L'Interessante
  • Home
  • Parliamone
    • Politica
    • Cronaca
    • Attualità
  • Cultura
    • Eventi
    • Teatro
    • Cinema
    • Tv
    • Libri
    • Musica
  • Sport
    • Basket
    • Calcio
    • Volley
  • Dall’Italia e dal Mondo
    • Notizie fuori confine
    • Curiosità
    • Indovina dove andiamo a cena
    • Viaggi Interessanti
  • Editoriale
  • Vignette Interessanti
  • Web Tv
Notizie Flash
1 MAGGIO: FESTA O…. LUTTO. UNA FESTA BEN...
CORONAVIRUS FASE 2 ……… GIU`LA “MASCHERINA
LA MUSICA DELLA GATTA CENERENTOLA COME PASS PER...
INTERNAZIONALI: LA COPPIA DI TAIWAN SI AGGIUDICA IL...
INTERNAZIONALI TENNIS ASSEGNATE LE WILD CARD. SABATO INIZIANO...
Michele Pagano: Il futuro è il mio presente
Da consumarci preferibilmente dopo morti: Officina Teatro incanta...
VALERIO BIANCHINI E LE SUE … BOMBE. AMARCORD...
Caso Weinstein. Dite alle donne che non siamo...
The Aliens ad Officina Teatro: vita, amicizia ed...

L'Interessante

  • Home
  • Parliamone
    • Politica
    • Cronaca
    • Attualità
  • Cultura
    • Eventi
    • Teatro
    • Cinema
    • Tv
    • Libri
    • Musica
  • Sport
    • Basket
    • Calcio
    • Volley
  • Dall’Italia e dal Mondo
    • Notizie fuori confine
    • Curiosità
    • Indovina dove andiamo a cena
    • Viaggi Interessanti
  • Editoriale
  • Vignette Interessanti
  • Web Tv
Categoria

In primo piano

amore
AttualitàIn primo pianoParliamone

E’ sempre amore: ex-consorelle si sposano

scritto da L'Interessante

Amore

Di Vincenzo Piccolo

“Ama Dio e faccio che vuoi” diceva Sant’Agostino. “La cosa più importante e non pensare troppo e amare molto; per questo motivo fate ciò che più vi spinge ad amare” predicava Santa Teresa Davila. Sono alcune delle concezioni dottrinali cristiane espresse da due santi padri della Chiesa, che esteriorizzano il significato dell’ amore secondo un’ottica divina. Altrettanti teologi cristiani, hanno detto che l’amore degli uomini per le altre creature sia derivato direttamente da quello di Dio e che da esso scaturisca inoltre l’amore per tutto il creato. Ne risulta che l’accezione cattolica dell’amore sia del tutto simbolica, senza corpo forma.

È amore gratuito, di colui che dona tutto se stesso all’altro, puro agape, quindi assoluto

Sulla scia di questo sentimento, si costruisce la storia di Isabel e Federica, due suore francescane. Una vita al servizio dell’altro: una laureata in filosofia, partita poi in missione; l’altra completamente assorta nel suo lavoro di recupero dei tossicodipendenti. In questi ambienti si sono incontrate, donando, e conoscendosi hanno scoperto di amarsi. Oggi, a 44 anni, decidono di sposarsi convolando a nozze nel Comune di Pinerolo nel torinese. Per rendere possibile tutto questo, hanno sciolto i voti in Vaticano e sistemato alcune  pratiche.

“Dio vuole persone felici, che vivano l’ amore alla luce del sole”, ha dichiarato Isabel sperando che la Chiesa un giorno possa accogliere tutte le facce dell’amore, come dottrina comanda.

A celebrare quelle che per loro sono le vere nozze, oltre alla funzione civile, sarà Don Barbero che si occupa di quella religiosa. Quest’anno ha già celebrato 19 matrimoni omosessuali. Franco Barbero non è propriamente il Sacerdote, è stato sospeso, nel 2003, da Papa Giovanni Paolo II proprio per la sua posizione nei confronti dei matrimoni gay.
Tuttavia, affermano le ex-consorelle, “Usciamo dal convento, ma non lasciamo la Chiesa e non dimentichiamo la fede”. Cominciando a ricostruirsi una vita, adesso, le spose pensano a godersi quell’amore assoluto che solo la misericordia può donare. Sicure di averlo ritrovato l’una nell’altra.

E’ sempre amore: ex-consorelle si sposano was last modified: settembre 30th, 2016 by L'Interessante
30 settembre 2016 0 commenti
1 Facebook Twitter Google + Pinterest
Caserta
AttualitàIn primo pianoParliamone

Caserta: G7 e altre delusioni

scritto da L'Interessante

Caserta

Di Michela Salzillo

A Caserta non succede mai niente. A volte è vero, altre un po’ meno, ma stando ai fatti più recenti, questi ultimi giorni appartengono al tempo della delusione. Il G7 dell’economia non si farà, non a Caserta almeno.

