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spada femminile
In primo pianoSportVolley

SPADA FEMMINILE: LA COPPA EUROPA IL 28 GENNAIO A CASERTA PER IL QUARTO ANNO CONSECUTIVO

scritto da L'Interessante

spada femminile

Spada femminile: la coppa Europa a Caserta per il quarto anno consecutivo

La Coppa Europa di spada femminile, per il quarto consecutivo si svolgerà a Caserta, quest’anno sulle pedane allestite nei saloni del Goldel Tulip Plaza, al viale Lamberti.

Dodici le squadre partecipanti. La vincitrice dell’edizione 2016 Steaua Bucarest (Romania), poi

Beauveai Club d’escrime e Levallois Club d’escrime (Francia), Landes Fecht Club Vienna (Austria), Maison d’escrime Bruxelles (Belgio), Asz Katowice (Polonia), Malvern Team (Regno Unito), G.S. Esercito, A.S. Pro Vercelli, G.S. Aeronautica, Fiamme Oro e la squadra della Asd Giannone Caserta (Italia) composta da Ewa Borowa, Sara Kowalczyk, Emanuela Pagliuca ed Alina Rossacco.

Il 28 gennaio le gare al Goldel Tulip Plaza

L’inizio delle gare, che è previsto alle 9 di sabato 28 gennaio 2017, sarà preceduto da un breve concerto della fanfara della brigata “Garibaldi”, mentre la finale è programmata per le 17 del pomeriggio.

Le medaglie che saranno consegnate alle vincitrici sono state appositamente coniate presso il Centro Orafo Tarì presieduto da Enzo Giannotti, fra gli sponsor dell’iniziativa, sostenuta dal Comune di Caserta, Coni, Federazione Italiana Scherma, Panathlon e Aci Caserta e da vari sponsor.

Al Comune di Caserta presentato l’evento

Alla presentazione, preceduta dalla performance di uno degli allievi della “Fabbrica Wojtila” di Caserta guidata da Patrizio Ranieri Ciu, sono intervenuti il sindaco di Caserta Carlo Marino con l’assessore allo sport Alessandro Pontillo, il presidente regionale della federazione Italiana Scherma Matteo Autuori, il delegato Coni Michele De Simone, il ten.col. Patrizio Frattolillo per la Brigata Garibaldi, il presidente del Gruppo Sportivo Giannone Giustino De Sire ed il consigliere nazionale della Federscherma Gigi Campofreda, il dirigente del Coni Geppino Bonacci, il presidente dell’Aci Antonello Salzano, l’avvocato Marco Del Gaiso per la fondazione Blu 2000, i rappresentanti dell’associazione Arma Azzurra.

La città di Caserta, ancora una volta, dimostra la propria apertura nei confronti di tutto il mondo sportivo ed in particolare verso la scherma, da sempre uno degli sport maggiormente praticati in città.

SPADA FEMMINILE: LA COPPA EUROPA IL 28 GENNAIO A CASERTA PER IL QUARTO ANNO CONSECUTIVO was last modified: gennaio 23rd, 2017 by L'Interessante
23 gennaio 2017 0 commenti
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Storia di Lou
CulturaIn primo pianoLibri

Storia di Lou: il nuovo romanzo di Vincenzo Restivo presentato al Drama Teatro

scritto da L'Interessante

Storia di Lou.

Di Michela Salzillo

È fissata per Martedì 31 Gennaio la prima presentazione al pubblico della nuova fatica letteraria di Vincenzo Restivo. Dopo i tre recenti romanzi, pubblicati dalla Watson edizioni come degli avvincenti e distinti capitoli di una ben apprezzata trilogia degli insetti, continua l’ elaborazione creativa dello scrittore marcianisano in direzione di un confermato rapporto con la casa editrice di esordio. Autore de “ L’abitudine del coleottero”(2014); “Quando le cavallette vennero in città”(2015) e “Il tempo caldo delle mosche”(2016), Vincenzo Restivo si appresta a sorprendere mature e acerbe platee di lettori con una nuova storia; un racconto intenso e rabbioso che, come affermato dallo stesso autore, si traduce in un vero e proprio tripudio della diversità, quella che si ribella ai sotterfugi e grida al mondo la sua identità per rivelarsi e farsi ascoltare da tutti. L’appuntamento col pubblico è dunque confermato per la prossima settimana al Drama Teatro Studio di Curti, ore 18.30. Vincenzo Restivo interverrà nell’ambito della rassegna letteraria Parole D’autore, il ciclo di incontri ad ingresso gratuito  organizzato dal Drama Teatro Studio in collaborazione col prof. Gennaro Celato. A moderare la serata sarà Laura Maria Santonicola, vice presidente di Rain Arcigay Caserta Onlus, una presenza importante che sottolinea il simbiotico rapporto di Restivo con la realtà suddetta, essendone lui stesso membro effettivo. Del resto, pare che sia stata proprio questa esperienza a rappresentare una delle principali fonti di ispirazione su cui si è basata l’ idea embrionale successivamente partorita in Storia di Lou. “ Rain mi ha introdotto  in quello che potrei definire l’ universo della sessualità – ha dichiarato lo scrittore in una recente intervista- facendomene conoscere la moltitudine di sfumature-.

