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Categoria

In primo piano

Napoli
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

A napoli tutto è possibile – IL VIDEO

scritto da L'Interessante

Napoli

Di Maria Rosaria Corsino

L’arte di arrangiarsi è sempre stato un must al Sud.

La fantasia e il coraggio di affrontare la vita in una città che è tutto tranne che facile, ha sempre contraddistinto il popolo napoletano.

Dallo sciuscià, al venditore di accendini, di calzini o di quant’altro, la necessità però non è mai cambiata: quella di “campare”.

Certo, da un lato ciò può far scappare una risata, una certa compassione verso chi la vita non può far altro che affrontarla di petto d’altro canto però certe situazioni possono diventare anche rischiose.

L’ultima trovata è stata quella di trasportare un frigorifero con uno scooter malconcio.

Il video, che impazza sul web, riprende una scena che per molti rappresenta la quotidianità mentre per altri è un vero e proprio colpo al cuore.

Insomma, diciamoci la verità: per chi cammina abitualmente per le strade di Napoli questo non è altro che un normalissimo modo di trasportare un elettrodomestico

Normale ai nostri occhi però.

Il video ha ricevuto davvero tantissimi commenti positivi ed incitativi e ciò ha fatto scattare un campanello d’allarme nei consiglieri regionali Francesco Emilio Borrelli e Gianni Simioli, i quali sostengono che certi comportamenti non vanno esaltati ma puniti e sanzionati.

A napoli tutto è possibile – IL VIDEO was last modified: ottobre 4th, 2016 by L'Interessante
4 ottobre 2016 0 commenti
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Pronti al decollo!
In primo pianoSportVolley

Pronti al decollo! Campagna abbonamenti Volalto

scritto da L'Interessante

Pronti al decollo!

Pronti al decollo!

Questo lo slogan  della campagna abbonamenti della VolAlto  Caserta per la stagione sportiva 2016/17. Da questo campionato sarà possibile acquistare il carnet sia attraverso i canali tradizionali che attraverso il portale del club rosanero www.volalto.net  nella sezione “abbonamenti”.
Presso il Palazzetto dello sport di Viale Medaglie d’Oro nei giorni Mercoledì, Giovedì e Venerdì dalle ore 16:00 alle ore 18:00 sarà comunque disponibile uno sportello dedicato alla vendita degli abbonamenti e al servizio  informazioni.
Due le categorie di posti disponibili:

Tribuna Centrale Numerata: € 90,00 Intero e € 45,00 Ridotto (Under 18 e Over 65)
Tribuna Laterale: € 50,00 Intero e € 25,00 Ridotto (Under 18 e Over 65)
 Uno speciale pacchetto “VolAlto Best Friends” sarà disponibile a € 200,00 e comprenderà, oltre l’abbonamento in Tribuna Centrale Numerata, i seguenti benefit:
   

   Felpa ufficiale 2016/17
   Sciarpa Rosanero
   Foto con la squadra
   Partecipazione alla cena di Natale della VolAlto
   I biglietti per la singola partita saranno in vendita a:

   Tribuna Centrale Numerata: € 10,00 Intero e € 5,00 Ridotto (Under 18 e Over 65)

   Tribuna Laterale: € 6,00 Intero e € 3,00 Ridotto (Under 18 e Over 65)

   Ingresso gratuito fino a 6 anni.

 “Speriamo di poter contare su di un nutrito numero di fedelissimi – spiega il presidente rosanero, Carlo Barbagallo – l’apporto del pubblico per noi è importantissimo. Giocare in un impianto pieno di tifosi sarà certamente uno stimolo in più per la squadra,  renderà ancor più festoso il clima partita e sarà anche un concreto segno di incoraggiamento per i nostri sforzi economici”.

