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Napoli

troppo napoletano
CinemaCulturaIn primo piano

Troppo Napoletano: innamorarsi per la prima volta

scritto da L'Interessante

Il 7 aprile ha fatto il suo esordio sul grande schermo il film Troppo Napoletano’, commedia napoletana prodotta da Alessandro Siani

Nel capoluogo campano la pellicola ha avuto grande successo, ed è stata in grado di suscitare riso senza essere esageratamente volgare come spesso accade con film di questo genere. Protagonista della vicenda è un ragazzino di dieci anni, Ciro, che si innamora perdutamente di una ragazzina bella e raffinata. Il tema è dunque semplice, uno dei più trattati in tutta la storia del cinema, della letteratura, della poesia e dell’arte: l’amore. L’amore che in questo caso travolge due bambini, ma anche gli adulti, e che dimostra come nessuna differenza sociale possa intralciare il suo operato, né tantomeno l’età, perché non si è mai troppo grandi per innamorarsi e provare un sentimento così puro e innocuo. ”Troppo Napoletano” tocca temi già estremamente dibattuti sulla città campana, su tutte le sue contraddizioni, sulle differenze tra lo stile di vita nei vicoli del centro storico e le strade di Posillipo, o ancora, la vita nei paesi vesuviani. Ma, alla fine, l’epilogo è sempre lo stesso: queste differenze, presenti all’apparenza, in realtà non creano un punto di rottura, anzi, convivono da secoli. ”Spaccanapoli” divide la città in due metà che però si completano e si compensano a vicenda, due pezzi di un puzzle che combaciano perfettamente. Il film esprime quell’amore infinito che i napoletani provano per la loro città, con la semplicità che contraddistingue questo popolo paragonabile ad un bambino che si innamora per la prima volta. La dichiarazione d’amore del bambino nato e cresciuto nel centro storico della città per una bambina ricca, altezzosa, di Posillipo, e il sentimento ricambiato, non possono fare altro che provocare un sorriso sul volto del pubblico, che esce dalla sala cinematografica più alleggerito, spensierato, come se fosse entrato adulto e, una volta alzatosi dalla poltrona, fosse tornato bambino.

Mariagrazia Dell’Angelo

Troppo Napoletano: innamorarsi per la prima volta was last modified: aprile 28th, 2016 by L'Interessante
28 aprile 2016 0 commenti
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grande madre
CulturaEventiIn primo pianoMusicaTeatro

Grande Madre – Laboratorio danze popolari

scritto da L'Interessante

Grande madre

Laboratorio Stabile Danze del Sud Italia
diretto da Angela Esposito

presenta

GRANDE MADRE
LABORATORIO SULLA VISIONE CONTEMPORANEA DELLA DANZA POPOLARE

a cura di:

Angela Esposito
Alessia Tudda

IV° ed ULTIMO INCONTRO
Sabato 7 Maggio
Dalle ore 16 alle ore 19

>>Ritorno alla Madre<<

Testi di riferimento:
“Canti a “ffigliuola e Tammurriata per Materdomini”
(Esecutori: Antonio De Luca, Gennaro Albano, Luigi Auricchio, Domenico Catapano, Pasquale Boccia)
Zona: Somma Vesuviana, Terzigno

Presso il
Led Spazio Danza
Via Francesco del Giudice n.9
(Nei pressi della chiesa Pietrasanta, su via tribunali)
Napoli

Info e prenotazione:
Cell: 3497428098 | 3285428140
Email: angie.esposito86@gmail.com

