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Napoli

RAI: presentazione conduttori Rai Uno
CulturaIn primo piano

Piero Angela: ospite di Futuro Remoto

scritto da L'Interessante

Piero Angela

Di Antonio Andolfi

Si è svolta a Napoli, all’interno della Sala Newton, la conferenza iniziale della 30° manifestazione Futuro Remoto,  il cui tema di quest’anno è Costruire. Una serata per parlare di scienza e innovazione,con Roberto Battiston,presidente dell’ASI, l’Agenzia Spaziale Italiana.

Tra gli ospiti della serata, Piero Angela, famoso giornalista e divulgatore scientifico, autore di tanti programmi di successo come SuperQuark che quest’anno ha raggiunto i 30 anni di messa in onda

Angela ha tenuto una conferenza sull’importanza della cultura scientifica in Italia, e come la scienza e l’innovazione stiano cambiando il nostro pianeta. Il conduttore, che ha raggiunto il traguardo di 87anni, ricorda che suo padre, il medico Carlo Angela, fu un contemporaneo di Garibaldi, essendo nato nel 1875. In quel periodo la povertà e l’analfabetismo erano molto diffusi, e oggi grazie alla tecnologia e all’innovazione la vita è cambiata profondamente.

“La scienza e’ il motore che oggi permette alla nostra societa’ di svilupparsi attraverso l’innovazione e le tecnologie. Alcuni Paesi lo hanno capito e corrono, penso al Nord Europa e all’Asia. Noi siamo in ritardo”.

Angela ha spiegato che le eccellenze del nostro Paese, la cultura, la letteratura e la filosofia non sono piu’  “sufficienti nella società odierna, bisogna stare al passo con le trasformazioni, soprattutto quella digitale, che stanno profondamente rivoluzionando la nostra societa’. Noi – ha aggiunto – siamo tanto intelligenti ma siamo una Ferrari che senza carburante resta ai box”. Parlando del ruolo dei giovani, Angela ha detto che sono ancora “molto pessimisti sul loro futuro ma attraverseranno un secolo pieno di innovazione. Devono guidare un cambiamento da protagonisti, ognuno coltivando la propria eccellenza. E poi c’e’ il ruolo della divulgazione, e’ importante farla ma riceverla, soprattutto, e i mezzi di comunicazione, i giornali, ma anche la politica dovrebbero fare di piu’ per questo”. Infine Angela ha ricordato una missione spaziale poco conosciuta, l’Apollo 3, in cui per la prima volta fu fotografata la Terra vista dallo spazio. Appare evidente come il nostro sia un pianeta straordinario, delicato.Un sottilissimo strato di atmosfera protegge la Terra, dalle radiazioni che provengono dal Sole. Uno strato di 11 km di altitudine composto in prevalenza di azoto, ossigeno, ed altri gas. L’uomo con le sue attività sta immettendo sempre più sostanze inquinanti,che stanno distruggendo il nostro pianeta. Angela ha concluso il suo intervento commentando l’importanza di avere una cultura scientifica nel nostro paese.

 

Piero Angela: ospite di Futuro Remoto was last modified: ottobre 11th, 2016 by L'Interessante
11 ottobre 2016 0 commenti
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Napoli
CronacaIn primo pianoParliamone

Napoli. Si contendevano la stessa ragazzina: accoltellato uno dei due pretendenti

scritto da L'Interessante

Napoli

Di Michela Salzillo

Succede a Napoli qualche giorno fa… 

Una lite, una scuola, una di quelle del centro storico. Due adolescenti di quindici e quattordici anni, una ragazzina che in anonimato si ritrova ad essere trascritta come il vero motivo del contrasto, un coltello, una sferrata, e quello che con una certa ordinarietà succede fra i banchi degli istituti di formazione, e non solo, diventa fatto degno di nota. Quando c’è di mezzo del sangue, un ricovero in ospedale e il grido alla grazia per il sopravvissuto, è giusto che se ne parli. È importante che si cerchi di capire come sono andate le cose, dettagliare il nome della scuola che, in questo caso, sarà quello dell’istituto comprensivo Teresa Confalonieri, sito nel vico San Severino, premunirsi di specificare che se anche il diverbio sia cominciato in classe, l’accoltellamento sia invece avvenuto all’esterno della stessa. È importante dare voce all’ insegnante che, giustamente, tiene a rimarcare quanto certi casi non debbano rappresentare l’ identità comune della Napoli perbene, cercando di mettere i puntini sulle “i “ in materia di responsabilità, perché se il fatto è avvenuto nel cortile della scuola, invece che di fronte alla lavagna prima della campanella, pare cambi molto.  Vengono fuori gli sfoghi che confermano quanto tutti sapevano, ma nessuno si era mai preoccupato più di tanto.  Lo dice la zia del ragazzo ferito, quando ancora era in ospedale, prima dello scampato pericolo: “Era un bullo, lo sapevano tutti”.

