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Attualità

Internazionali
AttualitàIn primo pianoParliamoneSport

INTERNAZIONALI DI TENNIS FEMMINILE CASERTA

scritto da L'Interessante

internazionali

Anche per l’edizione del 2016, la ventinovesima della serie, gli internazionali del Circolo del Tennis di Caserta, saranno griffati dalla Powergas.

La società casertana operante nel settore di distribuzione del gas, sarà il main sponsor della XXIX edizione degli “Internazionali Femminili di Tennis Città di Caserta”, inserito nel circuito professionistico: ITF Women’s circuit.

La presentazione ufficiale del torneo è prevista per le 10,30 di domenica 8 maggio presso la sede del Circolo Tennis Caserta in via Laviano 1.

Il rinnovo dell’accordo di sponsorizzazione per il 2016 è stato sancito nel corso di un incontro fra il notaio Fabio Provitera presidente del circolo tennistico ed il rappresentante legale della società Powergas, avvocato Sergio Pascarella. La Powergas nata nel 2004 a seguito delle nuove norme che regolano l’attuale mercato del gas, dal 2012 ha implementata la sua attività con la vendita di energia elettrica, con una crescita costante in termini di qualità e competitività divenendo potenzialmente un importante leader nel campo delle multiservices. 

“Anche quest’anno per la ventinovesima volta, il circolo del tennis club di Caserta organizza e propone gli internazionali – dice il presidente Fabio Provitera – il torneo è diventato un appuntamento fisso, è l’unica manifestazione di carattere internazionale che ormai si svolge stabilmente nella nostra città, nonostante le difficoltà dovute alla crisi economica che l’Italia vive. Per fortuna ci sono amici – sponsor che ci affiancano, che sostengono la nostra passione ed a loro va il mio personale ringraziamento e dei soci del circolo e credo anche quello di tutti gli sportivi casertani che per nove giorni si godranno dal vivo uno spettacolo unico, accedendo gratuitamente presso la nostra sede per assistere alle partite”.

Internazionali di Tennis: montepremi di 25.000 dollari. Finale il 22 maggio 2016

Come per l’edizione precedente il montepremi sarà di 25.000 dollari, il programma della manifestazione è stato definito da tempo anche se con piccole ed importanti novità che favoriranno quanti vorranno assistere alle partite che saranno giocate sui campi del circolo casertano. Contemporaneamente ai match ci saranno anche iniziative culturali e sociali con la collaborazione dell’Avis che sarà presente con un’emoteca il 14 ed il 18 maggio presso la sede del Tennis Club di Caserta, l’associazione movimento “L’Aura” onlus di promozione e solidarietà sociale e l’associazione “Amici della reggia”.

Prima partita il 14 maggio con gli incontri validi per le qualificazioni che si concluderanno entro la serata di domenica 15. Da lunedì successivo 16 maggio, inizieranno sia gli incontri del tabellone del singolare che del doppio, che si concluderanno con la finale del doppio il venerdì sera e quella del singolare nel pomeriggio di sabato 21 maggio, mentre la finale è prevista per le 10,30 di domenica 22 maggio. Al match conclusivo seguirà la cerimonia di premiazione con il taglio della torta ed il brindisi di tutti i presenti.

Come sempre tutti gli aggiornamenti della kermesse saranno pubblicati in tempo reale sul sito del torneo www.itfcaserta.com e sulla pagina facebook ITF Caserta. La trasmissione in streaming delle gare sarà curata dalla società Crionet.

INTERNAZIONALI DI TENNIS FEMMINILE CASERTA was last modified: aprile 26th, 2016 by L'Interessante
25 aprile 2016 0 commenti
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avvocati
AttualitàIn primo pianoParliamone

ASTENSIONE DALLE UDIENZE PER GLI AVVOCATI DAL 28 APRILE AL 4 MAGGIO

scritto da L'Interessante

avvocati

L’Avvocatura unitaria del Foro di S. Maria Capua Vetere ha dichiarato lo stato di agitazione permanente, proclamando l’astensione da tutte le udienze dal 28 aprile 2016 al 4 maggio 2016.