Il vero canto popolare è innanzitutto la rappresentazione di un mondo interiore. Si basa su un’articolazione di “Segni”, leggibili in una visione rituale e magico-religiosa dei canti stessi. Questi infatti sono comprensibili nella loro molteplice verità secondo un codice culturale che rapporta i “segni” ad angosce collettive da esorcizzare proprio mediante la loro stessa espressione.
Le principali tematiche di tali “Segni” sono: la donna o la madre, il sesso e la morte.
Tutto è rivolto alla “figliola” come vergine, madre, sorella, sposa, come terra, albero, orto, giardino, rosa, fontana, pozzo, come montagna, castello, palazzo, casa, chiesa, e come sole e luna, come barca, fiume, mare in cui perdersi, annegare, ma anche viaggiare e poi tornare, come grotta, caverna dalla quale si è nati ed alla quale si vorrebbe sempre ritornare.
La figliola prima dolce come mela o albicocca, ora aspra come limone o foglia di limone, ha la stessa faccia della morte: come morte è la vergine sposa che accoglie il seme e ripartorisce la primavera.
Nella antropologia e psicologia Junghiana e di Neumann, la Grande Madre rappresenta una forza numinosa come archetipo di potenza ambivalente, che può nutrire ma anche divorare, salvare ma anche distruggere. È il luogo della magica trasformazione, della rinascita, dell’occulto e tenebroso, ciò che divora e seduce.
Essa è datrice non solo della vita ma anche della morte. Il grembo della terra si trasforma nelle fauci divoranti e mortali del mondo sotterraneo seminando distruzione e pericolo; l’utero da fecondare e la cavità protettiva della terra e della montagna si trasformano nell’abisso, nella caverna, nell’oscura cavità profonda dell’utero divorante della tomba e della morte, nell’oscurità priva di luce e nel nulla proprio della Madre oscura.
Ed è sempre a lei che si tende, lei che sta in alto su una montagna o giù in una valle, o nel mare, o sotto terra, comunque sempre al di là di chi vorrebbe raggiungerla pur avendo paura di raggiungerla. E per raggiungerla al di là si passano i ponti, si traversano i fiumi, si varca il mare in un eterno viaggio di andata e ritorno, come il moto dell’onda sulla spiaggia, come il coito di un universo di angoscia e di amore.
Tutto ciò perché in fondo le cose sono tre: la madre il sesso e la morte ed entrano una nell’altra e si scambiano e sono la stessa cosa in un modo o in un altro.
E se il sesso è la stessa morte, esso diventa arma, coltello, spada, pistola, fuoco e combattimento. E se la madre è il sesso è anche la nascita o una nuova nascita dopo la morte perché è il sesso che genera nuovamente.
Ed anche il “Grande Cerchio” rappresenta una dimensione del femminile. Quell’aspetto che tende a mantenere fermo ciò che da esso sorge e a circondarlo come sostanza eterna. Tutto quello che nasce dal femminile appartiene ad esso, anche quando l’individuo diviene autonomo, l’archetipo del femminile relativizza tale autonomia, rendendola una variante secondaria della sua essenza eterna.

Il laboratorio è aperto a tutti coloro che, pur non avendo precedenti studi di danza, intendendo compiere una ricerca sul corpo attraverso alcuni principi base della danza contemporanea e attraverso i movimenti, l’analisi dei testi e l’ascolto di alcune sonorità tipiche della tradizione popolare campana, in particolar modo LA TAMMURRIATA.
Il laboratorio è aperto a uomini e donne di qualsiasi età, che abbiano voglia di scoprirsi, di ricercare e scoprire una propria visione della danza popolare, in una ottica nuova, e quindi, contemporanea.
A tutti quelli che intendono compiere questo viaggio nel femminile, in queste dimensioni:

MADRE = MORTE = SESSO = MADRE

Programma dettagliato:

– Riscaldamento del corpo sulla base della tecnica contemporanea
– Postura e Accentramento
– Scomposizione e dissociazione corporea
– Lavoro sulle articolazioni
– Esercizi di stile tipici della danza contemporanea
– Gestualità e mimica tipici della danza popolare
– Camminate e passi danzati tratti dall’espressione coreutica popolare e della danza contemporanea
– Danza nel “Grande Cerchio” in una visione contemporanea della danza popolare

Bibliografia
Jung C.G., Opere 9, tomo 1, Bollati Boringhieri, Torino, 1980
Neumann E., La grande madre, astrolabio, Roma, 1981
De Simone R., Canti e tradizioni popolari in Campania, ed. Lato side, 1979

Angela Esposito
Danzatrice, Performer, Coreografa
Direttrice del Laboratorio Stabile Danze del Sud Italia
Napoli | Portici | Pomigliano D’arco | Cercola

Nata e cresciuta nella zona vesuviana, fin da bambina, osserva e partecipa ai rituali annuali contadini della zona agro-sommese. Crescendo si appassiona ad altri stili di danze tradizionali campane, osservando e assimilando la coreutica delle Tammurriate dei Monti Lattari e dell’area Domiziana.
Nel 2008 studia e ricerca l’atto performatico attraverso il corso di danze rituali della Puglia condotto da Mattia Doto, presso l’associazione culturale TARANTA POWER, diretta da Eugenio Bennato. Percorso in cui matura un profondo lavoro sul corpo e sulla presenza scenica, attraverso alcuni principi di lavoro e di training tipici del teatro-danza contemporaneo.
Nello stesso tempo prosegue i suoi studi sulle altre danze del sud Italia, osservando sul campo, nei luoghi e nei contesti in cui si svolge la danza, dalla Pizzica Pizzica del Alto Salento, allo stile ostunese della Bassa Murgia, dalla Tarantella Cilentana al Sonu a Ballu Riggitano.
Dal 2011 insegna presso numerose strutture del territorio campano (Napoli, Pomigliano d’Arco, Scisciano, Somma Vesuviana, Cercola, Torre del Greco, Portici).
Nel 2014 collabora con l’antropologo dott. Fabio Birotti nei Progetti PON rivolti alle Scuole.
Dal 2012 al 2015 ha collaborato con l’Associazione SuDanzare, con sede a Parigi, in qualità di insegnante, danzatrice e responsabile per la regione Campania.
Nel 2014 partecipa, come componente della compagnia omonima di teatro danza, allo spettacolo “sanTarantella”, la cui prima nazionale è andata in scena al Museo Archeologico Nazionale di Napoli e successivamente al Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo.
Nel 2015 inizia un percorso di ricerca sulla visione contemporanea della danza popolare. Ricerca da cui nascono laboratori e coreografie, lavori presentati in seguito durante gli spettacoli di fine anno dell’Accademia Iris di Portici, diretta da Valeria Schiano, e del centro studi Arteballetto di Pomigliano D’arco, diretto da Daniela Sorrenti.
Collabora con vari artisti della scena musicale campana e non, come: i Rareca Antica, A paranza r’o Lione, Paranza dell’Agro, Pino Jove, Luna Calante, Progetto Sanacore, Marilù & i Contrabballo, Rione Junno, e con la danzatrice/performer Ashai Arop Lombardo (nel Workshop Tammurriata Nera).
Dal 2015 dirige il Laboratorio Stabile di danze del Sud Italia, con sede principale a Napoli presso il Led Spazio Danza, e presso altre strutture (Accademia Iris di Portici, Centro Studi Arteballetto di Pomigliano D’arco, Arte in movimento di Cercola), dove svolge incontri di danze tradizionali e sulla visione contemporanea delle danze popolari.