A gelare   le speranze e i buoni propositi di chi aveva visto in questa opportunità un’ottima occasione per la provincia, un tweet del ministro dell’economia. Il messaggio di Pier Carlo Padoan è arrivato pochi giorni fa , a conferma del fatto che il summit previsto dall’11 al 13 maggio 2017 sarà accolto in Puglia, nella città di Bari. Sempre al sud dunque, ma non c’è spazio per la Campania, e neppure per la Reggia.

Stando ai risultati ufficiali venuti fuori dai rilievi, pare che l’area circostante al palazzo vanvitelliano sia stata giudicata non accessibile per un piano del genere. Troppo insicura.

 La location, in particolare gli alberghi di Viale Carlo III, non sarebbero idonei ad ospitare le esigenze delle delegazioni internazionali. Mentre qualcuno riconduce il motivo del rifiuto alla tensione della città con gli immigrati, non escludendo il problema della prostituzione, che in quella zona sembra rivelarsi con alte percentuali di degrado, qualcun altro fa il ghigno ai lamenti e non ne accetta neppure la metà. Tuttavia, non sarebbero passati inosservati neppure i disagi provocati dalla scarsa illuminazione delle zone esterne agli edifici, insieme a quella che è stata definita una carente gestione del piano di videosorveglianza.

Stando alle dichiarazioni del primo cittadino casertano, Carlo Marino, la scelta dettata dai piani alti della capitale, sembra un “dispetto” partorito da un vizio di forma, più che una reale difficoltà. Il sindaco ha infatti dichiarato:

”Mi hanno detto che il G7 non si sarebbe svolto a Caserta perché tra gli alberghi scelti ce n’era uno, a San Marco Evangelista, comune a noi vicino, che ha una brutta vista, sull’autostrada. Tutto qui.”

A smentire parzialmente le sue convinzioni ci sono, però, le criticità logistiche che qualche esponente della politica locale, compreso il sindaco di Napoli, ha definito essere tutt’altro che un capriccio. Sono da migliorare le condizioni degli assi viari e di tutti i collegamenti che potano alla Reggia. Nel mirino, anche San Leucio che, potenzialmente, sarebbe stato un altro dei siti pronti ad ospitare gli esperti di economia, e che invece ha dovuto incassare la bocciatura.

Stando alle reazioni della maggioranza, non ci è piaciuto per niente il rimando a data indefinita. Essere respinti è sempre un duro colpo, specie per chi tende dal lato dell’ottimismo, ma forse attutito il livido sarebbe opportuno farsi qualche domanda in più, perché se qualcuno ci viene a dire che la nostra città non corrisponde esattamente ai canoni previsti per un’esposizione dal calibro internazionale, volendo, possiamo anche fregarcene, ma poi non rattristiamoci se a Caserta, a volte, la vita è proprio grama.

Caserta: G7 e altre delusioni was last modified: settembre 30th, 2016 by L'Interessante
30 settembre 2016 0 commenti
1 Facebook Twitter Google + Pinterest
Manoscritto
CulturaIn primo piano

Manoscritto Antico: come leggerlo senza toccarlo. Quando la tecnologia è a servizio del passato

scritto da L'Interessante

Manoscritto

Manoscritto

Di Antonio Andolfi

Spesso la tecnologia va in aiuto della storia e dell’archeologia, come accade in questo caso.

Un fragilissimo e antico rotolo ebraico, impossibile da “sfogliare” e da leggere,  è stato letto grazie a una tecnica elaborata, chiamata “virtual unwrapping” (sfogliamento virtuale), un processo di scansioni 3D in alta risoluzione.

Si è così potuto leggere quello che è considerato come il più antico reperto di frammenti del Vecchio Testamento, senza doverlo materialmente toccare. Si chiama rotolo di En-Gedi, contiene frammenti di uno dei primi cinque libri della Bibbia, il Levitico, cioè un insieme di leggi religiose e sociali.

La sua datazione è molto incerta, dal III- IV secolo a.C. al I d.C.

Il rotolo è stato rinvenuto nel 1970 nell’area di En-Gedi in Israele, da cui prende il nome, sito di un’antica e numerosa comunità ebraica. In seguito ad un incendio attorno al ‘600, il rotolo si è quasi completamente carbonizzato. In questo stato era impossibile aprirlo, perchè si sarebbe polverizzato.

Ora però, lo si è potuto aprire e decifrare, grazie alla tomografia micro-computerizzata, che ha permesso di ottenere la posizione delle tracce di inchiostro del testo originale sul rotolo. La qualità delle immagini ottenute è straordinaria, tale da rendere leggibile gran parte del testo.

