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L'Interessante

Rosso
CulturaEventiIn primo pianoTeatro

Rosso Vanvitelliano alla Reggia di Caserta

scritto da L'Interessante

Rosso Vanvitelliano

Rosso Vanvitelliano alla Reggia di Caserta

La città di Caserta produce arte ed artisti

        Sabato prossimo 23 luglio alle ore 20.30 è di scena Rosso Vanvitelliano, l’opera teatrale della città della Reggia. È il primo esempio di una autonoma produzione culturale della città di Caserta con i giovani artisti del Laboratorio Tradizione & Traduzione del Teatro Stabile di Innovazione “Fabbrica Wojtyla” città di Caserta.

        Un prodotto totalmente cittadino, già richiesto a Trieste ed ora anche a Napoli dallo storico direttore di Teatro Spazio Libero, Vittorio Lucariello, l’autorevole promotore con Amelio del post-modernismo, che parla dello spettacolo come la nuova avanguardia dove Caserta ha anticipato persino Spoleto e l’Arlecchino: on to freedom di Tim Robbins.

        Rosso Vanvitelliano, così già vanto di Caserta, è una anticipazione delle azioni culturali, coordinate da Vincenzo Mazzarella, di valorizzazione di Palazzo Reale concordate nella convenzione sottoscritta dal direttore Mauro Felicori con l’amministrazione del Comune di Caserta nell’ambito del progetto della Regione Campania Tradizione & Traduzione finanziato dal Piano d’Azione per la Coesione.

        Una rappresentazione teatrale itinerante unica nel suo genere che coinvolge tutte le stanze storiche visitabili del Palazzo Reale: oltre trenta artisti con i testi originali di Rosso Vanvitelliano dedicati  alla Reggia di Caserta da Patrizio Ranieri Ciu.

        «L’istante in cui Luigi Vanvitelli, fermo di fronte alla vasta distesa scelta da Carlo III, ha visto concretizzarsi nella sua mente l’immagine della Reggia di Caserta fu all’ora del crepuscolo. Il tramonto alla Reggia di Caserta è infatti magico: il sole penetra le finestre o gli alberi nel parco dando a stanze e giardini una luce impareggiabile».

       Rosso Vanvitelliano, spettacolo serale di eccellenza, prende infatti il via nella Reggia di Caserta al tramontar del sole. Gli appartamenti storici rivivono nel percorso teatrale le autentiche storie del nostro patrimonio culturale. Vicende umane, drammi, ricordi, emozioni, momenti tristi e allegri, situazioni tragicomiche, buffe o intime, tutte evocazioni vissute nel Palazzo Reale più grande del mondo che si tingono di un rosso vitale.

        È il passato culturale, vissuto alla Reggia da uomini come Filangieri, Cuoco, Goethe, Dumas, che incontrando l’attualità mascherata da Policinella ci accompagna all’appuntamento con i protagonisti: Vanvitelli, il grande ideatore del complesso architettonico nel suo monologo a Dio, Hackert ed i suoi disegni, Graefer alle prese con il Giardino inglese, le dicerie di Corte su Maria Carolina con accanto Emma Lyon, la prostituta inglese, particolarmente intima della Regina con les attitudes, danze velate che accesero l’interesse del suo amante, l’ammiraglio Nelson. Si rievoca lo scontro di questi con Caracciolo ed i rivoluzionari del ‘99, la politica di corte nelle mani di Acton e del reggente Tanucci, la repressione del Cardinale Ruffo, la violenza di Gennaro Rivelli, il menino del Re, mentre nelle cucine Ferdinando è alle prese con il sartou di riso e con una cameriera di corte che insegue le quattro principessine nate alla Reggia destinate a divenire le regine di tutta l’Europa. Un emozionante viaggio nel tempo che permette l’incontro con Eleonora Pimentel e Luisa Sanfelice, dame di Corte poi rivoluzionarie e messe a morte, ed ancora con Paolina e Carolina Bonaparte, le sorelle di Napoleone che anche a Caserta allestirono le loro famose feste in maschera e con Maria Sofia, regina soldato, ultima dei Borbone a lasciare Palazzo Reale. Tutto negli splendidi costumi delle diverse epoche.

        In ogni angolo della Reggia quindi c’è un segno della vita che è passata tra un testo ironico sulla lettura ed un sogno, tra un pensiero ed un dipinto. Ma non tutto è evocazione: nelle stanze finali del percorso la nuova sorpresa: è la voce umana dell’oggi. «Che siamo?» ci chiede. Perché tra tante voci della Storia il viaggio nella Reggia è un pretesto per ricordare che l’umanità ha ancora tanto da imparare.

       Ingresso con spettacolo e visita agli appartamenti storici, per l’occasione al costo solo di 1€ il che certifica come la volontà del Ministero, della Reggia e della città di Caserta come protagonista hanno un obbiettivo comune: la diffusione della Cultura.

Rosso Vanvitelliano alla Reggia di Caserta was last modified: luglio 18th, 2016 by L'Interessante
18 luglio 2016 0 commenti
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Gomorra
CulturaIn primo pianoTv

Gomorra: provini e conseguenze

scritto da L'Interessante

Gomorra

La redazione de L’interessante è stata luogo fertile di un esperimento sociologico e antropologico del tutto involontario e sorprendente.