Alessia Tudda
Danzatrice, performer, coreografa

Nata nella zona vesuviana, frequenta fin da bambina, a soli sei anni, i corsi di danza classica e contemporanea presso l’‘Accademia dello Spettacolo’ di Portici (Napoli), diretta da Irma Cardano e Virginia Vincenti, tramite le quali avrà la possibilità di studiare, nel corso dei dodici anni di frequenza accademica, con Maestri del calibro di Lia Calizza, Pedro de La Cruz, Renato Greco, Bill Hasting, Chet Walker, Agostino D’Aloia e numerosi altri nomi di fama internazionale.
Impegno e dedizione alla disciplina, e corsi di studio avanzato presso centri di danza di spicco come quello di Rossella Hightower di Cannes nel 2002, le permettono di conseguire, a partire dall’età di 11 anni, ‘primi premi’ e riconoscimenti in concorsi nazionali ed internazionali nell’ambito della danza contemporanea e di vincere borse studio come quella all’ ‘International Dance Theatre e Musical Festival’ (Trento) nel 2009.
Il perfezionamento presso altre scuole napoletane come la scuola ‘Romeo e Giulietta’ di Floriana Troise e Claudia Perez, lo stage di danza “modern/jazz” presso l’evento “Sebs” (Napoli) che la vede vincitrice della borsa di studio per la compagnia del Maestro Luigi Grasso nel 2010 e la continua attività didattica rivolta a classi di danza classica e contemporanea, inferiori e superiori, a partire dall’anno 2009, mantengono viva la sua attività di danza ormai ventennale e rappresentano fonte di continuo arricchimento.
Il senso forte d’appartenenza alla sua terra ed il forte legame con le sue radici, per metà vesuviane e per metà “arbereshe”, la spingono ad approfondire la conoscenza della tradizione coreutica della sua terra. L’incontro con Angela Esposito, nel 2012, l’avvicina istintivamente allo studio delle danze popolari del Sud Italia, partecipando attivamente ai corsi, prima come allieva, poi come assistente.
Opera in seguito in spettacoli di teatro – danza: nel 2014 con la compagnia Sudanzare nello spettacolo “SanTarantella” la cui prima Nazionale si è svolta Napoli, presso il Museo Archeologico e successivamente presso il Teatro Stabile d’innovazione Galleria, ed nel giugno 2015 nello spettacolo di fine anno “Agape e Nemesis” dell’Accademia Iris di Portici (Napoli), diretta da Valeria Schiano.
Ha poi l’occasione di collaborare negli anni, come ballatrice ospite, per vari gruppi e nomi storici della tradizione popolare campana: Luna calante, Pino Iove, la Paranza dell’agro.
Nel 2015 lavora, per l’intero tour estivo, con il gruppo “Rione Junno”, con il quale si esibisce, fra l’altro, nel ‘Kaulonia Tarantella Festival’, a Caulonia (Rc); nel ‘Pastena Folk Festival’, a Pastena (Fr) e nella ‘Festa del mare’, a Positano (Sa), con il Maestro polistrumentista Erasmo Petringa; nel ‘Gal Gargano Festival’ a Mattinata (Fg), con Eugenio Bennato; a Manocalzati (Av) con il percussionista Luca Rossi; nella ‘Notte bianca’ di San Giorgio del Sannio (Bn), con Pietra Montecorvino; ad Olevano Romano (Rm) con Enzo Gragnaniello.
Collabora con il Laboratorio Stabile Danze del Sud Italia, diretto da Angela Esposito, in qualità di insegnante ed assistente nei corsi di danza popolare e in qualità di danzatrice e coreografa durante gli spettacoli e saggi di danza popolare e sulla visione contemporanea della danza popolare.