Pronti al decollo! Campagna abbonamenti Volalto was last modified: ottobre 4th, 2016 by L'Interessante
4 ottobre 2016 0 commenti
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Café
CinemaCulturaIn primo piano

Cafè Society: nelle sale il nuovo film di Woody Allen

scritto da L'Interessante

Café

Di Erica Caimi

Café Society è l’ultimo film di Woody Allen, presentato al Festival di Cannes 2016 e uscito nelle sale cinematografiche il 29 settembre. Il regista mette in scena un cast d’eccezione che vede come protagonisti Kristen Stewart, Jesse Eisenberg, Jeannie Berlin, Steve Carell, Blake Lively, Parker Posey

Siamo alla fine degli anni ’30, quando il giovane Bobby Dorfman (Eisenberg) decide di lasciare la sua città natale, New York, per trasferirsi nella capitale del cinema, Hollywood e tentare il successo. La sua famiglia, conflittuale e problematica, è composta dai genitori perennemente in lite Rose e Marty, dal fratello gangster della malavita Ben, dalla protettiva ed intelligente sorella Evelyn e da suo marito, l’intellettuale Leonard. Bobby non si accontenta della sua routine nel Bronx, dove gli si prospetta un mediocre impiego nella gioielleria del padre, vorrebbe qualcosa in più che spera di trovare stabilendosi a Hollywood. Qui, comincia a lavorare come fattorino per suo zio Phil (Carell), un importante agente delle star e conosce la sua affascinante e carismatica segretaria, Vonnie (Stewart), della quale s’innamora fin da subito. Nella East Cost, Bobby si lascia trasportare dall’atmosfera scintillante e mondana dell’epoca, dallo sfarzo costruito del jet-set e s’immergerà nel clima vibrante che pulsa nella mecca del cinema. Vonnie non disdegna le tenere avances del ragazzo, ma non lo incoraggia, perché è già impegnata con un altro uomo, un giornalista sposato che la lascia spesso sola, dice a Bobby, ma in realtà è l’amante segreta dello zio Phil. Dopo la rottura del suo fidanzamento, Vonnie si lascia andare sprofondando nelle forti emozioni del vero amore, trascorrendo momenti felici in compagnia del giovane. Ma la coppia non ha futuro. Vonnie, inaspettatamente, rifiuta la proposta di matrimonio di Bobby, alla quale preferisce le prospettive di sicurezza economica che le si profilano con la relazione che credeva conclusa e tenuta nascosta al ragazzo, il quale ingannato e deluso, fa ritorno a New York. Qui, inizia a gestire il locale del fratello Ben, il Café Society, e scoprendosi un abile imprenditore porta al massimo successo il night club, che diventa un punto di riferimento per la vita notturna degli uomini di spettacolo e non solo. Gli anni scivolano e Bobby è un uomo sposato e realizzato, quando Vonnie, improvvisamente, fa di nuovo capolino nella sua vita a New York, rimettendo, forse, tutto in discussione.

Café Society è una commedia brillante e divertente, ma intrisa di dolce nostalgia e triste romanticismo, ingredienti che prevalgono in quelle esperienze di vita caratterizzate da scelte desiderate, ma mai concretizzate, amori infelici e mai interiormente finiti essendo incagliati in momenti non vissuti. Come confermato dallo stesso regista, “io provo sempre ad essere romantico, ma questa volta c’è di più. Un fascino dato dalle epoche passate, New York è una città romantica, la Hollywood degli anni ’30 lo è, le storie d’amore complicate lo sono terribilmente e poi quei protagonisti tra Clark Gable e Cary Grant, amo il cinema di quegli anni, è quello che mi ha influenzato”.

Il titolo, Café Society, è un omaggio all’epoca in cui gli intellettuali, i mondani e gli aristocratici erano soliti trovarsi nei café e nei ristoranti alla moda delle grandi città, come Londra, Parigi e New York a cavallo tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo. Il termine divenne popolare negli anni ’30, alla fine del proibizionismo, quando l’ascesa della stampa scandalistica seppe immortalare le celebrità in abito da sera che affollavano i numerosi night club newyorchesi per ballare sulle note del travolgente jazz.

I personaggi del film sono molto verosimili, soprattutto nella loro capacità di sapersi evolvere nel corso del tempo. Nella vita reale la consapevolezza che non sempre gli eventi si risolvono come desideriamo, le esperienze positive o negative, i cambiamenti voluti e le delusioni passate sono in grado di modellare il nostro spirito, così anche nella fiction di Woody Allen, il Bobby del finale non è più il ragazzo ingenuo e fiducioso dell’inizio del film. E’ un uomo maturo e consapevole del fatto che talvolta i “sogni sono destinati a rimanere tali” e che “la vita è una commedia scritta da uno sceneggiatore sadico”. I personaggi principali mancano di determinazione nel dare una svolta alla proprie vite delle quali sono intimamente insoddisfatti e sembrano incoscienti del fatto che la distanza tra desiderio e realtà è spesso colmata da una scelta coraggiosa. Il loro abbandonarsi agli eventi della vita, soprattutto di Vonnie, viene nascosto dietro all’alibi dei sogni irrealizzabili.

