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Categoria

Cultura

Guerra
CulturaIn primo pianoTv

Guerra e Pace: un classico in tv

scritto da L'Interessante

Guerra

di Maria Rosaria Corsino

Lev Tolstoj è ancora oggi uno degli autori più famosi al mondo.

Insomma, chi almeno una volta non ha sentito nominare uno dei suoi capolavori, soprannominati anche “mattoni”?

Parliamo di romanzi come Anna Karenina e Guerra e Pace, che più volte il cinema ha cercato di riprodurre (alcune volte anche con discreto successo).

Anche se ridurre un testo di circa duemila pagine a una pellicola di due ore è un lavoro abbastanza arduo!

E così la BBC proprio nel 2016 ha mandato in onda una miniserie di sei puntate ispirata al mastodontico “Guerra e Pace”.

L’ambientazione è quella di una fredda e povera Russia a inizio Ottocento, massacrata dalla guerra e dall’avanzata napoleonica.

Guerra e Pace: la trama

Alle grandi battaglie della storia (Austelitz, Borodino, Campagna di Russia) si intrecciano le storia di due famiglie aristocratiche, i Rostòv e i Bolkonski con i protagonisti Natasha e Andrei i quali vivono una tormentatissima storia d’amore, mai equiparata dagli scrittori dei secoli successivi.

Con ambientazioni da favola, come la sala da ballo dello zar, con crude scene di battaglia, la BBC ha reso accessibile un’opera che se rimasta solo sui libri, purtroppo, non può mai essere abbastanza apprezzata.

La visione è assolutamente consigliata, soprattutto per la numerosa presenza di gentiluomini in divisa.

 

Guerra e Pace: un classico in tv was last modified: ottobre 24th, 2016 by L'Interessante
24 ottobre 2016 0 commenti
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Terra dei fuochi
CulturaIn primo pianoTeatro

Terra dei Fuochi: uno spettacolo per non spegnere la luce

scritto da L'Interessante

Terra dei fuochi

Di Michela Salzillo

La rete di cittadinanza e comunità, realtà nata per reagire alle problematiche ambientali di vario genere, con un focus dettagliato sul problema della Terra dei Fuochi, ha organizzato per il 4 novembre prossimo un’iniziativa interamente dedicata ad una delle falle territoriali più irrisolte del nostro tempo

“Schiattamm’ ‘e resate pe’ nun schiattà“, è questo il titolo scelto per una serata di sensibilizzazione alternativa al solito.

Risate, musica e danza rappresenteranno il trigono principale dell’evento: sarà una mistura di arte e leggerezza, mediante cui  il dramma comune, riletto in chiave  ironica, proverà a farsi spazio fra coscienze e riflessioni. In una Campania abbandonata a sé stessa, il cui unico destino sembra lo sfascio totale, sia da un punto di vista sanitario che territoriale, anche la sana risata può rappresentare un modo efficace di protesta. È per questo che una comunità di artisti di spessore, unita alla rete sopraindicata, scenderanno in campo con l’umile scopo di riaccendere una speranza che non sia vana.

Gli artisti Paolo Caiazzo , Giacomo Rizzo, Elmo&Scipio, Peppe Laurato, Ernesto A Foria, Gipsy Fint,Gino Fastidio,Alan De Luca, Lino D’Angiò, Ciak&Medico, Salvatore Omarte, RFC,Valerio Jovine,Maurizio Capone,SUD58,Marco Zurzolo Loredana Martini,Giovanni Miranda, Maria Avolio si esibiranno sul palco del Cinema Teatro Lendi di Grumo Nevano gratuitamente, affinché il ricavato della serata possa essere interamente devoluto al sostentamento dei costi di importanti test tossicologici su persone affette da gravi patologie in Terra dei Fuochi. Sulla base di questi test, il Prof. Antonio Giordano, oncologo campano di fama internazionale e direttore dello Sbarro Institute di Philadelphia, effettuerà uno studio scientifico indipendente e gratuito.