Storia di Lou: la sinossi

Lou è un personaggio molto complesso, che porta dentro di sé l’insopportabile peso di un senso di inadeguatezza nei confronti del mondo e soprattutto del suo corpo, nel quale si trova profondamente a disagio. Lou, infatti, sta per Louis, perché all’anagrafe è un ragazzo. Ma dentro quel corpo maschile si nasconde Louise, la principessa della favola che le raccontava sempre sua madre Carla. Già alcuni anni prima aveva deciso di tagliare via con le cesoie del padre quell’appendice innaturale che le pendeva tra le gambe, ma adesso il suo è solo un corpo mutilato. Sua sorella Eli è invece una ragazzina autistica,

che trova sollievo nello scavare con le dita il terreno del giardino per mangiarne gli insetti. Le uniche persone a comprendere l’importanza che questo rituale rappresenta per il suo equilibrio emotivo sono Lou e la madre, che le lasciano fare liberamente ciò che per tutti gli altri sarebbe una pratica aberrante, innaturale. Ma improvvisamente Carla muore e, essendo anche il padre morto anni prima, a Lou non rimane che una persona a

cui rivolgersi: la zia Flo, sorella della madre, una donna estremamente conformista e perbenista. Lo scontro tra le due si manifesta quasi subito, tuttavia Lou trova un complice nel cugino Even, un giovane paraplegico dalla nascita. Sebbene il primo

approccio tra i due sembri ruvido e sgarbato, forse un’iniziale reazione difensiva alla paura di non essere accettati dall’altro, presto la loro apparente rivalità si evolve in una profonda sintonia, una complicità figlia dell’esigenza di protezione tra esseri

similmente diversi.

Parola D’autore: i prossimi appuntamenti

– 21 Febbraio 2017, Mariano Menna con la raccolta di poesie “Temporali d’Estate” (ed. Limina Mentis)

– 21 Marzo 2017, Domenico Carrara con il romanzo “C’è chi si lamenta della pioggia” (ed. Homo Scrivens).

Storia di Lou: il nuovo romanzo di Vincenzo Restivo presentato al Drama Teatro was last modified: gennaio 23rd, 2017 by L'Interessante
23 gennaio 2017 0 commenti
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De Piante
CulturaIn primo pianoLibri

De Piante Editore: libri perduti in versione pregiata

scritto da L'Interessante

De Piante.

Di Erica Caimi

A Milano nasce un nuovo progetto editoriale, la casa editrice De Piante, che si presenta al mercato con un’idea innovativa e unica nel suo genere: quella di pubblicare “pochi libri per pochi”, per riassumere lo spirito usando il loro stesso slogan.

La neonata casa editrice prende il nome dal suo socio fondatore, Cristina Toffolo De Piante, imprenditrice con esperienza nel settore grafico che condivide quest’ambiziosa avventura con Luigi Mascheroni, giornalista culturale del Giornale, e Angelo Crespi, giornalista e critico d’arte.

De Piante, cosa offre di diverso?

Questa nuova casa editrice del tutto “artigianale” si pone come obiettivo quello di riscoprire opere rare e pubblicare inediti dell’orizzonte letterario italiano proponendo al lettore prose d’arte, reportage, elzeviri, lettere, conferenze, poesie e brevi saggi storico-critici. 

Oltre a dare risalto ai testi “perduti”, un’attenzione particolare verrà riservata all’oggetto libro, che sarà minuziosamente curato sia da un punto di vista tipografico, tra cui scelta della carta e dell’inchiostro, sia da quello estetico, poiché la sovra copertina sarà disegnata appositamente da un artista e cambierà ogni volta. Dulcis in fundo, i fondatori si propongono di sfruttare al massimo le potenzialità culturali del nostro paese, puntando sul 100% made in Italy, per cui il risultato sarà un prodotto rigorosamente italiano dalla A alla Z.

Come ci si può aspettare, i libri pubblicati in un anno saranno pochissimi, ciascuno in tiratura limitata, del resto come recita il motto “pochi libri per pochi”.

Pubblicazioni di De Piante nel 2017

Il primo volume già in vendita è Non posseggo nemmeno una Divina Commedia di Eugenio Montale, opera stampata in 500 esemplari (postfazione di Davide Brullo, copertina firmata dall’artista Roberto Floreani), tra cui si contano 99 copie numerate a mano e 10 copie d’artista. Si tratta di una raccolta di tre lettere inedite del poeta Nobel indirizzate al classicista Manara Valgimigli, datate tra il 1946 e il 1954, le quali ci restituiscono un’immagine inedita dell’artista.

Quest’anno la De Piante ha in programma la pubblicazione di 4 libri in totale con tiratura di circa 300 copie a uscita. In arrivo, un racconto inedito di Piero Chiara su un viaggio in macchina con Ezra Pound dal castello Brunnenburg, un articolo del 1974 di Fruttero e Lucentini che espone quattro immaginarie trame eversive da suggerire ai giornalisti per descrivere gli anni di piombo, e sono in corso trattative per due inediti di Guido Morselli e di Carlo Emilio Gadda.