Una volta calato il sipario sul divertimento e sull’ipocrisia dell’effimero, i riflettori si orientano verso l’essere umano e la centralità del suo mondo interiore ed emozionale per ricordarci che quando i sentimenti sono veri e onesti si preservano a prescindere dal risentimento e dal tempo trascorso, per quanto risultino inevitabilmente trasformati. Col meraviglioso finale, ambientato nella notte di Capodanno, il film sembra suggerire che se il destino, o tu per lui, ha deciso di riproporti sempre la stessa situazione, la stessa frase, lo stesso viso, la stessa conclusione, in qualche modo te le ritroverai sempre di fronte, ma sarà l’esperienza e la volontà a condurti, eventualmente, verso direzioni differenti.

Cafè Society: nelle sale il nuovo film di Woody Allen was last modified: ottobre 3rd, 2016 by L'Interessante
3 ottobre 2016 0 commenti
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Psicologo
CulturaEventiIn primo pianoLibri

Lo psicologo in libreria

scritto da L'Interessante

Psicologo

Di Michela Salzillo

Chi è lo psicologo? Che lavoro fa? Legge nel pensiero? Se ne accorge se dico una bugia? Ma soprattutto, vuole i soldi per farsi due chiacchiere?

Solo qualche settimana fa vi avevamo segnalato “il caffè con lo psicologo”, ricordate? Un incontro gratuito, con un professionista del settore, nato per sfatare molti dei miti legati alla figura del terapeuta. Ad idearlo, il dottor Fabio Ianniello che, con questo progetto itinerante, ha cercato di rendere accessibili le verità sul mondo della psicologia, attraverso l’utilizzo di un rituale semplice e piacevole come quello del caffè a metà mattinata.

Ebbene, dopo il grande successo ottenuto con l’ultimo appuntamento, quello dello scorso 29 settembre presso il bar “Monello” di Santa Maria Capua Vetere (CE), lo psicologo torna con una formula leggermente rinnovata ma altrettanto interessante.

Parte domani il primo appuntamento con “ lo psicologo in libreria: nuove possibilità per storie inceppate”. Anche il nuovo format , come quello precedente, è gratuito.  L’incontro si presenta come una particolare occasione in cui chi vorrà potrà confrontarsi con le proprie storie e, ancor di più, con i diversi modi che esistono per raccontarla

Il dottor Ianniello, laureato in psicologia clinica e dello sviluppo, specializzato in psicoterapia sistemico relazionale, esperto in formazione e dinamiche di gruppo, vi aspetta domani fra le copertine della Libreria Spartaco, in via Martucci a Santa Maria Capua Vetere (CE).

“Una libreria è un posto pieno di storie, un luogo bellissimo per raccontarsi e, magari, provare a riscriversi. Lo psicologo in libreria è proprio questo: un ‘occasione abitata da storie; è il piacevole rischio di un colpo di scena, ci ha detto il dottor Ianniello.

Un’ opportunità di questo tipo, ribadisce, prende forma per  avvicinare le persone alla figura dello psicologo, cercando di allontanarle dei pregiudizi e gli stereotipi che non servono a nessuno.

Partecipare è semplice, basta prenotare gratuitamente un incontro, chiamando o inviando un sms al 3477494306 entro la giornata di oggi.

Lo psicologo in libreria was last modified: ottobre 3rd, 2016 by L'Interessante
3 ottobre 2016 0 commenti
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Scienza DNA
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo pianoNotizie fuori confine

Scienza: neonato dal DNA di tre persone

scritto da L'Interessante

Dna

Di Antonio Andolfi

A prima vista sembra una notizia di fantascienza, invece è realtà.

Il 6 Aprile 2016 è nato un bambino, figlio di una coppia giordana, il primo a incorporare il DNA di tre adulti, assemblato con una nuova tecnica che ha permesso al neonato di non ereditare dalla madre una grave malattia neurodegenerativa

La donna è portatrice sana della sindrome di Leigh, una patologia letale che colpisce il sistema nervoso in fase di sviluppo, e che aveva già causato diversi lutti nella famiglia.