Perché allora non si è evitato quest’ epilogo, per fortuna riuscito alla meno peggio? Perché chi poteva non è intervenuto? Resta un mistero, uno di quelli difficili da decifrare, ma su cui fare ipotesi viene spontaneo. Non si parla perché tanto sono cose che succedono? Perché questi insegnanti non sanno dove sbattere la testa con classi di trenta ragazzi e un programma da gestire il più degnamente possibile? Perché quello che conta è dire del bullismo come l’argomento su cui interrogare all’esame, tanto se l’alunno sa la pappardella a memoria, merita il plauso o cose del genere? Forse tra queste domande c’è quella che dà risposte, forse tutte, in parte, sono la risposta o forse niente di tutto ciò  ha a che fare con le famiglie di questi ragazzi, dove magari si insegna che l’ uomo vero è quello che tira a calci e pugni, che il rispetto lo guadagni con la violenza, perché se non sai dare schiaffi allora vuol dire che sei scemo, “sei fesso”, “ Se non difendi  la donna tua, non sei buono”.

Bullismo: una definizione abusata piena di storie

 Che il lupo mangi l’agnello è una storia vecchia come il mondo, ma non è sempre il più debole ad essere inghiottito. Ce lo insegnano i fatti, ce lo dice la cronaca, ce lo racconta una lunga serie di storie archiviate sotto la piaga del bullismo, compresa quella che, magari, si sta svolgendo in questi minuti e di cui nessuno parlerà mai. È quella del ragazzo che è costretto ad abbassarsi i pantaloni in corridoio se no non passa dalla porta di ingresso, quello che durante la ricreazione viene ficcato con la testa nel water al cospetto del riso compiaciuto del gruppo che spalleggia il bullo. È il ragazzino omosessuale che tutti chiamano ricchione, quello che quando torna a casa si chiude in camera, nel silenzio generale, e fa i conti con l’inferno. È la ragazzina che viene appellata a poco di buono nei post di Facebook con fare oppressivo, è quella che, per questo, ogni tanto, pensa che è meglio farla finita.

 Secondo la definizione da enciclopedia, “fare il bullo” vuol dire agire secondo una forma di comportamento di tipo violento e intenzionale, che abbia natura sia fisica che psicologica, ripetuto nel corso del tempo e attuato nei confronti di persone considerate dal soggetto che perpetra l’atto in questione come bersagli facili e/o incapaci di difendersi. Di leziose spiegazioni legate al termine ne troviamo ovunque: dentro i libri, fuori dai manuali di pedagogia, nelle trame dei film e fra le prime diciture dei motori di ricerca. Non è svogliatezza se a definire la parola, in questo caso, sia stata una traduzione di tipo testuale che, fuori da questa pagina, potrete rintracciare con facilità, perché di copia e incolla, soprattutto per temi di questo tipo, ne facciamo davvero tanti. Non che sia sempre una scelta conscia, a volte è anche colpa di alcune imposizioni mediatiche, secondo cui se non ne parli, o sei poco informato o non te ne frega assolutamente nulla. Perciò finisce che si dica quello che tutti sanno, senza capire, però, come agire per diminuire l’alto tasso di drammi del genere. La materia è vasta e non essendo noi specialisti del settore, non intendiamo azzardare teorie infondate. Quel che certo, e non c’è bisogno di lauree per capire questo, è che un atteggiamento diventa vessatorio, quando oltre al branco che sostiene il bullo, a fargli forza ci sono persone che fanno finta di non vedere, quelle che si convincono che va tutto bene oltre ogni verità.

Napoli. Si contendevano la stessa ragazzina: accoltellato uno dei due pretendenti was last modified: ottobre 10th, 2016 by L'Interessante
10 ottobre 2016 0 commenti
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Napoli
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

A napoli tutto è possibile – IL VIDEO

scritto da L'Interessante

Napoli

Di Maria Rosaria Corsino

L’arte di arrangiarsi è sempre stato un must al Sud.