Un progetto in controtendenza nell’era del digitale, che spera di ricavarsi una minuscola fetta di mercato per sopravvivere, puntando sull’esclusività del prodotto offerto. In effetti, la stessa casa editrice si descrive in questi termini “De Piante Editore si pone come una nuova casa editrice con un progetto editoriale al di fuori e al di là dei percorsi comuni. Culturalmente orientata a ottenere il massimo del profitto, dove per profitto si intende la qualità del prodotto, ed economicamente pensata per realizzare il pareggio di bilancio, ossia con un catalogo contenuto dal punto di vista quantitativo, la casa editrice vuole essere per pochi senza essere elitaria, ambiziosa senza essere arrogante, elegante senza essere vistosa”.

De Piante Editore: libri perduti in versione pregiata was last modified: gennaio 23rd, 2017 by L'Interessante
23 gennaio 2017 0 commenti
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Violenza
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

La violenza umana (e non solo) ha radici antiche

scritto da L'Interessante

Violenza.

di Antonio Andolfi

Uno dei dibattiti più accesi degli ultimi secoli riguarda l’origine della violenza e delle uccisioni all’interno di una specie. L’uomo è naturalmente cattivo o sono le condizioni che scatenano la violenza? La nostra natura o la nostra cultura sono alla base delle guerre, delle lotte e degli omicidi?

L’analisi della nostra storia ha portato a posizioni le più varie, da quella di homo homini lupus (l’aggressione è connaturata all’uomo) a quella del “buon selvaggio” (la cultura occidentale rende tutti più violenti), non riuscendo a chiarire la questione. Un gruppo di studiosi spagnoli di varie università ha preso il toro per le corna e ha esaminato non solo la storia della violenza umana, ma quella di tutto il gruppo animale di cui facciamo parte, i Mammiferi.

L’albero della violenza

In un articolo pubblicato sulla rivista Nature , gli scienziati hanno usato i metodi della biologia evolutiva per ricostruire uno schema filogenetico della violenza letale nei mammiferi. Hanno così elaborato la causa di 4 milioni di uccisioni avvenute nella storia dei mammiferi, basandosi su comportamenti e analisi storiche che riguardano 1.024 specie, la nostra compresa, appartenenti a 137 famiglie. Secondo gli autori, nei primissimi mammiferi solo una morte su circa 300 (0,30%) era causata da membri della stessa specie. Con l’andare del tempo, la differenziazione e la vera esplosione evolutiva tra vari ordini ha portato a stili di vita del tutto differenti, e quindi anche diversi comportamenti per quanto riguarda il rapporto con gli altri.

 Primati di uccisioni

Man mano che passava il tempo e ci si avvicinava ai nostri antenati, seppure lontani, la violenza letale aumentava. E raggiungeva il 2,3% circa negli antenati di primati e tupaie (insettivori del sud-est asiatico, simili a grossi toporagni ma lontani parenti dei primati) e all’1,8% nei veri primati. All’origine della nostra specie questa percentuale era di circa il 2%. Altri animali, come pipistrelli e balene, sembrano molto più pacifici, e hanno una percentuale di uccisioni molto più bassa.

Scritto nei geni? Non solo.

Gli autori concludono quindi che la violenza non è caratteristica di una specie o di un’altra, ma ha basi genetiche (anzi, filogenetiche) che devono essere prese in considerazione, anche quando ci sono stati profondi cambiamenti nello “stile di vita” delle specie. In generale, per esempio, i carnivori sono più violenti degli erbivori. Ma soprattutto contano gli stili di vita. Le cause di questo aumento di percentuale di morti per violenze interne alla specie sono state, infatti, la nascita in mammiferi più vicini a noi di comportamenti complessi, come la territorialità e la vita di gruppo. Vivere assieme e dover difendere le risorse, alimentari o meno, oppure cercare di invadere territori altrui, come fanno oggi gli scimpanzé, ha portato a un aumento del numero di scontri tra animali simili, e quindi a morti causate da questi scontri. Le cose si sono complicate quando nella nostra specie è subentrata la cultura, che ha fatto diventare più complessi ed estremamente diversificati i rapporti tra gli uomini. Per chiarire il quadro, il gruppo di ricerca ha cercato di capire come fossero andate le cose anche nel Paleolitico (da 2,5 milioni a 10.000 anni fa), nel Mesolitico (dal 10000 all’8000 a.C.) e in altri periodi anche recenti. Il risultato è che la percentuale di violenza varia moltissimo nel tempo, e può arrivare al 15-30% tra i 3.000 e i 500 anni fa. Per diminuire poi quando il compito di usare la violenza, se necessaria, è stato assunto dagli Stati e dalla polizia. Anche se l’idea è interessante, ci sono molte obiezioni a questo studio. Una prima è del tutto intuitiva: non è facile stabilire quale fosse la percentuale di morti ammazzati qualche migliaio di anni fa, e in specie lontane da noi nel tempo e nello spazio. Una seconda obiezione riguarda la pesante influenza nella specie umana della cultura, che può variare di molto la percentuale di omicidi da una società a un’altra, anche se vicine, e da un’epoca alla successiva. Nonostante i dubbi, però, uno studio che faccia notare come la violenza all’interno della linea filetica cui appartiene una specie sia un fattore da tenere in considerazione quando si studiano le società animali, e umane, è estremamente interessante e innovativo.

