta fondi per realizzare un parco giochi dedicato ai bambini disabili

La direttrice artistica della manifestazione, nonché ideatrice del progetto benefico, Concetta Laudando, ha rimarcato lo scopo di reperire fondi per realizzare un parco giochi dedicato ai bambini disabili. Ha voluto raccontare che l’idea è nata quasi “per gioco”, parlando proprio con un bambino disabile recependo le sue esigenze e difficoltà nel reperire  uno spazio gioco. Facendo parte  della parrocchia del Buon Pastore, il cui  parroco è don Antonello Giannotti sempre sensibile alle iniziative sociali, e manifestando il pensiero alla sua amica Ella Armstrong, figlia del leggendario Louis, l’idea si è trasformata in realtà.

Saranno riqualificati i parchi giochi esistenti con creazione di apposite aree destinate ai bambini disabili.  

E’ toccato, come era giusto che fosse, al sindaco di Caserta, Carlo Marino, spiegare in concreto come realizzare “l’idea” di creare il parco giochi per bambini disabili. Nel rimarcare la disponibilità del Comune a supporto di iniziative a scopo benefico nonché finalizzate ad esaltare le professionalità culturali ed artistiche del territorio, ha evidenziato la difficoltà nel reperire un nuovo spazio nell’area urbana. Il sindaco, però, auspicando una maggiore vivibilità della città, uno dei punti programmatici della sua campagna elettorale, ha garantito che il Comune si attiverà per riqualificare i diversi parchi giochi esistenti, quali il Parco Maria Carolina nei pressi della Reggia, la villetta Padre Pio al centro della città, il parco a Piazza Cattaneo, al fine di renderli fruibili anche da bambini disabili. Ha voluto rimarcare, tra l’altro, che l’amministrazione si è già concretamente avvicinata alle esigenza dei disabili, aderendo ad un progetto, con il sistema cooperativistico, per 30 disabili che potranno accedere, dalla mattina fino alla sera, a laboratori didattici. E’ solo l’inizio di un percorso, a fini sociali, intrapreso per la creazione di attività nell’ambito di un progetto di interazione con i comuni limitrofi,  Casagiove, Castel Morrone e San Nicola La Strada.

I personaggi che interverranno

Molti saranno i personaggi che si avvicenderanno sul palco in rappresentanza di vari ambiti della vita sociale e prenderanno parte al premio internazionale: per la cultura Mauro Filicori, per l’ambiente e l’energia Amedeo Calori, per il sociale don Antonello Giannotti, per le nuove proposte Marco Mantovanelli, per la poesia Agostino Santoro, per la moda Michele del Prete, per la composizione Enzo Gragnaniello. Per la musica Eugenio Bennato, per lo sport Max Rosolino, per il cinema, Angelo Bassi, per la regia Bruno Colella, per i social e internazionale Principe Spreti Malmesi Focas di Cefalonia, per la musica napoletana Rita Rondinella, per la recitazione Tosca d’Aquino. Inoltre saranno conferiti molti altri riconoscimenti e tra questi quello alla memoria a Bud Spencer e Pino Daniele.

L’importante sarà racimolare fondi e si spera in una massiccia presenza di pubblico

La Dott.ssa Laudando ha precisato che finora sono stati venduti poco più di mille biglietti, ma, anche se difficile, la speranza è di raggiungere le tremila presenze.

I biglietti potranno essere acquistati presso le rivendite abituali quali Tiketteria di via Gemito, Tiket One, Bar Loggetta e al botteghino prima dello spettacolo.

Si spera che, almeno in questa occasione, i casertani e non solo, siano sensibili ai problemi della “porta accanto” con una partecipazione massiva e concreta e non finalizzata ad una improduttiva “sfilata di moda” in prima fila.

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PARCO GIOCHI PER BAMBINI DISABILI: A CASERTA SI PUO’ CON L’AIUTO DI TUTTI 8 OTTOBRE SPETTACOLO CULTURALE E ARTISTICO IN BENEFICENZA DINANZI LA REGGIA. was last modified: ottobre 7th, 2016 by Walter Magliocca
6 ottobre 2016 0 commenti
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