A motivazione è stato emesso un documento esplicativo atto a reiterare la denunzia costante del “colpevole disinteresse ed abbandono in cui versa il Tribunale ed il conseguenziale degrado, anche strutturale, in primis della sede principale di Piazza della Resistenza”. Il consiglio ha evidenziato che “appare evidente una scarsa volontà da parte degli organi competenti di affrontare e risolvere le problematiche tecniche relative all’edificio  e ciò è ancora più grave oggi che sono stati integralmente finanziati ed in larghissima misura realizzati i recuperi di prestigiosi edifici contigui, dove verranno allocati il Tribunale civile e tutti gli altri uffici giudiziari finora “dispersi” in costosissimi immobili, seppure indecorosi e totalmente inidonei all’uso”.

L’avvocatura sammaritana dice no al trasferimento, anche temporaneo, della sede di Piazza della Resistenza

 Inoltre si focalizza l’attenzione sulla innegabile convenienza economica nel recuperare la struttura, progettata e realizzata, unica in tutta la provincia, per ospitare il Tribunale. Con condanna a qualsiasi ipotesi di trasferimento, anche solo temporaneo del Tribunale, in quanto comporterebbe conseguenze devastanti nella gestione, già penalizzata e bistrattata, della giustizia.

Pertanto gli avvocati si asterranno dalle udienze, penali, civili amministrative e tributarie fino a quando non riceveranno garanzie sulla permanenza del Palazzo di Giustizia nell’attuale sede, con la garanzia dell’esecuzione di tutte le opere e messa in sicurezza della struttura senza penalizzare, però, gli operatori e l’amministrazione stessa della giustizia che operano e combattono contro continui e frequenti disagi.

ASTENSIONE DALLE UDIENZE PER GLI AVVOCATI DAL 28 APRILE AL 4 MAGGIO was last modified: aprile 20th, 2016 by L'Interessante
20 aprile 2016 0 commenti
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Centro
AttualitàIn primo pianoNotizie fuori confine

Il Centro diurno Alzheimer Tre Fontane rischia di chiudere: la crudeltà di togliere a chi non ha più un passato, anche il futuro

scritto da Roberta Magliocca

Centro

Mi hanno sempre detto che per fare bene il mio lavoro avrei dovuto ricercare sempre la verità con lucidità mentale ed oggettività. Ed ho seguito questo insegnamento sempre, come un prete al suo altare.

Ecco perchè questo articolo non nasce da due mani che battono sulla tastiera, ma dalla voce di chi vede crollarsi sotto i piedi la terra dove ha tentato di costruire certezze. 

Il Centro diurno Alzheimer Tre Fontane di Roma, ha i giorni contati

Si rischia la chiusura e con essa non solo il posto di lavoro per tanti dipendenti, ma soprattutto si rischia il fallimento di un lavoro volto a ridare speranza di un futuro migliore ai malati di Alzheimer che già perdono, giorno dopo giorno, il proprio passato. 

E si potrebbero intervistare le istituzioni, questo o quell’altra fazione che darebbero motivazioni e giustificazioni. Ma a noi de L’Interessante interessa la voce di chi – lontano da giacche e cravatte – si rimbocca le maniche e lavora duro accanto ai “nostri” malati.

Proprio per questo ho fatto due chiacchiere con Valentina Ruggiero, operatrice sociale del suddetto centro. 