 

La violenza umana (e non solo) ha radici antiche was last modified: gennaio 23rd, 2017 by L'Interessante
23 gennaio 2017 0 commenti
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casertana
CalcioIn primo piano

CASERTANA: ALLA RIPRESA CON VITTORIA. SI AGGIUDICA IL DERBY CON LA PAGANESE 2 – 0

scritto da L'Interessante

casertana

di Pasquino Corbelli

Casertana: due punti salvezza strizzando l’occhio ai play off

La Casertana riprende il campionato con una vittoria.  Il derby del Pinto è caratterizzato dal forte e gelido vento che condizionano non poco le giocate in campo e dai pochi tifosi presenti sugli spalti. Questo perché le autorità hanno autorizzato l’ingresso allo stadio ai soli abbonati a causa degli incidenti avvenuti nel dopo partita dell’andata tra le opposte tifoserie dopo la vittoria dei falchetti grazie ad un realizzato da Orlando a tre minuti dal 90’.

Primo tempo

Minuto 11° Giannone spreca una facile occasione su perfetto assist di Corado sparando sopra la traversa a pochi passi dal portiere.   La reazione della Paganese arriva al 30’ grazie a Maiorano con un forte tiro dal basso in alto, aiutato anche dal vento che Ginestra riesce a toccare e a deviare sulla traversa. Sulla ribattuta Reginaldo insacca in acrobazia ma la rete è annullata per fuorigioco.

Secondo tempo e la Casertana fa suo il derby

Ripresa al 5’ registriamo un tiro da fuori area di Mauri che Ginestra para con un intervento plastico. Quattro minuti più tardi la Casertana passa, cross di Giannone dalla destra che Ciotola corregge in rete con una mezza girata. Al 74’ azione prolungata della Casertana con De Marco che ruba palla alla difesa ospite, si invola in area e dopo aver superato anche il portiere calcia di precisione ma il pallone torna in campo e il rossoblù ribadisce in rete con la difesa che ancora ribatte. La sfera finisce sui piedi di De Filippo che riesce ad insaccare. Al 84’ la Casertana ancora vicino al gol con il neo entrato Colli che servito da De Filippo è autore di un gran tiro dal limite che lambisce il palo alla sinistra di Chiriac. Dopo una serie di sostituzioni da una parte e dall’altra, il direttore di gara concede quattro minuti di recupero durante i quali non succede più nulla e le squadre guadagnano il caldo degli spogliatoi.

La Casertana è confortata dall’applauso dei pochi intimi presenti sugli spalti. Il nuovo anno comincia sotto buoni auspici.

Il tabellino

CASERTANA: Ginestra 6, Finizio 6, Ramos 6, Giorno 6 (68’ Carriero), Rainone 6, D’Alterio 6, De Marco 6, Rajcic 6, Corado 6.5, Giannone 6 (80’ Colli), Ciotola 6 (64’ De Filippo). A disp.: Fontanelli, Pezzella, Magnino, Bernardes, Diallo. All.: Tedesco 6

PAGANESE: Chiriac 6, Della Corte 6, Silvestri 6, Pestrin 6, Picone 6 (87’ Longo), Alcibiade 6, Herrera 6, Mauri 6 (70’ Zerbo), Reginaldo 6, Maiorano 6 (80’ Stoia), Ciciarelli. A disp.: Coppola, Mansi, Parlati, Caruso, Stoia, Bernardini, Tagliavacche, Camilleri. All.: Grassadonia 6

ARBITRO: Andrea Capone di Palermo 6

ASSISTENTI: Palermo e Falco di Bari

RETI: 54’ Ciotola (C), 74’ De Filippo (C)

AMMONITI: Reginaldo (P), Rajcic (C), Mauri (P), Corado (C), Colli (C)

ANGOLI: 3-2 per la Casertana.

SPETTATORI: circa 300 (ingresso concesso ai soli abbonati)

RECUPERO: 1° tempo 0 – 2° tempo 4’

CASERTANA: ALLA RIPRESA CON VITTORIA. SI AGGIUDICA IL DERBY CON LA PAGANESE 2 – 0 was last modified: gennaio 22nd, 2017 by L'Interessante
21 gennaio 2017 0 commenti
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terremoto
AttualitàCronacaIn primo pianoParliamone

La Protezione civile ci dice cosa fare in caso di terremoto

scritto da L'Interessante

Terremoto.

di Antonio Andolfi

La Protezione Civile sul suo sito fornisce una serie di consigli da seguire prima, durante e dopo un terremoto

IN CASO DI SCOSSA, PRIMA DI TUTTO IDENTIFICARE POSTI SICURI ALL’INTERNO E ALL’ESTERNO 

  • Sotto mobili robusti, come per esempio una pesante scrivania o un tavolo.
  • Contro un muro interno.
  • Lontano da dove vetri potrebbero frantumarsi (come nei pressi di  finestre, specchi, quadri) o da dove librerie pesanti o altri mobili pesanti potrebbero cadere.

All’esterno, lontano da edifici, alberi, linee telefoniche ed elettriche, cavalcavia  o autostrade sopraelevate.