La coppia si è così rivolta a John Zhang, primario del New Hope Fertility Centre di New York, il quale, per compiere la procedura, proibita negli Stati Uniti,  si è recato in Messico, dove non esistono leggi a riguardo.

La sindrome di Leigh è riconducibile a mutazioni in 75 geni: in gran parte dei casi, i geni difettosi si trovano nel DNA nucleare, all’interno del nucleo delle cellule, ma in un caso su 5 queste mutazioni sono a carico del DNA mitocondriale. I mitocondri sono le “centrali energetiche” delle cellule e hanno un corredo di 37 geni che ereditiamo direttamente dalla madre.

Per evatare che il feto ereditasse la malattia, Zhang e i suoi colleghi, sono ricorsi ad una variante della “fecondazione in vitro con tre genitori”.

Nel Regno Unito è stata recentemente approvata una tecnica che prevede che sia la cellula uovo della madre, sia quella di una donatrice siano fecondate con gli spermatozoi del padre. Prima che gli ovuli fertilizzati incomincino la divisione cellulare, i nuclei di entrambi vengono rimossi, quello della donatrice viene scartato e sostituito con quello della madre.

Ma questa procedura implica la distruzione di embrioni che per la coppia, di fede musulmana, comportava limiti etici. Così Zhang ha scelto un approccio diverso.  Ha rimosso il nucleo da uno degli ovuli della madre e l’ha inserito nella cellula uovo di una donatrice, a sua volta privata del nucleo.  La cellula ottenuta, con il DNA della madre e quello mitocondriale della donatrice, è stata fecondata dagli spermatozoi paterni.

Solo uno dei 5 embrioni creati si è sviluppato normalmente e ha dato esito ad una gravidanza “finita” bene.  Solo l’1% del DNA mitocondriale del bambino sembra aver ereditato le mutazioni responsabili della malattia, troppo poco perché questa possa esprimersi. La tecnica potrebbe permettere a genitori portatori sani di importanti patologie di avere figli sani, ma comporta anche limiti etici: primo tra tutti, quello di generare un figlio con il corredo cromosomico di 3 genitori.

Negli anni ’90, quando la tecnica dei “tre genitori” fu testata per la prima volta, ci furono casi di bambini che svilupparono disordini genetici, e la procedura fu abolita.  In quelle circostanze però, il DNA mitocondriale della donatrice era stato iniettato nella cellula uovo della madre, e sembra che i problemi derivassero dalla presenza di due DNA mitocondriali. Il fatto che il piccolo sia maschio dovrebbe assicurare che il DNA mitocondriale della donatrice non venga trasmesso ad eventuali eredi.

Una tecnica rivoluzionaria, grazie alle nuove tecnologie di montaggio del DNA che porterà a nuovi problemi etici. Staremo a vedere cosa succederà in futuro.

Scienza: neonato dal DNA di tre persone was last modified: ottobre 3rd, 2016 by L'Interessante
3 ottobre 2016 0 commenti
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vittoria
BasketIn primo pianoSportVolley

EMOZIONE, ENTUSIAMO E PASSIONE: LE TRE VITTORIE DELLA JUVECASERTA

scritto da L'Interessante

vittoria

di Alessio Mingione 

Potrei raccontare la storia di un ragazzo che decise di sfidare un leone, con lo stesso pàthos con cui gli antichi greci narravano la prima fatica di Eracle. Potrei raccontare la storia di un ragazzo che dipinse un arcobaleno quando la pioggia smise di cadere e alla fine di quella parabola variopinta vi trovò un tesoro. Potrei raccontare la storia di un ragazzo partito in cerca di gloria e di come il popolo che lo accolse urlò fiero il suo nome. Potrei raccontare tutte queste storie in un solo momento, perché il protagonista è sempre lo stesso. E nello stesso momento, potrei parlarvi di tre vittorie. Ma ho poco tempo, quindi cercherò di essere sintetico il più possibile. Ventiquattro, ventitre, ventidue, VENTUNO, venti.