“Il nostro centro è frequentato due/tre volte a settimana da 34 ospiti. Il centro lavora con bando triennale, che scadrà il 23 aprile prossimo. Abbiamo saputo dal municipio ottavo che non ci sono i fondi per far arrivare il bando fino alla data di scadenza prevista per cui il municipio ha detto ai nostri utenti che i loro parenti verranno solo un giorno a settimana. Di conseguenza la nostra cooperativa diminuisce il personale da cinque a due operatori. Far venire i signori solo una volta a settimana non ha senso, non è terapeutico, non ha nessuna continuità col progetto e gli obiettivi portati avanti. Il municipio adduce come spiegazione che non c’è altra maniera per gestire i fondi rimasti. In realtà nel bando ancora in essere sono previsti 16 ospiti media al giorno, noi non abbiamo mai superato le quote previste, mentre, in questo modo, verranno esattamente la metà. Capite benissimo cosa vuol dire per i familiari. E anche per il primo bando non abbiamo nessuna garanzia che esca, il municipio continua a dirci che uscirà una volta approvato il bilancio al comune ma non ci mette niente per iscritto. Rischiamo seriamente di essere chiusi il 24 aprile. Spero di essere stata chiara, parlo sull’onda dell’emotività del momento. Per dirti qualcosa del nostro centro: abbiamo pubblicato un libro con i nostri ospiti, abbiamo fatto spettacoli teatrali, un giornalino interno, mostre. Tutto questo sempre con le nostre sole forze.”
Un paese che non si occupa dei più giovani e della loro mancanza di lavoro, un paese che non si cura dei propri malati, un paese che toglie futuro è un paese che ha perso la tenerezza e la lungimiranza. L’Italia è un paese che ha fallito.
Aggiornamento della stessa Valentina Ruggiero, ore 11:34 del 20 Aprile 2016:  “il bilancio del comune è stato approvato ma i due municipi non si mettono d’accordo per fare un bando unico a causa di una dirigente che adduce come ostacolo un documento della corte dei conti che nessuno trova!!!
Siamo in Campidoglio e aspettiamo che qualcuno ci riceva!!!!”
Roberta Magliocca
Il Centro diurno Alzheimer Tre Fontane rischia di chiudere: la crudeltà di togliere a chi non ha più un passato, anche il futuro was last modified: aprile 20th, 2016 by Roberta Magliocca
20 aprile 2016 0 commenti
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Caserta tavola
AttualitàParliamone

Tavola Rotonda: “Quale sistema salute a Caserta. Riorganizzazione dei Servizi ospedalieri e territoriali”

scritto da L'Interessante

Tavola Rotonda: “Quale sistema salute a Caserta. Riorganizzazione dei Servizi ospedalieri e territoriali.”

Continua l’operazione avviata dalla Cisl Fp di Caserta, congiuntamente con Cgil e Uil della Funzione Pubblica, contro l’aumento delle patologie oncologiche nella provincia di Caserta e in Campania, avviata lo scorso febbraio con la Fiaccolata del 5 avvenuta proprio per le strade casertane e ripetuta pochi giorni dopo nel capoluogo campano.

Oggi, 14 aprile, avrà luogo infine la prevista Tavola Rotonda tecnica, più volte annunciata in questi mesi. Alle ore 15.30 presso la Camera di Commercio di Caserta, in via Roma, l’incontro dal titolo: “Quale Sistema salute a Caserta. Riorganizzazione dei servizi ospedalieri e territoriali, ANALISI E PROPOSTE SU EMERGENZA PATOLOGIE TUMORALI”.

Invitati ad intervenire Joseph Polimeni, Commissario ad Acta per l’attuazione del Piano di Rientro sanitario della Regione Campania, Giuseppe Matarazzo, Commissario Asl Caserta, i Commissari dell’Azienda Ospedaliera Guercio, Ametta e Pace, Alfonso Giordano, Direttore Sanitario dell’Azienda Ospedaliera casertana, Serafino Barbati, Direttore A.R.P.A
Caserta.

“La Sanità in Campania purtroppo proprio non riesce a cambiare verso, stiamo con difficoltà cercando di fare la nostra parte – precisa il Segretario Generale Cisl Fp caserta, Nicola Cristiani – e non ci fermeremo, abbiamo continuato a soffiare su quella fiammella che già altri prima di noi avevano accesa e intendiamo mantenerla viva. I sindacati che da sempre
operano nel settore sanitario hanno il polso di quanto sta succedendo e non possiamo più consentire che la nostra terra resti la cosiddetta terra dei fuochi, guardando morire i nostri bambini.
Ribadiamo l’importanza di questa tavola rotonda, dalla quale dovrà necessariamente uscire un provvedimento che vada verso una reale azione per fronteggiare questo terribile fenomeno, come per esempio l’istituzione di un polo oncologico d’eccellenza e l’attivazione di una serie di servizi collaterali d’integrazione tra le strutture e l’utenza che semplifichino al
massimo tutte le procedure utili a riconoscere, prendere in carico, curare e sostenere gli ammalati di patologie oncologiche”.