In dettaglio,

  • Se sei in luogo chiuso cerca riparo nel vano di una porta inserita in un muro portante (quelli più spessi) o sotto una trave.

Ti può proteggere da eventuali crolli

  • Riparati sotto un tavolo.

È pericoloso stare vicino ai mobili, oggetti pesanti e vetri che potrebbero caderti addosso

  • Non precipitarti verso le scale e non usare l’ascensore.

Talvolta le scale sono la parte più debole dell’edificio e l’ascensore può bloccarsi e impedirti di uscire

  • Se sei in auto, non sostare in prossimità di ponti, di terreni franosi o di spiagge.

Potrebbero lesionarsi o crollare o essere investiti da onde di tsunami

  • Se sei all’aperto, allontanati da costruzioni e linee elettriche.

Potrebbero crollare

  • Rimani lontano da impianti industriali e linee elettriche.

È possibile che si verifichino incidenti

  • Sta lontano dai bordi dei laghi e dalle spiagge marine.

Si possono verificare onde di tsunami

  • Evita di andare in giro a curiosare e raggiungi le aree di attesa individuate dal piano di emergenza comunale.

Bisogna evitare di avvicinarsi ai pericoli

  • Evita di usare il telefono e l’automobile.

È necessario lasciare le linee telefoniche e le strade libere per non intralciare i soccorsi

CHE COSA FARE DOPO LE SCOSSE

Due semplici consigli che non salvano la vita, ma aiutano i soccorsi.

Primo: togliere la password al Wi-Fi, in modo da facilitarne l’uso per aiutare i soccorsi. 

Secondo: se Facebook ha attivato il Safety Check, il servizio che permette alle persone nelle zone interessate dalle scosse di segnalare ai propri amici dove ci si trova, e se voi siete su Facebook, fate sapere che state bene. È un modo indiretto per indirizzare i soccorsi dove c’è davvero bisogno.

La Protezione civile ci dice cosa fare in caso di terremoto was last modified: gennaio 20th, 2017 by L'Interessante
20 gennaio 2017 0 commenti
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cane
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Tu mi ignori, io soffro Ansia da separazione nel cane e stili di attaccamento dei proprietari

scritto da L'Interessante

Cane.

Di Luigi Sacchettino

Cari lettori interessati questa settimana continuiamo a parlare dell’influenza che il comportamento del proprietario può avere sullo sviluppo di alcuni stati di disagio nel cane

Dopo aver riportato lo studio sul proprietario aggressivo, ci spostiamo su quello evitante.

Lo studio a cui faccio riferimento è stato pubblicato nel febbraio 2015 su Plus One, ad opera del dipartimento di etologia, Università di Budapest, con la firma di Veronika Konok, András Kosztolányi, Wohlfarth Rainer, Bettina Mutschler, Ulrike Halsband,  Ádám Miklósi.

Come abbiamo potuto notare precedenti ricerche avevano suggerito che l’atteggiamento dei proprietari verso i loro cani  poteva  contribuire ad una varietà di problemi di comportamento del cane;  gli autori di suddetto studio presuppongono che cani con disordini correlati alla separazione chiedano sostegno in maniera differente al proprietario rispetto a ciò che avviene in cani definiti “normali”.

La ricerca ha suggerito che questi cani possano avere uno stile di attaccamento insicuro. Nel presente studio veniva investigato se lo stile di attaccamento e i tratti di personalità del proprietario nonché la personalità del cane potessero influenzare il verificarsi di un evento d’ansia in seguito alla separazione. Veniva sottoposto a circa 1500 proprietari un questionario  con una serie di domande per investigare il rapporto col proprio cane e si è così scoperto che  i proprietari con il punteggio più alto mostravano un  attaccamento evitante, che era in relazione con un aumento degli eventi di ansia da separazione.

I risultati hanno suggerito che i proprietari con un attaccamento evitante possano facilitare lo sviluppo dell’ansia da separazione nei cani. Si è presunto che i proprietari evitanti siano meno sensibili alle esigenze del cane e non riescano ad essere una base sicura per il proprio cane quando necessario. Come risultato i cani formano un attaccamento insicuro e possono sviluppare più facilmente tale alterazione. Gli autori hanno aggiunto che ci possano essere spiegazioni alternative dei risultati e che le discussioni e studi a riguardo siano in evoluzione.

Insomma, è tutto in divenire. Ma qualcosa torna. Partiamo prima dagli umani: cosa s’intende per  attaccamento evitante?

Ce lo sintetizza egregiamente Grazia Attili, nel suo libro Attaccamento e Amore.  A  partire dagli studi dell’etologia, l’autrice spiega le radici biologiche che stanno alla base delle  relazioni affettive e sessuali e ripercorre tappe e snodi dei legami di coppia.