Ci siamo trovati, senza volerlo davvero, o meglio, senza che questo fosse il nostro intento, spettatori di un fenomeno che ci era giunto alle orecchie come possibile, ma che mai avremmo pensato fosse vero in ogni sua descrizione, per nulla esagerato o inventato.

Anche perché, per colpa o per gloria, noi de L’Interessante, la serie Gomorra non l’abbiamo mai vista, non suscitando in noi alcun interesse né lavorativo, né privato. 

Ma i comunicati stampa che giungono in redazione, se di interesse pubblico, li pubblichiamo. E così abbiamo fatto poco più di un mese fa, l’8 Giugno scorso. Abbiamo provveduto, infatti, a pubblicare tramite i nostri canali, un comunicato riguardante i provini della terza stagione della serie più vista e discussa del momento. Ci teniamo a precisare che tale articolo, chiaramente e senza possibilità di equivoci, parlava di una giornata di provini già conclusa, il giorno precedente, e che – almeno in quel luogo – non ce ne sarebbero state altre.

Insomma, un articolo come un altro. Se non per le reazioni che ha scatenato in giro per il web. 

L’effetto Gomorra non si è fatto attendere

Ignorando il fatto che fossimo una testata giornalistica e non un’agenzia di produzione, e anche questo è chiaro alla prima occhiata entrando nel nostro sito, saltando la parte che affermava “i provini si sono tenuti ieri, unica data”, giovani e meno giovani ci hanno contattato – e ci contattano ancora oggi – volendo fissare appuntamenti per sostenere il provino.

Posto che sarebbe bene leggere il testo di un articolo e non solo il titolo, almeno se si ha intenzione di interagire in un secondo momento, il punto non è questo. Quello che ha attirato la nostra attenzione di questo effetto collaterale, è stato il tipo di messaggi che hanno letteralmente intasato le nostre caselle di posta elettronica. 

  • Sono disperato per mio figlio che vorrebbe tentare di far parte di questo casting meraviglioso
  • Ciao mi chiamo Francesco ho 17 anni sono di barra e il mio sogno e entrare nel mondo cinematografico ,nel caso vi rimango il mio numero
  • “SI NU ME CCHIAMMAT VE SVIT A CAP AGOPP O COLL ….. .
    AHAHAHHH. .SCHERZO…ERO GIÀ ENTRATO NELLA PART
  • SAREBBE BELLISSIMO…IL MIO SOGNO NEL CASSETTO…..CONTATTATEMIIIIIIIIIII VI PREGOOOOOOO
  • ciao mi chiamo salvatore e il mio sogno partecipare a questa serie sono del 72 e ho una figura interessante posso partecipare eccome
  • MI CHIAMO CONSIGLIA HO 32 ANNI SONO NAPOLETANA, HO I CAPELLI LUNGHI CASTANO SCURO E OCCHI VERDI E SONO ALTA 169 SPERO DI ESSERE CONTATTATA PER POTER PARTECIPARE

Questi sono solo alcuni messaggi giunti in redazione. Non vogliamo parlare della natura delle candidature che – per forma, lingua e contenuto – lascia molto a desiderare. Ma, ancora una volta, il punto non è questo.

Quello che ci siamo chiesti rimanda ad un altro piano della realtà: i ragazzi che hanno come unico sogno raggiungere fama e successo attraverso Gomorra, sanno di cosa stiamo parlando? Non parlo delle condizioni di vita di alcune zone di Napoli e del casertano perchè, purtroppo, molti di questi ragazzi le conoscono certo meglio di me vivendoci appieno le giornate e, forse per questo, volendo scappare cercando il riscatto del successo.

Parlo del fenomeno Gomorra, di questa pagliacciata che ci ha reso tutti un medesimo personaggio dalle stesse battute, lontanissimi da una realtà che il regista ora e lo scrittore Roberto Saviano in passato, hanno voluto spettacolarizzare per un proprio ritorno economico e di immagine fregandosene di un popolo che a fatica tenta di salvare un briciolo di dignità e rispetto.

Quindi, ragazzi, volevamo dirvi due cose. La prima è un’informazione di servizio: siamo un giornale online. Non organizziamo provini per Gomorra e non abbiamo alcuna informazione a riguardo. La seconda è un consiglio: non cadete nella trappola del fumo negli occhi, perchè di reale queste situazioni non hanno nulla. Amate recitare? Scegliete il teatro vero, il cinema di qualità. Studiate. Studiate non solo recitazione, studiate la storia della vostra città e distaccatevi da queste pantomime strappa soldi a discapito di un mondo che ha le sue difficoltà, che arranca ma che non è Gomorra, non è Roberto Saviano, non è stai senza pensieri.

Mandate questa gente a prendere il perdono dal loro Dio denaro. Voi salvaguardate questa città, questa Italia, questo mondo con l’arte. L’arte vera.

Roberta Magliocca

Gomorra: provini e conseguenze was last modified: luglio 17th, 2016 by L'Interessante
17 luglio 2016 0 commenti
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Napoli Sotteranea
CulturaIn primo pianoViaggi Interessanti

Napoli Sotteranea

scritto da L'Interessante

Napoli

I napoletani cavano l’arte dal sole, diceva Camillo Boito. Ma anche lontani dalla luce non se la cavano affatto male.