I CINQUE PUNTI che vanno affrontati:
1 Una rete appropriata dell’Assistenza Domiciliare
2 Una campagna di screening di prevenzione a partire dalle scuole e dai
luoghi di lavoro
3 Lo sblocco delle assunzioni e la stabilizzazione del personale precario,
con una dotazione organica appropriata per la rete oncologica
4 Il potenziamento delle strutture diagnostiche
5 Un’adeguata rete di posti letto ad alta specializzazione per evitare i
continui viaggi della speranza fuori Regione

Tavola Rotonda: “Quale sistema salute a Caserta. Riorganizzazione dei Servizi ospedalieri e territoriali” was last modified: aprile 14th, 2016 by L'Interessante
14 aprile 2016 0 commenti
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sicurezza
AttualitàIn primo pianoParliamone

Sicurezza: a Caserta cittadini dimenticati

scritto da L'Interessante

Da diversi anni a questa parte, sul posto di lavoro, si tengono corsi di formazione e aggiornamenti continui sulla sicurezza, con grande impiego di risorse finanziarie e umane per rendere quanto più è possibile sicuro e vivibile il luogo dove si svolge la propria attività lavorativa. Il tutto non è demandato alla buona volontà del lavoratore o, ancor più, del datore di lavoro ma è un obbligo previsto da una legge dello Stato (D.LGS n. 81 del 9 aprile 2008, ex legge 626) con gravi e pesanti sanzioni, non solo pecuniarie, per gli inadempienti.

Ma della vera sicurezza, interessa qualcosa a qualcuno?

La salute e la sicurezza del lavoratore, quindi, stanno molto “a cuore” alle istituzioni, che però se ne “infischiano” altamente della sicurezza dello stesso cittadino che, senza lavorare, circola liberamente per le strade della propria città. Certo, “liberamente” è una parola grossa, perché se si azzarda a camminare, soprattutto in certi orari, in alcune zone rischia di brutto non solo di essere derubato, ma di subire violenza di vario genere.
Il riferimento è alla mia città: Caserta. Avete mai provato ad attraversare alle dieci di sera (ma anche alla stesa ora del mattino) i “campetti” antistanti la reggia? Ebbene se vi dovesse venire l’idea di farlo, vi consiglio vivamente di desistere. E’ capitato a me , l’altra sera. Percorrendo il viale principale che, dalla stazione ferroviaria, porta all’ingresso principale del palazzo, ho provato le stesse sensazioni che si possono provare attraversando un campo minato o una zona sottoposta ad un bombardamento aereo. Nella più totale oscurità, ad ogni passo avvertivo netto il pericolo di essere assalito e poter subire di tutto senza nessuna possibilità di scampo o di chiedere aiuto.
Ovviamente di agenti di polizia, vigili e quant’altro neanche l’ombra! D’altronde, se anche ci fossero stati, non si sarebbero visti, dato che le tenebre regnavano sovrane. Infatti i lampioncini (?????) lungo il suddetto viale principale (avete presente?) erano tutti spenti. Ma ciò si spiega: infatti l’ente comunale, o chi per esso, ha pensato bene di non accenderli e di risparmiare così un po’ di soldi visto che, anche quando sono tutti in funzione non arrecano alcun beneficio alla visibilità e vivibilità della zona.
Questo significa essere attenti e previdenti nella gestione della “res pubblica”.
La sicurezza del cittadino? Ma chi se ne frega! Oltretutto, chi glielo ha fatto fare di andare alle dieci di sera davanti alla Reggia? Se ne stia a casa a vedere la TV!

Domenico Magliocca

Sicurezza: a Caserta cittadini dimenticati was last modified: aprile 7th, 2016 by L'Interessante
7 aprile 2016 0 commenti
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ecologica
AttualitàIn primo piano

MATTINATA ECOLOGICA A NAPOLI: FLOP COMPLETO

scritto da Walter Magliocca

ecologica

Domenica mattina ecologica, oggi a Napoli. Stop alle auto ed alle persone per bene.

Abbiamo fatto un giro per la città durante il blocco. Il traffico leggermente ridotto ma solite file ai semafori e tante vetture, anche super datate, per le strade cittadine e nei punti chiave della città.