La fantasia e il coraggio di affrontare la vita in una città che è tutto tranne che facile, ha sempre contraddistinto il popolo napoletano.

Dallo sciuscià, al venditore di accendini, di calzini o di quant’altro, la necessità però non è mai cambiata: quella di “campare”.

Certo, da un lato ciò può far scappare una risata, una certa compassione verso chi la vita non può far altro che affrontarla di petto d’altro canto però certe situazioni possono diventare anche rischiose.

L’ultima trovata è stata quella di trasportare un frigorifero con uno scooter malconcio.

Il video, che impazza sul web, riprende una scena che per molti rappresenta la quotidianità mentre per altri è un vero e proprio colpo al cuore.

Insomma, diciamoci la verità: per chi cammina abitualmente per le strade di Napoli questo non è altro che un normalissimo modo di trasportare un elettrodomestico

Normale ai nostri occhi però.

Il video ha ricevuto davvero tantissimi commenti positivi ed incitativi e ciò ha fatto scattare un campanello d’allarme nei consiglieri regionali Francesco Emilio Borrelli e Gianni Simioli, i quali sostengono che certi comportamenti non vanno esaltati ma puniti e sanzionati.

A napoli tutto è possibile – IL VIDEO was last modified: ottobre 4th, 2016 by L'Interessante
4 ottobre 2016 0 commenti
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Futuro Remoto
CulturaEventiIn primo piano

Futuro Remoto: dal 6 al 10 Ottobre a Napoli

scritto da L'Interessante

Futuro Remoto

Di Michela Salzillo

Anche quest’anno sta per tornare una delle manifestazioni più attese fra gli appassionati di cultura scientifica.

Dal 6 al 10 ottobre, infatti, nel cuore di Napoli, si svolgerà Futuro Remoto, l’evento dedicato al mondo della scienza e alle tecniche di sperimentazione ed esso correlato

Quello di quest’anno è un appuntamento particolare perché celebra i trent’anni dell’iniziativa, e lo fa uscendo da città della scienza per approdare in Piazza Plebiscito. Il tema scelto per questa nuova edizione, che ogni anno varia a seconda del programma in itinere, è “costruire”.

Nella agorà più famosa del territorio partenopeo sarà dunque allestito il villaggio della scienza che, suddiviso in nove comparti tematici, permetterà di osservare fenomeni scientifici, fare esperimenti e parlare direttamente con gliesperti che interverranno.

 Nel 2015, anno in cui la tematica stabilita per la quattro giornate fu “il viaggio… attraverso le frontiere”, l’evento raccolse più di 150.000 visitatori. Un risultato che le previsioni intendono almeno replicare, per uno spazio a disposizione che ammonta a circa 6.000 mq; un’area piuttosto ampia che includerà il coinvolgimento di Palazzo Reale, del Circolo Ufficiali dell’Esercito, del Circolo Ufficialedella Marina Militare, del Circolo artistico Politecnico e del Caffè Gambrinus.

A Futuro Remoto 2016 saranno organizzati laboratori scientifici, lezioni in piazza, ma anche spettacoli dal vivo, che comprenderanno: letture, rappresentazioni e performances di vario genere. Non mancherà neppure la musica, tra i concerti da segnalare, quello della Scarlatti Junior, con i giovani musicisti dell’Orchestra Scarlatti di Napoli.

 Molti anche gli ospiti illustri, tra cui Piero Angela, che terrà, il 6 ottobre, alle ore 19:00, la conferenza di apertura della manifestazione a Città della Scienza .Nei giorni a seguire, previsto anche l’arrivo dell’astronauta italiana, Samantha Cristoforetti, il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) Roberto Battiston e tanti altri.

L’ingresso e libero e l’accesso agli spazi sarà così gestito: si potrà entrare dalle 10 alle 22 nei giorni 7,8 e 9 e dalle 10 alle 14 il giorno 10

Futuro Remoto: una lunga tradizione di riconoscimenti per città della Scienza

Dai tempi della prima edizione, che si svolse nel 1995, alla Mostra d’oltremare e sul tema conduttore dell’alimentazione, Futuro Remoto è da sempre teatro di importanti riconoscimenti:

 Nel 2011, in occasione del decennale di Città della Scienza, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, conferì una speciale medaglia per la ricorrenza.