Grande Madre – Laboratorio danze popolari was last modified: aprile 27th, 2016 by L'Interessante
27 aprile 2016 0 commenti
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holi
CulturaEventiIn primo piano

Holi Dance Festival a Napoli: ecco quando!

scritto da L'Interessante

NAPOLI 11 GIUGNO 2016 – HOLI DANCE FESTIVAL COLOR EXPERIENCE NAPOLI 2nd EDITION. La SECONDA edizione di HOLI DANCE FESTIVAL torna a NAPOLI all’ Ippodromo Di Agnano

E’ una manifestazione organizzata da UNCONVENTIONAL EVENTS che porta l’antica festa dei colori indiana, espressione di gioia e felicità, nelle maggiori città italiane. Ogni anno viene celebrata con il lancio rivolto al cielo di una miriade di colori, lo stesso lancio che durante il Festival si verifica a più riprese, scandito da un conto alla rovescia in grado di portare il divertimento collettivo alla giusta dimensione e alla giusta temperatura, garantita dalla musica elettronica e dai top Djs che si esibiscono sul palco di Holi.

Ha come protagonista il colore, mentre il pubblico assume un ruolo fondamentale nello spettacolo, lanciando e divertendosi con la polvere colorata.
E’ una festa per tutti: grandi, giovani e bambini, durante le 12 ore non stop di Holi Dance Festival, possono avere la possibilità di assistere ad esibizioni di band già affermate, gruppi emergenti, Dj Set e spettacoli di animazione.

Holi Dance Festival Color Experience è stato consacrato come uno degli eventi più innovativi e divertenti degli ultimi anni, diventando un’ispirazione per molte altre manifestazioni.
UNCONVENTIONAL EVENTS ha portato l’Holi Dance Festival a Milano nel 2014 portando 9.486 partecipanti arrivando nel 2015 con quattro tappe in tutta Italia che ha visto il picco più importante a Budoni con 14.000 persone e Milano con 12.000.
L’Holi Dance Festival è una grande festa dove gli organizzatori si impegnano attraverso la musica, i colori e lo spirito di uguaglianza e amore di realizzare una festa ricca di emozioni e divertimento.

Holi Dance Festival a Napoli: ecco quando! was last modified: aprile 26th, 2016 by L'Interessante
26 aprile 2016 0 commenti
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Queen
CinemaCulturaEventiIn primo piano

QUEEN A NIGHT IN BOHEMIA: ARRIVA AL CINEMA

scritto da L'Interessante

Queen

Per celebrare l’evento, la casa di distribuzione cinematografica  Microcinema lancia un’iniziativa speciale. Da oggi infatti, per tutti coloro che acquisteranno in prevendita il biglietto del concerto nei molti cinema aderenti, anche in Campania, è disponibile, in esclusiva mondiale, il poster in edizione limitata con il leggendario Freddie Mercury fotografato nel 1975, in occasione di questo evento che ha fatto la storia del rock.

Queen A night in Bohemia, che arriverà in sala il 16, 17 e 18 maggio, per tre attesissimi giorni in cui i cinema d’Italia vedranno accendersi le luci del sensazionale palco dell’Hammersmith Odeon di Londra, nel giorno della consacrazione ufficiale della band, il 24 dicembre 1975

Queen A night in Bohemia, che giunge sul grande schermo in una versione rimasterizzata e restaurata in ultra HD con audio 5.1 mai vista prima, farà vivere agli spettatori l’emozione di quella storica Vigilia di Natale del 1975, come fossero tra il pubblico dell’Hammersmith Odeon in quella magica notte, in cui i Queen si esibirono per la prima volta in diretta durante il programma musicale di BBC Two “Old Grey Whistle Test”.

Il concerto vede l’esecuzione di grandi successi come Killer Queen, Liar, Keep Yourself Alive eNow I’mHere, ma soprattutto la prima esecuzione live del singolo più celebre di tutti i tempi,BohemianRhapsody, pubblicato il 31 ottobre 1975 e che solo pochi mesi fa ha festeggiato i quarant’anni. Queen A night in Bohemia, in più comprende 25 minuti di immagini e interviste inedite, oltre a prezioso materiale d’archivio, come l’esibizione a “Top of the Pops” con l’esecuzione di NowI’m Here o la loro prima intervista televisiva, senza dimenticare momenti dei loro concerti ad HydePark e al Rainbow in un anno fondamentale della carriera del gruppo.

Il 16, 17 e 18 maggio: un appuntamento imperdibile con la grande musica, tre giorni in cui si assisterà sul grande schermo alla straordinaria performance di Freddie Mercury e compagni, il trampolino di lancio per diventare la rock band più seguita di sempre.

QUEEN A NIGHT IN BOHEMIA: ARRIVA AL CINEMA was last modified: aprile 25th, 2016 by L'Interessante
25 aprile 2016 0 commenti
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beebook
CulturaEventiIn primo piano

BeeBook a Napoli per la giornata mondiale del libro

scritto da L'Interessante

Beebook

Dall’evento Facebook si legge che:

Sabato 23 aprile con il patrocinio dell’Unicef, la prima edizione di BeeBook, una raccolta di libri tutta napoletana.

