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Categoria

In primo piano

accordo juvecaserta
BasketIn primo pianoSport

IAVAZZI LASCIA. APPELLO AGLI IMPRENDITORI. CASERTA E’ CITTA’ MORTA.

scritto da Walter Magliocca

iavazzi

Tutto secondo le previsioni. Il presidente Iavazzi, con voce leggermente rotta dalla commozione, ha comunicato quanto ci si aspettava.

Un piccolo riferimento alla partita decisiva

“le emozioni vissute con Trento saranno un ricordo che serberò sempre nel mio cuore. Mi dispiace solo per qualche polemica inutile e per lo striscione esposto in curva. Ma non ricordavo un palazzetto così pieno dai tempi della semifinale scudetto”

AAA cercasi imprenditori disposti a rilevare la società

“Ho sempre pagato di persona anche gli errori degli altri ed ho sempre mantenuto i miei impegni. Lo farò anche in questa occasione. Purtroppo le difficoltà che hanno avuto le mie aziende si sono ripercosse sulla gestione della Juvecaserta”. E’ un fiume in piena

Dopo Iavazzi non c’è nessuno

“Ho deciso di fermarmi. Quando ho rilevato la società nel 2012, vi doveva essere un’esposizione per soli euro 574mila. Invece i debiti erano di gran lunga superiori. Oggi lascio la società in condizioni migliori. Due sono le grosse criticità: Iva dell’anno 2011 (non di mia pertinenza) per euro 450.000 e iva per il 2014 per circa 150.000. Tali importi sono stati dilazionati con rate da 15.000 mensili. In pratica tutti oneri fiscali che non influiscono sull’iscrizione della squadra al campionato. Vi è un unico contenzioso con l’ex Domercant. Ma abbiamo proposto opposizione in quanto riteniamo non dovute le somme richieste dal giocatore”

Senza soluzione di continuità, come se avesse preparato un esame.

“Potrei anche rimanere in società, per dare il mio contributo, con piccole quote partecipative. Ma il mio interesse principale è che la squadra prenda parte al campionato di Lega A. Non accetterò soluzioni riduttive. Se qualche imprenditore è disponibile ad accollarsi i debiti menzionati, non si sarà alcun problema. Ora tocca alla città. Sono finiti i tempi delle parole. Contano solo i fatti e i termini economici”.

La squadra sarà iscritta. Ma senza la fidejussione.

“Proprio in mattinata ho provveduto al pagamento dei tributi necessari per l’iscrizione. La documentazione la consegno al segretario generale, Carlo Giannoni. Pertanto lascio la juvecaserta con tutte le carte in regola per continuare il basket in Lega A. Entro  il 30 maggio provvederò al versamento della quota di euro 18.000 e pagherò i 15.000 euro che scadranno il 15 giugno, pagando gli stipendi di maggio e giugno al settore tecnico. Non farò fronte solo alla fidejussione. La perdita di esercizio è stata ripianata con i versamenti dei soci”.

Chi critica uscisse allo scoperto e provvedesse a “mettere mano al portafogli”

“Ho creato play groun, lo store, il settore giovanile, il basket femminile. Non ho lesinato. Ho investito personalmente e da solo nel basket. Ora aspetto una risposta dalla città. Ora si vede se ama veramente il basket. I veri tifosi sono solo 1.500, disposti a tutto in nome della juvecaserta. Il resto sono tifosi occasionali, al palazzetto solo per sfoggiare il “vestito della domenica”.

Un ultima precisazione

“Se ci dovesse essere qualcuno a garantire le spese per affrontare la prossima stagione sportiva, mediante il versamento di un milione e mezzo di euro, io sono disponibile ad accollarmi debiti e crediti ed a continuare la gestione”.

 Ma Iavazzi andrà via veramente?

Dichiarazioni a tutto tondo. Nulla è stato omesso.

Crediamo che la volontà di Lello Iavazzi sia quella di lasciare e continuare a vedere la Juvecaserta ai nastri di partenza della prossima stagione in serie A1. Ma un presidente che voglia veramente lasciare, perché deve rimetterci almeno 200 mila euro per far fronte ai pagamenti degli stipendi, dell’iscrizione e dei debiti nei confronti dell’erario? Se non ci dovesse essere continuità sarebbero spese inutili. Forse riuscirà a cacciare il coniglio dal cilindro?