 Nel 2010 è stata riconosciuta da Eurispes come una delle cento eccellenze italiane.

 Nel 2007, 2008 è stata definita “miglior incubatore di nuova impresa”.

 Nel 2006 venne assegnato il “Premio Descartes” per la comunicazione scientifica dall’Unione Europea.

 Nel 2005 fu consegnato l’onere per il miglior museo scientifico europeo (“Premio Micheletti”)

Futuro Remoto: dal 6 al 10 Ottobre a Napoli was last modified: settembre 30th, 2016 by L'Interessante
30 settembre 2016 0 commenti
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Napoli Sotterranea
Dall'Italia e dal MondoIn primo pianoViaggi Interessanti

Napoli Sotteranea e le sue meraviglie

scritto da L'Interessante

Napoli Sotterranea

Di Antonio Andolfi

Esiste una Napoli parallela alla città che noi conosciamo, fatta di cunicoli, gallerie, acquedotti e cisterne. E’ la Napoli sotterranea

Il sottosuolo della città racconta una storia lunghissima, che va dal III secolo a. C. ai giorni nostri.

I Greci aprirono le prime cave sotterranee per ricavare i blocchi di tufo necessari alla costruzione della loro Neapolis, e scavarono una serie di ipogei funerari. Attraverso una serie di corde si calavano in questi ambienti sotterranei e utilizzando semplici strumenti, staccavano dalle pareti grandi blocchi di tufo. Successivamente i Romani, crearono una vasta rete di acquedotti proveniente dalle sorgenti del Serino, a 70 Km di distanza dal centro di Napoli. Larghi quel poco che permetteva il passaggio di un uomo, i cunicoli dell’acquedotto si diramano in tutte le direzioni, con lo scopo di alimentare fontane ed abitazioni situate in diverse aree della città. Sulle pareti, si notano ancora tracce dell’intonaco, utilizzato dagli ingegneri dell’antichità per rendere le gallerie impermeabili. Agli inizi del XVI secolo il vecchio acquedotto non riuscviva più a soddisfare il bisogno d’acqua della città che intanto si era estesa, fu così che un facoltoso nobile napoletano, un certo Cesare Carmignano, costruì un nuovo acquedotto. Era formato da una serie di grandi cisterne che contenevano l’acqua, e da cunicoli stretti. Ogni abitazione poteva attingere acqua dalla cisterna tramite un pozzo, al quale aveva acesso il “pozzaro”, era un uomo agile e magro, che si muoveva con destrezza in questi antri, camminando lungo stretti cunicoli e arrampicandosi su per i pozzi grazie a dei fori praticati a distanza. Aveva il compito di pulire la cisterna dalle impurità, attraverso una sorta di lungo rastrello, simile a quello impiegato per le moderne piscine. Questo personaggio aveva libero accesso a tutte le case mediante i pozzi e ha dato origine ad aneddoti e leggende ancora vive nell’immaginario napoletano, come quella del “monaciello”. Spirito benevolo o maligno che si occupava più della padrona di casa che della rete idrica, ed usavano le vie sotterranee che conoscevano bene, per sparire o apparire, sotto il mantello da lavoro che, nella penombra, somigliava ad un saio di monaco.

Agli inizi del XX secolo questi ambienti furono utilizzati come rifugi antiaereri per proteggersi dai bombardamenti che colpirono la città nella Seconda guerra mondiale. Le cavità furono illuminate e sistemate per accogliere decine e decine di persone che al suono della sirena si affrettavano a scendere per le scale che scendevano in profondità.

Si possono ancora vedere resti di arredi, graffiti e vari oggetti, che testimoniano ancora oggi la grande paura dei bombardamenti e i numerosi periodi della giornata vissuti nei rifugi, a oltre 40 metri di profondità. C’è poi la ricostruzione di un carro armato, ci sono giochi, e persino delle bombe, opportunamente disinnescate, che scendono dal soffitto. Sembra quasi sentire il rumore delle bombe, le grida delle persone, la sirena che suonava di continuo. Tutto questo finì durante le cosiddette quattro giornate di Napoli, dal 27 al 30 Settembre 1943,  durante le quali tanti bambini armati, chiamati “scugnizzi” riuscirono a liberare la città di Napoli dall’occupazione delle forze armate tedesche. Il 1 Ottobre 1943, quando le Forze Alleate entrarono a Napoli, videro una città che si era liberata da sola,  grazie al coraggio e all’eroismo dei suoi abitanti ormai esasperati dallo stremo per la guerra. Napoli fu la prima, tra le grandi città europee, ad insorgere contro l’occupazione tedesca. 