I libri raccolti andranno alle piccole biblioteche impegnate sul territorio. Dalle 10 del mattino due Apecar partiranno da piazza Vittoria e attraverseranno la città in lungo e in largo per scambiare un libro con un caffè.

Le tappe: piazzetta Fuga, rione Sanità, Scampia (Piazza Giovanni Paolo II), via Toledo, Forcella, il San Carlo, con postazioni permanenti segnalate dalle locandine in tutta la città.

Dalle 9 del mattino BeeBook sarà anche alla Villa Comunale, nella Casina Pompeiana, dove nel pomeriggio confluiranno tutti i libri e dove continuerà la raccolta con una serie di ospiti ed eventi.
I libri raccolti saranno destinati alle biblioteche: Grazia Deledda (Ponticelli), La Locanda di Emmaus (Ercolano), Annalisa Durante (Forcella), Fondazione San Gennaro (Sanità).
Non ti resta che regalarci un libro e raccontarci in un video, perché…

Se non puoi partecipare il 23 Aprile, ma vuoi contribuire con un libro, durante tutta la settimana, dal 18 al 22 Aprile, potrai donarlo presso uno dei punti di raccolta dislocati sul territorio!!!

BeeBook a Napoli per la giornata mondiale del libro was last modified: aprile 22nd, 2016 by L'Interessante
22 aprile 2016 0 commenti
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Napoli
CulturaDall'Italia e dal MondoEventi

NAPOLI: INTERNATIONAL STREET FOOD PARADE

scritto da L'Interessante

Napoli

In questo periodo lo street food sta riscuotendo grandissimo interesse da parte dei media e degli amanti della cucina e questo evento decreterà CAPITALE D’ITALIA DEL CIBO DI STRADA.

Guarda il video dell’International Street Food Parade Torino
https://www.youtube.com/watch?v=LvVXeQA80ps

L’evento si svolgerà da giovedì 21 aprile a domenica 24 aprile nel cuore della città (dietro la stazione) con numerosi ospiti che tra qualche giorno vi sveleremo!!!!

### Quando ? ###
21/22/23/24 APRILE

### dove?##

CENTRO DIREZIONALE – NAPOLI

### Perchè ? ###
PERCHE’ E’ L’EVENTO FOOD DELL’ANNO ?
### Costo ? ###
L’ingresso per la clientela agli stand e agli spettacoli sarà GRATUITO tutti i 4 giorni

### Orari Festival ###
– giovedi 21 aprile aperti dalle 12:00 alle 00:00
– venerdì 22 aprile aperti dalle 12:00 alle 00:00
– sabato 23 aprile aperti dalle 12:00 alle 00:00
– domenica 24 aprile aperti dalle 12:00 alle 00:00

*******************************************************************

100 TRA TRUCK FOOD E STAND ITALIANI E STRANIERI così divisi:
– ZONA TRUCK FOOD
– ZONA ITALIANA
– ZONA INTERNAZIONALE

COSA TROVERETE?
ECCO POCHI ESEMPI REALI
Trapizzino, Lampredotto toscano, Pani ca meusa, bombetta pugliese, sushi di strada, Panigacci, Tigelle, Miassa, Verdure pastellate, Prosciutto Filante, Panini gourmet, Panzerotti, Gnocco Fritto, Frittura di pesce, carne alla griglia, Panini con la chianina, Churritos, Crescia, Olive ascolane, Arrosticini, Gelato artigianale, Pasta take way, Arancini e cannoli siciliani, Pizza napoletana, Hamburger, Farinata, Kebab al cioccolato, Barbecue americano, gastronomi rumena, streetfood albanese, Bruschette, fish&chips, Empanadas, Specialità peruviane, Salsicceria, ristorante messicano, carne argentina, carne brasiliana, Crocchette Tirolesi, Le Palle del Cuoco, Zucchine Zen, Pórci con la Trifola, Baci di dama contadina, Cucina vegana, Panini con la chianina, Pizza e mortazza, Dolci napoletani, Calamari di collina, Olive ascolane, Polentine con crema di zola, Bruschette, fish&chips, Crocchette di merluzzo-peperoncino-capperi-olive, freciula, agnolotti fatti a mano, frittate speciali, tartufi, carne cruda, hotdog, provoloni, piadina romagnola, panino con panelle e crocchè di patate, schiacciata vecchia palermo, arancinette mignon carne/burro, sfinciuni palermitano, caponata di melanzana, sarde a beccafico, involtini di pesce spada, polpo bollito, stigghiola, timballini di anelletti al forno, cassatina siciliana

NAPOLI: INTERNATIONAL STREET FOOD PARADE was last modified: aprile 22nd, 2016 by L'Interessante
22 aprile 2016 0 commenti
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Mare
Dall'Italia e dal MondoIn primo pianoViaggi Interessanti