La prima vittoria. Si ritorna al Palamaggiò. Caserta è ancora in serie A. Emozione

Al PalaMaggiò torna la JuveCaserta, torna la Serie A.  Già questo basta ai tifosi per gioire, per sognare. Un’altra domenica insieme, per un’altra stagione. Fianco a fianco, di gradone in gradone. Fino alla fine. Questa è da considerarsi la prima vittoria, quella sperata. Essere qui. Diciannove, diciotto, diciassette, sedici, quindici. Vittoria arrivata dopo l’ennesima estate di sofferenza, pettegolezzi, paure, invidie, attacchi, smentite, processi ed infamie. Tutte quelle cose che non ti fanno dormire la notte. Non è solo caldo. Perché noi di Caserta lo sappiamo che ci viene sempre un po’ di “appocundria” nel periodo estivo. Ci mancano i nostri fratelli, i cori della curva ed i bambini che giocano nei vari ingressi. Ci mancano i riti scaramantici del pre-partita, gli abbracci di saluto durante il riscaldamento e le analisi tecniche con il vicino all’intervallo. L’elenco sarebbe ancora più ampio, questo perché ci manca tutto, perfino le pronunce di Mercogliano ed il parcheggio intasato all’uscita. E allora va bene pure che luglio ed agosto abbiano una fine, basta che ad ottobre ci sia la Juve. E che sia lì, dove necessita di stare. Quindici, quattordici, tredici, dodici, undici, dieci. Al PalaMaggiò torna la JuveCaserta, torna la Serie A.  Ah, già l’ho detto? Dannata fretta. Mista probabilmente alla voglia di sottolinearlo. Al PalaMaggiò torna la JuveCaserta e torna il suo pubblico, dai fedelissimi ai giovanissimi. Dopo raccolte fondi, iniziative lodevoli e manifesti SALVATE LA MAGLIA per tutta la città, il popolo bianconero si ritrova ancora una volta a sostenere la propria fede, a far sentire la sua voce, a difendere le proprie mura.

La seconda vittoria. L’entusiasmo per la prima palla a due. Il Palamaggiò è una bolgia.

Di scena la Grissin Bon Reggio Emilia, avversario di prima fascia, finalista scudetto nelle ultime due stagioni. E il popolo, come sempre, risponde presente. Il PalaMaggiò è una bolgia. Non è solo caldo. E’ incandescente. E questa è da considerarsi la seconda vittoria, quella meritata. Essere qui, grazie a noi.

La terza vittoria. In campo: Marco Giuri per il primo sigillo della stagione. Passione

 Nove, otto, sette, sei, cinque. Marco Giuri per la vittoria. Alla sua seconda stagione con la canotta bianconera, nuovo capitano. Titolo assegnato tra le scalinate della Reggia, un pallone ed un grosso felino da domare. Il ragazzo che sfidò il leone. Marco Giuri per la vittoria. Finta, tutti senza fiato. Dalle sue mani parte la parabola che regala i primi due punti in classifica. Il ragazzo che trovò il tesoro alla fine dell’arcobaleno. Marco Giuri per la vittoria. Bomba, boato. Tripla all’ultima giornata, per la salvezza. Tripla alla prima, per la gloria. Il ragazzo che sentì il popolo urlare il suo nome. Quattro, tre, due, uno, zero. Come non rendere omaggio a tutta la squadra, al coach, allo staff. Nota di merito a Czyz che ha fatto innamorare al primo appuntamento. Ma è importante dire che cuore e carattere sono stati messi da parte di tutti. E questa è da considerarsi la terza vittoria, quella conquistata. Essere qui, grazie a noi e grazie a loro.

 La vittoria di tutti. La vittoria di tutti quelli che combattono fino alla fine. La vittoria di tutti noi.

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3 ottobre 2016 0 commenti
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Corpi Nudi ad Officina Teatro
CulturaIn primo pianoTeatro

Corpi Nudi ad Officina Teatro

scritto da L'Interessante

Corpi Nudi

Di Luigi Sacchettino

Corpi Nudi. Regia di  Gianluca Ariemma, con  Maddalena Serratore, Ivan Graziano, Giulia Navarra, Marcello Gravina e lo stesso regista come attori

Lo spettacolo è liberamente ispirato al testo di “Le prénom (Cena tra amici)” di Matthieu Delaporte ed Alexandre de La Patellière.

Cinque personaggi. Due donne. Tre uomini. Si spogliano. Restano nudi. Si rivestono.

Lo spettacolo inizia così, un prologo che simboleggia il voler mettere a nudo. Scoprire. Svelare.