“Per attaccamento verso una persona- spiega l’Autrice- s’intende quel sentimento che si prova quando ci sentiamo legati a qualcuno per sicurezza ed abitudini e può essere declinato in vari stili”. Quello a cui fa riferimento lo studio cane- proprietario è di tipo evitante/distanziante e in un rapporto madre- figlio umano comporterebbe:

  • una madre che non forma una base sicura e forma nel figlio l’idea che non è degno di essere amato;
  • una madre che lo vuol far diventare presto “ometto “;
  • una messa in atto di falsa autonomia (negazione dei bisogni);
  • il bambino viene spinto ad essere il più bravo e cresce il senso di competizione in lui, è solo abituato ad obbedire agli ordini del genitore;
  • nei rapporti da adulto non chiederà nulla a nessuno perché crederà che gli altri non sono disposti ad aiutarlo;
  • sopprime le sue emozioni per non essere “rifiutato“, rifiuta i sentimenti e li ritiene ridicoli;
  • è pronto ad usare gli altri, attribuzione di interesse e disvalore degli altri.

 E’ vero che gli studi sull’attaccamento tra uomo e cane hanno bisogno di ulteriori investigazioni ma volendolo trasporre questi punti nel rapporto cane proprietario cosa descriveremmo?

Il  proprietario che esce senza salutare il suo amico a quattro zampe.

Rincasa senza salutarlo.

Il  cucciolo che non può sbagliare perché deve crescere in fretta; non sono concesse  esplorazioni, deiezioni fisiologiche, utilizzo della bocca.

Il  cane guarda ripetutamente il proprietario- o gli va vicino- quando è in difficoltà e il proprietario resta immobile.

Se il suo cane fa rissa al parco l’umano non sostiene né lo accoglie, ma rimprovera direttamente senza cercare di capire cosa può essere successo.

Il cane richiede attenzioni e il proprietario lo ignora, nonostante il disagio del cane cresca.

Il cane raggiunge il proprietario, che guarda la tv mentre è steso comodamente sul divano, per il momento coccola ma quest’ultimo lo ignora o si alza e se ne va.

Il proprietario imposta la relazione soltanto sulla sfera comandi.

Il cane che vive in giardino in isolamento sociale, la cui unica compagnia è rappresentata dai sette nani.

Insomma, la lista è lunga.

Un attaccamento evitante potrebbe quindi aumentare lo stato d’ansia del nostro cane.

Il quale non ha scelto di vivere con noi. Non è venuto da solo a casa nostra. Non è fuggito

dal canile per raggiungerci. Non ci ha acquistati in allevamento.

E’ stata una nostra scelta di responsabilità.

Tocca a noi trovare il tempo e le risorse per il suo benessere. E per farlo ci vuole la capacità di imparare a leggere la mente dell’altro.

Per farlo, bisogna essere una base sicura e di sostegno allo sviluppo.

È facile demolire; il difficile è far crescere.

Tu mi ignori, io soffro Ansia da separazione nel cane e stili di attaccamento dei proprietari was last modified: gennaio 20th, 2017 by L'Interessante
20 gennaio 2017 0 commenti
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amore
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Amore: un caso del destino. La leggenda del filo rosso

scritto da L'Interessante

Amore.

Di Michela Salzillo

Il cuore è una lingua, comincia a parlare prima che subentri in noi la parola, il concetto definito, quello che spesso complica le cose. Non c’è grammatica che sia più difficile di quella parlata dai sentimenti, e lo impariamo quasi subito: ce lo insegnano gli imprevisti non calcolabili, quelli che di solito arrivano per scomporci le abitudini e le convinzioni. È negli improvvisi giusti che cominciamo a capire quanto sia fondamentale l’amore, non importa se non sappiamo bene come chiamarlo, quale vestito fargli indossare o quale camera mettergli a disposizione, perché il cuore di queste cose non sa nulla, conosce solo l’urgenza di dare o restituire vita, e lo fa a prescindere da ogni ragionevole limite. Non è una cosa semplice l’amore, confina spesso con l’innamoramento, la passione, e a volte ci confonde: è un movimento universale, una legge senza deontologie precise; è una energia ciclica e rigenerante che, come qualcuno scriveva, move il sole e l’altre stelle. È un legame che lascia liberi; è un bisogno senza dipendenza; è un divertimento, anche un impegno, in grado di appagare l’anima, e quando da cosmico si trasforma nella viva presenza di qualcuno, in grado di essere il nostro fianco irrinunciabile, diventa subito il desiderio perfetto verso cui conciliamo tutti i nostri migliori intenti. A volte è anche doloroso, e forse non c’è nulla di sbagliato in questo: gli amori non corrisposti, ad esempio, non sono di certo il migliore augurio da fare, agli altri come a sé stessi, ma è proprio attraversando questo tipo di dimensione che si impara ad assaggiare il frutto maturo del sentimento; in questo modo si giunge a capire che di certo l’amore è la regola delle nostre più profonde volontà, ma lo stare insieme è una eccezione che spesso sbaglia i tempi. La difficoltà, infatti, non è trovare l’amore, ma scorgere qualcuno che si innamori di noi nell’ istante in cui ci accade la stessa cosa, e che poi resti a viaggiare sul nostro stesso binario, al medesimo ritmo delle nostre esigenze. Detta così, sembra la cosa più complicata del mondo, soprattutto per chi ha collezionato più amori sbagliati che gioie da cofanetto, ma state tranquilli!  Anche in questo caso la speranza è pronta a morire per ultima, a dirlo è una bellissima leggenda cinese a cui, sognatori o no, vale la pena dar credito.