Il rotolo mostra oggi 18 righe di testo (in origine erano 35) per ogni colonna e, come tutti i testi ebraici, è composto solo da consonanti. Secondo gli esperti il testo corrisponde esattamente a quanto oggi si trova nella Bibbia ebraica, e questo è una conferma della sua autenticità.

Ora si spera di poter applicare la stessa tecnica anche sui Rotoli del Mar Morto, composti da circa 900 documenti, scoperti tra il 1947 e il 1956 in undici grotte, molti di questi reperti sono impossibili da aprire.

Manoscritto Antico: come leggerlo senza toccarlo. Quando la tecnologia è a servizio del passato was last modified: settembre 30th, 2016 by L'Interessante
30 settembre 2016 0 commenti
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
vi è piaciuto
CalcioIn primo piano

VI E’ PIACIUTO IL NAPOLI? SIIIIIIIIIIIII

scritto da Walter Magliocca

vi è piaciuto

Vi è piaciuto il Napoli?

Alla domanda formulata da Arrigo Sacchi nel salotto di mediaset, tutti i presenti nello studio, compreso gli opinionisti Paolo Rossi e l’arbitro Cesari, hanno risposto affermativamente.

L’urlo Champions riecheggia ancora a Fuorigrotta

The Chaaaaampions In musica. Il popolo del San Paolo non aspettava altro che poter intonare l’inno della maggiore competizione europea. Tutti gli stadi, o la maggior parte, del continente si sono uniformati o hanno scoperto la musica Champions. Lo hanno imparato dai tifosi azzurri alla prima uscita del Napoli di Mazzarri, dopo decenni di astinenza. E’ un urlo liberatorio.

E, sin dalle prime battute, si è visto che Sarri e giocatori avevano preparato in modo certosino la prima casalinga, il ritorno nell’Europa del calcio che conta. Volevano liberarsi di quell’incertezza che ancora aleggia intorno alla compagine partenopea.

Le danze le apre il capitano, ma Mertens mette il sigillo

La gara è stata bella sino a quando gli azzurri non hanno calato il poker. Poi un pò di leggerezza e calo di tensione. Il marchio di fabbrica non poteva essere che di Marekiaro. Sblocca la partita e da fiducia a tutto il gruppo che, con un inizio di secondo tempo “mortifero”, abbatte il Benfica e si porta a punteggio pieno nel proprio girone. Ma la cera lacca, il sigillo azzurro lo imprime Mertens, che con una doppietta, inframezzata dal rigore di Milik, non lascia scampo ai portoghesi che pure avevano sperato di portare a casa un risultato positivo, beata illusione, dal catino di Fuorigrotta.

Le disattenzioni finali, che hanno consentito agli ospiti “non paganti” di dimezzare il risultato, non hanno macchiato più di tanto l’ottima prestazione dei partenopei. Servirà per crescere e imparare ad amministrare il vantaggio.

La squadra si è espressa su ottimi livelli, ma il migliore sicuramente è stato Mertens, coadiuvato da Allan, non sottacendo il più che positivo esordio di Maksimovic. Il peggiore, ma non per la prestazione complessiva, ma per l’errore che ha consentito al Benfica di segnare il primo goal, Jorginho. Poi anche Ghoulam ha macchiato la sua positiva prestazione, non chiudendo la diagonale sul secondo goal.    

 “Abbiamo dimostrato che possiamo stare in questa competizione” ha detto l’allenatore Sarri ai microfoni, nel post partita. “Ma non dobbiamo più commettere gli errori come nel finale di partita. In futuro potrebbero non perdonarcelo”.

Vi è piaciuto il Napoli? Siiiiiiiiii. Per adesso.  

VI E’ PIACIUTO IL NAPOLI? SIIIIIIIIIIIII was last modified: settembre 29th, 2016 by Walter Magliocca
29 settembre 2016 0 commenti
1 Facebook Twitter Google + Pinterest
Francesca Carollo
AttualitàCronacaCulturaIn primo pianoLibri

Le amiche che non ho più: Francesca Carollo per la Tullio Pironti Editore

scritto da L'Interessante

Francesca Carollo

Di Roberta Magliocca

Roberta, Federica, Lucia. Tre nomi tra tanti nomi, tre storie tra tante storie. Tre donne che non ci sono più. A darle voce, una giovane giornalista che si definisce loro amica pur non avendole mai conosciute fisicamente. 

Eppure, Francesca Carollo nel suo libro “Le amiche che non ho più” – edito dalla Tullio Pironti Editore – pur con lucida obiettività, fondamentale nel lavoro di giornalista, non ha dimenticato il cuore

Come in un diario personale caduto per sbaglio nella borsa del lavoro, Francesca Carollo ci parla di cronaca ed empatia, di una piaga italiana. Si perchè Roberta, Federica e Lucia sono solo (e sempre troppe) tre donne tra le tante che, ogni giorno, perdono la vita per mano di chi dice di amarle e poi le uccide senza amore alcuno.

