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Categoria

Cultura

Malacqua
CulturaIn primo pianoLibri

Malacqua di Nicola Pugliese per la Tullio Pironti Editore: un’appassionata vicenda editoriale

scritto da L'Interessante

Malacqua

Di Roberta Magliocca

Quattro giorni di incessante pioggia a Napoli. Un fenomeno tanto inusuale. Malacqua di Nicola Pugliese, ne fotografa la straordinaria possibilità che non ricapiti più.

Davanti ai portoni della propria esistenza, a Napoli in quei giorni si aspetta qualcosa: la salvezza, ‘o miracolo, o la distruzione, ‘a mort.

Personaggi diversi, con diverse emozioni non solo assolute, ma anche relative alla pioggia e a quella Napoli così stranamente assurda, bagnata e cupa.

Perchè è questo il punto. I personaggi con i loro pensieri e i loro corpi non sono i protagonisti. Al centro di tutto il libro di Nicola Pugliese è Napoli: una fotografia meravigliosa che ci mostra le strade e i mondi che le abitano.

Malacqua: l’incredibile vicenda editoriale

Come il libro, straordinaria è la vicenda editoriale di questo libro:

Il libro uscì nel 1977 per Einaudi, dietro spinta di Calvino che intuì la bellezza e la novità della scrittura di Pugliese. La storia dice che il romanzo andò a ruba e si esaurì in poco tempo. Si dice anche che il molto orgoglioso e riservato Pugliese si fece violenza chiedendone a Einaudi la ristampa. Ristampa che non ci fu mai. In tutti questi anni si racconta di ricerche di appassionati tra i librai del centro storico di Napoli, di fotocopie vendute a caro prezzo, di offerte economiche molto elevate per acquistarne una singola copia. Anni di silenzio, fino alla morte di Pugliese (2012). Suo fratello Armando ricevette precise disposizioni dallo scrittore affinché il libro fosse ripubblicato da Tullio Pironti, cosa che è avvenuta tra lo stupore dell’editore e la gioia di molti, nel 2013.

Malacqua di Nicola Pugliese per la Tullio Pironti Editore: un’appassionata vicenda editoriale was last modified: novembre 14th, 2016 by L'Interessante
14 novembre 2016 0 commenti
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costellazioni
CulturaIn primo pianoTeatro

Costellazioni ad Officina Teatro

scritto da L'Interessante

Costellazioni

di Maria Rosaria Corsino

Lei, lui, le api e la cosmologia quantistica.

E’ questo in fondo, Costellazioni. O forse no.

E’ la storia, anzi, le storie di Marianna e Orlando che si incontrano per caso e finiscono per amarsi.

Al loro amore è affiancata la teoria della fisica quantistica per la quale esiste un numero infinito di universi con un numero infinito di azioni e reazioni.

La teoria del caos e Costellazioni

La trama di per sé è molto semplice: una normale ,quasi banale, storia d’amore con i suoi alti e bassi.

A complicare il tutto però è la domanda che ognuno di noi si è posto almeno una volta: e se avessi fatto così? Se fosse andata così?

Marianna lascia Orlando, Orlando lascia Marianna, Marianna e Orlando restano due conoscenti.

In Costellazioni ogni teoria diventa una scena, rotta ogni tanto da flashback e anticipazioni.

Marianna si ammala, Orlando le resta vicino.

Lei non sa se vuole continuare a lottare o arrendersi.

E’ un’indagine, in fondo, sul ruolo che il caos gioca nelle nostre vite.

Assolutamente divertente ma disperatamente triste, Costellazioni ci pone davanti al fatto che nulla è certo.

A parte una cosa: non ci si può leccare le punte dei gomiti.

Costellazioni ad Officina Teatro was last modified: novembre 14th, 2016 by L'Interessante
14 novembre 2016 0 commenti
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Requiem
CulturaIn primo pianoTeatro

Requiem a Pulcinella ad Officina Teatro

scritto da Roberta Magliocca

Requiem a Pulcinella

Di Roberta Magliocca

Pulcinella, uno e trino. Nel nome del padre, del figlio e del nonno, della signora con le borse della spesa, della vecchietta in chiesa, di chi promette e dopo toglie, di chi brucia e avvelena, di chi brucia per protesta, di chi brucia per stanchezza.

