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In primo piano

Cane
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Sentirsi cane, sentire il cane. Il Dog Friendly

scritto da L'Interessante

Cane

Di Luigi Sacchettino

Cari lettori interessati nel precedente articolo abbiamo parlato di quanto i nostri cani sappiano capirci e leggerci.

Questo ha generato in me un dubbio: siamo in grado di fare  qualcosa di analogo? E quando pensiamo di saperlo fare, quanto siamo anche solo lontanamente vicini alla realtà?

Nello studio di una risposta soddisfacente, come in una strana coincidenza, ho trovato nel web lo scritto di un mio maestro e collega, Attilio Miconi. Lo condivido con voi.  

“Lettera di un cane:                            

«Cari umani perché vi ostinate di credere di poter “pensare” da cani?

Ho la necessità di comunicarvi o ricordarvi che faccio parte di un’altra specie: sono un cane.

Inoltre, come cane ho la sensazione che alcuni umani vivano la loro vita tra narcisismo e bassa autostima verso se stessi. Consapevoli di non riuscire a sapere cosa pensa un’altra persona di loro e non potendolo prevedere vivono l’eterna frustrazione di non poter controllarla da una parte o di non essere adeguati dall’altra.

Per questi due modelli umani è difficile vivere senza prevedere il comportamento che potrà assumere l’altro in una relazione o a una richiesta. Così noi cani, senza le sovrastrutture umane, sembriamo essere diventati i candidati per essere osservati, giudicati, classificati e con soggetti comportamenti prevedibili (meglio se paradossali: tanto buoni o tanto cattivi; tanta guardia o tanto amore; e così via)

I cani sono avviliti nel sentirvi nel vostro bluff di quelli che possono tutto. Non vi sembra un tantino antropocentrico arrogarvi il diritto di saper pensare anche da cani? Forse perché avete difficoltà nel riconoscervi tra umani perché il vostro modello sociale lo avete fatto diventare una schifezza individualista: pensare di cosa pensa l’altro è lo sport nazionale?

Smontate le vostre incertezze comunicative tra umani senza cercare in noi cani la vostra sete di controllo e previsione comportamentale solo perché la ritenete più facile.

Smettetela di metterci di fronte a un salto, un ostacolo, una comunicazione tra di noi senza alternative … per poi anticipare al mondo come ci comporteremo affrontando quel salto, quell’ostacolo quella comunicazione che ci avete imposto.

Ci inducete ad assumere un determinato comportamento per poter dire a voi stessi e a tutto il vostro mondo: “avete visto come sono bravo: penso da cane!”.

Questo modo di agire non significa pensare da cani, significa semplicemente indurre il cane a re-agire quando messo in un vicolo senza vie d’uscita, o con l’unica via d’uscita rimasta a disposizione!

 

Sapete è triste che voi crediate di “sapere” tutto quello che passa nella testa di noi cani perché avete deciso che “pensare” da cani al nostro posto possa garantirvi il controllo del pensiero e la predizione dell’azione di un altro essere vivente.

 

 

Tu che sei sicuro di pensare da cane, sei altrettanto sicuro di sapere cosa pensa di te il tuo compagno/a, il tuo amico/a, Il tuo collega? eppure loro sono della tua stessa specie…”

Pensare da cani.

Ho sentito pregnante la parte in cui si parla della difficoltà di provare a capire anche solo cosa sta pensando un nostro simile umano. Immaginarsi di sapere ciò che pensa- e prova- un cane.

Il condizionale sarebbe d’obbligo. Le ipotesi pure.

Io continuo a pensare che avremmo bisogno di più psicoterapeuti.

Per il benessere dei cani, noi umani dovremmo essere meno invischianti.

 

 

Sentirsi cane, sentire il cane. Il Dog Friendly was last modified: ottobre 13th, 2016 by L'Interessante
13 ottobre 2016 0 commenti
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fumata nera
BasketIn primo pianoSport

FUMATA NERA: NON HABEMUS …. FORTUNE. DEL FUTUR NON V’E’ CERTEZZA

scritto da L'Interessante

fumata nera

Nessuna notizia da Londra. Forse sarebbe il caso di dare corso al piano di riserva

Si attendevano notizie positive oltremanica ma, a parte le solite rassicurazioni che oramai non illudono più nessuno,  nulla di ufficiale è trapelato. Ancora incerto il futuro della Juvecaserta: questo accordo rischia di saltare, il contratto (o come propinatoci il precontratto) non è stato onorato,  se mai sia stato prossimo ad una definizione. Per adesso la fumata è nera.

Comunque si è già operativi per affiancare o intervenire ex novo per garantire un futuro solido alla società. Da parte di chi? I bene informati assicurano che il piano di riserva, il cosiddetto piano “b” sia stato già predisposto, ma questa volta sarà svelato solo quando si sarà certi che vada in porto l’operazione finanziaria. Non si vuole incorrere in un ennesimo bluff. Sarebbero troppi.  Anzi sono troppi e non è ancora finito.

Ma resta l’incredulità per come sia stata gestita l’operazione di cessione della società. Purtroppo nutriamo seri dubbi sulle informazioni rese pubbliche e sulle verità, o pseudo tali, trasmesse.

Sta di fatto che le spese per far si che la Juvecaserta continui l’avventura nella massima serie, siano state garantite e anticipate da Iavazzi. Compreso i pagamenti degli F24 necessari per non incorrere in punti di penlizzazione.

Contraccolpi… economici per i giocatori

E non si può pensare che i giocatori riescano a non farsi coinvolgere da queste incertezze societarie. Difficile che possano giocare con la mente sgombra da condizionamenti ……. Economici. A Cremona sarà molto  difficile, se non impossibile, evitare la sconfitta.