Entro metà giugno i giochi dovranno essere fatti. Un modo per svegliare chi sonnecchia? Qualche imprenditore batta un colpo. Altrimenti, se Iavazzi non dovesse recedere, sarà encefalogramma piatto.

Altro che città di basket!!!

 

IAVAZZI LASCIA. APPELLO AGLI IMPRENDITORI. CASERTA E’ CITTA’ MORTA. was last modified: maggio 13th, 2016 by Walter Magliocca
13 maggio 2016 0 commenti
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Frattasi
In primo pianoPolitica

Frattasi sul Museo Campano: “Fare rete e una città ordinata e accogliente”

scritto da L'Interessante

Frattasi sul Museo Campano: “Fare rete e una città ordinata e accogliente” – Questi i punti chiave per valorizzare  il Museo Campano.

Nell’ambito del convegno tenutosi  al Museo Campano dal titolo “Le radici del futuro”, organizzato all’interno dell’iniziativa “Adotta una Madre”, il candidato sindaco di Capua Bene Comune, Pasquale Frattasi, invitato ad esprimere la sua posizione sul tema del dibattito ha parlato della sua visione di una città ordinata, organizzata e accogliente

Lo hanno preceduto gli interventi significativi a supporto del Museo della dott.ssa Nadia Barrella del Dipartimento Beni culturali della II università di Napoli, del soprintendente del Pio Monte della Misericordia, Alessandro Pasca, del direttore di Città della Scienza Luigi Amodio, e del dott. Carlo Russo del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali.

“E’ fondamentale – ha spiegato il candidato –  che chi viene a visitare il Museo trovi una città pronta ad accoglierlo, ordinata e organizzata per il turismo culturale. In questo momento, Capua non lo è e io, se sarò sindaco, come spero, mi adopererò con tutte le mie forze affinché ciò si verifichi”.

Frattasi ha inoltre espresso un riconoscimento per tutte quelle forze che, in questo periodo, si stanno meritoriamente adoperando per portare avanti azioni di diverso genere a supporto del Museo Campano: associazioni, cittadini, imprenditori.

“Mi impegnerò, inoltre, a costruire una sinergia tra tutte le realtà di valore artistico e culturale presenti in città, perché sono fermamente convinto che sia necessario costruire un piano globale  e condiviso per il turismo culturale di qualità. Così come ritengo necessario aprire la città e i suoi tesori ad un sistema culturale di più ampio respiro, che comprenda gli altri siti di valore della provincia e della regione.”

La cultura è tra i punti focali del programma di Capua Bene Comune, che si fa portavoce di una idea di città viva e culturalmente produttiva in un percorso di rigenerazione della coscienza storica della città. 

Oltre a Pasquale Frattasi, sono stati invitati al convegno anche gli altri candidati sindaco per le amministrative di giugno. Hanno aderito Giuseppe Chillemi, per la coalizione di centrodestra, e Roberto Caiazzo, candidato del Movimento 5 Stelle.
Si è fatta notare l’assenza di Eduardo Centore, impegnato a Roma.

Frattasi sul Museo Campano: “Fare rete e una città ordinata e accogliente” was last modified: maggio 13th, 2016 by L'Interessante
14 maggio 2016 0 commenti
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pizza
Dall'Italia e dal MondoIn primo pianoIndovina dove andiamo a cena

LA TAVERNA DI BACCO: PIZZA CHE PASSIONE E……. NON SOLO

scritto da L'Interessante

pizza

Tutto il mondo ce la invidia, ma pochi sono i veri maestri della pizza napoletana.

Tutti attratti dai luoghi storici. Ma noi vogliamo farvi scoprire, se per voi è una scoperta, un ristorante – pizzeria, situato a Napoli – Rione Alto – Vomero in Via Antonio e Luigi Sementini.

Un viaggio tra la vera pizza o un panino ..artistico

“La Taverna di Bacco”, il nome vi porta a pensare al Dio del vino, ma in realtà la vera specialità della casa  è la verace pizza napoletana. Senza disdegnare birra artigianale e … nettare degli dei.