Sul palco di Officina Teatro un pulcinella lontanissimo da castagnette e tarantelle, nessun abito bianco di purezza assoluta, ma un pulcinella sommerso dal puzzo della Terra dei Fuochi, avvelenato da chi? Da Pulcinella stesso.

Pulcinella, al secolo Damiano Rossi, in scena magistralmente coniuga parola e fisicità, in una danza dal tempo scuro, dalla morte certa. Ma è come se, cosciente della sua imminente dipartita, pulcinella vomitasse al pubblico la decostruzione dei luoghi comuni e della società così come ce la vogliono far bere: avvelenata ma ricoperta di zucchero. E la sua invettiva la vomita in una frase sola, durata tutto lo spettacolo.

Ed è qui la forza e l’originalità dello spettacolo: perché della Terra dei Fuochi sentiamo parlare da anni ormai, e continuamente da anni continuano a morirci sotto al naso parenti ed amori, amici e conoscenti, sconosciuti ma gemelli di un medesimo destino. E allora vuol dire che le parole che ci arrivano, così come le notizie, non sono quelle giuste. Damiano ha capito il valore della parola. Della parola non in quanto chiacchiera, ma portatrice di un significato univoco e solo, lontano dai modi di dire e dalle omertà.

E intorno alla parola ci ha costruito un intero spettacolo. Rimettendo il cappotto per uscire al freddo, fuori dal teatro ci si interroga sulle parole e sulla vicenda, sulla morte che si pensa essere l’opposto della vita, mentre è solo l’opposto della nascita. Ed è questo l’ultimo luogo comune smantellato. La vita non ha opposti. Non andiamole contro. Pensiamo di più alle parole. E comportiamoci di conseguenza.

Di una bravura che sconcerta i tre pulcinella in palcoscenico. Quella bravura che caratterizza chi fa teatro per comunicare e non per gli applausi. E a quel punto, però, gli applausi scrosciano lunghissimi, tanto da far uscire in scena gli attori trafelati più e più volte come è successo ad Officina Teatro. Lunghissimi e decisi, di quegli applausi che ti fanno male le mani. Eppure continui.

REQUIEM A PULCINELLA

di e con Damiano Rossi

turntablist Ivan Alfio Sgroi

coro, figure, tecnica Tommaso Renzuto Iodice

Requiem a Pulcinella ad Officina Teatro was last modified: novembre 14th, 2016 by Roberta Magliocca
12 novembre 2016 0 commenti
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Reggia
CulturaEventiIn primo piano

REGGIA DI CASERTA: LA MODA DI MICHELE DEL PRETE NEL SEGNO DI TELETHON

scritto da L'Interessante

Reggia

 

“EVENT”

LA MODA DI MICHELE DEL PRETE

NEL SEGNO DI TELETHON

 

OSPITI

JAMES SENESE, M’BARKA BEN TALEB,

GENNARO COSMO PARLATO,PIETRA MONTECORVINO

E MARCO PALVETTI

 

DOMENICA 13 NOVEMBRE ORE 20,30

LOCATION LO SCALONE DELLA REGGIA DI CASERTA

James Senese, M’Barka BenTaleb, Gennaro Cosmo Parlato, Pietra Montecorvino e l’attore Marco Palvetti, il Salvatore Conte di Gomorra: questi gli attesi ospiti di “EVENT”, la serata organizzata dallo stilista casertano Michele Del Prete per presentare la nuova collezione alta moda e sposa 2017. Uno spettacolo nello spettacolo. Non solo moda, musica, teatro e cinema, ma anche le bellezze architettoniche del territorio saranno protagoniste dell’evento. Infatti, location d’eccezione domenica 13 novembre alle ore 20,30 sarà lo scalone reale della Reggia di Caserta. Dunque, non una semplice sfilata, seppure incastonata in un luogo magico, ma un vero e proprio evento spettacolare alla cui realizzazione danno il loro contributo artistico alcuni protagonisti dello showbiz, amici personali dello stilista.