L’evento, inoltre, prevede anche  la partecipazione e gli interventi straordinari della giornalista RAI Francesca Ghidini e di Pino Imperatore, scrittore ed umorista napoletano, nonché autore del fortunato romanzo Benvenuti in Casa Esposito – le avventure tragicomiche di una famiglia camorrista.

 

Per info e l’acquisto dei biglietti, scrivete a:

retecittadinanza@gmail.com

Terra dei Fuochi: uno spettacolo per non spegnere la luce was last modified: ottobre 21st, 2016 by L'Interessante
21 ottobre 2016 0 commenti
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Magia
CulturaIn primo pianoTeatro

LA MAGIA DELLA GRAFICA TEATRALE SOVIETICA A MILANO

scritto da L'Interessante

Magia

Magia

Di Erica Caimi

Il 5 ottobre è stata ufficialmente inaugurata la mostra “La magia della grafica teatrale sovietica – Manifesti teatrali dalla collezione Italia Russia”, a cura di Zoran Trevisan in collaborazione con Anastasja Lobanova

L’esposizione, allestita nelle sale della Biblioteca Sormani, è promossa dall’Associazione Italia Russia per festeggiare il settantesimo anniversario dalla sua fondazione e gode del patrocinio del Comune di Milano e del Consolato della Federazione Russa a Milano con il contributo di diversi teatri e fondazioni russe. 

Sarà possibile ammirare 49 affiche originali realizzate tra gli anni Cinquanta e i primi anni Settanta in Unione Sovietica, per promuovere alcuni eventi culturali come concerti, spettacoli teatrali, manifestazioni sportive e per la didattica della lingua russa. I manifesti provengono dai principali teatri per bambini e ragazzi delle due città più conosciute della Federazione Russa, Mosca e San Pietroburgo. Tra questi i più celebri sono il Bolshoj Teatr Kukol, il Teatr Komissarzhevskaj, il Kukol’ny Teatr Skaski, il Teatr Kommedii e il Grande Circo Nazionale di San Pietroburgo, quasi tutti ancora in attività.

E’ un’importante occasione per ammirare una carrellata di tipici prodotti d’arte sovietica, forse classificabili sotto lo stile vintage oggi, ma allora rispondevano esattamente alle logiche di Stato: le immagini colorate e seducenti convogliavano un messaggio accattivante sotto forma di cifrata positività, così come doveva essere il radioso avvenire al quale si affacciavano i piccoli sovietici. Sebbene la funzione primaria sia quella d’intrattenimento in una realtà storico-politica del tutto peculiare come quella dell’Unione Sovietica, i manifesti sono stati realizzati da artisti di prim’ordine, dunque la valenza grafico-artistico non è affatto trascurabile.

La mostra sarà aperta fino al 10 novembre 2016.

LA MAGIA DELLA GRAFICA TEATRALE SOVIETICA MANIFESTI TEATRALI DALLA COLLEZIONE ITALIA RUSSIA Milano, Biblioteca Sormani, Spazio espositivo (Corso di Porta Vittoria 6) 5 ottobre – 10 novembre 2016

Orari: lunedì-sabato 9.00-19.30 Ingresso libero

 

LA MAGIA DELLA GRAFICA TEATRALE SOVIETICA A MILANO was last modified: ottobre 21st, 2016 by L'Interessante
21 ottobre 2016 0 commenti
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Sud
CulturaDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Qui al sud non pioverà mai (se non usciamo dai luoghi comuni)