Mare, nei capelli e nei pensieri

scritto da Roberta Magliocca

All’ombra dell’ultimo sole, tiro le somme di una giornata apparentemente uguale a quella precedente e a quelle precedenti ancora. Ma una giornata di mare non è mai uguale ad un’altra. La vita che passa tra gli scogli ad agosto profuma di salsedine e mi permette di vedere sorrisi all’onda, abbracci abbronzati, sogni costruiti con secchiello e paletta. Questa spiaggia è la mia vita, vi arrivo la mattina prestissimo dopo una nottata di lavoro in mare aperto e vi resto tutta la giornata. Perché il mare è più di un lavoro, è uno stile di vita, è un’energia talmente forte da farmi risultare difficile, quasi impossibile, pensare che possa esistere un mondo lontano da lui. D’inverno il mio mondo è silenzioso, dipinto con colori scuri, il mare è a volte arrabbiato e si agita. Ma ad agosto tutto cambia. Le spiagge sono prese d’assalto da bambini urlanti e festosi, studenti finalmente liberi da libri e interrogazioni, famiglie che si godono il riposo dopo un anno di sacrifici lavorativi. E sono quasi geloso del mio universo violato, ma poi…mi commuovo! I miei capelli, pochi e ormai bianchi, hanno così tanto assunto il colore delle tempeste che le onde, il sale e gli scogli non mi meravigliano più. Tutti loro invece, oh si!, loro guardano il mare come un dono, come se fosse concesso a pochi, ai privilegiati. E Dio solo sa se il mare è un dono! Lo è per chi, con mani piccole e inesperte, lo disegna con lo stesso colore del cielo, oltre i bordi del foglio, oltre i limiti dell’universo. E’ un dono per chi gli è nato vicino ed è stato costretto a lasciarlo, vivendo in perenne dolore il vuoto che solo lui sa lasciare. Il mare è un dono per chi lo vede per la prima volta e per chi lo può solo sognare. Il mare è la fuga per chi soffre, molto spesso diventandone, purtroppo, un’inesorabile condanna a morte. Eppure continua ad essere il posto che raccoglie le speranze e i sogni della gente.

Il mare continua ad essere casa mia, e sempre lo sarà, fino a quando i miei pochi e ormai bianchi capelli avranno sole e forza. Quindi per il resto della mia vita, sarò qui, all’ombra dell’ultimo sole, con un solco lungo il viso come una specie di sorriso

Mare, nei capelli e nei pensieri was last modified: agosto 13th, 2016 by Roberta Magliocca
15 agosto 2016 0 commenti
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Napoli
CalcioIn primo pianoSport

Napoli: calo fisico o mentale?

scritto da L'Interessante

Napoli

Ancora una volta il Napoli è venuto meno in un momento decisivo della stagione

La gara di ieri sera con l’Inter  era di estrema importanza, non certamente per la lotta scudetto, che ormai soltanto i soliti inguaribili ottimisti ad oltranza consideravano ancora aperta, ma per tenere a distanza di sicurezza una Roma più che mai lanciata all’assalto di quel secondo posto che se non vale quanto un titolo tricolore, poco ci manca (soprattutto in termini economici).
Diciamo subito che anche questa volta le decisioni arbitrali non hanno favorito gli azzurri (primo gol segnato da Icardi in netto fuorigioco) ma ciò non deve costituire un alibi per il Napoli che ha avuto a disposizione quasi l’intera partita per poter rimediare.Ma la reazione dei ragazzi di Mr. Sarri non è stata delle più frenetiche, anzi, dopo aver subito il raddoppio sul finire della prima frazione, per l’intera ripresa il Napoli non è stato in grado di produrre neanche una sola occasione-gol dando spesso l’impressione di totale impotenza. IL tutto aggravato dal fatto che gli uomini di Mancini non è che abbiano fatto chissà che e il risultato li premia ben oltre i loro meriti.  Cercare le cause di questo rendimento altalenante e “balbettante” degli azzurri nell’ultimo periodo , è molto difficile, dal momento che gli stessi addetti ai lavori, in situazioni del genere, hanno grosse difficoltà a capire quali sono i problemi e a porvi rimedio. Se così non fosse non ci sarebbero in ogni campionato squadre, che, pur avendo organici molto competitivi,sono attanagliate da lunghissime crisi di gioco e risultati. Oltretutto, come spesso accade, tali situazioni sono generate da molteplici cause. Nel caso della squadra azzurra il motivo principale del calo di rendimento è, secondo noi, di carattere psicologico direttamente derivante dalla inopinata sconfitta subita nello scontro diretto con la Juventus a Torino. Certo influisce anche una certa stanchezza, dopo un campionato giocato alla grande. Anche se ciò non si spiega, appunto, visto che l’inizio di questa parabola discendente è coinciso con l’uscita dalle coppe.
Ciò detto ci sembra inutile dare dei voti ai giocatori azzurri che sono stati, a nostro modesto parere, tutti abbondantemente al di sotto della sufficienza tranne Husay, Allan e Callejon.