A 40 mt. di profondità, infatti, c’è lei, Napoli Sotterranea, che, lontano dalle rumorose e festose stradine del centro storico, offre ai turisti un mondo di storia e meraviglia

Sul tufo giallo, pietra con la quale la città è costruita, ci sono tracce risalenti fino a 5000 anni fa. Architetture greche e romane si trovano ovunque lungo i cunicoli che formano questo luogo che, da anni ormai, affascina turisti e non solo. Anche gli abitanti della stessa Napoli, infatti, e dei paesi vicini si mostrano interessati e desiderosi di conoscere la storia antica del luogo che li ama e li cresce.

I due principali ingressi al sito sono quello di piazza San Gaetano, nel decumano maggiore, e quello di via Sant’Anna di Palazzo, nel quartiere Chiaia. Lo sviluppo di quest’area sotterranea, come abbiamo già detto, è antichissima. Cominciò, infatti, in epoca romana, dando importanza soprattutto ad una fitta rete di acquedotti. Nel XX° secolo, la città sotterranea fu luogo privilegiato per proteggersi durante i micidiali bombardamenti che videro coinvolta la città. Infatti, i cunicoli di cui è composto il sottosuolo, furono dotati di illuminazione e attrezzati per ricevere decine e decine di persone che si nascondevano quando necessario. I numerosi oggetti trovati e le decorazioni sulle pareti, testimoniano quanto tempo, durante i bombardamenti, i cittadini passassero più “al riparo” che “alla luce del sole”.

A Chiaia è ancora possibile vedere qualche rifugio. Ancora una volta Napoli non ci delude, è all’altezza delle nostre aspettative. Anzi, ci stupisce anche quando crediamo che non sia più possibile, anche quando crediamo che i nostri occhi già abbiano visto tutta la bellezza possibile. Napoli non pone confini allo splendore. Napule è a voce de’ criature che saglie chianu chianu e tu sai ca nun si sulo.

Roberta Magliocca

Napoli Sotteranea was last modified: ottobre 21st, 2016 by L'Interessante
21 ottobre 2016 0 commenti
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Nizza
AttualitàCronacaIn primo pianoParliamone

Nizza Turchia: siamo sempre stati in guerra

scritto da L'Interessante

Nizza

Siamo sempre stati in guerra, è la storia a parlare per chi fa fatica ad ammetterlo. La vita non ha mai smesso di rischiare la morte e il mondo si è avvicinato in diverse occasioni alla fine.

 “Stiamo cadendo a pezzi”, di pensieri che assomigliano a parole del genere ne stiamo facendo tanti.  In questi giorni in cui il terrore sembra volersi guadagnare la normalità, sbeffeggiando il futuro, il dramma appare come una galera senza sconto di pena.

La strage di Nizza, prima, e il colpo di Stato in Turchia, poi, conclusosi in breve tempo, ma con addosso il carico di novanta morti, ci stanno facendo esercitare alla paura

Abbiamo cominciato a fare gli addominali quando nel gennaio del 2015 fu attentata la sede del giornale satirico, Charlie Hebdo, a Parigi. In quella occasione morirono dodici persone, che pagarono con la vita lo scotto di fare ironia sul popolo islamico. È seguita  la serie di attentati terroristici di  Novembre , quando, durante un concerto, furono uccisi molti giovani al Bataclan, tra cui l’italiana Valeria Solesin. Da qui, come spesso accade in queste occasioni, giornali, televisioni e social si sono coalizzati in catene che fossero simbolo di pace e traduzione   di tolleranza fra etnie e religioni. La commemorazione, però, dura sempre il tempo di allontanare cattivi pensieri. Tutto, prima o poi, torna a non riguardarci più, almeno fino a quando non si contano nuovi morti e altri feriti.  È bastato  quello che è accaduto giovedì ,14 luglio, a Nizza,a farci ricordare che non è cambiato nulla e che, forse, il Dio in cui crediamo è impegnato a capire fin dove vogliamo arrivare.

Erano le 22:30 quando un camion di grandi dimensioni e di colore bianco ha travolto la folla intenta  a godersi lo spettacolo pirotecnico, messo in scena per celebrare la presa della bastiglia del 14 luglio 1789. Voleva essere un giorno di festa, invece, nel sud del paese, lungo la famosa Promenade des Anglais, si è consumata una carneficina che ha contato più di ottanta  morti, tra cui molti bambini, e più di duecento feriti.

L’attentatore, un trentunenne di origine franco- tunisina, residente a Nizza e pregiudicato per aver commesso reati di piccolo calibro, ha guidato a zig- zag per centinaia di metri, sparando colpi di mitra dal finestrino del furgone, per investire più persone possibili.

A testimoniarlo, anche video amatoriali, girati dai sopravvissuti alla strage  e caricati  in rete, come caramelle al mercato, da più testate giornalistiche, spacciandoli, ovviamente, per notizia. Ma qual è la rilevanza fattiva in un frame che documenta l’emorragia di un corpo esanime? Cosa aggiunge alla tragedia diffondere una foto che ritrae una bambina senza più vita, coperta in volto, con una bambola  al suo fianco? Direi nulla. Ma un clic, per alcuni, vale molto più del cattivo gusto.