Un fratello e una sorella con i relativi coniugi, e in più un amico dai modi femminei – l’artista del gruppo, sospettato di essere omosessuale.  Una sera conviviale come tante altre, tra amici storici. I padroni di casa sono professori, il fratello di lei un man in Business e sua moglie avvenente e in carriera. Quella sera, però, accade qualcosa di speciale. Mentre tutti aspettano l’arrivo della moglie, il fratello annuncia alla compagnia che diventerà padre. Momenti goliardici. Poi le domande di rito: sarà maschio o femmina, e come si chiamerà? Il futuro papà non ha dubbi che sarà maschio; ma lo sconcerto nasce quando  comunica il nome che hanno deciso di mettere al figlio. Adolf. Giocando sull’equivoco tra l’Adolf nazista e quello romantico francese.

Un gioco che degenera, creando momenti di conflitto, che saranno genitori di verità. Quelle verità nascoste, omesse, taciute, portate segretamente con sé nel corso degli anni. Senza mai crescere.

Lo spettacolo termina dopo poco più di un’ ora, in cui si resta magneticamente incollati su questa giostra di verità a turno, dal ritmo veloce e dalle pause che spingono in introspezione e in pensieri intimi.

Lo stesso artista Marcel dirà: “Non mi chiedete cosa sia giusto o sbagliato, perché lo sapete bene che la sola cosa giusta sarebbe ascoltarsi davvero!”.

Ascoltarsi. Davvero. Andando contro i pregiudizi e giudizi della gente. Gli autoinganni e le menzogne.

Rivelarsi per quello che si è; non come sembrerebbe ovvio. Lo dimostrerà il femmineo artista, che emergerà come storico amante della madre dei due fratelli.

Se gli attori della compagnia teatrale Dietro La Maschera volevano far divertire inducendo riflessioni sul  faticoso viaggio verso la verità ci sono riusciti alla grande. Chapeau.

Sono stati nudi fino al 2 ottobre, presso Officina Teatro San Leucio.

Ah, è femmina.

 

Corpi Nudi ad Officina Teatro was last modified: ottobre 3rd, 2016 by L'Interessante
3 ottobre 2016 0 commenti
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inizia
BasketIn primo pianoSport

INIZIA IL CAMPIONATO DI BASKET: PER ADESSO C’E’ ENTUSIASMO

scritto da Walter Magliocca

inizia

Si inizia. Pronti? Via.

C’è entusiasmo, timore, speranza e consapevolezza. Al Palamaggiò l’incontro precampionato si apre con la presentazione della nuova veste grafica del sito della Juvecaserta. Presenti, Gino Guastaferro, general manager della società, Carlo Giannoni, segretario generale e addetto alle relazioni con la stampa e Angelo Giaquinto, realizzatore del nuovo sito. Poche immagini per calarsi nella nuova veste grafica. Un tuffo in tutte le iniziative, realtà, tabellini e commenti delle attività sportive, informazioni e quant’altro utile a vivere immersi nella realtà di squadra e società.

“Stiamo cercando di migliorare i servizi della comunicazione e gli aspetti verso l’esterno per dare nuova visibilità alla società – ha detto Gino Guastaferro – Domani la palla passa al basket giocato e verificheremo anche sul campo cosa siamo stati capaci di fare. Tutto passa attraverso i risultati sportivi e di questo ne siamo consapevoli”.

Dell’Agnello presenta la partita di domani con Reggio Emilia

Finito l’allenamento, arriva nella sala clinic il coach Sandro Dell’Agnello. Tenuta da “campo” e solita schiettezza.

“Siamo eccitati. Finalmente si parte anche se avremmo avuto bisogno di almeno altre due settimane per una completa preparazione. Comunque siamo contenti di esserci. E lo faremo a testa alta. Due mesi fa non conoscevamo la nostra sorte e domani affronteremo una delle squadre più attrezzate del campionato. Per due anni consecutivi vicecampioni d’Italia”.  

Continua con la disamina dell’avversario. “Affronteremo  una compagine che non ha un elemento di spicco, ma un collettivo che non presenta sbavature. Ci sono giocatori che si conoscono a memoria e fanno amalgama da svariati anni a cominciare dallo stesso allenatore Menetti. Oramai mi conoscete e vi posso garantire che tutti noi e ovviamente in primis i giocatori, daremo il massimo per portare a casa i primi due punti della stagione”.