ORA PERO’: NON GETTIAMO IL BAMBINO INSIEME ALL’ACQUA SPORCA

Lo sappiamo: la delusione è tanta, ma ci sentiamo di invitare i veri tifosi a non  passare repentinamente, come al solito, da uno stato di esaltante euforia ad uno di profonda depressione. Dopotutto il Napoli è ben saldo al secondo posto, e alzi la mano chi ad inizio stagione  avrebbe scommesso un solo centesimo sugli azzurri in questa posizione di classifica e con questo punteggio a cinque giornate dalla fine del campionato. Non ci sembra il caso, solo perchè si è persa una partita di troppo, di buttare a mare tutto quanto di buono finora si è fatto  dimenticando lo splendido percorso compiuto dalla squadra fino a questo punto, ma soprattutto RICORDANDO che la possibilità di raggiungere un prestigioso traguardo è ancora saldamente nelle mani (anzi nei piedi) degli azzurri.
  Quindi è il momento di fare “quadrato”, come si suol dire, attorno alla squadra e sostenere i ragazzi nell’ultimo sforzo, mantenendo  calma e sangue freddo,senza mollare.
Alla fine si faranno i conti e ognuno, se lo riterrà opportuno, potrà fare le sue critiche, purchè  costruttive, non preconcette o, peggio ancora, interessate e, soprattutto, purchè siano espresse in maniera civile.

Le pagelle: clicca qui.

Mimmo Magliocca

Napoli: calo fisico o mentale? was last modified: aprile 19th, 2016 by L'Interessante
17 aprile 2016 0 commenti
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Napoli
CulturaEventiIn primo piano

Passeggiamo per Napoli: domenica 17 Aprile

scritto da L'Interessante

Napoli

Si dice che tutto dipende da che punto guardiamo il mondo, dalla prospettiva del nostro sguardo sulle cose.

Se cambia l’angolo, muta il tutto che lo compone. È così, dalla capacità di avere più sguardi che la bellezza assume un duplice valore.

Napoli, centro della filosofia epicurea in Italia, sede della più antica università statale d’       Europa, punto focale dell’umanesimo attraverso l’accademia Pontaniana e fulcro di ispirazione per molti pilastri della letteratura nazionale ed internazionale, è spesso vittima di un riduttivo luogo comune che la incorona a regina dell’arretratezza culturale. Ma è davvero così?

Dalle premesse  appena accennate sembrerebbe proprio di no

Fondata dai Cumani nell’VIII secolo a.C., fu tra le città egemoni della Magna Grecia,, grazie al rapporto privilegiato con Atene, esercitò una notevole influenza commerciale, culturale e religiosa sulle popolazioni italiche circostanti. Dotata di un centro storico, il più vasto d’Europa, Napoli è stata riconosciuta dall’UNESCO patrimonio mondiale dell’umanità. Nel 1997, l’apparato vulcanico di Somma-vesuvio è stato eletto una delle riserve mondiali della biosfera. Potremmo andare avanti per molto altro ancora, percorrere le eccellenze partite da Napoli per farsi spazio nel panorama mondiale, in lungo e in largo. Dal teatro di Antonio De Curtis, alla più recente meraviglia musicale dell’intramontabile Pino Daniele, c’è nel mezzo una carrellata di genialità partenopee, troppo spesso sottovalutate, su cui prevalgono fatti di  becera tragicità, che seppur rappresentano una delle facce di Napoli, non sono l’unico punto d’osservazione da considerare.

È per partecipare alla riscoperta di una visione diversa della città, che domenica 17 aprile è stata organizzata una passeggiata guidata, molto dissimile dalle classiche visite ai luoghi locali.

L’iniziativa, infatti, vuole raccontare Napoli come non l’avete mai letta!

Percorrere le sue strade per riscoprirla attraverso la narrazione di scrittori che l’hanno celebrata: da Goethe a Stendhal, da Dickens a Zola, da Leopardi a d’Annunzio, dalla Serao a Di Giacomo, da De Luca a Lanzetta.

 

Il programma:

Partendo da Castel dell’Ovo, si attraverserà via Chiatamone, Santa Lucia, piazza del Plebiscito, via Toledo, fino ad arrivare a Castel Nuovo, attraverso una visita guidata storico-artistico-letteraria, accompagnata dalla lettura di brani tratti da varie opere.

Un invito alla lettura di una città da sfogliare come un libro, dove ogni pagina racconta una storia: Napoli, che nel corso dei secoli è cresciuta su se stessa, si presenta oggi come una città stratificata, in cui ogni angolo è crocevia di fatti e personaggi.

La visita verrà svolta da Alessia Zorzenon, guida turistica della Regione Campania.

La prenotazione è obbligatoria.

Il costo del biglietto è di 10 euro.

L’appuntamento è alla ore 11:00 di domenica mattina.

Per ulteriori informazioni: info@trentaremi.it – 338.1411014.

 Cos’altro aggiungere?

Non ci resta che augurarvi una buona lettura.