La scrittura di Francesca è semplice e diretta, precisa nei fatti e nei ricordi. Mentre si legge sembra di ripercorrere strade e relazioni, di vivere in quelle case che dovrebbero essere luoghi sicuri ed invece si scoprono pieni di violenza e sofferenza. Dopo le prime pagine già non si capisce più dove finisce il lavoro e comincia la vicinanza, dove finisce la giornalista e parla la persona. E forse non si capisce perchè non c’è un inizio ed una fine, non ci sono due persone. La Carollo, in questo libro, è Francesca, è giornalista, è in uno stato di umana comprensione e profonda preoccupazione per questa Italia dove noi donne non siamo al sicuro. Rifiutando il termine femminicidio, non rinuncia a sottolineare la natura culturale di questo fenomeno che è così assurdo da non riuscire a spiegarlo. 

Cosa scatta nella mente di chi amiamo per portarlo a questo folle gesto? Non si è ancora ben capito. Follia, dicono. Perdita di lucidità, forse. Amore malato, sicuramente. Resta il fatto che se quella donna che tanto amano, non può essere loro, allora, non sarà di nessun altro. 

 Si può, allora, ancora parlare di AMORE? L’amore non dovrebbe essere un augurarsi la felicità dell’altra persona, anche se questo significa vederla lontana da noi? Non sarebbe più giusto chiamarla OSSESSIONE?

 Si dovrebbe parlare di umanità. E una donna uccisa ogni due giorni è una statistica disumana. Quella che soffoca l’italia in questo periodo non è soltanto crisi economica. Ma etica. Educativa. Ma soprattutto carenza di giustizia e protezione. Gridiamo al diritto di essere libere, di essere padrone assolute della nostra vita. Libere di amare e di lasciare. Libere. Questa libertà, per noi, non c’è. Siamo tornati al Medioevo? No, non credo. Forse età più scura di questa le donne non l’hanno mai vissuta.

 E ricordo ancora quando mio nonno diceva: “Le donne non si toccano nemmeno con un fiore”.

 Ora, gli unici fiori sono quelli che troneggiano sulle lapidi di donne che per amore hanno dato tutto. Anche la vita.

Le amiche che non ho più: Francesca Carollo per la Tullio Pironti Editore was last modified: settembre 28th, 2016 by L'Interessante
28 settembre 2016 0 commenti
1 Facebook Twitter Google + Pinterest
Zia Titina e L'Isis Peppe Lanzetta
CulturaIn primo pianoLibri

Zia Titina e L’Isis: Peppe Lanzetta per Tullio Pironti Editore

scritto da L'Interessante

Peppe Lanzetta

Di Roberta Magliocca

Da Napoli in Francia, passando per Vietri sul Mare e la Siria, da Zia Titina a Varoufakis, con Giggino e la Merkel. Un libro che non è un libro, una storia che non è una storia.

“Zia Titina e L’Isis” di Peppe Lanzetta – edito dalla Tullio Pironti Editore – è un sorso d’acqua, che verso le ultime pagine diventa veleno per coscienze aride. 

Giggino l’elettrauto è scuro di carnagione e con la barba nera. Un giorno è lì che fa la spesa quando viene scambiato per un terrorista. Ritenuto potenzialmente pericoloso, viene trascinato in questura: <<Risultava una somiglianza bestiale con un Foreign Fighter che si chiamava Abdul Abdal Abdel Abdol Luigi, nato ad Aleppo e residente a Caivano, in via delle Rose […]>>.

Questo si legge nella seconda di copertina. Da questa breve introduzione e per chi conosce la penna di Peppe Lanzetta, è facile intuire l’ironia di quanto si sta per raccontare, il pizzico di sarcasmo che rende tutto un po’ più irriverente e satirico. Perchè non si può definire comico questo libro. E’, piuttosto, drammaticamente brillante, storicamente vero e purtroppo senza alcuna vena di esagerazione tipica di chi vuole raccontare la realtà facendo sorridere.

E si sorride leggendo queste pagine, a volte si ride davvero. Ma la risata lascia quel retrogusto amaro di verità e tristezza. Quello che si legge, oltre alla storia dello sfortunato Giggino, è la paura post attentati. Charlie Hebdo prima, il Bataclan poi hanno innescato questa bomba chiamata odio in primis, paura subito dopo, diffidenza sempre. Traducendo tutto il mondo in un contesto napoletano euforico e senza filtri, Lanzetta ci serve su un piatto d’argento la nostra incapacità di fidarci, di aprirci e di conoscere. Ci siamo chiusi nella paura e nel luogo comune, dei clichè ne abbiamo fatto posti sicuri dove vivere. E diciamolo, il terrore generale lo si è usato spesso come scusa per giustificare razzismo ed odio, per una lotta tra poveri, per portare voti ad un partito.