Il proprietario del locale, nonché grande pizzaiolo Salvatore De Rinaldi, fornisce ai clienti una pizza di altissimo spessore, arricchita da ingredienti genuini e di qualità ceritificata. In varie combinazioni o “comm te’ pare”. Ma anche per celiaci. Con raffinata arte e maestria.

Possiamo inoltre sostenere che qui le doti si tramandano di padre in figlio.

Infatti, oltre ad aver rubato l’arte dell’impasto, circa un mese fa, il figlio di Sasà, Cristiano, ha presentato la sua nuova invenzione “Il panino di Cristiano”, presso il locale adiacente, denominato “B-zone”.

Alla presentazione dell’evento hanno preso parte personalità di spicco tra cui il mastro birraio Teo Musso, fondatore del birrificio Baladin.

Simpatia, gentilezza e ambiente familiare

Qui oltre ad essere accolti con simpatia e gentilezza, da donna Rosa, potrete gustare i veri sapori della cucina partenopea, sinonimo da sempre di qualità.

Provare per credere.

Marco Magliocca

LA TAVERNA DI BACCO: PIZZA CHE PASSIONE E……. NON SOLO was last modified: maggio 12th, 2016 by L'Interessante
12 maggio 2016 0 commenti
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unioni civili
AttualitàIn primo pianoParliamone

Unioni Civili. L’arcivescovo Bruno Forte ribadisce quanto detto dal segretario Cei: << Una sconfitta per tutti!>>

scritto da Roberta Magliocca

Unioni civili

Unioni Civili, l’Italia ha detto si. E se abbiamo già affrontato il problema di questa legge come se fosse un contentino (leggi qui), altra cosa è la questione cupolone.

Gli italiani sanno con cosa devono scontrarsi ogni qualvolta viene sventolata una bandiera arcobaleno. E se l’Irlanda ha detto sì circa un anno fa e l’Italia – dal punto legislativo – sta muovendo i suoi primi passi, il Vaticano continua, imperterrito a dire NO. Nessuna meraviglia, no. Rassegnati mai, ma alla chiusura ermetica della Chiesa siamo tutti abituati. Ma questa volta, forse, il limite lo si è superato. Perché le parole dell’arcivescovo teologo Bruno Forte, scelto da Francesco come segretario speciale dei due Sinodi sulla famiglia, tra le voci più aperte della Chiesa italiana, che ha definito questa legge “una sconfitta per tutti”, hanno valicato quella linea – seppur sottile – tra il diritto lecito di dire la propria opinione e la mancanza di rispetto che si ha quando si perde un’ottima occasione per tacere.

Nessuno si aspetta un’apertura mentale della Chiesa così ampia da permettere agli omosessuali di poter affermare il loro sì davanti a Dio. Nemmeno gli omosessuali lo pretendono, dimostrando un rispetto nei confronti della Chiesa, lo stesso rispetto che quest’ultima nega loro.

Ma “sconfitta per tutti” è ben altra cosa.

Una sconfitta per tutti sono state le Crociate, le guerre indette e benedette dal papato contro i musulmani.

Una sconfitta per tutti sono tutte quelle guerre combattute in nome di Dio.

Una sconfitta per tutti è chiedere i soldi a due persone che vanno a sposarsi in chiesa.

Una sconfitta per tutti è l’infanzia rubata ai bambini dall’abuso dei preti nascosti dalla protezione della Santa Sede.

Una sconfitta per tutti è un Papa che entra in carcere per perdonare chi stava per ucciderlo.

Una sconfitta per tutti è leggere sul sito Pontifex.com: “Femminicidio: le donne facciano autocritica, quante volte provocano?”.

Una sconfitta per tutti è una porta chiusa in faccia ad un divorziato.

Una sconfitta per tutti è la mancanza di compassione e di umanità nei confronti di quelle donne lasciate sole nella decisione più sofferta e difficile della loro vita, sentendosi finanche chiamare assassine.

Una sconfitta per tutti è un prete che va a prostitute.

Una sconfitta per tutti è professare un amore dall’altare che di amore non ha proprio nulla. Perché non esistono amori soggetti a condizioni. Perché non si può accettare un amore solo se eterosessuale e benedetto da un prete.