Nessuna riserva anche fra l’opinione comune,che grida allo scandalo, perché l’Isis non si sa bene cosa sia, potrebbe essere chiunque il prossimo a farsi saltare in aria in mezzo ad una moltitudine di persone di chissà quale parte del mondo. Dal vicino di auto bus, allo sconosciuto in ascensore. Non ci risparmiamo l’invettiva per nessuna ragione al mondo, perché siamo spaventati, come è  giusto che sia.

 Loro sono i disumani, certo, e noi i buoni che scagliamo mille pietre al minuto.

Posto che la violenza non potrà mai essere giustificata, siamo davvero sicuri, che a prescindere dal folle terrorismo, gli occidentali non abbiano giocato, per troppo tempo, a tirare la corda?

Michela Salzillo

Nizza Turchia: siamo sempre stati in guerra was last modified: luglio 16th, 2016 by L'Interessante
16 luglio 2016 0 commenti
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Cardarelli
AttualitàIn primo pianoParliamone

Cardarelli: chiude la terapia del dolore

scritto da L'Interessante

Cardarelli

Il primario va in pensione e il reparto insieme a lui. Accade al Cardarelli di Napoli, unico nosocomio della regione Campania ad avere una divisione dedicata ai pazienti oncologici in fase terminale. Si chiama terapia del dolore ed è stata fondata nel 1977, divenendo, sin da subito, una realtà d’avanguardia in tutto il centro- sud. La drastica decisione di sopprimere la sezione dedicata alle cure palliative, supera anche i termini di esclusiva regionale. Esistono strutture similari sul territorio e sono le stesse a cui la regione si appiglia per quasi giustificare una scelta che non può essere separata dal discutibile.

I reparti attivi nell’ambito, a cui si fa riferimento, non solo fanno fatica a fornire una risposta piena alle esigenze dei pazienti, ma, oltretutto, sottostanno ad una convenzione fra pubblico e privato, tale stipulazione contrattuale, ovviamente, implica un servizio d’assistenza parzialmente gratuito.

A lanciare parole di ritegno ed accusa è stato Vincenzo Montrone, anestetista e terapeuta del dolore, che lamenta delusione ed amarezza.” La miopia della politica e le assurde regole del clientelismo sono intollerabili”, ha detto, mentre non gli resta che fare i conti con un sogno che sta per svanire. È stato lui, infatti, che, quarant’anni fa or sono, si è battuto affinché nascesse questa disciplina.

Risale al 21 giugno il monito da parte della dirigenza del Cardarelli alla regione Campania, si tratta di una dichiarazione sottoscritta in cui viene attestato il piano di riordino del servizio sanitario, con la cancellazione ufficiale della terapia del dolore

La proposta sostituisce un ambulatorio ai posti letto per pazienti affetti da patologia algica tumorale, trasferendo il servizio revisionato dal dipartimento onco- ematologico a quello anestesiologico.

Gli effetti di quanto deciso sono ampliamente deducibili. Tutti i malati a cui sarà riconosciuta una malattia tumorale in stadio avanzato, saranno trasferiti in reparti quali medicina d’urgenza, terapia intensiva o rianimazione. Questo impedirebbe l’attuazione di dinamiahe umane che vanno al di là dell’assistenza sanitaria, certamente indispensabile, ma che non può essere isolata da un processo di relazione empatica fra paziente e specialista.

Secondo quanto dichiarato da Montrone, la terapia del dolore non ha dato mai segni di impropria attività. Non solo avrebbe garantito un risparmio economico notevole, che ammonterebbe a circa quattro milioni e 800 mila euro annui, ma non è da sottovalutare la dimensione protetta, adottata per i pazienti oncologici, che ha offerto ai dimessi un ‘assistenza a domicilio.

Le somme, ora, vanno tirate dalla regione che dovrebbe riconoscere la rete di cure palliative, ma l’ottimismo, per Vincenzo Montrone, pare un ‘utopia, e non solo per lui, visto che dopo anni di indicibili tagli alla sanità, stiamo parlando di un ulteriore fallimento.

 È, tutto questo, qualcosa su cui stare a giocare a chi offre alternative, contentini che mettano a tacere risentimenti e pareri contrari? A voi la risposta.

Michela Salzillo

 

Cardarelli: chiude la terapia del dolore was last modified: luglio 16th, 2016 by L'Interessante
16 luglio 2016 0 commenti
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scudetto
BasketIn primo pianoSport

Iavazzi: alcune precisazioni

scritto da L'Interessante

Iavazzi

Iavazzi


In merito alle tante voci relative alle vicende societaria, il proprietario della Juvecaserta, dr. Raffaele Iavazzi, ritiene opportuno precisare che già in data 26 giugno ha sottoscritto un preliminare di cessione del 62%  del capitale sociale con una società internazionale con sede in Gran Bretagna ed interessi in tutto il mondo. Il passaggio ufficiale delle quote avverrà nei prossimi giorni in concomitanza con l’arrivo a Caserta del legale rappresentante dell’azienda, attualmente impegnato all’estero. I dettagli dell’accordo saranno resi noti in un’apposita conferenza stampa che si terrà subito dopo la stipula dell’atto notarile. 
«Desidero esprimere – afferma Iavazzi – un sincero ringraziamento al Sindaco, avv. Carlo Marino, che si è reso protagonista del contatto tra me e la società acquirente, che nella trattativa ha dimostrato grande interesse per la storia della squadra di basket e della città di Caserta tanto da decidere sull’acquisto della maggioranza delle quote sociali in poco meno di un mese. La validità dei nuovi soci costituisce anche un’eccezionale garanzia per il futuro della Juvecaserta».