Nel frattempo la Juveaserta punta sul settore giovanile: ingaggiato il giovane Sebrek

Nell’ambito del progetto di rilancio del settore giovanile, la Juvecaserta Pasta Reggia comunica di aver definito il passaggio nelle sue fila del giovane Luka Sebrek, guardia di 193 cm. (nella foto al momento della firma dell’accordo con il club bianconero).  Nato a Belgrado il 4 settembre del 2000, il giovane proviene dalla PMS Moncalieri e giunge alla società casertana con la formula del prestito con diritto di riscatto. Lo scorso anno ha partecipato con la formazione del Lido Ostia Roma alle finali nazionali under15 di Desio (8,3 punti e 7,3 rimbalzi di media a partita). Alloggerà presso la foresteria della società, che già ospita altri atleti bianconeri fin dal mese scorso e dove nelle prossime settimane è previsto anche qualche altro arrivo di atleti particolarmente interessanti in proiezione futura.
«Stiamo cercando – osserva Gianpaolo Antonucci, presidente della JC Academy e dirigente responsabile del settore giovanile della Juvecaserta – di incrementare le presenze di qualità nel nostro vivaio con l’ambizione di cercare di rinverdire i fasti di un passato non troppo lontano, ricreando quella scuola basket che è stata alla base dei tanti successi del club bianconero negli anni ottanta e novanta. Ci vorrà, ovviamente, del tempo per realizzare il nostro progetto e proprio per questo stiamo puntando sul reclutamento di atleti che possano sviluppare le loro capacità ed attitudini in un arco temporale che non deve essere limitato nè ad una sola stagione, nè a risultati contingenti».

“Venite a giocare con noi”, porta i bambini nel mondo minibasket: sabato 15  ottobre nella piazzetta Padre Pio e domenica 23 in piazza Dante 

E sempre nel progetto di rilancio del settore giovanile bianconero, una nuova iniziativa è quella intrapresa dal Centro minibasket della società che, sabato e domenica prossima, porta l’attività dei più piccini in piazza. In particolare, il campo di minibasket sarà allestito sabato nella piazzetta Padre Pio e ospiterà dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00 i giovanissimi allievi del centro e tutti i bambini che vorranno provare l’emozione di lanciare un pallone in un canestro. La manifestazione “venite a giocare con noi” sarà ripetuta domenica 23 dalle 10.30 alle 12.30 in piazza Dante. L’invito rivolto ai genitori è di far provare ai figli “l’emozione di giocare a minibasket. Troverà tanti nuovi amici con cui giocare e fare sport in strutture accoglienti e con istruttori e staff qualificati”.

FUMATA NERA: NON HABEMUS …. FORTUNE. DEL FUTUR NON V’E’ CERTEZZA was last modified: ottobre 13th, 2016 by L'Interessante
13 ottobre 2016 0 commenti
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al giannone
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AL GIANNONE L’INCONTRO SULLA STORIA DEL CAVALLO E DEL CONCORSO IPPICO DI CASERTA. DA DOMANI I CAVALLI IN GARA NEL PARCO DELLA REGGIA

scritto da L'Interessante

al giannone

Al Giannone incontro culturale tra storia e aneddoti del concorso ippico. Caserta regina degli sport equestri.

Si è svolto nell’Aula Magna del Liceo classico “Pietro Giannone” di Caserta, l’incontro culturale patrocinato dal Panathlon Club Caserta e ospitato dal glorioso istituto scolastico. Il tema del percorso storico-culturale: “Il cavallo napolitano e la tradizione dell’arte equestre a Caserta”.  
Il convegno è iniziato con i  saluti della Dirigente scolastica del liceo, Marina Campanile e del presidente del Panathlon Club Caserta Paolo Santulli, peraltro grande appassionato di cavalli. Poi è toccato ai relatori che  hanno deliziato la platea, composta, tra l’altro, da tanti ragazzi. A prendere prima la parola è stato il dr. Salvatore Auzino, dell’Associazione Culturale “Cavallo Persano nel Cuore” sul tema “Il cavallo del Sud. Il Corsiero Napoletano” il quale ha illustrato con dovizia di particolari l’evoluzione della razza equina anche con l’ausilio di slide. Poi è toccato al presidente della Società di Storia Patria Alberto Zaza d’Aulisio sul tema “Caserta e la tradizione dell’arte equestre”, tracciare un minuzioso, attento e ricco excursus documentato del concorso ippico a Caserta, sin dalla sua prima edizione che l’”avvocato-storico” avrebbe fatto risalire al lontano 1873. Ha ricordato, tra l’altro, la figura di Eugenio Berni Canani, colonnello casertano di cavalleria dell’ordine militare d’Italia e pioniere del concorso ippico nazionale di Caserta nonchè dei vari personaggi che, con il loro impegno hanno consentito lo svolgimento e conferito lustro al concorso ippico di Caserta, tra cui il cavaliere Giovanni Maggiò, il quale avrebbe poi realizzato, a Casagiove, uno dei maneggi privati più importanti d’Europa. 

L’incontro ha visto quale moderatore il promotore culturale, Aldo Antonio Cobianchi.

“Sono stata ben felice – ha detto il dirigente scolastico Marina Campanile – ospitare l’incontro che gli organizzatori hanno voluto far svolgere nel liceo Giannone per l’importanza che riveste l’istituto nell’ambito del territorio e per i casertani stessi nonchè per la tradizione “equestre” di molti allievi del passato. Inoltre la cinquanticinquesima edizione della Coppa d’Oro – città di Caserta – si svolge nello stesso anno in cui si celebra il centocinquantesimo anno di vita del liceo che mi onoro di rappresentare”.