L’amore è uno, onesto e libero.

E se è vero che Dio c’è e che è da lui che parte l’amore, beh, si vergognerebbe della sua stessa casa e di chi la abita.

Roberta Magliocca

Unioni Civili. L’arcivescovo Bruno Forte ribadisce quanto detto dal segretario Cei: << Una sconfitta per tutti!>> was last modified: maggio 12th, 2016 by Roberta Magliocca
12 maggio 2016 0 commenti
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unioni civili
AttualitàIn primo pianoParliamone

Unioni Civili: tanto fumo negli occhi?

scritto da Roberta Magliocca

Unioni civili

C’è chi esulta, chi crede che sia solo fumo negli occhi, chi ne fa una questione politica, chi di etica, qualcuno di religione.

Ma la legge che regola le cosiddette Unioni Civili, rubando le parole al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, <<É legge, punto!>>

Già, è legge. Ma quale legge? La conosciamo? Sappiamo davvero di cosa si tratta?

Qui la legge in ogni suo punto.

Qui, di seguito, invece, quei punti che fanno storcere un po’ il naso. Vediamo di capirci qualcosa in più:

Ciao caro vado a fare sesso, tienimi in caldo la cena. Con la costituzione dell’unione civile le parti acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri; hanno l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione. Entrambe le parti sono tenute, ciascuna in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni comuni. Le parti concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare fissando la residenza comune. Nessun obbligo di fedeltà. Non che quest’ultima debba essere considerato un obbligo, se non per la legge. Ma il non contemplarlo tra i doveri di un coniuge è un chiaro segno di svilimento dei sentimenti. Per la serie “riconosco la tua convivenza con questa persona, ma voglio volutamente ignorare qualsiasi possibile riferimento ad un sentimento che vada oltre stirare le camicie o preparare la cena”.

Ti lascio, e chi se ne frega. Basterà manifestare, anche disgiuntamente, la volontà di separarsi davanti all’ufficiale di stato civile. Anche qui, liquidare il caso senza approfondimenti di sorta, quelli destinati a coppie etero.

Vieni a stare da me, ma non troppo. In caso di morte del proprietario della casa di comune residenza il convivente di fatto superstite ha diritto di continuare ad abitare nella stessa per due anni o per un periodo pari alla convivenza se superiore a due anni e comunque non oltre i cinque anni. Ove nella stessa casa coabitino figli minori o figli disabili del convivente superstite, il medesimo ha diritto di continuare ad abitare nella casa di comune residenza per un periodo non inferiore a tre anni. Ancora una volta, non conti nulla.

Non sei così importante. In caso di cessazione della convivenza di fatto, il giudice stabilisce il diritto del convivente di ricevere dall’altro convivente gli alimenti qualora versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento. Gli alimenti sono assegnati per un periodo proporzionale alla durata della convivenza. Ai fini della determinazione dell’ordine degli obbligati, l’obbligo alimentare del convivente è adempiuto con precedenza sui fratelli e sorelle.

Non voglio con questo articolo sminuire l’importanza di un passo che – in un modo o nell’altro – non solo è stato fatto, ma è stato fatto addirittura in avanti. Dobbiamo ammettere che in Italia non ci siamo abituati.

Ma proprio nessuno riesce a levarmi un’idea che – malpensante io – è radicata tra pochi neuroni e chissà cos’altro nel cervello: e cioè il pensiero che sia stato un facile contentino da dare a chi da anni sta lottando per i propri diritti, per tenerli buoni insomma.

Ma di cosa ci meravigliamo? Stiamo parlando di diritti che – acciaccati e malandati – stanno arrivando secolo dopo ad essere umani senza differenze di sorta da altri esseri umani che ne godono senza che nessuno possa metterli mai in discussione.

E gli omosessuali, oggi, dovrebbero dire anche grazie? Forse qualche etero dovrebbe chiedere scusa. Eppure, nel mio mondo ideale dove sono magra e bionda, non ci sono etero, non ci sono gay, ci sono persone.