Ma nessun dito puntato, nessun giudizio. C’è solo una tenace zia Titina che proprio non ci sta a vedere il proprio nipote in prigione. Ma nelle ultime pagine del libro c’è una guerra nel mondo che non fa ridere. C’è un Natale che commuove. C’è una scelta di vita. 

Zia Titina e L’Isis: Peppe Lanzetta per Tullio Pironti Editore was last modified: settembre 28th, 2016 by L'Interessante
28 settembre 2016 0 commenti
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
Approdi Invisibili
CulturaIn primo pianoLibri

Approdi Invisibili: Argia Maina per la Roundmidnight Edizioni

scritto da L'Interessante

Approdi Invisibili

Di Roberta Magliocca

Quante volte l’ho fatto. Ho preso il treno, il pullman, l’aereo. Francia, Spagna, Germania.  Ho visto ballerine andaluse ballare a piedi scalzi sotto il sole cocente di Malaga. Ho salito a piedi la Tour Eiffel fino quasi a toccare il cielo. A Londra ero ubriaca…di tutto, e ubriaca mi sono seduta sui marciapiedi di Camden Town con persone sconosciute a cantare Beatles e chissà cos’altro, non ricordo. In Germania ho toccato un muro e Berlino Est ha toccato me con una storia carica di rose e sofferenza. Nelle metropolitane di Madrid c’erano quartetti d’archi e sulla Rambla, a Barcellona, mi sono persa in dei colori di un carnevale perenne. Ne ho lanciate di monetine a Roma, e poi mi sono seduta sulle panchine di Sorrento di fronte al mare. E lì ho aspettato. Ho dormito sugli scogli della Sicilia e nuotato nelle acque della Calabria. Ho viaggiato, verso approdi veri e fisici, così maestosi da esistere, esistere veramente, con tutta la sicurezza della terra ferma riscontrabile e ritrovabile, con tutta la vigliaccheria di un biglietto di ritorno sempre tra le mani pronta a riportarmi sana e salva al punto di partenza.

Poi ti imbatti, per lavoro o per destino, in un libro che inizi a leggere seduta alla scrivania del tuo studio, con gli occhiali da vista appoggiati sulla punta del naso (e tempo fa avevi giurato che non ti sarebbe mai successo, non a ventotto anni almeno) e una matita per sottolineare e appuntare cose importanti per la recensione. Libri che cominci così per poi finirli, stesa sul letto, e fanculo matite e appunti, e degli occhiali non ho bisogno: questi libri non li leggi con gli occhi. E capisci che non hai mai viaggiato, non davvero. 

Argia Maina, nel suo libro Approdi Invisibili, edito dalla Roundmidnight Edizioni, riesce – senza esserne l’intento – a far vedere quella linea sottile tra il viaggiatore ed il turista

Per essere turista ti muovi, in giro per il mondo, con cartine, mappe e macchina fotografica. Il viaggiatore non ha bisogno di muoversi fisicamente, ma è quello che si sconvolge dentro, si cammina nelle vene e nei battiti, maledice i colpi allo stomaco, digerisce male i colpi all’anima, col timore di amare troppo senza ricevere mai abbastanza. 

Potrei dire che Approdi invisibili è un viaggio nei sentimenti, ma sarebbe riduttivo. E’ un viaggio di chi dentro si siede a tavola e fa due conti con la propria esistenza, ma che il mondo fuori non lo scorda. E sa vederne la meraviglia.

E’ un libro pieno di imperfezioni quello di Argia. Non fraintendetemi, non sto parlando della lingua, della forma o di errori di distrazione. Argia l’Italiano lo conosce bene, le parole sa usarle. E la Roundmidnight è una casa editrice attenta, il suo lavoro lo sa fare. Parlo di imperfezioni della vita. Non che sia sua peculiarità. La vita di ognuno di noi è costellata di imperfezioni. Argia ha il coraggio di mostrarle, così come sono, con quella penna sul foglio, con il sublime sull’anima.

Approdi Invisibili è mare e rocce, case e colori, dentro e fuori. In un continuo trovare le proprie emozioni scritte sui muri, o acquattate negli angoli del mondo, esplose in mille naufragi e farfalle.

Approdi Invisibili: Argia Maina per la Roundmidnight Edizioni was last modified: settembre 28th, 2016 by L'Interessante
28 settembre 2016 0 commenti
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
Inaugurazione Spazio X
CulturaEventiIn primo pianoTeatro

Inaugurazione Spazio X – il primo hub creativo di teatro, coworking, formazione

scritto da L'Interessante

Spazio X

Caserta. Venerdì 30 settembre alle ore 20:30, in Via Petrarca, presso il Parco dei Pini, verrà presentato al pubblico Spazio X. Un progetto di Mutamenti/Teatro Civico 14 con AmàteLAB e Obelix, un luogo di contaminazione creativa, un moltiplicatore di attività e relazioni sociali. Tra le attività che verranno presentate ci sono la stagione teatrale 2016/2017 del Teatro Civico 14, il coworking di AmàteLAB e le aule multifunzionali per ogni tipo di formazione.