  
Da domani nel parco della Reggia il concorso ippico

Il via domattina alle ore 8,00, nel parco della Reggia, alla cinquantacinquesima edizione del concorso ippico internazionale “Coppa d’Oro Città di Caserta” organizzata dalla Asd San Giorgio equitazione. Le gare si svolgeranno in quattro giorni e termineranno domenica 16 ottobre.
L’edizione del 2016 sarà ricordata anche come quella del record di partecipanti, con ben 280 cavalli iscritti.

Ecco il programma di gara: 
Giovedì 13 ottobre prenderà il via la Kermesse con un giorno di anticipo rispetto a quanto programmato a causa del gran numero di partecipanti. Le gare di salto ad ostacoli inizieranno alle 9, mezz’ora prima saranno precedute dalla cerimonia dell’alzabandiera con le note della fanfara della Brigata Bersaglieri “Garibaldi” e con il “battesimo” della sella, ovvero prove a cavallo tenute da istruttori federali. In serata alle 19 al Belvedere di San Leucio si svolgerà la cerimonia di consegna dei premi “Una Vita per il Cavallo”, il riconoscimento alla “carriera” di coloro, uomini e donne, che hanno dedicato la loro vita allo sviluppo dello sport equestre, a cura del Coni di Caserta. Saranno premiati il presidente nazionale della FISE (Federazione Italiana sport Equestri) Vittorio Orlandi, gli olimpionici Duccio Bartalucci e Laura Conz e poi Emilio Puricelli, Federico Roman, Enzo Truppa, Angelo Ranieri, Gaetano Ambrosio, Pasquale Capasso, Pasquale De Vivo, Giuseppe De Maio, Francesco Paolo Rocca.
Nelle giornate di venerdì sabato e domenica si svolgeranno le prove di salto ad ostacoli come da programma dalle 9,00 alle 17,30. 
Gli orari cambieranno per la giornata conclusiva della “Coppa d’Oro Città di Caserta” in quanto si gareggerà dalle 8,30 alle 16,30. Seguirà poi la cerimonia di premiazione e consegna dei premi d’onore e l’ammaina bandiera a cura della fanfara della Brigata Bersaglieri “Garibaldi”.  I premi previsti sono i seguenti: “Matisse Boutique-Caserta”, “Conad”, “Grand Hotel Vanvitelli”,“Tenuta Caiatina”, “Coppa del Presidente Fise”, “Coni Caserta”.

Attività collaterali al concorso denominati “I giochi del re”

Tra le altre attività collaterali al concorso ippico si svolgeranno domenica 16,  le manifestazioni nel parco previste nel programma de “I Giochi del Re”: teatro degli appuntamenti, promossi dal Coni, saranno dalle 11 alle 17, la Castelluccia con una esibizione tra sport e spettacolo degli atleti della scherma medioevale appartenenti alla Compagnia della Rosa e della Spada ed al Gruppo Sportivo “Giannone” di Caserta, e dalle 10 alle 13 il lago della Peschiera Grande dove sono previste, a cura della “Società Vela Radiocomandata Caserta”,  alcune esibizioni di modellini nautici ed una regata storica di modelli a vela intitolata al vascello a due ponti “Archimede”, appartenente alla Reale Armata del Mare del Regno delle Due Sicilie.

Possibile assistere gratis alla manifestazione accreditandosi sul sito
Tutte le informazioni sono sul sito www.coppadorocaserta.it.

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AL GIANNONE L’INCONTRO SULLA STORIA DEL CAVALLO E DEL CONCORSO IPPICO DI CASERTA. DA DOMANI I CAVALLI IN GARA NEL PARCO DELLA REGGIA was last modified: ottobre 12th, 2016 by L'Interessante
12 ottobre 2016 0 commenti
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confusione
CalcioIn primo piano

LA CONFUSIONE REGNA SOVRANA. CASERTANA SENZA CASERTANI. CAMBIAMENTI A COLPI DI COMUNICATI. ED ORA?

scritto da Walter Magliocca

confusione

La nota del club

Il nuovo assetto permetterà alla Casertana F.C. di dare vita a un progetto solido, ambizioso e definitivo e, dunque, di guardare al futuro con rinnovato entusiasmo. L’ingresso in società di uno stimato imprenditore di Terra Lavoro come Giuseppe D’Agostino – prosegue la nota diramata in tarda serata dal club – è un ulteriore segnale dell’aria di rinnovamento che vuole portarsi all’interno del club per poter ripartire tutti insieme e fare in modo che la Casertana possa portare in alto il nome del territorio che rappresenta con profondo orgoglio. Contestualmente si è proceduto alla conferma dell’intero staff dirigenziale e all’azzeramento di qualunque altra carica precedente.

A Tilia si affianca D’Agostino

Con una mossa a sorpresa, quindi, Tilia (perchè? Ma è facile comprenderlo) risponde (metaforicamente in un senso e poi praticamente) a Corvino e fa entrare in società il titolare del caseificio La Pagliara, Giuseppe D’Agostino. Quest’ultimo sarà main sponsor, nonché copresidente (? Anche lui?) della Casertana calcio con l’avvocato romano.  Palomba sarà vicepresidente.

Definito l’assetto societario? Ma quali garanzie? Tra meno di un anno la società sarà nuovamente sull’orlo del fallimento

Pare, pertanto che si sia definito l’assetto societario. Di casertani nemmeno l’ombra. Non è difficile comprendere i motivi che hanno spinto il nuovo organigramma ad insediarsi. Corvino fatto fuori. Resta da vedere le cifre che dovranno essere versate per pagare gli stipendi e per il prosieguo della stagione da dove dovranno “uscire”.