Gli speleologi continuano a studiare ed ispezionare le cavità e i cunicoli che raffiorano in occasione di sprofondamenti o crolli e fare una sorta di censimento delle cavità sotterranee.

Insomma il sottosuolo di Napoli conserva tante sorprese, e chissà quanto ancora c’è da scoprire.

Napoli Sotteranea e le sue meraviglie was last modified: settembre 27th, 2016 by L'Interessante
27 settembre 2016 0 commenti
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Museo Archeologico di Napoli
CulturaIn primo piano

Napoli: riapre la sezione egizia del Museo archeologico

scritto da L'Interessante

Napoli

Di Maria Rosaria Corsino

Riaprirà al pubblico, il 7 ottobre precisamente,la sezione egizia del Museo archeologico di Napoli

Contenitore di alcuni dei più bei e antichi reperti del grandioso popolo, era stata chiusa nel 2010.

Al suo interno si potranno ammirare la mummia di una donna vissuta probabilmente a Tebe tra il 959 e il 594 a.C e poi amuleti, statuette, vasi, collane, scarabei in pasta vitrea e papiri.

La sezione è una delle più antiche d’Europa, nata prima del Louvre e dell’Egizio di Torino e contiene anche la collezione privata Borgia del Settecento.

All’ingresso, sito al pianoterra lungo il corridoio con i busti degli imperatori romani, ad accogliere i visitatori ci sarà il Naoforo, unico reperto della collezione Farnese.

Dopodiché, terminata la sezione egizia, si accede alla sezione di raccolta epigrafica dove sono esposte le più importanti lapidi rinvenute tra Pompei e Puteoli e le Tavole di Eraclea.

Non mancheranno poi varie sorprese per i visitatori.

Riaprirà al pubblico, il 7 ottobre precisamente,la sezione egizia del Museo archeologico di Napoli

Contenitore di alcuni dei più bei e antichi reperti del grandioso popolo, era stata chiusa nel 2010.

Al suo interno si potranno ammirare la mummia di una donna vissuta probabilmente a Tebe tra il 959 e il 594 a.C e poi amuleti, statuette, vasi, collane, scarabei in pasta vitrea e papiri.

La sezione è una delle più antiche d’Europa, nata prima del Louvre e dell’Egizio di Torino e contiene anche la collezione privata Borgia del Settecento.

All’ingresso, sito al pianoterra lungo il corridoio con i busti degli imperatori romani, ad accogliere i visitatori ci sarà il Naoforo, unico reperto della collezione Farnese.

Dopodiché, terminata la sezione egizia, si accede alla sezione di raccolta epigrafica dove sono esposte le più importanti lapidi rinvenute tra Pompei e Puteoli e le Tavole di Eraclea.

Non mancheranno poi varie sorprese per i visitatori.

Napoli: riapre la sezione egizia del Museo archeologico was last modified: settembre 26th, 2016 by L'Interessante
26 settembre 2016 0 commenti
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Colonnese
CulturaEventiIn primo pianoLibri

Festa del libro per ricordare Gaetano Colonnese

scritto da L'Interessante

Gaetano Colonnese

Napoli, 14 settembre – Una festa del libro e della lettura nel cuore del centro antico di Napoli: non poteva esserci modo migliore per ricordare *Gaetano Colonnese che proprio in questi giorni avrebbe compiuto 75 anni,  se non rilanciando la sua sfida, oggi più che mai attuale

«Ogni libreria che chiude apre un varco ai barbari, ogni libreria che apre sbarra loro la strada» scrisse il fondatore della casa editrice, scomparso nel 2004 a soli 62 anni. *E venerdì 16 settembre 2016 Colonnese ‘raddoppia’ *con l’apertura di un nuovo punto vendita in *via San Biagio dei Librai 100*, una “scatola magica” dove sarà possibile trovare editoria non seriale, libri su Napoli, testi in lingua straniera, stampe e riproduzioni, cartoline, gadgets e prodotti di “artigianato colto”. Un progetto di hub culturale voluto da* Edgar, Vladimiro e Maria Colonnese, Alfredo, Chiara e Francesca Mazzei *(Colonnese and Friends srl). Il nuovo spazio si affianca quindi alla storica libreria di San Pietro a Majella, aperta 51 anni fa, e al bookshop museale della Reggia di Caserta.