Controlli ridotti. Solo in alcune zone. A casa solo le persone perbene.

Zona Capodimonte. Fermata una fiat uno. Due persone. Non sembravano degli stinchi di santo. Dopo un breve parlottare con gli agenti della polizia municipale, la vettura ed i suoi occupanti si allontanano su autorizzazione degli agenti. Niente multa. Era ovvio.

Facile prendersela con chi non sa trovare altre argomentazioni che non quelle civili. Ma in quel caso è facile elevare contravvenzione. Anche misure accessorie. Tanto che fa.

Dobbiamo dimostrare con le statistiche la nostra efficienza. Contano le percentuali.

Indubbiamente chi viola la norma va sanzionato. Ma perché chi figlio e chi figliastro?  E perché ad avere la meglio, a prevalere è solo chi ha precedenti penali e conosce solo la legge della violenza. Questi personaggi godono dell’immunità e danno ….lustro all’immagine di Napoli non solo in Italia ma nel mondo.

Ora, a breve, ci propineranno le solite statistiche, le sanzioni elevate, la pseudo necessità del provvedimento, con la cronica carenza di organico.

Un appello al sindaco De Magistris: la prossima volta non seguiamo il trend nazionale, non adottiamo gli stessi provvedimenti dei paesi civili. A Napoli la civiltà manca a partire dall’alto verso il basso.  

Diamo un vero messaggio: non adottiamo misure restrittive ed ecologiche, a noi che ecologici non siamo.

Così anche le persone per bene potranno usare con serenità la propria vettura.

MATTINATA ECOLOGICA A NAPOLI: FLOP COMPLETO was last modified: aprile 3rd, 2016 by Walter Magliocca
3 aprile 2016 0 commenti
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Bruxelles
AttualitàIn primo pianoParliamone

Bruxelles: ennesimo False Flag?

scritto da Roberta Magliocca

E’ passata una settimana dall’attentato all’ aeroporto e alla metropolitana di Bruxelles, cuore del Belgio, cuore d’Europa. 

Eppure c’è chi pensa che bombe, morti e feriti siano tutta una montatura dei grandi d’Occidente per farci vivere nel terrore, per tenere in mano il popolo e manovrarlo come se fosse una macchia di marionette di cui decidere vita, morte e spostamenti. 

Bruxelles: i video della tragedia

Già Striscia La Notizia, nella puntata del 23 Marzo, giorno dopo gli attacchi, aveva mostrato al popolo italiano come Sky tg 24 avesse sbagliato a mandare in onda un servizio, mostrando la ripresa dell’attacco a Mosca nel 2011, facendolo passare per gli attentati di Bruxelles. Ovviamente, Striscia la Notizia percorre la pista dello sbaglio giornalistico, non accusando di malafede i colleghi di Sky, ma solo di distrazione. C’è chi invece ha pensato che i media abbiano avallato i giochi di potere dei capi d’Europa, mandando in onda servizi falsi e ben recitati.

Infatti, a Febbraio, a circa 400 metri di distanza dal luogo dell’attentato di Bruxelles, ci sarebbe stata un’esercitazione dei Vigili del Fuoco e di tutti gli organi preposti ad intervenire durante attentati del genere. Queste esercitazioni – provviste di feriti finti, barelle, ambulanze e quant’altro – sarebbero state filmate a dovere dagli enti di informazione locali e mandate in onda il 22 Marzo scorso. 

Chi scrive, ovviamente, usa tutti i condizionali del caso perchè, basandoci solo su un video molto dettagliato recuperato sul web (guardalo qui), non vorremmo mai mancare di rispetto al dolore e alla carneficina che sta dilagando nel mondo in questo tristissimo periodo storico.

Ma non è la prima volta che dietro ad attacchi terroristici si crede possa esserci il governo dello stesso paese attaccato. Basti pensare all’attentato alle Torri Gemelle di New York, che sarebbe stato organizzato dall’ America per giustificare i suoi affari (clicca qui).

Ancora una volta sottolineo i condizionali e i forse, i non so. Non sarà molto giornalistico ma è giusto portare all’attenzione di chi si informa attraverso telegiornali e quotidiani, che c’è in giro un’altra ipotesi di verità. Assurda? Sbagliata? Forse. Ma c’è. E andrebbe indagata per capire fino a che punto può l’essere umano.