Teatro, coworking e formazione sono le principali attività di Spazio X. Hub creativo nella città di Caserta, una struttura di 600 mq, aperta 7 giorni su 7, facilmente raggiungibile da tutta la Campania, che vuole essere un moltiplicatore di esperienze artistiche e culturali e nasce con lo scopo di diventare un motore di sviluppo locale e di riqualificazione urbana e sociale.

Sarà il Teatro Civico 14 a inaugurare Spazio X con la presentazione della nuova stagione teatrale 2016/2017

 Dopo sette anni la compagnia Mutamenti/Teatro Civico 14, che ha avuto sede nel centro storico di Caserta, in un luogo che ne prendeva anche il nome, in questo nuovo spazio non perde la propria identità e l’idea di essere un contenitore creativo. Una platea di circa 80 posti, accessibile da tutti, e una nuova stagione teatrale – ricca di nomi del panorama nazionale e internazionale e dove si darà anche particolare attenzione al teatro emergente – saranno presentati venerdì 30 settembre in occasione dell’inaugurazione di Spazio X. Inoltre, è possibile iscriversi all’OPEN DAY organizzato dal Teatro Civico 14 (info@teatrocivico14.it, oppure allo 0823441399 o al 3391873346 dalle 10:00 alle 18:00 dal lunedì al venerdì). Il 1 ottobre il Teatro Civico 14 trasformerà il palcoscenico in una piattaforma aperta a tutti coloro che desiderano mettersi in gioco partecipando alle lezioni di prova gratuite dei laboratori. L’OPEN DAY permetterà agli allievi di avvicinarsi ad un sistema didattico interattivo differenziato per corsi di teatro per tutte le fasce d’età e i corsi di Tai Chi Chuan e Qi Gong.

Co-working, co-produzione e co-progettazione sono le basi su cui si fonda il lavoro di AmàteLAB, una community di architettura e design nata dal progetto AmàtelA – trasmissione radiofonica sull’architettura (2010). AmàteLAB gestisce le 15 postazioni nell’open space riservato al coworking. Un luogo di lavoro ideale per architetti, designer, grafici, esperti di comunicazione dove possono condividere idee, esperienze, opportunità, strumenti e competenze. Il coworking comprende anche due sale riunioni e un piccolo laboratorio per la lavorazione artigianale del legno pronte a stimolare la nascita di un vero e proprio vivaio di idee creative.

Spazio X darà particolare attenzione alla formazione. Dai laboratori teatrali del Teatro Civico 14 ai corsi di progettazione, design e fotografia di AmàteLAB. Le tre aule multifunzionali, dotate di postazioni con pc, sono ideali per ogni tipo di formazione: sarà Obelix, cooperativa di nuova costituzione che si occuperà di formazione professionale attraverso corsi riconosciuti dalla Regione Campania e prestando particolare attenzione alla crescita dei giovani, con corsi, seminari, workshop. Discipline orientali, corsi di audio e video editing e laboratori artistici completano l’offerta formativa in collaborazione con le diverse realtà del territorio casertano tra cui l’Associazione Artemisia, Caserta Film Lab, Blow Up Film e UBIA.

Eventi, mostre, workshop, stampa 3d, cinema e altro ancora. Sono solo alcune delle attività in programma a Spazio X pensato per rivolgersi contemporaneamente ai cittadini, alle imprese del territorio e ai giovani liberi professionisti. Durante l’inaugurazione è possibile sostenere il progetto di Spazio X acquistando la MEMBERSHIP CARD che darà la possibilità di usufruire di sconti e riduzioni sia sulle proposte del Teatro Civico 14, sia sui servizi offerti dal coworking di AmàteLAB.

Si coglie l’occasione dell’inaugurazione di Spazio X per evidenziare come la collaborazione con le forze del territorio, sostenendo lo sviluppo delle potenzialità che la cultura è capace di innescare facendo rete, permettono di confermare i rapporti di partnership e sponsorizzazioni tecniche con diversi settori produttivi e culturali, e si iniziano nuove collaborazioni con realtà imprenditoriali della città. Tra gli sponsor tecnici segnaliamo Sport and Marketing (main sponsor) e Porte a Porte Mandara che sostengono lo sviluppo delle potenzialità culturali e creative di Spazio X.