scritto da L'Interessante

Sud

Sud

Di Roberta Magliocca

Ha smesso di piovere già da qualche ora. Sembrava che qualcuno, lassù, avesse lasciato i rubinetti aperti, dimenticandosene. Per giorni e giorni, costante pioggia ha accompagnato Piano, Meta, Sant’Agnello e tutta la penisola sorrentina senza abbandonarle mai. Il sud Italia non è abituato a questo tempo. Ma non perché al sud non piova, assolutamente. È la cartolina che confonde, l’etichetta che un giorno hanno messo a questa terra che non permette di credere al meteo. Sole, criminalità organizzata, pizza, jammbell jà. Insomma, qualcuno, uno sconosciuto, un mister x che nella tua terra non ha vissuto, che con te non ha mai mangiato, che il tuo dolore non l’ha mai provato, ad un tratto ha deciso chi sei. E tu, forse per pigrizia o forse per affidabilità, stai lì e vivi proprio la vita che il telegiornale ti descrive. Se lo ha detto la televisione, poi. E così se il fazzolettino sporco lo butti nella spazzatura, hai gli occhi del mondo puntati addosso. Ma allora anche qui c’è gente civile, pensa chi a troppi telegiornali ha dato retta. E tu quasi pensi di aver fatto qualcosa di sbagliato, se l’avessi buttata a terra quella carta – pensi –  sarebbe stato meglio, avrei contribuito alla costruzione di un mondo fatto di clichè che pure servono alla gente per illudersi di essere la parte sana di un mondo malato.  La stessa cosa accade quando piove. Panico. La gente non ha gli ombrelli. La gente del sud, si intende. Gli ombrelli non esistono, per assurdo nemmeno si vendono.  Quando qui piove, nessuno esce di casa, le strade sono deserte, i negozi sono vuoti, nessuno sorride e tutti si preoccupano dell’immagine di un posto che perde la propria credibilità.

Qui al sud non pioverà mai (se non usciamo dai luoghi comuni) was last modified: ottobre 19th, 2016 by L'Interessante
19 ottobre 2016 0 commenti
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Il tempo degli amaranti
CulturaIn primo pianoLibri

Il Tempo degli Amaranti di Antonio Mocciola

scritto da L'Interessante

Il tempo degli amaranti

Di Roberta Magliocca

Alberto e Silvana crescono a Napoli negli anni 50, vicini di casa e legati a doppio filo nella vita e nell’affetto, con la benedizione delle famiglie, fino all’inevitabile matrimonio e alla nascita di due bambini. Ma l’inquietudine di Alberto nasce da un pensiero segreto, che esplode nella maturità e prende vita nel momento della morte dell’amata (e castrante) madre: Alberto è attratto dagli uomini. Dopo avere vissuto per anni una doppia vita esaltante e tormentata nello stesso tempo, Alberto decide di scrivere una lettera a Silvana, confessandole la propria omosessualità ed il desiderio di fuga, per non sprecare ancora gli anni che restano. Sarà lo stesso Alberto a presentare alla moglie l’uomo che ne prenderà il posto nella casa e nel cuore. Gli anni di auto-esilio termineranno quando Alberto, a causa di un grave incidente, sarà operato e salvato proprio dal figlio, nel frattempo divenuto stimato chirurgo, e che darà il via alla riconciliazione con la famiglia intera, a dimostrare la possibilità di un’altra idea di nucleo familiare, meno tradizionale.

Una storia vintage quanto attuale quella de Il tempo degli Amaranti di Antonio Mocciola per la Milena Edizioni

Quella di una facciata da presentare ad una società che chi sa quale Dio gli ha imposto essere quella giusta, quella sana, quella nata dalla parte divina del mondo. Il sabato la spesa, la domenica in chiesa. Ed Antonio, con ironia pungente, si è mostrato detentore di un’intelligenza rara che si oppone a chi crede invece di detenere verità assolute ma assolutamente prive di contenuto. E a pennellate di colore ci ha posto davanti agli occhi la nostra società, così affidabile nella sua perfetta ignoranza. E così il gay ci sta bene se è quello di un’immagine a tinte forti e perverse, quello da orge e festini, da scopate in vite di latex e aids dietro l’angolo. Ci sta bene perché è riconoscibile con quelle sue movenze da frocio e la voce da checca. Quelli sono i gay che ci piacciono, quelli che ben vediamo e che quindi possiamo ben emarginare e deridere, metterli sul gradino più basso della scala sociale in modo da far sembrare noi, perfetti eterosessuali in alto, vicino ad un padre eterno che – se c’è – si vergognerebbe. Ma l’omosessuale in giacca e cravatta, l’uomo che ci porta la pizza, il garzone della spesa, la cassiera del supermercato, il nostro commercialista, loro no. Gli uomini e le donne che ci entrano in casa, nelle vite, nei letti. Quelli sì che sono gli omosessuali che ci fanno paura. Perché assolutamente uguali a noi, perché in loro nessuna differenza salta all’occhio, nessun comportamento che possiamo etichettare come sbagliato, nessun monaco dall’abito giusto, se non una vita privata che tale deve rimanere e che dovremmo imparare a rispettare.