Perchè L’interessante non sta con la Francia, con Bruxelles o con altri, ma si commuove per la tragedia delle persone. Perchè questo occidente a suo dire civilizzato, a suo dire per la pace, a suo dire non a nostro dire, ha fatto più vittime di quanto in quella sera a Parigi, o in quella mattina a Bruxelles si siano contate. Abbiamo pianto per un 11 Settembre d’impatto, ma ciò che è successo il 10 Settembre e i giorni prima e prima ancora l’abbiamo dimenticato per addormentare le nostre coscienze. O forse non l’abbiamo mai conosciuto. Prima di piangere, dovremmo ricordarci che abbiamo fatto piangere. Ma sono lacrime africane, siriane, palestinesi. Le lacrime europee, a quanto pare, hanno più valore. Lacrime occidentali, baciamo le mani.
L’Interessante non sta con chi manovra i fili, si commuove per chi resta giù, a terra, lontano dai vertici. E piange lacrime mondiali, di un solo colore, di un solo dolore.

Roberta Magliocca

Bruxelles: ennesimo False Flag? was last modified: marzo 29th, 2016 by Roberta Magliocca
29 marzo 2016 0 commenti
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Bruxelles
AttualitàIn primo pianoParliamone

Bruxelles il giorno dopo. Uno strano caso di insicurezza nazionale

scritto da L'Interessante

“Possiamo sconfiggere il terrorismo, e lo sconfiggeremo. Dobbiamo restare uniti! Il mondo, per sconfiggere il terrorismo, deve restare unito. Senza guardare alla nazionalità, alla razza o alla fede religiosa. Ed è proprio di fronte a questi ignobili attacchi, che il popolo americano farà di tutto per aiutare i nostri amici belgi”. Obama, a Cuba,  sugli attentati di Bruxelles. Il presidente americano da L’Avana ha chiamato il premier belga Charles Michel ponendogli le condoglianze del popolo americano dopo gli attentati nella capitale belga e per offrire tutta l’assistenza necessaria per quel che riguarda le indagini e per portare i responsabili davanti alla giustizia. (ANSA)

Parole rassicuranti, parole calde, quelle del quarantaquattresimo presidente. Atterrato poche  ore fa a l’Avana, non appena saputo di ciò che è accaduto a Bruxelles, decide di mostrare la sua solidarietà, nonostante sia in visita di un paese dove i rapporti non sono stati dei migliori.

D’altronde chi, meglio di Obama, riesce a infondere sicurezza e calore tramite una conferenza stampa. Non è di certo la prima volta che un presidente debba rassicurare la popolazione, americana e non, per via di fatti accaduti in circostanze similari.

Facciamo un salto indietro nel tempo.

Ritorniamo all’ 11/09/2001. Chiunque di noi ricorderà quel tragico momento in cui l’America, e non solo, piangeva lacrime per un attacco subito che causò migliaia e migliaia di vittime.

Da quel momento gli Stati Uniti hanno preso provvedimenti su larga scala in fatto di sicurezza, all’interno del territorio, dei confini e spazi aerei, anche dove la loro giurisdizione non arriva(va). Questi, hanno “influenzato” l’intero pianeta a macchia d’olio.

Il Patriot Act è il primo prodotto che prende di mira il terrorismo con l’obbiettivo di salvaguardare la sicurezza nazionale. È una composizione di leggi federali che permette alle agenzie governative, C.I.A., F.B.I.,  N.S.A., di intaccare la privacy di qualsiasi cittadino al fine di prevenire attacchi terroristici. Teniamo a far presente alcune quali: intercettazioni telefoniche, Accesso a informazioni personali, prelevamento impronte digitali.

La ripercussione che questo ha avuto in Europa è stata adottata da ogni paese a modo suo; ossia:

la Francia si è sempre allontanata, quasi retoricamente, dal Patriot Act, e successivamente agli ultimi attentati a Parigi, Hollande come primo rimedio annuncia l’immediata chiusura di qualsiasi sito on-line sospettato di fomentare il terrorismo;

la Germania decide di rafforzare i rapporti tra polizia e intelligence, al fine di sostenere una domanda di cooperazione;

il Regno Unito isola i sospetti terroristi e ne confisca beni e passaporti.