Nella Juvecaserta ci sono delle gerarchie da rispettare

Il coach, ha tanto sollecitato: “ Ogni giocatore, prima di firmare, già conosceva il ruolo che avrebbe ricoperto e le gerarchie all’interno del gruppo. Non ci saranno problemi in questo senso. Czyz è già in forma, ma deve integrarsi tatticamente, mentre Jackson non è ancora al top. Daremo il massimo anche se l’inizio di campionato sarà veramente terrificante. Cinque gare da brivido: d,opo Reggio, Cremona e Varese in trasferta, Pistoia in casa e Milano in trasferta. Ma siamo fiduciosi”.

Pronti? Via. Si ricomincia. Speriamo bene e che duri.

Per tutti foto di gruppo beneagurante e…… debiti scongiuri.  

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1 ottobre 2016 0 commenti
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siamo quelli
AttualitàCronacaIn primo pianoParliamone

Siamo quelli di un passo avanti e dieci indietro

scritto da L'Interessante

Siamo

Di Michela Salzillo

A volte sembra che il tempo si confonda, che mescoli passati remoti a futuri semplici. Succede quando progresso e regressione diventano sinonimi di una stessa epoca, e non si capisce se siamo parenti stretti dell’homo erectus o imbucati di concetto alla festa degli extraterrestri. Parliamo di noi, del nostro Paese, inteso in senso lato e in quello stretto, quando stare nella comunità delle avanguardie, viverci e santificarne le invenzioni, sembra quasi il contentino che fa da tappa buchi all’ ignoranza. La nostra è l’era della velocità, quella che con la calma non ci costruisce neppure più i palazzi, e se poi si spezzano in due come fossero di carta pesta, non è mai colpa della nostra fretta, ma è sempre uno scrupolo mancato al Dio qualunque che non ci considera più.

Siamo quelli dell’emancipazione a metà fra una donna ministro e l’uomo padrone che ancora decide per due. Non ci piace dire che il maschilismo non è affare di ieri e neppure che alcune donne non riescono a guardarsi fuori da certe catene, quei retaggi vecchi, per luogo e cultura, che le rende ancora mogli fedeli, madri ineccepibili e ottime rassettatrici di mensole e penisole, ma incapaci di volersi altro da tutto questo. Navighiamo per ore e abbiamo ottimi mezzi per stare connessi al circostante, ma la comunicazione è sempre troppo poca per dirsi soddisfatti. Siamo liberi(almeno così dicono), ma a volte è quasi una condizione difficile, perché essere svincolati implica una scelta, e prendere posizione non è mai cosa semplice. Sappiamo tutto, ma siamo poco informati, perché la verità non è di massa, ma è merito di chi si impegna per trovarla; non la leggiamo sui giornali, non su tutti almeno, perché quello che conta far conoscere è la notizia, e non sempre corrisponde alla realtà. 

Siamo quelli dei gay pride che vanno bene perché non è più l’ora del medioevo, ma se poi se ne parla troppo di questi omosessuali significa che stiamo dando i numeri

 Due donne, una poliziotta ed una maestra d’asilo, qualche giorno fa, si sono unite in matrimonio, è successo a Caserta, l’avrete letto. Grande sintomo di civiltà, ha azzardato qualcuno, e forse non è sbagliato aver trovato in questa prima volta un gesto di rispetto e dignità civile, ma forse ci dovremmo soffermare sul fatto che una scelta del genere sia ancora uno scoop, una novità che somiglia all’eroismo e non all’ordinarietà.

 Abitudine più che eccezione è invece ciò che è successo a Roma, alla gay street, qualche giorno prima: i genitori di una ragazza sono entrati in un bar e hanno aggredito la fidanzata della figlia, urlando: “Tu ci hai rovinato la vita, ora ti facciamo vedere noi”, e l’hanno presa a schiaffi. A Fravia, invece, paesino in provincia di Torino, il sindaco ha deciso di non celebrare le unioni civili, e non delegare nessun altro a farlo perché, stando alle sue dichiarazioni, non poteva andare contro le proprie convinzioni etiche, quelle stesse che gli avevano suggerito, in passato, degli ottimi motivi per prendere parte al movimento delle “sentinelle in piedi”.

 Certo, quando si è indietro di cent’anni, rispetto all’Europa ed oltre, un passo è meglio che niente, ma un centimetro non fa di certo i chilometri. Come un noto giornalista ha scritto in questi giorni: “occuparsi della ricerca della felicità per le persone che vogliono vivere liberamente i propri sentimenti e la propria sessualità, non è mai una cosa di secondaria importanza.” Ma questo l’Italia deve ancora capirlo.