L’edizione 2017 di “EVENT” sarà anche solidarietà. Infatti, la sfilata rientra tra le iniziative per la raccolta fondi di Telethon. Nel corso della serata, tra tutti coloro che avranno dato un contributo alla storica fondazione che lotta contro le malattie genetiche, verrà estratto a sorte un abito della linea “Michele Del Prete Haute Couture”.

Sulla insolita passerella, qual è lo scalone reale, la nuova collezione alta moda e sposa 2017 di Michele Del Prete, alias Antea, ancora una volta porterà tutti in un’atmosfera incantevole e unica. Del resto lo stile si caratterizza per la sartorialità, per i tessuti preziosi e per “un tocco al lusso portabile”, che sono i veri punti di forza di un fashion designer che è un vero talento del territorio casertano e che da più di venti anni fa sognare le donne, non solo campane, con i suoi meravigliosi abiti da favola.

 “Per la nuova collezione – anticipa Michele Del Prete – ho scelto come tema gli anni Cinquanta, naturalmente con una rivisitazione di divismo attuale. Il gioco dei colori, ma soprattutto di intarsi, dallo chiffon al cady di seta e al mikado, sarà predominante per gli abiti, ma quest’anno ho voluto puntare anche sulle scarpe, che diventano preziose. Si gioca tutto sul lusso, ma un lusso contenuto, non solo per le donne. Anche l’uomo, infatti, diventa ricercato, tessuti pregiati, ma senza eccedere. Quindi, il gran finale con la sposa. Un tessuto particolarissimo realizzato in esclusiva per noi. Una vera sorpresa. Ma non voglio svelare altro!”.

REGGIA DI CASERTA: LA MODA DI MICHELE DEL PRETE NEL SEGNO DI TELETHON was last modified: novembre 12th, 2016 by L'Interessante
12 novembre 2016 0 commenti
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donne
CulturaIn primo pianoTv

Donne pentite, un tempo regine

scritto da L'Interessante

Donne

di Maria Rosaria Corsino

Giovedì 10 Novembre alle ore 10 nella Sala degli Angeli dell’Università Suor Orsola Benincasa la proiezione di alcuni estratti della serie tv “Camorriste”, prodotta da A+E Networks Italia e reduce da un grande successo di pubblico sui canali Sky Crime Investigation e History Channel, sarà l’occasione di un convegno sulle “Camorriste 2.0”, organizzato per avviare una riflessione multidisciplinare ed inter istituzionale sui nuovi ruoli delle donne all’interno delle organizzazioni di stampo camorristico.

Al convegno, organizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, l’Associazione di ex detenuti napoletani EX DON, la Fondazione Pol.I.S e la società di produzione televisiva Media Mediterranea, prenderanno parte Giuseppe Borrelli, coordinatore della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, Paolo Colangeli, autore della serie “Camorriste”, Nino Daniele, Assessore alla Cultura del Comune di Napoli,Mariavaleria del Tufo, Pro Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa,Marco Demarco, direttore della Scuola di Giornalismo “Suor Orsola Benincasa”,Simona Di Monte, sostituto procuratore presso la Corte di Appello di Napoli,Geppino Fiorenza, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Pol.I.S,Pietro Ioia in rappresentanza dell’Associazione di ex detenuti napoletani EX DON,Sherin Salvetti, general Manager A+E Networks Italy, Isaia Sales, docente di Storia delle mafie al Suor Orsola e la scrittrice e regista Anne Veron.

La parola alle Donne

Donne che narrano in prima persona la propria storia, senza nessun filtro e nessuna mediazione, che offrono una visione narrativa del tutto nuova, facendo luce sul ruolo, ancora poco conosciuto, delle donne nelle organizzazioni camorristiche. La nuova serie tv di A+E Networks Italia (in onda su Crime Investigation e History Channel) ci offre l’occasione di indagare quattro universi femminili, quattro donne molto diverse tra loro, quattro regine dei clan, a volte madri, a volte figlie, a volte amanti di potenti boss, che hanno affiancato i propri uomini e li hanno poi sostituiti al comando della cosca quando se li sono visti portare via dalla giustizia.