Il futuro è nebuloso. Organizzazione approssimativa. Non basta una notte

Sembra di rivivere momenti passati che hanno portato il calcio casertano nel baratro. Finora le squadre giovanili le trasferte le hanno sostenute a proprie spese. Cambierà ora lo spartito?

Non solo fondi ma anche l’organizzazione risulta confusa e approssimativa.

Le scadenze “bussano” alla porta. Manca poco. Staremo a vedere. Conferenze stampa, precisazioni. Ne vedremo delle belle.

Ma, siamo sicuri e non illudetevi, gli scenari e gli uomini non cambiano in una notte.

LA CONFUSIONE REGNA SOVRANA. CASERTANA SENZA CASERTANI. CAMBIAMENTI A COLPI DI COMUNICATI. ED ORA? was last modified: ottobre 12th, 2016 by Walter Magliocca
12 ottobre 2016 0 commenti
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corvino
CalcioIn primo pianoParliamone

CASERTANA: CAOS, CONFUSIONE E GESTIONE APPROSSIMATIVA. LA FINE E’ VICINA: SE NON OGGI SOLO RINVIATA. MA SI ATTENDE QUALCHE ALTRO COLPO AD EFFETTO

scritto da Walter Magliocca

corvino

Era già tutto scritto. Si aspettava solo il momento della divulgazione. E’ giunto, la resa dei conti. La Casertana è a rischio scomparsa: per colpa di chi?

Corvino perché sente il bisogno di chiarire solo adesso?

Apparentemente la conferenza stampa, convocata, more solito, in modo approssimativo e canalizzato per evidenti carenze nell’organigramma gestionale, aveva lo scopo di chiarire la situazione societaria. Corvino, oramai determinato, a suo dire, ad acquisire il pacchetto di maggioranza, ha sentito la “necessità” di comunicare ai tifosi ed alla città come stavano realmente i fatti.

Quando Lombardi ha deciso irreversibilmente di lasciare la società, Tilia è spuntato “dal nulla”, ha acquistato quote pur non avendo alcuna esperienza, capacità ed attitudine alla gestione di una società di calcio, né voglia di farlo. Però, guarda caso, demanda  a Corvino la guida (copresidente??) della Casertana calcio. Campagna acquisti, conferme e partenze: tutto passa per Corvino. La gestione però è  approssimativa e prosegue con molti bassi, tra chiarimenti e colpi “ad effetto” con la comunicazione di voler  lasciare la società e cedere le poche quote, solo il 6% !!!!, al miglior offerente. Perché?

Dal nulla, ma con notizie che filtrano molto tempo prima, spuntano Conte e Palomba

Nel frattempo arrivano anche dei nuovi finanziatori. Almeno sulla carta e a dire di Tilia. Il 35% passa nelle mani di Conte, onorevole regionale e pluri inquisito e tal avv. Palomba. Non cambia nulla. La squadra comincia a raggiungere risultati sul campo. Continuano le beghe dietro la scrivania figlie di una regia occulta. Speculativa o altro?

Conte e Palomba, dopo aver versato (ma a chi?), solo quarantamila euro, non fanno fronte agli impegni assunti. La gestione è sempre nelle mani di Corvino oggetto di continue  richieste di pagamento e  “costretto” a provvedervi per …. amore della città (Bah!!!).

Corvino ha deciso: ci penso io, sono gli altri i cattivi, sono gli altri che non mi permettono di agire per il bene del calcio cittadino. Gigante pensaci tu: ci penso io.

Mercoledì, cioè oggi pomeriggio, appuntamento dal Notaio per regolarizzare la situazione: o gli altri (i cattivi) provvedono a mantenere gli impegni o Corvino, se lo vorranno, è disponibile ad acquisire almeno il 67% delle quote, come da statuto quorum necessario per assumere decisioni in seno alla società. Altrimenti ….. tutti a casa. Si fallisce.

Perché adesso? Perché non pensarci prima? Quali i reali problemi e perché questa pantomima mettendo in piazza questioni di natura tecnico-legale di difficile comprensione e che alla fine interessano al tifoso in modo marginale? Si sperava che le risposte potessero arrivare a breve.

Difficilmente arriveranno risposte. Gli interrogativi sono troppi. Dal cilindro uscirà qualcosa.  Ma non si odono rintocchi dalle altre campane.

Ripensamento dell’ultima ora: in serata ennesimo comunicato di Corvino

 “E’ l’ennesima presa in giro del duo Conte-Palomba per interessi prettamente personali a discapito della Casertana. E’ con l’ausilio di Carlo Salomone, titolare di un’azienda pubblicitaria che gestisce per conto proprio la pubblicità della Casertana di cui non si è mai capito né come, né quanto fattura nè come incassa. Per cui sono convinto che La Pagliara avrà il suo tornaconto pubblicitario e di fatturazione. Conte Tilia e Palomba continueranno a prendere in giro Caserta nascondendo conti e incassi cercando di ricattare la città solo ed esclusivamente per questioni personali ed imprenditoriali. Speriamo che tutto questo porti a qualcosa di positivo ma io sicuramente con certa gente non mi sarei mai messo. E con questo considero chiuso l’argomento”.

E intanto l’ultimo aspetto che conta è il calcio giocato.  I contrasti aumentano e il calcio muore. Un film già visto. La città questo è capace di offrire.

Difficile da comprendere e da decifrare: la querelle.. continua.