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Iavazzi: alcune precisazioni was last modified: luglio 15th, 2016 by L'Interessante
15 luglio 2016 0 commenti
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Giffoni
CinemaCulturaEventiIn primo piano

Giffoni 2016: si parte con la maratona per Di Caprio

scritto da L'Interessante

La magia è cominciata: il Giffoni Film Festival, in programma dal 15 al 24 luglio a Giffoni Valle Piana. Ieri, Giovedì 14 luglio, 4150 giurati hanno assaporato l’experience Giffoni con una maratona dedicata al Premio Oscar Leonardo DiCaprio.

In una proiezione non stop, in Sala Lumière dalle 14.30 alle 3.30, sono stati presentati cinque tra i suoi migliori film. Si parte con PROVA A PRENDERMI di Steven Spielberg (141’, 2002), commedia sui generis in cui DiCaprio presta il volto a Frank W. Abagnale, un uomo dalle mille identità: medico, avvocato, pilota di linea e, soprattutto, un maestro della frode
finanziaria. Segue THE DEPARTED – IL BENE E IL MALE di Martin Scorsese (151’, 2006), storia ambientata a South Boston dove il dipartimento di polizia dello stato del Massachusetts ha dichiarato guerra alla criminalità organizzata e al boss Frank Costello. Sempre dello stesso regista SHUTTER ISLAND (138’, 2010), basato sul romanzo del 2003 *L’isola della paura* di Dennis Lehane. Un avvincente thriller psicologico in cui il capo della polizia locale, Teddy Daniels e il suo nuovo partner, Chuck Aule (Mark Ruffalo), vengono convocati per indagare sull’inverosimile scomparsa di una pluriomicida, riuscita a fuggire da una cella blindata dell’impenetrabile ospedale di Ashecliffe. Penultima opera in scaletta è INCEPTION di Christopher Nolan (148’, 2010), in cui il protagonista, Dom Cobb, è un abilissimo ladro, il migliore al mondo quando si tratta della pericolosa arte dell’estrazione, ovvero il furto di preziosi segreti dal profondo del subconscio mentre si sogna, quando la mente è al massimo della sua vulnerabilità. Si chiude all’alba con THE WOLF OF WALL STREET (180’, 2013), ancora Scorsese, che mette in scena la vita frenetica e viziosa dei cosiddetti “lupi di Wall Street”, quei broker che, occupandosi di alta finanza, finiscono per rendere la propria stessa essenza un infernale groviglio di numeri da cui vengono imprigionati.

Giffoni 2016: oggi il taglio del nastro 

Oggi il taglio del nastro. Appuntamento, per la prima volta in 46 anni, fuori dalle mura della Cittadella del Cinema, dove oltre 4mila giurati hanno accompagnato il direttore Claudio Gubitosi nella cerimonia di apertura. Dal cuore del Festival fino al cantiere della Multimedia Valley, per ammirare quello che è il luogo pronto a diventare il futuro di Giffoni. Nel corso della cerimonia si è scoperto un elemento dell’opera in ceramica vietrese dedicata al Premio Oscar, Carlo Rambaldi: la testa di King Kong.

Cresce l’attesa per gli ospiti nazionali ed internazionali. Star e astri nascenti, talenti capaci di stupire anche il pubblico più difficile sono pronti ad impreziosire questa edizione, tra i vari: Sabina Guzzanti ed Evanna Lynch. Verve comica, ironia, il tagliente punto di vista sull’attualità, sono da sempre i punti di forza della Guzzanti che, giovedì 21 luglio, racconterà al giovane pubblico la sua brillante carriera da attrice-autrice di satira teatrale e televisiva, oltre che da regista di lungometraggi.
 Gli accaniti fan della saga dedicata al piccolo maghetto Harry Potter, invece, potranno incontrare, lunedì 18 luglio, la simpatica e stralunata Luna Lovegood (Evanna Lynch) che al Gff accompagnerà, *My name is Emily**, (2015)* per la regia di Simon Fitzmaurice. Il lungometraggio rientra tra le opere in concorso nella sezione Generator +16.