“*Con il rilancio dell’attività editoriale e il nuovo punto vendita in via San Biagio dei Librai, parte da Napoli, in un momento di crisi per le librerie, un segnale forte, in controtendenza nazionale. *- spiega *Edgar Colonnese* che dopo la scomparsa del padre guida l’azienda – *Con questo progetto vogliamo dimostrare che è possibile continuare a investire nella nostra città e sulle sue eccellenze; la nostra ambizione è quella di far diventare la nuova libreria una vetrina della cultura “made in Naples”, coinvolgendo importanti partner locali e internazionali.”*

Ad accompagnare l’inaugurazione, e per festeggiare dopo un secolo il ritorno di una libreria nella storica ‘via dei librai’, un programma di eventi fittissimo, in collaborazione con l’Assessorato alla cultura del Comune di Napoli e la Presidenza della IV Municipalità, animerà  tutta la zona dei decumani con un palco presso la Chiesa di San Gennaro all’Olmo, sede della Fondazione Giambattista Vico. Si comincia alle *17:30 da Piazza del Gesù* con la *”passeggiata libridinosa”*: *Angelo Picone, ‘capitano trascinatore’ di Vico Pazzariello, guiderà cittadini e turisti verso la libreria. *All’happening, dal titolo ‘Con amor di Libri’, in ricordo di Gaetano Colonnese, hanno già aderito numerosi artisti e protagonisti della vita culturale napoletana ma la lista è destinata ad allungarsi. *Dalle ore 18 si esibiranno in reading tra parole e musica: Isa Danieli, Renato Carpentieri, Cristina Donadio, Nello Mascia, Gigi Savoia, Antonella Stefanucci, Lucio Allocca, preceduti da un assolo al sax di* *Rino Zurzolo. Dalle 19*, all’esterno della libreria, si alterneranno gli attori *Paquito Catanzaro, Gigliola De Feo, Andrea Fiorillo, Maria Luisa Firpo*. Saranno proposti aforismi di Gaetano Colonnese e brani tratti da Il miracolo di San Gennaro di Henry Weedall (prefazione di Maurizio De Giovanni) novità fresca di stampa, che insieme alla ripubblicazione dei long-seller e l’apertura alla narrativa contemporanea, segna anche il rilancio della casa editrice. *Dalle ore 20 animeranno la serata le musiche di “Antichi cantori” e di Marco Francini e Marco Gesualdi.*
L’allestimento e la progettazione del nuovo punto vendita sono stati affidati allo *Studio Keller Architettura* che ha creato un bancone metallico sospeso e proteso verso Spaccanapoli “reinterpretando in chiave contemporanea il tema delle storiche scaffalature Colonnese” come spiega l’Arch. Antonio Giuseppe Martiniello che annuncia inoltre una sorpresa dell’artista *Rosy Rox*.

All’happening, che fa parte del cartellone di ‘Oltre Immago Mundi’, con Edgar Colonnese e l’Assessore alla Cultura del Comune di Napoli, *Nino Daniele*, daranno il loro contributo il prof. *Vincenzo Pepe* presidente della Fondazione Giambattista Vico, il giornalista *Pierluigi Razzano*, il critico *Giulio Baffi.*

Festa del libro per ricordare Gaetano Colonnese was last modified: settembre 15th, 2016 by L'Interessante
15 settembre 2016 0 commenti
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Napoli Champions
CalcioIn primo piano

PRIMO ACUTO DEL NAPOLI IN CHAMPIONS CONTRO UN’INCONCLUDENTE DINAMO KIEV

scritto da Walter Magliocca

champions

Il  Napoli non stecca l’esordio in Champions league nella trasferta in Ucraina. L’importante era vincere e l’unico aspetto positivo sono stati i tre punti.

Molti errori e mancanza di gioco. Il cammino in Champions sarà molto impervio

“Spero che a condizionare la squadra sia stata l’emozione per il debutto nella massima competizione europea – così Maurizio Sarri ai microfoni Mediaset – ma, ad onor del vero non è stata offerta una grande prestazione e molteplici sono stati gli errori commessi soprattutto in fase difensiva e di disimpegno”.