CASERTANA: CAOS, CONFUSIONE E GESTIONE APPROSSIMATIVA. LA FINE E’ VICINA: SE NON OGGI SOLO RINVIATA. MA SI ATTENDE QUALCHE ALTRO COLPO AD EFFETTO was last modified: ottobre 12th, 2016 by Walter Magliocca
12 ottobre 2016 0 commenti
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Pamela prati
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Pamela Prati al Grande Fratello Vip: capricci da diva

scritto da L'Interessante

Pamela Prati

Di Michela Salzillo

Se la scorsa settimana eravamo occupati a sdegnarci per le battute sessiste di Clemente Russo, un dire che gli è costato la squalifica dalla prima edizione del Grande Fratello Vip, stamattina, i riflettori dell’opinione pubblica si stanno ancora abituando alla sfuriata della showgirl Pamela Prati

La quarta puntata del reality, che ha incoronato il format a record stagionale, è stata segnata dall’espulsione dell’ex primo volto del “Bagaglino” che, dopo settimane di avvisaglie inutili e richiami all’ordine superflui da parte della produzione, si è consumata nel peggiore dei modi.  Da quando aveva varcato la soglia della porta rossa più famosa d’ Italia, la Prati si era mostrata continuamente intollerante: lamentando seri problemi di claustrofobia, aveva accettato con riserva la regola che le imponeva, per la prima settimana, l’alloggio forzato nella cosiddetta cantina. Lo spazio adiacente alla “casa dei privilegiati” non era di certo confortevole, oltre che poco arioso, così la soubrette aveva pensato bene di infuriarsi, promettendo di andarsene non appena fosse stato possibile. Era andata avanti per due settimane col “gioco della margherita”, esco o non esco, facendo sballottolare anche chi con lei era costretto a vivere 24 ore su 24. Neanche dopo essere stata trasferita nell’altro ambiente la situazione era cambiata, anzi, è addirittura degenerata. Niente regole per Pamela, che ha vissuto secondo le sue, fino all’ ultimo momento: toglieva il microfono, non rispettava gli appuntamenti nel confessionale e, ignorando ogni voce che la ammonisse, aveva addirittura messo piede fuori dalla casa senza autorizzazione. Proteste su proteste, silenzi e isolamenti erano diventati insopportabili per tutti. L’ unica coinquilina veramente solidale con i suoi capricci, a metà tra l’infantile e una “prima donna” dalla viziosità facile, era stata la collega ed amica Valeria Marini, anche se pure per lei gli ultimi giorni vissuti insieme alla Prati sono stati molto difficili. Durante la settimana, l’atteggiamento irreverente della signora Pamela ha rasentato il limite, facendo perdere la pazienza persino agli autori del programma che, fino a ieri sera, avevano sempre assecondato il comportamento poco rispettoso della concorrente. Si sa, certe cose fanno ascolti, e in programmi di questo tipo più sei fuori dalle regole, maggiore diventa l’attenzione di chi ti segue. In fondo, spiare le noiose giornate di persone ben educate non risulta poi così allettante, sarà perché la routine senza colpi di scena è molto simile a quella dello spettatore, che va alla ricerca di novità, o per la tendenza all’ inciucio che ci contraddistingue, fatto sta che quando c’è aria di tensione e di scontro siamo sempre in prima linea. A dimostrarlo è lo share registrato ieri nel momento in cui la Prati era intenta a dare di matto: 23, 3% i punti regalati alle sue urla, al microfono sbattuto per aria, al saluto negato agli altri concorrenti e alla pretesa che qualcuno, dopo averla squalificata per cattiva condotta, le chiamasse un taxi e le portasse le valigie. Tutto questo dettando la legge di non essere ripresa dalle telecamere, perché a deciderlo è lei, pure stavolta. Dopo l’ennesimo scatto, nessuno si sarebbe aspettato che arrivasse in studio per i commenti, invece è stata un’occasione che non si è fatta scappare. Ripetendo il mood che prevede la fase del vittimismo, dopo l’aggressività ingiustificata, la Prati, arrivata in studio, ha dichiarato:

“Ho voluto combattere questo mostro che mi soffoca. Io non prendo l’ascensore, non prendo l’aereo. Quella cantina mi soffocava. Il ‘Grande Fratello Vip’ mi lascerà forza. Chi soffre di questa patologia deve combattere, non deve stare a casa ferma. Una volta vince lui e tre volte vinco io. In casa ero spontanea, istintiva, come si fa a frenare l’istinto”.

A non essere d’accordo con le parole della showgirl, Alfonso Signorini, che, in un botta e risposta secco, ha controbattuto:

Nella casa non ho visto la persona che conoscevo da tanto tempo. Ci sarebbe stato un modo più elegante per uscire dal programma. Chi sei per dire: “Chiamatemi un taxi e portatemi le valigie. Ma chi sei? Erano parole vuote? Allora è meglio se stavi zitta”.

A questo punto, la Prati, non potendo accettare che qualcuno le intimasse di tacere, mentre lei, stando alle sue regole, possiede l’autorizzazione per mandare a qual paese chiunque con la scusa della sincerità, ha cominciato ad aggredire l’opinionista, ma a placare gli animi ci ha pensato la conduttrice. Ilary Blasi, infatti, ha creduto bene di calare la nota del programma sulla storia triste appartenuta all’ infanzia dell’ex concorrente. Un vissuto in collegio, lontano dalla madre ed i fratelli, che per sette anni l’ha costretta ad una vita difficile. Triste realtà e belle lacrime che, in un lampo, hanno spazzato via tutto il resto. È normale, di fronte alle tragedie tutto diventa relativo, ma allora potrebbe tranquillamente diventare passabile qualsiasi? Se chi soffre, deve essere giustificato, allora vuol dire che più o meno tutti, da domani, potremo alzarci dal letto e agire come caspita ci pare. Tante l’importante è essere spontanei.