Maria Rosaria Corsino

Giffoni 2016: si parte con la maratona per Di Caprio was last modified: luglio 15th, 2016 by L'Interessante
15 luglio 2016 0 commenti
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Matteo renzi
AttualitàIn primo pianoParliamonePolitica

Renzi o Non Renzi? Questo è il Dilemma!

scritto da L'Interessante

Renzi

<<Mai fidarsi troppo del giudizio dei cittadini: basti pensare che nel referendum più famoso della storia hanno liberato Barabba>> diceva Crozza in uno dei suoi più celebri discorsi, sottolineando come il Referendum stesso possa trasformarsi pericolosamente in un Giuda che pugnala alle spalle il proprio Messia, in un cane che tradisce il proprio padrone, in un “Barabba” che, muto nel suo silenzio indifferente,  scatena poi tutte le sue conseguenze una volta liberato: “mai fidarsi”, ripeteva il comico, per evitare la concretizzazione di un assenso che ha vissuto di menzogne mescolate a verità nascoste per troppo tempo; <<Non votare è come non innaffiare la pianta della democrazia>> affermava, al contrario, Elio, interrogato anche egli sulle capacità tanto piccole quanto fondamentali di quella stessa decisione portata avanti con il coraggio di chi crede nella virtù del popolo, di chi desidera rappresentare la possibilità determinate nella scelta “saggia e giusta” del futuro, di chi vuole iniziare a vedere attivamente come può una quantità minima di acqua avere la forza di far fiorire nuove piante, più forti, più “autotrofe”. La verità, tuttavia, si trova nel mezzo: infatti, se da una parte bisogna offrire al cittadino l’informazione pura e semplice, dall’altra occorre rifornirlo continuamente dei mezzi necessari per valutare criticamente i quesiti proposti dal referendum, chiarire loro i pro e i contro, affrontare gli argomenti di valutazione in maniera chiara e costruire un vero e proprio “palazzo di vetro” per evitare di distorcere il processo di decisione democratica.

Ma siccome la teoria ha sempre redatto parole tanto autorevoli ma poco effettive, ci pensa la pratica a chiamare in causa l’azione:

il prossimo ottobre gli italiani saranno chiamati a votare un referendum costituzionale per approvare o respingere la riforma Boschi – Renzi ratificata definitivamente lo scorso 12 aprile e che porta il nome dell’attuale ministra Maria Elena Boschi, promotrice principale insieme al governo di Matteo Renzi

Ed è proprio intorno a questi due ultimi personaggi che si genera la domanda tipica da porre, quella che, rea della sua tradizione, necessita tanto coraggio prima di essere impostata: “Ce la faranno i nostri eroi a farla franca?”: perché si, in caso di sconfitta come ultimamente successo nel Referendum Costituzionale del 2006, il presidente del consiglio rischia di dire addio, insieme alla sua compagna di viaggio, alla sua poltrona d’oro e lasciare affondare una nave attaccata dai tanti sin dal momento in cui è salpata, Berlusconi docet. E così, esattamente come quella di dieci anni fa, la riforma è stata dapprima approvata in doppia lettura da camera e senato e dovrà ora passare al vaglio dei cittadini: non è previsto il raggiungimento del quorum perché, a differenza del referendum abrogativo, non è necessario che vada a votare il 50 per cento più uno degli aventi diritto ma, appunto, vinceranno i “sì” o i “no” indipendentemente da quante persone andranno ad esprimersi.

Quello che gli addetti ai lavori hanno concepito solo negli ultimi mesi è stato molto tempo prima realizzato dall’intuizione politica dei due politici di trasformare totalmente l’assetto istituzionale del paese, una trasformazione degna di essere presentata come la svolta della nazione ma altrettanto preoccupata dall’essere acclamata come l’eroina dei due mondi: la riforma, pertanto, si propone di vestire i panni di Anita Garibaldi, nell’intento di compiere la medesima impresa svolta due secoli fa, e di ammodernare un processo fattosi vecchio. Come? Superando dapprima il bicameralismo perfetto, che di perfetto presenta in effetti solo il nome: attualmente tutte le leggi, sia ordinarie sia costituzionali, devono essere approvate da entrambe le camere; con la potenziale entrata in vigore della riforma, invece, la camera dei deputati diventa l’unico organo eletto dai cittadini a suffragio universale diretto e l’unica assemblea che potrà sia approvare le leggi ordinarie e di bilancio che accordare la fiducia al governo, lasciando cadere, inevitabilmente, il Senato nel baratro della decadenza, nella “fossa dei leoni”: l’organo collegiale diventerebbe a tutti gli effetti solo un organo rappresentativo delle autonomie regionali composto non più da 315 senatori ma da 100, eletti direttamente dai cittadini e pagati con uno stipendio da amministratori, che potrà esprimere pareri sui progetti di legge approvati dalla camera e proporre modifiche entro trenta giorni dall’approvazione della legge, esercitando, pertanto, una funzione di “perfetto raccordo” tra lo stato, le regioni e i comuni. I provvedimenti successivi saranno presi in funzione di una “economizzazione” delle spese, quegli stessi costi tanto criticati in passato dalla popolazione e ora pronti ad essere allontanati dal premier, il <<Demolition Man>> per il Times, l’”uomo tutto d’un pRezzo” per il resto del mondo: verrà abolito il Consiglio nazionale per l’economia e il lavoro, organo ausiliare previsto dalla costituzione con la funzione consultiva per quanto riguarda le leggi sull’economia e il lavoro; verranno ridotte le partecipazioni in sede di elezioni presidenziale con l’esclusione dei delegati regionali a favore delle camere in seduta comune; torneranno “alla base” una ventina di materia di competenza esclusiva dello stato come l’ambiente, la gestione di trasporti e navigazione, la produzione e la distribuzione dell’energia, insieme alle politiche per il lavoro; infine sarà innalzato il tetto mimino di firme per la proposta di una legge d’iniziativa popolare, che passerà da 50mila a 150.