Quattro donne di spicco della camorra raccontano la loro irresistibile ascesa all’interno del clan e ci offrono uno spaccato del tutto inedito delle motivazioni e dei meccanismi che spingono una donna ad assumere ruoli chiave nell’organizzazione criminale. Donne che hanno guidato interi clan, che hanno gestito traffici, droga, racket, rifiuti, appalti, che hanno deciso della vita e della morte, che hanno perfino ordinato omicidi e che, a volte, li hanno commessi in prima persona, ma sempre in nome e per nome della fedeltà e protezione dei propri cari e della propria famiglia.

Camorriste loro malgrado. Camorriste per nascita, per amore, per fedeltà ai figli, alla famiglia. Hanno vissuto ascese improvvise e rapidissime al comando di clan potenti e rispettati. Hanno governato, creato alleanze con altre donne, combattuto come leonesse per le necessità del clan, sono state tradite e hanno finito per tradire. Poi, un giorno, l’istinto che ha fatto loro scegliere la difesa degli affetti privati sopra di tutto e nonostante tutto, si è incrinato. Agguati, fughe, strazianti separazioni dai propri cari, fino all’unico approdo in grado di mettere fine a quell’esistenza criminale: l’incontro con la legge.

Donne pentite, un tempo regine was last modified: novembre 10th, 2016 by L'Interessante
10 novembre 2016 0 commenti
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giffoni
CinemaCulturaEventiIn primo piano

Giffoni, destinazione Albania

scritto da L'Interessante

Giffoni

di Maria Rosaria Corsino

Giffoni abbraccia di nuovo l’Albania con un progetto articolato in due fasi: dal 9 al 13 novembre a Tirana e, poi, dal 22 al 24 novembre a Giffoni.

L’obiettivo di “Destinazione Albania 2016”è quello di contribuire a promuovere una politica di scambio sociale e culturale tra i due Paesi, sensibilizzando diversi soggetti del mondo scolastico (strutture, allievi, docenti, genitori) verso le diversità culturali ed il rispetto delle differenze attraverso l’educazione alla multicultura e alla solidarietà.

Il progetto mira quindi a fornire una comprensione globale sui meccanismi del cambiamento sociale e lavorativo e a riflettere sul ruolo più che rilevante dei giovani nell’influenzare la realtà e innescare i cambiamenti sociali, politici, culturali ed economici.

Giffoni: uno scambio “culturale”

Per l’appuntamentoa Tirana, dove saranno presenti il direttore del Giffoni Experience Claudio Gubitosi e il Project Manager di “Giffoni Albania”Marco Cesaro, 10 studenti campani saranno nella capitale albanese per confrontarsi con i colleghi dell’Università delle Arti su Cinema e Innovazione, I Nuovi Mestieri del Cinema, Cinema e Integrazione.

Previsti due laboratori presso l’Università delle Arti di Tirana: il primo sulla recitazione con Alfred Trebicka, uno dei più importanti e noti attori cinematografici e teatrali albanesi che, per l’occasione, accompagnerà i ragazzi in un percorso formativo che va dalla recitazione al casting. Il secondo laboratorio sarà dedicato all’animazione: vecchie e nuove tecniche, dal 2D al 3D, tenuto da importanti docenti vincitori di numerosi premi. I ragazzi avranno poi modo di avviare una start-up: un format TV che verrà poi promosso anche in Italia. A guidarli uno dei più importanti giornalisti albanesi (ora anche producer Rai e Sky), Namik Ajazi, autore di numerosi documentari e produzioni televisive. Nel pomeriggio spazio alle proiezioni al Cinema Millennium con un programma che darà particolare spazio alle animazioni brevi, ai cortometraggi e alle produzioni italiane di cui l’Albania è grande consumatore.

Una particolare attenzione sarà riservata alla Campania in entrambe le fasi del progetto. La regione sarà sempre presente al fianco di Giffoni Experience che coinvolgerà tutti gli attori pubblici e privati, espressione delle eccellenze del nostro territorio, in sintonia con una partecipazione attiva degli interlocutori albanesi.