Errori a ripetizione e mancanza di un gioco lineare e fluido hanno connotato la prestazione degli azzurri. E’ evidente che mancano ancora i meccanismi giusti. I padroni di casa sono stati praticamente inconcludenti, ma il Napoli  non ha mai fatto trasparire l’oggettiva  differenza di valori tecnici in campo. Anzi ha cercato in tutti i modi di complicarsi la vita regalando, in pratica, il primo goal agli ucraini e sfruttando il grossolano errore della difesa per passare in vantaggio proprio sul finire del  primo tempo.

La seconda frazione non ha entusiasmato, anzi  è risultata piuttosto noiosa ed il Napoli non è riuscito a cambiare ritmo alla gara nemmeno in superiorità numerica.

La Dinamo, da quanto visto in campo,  è destinata a recitare il ruolo di compagine materasso del girone e si spera che possa sottrarre punti alle dirette concorrenti dei partenopei.

Hamsik e compagni non hanno ancora trovato il “bandolo della matassa del gioco” e Sarri, nonostante il silenzio, non è stato accontentato nelle richieste estive.

Gli esami non tarderanno a venire e le squadre più quotate costituiranno il vero banco di prova. Sia in Italia che in Europa.

Ma, si sa, De Laurentiis ha dalla sua la buona sorte e focalizza l’attenzione soprattutto sui proventi europei.  Speriamo gli vada bene.

Il migliore Mertens, nonostante la doppietta di Milik, il peggiore Albiol.   

PRIMO ACUTO DEL NAPOLI IN CHAMPIONS CONTRO UN’INCONCLUDENTE DINAMO KIEV was last modified: settembre 14th, 2016 by Walter Magliocca
14 settembre 2016 0 commenti
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Europei di Nuoto
In primo pianoSportVolley

EUROPEI DI NUOTO DI FONDO GIOVANILE: A PIOMBINO IN ALTO IL VESSILLO NAPOLETANO

scritto da L'Interessante

europei

Si sono svolti a Piombino, in Toscana, gli europei di nuoto di fondo giovanile, dove l’Italia ha vinto la classifica a punti con undici medaglie conquistate, di cui due di oro, due di argento e sette di bronzo.

Europei di nuoto: napoletani protagonisti e medagliati

I napoletani in gara hanno recitato un ruolo da protagonisti e dimostrato di poter competere con le regioni più titolate, nonostante la cronica difficoltà negli allenamenti e la carenza di strutture e impianti adeguati.

La competizione internazionale, alla prima giornata, sulle tre programmate, ha visto il posillipino Samuele De Rinaldi, alla sua prima esperienza europea, sfiorare la conquista del titolo per soli quattro secondi, preceduto dal francese Clusman. Prestazioni di rilievo dell’altro rossoverde Emanuele Russo, sesto di categoria e di Giulio Iaccarino, Nantes Club Vomero, che ha sfiorato il podio di legno conquistato da un altro italiano, il veneto Nicola Roberto.

La seconda giornata ha visto la grande affermazione di Andrea Manzi, il quale ha conquistato la medaglia di bronzo, dedicando il podio alle popolazioni terremotate. Un gesto da campione che dimostra la semsibilità dell’atleta in un momento prestigioso della sua carriera natatoria. L’altro napoletano, del circolo Canottieri, Pasquale Sanzullo, ha ottenuto un ottimo piazzamento conquistando preziosi punti per l’Italia, raggiungendo l’ottava posizione della categoria juniores.  

Oggi le staffette hanno chiuso la tre giornate di gara con l’Italia protagonista, due volte sul podio con un argento ed un bronzo.

Ancora una volta, gli “azzurrini” del fondo dimostrano di essere competitivi a livello internazionale ed i napoletani vincenti e protagonisti.

EUROPEI DI NUOTO DI FONDO GIOVANILE: A PIOMBINO IN ALTO IL VESSILLO NAPOLETANO was last modified: settembre 12th, 2016 by L'Interessante
11 settembre 2016 0 commenti
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Donna tatuata
Dall'Italia e dal MondoIn primo pianoNotizie fuori confine

Io, donna tatuata del Sud. In risposta alla caduta di stile di alcuni “giornalettisti”

scritto da Roberta Magliocca

Donna tatuata

di Roberta Magliocca

Premessa. Io, donna tatuata del Sud. Io che, giornalista, non dovrei cedere alle provocazioni. Io che, quando malauguratamente inciampo in maldestri tentantivi di critica sociale da parte di sedicenti giornalisti che nemmeno saprebbero venderlo un giornale, dovrei ridere dell’ignoranza e passare oltre.