Il Tempo degli Amaranti di Antonio Mocciola was last modified: ottobre 19th, 2016 by L'Interessante
19 ottobre 2016 0 commenti
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Esilio
CulturaIn primo pianoTeatro

Esilio ad Officina Teatro

scritto da L'Interessante

Esilio

Di Luigi Sacchettino

15 Ottobre. È un sabato sera.  Ore 21:00.

Sono in ESILIO.

Sì, ad Officina Teatro.  La prima della prima “sulla natura delle cose”- stagione duemilasedici duemiladiciassette. Con la direzione artistica di Michele Pagano.

A condurmi in Esilio sono Serena Balivo e Mariano Dammacco, il quale ne ha curato anche ideazione, drammaturgia e regia.

Esilio racconta la storia di un uomo che viene licenziato senza troppa empatia e che si trova a dover affrontare un nuovo futuro fatto di incertezze ed ossessioni.

Quest’uomo non è solo. Gli fa visita l’incredulità:  “è forse uno scherzo? Lo scherzo è bello finché dura poco”.

Interviene  la rabbia, emozione che ricorda il valore di un uomo e ne risveglia la voglia di riscatto.

Poi arriva la tristezza, quella che fa pensare che è tutto finito, il parassita della forza. Forza di reagire.

Fa capolino un ottimismo surreale, che presto lascia il posto alla disperazione. Totalizzante.

Il soliloquio ossessivo e paranoico  del protagonista viene interrotto dalla sol voce della sua anima. E’ un’anima riflessiva,  che ha lasciato il corpo, e che si interroga sui molti dubbi esistenziali. E’ un’anima che nulla può.

Una climax ascendente di emozioni, che culmina in una denuncia alla paranoia- al complotto, complotto!- caratterizzata da diffidenza e sospettosità che spingono a interpretare le motivazioni degli altri sempre come malevole per la propria persona. Si dubita persino di se stessi, e di un quadro appeso in una stazione di polizia.

Lo spettacolo è condotto magistralmente da Serena Balivo, la cui presenza scenica è formidabile.

Il tono, l’intensità e le espressioni dell’anima- in una veste nero scintillante di Dammacco- arrivano dirette allo spettatore che nulla può. E’ un discorso tra anime.

Il testo è curato nei minimi particolari; i discorsi sono ricercati, i temi collegati. Emblematico è il colloquio con Dio, la cui esistenza viene sconfessata dalla più scientifica fisica quantistica, spiegata ironicamente con la presenza di un “gatto intermittente”.

Se volete viaggiare con la mente e le emozioni, andate in Esilio.

Esilio ad Officina Teatro was last modified: ottobre 19th, 2016 by L'Interessante
19 ottobre 2016 0 commenti
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coldplay
CulturaEventiIn primo pianoMusica

Coldplay e lo strano caso dei biglietti svaniti

scritto da L'Interessante

Coldplay

Di Erica Caimi

Speranza svanita per tutti i fans dei Coldplay che speravano di acquistare un biglietto per il concerto in programma il 3 luglio 2017 a Milano, unica tappa italiana del tour “A head full of dreams”

Il 7 ottobre, a sette minuti dall’apertura delle vendite online per il pubblico generale, non era rimasto nemmeno un biglietto.

Visto il successo, sperando di fare cosa gradita agli ammiratori impazienti di accaparrarsi un posto in platea, è stata annunciata immediatamente una nuova a data, il 4 luglio, ma a nulla è valso il rilancio, poiché i biglietti si sono volatilizzati in un batter d’occhio.  

I fans sbigottiti e inferociti hanno sollevato un polverone su Facebook, Twitter, Ticketone, lamentandosi persino sulla pagina del gruppo inglese, denunciando l’impossibilità di procedere con l’acquisto perché il sistema ufficiale di Ticketone era letteralmente paralizzato.