Bruxelles: problemi di sicurezza?

E il Belgio ? Il Belgio fino ad’ora non ha, forse, nemmeno rispettato i canoni standard delle misure antiterrorismo, ossia quelle del T.F.U.E. (trattato sul funzionamento dell’Unione Europea). La legge belga secondo cui non si può arrestare e perquisire nessun individuo in una fascia oraria compresa tra le 23:00 e le 05:00, sta quasi a permettere, durante quelle ore, l’anarchia.

Gli Stati Uniti per la salvaguardia della sicurezza nazionale sono disposti a intaccare la privacy del cittadino.

La Francia addirittura sopprime la libertà di pensiero e di parola con la chiusura preventiva di siti che fomentano il terrorismo.

Germania incrementa, a modo suo, i rapporti tra intelligence e polizia.

Il Regno Unito reclude chiunque provi a pensare di attuare il terrorismo.

Intanto il governo belga piange le sue vittime per le sue leggi.

Antonio Mastropaolo

Bruxelles il giorno dopo. Uno strano caso di insicurezza nazionale was last modified: marzo 23rd, 2016 by L'Interessante
23 marzo 2016 0 commenti
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Bruxelles-Attentati-22-03-2016-07
AttualitàIn primo pianoParliamone

Bruxelles, prima di andare a dormire

scritto da L'Interessante

Bruxelles, 22 marzo 2016. L’Europa (ancora più) ferita.

Bruxelles

E’ mattino, sono circa le 9, quando la prima bomba esplode. Gli uomini e le donne in fila al gate dell’American Airlines fuggono terrorizzati in tutte le direzioni. E’ lì il centro dell’esplosione, è lì che l’attentatore si è fatto saltare in aria. O gli attentatori, pare fossero in tre, e che uno sia addirittura fuggito: ma in casi come questo, la verità viene sempre a galla a giorni di distanza.

Passano 30-40 minuti, e ad esplodere è un vagone della metropolitana. Fermata della metropolitana di Maelbeek, che chi scrive conosce molto bene.  Un uomo si fa saltare in aria. Insieme ad altre vite che ignare stavano andando a lavorare, a fare compere, a vivere la loro vita.

In totale, 34 morti e oltre 200 feriti. Ma il bilancio è provvisorio, e sicuramente destinato a salire. Questo è accaduto oggi. Questo è successo un martedì come tanti, quando il primo sole di primavera invoglia la gente ad uscire, a vivere con il sorriso sulle labbra le giornate che piano piano si fanno più lunghe. Questo è accaduto oggi, a poche ore di distanza dalla cattura di Salah Abdeslam, la “primula rossa” degli attentati di Parigi. E non è un caso: la rivendicazione dell’Isis, giunta puntuale a pochi minuti dalle detonazioni, parla chiaro: “avete catturato Abdeslam, noi vi colpiamo subito”.

Bruxelles non doveva essere l’obiettivo. Non il Belgio. Ma dopo la cattura di uno dei loro uomini-chiave, l’Isis ha colpito proprio lì, proprio in casa, proprio a pochi passi dai quartieri-ghetto dove i terroristi sono nati, dove sono cresciuti, dove hanno imparato ad odiare.

Odiare, sì. C’è chi rifiuta la definizione di “terrorista”, c’è chi non vuole sentire parlare di “combattenti islamici”: c’è chi li chiama semplicemente traditori. Già, traditori. Perché voltano le spalle al Paese in cui sono nati e cresciuti, perché tradiscono chi li ha accolti, chi li ha inseriti in una società che ha fatto dell’apertura verso le altre culture un punto di forza. Traditori, appunto. Nessuna altra definizione rende meglio l’idea.

Dopo Parigi, dopo la rappresaglia contro Charlie Hebdo, dopo le bombe allo stadio e nei ristoranti, l’Isis torna a colpire. E questa volta lo fa nel cuore pulsante d’Europa, a 500 metri dal Parlamento Europeo, dove gli eurodeputati si riuniscono giornalmente per decidere -anche- sulle questioni internazionali, dei migranti, di immigrazione controllata. Un atto dimostrativo, oltre che atto devastante: suona un po’ come “se riusciamo ad organizzarlo in 36 ore e farlo proprio qui, possiamo farlo ovunque”.