Ma l’amore per il mio lavoro, il sudore, le notti insonni, i mal di testa dopo dodici ore ininterrotte davanti ad un pc, mi ispirano altruismo. Devo al mio lavoro la stessa serietà e dignità che ogni giorno l’essere giornalista mi impone.

E allora, no, stare zitta di fronte la stupidità umana, liquidando ogni scempiaggine come se l’autore della stessa fosse una voce fuori dal coro significherebbe giustificare. E giustificare significherebbe capire, trovare una logica a ciò che logica e comprensione non è attribuibile.

Perchè c’è un limite che non deve essere oltrepassato. Eppure qualcuno lo ha fatto. Qualcuno che ha abusato della lingua italiana per sputare giudizi non richiesti, fango e insulti gratuiti.

Non so come spiegarvi il senso di orticaria che il leggere certe parole mi ha dato, spingendomi a scrivere ciò che ho premesso fino ad ora e ciò che scriverò da qui a qualche momento.

Io, dicevo, donna tatuata del Sud. E in quanto campana la tammorra tatuata sul piede sinistro suona tutta la melodia che mi lega a questa terra meravigliosa e dannata, dilaniata dall’ignoranza di chi crede che sparare a zero contro la mia terra renda migliore i non-napoletani, i non-estroversi, i non-volgari.

E se è vero che io, donna tatuata del sud, non sono certo tatuata per nobiltà (?) marinara, nè per senso di appartenenza a qualche categoria ben precisa, non mi sento una poveraccia affetta da narcisismo, nè ho bisogno di chance per sentirmi strafiga. Forse chi scrive sciocchezzuole insensate ed infondate ha bisogno di quell’opportunità per brillare rubando luce a chi – tatuando il proprio corpo – non fa del male a nessuno, ma del bene a se stesso. Chi non ha luce, ne cerca altrove. E se pure prova ad essere luminoso con l’energia altrui, non riesce ad emanare grandezza. Allora tenta di spegnere gli altri. Fallendo.

E un’altra verità è stata detta da uno di questi giornalettai da quattro spicci. Il buon gusto non si può imporre per legge. Non si possono vietare i tatuaggi e non si può vietare la procreazione di esseri tanto ignoranti da imparare a leggere e a scrivere senza imparare buona educazione e grandezza d’animo.

Quanto al conformismo che prenderebbe noi cafoni del sud marchiati a fuoco come gli indigeni che furono, non sarà più o meno marcato di quello che invade i timorati di Dio la domenica mattina in Chiesa, o chi cerca con i propri figli i Pokemòn – ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale – o, ancora, chi indossa mocassini e maglioncini legati al collo.

Saremo pure conformisti, ma il tatuaggio è la forma più alta di responsabilità che un ragazzo possa intraprendere. Ci assumiamo i rischi di stancarcene domani, pagando con la nostra pelle un errore fatto a nostre spese. Quanti medici, poliziotti, giornalisti (etc.) possono dire di pagare a loro spese gli errori che modificano e rovinano vite di coloro che gli capitano a tiro?

E ci dispiace davvero tanto se qualcuno, andando in spiaggia quest’estate, ha dovuto subire questo assurdo panorama di noi tatuati, di pelle abbronzata e conformista, di labbra rifatte e consumistiche. C’è una soluzione per chi non vuol vedere ciò che – soggettivamente – non piace. Chiudere gli occhi o non uscire di casa. Eppure sono sicura che questi signori da giacca e cravatta, con la pelle bianca senza nemmeno una cicatrice, per raggiungere l’orgasmo nell’unico atto sessuale mensile con la propria moglie – anch’essa bianca e senza tattoo – sogna una donna tutta rifatta e tatuata, conformista e giovanissima, di contemporanea memoria.

Io, donna tatuata del Sud. In risposta alla caduta di stile di alcuni “giornalettisti” was last modified: ottobre 21st, 2016 by Roberta Magliocca
21 ottobre 2016 0 commenti
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