Ad insospettire le associazioni dei consumatori è il fatto che a pochi minuti di distanza dall’esaurimento dei biglietti sui canali “ufficiali”, questi erano già disponibili alla vendita sui circuiti secondari non ufficiali a prezzi esorbitanti. Scrive il Codacons: “i prezzi originali previsti dal sito Ticketone erano i seguenti: 46 euro per gli anelli verde e blu, tra i 57 e i 98 quelli degli anelli più bassi e per il prato, 109,25 il posto più ambito, quello dell’anello rosso numerato. Prezzi decisamente in linea con tutti i grandi concerti che si tengono a Milano. Sul sito Viagogo il prezzo più basso attualmente disponibile è 166,82 euro per un biglietto all’anello verde, circa 3 volte il prezzo originale. Il problema però è che si sale vertiginosamente superando i 200, i 300 euro, fino all’assurda cifra di 1780,94 euro per l’ambito anello rosso, ovvero16 volte la cifra originale”. Una situazione inaccettabile per le associazioni a tutela dei consumatori che promettono battaglia. A inaugurare il terreno di guerra è Altroconsumo, che sul suo sito annuncia: “Abbiamo deciso di segnalare la pratica commerciale scorretta all’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato, chiedendo che intervenga per verificare il corretto comportamento della società Ticketone. Chiediamo che vengano messi in atto strumenti e misure necessarie per evitare che, per mezzo di software dedicati, avvenga l’acquisto di migliaia e migliaia di biglietti, che possono essere successivamente rivenduti anche a prezzi spropositati su circuiti secondari”. Anche il Codacons non è rimasto a guardare, presentando un esposto alla Procura della Repubblica di Milano affinché vengano appurate eventuali responsabilità a riguardo.

Coldplay e lo strano caso dei biglietti svaniti was last modified: ottobre 18th, 2016 by L'Interessante
18 ottobre 2016 0 commenti
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Medicina
CulturaIn primo piano

Medicina: Premio Nobel 2016 allo scienziato giapponese Yoshinori Ohsumi

scritto da L'Interessante

Medicina

Di Antonio Andolfi

Il premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia 2016 è stato assegnato allo scienziato giapponese Yoshinori Ohsumi, per le sue scoperte sui meccanismi di autofagia, il meccanismo con cui le cellule riciclano parte del loro stesso contenuto

In medicina si iniziò a parlare di autofagia, termine che significa “mangiare se stessi”, nei primi anni Sessanta, quando si notò che una cellula è in grado di distruggere i propri contenuti racchiudendoli in una membrana, inviata poi ai lisosomi, gli organelli cellulari che si occupano dello smaltimento dei materiali.

Il termine autofagia fu inventato nel 1963 da Christian de Duve, ma per molti anni i ricercatori non hanno capito bene come funzionasse questo meccanismo, fondamentale per la vita.  Questo fino agli esperimenti di Ohsumi, negli anni ’90, che grazie ad alcuni brillanti intuizioni, riuscì a svelare i dettagli di questo sofisticato meccanismo.

L’autofagia controlla importanti funzioni fisiologiche nei componenti più basilari del corpo: fornisce molto velocemente combustibile alla cellula e permette il rinnovo dei suoi componenti. E’ pertanto fondamentale nella risposta alla mancanza di alimenti e altri tipi di stress.

Ha anche altre funzioni: dopo un’infezione, elimina i batteri e i virus; negli embrioni contribuisce alla differenziazione cellulare; serve per eliminare le proteine e gli organelli danneggiati, e in questo modo riesce a contrastare gli effetti negativi dell’invecchiamennto cellulare. Si è anche notato che il malfunzionamento dell’autofagia è collegato al Parkinson, al diabete di tipo 2 e ad altre patologie degli anziani.

Nel suo laboratorio di Tokyo Ohsumi condusse una serie di esperimenti con lieviti, identificando i geni che determinano i meccanismi dell’autofagia. Le cellule dei lieviti sono relativamente semplici da studiare e spesso usate come modello per i geni cruciali per i processi di organismi cellulari. Ma sono anche molto piccoli, e le loro strutture non sempre risultano facilmente distinguibili al microscopio.