Roberta Magliocca

Unioni Civili: tanto fumo negli occhi? was last modified: maggio 12th, 2016 by Roberta Magliocca
12 maggio 2016 0 commenti
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cane dog friendly aree cani terremoti
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Le aree di sgambamento. Il Dog Friendly: Capitolo 5

scritto da L'Interessante

Aree di sgambamento

Cari lettori interessati , in questi giorni ho letto un post scritto di una collega – Daniela Puiatti di Serendipity ASD –  circa il cane e le aree di sgambamento, che voglio condividere con voi.

Recita  così.

“Se il cane (tuo) ha paura devi tutelarlo!

 

Queste purtroppo sono scene che si possono vedere nelle aree cani, in alcuni centri cinofili, durante una gita, in alcuni rifugi, etc.

Non permettete a nessuno di spaventare il vostro cane e lasciare che se la cavi da solo. Il risultato è che si sentirà (giustamente) tradito da voi che invece avreste dovuto difenderlo! Una buona guida, un punto di riferimento degno di fiducia, un amico o familiare, ci sostiene e ci aiuta; e ci sta ACCANTO. Non permettete che succeda tutto questo, per nessun motivo. Essere accompagnati e protetti da chi si dovrebbe prendere cura di noi è l’unico modo per creare una relazione serena e stabile. E non significa privare di esperienze o tenere sotto una campana di vetro; significa prendersi cura di chi si ama”.

aree

Condivido molto tale pensiero. Questo perché  il post solleva un dato importante: prendersi cura del nostro cane allorquando in difficoltà.  E’ un atto dovuto ai nostri cani , permette di instaurare fiducia e senso di protezione nel proprio gruppo sociale. Purtroppo  non accade spesso, sia perché i proprietari non sempre riconoscono gli stati di disagio del proprio cane, sia perché il luogo comune vuole che il proprietario ignori il cane in difficoltà altrimenti si rischia di peggiorare le cose. “Il cane ha paura- ignoralo- altrimenti capisce ancora di più che deve aver paura”, consiglia il cugino esperto- che ha sempre avuto cani. Sarebbe un po’ come  voltare le spalle ad un bambino che chiede il nostro aiuto, fregandocene del suo stato di disagio.

Ma cari lettori interessati… siamo già nel disagio, è  opportuno che il proprietario- guida aiuti ad uscirne!

Piuttosto, quali segnali che indicano un disagio dobbiamo sforzarci di osservare? Il nostro cane si irrigidisce e diventa “più piccolo”, non gioca, ringhia per richiedere distanza di sicurezza, non esplora,  si rivolge verso l’uscita, ci guarda speranzoso che cogliamo questo stato, emette una serie di segnali di stress per esempio il grattarsi o lo sbadigliare. Insomma, la vostra pancia vi comunica che qualcosa non va. Bene, meglio richiamare il proprio cane e dedicarsi, altrove, ad un’attività che sappiamo renderlo felice. Se poi vogliamo far incontrare il nostro cane con altri cani in luoghi recintati meglio osservare prima le interazioni tra i vari protagonisti alla rete- in sicurezza- poi entrare quando gli altri cani non sono tutti sulla soglia (sareste in agio nell’ entrare in una stanza con persone che non conoscete e che vengono TUTTI ad accogliervi all’ingresso?!) e mettersi in movimento, per facilitare al nostro cane la possibilità di prendere distanza da quei tipi. Chiedere la collaborazione degli altri proprietari soprattutto togliendo risorse che potrebbero innescare dinamiche di competizione: “Questo gioco è mio!” potrebbe dire il veloce terrier- “Sì, tienitelo pure, tanto questa femmina è mia!” replicherebbe il serio pastore mentre il molosso mangione penserebbe “Guagliù, toglietemi tutto ma non il mio..cibo”.

Luigi Sacchettino

Le aree di sgambamento. Il Dog Friendly: Capitolo 5 was last modified: maggio 26th, 2016 by L'Interessante
12 maggio 2016 0 commenti
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Gerardo Amarante
CulturaEventiIn primo pianoMusicaTeatro

Gerardo Amarante in Dint’ e fore ‘o vascio

scritto da Roberta Magliocca

Gerardo Amarante

Chi ride porta gioia ed armonia degli elementi. Ma chi riesce a farti ridere, chi ha l’immenso potere di strapparti non un sorriso disarmante, ma una catena fatta di scroscianti risate ti sta regalando il mondo e non lo sa, hai il mondo nelle mani e non lo sai. Queste sono le persone rare, ne trovi una che vale per cento.