Sono previsti, inoltre, incontri con il Ministro della Cultura della Repubblica d’Albania Mirela Kumbaro, il Presidente della Commissione all’Integrazione Europea Majlinda Bregu, il Sindaco di Tirana Erion Veliaj e con i manager di aziende operanti nel settore dell’audiovisivo e dei media.

Per l’appuntamento in Italia, a Giffoni dal 22 al 24 novembre, nell’ottica della reciprocità e degli scambi culturali, saranno presenti 10 studenti albanesi per incontrare i colleghi dell’Università degli Studi di Salerno. In programma tre giorni d’incontri con docenti, manager, autori. All’appuntamento finale di Giffoni parteciperà il Sindaco di Tirana.

“Destinazione Albania 2016”è co-prodotto dalla Direzione Generale del Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, finanziato con i fondi POC della Regione Campania, dal Comune di Tirana e dal Centro Cinematografico dell’Albania.

Giffoni, destinazione Albania was last modified: novembre 10th, 2016 by L'Interessante
10 novembre 2016 0 commenti
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ora
CulturaIn primo pianoLibri

Adriana Caprio presenta “ Ora ”

scritto da L'Interessante

Ora

di Maria Rosaria Corsino

Si è tenuta Sabato 5 Novembre al D’Oro Caffè la presentazione del libro di Adriana Caprio, classe ’96 diplomata al Liceo Classico Pietro Giannone e attualmente iscritta alla facoltà di lettere classiche presso la Seconda Università degli Studi di Napoli.

Il romanzo, intitolato “ Ora ”, prende il nome dal pianeta su cui le quattro eroine sono convocate per combattere una minaccia che potrebbe distruggere l’intero Universo.

Ora: la trama e i personaggi

Nala, Fiamma, Elis e Fill sono delle semplici studentesse di lettere classiche a Napoli, che vengono convocate un giorno dalla regina di Ora, Aurora.

La scelta di Napoli non è casuale afferma Adriana, perché è la città del mare, elemento a cui è fortemente legata.

Legata è anche alle sue protagoniste: Nala è l’acqua, la parte più complessa della personalità della Caprio, Fiammetta la sua parte più chiusa, Elis la sua parte più leggera e Fill… neanche lei sa dirlo.

Ma legato all’acqua non è solo Nala ma anche Iudor, comandante dell’esercito di Ora.

Misterioso, inafferrabile e profondo come il mare, Iudor è il classico dark hero estremamente complesso.

E la chiave di tutta la storia.

Ma Iudor è anche la guerra, in lotta contro il mostro e con se stesso.

E così anche Nala deve combattere due guerre: una esteriore per Ora e una interiore visti i sentimenti per Iudor.

Afferma Adriana :

“Il viaggio che le ragazze compiono è soprattutto un viaggio spirituale, di conoscenza personale.

Il destino di ognuna sarà compiuto quando ciascuna troverà la sua verità.

La verità di Nala è Iudor.”

Tutto è destinato a qualcosa secondo l’autrice, e ci sono parti di noi che non possiamo nascondere.

Una storia profonda, toccante, in cui ognuno può ritrovare se stesso, “ Ora ” è uno di quei romanzi che ti resta dentro.

E Adriana Caprio è la dimostrazione che se credi nei tuoi sogni, puoi realizzarli.

Adriana Caprio presenta “ Ora ” was last modified: novembre 8th, 2016 by L'Interessante
8 novembre 2016 0 commenti
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dieci piccoli indiani
CulturaIn primo pianoTv

Dieci piccoli indiani, il successo di Agatha Christie su Giallo

scritto da L'Interessante

Dieci Piccoli indiani

Di Erica Caimi

Nell’anno in cui ricorre il quarantesimo anniversario della morte della scrittrice, Giallo manda in onda in prima tv assoluta la miniserie inglese tratta dall’omonimo libro di Agatha Christie, divisa in due serate domenica 6 e lunedì 7 novembre alle 21. “Dieci piccoli indiani”, “Ten Little Niggers” in UK, esce nel lontano 1939 e si rivela un successo assoluto, vendendo oltre cento milioni di copie in tutto il mondo. La BBC ci regala un’ottima trasposizione televisiva del grande capolavoro, grazie a un cast di altissimo livello e una scrittura precisa, ponderata, ma di grande effetto. In UK è stata trasmessa in tre parti da BBC One, per celebrare i 125 anni di Agatha Christie, ed è stato visto da oltre sei milioni di telespettatori. Anche oltreoceano ha incassato gli apprezzamenti del pubblico.