Siamo destini che si uniscono: per trovare l’ amore basta seguire un filo rosso

Secondo un’antica leggenda, che le maggiori testimonianze fanno confinare con la tradizione cinese – poi adottata anche dal Giappone – ci sarebbe un filo rosso in grado di legare le persone destinate a incontrarsi: a prescindere dal tempo, luoghi o circostanza. Il filo può allungarsi, aggrovigliarsi, ma non potrà mai spezzarsi. Anche se le due anime non dovessero mai arrivare a incontrarsi, il filo resterà sempre attaccato alle loro dita, invisibile, nascosto ai loro occhi.

 

C’era una volta… un bellissimo racconto d’ amore

  C’era una volta, un uomo di nome  Wei, che – rimasto orfano di entrambi i genitori quand’era ancora un bambino – aveva maturato negli anni un unico  desiderio: quello di sposarsi e costruire una grande famiglia; nonostante gli sforzi e le buone intenzioni, però, era giunto all’età adulta senza essere riuscito a trovare una donna da prendere in moglie.

 Un giorno, durante uno dei sui viaggi, il giovane Wei incontrò, sui gradini di un tempio, un anziano scrupolosamente impegnato a consultare un libro. Wei, incuriosito, chiese all’uomo cosa stesse leggendo; l’anziano, che si identificò come il Dio dei matrimoni, dopo aver adocchiato una pagina del volume, confessò a Wei di conoscere l’identità della donna che gli sarebbe rimasto a fianco per tutta la vita.

Durante la visione, però, tenne a specificare che al momento era una bimba di soli tre anni, quindi avrebbe dovuto attenderne altri quattordici prima di riuscire a conoscerla. Wei, nonostante fosse rimasto deluso dalla risposta, chiese cosa contenesse il sacco che aveva notato già da prima alle spalle del saggio; l’uomo rispose che lì dentro era custodito del filo rosso, destinato a legare i piedi di mariti e mogli. Un filo invisibile e impossibile da tagliare, in modo da permettere alle due persone legate tra loro di sposarsi.

Quelle parole, indubbie portatrici di un ottimo messaggio, non furono per nulla di aiuto a  Wei che, per sentirsi libero di scegliere da solo, senza il vincolo del destino, la donna da sposare, ordinò al suo servo l’ uccisione della  bambina destinata a diventare sua sposa,almeno secondo quanto raccontato dal vecchio saggio. Il servo, come richiesto, pugnalò la bambina, ma non la uccise: riuscì soltanto a ferirla alla testa.

 Wei, dopo l’accaduto, si rassegnò a vivere la sua solita vita, confrontandosi spesso con quel  vuoto incolmabile. Quattordici anni dopo da quelle vicende, ancora celibe, conobbe una bellissima ragazza: aveva diciassette e proveniva da una famiglia agiata, fu con lei che si sposò. In tutti quegli anni sua moglie aveva sempre indossato una pezzuola sulla fronte e Wei, che ne aveva sempre rispettato il mistero, un giorno le chiese per quale motivo non  la togliesse mai, nemmeno per lavarsi. Fu così che la donna, in lacrime, raccontò che quando aveva tre anni fu accoltellata da un uomo. Il folle gesto le aveva procurato una profonda cicatrice sulla fronte, quella che per vergogna   nascondeva accuratamente sotto a delle bende.  Udire quelle parole per Wei fu come ricevere una pugnalata, in un istante si ricordò dell’incontro con il Dio dei matrimoni, di ciò che gli aveva predetto, e del successivo ordine che dette al suo servo. Confidare a sua moglie di essere stato il diretto artefice del tentato omicidio a suo danno, le parve la cosa migliore da fare. Conoscere la verità, però, non danneggiò di certo il loro amore, anzi , si rivelò un sigillo ulteriore sulla loro unione, oltre che una valida conferma del fatto che al destino nulla è impossibile.

Amore amore.

 

 

 

 

Amore: un caso del destino. La leggenda del filo rosso was last modified: gennaio 20th, 2017 by L'Interessante
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Congiuntivo a 5 stelle!

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Congiuntivo a 5 stelle! was last modified: gennaio 20th, 2017 by L'Interessante
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JUVECASERTA: FIRMA DIAWARA. CONTINUA LA VENDITA DEI MINI ABBONAMENTI