Gerardo Amarante, anima e cuore de Gli Spaccapaese – gruppo di musica popolare del Sud Italia – è questo che fa

Bastano dieci minuti passati in sua compagnia per toglierti di dosso dieci chili di malumore, mille giornate storte.

L’indiscussa bravura sul palcoscenico, quella musica che più che sette note sul pentagramma è uno stile di vita, una filosofia etica e morale da rispettare con gioia ed entusiasmo, sono marchi di garanzia per chi ama la musica popolare, i suoni e le radici della propria storia, del proprio territorio.

Ma Gerardo è molto altro ancora. Chi ha l’onore di essere tra le sue conoscenze, di aver scambiato con lui qualche parola, di essere in una delle sue foto, lo sa, conosce il suo modo di raccontare le barzellette, quelle un po’ spinte che in bocca a chi non ne conosce l’arte diventerebbero volgari e scontate, e che invece raccontate da lui diventano teatro di strada, teatro di popolo.

Ed è in teatro che – Domenica 29 Maggio alle ore 21.00, presso il cinema teatro Italia di San giuseppe Vesuviano – Gerardo porterà il suo nuovo spettacolo, dal titolo “Dint’ e fore ‘o vascio”.

‘O Vascio – il basso – è un tratto identificativo della storia di Napoli. Quanta vita che passa dai bassi di Napoli, puoi vederne la quotidianità, un destino che intreccia superstizione e rassegnazione, gioia e disperazione, il poco che basta e il tanto che manca, la fede come compagnia per la solitudine da maledire e venerare all’occorrenza. La Napoli raccontata attraverso la musica degli Spaccapaese, quella che fu e quella che è, quella da ballare, quella da ascoltare con nostalgica commozione. Ma è anche uno spettacolo dal viaggio facile, partendo dai bassi partenopei fino ad arrivare a Buckingham Palace,  in quel di Londra. Gerardo ha trovato giusto rendere omaggio ai novant’anni della Regina Elisabetta con il suo personaggio, Betty. Una regina irriverente e casareccia, svestita dell’aulico mistero e seduta alle nostre tavole come la più inciucessa delle vicine di casa.

Teatro, musica, risate. Il miglior modo per prendere una giornata, e renderla migliore.

Roberta Magliocca

 

 

Gerardo Amarante in Dint’ e fore ‘o vascio was last modified: maggio 12th, 2016 by Roberta Magliocca
12 maggio 2016 0 commenti
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Vivila
In primo pianoParliamonePolitica

Vivila Marcianise: incontri cittadini

scritto da L'Interessante

Vivila Marcianise

Straordinario successo per il nuovo incontro con i cittadini che Vivila Marcianise ha organizzato presso la sede di via Gaglione

Sono intervenute più di duecento persone a sostegno dell’evento dedicato alla presentazione ufficiale del candidato a sindaco, Raffaele Delle Curti, e i suoi consiglieri.

In uno stile semplice, pregno di ironia e convivialità, il giovane avvocato ha mostrato agli intervenuti i volti e le competenze della sua squadra, rinnovando per ognuno degli attivisti e i candidati al consiglio comunale, stima ed ammirazione. Al grido di vota chi vuoi ma vota vivila, special slogan per questa campagna elettorale, Delle Curti ha rimarcato la granitica efficienza della collaborazione, sottolineando  che l’idea  sognante e i  progetti concreti sono più significativi del singolo impegno, specie per quello che riguarda l’ardua impresa dell’amministrazione comunale e il suo rinnovamento.

A moderare la serata è stata l’attivista e addetta stampa, Michela Salzillo, che ha introdotto la proiezione del programma elettorale e l’ intero gruppo in corsa per le amministrative, con viva e partecipata  commozione.