Interpreti e sceneggiatura di “Dieci piccoli indiani”

La sceneggiatura di “Dieci piccoli indiani”, in UK “And Then There Were None”, è opera della talentuosa Sarah Phelps, il cui curriculum sfoggia importanti collaborazioni di scrittura per il teatro nella Royal Shakespeare Company e per il piccolo schermo. Il suo adattamento televisivo coglie in pieno l’intento del romanzo di Agatha Christie e, come il libro, è in grado di trasmetterlo: lo spettatore, immedesimandosi con lo stato d’animo dei personaggi, si sente addosso il peso dell’angoscia, dell’attesa, della disperazione e percepisce quell’opprimente sensazione claustrofobica data dalla consapevolezza di trovarsi in un luogo dal quale non si può scappare. E’ percepibile la cura al dettaglio, sia scenografico sia delle interpretazioni che risultano misurate, ma di grande effetto.

Nel cast figurano, infatti, interpreti di notevole importanza che danno una lezione di grande teatro inglese, tra questi ricordiamo: Douglas Booth (Great Expectations, The Riot Club),  Charles Dance (Game of Thrones, The Imitation Game), Maeve Dermody (Black Water, Beautiful Kate), Burn Gorman (The Dark Knight Rises, Torchwood), Anna Maxwell Martin (The Bletchley Circle, Death Comes to Pemberley), Sam Neill (Peaky Blinders, The Tudors),  Miranda Richardson (Mapp & Lucia, Parade’s End), Toby Stephens (Black Sails, Jane Eyre), Noah Taylor (Peaky Blinders, Game of Thrones) e Aidan Turner (Poldark, The Hobbit Trilogy).

Dieci piccoli indiani: sinossi

Ambientato nel 1939, alla vigilia della seconda guerra mondiale, “Dieci piccoli indiani”, segue le vicende di dieci personaggi, sconosciuti tra loro, ciascuno con un torbido passato, che vengono contattati e riuniti dai coniugi Owen in una sperduta isola vicino alle coste del Devon, nel sud dell’Inghilterra. Dopo una prima cena in attesa dei misteriosi padroni di casa che nessuno ha mai incontrato, una voce proveniente da un grammofono ed amplificata per tutta la casa elenca i nomi di tutti i presenti e rivolge loro tremende accuse, inaugurando una lunga e straziante catena di omidici. Uno dopo l’altro vengono assassinati secondo modalità diverse e in scenari differenti, ma ben congeniati. Nel frattempo, il tempo peggiora e si ritrovano tutti bloccati, lontani dalla terraferma, senza via di scampo in balia dei nefasti eventi. L’angoscia danza sulle note della filastrocca appesa in ogni stanza, che comincia con “Dieci piccoli Indiani” , “Ten Little Soldier Boys” , prosegue con un verso sempre diverso fino a “…non rimase più nessuno”, “And Then There Were None”. Sull’isola niente è come sembra e abbattuta l’apparenza, ognuno dei personaggi deve fare i conti con il proprio macabro passato.