Pamela Prati al Grande Fratello Vip: capricci da diva was last modified: ottobre 11th, 2016 by L'Interessante
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Caso Emanuela Orlandi
CinemaCronacaCulturaIn primo pianoParliamone

Caso Emanuela Orlandi: “La verità sta in cielo”. Il film che sta dividendo l’opinione pubblica

scritto da L'Interessante

Emanuela Orlandi

Di Roberta Magliocca

Trentatrè. L’ann ‘e Cristo, risponderebbe mia nonna davanti alle cartelle della tombola sotto le luci intermittenti di un albero di Natale. Ma Natale non è, e quel numero niente ha a che fare con Cristo. Non è Natale e Cristo, nella vicenda di Emanuela Orlandi, scomparsa appunto 33 anni fa, non è mai entrato. Pur volendolo cercare, pur invocandolo, pur chiedendogli un segno, un indizio, lui non c’è. Non c’è Paradiso, nè inferno, non c’è guerra, nè pace, Emanuela non è viva, nè morta. 

Questo è il dramma delle sparizioni. Perchè al costante dolore, si aggiunge l’angoscia e la speranza. Ma facciamo un passo alla volta.

Emanuela Orlandi:  giovane per sempre

All’età di 15 anni, Emanuela, cittadina vaticana figlia di un commesso della Prefettura della Casa Pontificia, sparisce dopo la sua settimanale lezione di musica. Denunciata la scomparsa, inizialmente si pensa ad una fuga volontaria, una bravata. Ben presto si capirà, invece, che la vicenda è ben più complicata di così e che non solo non si tratta di una bravata, ma che intorno alla sua scomparsa c’è un mistero che coinvolge i servizi segreti di diversi paesi, la banda della Magliana, gente di malaffare, giudici. Tutto questo all’ombra del cupolone. Emanuela non è ancora stata ritrovata e, molto probabilmente, nessuno la troverà mai. Il mistero non è ancora stato risolto e, molto probabilmente, nessuno lo risolverà mai.

La verità sta in cielo: Roberto Faenza cerca di ricostruirne la vicenda

Il 6 Ottobre scorso, nelle sale cinematografiche italiane, è uscito “La verità sta in cielo” film-inchiesta di Roberto Faenza sulla sparizione della giovane ragazza. Il film, in un continuo salto temporale tra il 1983 e il 2015, intreccia testimonianze, processi, inchieste come in una staffetta di luci e ombre, segreti e chiarezza. E di chiaro sembra non ci sia proprio nulla. Eppure si scava in un unico terreno fatto di sacro e profano, di chiesa e malavita, di quanto dovrebbe essere più opposto e invece si attrae fino a diventare un solo corpo.

Famiglia Cristiana attacca duramente il film

Nessuno scoop, anzi. Quanto ci si aspettava, tanto è successo. Famiglia Cristiana sostiene che, tra le varie piste aperte sulla scomparsa della ragazza, si è scelta quella della Chiesa per sparare – a detta loro – su un bersaglio preso di mira quotidianamente. Quasi come a voler trattare con saccenza e superbia la questione, Famiglia Cristiana parla di una banalità nell’intreccio di una trama che non sta in piedi perchè ogni accusa contro lo IOR e la Chiesa si è poi conclusa con un nulla di fatto. Solo chiacchiere, dunque, per il giornale in questione.

Ma se è vero che l’inchiesta è stata chiusa senza che le responsabilità di alcuno venissero accertate, se è vero che il dito puntato verso il Vaticano si è dovuto abbassare perchè nessuna prova è stata apportata, questa difesa della Chiesa e dello IOR – alla luce dei recenti scandali, appurati eccome, che li hanno coinvolti e travolti – forse risulta estrema a tal punto da far storcere il naso. E se è vero che Vatileaks e vicende annesse, nulla hanno a che fare con Emanuela Orlandi, certo servono a comprendere che il Vaticano non è quella tunica bianca scevra di macchie che Famiglia Cristiana difende a spada sguainata.

Tutto questo per dire che “La verità sta in cielo” non marcia a piedi pesanti sulla Chiesa tentando di schiacciare tutto ciò che vede. Tutt’altro. Tenta di far chiarezza. Chiarezza non per demonizzare la Chiesa, ma per farne uscire la parte sana che nel silenzio e nella chiusura non ha da guadagnare ma solo da perdere. Bisogna fare rumore, far saltare la corruzione e le mani sporche. In fondo, lo stesso Papa Francesco combatte in casa propria una guerra non certo facile, ma assolutamente necessaria per riacquistare credibilità.

Adriana Serrapica, la dolce Emanuela 

In un’intervista timida e gentile, Adriana Serrapica – l’attrice che nel film interpreta Emanuela Orlandi – ci racconta di essere entrata in punta di piedi e con estremo rispetto in uno dei casi di cronaca che, come abbiamo visto, fa discutere. A volte anche troppo. Perchè in questo gioco di poteri e di scaricabarile di accuse, a volte si perde di vista quel viso: una ragazza è scomparsa, una famiglia è stata distrutta. Per le strade italiane c’è un fratello che cerca ancora la sua sorrellina, che ancora chiede giustizia, che vuole la verità. A costo di cercarla ovunque nel mondo. Anche in cielo.

 

Caso Emanuela Orlandi: “La verità sta in cielo”. Il film che sta dividendo l’opinione pubblica was last modified: ottobre 11th, 2016 by L'Interessante
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Coming out
AttualitàIn primo pianoParliamone

Coming out e unioni civili: una storia di battaglie in nome dell’amore

scritto da L'Interessante

Coming out

Di Michela Salzillo

Se il bruco può dirsi farfalla, ogni crisalide sa già delle sue ali. Non importa il tempo che ci vorrà o quanto difficile sarà la strada da percorrere, vedersi concesse le ali è ciò che conta, e sapere che la libertà non è solo utopia, a volte, diventa la consapevolezza che dà forza all’ obiettivo. È così che sembra questa giornata, un piccolo promemoria dell’essere, un post- it affisso sulla paura di svelarsi.