“Ora è tempo di lavorare! La pacca sulla spalla va bene, ma fino ad un certo punto. Adesso abbiamo bisogno del vostro impegno responsabile. Solo insieme possiamo fare del nostro sogno una realtà condivisa”- ha detto il candidato sindaco, rivolgendosi ad platea  fortemente entusiasta.

Con la lettura di Sogna ragazzo, il gruppo civico Vivila ha ribadito la sua intenzione a continuare sulla strada della bellezza.

La serata si è conclusa con un banchetto di prodotti casarecci offerti da alcune attiviste del movimento, per un prosieguo all’insegna dell’allegria e intima convivialità.

Vivila Marcianise: incontri cittadini was last modified: maggio 12th, 2016 by L'Interessante
12 maggio 2016 0 commenti
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speranza
In primo pianoParliamonePolitica

Speranza per Caserta on the road

scritto da L'Interessante

Proseguono gli incontri con la cittadinanza del movimento Speranza per Caserta e MO’ c’è Speranza

Prossimo appuntamento giovedì 12 maggio alle ore 18,00 a Caserta in Piazza Vanvitelli. Un incontro alla “vecchia maniera”, per incontrarsi, per far conoscere le idee dei candidati, per  spiegare quale città immaginiamo e, soprattutto, per recepire l’opinione dei cittadini.

Intervengono tra gli altri:
Francesco Apperti – candidato Sindaco per Speranza per Caserta
Michele Miccolo – Coordinatore Speranza per Caserta
Patrizia Monteforte e Massimo Bellomo (MO! Unione Mediterranea)

Evento FB http://www.facebook.com/events/1106146579450153/

Nei giorni successivi seguono altri interessanti appuntamenti, tra cui spicca quello di sabato 14 maggio alle ore 11,00 per la Costituzione del Comitato sul Referendum Costituzionale vedihttp://www.facebook.com/events/1025649027523013/“

Prossimo appuntamento giovedì 12 maggio alle ore 18,00 a Caserta in Piazza Vanvitelli. Un incontro alla “vecchia maniera”, per incontrarsi, per far conoscere le idee dei candidati, per  spiegare quale città immaginiamo e, soprattutto, per recepire l’opinione dei cittadini.

Intervengono tra gli altri:
Francesco Apperti – candidato Sindaco per Speranza per Caserta
Michele Miccolo – Coordinatore Speranza per Caserta
Patrizia Monteforte e Massimo Bellomo (MO! Unione Mediterranea)

Evento FB http://www.facebook.com/events/1106146579450153/

Nei giorni successivi seguono altri interessanti appuntamenti, tra cui spicca quello di sabato 14 maggio alle ore 11,00 per la Costituzione del Comitato sul Referendum Costituzionale vedihttp://www.facebook.com/events/1025649027523013/“

Speranza per Caserta on the road was last modified: maggio 12th, 2016 by L'Interessante
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scarabeo
CulturaEventiIn primo pianoLibri

Scarabeo di onice blu

scritto da L'Interessante

Scarabeo di Onice blu

I libri sono ancora un posto di apertura verso sé stessi, il mondo e le sue forme. Una dimensione di riflessione e curiosità, anche in quelle città dove tutto sembra da rifare.

È il caso dello scarabeo di onice blu, il giallo-poliziesco di Ciro Tammaro che Sabato scorso si è confermato un successo contemporaneo di degna approvazione.

A presentarlo è stata l’associazione culturale Urbe Marcianise, una voce regionale a ramificazione nazionale, composta da giovani rappresentanti del territorio. L’incontro, che ha tagliato il traguardo alla terza tappa della rassegna letteraria aperitivo con l’autore, si è svolto nell’elegante location del Cafeina Euat Restaurant.

“Bisogna valorizzare il territorio, indirizzare lo sguardo verso ciò che permetta una visione positivistica delle cose, un atteggiamento necessario che solo attraverso la cultura può riacquistare dignità.” È con questo concetto di sentita apertura verso il possibile che il presidente dell’Urbe Marcianise, Antonio Negro, ha dato il via al confronto diretto con l’avvincente storia di Tammaro.

In piena collisione con il messaggio di speranza, rintracciabile chiaramente e senza equivoci tra le pagine dello scarabeo di onice blu, l’intervento preludio della scrittrice Maura Messina si è rivelato un ottimo antipasto di confronto.