Manca parecchia strada alla macchina del tempo, che sbanda di continuo senza riuscire a fermarsi ad oggi, ed è ancora molta la fatica che bisogna fare prima di per poterci riposare in un paese che sia veramente civile, totalmente distante dal preistorico. Mille parole nuove possiamo imparare per fare finta di inventare cose alternative, ma se le intenzioni di chi le usa si stanno ancora vestendo con bustini soffocanti nelle camere di conti e baroni che credono il loro mondo l’unico degno di essere tale, fare festa è solo un favore prestato alle apparenze.

Siamo quelli di un passo avanti e dieci indietro was last modified: settembre 30th, 2016 by L'Interessante
30 settembre 2016 0 commenti
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Futuro Remoto
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Futuro Remoto: dal 6 al 10 Ottobre a Napoli

scritto da L'Interessante

Futuro Remoto

Di Michela Salzillo

Anche quest’anno sta per tornare una delle manifestazioni più attese fra gli appassionati di cultura scientifica.

Dal 6 al 10 ottobre, infatti, nel cuore di Napoli, si svolgerà Futuro Remoto, l’evento dedicato al mondo della scienza e alle tecniche di sperimentazione ed esso correlato

Quello di quest’anno è un appuntamento particolare perché celebra i trent’anni dell’iniziativa, e lo fa uscendo da città della scienza per approdare in Piazza Plebiscito. Il tema scelto per questa nuova edizione, che ogni anno varia a seconda del programma in itinere, è “costruire”.

Nella agorà più famosa del territorio partenopeo sarà dunque allestito il villaggio della scienza che, suddiviso in nove comparti tematici, permetterà di osservare fenomeni scientifici, fare esperimenti e parlare direttamente con gliesperti che interverranno.

 Nel 2015, anno in cui la tematica stabilita per la quattro giornate fu “il viaggio… attraverso le frontiere”, l’evento raccolse più di 150.000 visitatori. Un risultato che le previsioni intendono almeno replicare, per uno spazio a disposizione che ammonta a circa 6.000 mq; un’area piuttosto ampia che includerà il coinvolgimento di Palazzo Reale, del Circolo Ufficiali dell’Esercito, del Circolo Ufficialedella Marina Militare, del Circolo artistico Politecnico e del Caffè Gambrinus.

A Futuro Remoto 2016 saranno organizzati laboratori scientifici, lezioni in piazza, ma anche spettacoli dal vivo, che comprenderanno: letture, rappresentazioni e performances di vario genere. Non mancherà neppure la musica, tra i concerti da segnalare, quello della Scarlatti Junior, con i giovani musicisti dell’Orchestra Scarlatti di Napoli.

 Molti anche gli ospiti illustri, tra cui Piero Angela, che terrà, il 6 ottobre, alle ore 19:00, la conferenza di apertura della manifestazione a Città della Scienza .Nei giorni a seguire, previsto anche l’arrivo dell’astronauta italiana, Samantha Cristoforetti, il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) Roberto Battiston e tanti altri.

L’ingresso e libero e l’accesso agli spazi sarà così gestito: si potrà entrare dalle 10 alle 22 nei giorni 7,8 e 9 e dalle 10 alle 14 il giorno 10

Futuro Remoto: una lunga tradizione di riconoscimenti per città della Scienza

Dai tempi della prima edizione, che si svolse nel 1995, alla Mostra d’oltremare e sul tema conduttore dell’alimentazione, Futuro Remoto è da sempre teatro di importanti riconoscimenti:

 Nel 2011, in occasione del decennale di Città della Scienza, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, conferì una speciale medaglia per la ricorrenza.

 Nel 2010 è stata riconosciuta da Eurispes come una delle cento eccellenze italiane.

 Nel 2007, 2008 è stata definita “miglior incubatore di nuova impresa”.

 Nel 2006 venne assegnato il “Premio Descartes” per la comunicazione scientifica dall’Unione Europea.

 Nel 2005 fu consegnato l’onere per il miglior museo scientifico europeo (“Premio Micheletti”)

Futuro Remoto: dal 6 al 10 Ottobre a Napoli was last modified: settembre 30th, 2016 by L'Interessante
30 settembre 2016 0 commenti
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