Ohsumi  pensò che se fosse riuscito a disturbare il processo di degradazione nei vacuoli, gli organuli cellulari in cui avviene l’autofagia nei lieviti, gli autofagosomi, paragonabili ai “camion della nettezza urbana” delle cellule, si sarebbero accumulati nei vacuoli, fino a risultare visibili. Funzionò e Ohsumi riuscì a provare che l’autofagia avveniva anche nel lievito. Soprattutto, aveva a questo punto ideato un metodo per identificare i geni chiave coinvolti nel processo: analizzando migliaia di ceppi di lievito, identificò i 15 geni essenziali nel processo. E, a questo punto, passò a studiare l’autofagia nell’uomo.

Nel 2004 Ohsumi riassunse il suo studio su Nature. L’autofagia è fondamentale nel sistema immunitario dell’organismo: quando batteri come streptococco e salmonella infettano le cellule, vengono smaltiti anche con questo processo. Mentre altri patogeni come Listeria e Shigella riescono a sfuggire alla distruzione.

Yoshinori Ohsumi è nato nel 1945 a Fukuoka, in Giappone. Ha conseguito un dottorato di ricerca presso l’Università di Tokyo nel 1974. Dopo aver trascorso tre anni alla Rockefeller University, New York, Stati Uniti, è tornato all’Università di Tokyo, dove ha stabilito il suo gruppo di ricerca nel 1988. Dal 2009 è professore presso il Tokyo Institute of Technology.

Medicina: Premio Nobel 2016 allo scienziato giapponese Yoshinori Ohsumi was last modified: ottobre 18th, 2016 by L'Interessante
18 ottobre 2016 0 commenti
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Sinfonia
CulturaIn primo piano

SINFONIA D’AUTUNNO: 20 OTTOBRE VILLA DOMI

scritto da L'Interessante

Sinfonia

Sarà Adriana Serrapica , Emanuela Orlandi in “La verità sta in cielo”, il nuovo film di Roberto Faenza, che vanta nel cast Riccardo Scamarcio, Maya Sansa, Greta Scarano e  Valentina Lodovini, la testimonial di Sinfonia d’Autunno l’evento promosso da Maridì Communication teso a coniugare ed a celebrare in maniera originale moda, spettacolo, cultura ed arte

Un ruolo complesso e misterioso quello di Adriana Serrapica  che segna  il suo esordio sul grande schermo. Un bella sfida professionale in cui la  giovane artista, 19 anni, si ritrova  al centro di una vicenda che ripercorre 30 anni di storia, riaprendo il “Cold  Case ” Orlandi. La kermesse, che si terrà il prossimo  20 ottobre sera nella suggestiva cornice di Villa Domi a Napoli, vedrà per il Fashion, in passerella brand di grande prestigio. Ad aprire la scena “Eles Couture”, appena reduce dal successo riscosso al Gala del Cinema e della Fiction con i suoi abiti esclusivi rigorosamente artigianali ispirati  ai costumi di scena; a seguire, gli outfit della Collezione Autunno Inverno 2016 /17 di Eles Boutique che vanta due sedi, al centro del Vomero ed in via Carlo Poerio, nel “salotto” di Napoli. Particolare attenzione per le  mannequin “Vestite di gioielli”  total body con due brand d’eccezione “GemmaGi” per i bijoux e “Rebella”  per i sandali gioiello realizzati interamente a mano. Ed ancora, sempre per la moda, una capsule in preview  della preziosa Collezione Primavera Estate 2017 di Lorella Signorino, un’azienda di Carpi che spazia in maniera vincente nel settore da oltre trenta anni ed il maestro pellicciaio Umberto Antonelli che fa sognare ogni donna con le sue avvolgenti e pregiate pellicce dai tagli ed i colori inusuali.  Grande risalto anche  al pianeta del benessere psico-fisico con i preziosi consigli di “Matachione Group”, azienda farmaceutica leader nel campo dal 1924 ed il centro estetico “BBD Il Bello delle donne”, dove ogni cliente viene “coccolata” con un ventaglio di trattamenti attivati anche  con l’ausilio di macchinari all’avanguardia. Spazio anche alla cultura ed all’economica con evidenti finalità sociali che vede in campo accanto a Banca Stabiese, banca etica per eccellenza, due protagonisti: Angelo Pisani con il suo libro-denuncia “Le Luci di Scampia” ed il vernissage di alcune delle opere di “Never Give up”, il  progetto dell’ “Iride”  in cui perdersi ma anche ritrovarsi accompagnato dalle riflessioni di 10 ragazzi del carcere minorile di Nisida con cui l’artista ha lavorato due interi giorni cercando di entrare nel loro mondo e dando loro modo di esprimersi coralmente attraverso l’arte.  Ed infine, “delizia anche per il palato” con la performance gastronomica della storica ditta “Da Pasqualino” rappresentata da Giovanni, Linda e Lella Gallifuoco Pasqualino”, quest’ultima appena reduce dalla nuova edizione di PizzaWorld Cup promossa da UPTER di cui è da tempo  docente istruttore e che l’ha vista conquistare il primo posto nel segmento “Pizza fritta” ed il gusto di un’aromatica tazzina di caffè Kamo, brand giovane ma di antiche tradizioni , che propone una serie di miscele al top rigorosamente selezionate da esperti professionisti  del settore. Gran finale con dinner buffet e live sax music. Attesi esponenti dello showbiz nazionale, tra cui Manuela Maccaroni  giudice di “Torto o Ragione-Verdetto Finale” in onda su Rai 1 ed alcuni protagonisti della trasmissione televisiva “Made in Sud” oltre a  rappresentanti del mondo dell’impresa e del professionismo campano.