Ovunque. Perché la militarizzazione della città -come si è visto- non serve. non contro questo nemico. Contro i traditori non serve usare la forza bruta, pattugliare le strade, occupare militarmente le città: contro i traditori serve l’astuzia. Vanno potenziate le operazioni di intelligence, gli spionaggi, gli infiltrati: solo così si può davvero cercare di vincere questa lotta.

Ma ora, a poche ore di distanza dalle bombe, è difficile fare analisi imparziali: ora è difficile non farsi prendere dal nervosismo, dalla foga, dal “bombardiamoli tutti”. E’ difficile. Molto difficile. Ma questo è proprio quello che l’Isis vuole. La sua guerra, se agiamo così, l’ha già vinta. Se chiudiamo le frontiere, se ci isoliamo dal resto del mondo, se istituiamo una sorta di surrogato del “patriot act” americano a livello europeo, come chiedono a gran voce le destre di tutti i Paesi, in quel caso la guerra l’abbiamo già persa.

Perché Isis, come tutti i gruppi terroristici, sa benissimo quello che fa. E, come tutti i gruppi terroristici, obiettivo è terrorizzare. Fare paura, insinuare nella gente il timore di uscire per strada, di vivere serenamente; e, parallelamente, quello che cerca di fare è iniettare odio e intolleranza in tutti noi. E, purtroppo, ci riesce.

E’ questo il difficile. Resistere a questa spirale di odio, non farsi risucchiare dal mulinello della violenza, mantenersi lucidi anche se si viene colpiti: non cadere nel tranello, che significherebbe soltanto far vincere il Terrore.

Chi scrive, sa che sarà molto difficile riuscirci. Già dopo Parigi, le cose erano cambiate. E ora, dopo Bruxelles, sarà quasi impossibile affrontare le questioni estere con la necessaria imparzialità: soprattutto, da oggi sarà ancor più difficile non cedere ai richiami di chi non aspetta altro che eventi come questi per catturare l’attenzione mediatica e cercare consensi. Molto difficile. Eppure, è necessario. Perché violenza chiama violenza, sempre. Ci sono altri modi, esiste sempre un’altra soluzione: anche questa volta.

Sta alla politica -agli uomini di politica, non agli sciacalli mediatici- trovarla.

Fabrizio Gentile

Bruxelles, prima di andare a dormire was last modified: marzo 22nd, 2016 by L'Interessante
22 marzo 2016 0 commenti
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Spagna
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Spagna: “la strage degli studenti”

scritto da Roberta Magliocca

Spagna: vittime italiane

Le notizie che nessuno mai vorrebbe leggere. L’hanno definita “la strage degli studenti” e, purtroppo, rispecchia esattamente ciò che è successo a Terragogna. 

Sull’autobus che è uscito fuori strada, viaggiavano 57 studenti Erasmus, tutti di nazionalità diverse tra loro, nessuno spagnolo. Le vittime sono – al momento – 13, tra le quali 7 sarebbero italiane. Il condizionale è d’obbligo vista la mancata conferma ufficiale, nonostante la notizia arrivi dalla Farnesina.

Spagna: la strage degli studenti

Tra i feriti 3 sono quelli “molto gravi”, nove quelli “gravi” e 22 i “non gravi”. Anche tra i feriti, 5 sarebbero quelli italiani.

I ragazzi – di età compresa tra i 22 e i 29 anni – stavano rientrando da Valencia dove si erano recati per ammirare il famosissimo spettacolo del Festival dei fuochi d’artificio di Las Fallas. 

Si parla di “errore umano”. L’incidente, avvenuto alle 6 del mattino, sarebbe stato la conseguenza di un colpo di sonno dell’autista, di 47 anni, ferito in maniera lieve e risultato negativo al test alcolemico e tossicologico. 

 

Spagna: “la strage degli studenti” was last modified: marzo 31st, 2016 by Roberta Magliocca
21 marzo 2016 0 commenti
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