La battaglia tra gli schieramenti è appena cominciata sottoforma di campagna elettorale, il “salto di qualità” tanto respirato nell’aria di chi osanna il “si” è un passo coraggioso, l’”Italicum” appena votato che trasformerebbe la nazione con sovranità popolare in un paese autoritario è un pensiero stabile: il referendum visto come <<L’anticamera di uno stravolgimento totale dei principi della nostra Costituzione>> diventa così il grido di battaglia dei “Comitati del NO”, contrastato sull’altro fronte in maniera trasversale dai “Sostenitori del SI” con lo striscione “La nostra costituzione è la più bella al mondo, ma si può cambiare”. Come cani pronti a scannarsi per la propria preda, così le ragioni di una o dell’altra fazione provano a mostrare al mondo politico il macchinoso e costoso processo della guerra: da una parte la <<Madre di tutte le riforme>> persuade il pensiero del popolo in maniera positiva grazie al “taglio delle poltrone”, che permetterà di risparmiare 500 miliardi di euro l’anno e semplificherà l’iter legislativo evitando la “navetta”, ossia il viaggio che i testi di legge compiono più volte tra Camera e Senato per essere approvati; dall’altra la stessa <<Riforma non legittima>> allontana la sua approvazione, colpevole di un bicameralismo mai davvero superato bensì confuso mediante la creazione di potenziali conflitti di competenza tra Stato e Regione e tra Camera e nuovo Senato, e di una dettatura del governo, prodotta per iniziativa libera del parlamento e non scritta in maniera chiara e semplice. E’ bene quindi informarsi con intelligenza e accuratezza su cosa scegliere per il cambiamento o il mantenimento di una società che deve, a prescindere, portare i suoi frutti e rendersi conto che il voto è un diritto cittadino conquistato nel corso della storia: va rispettato, va consigliato ma soprattutto va usato nella maniera più giusta possibile, una giustezza che, nella sua soggettività, trova sempre un punto in comune con le altre opinioni salvaguardando il domani, perché è bene rammentare che se “gli storici falsificano il passato, i politici lo fanno con il futuro”.

Michele Calamaio

 

Renzi o Non Renzi? Questo è il Dilemma! was last modified: luglio 15th, 2016 by L'Interessante
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Biblioteca Palatina
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Biblioteca palatina aperta Luglio ed Agosto

scritto da L'Interessante

Biblioteca Palatina

Fra il grande successo del Nabucco e la romantica attesa di Romeo e Giulietta, dagli altoparlanti del palazzo Reale vanvitelliano sta per sfilarsi un’altra novità a dir poco interessante.

Per i residenti che preferiranno la città all’escursione estiva e i turisti che migreranno in visita verso la Reggia di Caserta, l’alternativa valida alla noia pare assicurata.

 Per i mesi di luglio e agosto, infatti, sarà possibile osservare la biblioteca palatina del monumento casertano più amato nel resto del mondo.

 Il nastro dell’iniziativa è stato tagliato, ufficialmente, il 9 luglio, inaugurazione che si protrarrà in replica ogni sabato fino al 27 agosto. Un lasso di tempo sufficiente a rendere omaggio alla prima apertura pubblica del blasonato archivio. Fra i vari testi ad alta rilevanza storica e documentaristica sono presenti anche gli autorali di Luigi Vanvitelli.

Dalle 11:00 di ciascuna data prevista dal calendario eventi, presso la terza sala della biblioteca Reale, si darà il via ad una minuziosa illustrazione dell’inestimabile enciclopedia. Sarà la dottoressa Rita Eleonora Ricci a moderare ciascun incontro.

La storica dell’arte, tirocinante presso i luoghi, gestirà una comunicazione dei contenuti mediante lingua italiana, ma pare che per valorizzare i princìpi dell’interculturalità, verranno garantite, su richiesta, traduzioni sia in francese che in inglese.

La biblioteca palatina – un tesoro nato negli anni ‘ 80

Tutto quello che le è stato concesso fino ad oggi è uno sguardo superficiale, distratto e difficilmente memorabile. Che sia colpa dello sfarzo architettonico, molto più accessibile ad impatti fugaci,o il risultato di una cattiva gestione di alcuni spazi è un dubbio forse risolvibile.

La biblioteca è stata catalogata negli anni ’80 ad opera di un gruppo di appassionati addetti al servizio, si tratta di: Giuseppe de Nitto, Vittorio Martucci, Michele Santoro, Anna Sacco, Franca Furia, Giuseppina Gallucci, Giovanni Cozzolino, Pasquale Grandizio, Rosaria Tranquillo, Pasqualino Palazzo, Maurizio Crispino.

I volumi sono stati sottoposti ad una catalogazione settoriale. Divisi fra , carte topografiche, tavole ad incisione e ritratti d’avanguardia, i testi presentano una variegatura tutta da analizzare ed approfondire. Ciascuna testimonianza è ancora su carta, in quanto il lavoro di classificazione è stato antecedente all’esigenza di digitalizzarne i contenuti. Ciò non esclude che, verificato l’interesse dei visitatori, si potrà, poi, procedere anche in tal senso. 

Se un po’ di curiosità vi è venuta, fateci un salto.