Michela Salzillo

Passeggiamo per Napoli: domenica 17 Aprile was last modified: aprile 15th, 2016 by L'Interessante
15 aprile 2016 0 commenti
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Street Art al Rione Sanità

scritto da L'Interessante

Street Art a Napoli

Ci sono luoghi in cui nascere sembra una benedizione riuscita male, quelli in cui si finisce per caso e che per istinto di sopravvivenza impari ad accettare come destino, forse ingiusto, ma al tempo stesso insindacabile.

Non è necessario andare troppo in là, scartavetrare  le cronache di disperazione lontana, infilarsi commossi tra immagini di ingiustizia universale. Ci sono mondi a parte anche dietro la porta di casa nostra, pieni di storie che se pure ci riguardano, facciamo finta di non conoscere, almeno non abbastanza per parlarne.

Sono quelli che nascono in mezzo alla bellezza, quelli che sembrano uno schizzo cestinato per sbaglio nel cuore dell’opera d’arte.

Sono i quartieri delle città, anfratti sgarrupati ai piedi delle metropoli che, come infanti malnutriti, piangono di degrado all’ascolto di nessuno.

Uno dei gridi tristemente forti arriva dal quartiere più famoso di  Napoli: Il rione Sanità.

 È una ricchezza sottovalutata che, come tra le più bizzarre contraddizioni, ha un valore storico, artistico e culturale con pochi somiglianti in Italia e, forse, addirittura nel mondo.

 È qui, ad esempio, che sorgono ipogei ellenistici e catacombe paleocristiane, come quelle di San Gennaro e San Gaudioso, determinando nell’insieme una forte relazione tra uomo e morte; rapporto che si è protratto nei secoli, con la nascita del cosiddetto   cimitero delle Fontanelle, adoperato per ospitare le vittime della grande peste del 1656, e citato da importanti echi della letteratura.

Purtroppo, però, la fama non sempre nasce dalla bellezza, anzi, a volte è più facile distinguersi per cattiva condotta che per buona volontà: non è un mistero per nessuno l’alto tasso di pericolosità che si vive in questa zona. Il degrado lo si respira, involontariamente, come aria sporca non purificabile, già dai primi imbocchi nei vicoli.

“cammini accanto a case con lamiere traballanti al posto dei tetti e balconi che non si staccano dalle facciate per miracolo. Catapecchie che sembrano abbandonate, con le mura mangiate dall’umido e invase dalla gramigna, sono case con dentro persone, soprattutto anziani, che trascorrono gli ultimi anni della loro vita in questo quartiere dimenticato da Dio.”- racconta Antonio Leggieri de “ Il fatto quotidiano”.

Si fa a presto a dire che volere è potere in casi come questi, quando restare è un dolore che se non  uccide, ti ammazza da vivo e andare via è un coraggio che fa troppa paura. Tra chi scappa e chi si mette a disposizione della delinquenza, c’è però uno spazio fatto di ragazzi perbene, che rimangono per resistere, per concedersi un ‘opportunità dignitosa nel posto in cui sono nati.

Il 2 Marzo  è partita, proprio tra i vicoli del rione sanità, un’iniziativa di street art organizzata dall’associazione “Fazzoletto di perle”, presieduta da Giuseppina Ottieri, con il patrocinio dell’assessorato comunale alle Politiche urbane

 La prima opera è stata realizzata dallo spagnolo Tono Cruz che, occupando la facciata di un palazzo del rione, ha dato vita a diciotto metri di vernice rigorosamente bianca, lavorata in tondo come un qualcosa di molto simile ad un fascio di luce. Il murale rappresenta le facce dei ragazzi e ragazze di queste stradine, simbolo luminoso di speranza e futuro. In particolare, tra i visi  spiccano quelli dei piccoli partecipanti al laboratorio “A giocare con le storie”, condotto da Imma Napodano, all’interno del “Punto Luce” di Save the Children alla Sanità.  

Su questa stessa pennellata si è mosso Francisco Bosoletti, l’artista argentino già autore della Parthenope al Materdei.  Lo scorso 5 aprile, in pieno clima di festa, è stata inaugurato “ResisTiamo”, un ritratto di non arrendevolezza che occupa la facciata della Basilica di S. Maria della Sanità. Oltre a rappresentare un rilancio di energia positiva per la città, l’opera è  la traduzione di una storia vera, quella di due fidanzati che hanno sconfitto una grave malattia anche grazie all’amore. L’immagine immortala  un uomo e una donna che si sostengono a vicenda come in un passo di danza.

Il successo del progetto, tutt’ora in divenire, dimostra  ancora una volta che l’arte può essere un valido linguaggio per veicolare messaggi di straordinaria meraviglia, anche il mezzo al nulla.

Ce lo insegna la poesia di De Andrè che “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior.”

Michela Salzillo

Street Art al Rione Sanità was last modified: aprile 14th, 2016 by L'Interessante
14 aprile 2016 0 commenti
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