 Oggi, dal 1988, il calendario delle ricorrenze internazionali segna la celebrazione del coming out. L’idea, lanciata da Robert Eichberg, psicologo del New Mexico, e Jean O’Leary, politico ed attivista LGBT di Los Angeles, si festeggia da tempo come l’occasione di appartenersi totalmente, al netto di maschere e condotte che siano socialmente accettabili, senza troppe smanie. Si tratta di una realtà, intesa sia come evento che in termini di definizione, spesso confusa con l’outing. Sebbene le due cose siano strettamente collegate, non è detto che debbano essere l’ una la conseguenza dell’altra e di sicuro non sono sinonimi: mentre per  coming out si intende la manifestazione della propria identità di genere, esposta in prima persona e indipendentemente dal circostante, si parla di outing quando sono gli altri a svelare l’identità sessuale dell’ individuo.

la data, che ancora oggi è un “fisso” irrinunciabile per le comunità LGBT, fu scelta in occasione del workshop The Experience and National Gay Rights Advocates. All’epoca, venne individuata come la più consona perché direttamente collegabile al primo anniversario della seconda marcia nazionale su Washington per i diritti delle lesbiche e dei gay, tenutasi appunto l’11 ottobre 1987. Una festa, questa, che ha toccato, prima fra tutti, i consensi degli USA ,Australia, Canada, Germania, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Svizzera e Regno Unito, arrivando, con gli annessi ritardi, anche in Italia.

 Quest’anno, però, sulla scia del primo gay pride di Caserta, tenutosi il 25 giugno scorso, l’esigenza di “venire fuori” sarà un’opportunità di cui anche la nostra provincia vestirà vantaggi e bellezze. Ad organizzare un evento pregno di confronti e vissuti, che si preannunciano parecchio intensi, è stata RAIN Associazione LGBT casertana ONLUS che, dopo due anni di intensa attività sul territorio, continua a confermarsi un contesto proficuo e  di valore.

 L’appuntamento è fissato per questa sera, dalle ore 20:00 alle ore 23:30, presso la sede ufficiale, inaugurata da qualche settimana, sita in Via Giuseppe Verdi 15, 81100 Caserta. Con lo slogan keep and coming out, il meeting si terrà secondo parametri puramente informali, che mireranno all’unica priorità del raccontarsi, con la voglia di essere la propria verità, senza freni né misure.

La serata sarà anche un’occasione per guardare in faccia le problematiche socio- culturali che, nonostante i passi avanti in materia di paese civile, ancora si nascondono dietro le vite di molti omosessuali. L’associazione, nella persona del presidente, Bernardo Diana e di tutti gli attivisti, invita a portare con sé anche le famiglie : un passaggio importante, questo, perché quando ci si sente accettati da chi si ama, la quotidiana convivenza con l’estraneo che ancora rifiuta, diventa leggermente più semplice.

Dal coming out alle unioni civili: una storia di battaglie in nome dell’amore

Se è vero che l’Italia non arrivi mai in anticipo su certe novità, manifestando ancora parecchie falle in termini di “vedute allargate”, il numero di unioni civili che si stanno svolgendo lungo tutta la Penisola, da nord al sud, durante gli ultimi mesi, è in considerevole incremento.

Dopo l’unione celebratosi qualche settimana fa tra due donne casertane, per la prima volta nella storia, anche Ischia ha battezzato la sua prima coppia omosessuale, riconoscendole, civilmente, diritti e doveri coniugali. A dire sì, sono stati Domenico, psicologo di cinquant’anni, e Salvatore, vice presidente di una cooperativa sociale, quarantadue anni.

 La celebrazione, presieduta dal sindaco Giosi Ferrandino, è stata sobria e ricca di commozione.

“Vogliamo dedicare, simbolicamente, la nostra unione a quanti sono stati meno fortunati di noi. Agli uomini e alle donne omosessuali che in passato sono stati insultati, picchiati, confinati, incarcerati, reclusi nei campi di concentramento, torturati e uccisi. Soltanto per aver amato”.

Queste sono state le parole pronunciate dalla coppia nell’ambito della cerimonia, che, con voce rotta e visibile felicità, ha gridato soddisfazione per la conquista ottenuta.

“Abbiamo combattuto, silenziosamente, col nostro fare di tutti i giorni, per far comprendere che un omosessuale può essere una persona perbene, normalizzando così, passo dopo passo, i pregiudizi e gli stereotipi.”

 La cronaca dei festeggiamenti ha invaso tutte le testate locali e nazionali, rivelandosi una delle migliori testimonianze di crescita e speranza.  Anche quest’ ultima storia, come quelle precedenti e le altre che verranno, sembra fatta a posta per dimostrare che, se anche  imparare a volare non è una cosa facile, provare la sensazione delle piccole e grandi libertà quotidiane, spesso  restituisce l’esistenza e la voglia di vivere.

 

Coming out e unioni civili: una storia di battaglie in nome dell’amore was last modified: ottobre 11th, 2016 by L'Interessante
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RAI: presentazione conduttori Rai Uno
CulturaIn primo piano

Piero Angela: ospite di Futuro Remoto

scritto da L'Interessante

Piero Angela

Di Antonio Andolfi

Si è svolta a Napoli, all’interno della Sala Newton, la conferenza iniziale della 30° manifestazione Futuro Remoto,  il cui tema di quest’anno è Costruire. Una serata per parlare di scienza e innovazione,con Roberto Battiston,presidente dell’ASI, l’Agenzia Spaziale Italiana.