Dieci piccoli indiani, il successo di Agatha Christie su Giallo was last modified: novembre 8th, 2016 by L'Interessante
8 novembre 2016 0 commenti
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Volume
CulturaIn primo pianoLibri

Un volume sul lato oscuro di Napoli

scritto da L'Interessante

Volume

di Maria Rosaria Corsino

 

La giustizia e la camorra, il territorio e i disastri ambientali, la pubblica amministrazione e gli abusi edilizi, la politica e i mercanti di voti. Ci sono gli ultimi 25 anni della storia di Napoli raccontati con lucidità, precisione e senza ipocrisie nell’ultimo libro del magistrato Aldo De Chiara: “Per la mia Città”(Guida Editore). Un titolo che racconta del legame forte tra il magistrato napoletano, oggi in servizio alla Procura di Salerno, e la sua città che viene raccontata e sferzata col l’intransigenza del giurista miscelata con la passione civile di chi continua ad impegnarsi per un cambiamento possibile e lo prospetta in queste pagine ricche di impulsi propositivi.

Il volume verrà presentato in anteprima lunedì 7 Novembre alle ore 18 nella Sala degli Angeli dell’Università Suor Orsola Benincasa, dove due anni or sono proprio De Chiara aveva coordinato l’organizzazione del “Sabato delle Idee” dedicato alla Terra dei Fuochi con l’allora Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando e con la partecipazione di tutti i comitati dei territori campani più martoriati dai disastri ambientali.

Alla presentazione del volume, coordinata dal direttore de “Il Mattino”Alessandro Barbano, prenderanno parte il Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa,Lucio d’Alessandro, il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris e il presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, che proprio presso lanFacoltà di Giurisprudenza dell’Università Suor Orsola Benincasa ha fondato la prima cattedra italiana specificamente dedicata allo studio della Legislazione antimafia.

Presentazione del volume

Per verificarne l’attualità, la casa editrice Guida ripropone nel volume gli interventi scritti da Aldo De Chiara negli ultimi cinque lustri su alcune delle principali testate giornalistiche cittadine. Le analisi dell’opinionista traggono alimento, in gran parte, dalle vicende di Napoli e della relativa area metropolitana. Esse non si limitano ad evidenziare criticità, ma sviluppano meditate proposte al legislatore o alla pubblica amministrazione con l’unico comune denominatore dell’interesse della Città. È lo sforzo del cittadino che ama il luogo in cui è nato e vive. Cento articoli raggruppati in quattro aree tematiche: Ambiente e territorio, Giustizia, Sicurezza urbana, Politica e pubblica amministrazione.

Un volume sul lato oscuro di Napoli was last modified: novembre 8th, 2016 by L'Interessante
8 novembre 2016 0 commenti
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Alessia Macari
CulturaIn primo pianoTv

Grande Fratello Vip: vince Alessia Macari

scritto da L'Interessante

Alessia Macari

Di Vincenzo Piccolo

Mancava poco all’una quando la Blasi legge il verdetto, in diretta su Canale 5, che dichiara vincitrice della prima edizione del Grande Fratello Vip, la ciociara, Alessia Macari.

L’Irlandese di origini ciociare è nota al pubblico italiano per la sua partecipazione nel game-show di Paolo Bonolis “Avanti un altro”, che la vede appunto nelle vesti della “Ciociara”. Ovvero una simpatica ragazza che interviene nel gioco leggendo, e cantando, alcune domande, nel colorito dialetto della sua terra d’origine.

 

Eletta prima finalista dal pubblico, Alessia è arrivata al duello diretto con Gabriele Rossi

 

Molto amata dal pubblico, con diversi milioni di Followers sui principali social-network, Alessia è arrivata in finale quasi subito. Nella serata di ieri, insieme a lei c’erano Valeria Marini, Stefano Bettarini, Laura Freddi e Gabriele Rossi che ha battuto al televoto nel duello finale, risultando vincitrice.

A festeggiare nello studio, insieme a lei,c’erano tutti gli ex-concorrenti oltre ad Alfonso Signorini, opinionista indiscusso di questa edizione del GF Vip, e “la Capitana” Ilary Blasi.

Si conclude così la trasmissione più trash della televisione italiana, che ci ha fatto rivedere il concetto stesso di “VIP”. Dandoci la possibilità di capire che,tra un “bacio stellare” e uno “scolapasta”,non è tutto oro quello che luccica.

Grande Fratello Vip: vince Alessia Macari was last modified: novembre 8th, 2016 by L'Interessante
8 novembre 2016 0 commenti
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