Inaugurazione Spazio X – il primo hub creativo di teatro, coworking, formazione was last modified: settembre 28th, 2016 by L'Interessante
28 settembre 2016 0 commenti
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
Dylan Dog
CulturaIn primo piano

Dylan Dog: trentenne da incubo

scritto da L'Interessante

Dylan Dog

Di Erica Caimi

Lunedì scorso a Milano si sono tenuti i festeggiamenti per il compleanno di uno dei fumetti più amati in Italia: Dylan Dog. Era il 26 settembre 1986 quando il primo numero dell’indagatore dell’incubo, “L’alba dei morti viventi”, veniva pubblicato da Sergio Bonelli Editore, allora Daim Press, regalando agli appassionati del genere un’avventura, scritta da Tiziano Sclavi e illustrata da Angelo Stano, destinata a rimanere nella storia del fumetto.

Sergio Bonelli Editore ha voluto festeggiare il trentesimo compleanno con l’uscita del Dylan Dog n. 361, Mater Dolorosa, scritto da Roberto Recchioni, curatore editoriale di Dylan Dog, disegnato da Gigi Cavenago, con copertina siglata Angelo Stano. Ieri, a Milano, lo stesso editore ha organizzato il Dylan Dog Horror Day, una giornata all’insegna di appuntamenti aperti a tutti, tra cui la zombie walk, una camminata in cui i fan mascherati da zombie e i cosplayer dei personaggi di Dylan Dog hanno attraversato il centro e ricreato davanti al Duomo il primo frontespizio live della storia di Dylan, disegno ispirato al Quarto Stato di G. Pellizza da Volpedo. La marcia è terminata al The Space Cinema Odeon, con la proiezione di “La Notte dei Morti Viventi” di George A. Romero e del documentario in anteprima assoluta “Dylan Dog – 30 anni di incubi”.

 I festeggiamenti continueranno con il n. 362 (in edicola dal 29 ottobre), molto atteso poichè segnerà il ritorno alla sceneggiatura di Tiziano Sclavi dopo ben nove anni di latitanza. La storia, dal titolo “Dopo un lungo silenzio”, affronterà due temi molto impegnativi: l’alcolismo e la solitudine. I disegni saranno realizzati da Giampiero Casertano, storico illustratore del personaggio.

Breve storia di Dylan Dog

Il personaggio deve il suo nome al poeta Dylan Thomas, che Tiziano Sclavi attribuiva provvisoriamente a ogni soggetto nelle prime fasi della realizzazione e che in questo caso non venne più cambiato.  Dylan Dog, le cui sembianze si rifanno all’attore Rupert Everett su richiesta dello stesso Sclavi, è un eroe atipico, che soffre di diverse fobie e vive al numero 7 di Craven Road, in una Londra  gotica e decadente. Il detective playboy veste di nero e rosso, indossa le Clark, guida un maggiolone, ha un assistente, Groucho, sosia di Groucho Marx e un superiore, l’ispettore Bloch di Scotland Yard.

Sebbene all’inizio il fumetto non sembra essere destinato a un grande successo, più tardi, le vendite arriveranno a superare addiruttura quelle di Tex, il fumetto più venduto in Italia. Anche a distanza di tempo, nel mondo del collezionismo, l’attenzione ha raggiunto livelli tali da far schizzare alle stelle le quotazioni del leggendario numero 1, portando addirittura qualcuno a stampare copie false per poi farle circolare nelle svariate fiere di settore.

E pensare che tutto ebbe inizio nella lontana primavera del 1985, quando Tiziano Sclavi presentò a Sergio Bonelli una breve relazione con il seguente progetto: «Oltre alla fantascienza, l’altra serie del 1986 potrebbe essere horror… Secondo me, vale la pena di tentare». In effetti, ne è valsa la pena.

Dylan Dog: trentenne da incubo was last modified: settembre 28th, 2016 by L'Interessante
28 settembre 2016 0 commenti
1 Facebook Twitter Google + Pinterest
Napoli Sotterranea
Dall'Italia e dal MondoIn primo pianoViaggi Interessanti

Napoli Sotteranea e le sue meraviglie

scritto da L'Interessante

Napoli Sotterranea

Di Antonio Andolfi

Esiste una Napoli parallela alla città che noi conosciamo, fatta di cunicoli, gallerie, acquedotti e cisterne. E’ la Napoli sotterranea

Il sottosuolo della città racconta una storia lunghissima, che va dal III secolo a. C. ai giorni nostri.