Tra gli ospiti della serata, Piero Angela, famoso giornalista e divulgatore scientifico, autore di tanti programmi di successo come SuperQuark che quest’anno ha raggiunto i 30 anni di messa in onda

Angela ha tenuto una conferenza sull’importanza della cultura scientifica in Italia, e come la scienza e l’innovazione stiano cambiando il nostro pianeta. Il conduttore, che ha raggiunto il traguardo di 87anni, ricorda che suo padre, il medico Carlo Angela, fu un contemporaneo di Garibaldi, essendo nato nel 1875. In quel periodo la povertà e l’analfabetismo erano molto diffusi, e oggi grazie alla tecnologia e all’innovazione la vita è cambiata profondamente.

“La scienza e’ il motore che oggi permette alla nostra societa’ di svilupparsi attraverso l’innovazione e le tecnologie. Alcuni Paesi lo hanno capito e corrono, penso al Nord Europa e all’Asia. Noi siamo in ritardo”.

Angela ha spiegato che le eccellenze del nostro Paese, la cultura, la letteratura e la filosofia non sono piu’  “sufficienti nella società odierna, bisogna stare al passo con le trasformazioni, soprattutto quella digitale, che stanno profondamente rivoluzionando la nostra societa’. Noi – ha aggiunto – siamo tanto intelligenti ma siamo una Ferrari che senza carburante resta ai box”. Parlando del ruolo dei giovani, Angela ha detto che sono ancora “molto pessimisti sul loro futuro ma attraverseranno un secolo pieno di innovazione. Devono guidare un cambiamento da protagonisti, ognuno coltivando la propria eccellenza. E poi c’e’ il ruolo della divulgazione, e’ importante farla ma riceverla, soprattutto, e i mezzi di comunicazione, i giornali, ma anche la politica dovrebbero fare di piu’ per questo”. Infine Angela ha ricordato una missione spaziale poco conosciuta, l’Apollo 3, in cui per la prima volta fu fotografata la Terra vista dallo spazio. Appare evidente come il nostro sia un pianeta straordinario, delicato.Un sottilissimo strato di atmosfera protegge la Terra, dalle radiazioni che provengono dal Sole. Uno strato di 11 km di altitudine composto in prevalenza di azoto, ossigeno, ed altri gas. L’uomo con le sue attività sta immettendo sempre più sostanze inquinanti,che stanno distruggendo il nostro pianeta. Angela ha concluso il suo intervento commentando l’importanza di avere una cultura scientifica nel nostro paese.

 

Piero Angela: ospite di Futuro Remoto was last modified: ottobre 11th, 2016 by L'Interessante
11 ottobre 2016 0 commenti
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Pets
CinemaCulturaIn primo piano

Pets – Vita da animali: il nuovo film d’animazione dei produttori di Cattivissimo me e Minions

scritto da L'Interessante

Pets

Di Luigi Sacchettino

Pets – Vita da animali è il ritorno alla regia di Chris Renaud, creatore di Cattivissimo Me e già regista di Lorax: cofondatore dell’ Illumination Entertainment col producer Chris Meledandri, ha generato un altro successo

Dal 6 ottobre al cinema.

Non potevo perdermelo. Non potevo arrivare in ritardo; ieri ero in sala a vederlo.

Curiosissimo. Il trailer prometteva bene.

La trama racconta la storia del  cane Max, che  vive in massima serenità il suo tran tran con la proprietaria, almeno finché questa non torna a casa con l’enorme Duke, salvato da un canile: secondo l’umana , Max dovrà convivere con lui d’ora in poi. L’inevitabile tensione trasforma il primo giorno in un disastro colossale: Max e Duke si ritrovano lontanissimi da casa, mentre i cani loro amici- tra cui l’innamoratissima e vaporosa spitz Gidget-  cercano di raggiungerli. A separarli, una banda di animali che si nasconde nelle fogne poiché abbandonati dall’uomo; il capo della banda, un  folle coniglio che risponde al nome di  Nevosetto.

Il film è diretto ad un pubblico di giovanissimi,  con molte battute ilari, scene divertenti e appassionanti; ma lancia molte riflessioni agli umani che sapranno coglierle.

L’idea che i nostri cani dormano e stiano buoni in nostra assenza. Errato; sovente si annoiano e per questo raggiungono i loro amici, organizzano e partecipano a dei party esclusivi.  Scacciano scoiattoli invasori del quartiere e si raccontano le loro esperienze di vita.

L’idea che due cani che non si conoscono possano vivere assieme pacificamente  perché siamo noi a deciderlo. Errato; Max all’inizio non accetterà di buon grado Duke- il quale ingaggerà una vera e propria lotta di supremazia col piccolo Max. L’inserimento positivo di un nuovo cane in una casa dove ve n’è già un altro richiede accortezze che solo un tecnico sa fornire.

L’idea che i cani di piccola taglia siano indifesi. Errato; sarà  proprio la piccola, candida e scondinzolante Gidget a salvare il suo amato, sfoderando tutto il caratterino tipico degli spitz.  

L’idea che i cani anziani- per giunta disabili- siano ormai in pensione. Errato; sarà il veterano Pops, con il suo carrellino all’arto posteriore, a condurre gli amici di Max nelle fogne, quartier generale del folle Nevosetto.

L’idea che i cani adulti- adottati in canile- si affezionino meno. Errato; nonostante un inizio di rapporto burrascoso, Duke non esiterà a salvare la vita di Max.  Che ricambierà ,a pieno cuore,  il favore.

Ce ne sarebbero molte altre.

Lascio a voi dedurle, perché andrete a vederlo giusto?

Portateci i bambini. Il bambino che è in ognuno di noi ne sarà felice.

 

Pets – Vita da animali: il nuovo film d’animazione dei produttori di Cattivissimo me e Minions was last modified: ottobre 10th, 2016 by L'Interessante
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