SINFONIA D’AUTUNNO: 20 OTTOBRE VILLA DOMI was last modified: ottobre 18th, 2016 by L'Interessante
18 ottobre 2016 0 commenti
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Rinascere
CulturaIn primo piano

Rinascere dalla distruzione: Ebla, Nimrud, Palmira

scritto da L'Interessante

Rinascere

Rinascere

Di Maria Rosaria Corsino

Vedere l’arte crollare a pezzi sotto la furia iconoclasta che negli ultimi anni ha colpito il Medio Oriente, è un colpo al cuore.

Neanche lei si è salvata dal conflitto siriano che da anni violenta una terra che storicamente e artisticamente è stata culla di immense civiltà.

Neanche l’archivio dello  Stato reale di Ebla, custode delle origini della scrittura dell’umanità, ce l’ha fatta.

Ma l’associazione “Incontro di civiltà” non si è arresa e ha ricostruito e riportato alla luce, grazie ad avanzate risorse tecno-scientifiche, quelli che erano considerati patrimoni dell’umanità.

Fino all’11 Dicembre, il Colosseo ospiterà la “resurrezione” di questi capolavori tra i quali metà del soffitto del Tempio di Palmira, il Toro di Nimrud e lo stesso archivio di Ebla

L’esposizione è stata ideata e curata da Francesco Rutelli e Paolo Matthiae, che hanno guidato nel 1964 la spedizione italiana che ha riportato alla luce i tesori di Ebla.

E’ finanziariamente sostenuta dalla Fondazione Terza Pilastro il cui presidente ha commentato:”Il nostro obiettivo finale è ricostruire i monumenti nel luogo in cui sono stati abbattuti.”

”La situazione in Siria adesso è drammatica – ha detto Matthiae – ma questa mostra è il primo segnale da parte di un paese occidentale che ciò che l’Isis ha distrutto può essere ricostruito”

Un compito che potrà essere perseguito, ha proseguito l’archeologo, solo in caso che finisca la guerra e sia garantito il massimo livello di sicurezza. A patto comunque che ogni intervento di recupero del patrimonio sia compiuto nel rispetto della sovranità dei singoli paesi, in modo coordinato e con una collaborazione ”possibilmente universale”.

Rinascere dalla distruzione: Ebla, Nimrud, Palmira was last modified: ottobre 18th, 2016 by L'Interessante
18 ottobre 2016 0 commenti
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