È intervenuta, intrecciando la sua storia di sfida con quella originale di Tammaro, l’autrice di  Diario di una Kemionauta, un attestato  di forza, coraggio e creatività salvifica che passa dalla malattia alla chemio con la leggerezza di una sofferenza consapevole e auto ironica.

Lo scarabeo di onice blu: la trama

 Le indagini del commissario Olivares rappresentano il fulcro da cui nasce e confluisce la vicenda.

 Sulla superstrada che da Nola conduce a Villa Literno, a metà  tra le province di Napoli e Caserta, una coppia di turisti americani viene barbaramente assassinata e poi derubata di un prezioso gioiello di onice blu, raffigurante un piccolo scarabeo.

Il giorno dopo una misteriosa donna, Patrizia Ucciero, percorre la stessa strada ignara che il destino in qualche modo ha intrecciato la sua vita a quella dei turisti uccisi.

Viene incaricato delle indagini il commissario Corrado Olivares del commissariato di polizia di Aversa. Egli è convinto che siano coinvolti nel delitto gli immigrati di un campo profughi che sorge alla periferia di Villa Literno, nelle vicinanze del luogo in cui è stato commesso il delitto.

Un losco individuo, Gaetano Ciotola, affiliato al clan camorristico della famiglia Perfetto di Marcianise, si mette alla ricerca ossessiva del gioiello che esercita sulla sua mente una strana ed inspiegabile attrazione.

Dopo numerosi colpi di scena, forze sovrannaturali guideranno il commissario Olivares alla soluzione dell’enigma.

Il romanzo, che potrebbe sembrare un’ ennesima trovata commerciale,  uno squarcio nella cronaca per ricavarne successo, ha poco da invidiare alle visioni speculative sul genere. È un’esigenza di denuncia quella di Tammaro che nasce da un’opinione discordante rispetto a certe dinamiche di contenuto e stile.

Al Gomorra di Saviano dice di dovere tutto è niente: è l’inferno di quei luoghi, il punto di vista di un dramma senza via d’uscita che lo spingono a tessere la trama di una storia diversa, una narrazione all’insegna del riscatto.

“Scrivo saggi da anni, avrei potuto affidare il mio parere sulla questione ad un linguaggio freddo e didascalico, ma ho scelto il romanzo perché arrivasse a più persone possibili. Volevo che libro fosse vicino al lettore, alla sua coscienza”. – ha detto Tammaro all’avvocato Alessio Bonetto, moderatore dell’evento-

Non ha mai condiviso la rilevanza mediatica che viene concessa agli aspetti negativi.

“Credo che se ognuno di noi si rimboccasse le maniche, potremmo uscire vittoriosi da tutta una serie di problemi”.

In totale coerenza con la convinzione che il destino sia qualcosa di concretamente gestibile dall’uomo, attraverso la sua volontà, tutti i personaggi di Tammaro sottintendono un messaggio positivo. Anche il primo antagonista di Olivares, il mafioso senza scrupoli,  agisce secondo un codice morale che, a tratti, pende dalla parte della dignità. Un’ ottica, quella analizzata in questo romanzo, che forse non siamo più abituati a considerare. Si fa presto a chiamare informazione un gossip o a definire fatto un dettaglio privato che garantisca audience. Viaggiando in questa direzione, abbiamo domandato a Tammaro, siamo realmente pronti a guardare il bicchiere mezzo pieno?

Non me lo sono chiesto!, ha detto, so solo che ho bisogno di scrivere e amo farlo in questo modo.

 

Lo scarabeo di onice blu, ad oggi, potrebbe diventare una serie televisiva. È stato, infatti, presentato sia alla Rai che alla Mediaset un progetto per la realizzazione di una serie TV dal titolo le ‘Indagini del commissario Olivares – Il romanzo giallo-poliziesco della Terra dei Fuochi’ e lo ‘Scarabeo di onice blu’ . Inoltre, è un progetto cinematografico allo studio di un paio di registi.

Michela Salzillo

Scarabeo di onice blu was last modified: maggio 10th, 2016 by L'Interessante
10 maggio 2016 0 commenti
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