I Greci aprirono le prime cave sotterranee per ricavare i blocchi di tufo necessari alla costruzione della loro Neapolis, e scavarono una serie di ipogei funerari. Attraverso una serie di corde si calavano in questi ambienti sotterranei e utilizzando semplici strumenti, staccavano dalle pareti grandi blocchi di tufo. Successivamente i Romani, crearono una vasta rete di acquedotti proveniente dalle sorgenti del Serino, a 70 Km di distanza dal centro di Napoli. Larghi quel poco che permetteva il passaggio di un uomo, i cunicoli dell’acquedotto si diramano in tutte le direzioni, con lo scopo di alimentare fontane ed abitazioni situate in diverse aree della città. Sulle pareti, si notano ancora tracce dell’intonaco, utilizzato dagli ingegneri dell’antichità per rendere le gallerie impermeabili. Agli inizi del XVI secolo il vecchio acquedotto non riuscviva più a soddisfare il bisogno d’acqua della città che intanto si era estesa, fu così che un facoltoso nobile napoletano, un certo Cesare Carmignano, costruì un nuovo acquedotto. Era formato da una serie di grandi cisterne che contenevano l’acqua, e da cunicoli stretti. Ogni abitazione poteva attingere acqua dalla cisterna tramite un pozzo, al quale aveva acesso il “pozzaro”, era un uomo agile e magro, che si muoveva con destrezza in questi antri, camminando lungo stretti cunicoli e arrampicandosi su per i pozzi grazie a dei fori praticati a distanza. Aveva il compito di pulire la cisterna dalle impurità, attraverso una sorta di lungo rastrello, simile a quello impiegato per le moderne piscine. Questo personaggio aveva libero accesso a tutte le case mediante i pozzi e ha dato origine ad aneddoti e leggende ancora vive nell’immaginario napoletano, come quella del “monaciello”. Spirito benevolo o maligno che si occupava più della padrona di casa che della rete idrica, ed usavano le vie sotterranee che conoscevano bene, per sparire o apparire, sotto il mantello da lavoro che, nella penombra, somigliava ad un saio di monaco.

Agli inizi del XX secolo questi ambienti furono utilizzati come rifugi antiaereri per proteggersi dai bombardamenti che colpirono la città nella Seconda guerra mondiale. Le cavità furono illuminate e sistemate per accogliere decine e decine di persone che al suono della sirena si affrettavano a scendere per le scale che scendevano in profondità.

Si possono ancora vedere resti di arredi, graffiti e vari oggetti, che testimoniano ancora oggi la grande paura dei bombardamenti e i numerosi periodi della giornata vissuti nei rifugi, a oltre 40 metri di profondità. C’è poi la ricostruzione di un carro armato, ci sono giochi, e persino delle bombe, opportunamente disinnescate, che scendono dal soffitto. Sembra quasi sentire il rumore delle bombe, le grida delle persone, la sirena che suonava di continuo. Tutto questo finì durante le cosiddette quattro giornate di Napoli, dal 27 al 30 Settembre 1943,  durante le quali tanti bambini armati, chiamati “scugnizzi” riuscirono a liberare la città di Napoli dall’occupazione delle forze armate tedesche. Il 1 Ottobre 1943, quando le Forze Alleate entrarono a Napoli, videro una città che si era liberata da sola,  grazie al coraggio e all’eroismo dei suoi abitanti ormai esasperati dallo stremo per la guerra. Napoli fu la prima, tra le grandi città europee, ad insorgere contro l’occupazione tedesca. 

Gli speleologi continuano a studiare ed ispezionare le cavità e i cunicoli che raffiorano in occasione di sprofondamenti o crolli e fare una sorta di censimento delle cavità sotterranee.

Insomma il sottosuolo di Napoli conserva tante sorprese, e chissà quanto ancora c’è da scoprire.

Napoli Sotteranea e le sue meraviglie was last modified: settembre 27th, 2016 by L'Interessante
27 settembre 2016 0 commenti
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
  • 1
  • …
  • 48
  • 49
  • 50
  • 51
  • 52
  • …
  • 107

Resta in Contatto

Facebook Twitter Google + Instagram Email RSS

Categorie

  • Attualità
  • Basket
  • Calcio
  • Cinema
  • Cronaca
  • Cultura
  • Curiosità
  • Dall'Italia e dal Mondo
  • Editoriale
  • Eventi
  • In primo piano
  • Indovina dove andiamo a cena
  • Libri
  • Musica
  • Notizie fuori confine
  • Parliamone
  • Politica
  • Sport
  • Teatro
  • Tv
  • Viaggi Interessanti
  • Vignette Interessanti
  • Volley

I Più Visti

  • duel gomorra

    Gomorra 3: i casting al Duel Village

    8 giugno 2016
  • amore

    L’ Amore ai giorni nostri

    6 dicembre 2016
  • molly

    Molly Malone, la strana leggenda

    19 novembre 2016
  • museo

    Museo di arte islamica come l’araba fenice

    24 gennaio 2017
  • canile

    Adozione in canile: ti salvo la vita, appartieni a me

    9 marzo 2017
  • Facebook
  • Twitter
  • Google +
  • Instagram
  • Email

© 2015 L'Interessante. Tutti i diritti riservati.
Designed by Armando Cipriani


Back To Top
Utilizziamo i cookie per migliorare l'esperienza utente sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu sia d'accordo. Accetto
Privacy & Cookies Policy