Michela Salzillo

 

Biblioteca palatina aperta Luglio ed Agosto was last modified: luglio 15th, 2016 by L'Interessante
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Sam Claflined
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Sam Claflined al Giffoni 2016

scritto da L'Interessante

Sam Claflined

Ha saputo guadagnarsi in pochissimi anni l’attenzione di Hollywood e l’affetto del pubblico di ogni età con il ruolo del brillante Finnick Odair della saga Hunger Games. Ora è pronto a commuovere le platee cinematografiche con il complesso protagonista di Io prima di te (Me Before You), una prova intensa destinata a consacrarlo tra gli astri emergenti più
amati dal pubblico planetario.

Lui è Sam Claflined è uno degli ospiti internazionali a scegliere la “Destinazione” Giffoni 2016

Il talento britannico arriverà alla Cittadella del Cinema, quartier generale del Festival (in programma dal 15 al 24 luglio a Giffoni Valle Piana), il 21 luglio, accompagnando l’anteprima nazionale del suo ultimo film, che sarà distribuito in Italia da Warner Bros. Pictures a partire dal prossimo 1° settembre.

Tratto dall’omonimo acclamato best-seller di Jojo Moyes e scritto dalla stessa autrice insieme agli sceneggiatori di (500) giorni insieme Scott Neustadter e Michael H. Weber, Io prima di te racconta una storia d’amore oltre ogni barriera in cui Claflin interpreta Will Traynor, un giovane e ricco banchiere la cui vita è cambiata radicalmente per un incidente che lo ha costretto su una sedia a rotelle. Toccherà alla sua nuova assistente Louisa Clark, interpretata da Emilia Clarke (la “regina dei draghi” de Il Trono di Spade), dimostrargli che la vita vale ancora la pena di essere vissuta. A dirigere i due giovani talenti Thea Sharrock alla sua prima regia cinematografica. Nel cast anche l’attrice nominata agli Oscar Janet McTeer (Albert Nobbs, In Cerca d’Amore – Tumbleweeds) e Charles Dance, Brendan Coyle, Stephen Peacocke, Matthew Lewis, Jenna Coleman, Samantha Spiro, Vanessa Kirby e Ben Lloyd-Hughes. Le musiche sono opera del compositore Craig Armstrong. Il film è ambientato quasi interamente in Inghilterra, ed è proprio lì che è stato girato. Il team creativo della Sharrock, tra cui il direttore della fotografia Remi Adefarasin (candidato all’Oscar per Elisabeth) e lo scenografo Andrew McAlpine, hanno lavorato al fianco della regista per adattare i locali ricchi di dettagli descritti nel libro e nella sceneggiatura della Moyes ed hanno ricreato fedelmente gli ambienti vissuti da Lou e Will nel film, gli stessi che i fan del romanzo hanno amato immaginare fin dalla sua pubblicazione nel 2012. “Dopo aver visto il risultato – afferma la scrittrice – grazie alle performance degli attori ed alla splendida regia di Thea, posso dire che chi vedrà il film ritroverà la stessa storia e gli stessi personaggi, ma anche qualcosa di completamente nuovo. Il pubblico rivedrà le proprie esperienze, le speranze e le paure, e penso che si lascerà travolgere dal mondo Lou e Will”.

Classe 1986, un diploma all’Accademia di Musica e Arte Drammatica di Londra, Sam Claflin ha iniziato l’ascesa verso il successo nel 2010 interpretando Richard ne I pilastri della Terra, la serie tv tratta dall’omonimo romanzo dello scrittore britannico Ken Follett e prodotta da Ridley e Tony Scott. Il debutto al cinema, invece, risale all’anno successivo al fianco di Johnny Depp e Penélope Cruz nel quarto film della serie Pirati dei Caraibi- Oltre i Confini del Mare(2011) in cui presta il volto al missionario Philip. Interpreta poi il principe William in Biancaneve e il cacciatore (2012), accanto alla ‘regina malvagia’ Charlize Theron,  alla ‘figliastra’ Kristen Stewart e al ‘cacciatore’ Chris Hemsworth.

Al cuore del grande pubblico arriva con la saga di Hunger Games, in cui interpreta l’eroico e spavaldo Finnick Odair dal secondo capitolo (Hunger Games: La ragazza di fuoco) fino all’episodio conclusivo (Hunger Games: Il canto della rivolta – Parte 2). Il suo personaggio è uno dei Tributi Vincitori del Distretto 4, sopravvissuto alla 65esima edizione dei Giochi avvenuta 10 anni prima. Sorteggiato per l’Edizione della Memoria, stringe subito un’alleanza con la protagonista Katniss (Jennifer Lawrence), affiancandola nella squadra speciale a capo della rivolta fino alla morte.

Dopo la commedia romantica #ScrivimiAncora (Love, Rosie) di Christian Ditter e il film generazionale Posh (The Riot Club) di Lone Scherfig, entrambi del 2014, Claflin è tornato poi a vestire i panni del principe William per un cameo nel prequel/spin-off Il Cacciatore e la Regina di Ghiaccio (2016), mentre ha da poco terminato le riprese di My Cousin Rachel al fianco di Rachel Weisz in uscita il prossimo anno.

Maria Rosaria Corsino

Sam Claflined al Giffoni 2016 was last modified: luglio 15th, 2016 by L'Interessante
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