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Juvecaserta

Juvecaserta firma Diawara

La Juvecaserta Pasta Reggia comunica di aver sottoscritto un accordo fino al termine della corrente stagione sportiva con il giocatore Yakhouba Diawara, ala di 201 cm di nazionalità francese. Nato a Parigi il 29 agosto del 1982, dopo l’attività giovanile in Francia, si è trasferito alla Pepperdine University con la cui maglia ha disputato il campionato NCAA nelle stagioni 2003/4 e 2004/5. Dopo la summer league con i Minnesota Timberwolves, è ritornato in Francia a Bourgogne e, poi, a febbraio del 2006 è approdato alla Fortitudo Bologna con cui ha preso parte al campionato italiano ed a 5 gare di Eurolega. Nel 2006 ha esordito in NBA con i Denver Nuggets dove è rimasto per due stagioni prima di essere ceduto ai Miami Heats dove è rimasto fino alla stagione 2009/10. L’anno successivo è tornato in Italia nelle fila dell’Enel Brindisi (30 partite, 13,6 punti). Nel 2011/12 ha firmato per la Cimberio Varese (36 partite, 15,2 punti in media) e l’anno successivo alla Reyer Venezia (33 partite con una media di 13,1 punti). La stagione 2013/14 l’ha iniziata in Francia con i Gravelines Dunkerque, partecipando al massino campionato francese ed alla Eurocup. A marzo è tornato alla Openjobmetis Varese con cui ha concluso la stagione disputando 24 partite con una media di 13,2 punti. Ritornato in NBA ai Memphis Grizzlies nel 2015/16, a novembre ha firmato con il Limoges con cui ha disputato 24 gare di campionato, 6 di Eurolega ed 8 di Eurocup. È stato componente delle nazionali francesi U18 (con cui ha vinto un campionato europeo) ed under 20, oltre che partecipare ai Campionati europei ed alle Olimpiadi di Londra con la maglia della nazionale transalpina.
«Khouba – sottolinea coach Dell’Agnello – ci aveva favorevolmente impressionato la scorsa settimana nel corso degli allenamenti che ha sostenuto con noi. È sicuramente un giocatore esperto del campionato italiano che nel prosieguo di questa stagione potrà darci molto anche e soprattutto dal punto di vista tattico».
«Dopo aver avuto certezza delle sue condizioni fisiche – evidenzia il gm Guastaferro – ci siamo attivati per stringere un accordo con un giocatore sulle cui qualità non esistono dubbi e che, oltre tutto, è un perfetto conoscitore del nostro campionato. Credo, perciò, che possa darci una valida mano in questo girone di ritorno. Mi auguro che i nostri tifosi possano apprezzare questo ulteriore sforzo sostenuto dalla società ed esserci ancor più vicini anche sottoscrivendo, eventualmente, il mini-abbonamento per il girone di ritorno».

Continua la vendita degli abbonamenti per il girone di ritorno

Continua la vendita degli abbonamenti per il girone di ritorno! La promozione che ha visto alcuni giocatori bianconeri svestire i panni di cestisti per lo spot promozionale, non è ancora decollata, ma si spera che i nuovi ingaggi, realizzati e promessi, facciano “riscaldare” i tifosi casertani ancora infreddoliti e non soltanto dal clima. Ancora poco tempo per abbonarsi! 
Ricordiamo tutti i dettagli per sottoscrivere l’abbonamento:
C’è tempo fino alla gara interna con Varese in programma il 29 gennaio al PalaMaggiò.  Si potrà assistere alle otto gare del girone di ritorno del campionato di Lega A in programma al Palamaggiò.
Gli abbonamenti saranno in vendita presso la Ticketteria in via Gemito, a Caserta, oppure online all’indirizzo del circuito Go2.it presente sul sito web ufficiale della Juvecaserta.
Questi i prezzi. 
  Parterre centrale euro 586,00 con prevendita euro 10,00 = euro 596,00
  Parterre  centrale under18  euro 400,00 + 10.00 =  euro 410,00
  Parterre euro 293,00 +5,00 = euro 298,00
  Parterre under18 euro 186,00 + 5,00 = euro 191,00
  Tribuna Pasta Reggia euro 170,00 + 3,00= euro 173,00
  TribunaPasta Reggia under 18 euro 114,00 + 3,00 = euro 117,00
  Tribuna numerata euro 138,00 + 2,00= euro 140,00
  Tribuna numerata under18 euro 90,00 + 2,00 = euro 92,00
  CurvaAncilotto e 4 stelle euro 58,00 + 1,00 = euro 59,00
  CurvaAncilotto e 4 stelle under18 euro 42,00 + 1,00 = euro 43,00
  Per under 18 si intendono coloro che al momento della sottoscrizione dell’abbonamento non hanno ancora compiuto i 18 anni di età. I bambini di età inferiore ai 6 anni hanno diritto all’ingresso gratuito.
Parterre –   L’abbonamento di parterre centrale è valido per tutte le gare interne che la Juvecaserta disputerà al Palamaggiò e dà diritto ad un pass familiare per il parcheggio riservato.  Tutti gli abbonamenti, sono validi esclusivamente per le gare del girone di ritorno della stagione regolare che la Juvecaserta disputerà al Palamaggiò e danno diritto alla prelazione su tutte le partite interne che saranno disputate dopo la conclusione della regular season. Eventuali gare non disputate, per qualsivoglia motivo, non daranno diritto ad alcun rimborso.
In occasione di particolari incontri casalinghi, motivi di ordine pubblico potrebbero indurre le forze dell’ordine a riservare la curva “Quattro stelle” alla tifoseria ospite. In tal caso gli abbonati a tale settore saranno trasferiti in un altro ordine di posto individuato dalla società d’intesa con le forze dell’ordine.

JUVECASERTA: FIRMA DIAWARA. CONTINUA LA VENDITA DEI MINI ABBONAMENTI was last modified: gennaio 17th, 2017 by L'Interessante
17 gennaio 2017 0 commenti
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